• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Sibilla_Strangedreams

    Allenamento aperto per Corvonero
    prenotazione campo ore 18.00-20.00


    POTRETE A POSTARE DALLE 13.00 DI OGGI, 14 LUGLIO, FINO ALLE 23.00 DI DOMENICA 19.


    cito @Maya_Mondlicht, @Alexander_Morgenstern,





    Ultima modifica di Sibilla_Strangedreams oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    [Hogwarts – Piano Terra – Sala dei Trofei – 17.00]


    *Era un caldo pomeriggio di luglio e la Firewet si trovava tra le fresche mura del Castello di Hogwarts. La giovane Corvonero stava gironzolando nei pressi del Piano Terra in attesa di dirigersi verso il Campo di Quidditch dove, un’ora dopo, si sarebbe tenuto l’allenamento della sua squadra. Con una piccola borsa di cuoio appesa alla spalla destra e la sua Nimbus 2000 si era diretta alla Scuola dopo che la nonna l’aveva accompagnata (utilizzando la materializzazione congiunta) nei pressi del borgo magico di Hogsmeade. Ma aveva svolto male i suoi calcoli: la giovane era decisamente arrivata in anticipo ed in quel momento, nello stadio di Quidditch, si stava ancora tenendo l’allenamento dei Tassorosso. La streghetta era, dunque, costretta a rimanere nell’edificio scolastico. Spensierata, aveva già compiuto un piccolo giro nella Sala Grande (dove aveva preso un grande biscotto con gocce di cioccolato) ed ora si aggirava nel Salone d’Ingresso. La sua attenzione venne attratta da una piccola porta alla sinistra delle scalinate che conducevano alle varie e numerose parti della costruzione in pietra. Shireen si avvicinò ad essa e, con un movimento veloce dell’arto destro, girò la piccola maniglia in ottone. Con una lieve spinta l’uscio in quercia si aprì e la sedicenne oltrepassò quella soglia. La streghetta impiegò un secondo a capire dove si trovava: quella era la Stanza dei Trofei. Aveva visto quel locale solamente durante il suo primo anno quando un Prefetto della sua Casa aveva illustrato ai più piccoli i luoghi principali del Castello. La Sala non sembrava essere cambiata molto da allora: le grandi vetrate esterne consentivano agli ultimi raggi del sole di specchiarsi sui numerosi scudi e sulle molte coppe e statue d’oro e d’argento che vi erano contenuti. Shireen richiuse dietro di sé la porta con un lieve tocco e si avventurò alla scoperta dei numerosi trofei che alloggiavano in quella stanza. La bronzo blu si avvicinò con circospezione ad una grande teca di cristallo. Con gli occhi smeraldini andò alla ricerca di qualche nome conosciuto o famoso. In bella mostra, sopra ad un piedistallo in oro, vi era il Premio Speciale per i Servigi resi alla Scuola detenuto da Harry Potter e Ronald Weasley. Poco più in là, forse per uno scherzo di cattivo gusto, vi era invece la Medaglia al Merito Magico conquistata da Tom Riddle. Nella grande teca vi erano inoltre una piccola coppa ed una medaglia attribuite a due maghi di nome Grent: erano forse famigliari di Lavinia? La giovane si ripromise, appena avrebbe visto la sua amica, di chiederle se quelli erano dei maghi di sua conoscenza. In altre teche più piccole la ragazzina riconobbe altri cognomi che portavano alcuni suoi compagni. Nell’angolo sinistro della Sala dei Trofei, invece, vi era un volume dalla copertina alquanto impolverata. La ragazzina lo aprì e quest’ultimo produsse una lieve nuvola di polvere che le provocò uno starnuto. Nel tomo erano contenuti tutti i nomi dei Capiscuola che si erano succeduti nel corso degli anni.*

    Qui ci dovrebbe essere anche il nome di mio nonno!

    *Pensò all'improvviso la ragazza trascinata dall'emozione. Da qualche parte, infatti, là dentro vi doveva essere anche il nome di suo nonno paterno: Batair Firewet, in passato, aveva infatti rivestito il ruolo di Caposcuola per la Casa di Serpeverde. La giovane si apprestò nella ricerca del nonno ma, purtroppo, era giunto il momento di recarsi al Campo di Quidditch se non voleva arrivare in ritardo. La Corvonero chiuse dunque il libro, promettendo di tornare in quel luogo in un altro momento per ricercare il nome dell’avo. Rivolse un ultimo sguardo alla stanza prima di dirigersi verso la porta: un lieve sorriso comparve sul suo volto lieta di pensare che in quell’angolo del Castello veniva conservato anche il nome di un suo famigliare. Mentre usciva dalla Sala dei Trofei pensava continuamente che, forse un giorno, anche il suo nome vi sarebbe rimasto conservato in qualche modo.*



    [Castello – Campo e Tribune – Allenamento 18.00 - 20.00]


    *Shireen, dopo la visita nella Sala dei Trofei, era alquanto allegra ed inoltre quella sera avrebbe partecipato ad un allenamento di Quidditch in vista della Coppa Estiva. La sedicenne, dopo aver percoso il sentiero che la separava dal Campo e dopo essersi cambiata negli spogliatoi, fece il suo ingresso con passo fermo sulla grande distesa ovale della Scuola di Hogwarts nella sua divisa blu-bronzo. Mentre deturpava il tenero prato con la sua camminata, i capelli ricci, ordinatamente legati con un piccolo nastro blu, ondeggiavano mossi dalla leggera brezza; i suoi occhi verdi brillavano alla lieve scomparsa del sole che comportava il tramonto. Nella mano destra recava con orgoglio la sua scopa: il sottile manico di mogano era lucidato alla perfezione e la coda era tenuta a dovere, in perfetto assetto con l'asse portante. Quel mezzo di locomozione sportivo faceva parte degli affetti della ragazza: le era stata donata da suo padre e da sua nonna il giorno del suo decimo compleanno. Sul viso della Firewet si affacciò un piccolo sorriso: si ricordò tutte le lamentele che i suoi avevano ricevuto da parte di suo fratello in quanto a lui non era stata regalata. Per vendicarsi della cattiveria subita il bambino versò un barattolo di marmellata di pesche sulla sella della nuova scopa: Shireen non gli rivolse la parola per quasi una settimana, ma dopo una meticolosa ripulita compiuta dalla mano magica della nonna la Nimbus tornò come nuova, ad eccezione di un piccolo cerchio più chiaro posto nel mezzo della sella. Quel minuscolo particolare consentì alla streghetta di conferirle il nome infantile di Macchia. Nella mancina della bronzo blu, invece, vi era una corta mazza di ferro: quell'oggetto contraddistingueva i battitori, ruolo ricoperto dalla giovane, che, come era risaputo nel mondo magico, dovevano allontanare i bolidi dai propri compagni di squadra ed indirizzarli verso gli avversari per disarcionarli. La ragazza avanzò leggermente al centro del campo: la squadra di Tassorosso aveva appena finito il suo allenamento ed alcuni componenti le rivolsero gentili saluti. La Firewet si comportò di rimando rivolgendo loro dei sorrisi solari:*

    Ciao Claire! Ciao Marcus!

    *Esclamò la Corvetta che, attendendo l’uscita dei giallo neri, scrutò il cielo: alcune nuvole avevano fatto capolino in quella serata ma non avrebbero dovuto rovinare l’allenamento dei Corvonero con della pioggia. Almeno questo era ciò che pensava la sedicenne. I Tassorosso, intanto, avevano lasciato il Campo e la figlia di Rowena doveva, quindi, solamente aspettare l’arrivo dei suoi compagni per l’inizio dell’allenamento.*

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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Se c'era qualcosa che amava in particolare di Hogwarts erano proprio quei momenti, quelli dove lo studio, problemi e qualsiasi cosa andavano a farsi friggere. Cominciava a sentire l'adrenalina scorrergli nel sangue solo a sfiorare con le dita la divisa blu bronzo da Quidditch, uno sport magico che sentiva suo in modo particolare. Certo, amava giocare nel suo ruolo di Cacciatore, amava il confronto fisico con gli avversari, l'essere il più veloce e "creativo" nei passaggi e nelle strategie d'attacco, ma era il volo in sé e per sé a dargli quella sensazione di pienezza che nulla e nessuno avrebbe potuto minare. Aveva fatto il riscaldamento muscolare nella sua camera in dormitorio, qualcosa che qualunque giocatore nel suo ruolo avrebbe dovuto fare, anche se si trattava soltanto di un allenamento, ed ora era negli spogliatoi, e stava finendo di indossare gli stivali. La sua Nimbus 2001 era adagiata sulla panca accanto al ragazzo che, alzandosi, stese la mano destra.*

    Su.

    *La scopa fluttuò decisa nella mano del Cacciatore, di quel giocatore che ormai era nella squadra da tempo, diventando il vice capitano con suo grandissimo onore. Amava la sua casata più di qualunque altra cosa, ed era forse questo il suo punto di forza più grande: non i muscoli, non la pura presunzione di vittoria, piuttosto una dedizione profonda allo stemma della sua casata. Chi era a dire che i Corvonero erano unicamente dei ragazzetti pelle ed ossa con grandi occhiali ed un libro cucito fra le mani? Una mente pronta non era simbolo di incapacità in un qualsiasi sport, bensì un vantaggio che in giochi di squadra come il Quidditch poteva essere unicamente un vantaggio. E fu entrano in campo, spostando la Nimbus 2001 nella mano sinistra che sorrise alla prima giocatrice e compagna di squadra che si trovò d'avanti, chinando appena la testa in segno di saluto.*

    Buon pomeriggio Shireen.

    *Con un sospiro il Corvonero scrutò il cielo, voltandosi poi verso l'entrata dello stadio: gli altri sarebbero arrivati presto.*

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  • Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       

    *Mentre un vento leggero iniziava a muovere la fine erba del Campo di Quidditch, Shireen attendeva con impazienza l’arrivo dei suoi compagni di squadra. Non vedeva l’ora di issarsi sulla sua Nimbus 2000 per sentire scorrere dentro di sé la solita euforia che la avvolgeva ogni volta che volava. Il fatto fondamentale era che, quando giocava a Quidditch od utilizzava la sua scopa, tutte le preoccupazioni (se si potevano così definire) sembravano scomparire. Quando era in volo non pensava neppure per un secondo ai compiti od ai G.U.F.O.
    La bronzo blu, sempre con la fedele Macchia nella mano destra e la mazza nella mancina, iniziò a fare qualche passo al centro del prato ovale. Con gli occhi indagatori poté constatare che l’erba era stata mossa in più punti: il Campo aveva, infatti, già assistito agli allenamenti di Grifondoro e Tassorosso.*

    Chissà quali schemi utilizzeranno e se avranno dei nuovi fenomeni…

    *Pensò la Corvetta incuriosita. Era meglio però pensare alla sua squadra: Corvonero doveva mantenere alto il suo onore. L’estate precedente la Casa di Rowena era riuscita, grazie alle ultime partite, a conquistare la prima posizione nella Coppa del Quidditch Estiva. Quell’anno ci sarebbero riusciti? Nei corridoi aveva sentito che Serpeverde aveva una squadra molto combattiva e formata da validissimi elementi. Ed i bronzo blu non dovevano certo essere da meno. Nella sua squadra erano presenti molti studenti veterani e molto esperti. La ragazzina era entrata nella brigata sportiva durante il suo secondo anno e da allora si era sempre trovata molto bene con i compagni. Mentre la sua mente macchinava quei pensieri, il suo sguardo si volse verso le grandissime tribune completamente vuote che si trovavano dalla parte opposta rispetto all’ingresso dei giocatori sul Campo.*


    *Essendo di schiena rispetto all’entrata, si spaventò lievemente quando una voce giunse alle sue spalle. La giovane, facendo un piccolo salto su se stessa essendo stata presa alla sprovvista, si girò velocemente di tre quarti.*

    Buon pomeriggio anche a te, Alexander!

    *Esclamò Shireen cercando di celare il fatto che era stata colta sovrappensiero. Gli occhi della battitrice si concentrarono sul nuovo arrivato: il vice capitano era molto più alto di lei ed era anche più grande di due anni. All’interno della Scuola ricopriva il ruolo di Prefetto Corvonero e la Firewet, nel corso degli anni, aveva scambiato poche parole con il ragazzo. Non conosceva nulla del giovane: purtroppo la natura lievemente schiva della sedicenne non le aveva permesso di stringere profondi legami con tutte le sue conoscenze all’interno della Scuola. Mentre rifletteva su ciò, la ragazza notò che il Cacciatore si era portato vicino a lei e stava scrutando l’entrata dello Stadio: proprio come lei stava aspettando l’arrivo degli altri Corvi. Passarono alcuni minuti farciti da un’ imbarazzante silenzio (almeno per lei) ma nessuno si vedeva all’orizzonte: per Merlino dove erano finiti tutti? Circa due ore dopo avrebbero dovuto lasciare il campo alla squadra di Serpeverde e non potevano far passare il tempo senza allenarsi in vista della Coppa. La giovane decise, dunque, di rivolgersi al ragazzo. Girò lievemente la riccioluta testa ed iniziò a parlare:*

    Ehm… Che ne dici, iniziamo un po’ a volare?

    *Domandò titubante la sedicenne. Perché ogni volta che rivolgeva la parola ad una persona più grande di qualche anno di lei si trasformava in una bambinetta di dieci anni? Avrebbe voluto darsi una mazzata in testa da sola per il suo comportamento non degno di una figlia di Rowena. Non fece nulla di tutto ciò dal momento che il ragazzo l’avrebbe sicuramente presa per pazza e, mentre attendeva una risposta dal Prefetto, pensò solamente quanto fosse stupida.*

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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    Alexander...?

    *Sussurrò il Corvonero, girando lentamente lo sguardo verso la sua compagna di casata, il viso deformato da una smorfia stranita e divertita: nessuno lo chiamava con il suo nome per intero da tantissimo tempo. Certo, era pur sempre il suo nome, ed era vero che per la società magica lui era un maggiorenne... ma gli sembrava così strano, così formale. Sorrise alla ragazza Corvonero, una compagna di squadra con la quale a causa del suo carattere introverso e riservato, della sua timidezza, non aveva mai parlato, dicendo in una scrollatina di spalle ed un sorriso gentile.*

    Chiamami Alex, semplicemente.

    *Si odiava per quel che era il suo carattere, qualcosa che poteva farlo apparire altezzoso o burbero, un lato di sé che gli impediva di avere amicizie come un qualsiasi diciassettenne. Quanti amici aveva? Pochissimi, tanti che a contarli su una mano avanzavano parecchie dita, ma poteva farci ben poco: la timidezza e la paura di apparire inappropriato, nel suo caso, erano un vero e proprio handicap. Alla domanda della quindicenne, il ragazzo annuì con un gran sorriso, portando un'ultima volta lo sguardo al cielo dove qualche nuvola, di tanto in tanto, celava il sole facendolo ricomparire quasi immediatamente più brillante che mai.*

    Andiamo, allora!

    *Disse con un grandissimo sorriso d'incoraggiamento, salendo in sella alla sua Nimbus 2001 e dandosi una forte spinta con i piedi e staccandosi da terra, spiccando il volo con un sorriso e godendosi quel venticello fresco che sembrava riportare aria nei suoi polmoni, aria che inevitabilmente mancava con tutto quel caldo. Fu quando raggiunse gli anelli che il cacciatore si fermò, guardando Shireen in un altro sorriso, facendo spallucce.*

    Spero gli altri arrivino presto.

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  • Lavinia_Grent

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1555
        Lavinia_Grent
    Corvonero
       
       

    [Hogsmeade - The Noble Horntail]

    *Erano quasi le sei di un caldo pomeriggio di luglio. Lavinia stava sistemando dei barattoli sugli scaffali del negozio che gestiva insieme alla sua socia Shireen. Era ormai passato un mese da quando aveva partorito la sua piccola Joy. In quel momento la bimba si trovava nella villetta sul lago dei suoi genitori. L'aveva lasciata con sua madre. Non l'aveva ancora portata al negozio perchè aveva appena un mese. Lo avrebbe fatto per la festa in suo onore che era stata organizzata dalle due socie per i primi giorni di agosto. Avrebbe presentato a tutti i suoi amici la nuova streghetta che era nata. La biondina guardò l'orologio a pendolo appeso nel negozio.*

    Devo sbrigarmi..

    *Pensò sistemando l'ultimo barattolo sulla mensola di uno scaffale. Quel pomeriggio ci sarebbe stato l'allenamento per il Quidditch estivo. Lei aveva confermato il suo ruolo da Portiere nella squadra di Corvonero anche se non avrebbe potuto giocare la prima partita. Afferrò la sua borsa e uscì di corsa dal negozio chiudendosi la porta alle spalle. Avrebbe fatto una bella camminata veloce fino al campo di Quidditch. Era da tanto che non tornava a Hogwarts in quanto aveva preso un mese di concedo temporaneo dal suo ruolo di insegnante di Antiche Rune.*

    [Hogwarts - Campo e tribune - Allenamento Corvonero]




    *Il campo di Quidditch era come lo ricordava. Era rimasto sempre uguale. C'erano le solite torri con i colori delle quattro Case, le tribune, il prato verde e i sei anelli posti tre da un lato e tre dall'altro lato del campo. Quel luogo era importante per lei perchè lì aveva vissuto le migliori esperienze dei suoi anni da studentessa a Hogwarts. Andò negli spogliatoi e indossò la sua vecchia divisa che le andava un po' stretta per via di quel po' di pancia che le era rimasto dopo il parto. Aveva chiesto alla sua medimaga di famiglia se poteva giocare la stagione estiva e lei le aveva detto che non c'era nessuna complicazione, ma che almeno per un mese doveva stare a riposo quindi non avrebbe potuto giocare solamente la prima partita. Lavinia aveva avvertito Maya e Alex, il capitano e il vice-capitano della squadra, della questione e loro e avevano detto che per la prima partita sarebbe stata sostituita. Dal momento che il mese di riposo era finito, la ragazza voleva almeno cominciare gli allenamenti per la seconda partita. Con la sua Nimbus 2000 in mano entrò nel campo e vide solamente Alex e Shireen. Il ragazzo era appena salito sulla sua scopa.*

    Ciao Shireen, ciao Alex!

    *Li salutò andando loro incontro con un bel sorriso. La sua squadra le era mancata. Alex, prefetto di Corvonero, era il vice-capitano e giocava nel ruolo di Cacciatore, mentre la sua socia Shireen era una Battitrice. Erano due giocatori molto in gamba ed eccezzionali. Si guardò intorno e notò che non era arrivato nessun altro ancora. Montò anche lei sulla scopa.*

    Ci siamo solamente noi?

    *Chiese la ragazza con tono stranito. Poi si diede una spinta e si portò a mezz'aria. Era da tanto che non sentiva quella bella sensazione di volare su di una scopa. La faceva sentire bene. Non c'era niente di meglio che sentire il vento che ti solletica il viso e ti scompina i capelli mentre si sta sfrecciando per il campo.*

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