• Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    "L'universo è vero per tutti noi e dissimile per ciascuno."
    Marcel Proust


    I ferri del mestiere (1° parte)
    Gli strumenti che hanno reso possibile l'osservazione astronomica.

     
    Quel pomeriggio Gandalf era molto più rilassato e disinvolto mentre si dirigeva verso l'aula di Astronomia, non che la prima lezione avesse riscosso molto successo e gli studenti non si erano certo affannati per svolgere i compiti ma, almeno, aveva "rotto il ghiaccio". Oramai, aveva visto che, tutto sommato, era in grado di parlare per due ore ai ragazzi senza annoiarli troppo e, cosa assai più rilevante, aveva messo in chiaro alcune cose, quindi, i molti oppure i pochi che sarebbero entrati nella "sua aula" avrebbero saputo che cosa aspettarsi. Al giovane docente, infatti, non importava molto che l'aula fosse gremita, preferiva di gran lunga pochi allievi ispirati e curiosi che molto, annoiati e svogliati. Soprattutto desiderava che chiunque avesse voluto seguire le sue lezioni, sapesse che non avrebbe sentito parlare di Astrologia o di qualche strana forma di divinazione… se era la volta celeste che li interessava, se erano i misteri del cosmo che li incuriosiva, se era la sconfinata e multiforme bellezza dell'universo che li entusiasmava, sarebbe stato ben lieto di accoglierli e condividere con loro le sue conoscenze, in caso contrario, avrebbero fatto meglio a seguire altri corsi. Non per cattiveria o per mancanza di buona volontà ma, semplicemente, perché Gandalf non sarebbe stato in grado di dare loro ciò che cercavano e, alla fine, si sarebbero sentiti frustrati oppure si sarebbero annoiati a morte.


     
    *Be', considerando l'argomento che ho scelto per la lezione di oggi, non è detto che molti non fuggano…*
     
    Pensò scuotendo leggermente il capo mentre apriva la porta dell'aula. Era insolito, almeno per lui, trovarsi lì prima del calar del sole ma, quel giorno, aveva bisogno che ci fosse luce per spiegare e soprattutto mostrare agli studenti gli strumenti che, nelle lezioni successive, avrebbero usato. Il rischio che i più maldestri rompessero qualcosa era già abbastanza elevato così, se la lezione si fosse svolta di notte alla luce incerta delle candele, le probabilità sarebbero aumentate in modo esponenziale.
     
    *Chissà se qualcuno ha mai spiegato loro che tutti questi strumenti dalle fogge bizzarre non sono qui solo per mera estetica?*
     
    Si chiese il Tassorosso guardandosi attorno e vedendo che molte sfere armillari sembravano essere ferme da anni, addirittura, avvicinandosi ad un astrolabio abbandonato su di uno scaffale, si accorse, con un misto di amarezza e raccapriccio, che era corroso dalla ruggine. Senza riflettere estrasse la bacchetta e, compiendo il caratteristico movimento del polso, enuncio mentalmente una formula. Il metallo colpito dall'invisibile raggio fuoriuscito dalla punta del catalizzatore fremette, mentre un minuscolo sbuffo di fumo, avvolse la macchia di ruggine. Il tutto non durò più di qualche frazione di secondo ma, a riparazione ultimata, l'antico strumento apparve integro e lucente come appena fatto.
     
    *Così, va molto meglio… devo ricordarmi di ricontrollare tutti gli oggetti presenti in aula, come ho già fatto come quelli dell'osservatorio, prima della prossima lezione, non vorrei….*
     
    Gandalf non terminò la propria riflessione perché il vociare dei primi studenti entrati in aula lo costrinse a voltarsi di scatto.
     
    Buon pomeriggio e bentornati, prego fatevi avanti ma non posate le vostre cose perché, quando ci saremo tutti, non resteremo qui per oggi…
     
    Salutò con un luminoso sorriso i ragazzi, facendo lori cenno di avanzare e di portarsi vicino a lui, al cento del locale, poco lontano dalla scala a chiocciola che dava l'accesso al piano superiore.
     
    "Siccome manca ancora qualche minuto prima dell'inizio della lezione, chi lo desidera può impiegare questo tempo per chiedermi spiegazioni o chiarimenti sulla scorsa lezione…"
     
    Disse sorridendo ai ragazzi che furono presi un po' in contropiede e, invece di porre delle domande al giovane docente, iniziarono a congetturare ed elaborare ipotesi sulla possibile meta. Gandalf ascoltava le loro fantasiose ed improbabili teorie, senza né annuire né lasciar trapelare ciò che gli passasse per la mente. Me i suoi occhi cristallini e ridenti, avrebbero certo tradito il suo pensiero se solo qualcuno lo avesse osservato con un minimo di attenzione.
     
    "Ora che ci siamo tutti, vi svelerò questo piccolo mistero: non andremo nella Foresta Proibita a carpire le conoscenze astronomiche dei Centauri e non andremo magicamente in gita su qualche pianeta, satellite, astro od altro…"
     
    Sorridendo lasciò un attimo la frase in sospeso per creare la “giusta” atmosfera e per tenere ancora un attimo gli allievi sulle spine. Aveva confutato le due teorie che parevano, essere le più gettonate, ma non aveva ancora dato la soluzione e si divertiva a vedere i visini attoniti e gli occhi ardenti di curiosità…
     
    "Semplicemente saliremo quella scala e giunti al piano superiore, vi mostrerò l’osservatorio, vi spiegherò a cosa serve e, se avremo abbastanza tempo, comincerò ad illustrarvi alcuni degli strumenti che nelle prossime lezioni useremo per guardare il cielo…"
     
    Non era delusione quella che scorse negli sguardi dei ragazzi ma nemmeno entusiasmo, come aveva sperato, perlomeno non era noia o disappunto e si sarebbe accontento di quello, per il momento.
     
    "Forza, seguitemi, non state lì fermi come delle statue, il tempo è poco e le cose che vorrei mostrarvi molte…"
     
    Di nuovo sorrise e si voltò di scatto dirigendosi verso il primo gradino per dare il buon esempio. Non si voltò per accertarsi che gli allievi lo seguissero, non ve n’era bisogno perché poteva distintamente udire l’irregolare e ritmico suono di dozzine di scarpe diverse alle sue spalle.
     

     
    "L’osservatorio astronomico, come si può intuire dal nome, è un luogo utilizzato per lo studio dei fenomeni celesti e per le ricerche. Questa struttura è caratterizzata da una specifica strumentazione che include almeno un telescopio. Ma considerate che, nell’antichità, si osservava il cielo ad occhio nudo. Il monumento di Stonehenge per fare un semplice esempio è considerato un possibile osservatorio, anche se, come vi ho spiegato la volta scorsa, anticamente gli studi astronomici erano strettamente collegati con quelli astrologici…"
     
    Trattenne un attimo il fiato, temendo che qualcuno facesse un commento fuori luogo oppure facesse confusione fra le due materie, ma nessuno fiatò e Gandalf poté riprendere a respirare e parlare.
     
    "L’osservatorio astronomico, generalmente, è situato lontano dai centri abitati per evitare l'inquinamento luminoso. Per noi maghi questo non è un grosso problema ma, per i babbani, è una vera e propria tragedia perché le loro città, in cui sfavillano centinaia se non migliaia di luci elettriche, rendono il cielo inguardabile… nel senso che le stelle sono oscurate dalle lampadine. In questo noi sia molto più fortunati, è raro infatti che nel mondo dei maghi ciò accada… guardate, qui, per esempio, non c'è una luce per chilometri, fatta eccezione per i fiochi bagliori dei focolari di Hogsmeade, ma quelli non contano!"
     
    "A questo proposito si deve distinguere i nostri osservatori che, come potete vedere sono all'aperto e la strumentazione presente, per quanto raffinata e precisa, non è mai elettronica…"
     
    "Allora, gli strumenti usati dai babbani sono migliori dei nostri?"
     
    Lo interruppe una Grifondoro del settimo anno e Gandalf sorrise, si era aspettato che qualcuno facesse una domanda tanto ovvia, frutto di conclusioni sbagliate.
     
    "Se con "migliore" intende più sofisticati, signorina Alderbow, la risposta è sì, quelli dei babbani lo sono più dei nostri, se, invece, con "migliori" intende che permettono di osservare meglio il cielo, no, allora, la risposta è assolutamente no… infatti, per farle un esempio, le lievi e quasi impercettibili imprecisioni delle lenti levigate a mano oppure con appositi incantesimi, rende la superficie imperfetta ma questo non è un difetto, o meglio, lo è, ma è funzionale perché accomoda naturalmente sia le distorsioni atmosferiche sia quelle dovute alla distanza, nonché i piccoli inganni che il cervello stesso genera, quindi, per quanto sembri un paradosso, ciò che si vede è più preciso o meno impreciso, se preferite. L'osservazione di un astro da Terra, infatti, è soggetta a perturbazioni da parte dell'atmosfera che produce una deviazione angolare progressiva dei raggi luminosi provenienti da una sorgente celeste. È come se la traiettoria della luce fosse curva, il risultato è che l'osservatore vede l'astro ad un'altezza maggiore di quella reale. Qualcuno sa dirmi perché ciò avviene?"
     
    Chiese Derweiss speranzoso ma il suo entusiasmo fu subito smorzato dalle espressioni attonite degli studenti.
     
    "Nessuno vuole azzardare un'ipotesi? Non è difficile… comunque, anche se doveste sbagliare non toglierò punti ad alcuna Casa…"
     
    Provò a dire in tono incoraggiante ai ragazzi, ricordando fin troppo bene che la paura di ogni studente era di far perdere alla Casa di appartenenza alcune delle gemme contenute nelle clessidre stregate.
     
    "Forse è perché c'è l'aria… ma non so!"
     
    Azzardò una ragazza del settimo anno che indossava la divisa blu-bronzo e che Gandalf conosceva bene.
     
    "Esatto, detto in modo molto elementare, è proprio l'aria che causa questa distorsione, perché, quando un raggio di luce attraversa l'atmosfera terrestre, viene parzialmente assorbito dalla massa di azoto, idrogeno ossigeno in cui transita. Tale fenomeno è tanto più accentuato quanto più è ampio l'angolo zenitale, cioè quello formato fra la linea di zenit ed il tragitto del raggio luminoso. La turbolenza atmosferica limita le prestazioni degli strumenti astronomici, quindi, l'immagine fluttua irregolarmente e va "fuori fuoco"."
     
    Gli studenti lo guardarono allibiti ed increduli, come se stesse parlando in arabo, ma Derweiss finse di non accorgersi degli sguardi fra lo scettico e l'incredulo e proseguì imperturbabile, fornendo prova del proverbiale fair play tipico degli eredi di Helga Hufflepuff.
     
    "Dov'ero arrivato? Ah, sì, stavo parlando delle differenze fra i nostri osservatori e quelli dei babbani. Noi maghi, come loro, preferiamo collocarli in posizioni elevate, per esempio questa, come tutti sapete o dovreste sapere, è la Torre più alta di Hogwarts, ma di rado li costruiamo a grandi altitudini, perché un po' grazie alla magia, un po' grazie allo scarso inquinamento luminoso, non abbiamo bisogno di ricorrere a questo stratagemma.  Quelli in uso presso i babbani, come già accennato, sono caratterizzati dalla presenza di uno o più telescopi ottici, inoltre sono coperti da una cupola che funge da protezione. La cupola ha una fessura che si apre durante l’utilizzo del telescopio e può ruotare per permettere l’osservazione delle diverse zone del cielo. Gli osservatori astronomici più moderni, inoltre, sono stati costruiti a quote molto elevate, oltre i 4000 metri, perché ad alta quota l’aria è più rarefatta e l’osservazione è meno disturbata da turbolenze atmosferiche. Recentemente, proprio per superare del tutto i problemi dell’atmosfera terrestre, hanno realizzato veri e propri osservatori spaziali: si tratta di telescopi che vengono lanciati in orbita. Un’altra importante tipologia piuttosto diffusa fra i no maghi, sono i radiotelescopi, che sono delle specie grandi antenne paraboliche che rilevano le onde radio che provengono dalla spazio profondo."
     
    Alcuni allievi stavano annotando ciò che il docente spiegava, ma la maggior parte era ancora rapita dal panorama sublime che si poteva godere da lassù. Zelo o stupore, tutto andava bene a Gandalf, purché il ragazzi non apparissero annoiati ed insofferenti.
     
    "Il primo e più importante strumento utilizzato per gli studi astronomici è stato l’occhio umano. Per muovere i primi passi nel mondo dell'Astronomia, dovrete per prima cosa essere educati all’osservazione della volta celeste. È fondamentale, infatti, iniziare imparando ad orientarsi tra le costellazioni e questo lo si può fare solo ad occhio nudo. Quindi, alle prime osservazioni useremo nient'altro che un libro di Astronomia pratica e delle mappe stellari con l'indicazione della posizione aggiornata dei pianeti. In questo modo imparerete a riconoscere la stella polare e le più importanti costellazioni dell'emisfero boreale. Troveremo le costellazioni dello zodiaco ed impareremo ad individuare i pianeti visibili ad occhio nudo (Venere, Marte, Giove e Saturno). Per leggere al buio senza abbagliarsi si può utilizzare l’Incanto Lux, assolutamente non una delle varianti più potenti, altrimenti, addio stelle!
     
    Raccomandò il docente e, poiché il sole iniziava a tramontare, alcuni seguirono il suo consiglio ed accesero i propri catalizzatori magici per farsi luce mentre prendevano appunti.
     
    "Pur essendo l’occhio lo strumento essenziale, nel corso dei secoli all’osservazione diretta, basate solo sull’uso della vista, si sono aggiunti vari artefatti: la meridiana ed il notturnale per misurare il tempo; il bastone di Giacobbe, antenato del sestante, utilizzato per determinare l’altezza di un astro rispetto all’orizzonte o la distanza angolare fra due astri; l’astrolabio, una sorta di planisfero girevole utilizzato anch’esso per determinare l’altezza degli astri sull’orizzonte, oggi quello “a prisma” permette di determinare con precisione latitudine e longitudine… ma procediamo con ordine.”
     
    Detto ciò, Derweiss fece cenno ai ragazzi di avvinarsi a lui e di mettersi in cerchio attorno ad una strana pietra cilindrica con sopra una specie di grande lancetta in rilievo.
     


     
    “Questa è la meridiana di Hogwarts che, come tutte le sue consorelle, permette di determinare l’ora grazie alla semplice osservazione dell’ombra gettata da uno stilo posto alla luce del Sole. È uno dei più antichi strumenti scientifici inventati dall’uomo, proprio per questo è anche uno dei più affascinanti. Esistono innumerevoli tipologie di meridiane solari; alcune sono progettate basandosi sull’osservazione dei più semplici moti celesti, altre sono costruite sfruttando raffinate conoscenze di astronomia sferica. Per tutti i tipi di meridiane, semplici o complesse che siano, il principio di funzionamento deriva dalla constatazione che, durante il giorno, la posizione apparente del Sole cambia passando dall’alba al tramonto.”
     
    Mentre spiegava il giovane docente estrasse la bacchetta e, muovendo il catalizzatore come fosse una penna d’oca, scrisse a mezz’aria il nome dello strumento, con la calligrafia ed il colore giallo dorato che molti già conoscevano dalla precedente lezione.
     

     
    ”Essa è costituita da due parti fondamentali. La prima è la base che può avere diverse forme, secondo il tipo di meridiana, e su di essa sono tracciate le linee che consentono la lettura dell’ora. La seconda è lo stilo, tecnicamente chiamato gnomone, dal greco "gnomon" che significa "indicatore", che svolge il ruolo fondamentale di intercettare la luce solare. L’ombra da esso gettata è utilizzata come se fosse la lancetta di un orologio. Ogni meridiana solare è specifica del luogo in cui viene utilizzata, quindi, deve essere progettata in funzione delle coordinate geografiche. È possibile ovviare almeno in parte a questo problema ricorrendo all’uso di particolari tabelle correttive… ma non è questo il caso, perché, la meridiana che vedete è qui fin dai tempi dei fondatori ed è stata realizzata per restarvi ad aeternum!"
     
    Mente parlava, indicava le varie parti della meridiana con la bacchetta. Poi, appena ebbe esaurito la schematica spiegazione, chiese se fosse tutto chiaro e, vedendo alcuni annuire ed i più tacere, proseguì, non prima di aver armeggiato sotto il mantello da cui estrasse quello che sembrava uno strano orologio a cipolla, ma senza né numeri né vere e proprie lancette.
     

     
    "Quello che vedete è un antico notturnale, per l'esattezza è il “mio” notturnale, sapete è un regalo…”
     
    Disse in tono vago, mentre un’espressione vagamente ebete gli si dipingeva in viso ricordando come aveva avuto lo stravagante artefatto… un regalo “benaugurante” che la sua Corvonero aveva voluto fargli l’agosto precedente, per il compleanno. Da allora, era divenuto un accessorio cui non avrebbe rinunciato per nulla al mondo, e non certo per l’utilità che poteva avere. Tanto per distogliere l’attenzione dei ragazzi dal suo viso e focalizzarla sua altro, scrisse il nome dello strumento che stava mostrando loro.
     

     
    ”Questo strumento è noto anche come orologio stellare o notturlabio ed è uno strumento relativamente semplice che consente di determinare l’ora osservando la posizione in cielo di alcune stelle di riferimento. In genere, vengono utilizzate costellazioni facilmente riconoscibili tutti i giorni dell’anno come, nel caso dell’emisfero boreale, quelle dell’Orsa Maggiore. Il suo funzionamento si basa sui moti fondamentali della Terra nello spazio, quindi utilizzarlo può essere di grande aiuto per comprendere alcuni concetti astronomici di base. Il notturnale è composto di tre dischi concentrici. Uno di questi costituisce la base e riporta l’indice che è utilizzato sia per impostare la data sia per orientare correttamente lo strumento. Un secondo, noto anche come disco orario, ha un diametro inferiore al precedente e può ruotare liberamente rispetto a quello. Su di esso sono riportate due scale graduate: una relativa alla data, l’altra con l’indicazione delle ore che si dovranno leggere. Il terzo disco, noto anche come alidada, riporta il disegno della costellazione scelta come riferimento, nel nostro caso l’Orsa Maggiore, e un indice per la lettura vera e propria dell’ora."
     
    Per dare modo agli studenti di osservarlo meglio, staccò l’oggetto dalla catenella che lo sfissava al panciotto e lo porse loro, raccomandandosi di maneggiarlo con grande cautela e, mentre i ragazzi se lo passavano l’un l’altro guardandolo con un misto di curiosità e stupore, riprese a parlare.
     
    ”Il più antico meccanismo per determinare il movimento degli astri è la “Macchina di Anticitera”, un complesso planetario meccanico risalente al 150-100 a.C. Uno strumento ancora oggi molto utilizzato per la divulgazione astronomica è il planetario. Si tratta di un proiettore che riproduce la volta celeste attraverso una cupola semisferica che funge da schermo. Presso gli ebrei, era in uso il bastone di Giacobbe, antenato del sestante, utilizzato per determinare l’altezza di un astro rispetto all’orizzonte o la distanza angolare fra due astri…
     
    Di nuovo mosse la bacchetta a mo’ di penna e scrisse il nome dello strumento appena menzionato.
     

     
    "Esso serve per misurare angoli, perciò può essere considerato come un goniometro. Un particolare uso del sestante è misurare gli angoli tra la direzione di un corpo celeste, per esempio una stella, e il piano orizzontale che passa attraverso l’osservatore. In altre parole, la distanza angolare tra una stella e l’orizzonte: Questa misura è chiamata “altezza” della stella. Bisogna notare che il termine “altezza” non ha lo stesso significato dell’altezza sopra il terreno: perché l’altezza di un edificio di una Torre o degli anelli del Quidditch è misurata in metri, mentre l’altezza del corpo celeste è misurata in gradi, primi e secondi.”
     
    Derweiss fece una breve pausa per permettere a tutti di scrivere e ne approfittò per prendere dalla borsa che aveva a tracolla una scatola di cuoio da cui estrasse un altro strumento dalla foggia bizzarra.
     

     
    ”Ne esistono tanti tipi: i sestanti marini sono usati per misurare l’altezza del corpo celeste al mare, dove normalmente si può vedere sia la stella sia l’orizzonte. Questa misura è usata, insieme con un orologio preciso e una tavola nautica per calcolare la posizione dell’imbarcazione nel mezzo dell’oceano, dove le stelle sono l’unico riferimento. I sestanti marini sono degli strumenti di precisione, con specchi , indici e micrometri calibrati, progettati specificamente per consentire una misura precisa anche sul ponte di una nave sballottata dalle onde. Sebbene siano molto accurati, i sestanti marini sono poco utili quando non si può vedere l’orizzonte, come avviene solitamente in città.”
     
    Il professore protese lo strumento che aveva in mano verso gli allievi continuando a parlare.
     
    ”Un sestante terrestre può sfruttare che, diversamente da quello marino, può essere usato in una postazione stabile. Possono essere usati su un tavolo, con un riferimento orizzontale affidabile e non è necessario che siano piccoli perché non bisogna tenerli con una mano come i sestanti usati in mare. Quello che vi sto mostrando, naturalmente, è di tipo terrestre ma ha una dimensione ed un peso che lo rendono abbastanza maneggevole: infatti può essere tenuto con due mani oppure appoggiato, per esempio, sullo smerlo di pietra che circondo l’osservatorio."
     
    Così dicendo posò il sestante alle sue spalle ed invitò i ragazzi ad avvicinarsi per guardarlo e toccarlo da vicino, approfittando per recuperare il suo amato e preziosissimo notturnale.
     
    “Gli egizi, invece, utilizzavano il “merkhet” per osservare il passaggio in meridiano di alcune stelle, i decani, che indicavano l’ora durante la notte. Il cambio della posizione delle stelle durante l’anno rendeva possibile avere indicazioni calendariali. Tolomeo utilizzò e perfezionò il quadrante, già usato dai Babilonesi, che era costituito un quarto di cerchio graduato che veniva utilizzato per individuare l’altezza degli astri soprattutto durante la navigazione. Uno dei più famosi strumenti dell’antichità è l’astrolabio, attribuito ad Ipparco. E’ costituito da un disco, dove è rappresentato il cielo in una determinata latitudine con una parte ruotante con la posizione delle principali stelle. Con l’astrolabio è possibile localizzare gli astri e prevederne la posizione in funzione dell’ora. “
     
    Dalla borsa estrasse un nuovo strumento che ricordava un poco il notturnale, ma pareva assai più complesso.
     


     
    Come potete vedere, esso è una mappa circolare in miniatura della volta stellata. Permette di identificare le stelle visibili in cielo e, soprattutto, di prevedere quali costellazioni saranno osservabili ad una certa ora di un qualunque giorno dell’anno. L’astrolabio, noto anche con il nome di planetario tascabile, è uno strumento ideale per avvicinarsi alla conoscenza del cielo.”
     
    Mentre ne mostrava le parti ai ragazzi, scrisse fugacemente il nome dello strumento per essere certo che, per fretta o per distrazione, non lo annotassero nel modo errato.
     

     
    ”La sua costruzione è relativamente semplice ma il principio di funzionamento è molto complicato perché deriva da una profonda conoscenza dei meccanismi che regolano i moti celesti. Un astrolabio è costituito da due parti distinte: un disco che raffigura tutte le stelle osservabili da un certo luogo della Terra e una maschera per la selezione.
    La maschera ha un’apertura di forma vagamente circolare che, una volta impostati l’ora e il giorno, permette di riconoscere le costellazioni visibili in cielo in quell’istante. Il bordo di questa finestra rappresenta il cerchio dell’orizzonte dove sono riportati i punti cardinali che aiutano ad orientare correttamente l’astrolabio. Sia l’aspetto del disco raffigurante le stelle che la forma della maschera di selezione dipendono dalla latitudine del luogo di osservazione.
    Non è quindi possibile costruire un astrolabio che sia utilizzabile da qualunque punto della superficie terrestre ed ogni pezzo è progettato in funzione del luogo in cui si intende utilizzarlo. Uno strumento per molti versi simile è la sfera armillare…"

     
    "Scusi professor Derweiss, come quella in cui svolazzavano le pergamene dei compiti?"
     
    Chiese timidamente una giovane Tassorosso dopo aver educatamente alzato la mano.
     
    "Sì, esattamente, signorina Harridan, noto con piacere che ha memorizzato il termine e sicuramente riconoscerà che quella al centro dell'osservatorio è proprio una sfera armillare. “
     
    Con un ampio gesto del braccio indicò l’artefatto e ne scrisse il nome a mezz’aria, facendo una pausa fra le due parole e scandendo bene la seconda.
     

     
    ”Vorrei precisare che, anticamente, esistevano due tipi diversi di sfere armillari: uno destinato all’osservazione ed alle misure; altre concepite per scopi dimostrativi e didattici. Sfere del primo tipo venivano già utilizzate dagli astronomi greci, fra cui Tolomeo; le altre, quelli dimostrative rappresentavano modelli in tre dimensioni dell’universo tolemaico. La terra era posta al centro, immobile, ed intorno ad essa un sistema di diversi anelli illustrava la struttura geometrica dell’universo, con l’equatore celeste, i tropici e i cerchi polari artici. Un altro anello rappresentava l’eclittica, cioè la traiettoria apparente annuale del sole intorno alla terra. Le primissime sfere armillari erano semplicemente fissate ad una base ed erano statiche. Furono poi montate su di un cerchio, detto anello meridiano, che le rendeva mobili e libere di ruotare su loro stesse. L’inclinazione era regolabile seconda la latitudine del luogo considerato, ed un altro anello, orizzontale, rappresentava l’orizzonte. Poteva così essere simulato il moto celeste diurno visto dall’osservatore.
    Le sfere armillari da dimostrazione acquistarono poi una straordinaria popolarità con la fine del Quattrocento, fino a diventare addirittura il simbolo dell’astronomia e della scienza stessa. Il re Manoel I del Portogallo, incoronato nel 1492 e sotto il cui regno furono condotte le prime grandi imprese nautiche portoghesi, scelse come suo stemma proprio una sfera armillare. Con la diffusione del sistema copernicano in cui il Sole, e non più la Terra, era in posizione centrale, furono poi costruite coppie di sfere armillari che mostravano uno accanto all’altro il nuovo ed il vecchio modello dell’universo. Tali coppie continuarono ad essere realizzate dai babbani fino alla fine del XVIII secolo, quando vennero poi sostituite dai planetari, frutto dell’evoluzione delle sfere armillari stesse…”

     
    Spiegando, Gandalf si era avvicinato alla sfera armillare dell’osservatorio e mostrò con la bacchetta un dettaglio agli allievi.
     

     
    ”Nella sfera armillare che vedete qui, la sfera più esterna rappresenta il Primum Mobile del sistema tolemaico, in cui, attorno alla Terra, immobile nel centro dell’universo, ruotavano tutti gli altri corpi celesti, disposti in varie sfere concentriche e trascinati in una rotazione di 24 ore dal cerchio più esterno. Questa sfera esterna è composta di otto anelli, di cui due fissati perpendicolarmente uno all’altro rappresentano i coluri. Altri cinque anelli paralleli, fissati perpendicolarmente ai coluri, rappresentano i circoli polari, i tropici e l’equatore. Si pensava che tutti i corpi celesti a parte la terra partecipassero al moto del Primum Mobile. Sull’eclittica di questa sfera sono incisi i simboli, i nomi in latino e le rappresentazioni figurate delle varie costellazioni dello zodiaco.
    La sfera concentrica successiva, che reca l’iscrizione “nona”, permette di visualizzare la precessione degli equinozi ed è costituita da tre anelli perpendicolari uno all’altro di cui uno rappresenta l’eclittica. Questa sfera è fissata a quella esterna in modo tale che il suo asse di rotazione coincida con l’asse dell’eclittica della sfera esterna. Così, quando la sfera viene fatta girare a velocità costante, è simulato lo spostamento apparente delle stelle e dell’eclittica che corrisponde alla precessione degli equinozi.
    Infine, all’interno di questa nona sfera, è incastonata un’altra sfera, su cui è incisa l’indicazione “otava”, destinata a dimostrare la teoria della trepidazione degli equinozi. Mediante due rotelle, infatti, si può far ruotare gli equinozi dell’ottava sfera intorno agli equinozi della nona, che coincide con un’oscillazione angolare dell’asse della sfera stessa. Con i suoi vari sistemi concentrici, la “nostra” sfera armillare, quindi, è in grado di mostrare, oltre alla rotazione diurna della sfera celeste, anche il moto composto degli equinozi, risultante dalla composizione di due movimenti, una precessione a velocità costante realizzata dalla nona sfera ed un moto oscillatorio di trepidazione legato all’ottava sfera…”

     
    I ragazzi si erano persi e, nonostante si fosse infervorato, anche Gandalf alla fine se ne dovette rendere conto ed aggiustò il tiro: sarebbe stato inutile e controproducente condurli su sentieri troppo impervi, dove solo pochi lo avrebbero potuto seguire. Meglio allora parlare di qualcosa si più semplice e meno astruso, ci sarebbe stato tempo per raggiungere altezze siderali, ma quello non era né il tempo né il luogo giusto.
     
    ”Uno strumento molto utile ed eclettico è il compasso, qualcosa di simile all'artefatto che tutti conoscete ed utilizzate per tracciare delle circonferenze. Naturalmente, il compasso di cui vi parlerò io è un tipo un po’ speciale ma la forma ed anche la funzione non sono molto diverse da quelle dell’oggetto di uso comune che penso tutti avrete visto almeno una volta”
     
    L’insegnante mise la mano nella borsa che, salvo che fosse stata stregata, doveva essere quasi vuota e, con molta sicurezza, senza neppure guardare, tirò fuori un piccolo astuccio, non molto più grande di quelli in cui sono vendite le piume d’oca o le bacchette e l’aprì, dispiegando davanti ai loro occhi uno strumento di ottone la cui forma ricordava vagamente un compasso, cui era appeso una specie di piombino dello steso materiale, tenuto sospeso da una sottile fune.
     

     
    “Il principio di funzionamento del compasso è basato su linee proporzionali che sono tracciate sulla gamba del compasso e su quattro scale disegnate sul quadrante. Queste scale, attraverso una serie di meccanismi, consentono di realizzare vari tipi di calcoli. Il funzionamento del compasso di Galileo si basa sull’utilizzo delle scale che sono riportate sui bracci e sul quadrante, che unisce i bracci tenendoli aperti ad angolo retto. Il suo utilizzo per i calcoli si basa su un rapporto proporzionale, grazie al quale, stabilita una proporzione tra due grandezze, la stessa proporzione si può applicare ad altre grandezze. Un esempio di operazione utile è la divisione di un segmento in parti secondo proporzioni fissate…"
     
    Di nuovo sguardi vuoti, ancora una volta Derweiss aggiustò il tiro, scrivendo in aria il nome dello strumento e fornendo un’informazione che, ne era certo, avrebbe destato interesse negli allievi.
     

     
    ”Galileo Galilei inventò il compasso a Padova nel 1597, quando occupava la cattedra di matematica presso l'università, insegnando tra le altre scienze matematiche anche le fortificazioni e le tecniche di misurazione. Il compasso da lui ideato, detto anche “di Galileo” non fu un’invenzione del tutto originale, in realtà, vi erano diversi strumenti cui s’ispirò…"
     
    "Ma Galilei non è il babbano che ha inventato il telescopio?"
     
    Lo interruppe una giovane Serpeverde che sembrava saperla lunga.
     
    "Sì, signorina Morgenstern, è esatto, Il cannocchiale ottico, o telescopio, uno strumento che ha permesso di fare molta chiarezza riguardo alle caratteristiche ed ai movimenti di Luna, Terra, Sole, pianeti e stelle, venne realizzato da Galilei nel 1609. Tuttavia, già da molto prima erano stati costruiti strumenti analoghi che permettevano l'osservazione diretta. Per esempio, sembra che già i popoli dell’antichità come gli Assiri e Babilonesi, conoscessero e utilizzassero rudimentali cannocchiali, ma il creatore del telescopio “moderno” non fu Galilei bensì l’ottico olandese Hans Lippershey che, nel 1608, per primo brevettò un cannocchiale ottico. Questo telescopio solo appena tre ingrandimenti ed il merito, inestimabile, di Galileo fu di perfezionare tale strumento, grazie al quale fece delle rilevanti scoperte astronomiche... ma di questo parleremo in futuro, perché, almeno per ora voi non userete strumenti così complicati per l’osservazione..."
     
    Un vocio carico di disappunto e delusione echeggiò nell’osservatorio ma, come aveva fatto anche in altre occasioni, Derweiss finse di non accorgersene e proseguì il proprio ragionamento.
     
    ”Come vi ho già accennato, all’inizio, lo strumento principe che dovrete imparare ad usare nel modo migliore saranno i vostri occhi. Solo in un secondo momento inizierete ad utilizzare il binocolo per vedere maggiori dettagli di alcuni corpi celesti, come ammassi stellari, nebulose e galassie. Naturalmente, per l'osservazione dovremo scegliere serate senza Luna, altrimenti potremo restare quassù per ore senza riuscire a scorgere nulla, a causa dell’intensa luminosità del nostro satellite che, sebbene sia “solo” riflessa, essendo molto vicino alla Terra, renderebbe tutto virtualmente invisibile.
    Finalmente, dopo molte notti passate ad osservare la volta celeste, comincerete a sentire la necessità di un ulteriore passo avanti. Solo allora potremo decidere di affiancare al binocolo, un primo telescopio. Notate che ho detto affiancare e non sostituire. In effetti, un buon binocolo, rimane per tutta la vita accanto ad un appassionato di astronomia, per quanto esperto egli possa essere. La facilità d'uso, la leggerezza, la visione stereoscopica ed il grande campo di vista ne fanno uno strumento ineguagliabile.”

     
    Un’ultima volta il professore rovistò nella borsa e mostrò lo strumento che conteneva, mentre la lasciava cadere a terra, finalmente doveva essere vuota, come dimostrò il tonfo leggero e quasi impercettibile provocato dalla pelle consunta sulle pietre levigate da circa un millennio di intemperie e suole di scarpe.
     

     
    ”È con questo insostituibile strumento e non con il telescopio che per alcuni anni ho seguito le variazioni di magnitudine di diverse stelle variabili. Ciò non toglie che vi insegnerò anche il modo corretto del telescopio, ma non oggi e non per le prossime lezioni, avremo molta strada da percorrere insieme prima di arrivare a quel punto."
     
    Come aveva fatto per tutti i precedenti, scrisse il nome dello strumento che stava mostrando e spiegando perché, in quel caso più che negli altri, era essenziale che gli studenti non scrivessero fesserie: infatti, un comune errore dei neofiti è di confondere il cannocchiale ottico con il binocolo, due oggetti artefatti utili ma infinitamente diversi fra solo, sia per le caratteristiche tecniche sia per l’utilizzo.
     

     
     
    ”Un buon binocolo è il 7x50 oppure il 10x50, non conviene utilizzare binocoli con ingrandimenti superiori poiché sono troppo pesanti e richiedono il cavalletto; inoltre, non vi lasciate convincere ad acquistare quelli ad ingrandimento variabile, ossia con oculare zoom, perché, pur essendo validi per l’osservazione naturalistica, non sono adatti a quella astronomica: infatti…”
     
     
    DON DON DON DON DON DON DON

     
    I sette rintocchi dell'orologio della Torre lo interruppero, purtroppo, anche quella sera il tempo a loro disposizione era terminato ed il sole era ormai tramontato, inoltre, era quasi ora di cena, ed è fin troppo risaputo che studenti affamati sono studenti poco concentrati.
     
    ”La lezione è finita, chi desidera andarsene può farlo, al piano inferiore, posate sulla cattedra, troverete le pergamene con i compiti, vi prego di prenderne una ciascuno mentre uscite…”
     
    Gandalf esitò un attimo prima di proseguire, attirando l’attenzione dei ragazzi che si erano già voltati verso la scala ma, non udendo più la sua voce, erano tornati a fissare lui.
     
    ”Tuttavia, se qualcuno volesse trattenersi qui con me, darò una piccola dimostrazione pratica… osservando un ammasso stellare, dire che le Pleiadi o le Iadi con la gigante rossa Aldebaran, potrebbero fare al caso nostro, prima con il telescopio e poi con il binocolo per farvi vedere con i vostri occhi la differenza. Solo il binocolo, infatti, è in grado di cogliere tutta la straordinaria bellezza e la poesia di queste costellazioni.
     
    Ben pochi decisero di andarsene e la maggior parte degli studenti restò per assistere alla dimostrazione dell’insegnante che i ragazzi trovarono istruttiva e sorprendente. Solo molto più, quando tutti ebbero osservato e commentato, gli studenti si congedarono lasciando il docente ancora con il naso puntato verso la volta celeste ed il binocolo in mano. Scendendo e passando davanti alla cattedra, nessuno dimenticò di prendere le pergamene su cui Gandalf aveva già scritto le domande cui avrebbero dovuto rispondere, in fondo, erano curiosi di vedere che cosa si era inventato quello strampalato mago, appassionato di astronomia e professore quasi per caso, che pareva non avere né la cognizione del tempo né il cipiglio severo tipico di molti insegnanti.
     
     
    Citazione:


    COMPITI ASTRONOMIA
    I FERRI DEL MESTIERE I



    1) Svolgi il seguente quiz di domande a risposta multipla. Trovi il quiz QUI (link) (15 punti)

    CLICCA E LEGGI IL SUGGERIMENTO:


    - Trovi tutte le risposte alle domande nella lezione. Leggi bene per evitare errori!!!




    Citazione:
    INFORMAZIONI



    Data di Scadenza:
    • Nessuna (guarda Punteggio Massimo)

    Punteggio Massimo:
    • 15 punti [QUIZ]

    Modulo Invio Compiti:
    • l'accredito dei punti del quiz sarà automatico






    Ultima modifica di Mirco_Mcqueen oltre 1 anno fa, modificato 6 volte in totale


  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    COMPITI FEBBRAIO 2015:
    - Nightingale_Darkrose (Corvonero)
    - Erica_Watson (Corvonero)
    - Shireen_Firewet (Corvonero)
    - Maya_Mondlicht (Corvonero)
    - Artemisia_Altair (Serpeverde)


    (in spoiler le vecchie domande non più eseguibili)

    Citazione:
    Compiti della II lezione di Astronomia:
    I ferri del mestiere

     
    1. Per ciascuna delle seguenti affermazioni indica se è vera o falsa e motiva la tua scelta, scrivendo almeno 50 parole per ogni risposta. (2 punto per ogni risposta)
     
    1.1 Astronomia ed Astrologia sono sinonimi.
    1.2 L’occhio umano è il primo e più importante strumento di osservazione.
    1.3. Gli strumenti dei babbani permettono una miglior osservazione rispetto a quelli dei maghi.
    1.4 Solitamente gli strumenti di osservazione possono essere usati in ogni luogo.
    1.5 Galileo Galilei ha inventato il primo cannocchiale della storia.
     
    2. Scegli una delle due seguenti tracce e svolgila in modo esaustivo.
    2α. Parla dell'inquinamento luminoso e delle sue ripercussioni sull'osservazione astronomica, ipotizza una soluzione magica a questo problema che, sebbene interessi maggiormente i babbani, alla lunga potrebbe affliggere anche i maghi. (5 punti)
    2β. Parla della distorsione atmosferica e delle sue ripercussioni sull'osservazione astronomica, ipotizza una soluzione magica a questo problema che, sebbene interessi maggiormente i babbani, alla lunga potrebbe affliggere anche i maghi. (5 punti)
     
    3. Descrivi minuziosamente un osservatorio astronomico babbano, magari portando degli esempi sia antichi sia moderni, e poi confrontalo con quello di Hogwarts, rilevandone similitudini e differenze. (8 punti)
     
     
    4. Scegli uno degli antichi strumenti di osservazione spiegati durante la lezione (meridiana, nottale, sestante, astrolabio, sfera armillare) e svolgi un'approfondita ricerca sia dal punto di vista storico (origine, evoluzione eccetera) sia dal punto di vista tecnico (com'è fatto, come funziona eccetera). (7 punti)
     
     
    Gli elaborati dovranno essere consegnati entro e non oltre le 23.50 del 27 Febbraio usando l’apposito modulo.
     
    Al Miglior Compito sarà assegnato un bonus di 3 punti ed anche alla Casa che avrà consegnato il maggior numero di elaborati accettabili, sarà elargito un premio uguale.
     
    Attenzione!
    I compiti consegnati dopo tale data saranno accettati ma varranno metà del punteggio nominale scritto di seguito, mentre quelli svolti con il copia-incolla (o dalla lezione o da altre fonti internet) saranno annullati.

     
    Per qualsiasi chiarimento potete inviarmi un gufo
    oppure potrete anche recarvi in Aula Merlino dove insieme ai colleghi organizzeremo un Gruppo di Sostegno per chiarire dubbi e perplessità degli studenti, nonché per aiutarli a capire come svolgere correttamente i compiti.




    @EDIT

    PRECISAZIONE RIGUARDO I COMPITI ARRETRATI


    QUANDO CONSEGNATE GLI ELABORATI SPECIFICATE SEMPRE IN ALTO
    IL NUMERO E IL TITOLO DELLA LEZIONE DI RIFERIMENTO.
    ESEMPIO: "II Lezione - I ferri del mestiere (1° parte)".

    INOLTRE, NEI VOSTRI TESTI RIPORTATE SEMPRE
    LE DOMANDE PRIMA DI SCRIVERE LE RISPOSTE.

    INFINE VI RICORDO CHE I COMPITI ARRETRATI,
    DEVONO ESSERE CONSEGNATI ENTRO IL 22
    E SOLO DOPO AVER SVOLTO QUELLI DEL MESE CORRENTE.

    GRAZIE DELLA PREZIOSA COLLABORAZIONE,
    Gandalf Derweiss


    (in spoiler le valutazioni delle vecchie domande)

    [Torre di Astronomia - sabato 28 febbraio: ore 21.30]


    Quella sera, come era accaduto anche la volta precedente, il professor Derweiss, era nervoso, perché gli toccava assolvere il compito più ingrato e fastidioso che il suo ruolo gli imponeva, quello di consegnare agli studenti i compiti coretti e valutati.

    “Benvenuti, so che siete impazienti di sapere che voto avete meritato, quindi, non ci girerò troppo intorno ed arriverò subito al sodo…”

    Esordì il giovane docente abbozzando un sorriso che sembrava un po’ meno radioso e genuino del solito, come se il viso tradisse il suo stato d’animo.

    “Innanzitutto, desidererei fare i complimenti a Maya Mondlicht e Shireen Firewet di Corvonero ed ad Artemisia Altair di Serpeverde, che hanno svolto dei compiti davvero eccellenti, molto curati e ben argomentati.”

    Per un attimo fugace gli occhi verde gli brillarono di gioia e sincera ammirazione, era felice di aver ricevuto elaborati tanto piacevoli da leggere e, se possibile, lo era anche di più perché il migliore era quello svolto dalla sua Corvonero. Conosceva fin troppo bene le doti intellettuali e speculative di Maya, ma sapeva altrettanto bene che stava attraversando un periodo particolarmente difficile della sua vita, perciò ricevere quell’elaborato lo aveva un po’ stupito ed era stato ancora più meraviglio quando, leggendole, aveva scoperto che, nonostante tutto, lei si era molto impegnata e aveva svolto un compito superbo. Non lo aveva fatto per la propria Casa, ma per lui, Gandalf ne era sicuro, lo sentiva in ogni fibra del suo corpo, glielo dimostrava una lettera vergata con cura ed infinito amore.

    *Grazie, Meine Liebe…*

    Pensò mentre, seppur a fatica distoglieva lo sguardo, carico di gratitudine, ammirazione e molto, moltissimo altro, per spostarlo sulla Serpeverde che più di chiunque altro lo aveva meravigliato: quella ragazza dall’aspetto altero ed arrogante, nel suo scritto aveva dimostrato una sensibilità fuori dal comune, una dote che in pochi avrebbero attribuito ad un’erede di Salazar.

    *E’ proprio vero che l’apparenza inganna…*

    Sorrise fra sé, scuotendo impercettibilmente il capo, quella studentessa avrebbe potuto riservare molte altre sorprese, se lo sentiva!

    “Sono molto colpito, e soddisfatto, dei progressi fatti dalla signorina Watson, che ha svolto un compito molto più curato del precedente e che, a mio avviso, ha grandissime potenzialità ed una naturale predisposizione per la materia.”

    Derweiss fece una pausa, sorridendo con dolcezza alla ragazzina dalla divisa blu-bronzo che tanto si era impegnata e che, imbarazzandolo non poco, gli aveva scritto in privato per testimoniargli la sua ammirazione ed il desiderio di diventare la migliore delle sue studentesse. Il desiderio di imparare e migliorarsi è il primo passo, e l’essenziale condizione, per raggiungere i propri obiettivi. La piccola Emma avrebbe fatto molta strada, ne era certo.

    “Purtroppo, i compiti signorino Darkrose è davvero troppo superficiale e frettoloso, perciò presenta alcuni lacune gravi che penalizzano il voto non poco.”

    Gandalf era sinceramente dispiaciuto per il giovane Corvonero che, a modo suo, doveva essersi impegnato ma che, comunque, aveva ottenuto un risultato meno che mediocre. Se avesse seguito il proprio istinto, lo avrebbe consolato, magari gli avrebbe dato una pacca sulla spalla e fatto una battuta scherzosa, ma non poteva farlo perché, che gli piacesse oppure no, che gli costasse o meno, di fronte ai ragazzi doveva assolvere al suo compito di guida e maestro, non poteva lasciar trapelare i propri sentimenti, non abbandonasi al cameratismo.


    “Leggendo i vostri elaborati ho avuto la netta impressione che abbiate frainteso o sottovalutato la domanda 3: infatti, se una domanda vi pare troppo semplice ma vale molti punti, chiedetevi perché ho deciso di fare in questo modo, se lo farete, forse vi renderete conto da soli che, per rispondere ad una domanda da 8 punti non può essere sufficiente un’analisi superficiale e sbrigativa ma che ci si dovrà impegnare un pochino di più…”

    Di nuovo Gandalf fece una pausa perché si rese conto delle espressioni vagamente vacue degli allievi.

    ”Cercherò di spiegarvelo in modo semplice: presupponendo che né io né i miei colleghi poniamo delle domande allo scopo di fuorviarvi o, peggio, per trarvi in inganno, è evidente che assegniamo a ciascun quesito un numero di punti proporzionale all’effettiva difficoltà, quindi, sempre in linea di massima, se una domanda “vale di più” significa che richiederà uno sforzo (che sia di ricerca, di ragionamento o di altro genere) maggiore rispetto ad una che vale meno.”

    Un barlume di comprensione aleggiò sui volti e negli occhi degli studenti e, per quella Gandalf si ritenne soddisfatto, quindi, per non tenere ulteriormente i ragazzi sulle spine, decise di passare dalla teoria alla pratica, confidando che gli allievi, leggendo i commenti a ciascuna risposta comprendessero meglio il senso del suo discorso astratto.

    “Sperando che i miei consigli possano esservi utili per migliorarvi credo si tempo che vi riconsegni i vostri compiti.”

    Concluse l’insegnante agitando la bacchetta e facendo volare sul banco di ognuno un foglio di pergamena con la correzione, il commento e la valutazione di ciascuna risposta.

    Citazione:

    FEBBRAIO 2015

    VALUTAZIONE COMPITI:





    Casa di CORVONERO -> 23 + 13 + 26 + 33 = 95

    Nightingale_Darkrose -> 13 Desolante
    Il tuo compito è lacunoso sotto ogni aspetto. Le risposte sono davvero troppo superficiali, oserei dire banali, e la forma è davvero pessima. Quest’ultimo aspetto mi ha reso davvero difficile capire e valutare il tuo elaborato. Per il futuro, ti suggerisco sia di approfondire molto di più le risposte sia di rileggere con attenzione i tuoi scritti, alcune cose, come per esempio l’uso delle maiuscole e della punteggiatura, avresti potuto correggerli riguardando il tuo elaborato. Mi dispiace sempre molto assegnare voti così bassi ma, nel tuo caso, non posso fare diversamente… prendi il lato positivo, se deciderai di seguire ancora le mie lezioni non potrai che migliorare.
    [spoil] 1. 4,5/10
    Purtroppo, hai parzialmente errata la risposta 1.4 (non hai scritto se è l’affermazione è vera o falsa ma hai solo svolto il ragionamento, che è corretto, seppur sbrigativo, ma che non soddisfa alla richiesta specifica). Hai completamente sbagliato la 1.5 ma, cosa assai più grave, e penalizzante, è che nessuna delle tue argomentazioni alle risposte raggiunge la lunghezza minima richiesta espressamente dalla traccia.

    2.α. 2/5
    La risposta è molto sbrigativa, superficiale e lacunosa dal punto di vista dei contenuti e la forma è a dir poco pessima.

    3. 4/8
    Un po’ troppo sbrigativa e superficiale la descrizione descrizione dell’osservatorio babbano, meglio, invece, il confronto con quello di Hogwarts,desolante, ancora una volta, la forma, ma ti ho voluto premiare non assegnandoti un voto troppo basso perché, questa, è l’unica risposta che si vede hai ragionato.

    4. 2,5/7
    Scegli il Notturnale e, purtroppo, la tua descrizione è a dir poco scarna, fornisci addirittura meno informazioni di quelle che ho dato io in classe


    Erica_Watson -> 23 Accettabile
    Il tuo compito non presenta gravi errori, anzi, nel complesso è pertinente e scorrevole, però, dovresti cercare di approfondire maggiormente gli argomenti, svolgendo ricerche e, magari, mettendoci anche del tuo. Comunque, questo compito conferma l’opinione che mi sono fatto di te la volta scorsa: hai grandissime potenzialità e spero che tu riesca a “sbocciare” perché potresti diventare una delle migliori studentesse.
    1. 9/10
    Tutte ottime e e pertinenti le motivazioni che hai addotto, nell’ultima abbia ignorato la parola “inventato”, poiché, ciò che se è esatto, anche se la risposta è errata, la considero parzialmente esatta. Interessantissima e pertinente la precisazione scritta nella 1.4, io mi riferivo agli strumenti babbani ma tu hai esaminato anche quelli in uso presso i maghi e la tua risposta non solo è esatta, ma è la migliore e più completa possibile: complimenti!

    2.α. 3,5/5
    Risposta abbastanza personale e sufficientemente esaustiva, però avresti potuto approfondire molto meglio l’argomento.

    3. 6/8
    Un po’ troppo sbrigativa e superficiale la descrizione descrizione dell’osservatorio babbano, ottimo, invece, il confronto con quello di Hogwarts,

    4. 4,5/7
    Hai scelto la Sfera Armillare e hai svolto in modo esaustivo la ricerca storica, più lacunosa la descrizione del funzionamento e dello scopo di questo strumento.


    Shireen_Firewet -> 26/30 Oltre Ogni Previsione
    Complimenti, sei stata bravissima, l’unica cosa che ti ha un pochino e stata la terza risposta che ha svolto in modo eccessivamente superficiale e sbrigativo, atteggiamento, che, secondo me, non ti si addice molto. Mi dispiace davvero perché, per le altre risposte, il tuo compito aveva tutte le carte in regola per essere il migliore. /size].
    [size=11] 1. 10/10
    Tutte le risposte sono corrette e ben argomentate.

    2.α. 4,5/5
    Buona risposta esaustiva e molto approfondita,forse avresti potuto osare un pochino di più…

    3. 4,5/8
    Buona risposta pertinente ma troppo sbrigativa, da una studentessa diligente come te mi sarei aspettato molto di più. Oltre alla descrizione dell’osservatorio babbano che è alquanto scarna, è solo accennata la differenza fra l’osservatorio usato dai anni e quelli dei maghi e, nello specifico non fai alcun riferimento specifico a quello di Hogwarts, analisi che era espressamente richiesta dalla domanda.

    4. 7/7
    Scegli l’Astrolabio e lo descrivi in modo dettagliato e minuzioso sotto ogni aspetto: etimologia, storia, funzione, utilizzo eccetera. Eccellente, non c’è altro da dire.


    Maya_Mondlicht -> 30 + 3 MIGLIOR COMPITO = 33/30 Eccezionale
    Meine Liebe, nonostante ciò che entrambi sappiamo, il tuo compito è eccellente, sicuramente, il migliore... grazie di essere riuscita a consegnare!
    1. 10/10
    Tutte le risposte sono corrette e ben argomentate.

    2.β. 5/5
    Non solo parli dettagliatamente della distorsione atmosferica, ma svolgi anche un approfondimento sull’effetto che l’elettromagnetismo ha sull’osservazione astronomica, eccellente risposta che va molto al di là della domanda posta.

    3. 8/8
    Imbarazzante per completezza e complessità la descrizione dell’osservatorio babbano, che hai arricchito anche con un breve excursus storico ed il riferimento al più moderno e pertinente osservatorio in uso. Un pochino più sbrigativo il confronto fra l’osservatorio babbano e quello presente a Hogwarts ma, considerato la straordinaria cerca svolta nella prima parte, questo è davvero un piccolo peccato veniale che non incide minimamente sul voto.

    4. 7/7
    Hai scelto il Notturnale (ci avrei scommesso!) e lo hai analizzato in modo mirabile sotto ogni punto di vista,. sia storico sia tecnico. Non solo, hai anche spiegato nel dettaglio come funziona e come lo si può costruire, io stesso non avrei saputo fare di meglio.


    Casa di SERPEVERDE -> 29
    Artemisia_Altair -> 29/30 Oltre Ogni Previsione
    1. 10/10
    Sei stata molto brava e non ho consigli da darti ma solo complimenti per il tuo compito che è stato un piacere leggere, spero che vorrai continuare a seguire le lezioni di Astronomia.

    Tutte le risposte sono esatte e ben argomentate. Interessantissima e pertinente la precisazione scritta nella 1.4, io mi riferivo agli strumenti babbani ma tu hai esaminato anche quelli in uso presso i maghi e la tua risposta non solo è esatta, ma è la migliore e più completa possibile: complimenti!

    2.α. 5/5
    Eccellente risposta esaustiva e molto approfondita, hai colto esattamente nel segno e hai approfondito ogni aspetto in modo mirabile!

    3. 7/8
    Eccellente la descrizione dell’osservatorio babbano, ho molto apprezzato il riferimento a quello che hai vicino casa e che hai visitato, un po’ troppo “tirato via” il confronto con quello di Hogwarts.

    4. 7/7
    Hai scelto il Sestante e lo analizzi sotto ogni aspetto in modo preciso, quasi scientifico, oltre che storico e funzionale, ottimo lavoro!


    GRAZIE A TUTTI DI AVER SEGUITO LA LEZIONE E SVOLTO I COMPITI^^


    “Se qualcosa non vi fosse chiaro o se desideraste spiegazioni circa il mio metodo di valutazione potete venire in ufficio oppure inviatemi un gufo...”

    Precisò il docente vedendo che alcuni studenti sembravano scontenti del voto ottenuto e commentavano fra loro.


    “Ma ora si è fatto già molto tardi ed è tempo che andiate… arrivederci... e, mi raccomando, filate subito nei vostri dormitori!”

    Li salutò Derweiss, poi attese che anche l’ultimo allievo fosse uscito e salì la scala che conduceva all’osservatorio: era una notte limpida e solo una pallida falce di luna crescente che non aveva ancora raggiunto il primo quarto brillava nel cielo, le condizioni erano ottimali per osservare le stelle. Quella sera più che mai avrebbe voluto potersi affidare alle mistificazioni ed alle illusioni dell’Astronomia che crede di poter vedere nel moto dei corpi celesti sei ed auspici della vita terrena… nonostante sapesse fossero menzogne, nonostante sapesse che le stelle non gli avrebbero mai dato risposte di quel tipo, avrebbe dato qualsiasi cosa per sapere se il destino avrebbe, prima o poi, donato a Maya un po’ di quella serenità spensierata che, fino a pochi mesi prima, le faceva brillare gli occhi, di una luce unica e magnetica, la stessa di cui si era innamorato tanto tempo prima.[/spoil]



    Ultima modifica di Mirco_Mcqueen oltre 1 anno fa, modificato 2 volte in totale


  • Gandalf_Derweiss

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 4059
       
       

    [Torre di Astronomia - venerdì 29 aprile 2016: ore 23.45]


    Citazione:
    VALUTAZIONE COMPITI APRILE 2016:

    Casa di SERPEVERDE -> 15

    @Allison_Smith -> 15/30 Scadente
    Il tuo compito non va affatto bene. Le risposte sono davvero troppo superficiali, oserei dire banali, e la forma è a dir poco pessima. Per il futuro, ti suggerisco sia di approfondire molto di più le risposte sia di rileggere con attenzione i tuoi scritti, alcune cose, come per esempio l’uso delle maiuscole e della punteggiatura, nonché dell’ortografia. Mi dispiace sempre molto assegnare voti così bassi ma, nel tuo caso, non posso fare diversamente… prendi il lato positivo: se deciderai di seguire ancora le mie lezioni, non potrai che migliorare.

    1. 5,5/10
    Purtroppo, non hai risposto alla domanda 1.4 ma ciò che ti penalizza di più è che non hai motivato le risposte che consideri vere e, per quelle false, nessuna delle tue argomentazioni raggiunge la lunghezza minima richiesta espressamente dalla traccia… in futuro ti consiglio di leggere con maggior attenzione le domande poste dagli insegnanti.

    2.α. 2,5/5
    La risposta è molto sbrigativa, superficiale e lacunosa dal punto di vista dei contenuti e la forma è a dir poco pessima.

    3. 3,5/8
    Un po’ troppo sbrigativa e superficiale la descrizione descrizione dell’osservatorio babbano, meglio, invece, il confronto con quello di Hogwarts,desolante, ancora una volta, la forma, ma ti ho voluto premiare non assegnandoti un voto troppo basso perché, questa, è l’unica risposta che si vede hai ragionato.

    4. 3,5/7
    Scegli la Meridiana e, purtroppo, la tua descrizione è a dir poco scarna, fornisci addirittura meno informazioni di quelle che ho dato io in classe



    Casa di TASSOROSSO = 24

    @Alessia_Gooding -> 24/30 Oltre Ogni Previsione
    Complimenti, sei stata davvero brava, ciò che ti ha un pochino penalizzata è stato non approfondire maggiormente le risposte alle domande aperte… se in futuro oserai di più sono certo otterrai risultati “stellari”.
    .
    1. 10/10
    Tutte le risposte sono corrette e ben argomentate.

    2.α. 4/5
    Buona risposta esaustiva e molto approfondita,forse avresti potuto osare un pochino di più…

    3. 5,5/8
    Buona risposta pertinente ma troppo sbrigativa, da una studentessa diligente come te mi sarei aspettato molto di più. Oltre alla descrizione dell’osservatorio babbano che è alquanto scarna, è solo accennata la differenza fra l’osservatorio usato dai anni e quelli dei maghi e, nello specifico non fai alcun riferimento specifico a quello di Hogwarts, analisi che era espressamente richiesta dalla domanda.

    4. 4,5/7
    Scegli il Sestante e hai svolto in modo esaustivo la ricerca storica, più lacunosa la descrizione del funzionamento e dello scopo di questo strumento.


    GRAZIE AD ENTRAMBE DI AVER SEGUITO LA LEZIONE E SVOLTO I COMPITI^^