• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 15
    Galeoni: 584736
       
       



    Role Aperta da Claire_Biovero


  • Claire_Biovero

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 390
       
       

    *Claire in quel giorno di sole, primo dopo una serie di molti giorni carichi di pioggia e umidità, subito dopo la fine delle lezioni pomeridiane era scesa nei sotterranei di Tassorosso per posare tutte le cose ingombranti e pesanti che occupavano la sua inseparabile compagna tracolla e poi era uscita di nuovo fuori per i corridoi, senza dare troppe spiegazioni a nessuno.
    In quel periodo non stava più parlando molto con i suoi amici di sempre, da quando era tornata al castello per frequentare il quinto anno delle lezioni nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, si era allontanata da tutti. Spesso e volentieri mangiava in solitaria, in un angolino dell'enorme tavolo della casata giallo-nera. Aveva paura di tutto, aveva paura di ferire gli altri e di essere ferita a sua volta, così aveva stabilito che vivere un'esistenza da eremita poteva essere una buona soluzione, un buon compromesso.
    Dopo aver lasciato tutti gli ammennicoli che aveva usato alle lezioni di quel pomeriggio di Novembre, Claire era uscita, sempre in solitaria dalla Sala Comune, decisa a fare una passeggiata. Aveva iniziato a fare le scale che l'avrebbero portata al Salone di Ingresso, in modo da permetterle di andare in giardino a camminare un po', ma poi non si era fermata e aveva continuato a salire e a salire, decisa a sfogare la sua frustrazione a quel modo.*

    Più salgo, più ho possibilità di stare sola...

    *Si disse mentalmente la quindicenne mentre continuava a salire le varie rampe di scale, sulle quali di volta in volta si trovava, tanto più che aveva ragionato sull'ora: ormai tutti gli studenti si stavano sicuramente dirigendo a fare cena, verso la Sala Grande. Le voci intorno a lei erano concitate, nessuno si sarebbe mai accorto né della sua assenza, né del fatto che stava andando contro la corrente di chi si stava fondando a rotta di collo giù per le scale per andare a mangiare.
    Davanti a lei, in corrispondenza delle Torri di Grifondoro e Corvonero, si stagliò un muro di persone, ma siccome non aveva intenzione di salutare nessuno, la brunetta si butto dietro un arazzo che nascondeva una piccola rampa di scale. Si sedette su uno dei piccoli gradini aspettando che la maggior parte della gente se ne fosse andata e rimase a riflettere.*

    Tanto non ho neanche fame. E poi, ma si può sapere a chi importa qualcosa se mangio o non mangio cena?!

    *Si chiese amareggiata la ragazzina. Voleva bene ai suoi amici, ma in quel periodo li sentiva così lontani da dubitare sulla reale natura di quella che lei si ostinava a chiamare amicizia. Non era più tanto sicura in quel momento che le persone cui voleva un gran bene e cui non aveva mai lesinato il suo affetto provassero lo stesso per lei.
    Quando finalmente lo scalpiccio e le voci concitate si erano allontanate, Claire si alzò dalla piccola scala e proseguì la sua salita. Ormai aveva un'idea precisa in testa, sarebbe andata nei punto più alto dove poteva nascondersi e dove nessuno sarebbe mai andato a controllare: la Torre dell'Orologio, a quell'ora a nessun altro sarebbe mai venuto in mente di andare fin lassù.*

    Ottima pensata, Biovero.

    *Si complimentò con se stessa con aria mesta. Poi si avviò con passo deciso alla sua meta.
    Una volta giunta in cima alla torre dell'orologio guardò giù e quasi si sentì svenire. Non era più abituata a quelle altezze, nonostante tutte le stagioni passate a giocare a Quidditch come Cacciatrice, in quel momento al solo pensiero di guardare in giù le girava di nuovo la testa, proprio come prima di cominciare a giocare nella squadra di Tassorosso. Ancora più triste si sedette in un angolo e si mise a guardare il cielo scuro con aria meditabonda.*



    Perché? Eh? Perché?!

    *Chiese in sussurro al cielo. Quello stesso cielo che per tutta l'estate precedente aveva guardato e ringraziato per gli splendidi momenti che le stava facendo vivere, in quel momento era colpevole di quella sensazione che le stava appesantendo il petto, chiuso in una morsa di tristezza, senso di colpa per qualcosa cui lei non riusciva a risalire e solitudine che si era costretta da sola a farne una caratteristica della sua vita, dimenticandosi di vivere i suoi quindici anni come dovevano essere vissuti: in totale spensieratezza.
    Si sentiva fortunata ad avere tutto quello che aveva, ma talvolta aveva paura che quello che lei riteneva essere reale, non lo fosse sul serio e in quei momenti non si sentiva più sicura di nulla e si rintanava nei libri, nello studio, nel silenzio e nella scrittura del suo diario, da cui da qualche tempo a quella parte non si stava più separando. Proprio in quel momento decise di sfilare dalla sua tracolla la piuma auto-inchiostrante, il diario, la bacchetta e il libro di incantesimi, si sentiva più sicura con quelle cose vicine a lei, come se la potessero in qualche modo proteggere.
    Claire prese in mano la bacchetta e sussurrò*

    Lumos!

    *La punta del suo catalizzatore magico si accese e lei l'appoggiò alla tracolla in modo che le facesse da lampada, poi aprì il suo diario e iniziò a sfogliarlo malinconica. Era una sua abitudine quella di rileggere le pagine dei suoi vecchi diari, o anche solo le pagine scritte qualche tempo prima, la convincevano che davvero il tempo passava così velocemente da non fargliene rendere quasi conto. Le pagine precedenti alla prima di quelle bianche furono per lei un colpo al cuore tremendo: era finita direttamente al racconto del banchetto di inizio anno del Settembre precedente. Era stato uno dei migliori banchetti cui aveva partecipato in tutti i suoi anni a Hogwarts, si era divertita molto e aveva passato dei bellissimi momenti con i suoi amici, ma forse proprio per quello ricordarlo era per lei così doloroso: in quel momento in cui lei era da sola sulla torre dell'orologio, i sorrisi, le risate, le parole, la complicità e anche i piccoli istanti di lieve imbarazzo erano così lontani da parere relegati alla fantasia di un sogno, più che a un ricordo del passato.*

    Eppure...

    *Sussurrò la ragazzina guardando l'alone luminoso della sua bacchetta e osservando la pagina bianca del suo diario. Lei sapeva che tutto quello che aveva scritto in quel diario era successo davvero, solo che le sembrava troppo lontano, ormai.
    Impugnò con decisione la piuma e tracciò uno scarabocchio sulla pagina, poi iniziò a fare un disegno stilizzato del castello, non era un'artista, ne era cosciente, ma quei piccoli scarabocchi la rilassavano un po', costringendola a pensare ad altro che non fossero quei bei ricordi che, però, in quel momento le facevano così male.
    Si stava nascondendo da se stessa più che dagli altri, ma prima o poi avrebbe dovuto fare i conti con tutti, soprattutto con il suo cuore tradito e ferito che chissà quando e come si sarebbe sistemato.*