• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 15
    Galeoni: 584736
       
       



    Role Aperta da Laura_Alderbow


  • Laura_Alderbow

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1439
       
       

    [Torre dell'Orologio - Un punto più alto per guardare lontano]






    *Il panorama da lassù aveva un che già di per se di magico.
    E come poteva essere altrimenti? In fondo si trovava nella Scuola più magica del mondo, quella più meravigliosa e fantastica, quella in cui gli studenti volevano andare e non andarsene mai più.
    Inoltre, dopo tre giorni ininterrotti di pioggia, finalmente qualche timido raggio di sole era riuscito a penetrare le nubi più cupe, illuminando con i suoi raggi obliqui il fantastico paesaggio della campagna scozzese che avevano la fortuna di poter vedere ogni giorno, con ogni sua sfumatura e colore, in cui il Castello aveva trovato la sua casa ideale. Divenendo così la Casa ideale per ognuno degli studenti, o per gli Insegnanti, o per chiunque ci avesse messo piede.*




    *Il Lago Nero riposava tranquillo ed imperturbabile, sotto al cielo azzurro, anche se una nube più scura non permetteva al sole di raggiungerlo ed impreziosirlo di quei suoi mille diamanti di luce, era comunque uno spettacolo mozzafiato, specie per la giovane Alderbow che amava quel luogo più di qualsiasi altra cosa al mondo.
    Appoggiata sugli avambracci, piegata in avanti sulla balaustra della Torre dell'orologio, in un punto in cui era possibile osservare fuori da una grande vetrata, osservava rapita quello spettacolo come se lo vedesse per la prima volta, imparando a memoria ogni dettaglio come se non lo avesse già fatto un milione di volte.
    A differenza di alcuni altri, casa sua non era un luogo difficile da cui scappare. Lei li ci stava bene, i suoi genitori la amavano e lei li adorava. Le davano tutto quello che voleva e le insegnavano valori importanti. Nonostante la morte del fratello di fronte ai suoi occhi quando era molto piccola, lei a casa ci stava bene. Ma non poteva fare a meno di considerare Hogwarts la sua vera e più speciale casa. Era li che dimorava il suo cuore e quel sentimento, lo sapeva, era comune a tutti coloro che vi si trovavano o vi si erano trovati anche solo una volta.*





    *Il profumo che la raggiungeva, perfino lassù, era incredibilmente intenso e saturo della vita e dei colori di quella magnifica terra. Pioggia, erba, sale e frutta, sole e fiori, terra e zenzero... gli giungevano mille aromi pizzicanti e vivi, ad ogni folata di vento.
    I capelli, lunghi e rossi come quelli di sua madre -dalla quale aveva ereditato anche i bellissimi occhi verdi quanto le colline irlandesi dove erano nate- le si allungarono oltre le spalle, sospinti da quella leggera brezza tiepida, nonostante l'ora così vicina al tramonto e alla sera.
    Ormai l'autunno era alle porte, anche se l'inverno era stato ben più vicino a quanto era capitato in quegli ultimi giorni.
    Ma a Laura non importava, amava il freddo e amava ogni stagione ed ogni particolarità che ognuna di esse portava. I colori autunnali, poi, erano i suoi preferiti.*




    *Alzò una mano, a scostarsi una ciocca dal viso, nascondendola nuovamente dietro l'orecchio e poi serrò di nuovo le mani incrociando le dita tra loro.
    In quei giorni era abbastanza malinconica. Il suo amico, il suo migliore amico (anche se fratello era più corretto) aveva ormai finito Hogwarts e quell'anno non era tornato. Chissà dov'era. Chissà che stava facendo. Se la pensava o meno. Se stava bene... le mancava da impazzire. Non vederlo, non sentirlo, non scherzare insieme, non punzecchiarsi a vicenda... erano sembrate cose banali e poco importanti, ma ora. Ora erano qualcosa che non c'era più e che faceva male per la sua assenza. Era una cosa naturale ovviamente, un passaggio obbligato, qualcosa di normale. Anche lei l'anno seguente non sarebbe tornata -certo dipendeva dai MAGO- e sarebbe diventata adulta. Sarebbe dovuta uscire nel mondo esterno e darsi davvero da fare, senza più l'appoggio della scuola e il cuscino che era. Non ci sarebbero state molte seconde occasioni per gli errori. Non ci sarebbe più stato tempo per crescere. Ed era una cosa che la Grifondoro odiava e temeva.
    Lo scorrere del tempo, i legami che si spezzano, i cambiamenti, il diventare grandi... ne aveva paura e non lo sopportava. Specie se le cose avvenivano troppo in fretta e troppo caoticamente per i suoi gusti. Anche se era un tipo che agiva di istinto, senza ragionare o programmare, l'idea stessa che le cose succedessero così, senza la benché minima buona educazione di darle il tempo di ragionarci e abituarsi, la rendeva isterica.
    Abbassò piano il viso, pensando ad alcuni tra i momenti migliori passati con Alex. Non erano molti, in fondo si conoscevano da poco tempo, ma erano bastati per farle capire che l'ex Corvonero era uno di quegli amici come pochi se ne conoscono. Con lui si era sempre sentita a proprio agio, senza paura, senza timore, senza maschere si era sempre mostrata per quella che era e lui l'aveva accettata. Sempre e comunque, volendole bene e regalandole ciò di cui aveva sempre avuto bisogno pur senza dirlo apertamente.
    A volte non dimostrava quanto ci tenesse, ma era un modo per schermarsi dal dolore e dalla paura, un modo per non lasciarsi andare troppo e gestire meglio le cose. Regolarle e comprenderle senza lasciarsi andare e compromettersi. Si punzecchiavano, non si dicevano niente, ma sapevano quanto fossero importanti l'una per l'altro. Non servivano parole per loro due, bastava uno sguardo.
    E non c'era niente di meglio.*




    *Un respiro profondo uscì dalle morbide labbra della giovane, quelle stesse labbra che alcuni giorni prima avevano dato il loro primo bacio.
    Una lieve increspatura diede l'idea di un lieve sorriso nascosto dietro esse, mentre il ricordo di quanto era successo le riempiva la mente, facendole arrossire le guance. Non avrebbe mai pensato di darne uno, specie con qualcuno che riteneva così amico.
    Non tanto per lui, in fondo Marcus era simpatico e dolce, ma più per se stessa.
    Lei non si era mai vista come una ragazza attraente, come qualcuno che potesse piacere ad un ragazzo, come qualcuno che potesse avere qualcuno che le volesse bene a quel modo. Non era mai interessata a nessuno, anche perché non era il tipo di ragazza che si poneva in quelle situazioni. Lei era un maschiaccio in piena regola, vestiva con abiti larghi e poco femminili, ed era abituata ad essere amica con i ragazzi.
    Solo ultimamente aveva cominciato a vestire qualche volta in modo più elegante, meno fanciullesco e più da donna.
    E poi era talmente timida ed insicura che di certo non avrebbe pensato di essere carina nemmeno se glielo avessero scritto ovunque posasse lo sguardo per un mese intero. Rise di gola, alzando per un momento il viso annuendo e poi riposò lo sguardo sul Lago.
    Lui si che era calmo e sicuro, tranquillo e senza la ben che minima preoccupazione. Lei invece non faceva altro che pensare ai GUFO che non erano andati bene, ai voti bassi che prendeva e ai problemi che aveva avuto. Non avere Alex con cui sfogarsi poi, ingigantiva ogni cosa.
    Era ridicolo pensare che per un periodo aveva pensato di dare il suo primo bacio al ragazzo al quale ora voleva raccontare di averlo dato.
    Si, lo ammetteva. C'era stato un tempo in cui aveva pensato di voler piacere ad Alex in un modo più profondo. Ma poi aveva capito che non potevano essere che grandi amici. Un legame indissolubile ed enorme, non spiegabile a parole, ma solo quello. Ed era felice di avere qualcosa del genere.

    Ormai il sole stava calando. Non sapeva dire da quanto tempo era li, ma la temperatura era ormai scesa.
    Così si alzò, voltandosi per tornare al suo Dormitorio, per prepararsi per la cena di quella sera.*