• Shireen_Firewet

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 907
       
       


    La Firewet era giunta, con quale minuto di ritardo, presso Diagon Alley. Era stata trattenuta da uno squisito pranzo che si era tenuto presso la Villa Firewet e ora, dato tutto quello che aveva divorato, poteva tranquillamente 'rotolare' tra le stradine dell’importante centro economico magico. Mentre percorreva a passo spedito il viale lastricato, i suoi occhi non potevano non soffermarsi sui particolari intorno a lei. Il sole splendeva nel cielo ceruleo, illuminando pile di calderoni esposti all’esterno del ben noto Potage's Cauldron Shop. L'insegna in legno informava quali fossero i prodotti venduti all’interno del locale: 'Calderoni. Tutte le dimensioni. Rame, ottone, peltro, argento. Autorimestanti. Pieghevoli'. Shireen superò la Farmacia nella quale si procurava alcuni ingredienti per le Pozioni: rivolse un cenno di saluto nei confronti del proprietario che stava pulendo la vetrata del locale. Quel pomeriggio a Diagon Alley vi erano poche persone: stranamente riusciva a camminare senza scontrare nessuno. Oltrepassò l’Emporio del Gufo accompagnata dai versi striduli di barbagianni, gufi bruni e civette bianche. Come di consuetudine, davanti al negozio Accessori di Prima Qualità per il Quidditch, alcune persone tenevano il naso schiacciato contro la vetrina dove erano esposti dei manici di scopa lucidi e scintillanti. Superando velocemente Madama Mclan, giunse, infine, dinanzi al Palazzo dei Master, localizzato in prossimità della Gringott. L’edificio era più basso e più moderno rispetto alla Banca dei Maghi, ma il marmo bianco con il quale era stato costruito risplendeva sotto i sottili raggi del sole. L’ex-Corvonero si affrettò ad attraversare l’entrata, rappresentata da un’alta porta in legno di quercia. Superò quest’ultima e si ritrovò in un lungo corridoio, in fondo al quale vi erano delle scale a chiocciola che scendevano e salivano. La Firewet, dopo aver rischiato di capitombolare a terra a causa del lucido e lustrato pavimento, giunse vicino alla scalinata in pietra. Tramite una lettera giunta dal Ministero della Magia, l’avevano informata che il Master in Pozioni si sarebbe tenuto al livello meno uno nell’Aula Paracelsus. Era proprio quello il motivo per cui la giovane si trovava in quell’elegante palazzo di Diagon Alley: un mese prima le avevano chiesto se avrebbe potuto tenere una lezione per maghi che avevano ormai concluso la loro carriera scolastica. La Firewet aveva riflettuto qualche ora su quella proposta ma alla fine si era convinta ad accettare l’incarico. La settimana precedente aveva deciso cosa trattare durante la sua lezione e, soprattutto, aveva steso i punti principali che avrebbe dovuto trattare dinanzi e insieme ai nuovi allievi. Mentre Shireen stava scendendo le scale un lieve livello di ansia la assalì. All’improvviso pensò che sicuramente avrebbe dovuto relazionarsi con persone molto più grandi di lei: l’avrebbero presa sul serio o l’avrebbero definita come una poppante ai primi intrugli? Inspirando ed espirando lentamente, mentre cercava di trovare la calma, la Firewet giunse in un lungo corridoio dal pavimento in pietra e, nella parete bianca di destra, era presente una porta in legno di nocciolo. La giovane donna portò i suoi occhi smeraldini sull’uscio: sopra di esso vi era una piccola nota che indicava che quella fosse l’Aula Paracelsus e che in quel luogo si sarebbe tenuto, proprio da lei, il Master in Pozioni.



    La giovane Professoressa, dopo aver effettuato un profondo respiro, pose la mano destra al di sopra della maniglia in ottone e, dopo averla girata, aprì la porta dell’Aula. Shireen, vestita con un’ordinaria e semplice camicia azzurra e un paio di pantaloni neri, entrò nel locale e la sua attenzione venne soprattutto attirata dal profondo silenzio che vi regnava. Il suo sguardo si spostò immediatamente sui banconi in lucido marmo grigio e notò che alcuni dei loro occupanti, come aveva già ipotizzato, erano molto più anziani di lei. In seconda fila e in terza fila, invece, vi erano una strega e un mago che sembravano essere suoi coetanei. Dopo un breve scambio di sguardi tra allievi e insegnante, quest’ultima decise di prendere la parola:

    ”Buon pomeriggio a tutti. Mi presento: sono la Professoressa di Pozioni della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts e quest’oggi sono qui per svolgere insieme a voi il Master in Pozioni. Concedetemi ancora un minuto, dopodiché inizieremo la lezione.”

    Shireen diede le spalle alla sua classe e si diresse verso la cattedra in legno che si trovava alla sua destra. Adagiò su quest’ultima la sua borsa dalla quale, velocemente, estrasse la pergamena su cui erano stati formulati gli argomenti che avrebbe dovuto trattare in quel particolare corso. Compiuta quest’operazione, portò la mano destra sul suo fianco destro ed estrasse la sua bacchetta in palissandro che si trovava nella fondina. Con un rapido movimento del polso, la Firewet fece apparire sul suo bancone tutti gli ingredienti che sarebbero stati utili per la Pozione che aveva deciso di trattare in quella giornata. Dopo aver riposto il catalizzatore magico sul banco di legno, la Professoressa si rivolse nuovamente verso la classe portandosi alla sinistra degli ingredienti e si appoggiò, come faceva nell’Aula di Pozioni a Hogwarts, alla cattedra. Notando che i partecipanti erano tutti sull’attenti, riprese a parlare:

    ”Bene, possiamo iniziare. Secondo voi, guardando questi ingredienti, quale pozione tratteremo?”

    Gli occhi degli allievi si concentrarono sui vari elementi deposti sulla cattedra e, per qualche secondo, la stanza fu avvolta da un silenzio irreale. La neo-insegnante doveva ammettere che relazionarsi con persone più grandi era diverso dagli adolescenti di Hogwarts: questi ultimi, in quel particolare frangente, avrebbero incantato piccoli uccelli di carta per farli volare sulle loro teste o avrebbero fatto cadere reagenti inappropriati all’interno di altrui calderoni.

    ”Probabilmente prepareremo la Pozione di Mandragola.”

    Affermò, all’improvviso, una strega dalla faccia paffuta e contornata da biondi capelli mossi. Shireen rivolse alla donna un lieve sorriso e un cenno in senso positivo. Aveva pensato a lungo, dopo che le era stato affidato quell’incarico, cosa proporre alla classe: la giovane aveva scelto quella Pozione in quanto era un preparato legale, di livello avanzato e, soprattutto, non era stata ancora sviluppata durante i precedenti Master.

    ”Eccellente, se fossimo a Hogwarts le conferirei cinque punti per la sua Casata.
    In primis dobbiamo affrontare questa Pozione da un punto di vista teorico e possiamo delinearne immediatamente l’effetto ossia quello di rianimare chiunque sia stato pietrificato dopo, tramite contatto indiretto, aver incontrato lo sguardo di un Basilisco. Alcuni di questi casi si sono registrati a Hogwarts ma, grazie a Merlino, si sono registrate pochissime vittime.”


    La neo-Professoressa si fermò alcuni secondi per consentire ai particolari allievi di quel giorno di prendere appunti. Quando terminò la frase i suoi pensieri non poterono che andare alla malinconica Mirtilla Malcontenta, uno dei tanti fantasmi di Hogwarts, passata a quell’effimera esistenza dopo che aveva incontrato direttamente gli occhi di un Basilisco. In quell’istante lo sguardo della Firewet, invece, venne attirato da una mano in seconda fila che si era levata. L’arto apparteneva a un mago che sembrava essere appena uscito da Hogwarts, proprio come lei. Con un lieve cenno del capo concesse all’uomo di parlare.

    "Avrei una domanda. Secondo la catalogazione di Hector Stuff questa Pozione come può essere classificata?”

    Shireen apprezzò la domanda del suo coetaneo in quanto quello sarebbe stato il prossimo punto che avrebbe trattato. Stava per aprire la bocca quando una voce, lievemente stridula e proveniente dall’ultima fila, la precedette:

    "Ovviamente si tratta di una pozione guaritrice."

    Disse un mago dal collo taurino e dalla testa calva. L’insegnate scrollò lievemente la testa in senso negativo e si precipitò a spiegare il suo segno di diniego:

    Mi dispiace contraddirla ma la Pozione di Mandragola deve essere catalogata come un Antidoto. Sembrerà sicuramente strano in quanto questa categoria, come sappiamo tutti, è rappresentata da quelle Pozioni usate per neutralizzare gli effetti di un Veleno. Da studi effettuati su persone pietrificate è risultato che nel loro corpo circola una sostanza, molto simile al veleno del Basilisco stesso, che va a incidere sul sistema nervoso umano e provoca la completa pietrificazione. Il composto, dunque, è da intendersi come un Antidoto. È da intendersi, invece, Pozione Guaritrice il noto Elisir di Mandragola che ha effetti decisamente diversi e più blandi rispetto alla Pozione di Mandragola: spero che nessuno si fosse confuso tra i due preparati.”

    L’insegnante, concludendo la sua frase, cercò di evitare di incrociare lo sguardo dell’uomo che aveva parlato poco prima. Concentrò, dunque, la sua attenzione sul foglio posato sulla cattedra che le suggeriva di iniziare a trattare gli ingredienti indicatii per preparare il composto. Con la mano destra, nel frattempo, afferrò la sua Panterei e con un movimento deciso del polso ordinò a un piccolo gessetto di trascrivere gli ingredienti e la ricetta della Pozione sulle due grandi lavagne che erano alle sue spalle. In poco tempo la prima lastra di ardesia fu completata:


    Shireen, tenendo sempre il catalizzatore magico nella destra, riprese con disinvoltura la parola: doveva ammettere che quell’incarico che aveva assunto da poco la appassionava oltre ogni misura.

    ”Vorrei che concentraste la vostra attenzione sulla lavagna in quanto diremo qualcosa sugli ingredienti che compongono la Pozione di Mandragola. Dobbiamo, appunto, partire dall’elemento base ossia le radici di Mandragola.”

    La Professoressa, notando che il gessetto aveva terminato di trascrivere anche la composizione della Pozione, adagiò nuovamente la bacchetta sulla cattedra e si sporse lievemente sul lato sinistro per afferrare un barattolo in vetro. All’interno di quest’ultimo vi era una sorta di poltiglia di colore giallo pastello e la giovane si affrettò a spiegare che cosa fosse:

    ”Per preparare la Pozione di quest’oggi utilizzerete queste radici di Mandragola già bollite e sminuzzate con un coltello di argento. Ho già compiuto questa operazione in quanto non potevo chiedere al Ministero di svolgere il Master in una notte di luna piena e, inoltre, non credo che ci sarebbero stati molti partecipanti.”

    Molti allievi fecero un segno positivo con la testa e sul volto diafano della Firewet si affacciò un lieve sorriso di comprensione.

    "Ovviamente saprete tutti cosa sia una Mandragola ma credo che ripetita iuvant. Quindi si può dire che sia una pianta magica di media grandezza, che presenta un tronco nodoso e abbastanza paffuto, di colore marrone, sormontato da quattro o cinque foglie di colore verde scuro. Se è estratta dal vaso, si nota che le sue radici hanno l'aspetto di un neonato dalla pelle grinzosa, piene di rigonfiamenti e chiazze di colore marrone-verdastro, dal cui capo partono dei brevi rametti e le foglie. Quando viene estratta dal vaso bisogna prendere alcune vitali precauzioni: le radici adulte della Mandragola, infatti, possono portare verso la morte chiunque ascolti il loro pianto e quelle giovani possono portare il mago o la strega a perdere i sensi per diverso tempo. Inoltre, queste piante, se disturbate, diventano piuttosto mordaci e non è insolito che mordano chi le maneggia. Per tutte queste ragioni, se si deve avere a che fare con una Mandragola, si devono sempre indossare paraorecchie e guanti protettivi. La Mandragola ha, dunque, molte proprietà magiche ed è uno degli ingredienti più diffusi contro molti effetti di incantesimi, trasfigurazioni e, appunto, pietrificazioni. È da sottolineare che il principio attivo è contenuto esclusivamente nelle radici quindi è per questo motivo che in quasi tutte le pozioni vengano utilizzate queste componenti subaeree della pianta.”

    Shireen si fermò per qualche secondo per consentire ai partecipanti del Master di prendere appunti o per esporre qualche loro dubbio. Ma all’interno dell’Aula Paracelsus non volava neppure una mosca crisopa e l’attenzione dei maghi era completamente incanalata su di lei. La giovane insegnante depose il barattolo sulla scrivania e afferrò una scatolina in legno e una piccola ampolla in vetro. Con la mancina aprì la piccola scatola e fece vedere il suo contenuto alla classe: all'interno di essa vi erano delle piccole pietre lievemente schiacciate di colore nero.

    ”Qualcuno può parlare in modo esaustivo di questi?”

    Domandò con fare cortese la Professoressa. Non era una domanda difficile e gli studiosi dell’arte pozionistica doveva sicuramente sapere di cosa si trattava. Una strega dall’aspetto ordinario alzò la mano sinistra e iniziò la sua esposizione:

    ”Si tratta di Bezoar o Antidoti Universali. Il nome Bezoar deriva dal persiano padzahr che si traduce in 'antidoto' e zahr ossia 'veleno'. La parola persiana si trasformò, tramite il latino medioevale, nel conosciuto termine odierno. Il Bezoar è una pietra magica piuttosto rara, simile a un rene raggrinzito, che si trova dentro la pancia delle capre. Rappresenta l’ingrediente principale di molti antidoti e, per la sua efficacia contro i veleni mortali e rari, viene appunto considerato l’antidoto universale per eccellenza.”

    La Firewet si ritenne soddisfatta delle parole della donna e, quindi, si rivolse alla classe portandosi avanti con gli altri ingredienti, esibendo una piccola ampolla contenente un liquido giallo-verde:

    "Spiegazione perfetta, spero che tutti mi avreste risposto in questo modo. Dentro l’ampolla nella mia mano sinistra, invece, vi è della bile di Armadillo. Questo mammifero presenta un corpo tozzo con una parte rinforzata sulla schiena, formata da placche ossee ricoperte da uno strato corneo, utilizzate come difesa dai predatori, e una parte più molle nel ventre; la coda è a forma di lungo cono, le zampe sono robuste e corte e provviste di cinque dita artigliate sulle zampe posteriori e da tre a cinque dita con artigli sulle zampe anteriori. Il muso è di forma allungata, con grandi orecchie e piccoli occhi neri. La bile o fiele viene secreta dal fegato dell’animale e viene utilizzata anche in altre preparazioni come, ad esempio, quella della Pozione Aguzzaingegno. La bile dell’Armadillo sembra avere un lieve effetto corrosivo quindi, quando la userete, vi pregherei di utilizzare i guanti di pelle di drago di cui sarete sicuramente dotati.”

    Durante l’esecuzione della Pozione avrebbe sicuramente ricordato quel particolare in quanto non voleva provocare alcun danno a quelle persone anche se, comunque, non erano di certo studenti alle prime armi. La strega posò ordinatamente i due ingredienti che aveva mostrato alla classe e ne prelevò altri due. Il primo era racchiuso in una piccola fiala e il secondo era all’interno di un’ampolla blu.

    ”All’interno di questa fiala vi sono dei crini di Unicorno ma le loro esatte proprietà nelle Pozioni sono sconosciute. Questi sono classificati come Beni Non Commerciabili di classe A dall'Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche, ossia soggetti a severi controlli da parte del Ministero della Magia che ne ha concesso per quest’oggi una dose sufficiente.
    Nell’ampolla blu, invece, vi è un distillato di Elleboro, una pianta altamente velenosa. Ha grandi foglie basali, dal colore verde scuro, divise in nove o undici segmenti, rigide, palmate e caduche. All’apice dei rami si apre un grazioso fiore inodore di colore variabile secondo la specie; i petali sono ovali, gli stami numerosi, appariscenti e carnosi."


    Il veloce rumore delle piume contro le pergamene le ricordò di fermarsi per qualche secondo: non poteva pretendere che le persone presenti nella classe scrivessero alla velocità di un Fuoco Forsennato Weasley. Nel silenzio generale depose gli ingredienti su cui aveva appena discusso e afferrò gli ultimi due. Prima che iniziasse la loro spiegazione, però, una voce tonante ruppe la tranquillità del locale.

    "Mi scusi, ma perché non si potrebbe utilizzare della polvere di Elleboro anziché il distillato?"

    La domanda venne posta da un uomo dal lungo naso e da capelli neri raccolti in una coda. Shireen apprezzava il fatto che tutti i presenti partecipassero attivamente alla sua lezione; a Hogwarts, invece, durante alcune particolari giornate sembrava che tutti i suoi studenti avessero assunto una Pozione Soporifera.

    ”Sono lieta che mi abbia posto questa domanda e le rispondo subito: è decisamente consigliato utilizzare il distillato di Elleboro in quanto si è certi che non vi siano residui della componente velenosa della pianta. Nella polvere, invece, possono essere presenti alcune percentuali della tossina che potrebbero reagire in modo pericoloso con gli altri ingredienti.”

    La Firewet articolò la sua risposta con fare attento e sperava che fosse abbastanza soddisfacente per il suo pubblico. Il mago si affrettò a trascrivere qualcosa sulla pergamena posta dinanzi a lui e riportò la sua attenzione sulla Professoressa che, nel frattempo, stava mostrando alla classe gli ultimi due ingredienti.

    ”Ancora qualche minuto e poi potrete cimentarvi nell’abile arte delle Pozioni. In questo barattolo sono contenuti alcuni dei reagenti più utilizzati nei nostri laboratori: si tratta di Lumache Cornute. Questi viscidi Gastropodi sono diffusi in tutto il mondo e sono, dunque, di facile reperibilità. Bisogna specificare che ogni loro funzione, positiva o negativa che sia, è data dall’influsso degli altri ingredienti. In genere vengono sminuzzate, tritate o tagliate e prese delle parti come il guscio o le corna: nel nostro caso useremo appunto quest’ultime.
    In questa fiala, invece, è contenuta polvere di Pietra di Luna, una pietra preziosa del mondo magico. La compagnia di estrazione Misàrt, principale fornitrice di questo materiale, ha estratto il cristallo in diversi colori in varie parti del mondo ma quella più usata in ambito pozionistico ha un colore compreso tra il bianco e il giallo e sembra trovarsi principalmente in Francia. È una componente abbastanza rara e quindi ne useremo pochi granelli che consentiranno di aumentare la velocità di reazione tra gli altri ingredienti che verranno usati.”


    L’insegnante trasse un sospiro di sollievo: la parte teorica era terminata e la giovane si ritenne estremamente soddisfatta da come si svolse. Shireen si staccò dalla cattedra e si portò in piedi dopo aver riposto ordinatamente gli ultimi due ingredienti al fianco degli altri. Con braccia conserte, dunque, si rivolse all’attenta classe del suo Master:

    ”Bene, la parte teoria è finita quindi direi che potete tirare fuori i ferri del mestiere e iniziare la vostra Pozione di Mandragola! Ovviamente la Pozione, una volta eseguita, dovrebbe avere un tempo di fermentazione pari a tre mesi quindi valuterò le vostre composizioni prima dell’ultimo passaggio finale. Per superare il Master, dunque, dovrete arrivare a un risultato quanto meno accettabile ma sono sicura che riuscirete a fare molto di più. La ricetta è riportata sulla seconda lavagna alle mie spalle mentre gli ingredienti sono sulla cattedra e vi pregherei di venirli a prendere in modo ordinato. Quando volete potete iniziare: direi che avete un’ora di tempo.”


    1. Riscaldare il calderone a fiamma viva per un minuto;
    2. Versare 9 misurini di radici di Mandragola già preparate;
    3. Inserire 6 gocce di bile di Armadillo e aspettare che il composto assuma un colore rossastro;
    4. A fiamma spenta aggiungere 1 Bezoar;
    5. Bagnare 1 crine di Unicorno con 3 gocce di distillato di Elleboro al di sopra del calderone. Conclusa l’operazione gettarlo all’interno di quest’ultimo;
    6. Tagliare e aggiungere le corna di 3 Lumache Cornute;
    7. Accendere una fiamma bassa al di sotto del calderone;
    8. Aggiungere 2 misurini di polvere di Pietra di Luna e mescolare tre volte in senso orario e tre volte in senso antiorario;
    9. Lasciare bollire per dieci minuti al termine dei quali la Pozione dovrebbe assumere un tenue verde.

    Appena concluse il suo discorso all’interno dell’Aula Paracelsus si scatenò il finimondo. I maghi sbatterono con violenza alcuni degli strumenti forniti dal Ministero sui banconi mentre le streghe si accalcarono per riuscire ad afferrare il Bezoar più bello. Shireen era abbastanza sconcertata: per Merlino, erano adulti e se praticavano, inoltre, l’arte delle Pozioni avrebbero dovuto sapere che svolgere ogni passaggio in modo ordinato era essenziale. In alcuni secondi, però, tutto sembrò tornare alla calma. La giovane insegnante, mantenendo le braccia conserte sul petto, iniziò a spostarsi tra le due fila dei grandi banconi per impartire alcuni consigli.

    ”Vi ricordo di indossare i guanti quando maneggerete sia la bile di Armadillo sia il distillato di Elleboro.”

    Durante il suo secondo anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts era riuscita a rovesciare una boccetta contenente proprio la sostanza prodotta dall’animale sui fogli dei suoi appunti. In un istante le pergamene si corrosero e la studentessa dovette chiedere le informazioni sulla Pozione Aguzzaingegno a una sua Concasata.

    ”Mentre aspettate che la Pozione assuma un colore rosso vi consiglio di iniziare a tagliare le corna di Lumache Cornute. Cercate di utilizzare quelle che abbiano una dimensione simile e, inoltre, sarebbe auspicabile utilizzare quelle che risultano più viscide al tatto.”

    Quelle erano nozioni che un pozionista avrebbe dovuto sicuramente sapere ma la Firewet voleva aiutare i partecipanti a quel corso. Le sarebbe dispiaciuto molto se un mago o una strega non avesse portato a termine il suo Master per un particolare che aveva deciso di non svelare. Passando accanto a una donna poté notare che quest’ultima aveva qualche problema nel bagnare il crine di Unicorno con il distillato di Elleboro. Shireen si portò nuovamente dinanzi alla cattedra e rivolta a tutta la classe alzò lievemente la voce per farsi sentire:

    "Per il passaggio cinque vi invito a tenere con una pinza il crine di Unicorno al di sopra del calderone; quindi, con estrema calma, versate le tre gocce di distillato al di sopra del filo argenteo. Sarebbe consigliabile bagnare il centro del crine ma non vi è alcun problema se si inumidiscono le estremità.”

    La Firewet riprese a gironzolare lieta tra i banconi notando che molti allievi di quella giornata possedevano un’ottima manualità. La seconda parte della realizzazione della Pozione di Mandragola era abbastanza semplice ma molti maghi sembrano guardare il composto con un misto di ansia e di speranza in attesa che tramutasse in un colore tendente al verde chiaro mentre la stanza si riempiva di un odore lievemente rancido. Come indicava l’orologio al di sopra della porta dell’Aula Paracelsus mancavano pochissimi secondi al termine della lezione. La giovane Professoressa, dunque, si limitò a impartire le ultime consegne.

    ”Purtroppo il Master di quest’oggi è finito e devo congratularmi con ognuno di voi per aver realizzato una vasta parte di questa Pozione. Vi pregherei di spegnere il fuoco al di sotto dei vostri calderoni, di lasciare le Pozioni al loro interno e di scrivere il vostro nome nella postazione che avete utilizzato. Analizzerò subito i vostri preparati ed entro pochissimi giorni vi invierò i risultati del vostro Master. Vi ringrazio per la partecipazione e vi auguro una buona continuazione.”

    I maghi e le streghe seguirono le sue indicazioni e, dopo aver spento i calderoni, iniziarono a defluire all’esterno dell’Aula Paracelsus. Shireen ricambiò i saluti di tutti e, una volta che il locale fu deserto, chiuse la porta. L’insegnate, per svolgere il suo lavoro di analisi delle Pozioni con la relativa valutazione, aveva bisogno di tutta la concentrazione possibile e il minor numero di distrazioni.

    Citazione:
    Compiti:


    1. Descrivi in formato GdR la preparazione della Pozione di Mandragola durante la lezione che hai appena seguito. Sarà la Professoressa a determinare la buona riuscita o meno. (10 punti)

    2. Svolgi una ricerca dettagliata su due dei seguenti ingredienti: Bezoar, crine di Unicorno, Elleboro o Lumache Cornute. È consigliabile indicare il motivo per cui sono di notevole importanza nelle preparazione della Pozione di Mandragola. (8 punti)

    3. Delinea le caratteristiche dell’Elisir di Mandragola ed elenca le principali somiglianze e differenze con la Pozione di Mandragola. (7 punti)

    Scegli una delle seguenti domande:

    4A. Esegui una ricerca su chi avrebbe composto per primo la Pozione di Mandragola e la situazione che lo avrebbe portato a tale invenzione. La tua scelta può ricadere su un personaggio esistito nel passato o di completa invenzione. (10 punti)

    4B. Sei un reporter del magazine “Pietre Parlanti” e hai l’opportunità di incontrare il fondatore della compagnia di estrazione Misàrt. Descrivi (inventando ma rimanendo fedele al mondo di Harry Potter), per gli appassionati di questa rivista, le diverse tipologie e proprietà di Pietra di Luna esistenti. (10 punti)

    4C. Sei un esperto Pozionista che preferisce andare alla ricerca dei propri ingredienti in natura. Descrivi in formato GdR (scegliendo il luogo e il motivo che preferisci) la raccolta di alcune Lumache Cornute e alcune foglie e fiori di Elleboro. (10 punti)



    Gli elaborati dovranno essere consegnati entro e non oltre le 23.59 del 25 di ogni mese nell'apposito Modulo dei Master.
    Per superare la prova dovrete ottenere un minimo di 18 punti su 35.
    In caso di dubbi, difficoltà o qualsiasi tipo di richiesta, non esitate a inviarmi un Gufo.




    Ultima modifica di Charlotte_Mills oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale