• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Lythande_Lynch


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *Il cielo si stendeva plumbeo sopra le guglie di Hogwarts, quel giorno di settembre, avvolgendo con morbidi e voluttuosi cirri tutta l'aria intorno al castello. Le nuvole promettevano pioggia, nella loro maestosità, e oscuravano gran parte del panorama per quanto erano basse. Un tempo da lupi, l'avrebbe definito qualcuno. O, forse, un tempo da Serpi rinchiuse nell'ultimo posto dove gli studenti più normali avrebbero mai pensato di rifugiarsi.
    La Verde Argento stava ingloriosamente seduta per terra, con la morbida sacca di pelle a farle compagnia appoggiata di fianco, e continuava a lasciar oscillare innanzi ai suoi occhi un ciondolo sferico: su una faccia di quel prezioso oggetto, compariva il blasone dei Lynch con sotto le iniziali della ragazza mentre, sull'altro lato, fiorivano due lancette, contornate da delicati fiori in filigrana dorata su sfondo nero.
    Le iridi grigie della Strega, che nulla avevano da invidiare alla scala cromatica del cielo di quel giorno, osservavano come ipnotizzate il lento oscillare di quel piccolo tesoro, quasi che, con la sua quieta danza regolare, potesse concederle quel po' di serenità che raramente riusciva a trovare dentro se stessa.
    L'ambiente intorno era un tantino trascurato, sovente messo alla prova dai capricci distruttivi di quel tedioso fantasma che vi abitava: la lamentosa, petulante, noiosissima Mirtilla Malcontenta che, almeno per quel giorno, aveva fatto la grazia di tenere la sua ectoplasmica e stridula presenza ben lontana da quelle quattro mura.
    L'altera figura della Serpeverde strideva non poco in quella stanza abbandonata: con le gambe rannicchiate contro il petto, lasciava che il proprio profilo si stagliasse diafano nel silenzio circostante, incornicato sol dalla lunga chioma castana. Tutto, in lei, suggeriva orgoglio e fierezza, trovando parole senza voce in quegli occhi d'argento che sapevano spesso, purtroppo, ferire più di una spada. Stando così, immota accovacciata a terra, non aveva, a dire la verità, nulla da invidiare all'insolita e lunare bellezza di una Banshee. Bellezza che, si sa, solo apochi è concesso il privilegio di saper vedere e apprezzare.
    Un profondo sospiro le schiuse le rosee labbra: volse appena lo sguardo verso la finestra che offriva quello spettacolo metereologico un po' inappropriato per l'inizio dell'autunno, per poi riportalo, malinconico, sul ciondolo. L'insofferenza era un vizio che mai l'abbandonava, ma quel giorno aveva concesso maggiore spazio alla malinconia che albergava, talvolta sopita, talaltra costretta, in lei.
    Fermò l'orologio nella sua folle danza, per poi osservarlo sostare nel palmo aperto della mano sinistra: con la destra, cautamente, fece scattare il perno posto al centro, sulla sommità, per veder schiudere il gioiello sotto i suoi occhi. Una dolcissima e altrettanto triste musica inziò a diffondersi quieta nella stanza. La Serpeverde socchiuse gli occhi, reprimendo con tutta la forza di cui era capace la morsa che le attanagliava lo sterno, all'altezza del petto, là dove talvolta persino lei dubitava che qualcosa palpitasse davvero. Nemmeno al riparo da sguardi indiscreti si concedeva quel peccato capitale che, fra tanti, a lei non era mai stato concesso. Debolezza. La disgustava persino il suono della sola definizione.
    La musica trascinò la Lynch lontana da quel bagno dimenticato da Mirtilla e dagli Elfi Domestici: con gli occhi chiusi, che si scioglievano in mercurio fuso sotto le ciglia scure, vagava con la mente al Manor e alle notti d'estate spese a esprimere desideri verso la volta celeste. Tornava con le mani a una pergamena colorata in biblioteca. Ripercorreva coi passi i giardini di Hogsmeade. Risentiva il profumo della prima volta a Mielandia.
    Allontanava dal palato l'amaro sapore della solitudine che lei stessa aveva eletto a proprio fedele gregario, per lasciare il posto alla dolcezza immaginaria delle Api Frizzole di cui era sempre stata golosa.
    La musica continuò a risuonare, in quel grigio pomeriggio d'autunno, mentre la Verde Argento faceva appello a tutti i suoi più cari ricordi, quasi che dovesse scagliare il più potente Patronus dell'anima contro i Dissennatori dei propri dolori.*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    Biblioteca

    *Se qualcuno con la testa sulle spalle (incluso Sir Nicholas de Mimsy-Porpington?), quel pomeriggio uggioso, avesse cercato una ligia Corvonero, dove l’avrebbe individuata? Ovviamente in Biblioteca. La Firewet era rinchiusa nella Stanza del maggior sapere di Hogwarts in quanto doveva svolgere i numerosi compiti che i Professori avevano impartito agli studenti. Con spirito di buona volontà, dopo mangiato, si era diretta nel locale custodito dall’arcigna Bibliotecaria e non si era più scollata dai libri e dalle pergamene. Quando alzò lo sguardo le sembrò che fosse passato un giorno intero in quanto la luce che entrava dalle ampie vetrate era sempre più scarsa invece, visualizzando un orologio posto su una parete, si accorse, con estremo sconforto, che erano passate solamente due ore e mezza. Sbatté la riccia testa sul ripiano in quercia e produsse un forte TOC.*

    Secondo me è vuota.

    *Con la mancina si grattò la scatola cranica come per cancellare via quella voce. Doveva continuare, non poteva arrendersi di fronte a quella marea di compiti. Quindi si ributtò a capofitto sulla pergamena in cui galleggiavano le domande di Storia della Magia: Merlino cosa doveva scrivere sui riti di passaggio? Prese a sfogliare maniacalmente il libro “Storia della Magia” di Bathilda Bath ma non riuscì a trovare niente di quello che le interessava. Sconfortata, chiuse il libro.*

    Pensa, Firewet, pensa..

    *Ma certo, come aveva fatto a non pensarci prima! Il Professore aveva esplicitamente detto che se avevano dei dubbi potevano andare a trovarlo nel suo ufficio per chiedere delucidazioni in merito. Quindi la Corva controllò nella sua agendina giallo canarino dove si trovasse l’ufficio del Professore di Storia della Magia. Scorse una lunga lista scritta a caratteri cubitali e lo trovò: Primo Piano. Fece armi e bagagli, racchiudendo tutti i suoi accessori alla rinfusa nella borsa a tracolla nera e, stringendo il suo libro di Storia della Magia tra le braccia, uscì dalla Biblioteca. Un pensiero la accompagnò quando mise il piede destro sulle scale per scendere ai piani inferiori:*

    Speriamo che non decidano proprio ora di cambiare..


    Primo Piano

    Fortunatamente, mentre scendeva, le scale avevano deciso di non cambiare la loro posizione e la Firewet riuscì così a scendere velocemente al corridoio del Primo Piano. I suoi passi producevano un piccolo rumore ogni volta che atterravano sul terreno in pietra e sembrano voler tenere il ritmo in quella parte del Castello così silenziosa. In lontananza vide la porta dell’ufficio, recante una lustra etichetta con inciso il nome del Professore di Storia della Magia, alla quale cercò di avvicinarsi a passo spedito ma..la sua attenzione, o meglio il suo udito, venne attirato da qualcos'altro. Alle sue spalle, in fondo al corridoio, sembrava librarsi una sottile musica: un agglomerato di note tristi, ma allo stesso tempo rassicurati. Shireen venne attirata da quella musica e, vinta dalla sua curiosità (la scimmia Firewet fece la sua comparsa) decise di vedere cosa o chi producesse quel suono. Alla fine del corridoio, celata parzialmente agli occhi degli studenti, si trovava una porta molto vecchia e abbastanza rovinata recante su di essa un foglio penzolante con la scritta “GUASTO”. La quattordicenne posò l’orecchio destro sull’uscio: come aveva presupposto la melodia giungeva proprio da lì. Stando molto attenta a non far produrre alla porta dei suoni scricchiolanti, la aprì di circa trenta centimetri. Con fare indagatorio sbirciò all’interno del locale: il pavimento era bagnaticcio e rifletteva una luce fioca prodotta da alcuni mozziconi di candela; sotto un grosso specchio rotto e macchiato c'era una fila di lavandini in pietra sbreccati e porte di legno, di quelli che sembravano essere gabinetti, erano graffiate e scorticate (una, addirittura, ciondolava mollemente fuori dai cardini). Il suo odorato venne aggredito da un forte odore di muffa e il suo udito venne maggiormente pervaso da quell’incessante suono che l’aveva portata fino lì. Vicino al muro di separazione dei bagni notò che, seduta per terra, vi era una figura. Focalizzò la sua attenzione sul viso dell’ombra che vi risiedeva all’interno. Che fosse un fantasma? Cercando di abituarsi all’oscurità del locale riuscì a scorgere una persona che portava una divisa verde argento. Concentrando maggiormente la sua vista riuscì finalmente a vedere chi fosse quell’individuo: Lythande Lynch, la giovane con cui la Corva qualche settimana prima aveva avuto un acceso (e divertente?) scambio di battute in Biblioteca. La Firewet si appoggiò lievemente allo stipite della porta per notare quello che la controparte stava combinando all’interno di quel locale così fatiscente. La Serpe aveva gli occhi chiusi e, con la testa appoggiata al duro muro in pietra, sembrava venir cullata da quella musica che usciva da un particolare oggetto circolare posto in una sua mano. Il volto della Lynch, che sembrava attirare su di sé sia le smorzate luci del locale che le ombre, sembrava rilassato. Shireen osservò per qualche secondo il viso disteso della ragazza senza quella smorfia che si manifestava su di esso ogni volta che dalle sue labbra usciva qualche parola graffiante. La quattordicenne pensò che quello doveva essere momento privato della studentessa e per nessuna ragione voleva disturbarla. Quindi si girò per andarsene e..
    STONK.
    Si era completamente dimenticata del libro racchiuso tra le sue mani, e lasciando la presa per richiudere la porta, era rovinosamente caduto a terra. E ora?*

    @Lythande_Lynch




    Ultima modifica di Shireen_Firewet oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *La musica aveva concesso alla Serpeverde di allontanarsi da quelle mura fatiscenti, dimenticando il vuoto che regnava fuori, e dentro di lei, per condurla in punta di piedi sulla scia degli unici ricordi piacevoli che serbava gelosamente dentro di sè.*

    STONK

    *Un tonfo secco spezzò l'incantesimo che tutto avvolgeva, così improvviso da far spalancare le iridi d'argento della Lynch in un'espressione ferale e guardinga e indurla a far scattare, rapide, le dita sulla bacchetta di mogano, fedelmente conservata nel fodero della cintola, sì da estrarla e puntarla in direzione del suono.
    Lo sguardo di mercurio fuso ci mise un po' a mettere a fuoco chi aveva osato disturbare quel momento di pace tanto alacremente guadagnato, o meglio, chi aveva osato sorprenderla con le difese così abbassate. Fu con sorpresa, dunque, che individuò vicino alla porta la figura immobile della Corvonero, quasi che qualcuno l'avesse impastoiata in posizione plastica, nell'atto di sgusciare via di soppiatto. Non abbastanza, evidentemente.*

    Shireen... hai per caso deciso di morire per mano mia?

    *domandò con sottile ironia, lasciando che i muscoli tornassero a rilassarsi mentre abbassava la bacchetta, fino a poco prima stretta tra le dita con tanta forza da farle sbiancare le nocche. La Verde Argento inclinò il capo, celando dietro la sua affilata faccia strafottente il sollievo per esser stata sorpresa così inerme dalla stramba Corvonero. Ma @Shireen_Firewet, se aveva almeno intuito la cangiante natura della figlia di Salazar, sapeva che avrebbe dovuto pagare per quell'affronto. E non se la sarebbe cavata solo con una pallida e generosa frecciatina. La Verde Argento fece scattare il coperchio dell'orologio ancora stretto nella mano mancina, ponendo fine alla melodia che fino a quel momento aveva riecheggiato intorno, lasciando che solo il silenzio, interrotto da qualche gocciolio sinistro, dominasse lo spazio intorno. Infilò il prezioso monile nella tasca della divisa, alzandosi da terra in un unico, fluido movimento, accompagnato dal lieve ondeggiare della lunga chioma castana. Quel brusco risveglio l'aveva completamente riportata alla realtà, e Lythande, in ossequio al grande senso del dovere che la animava, stava ricominciando ad offrire, a quella realtà, l'immagine che da lei pretendeva. Avanzò a passo lento verso la compagna, lasciando che la dritta facesse oscillare pericolosamente la bacchetta stretta tra le dita.*

    O vuoi forse renderti utile come cavia per farmi sperimentare gli ultimi incantesimi offensivi che ho appreso? Certo che voi ingegnosi Corvonero siete proprio disposti a tutto in favore della scienza e del sapere. Encomiabile, Shireen.

    *La figura della figlia di Priscilla si faceva man mano più nitida, agli occhi della Lynch, ora accesi da una scintilla metallica che, probabilmente, non avrebbe dato l'impressione di nulla di buono alla povera malcapitata. Ma si, in fondo, che male c'era a divertirsi un po'? Continnuò a far oscillare ostinatamente la bacchetta fra le dita, attenta però a non puntarla direttamente contro la ragazza, casomai fosse sopraggiunta qualche altra seccatura: in particolare, una di quelle seccature che portano lucenti spille, che ti qualificano come Prefetto o Caposcuola. Non aveva alcuna intenzione di far perdere punti alla propria Casata per essersi macchiata solo di un innocente scherzetto. Arrestò i propri passi solo quando giunse a un soffio dalla ragazza, mantenendo lo spazio di un sussurro, fra i loro visi, così che l'argento si incastonasse nello smeraldo a comporre un gioiello affilato e unico.*

    Da quanto tempo eri lì che spiavi, mio piccolo uccellino?

    *Spese finalmente la domanda che, per prima, le si era accesa in petto da quando era ritornata con lo spirito al bagno di Mirtilla Malcontenta. La mancina si allungò sulla porta del bagno, nel silenzio che seguì: la Bronzo Blu doveva avere ben chiaro, infatti, che sarebbe uscita da quel bagno unicamente se e quando la Serpeverde lo avrebbe ritenuto opportuno.*



    Ultima modifica di Lythande_Lynch oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *Quando il volume di Storia della Magia cadde dalle sue mani produsse un forte rumore che si propagò come un eco in tutto il corridoio del Primo piano. La Firewet, dal momento che aveva cercato di sgattaiolare via, si girò nuovamente verso la porta e, attraverso il piccolo spiraglio che aveva aperto, notò che la Serpe aveva cancellato via i pensieri dalla sua mente e, con uno scatto felino, aveva portato una sua mano ad impugnare la bacchetta che ora la puntava in direzione del suono, quindi nella sua direzione. Shireen, di rimando, affondò la mano destra nel fodero della sua bacchetta, posto sul fianco destro, ed avvolse le sue dita intorno ad essa. Il legno di palissandro e la sua conformazione, al cui interno era racchiuso un filo di capelli di Veela, permise all’arto della Corva di aderire perfettamente alla bacchetta. Mentre stringeva a sé quest’ultima non poté fare a meno di ricordare il giorno in cui l’aveva acquistata. Il commesso che lavorava da Olivander aveva consigliato subito quell’arma magica alla piccola Firewet: prendendola in mano, infatti, aveva percepito una sensazione di calore alla mano, e la bacchetta aveva emesso delle piccole scintille azzurre. Il negoziante, inoltre, le aveva spiegato che quel mezzo magico venisse chiamato, dagli intenditori, Pantarei. La timida bambina, un po’ balbettante, gli aveva chiesto perché portasse quel nome. Il commesso, tronfio di aver suscitato interesse nella giovane, le spiegò che il termine tradotto significava “tutto scorre”, aforisma attribuito ad Eraclito, un antico filoso greco. Il mago inoltre, prendendo un antico libro posto alle sue spalle, le fece leggere una piccola citazione che, a distanza di tempo, era ancora impressa nella sua mente:*

    Citazione:
    Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va.


    *I pensieri della studentessa vennero però interrotti dalla voce sibilante della Lynch che le domandava se per caso volesse morire per mano sua. Shireen non riuscì a trattenere una leggera risata e si rivolse con estrema tranquillità alla sua interlocutrice:*

    Merlino, come sei teatrale! A parer mio la Lynch non potrebbe uccidere un piccolo e tenero uccellino.

    *Un sorriso enigmatico apparve sul suo volto: la precedente affermazione si riferiva al loro primo e strano incontro che era avvenuto nella Biblioteca della Scuola. Notando che la Serpeverde abbassò la bacchetta, anche la giovane lasciò la sua e si inchinò, con un movimento calcolato, per prendere il libro che ancora si trovava per terra. Prendendo quest’ultimo con la mancina si rialzò e poté constatare che la musica che fluttuava nell’aria fino a qualche secondo prima era sparita. Nel frattempo la ragazza dagli occhi di ghiaccio si era elevata da terra chiedendole, inoltre, se preferisse, invece di soccombere alla sua bacchetta, rendersi utile per sperimentare gli incantesimi offensivi che aveva ultimamente appreso. La Firewet di rimando le rispose:*

    I Corvi, però, risponderebbero alle zanne delle Serpi. E ti assicuro che il rostro e gli artigli non sono molto delicati. Però questo non mi sembra il luogo adatto. Magari si potrebbero incotrare al Club dei Duellanti..

    *Lasciò quest’ultima affermazione in sospeso. Non si era ancora iscritta al Club ma, in futuro, magari ci avrebbe fatto un pensierino. Voleva continuamente migliorare ed imparare più incantesimi possibili.*

    Toc, toc! Firewet sei tu?

    *Un rumore si propagò nella sua testa, seguito da una domanda posta dalla sua coscienza. In effetti come poteva essere la solita Firewet dal momento che era così calma nel parlare con un’altra persona? Nel frattempo la Lynch si era mollemente avvicinata a lei e la scrutò con sguardo indagatore. Quest’ultima le domandò da quanto tempo fosse lì a spiarla. Che brutto termine, non la stava di certo spiando.*

    Non è colpa mia se qualcuno fa risuonare una musica che riecheggia nel corridoio. Un piccolo uccellino potrebbe farsi qualche domanda, non pensi?

    *Shireen aspettò un qualunque tipo di risposta dalla Serpe. L’avrebbe azzannata con le sue velenose appendici orali? Poteva essere una possibilità. Incuriosita, inoltre, lasciò sospesa in aria una domanda che questa volta uscì dalla sua bocca e non da quella della Serpe:*

    E tu cosa fai in questo maleodorante bagno? Non si addice proprio ad un appartenente della Casa di Salazar..

    *Mentre poneva questo quesito i suoi occhi verdi giravano attentamente per l'umido luogo che si estendeva alla spalle della Lynch. All’interno del locale le uniche cose che si riuscivano a percepire erano però delle piccole gocce d’acqua che dai tubi malridotti interrompevano la loro corsa sull’antico pavimento.*

    @Lythande_Lynch


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *Un sincero e spontaneo riso propruppe dalle fini labbra della Verde Argento: quell'uccellino così sfrontato e pungente aveva il miracoloso e raro dono di riuscire a divertirla davvero con i suoi modi dannatamente innocenti, ma non per questo deferenti. Si ravviò la lunga chioma corvina con la mancina libera, offrendo un enfatico inchino a conferma della teatralità appena attribuitale. La bacchetta smise di oscillare, finalmente, tra le dita sottili, per trovar riposo sul fianco della Strega, seppur ancora stretta in mano.*

    Per Salazar Shireen, non puoi stuzzicarmi così tanto. Io sono già un membro del Club dei Duellanti e, quant'è vero Merlino, non sai cosa darei per mettere alla prova le mie zanne con i tuoi artigli!

    *Continuò a sorridere scuotendo appena il capo incredula: la timida e stra-insicura Corvonero che aveva conosciuto in biblioteca pareva essersi davvero prodigata nel mantenere intatta e accrescere l'armatura di piume sontuose che la Serpeverde aveva amorevolmente tessuto per lei. La Lynch, ora definitivamente compiaciuta per la presenza della ragazzina, si allontanò un po' da lei, dandole il giusto spazio di respiro per non sentirsi prevaricata- non che avesse dato segno di sentirsi tale ma, si sa, Lythande non era certo il tipo da mettere da parte il proprio esasperato egocentrismo, per quanto trovasse gradevole quell'estranea presenza.*

    Devo dare atto che, in effetti, la musica poteva attirare qualcuno, contando quanti maledetti ficcanaso si aggirano fra queste mura...

    *Lanciò un'occhiata tanto sarcastica quanto eloquente a @Shireen_Firewet.*

    ... tuttavia, speravo che il pericolo di incappare in Mirtilla avrebbe aiutato a far desistere i suddetti ficcanaso dall'entrare in quello che, diciamocelo, è il posto forse meno accogliente di tutta la scuola. Mi sarei aspettata di veder comparire un coraggioso figlio di Godric. Ma si vede che il disprezzo per il pericolo è una dote anche dei discepoli di Priscilla Corvonero, o almeno, di alcuni.

    *Si girò sui tacchi, offrendo così le spalle alla compagna di scuola, intraprendendo un percorso senza meta lungo il consunto pavimento della stanza. Le iridi d'argento scorsero lo stato dimesso e decadente di qualsiasi elemento si offrisse alla vista, ma parevano non vederne l'intrinseca bruttezza. Per lei, in realtà, quel luogo dimenticato persino dagli Elfi Domestici, per quanto estraneo al lusso composto e confortevole nel quale era cresciuta, rappresentava una vera e propria oasi di pace.*

    Ero qui per stare lontana dai ficcanaso, mi pare ovvio.

    *Il tono della voce assunse l'incrinatura tediata che la Lynch era solita offrire ogni qual volta glissava su aspetti ben più intimi riguardanti le sue scelte. Emise un piccolo sbuffo di disappunto, per poi alzar nuovamente la bacchetta di mogano che ancora stringeva fra le dita.*

    Però, devo riconoscere che non è di certo luogo consono per una Strega come me, come hai giustamente osservato tu.

    *Si arrestò al centro della stanza, sollevando il suo catalizzatore magico all'altezza del torace, mantenendolo parallelo al pavimento. Alzò appena il diafano volto, socchiudendo gli occhi di mercurio fuso e far appello a tutto il desiderio di bellezza che le sarebbe occorso per lanciare l'incantesimo che si era proposta. Pensò agli occhi di smeraldo della compagna, quieti come i prati in primavera e impetuosi come la risacca di mari lontani: si, poteva decisamente andare. Un dolce tepore le si raccolse in petto, rievocando la chiacchierata sostenuta in biblioteca e il suo imprevedibile epilogo, che iniziò a spandersi lentamente in ogni fibra corporea, scivolando sinuoso lungo il braccio destro fino alla punta delle dita. Quel calore si raccolse e si fuse nella bacchetta, facendo palpitare la fibra di Corda di Cuore di Drago racchiusa in essa.*

    Farfallus explodit

    *La formula uscì bassa ma decisa, tra le labbra della Verde Argento che compì un delicato movimento con il polso destro, come a disegnare un simbolo dell'infinito nell'aria: la punta del catalizzatore magico si illuminò di una sfera di luce argentea, che prese ad allargarsi a macchia d'olio come una morbida nebbia. La sfera palpitò, dissolvendosi in altre piccole sfere che generavano altre sfere ancora: in questo dolce moltiplicarsi, ogni singolo elemento si modellò in una piccola farfalla, che prese a sbattere le ali lunari venate di verde in giro per la stanza, illuminandola come in una notte di plenilunio. Quando tutto il soffitto si colorò delle strane ospiti evocate dalla figlia di Salazar, quest'ultima riaprì gli occhi liquidi, portandoli sulla minuta figura della Corvonero.*

    Così è decisamente meglio... non trovi?

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *La Lynch si esibì in una candida risata. La Corva, allarmata da quella manifestazione, guardò lievemente nei paraggi per scovare chi avesse lanciato un Rictusempra nei confronti della Serpe. Ma, dopo aver fatto oscillare il suo sguardo da destra a sinistra, constatò che il corridoio era deserto come qualche attimo prima. La giovane verde argento si ricompose subito: fece un lieve inchino in risposta agli applausi verbali che la Corva le aveva fatto e finì di far oscillare la bacchetta, conservandola però ancora nella sua mano. La Firewet qualche secondo prima aveva riposto il suo mezzo magico all’interno del fodero posto sul suo fianco: aveva forse preso troppo alla leggera la situazione? Nel frattempo la giovane le confessò di essere un membro del Club dei Duellanti e la sua frase le lasciò intendere che desiderava partecipare ad un incontro contro di lei. Che cosa aspettava dunque ad iscriversi al Club dei Duellanti per portare onore e gloria alla Casa di Priscilla Corvonero? Il pomeriggio di qualche giorno primo era apparso nella bacheca degli annunci della sua Sala Comune l’avviso di inizio iscrizioni al Club. La Firewet, per tutta la notte, aveva rimuginato sul fatto di iscriversi o meno. Alla mattina, quando il suo furetto Oberyn era balzato sulla sua testa come era consueto fare, le giunse l’illuminazione. Aveva quindi deciso di aspettare ancora un po’: aveva paura che il duellare le avrebbe sottratto tempo necessario alla studio e non voleva che andasse in quel verso. Mentre rimuginava tra sé e sé, la sua interlocutrice si allontanò lievemente da lei ed espose il fatto che, in effetti, qualche ficcanaso poteva essere attirato dalla musica che aveva prodotto il suo ciondolo.*

    Per lei sono Firewet Stupida Ficcanaso Shireen. Che bell’epiteto che mi sono conquistata oggi..Eppure il mio naso non è molto lungo.

    *Pensò la Corva toccandosi con il palmo della mano sinistra l’organo che racchiudeva e si collegava alle vie aerifere. La sua attenzione venne però attirata dalle parole che uscirono di conseguenza dalla sottile bocca della Lynch: quest'ultima aveva sperato che il pericolo di incontrare Mirtilla avrebbe scoraggiato i ficcanaso dall’entrare nel locale. Mirtilla? Dove aveva già sentito quel nome? La Firewet scrutò nuovamente quel luogo tetro e..ma certo! Come aveva fatto a dimenticarsene! Quello era il bagno delle ragazze, ormai in disuso da tempo, perché infestato da Mirtilla Malcontenta, il fantasma della ragazza morta in quel luogo per sguardo del Basilisco che era sgusciato fuori dalla Camera dei Segreti. Quindi con tono un po’ preoccupato si rivolse verso la ragazza:*

    Ma non potevi andare in un luogo meno lugubre e, soprattutto, non infestato da fantasmi malinconici e petulanti?

    *Shireen si ricordò l’incontro che aveva avuto con Mirtilla Malcontenta: nel suo primo anno mentre si stava dirigendo, come allora, dal Professore di Storia della Magia era stata attirata nel bagno da un pianto. Quale fatal scoperta! Si trattava proprio del lamentoso fantasma che la accusò di essere la colpevole della sua morte e la ragazzina, spaventata da quell’imperioso attacco, scappò ad ali spiegate. Fino ad allora aveva decisamente evitato di avvicinarsi a quel luogo. Quindi perché si trovava ancora lì invece di andarsene?
    La Lynch, al contrario, sembrava essere a suo agio in quel locale, anche se ammise che non era consono ad una Strega del suo rango.*

    La modestia prima di tutto!

    *Osservò tra le sue tempie mentre seguiva con i suoi bulbi oculari i movimenti flessuosi della Lynch che aveva raggiunto il centro dalla stanza. Qui, con tono deciso e un movimento snodato del polso, formulò un incantesimo. Dalla punta della sua bacchetta sgorgò una sfera argentea che si andò a dissolvere in tanti altri elementi circolari. Da questi ultimi si crearono farfalle luminose argento-verdi (in fondo quali altri colori poteva scegliere?). Una volta ultimato l’incanto diresse le sue iridi glaciali verso di lei e le domandò se non trovasse il luogo migliorato. Shireen annuì meccanicamente con il capo ma, addentrandosi di qualche passo nel bagno femminile, lo scrutò nuovamente: certo, le luci conferivano sicurezza, ma enfatizzavano anche il livello di degrado di quella zona.*

    Si è lievemente meglio. Ma non sarebbe indic..

    *Quella che doveva essere una domanda venne interrotta da un rumoroso riflusso d’acqua proveniente da un malandato gabinetto. La Firewet portò istintivamente la mano destra alla sua bacchetta. Era semplice acqua stagnata che scorreva ancora nei tubi quasi marci o vi era qualcuno lì con loro?*

    @Lythande_Lynch


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *Alzò gli occhi al cielo con evidente aria tediata alle rimostranze della Bronzo Blu: in fondo, quel bagno non era poi così lugubre, per una Serpeverde avvezza alle profonde oscurità dei sotterranei, senza contare che la Lynch non vedeva poi molta differenza tra il fantasma petulante che aveva fatto di quel bagno il suo eterno simulacro, e le frotte di studenti cicaleggianti che infestavano- loro si- tuto il Castello. Riabbassò la bacchetta, portandola nuovamente a giacere mollemente lungo il fianco destro, puntellando la mano sinistra sul fianco.*

    Capirai Shireen, questa scuola è già una valle di lacrime, con tutti gli studenti che trottano per ogni dove coi loro piccoli medio grandi drammi, uno più, uno meno, che effetto vuoi che mi faccia... senza contare che la povera Mirtilla, al contrario di molti, ha almeno un valido motivo per lamentarsi.

    *Sbattè piano le lunghe ciglia, proferendo non senza polemica tali parole all'indirizzo di @Shireen_Firewet, con le labbra incurvate in un sorriso ironico, a sottolineare quanto per lei fosse una vera tortura in ogni caso stare chiusa lì dentro. E la Corvonero, in fondo, lo sapeva bene: non era forse lei che si era divertita un mondo a lanciararle occhiate divertite e battutine durante l'interminabile cerimonia dello Smistamento?
    Alzò le iridi d'argento al soffitto, compiacendosi di quei piccoli miracoli alati che diffondevano la loro delicata luce argentea a ogni impalpabile battito d'ali, ma fu costretta a riportare il proprio sguardo di mercurio sulla compagna alle parole da questa proferite. Inarcò un sopracciglio a tanta inaspettata sufficienza: insomma, chi era delle due la Serpeverde altezzosa e sprezzante di ciò che non era puro lusso e sfarzosità? Forse il Cappello Parlante aveva fatto un incredibile errore a smistare quella ragazza fra i figli di Priscilla...*

    Ma cosa diamin...

    *Il flusso di pensieri della Verde Argento venne bruscamente interrotto da un rumore gutturale e acquatico proveniente da uno dei cubicoli del bagno: suo malgrado, voltò il capo di scatto, abbandonando l'esame chirurgico della propria interlocutrice per rivolgere un'attenzione ferale verso la fonte di quel rumore inaspettato. Il medesimo istinto dovette guidare le due giovani Streghe, mentre anche Lythande rialzava nuovamente la propria bacchetta, per poi avviarsi senza timore alla volta dei cubicoli.*

    Che accidenti è stato? Hai sentito Shireen?

    *Come una fiera che aveva già sfoderato gli artigli pronti all'attacco, la figlia di Salazar avanzò a passi cauti e misurati verso i gabinetti che, teoricamente, avrebbero dovuto essere disabitati. Fino ad allora. Con la bacchetta sguainata, ora tenuta puntata avanti, parallela al terreno, seguì l'onda sonora di quel riflusso rauco, pronta ad attaccare l'incauta creatura che si fosse spinta sin lì per spiare la solitaria Lynch. Eh già, la modestia prima di tutto!
    Quando giunse innanzi la porta che, sinistramente, penzolava mezza scardinata, una massa argentea ne scaturì fuori, così rapida da apparire indistinta fra i battiti di ciglia. Un refolo gelido s'insinuò tra le due ragazze al passaggio dell'ombra che, compiuta una rapida giravolta a fior di soffitto, emise uno stridio acuto e ghignante, andando poi a posarsi sopra il davanzale di una delle grandi finestre che illuminavano la stanza della pallilda e piovosa luce autunnale.*

    Uuuuuuuuuuuuuuuuuuuiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii


    *La Serpeverde fece istintivamente un balzo indietro a quel passaggio improvviso, seguendo con occhi calamitati l'ectoplasmica presenza che aveva fatto, come suo solito, una comparsa più che scenica e inappropriata. Quando Mirtilla si mostrò adagiata, in tutto il suo tetro malumore, sul davanzale, Lythande emise uno sbuffo contrariato, guardando di sottecchi la Corvonero, i battiti del cuore, per un attimo bloccati quando ancora non sapeva cosa avrebbe dovuto affrontare, ora nuovamente tornati regolari.*

    Mi sa che oltre che ficcanaso, porti pure sfortuna Shireen...

    *Celiò la compagna, un ghignetto ironico a schiuderle le rosee labbra. Rilassò nuovamente le membra lungo il corpo, ben sapendo che non c'era nulla che avrebbe potuto fare contro la Malcontenta per eccellenza, men che meno con la bacchetta. La Serpe si portò la mano sinistra alla tempia, quasi avesse potuto fermare l'incipiente emicrania che pareva volerle risalire il cranio, per poi salutare definitivamente la propria pace interiore.*

    Buonasera a te, Mirtilla. Qual buon vento ti riporta al tuo rifugio? Cos'è, il calamaro gigante oggi non aveva voglia di giocare con te?

    *Sarcastico il verbo che la ragazza rivolse al fantasma. Dopo tutto, almeno un briciolo di divertimento doveva pur essere rimasto, in quella dannatissima scuola...*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *Mentre la Firewet si addentrò all’interno del locale illuminato grazie ad un incanto che la Serpe aveva agilmente effettuato, ascoltò attentamente la risposta della studentessa verde argento. Quest’ultima le confessò che non aveva problemi a trovarsi in quel luogo caro a Mirtilla Malcontenta: il fantasma della ragazza rispetto a tutti gli appartenenti della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts era l’unica ad avere un valido motivo per lamentarsi.*

    Le solite risposte alla Lynch..

    *Dopo che Shireen affermò che il luogo era lievemente migliorato grazie alle farfalle lucenti, dalle tubature del bagno giunse un rumore inquietante. La Serpe balzò all’improvviso con la bacchetta in mano e si rivolse alla bronzo blu chiedendole se anche lei avesse sentito qualcosa. Certo che lo aveva sentito, per Merlino che domande! Velocemente strinse tra la mano destra la sua bacchetta e si diresse subito dietro la Lynch che era partita in direzione dei gabinetti; in fondo poteva coprirle le spalle. Cercando di fare più silenzio possibile, mise i piedi per terra ma l’acqua sulla pavimento in pietra faceva produrre alle sue scarpe un cicaleccio umido rivelatore della sua presenza. Quindi giunsero dinanzi alla porta che penzolava scardinata e..una massa argentea sgusciò fuori da essa. La Firewet fece un piccolo sobbalzò nella sua divisa e puntò la bacchetta in direzione di quella presenza non desiderata. La figura lanciò un lungo stridio e si andò a posizionare sul davanzale di una grande vetrata appartenente al bagno. I raggi della luna attraversarono lo spirito che si trovava in quel luogo: Mirtilla Malcontenta si rivelò a loro. Quindi la Lynch, emettendo uno sbuffo, si rivolse alla giovane affermando, con un ghigno ironico, che oltre ad essere una ficcanaso portava pure sfortuna.*

    Firewet Stupida Ficcanaso Porta Sfortuna Shireen. Suona pure bene, no?

    *La Serpeverde inoltre abbassò la bacchetta e la Firewet la imitò di conseguenza. Se Mirtilla avesse visto che le due studentesse la minacciavano con una bacchetta sarebbe sicuramente scoppiato il pandemonio. La studentessa verde argento quindi si rivolse nei confronti del fantasma: le chiese, con il suo solito tono sarcastico, cosa la portasse nel bagno. Shireen si avvicinò all’orecchio della compagna per sussurrarle qualcosa:*

    Lynch sarebbe meglio non provocarla, potrebbe..

    *Ma la figlia di Priscilla non riuscì a terminare la sua frase infatti venne interrotta da un pianto stridulo e lamentoso. Si portò fulmineamente le mani alle orecchie, come per bloccare quel suono prima che raggiungesse i suoi timpani, ma ormai il danno era fatto. Lacrime argentee scorrevano sul viso della trasparente figura che, con un tono interrotto dai singhiozzi, si rivolse alle due giovani:*



    Anche voi qui per scagliarmi contro qualcosa? Vi ho visto con le bacchette puntate contro di me! Ah, certo: scaraventiamo incantesimi su Mirtilla, tanto lei non sente niente!

    *Le grida lamentose dello spirito si propagarono ancor di più all’interno del locale e la Firewet pensò che ogni singolo individuo, anche se si fosse trovato sulla Torre di Astronomia, avrebbe sentito le urla di Mirtilla. Come a voler placare la situazione, la Firewet decise di rivolgersi al lunatico fantasma. Ne andava anche della salute dei suoi timpani.*

    Scusaci Mirtilla non volevamo spaventarti puntando la bacchetta contro di te. Quest’oggi è sfuggito un Molliccio durante la lezione di Difesa contro le Arti Oscure e io e la Lynch sospettavamo che si fosse rifugiato nelle tubature.

    *Quella era una frottola vera e propria. Non sapeva cosa rispondere alla lamentosa presenza e aveva trovato una scusa per riuscire a placare in qualche modo il pianto della Malcontenta. Ma ci sarebbe riuscita? E soprattutto la Lynch avrebbe supportato la sua risposta? Nel caso non fosse accaduto niente di tutto ciò, molto probabilmente la Corva sarebbe scappata dalle urla stridule che si ripercuotevano instancabili nel bagno del Primo Piano.*

    @Lythande_Lynch


  • Lythande_Lynch

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 695
       
       

    *La previdente e saggia @Shireen_Firewet, una delle poche degne- in quella scuola- dei colori che portava, rivolse alla Verde Argento una più che corretta osservazione. Tuttavia, il cauto consiglio della Corva arrivò troppo tardi, ossia quando la Lynch aveva già dato fuoco alle polveri del suo pungente sarcasmo. Ahimè, contro il bersaglio sbagliato, visto che Mirtilla era dotata di una capacità ectoplasmica polmonare che avrebbe risvegliato persino il Basilisco nella Camera dei Segreti.*

    Se continua così, tra poco la sentiranno soltanto i pipistrelli...

    *Una volta tanto, tuttavia, Lythande non diede voce all'ennesimo commento al veleno e, temendo per un aumento smisurato del proprio mal di testa, continuò a massaggiarsi la tempia sinistra, guardando sconsolata l'immagine perlacea della ragazza che, in quel putrido bagno, aveva purtroppo trovato la morte.
    Si voltò, però, incuriosita, abbandonando l'opera di rilassamento cranico al quale era tanto dedicata, per scrutare con un sopracciglio inarcato la brava ficcanaso-Firewet che, con una prontezza di spirito invidiabile e mai sospettata, stava raccontando una balla di proporzioni enormi ma, tuttavia, più che plausibile.
    Col viso completamente rivolto verso la compagna, così che Mirtilla nulla potesse sospettare, le offrì un sogghigno da gatto del Cheshire, assai eloquente su cosa le stesse passando per la testa.*

    Hai capito la piccola e innocente Corvetta? Ecco qui che tira fuori rostro, artigli e... una bella bugia per salvarci i timpani! Che la stia portando davvero sulla strada della perdizione?

    *Oh si, alla Lynch sarebbe davvero piaciuto essere l'autrice dell'opera *Devia-Una-Corva*, ma sapeva che lì, il suo zampino ofidico, ben poco c'entrava. Rientrava, infatti, tutto nel disegno tracciato da un naturale quanto innato spirito di mera sopravvivenza.
    Motivo per cui andava assolutamente supportata.
    Anche Lythande teneva parecchio al proprio fine udito, casomai Shireen ne avesse dubitato...
    Fu così che la Verde Argento, in un battito di ciglia, ricompose il viso nella solita espressione marmorea, voltandolo nuovamente verso il fantasma per dare man forte alla brillante tesi della Corva.*

    Purtroppo è così Mirtilla...Scusaci.

    *Trasse un profondo sospiro, mantenendo un tono di voce pacato e, si, persino un poco contrito. Incrociò le braccia dietro la schiena, in modo da rendere ulteriormente inoffensiva la vista del proprio catalizzatore magico, indi proseguì.*

    Oggi, a Difesa Contro le Arti Oscure, la Professoressa Master ci ha fatto misurare ciascuno con un Molliccio. Come ben saprai, ognuno vede incarnata la propria paura più grande non appena se lo trova davanti, quindi non è un essere piacevole da incontrare. Alla fine della lezione, dato che eravamo in tanti, un Tassorosso del terzo anno non è riuscito a usare il Riddikulus sul suo Molliccio, e questo pare sia fuggito dall'aula prima che l'insegnante potesse rispedirlo nell'armadio dove li tiene conservati.



    *Abbassò lo sguardo sul pavimento, pensando se aggiungere altro a quel mare di frottole o fermarsi. Mirtilla era tremenda ma, in ogni caso, non le era mai parsa particolarmente sveglia... si azzardò, quindi, a proseguire, assumendo un tono di voce appena più preoccupato. Se c'era una cosa a cui la Malcontenta aveva dato prova, in diverse occasioni, di non resistere, era un po' di adulazione. Tanto valeva fare un tentativo.*

    Sai, la cosa di cui Shireen ha più paura è proprio il Basilisco e... ecco, con quello che ti è successo... eravamo pronte a evitare che apparisse proprio qui. Ci sarebbe sembrato tremendamente ingiusto rievocarti un così doloroso ricordo. Qunado abbiamo sentito il rumore non c'eri, quindi eravamo pronte con le bacchette a cercare di eliminare il problema. Tutto qui. Scusaci.

    *Probabilmente era la prima volta in vita sua che la Strega pronunciava delle scuse per ben due volte nel medesimo discorso. Ma il rischio di far infuriare Mirtilla era tale che valeva la pena anche di quello.
    Sbirciando di sottecchi la quattrocchi evanescente e la reazione su di lei di tutto il lungo e persuasivo- sperava- discorso, cercò gli occhi smeraldini della Corva. Una muta preghiera nel mercurio fuso di lei.*

    Reggimi il gioco, Corvaccia, o oltre al Basilisco, ti faccio vedere anche degli Snasi Verdi appena usciamo di qui...

    *Oh beh... si sa... Lythande aveva un modo tutto suo per empatizzare con gli amici...*