Notturn Alley
Notturn Alley


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Alexander_Morgenstern


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Benvenuti a Notturn Alley, piccolo centro abitato da streghe e maghi oscuri, quel che era una vera e propria cinta muraria con alle sue spalle le grandi ville di quelli che erano il vero cancro della comunità magica: i Mangiamorte. Il Ministero conosceva ognuno di questi, molti ne erano persino amici perché troppo spaventati dall'oscuro potere che avevano scelto di non conoscere, o semplicemente lo erano perché infiltrati al Ministero stesso. Gli altri, la minoranza, sapevano esattamente cosa erano questi stregoni delle tenebre, ma avevano le mani legate perché non era possibile accusarli senza prove. Uno studente di Hogwarts, dal canto suo, cresceva con il continuo chiedersi cosa avrebbe fatto della sua vita: Medimago o Allevatore di draghi? Insegnante o Auror? Ci si ritrovava a vivere in un mondo pieno di ruoli, maschere e giochi d'ombre, e ben presto si capiva che bisognava ricoprire un posto, farne parte o esserne divorato. Alexander Aiden Morgenstern non era diverso da un qualsiasi giovane uomo della sua età appartenente alla società magica: aveva finito la scuola e continuava i suoi studi per il master che gli avrebbe permesso di divenire un Allevatore di Draghi, si preparava a vivere la sua vita appieno, comprendeva fino in fondo cosa volesse dire essere un giovane adulto nel mondo dei maghi. Eppure Alexander aveva un grande, mostruoso segreto. Camminava per le strade di Notturn Alley, sotto un cielo di tempesta squarciato da lampi e tuoni, alcuni tanto forti da rimbombargli nella bocca dello stomaco, mentre la violenta pioggia scrosciante andava a cozzare contro il mantello da viaggio che il giovane mago indossava da sopra i vestiti babbani. Il cappuccio era calato sul viso, tenuto basso per non permettere a nessuno di vederlo mentre proseguiva con la bacchetta nella tasca interna sinistra del mantello, pronta ad essere usata al minimo segnale. Nonostante il cielo buio e il tipico temporale londinese simile ad una tempesta, le strade di quel luogo malfamato erano piene più che mai di mendicanti, loschi figuri e diversi individui all'angolo, bisbiglianti.*

    "Di certo non discutono del campionato di Quidditch."

    *Pensò il ragazzo con il fantasma di un sorriso sul volto, sentendo Gmork sistemarsi meglio attorno al suo collo. Quel che era un boa constrictor imperator si era tramutato grazie all'Animagia in una piccola vipera per poter entrare sotto i vestiti del suo padrone ed amico, attorcigliandosi un paio di volte attorno al suo collo per reggersi, godendosi con la scusa il calore del corpo del mago. Il rettile era silenzioso quella mattina, probabilmente per non costringere Alexander a dovergli rispondere in serpentese, una lingua che pochi maghi erano in grado di parlare, una lingua che avrebbe decisamente smascherato il giovane in quell'ambiente che, per essere tanto oscuro, era dannatamente limpido: tutti conoscevano tutti, e un Rettilofono a Notturn Alley poteva solo essere "il nipote di Viktor Morgenstern", Alexander. No, non poteva permettersi errori, quel giorno, ed era anche per questo che aveva portato con sé Gmork, aguzzando la vista sul gruppo di poco prima ed enunciando mentalmente:*

    "Alter Ego."

    *Sentì Gmork muoversi appena sotto il suo mantello, percependo il mago così come Alexander percepiva il suo rettile, in un miscuglio di emozioni che avrebbe potuto comprendere solo chi si era dedicato all'Animagia. In un breve istante la vista del ragazzo divenne quella del suo rettile, mentre riusciva a vedere persino ad infrarossi il viso degli uomini che stava guardando, concentrandosi unicamente sull'ampliare la propria vista come Gmork era perennemente in grado di fare, sorridendo soddisfatto fra sé e sé. Come detto in precedenza, non poteva commettere errori quel giorno e si stava assicurando con ogni suo mezzo di non scatenare quel che sarebbe stato un vero e proprio disastro. Già, forse Alexander era un po' diverso da un qualsiasi ragazzo della sua età. Aveva continuato a studiare magia anche fuori da Hogwarts, magia che era ritenuta al limite dell'illegalità, esercitandosi sempre più spesso con raccapriccio misto ad interesse ed esercitazione per dei rami della magia, tanto antichi quando rasentanti il limite massimo della crudeltà. Era pronto e deciso nel suo intento, quello che, in un modo o nell'altro, l'avrebbe portato alla storia. Fu quando vide quel volto che socchiuse gli occhi, concentrandosi al massimo delle sue forze per guardare lui, Lucian Rent, Mangiamorte e amico di Viktor in compagnia di qualcun altro. La rabbia si impadronì del ragazzo mentre, stringendo i pugni, riconosceva uno degli Auror più famosi del momento, uno che aveva catturato in meno di una settimana tre maghi oscuri di cui due Mangiamorte, i famosi "pesci piccoli", come li avrebbero chiamati i babbani. Non bisognava essere un ex Corvonero per arrivare alla conclusione che quei due uomini, conversando all'ombra e in modo pressoché amichevole certi di non esser visti, erano ben più di un Auror e un Mangiamorte.*

    "Quel lurido verme lavora per i maghi oscuri. Consegna i pesci piccoli e fornisce ai pezzi grossi indicazioni sui piani degli Auror in modo da preparare i suoi veri amici a perquisizioni, assalti ai covi e tutti il resto."

    *Si, era arrivato il momento di andare incontro al proprio destino, un destino che lo avrebbe portato alla criminalità, un qualcosa che era iniziato tanto tempo prima. Nella formazione di un individuo ci sono diversi fattori, ognuno complementare o opposto all'altro, quegli stessi fattori che possono essere esperienze, esperienze che formano una persona in maniera irrimediabile, dandogli delle conoscenza smentibili e delle convinzioni che per sempre resteranno impresse nel suo animo. Non aveva scelto il cammino della "giustizia", qualcosa che veniva sempre dalla mente di qualcun altro. Cos'era giusto in un mondo di ingiustizie? Auror e Mangiamorte, chi vittima e chi carnefice? Perché il concetto di giustizia doveva essere dettato dai legislatori? E se la vera giustizia non fosse stata quella? Alexander non era un rivoluzionario, non era il tipo di persona che spronava le masse a rivoltarsi contro una società corrotta fino al midollo bensì il giovane uomo che credeva fermamente nell'idea che il vero cambiamento avveniva grazie alle forze di pochi ma determinati soggetti. Aveva con sé una sola carta, niente che l'incantesimo Geminio non potesse risolvere. Non sarebbe stato Auror, non sarebbe stato mago oscuro così come mai si sarebbe trasformato in giustiziere o nemico del popolo. Lui era Alexander Aiden Morgenstern e sarebbe stato...*

    "Morte."

    *Infilò due tarocchi nelle tasche dei jeans e, grazie alla magia nera, fece apparire quelle due carte nelle rispettive tasche del Mangiamorte e dell'Auror traditore, vedendoli visivamente sobbalzare mentre si infilavano le mani nelle tasche, restando a fissare la tredicesima carta, mentre il mago oscuro sbiancava visibilmente e l'Auror cominciava a guardarsi attorno, sotto lo sguardo divertito e allo stesso tempo furente di Alexander, a distanza.*



    *Il numero tredici era quello che aveva preannunciato moltissimo nella vita di Alexander. Il significato di quella carta non era soltanto morte, ma cambiamento, qualcosa di più profondo che era la fine di un periodo o di una vita e l'inizio di un'altra, qualcosa, quindi, che riguardava le sue vittime e Alexander stesso, cambiato nel corso degli anni, maturato, diventato l'uomo che mai si sarebbe sognato d'essere. Quella carta era una promessa di morte, la promessa che a breve avrebbero rivisto l'uomo che avevano appena individuato, quello stesso che, con il volto celato dall'oscurità del cappuccio, adesso aveva allargato le braccia e disteso le labbra appena visibili in un lieve sorrisino, inchinandosi a loro prima di smaterializzarsi dall'altro lato di Notturn Alley, toccando la pelle del rettile per smaterializzarlo a Villa Morgenstern, lì dove sarebbe tornato entro sera. Da quel lato di Notturn il cielo aveva appena finito di mandare giù pioggia, mentre il ragazzo si disfaceva del mantello, buttandolo in un cassonetto e mettendosi la bacchetta nella tasca sinistra dei jeans, concentrato. Aveva studiato i suoi bersagli, aveva mietuto pochi giorni prima la sua vittima, un Mangiamorte di nome Nikolaj Koslov, responsabile di un infanticidio in un orfanotrofio londinese, uccidendo più di trenta bambini per uno che si nascondeva fra loro, il figlio del defunto Auror che aveva mandato ad Azkaban a vita suo fratello. Non si trattava di giustizia, ma di vendetta per le famiglie che avevano perso tanto a causa dei maghi oscuri, si trattava di fredda, spietata e semplice vendetta. Sarebbe tornato a prendere le vite di quegli altri due bersagli, esseri che d'umano avevano perso tutto, mantenendo unicamente la vita, la cui forza impiegavano per distruggere le vite altrui. Era questo che Alexander era diventato, era questo l'uomo che era deciso a diventare ormai da anni, facendo della morte e della vendetta il suo Credo. Dal Ministero i primi Auror avevano cominciato a correre per le strade di Notturn Alley nella stessa direzione da dove il ragazzo era appena tornato: probabilmente l'Auror corrotto aveva chiamato i suoi colleghi per cercare quella figura incappucciata che gli aveva dato quella carta, tarocco ritrovato stretto tra le dita del cadavere di Nikolaj che avevano ritrovato in casa sua. Miravano a catturare l'assassino, quello che, invece, aveva appena cominciato la sua opera.*

    "Non hanno prove contro di me, e non mi hanno visto in volto, ma è sempre meglio abbandonare le strade."

    *Si disse l'ex Corvonero, incamminandosi velocemente verso un negozio, cozzando però contro una donna e vedendo un libro che teneva fra le mani sfuggirle. Fu un istante, e il ragazzo di un metro e novantaquattro recuperò il libro a mezz'aria, ritornando in equilibrio girando su sé stesso, porgendo così il libro alla fanciulla e mormorando abbassando il capo in un lieve inchino:*

    Chiedo scusa per esserle venuto addosso, signorina. Sono davvero sbadato.

    *Rialzò lo sguardo, sgranando appena gli occhi, sorpreso, mentre le labbra si stendevano sul viso del ragazzo in un gran sorriso, riconoscendo una giovane donna che da un po' era piuttosto famosa ad Hogwarts, mormorando sorpreso e imbarazzato, davvero dispiaciuto.*

    Professoressa Grent! Buongiorno, io... mi scusi, davvero, sono mortificato.

    @Lavinia_Grent,


  • Lavinia_Grent

    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1324
        Lavinia_Grent
    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [Hogsmeade - High Street - Casa Grent]


    *Un tipico temporale autunnale. Lavinia stava osservando dalla finestra della cucina della sua nuova villetta a Hogsmeade le gocce che cadevano pesantemente sull'erba e sul vialetto del suo giardino. Alcune finivano sul vetro trasparente della finestra e scorrevano giù fino a posarsi alla base. Quelle piccole sfere d'acqua l'avevano sempre affascinata. Da piccola adorava stare ore e ore ad osservarle. Le sembravano delle piccole teste con occhi e capelli, quando, invece, si trattava solamente del riflesso di ciò che c'era fuori dalla finestra. Quelle gocce là fuori cadevano e poi scomparivano dentro delle pozzanghere sul terreno o sulla pietra della strada. La loro vita era breve. Nascevano lassù nell'atmosfera terrestre dalle grigie e grosse nuvole, poi cadevano velocemente e morivano senza neanche capire perchè erano nate.*



    *Quel tipo di clima era uno di quelli che le facevano desiderare di stare in casa per tutto il giorno senza fare nulla. Quella mattina non aveva avuto lezione al Castello e il "The Noble Horntail" apriva solamente di pomeriggio e la socia di turno era Shireen, la sua migliore amica. Continuò a osservare il paessaggio fuori dalla finestra, era triste e malinconico, ma familiare. Le foglie degli alberi ormai si erano colorate di rosso, giallo e marrone. Stavano per cadere lasciando solamente i tipici scheletri neri invernali. L'estate ormai era un ricordo. Anche il clima era cambiato. Il Sole non era più caldo come qualche settimana prima e l'aria era fresca. Anche l'abbigliamento dei maghi e delle streghe era cambiato. Tutti avevano riposto nell'armadio vestiti leggeri e avevano fatto spazio a giubbotti e giacche più pesanti. Lavinia tolse lo sguardo dalla finestra e guardò la sua nuova cucina. Abitava lì da qualche giorno e ancora non si era abituata a quell'ambiente nuovo. Una settimana prima aveva concluso l'affare e aveva comprato quella bella villetta a High Street, la strada principale di Hosgmeade. Aveva svuotato il suo alloggio al Castello e si era definitivamente trasferita lì. Forse l'ambiente scozzese le avrebbe fatto bene. Aveva bisogno di cambiamenti. Non poteva più vievere a Londra o nella villetta dei suoi genitori. Finalemente possedeva una casa tutta sua. L'aveva pagata con lo stipendio da insegnante di Antiche Rune e con quel po' che guadagnava lavorando al negozio. Era anche il Sindaco di quel villaggio, quindi era giusto che abitasse lì accanto ai suoi concittadini. Lì si sentiva veramente a casa.
    In quel preciso istante vide un barbagianni avvicinarsi alla sua finestra, posarsi sul davanzale e cominciare a picchiettare con il becco sul vetro. Aprì di scatto la finestra e lui entrò consegnadole una pergamena arrotolata. Lo riconobbe era il pennuto di Shireen. Prese la pergamena e la aprì.*

    Citazione:
    Abbiamo esaurito le scorte di occhi di tarantola.
    In questo momento al negozio ci sono un po' di clienti e non posso
    muovermi da qui. Potresti andarci tu? Quelli a un prezzo più
    conveniente li abbiamo trovati a Notturn Alley.
    Ti chiedo scusa per aver rovinato la tua giornata di riposo.

    Baci, Shireen.


    *Lesse con gli occhi il messaggio della sua socia. Era appena terminato il suo pomeriggio di riposo. La sua amica era in difficoltà al negozio e non poteva abbandonarla, poi Notturn Alley era lontana e la diciassettenne non aveva ancora ricevuto la patente di Materializzazione e con quel tempaccio non poteva volare sulla scopa. Doveva per forza andarci lei.*

    Ok, facciamoci questo viaggetto sotto il temporale.

    *Pensò. Certo avrebbe potuto mandare Orion a comprarli, ma non voleva approfittarsi dell'Elfo Domestico per una cosa così sciocca. Lei era perfettamente in grado di andarci da sola. E poi già quell'affettuoso Elfo la stava già aiutando con la piccola Joy, non voleva che diventasse il suo servo. Non l'avrebbe permesso mai. Aveva accettato il suo aiuto per la bimba, ma era regolarmente pagato e aveva pure le sue giornate libere. Uscì dalla cucina ed entrò nella sua camera da letto. Joy si trovava nella culla nella sua stanza che dormiva. Si cambiò in fretta indossando abiti meno casalinghi, era pur sempre il Sindaco di Hogsmeade e doveva andare in un luogo pubblico. Indossò il suo mantello e ripose la sua cara bacchetta di Noce al sicuro all'interno di esso. Prese la sua borsa e andò della cameretta della bimba. Orion era seduto lì accanto che la guardava, non la lasciava mai sola ed gli era grata per questo. Non poteva nemmeno immaginare cosa avrebbe fatto se le fosse accaduto qualcosa. Joy era preziosissima per lei, era la sua vita.*

    Orion... io sto uscendo un attimo... tornerò subito.

    *Disse la bionda donna sottovoce all'Elfo per non far svegliare la bimba. La biricchina al minimo rumore apriva gli occhi e si metteva a piangere, quindi era meglio fare molto silenzio ed essere cauti con lei. Aveva compiuto da qualche settimana tre mesi, ma la notte piagnucolava ancora. Lavinia per quanto amasse con tutta sè stessa sua figlia non vedeva l'ora che la smettesse di svegliarsi di notte per il latte. Lavinia diede un lieve bacio sulla fronte della figlia che dormiva tranquillamente. Salutò Orion e uscì dalla stanza. Una volta nel corridoio chiuse gli occhi e si concentrò sulla via oscura parallela a Diagon Alley. Sentì quella strana e brutta sensazione di essere infilati dentro un tubo, quando sentì che i suoi piedi toccarono terra li riaprì.*

    [Londra - Notturn Alley]




    *Ciò che le si presentò davanti era una via buia nonostante fossero le due del pomeriggio. C'era un temporale terribile. La bionda donna tirò subito fuori il suo ombrello blu e lo aprì. Cominciò a camminare sotto la pioggia in cerca del negozio di ingredienti di pozioni, la versione "oscura" di quello di Diagon Alley. Con quel tempaccio non vedeva molto, anche perchè c'era un po' di nebbia. Vide streghe, maghi inquientanti e strane creature che camminavano o correvano. Le vennero i brividi. Avrebbe potuto succederle qualsiasi cosa. Avrebbero potuta derubarla, lì c'erano veramente dei tipi molto loschi. Vide anche un gruppo di Auror che attraversavano la via e si sentì un più sicura, per fortuna che c'era un po' di sorveglianza. Tra quei visi ne riconobbe uno: Rick. Le si gelò il sangue. Non sapeva che fare. Lui si accorse della sua presenza, la guardò un per un attimo e fece per venire verso di lei. Lavinia non sapeva che fare, distolse subito lo sguardo per fargli capire che non si era accorta che lui fosse lì. Non voleva parlarci, anche se molto probabilmente voleva notizie della figlia. Si voltò di scatto ed entrò in una via ancora più buia di quella di prima e per fortuna si trovò davanti il negozio che cercava. Entrò immediamente lì dentro, non si guardò neanche dietro. Sperava che lui non l'aveva seguita. Il suo cuore battare all'impazzata, aveva provato una paura mista con rabbia e adrenalina. Cercò di ricomporsi e face qualche passo dentro il negozio. Si guardò un po' intorno notando delle cose interessanti. Osservò delle provente autopulenti e vari ingredienti ripugnanti, poi la sua attenzione fu attirata dal titolo di un vecchio libro con la copertina logora.*



    *Il titolo era "Rune e Pozioni". Lo afferrò subito e cominciò a sfogliarlo. Dalle immagini vide che spiegava come utlizzare le Rune per la preparazione di Pozioni. Poteva essere un argomento da trattare in una delle sue lezione di Antiche Rune. Decise di acquistarlo. Si precipitò al bancone e lo diede all'inquietante mago commesso di quel negozio. Gli disse che le serviva anche un grosso barattolo di occhi di tarantola. Il mago lo prese e poi le comunicò il prezzo. Era davvero più conveniente. La volta di prima li aveva comprati Shireen. Pagò i due prodotti e uscì con la sua sua busta in mano. Prima di incamminarsi verso Diangon Alley, aveva deciso di fare un giro lì prima di smaterializzarsi, controllò se non ci fosse Rick. Per fortuna non c'era. Uscì da quella via e iniziò a fare il percorso di prima, ma al contrario. Intanto il temporale si era un po' calmato. Mentre camminava decise di dare un'occhiata al libro appena acquistato. Aveva appena iniziato a guardare le prime pagine quando improvvisamente sentì qualcosa finirle addosso e il libro volarle via dalle mani. Sul momento non capì cosa fosse successo, ma poi vide un ragazzo raccogliere il libro da terra. Era stato lui a finirle addosso. Non lo vide in volte, ma si riprese il libro e lui si scusò facendo un inchino con il capo come un vero gentiluomo. Poi il ragazzo si accorse di chi era lei e si scusò ancora, Solo in quel momento lo riconobbe, era Alexander Morgenstern, un ragazzo che aveva appena terminato Hogwarts. Non era stato un suo studente, ma lo conosceva come Prefetto di Corvonero.*

    Buongiorno a lei signor Morgenstern! Le sue scuse sono accettate, ma stia attento. Come mai stava correndo così?

    *Rispose con garbo la bionda ragazza. Alex stava correndo ad un'enorme velocità per venirle addosso in quel modo. Chissà cosa gli era successo. Era forse inseguito da qualcuno? Si voltò indietro e non vide nessuno.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Certo, la sorpresa di trovare quella donna in quel posto era parecchio evidente sul viso di Alexander, il volto di un neo adulto che, fra quelle strade, poteva essere fuori posto così come la docente di Hogwarts. Arguta come solo una ex Corvonero poteva essere, la giovane donna dai capelli biondi quasi stonava in quel contesto d'oscurità che serpeggiava tutt'attorno, fra affari loschi quanto le figure presenti in quella zona, figure che, però, non erano poi pessime quanto il giovane mago che le stava dinanzi. Alexander e la professoressa erano pressoché coetanei, ma forse era la carica di quest'ultima e tenere il giovane uomo sulle spine, in una tensione che, però, non era troppo grande poiché la potesse gestire. Quello poteva definirsi di certo "incontro-scontro", dato che l'ex Corvonero le era praticamente finito addosso, troppo preso dal desiderio di abbandonare quelle strade, quelle stesse vie che andavano riempiendosi man mano sempre più di Auror, colleghi di una di quelle vittime da lui prescelte. Senza troppo girarci intorno aveva comunque minacciato un Auror, quello che era una specie di poliziotto del mondo magico, e non era cosa buona né in quel mondo né in quello dei babbani.*

    "Per mia fortuna non è la prima volta che mi trovo a mentire guardando qualcuno negli occhi."

    *Pensò il mago trattenendo un sospiro amaro: no, quel genere di vita che aveva scelto non era di certo il più semplice. Non amava mentire, anzi, lo detestava con tutto sé stesso, ma per perseguire i suoi scopi doveva mascherarsi di tutto ciò che c'era al mondo di riprovevole, seppur mantenendo la facciata da bravo ragazzo. Non doveva essere insospettabile, bensì l'insospettabile numero uno. Tante volte aveva cercato di convincersi di essere una persona orribile, e di certo le sue precedenti azioni passate, per non parlare di quelle future, non lo smentivano affatto però allo stesso tempo si chiedeva spesso se una persona orribile avesse dei sentimenti. Adesso stava arrossendo per quella situazione che man mano andava sviluppandosi, grattandosi la nuca ed abbassando appena lo sguardo, improvvisamente imbarazzato e al tempo stesso mortificato per le parole per nulla dure della docente, mormorando chinando un'altra volta il capo:*

    Sono davvero costernato professoressa Grent. Le sono finito addosso e non ho scuse.

    *Rialzò lo sguardo, facendo spallucce mortificato, sussurrando con un sorrisino volto ad alleggerire appena quel senso di disagio che lo attanagliava e sembrava non volerlo lasciare più, sussurrando goffamente e a mezza voce:*

    Mi consola vedere che non ho sgualcito o rovinato in alcun modo il suo libro: non ha l'aria del classico manuale che, nell'evenienza, potrei ricomprarle con tanta facilità. Davvero, le chiedo scusa con tutto il cuore.

    *Se era una persona tanto orribile, perché si sentiva davvero così tanto in colpa? Per quanto voleva convincersi di essere un mostro che non faceva altro che, ovviamente, cose mostruose era in quei momenti in cui la sua determinazione vacillava. Forse c'era ancora speranza in lui, o forse era lui stesso che cercava in sé stesso il minimo bagliore di luce, qualcosa che gli desse la forza di darsi un'altra possibilità. Ma arrivava l'ora di mentire.*

    Non stavo correndo, signorina Grent, è solo che ho le gambe lunghe e andavo a passo svelto per non beccarmi un'altro acquazzone.

    *Disse in un sorrisetto, facendo spallucce e drizzandosi in tutto il suo metro e novantaquattro. I duri allenamenti lo avevano di certo reso robusto, ma era l'altezza che cercava di far risaltare a prova della sua tesi. Fu solo un attimo, ma gli parve di vedere che nemmeno quella donna fosse propriamente a suo agio, ma di certo se era tesa non lo era per gli stessi motivi del ragazzo. Quella frase gli venne di getto.*

    Posso farmi perdonare d'avanti ad una buona cioccolata calda, a Diagon Alley? Siamo in un vero e proprio postaccio, ed inoltre devo ammettere che soffro leggermente di agorafobia.

    *Disse con una scrollatina di spalle ed un leggero sorrisino, accennando tutt'attorno a loro, a quella stessa folla di maghi poco raccomandabili ai quali si aggiungevano il gruppo sempre più preoccupante di Auror. Gli premeva in maniera assoluta abbandonare quelle strade, così come desiderava scusarsi per bene con quella donna nei quali confronti si sentiva tanto in colpa. Sapeva di sentirsi un po' troppo in colpa, non avendole fatto del male fisico, ma era il disprezzo per la sua stessa goffaggine a farlo sentire tanto mortificato.*

    Sempre se le va e non le rubo tempo prezioso, ovviamente. Prometto che ho finito con le brutte sorprese.

    *Aggiunse in un sorrisino l'ex Corvonero, facendo ancora una volta spallucce.*

    @Lavinia_Grent,




    Ultima modifica di Alexander_Morgenstern oltre 1 anno fa, modificato 4 volte in totale


  • Lavinia_Grent

    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1324
        Lavinia_Grent
    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Il temporale non aveva nessuna intenzione di cessare. Quel pomeriggio Lavinia aveva interrotto il suo pomeriggio libero di relax e di dedizione alla piccola Joy per recarsi a Notturn Alley per comprare degli occhi di tarantola, ingredienti indispensabili per alcuni infusi e pozioni preparate da lei e da Shireen al The Noble Horntail. Era un favore che stava facendo alla sua socia e migliore amica, la ragazza non avrebbe potuto volare sulla scopa con quel tempo. Lei con la Materializzazione avrebbe fatto presto. La bionda donna aveva comprato ciò che le serviva, compreso un interessante libro sulle pozioni e le Rune, e si era incamminata verso Diagon Alley per fare un giro e poi tornare a casa. Era stata, però, interrotta da Alexander Morgenstern, un ragazzo appena uscito da Hogwarts, che le era finito adosso perchè stava correndo o camminando molto volecemente. Le aveva anche fatto cadere il libro di mano. Il ragazzo lo raccolse e si scusò molte volte. Lavinia sapeva che era sincero, ma lo sguardò in modo serio.*



    Si figuri. Questo libro è stato appena acquistato, è usato, non vale molto come prezzo... ma di contenuti sì. Se si fosse rovinato avrei perso delle preziose informazioni per la mia prossima lezione.

    *Disse la giovane donna con tono serio, quasi arrabbiata. Ovviamente stava scherzando. Cercò di capire la reazione del ragazzo poi scoppiò improvvisamente a ridere per fargli capire che era uno scherzo, non era arrabbiata. Non si sarebbe agitata per un vecchio libro caduto per terra. Lavinia non era una persona temibile e ciò forse non era un pregio. Il ragazzo continuò a spiegarle che non stava correndo, ma andava a passo svelto a causa delle sue lunghe gambe. La donna sorrise: era una bella scusa quella. Era sicura che Alex stesse correndo o scappando da qualcuno o qualcosa. Questo la fece insospettire, ma non disse nulla e fece finta di crederci. Però niente le faceva cambiare idea, lui nascondeva qualcosa. Eppure la giovane insegnante non lo conosceva bene, non sapeva niente di lui, quindi come poteva capirlo?*

    Sto scherzando, signor Morgenstern, non mi arrabbio per un vecchio libro caduto per terra.

    *Esclamò Lavinia per rassicurare il ragazzo. Sorrise, ma quel sorriso cessò subito. Il suo cuore gelò all'istante. Dal vicolo alla sua destra spuntò una l'ultima persona che voleva vedere, o meglio rivedere, per quel giorno e anche per il resto dei suoi giorni. Era Rick in veste di Auror. La bionda ragazza lo guardò con uno sguardo gelido, lui la fissava, ma si accorse che la donna non era da sola. Il sguardo era strano, non era fulminante, ma nemmeno contento, era uno sguardo piuttosto malinconico. Ben gli stava. Rick avanzò verso di lei e il suo cuore cominciò a battere all'impazzata, non sapeva che fare. Non poteva fuggire perchè avrebbe fatto una brutta figura con Alex, ma non poteva permettere di rivolgergli la parola. Lo vide avvicinarsi sempre di più, ma gli passò accanto senza dirle niente per fortuna.*

    Meno male... pericolo scampato...

    *Pensò la bionda strega facendo un piccolo sospiro di sollievo. Il suo cuore continuava a battare per lo spavento e la rabbia provata alla vista dell'uomo che più odiava in quel momento, colui che l'aveva abbandonata. Cercò di non pensarci e riportò la sua attenzione su Alex che in quel momento stava parlando. Il ragazzo si scusò ancora e propose di offrirle una cioccolata calda a Diagon Alley. Lavinia sorrise.*

    Grazie mille! Accetto molto volentieri...

    *Accettò l'invito. Il ragazzo fece un sorrisino, fece spallucce e le promise di non farle perdere del tempo prezioso. In realtà quella era la giornata libera di Lavinia, quindi avrebbe potuto rimanere tutto il tempo necessario per godersi in santa pace una buona cioccolata calda, ma non glielo disse. In fondo le piaceva vedere quel ragazzo così dispiaciuto per averle fatto cadere uno stupido libro. Era una specie di rivincita contro Rick. Sapeva che il povero Alex non c'entrava nulla, ma nel suo cuore quell'offerta la faceva sentire un po' meglio. Aveva proprio bisogno di bere qualcosa di dolce.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Doveva ammetterlo a sé stesso, aveva fatto una figuraccia orribile in quel contesto. Insomma, si trovavano a Notturn Alley, un luogo nel quale se qualcuno non ti finiva addosso per un motivo o per un altro era un vero e proprio miracolo, perciò essere sballottati di tanto in tanto era il minimo da aspettarsi, ma Alexander doveva proprio imbattersi nella professoressa Grent? Per carità, non aveva nulla contro quella donna.*

    "Ma dovevo farle cascare per forza qualcosa dalle mani?"

    *Si ritrovò a pensare in un breve sospiro, imbarazzato più che mai, sbiancando in un primo momento alle parole della docente di Hogwarts, sgranando appena gli occhi per quel discorsetto e sorridendo poi, ancora più in imbarazzo quando la donna gli rivelò di stare semplicemente scherzando, abbassando così il capo, leggermente arrossito, mormorando fintamente offeso, con un sorrisino, guardando il pavimento senza avere il coraggio di guardarla in viso.*

    Beh, sono ugualmente mortificato, professoressa.

    *Rialzò il viso in un sorrisetto un po' colpevole, ancora leggermente rosso, giusto in tempo per assistere ad una scena un po' inusuale. C'era improvvisa tensione nell'aria, mentre la donna guardava dietro l'orecchio dell'ex Corvonero, probabilmente vedendo qualcuno che conosceva. Eppure no, non era la tipica espressione da "uh, sono felice di vederti, fatti abbracciare!", bensì un'espressione che tradiva un certo astio. Più per rispetto della privacy altrui che per educazione, il giovane mago tentò di non dare a vedere che aveva intuito qualcosa, facendo finta di aggiustarsi le tasche del jeans, abbassando il viso fino a notare con la coda dell'occhio qualcuno passargli accanto, rialzando appena un istante gli occhi per notare sul viso della Grent un'espressione che confermava la sua ipotesi: era di certo "qualcuno" che stava fissando, quel qualcuno che era passato accanto ad entrambi, senza però rivolgere loro uno sguardo.*

    "Un Auror?"

    *Si ritrovò a pensare il giovane mago, rivolgendo immediatamente un sorriso radioso alla professoressa Lavinia. Non erano affari suoi e non si sarebbe impicciato ulteriormente, anzi, avrebbe cercato di alleggerire quella tensione che pian piano era andata instaurandosi.*

    Oh, visto che ha accettato mi farò perdonare offrendole una di queste bevande con sopra un generoso strato di panna!

    *Esclamò l'ex studente blu bronzo, cercando di essere più gioviale possibile. Non voleva in alcun modo impicciarsi di affari che non erano i suoi, specie se per farlo doveva curiosare nella vita di Lavinia: era estremamente rispettoso dei demoni altrui, avendo già di suo un intero inferno a cui dover tenere testa.*

    E... se non le spiace, può chiamarmi Alex? Sa, non sono più uno studente perciò un tono tanto formale per un giovanotto come me è parecchio esagerato. Non dia tanta importanza sociale a chi ha ancora incubi sui M.A.G.O.

    *Concluse ridacchiando, deciso ad esporsi un po' di più, sentendosi osservato da quello stesso Auror, non potendo evitare di fare alcune deduzioni logiche e odiandosi ancora di più per questo. Dovevano entrambi passare inosservati, infondo, e nessuno avrebbe sospettato di lui se lo avessero visto in quel luogo se accompagnato da una donna. Le porse così il braccio, dicendole in una scrollatina di spalle ed un sorriso:*

    Mi concede l'onore, professoressa Grent?

    *Si, una cioccolata calda ci stava proprio, tanto quanto ci stava l'allontanarsi dal putiferio che aveva scatenato solo qualche vicolo più in là.*

    @Lavinia_Grent,


  • Lavinia_Grent

    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1324
        Lavinia_Grent
    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *La vista del suo ex ragazzo la scombussolò non poco. Il suo cuore continuava a battere e non capiva perchè. Forse era tutta la rabbia che aveva dentro nei confronti di quell'uomo che l'aveva tradita e l'aveva abbandonata. Joy era tutta la sua vita, ma ogni giorno le ricordava cosa aveva fatto Rick. Non c'era un momento in cui non pensava a come sarebbe stata la sua vita se tutto ciò non fosse successo. Si sarebbero sposati e avrebbe vissuto ancora in quell'appartamento a Oxford Street. Lei sarebbe stata una brava madre e moglie. Avrebbe accudito la bimba aspettando che lui tornava dal lavoro al Ministero della Magia o da qualche sua missione come Auror per cenare tutti insieme felici. Avrebbero sentito insieme le prime parole di Joy, e visto i primi passi. L'avrebbero guardata crescere e andare via di casa per farsi la sua vita e loro si sarebbero trasferiti in un posto più tranquillo e avrebbero aspettato la fine dei loro giorni lì felici. Purtruppo quel futuro parallelo non sarebbe avvenuto e Lavinia non voleva neanche che avvenisse.
    Aver visto Rick le fece tornare in mente un ricordo, l'ultimo ricordo felice che aveva con lui.*

    [FLASHBACK - 3 GEN 2015]

    *Era una giornata invernale come le altre. La bionda Lavinia aveva fatto il suo turno al "The Noble Horntail". Si era Materializzata nel suo appartamente di Londra e aveva inziato a preparare la cena in attesa dell'arrivo del suo ragazzo Rick da lavoro. Stava preparando pollo e patate, uno dei piatti preferiti del suo compagno. Si sentiva tranquilla e felice tanto che mentre era intenta a preparare quei manicaretti canticchiava. La piccola dentro la sua pancia si faceva sentire e lei era contenta perchè quello era un buon segno: stava bene. La data del matrimonio era stata già decisa. Si sarebbero sposati seguente il 15 febbraio, circa quattro mesi prima del parto. La pancia si sarebbe vista, ma la strega aveva già scelto un abito che non la mettesse tanto in mostra. Era un abito principesco con un corpetto stretto e una gonna molto ampia di tulle. Non vedeva l'ora di indossarlo, di sposare Rick e di partorire la loro bambina.
    Mentre continuava a preparare la cena sentì la porta d'ingresso dell'appartamento fare uno scatto. La piccola nella sua pancia le diede un calcio.*

    Bambina mia... sei felice che è tornato papà?

    *Pensò Lavinia abbassando lo sguardo sulla sua pancia e accarezzandola con la punta delle dita. Il ragazzo entrò in cucina e si avvicinò alla bionda strega con un sorriso. Lei si voltò e lo salutò con un sorriso. Non disse nulla, quell'increspatura all'insù delle labbra era meglio di mille parole. Lui la abbracciò. La bimba continuò a scalciare. Sentiva il calore del padre, oltre a quello della madre.*

    Tesoro, sei tornato prima stasera! Manca poco e la cena è pronta...

    *Disse la bionda al suo ragazzo continuando a sorridere, poi tornò a mescolare ciò che stava cucinando. Era felice che fosse tornato prima. La sera era brutto preparare la cena da sola, anche se in realtà c'era la piccola che portava in grembo. Però averlo a casa era un'altra cosa. Sentiva che entrambe erano protette.*

    Ho finito presto stasera... e ti ho portato una cosa...

    *Fu la risposta del giovane Auror, anche lui continuava a sorridere. Lavinia posò il cucchiaio dentro un piatto fondo e voltò nuovamente senza perdere il buon umore e il suo bel sorriso. Lui la guardava negli occhi e lo stesso faceva lei, stava aspettando. Cosa le aveva portato? In quel momento si sentì un po' timida e anche imbarazzata. Non amava ricevere cose dal suo ragazzo, non perchè non le volesse, ma perchè non era particolamente attaccata alle cose materiali. Già le aveva regalato un anello di fidanzamento, cosa le doveva dare adesso? Il ragazzo senza dire nulla tirò fuori un sacchettino blu dal mantello, che non si era ancora tolto, lo aprì e ne tirò fuori una catenella dorata. La ragazza stava per parlare, ma lui non glielo permise bloccandola con un bacio.*



    *Lavinia non si accorse neanche che mentre il ragazzo la stava baciando le aveva messo la catenina al collo. Quando i due si furono staccati, la ragazza se ne accorse, sollevò il piccolo ciondolo a forma di stella che vi era attaccato e lo guardò bene. C'era un'incisione: LAVINIA, RICK e JOY, e poi una piccola Runa Fehu, la Runa della dea Freya, una delle sue preferite.*

    [FINE FLASHBACK]


    *Quel ricordo era ancora vivido nella sua mente. Le faceva male, ma non poteva non considerarlo un ricordo felice. L'anello di fidanzamento che Rick le aveva regalato suo padre glielo aveva restituito, l'unica cosa che Lavinia si era tenuta era quella collanina con quel ciondolo a forma di stella che portava quell'incisione. In quel momento la indossava. In realtà non la toglieva mai. Era qualcosa che simboleggiasse l'origine di sua figlia. La teneva perchè quando la piccola Joy sarebbe stata abbastanza grande da capirlo gliela l'avrebbe data e avrebbe avuto sempre il ricordo dei suoi genitori uniti, anche se non lo erano più.
    La bionda giovane insegnante tornò alla realta. Si trovava a Notturn Alley in compagnia di Alexander Morgestern che l'aveva appena invitata a bere una cioccolata calda a Diagon Alley. Lei aveva accettato. Il ragazzo disse che avrebbero preso una bella tazza fumante con tanta panna montata, proprio come piaceva a lei. Poi aggiunse di voler essere chiamato in modo informale perchè fino a quel momento la ragazza si era rivolta a lui chiamandolo "signor Morgestern".*

    Oh ma certo, carissimo Alex! Forse ti sembrerà strano, ma anch'io odio essere chiamata in modo formale, quindi chiamami tranquillamente Lavinia.

    *Anche a Lavinia non piaceva essere chiamata "professoressa" fuori dal Castello di Hogwarts. Lei aveva solamente ventun'anni, pochi più di Alex, quindi potevano considerarsi supergiù coetanei. Il ragazzo poi le porse il braccio e le chiese l'onore di accompagnarla alla loro destinazione.*

    Fammi strada..

    *Gli disse sorridendo afferando il suo braccio. Dopo la vista di Rick e quel ricordo, aveva proprio bisogno di bere qualcosa di dolce e fare una bella conversazione con quel giovane. Nonostante il lavoro a Hogsmeade e a Hogwarts la distraessero da quei ricordo, la sua vita sociale era un po' scarsa anche per mancanza di tempo, quindi quell'incontro ci voleva proprio.

    @Alexander_Morgenstern,