Famiglia Smith
Famiglia Smith


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Percy_Smith




    Ultima modifica di Stefano_Draems oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Percy_Smith

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 10
    Galeoni: 231
        Percy_Smith
    Serpeverde
       
       

    [ Londra - Camden Town - Villa Smith]


    *La Villa di Percy quella sera era una meravigliosa casa che avrebbe ospitato le persone più importanti del Mondo Magico, di Hogwarts e di Hogsmeade.
    Gli invitati erano un bel po', solo i migliori erano stati scelti da Percy: @Lavinia_Grent, @Claire_Biovero, @Charlotte_Mills, @Gabriel_Master, @Dragonis_Witch, @Alexander_Morgenstern, @Dubhe_Dolohov,@Achilles_Davids, @Jane_Casterwill, @Marcus_Largh, @Stefano_Draems, @Sibilla_Strangedreams, queste dodici persone erano state invitate da Percy tramite una lettera che egli stesso ha scritto e l'ha fatta mandare nelle loro case.
    Quella serata sarebbe stata una delle migliori che Percy avrebbe mai trascorso, la casa era luccicante, la piscina era pulita, tutto sbrilluccicava e odorava di pulito.*













    Adesso mancano solo le persone, speriamo che vengano tutte

    *Il diciassettenne entrò un attimo in casa per cambiarsi e mettere il suo vestito elegante, lasciò il compito di stare davanti al cancello l'elfo domestico di casa Worky, era sicuro che se sarebbero venuti in quel momento Worky sarebbe stato all 100% capace di accoglierli.
    Percy salito in camera sua si vestì in modo davvero elegante e adatto alla serata importante.*



    *Vestitosi corse subito davanti al cancello aspettando gli invitati.*



    O.T.
    POTETE INIZIARE A POSTARE DA ADESSO Very Happy


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 260498
       
       

    [HOGSMEADE - CASA MILLS]

    *Qualche giorno prima Charlotte aveva ricevuto una lettera via gufo, all'inizio non aveva riconosciuto subito la calligrafia.
    Capì chi era il mittente solo quando lesse la firma alla fine della pergamena giallastra: Percy Smith, che organizzava una cena a casa sua.
    Char, così la chiamavano gli amici, non aveva subito accettato, ma dopo averci pensato su bene decise di partecipare. Era da un po' che cercava di evitare le feste mondane, preferiva passare il suo tempo tra Hogwarts e casa sua, ma quella volta si trattava di Percy e lui non era un semplice studente e Serpeverde... Lui era suo cugino.
    Da poco avevano scoperto quella parentela e da allora, nonostante quello non avevano chiacchierato molto dati i suoi impegni come professoressa, forse quella era l'occasione giusta.
    Dopo aver informato Milo, il vecchio Elfo Domestico che per quella sera si sarebbe occupato del piccolo Kyle, per un tempo abbastanza breve, poche ore. Proprio quelle ore che sarebbero bastate per la cena a casa di Percy.
    Indossando così un abito semplice, di colore bianco, ma allo stesso tempo elegante per l'occasione, si smaterializzò da casa sua verso Londra.


    [LONDRA]

    *La smaterializzazione non era mai piacevole, ma con il passare del tempo si faceva abitudine alle sensazioni di mal di stomaco che si provavano ogni volta.
    Sistemandosi i capelli corvini, fece qualche passo verso la grande porta d0inggresso di quella villa. Charlotte era giàà stata li in precedenza, quando il diciassettenne, insieme ad Angie aveva dato un piccola festicciola per "inaugurare" quella loro casa. l'ex Serpeverde sorrise.
    Forse non era poi così diversa dal giovane Smith, anche lei in giovane età aveva lasciato il nido famigliare per crearne uno tutto suo, certo erano estremamente differenti ma entrambi avevano avuto il coraggio di cambiare.
    Piano piano che si avvicinava al cancello vie una figura, vestita di tutto punto, in piedi immobile: il padrone di casa si era messo in ghingheri per l'occasione, nonostante la sua chioma fosse sempre ribelle come ogni volta. Conosceva Percy da quando aveva iniziato a frequentare Hogwats e mai lo aveva visto così elegante, forse solo durante i Yule Ball organizzati a scuola.*

    Buonasera Percy.

    *Disse la ventisettenne salutando il ragazzino che da poco aveva scoperto essere duo parente.
    Char, così la chiamavano gli amici, non aveva mai frequentato la famiglia di sua madre, certo sapeva dell'esistenza di zie e zii ma lei non li aveva mai incontrati e proprio per quello non aveva mai conosciuto Percy come cugino di primo grado.
    Con un leggero sorriso la donna porse un pacchetto, tutto incartato che aveva comprato quel pomeriggio al negozio di dolci a Hogsmeade. Si trattava di un vassoio di zuccotti di zucca glassati super gustosi.*

    @Percy_Smith, @Lavinia_Grent, @Claire_Biovero, @Gabriel_Master, @Dragonis_Witch, @Alexander_Morgenstern, @Dubhe_Dolohov,@Achilles_Davids, @Jane_Casterwill, @Marcus_Largh, @Stefano_Draems, @Sibilla_Strangedreams,


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 435
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *Marcus, come molti altri (o almeno sperava) aveva ricevuto una lettera firmata da Percy Smith, un Serpeverde del suo stesso anno, che aveva organizzato una festicciola a casa sua.
    L'occasione gli era ignota, ma l'idea di svagarsi un po' lo allettava quindi, lasciata Hogwarts per dirigersi a Hogsmeade, dove si trovava casa sua, si vestì elegantemente e poi con una Passaporta si avviò verso Londra.
    Era davvero tanto tempo che non metteva piede in quella città. Durante le vacanze di Natale aveva passato il suo tempo nel suo covo personale a Hogsmeade.. Era circa un anno che non tornava nella capitale e gli faceva uno strano effetto.
    Quando atterrò in un piccolo parco, dove lo portava la Passaporta che aveva preso, per un attimo barcollò. Odiava le Passaporte, ma allo stesso modo odiava la Materializzazione. Aveva preso la patente per Smaterializzarsi, ma l'effetto era talmente forte su di lui che per un periodo aveva deciso di evitarlo.
    Il mezzo di trasporto che aveva preso lo aveva lasciato in un parco a poca distanza da Camden Town, luogo in cui si trovava la casa di Percy Smith.
    Non conosceva quel ragazzo, ci aveva chiacchierato di tanto in tanto, ma nulla più e proprio per quello era rimasto sorpreso del suo invito.
    Trovare la casa del Serpeverde non fu difficile: era davvero grande! Casa sua, in confronto, era solo un misero francobollo.
    Avvicinandosi al cancello d'ingresso si sentiva un po' imbranato dentro quel vestito che non aveva mai indossato... Almeno fino a quel momento.*

    Odio essere vestito come un pinguino.


    *Pensò il prefetto di Tassorosso sistemandosi la cravatta scura come il resto del vestito.
    Non amava vestirsi elegante, lui preferiva nettamente una semplice maglietta e un paio di Jeans casual, ma quando c'eera da vestirsi elegante lui lo faceva, anche se i salti di gioia non li faceva mai.
    Forse era come le donne: anche a loro piaceva vestirsi eleganti ma con le loro scarpe alte di certo non saltavano di gioia. Avere una Sorella gli dava una visione dell'universo femminile da un unto di vista privilegiato.
    Sorrise nel trovarsi difronte a Percy, poco più basso di lui.*

    Ciao Percy, grazie per l'invito!


    @Charlotte_Mills, @Percy_Smith,


  • Percy_Smith

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 10
    Galeoni: 231
        Percy_Smith
    Serpeverde
       
       

    *Mentre il diciassettenne attendeva l'arrivo degl'invitati, l'elfo domestico Worky stava già iniziando a cucinare ottimi pasti.
    Worky era l'elfo domestico di famiglia, ma non era come uno schiavo, Percy gli dava tutta la libertà che voleva, infatti tra i due vi era un rapporto forte, un legame fraterno.
    Da lontano Percy vide una figura apparire dal nulla, pian piano si avvicinava alla casa, ella era la cugina di Percy: Charlotte Mills, da poco avevano scoperto che i due avevano un legame familiare.
    La ventisettenne era vestita in modo elegante, con un vestito bianco appropriato per l'evento di quella sera.*

    Buonasera Percy.

    Buonasera professoressa. Benvenuta a Villa Smith.

    *Il diciassettenne non aveva ancora il coraggio di chiamarla per nome, dopo tutto non si conoscevano ancora bene, non hanno approfondito la loro storia.
    Con un leggero sorriso la donna porse un pacchetto, tutto incartato. Si trattava di un vassoio di zuccotti di zucca glassati super gustosi.*

    Grazie mille professoressa, non le dispiacerà se li offro a tutti, giusto_?

    *Il diciassettenne apprezzò ciò che la ex-serpeverde aveva portato. Percy invitò la donna ad entrare e gli mostrò delle poltrone dove si poteva accomodare.*

    Prego, si può sedere qui.
    Asha seyer satus kehys (Nagini chiamami a Worky)


    *Disse Percy nella lingua dei serpenti. Il Serpeverde ritornò di nuovo al cancello e sta volta vi era Marcus, prefetto dei Tassi che il diciassettenne non conosceva bene anche se erano coetanei.*

    Ciao Percy, grazie per l'invito!

    Ciao Marcus, di nulla, sei una delle persone più importanti di Hogwarts, meriti di essere qui questa sera

    *Disse il Serpeverde invitandolo ad entrare e a sedersi al momento vicino la professoressa di Arti Oscure. Percy e Char avevano molto di cui parlare, quindi quella sera quando sarebbero stati a tavola, urgeva che la Mills si doveva sedere affianco Percy.
    Dopo aver invitato Marcus a sedersi andò di nuovo davanti al cancello in attesa degl'altri invitati.*



    @Charlotte_Mills, @Marcus_Largh,


  • Achilles_Davids

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 789
       
       

    [SALA COMUNE DI SERPEVERDE]

    * Quella sera era diversa dalle altre per Achilles. Percy, suo collega ai Tre Manici di Scopa, lo aveva invitato a una festa a casa sua. Il ragazzo non aveva altri impegni per la serata, e decise di accettare. A quanto c'era scritto sulla pergamena era una serata piuttosto esclusiva, così decise di vestire elegante. Ma non voleva esagerare, così opto per una camicia con sopra una giacca, ma evitò di mettere la cravatta. *



    * Non poteva materializzarsi, non avendo l'età necessaria. Ricorse così al celebre Nottetempo, famoso per i suoi viaggi molto rapidi *

    [LONDRA]

    * Dopo un viaggio non troppo turbolento raggiunse l'indirizzo scritto sulla pergamena. Vide subito Percy, probabilmente in attesa di altri invitati *

    Buonasera Percy, spero di non essere in ritardo.



    @Percy_Smith,

  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    [Villa Morgenstern]


    Sembro un carciofo...

    *Quasi piagnucolò Alexander guardandosi allo specchio. C'era da capirlo: passare un anno intero fra t-shirts, tute e felponi per poi passare ai vestiti formali sarebbe stato un trauma un po' per chiunque. Se a questo si aggiungeva che il mago non aveva mai sopportato quel genere di vestiti... beh, andiamo avanti. Era lì, a specchiarsi con indosso scarpe e pantaloni eleganti, finendo di abbottonarsi la camicia. Erano proprio quelli i momenti nei quali la sua mente viaggiava, anzi volava di quei tempi. Volava su rapide onde, volava per vasti cieli azzurri. Azzurri come i suoi occhi. Si morse il labbro inferiore fino a farsi male, fermandosi e scuotendo il capo con un sorrisino: non ce l'avrebbe mai potuta fare. Era un chiodo piantato nella sua anima, altro che mente e cuore. Quelli era certo che li aveva lasciati li con lei da un bel po'. Afferrò la cravatta adagiata sul letto quasi con improvviso sconforto: gli sarebbe piaciuto tantissimo ci fosse stata anche lei quella sera. Per dirlo in modo noioso e mentire orribilmente "avrebbe avuto qualcuno con cui parlare". Porci i folletti quanto gli sarebbe piaciuto vedere lì Dubhe. Infondo, Alex non aveva la minima idea di chi fossero gli invitati. Di certo qualcuno di estremamente importante come qualche professore di Hogwarts, forse persino la preside, magari anche il Ministro della magia in persona. Aaaaah, stava odiando tantissimo Percy. Perché cavolo non metteva mai su feste a tema casual? Alex non voleva andare lì con indosso solo i boxer, ma per l'amor di Merlino, perché ogni volta vestito da becchino?? Non poteva essere qualcosa del tipo "goodbye costrizione, benvenuta comodità?"*

    "Per l'amor di Rowena, sembro una pubblicità d'assorbenti."

    *Era abbastanza certo che i "Tampaxander" non avrebbero fatto tanta strada, no. Ah, se solo avesse trovato lì Dubhe avrebbero potuto scherzare in mille e più modi! Che poi loro erano così, strani e così dannatamente simili su molte cose che, assieme, avrebbero fatto di qualsiasi festa la loro festa. Sarebbe davvero complicato da spiegare, sul serio, ma assieme quei due erano una vera e propria forza della natura. Certo, distruttiva, ma pur sempre della natura! Avrebbero cominciato a punzecchiarsi per poi scoppiare a ridere come imbecilli, magari avrebbe cominciato Alexander con critiche sul vestito elegante di lei alla "come ci si sente ad avere indosso l'ultimo vestito che porterai?" e Dubhe, ovviamente, non avrebbe trattenuto uno stizzitissimo "dovrei chiederlo io a te, ma solo dopo averti informato che siamo a giugno e non ad ottobre, sottospecie di pinguino mannaro". Dannazione, lei doveva esserci. Fu annodandosi la cravatta e mettendo la bacchetta nella tasca interna della giacca che il ragazzo, sospirando all'immagine di sé riflessa nello specchio, si smaterializzò.*


    [Villa Smith]


    *Fu con un sonoro "crack" che il mago comparve di fronte la porta della villa, posando una mano sul pomello e sbirciandoci dentro, prima di dire a quelli che erano i già tanti presenti:*



    Buonasera a tutti.

    *Per la miseria, quella sera Percy aveva superato sé stesso. La sua villa, di solito già splendida, adesso era un vero e proprio gioiello, senz'altro degna d'ospitare la creme de la creme della società magica. Ed Alex? Eccolo, era lì, e avrebbe passato la serata come in tutte le altre feste: stando per conto suo per salutare più tardi il proprietario di casa, magari lasciandogli un hashtag di fuoco sul prato. No, un bel "#ioc'ero" era troppo babbano per essere capito in quel mondo. Ebbene si, la festa cominciava.*

    @Lavinia_Grent, @Claire_Biovero, @Charlotte_Mills, @Gabriel_Master, @Dragonis_Witch, @Percy_Smith, @Dubhe_Dolohov,@Achilles_Davids, @Jane_Casterwill, @Marcus_Largh, @Stefano_Draems,


  • Dragonis_Witch

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 4997
       
       

    *Dragonis stava camminando lungo la strada, pochi giorni prima aveva ricevuto un invito per una cena nella villa di @Percy_Smith, non sapeva chi ci sarebbe stato oltre a lei però non voleva tardare assolutamente, aveva scelto un abito elegante di colore nero e si era truccata il viso non in modo troppo pesante*



    *Aveva deciso di non usare la materializzazione perché, anche se era nuvoloso, camminare non faceva mai male anche se forse avrebbe dovuto scegliere delle scarpe più comode, ma non succedeva tutti i giorni di essere invitati ad una festa esclusiva*

    Wow che bella villa, non ci sono mai stata, ma è meglio non rimanere qui altrimenti mi daranno per dispersa

    *Quando il suo pensiero si dissolse decise di suonare al campanello della villa e dopo poco la porta le venne aperta ed entrò salutando tutti i presenti*

    Ciao @Percy_Smith, grazie per avermi invitato

    *Poi notò che tra gli invitati era presente anche @Marcus_Largh, così lo salutò con molta gioia*

    Ehi Ciao Marc, anche tu qui? Che bello

    *E alla fine notò che anche @Charlotte_Mills, era lì con loro e la salutò con il suo solito sorriso*

    Buonasera Charlotte e il piccolo come sta? E' un po' di tempo che non lo vedo

    Ma proprio quando lei iniziava a salutare tutti i presenti sentì una voce che le sembrava familiare, si voltò appena e notò che era entrato anche @Alexander_Morgenstern, non lo vedeva da tempo ed era cambiato dall'ultima volta che si erano visti*



    Ultima modifica di Dragonis_Witch oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Dubhe_Dolov

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 757
        Dubhe_Dolov
    Corvonero
       
       

    {Hogwarts - Dormitorio Corvonero, 19.00}

    *Alexander e Dubhe ormai si vedevano non appena ne avevano l'opportunità: non c'era momento nel quale non l'avesse voluto accanto, eppure lui si allontanava certamente da lei, per quanto la Corvonero sapesse che in verità era pronto a tornare da lei con celerità al suo minimo segnale. Era una cosa nuova, per lei, riaverlo accanto, eppure non poteva certo dire di non pensarla cosa piacevole. Tutt'altro. E per quanto sapesse di star per combinare un gran casino, o di averlo già combinato - dipendeva dal grado di pessimismo con il quale si decideva di guardare la cosa - al momento non le importava: godersi ogni istante con lui era sicuramente una delle cose più belle che la vita le avesse concesso di poter fare. E, diamine, si sentiva come una ragazzina alle prime armi ogni volta che pensava a lui e aveva i sintomi tipici di una cotta: le guance rosee, gli occhi luminosi così come il viso in sé, le gambe molli e la risatina nervosa. Si sentiva proprio una scema, quando si ritrovava a pensare a lui, cosa che poi ultimamente capitava più spesso di quanto volesse ammettere. Dubhe, da sempre sulle sue, aveva avuto due grandi amori: Alexander, prima, e Benjamin poi. Ora, a pensare al suo secondo dolce amore, il Serpeverde con il quale aveva condiviso parte della sua vita, sospirava dispiaciuta. Non tanto per com'erano finite le cose: nonostante si fossero lasciati, avevano capito che comunque il bene che si volevano non era finito, ma solamente cambiato. Sospirava dispiaciuta più che altro per quella loro - o meglio, sua per essere più sinceri con sé stessi - mancanza di voglia di far funzionare le cose. Sul momento aveva creduto di aver fatto qualsiasi cosa per far durare le loro relazione, ed ora che ci pensava meglio, e con la mente più lucida, si rendeva conto di come invece avrebbe potuto ma non aveva mai fatto. Con Alexander.. beh, le era difficile pensare al passato senza venir catapultata nel presente.
    Presente, come quel momento, nel quale rischiava di andare fuori di testa se non fosse riuscita a prepararsi in orario. Non voleva farsi aspettare. Non voleva attendere un solo minuto ad incontrarlo, quel giorno: Percy Smith, un Serpeverde dell'ultimo anno, aveva invitato sia lei che Alexander a casa sua, a cenare in compagnia di altre figure del Mondo Magico. E, dannazione, lui c'era! Glie l'aveva detto Percy attraverso il gufo, e Dubhe si era sciolta in un sorriso e aveva annuito tra sé e sé vigorosamente, prima di riprendere a scrivere con più foga quel 'sì vengo!'. fingendo di non essersi completamente liquefatta al suolo. Non aveva idea se Alex sapesse che anche lei ci sarebbe stata, e sinceramente la cosa la intimoriva un poco - per il semplice fatto che lui non avesse mai accennato alla festa, magari per non ritrovarsi mai davanti i suoi occhi speranzosi che sembravano intimargli 'INVITAMI, SU!'. Per quanto sarebbe stato tra amici, lei avrebbe anche potuto fingere per un istante che glie l'avesse chiesto per.. per qualcosa di più. Ma non gli aveva chiesto nulla, ecco, quindi non poteva neppure fingere che ci fosse un "qualcosa di più". Sbuffò tra sé e sé, guardandosi allo specchio, cercando di capire se sarebbe potuto andare bene il vestito che aveva addosso. Sbuffò nuovamente, prima di prenderne un altro. Era dannatamente incerta su cosa mettere e a dire la verità ormai di rado le capitava una cosa del genere! Eppure, sapere che c'era anche Alexander la metteva in ansia. Così si era cambiata e ricambiata centinaia di volte, optando per diversi tipi di vestiti, taluni improponibili, mentre altri che le calzavano a pennello, senza essere contenta di nessuno. Fino a quando, quasi in orario ma in verità pronta a ritardare, aveva accennato un piccolo sorriso guardando il vestito che indossava, e aveva deciso che sì, infondo quello non le stava poi così male. Indossate delle semplici scarpe nere con il tacco, aveva fatto le scale a due a due, pur di arrivare in orario, e rischiando pure di spezzarsi l'osso del collo, ma alla fine era arrivata fuori dal confine di Hogwarts con un sorriso, e attraverso il camino dei Tre Manici si era smaterializzata a Londra*

    {Londra, Cadmen Town - Villa Smith, 20.00}
    ‘Hai proprio un cuore di pietra.’ gli dico e sbuffo.
    Lui prende la mia mano e se la mette sul petto.
    ‘Secondo te le pietre vanno così veloci?’



    *La casa di Percy Smith si presentò davanti a lei magnifica ed elegante, illuminata da calde luci gialle che donavano un'atmosfera piacevole al tutto. Sorrise leggermente tra sé e sé, prima di avvicinarsi alla porta - verso lui, il pensiero la fece sorridere teneramente - alla porta di casa Smith. Ad accoglierla un elfo domestico che aprì loro la porta, e poi poco più avanti la figura alta e slanciata di Percy. Non lo conosceva poi così bene, in verità, ma gli era sempre apparso carismatico e tranquillo, a differenza della maggior parte dei Serpeverde. Alla faccia che erano i verdi-argento ad essere sempre così irritanti: conosceva Corvonero molto peggio. Qualcuno in particolare?*

    Percy! Casa tua è meravigliosa, davvero. Grazie per avermi invitata

    *Lo salutò, senza sapere se dovere o meno allungarsi ad abbracciarlo o a baciarlo sulle guance. Certe regole del bon ton le sembravano così arcane. Preferì quindi entrare nella sua abitazione, cercando con gli occhi l'unica figura che realmente era in grado di farla sorridere, e che non le aveva mai fatto pensare a cosa avesse dovuto fare e cose no. Perché con lui c'erano solo le cose che voleva fare.
    Ed eccolo lì: raggiante e splendente a pochi passi da lei, che attendeva qualcosa - cosa? - poco lontano dall'ingresso con un leggero sorriso e gli occhi distanti, come se stesse pensando a qualcuno o a qualcosa. Sorrise tra sé e sé, prima di cercare di mettere su la faccia più stupita che era in grado di fare. E per quanto un sorriso sincero e genuino le avesse teso le labbra, non lo nascose, poiché sinceramente contenta di vederlo lì.*



    Morgenstern! Ommioddio, sei un'idiota, avresti dovuto dirmi che eri qui così almeno ci organizzavamo e..

    *Lo sguardo si posò sul suo viso, e poi scivolò sulle spalle fasciate da quella giacca blu scura che gli stava così bene e che.. oh dannazione. Avvampò immediatamente, e abbassò lo sguardo sulle mattonelle sotto di lei. Si sentì piccola e imperfetta, accanto a lui, confusa e insicura di sé stesa. Poi gli si avvicinò, lo prese per mano per un istante, sentendosi immediatamente più vicino a lui, e l'ultima cosa che sentì prima di percepire il suo cuore battere veloce sulle tempie e nella caccia toracica, furono i suoi difetti che scivolavano via dal suo corpo.
    Gli sorrise dolcemente, prima di allungare le braccia in un abbraccio appena imbarazzato: non amava dare grandi spettacoli davanti agli altri, preferiva gustare i suoi sentimenti con poche persone, e sicuramente il pubblico che applaudiva era l'ultima cosa che voleva. Così gli sfiorò per un istante le spalle, stringendosi a lui, ma subito si allontanò, quasi titubante.*

    Il blu ti donerebbe proprio, se non avessi quel viso così contrito come se ti avessero punto con uno spillo. Ti hanno punto con uno spillo, Morgenstern?

    *Chiese, accennando una provocazione che accentuò con le sopracciglia leggermente alzate. Poi si voltò, guardandosi intorno con un leggero sorriso, salutando con una mano alzata alcune delle persone lì presenti, e avvicinandosi a loro senza però risultare troppo invadente.*

    Professoressa Mills, è un piacere vederla qui sta sera.
    E ciao, Marcus, è da così tanto tempo che non ci vediamo!


    *Mormorò con un sorriso, guardandosi intorno affascinata da quel luogo così splendente e rilassante.*

    Charlotte_Mills, Percy_Smith, Alexander_Morgenstern, Macus_Largh,




    Ultima modifica di Dubhe_Dolov oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *A volte sapeva essere incredibilmente sgarbato. Insomma, non aveva davvero riguardo per chi gli stava attorno. Alex? Diavolo no, Percy! L'aveva fatto arrivare lì, conciato come il peggiore dei pinguini palestrati, e per cosa? Non trovare nemmeno una birra? Puah, odiava la società magica. E si, subito dopo aver abbracciato quello che considerava un fratellino gli avrebbe fatto una bella tirata d'orecchi. Solo perché gli andava? Si beh, forse, ma anche perché era colpa sua se aveva una cravatta al collo e nessuna bottiglia di birra fra le mani. Scacciò quel pensiero con un sospiro, mentre una voce familiare gli fece fare una capriola allo stomaco. "Morgenstern! Ommioddio, sei un'idiota, avresti dovuto dirmi che eri qui così almeno ci organizzavamo e.."*

    "Dannazione quanto sei bella...."

    *Dubhe Dolohov era entrata nel campo visivo d'un sorpreso ed ammaliato ex Corvonero che non si perse l'occasione di guardarla da capo a piedi, anche per più d'una volta, letteralmente a bocca aperta. Rabbrividì quasi, sentendo le dita di lei sfiorare le proprie, stringendola poi in un delicato e brevissimo abbraccio, prima di separarsi ancora da lei, sorridendole. Quella corvetta era sempre stata attraente, bellissima, con un viso angelico ed un paio d'occhi che davvero erano capaci di spiazzare chiunque, ma quella sera, con quel vestito nero e quelle scarpe... beh. Era dannatamente stupenda. Fu incontrando i suoi occhi che arrossì, violentemente, non dando nemmeno credito alle sue successive parole, forse nemmeno sentendole, guardandola voltarsi come per andare via. Fu un attimo. Fu il non pensarci. Fu l'istinto, ma la prese un istante per il polso, non facendola voltare ma unicamente trattenendola con tutta la delicatezza del mondo, avvicinandosi alle sue spalle e chinandosi verso il suo orecchio, sussurrandole con la consueta gentilezza ed un nuovo, inaspettato anche da sé stesso pizzo di decisione:*

    Va' a salutare i tuoi amici ma ricorda, questa sera sarò io il tuo accompagnatore.

    *Le baciò una guancia e andò via, chiudendo il discorso, senza darle modo di ribattere. Oh, se lo avrebbe fatto altrimenti. Lei sarebbe stata capace di ribattere fino alla morte. Non per forza perché non volesse qualcosa, no di certo, ma per il semplice gusto di impuntarsi, di non darla vinta ad Alex o a qualcun altro, e dio se anche questo non lo faceva impazzire. E poi capì, stupendosi di sé stesso. L'aveva fatto davvero? Da quando era così... sfacciato? Deciso? Sicuro di sé mai, e mai lo sarebbe stato, piuttosto... sicuro di quel che voleva, di chi voleva. E voleva lei. La voleva accanto. Si era esposto troppo? Le aveva confermato troppo? "Chissene frega", pensò con improvvisa risolutezza l'ex Corvonero, quasi stringendo i pugni. Per quanto ancora doveva fare violenza su sé stesso, provando a reprimere tutto ciò che era il suo bene? Perché doveva dare tutto per scontato? Perché continuare a mettersi da solo in croce, giorno dopo giorno, limitandosi a sognare ciò che forse mai avrebbe potuto avere? Al diavolo tutto. Sé stesso, le sue paure, le sue riserve ed indecisioni: era stato cresciuto con il monito di dover controllare sé stesso, cresciuto come un soldato dal punto di vista fisico ma soprattutto psicologico. Era ora di trovare sé stesso, capire chi e cosa sarebbe potuto diventare se solo, per una volta, si fosse lasciando andare.*

    Percy!

    *Salutò Alexander, sfoggiando il suo più grande e sincero sorriso, non perdendo un istante prima di abbracciare l'amico che considerava come un fratellino minore. Era un anno che non si vedevano, eppure l'affetto che Alexander nutriva nei confronti del Serpeverde diciassettenne era rimasto immutato. Si separò così dall'abbraccio, mettendogli le mani sulle spalle e guardandolo dritto negli occhi. Quasi lo spaventò ciò che vide riflesso in quelli: luce. Pura luce, la luce d'un ragazzo che era rimasto puro nell'animo nonostante l'evidente crescita fisica e psicologica. Questo lo spaventò, per un istante, temendo che anche lui potesse vedere le tenebre che, invece, brillavano cupe negli occhi dell'ex Corvonero,*

    Hai fatto un ottimo lavoro, è tutto stupendo. Ti trovo cresciuto, Percy.

    *Sorrise ancora il ragazzo, levando le mani dalle spalle del Serpeverde, deciso a non pensare più a quelle cose, non quella sera. Era ad una festa, ed i musi lunghi non piacevano a nessuno. Ridusse così gli occhi a due fessure, con il tipico atteggiamento di chi scherza ma fa di tutto per non darlo a vedere, non mostrando nessuna traccia di ciò che poteva rivelare lo "scherzo", se non un sorrisetto che Percy conosceva fin troppo bene, cominciando a sussurrargli:*

    Ed ora, sappi che sei perfido. Mi fai venire qui, in giacca e cravatta come un becchino-pinguino mannaro quando sai che lo odio da morire. E' arrivata ora che ti assuma le tue responsabilità, Percy Smith.

    *Batté una mano sulla spalla del Serpeverde, ora con fare minaccioso, prima di stringere appena la presa ed, in seguito, cominciando a scuoterlo piano con un tono volutamente esagerato di disperazione, ridacchiando:*

    Ti prego, dimmi che hai almeno una birra per me!

    *Lo abbracciò di nuovo, per un istante, facendogli poi un occhiolino e, separandosi, cominciò a guardarsi attorno e a salutare.*

    Professoressa Witch è bello rivederla. Questo nuovo taglio di capelli le dona.

    *Scorse accanto a lei un'altra prof e, sorridendole con un minimo di confidenza in più, salutò anche lei senza muoversi di lì.*

    Professoressa Mills, ovviamente è un piacere rivedere anche lei. La trovo bene. Il suo bambino come sta?

    *Che diavolo, era bello poter essere lì con tutti. Se Hogwarts era "casa", di certo tutte quelle persone, per Alexander, erano diventate una vera e propria famiglia. Lì aveva avuto tutto: rivali, nemici, amici e... quasi, amici. Con lo sguardo andò a Dubhe, anche se questa era da tutt'altro lato della sala e, incrociando il suo, le sorrise per la prima volta a cuore aperto, per la prima volta, senza nessun pensiero dietro gli occhi scuri che non fu sola e semplice felicità.*

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    *La serata si faceva intensa, Achilles, il collega barista di Percy era arrivato in perfetto orario. I due non si conoscevano molto anche se erano della stessa casa e colleghi.*

    Buonasera Percy, spero di non essere in ritardo.

    Caro Achilles, buonasera! Sei in perfetto orario, vieni, accomodati!

    *Il diciassettenne invitò Achilles ad entrare e gli mostrò il luogo dove alcune persone si erano già sedute.
    Percy ritornò davanti al cancello per aspettare gli altri invitati, in lontananza sentì la voce di Alexander.*

    E' così tanto tempo che non lo sento che mi immagino la sua voce! E' impossibile che sia già qui, io non l'ho visto entrare.

    *Mormorò a voce alta il ragazzo. Stava diventando pazzo? Era da molto che Alex e Percy non si vedevano, l'ex corvo era già maggiorenne quindi aveva lasciato gli studi e quindi Percy non l'aveva più visto al di fuori di Hogwarts.
    Qualche minuto dopo, Percy vide in lontananza una coetanea di Percy, Dragonis Witch.*

    Ciao Percy_Smith, grazie per avermi invitato.

    Ciao Dragonis, grazie a te per essere venuta. Hai un bel vestito questa sera! Vieni, ti faccio vedere glia altri.

    *Il diciassettenne invitò anche Drag a stare con gli invitati che erano già arrivati e ritornò di nuovo al cancello in attesa delle altre persone che mancavano.
    Davanti al cancello si presentò Dubhe, una Corvonero più piccola di Percy.*

    Percy! Casa tua è meravigliosa, davvero. Grazie per avermi invitata

    Ciao Dubhe! Grazie! Di niente, tu sei una di quelle persone che contano, quindi era obbligatorio invitarti.

    *La quindicenne entrò nella Villa ma questa volta Percy rimase lì ad aspettare che altri invitati venissero, tra questi mancavano i sindaci, alcuni responsabili, Alex, il ministro e la preside.*

    Al momento non c'è nessuno, io entro, inizia a fare freddino qui

    *Percy entrò e andò verso gli invitati, tra questi vi era Alex.*

    Da dove cavolo è entrato? Si è smaterializzato qui? L'allarme sarebbe suonato.

    Percy! Hai fatto un ottimo lavoro, è tutto stupendo. Ti trovo cresciuto, Percy.

    Ciao Mongenstern! Grazie, grazie mille! E' da tantissimo tempo che non ti vedevo!

    Ed ora, sappi che sei perfido. Mi fai venire qui, in giacca e cravatta come un becchino-pinguino mannaro quando sai che lo odio da morire. E' arrivata ora che ti assuma le tue responsabilità, Percy Smith.

    Ti prego, dimmi che hai almeno una birra per me!


    Ahahhaha, mi spiace. Però in giacca e cravatta non stai tanto male ihihi. La birra? Logico che l'ho, sapevo che senza di quella te ne saresti scappato.

    Quand'è che vai dalla tua amichetta eheh? Ho visto come la guardavi... vi vedo perfetti insieme !


    *L'ex - Corvonero riabbracciò Percy e andò a salutare gl'altri invitati. Percy, invece, andò vicino alla Mills, voleva approfondire quella parentela.*

    Le posso dare del tu, o continuo a dargli del lei? Mi deve dire una cosa, perché anche se è venuta quando lei era venuta con sua madre da mia madre e sapeva che io c'ero, non si è informata di più? Può essere anche che lei ha già risposto a questa domanda, ma in questa settimana ho avuto la testa piena zeppa di ricordi e mi sono dimenticato alcune cose della nostra discussione.

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    *Charlotte sorrise educatamente porgendo il vassoio con i Zuccotti di Zucca al giovane proprietario di casa.
    Era strano , perché conosceva Percy solo da quando era diventato tudente a Hogwarts, eppure tra di loro c'era qualcosa di più complesso, quello che soli pochi mesi prima avevano scoperto essere una parentela.
    Era strano per la professoressa di Arti Oscure avere un cugino, in particolare se quest'ultimo era uno dei suoi allievi. Ovviamente dopo quella scoperta aveva consultato tutti gli alberi genealogici che la sua famiglia possedeva, e i buchi vuoti li aveva riempiti con alcune ricerche alle varie anagrafi del paese, alla fine era giunta alla conclusione che la famiglia di cui faceva parte era più numerosa di quanto pensava.


    Percy era suo cugino di primo grado dato che era figlio di sua zia, una zia che però lei non aveva mai incontrato dato che non correva buon sangue tra le due sorelle.

    Buonasera professoressa. Benvenuta a Villa Smith.
    Grazie mille professoressa, non le dispiacerà se li offro a tutti, giusto?


    Li ho portati proprio per questo.

    *Affermò la ventisettenne salutando poi chi le aveva rivolto la parola.
    Molti erano gli invitati di quella sera e tutti sfoggiavano abiti molto eleganti e appariscenti, lei, nel suo abito corto e bianco si sentiva quasi fuori luogo, forse avrebbe dovuto optare per quello scuro che alla fine aveva scartato.
    A salutarla, per prima, fu Dragonis una Tassorosso del settimo anno che conosceva bene dato che vedeva spesso nella sua ula nei Sotterranei e a molte delle gite che venivano organizzate ad Hogsmeade.*

    Buonasera Charlotte e il piccolo come sta? E' un po' di tempo che non lo vedo.

    Dragonis, il piacere è anche mio. Purtroppo nelle ultime settimane ho frequentato poco Hogwarts peer via di Kyle, preferisco passare il mio tempo libero con lui che a scuola.

    *Affermò la donna che da più di due anni era diventata madre.
    Si sarebbe sempre ricordata il giorno in cui aveva ricevuto in adozione un piccolo fagotto di coperte, dove all'interno c'era un neonato di pochi mesi. Erano passai anni da quel giorno e il tempo, purtroppo, era volato. Per fortuna aveva deciso di traslocare nel villaggio adiacente a Hogwarts.
    La distanza era poca e poteva recarsi a casa con una semplice carrozza e non con la smaterializzazione come quando abitava a Londra, inoltre i suoi vicini erano tutti maghi e non Babbani come a Covent Garden, a poche miglia da casa di Percy.
    Da quando aveva traslocato aveva passato più tempo con il piccolo maghetto, si era goduta con lui i momenti più importanti come i primi passi e le prime parole.*

    Professoressa Mills, è un piacere vederla qui sta sera.

    *Disse una Corvonero. Si trattava di Dubhe che non vedeva a lezione da molto tempo.
    Forse la sua materia non l'affascinava più come un tempo, o forse era solo occupata a studiare per i G.U.F.O come molti suoi coetanei.
    Con garbo salutò la ragazza che indossava un abitino molto elegante.
    A susseguirsi a salutarla fu Alexander Morgenstern, che come la sua compagna Dragonis le chiese del piccolo Kyle.

    Professoressa Mills, ovviamente è un piacere rivedere anche lei. La trovo bene. Il suo bambino come sta?

    *Charlotte si soffermò ad osservarlo bene, non lo incontrava dall'Agosto precedente circa, ed era cambiato da quel giorno.
    L'ultima volta che l'aveva incontrato gli aveva consegnato, da parte di qualcuno, una foto incantata. Non aveva mai stretto un legame con quel ragazzo, ma da quando aveva scoperto della persona che avevano in comune non poteva far altro che pensare a tutte le coincidenze che esistevano nella vita.
    nell'osservarlo notò che i suoi lineamenti del viso si erano fatti più "adulti", come la statura che era leggermente aumentata dall'ultima volta e chissà quante altre cose.
    No, l'ultima volta non era stata ad agosto a Diagon Alley, ma nella Foresta Proibita mesi dopo.. Ormai la sua memoria non era più quella di una volta, le cose iniziava a dimenticarle pure lei nonostante l'età non tanto avanzata.

    Morgenstern, è un piacere rivederla è da molto che non ci vediamo.
    Non l'ho vista allo Yule Ball, pensavo che si facesse vivo...


    *Affermò la donna pensando alla loro ultima conversazione.
    Si erano ritrovati nella foresta, lei si era spinta un po' troppo nel cuore ed era giunto ad uno spiazzo che, da quanto gli aveva detto il giovane uomo, apparteneva al territorio dei Centauri. Avevano chiacchierato del più e de meno, ma non come alunno-professore, ma come due semplici conoscenti che non si vedeva da molto tempo, proprio come quella sera.
    Mentre stava scambiando qualche parole con Alexander, Percy si avvicinò a lei.
    Ci mise qualche secondo a capire ciò a cui si riferiva.*

    Sempre del lei, grazie.

    *Disse la donna un po' stizzita. Avevano scoperto di essere cugini ma lei rimaneva sempre una delle sue professoresse a scuola.
    Successivamente Percy le chiese qualcosa su sua madre e sua zia, qualcosa a cui le pareva di aver già risposto in precedenza, o forse si sbagliava.*

    Io tua madre non l'ho mai incontrata, Bienne ed Elisabeth non andavano molto d'accordo.
    Non so il perché, ma mia madre mi ha sempre detto così e io non ho mai approfondito.


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    *Lui era davanti a lei, stretto in quel completo che gli stava così dannatamente bene da farle perdere la testa, e sorrideva. Sorrideva appena, stupito, sorpreso che lei fosse lì. Non aveva idea se ne fosse felice o meno, tanto sembrava preso da uno shock che non muoveva un muscolo. Almeno fino a quando, pochi attimi dopo si riscosse, e le sorrise. Sorrise così come sorrideva tanto dolcemente a lei, rilassandosi, e facendole illuminare lo sguardo, mentre le loro mani si sfioravano appena, e un brivido le percorreva la schiena. Si perse, per qualche istante, in quello sguardo scuro, familiare, che era in grado di farle girare la testa in modi peggiori di quanto potesse fare l'alcol - non l'aveva mai retto bene, lei, e lui lo sapeva. E lui finiva inevitabilmente per inebriarla con quel suo modo di fare dolce e al contempo provocante, mentre la punzecchiava con quelle sue solite frasi che la mettevano di buon umore e la facevano sorridere. Le loro mani si trovarono, e per qualche istante credette di morire, tanto aveva agognato quel leggero contatto, che la faceva sentire più vicina a lui di quanto potesse forse farlo un loro abbraccio. Alexander sembrava felice che lei fosse lì, e così era lei, nonostante la sorpresa le fosse mancata: non che le importasse realmente, al momento. Si era vestita di tutto punto, solo perché sapeva che lui sarebbe arrivato, e aveva deciso di fare colpo su di lui. Il pensiero la fece arrossire vistosamente, e fu anche per questo che si allontanò appena da lui, e dal suo abbraccio leggero, fuggendo da quello sguardo che avrebbe capito ogni cosa, se l'avesse anche solo guardata un po' più attentamente. Come se già non lo stesse facendo. Fu questione di pochi istanti, mentre lei gli dava le spalle per allontanarsi, l'idea di andare a salutare qualcuno che gustava quell'attimo nel quale si erano riusciti a ritrovare. Le si mozzò il respiro, quando Alex la prese per il polso, bloccandola con delicatezza ma fermezza, mentre lui faceva un passo avanti e la sua schiena sfiorava il suo petto. Si morse il labbro inferiore, titubante, senza sapere cosa fare, incastrata in quella situazione che non poteva che amare e allo stesso tempo detestare per tutte quelle persone accanto a loro che non li lasciavano soli. "Va' a salutare i tuoi amici ma ricorda, questa sera sarò io il tuo accompagnatore" le sue labbra sull'orecchio, e quella voce seria, ferma, coincisa, sicura. Quel bacio rapido sulla guancia, come per zittirla, per non farla ribattere, mentre lei già con le labbra schiuse cercava qualcosa da dirgli, come per metterlo al suo posto, pronta a dirgli che se l'avesse davvero voluto come suo accompagnatore glie l'avrebbe chiesto. Nonostante lei sapesse benissimo quanto invece il timore di un rifiuto l'aveva bloccata, in quel giorni. E solo quando si allontanò e la presa sul suo polso scivolò via, si rese conto di quello che era successo, e di quanto quelle parole potevano significare.*

    Oh.

    *L'ennesimo sorriso fece capolino sulle sue labbra rosee. E per un secondo, si permise di sperare davvero. Infondo, lui aveva mostrato di volerle stare accanto sempre in quei giorni, certo, ma quel gesto d'affetto era stato decisamente inaspettato. In qualche modo, l'aveva fatta sentire più vicina a sé, e per quanto non avesse chiesto ma si fosse imposto, serio e cocciuto come poteva essere solo lui, non poteva certo dire di aver voluto qualcosa di diverso. Dall'altra parte della stanza, aveva avuto modo di salutare la professoressa Mills e Marcus, ancora con gli occhi chiari spalancati, confusi e stupiti, piacevolmente stupiti. Ora, guardandosi intorno, si era resa conto di come avesse dimenticato di salutare una delle persone che più le erano mancate in quell'anno. Sorrise, una felicità nuova eppure già ritrovata, mentre si avvicinava all'amica Dragonis.*

    Professoressa Witch! Posso abbracciarla? Come.. stai?

    *Chiese, affatto titubante a proposito di quell'abbraccio che invece era sicura di volerle realmente dare. Infondo, per quanto fosse una sua professoressa, molto prima era divenuta sua amica, e non poteva certo troncare ogni contatto solo perché ora insegnava, no? Fu così che la strinse in un dolce abbraccio, e solo quando si allontanò da lei si rese conto di come invece non avesse abbracciato allo stesso modo Alexander. Aggrottò la fronte, mordicchiandosi il labbro, mentre si rendeva conto di quanto, abbracciarlo, l'avrebbe fatta sentire bene e di come invece si fosse allontanata da lui rapidamente, quasi spaventata. Da cosa, poi? Forse, dal fatto che lui avrebbe potuto capire cosa le passava per la testa ogni volta che gli stava accanto. Si allontanò dall'amica con un leggero sorriso di scuse, prima di voltare lo sguardo, cercando lui. E si sorprese, quando trovò i suoi occhi posati su di lei, con un leggero felice sorriso sulle labbra. E sorrise anche lei, perché sì, era davvero realmente felice che lui fosse lì, e che fossero insieme, sebbene non nel senso che più le avrebbe donato felicità e sicurezza. Eppure sì, non poté non sorridere, guardandolo mentre lui tornava a parlare con Percy. E lo trovò bellissimo, mentre lo guardava da lontano, senza che lui lo sapesse - o forse lo sapeva? - così immerso nei suoi discorsi tra uomini che lei sicuramente non avrebbe trovato così interessanti come loro invece credevano fossero. Ma a lei cosa importava, se parlava di qualcosa di interessante o meno? Pendeva dalle sue labbra comunque. Sarebbe stato in grado di convincerla a comprare uno scopettone per il bagno, e solo quando si sarebbe ritrovata da sola, assieme al suo nuovo acquisto, si sarebbe resa conto che a. non le serviva uno scopettone e che b. non le serviva perché lei un bagno suo non ce l'aveva. Quasi rise, tra sé e sé, prima di sfiorare una spalla dell'amica come per salutarla nuovamente, e allontanandosi da lei, si ritrovò per qualche momento da sola. Incrociando nuovamente il suo sguardo, arrossì vistosamente.*


    Non guardarmi così, dai!

    *Mormorò, accennando una risatina, prima di avvicinarsi leggermente, incerta se lo stesse disturbando dalla conversazione che stava avendo con Percy o meno. Ma infondo, non era forse il suo accompagnatore? Più tranquilla, lo affiancò, ritrovandosi a pochi centimetri da lui e dal suo corpo che avrebbe voluto stringere a sé, e avrebbe voluto che lui la stringesse, con quelle sue braccia forti che l'avrebbero tenuta al sicuro, per sempre.*

    Non disturbo, vero?

    *Chiese, accennando alla figura poco distante di Percy con lo sguardo chiaro.*

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  • Alexander_Morgenstern

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    Puoi scommetterci la bacchetta che me ne sarei andato!

    *Rise apertamente Alexander, un'altra pacca sulla spalla di Percy, ancora sul discorso della birra, chiedendosi da quanto tempo non si godesse una serata così, spensierato, leggero, felice. Era bellissimo poter vivere accanto alle persone che gli erano care, fantastico potersi contornare di gente tanto unica quanto speciale, almeno per l'ex Corvonero, un ragazzo a cui la vita aveva preso tanto all'inizio, un uomo al quale, poi, era stato dato più di quanto, forse, realmente meritasse. Era una persona fortunata, era un ragazzo che davvero non poteva desiderare compagnia migliore di quella presente in quell'abitazione. Amici, professori che aveva sempre considerato modelli di vita, un amore che era lì, vivo e pulsante, consapevole della sua esistenza ma non della sua grandezza. Un amore che, adesso, si stava avvicinando a lui. "Non guardarmi così, dai!". Quel sorriso, quelle parole, mostravano la chiara consapevolezza che Dubhe aveva di ciò che adesso scorreva nelle vene del ragazzo, di ciò che il suo cuore urlava sempre più a gran voce ogni millimetro che lei guadagnava su di lui, quella stessa voce che era il battito d'un cuore che ormai batteva all'impazzata, mentre Alexander la guardava negli occhi, completamente rapito. "Non disturbo, vero?"*



    Questo mai.

    *Bene, era completamente partito, e questa era una cosa splendida. La cosa meravigliosa qual'era? Se ne infischiava di darlo a vedere o a capire, semplicemente era lì, viveva il momento, viveva per sé stesso e per lei, per loro, per vivere altri di quei momenti meravigliosi che erano lo stare con lei. Cinse così la vita di lei con un braccio, tirandola a sé e dandole un bacio sulla fronte con un sorrisetto, prima di voltarsi verso il suo interlocutore, dicendogli in un sorrisino che voleva essere vago ma che, inevitabilmente, appariva raggiante e felice come poche volte era stato.*

    Adesso scusami, Percy, ma la mia dama merita tutta la mia attenzione. Ti rincontreremo più tardi, grazie ancora dell'invito.

    *Fu così che l'ex Corvonero si allontanò assieme alla Dolohov dal proprietario di casa, lasciandole il fianco e prendendo la sua mano, senza girarci attorno, intrecciando le dita alle sue e guardandola negli occhi con un sorrisetto, mormorandole a metà fra felice e divertito.*

    Non sapevo conoscessi Percy, davvero. Credevo non avessi ricevuto l'invito ma... sono felice di poter essere qui con te. Certo, anche se sfiguri accanto ad un vecchio corvo gracchiante come me. Ma va beh, sono gusti.

    *Ridacchiò scostando lo sguardo da lei, guardando dritto di fronte a sé. Era tutto perfetto, un momento che potendo avrebbe riavvolto nel tempo forse per tutta la vita, forse solo per alcune notti solitarie, notti nelle quali però non era mai solo, quelle stesse notti nelle quali Dubhe Dolohov era nei suoi pensieri. Certo, stava diventando un vecchietto smielato, ma per la prima volta Alexander decise di fregarsene.*

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    *Sorrise appena, quando lui la guardò negli occhi, mentre si rendeva conto di quanto il suo solo sguardo era in grado di metterla a suo agio, e di quando avesse voluto comunque di più, sempre di più, perché non era mai stanca di sentirsi amata come l'amava lui, in quel modo loro che aveva sempre apprezzato, e che se un tempo era stata amicizia, ora era sicuramente qualcosa di più. Perché infondo sì, non poteva credere che Alex non provasse proprio niente per lei: quegli sguardi, quelle parole, quei gesti, sembravano proprio testimoniare il contrario, e nonostante lei fosse così facile a illudersi, quando si trattava dei suoi sentimenti per lui, non era proprio così cieca e tarda come appariva. E, quando lui pronunciò "questo mai" si rese conto di quanto diamine fosse già irrimediabilmente sciolta a causa sua, e di come qualcuno a fine serata avrebbe dovuto sicuramente raccoglierla con il cucchiaino. Chissà perché, sperava che il cucchiaino fosse proprio lui, il ragazzo che aveva davanti. Lui le cinse i fianchi con un braccio, stringendola a sé e approfittando della loro vicinanza per baciarla tra i capelli. Invano, riuscì a trattenere un sorriso spontaneo, mentre entrambi guardavano Percy, senza realmente sentire altro che non fossero loro due. Le parole seguenti le fecero girare la testa, e ne colse solo qualche parola che le fece imporporare il viso: diamine, si stupiva anche che qualcuno non le avesse chiesto se stava bene. Ma più probabilmente, tutti avevano capito a cos'era dovuto tutto quel calore, e tacevano, nascondendo i sorrisi in discorsi nei quali lei si perdeva. Era sicura di averlo sentito, davvero: quel "la mia dama". Quel mia che tanto le era sembrato giusto, azzeccato, perfetto. Non era una ragazza di quelle più sdolcinate, lui certamente ne era conscio, eppure non poteva non tremare appena quando lui accentuava la loro appartenenza reciproca in quel modo così dolce quanto piacevole alle orecchie. Si chiese che gusto avesse, sulle labbra. E non seppe se si riferiva a quel "mia" o ad Alexander, e fu per questo che accennò una risatina tra sé e sé, dandosi dell'idiota. "Ti rincontreremo". Anche quello, doveva essere bello da dire. Sorrise tra sé e sé, ancora, forse perché probabilmente solo lei, tra tutti e tre, si stava perdendo a ripensare, a studiare, quelle parole che lui aveva usato con così tanta disinvoltura. L'avrebbero rincontrato. Entrambi. Assieme. Si rese conto di star guardando il profilo di Alex da molti lunghi secondi, senza neanche essersene resa conto prima. Distolse lo sguardo mentre si allontanavano, e lui la prendeva per mano. Quella scarica elettrica che aveva già provato quando si erano sfiorati poco prima, si propagò nel suo corpo, e finalmente si sentì a posto, accanto a lui, stretta a lui. Con lui. Faceva così strano credere che stessero assieme, lì, tranquilli, guardandosi negli occhi e credendo di poter morire vecchia, senza averci mai distolto lo sguardo. Beh, okay, forse quella era la prospettiva meno allettante, con Alex al seguito. Però, insomma, avete capito. "Non sapevo conoscessi Percy, davvero. Credevo non avessi ricevuto l'invito ma... sono felice di poter essere qui con te. Certo, anche se sfiguri accanto ad un vecchio corvo gracchiante come me. Ma va beh, sono gusti". Rise leggermente alle sue parole, con quella risata cristallina e vivace che tanto la contraddistingueva. Scosse la testa, stringendosi nelle spalle.*

    È il fascino della mezza età, Morgenstern. E comunque, se tanto sei felice qui con me, avresti potuto invitarmi, invece che aspettare e sperare.

    *Ribatté, alzando un sopracciglio, senza realmente sgridarlo - di cosa, poi? - ma semplicemente provocando com'era solita fare il ragazzo che amava. Il ragazzo che amava. Il pensiero la colpì in pieno senza che se ne rendesse conto. E fu una sensazione strana, eppure bellissima. Gli sorrise, smagliante, apparentemente senza un reale motivo, eppure sinceramente felice. Felice perché a modo loro non erano andati di fretta come la prima volta, nella quale c'era stato prima un breve amore bruciante e poi una lunga e tranquilla - beh, si fa per dire con due come loro - amicizia. Finalmente erano andati con calma, come se quel loro corteggiamento fosse andato avanti da più di qualche giorno prima, da quando si erano ritrovati, ma si fosse esteso nel tempo, senza che loro realmente lo sapessero.*

    E comunque non lo conosco molto, Percy: mi sono molto stupita quando mi ha invitata e non sapevo se venire, perché mi sarei sentita un pesce fuor d'acqua. Poi.. ho saputo che venivi tu.

    *Ammise, solo a quel punto, accennando un sorrisetto quasi di scuse, fuggendo dal suo sguardo come se lui avesse mai potuto guardarla male, come se quello sguardo avesse mai potuto giudicarla come peccatrice, verso qualcosa che le era estraneo o che comunque lei credeva più un miracolo che un segno di indelebile nero nella sua vita.*

    @Alexander_Morgenstern,



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