Hogwarts - 4° Piano
Hogwarts - 4° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Daphne_Harris


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    [Scale di Hogwarts - ore 5.30 PM]

    *Continuamente, irrimediabilmente e inesorabilmente, le scale del castello si spostavano a destra e sinistra facendo perdere tempo prezioso alla giovane Harris, studentessa del settimo anno diretta, o almeno ci provava, alla Biblioteca. Nonostante l'anno scolastico fosse iniziato da poco più di un mese, i compiti che i docenti lasciavano erano sempre parecchi e il numero aumentava a vista d'occhio. Incerta sul suo stato mentale o se sarebbe riuscita a superare i fatidici M.A.G.O., la brunetta cercava di mantenere un certo controllo, spostandosi da una scala all'altra senza sosta. Forse, un semplice incantesimo Immobilizzante le avrebbe fermate per qualche istante? Eppure quella soluzione le sembrava così banale che, pochi istanti dopo rinunciò all'idea di sfoderare la bacchetta e provarci. I quadri intanto, osservavano la scena divertiti, quasi fosse arrivato per loro un bel banchetto. La ragazza li guardò di sottecchi, più volte si era sentita urlare frasi poco carine, ma lei aveva altro a cui pensare che a litigare con dei quadri! E poi, se lo avesse fatto non se ne sarebbe liberata più per tutto il resto dell'anno e temeva potesse ritorcersi contro, in qualunque modo possibile e non poteva permetterselo.*

    Direi che questo sarà l'anno più impegnativo di tutti.

    *Rifletté la Harris reggendosi al corrimano della scala, che aveva finalmente deciso di dirigersi verso il corridoio della Biblioteca, luogo in cui desiderava andarci da ben...*

    Mezz'ora??? Mi è passata mezz'ora a giocare con voi!

    *Urlò senza nemmeno rendersene conto, adirata per quanto tempo avesse perso a girovagare per le scale e il tutto per arrivare al quarto piano? Era ridicolo!*



    Dovrò fare un reclamo alla Preside. Ho altro a cui pensare che stare dietro ai capricci di queste scale in vena di fitness! I miei studi contano di più di questo loro movimento eccessivo.

    *Sfogò la sua frustrazione saltando pochi istanti prima di fermarsi nel corridoio e, senza voltarsi indietro, iniziò a muoversi a passo deciso presso la sua ambita meta.*

    [Biblioteca - ore 6.00 PM]



    *Come aveva immaginato, la grande biblioteca era quasi deserta. Era domenica e molti studenti erano al Villaggio di Hosmeade a mangiare leccornie, a bere una deliziosa Burrobirra o ad visitare la stregata Stamberga Strillante. In giro per il grande ambiente, solo qualche studente più piccolo o qualche brillante erede di Rowena in balia dei compiti o di approfondimenti extra.*

    I soliti...

    *In effetti molti visi erano conosciuti perché grandi frequentatori della Biblioteca, anche se non vi aveva mai parlato o non ne ricordava i nomi. La scuola era grande, non poteva sapere i nomi di tutti! Eppure, chiunque invece sapeva chi fosse lei, alla sua casata, alla sua storia con Alexander, a ciò che era avvenuto durante l'estate presso Diagon Alley e dell'attacco sferrato da Viktor. Se c'era una cosa che non era mai riuscita a capire, il come mai le voci girassero così in fretta e in modo così accurato!*

    Per quanto riguardi la mia vita, non sono venuta qui per rimuginarci, bensì proseguire il mio percorso scolastico al meglio.

    *Pensava la diciassettenne dirigendosi in fondo alla biblioteca, nel luogo più appartato di tutto l'ambiente, vicino ad una grande vetrata che mostrava il grande Lago Nero e un piccolo scorcio della Foresta Oscura, fitta di alberi e di tenebre, nonostante vi fosse ancora il sole. Distolse lo sguardo da quella distrazione, sedendosi e prendendo dalla borsa libri, piume, inchiostro e... la bacchetta dalla tasca del mantello. Per quanto potesse sembrare inutile, preferiva averla al suo fianco, usarla di tanto anche per i motivi più futili, come avvicinare un libro o cambiare pagina. Rimase seduta ad osservare il grosso volume di Storia della Magia, libro che stava usando per approfondire delle ricerche su alcuni personaggi illustri del Mondo Magico. Aprì il tomo un po' impolverato e iniziò a sfogliarlo alla ricerca di qualcosa di interessante da scrivere nella sua ricerca: "Maghi e Streghe che hanno fatto la nostra storia".*



    Spero che il professor Mcqueen apprezzi!

    @Micky_Handwrite,


  • Micky_Handwrite

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 533
       
       

    [DORMITORIO TASSOROSSO – CAMERA DI MICKY, ore 17:00]

    *Micky se n’era stata tutto il pomeriggio nel suo dormitorio, infuriata.
    Quella mattina, subito dopo la colazione, suo fratello minore Lysandre aveva pensato bene di inviarle una Caccabomba via gufo, giusto per ricordare alla sorella di scrivergli più spesso. Micky aveva passato l’ora di pranzo a lavarsi cercando di eliminare ogni traccia di quell’odore nauseabondo e, come se non bastasse, si era dovuta sorbire il gufo di famiglia Terseo che la becchettava nel tentativo di spronarla a scrivere al fratello.*

    Non posso credere che sia arrivato a questo punto! Non è possibile! È trascorsa solo una settimana dall’ultima volta che gli ho scritto!

    *Micky era molto legata a suo fratello, capiva bene che lui si annoiasse a casa senza di lei, ma quando è troppo è troppo!
    Gli aveva scritto due righe, in fretta e furia, ammonendolo che se gli fosse venuta un’altra bizzarra idea non gli avrebbe più scritto fino alla fine dell’anno.
    Aveva rimandato Terseo a casa e si era sdraiata sul letto, sperando che la rabbia pian piano l’abbandonasse.
    Aveva saltato il pranzo, ma poco importava, non era affamata e avere la Sala Comune vicino alle cucine aveva sempre i suoi vantaggi.*

    Dovrei studiare, l’anno prossimo avrò i GUFO, mi dovrò impegnare molto più di quanto sto facendo ora.

    *Micky pensò a Gandalf, a Claire, a Daphne, a Dragonis e a tutti i suoi amici che in quel momento, con molta probabilità, erano per le vie di Hogsmeade o in qualche pub a bersi una Burrobirra fumante. Non era dell’umore giusto per aggregarsi, per niente.
    Erano le 18:00 passate quando le venne la folle idea di andare in biblioteca. Il collegamento che aveva fatto era molto semplice: Domenica - quasi ora di pranzo - inverno - nessun esame nelle vicinanze - deve essere quasi deserta!
    Non aveva intenzione di andare a studiare, di certo non quel giorno, ma i libri riuscivano sempre a infonderle un po’ del loro senso di pacatezza, di tranquillità e, chissà, magari l’avrebbero anche aiutata a ritrovare il buonumore.
    Raccolse i capelli in una morbida treccia, le piaceva avere un aspetto sobrio e non troppo curato, e si diresse a passi calmi e tranquilli verso il quarto piano.



    Ormai conosceva a memoria tutte le scale del castello, ma durante il tragitto si accorse che alcuni quadri stavano stranamente sogghignando tra loro.*

    Non è il caso di pensarci! Sono quadri!

    *Rammentò a se stessa.*

    [BIBLIOTECA, ore 18:00]



    *Quando entrò nelle stanza, Micky non si stupì di trovarvi alcuni Corvonero: era risaputo che a loro piaceva studiare, anzi, a ben vedere era strana la SUA presenza lì. Micky si era sempre ritenuta nella norma, non era eccessivamente studiosa, ma non se la cavava male con i compiti, però era raro che andasse a studiare in biblioteca. Aveva sempre preferito l’ambiente familiare e tranquillo della sua stanza.
    Stava per dirigersi verso uno scaffale, non uno a caso, uno che l’avrebbe nascosta agli occhi curiosi degli altri ragazzi, quando la sua attenzione venne attratta da qualcosa. Anzi, qualcuno.
    Una ragazza con i lunghi capelli bruni se ne stava china su un libro dall’aria polverosa. Micky non avrebbe mai confuso una ragazza qualunque con QUELLA ragazza: era @Daphne_Harris.*

    Non sapevo che Daph frequentasse la biblioteca anche di domenica…

    *Bisbigliò. Poi si rese conto del motivo: Daphne - settimo anno - MAGO in vista - chestupidachesonostataanonpensarci.
    Per un momento Micky ammirò la sua amica che era disposta a sacrificare anche i giorni liberi per lo studio, ma un attimo dopo si sentì in colpa per non aver mai fatto altrettanto.
    Rimase per un attimo a guardare la figura di quella ragazza che ormai conosceva da quattro anni. Non si stupì del fatto che fosse tanto popolare, Daph era così: sempre nel centro di grandi avvenimenti, o di grandi storie d’amore, o di grandi amicizie… Era una persona vera, di cui ci si poteva fidare.
    Micky aveva il sospetto che molte ragazze a Hogwarts invidiassero Daphne: era brava, bella, popolare, con un ragazzo quasi altrettanto popolare, ma i sentimenti di Micky verso la sua amica erano solo positivi, non era mai stata invidiosa. L’invidia rischia solo di insinuarsi nelle amicizie disintegrandole pian piano e Micky voleva tenersi stretti i suoi amici.*

    Chissà quante volte era qui a studiare nei finesettimana mentre io pensavo fosse a divertirsi con Alex…

    *Si avvicinò lentamente, non voleva disturbarla ma ci teneva a salutarla. Giusto un saluto, poi l’avrebbe lasciata continuare con il suo studio.*

    Daph?

    *Disse sottovoce poco prima di posarle una mano sulla spalla, da dietro.*

    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    Maghi e Streghe che hanno fatto la nostra storia?

    *Pensò rileggendo il titolo del suo compito, quasi avesse scritto una grossa assurdità, un grande insulto e non meritasse nemmeno di ottenere un buon voto.*

    Sembra così ridicolo! E oltre Falco Aesalon di cui si presuma fossa il primo Animagus della storia, che eventi importanti potrei elencare?

    *Rifletté continuando a sentirsi così inadatta e fuori luogo. Una ricerca di quel genere le avrebbe creato problemi per mesi, tempo che lei ovviamente non aveva a disposizione. Già, perché doveva consegnare la ricerca tra nemmeno una settimana e ancora era alle fasi preliminari, con un titolo che faceva acqua da tutte le parti e con poca voglia di applicarsi, non quel giorno. Era domenica! Tutti passavano i fine settimana a divertirsi e lei invece aveva rinunciato ad ogni cosa pur di portarsi avanti con i compiti. Aveva, tra l'altro, da completare un disegno sugli Ippogrifi, il compito sui Berretti Rossi e fare ben altre due ricerche per Erbologia! Ma i docenti non avevano di meglio da fare? Non avevano un briciolo di pietà o di vita da trascorrere insieme a qualcuno? A quanto le era parso di capire, probabilmente la sua risposta era no, altrimenti non avrebbero ammassato dei poveri studenti con compiti che quasi occupavano un intero vano della libreria.*

    Continuare a demoralizzarsi non aiuta. I compiti sono quelli e mi piacciono o no, devo farmeli andare a genio o addio M.A.G.O.

    *Si richiamò all'attenzione in pochi istanti, soffermandosi a leggere qualcosa riguardo a... passò il dito sulla pagina e lo percorse intenta a leggere le poche righe.*

    Codice:
    Andros l'Invincibile è ritenuto l'unico mago ad aver creato un Patronus di dimensioni giganti.


    Oh bene... Avanti con le manie di grandezza! Chi aveva per Patronus. Un Troll?

    *Sussurrò sbuffando e voltando la pagina, incapace di parlare di quel tipo che, al solo leggere il suo nome, aveva irritato la brunetta. Sembrava un lontano parente di Gilderoy Lockhart, solo che quel mago era stato un vero impostore, mentre il Patronus non si può nascondere.*

    Dovrei cercare di elencare qualche nome meno ricercato e più appetibile alla lettura del docente. Lui ama scoprire le capacità degli studenti e devo dar modo di dimostrarmi pronta per la vita reale.


    *Certo, non era una ricerca che la rendeva in grado di affrontare il mondo reale, anche perché ne aveva già viste parecchie ed era certa che lo stress non sarebbe terminato presto dopo essere usciti dal Castello. Lei e Alex avrebbero avuto altri problemi ed entrambi si stavano preparando ad affrontare realmente il mondo fuori dalla scuola. Il mondo reale era duro e crudo e Viktor Morgenstern possedeva uno sguardo agghiacciante. Al solo pensieri violenti brividi si impadronirono di lei, facendole rizzare persino i peli dietro la nuca. Cercando di allontanare la tensione, voltò la pagina, attratta da qualcosa che poteva rivelarsi affascinante:*

    Codice:
    Guendalina la Guercia: adorava essere messa al rogo, tanto che riuscì a farsi bruciare per ben 47 volte.


    Per la miseria! Questa qui aveva bisogno di uno svago migliore! Altro che 47 volte al rogo, avrebbe potuto impiegare il suo tempo per qualcosa di più costruttivo, no?

    *Presa alla sprovvista dai suoi pensieri, dalle sue idee e ipotesi, sussultò appena quando si sentì chiamare. Qualcuno era dietro di lei e una mano sulla spalla.*

    Daph?

    *Voce femminile, tocco delicato... una ragazza. Si calmò subito e si voltò, sorridendo alla sua compagna di casata e amica, Micky.*

    Oh, scusa, è che...

    *Che cosa? Che si aspettava un attacco a sorpresa? Che temeva fosse un Mangiamorte infiltrato? Era ridicola e lo sapeva, doveva solo cambiare discorso per non fare la figura della tassa-fessa.*

    ...ero immersa nella lettura del libro e non ti ho sentita arrivare. Anche tu in balia dei compiti?

    *Wow, era stata molto più naturale di come non si sarebbe mai aspettata di esserlo e adesso doveva solo dimenticare lo zio cattivo per un po' e... rilassarsi? Non era la parola giusta, ma non aveva il termine adatto, non in quel momento almeno.*

    Oh, perché non ti accomodi? Come stai? Tutto ok?

    *Accidenti? Adesso aveva esagerato! Prese un respiro, sorrise e sperò di non avere una tremenda faccia da ebete stampata in volto.*

    @Micky_Handwrite,


  • Micky_Handwrite

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    Oh, scusa, è che...
    ...ero immersa nella lettura del libro e non ti ho sentita arrivare. Anche tu in balia dei compiti?
    Oh, perché non ti accomodi? Come stai? Tutto ok?


    *Micky sorrise, era certa che Daphne avesse trascorso troppo troppo tempo in biblioteca nell’ultimo periodo: parlava della biblioteca come se fosse casa sua! Sapeva che Daphne era una ragazza studiosa, che si impegnava e che non restava indietro con i compiti, quindi era probabile che il settimo anno fosse davvero terribile. Micky si sedette al fianco dell’amica e la guardò in volto, come per accertarsi che stesse bene, che non fosse in uno stato di panico-pre-compito-in-ritardo o qualcosa del genere. I suoi lunghi capelli erano curati, il viso era calmo, ma i suoi occhi tradivano un po’ di… tristezza? Panico? Delusione? Micky non riuscì a interpretare quello strano bagliore.*

    Io sto abbastanza bene, grazie. Niente compiti però.

    *Agitò in aria le braccia come per scacciare dei brutti pensieri.*

    Avevo pensato che la biblioteca sarebbe stata quasi libera, di Domenica. A parte qualche Corvonero, ovviamente. Mi andava di curiosare un po’ tra i libri.

    *Micky cercò di apparire il più sincera possibile, ma non era certa che Daphne si sarebbe bevuta quella scusa. Non le andava di raccontarle l’incidente con la Caccabomba. Era troppo imbarazzante. Per non parlare del pomeriggio passato a lavare i vestiti nel tentativo di togliere dalla divisa quell'odore nauseante! Con un gesto innocuo, Micky si spostò la treccia da un lato e la annusò senza farsi notare. Ok, almeno l’odore era sparito.*

    Certo non mi aspettavo di trovarti qui!

    *Micky si sporse da sopra il tavolo per sbirciare sulla pergamena davanti a Daphne. Non voleva spiare, ma aveva come la sensazione che si trattasse di compiti e non di una lettera per Alex, quindi si concesse di leggere ciò che vi era scritto:*

    Maghi e Streghe che hanno fatto la nostra storia?

    *Micky lesse ad alta voce il titolo che compariva in grande, in bella grafia. Peccato che sotto il titolo c'era solo due righe striminzite adornate da qualche cancellatura frettolosa. Prese un voluminoso tomo dal tavolo, lo aprì a una pagina a caso, la 307, e lesse qualche riga.*



    “Secondo le testimonianze più accreditate, Falco Aesalon fu il primo mago ad entrare in contatto con l’affascinante e misteriosa branca dell’Animagia…”

    Voltò pagina. 308.

    “Dzou Yen fu il più grande e noto alchimista che…”

    Corse con lo sguardo alla fine della pagina.

    “Urg lo Sporco fu il folletto che, nel 1612 portò…”


    Chiuse il libro, e riprovò ad aprirlo, di nuovo a caso. Pagina 509.

    “Laurentia Fletwock era una nota allevatrice di cavalli alati da corsa che…”

    C’era solo una materia, ad Hogwarts, che ti obbligava a studiare su pesanti, polverosi e assolutamente monotoni tomi che anche il più paziente dei folletti della Gringott avrebbe trovato noioso…

    Scommetto che è Storia della Magia!

    *Disse ridendo. In realtà non c'era proprio nulla da ridere, soprattutto guardando la faccia di Daphne in quel momento, ma Micky non riuscì a trattenersi: era incredibile quanto tutti i libri di Storia della Magia si assomigliassero! La ragazza ripensò al professor Mcqueen. Non era un insegnante esigente, c’era di peggio, ma sapeva come spronare e interessare gli studenti alla materia.
    Micky guardò Daph, in balia dei compiti alle 18.00 di Domenica. Poi si guardò attorno. In fondo Micky non aveva nient'altro da fare per quel giorno... Poteva aiutarla!*

    Beh, non sono certo al settimo anno, non ti sarei di grande aiuto, ma posso aiutarti a cercare qualche voluminoso e pesantissimo libro con le informazioni che ti servono! Se non sbaglio là dietro c’è il reparto di storia, posso dare un’occhiata… che ne pensi? In fondo non sarà come aiutarti, ti alleggerisco un pochino il lavoro!

    *Micky sorrise entusiasta per quell’idea e attese la risposta di Daphne. A giudicare dalla quantità di libri che teneva sul tavolo non aveva molto bisogno di altre informazioni, ma poiché il suo compito era ancora candido come la neve, a parte il titolo ovviamente…*



    *Qualche informazione in più non avrebbe di certo guastato! Inoltre, Micky non aveva assolutamente nulla da fare e aiutare un’amica era un ottimo modo per spendere il suo tempo. Sicuramente meglio che restarsene in sala comune a ricordare l'imbarazzantissima scena di quella mattina.*

    @Daphne_Harris,




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  • Daphne_Harris

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        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    *Daphne prese un respiro di sollievo quando la compagna e amica si sedette di fronte a lei, senza domande personali, senza chiedere se fosse accaduto qualcosa, niente di strettamente intimo. E le fu lieta, perché voleva pensare ad altro piuttosto che alla sua burrascosa vita privata. Non aveva niente contro Micky, ma era solo stanca di avere problemi e non aveva mai detto a nessuno cosa fosse successo in realtà a Diagon Alley o il perché un Mangiamorte voleva far fuori lei e Alex, anche se sapevano tutti che era suo zio, dato che erano affissi i manifesti dei ricercati del Ministero della Magia con il suo bel volto a farsi beffe di lei.*

    No, è che è proprio la sua faccia a farmi raggelare il sangue nelle vene.

    *Pensò la ragazza di sfuggita, chiudendo il grosso tomo che aveva aperto e tossendo a causa della polvere che si era alzata con quel suo stupido gesto.*

    Non troverò niente di interessante in questo libro. Sono grossi, pesanti, voluminosi, ma non contengono uno straccio di informazione allettante per il mio compito.

    *Rifletté ancora, cercando di prestare attenzione alle parole della quindicenne e meravigliandosi che lei non avesse alcun compito. Si incuriosì per la sua visita in biblioteca, però era felice di poter avere qualcuno vicino che potesse farle da distrarre dalla realtà: troppo cruda e imminente.
    Poteva quasi avvertire i battiti di un cuore vicino al suo orecchio, sentirsi addosso un ghigno beffardo su un volto di ghiaccio, gli occhi penetranti da far raggelare il sangue nelle vene, l'odore della morte che saliva da...*

    No, niente cadaveri! Non posso restare qui come un'ebete a sognare ad occhi aperti. Anzi, ad avere incubi o visioni o come si vogliono chiamare pure!

    *Si rimproverò duramente, pizzicandosi la mano mentre la compagna leggeva ad alta voce il titolo della sua ricerca. Daphne sollevò leggermente un sopracciglio, imbarazzata per non aver avuto idee migliori o aver scritto almeno qualche pergamena, ma ricerca voleva dire, secondo il suo personale punto di vista, "perdere più tempo del dovuto alla ricerca di informazioni particolarmente allettanti per i docenti". Era a quello che si chiamava: punto morto. Ed era proprio così! Ferma a quelle righe di introduzione che, rileggendole, le sembravano tremendamente prive di significato.*

    Citazione:

    Maghi e Streghe che hanno fatto la nostra storia.

    Nel corso della storia, numerosi furono i Maghi e le Streghe che si distinsero che hanno lasciato alla nostra generazione le loro gesta. Molti di loro tramandarono hanno mostrato anche al mondo Babbano le capacità i poteri magici, altri si sono dati da fare per inventare nuove pratiche, ma tutti vengono ricordati in qualche modo: con le figurine Streghe e Maghi Famosi, in dei quadri o perché ci hanno lasciato delle "Eredità".



    *Si morse le labbra imbarazzata, da quello che doveva essere un compito da una studentessa di diciassette anni in procinto di terminare la scuola, ma non prima di aver superato i suoi M.A.G.O. e quello era tutto ciò che aveva buttato giù? Due righe a malapena, con un senso logico pari a zero e dal contenuto così scarso che Helga si sarebbe rivoltata nella tomba a causa del suo scarso impegno. Non aveva voglia, né ispirazione, però se continuava a scrivere in quel modo avrebbe di certo preso una "T" grande quando tutto il foglio di pergamena.*

    Non ho fatto molto in effetti...

    *Rispose ancora torturandosi le labbra e fermandosi ad osservare l'amica che, inaspettatamente, le propose il suo aiuto.*

    Dici davvero? Resteresti con me su questi noiosissimi volumi per un mio compito?

    *Chiese evidentemente stupita la Tassetta più grande, prendendo coscienza di quella proposta e sentendosi un po' indecisa sulla risposta. Certo, avere un piccolo aiuto, una presenza al suo fianco era ciò che le sarebbe piaciuto, ma era corretto?*

    Helga non mi caccerà dalla sua casata solo perché accetto. Dopotutto non c'è nulla di male, no? E poi potrei sempre ricambiare il favore!

    *Rimuginò un po' a quelle parole gentili e quasi entusiaste di Micky, al suo sorriso, alla voglia di darsi da fare e il cuore di Daphne perse un battito, sciogliendosi finalmente in quello che era il suo vero sorriso. Non era stupita o imbarazzata, nemmeno triste o amareggiata. No, semplicemente era felice di avere qualcuno disposto ad aiutarla e che fosse una sua amica a chiederlo.*

    Sarò più che felice di averti al mio fianco. Benvenuta a bordo, socia.

    *Aggiunse ridendo serena, dopo tanto tempo era riuscita a trovare un attimo di pace interiore. Finalmente si sentiva un po' più leggera.*

    ----->
    @Micky_Handwrite, il mio colore è hotpink Razz


  • Micky_Handwrite

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    *Micky notò lo sguardo titubante di Daph attraverso i suoi occhi espressivi. Forse temeva che accettare un aiuto fosse scorretto…*

    Non preoccuparti, io non scriverò e non ti suggerirò niente. Mi limiterò a cercare qualche libro che possa esserti d’aiuto, non credo ci sia nulla di male. Non ti spingerei mai a fare qualcosa di scorretto.

    *Fece l’occhiolino a Daphne.*

    Sarò più che felice di averti al mio fianco. Benvenuta a bordo, socia.

    Figurati, Daph. È un piacere! Questo e altro per te!

    *Micky si alzò e si allontanò dal tavolo, lasciando Daphne in balia della sua ricerca. Aveva sempre pensato che la biblioteca non fosse il posto ideale dove poter studiare, invece si stava quasi ricredendo: quel giorno regnavano una calma e un silenzio che quasi invogliavano a studiare. Quasi!
    Mentre si insinuava tra gli imponenti scaffali polverosi, Micky si ritrovò a pensare a come fosse la biblioteca durante la settimana. Gremita di studenti vocianti? No, quello no, c’erano delle regole da rispettare e bisognava mantenere il silenzio. Eppure si chiese che effetto facesse vedere quell’immensa sala tappezzata di divise rosso-oro, verde-argento, giallo-nero e blu-nero. Per lo più blu-nero, probabilmente.
    Micky aveva sempre amato i libri, ma per qualche strana ragione aveva sempre pensato che per goderseli appieno fossero necessarie la solitudine e il silenzio.
    Si allontanò dagli altri studenti, passò accanto a un giovane Corvonero, probabilmente del primo o del secondo anno, e si avvicinò a una serie di scaffali sopra i quali erano incise in bella grafia color smeraldo le parole:



    Micky non riuscì a trattenere una risata che però soffocò immediatamente con il palmo della mano camuffandola con un banalissimo colpo di tosse.

    Non c’è bisogno che lo scrivano in questo modo.

    Chiunque si fosse trovato di fronte a quegli scaffali non poteva certo avere dubbi sulla materia che trattassero: colori spenti, dita di polvere sulle copertine incredibilmente logore, pagine ingiallite, titoli incredibilmente lunghi scritti sui dorsi con grafie talmente minute da costringere il lettore ad avvicinarsi… Storia della Magia. Quel nome aleggiava tra gli scaffali, non c’era certo il bisogno di scrivere un cartello. Non solo, quei libri erano intrisi di storia, lo si capiva solo guardandoli, per quanto i libri antichi fossero tutti simili, quelli di storia della magia avevano sempre un aspetto più “vissuto”, più “storico”, che non lasciava dubbi sulla loro natura.



    Sorprendentemente, Micky si ritrovò ad apprezzare quegli scaffali che sembravano esigere un certo rispetto, come se la Storia stessa pretendesse di essere rispettata.*

    Vediamo un po’… Mi serve qualcosa sui maghi e le streghe famose…

    *Micky fece scorrere l’indice sui dorsi di quei tomi voluminosi, cercando di cogliere nel titolo o nell’aspetto del libro stesso ciò che stava cercando. Sembrava di passare in rassegna l’intera storia del mondo magico: rivoluzioni, goblin, decreti, addirittura la fondazione dell’Hogwarts Express!*

    Ma di certo non è quello che serve a Daph, ora

    *Mentre ispezionava con lo sguardo i titoli e le copertine di tutti i libri presenti su quegli scaffali, Micky lasciò che il suo sguardo si perdesse oltre i volumi, aldilà dello scaffale, dove Daphne e altri giovani studenti stavano studiando.
    La sua mente vagò, oltre il tempo e allo spazio, e ripercorse la storia di quel luogo… Anche suo padre si era seduto a uno di quei tavoli? E prima di lui, i suoi genitori? Chissà quante coppie si erano formate proprio in quella stanza! Sguardi dolci, frasi rubate da qualche libro e poi scribacchiate su pezzi di pergamena…
    Micky scosse il capo. Tutti quei libri di storia le stavano dando alla testa. Doveva trovare almeno un libro per Daph. Voleva aiutarla.*


    @Daphne_Harris,


  • Daphne_Harris

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        Daphne_Harris
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    Figurati, Daph. È un piacere! Questo e altro per te!

    *Daphne si meravigliò un po' di quanto entusiasmo e disponibilità vi fossero in quelle parole, sincere e commoventi per la diciassettenne. Sì, era commossa perché se non fosse stato per Micky sarebbe andata in crisi! Un piccolo aiuto era comodo e gradito, ovviamente lei non vedeva l'ora di sdebitarsi, perché le sembrava di star approfittando...*

    Smettila, è stata una sua idea! E poi, anche tu sarai di aiuto.

    *Si rimproverò severamente, mentre la compagna di studi era andata alla ricerca di qualche nuovo libro da spulciare. Persino lei si alzò poco dopo, dirigendosi nello scaffale dietro al suo, consultando qualche volume e le loro particolari rilegature, prima di leggere un titolo... affascinante?*

    "Journey into the past" di Clelia Chase

    *Sussurrò il titolo e l'autore, incuriosita e, per la prima volta, aveva tra le mani un volume che non aveva ancora letto. In realtà ancora non l'aveva preso, era lì, a guardarlo stupita, prima di chinarsi un po' con un'espressione concentrata, il volto contratto per lo sforzo di non sembrare sul punto di saltellare per la nuova scoperta e sfilandolo cercando di non far alzare troppa polvere dai ripiani.*



    *Una volta che questo fu finalmente in suo possesso (momentaneo), si mise di nuovo comoda, aprendo il libro e leggendo le prime pagine.*

    Citazione:
    Premessa
    Journey into the past è un libro ricavato da informazioni da me ricercate in tutto il mondo, attraverso i miei numerosi viaggi, indagando e visionando parecchi reperti rimasti dai nostri antenati. Ringrazio mio marito per avermi accompagnata in questi spostamenti e aiutato a tramandare alle generazioni future le mie scoperte. Senza di lui e il suo sostegno non avrei mai potuto riportare alcune rarità. Spero di essere di aiuto alle generazioni future,
    Clelia Chase.


    *Daphne rilesse più volte quelle parole, come se le avessero lasciato un segno indelebile nell'anima. Era incredibile che due persone come Clelia e il marito avessero sacrificato la loro vita per tramandare eventi del passato a generazioni che, per la maggior parte, non amava nemmeno interessarsi alla lettura. Sorrise felice di aver trovato quel libro, iniziando a sfogliare alcune pagine, soffermandosi per osservare una foto a pagina 7.*



    *Rimase agghiacciata da quella visione e da come il mondo Babbano temesse così tanto le persone diverse da loro da mandare al rogo, bruciare vive delle persone, solo perché... speciali. I brividi iniziarono a percorrere lungo il suo corpo, cercando subito di non pensarci e leggere le informazioni del libro.*

    Citazione:
    La caccia alle Streghe è stato uno dei periodi peggiori per chi possedesse dei particolari doni magici, anche se parecchie sono state le vittime che, in realtà, non avevano nulla a che fare con la magia. Iniziammo a vedere la luce quando l'Incantesimo Freddafiamma ebbe successo e, insieme alla Smaterializzazione, fu per il mondo magico una grande salvezza. Mi sono avvicinata al mondo Babbano per capire il motivo di questa paura, per conoscere le loro motivazioni, seppur non siano da compatire e comprendere. Ciò che spinse le società a fare stragi di "persone potenziali in possesso di magia" è il legame con la loro fede. Ora, sebbene capisco cosa possa spaventare, mi sono documentata su questa fede e ho seguito di presenza questi religiosi, i quali erano convinti che chi possedesse la magia fosse figlio del demonio, del male e quindi da estirpare da questa terra.


    Ok... questa tipa ne ha viste tante.

    *Pensò la brunetta scostandosi una ciocca dal viso e passandosi la lingua sulle labbra secche a causa della lettura. Ok, era un libro personale... molto personale.*

    Passiamo a qualche pagina più avanti....

    *Sfogliando di nuovo il libro e fermandosi alla pagina 12: Guedalina la Guercia.*

    Citazione:
    Strega purosangue nata nel Medioevo. La piccola Guedalina amava l'avventura e iniziò subito a mostrare le sue capacità magiche, mettendo nel panico la famiglia, che fu costretta a trasferirsi il più lontano possibile dai luoghi più abitati, trasferendosi in campagna. Non ho scoperto molto della vita di questa donna, ma è saputo che, crescendo, amava aiutarsi con la magia nel mondo Babbano, i quali, scoprendola, l'hanno giustiziata per Stregoneria e mandata al rogo. La sua passione forsennata, grazie all'Incantesimo Freddafiamma e la Smaterializzazione, le consentirono di farsi bruciare per ben 47 volte. Lei amava la sensazione di solletico che le davano le fiamme sotto l'incantesimo e, ovviamente cambiando il suo aspetto ogni volta. Si vocifera che avesse le capacità di una Metamorfomagus, una vera rarità nel mondo, ma non sono mai riuscita a scoprire se fossero reali. Infatti, ogni oggetto o proprietà della donna non furono mai ritrovati, così come il suo corpo. Molti maghi e streghe, persino io e mio marito abbiamo percorso molto dei suoi passi dall'Inghilterra alla Scozia, senza mai riuscire ad individuare la sua casa. Siamo arrivati alla conclusione che avesse usato qualche incantesimo o che la casa fosse stata seppellita dal tempo.


    Accidenti... Queste supposizioni non le ha mai fatte nessuno nei libri che ho letto. Presumo che questa donna avesse anche parecchio carattere e grinta.

    *Sorrise al pensiero di questa donna in viaggio, a scrivere, prendere appunti, informarsi con i Babbani e stare spesso in mezzo in loro. Doveva avere una passione sfrenata per il lavoro che stava facendo. Per non parlare dei dettagli che altri libri non avevano mai provato a spiegare, che lasciavano sempre punti di domanda, che ti lasciavano a bocca asciutta.*

    Adesso vediamo se riesco a trovare qualcosa che scotta davvero! Il professore ne sarà felice.

    *Si disse con speranza e un forte senso di sollievo per aver forse trovato l'ispirazione per quella ricerca scolastica. Adesso il suo pomeriggio sembrava più roseo... anzi, per la precisione serata. Era già trascorsa quasi un'ora da quando si era seduta in biblioteca e ancora non aveva scritto molto, però era ottimista. Poteva farcela. Anzi, doveva farcela.*

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    *Micky scelse un libro la cui copertina aveva attirato la sua attenzione: era rovinata e consunta, come ogni altro libro di quella sezione, ma presentava delle strane incisioni in rilievo rese quasi indecifrabili dal tempo. Lo aprì alla prima pagina, per capire quale fosse il titolo o di cosa parlasse.*

    Citazione:
    Le pratiche proibite: l’Ottocento


    Sembra interessante… Chissà se troverò qualcosa per Daph. Qualche stregone del passato, qualcuno che deve averla combinata davvero grossa per essere finito su questo libro…

    *Iniziò a sfogliare le pagine ingiallite con estrema delicatezza poiché aveva l’impressione che le si sarebbero potute sgretolare tra le mani. Probabilmente era su quegli scaffali da molto molto tempo. Micky trovò curioso che un libro dal titolo simile non si trovasse nella sezione proibita, ma ben presto ne capì il motivo: era una specie di excursus dei maghi dell’Ottocento che erano stati arrestati o uccisi per aver dato vita a delle pratiche a quei tempi proibite. Su ogni pagina c’era un’immagine, in bianco e nero, che ritraeva un mago o una strega e accanto si poteva leggere la descrizione sui loro misfatti.
    Micky si soffermò principalmente sulle fotografie. Era improbabile che quel libro contenesse qualche informazione utile per Daphne, ma allo stesso tempo aveva qualcosa di magnetico.
    Teneva tra le mani le fotografie di ben 534 maghi che erano stati giustiziati con l’accusa di pratiche proibite… Non aveva mai pensato seriamente al passato, ma solo ora si rendeva conto di quante persone della comunità magica dovevano essere morte per dare vita al loro mondo, al loro Ministero, a Hogwarts, alla loro cultura e alle loro conoscenze. E chissà quante di loro erano morte invano!
    Lesse avidamente il misfatto di Bartemius Rolby, curiosa di sapere cosa avesse combinato.*

    Citazione:
    Bartemius Rolby, anni 74. È stato avvistato mentre cercava di trasferire un drago, un esemplare di Gallese Verde femmina, dall’Egitto alla Scozia. Si ritiene abbia agito singolarmente, in assenza di complici, ma si sospetta fosse invischiato in un traffico illegale di draghi che non è mai stato smantato. Con quest’accusa è stato giustiziato il 27 Agosto 1839.




    *Micky osservò quell’uomo. Era magro e allampanato. Nonostante la giovane età i suoi capelli era già radi e i suoi occhi stanchi. Aveva l’aria di chi ha vissuto una vita non troppo facile. Ignaro di ciò che sarebbe successo in futuro, il Bartemius Rolby della foto salutava Micky con la mano e con un ampio sorriso che, però, non si estendeva allo sguardo ancora freddo e impenetrabile.*

    Non pensavo che il traffico di draghi fosse illegale… In realtà non so nemmeno se lo sia ora…

    *La giovane Tassorosso girò pagina, ansiosa di conoscere un altro mago dell’Ottocento e, soprattutto, di sapere per cosa fosse stato condannato. La pagina seguente era talmente rovinata e chiazzata di chissà quale sostanza da risultare ormai illeggibile, così Micky fu costretta ad avanzare ancora.
    Iniziò a sfogliare le pagine velocemente, leggendo solo i nomi dei maghi e delle streghe, curiosa di trovare qualche suo lontano parente.*

    Speriamo di no… Sarebbe sconvolgente scoprire che uno dei miei avi è stato condannati per pratiche proibite…

    Citazione:
    Annah Polkins.
    Rubens Nocturne.
    Maya Akali.
    Kathleen Harris.
    John Stevens.


    Cooooosaaa?

    *Micky tornò velocemente indietro. Pagina 360. Kathleen Harris.*

    Harris? Non sarà una parente di Daph?

    *Lo sguardo di Micky si spostò in una frazione di secondo sulla fotografia della donna e per poco alla Tassorosso non cadde il libro di mano.*


    Non… non può essere… Nemmeno tra sorelle si può essere così simili!

    *La fotografia non solo raffigurava una donna che somigliava molto a Daphne, Micky avrebbe potuto scambiarla per Daphne stessa se non fosse stato per gli abiti ottocenteschi che indossava.*

    Non è possibile…

    *Micky iniziò a leggere accanto alla fotografia cosa riportava il libro riguardo Kathleen Harris.*

    Citazione:
    Kathleen Harris, 30 anni. Sospettata di Occlumanzia. Durante un interrogatorio da parte del Ministero riguardo certe abitudini della famiglia Harris, nessun legilimens è stato in grado di penetrare la mente della sospettata che aveva evidentemente sviluppato una forma di protezione di notevole considerazione. Dopo anni di indagini sulla famiglia Harris, con Kathleen Harris abbiamo ottenuto i primi riscontri. Giustiziata il 20 Febbraio 1878.


    *Micky era bianca in volto. Non poteva essere. Quella donna, quella donna che somigliava incredibilmente a Daphne, era stata giustiziata per essere sospettata di Occlumanzia, ammesso che ci fosse qualcosa di sbagliato nell’Occlumanzia.*

    … un interrogatorio del Ministero riguardo certe abitudini della famiglia Harris… Dopo anni di indagini sulla famiglia Harris… che vuol dire? Perché indagavano su di loro?

    *Micky sapeva di avere tra le mani qualcosa di prezioso, ma anche di estremamente pericoloso. Come poteva, ora, mostrare quel libro a Daphne? Come poteva essere certa che si trattasse solo di una semplice e stupida coincidenza?*

    Sono due gocce d’acqua… non può essere una coincidenza! Questa Kathleen era una parente di Daphne!

    *C’era solo un problema a riguardo: Daphne era un Nata-Babbana. Difficile, se non impossibile, da spiegare.*

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    *Quel libro era davvero interessante e ricco di informazioni personali della scrittrice. Era curioso scoprire come Guedalina, la famosa strega andata al rogo più volte potesse essere una Metamorfomagus o come fossero spariti nel nulla tutti gli oggetti o la casa in cui viveva.*

    Possibile che vivesse in una tenda magica? Una di quelle che si usano adesso?

    *Rifletté Daphne ricordando gli oggetti da campeggio che, in molti casi, erano anche usati come case. In effetti, non sapeva da quanto tempo esistessero le tende, né da quanto esistessero gli incantesimi Estensivi Irriconoscibili. Questo comportava altre ricerche conseguenti per scoprire più a fondo la natura di questa sua nuova ipotesi.*

    Di certo non troverò niente sulle tende Babbane....

    *Pensò scoraggiata la diciassettenne, voltandosi ad osservare fuori dalla finestra il panorama che, ovviamente, iniziava a scurirsi. I colori arancio, rosso e rosa, erano quasi del tutto affievoliti, affondati del tutto oltre le sponde opposte al parco del Castello, nell'orizzonte così lontano, eppure apparentemente vicino... quasi tangibile.*

    Che sciocca! La sezione dedicata alla Babbanologia dovrebbe parlare delle tende, o almeno, credo.

    *Osservare il paesaggio a volte era "illuminante" per Daphne, facendole illuminare la lampadina del cervello e constatare alcune cose ovvie. Era nella Biblioteca, forse, più grande di tutto il mondo, magico e non, di certo qualcosa sulle tende doveva anche esserci, no?*

    Però è davvero il caso di approfondire la storia di Guedalina? Dopotutto molti si soffermeranno su di lei. Troppo... semplice.

    *Sbuffò seccata la ragazza convinta, adesso, di non avere più nulla di importante tra le mani. Era di nuovo al punto di partenza, di nuovo a zero. Si sentiva esausta, era come cercare un piccolissimo ago in un pagliaio immenso, inutile, improbabile, difficile. Però si era quasi sentita sul punto di trovarlo, di vedere quel leggero bagliore appena visibile, per poi svanire nel nulla, poco dopo, a causa della poca luce.*

    Chissà che sta facendo Micky... avrà trovato qualcosa di interessante?

    *Si chiese la brunetta, un po' preoccupata nel non avere ancora niente tra le mani e chiedendosi se la compagna fosse stata più fortunata di lei. *



    *Lo sguardo vacuo, immobile a fissare un punto indefinito tra gli scaffali, distratta nel suo mondo, Daphne era sempre a quelle quattro righe mal messe in una pergamena ormai stropicciata. Doveva cercare di riscriverla, di fare qualcosa, di spulciare altre informazione, eppure era troppo demoralizzata per riuscire a finire la ricerca. Doveva ancora trovare qualcosa di interessante, trovare tutte le informazioni necessarie, avere tutto ciò che potesse interessare e non lasciare quesiti irrisolti. Infatti, se ogni dubbio non fosse esaurientemente chiarito, per Daphne non era un buon compito. No, perché sarebbe rimasto irrisolto, avrebbe creato più domande e lei doveva cercare di chiarirle, non crearne di nuove. Dopotutto, non era quello il senso del compito? Tappare i buchi? Scoprire cose nuove cercando più notizie? Confrontarle? Ipotizzare eventi mancanti? Dare spiegazioni logiche?*

    Questo è il lavoro perfetto per i Corvonero, mica per me. Io non sono così logica e razionale, questo si adatta molto alla casata di Rowena.

    *Sospirò sconfortata, incapace di credere che, l'ultima ora passata a cercare, leggere e confrontare notizie, fosse stata del tutto vana. Cancellò tutto ciò che aveva scritto, cercando di fare di meglio in attesa di Micky e, concentrandosi, intinse la piuma nella boccetta di inchiostro ancora aperta.*

    Citazione:
    Maghi e Streghe, nel corso dei secoli, hanno creato nuove pratiche magiche, hanno inventato nuovi metodi per creare pozioni e aiuti negli spostamenti. La scopa, uno dei mezzi più usati nel Medioevo, è cresciuto notevolmente in tutti questi anni, attualmente considerato anche uno dei mezzi più comodi per viaggi non troppo lunghi e ancora in continua fase di crescita e migliorie. Usato sopratutto nel Quidditch, ha mutato nel tempo il suo confort, la velocità, la stabilità e anche il suo aspetto. Vi sono stati Maghi che hanno dato il contributo con nuovi incantesimi, o persone che hanno creato addirittura Creature Magiche.

    *Si fermò un attimo, rileggendo ciò che aveva scritto che, a confronto al testo precedente, doveva ammetterlo, era già un'altra cosa. E quella poteva definirla solo una piccola introduzione, un incipit a quello che avrebbe dovuto scrivere in seguito... se solo avesse già in mente il suo argomento principale. Insomma, a come era messa pochi minuti prima ad adesso, si sentiva più leggera e più carica, intenzionata a scovare qualcosa di bollente da presentare al docente la settimana prossima. Con un sorriso, osservò ancora la pergamena e poi riprese a sfogliare le pagine antiche del libro: "Journey into the past" di Clelia Chase.*


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    *Tutto ciò che aveva appena trovato, tutto ciò che teneva stretto tra le mani, non aveva assolutamente senso! Come poteva Daphne Harris, Nata-Babbana, aveva dei parenti magici? E non si trattava di semplici parenti poiché, a giudicare dall’aspetto e dall’incredibile somiglianza, dovevano essere dei parenti di diretta discendenza.*

    Possibile che i nonni di Daph le abbiano mentito sul loro passato? Possibile che cercassero di nascondere alla famiglia la presenza di sangue magico?

    *Era un ragionamento alquanto contorto, che di solito funzionava con i Purosangue ma non certo con i Babbani. Perché dei Babbani dovrebbero voler fingere di non avere parenti magici?*

    Ma soprattutto… Come lo dico a Daph?

    *Micky sfogliò il libro, avanti e indietro, in cerca di altre informazioni, ma non trovò nient’altro sulla presunta parente di Daphne. Anzi, sulla parente di Daphne, perché su quello non c’erano dubbi ormai: Kathleen Harris era una discendente di Daphne.*

    Ok, devo dirglielo. Daph deve saperlo. Potrebbe scoprire qualcosa di importante sulla sua famiglia, sul suo passato… Ha tutto il diritto di saperlo!

    *Rinvigorita da quel pensiero, Micky si fece strada tra gli scaffali e tornò al tavolo dove Daphne era ancora seduta sommersa da una pila di libri. Micky ebbe appena il tempo di dare un’occhiata alla pergamena di Daph per capire che l’amica non aveva fatto molti progressi nella ricerca.*

    Non si aspetterà mai quello che sto per dirle… Non pensava certo che l’avrei aiutata in QUESTO modo!

    *Con il libro stretto, troppo stretto, tra le mani, Micky si fermò di fronte all’amica. Ora o mai più.*

    Ecco… Stavo cercando nella sezione di storia… Mi sono imbattuta in un libro davvero straordinario dove puoi trovare tutte le persone che sono state condannate per pratiche proibite nell’Ottocento…

    *Micky mostrò la copertina del libro su cui spiccavano le parole “Le pratiche proibite: l’Ottocento”. Cercò di fare un sorriso incoraggiante a Daphne. Non che l’amica ne avesse bisogno, era Micky stessa ad averne bisogno.*

    E adesso che le dico? Daph, non è che per caso c’è una possibilità che tu avessi dei parenti magici senza saperlo? Per Merlino, Micky! Ci vuole tatto! È come scoprire che tua mamma, che hai sempre creduto Babbana, in realtà è una strega. Non succede certo tutti i giorni!


    Ecco… La cosa davvero straordinaria… Ehm… Insolita direi… Allora, partiamo dal presupposto che le fonti su cui si basano i libri non sono sempre verificate… E poi certi cognomi sono così diffusi che si fa presto a trovare parenti in ogni pagina di un libro antico… E senza dubbio se leggessimo tutti i libri che si trovano nel reparto di storia troveremmo un’infinità di maghi e streghe del passato che ci somigliano… Senza contare che la ricerca del professor Mcqueen sembrava quasi un’istigazione verso la scoperta di qualcosa di nuovo, qualcosa che non viene citato nelle lezioni…


    Morgana! Che sto dicendo?

    *Il sudore iniziava a imperlare la fronte di Micky e le sue dita, ancora fermamente strette attorno al libro, stavano diventando di un colore biancastro. Micky era sempre stata una ragazza pallida, ma in quel momento aveva l’impressione di essere talmente cadaverica da fare concorrenza al Barone Sanguinario.*



    Ecco… Daph… Credo di aver trovato qualcosa di abbastanza importante… Non so come dirtelo, ma credo che dovresti vederlo con i tuoi occhi…

    *Micky si sedette lentamente di fronte a Daphne, aprì il libro dove aveva tenuto il segno con un angolo di pagina piegato e spinse verso l’amica Tassorosso quel tomo dove, in bianco e nero, spiccava l’immagine di Kathleen: una Daphne ottocentesca. La giovane si rimproverò per la sua mancanza di tatto e fu incapace di prevedere quale sarebbe stata la reazione della brunetta.*

    Ehm… se non altro… Credo che al professor Mcqueen non dispiacerebbe se approfondissi questo argomento… E io sono assolutamente disponibile ad aiutarti nelle ricerche!

    *Micky si zittì. Era il momento di tacere adesso. Era il momento di lasciare Daphne ai suoi pensieri. La Tassorosso del quarto anno era agitatissima, non tanto per la scoperta che aveva fatto – succedeva che qualcuno scoprisse di avere degli antenati che erano stati condannati per qualcosa – ma più per la reazione che avrebbe potuto avere Daphne. Non riusciva nemmeno a immaginare cosa significasse per una Nata-Babbana scoprire di avere degli antenati magici. E i suoi genitori lo sapevano? E i suoi nonni? Micky aveva l’impressione che quella semplice pagina di libro giallastra avrebbe fatto nascere un’infinità di dubbi alla sua amica.*

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    *Daphne continuava a cercare informazioni da quel curioso e affascinante libro, senza però riuscire ancora a trovare l'argomento preciso da trattare. Ci girava e rigirava intorno, soffermandosi su qualunque cosa attraesse la sua attenzione, sfogliando quelle pagine ingiallite e stropicciate con tanta delicatezza che le sfiorava appena. Temeva, infatti, che un solo gesto o movimento troppo brusco potesse rompere non solo la pagina, ma l'intero libro. Sembrava assurdo e in realtà, lo era davvero, però sfiorarlo le metteva un po' di agitazione. Se avesse creato un piccolo strappo ad un foglio, seppur in maniera quasi del tutto inesistente, probabilmente la bibliotecaria l'avrebbe bandita a vita e addio ricerche. Osservò pian piano le pagine, fermandosi di tanto in tanto, sospirando e restando a fissarle immobile, quasi che queste potessero parlare e raccontarle dettagli che non aveva ancora letto o che le erano sfuggiti.*



    Credo che non terminerò la ricerca nemmeno tra dieci anni.

    *Pensò alquanto preoccupata passando un dito sul foglio ingiallito dal tempo e tossendo a causa della polvere che si alzò non appena lo fece. Era stata di certo una mossa stupida, eppure aveva avvertito una strana sensazione, come se quel libro le avesse parlato. Era una sciocchezza e lo sapeva, però sapeva anche che non mondo magico nulla era impossibile, o quasi. Avvertiva che non era quello il libro adatto alla ricerca, come se le pagine stesse la volessero costringere a lasciarle stare, a riporre il libro nel suo scaffale e riposare per altri, tanti anni ancora.*

    Mi sa che sto impazzendo... lo so.

    *E si sentiva davvero fuori di testa. La preoccupazione per la ricerca equivaleva alla preoccupazione per come avrebbe dovuto affrontare i M.A.G.O., perché si supponeva che, se aveva problemi futili per un semplice compito assegnato, pensare di dover superare gli esami con i voti stabiliti per la sua futura carriera... poteva considerarsi bocciata!*

    Certo che sai bene come incoraggiarti, vero?

    *Si schernì la brunetta sospirando, chiudendo il libro di Clelia Chase e facendolo fluttuare al suo posto, qualche scaffale più avanti vicino a dove era seduta lei. Ed eccola lì, a fissare quella stupida pergamena, di nuovo, immobile e priva di qualunque ispirazione potesse aiutarla a concludere quel compito. Era certa che al professor Mcqueen non avesse consegnato nulla e avrebbe preso un TROLL a caratteri cubitali. E pensare che di solito riusciva ad ottenere almeno degli Oltre Ogni Previsione nella sua materia... No, doveva darsi da fare, cercare qualcosa di importante, scoprire qualcosa di nuovo e affascinante. Ecco, quello era lo spirito giusto, quello che ultimamente faceva avanti e indietro.*

    Il mio umore ama le passeggiate.

    *Scherzò ironicamente Daphne, mordicchiandosi il labbro inferiore e, con la piuma di nuovo in mano, cercò di appuntare qualche altra notizia sulla sua pergamena. L'idea le mancava, così posò il suo sguardo verso il cielo oltre la finestra. Era ormai buio, segno che dovevano essere già le sette e mezza, più o meno. In lontananza riusciva a scorgere alcune figure e ombre che si avvicinavano al Castello: studenti. Stavano ritornando da una bella domenica in giro per il Villaggio di Hogsmeade, ridendo e scherzando, carichi di pacchi e buste, probabilmente riempite alla Bottega dei Dolci di Shana o agli accessori del Quidditch o magari in quello degli scherzi di Zonko. Tutti avevano di certo trascorso la giornata all'insegna del divertimento, mentre lei cercava ancora di scoprire uno straccio di notizia per un compito? Doveva anche occuparsi di altre cose e non poteva restare lì tutta la notte! Le porte della biblioteca chiudevano alle nove e poi, ovviamente, alle dieci scoccava il coprifuoco e tutti dovevano essere nelle rispettive sale comuni.*

    Poi rischio pure di avere una punizione o punti in meno alla casata...

    *Constatò la Tassetta pensierosa, dimenticandosi persino che Micky fosse in giro per quel luogo per aiutarla. Come poteva dimenticare un gesto tanto carino e premuroso? Eppure si era tolta dalla mente che non era proprio sola, che qualcuno la stava aiutando, che si stava mostrando tanto gentile e premurosa, solo per farle concludere la ricerca in fretta.*

    Devo sdebitarmi in qualche modo... mi fa piacere averla vicina, ma mi sembra di averle tolto una giornata per sé, solo per aiutare me.

    *Si disse la ragazza in preda al senso di colpa, quasi fosse stata colpa sua se ora Micky era incastrata in Biblioteca insieme a lei. E in effetti le sembrava proprio così!*

    Devo smetterla di farmi problemi. Le posso proporre di andare da Zonko sabato prossimo!

    *Esclamò euforica la sua mente, sorridendo finalmente di poter trovare qualcosa da fare con l'amica che non riguardasse compiti o Quidditch.*

    Potrei...

    *I suoi pensieri si interruppero quando vide l'amica con un grosso volume tra le braccia e un viso...*

    Ha visto un mostro?

    *Si chiese la diciassettenne, non dicendo però nulla per non metterla in imbarazzo. Sentiva che stesse per dire qualcosa di strano? Imbarazzante? Curioso?*

    Ecco… La cosa davvero straordinaria… Ehm… Insolita direi… Allora, partiamo dal presupposto che le fonti su cui si basano i libri non sono sempre verificate… E poi certi cognomi sono così diffusi che si fa presto a trovare parenti in ogni pagina di un libro antico… E senza dubbio se leggessimo tutti i libri che si trovano nel reparto di storia troveremmo un’infinità di maghi e streghe del passato che ci somigliano… Senza contare che la ricerca del professor Mcqueen sembrava quasi un’istigazione verso la scoperta di qualcosa di nuovo, qualcosa che non viene citato nelle lezioni…

    *Stava cercando di dire qualcosa, solo che ancora non riusciva a capire. I suoi discorsi erano alquanto particolari, articolati e confusi nella mente della Harris, come se ogni parole le rimasse impressa con inchiostro indelebile nei meandri del cervello.*

    Cosa ha scoperto?

    *Si chiese incuriosita e spaventata al tempo stesso, posando la piuma che aveva ancora tra le mani e posandola sopra l'altra sul tavolo di legno, quasi a volersi reggere da una notizia bomba o da un potente Schiantesimo in pieno petto.*

    Ecco… Daph… Credo di aver trovato qualcosa di abbastanza importante… Non so come dirtelo, ma credo che dovresti vederlo con i tuoi occhi…

    *L'amica aprì il libro come se ormai lo conoscesse da secoli, mettendoglielo proprio davanti agli occhi che fissarono subito l'immagine in movimento di...*



    Per Merlino!

    *Disse senza fiato, osservando quel sorriso, quel cenno della mano per salutare, vivace e solare... I suoi occhi lasciarono a fatica la foto per leggere il piccolo riquadro, una breve descrizione sulla donna.*

    Citazione:
    Kathleen Harris, 30 anni. Sospettata di Occlumanzia. Durante un interrogatorio da parte del Ministero riguardo certe abitudini della famiglia Harris, nessun legilimens è stato in grado di penetrare la mente della sospettata che aveva evidentemente sviluppato una forma di protezione di notevole considerazione. Dopo anni di indagini sulla famiglia Harris, con Kathleen Harris abbiamo ottenuto i primi riscontri. Giustiziata il 20 Febbraio 1878.


    *Non si rese conto se Micky avesse parlato o avesse aggiunto altro, non udì nemmeno il suo stesso respiro. Era come se tutti i rumori circostanti fossero del tutto scomparsi e fosse rimasta solo lei e quella foto. E quel cognome... Harris. Lei non poteva essere... Come faceva? Come era possibile? Eppure sua nonna non aveva paura di lei, le aveva sempre detto che era speciale e di non temere i suoi poteri. Come faceva a sapere tutto quello che era prima che le spedissero la lettera da Hogwarts? Che sapesse davvero dell'esistenza del mondo magico? E questa Kathleen... poteva essere qualche sua pro-pro-pro-pro zia? Qualche antenato magico? Ma i suoi genitori erano Babbani entrambi. E Daphne non aveva mai conosciuto parenti di suo padre...*

    Tutto torna!

    *Loro non avevano mai voluto avere contatti con la magia. Avevano paura, la temevano, così come temevano lei. Lo avevano sempre fatto, fin da subito. I suoi erano di certo Babbani, ma qualcosa o qualcuno, prima di lei, dovevano averli fatti allontanare dalla famiglia e dalla magia. Diego e Danielle conoscevano persone con poteri magici. Il problema è che la nonna era morta e non poteva farle alcuna domanda. I suoi genitori... loro avevano dimenticato perfino di avere una figlia dallo scorso anno e lei era sola, in balia di milioni di domande e risposte che non riusciva di certo a darsi.*

    Io... Micky, vorrei sapere di più. Se davvero potrebbero essere dei miei antenati, se davvero era destino che dovessi essere una strega... bhe, vorrei chiarire un po' di cose.

    *Ammise all'amica, ma soprattutto a sé stessa Daphne. Era la prima volta che scopriva qualcosa su di lei, qualcosa che filava alla perfezione nella sua vita. Perché la nonna sapeva, la paura dei suoi genitori, il suo scudo difensivo. Ogni tassello si stava mettendo al posto giusto nella sua mente e, per la prima volta, poteva dire di avere una specie albero genealogico, qualcosa che, prima di allora, non era mai riuscita a fare. Adesso poteva costruire quel puzzle che era la sua vita e scoprire le sue origini. Era pur sempre una Nata Babbana, ma sapere che nel suo passato vi erano parenti come lei la rendeva... felice.
    Sì, era un po' stordita, però aveva tra le mani qualcosa che le dava speranza.*

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    *Micky aveva l’impressione che Daphne avesse sentito poco o nulla di quello che le aveva detto e vide il suo viso cambiare diverse tonalità. Inizialmente la giovane Tassorosso riconobbe la sorpresa, forse addirittura una certa paura sul volto dell’amica, ma ben presto queste vennero sostituite da curiosità e passione. Quel genere di passione che si prova quando si scopre qualcosa di importante, su cui non si può fare a meno di indagare. Quel genere di passione che può portarti a scoprire qualcosa di davvero grosso sulla tua vita, sul tuo passato o sulla tua famiglia. Le parole di Daph, poco dopo, confermarono questi sospetti: voleva saperne di più!
    Micky sorrise.
    Questa era Daphne! Una ragazza che non si tirava indietro, una ragazza che nonostante avesse appena ricevuto una notizia a dir poco sconvolgente aveva subito voglia di saperne di più.*

    Ben detto Daph! Ti aiuterò a cercare altre informazioni se ti va! Ma da dove potremmo cominciare secondo te?


    *Micky non aveva idea di che tipo di rapporto Daph avesse con i suoi familiari, o se i suoi nonni erano ancora in vita… Ma la Tassorosso sarebbe stata pronta a scommettere che su qualche altro libro di storia il nome di Kathleen Harris sarebbe riemerso. In fondo, quelle poche righe parlavano di “strane abitudini della famiglia Harris”, come se fossero pratiche note ormai da tempo e di certo da qualche parte dovevano essere state documentate.*

    Tu hai idea di che tipo di pratiche parla? Hai mai sentito niente nella tua famiglia?

    *Chiese all’amica indicando il libro che era ancora aperto e non potendo fare a meno di guardare quella ragazza così simile a Daph che sorrideva e la salutava con la mano. Possibile che i parenti di Daphne fossero davvero degli abili Occlumanti? O si trattava solo di un errore del Ministero? Micky non poté fare a meno di pensare ai numerosi sbagli che il ministero aveva compiuto ai tempi del giovane Harry Potter e si domandò se anche questo caso fosse simile.*

    Beh… Se si scoprisse che siete stati una delle prime famiglie a sviluppare l’Occlumanzia… wow! Ma perché il Ministero è arrivato a giustiziare Kathleen per questo? L’Occlumanzia non è pericolosa… almeno credo… Ne sai qualcosa?

    *Micky non aveva ancora studiato quella materia e non era certo un’esperta. Ne aveva sentito parlare, soprattutto negli ultimi quattro anni ad Hogwarts. A volte gli studenti ne parlavano come se fosse una pratica quasi leggendaria, difficilissima da apprendere e padroneggiare. E, ah, certo, sapeva anche che Severus Piton era stato uno dei più abili occlumanti mai esistiti, talmente abile da riuscire a celare i suoi veri pensieri a Voldemort stesso. Micky non immaginò nemmeno le abilità necessarie per apprendere una tale disciplina, erano cose troppo troppo avanzate per lei, ma forse Daphne ne aveva sentito parlare, forse sapeva più di lei a riguardo.
    Micky capiva benissimo il bisogno di Daphne di scoprire le sue vere origini, le sue radici. Probabilmente anche lei avrebbe fatto la stessa cosa. Per Daphne, che era cresciuta in una famiglia Babbana, completamente estranea al mondo magico, doveva essere davvero importante scoprire di avere dei lontani parenti magici perché era come trovare qualcuno di più “vicino” a lei nella famiglia, qualcuno che nonostante il cognome Harris aveva conosciuto la magia, qualcuno come lei.
    In quel momento Micky si rese pienamente conto di quanto avesse stravolto le convinzioni dell’amica e sperò ardentemente che quella Kathleen Harris avesse davvero un legame con Daphne, perché aveva l’impressione che, se così non fosse stato, l’amica ne sarebbe rimasta davvero davvero delusa.*

    Da dove possiamo iniziare a cercare? Sai niente sul passato della tua famiglia? Qualche indizio che potrebbe esserci utile?

    Chissà se i fantasmi di Hogwarts hanno mai sentito parlare di strane pratiche riguardo l'occlumanzia...

    *Micky iniziò a preoccuparsi pensando all’enorme quantità di libri che c’erano nel reparto di storia. Sarebbe stato impossibile leggerli tutti! Probabilmente nemmeno il professor Mcqueen l’aveva mai fatto! Serviva un punto di partenza, qualcosa da dove poter iniziare le ricerche…*

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    *Daphne era decisamente confusa e stordita, ma non per questo doveva fermarsi. Anzi, una volta che si ha tra le mani una notizia bollente come quella, quale modo migliore per chiarire le idee se non continuare a cercare? Le servivano informazioni, notizie, eventi documentati. Qualunque cosa era utile, anche solo una citazione in un libro sconosciuto, o magari un libro sulla Legilimanzia e Occlumanzia. Se i suoi antenati era abili Occlumanti, forse quello poteva dire che, per essere stata giustiziata e avere ulteriori indagini, gli Harris erano a conoscenza di qualcosa di grande che non volevano svelare.*

    Qui qualcosa bolle in pentola... e di certo non è la cena di stasera.

    *Pensò la brunetta ancora fissando la foto, quel sorriso era identico al suo... in effetti, Micky aveva ragione, si somigliavano moltissimo, ad eccezione che la donna nella foto era più grande di lei. Non riusciva a definire l'età precisa, ma si vedeva che non ne aveva diciassette come lei. Milioni di ipotesi e pensieri si affollavano nella mente della ragazza, così come un po' di nervosismo. Dopotutto, non era certa che vi fossero dei legami di sangue e non c'era molta gente, oltre ai suoi genitori smemorati, in grado di darle risposte e conferme. Solo i libri a sua disposizione, un po' di intelletto (cosa che non era proprio la sua specialità) e un pizzico di fortuna che non guastava mai. Non che fosse poi così tanto fortunata... soprattutto dopo tutto quello che era accaduto e che continuava a turbarla, per non considerare il rapporto un po' distante che avevano lei e Alex in quel periodo. Dopo quella visita alla Gringott nulla era più stato come prima. I timori erano aumentati, loro parlavano di meno, i pericoli erano ad ogni angolo.*

    Perché non parliamo più? Perché ci nascondiamo a vicenda?

    *Lei aveva confessato al ragazzo di aver cancellato la memoria alla sua famiglia dopo che era avvenuto da mesi e, anche se era stata la cosa giusta da fare, anche se aveva ritardato di tanto ad ammetterlo a sé stessa, prima di dirlo a lui, la reazione era stata disastrosa. Lui si era sentito in colpa, Daphne era distrutta. Il problema era sempre e solo lui: Viktor Morgenstern.*

    Lui forse sa qualcosa. DEVE sapere qualcosa o non cercherebbe di farmi fuori con così tanta rabbia.

    *Rifletté la Tassorosso concentrata, il volto un misto di espressioni che si susseguivano una dopo l'altra e i pensieri che vorticavano velocemente. Qualcosa, nella sua mente, le aveva fatto uscire qualcosa di nuovo, qualcosa che non aveva mai preso in considerazione.*

    Lui sa. Perché prendersi così tanto disturbo? Sì, è vero che Alex non diverrà più un Mangiamorte, ma davvero è solo per questo? E se invece avesse notato la somiglianza? Se sa qualcosa su di me che io non so?

    *Supposizioni su supposizioni. Probabilmente nemmeno il Corvonero era a conoscenza di cosa avesse in mente lo zio, anche perché era uscito solo adesso il legame lontano tra lei e la sua (forse) origine...
    Ma la mente lavorava ancora, così velocemente che le sembrava tutto sconnesso e le uscivano pezzi per volta, come un puzzle da comporre poco per volta.*

    Allora, mia nonna sapeva chi era in realtà, eppure lei non aveva tracce magiche... non mi ha mai mostrato di essere come me. Però, mio nonno... io non l'ho mai conosciuto, da lui il cognome Harris di mio padre e il mio. E se fosse lui un mago? Però mio padre sarebbe dovuto essere un Magonò...

    *Infondo, però, lei non sapeva niente del sangue dei genitori. Potevano essere tante cose, poteva essere che non era nemmeno il nonno un mago, ma che magari lo fosse il padre e il nonno un Magonò, così si poteva spiegare la traccia magica nella sue vene. O poteva essere ancor più vecchia? Lei non ne capiva molto di legami di sangue, aveva sempre saputo che era una Nata Babbana, con genitori senza magia e adesso che aveva una possibilità di capire chi era in realtà, si sentiva una grande incapace. Daphne non era certa che sarebbe riuscita a svelare tutti i dubbi che la circondavano. Non sapeva cosa avrebbe risolto.*

    Indagare serve a questo, no?



    *Aveva un'insolita espressione sul viso, contratta dalla concentrazione e osservando il nulla pensierosa, cercando di collegare tra loro le parti che aveva messo a galla. L'amica le aveva posto intanto delle domande, domande alle quali lei non era in grado di rispondere. Non aveva mai parlato con nessuno del rapporto con la sua famiglia e nessuno, eccetto Alex, era a conoscenza della memoria modificata. Forse era l'ora di uscire il suo scheletro dall'armadio o avrebbe puzzato... Era il momento di parlare, di raccontare un po' del suo passato e cercare di farlo in maniera più chiara possibile, perché di dettagli... bhè, quelli non esistevano in realtà.*

    Micky, sarà il caso che prima ascolti ciò che ho da dirti. Non è molto, anzi, direi niente, però sono le uniche cose alle quali possiamo aggrapparci.

    *Disse Daphne parlando lentamente, con cautela e mantenendo un tono di voce talmente basso, che solo tra loro si sarebbero potute sentire. Dopotutto, erano a distanza da quei pochi studenti presenti in Biblioteca e tutti erano immersi nei loro compiti o nelle letture di grossi volumi.*

    Dunque, ciò che devi sapere è che non ho mai conosciuto nessuno della mia famiglia, solo i miei genitori e mia nonna Mag. Ora, di mia nonna posso dirti che mi ha sempre incoraggiata e stimolata nell'uso della magia, ovviamente con cautela, perché sai, la magia involontaria non è facile da controllare, ma lei mi aiutava a controllare le emozioni e non fare pasticci.

    *Iniziò a spiegare la brunetta, sospirando e portando indietro la mente a ricordi lontani, come se avesse riavvolto una vecchia pellicola di un film.*

    I miei genitori, Diego e Danielle hanno sempre avuto paura di ciò che sapevo fare, della mia magia. Non posso chiedere nulla a loro, non mi hanno mai parlato delle mie origini e adesso non possono farlo. Io...

    *Aveva iniziato e, anche se faceva terribilmente male, doveva continuare. Ogni dettaglio poteva aiutarle nella ricerca, ogni notizia potesse fornire poteva essere di aiuto e ad ogni costo, andando anche contro tutto ciò che sapeva, doveva riuscire a scoprire qualcosa. Scoprire cosa avesse turbato i suoi genitori, cosa li avesse fatti spaventare di lei, cosa sapevano della magia per temerla. Perché se avevano tanta paura della magia, allora poteva voler dire solo una cosa: una brutta esperienza.*

    ...mesi fa gli ho cancellato il mio ricordo. Non sanno che esisto. Non sanno di avere una figlia.

    *Concluse la frase, avvertendo il nodo alla gola che si faceva sempre più stretto, che non riusciva a farla deglutire, che le fece, per un attimo, trattenere il fiato. Respirò a fondo per calmarsi, cercando di mantenere il controllo e, senza osservare l'amica, si chiese cosa pensasse di lei. La ragazza che tutti credevano perfetta, che ammiravano, che consideravano un punto di riferimento. Anche lei aveva dei segreti ed erano più oscuri di quanto si potessero immaginare. Come l'avrebbe guardata? Con disgusto? Amareggiata? Dispiaciuta? Comprensiva? Non sapeva nemmeno il perché l'avesse fatto, forse era il caso di spiegarlo, almeno avrebbe chiarito ogni dubbio sul nascere.*

    Viktor Morgenstern mi vuole morta. Anzi, direi CI vuole morti. Me e Alex. Loro non erano al sicuro e spero, in questo modo, di avergli fatto un favore.

    *Ecco, adesso ogni suo segreto era stato svelato. Segreto troppo pesante da sopportare, un grande fardello da custodire da sola. Anche se al suo fianco aveva Alex, ultimamente entrambi si erano chiusi a riccio e tutti i dubbi, i timori, le perplessità erano ricadute tutte sulle sue spalle. Aveva bisogno di qualcuno. Aveva bisogno di un'amica su cui contare. Micky era la sua speranza migliore e la sua speranza poteva aiutarla.*

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    *Micky aveva posto una miriade di domande a Daphne e non era affatto sicura che la brunetta le avesse sentite tutte. Sul volto di Daph si stavano susseguendo un’infinità di emozioni ed espressioni che Micky quasi si sentì in colpa per quello che stava provando. Confusione, amarezza, stupore… e molto altro ancora!
    Come avrebbero fatto a sistemare tutti i tasselli di quel puzzle? Come poteva quella donna essere una parente magica di Daphne se nell’albero genealogico della Tassorosso c’erano solo babbani?*

    Non sappiamo con certezza che ci sono solo babbani nel suo albero genealogico… Forse questo è quello che le hanno raccontato i suoi genitori…


    *Daphne era ancora in silenzio. Immersa nei suoi pensieri. Micky le diede tutto il tempo per riorganizzare le idee, ma nel frattempo intuì che qualcosa stava prendendo il sopravvento nella mente dell’amica. Forse Daph aveva la soluzione, o almeno qualche indizio.*

    Forse sa qualcosa sul passato della sua famiglia… Forse ha trovato qualche cimelio inspiegabile a casa dei suoi nonni…

    *In realtà, ora che ci pensava, Micky non aveva idea di che rapporto Daphne avesse con la sua famiglia. Ma soprattutto, aveva ancora dei nonni? Qualcuno a cui chiedere?*

    Micky, sarà il caso che prima ascolti ciò che ho da dirti. Non è molto, anzi, direi niente, però sono le uniche cose alle quali possiamo aggrapparci.

    *Daphne sapeva qualcosa. Parlava a voce talmente bassa che Micky dovette chinarsi verso di lei per sentirla al meglio. Nel frattempo la giovane Tassorosso continuava ad osservare la foto sul libro.*

    Dunque, ciò che devi sapere è che non ho mai conosciuto nessuno della mia famiglia, solo i miei genitori e mia nonna Mag. Ora, di mia nonna posso dirti che mi ha sempre incoraggiata e stimolata nell'uso della magia, ovviamente con cautela, perché sai, la magia involontaria non è facile da controllare, ma lei mi aiutava a controllare le emozioni e non fare pasticci.


    *Micky rimase davvero stupita. Questo era un GRANDE indizio! Daphne non aveva mai conosciuto la sua famiglia. Sua nonna, presumibilmente una Babbana, la incoraggiava nell’uso della magia, cosa alquanto rara. I Babbani erano da sempre portati a temere la magia, era qualcosa di strano e sconosciuto per loro, qualcosa di pericoloso. Così, Daphne sapeva del suo passato solo tramite i genitori e la nonna Mag, che potevano benissimo averle mentito…*

    I miei genitori, Diego e Danielle hanno sempre avuto paura di ciò che sapevo fare, della mia magia. Non posso chiedere nulla a loro, non mi hanno mai parlato delle mie origini e adesso non possono farlo. Io...


    Come pensavo! I genitori evitano di parlarne. Quindi, o non sanno nulla, o sanno e non vogliono dirlo a Daph. Forse Daph è in pericolo… Cosa ci sarebbe di male nell’ammettere che si hanno parenti magici?

    *Micky rifletté velocemente…*

    Beh, presumo che dipenda da che TIPO di parenti magici ha avuto… Se il mio bisnonno fosse Lord Voldemort… Presumo che qualcuno mi vorrebbe morta… Andiamo Micky! Lord Voldemort non era un parente di Daphne, ci saranno altri motivi… Qualcosa che ha a che vedere con le pratiche strane della famiglia Harris di cui parla il libro…

    ...mesi fa gli ho cancellato il mio ricordo. Non sanno che esisto. Non sanno di avere una figlia.


    *I pensieri di Micky cessarono di colpo. Con occhi sgranati guardò l’amica. Aveva capito bene? Aveva cancellato la memoria dei suoi genitori? I suoi genitori non sapevano più di avere una figlia? Non riusciva a crederci. Come era possibile? Doveva essere successo qualcosa di veramente veramente grosso per spingere Daphne a un gesto simile…
    Il volto dell’amica esprimeva tutto il dolore che provava e probabilmente non era nulla in confronto a quando si era trovata a dover ricorrere all’incantesimo di memoria. Micky la guardò con aria interrogativa. Daph era una ragazza a posto, non avrebbe mai fatto questo se non ci fosse stato un buon motivo…*

    Viktor Morgenstern mi vuole morta. Anzi, direi CI vuole morti. Me e Alex. Loro non erano al sicuro e spero, in questo modo, di avergli fatto un favore.

    *Ecco il motivo. Viktor Morgenstern. Micky l’aveva già sentito nominare. Non l’aveva mai visto, ma sapeva che era uno zio di Alex. Perché ce l’avesse con il nipote e Daphne era un mistero per la ragazza però.*

    Perché vi vuole morti? Che avete fatto?

    *E così, Daphne Harris, la ragazza modello, si era portata dentro un segreto così grande. Un segreto a cui, Micky era certa, pensava ogni giorno. Alla giovane Tassorosso si scaldò il cuore al pensiero che Daph avesse rivelato proprio a lei quel grande segreto. Non sapeva assolutamente cosa dire. Ovviamente non giudicava Daphne, anzi, il suo era stato un gesto molto nobile che richiedeva un grande coraggio. Essere disposti a rinunciare alla propria famiglia per proteggerla… era un gesto davvero esemplare. Micky sorrise a Daphne e le prese la mano, accanto al libro ancora aperto. Sentiva di dover dire qualcosa, ma ogni parola sembrava sminuire quello che provava in quel momento. Daphne era una ragazza eccezionale.*

    Siamo noi la tua famiglia adesso, Daph. Alex, io, Gandalf, Maya, Dragonis, Claire, Silvia, tutti gli altri Tassetti e anche tutti gli altri studenti… E poi… Abbiamo un punto di partenza Daph! Dobbiamo svelare questo mistero e, quando non saranno più in pericolo, troveremo un modo per far recuperare la memoria anche ai tuoi genitori. Credo di aver letto una volta che non è irreversibile. È molto complicato, certo, ma non tutto è perduto!


    *Strinse forte la mano all’amica per farle capire quanto fosse importante per lei che stesse bene e che, per ogni cosa e in qualsiasi momento, avrebbe sempre potuto contare su di lei.*

    Allora… Questo Viktor Morgenstern… Parlami di lui…

    *Micky tenne la voce bassissima, per essere sicura che nessun altro nella stanza potesse sentire i loro discorsi. E in effetti, era decisamente meglio che nessun altro li sentisse.*


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