Hogwarts - 3° Piano
Hogwarts - 3° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Gandalf_Derweiss




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  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    “Se le stelle, anziché brillare continuamente sopra le nostre teste, fossero visibili solo da un particolare luogo del pianeta, tutti vorrebbero andarci per assistere allo spettacolo.”
    Margherita Hack


    [TORRE DI ASTRONOMIA - ORE 22.00]




    *Derweiss arrivò in cima alla Torre di Astronomia erano quasi le dieci di una notte perfetta per osservare le stelle: senza un filo di vento e senza una nuvola. I prati erano inondati dalla luce argentea della luna e l'aria era frizzante. Si guardò intorno, quel luogo magico e misterioso lo aveva sempre affascinato, fin dal primo anno e mai avrebbe immaginato che un giorno lo avrebbe definito "suo". Eppure era così: l'aula di Astronomia, la più alta, la più vicina alle stelle e la più tristemente famosa, era sua.
    Non si mise in cattedra, non gli piaceva l'idea di frapporre fra sé e gli allievi una barriera fisica, quindi, in attesa che i primi studenti arrivassero, il giovane professore si aggirò fra strumenti di osservazione e misurazione dall'aspetto curioso e bizzarro. Quasi senza accorgersene salì l'ultima rampa di scale che portava all'osservatorio, che era esattamente sopra l'aula. L'aria era frizzante ma non in modo fastidioso ed il cielo straordinariamente terso. Gandalf si misi a guardare in uno telescopio che puntava verso la volta stellata. Mentre lo regolava, guardò rapido in basso e vide la lugubre sagoma di un pipistrello planare sull'erba illuminata dai raggi lunari; poi scomparve. Riavvicinò l'occhio al telescopio e lo mise a fuoco per individuare Venere ma quando osservò di nuovo, qualcosa lo distrasse; si bloccò e si voltò di scattò verso la scala a chiocciola.*

    Si va in scena…

    *Lasciò ciò che stava facendo e si affrettò a ripercorrere il breve cammino fatto poco prima. Era sull'ultimo scalino, quando la porta si aprì ed un capannello di studenti dalle divise diverse fece capolino. Tutti sembravano stupiti di vederlo lì.*



    Prego, entrate, non siate timidi!

    *Gandalf salutò i ragazzi, facendo cenno loro di entrare, poi, appena gli occhi si furono abituati alla penombra, riuscì a distinguere i visi dei ragazzi, alcuni non li aveva mai visti, ma altri li conosceva bene, a tutti riservò un sorriso od una parola gentile, mentre li invitava ad accomodarsi.*

    Bene, se ci siamo tutti proporrei di iniziare… seguitemi, dobbiamo salire sull'osservatorio.

    *Annunciò, dopo essersi schiarito la voce, appena l'Orologio della Torre ebbe suonato anche il decimo rintocco. Non si poteva dire che l'aula fosse gremita, ma era ora di iniziare, non aveva molto tempo a propria disposizione e non aveva intenzione di perderne.*

    Spero che vi siate coperti perché il clima è parecchio rigido e sarà una lunga notte…

    *Aggiunse continuando a sorridere, alcuni annuirono altri si limitarono ad avvolgersi pensanti sciarpe intorno alo collo. Soddisfatto, riprese a salire la scala a chiocciola che aveva percorso poco prima, seguito dagli studenti.*

    Per chi non lo sapesse, siamo quassù perché in questa notte che lo sciame meteroico delle Geminidi raggiungerà il suo picco massimo e lo spettacolo promette bene… le condizioni sono ottimali, il cielo è limpido, senza neppure una nuvola, e la luna è in fase calante, quindi, non ci intralcerà troppo nell'osservazione.

    *Spiegò abbracciando con un ampio gesto la volta celeste che era tempestata di migliaia di stelle, costellazioni e frammenti di infinito.*

    Quello delle Geminidi, infatti, è tra i maggiori sciami di tutto l’anno… per intenderci, ha ben poco da invidiare a quella delle Perseidi di agosto, tanto che, in condizioni ottimali si possono contare fino a 120 eventi nel giro di un’ora al loro picco...

    *Il giovane docente lasciò la frase in sospeso e, dopo aver esitato un attimo, rivolse una domanda ai ragazzi.*

    Qualcuno di voi sa dirmi che cos'è una stella cadente?

    *Chise sorridendo incoraggiante ed incrociando le braccia sul petto, il capelli corvini, troppo lunghi e troppo indisciplinati per un compassato professore di Hogwarts erano leggermente mossi dalla lieve e gelida brevva, mentre gli occhi verde chiaro scintillavano di curiosità.*




    OFF TOPIC

    Sarà possibile postare in questo topic
    dalle 1.30 di sabato 13 alle 23.30 di lunedì 15,
    tenete però conto che, nel GDR,
    l'Esercitazione durerà circa quattro ore d'ore,
    dalle 22.00 del 13 dicembre alle 2.00 del 14 dicembre,
    quindi, regolatevi di conseguenza.




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  • Daphne_Harris

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 2095
        Daphne_Harris
    Tassorosso
       
       

    "I miei pensieri sono stelle che non riesco a far convergere in costellazioni"
    [Cit. Colpa delle Stelle]

    [Dormitorio di Tassorosso - ore 21.25]

    *In tutta la Sala Comune regnava il silenzio, anzi, per essere precisi, in tutto l'intero castello. Daphne Dianne Harris era ancora a letto, osservando il suo letto a baldacchino e le calde tende gialle che le davano senso di protezione, avvolta com'era sotto le sue coperte e isolata dal mondo intorno a lei. I pensieri erano tanti, o forse, troppi da poterli portare tutti a galla, ma non importava, aveva altro a cui pensare e di certo non alla quantità immensa di preoccupazioni e sensazioni: aveva Esercitazione di Astronomia e non poteva mancare!
    Si voltò per afferrare dal comodino l'orologio e la bacchetta, facendosi prima un po' di luce e, in effetti non era affatto in ritardo. Aveva tempo per alzarsi e darsi una sistemata con calma, prima di dirigersi alla prima esercitazione dell'anno di quella particolare materia. Infatti, se non era consentito girovagare oltre l'orario extrascolastico, per quelle occasioni in cui vi erano eventi astronomici, il docente era solito organizzare delle esercitazioni e per questo lo ammirava. Insomma, sapeva il fatto il suo e far amare la materia anche ai più incapaci.
    Luna, la micia di Daphne, era rannicchiata ai piedi del letto e, ai movimenti della padroncina si destò dal sonno anche lei, avvicinandosi e facendo le fusa.*

    Tesoro, scusa ma non posso... devo prepararmi per l'Esercitazione.

    *Disse in un sussurro e dolcemente, carezzandole il pelo morbido cercando di non disturbarla troppo. Eppure lei era lì, pronta a seguirla.*

    Vedi che Gmork non verrà. Non è permesso agli animali di venire oggi, quindi riposa ok? Io verrò presto.

    *Continuando a coccolare la gattina, che un po' delusa nel poter partecipare anche lei, tornò a dormire ai piedi del letto un po' offesa. Purtroppo non aveva il tempo per rimediare, ma doveva decisamente alzarsi e indossare la divisa scolastica... perché sì, si era spogliata e si era addormentata presto quella sera, dimenticandosi del tutto del suo appuntamento con l'Astronomia. Afferrò la divisa che aveva adagiato sopra al baule ai piedi del letto, le scarpe e, in punta di piedi sul gelido pavimento di pietra, si incamminò verso al bagno cercando di non svegliare la compagna di stanza. Camicia, maglioncino, calze e gonna e ovviamente le scarpe dopo una leggera e veloce immersione in acqua calda... quello che desiderava.*

    O sarebbe stato impossibile, per me, restare sveglia fino al termine dell'Esercitazione.

    *Già, in quel periodo era così stanca che non riusciva a seguire più tutte le attività come desiderava ed era indietro con i regali di Natale. Per non parlare che non aveva ancora detto ad Alex del suo possibile passato collegato al mondo magico. Insomma, le cose non andavano come sperava. La vita non andava mai come si pensava, era ben diverso.*

    Meglio non rimuginarci su...

    *Rifletté la diciassettenne, prendendo la borsa sistemandosi il mantello e la sciarpa e iniziando a percorrere i corridoi con la luce della bacchetta alzata per fare più luce ove c'era solo oscurità. Era rimasta troppo a lungo a leggere quella lettera...*



    *Il suo essere turbata e nervosa non era ciò che le occorreva, sopratutto in una serata in cui doveva dedicarsi allo studio e all'osservazione degli astri. E poi non voleva fare brutta figura con il docente, il quale si impegnava sempre tanto per svolgere al meglio ogni lezione ed Esercitazione.
    Percorrendo le scale per giungere alla Torre di Astronomia, si avvolse ancora di più nel suo mantello e si strinse la sciarpa al collo, arrotolandola così tante volte da sentirsi uno spiedino, pronta per essere messa alla griglia.*

    Forza... Sto per arrivare!

    *Strano, ma per i corridoi non aveva visto nessuno e la cosa un po' la preoccupava, solo che non aver avuto altre voci nella sua mente era positivo. Certo che era strano... ogni cosa stava cambiando, tutto era diverso e si sentiva... nemmeno lei lo capiva. Provava troppe emozioni per riuscire a descrivere il suo vero stato d'animo e forse non era nemmeno necessario.*

    [Torre di Astronomia - ore 22.01]

    Buona sera professore.

    *Salutò Daphne con la voce di una che si alzata poco fa e ancora non aveva parlato. Solo due parole con la micia non avevano aiutato a nascondere la sua dormita...*

    Ormai poco importa, mi occorre solo ascoltare e partecipare.

    *Seguì il docente nell'osservatorio, la bacchetta l'aveva riposta qualche istante prima e adesso veniva scossa dai brividi di freddo causati dalla temperatura esterna. Dopo il calore del letto, dei dormitori e del bagno caldo, quello non era ciò che avrebbe preferito fare: prendere aria. No, Dicembre, Gennaio e Febbraio erano rigidi al Castello e lei ne risentiva parecchio, sopratutto perché le temperature erano più basse di dove aveva vissuto lei da piccola...*

    Presta attenzione!

    *Decisa a dimenticare tutto e ascoltare il docente che poneva le domande e spiegava il "programma della serata", che doveva ammettere era molto interessante. Alzò la mano e visto che nessuno aveva preso parola, decise di buttarsi.*

    Una stella cadente, in realtà, non è una vera e propria stella. Ciò che noi vediamo ad occhio nudo è la scia che si crea quando dei pezzi di polvere e roccia, detti meteoroidi, si staccano e cadono nello spazio, incendiandosi a causa dell'attrito. Se questa riesce a raggiungere il nostro globo viene chiamato meteorite.

    *Certo, non era stata forse molto tecnica e precisa, ma doveva ancora carburare e concentrarsi. Per una che non era molto brava in quella materia, si riteneva decisamente soddisfatta per la risposta data.*


    @Gandalf_Derweiss, scusa, aveva letto l'orario sbagliato XD




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  • Lorence_Eminwey

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 454
       
       

    *Lorence sgattaiolò fuori dalla stanza, assicurandosi di non fare molto casotto, avrebbe potuto svegliare qualcuno e sopratutto avrebbe potuto scatenare l'ira del più pacifico Tassorosso mai passato in Sala Comune.
    Afferrò il mantello solo appoggiato alle spalle e con un ambio movimento delle braccia si avvolse nel suo lungo mantello.
    Una volta uscito dal sotterraneo cominciò a correre saltellando, alternando di volta in volta i piedi, curandosi di non provocare troppo rumore con la suola delle scarpe.
    Dopo alcuni minuti giunse dinnanzi alla soglia del portone, che dava alla Torre di Astronomia con fare allegro spalancò la porta e salì i ripidi gradini, disinvolto accellerò il passo e il suo piede destro finì direttamente contro un gradino, provocando la visione di stelle, pianeti e gallasie al povero biondino.
    Barcollando e zoppicando giunse al portone, che direttamente dava la possibilità di accedere all'aula di Astronomia, dove esattamente in quella notte si sarebbe svolta una spettacolare esercitazione di Astronomia.
    Sulla soglia il giovane Professore ad accogliere gli studenti, l'oscurità della notte rendeva difficile la visibilità, nonostande le difficoltà visive il biondino si addentrò nell'aula in cerca di un banchetto, ma molto prima che ne trovasse uno a tastoni, il Professore esortò i ragazzi a coprirsi e a recarsi su, all'osservatorio.
    Il docente domandò ai ragazzi cosa fosse una meteora, il giovane biondino si soffermò a pensare, a precederlo fu una prefetta di tassorosso, la sua casata, che ovviamente conosceva bene, Daphne rispose correttamente, o per lo meno era lo stesso e medesimo concetto che avrebbe tanto desiderato esprimere, forse un unica cosa si era scordata di dire la ragazza, o forse aveva spontaneamente tralasciato il dettaglio, fatto stà che Lorence diligentemente alzò la mano e solamente dopo che il docente gli accordò il permesso egli con voce decisa ma un po tremante per il freddo disse.*

    Vorrei aggiungere un piccolo dettaglio, forse del tutto tralasciabile... Questi pezzi di roccia e polvere provengono da corpi celesti, ad esempio potrebbe provenire da un'asteroide. Un ultima cosa Professor Derweiss, quando una stella cadente raggiunge una notevole luminosità viene chiamata "bolide".

    *Probabilmente il pomeriggio passato in biblioteca sui libri aveva sortito i suoi effetti, un libro interessante aveva trovato, che sicuramente avrebbe riutilizzato per qualche compito, una sorta di "almanacco" della cultura generale...
    Di sicuro questi dettagli avrebbero stupito il professore, magari in cattivo, ma nella migliore delle ipotesi in buon modo.*



    @Daphne_Harris, @Gandalf_Derweiss,




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  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    [Hogwarts – Quinto Piano – Torre dei Corvonero – Ore 21.18]

    *Quella sera la Firewet era andata a dormire molto presto. Subito dopo aver cenato, si era diretta nella sua stanza e si era messa a letto in quanto non voleva apparire come un fantasma alla prima Esercitazione dell’anno di Astronomia che si sarebbe svolta quel sabato notte. Da ciò si poteva capire che la ligia Corvonero non era decisamente abituata a fare le ore piccole. Ancora con il pigiama indosso, che manteneva il calore delle coperte nelle quali si era avvolta in quella prima serata, si alzò velocemente dal letto (rischiando di schiacciare il suo furetto Oberyn). Con i piedi nudi sulla fredda pietra levigata si avvicinò alla finestra vicino al suo letto e ne scostò la tendina. Attraverso la vetrata della camera, condivisa con altre due studentesse di Corvonero, vide un cielo parzialmente velato con la luna come protagonista principale. La giovane poté inoltre notare che gli alberi che si profilavano della Foresta Proibita erano scossi da un vivace vento: doveva coprirsi per bene se non voleva poi essere costretta a ingurgitare una terribile Pepperup Potion. Ma la figlia di Rowena non si sarebbe fatta sconfiggere da Zefiro: per nulla al mondo voleva perdersi quella lezione così particolare che avrebbe avuto luogo sull’Osservatorio di Astronomia. La bronzo blu, mentre cercava di enumerare nella sua testa qualche lezione passata tenuta dal Professore Derweiss, si tolse il pigiama che ripiegò sul letto ed indossò gli abiti che aveva diligentemente ripiegato poco tempo prima, coadiuvata dai luminosi raggi della luna che filtravano dalla vetrata. Quando ultimò di indossare un paio di jeans grigio tortora, una pesantissima maglia di lana nera e il suo pesante mantello, di fronte ad uno specchietto sul suo comodino, raccolse i ricci capelli in una coda alta. Il risultato non era molto soddisfacente, ma non era di certo consigliata una tenuta elegante (in fondo a lei piaceva molto vestirsi così, la comodità prima di tutto). Oberyn, che ormai era sveglio e piuttosto attivo, osservò tutti i suoi movimenti con gli occhietti indagatori. Quando la Corva fu pronta preparò la sua borsa con gli oggetti utili per l’Esercitazione (non poteva non portare con sé pergamene, piume ed inchiostri) e allacciò sul fianco destro la fondina nella quale inserì la sua bacchetta in palissandro. Posò la tracolla in pelle di drago sulla spalla sinistra e fece un piccolo segno al furetto con la mano in direzione della porta per indicargli che dovevano uscire. L’intelligente animale si fiondò subito dalla porta (anche perché sapeva che molto probabilmente dopo ci sarebbe stata una lauta ricompensa). Aprendo l’uscio si allontanarono entrambi dal locale e, mentre Oberyn ruzzolava giù per le scale, lei chiuse la porta cercando di non farla sbattere per non svegliare le sue compagne di Casa. Quindi compiuta con successo l’operazione scese le scale in legno del dormitorio e si diresse nella Sala Comune. In quest’ultima non vi era nessuno a parte un saltellante furetto che aspettava il suo cibo. La giovane posò la sua borsa su un tavolo: da una tasca laterale ne estrasse una piccola ciotola, la posò per terra e la riempì con delle crocchette che le avevano consigliato al Serraglio Stregato utili per l’alimentazione della bestiola. Anche lo stomaco della Firewet iniziò a protestare: anche lei poteva concedersi uno spuntino! Dalla tracolla prelevò un piccolo muffin classico che aveva preso quando la cena stava per concludersi, quindi lo iniziò a mangiare.*


    *Quando l’animale finì di ripulire con perizia la sua ciotola e anche quando la Corvonero finì di degustare il dolce, ritirò l’oggetto utilizzato da Oberyn e gli si rivolse impartendogli alcune raccomandazioni:*

    Oberyn non combinare pasticci. Gironzola dove vuoi oppure dormi, ma tieniti lontano dai guai.

    *Il furetto sembrò rivolgerle un’occhiata altezzosa, volendo sottolineare che lui non causava mai danni. Sul viso della Firewet comparve un sottile sorriso: inchinandosi lievemente, posò una leggera carezza sulla testa dell’animale. Quindi, rialzandosi, afferrò la borsa appoggiata sul tavolo vicino. Mise la tracolla sulla sua spalla sinistra e salutò il piccolo furetto. Con uno scatto felino, facendo leggermente ondeggiare la riccia chioma, uscì dalla Sala Comune bronzo blu.*



    [Hogwarts – Terzo Piano – Aula di Astronomia – Ore 22.30]

    *Il terzo piano era ben illuminato e la quindicenne riuscì a giungere in breve tempo nei pressi della Torre di Astronomia. La Corva, mentre percorreva le scale che l’avrebbero portata dinanzi all’Aula, rassicurata dalla luce, iniziò a canticchiare un motivo che aveva sentito qualche tempo prima ai Tre Manici di Scopa:*

    Oh, che bella vita
    che bella davver
    la vita del fattuchier..


    *La bronzo blu arrivò quando la porta era già stata aperta. La Firewet, dunque, oltrepassò l’uscio e si ritrovò all’interno dell’Aula di Astronomia. Quest’ultima era circolare, grande e spaziosa. Le pareti erano tappezzate di mappe stellari e riduzioni in scala del sistema solare. L’aula comprendeva, inoltre, attrezzi antichi e di gran valore storico, come strumenti di misurazione stellare o telescopi utilizzati ai tempi di Galileo Galilei.
    L’aula presentava una decina di banchi tondi e sedie pronti per essere utilizzati dagli studenti. Sulla destra vi era inoltre uno sgabuzzino, con la porta in quercia chiusa, che conteneva altri oggetti utili all’osservazione astronomica. L'aula, inoltre, era composta da una seconda parte, situata sotto l’osservatorio, in cui erano contenuti i vari attrezzi utili alla materia nelle ore di studio ed al soffitto vi erano appesi vari modellini di pianeti e galassie. Mentre Shireen contemplava il luogo nel quale aveva assistito a diverse lezioni, notò che nella stanza vi erano alcune persone: si trattava ovviamente del Professore di Astrologia e di altri due studenti, quali Daphne Harris e Lorence Eminwey.*

    Buonasera a tutti!

    *Sancì la bronzo blu lanciando un sorriso cordiale in direzione dei presenti. All’improvviso l’insegnate sancì che sarebbero dovuti salire sull’Osservatorio. La ragazzina si mise in coda dietro gli altri studenti e si avvicendò a percorrere gli scalini in legno. Quando giunsero sull’Osservatorio, il Professore affermò che il clima era piuttosto rigido e, immediatamente, un pizzicore si propagò dal naso della streghetta:*

    Etciù!

    *La bronzo blu starnutì all’improvviso e cercò di avvolgersi al meglio nel suo mantello. Da una tasca di quest'ultimo prelevò un fazzoletto in seta, portante le iniziali SF ricamate con un filo blu, e vi soffiò all’interno con il naso. Compiuta l’operazione, scrutò il panorama che l’Osservatorio concedeva: la sua altezza permetteva agli studenti di avere una perfetta visione del cielo stellato. Quel luogo affacciava sul lato nord-ovest del Castello, dal quale era anche possibile vedere una buona parte del Lago Nero, le colline che circondavano la Scuola e le serre di Erbologia. La Firewet, quando il Professore iniziò ad illustrare il motivo per cui si trovavano sull’Osservatorio, incollò i suoi occhi smeraldini al cielo stellato: quella notte lo sciame meteorico delle Geminidi avrebbe raggiunto il suo picco massimo e durante quest’ultimo si sarebbero potuti contare fino a centoventi eventi.*

    Per Merlino!

    *Esclamò, nella sua mente, la giovane estremamente meravigliata da quel dato. La Firewet continuò a scrutare il cielo quando una domanda uscì dalle corde vocali del docente: chiese agli studenti cosa fosse una stella cadente. Daphne rispose prontamente: affermò che ciò che si vedeva ad occhio nudo dalla Terra era la semplice scia che si creava quando dei pezzi di polvere e roccia, ovvero meteoroidi, si staccavano e fluttuavano nello spazio, incendiandosi a causa dell'attrito. Se questa particolare forma riusciva a raggiungere il suolo terrestre prendeva il nome di meteorite. Alla Tassorosso seguì il suo compagno di Casa: Lorence affermò che i pezzi di roccia e polvere provenivano da corpi celesti e quando una stella cadente raggiungeva una notevole luminosità doveva essere chiamata bolide. A questo punto toccava a lei: una figlia di Rowena non poteva sfigurare. Quindi alzando la mano destra, per segnalare il suo intervento al Professore, incominciò a parlare:*

    Vorrei collegarmi a quello che hanno già detto i miei compagni. Proseguendo nella caduta della stella cometa, si avvia un processo noto come ablazione: il meteoroide inizia a perdere progressivamente massa, lasciando dietro di sé gocce di materia fusa. Gli atomi del meteoroide e le molecole atmosferiche, a causa degli urti reciproci, si ionizzano. Dal suolo un osservatore vedrà quindi una scia luminosa: la meteora. Una meteora è composta di due parti: la testa e la scia. La testa della meteora contiene il meteoroide in progressivo disfacimento avvolto da gas ionizzati, mentre la scia è una lunga colonna di plasma, visibile solo per qualche secondo.

    *Dopo aver espresso i suoi pensieri, tirò un profondo respiro e si avvolse maggiormente nel suo mantello. Aveva forse detto qualche stupidaggine?*

    @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Lorence_Eminwey,


  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    *Derweiss ascolto con attenzione gli interventi degli studenti: la prima, @Daphne_Harris, aveva dato una definizione generica ma senza dubbio calzante; il secondo, @Lorence_Eminwey, aveva aggiunto una precisazione concernente la genesi delle stelle cadenti che, nella maggior parte dei casi sarebbe stata errata ma che in riferimento alle Geminidi risultava eccezionalmente calzante; infine, la terza, @Shireen_Firewet, aveva offerto un'analisi scientifica degna della più meritevole delle eredi di Rowena, senza dubbio calzante ma forse un pochino troppo astratta per coinvolgere in qualche modo i presenti e di certo troppo "subatomica" per avere qualche influenza concreta sull'Esercitazione di quella sera.*

    Eccellente, complimenti a tutti, dimostrate una buona conoscenza della materia...

    *Ribatté sorridendo amabilmente ed annuendo, quindi proseguì in tono fermo e carezzevole.*

    Desidererei che tutti voi focalizzaste la vostra attenzione su ciò che ha detto il signor Lorence... avete qualcosa da aggiungere o controbattere al riguardo? Ritenete che l'esempio da lui posto sia il migliore e più generale oppure se sarebbe più corretto menzionare altri corpi celesti da cui, solitamente, si originano le stelle cadenti?



    *Domandò spostando lo sguardo verde da un ragazzo all'altro, per poi alzarli verso la il cielo stella. Entro poco sarebbe iniziato lo spettacolo vero e proprio, quindi, doveva cercare di far ragionare gli allievi prima che la meraviglia e lo stupore prendessero il sopravvento sulla razionalità.*

  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *Quando la Corvonero ebbe terminato di parlare, il Professore sembrò riflettere sulle risposte che gli studenti gli avevano dato. Decretò, con un sorriso stampato in volto, che i presenti avevano una buona conoscenza della materia. La ragazzina, di conseguenza, tirò un sospiro di sollievo che si tramutò davanti alla sua bocca in una sottile nube di vapore, a causa del calo drastico delle temperature. L’insegnante proseguì e pose una domanda al piccolo gruppo di studenti: l’esempio posto da Lorence era corretto o era necessario citare altri corpi celesti da cui si originavano le stelle cadenti? La bronzo blu rivolse i suoi occhi al cielo stellato, forse in cerca di una risposta:*

    Pensa, Firewet, pensa..

    *Mentre cercava di trovare un qualche responso attraverso le asperità delle stelle, la ragazzina iniziò a meditare sul motivo per cui aveva deciso di frequentare quel corso di Astronomia. All’inizio della sua carriera scolastica, conosceva pochissime nozioni sugli argomenti trattati. Ma attraverso il continuo studio, atto ad un appartenente della Casa di Rowena, stava iniziando a voler capire sempre di più i meccanismi che governavano l’Universo che la circondava. Era invogliata ad interessarsi a tale materia anche da un punto di vista affettivo in quanto un suo antenato nel Medioevo, insieme ad un piccolo gruppo di studio, aveva scoperto la stella Ankaa, appartenente alla costellazione della Fenice. Il suo antenato, Conchobahr Firewet, sarebbe stato in grado di aiutarla a rispondere a quella domanda o l’origine delle stelle cadenti si era scoperta in tempi più vicini a lei? All’improvviso, un’illuminazione attraversò come una folgore il suo cervello. I suoi marchingegni cerebrali completarono una risposta, ma la voce che uscì dalla corde vocali della ragazzina sembrò essere leggermente titubante:*

    Altre sorgenti dei meteoroidi potrebbero essere le comete.



    *Affermò la quindicenne mentre pensava a quei particolari corpi celesti. Ricordava molto bene anche da quale parola greca si originasse quel termine: proveniva da κομήτης, che significava “dotato di chioma”, in quanto gli antichi paragonavano la coda di questi corpi celesti a una lunga capigliatura. A Shireen piaceva molto imparare sempre l’origine dei diversi termine che venivano usati nel quotidiano. Questa tattica le permetteva di ricordare in modo migliore anche le definizioni generali relative ai suoi studi. Ripensando a quello che aveva detto qualche secondo prima, volle però aggiungere un piccolo particolare:*

    Mi sembra di ricordare, però, che il corpo progenitore delle Geminidi non sia una cometa, ma un asteroide che ha avuto uno scontro oltre l'orbita di Marte e si stia trascinando dietro una nuvola di frammenti e polveri.

    *Non ricordava dove avesse letto quel particolare. Forse su un articolo nella sezione di Astronomia della Gazzetta del Profeta che segnalava proprio il fatto che nella notte tra il tredici ed il quattordici dicembre si poteva osservare quell'imponente sciame meteorico annuale. Spostò velocemente il suo sguardo smeraldino dal Professore ai suoi compagni: sperava ardentemente di non aver fatto una brutta figura dinanzi ai loro occhi.*

    @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Lorence_Eminwey,


  • Maya_Mondlicht

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 7073
       
       

    [Sala Comune di Corvonero]




    *I rintocchi dell'orologio della Torre fecero breccia nella mente di Maya che dormiva beata con la testa appoggiata sul manuale di Difesa Contro le Arti Oscure.*

    Cielo, non è possibile, mi devo essere addormentata!

    *Esclamò la giovane strega aprendo di occhi e sollevando la testa.*

    Accidenti,l'Esercitazione di Astronomia, sono in ritardo!

    *Si alzò di scatto e si diresse in bagno per lavarsi la faccia, aveva ancora gli occhi gonfi di sonno ed un'espressione non certo da brillante figlia di Rowena stampata in volto*

    Che brutta cera... dovrei cercare di dormire di più e meglio...

    *Sospirò osservando la propria espressione riflessa nello specchio. Negli ultimi tempi, fra i compiti da svolgere, i G.U.F.O. da preparare e tutto il resto andava a dormire sempre più tardi e faceva strani, orribili sogni, quindi, la mattina si svegliava poco riposata e sempre un po' intontita. Cercava di tirare avanti facendo tutto ciò che doveva ma, evidentemente, quel pomeriggio, mentre svolgeva i compiti di CDCM, una materia di cui avrebbe sostenuto anche l'esame a Giugno, la stanchezza doveva aver avuto la meglio sulla sua volontà.*

    Certo, ma questo non il momento di riposare... devo sbrigarmi, sono già in ritardo!

    *Si disse la ragazza buttandosi ancora un po' di acqua fredda sul volto, poi si asciugò ed uscì diretta di nuovo in Sala Comune, dove aveva lasciato tutte le sue cose sparse sul tavolo su cui aveva schiacciato il fatidico pisolino.*

    Butto tutto dentro... l'importante è che ci sia il libro di Incantesimi e la bacchetta, per il resto chi se ne frega!

    *Blocchi per gli appunti, penne d'oca, boccette di inchiostro colorato, il Aritmanzia e quello di Incantesimi, scomparvero nella cartella della Prefetta, insieme alla sua amata bacchetta, Vehil.*

    Oggi non credo che mi servirai, ma non potrei fare a meno di te...

    *Sussurrò accarezzando con la punta del dito indice il legno lucido di Vehil. Un catalizzatore di energia dotato di una singolare eleganza e “capricciosa” come Olivander stesso l’ha definita. In cui la lealtà e la nobiltà di valori che il legno di vite ricerca nel proprio padrone si univano alla ombrosità stizzosa del capello di Veela che ne formava l'anima magica.*

    Devo sbrigarmi!!

    *Concluse con sicurezza chiudendo la borsa ed uscendo dalla Sala Comune. A metà della scalinata si bloccò. Anche se lo aveva promesso non poteva farcela e più l'aula di Astronomia si avvicinava più il suo cuore le batteva nel petto, nelle tempie, fino a toglierle il fiato. Quella non era un'esercitazione come tante, perché il giovane docente, ex-Tassorosso, ex-Cercatore e la ex-Prefetto, Gandalf Derweiss era il suo ragazzo, colui che, con la sua dolcezza e sensibilità l'aveva conquistata, come avrebbe fatto a guardare nei suoi occhi limpidi e dolcissimi dandogli del lei? come avrebbe fatto a fingere che fosse qualcun altro?come avrebbe fatto a gestire, o meglio soffocare, i suoi sentimenti, le sue reazioni e le sue emozioni. Come avrebbe fatto a dissimulare il suo amore di fronte agli altri? Come poteva chiamarlo professor Derweiss, anziché "mein Schatz"?*

    [Scalinate di Hogwarts]




    Non ce la faccio, non posso… non voglio…

    Che cosa non puoi fare cara?

    *Chiese il ritratto raffigurante una vecchia strega dai capelli grigi raccolti in uno chignon.*

    Scusi ma non sono affari suoi!

    *Ribatte stizzita fulminando la tela con lo sguardo e riprendendo a salire, ma le scale dispettose la fecero inciampare.*

    Ahahha ahahha ahahha ahahha hha hha hha hha hha hha h

    *La fragorosa risata che accerchiò Maya la stordì per un attimo, sembrava che le mura stesse si prendessero gioco di lei.*

    Ne abbiamo viste tante, ma questa è davvero spassosa!

    *Commentò un quadro alla sua destra che raffigurava un cavaliere con tanto di elmo piumato sulla testa.*

    Hai proprio ragione, se si fa eccezione per il giorno in cui è stato appeso l'arazzo raffigurante Barnaba il Babbeo!

    *Intervenne un altro che si trovava poco sopra ed un po' spostato verso sinistra, in cui era ritratto un grasso mago alla sua destra che indossava un mantello viola e dei buffi occhiali a forma di stella.*

    Vero, ma quel citrullo almeno si rivolgeva a dei Troll che, per quanto siano stupidi, almeno sono degli esseri viventi…

    *Ribatté il primo sempre più divertito, mentre tutti gli altri sghignazzavano in modo alquanto fastidioso ed irritante.*

    Ehm, ehm, ehm, forse non lo avete notato ma io sono qui e vi sento…

    *Disse stizzita Maya fulminando le tele con gli occhi dal colore cangiante e sinistro.*

    Cara, lo sappiamo bene, altrimenti non ci divertiremo tanto!

    *Le rispose la stega con lo chignon, la prima che aveva parlato.*

    Ahahha ahahha ahahha ahahha hha hha hha hha hha hha h

    Certo, che voi vi divertite davvero con poco… e vi capisco, deve essere davvero noioso restare per secoli o millenni a vagare per le mura del castello passando da una un quadro all'altro e vedendo sempre le solite facce incartapecorite!!

    *Commentò sarcastica la Corvonero poi, si voltò, e senza nemmeno degnarli di un saluto o di una risposta alle loro imprecazioni, riprese la propria ascesa. Le scale, per merito suo o per pura e semplice fortuna, sembravano essersi acquietate così, l'ultima parte della salita fu molto più agevole e rapida.*

    L'ho sempre detto io che, con le buone maniere e la dolcezza si ottiene tutto…

    *Pensò con ironia balzando dall'ultimo scalino e raggiungendo il corridoio del terzo piano che, come spesso accadeva a quell'ora di sera era deserto.*

    Ormai sono qui e non posso tornare indietro…


    *In quel momento l'orologio della torre rintoccò una, due, tre… dieci volte.*

    Posso e devo provarci… basta che non la guardi, basta che mi concentri sul cielo, sulle stelle e che non pensi a quanto sia romantico il contesto… ce la posso fare.

    *Si disse posando la mano sulla maniglia ed aprendo il battente entrò.*

    [Aula di Astronomia]



    Devono essere già saliti….

    *Pensò guardandosi intorno e vedendo che l'aula era deserta, quindi si avvolse la sua pesante sciarpa blu-bronzo attorno al collo ed indossò i guanti, poi salì la scala a chiocciola che conduceva all'osservatorio. Il vento era gelido ed il cielo terso e, nella penombra scorse alcune figure. Lo riconobbe subito, sia perché era parecchio più alto dei presenti sia perché avrebbe riconosciuto il suoi capelli indisciplinati ovunque.*

    Buona sera, professor Derweiss.

    *Non era difficile, l'oscurità rendeva tutto un pochino più semplice… in fondo, bastava che immaginasse che qualcun altro fosse al suo posto. Riconobbe due amici di Tassorosso, @Daphne_Harris e @Lorende_Eminwey, che salutò con con un cenno del capo, quindi si avvicinò sorridendo alla compagna di Casata @Shireen_Firewet, che pareva felice di vederla.*

    Quello delle Geminidi, infatti, è tra i maggiori sciami di tutto l’anno… per intenderci, ha ben poco da invidiare a quella delle Perseidi di agosto, tanto che, in condizioni ottimali si possono contare fino a 120 eventi nel giro di un’ora al loro picco...


    *La voce dolce e sensuale di lui la avvolse come una carezza e tutti i suoi buoni propositi andarono a ramengo. Il suo cuore perse un colpo per accelerare di nuovo e lei non capì né la domanda di Gandalf né le risposte dei compagni.*

    Desidererei che tutti voi focalizzaste la vostra attenzione su ciò che ha detto il signor Eminwey... avete qualcosa da aggiungere o controbattere al riguardo? Ritenete che l'esempio da lui posto sia il migliore e più generale oppure se sarebbe più corretto menzionare altri corpi celesti da cui, solitamente, si originano le stelle cadenti?


    *Di nuovo la sua voce. Stava facendo la figura della perfetta cretina e se ne rendeva conto ma non poteva fare nulla per evitarlo… cielo, se avrebbe voluto ma non ci riusciva. Tanto pi che gli occhi si erano abituati all'oscurità e, al fioco lume delle stelle, poteva riconoscere i suoi lineamenti regolari, le labbra sensuali gli occhi dolcissimi e poi, c'era sempre la sua voce, la stessa che le sussurrava parole che poco o nulla avevano a che fare con il cosmo, la stessa che la faceva fremere come una corda di violino…*

    E' stata una pessima idea venire…

    *Si rimproverò prossima alle lacrime.Non voleva fare una figuraccia davanti a lui, non lo avrebbe sopportata ma il suo cervello la tradiva e la sua razionalità vacillava… aveva la testa vuota, una cassa di risonanza per il i battiti del suo cuore e nulla di più.*


    Altre sorgenti dei meteoroidi potrebbero essere le comete… mi sembra di ricordare, però, che il corpo progenitore delle Geminidi non sia una cometa, ma un asteroide che ha avuto uno scontro oltre l'orbita di Marte e si stia trascinando dietro una nuvola di frammenti e polveri.


    *Una voce diversa, ma ugualmente nota. Era Shireen, la sua compagna di Casata ed amica che parlava, dimostrandosi un'erede di Rowena molto più degna di lei. Maya si voltò a guardarla ed allora i loro occhi si incontrarono, lo sguardo della Corvonero era perplesso. Evidentemente si stava chiedendo, e non con ragione, perché la sua Prefetta tacesse.*

    Sto deludendo anche lei, oltre a Gandalf ed a me stessa…

    *Sospirò, allora, inaspettatamente un barlume di lucidità prese il sopravvento e finalmente la mente le si snebbiò.*

    La mia compagna ha ragione, solitamente gli sciami meteoritici sono provengono dalle comete ma le Geminidi fanno eccezione perché sono originate da un asteroide chiamato Fetonte, noto anche con il nome di Phaeton 3200, che ha un'orbita eccentrica insolita e che genera una flotta enorme di meteore quando si avvicina al Sole.

    *Disse con un filo di voce, cercando di evitare che i suoi occhi incrociassero quelli di Gandalf ed arrossendo vistosamente ma, per fortuna, l'oscurità impedì che gli altri vedessero le sue guance avvampare.*

    @Gandalf_Derweiss,


  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    Buona sera, professor Derweiss!

    *Un tuffo al cuore. Maya era arrivata... ormai Gandalf credeva che avesse rininunciato a seguire l'Ersercitazione di Astronomia. Non ne sarebbe stato seccato, avrebbe capito che per lei non era facile recitare la parte dell'allieva, perché per lui era altrettanto difficile interpretare quella del docente. Probabilmente, sarebbe stato più facile e meno doloroso per entrambi evitare di frequentarsi più del necessario in aula e fra le mura del Castello. Il problema, la vera era tragedia era che, sebbene virtualmente vivessero insieme nella ricìdente villetta di Godric's Hollow che era stata dei suoi nonni, in realtà, con l'inizio dell'anno scolastico lei era reclusa a Hogwarts e lui non poteva farci nulla. Per fortuna, persto sarebbero arrivate le vacanze di Natlae, allora avrebbero potuto essere di nuovo loro stessi, non avrebbero più dovuto fingeresi altro, non avrebbero più dovuto misurare le parole, i gesti e perfino gli sguardi. L'avrebbe potuto abbraccia, l'avrebbe potuta baciare, l'avrebbe potuta amare...*

    Purtroppo, però mancano ancora una decina di giorni, per oa devo continuare a recitare la mia parte...

    *Si disse cercando di concentrarsi sugli interventi degli allievi, alcuni, avevno detto anche cose molto interessanti e pertinenti... allora perché il suo sguardo scivolava continuanmente sulla sagoma di Maya che, sebbene celeta dall'oscurità ed infagottanta nel pesante mantello, non appariva meno sensuale.*

    Non devo distrarmi… ora devo concentrarmi sull'Esercitazione, sui miei studenti e non pensare a quanto sono sensuali le sue curve!

    *Si rimproverò il giovane professore, scuotendo il capo. Avrebbe pensato dopo a quando il tessuto spesso non riuscisse a nascondere le forme perfette di Maya che, non più adolescente, era fiorita in tutta la sua femminile bellezza. Doveva ascoltare attentamente e, magari, se gli riusciva, cercare anche di intervenire dicendo qualcosa di arguto, tanto per dimostrare che non aveva ottnuto una cattedra per caso.*

    Già, come se fosse facile, parlarle fingendo che sia altro da sé, che sia solo un'allieva, che non sia…

    *Di nuovo Gandalf scosse il capo ma quella volta abbozò un sorriso. Qualcosa che poco o nulla aveva che fare con l'Astronomia gliel'aveva insegnato... no, non le aveva insegnato nulla, in realtà, aveva imparato insieme...*

    Miseriaccia, adesso basta!

    *Imprecò rendendosi conto che la sua mente vagava ed il suon corpo reagiva anche solo al ricordo di immagini e sensazioni. Scosse il capo più fermammente, respirò profondamente per imporre al suo cuore di rallentare, quindi, riprese a parlare, cercando di far sì che la sua voce non lo tradisse.*

    Esatto signorina Firewet, solitamente le comete danno origine agli sciami meteoritici che noi comunemente chiamiamo stelle cadenti ed è anche esatto che le Geminidi abbiano una genesi differente...

    *Commentò entusiasta Derweiss sorridemdo alla Corvonero che era davvero molto preparata, poi, rivolgendosi a Maya ma evitando di guardarla negli occhi per non perdersi in lei, proseguì.*

    Di nuovo esatto, l'asteroide è proprio Fetonte che è stato scoperto nel 1983. Con un diametro medio di poco più di 5 chilometri ed è stato classificato come asteroide, in quanto non ha una coda e il suo colore è fortemente simile a quello di altri asteroidi carboniosi.

    *Spiegare concetti ed elargire nozioni lo calmò un poco e, man mano, che parlava il suo cuore tornò a battere ad un ritmo normale e regolare.*

    La sua orbita altamente eccentrica fa sì che si intersechi con la cintura di asteroidi Pallas, all'incirca tra le orbite di Marte e Giove, che lo porta ben all'interno dell'orbita di Mercurio circa ogni anno. L'asteroide riceve così un colpo regolare di calore dal Sole che "bolle" getti di polvere nel flusso meteorico delle Geminidi...



    *Così dicendo il professore agitò la bacchetta ed evocò un'immagine tridimensionale in scala ridotta è perfettamente visibile dell'asteroide che si mise a ruotare intono all'osservatorio creando un'orbita davvero inconsueta ed offrendo un spettacolo inatteso che, per un attimo, catalizzò l'attezione dei presenti.*

    Prima di affrontare nel dettaglio le caratteristiche di questo sciame e di cercare di sorgerle, avete qualcos'altro da aggiungere su Fetonte?

    *Concluse Derweiss, mentre i ragazzi continuavano a fissare il modellino stregato con lo stupore negli occhi.*

    @Shireen_Firewet, @Maya_Mondlicht, @Lorence_Eminwey, @Daphne_Harris,


  • Lorence_Eminwey

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 454
       
       

    *Il biondino estrasse un taccuino dalla tasca del mantello, la targhetta congelata in ottone sulla copertina in cuoio marrone al solo contatto lo fece rabbrividire, il freddo diveniva sempre più intenso man mano che la notte avanzava.
    Alcuni ragazzi si erano fatti avanti nell'illustrare e modificare la precedente informazione che aveva fornito Lorence, inclusa la prefetta di Corvonero Maya Mondlicht che dopo un attimo di insicurezza, convinta e decisa pubblicizzò il suo sapere.
    Lorence era intento a scrivere tutto ciò che compagni e professore esprimevano, sicuramente avrebbe riutilizzato gli appunti nei G.U.F.O. sempre più imminenti.
    D'un tratto il docente con un culpo di bacchetta fece comparire un modellino di Fetonte in tridimensionale, aggiungendo concetti e nozioni a ciò che già era stato detto, il biondino rimase sbalordito, un modellino così preciso e così dettagliato non era mai comparso in nessuna delle aule di Hogwarts.*

    Wooow... Sbalorditivo...

    *Il docente una volta strappata l'attenzione dal modellino e attirata su di se per aggiungere una domanda apparentemente semplice, ma alla quale molti si soffermarono a riflettere, voltando impercettibilmente il capo in cerca di altri studenti in grado rispondere dando conferma del loro intelletto smisurato.*

    Prima di affrontare nel dettaglio le caratteristiche di questo sciame e di cercare di sorgerle, avete qualcos'altro da aggiungere su Fetonte?

    *Lorence come il resto degli studenti si immobilizzò praticando dei viaggi astrali in cerca di qualcosa che potesse colpire il professore, qualcosa di nuovo che accrescesse la stima che nutriva per lui, dopo attimi di titubanza alzò la mano e dopo aver attirato l'attenzione del docente enunciò ciò che probabilmente erano altri dettagli.*

    Allora... Se non erro fetonte dovrebbe appartenere al gruppo delle asteroidi di Apollo, e sempre se non ricordo male impiega 524 giorni per compiere a pieno il moto di rivoluzione, questo moto di rivoluzione consiste in una rotazione completa attorno ad una determinata massa, questo moto venne descritto per la prima volta da Giovanni Keplero, che ne rese oggetto di una delle sue tre leggi. Scusi se mi sono distaccato un pochino da Fetonte, ma mi sembrava comunque pertinente all'ambito Astronomico...

    *Il biondino fece un appena percettibile passo indietro, sorrise al docente, attendendo una sua reazione di approvazione o disapprovazione, poi diresse lo sguardo verso la sua coetanea @Shireen_Firewet, e sorridendole con la mano rivolta verso di lei la salutò, cosa che non aveva ancora trovato il tempo di fare, dato che non aveva ancora avuto la possibilità di incontrarla dopo la festa di innaugurazione del nuovo negozio della Corvonero.
    Il giovane abbassò lo sguardo sul suo taccuino e cominciò a produrre un piccolo schizzo del modellino con la sua piccola piuma portatile. Gli piaceva disegnare, e spesso faceva anche piccoli disegni che non avevano nulla a che fare con l'argomento che stava trattando al momento, di conseguenza anche in quel preciso istante fece anche lo schizzo di un uomo, di un manichino a mezzo busto, di un osservatorio che aveva notato in un libro e di un paesaggio, che tanto gli ricordava il ponte di legno di Hogwarts. *



    @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Maya_Mondlicht,


  • Maya_Mondlicht

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 7073
       
       

    *Maya arrossì di nuovo, anche nella penombra avvertì lo sguardo di Gandalf su di sé. Rabbrividì di nuovo ma, quella volta non per il freddo... per un istante i loro occhi si incrociarono e lei abbozzò un sorriso, né timido né malizioso, bensì consapevole. C'era ben poco da immaginare o da inventare, la stava spogliando con gli occhi o meglio la guardava come se l'avesse vista nuda... che poi, era esattamente ciò che era accaduto, e non una sola volta.*

    Quando non vorrei essere qui, soprattutto quanto non vorrei essere circondata da tutta questa gente...

    *Sospirò stringendosi un pochino di più nel proprio mantello color carta da zucchero e distolse lo sguardo. Non doveva pensare alle sue mani gentile e delicate, non doveva immaginare le sue labbra affamate e morbide, non doveva ricordare il tocco sulla pelle, non poteva perdersi nei suoi occhi... ma era tutt'altro che facile, amava affogare in quei limpidi laghetti alpini.*

    Se almeno il contesto non fosse così romantico... se le stelle fossero meno luminose... se...

    *Troppi se che si riassumevano in uno solo: se lo avesse amato un pochino meno, sarebbe stato tutto meno difficile, meno doloroso, meno straziante... però, in fondo, non avrebbe voluto essere diversa, non avrebbe più potuto rinunciare all'amore, al palpito del cuore che la faceva sentire viva, che rendeva ogni giornata radiosa, che aveva dato un nuovo senso alla sua esistenza. Senza il suo appassionato, bellissimo cavaliere teutonico il mondo sarebbe un luogo cupo e grigio, lei stessa sarebbe stata cupa e grigia.*

    Non vivevo e non me ne rendevo conto, vagavo come cieca e lui mi ha aperto gli occhi conquistando il mio cuore...

    *Non era facile da ammettere neppure a se stessa, ma quella era la pura e semplice verità. Era cambiata molto, non era più la stessa persona e ne era immensamente felice. Sollevò lo sguardo e sorrise nell'oscurità, rendendosi conto che, sebbene soffrisse, anche quel dolore, quel disagio e l'imbarazzo che provava erano ben poca cosa se paragonati a tutta la gioia, l'amore il senso di appagamento che quell'amore le elargiva. Doveva solo avere un pochino di pazienza, ben presto sarebbero arrivate le vacanze di Natale e lei sarebbe stata di nuovo fra le sue braccia. Avrebbero addobbato insieme l'albero nella piccola ed accogliente casetta di Godric's Hollow, sarebbero stati stretti abbracciati di fronte al camino, avrebbero festeggiato il primo Natale insieme, in un posto che era solo loro.*

    Pazienza, devo avere solo un pochino di pazien...

    Il pensiero rimase sospeso nell'aria quando Gandalf, una volta di più riuscì a stupirla. Aveva agitato la bacchetta ed una miniatura di Fetonte aveva preso ad orbitare intorno all'osservatorio dando mostra di sé, mentre @Lorence_Eminwey, aggiungeva alcuni dettagli circa quel curioso, atipico asteroide.*

    Secondo me, può essere interessante e rivelatore ricordare anche il mito Greco legato a questo corpo celeste...

    *Aveva parlato senza riflettere, in pratica aveva pensato a voce alta, ma ormai era in ballo e doveva ballare, quindi, dopo aver raccolto le idee, proseguì.*

    Fetonte è una figura della mitologia greca. Era figlio di Apollo e della ninfa Climene.
    Secondo il mito, Fetonte, per vedere se Apollo fosse veramente suo padre, lo pregò di lasciargli guidare il carro del Sole: ma, a causa della sua inesperienza, perse il controllo del carro, i cavalli si imbizzarrirono e corsero all'impazzata per la volta celeste: prima salirono troppo in alto, bruciando un tratto del cielo che divenne la Via Lattea (questo è uno dei miti che spiegano l'origine della Via Lattea), quindi scesero troppo vicino alla terra, devastando la Libia che divenne un deserto. Zeus intervenne per salvare la terra e, adirato, scagliò un fulmine contro Fetonte, che cadde alle foci del fiume Eridano, l'odierno Po...


    *Tacque mentre la sua mente riprese a vorticare furiosamente.*

    Non potrebbe essere che gettar via la propria vita significhi trascorrere la propria esistenza rimanendo ciechi alla luce della vita stessa? Non potrebbe voler dire dimenticarsi dell’immenso valore che abbiamo in quanto persone, e vivere come spettatori annoiati nella meraviglia dell’universo che esiste intorno a noi? Questa è la triste situazione dell’uomo profano dalla quale l’Iniziato è chiamato a sottrarsi. Non siamo forse tutti noi il “Fetonte”, cui il divino fattore della nostra origine ha dato in dono la possibilità di condurre il Carro del Sole? Il Sole di Apollo non è Helios, l'astro fisico, ma il Sole metafisico, simbolo del nostro Spirito, che ci rende immagini consustanziali del Padre celeste.
    Perciò, ognuno di noi ha in dono la cosa più importante e preziosa che si possa concepire...


    *Scosse il capo, ed il cappuccio del mantello le scivolò di lato, ma non ci fece caso seguendo il filo dei suoi pensieri verso una sorta di personalissima epifania.*

    Fetonte non è solo simbolo del profano, ma anche dell’Ego, che necessariamente fallisce nel folle progetto di diventare auriga della Causa e del Fine di tutte le cose. Apollo, perciò, oltre a rappresentare l’Iniziato, è anche il Nous, o Super-Io, consustanziale alla Causa e al Fine. Zeus è, in questa visione del mito, il nostro Giudice interno, che deve rendersi conto del pericolo di dare a chi, o meglio a ciò che in noi, non è pronto né capace, la responsabilità del bene più prezioso; e fare in modo, al contrario, di dare questa responsabilità a chi, o meglio a quella parte di noi che, è in grado di sopportarla e trarne i frutti...

    *Forse, come spesso le accadeva, stava trascendendo, ma non poteva impedirsi di ammettere che tutto ciò la riconduceva al suo amore, ai suoi sentimenti, alle sue scelte.*

    @Gandalf_Derweiss, @Daphne_Harris, @Shireen_Firewet.


  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    *Per un attimo rimase a fissare @Maya_Mondlicht. La conosceva troppo bebe per non intuire che vi era molto oltre le parole che aveva detto, quell'impercettibile broncio, quel corrugarsi delle sopracciglia gli erano familiari. Qualcosa si agitava nella sua anima, mentre la sua mente vivace e brillante si inerpicava in un volo pindarico che ben pochi avrebbero potuto seguire. Lui stesso doveva ammettere che spesso, troppo spesso, la sua corvonero era in grado di librarsi in aria mentre lui non poteva che restare al suolo ad ammirarla rapito. La amava anche per quello, oltre che per innumerevoli altri motivi che, probabilmente, neppure lui avrebbe saputo elencare.*

    Interessanti osservazioni, complimenti ad entrambi...

    *Disse distogliendo lo sguardo da Maya per posarlo a turno sugli altri ragazzi presenti. La sua ex-compagna di Casata e carissima amica @Daphne_Harris, pareva assorta nei propri pensieri, @Lorence_Eminwey, che seppure fosse di poco più giovane di lui considerava un frattello minore pareva ancora gongolare per il suo commento lusinghiero, solo la sagace ed intelligente @Shireen_Firewet, sembrava incerta se aggiungere qualcosa oppure tacere. Probabilmente, anche lei aveva notato l'espessione assorta della sua Prefetta e qualcosa era scattato in lei... oppure, più semplicemente, il suo cervello instancabile stava congetturando, speculando ed argomentando.*

    Desidera aggiungere qualcosa, signorina Firewet?

    *Domandò cortesemente protendendosi verso la studentessa, una delle più brillanti che avesse mai conosciuto e, forse, la sola che insieme a Maya considerava davvero un degna erede di Rowena.*

    Anche Alexander lo è... ma per lui è un po' diverso...

    *Pensò fa sé scuotendo impercettibilmente il capo. Sì, in effetti anche il suo amico corvonero era degno erede della nobile fondatrice, però, per molti aspetti pareva un po' meno cerebrale rispetto alle due ragazze, non era meno intelligente di loro, quello sicuramente no ma era un filino più viscerale... come, in fondo, lo sono tutti gli uomini. Era una caro amico ma, talvolta, dimostrata una durezza ed una determinazione che un pochino lo sconcertavano, celiando, lo prendeva in giro dicendogli che era un Serpeverde mancato ma, tutto sommato, era ciò che davvero pensava. La riprova l'aveva avuta quando, pochi mesi prima aveva scoperto che il OPrefetto di Corvonero era un Rettilofono, una dote rara e temuta, un'abilità innata che, secondo la tradizione, solo gli eredi diretti si Salazar possono possedere.*

    Mi dispiace che non sia venuto... a quanto mi ha detto l'Astronomia lo interessa...

    *Si trovò a pensare con un poco di nostalgia. solo allora, si rese conto di quanto gli dispiacesse che quella notte magca l'osservatorio fosse quasi deserto. aveva sperato che gli allievi sarebbekro stati molto più numerosi, invece, si erano presentati solo i proverbiali "quattro gatti", tre dei quali, Daphne, Lorence e Maya, erano intervenuti più per fare un favore personale a lui, piuttosto che per reale interesse per la materia, l'osservazione astronomina ed il mirabolante spettacolo delle Geminidi.*

    Spero almeno che il cielo sia clemente e che presto si inizi a vedere lo sciame metereotico, altrimenti farei proprio una gran magra figura...

    *Commentò fra sé alzando di nuovo gli occhi verso la volta celeste, mentre aspettava di vedere se Shiren o qualcun altro dei presenti voleva ancora intervenire, prima di passare all'ultima parte della teoria, quella che avrebbe introdotto l'osservazione vera e propria.*



    Ultima modifica di Gandalf_Derweiss oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *Da quando Maya era giunta sull’Osservatorio, sembrava che il Professore avesse subito una sorta di cambiamento. La Firewet rivolse uno sguardo perplesso nei confronti della Prefetta Corvonero mentre i marchingegni della sua testa lavoravano in modo frenetico.*

    Firewet, insomma, concentrati sull’esercitazione, non è il caso di mettere becco tra gli affari altrui!

    *Per una volta la quindicenne diede ragione alla voce che ogni tanto si propagava nella sua testa. La bionda ragazza, intanto, precisò quello che Shireen aveva detto da poco: illustrò il fatto che le Geminidi erano originate da un asteroide chiamato Fetonte, che generava una flotta enorme di meteore quando si avvicinava al Sole. La ragazzina ascoltò meravigliata quello che la sua compagna di Casa stava affermando: perché lei non conosceva il nome di tale asteroide? Il Professore, inoltre, impartì altre informazioni su quel particolare tipo di asteroide: la sua orbita eccentrica faceva sì che si andasse ad intersecare con la cintura di asteroidi Pallas, tra le orbite di Marte e Giove, che lo portava all'interno dell'orbita di Mercurio circa ogni anno. La giovane cercava di incanalare nei cassetti della sua mente tutte quelle importanti informazioni: a causa del freddo che vi era sull’Osservatorio, non osava tirare fuori le sue piccole mani dalle tasche del caldo mantello per scrivere gli appunti riguardanti l'Esercitazione. Quando sarebbe tornata in Sala Comune, anche se fosse stato molto tardi, avrebbe trascritto tutte quelle importanti nozioni. Nel frattempo, l’insegnate agitò la bacchetta dinanzi ai presenti: formò un’immagine tridimensionale dell’asteroide che ruotava nella sua particolare orbita.

    Wow!

    *Esclamò nella sua testa la meravigliata streghetta. Lo stupore si poteva leggere nei suoi occhi smeraldini. Decise su due piedi che doveva assolutamente cercare in Biblioteca come si chiamasse quel fantastico incantesimo. Intanto il Professore, dopo aver stupito così efficacemente i suoi studenti, pose loro una domanda: chiese se avevano da aggiungere qualcos’altro su Fetonte. La Corvetta, dal momento che non conosceva niente di strabiliante su di esso, preferì lasciare la parola agli altri. Non faceva di certo una bella figura: nel Castello questi particolari "vuoti" non erano ammessi ai figli di Rowena. Ma insomma, si frequentava la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts per imparare. Ascoltò quindi con molta attenzione quello che il biondo Tassorosso descrisse al docente: affermò che Fetonte apparteneva al gruppo delle asteroidi di Apollo ed impiegava 524 giorni per compiere a pieno il moto di rivoluzione. Quindi Lorence si accinse a descrivere quest’ultimo particolare che la ragazzina, grazie a Merlino, conosceva. Rivolse un gentile sorriso nei confronti del giovane come se volesse trasmettergli che le nozioni che aveva impartito erano state molto utili. Venne dunque il turno di Maya: la ragazza volle menzionare il mito greco collegato a Fetonte. Shireen scoprì che Fetonte era figlio di Apollo e della ninfa Climene. Fetonte, per scoprire se Apollo fosse veramente suo padre, lo pregò di lasciargli guidare il carro del Sole: ma, a causa della sua inesperienza, perse il controllo del carro. I cavalli si imbizzarrirono e corsero per la volta celeste: prima salirono in alto, bruciando una parte di cielo, che si tramutò nella Via Lattea; poi scesero troppo vicino alla Terra, devastando la Libia che divenne un deserto. Zeus intervenne per salvare la Terra e, adirato, scagliò un fulmine contro Fetonte, che cadde alle foci del fiume Eridano. La Firewet rimase completamente affascinata dal mito che la sua amica bronzo blu espose in maniera eccellente ai presenti: l’indomani la quindicenne si sarebbe catapultata alla velocità di un Fuoco Forsennato Weasley in Biblioteca per approfondire tutti quei fenomenali particolari.

    La curiosità porta a brutte conseguenze però. Forse devo imprigionare questa caratteristica che spesso si manifesta in me?

    *Mentre Shireen faceva quella particolare osservazione nella sua mente, il Professore volle richiamare la sua attenzione e le domandò se avesse qualcosa da aggiungere. La ragazzina scrollò lievemente la riccia testa in segno di diniego. Che vergogna! Le sue gote diafane si tinsero lievemente di rosa a causa di quell'atteggiamento così poco Corvonero. Non conoscendo particolari rivelanti delll’asteroide e non volendo mostrare a tutti la sua vergogna, rivolse uno sguardo a quel cielo notturno di dicembre. Quando sarebbe iniziato lo spettacolo per cui si trovavano a rabbrividire sull’Osservatorio?*

    @Maya_Mondlicht, @Gandalf_Derweiss, @Lorence_Eminwey,




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  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    [OSSERVATORIO - ORE 23.00]



    *Nessuno intervenne, ma tutti guardavano la volta celeste con crescente impazienza, evidentemente si stavano chiedendo se sarebbe valsa la pena di perdere una notte di sonno e di rabbrividire abbarbicati sull'osservatorio. Gandalf avrebbe voluto poter offrire loro delle certezze, delle parole rassicuranti magari anche delle promesse, ma non poteva... non dipendeva da lui ciò che sarebbe accaduto, come loro, l'unica cosa che potesse fare era sperare con tutto se stesso che il gioco valesse la candela.*

    Fra non molto dovreste iniziare a scogere le prime stelle cadenti, quindi, vorrei spiegarvi ancora alcune cose circa le peculiarità delle Geminidi e soprattutto desidero indicarvi in qual parte della volta celeste dovrebbero apparire...

    *Disse in tono fin troppo fiducioso ed ottimista, ostentnado una sicurezza che, in realtà, non possedeva affatto.*

    Se Merlino sarà clemente!

    *Precisò mentalmente, mentre, con un gesto distratto della bacchetta faceva evanescere il modellino di Fetonte che, per tutto il tempo, aveva continuato silenziosamente ad orbitare attorno a loro.*

    Forse, non sono le stelle cadenti più famose, ma certo non sono meno affascinanti quelle che si osservano in dicembre. Uno spettacolo straordinario a livello delle più celebri Perseidi che punteggiano i cieli notturni di agosto. Le Geminidi si chiamano così perché la regione di cielo dalla quale sembrano provenire coincide con quella della costellazione dei Gemelli. Sono meteore piuttosto insolite perché non sono generate dai detriti di una cometa, bensì, come abbiamo già detto, da un asteroide chiamato Fetonte, rimasto vittima di uno scontro oltre l'orbita di Marte e che ora si porta dietro una nuvola di detriti...

    *Derweiss fece una breve pausa, quindi, dopo aver scelto con cura le parole proseguì.*

    Ci tengo a precisare un dettaglio che non è emerso dai commenti dai vostri commenti: sebbene oggi Fetonte sia considerato un asteroide è molto probabile che, in realtà, si tratti di una cometa estinta... su questo aspetto, la comunità scientifica, sia magica sia mabbana, si continua ad interrogare ed è fortemente divisa. In effetti, fino apochi anni fa, gli studiosi non riuscivano a spiegarsi l'incredibile intensità delle Geminidi, proprio perché Fetonte getta effettivamente troppo pochi detriti polverosi tali da giustificare l'intensa attività meteorica.


    *Avrebbe potuto proprinare loro ipotesi scientifiche e teorie astruse, ma non era quello né il memento né il luogo per farlo.*

    Scoperto nel 1862, ma pare che abbia iniziato a manifestarsi già circa cent'anni prima, l'intensità dello sciame meteoritico sembra andare in crescendo negli ultimi anni, con picchi di 120-160 meteore per ora in alcuni anni. Le Geminidi probabilmente sono il più attivo e costante fenomeno degli ultimi anni, si manifesta in genere nel periodo che va dal 7 al 17 dicembre e, come già anticipato raggiungeranno il picco, ossia il momento di maggiore intensità, la notte tra il 13 e il 14 dicembre, con una velocità stimata a circa 100-120 meterore l'ora. I detriti bruciano fino a circa 100 km sopra la superficie terrestre e spesso appaiono di tonalità giallastra. A differenza delle meteore estive come le perseidi, le stelle cadenti invernali sono più brilanti e viaggiano ad una velocità di circa 35 km al secondo, il che le rende facilmente individuabili.

    *Quella era la sua speranza, e con ogni porbabilità anche quella di tutti i presenti, ma sarebbe bastato poco, una banco di nubi impreviste, la nebbia che si alzava dal Lago Nero e mille altre piccole inezie cui non voleva neppure pensare, per vanificarla.*

    Il miglior mezzo di osservazione è il nostro occhio. Sebbene telescopi e binocoli siano più precisi, lo sguardo umano permette un campo visivo maggiore rispetto ad una lente.
    Lo sciame meteorico può essere visto in qualsiasi parte del mondo . Come al solito è consigliabile posizionarsi in luoghi bui, possibilmente lontano dalle luci cittadine. Nel cielo di sud-est brilla la costellazione di Orione, facilmente individuabile per le tre stelle che ne formano la famosa cintura. Guardando sopra di essa troverete la costellazione dei Gemelli, il radiante, ossia il punto del cielo da cui le nostre stelle cadenti sembreranno provenire.


    *Dreweiss fece di nuovo una pausa, indicando con la punta della bacchetta una zona del cielo, poi, muovendola sapientemente, disegnò delle immagini per rendere a tutti ben ricnoscibile dove avrebbero dovuto guardare.*



    Come potete vedere, il radiante è situato circa 2° a nordovest di Castore, la stella alfa della costellazione dei Gemelli... naturalmente, se vorrete poter scorgere qualcosa, il mio suggerimento visivo dovrà scomparire.

    *Concluse allegramente, mentre le indicazioni celesti si sbiadirono fino a svanire del tutto. Solo il cielo stellato era davanti ai loro occhi sbarrati, nella spasmodica attesa di una stella cadente. La prima di molte, quella che avrebbe dato l'avvio allo spettacolo astronomiaco che la natura aveva in serbo per loro e per tutti coloro che, in quella magica notte stava osservando il firmamento.*

    L’attività di quest’anno, con un massimo previsto verso le 23:30 del 13 dicembre sarà favorita dalla completa assenza del disturbo lunare... quindi, vi suggerisco di tenere gli occhi ben aperti, perché ormai manca davvero poco.

    *Aggiunse il professore sorridendo, mentre lo sguardo gli cadeva, involontariamente su Maya, avrebbe voluto avvicinarsi a lei, cingerle la vita con il braccio, inebriarsi del profuno dei suoi capelli, ma non si mosse e riportò l'attenzione sulla volta celeste.*

    @Lorence_Eminwey, @Daphne_Harris, @Shireen_Firewet, @Maya_Mondlicht,


  • Samus_Ferrerus

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 736
       
       

    [TORRE DI ASTRONOMIA ]

    *Samus entro nella torre di astronomia e vide che il professor Gandalf Derweiss aveva iniziato l'esercitazione allora Samus si sedette a seguire la esercitazione avrebbe aspettato che il professor Gandalf finisse per scusarsi del ritardo , appena il professor Gandalf ebbe finito di spiegare Samus gli fece le sue scuse per il ritardo notando che era l'unico Serpeverde a seguire quella esercitazione noto anche che il professore stava fisso con lo sguardo verso Maya_Mondlicht una studentessa di corvonero e prefetto della stessa casata . *

    Buona sera professor Gandalf scusi per il ritardo spero di non essermi perso nulla di importante.

    *poi Samus alzo lo sguardo e osservo il cielo scuro e le stelle che brillavano quella notte. *

    @Gandalf_Derweiss




    EDIT BY Gandalf_Derweiss

    @Samus_Ferrerus, ti suggerisco di migliorare la punteggiatura e l'ortografia del tuo post, inoltre sarebbe gradito che, all'occorrenza, ti servissi delle maiuscolo che, come dice sempre la nostra mata Preside, non sono un simpatico e superfluo orpello decorativo.

    Inoltre, tanto per amore di coerenza, magari se salutassi il docente con un "buona sera" sarebbe più appropriato visto che sono le 23 passate.

    Infine, ti ricordo che i docenti-studenti (in questo caso specifico, oltre a me, sono presenti @Maya_Mondlicht e @Daphne_Harris) sono adulti e professori solo nelle rispettive aule e durante le attività disattiche, perciò, dovresti correggere anche il titolo che attribuisci alla professoressa di Aritmanzia che qui è "solo" una studentessa del quinto anno e Prefetta di Corvonero... se avessi letto con un minimo di attenzione i suoi ed i miei post non avresti commesso qusto errore.

    Auspico che vorrai seguire i miei consigli e soprattutto che, nel poco tempo che ti è rimasto, potrai dare un contributo originale e personale all'eseritazione.

    Ti ricordo, che quando correggerai il tuo post, non potrai cancellare il mio EDIT perché è proprbito dal Regolamento eliminare il commento di un Moderatore.




    Ultima modifica di Samus_Ferrerus oltre 1 anno fa, modificato 3 volte in totale



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