Notturn Alley
Notturn Alley


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Charlotte_Mills


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 312546
       
       


    *La luna era alta in cielo e alcune nuvole coprivano il suo chiarore. Sotto di lei però la vita non era molto "attiva" a quell'ora della sera.
    Erano da poco passate le undici di sera e radi erano i maghi o le streghe che passeggiavano per le vie di Diagon Alley, nessuno invece si addentrava a Notturn Alley, luogo che tutti avrebbero evitato anche con il sole.
    Notturn Alley era un vicolo buio e squallido che conduce appunto fuori da Diagon Alley.
    Li l’accesso ai babbani era interdetto e anche i maghi “perbene” difficilmente vi si recano: infatti, Notturn Alley è frequentata principalmente da streghe e stregoni oscuri.
    Si poteva accedere sia a piedi, passando dall'entrata al mondo magico che si trova presso Il Paiolo Magico e percorrendo a piedi tutta Diagon Alley, sia utilizzando la Metropolvere o la Materializzazione proprio come aveva fatto una donna, l'unica che camminava per quelle viuzze quella sera.
    Un leggero rumore producevano i passi di quella figura femminile che, per qualche motivo si trovava li.
    Il viso e il resto coperto da uno scuro e leggero mantello estivo.
    Un rumore di passi era l'unico suono in quel vicolo malfamato.
    Tic-toc.
    Tic-toc.
    Rumore di tacchi femminili sui ciottoli riempivano l'aria della sera.
    Si trattava di Charlotte Mills, ventisettenne, ex Serpeverde, professoressa a Hogwarts di Arti Oscure ed ex Mangiamorte.
    Proprio per un Mangiamorte poteva essere scambiata nell'oscurità della notte.
    Il rumore di passi terminò, lasciando spazio a un tintinnio di una porta. La donna si era infatti recata li, dopo uno scambio di lettere con il commesso di Magie Sinister che, finalmente, era riuscito a trovare il manufatto che tanto le interessava. Avrebbe speso vagonate di Galeoni e Falci ma non le importava, il denaro non le mancava.
    La sua famiglia era di origine benestante, il suo lavoro le dava la possibilità di vivere adeguatamente. Cosa poteva chiedere di più.
    Il commesso fu sorpreso nel vederla li a quell'ora, nessuno andava a Notturn Alley alle undici di sera, soprattutto quasi a ridosso dell'orario di chiusura.*
    Dopo l'acquisto, nei suoi abiti babbani tornò a camminare per quelle vie.*


    *Amava indossare un semplice paio di pantaloni e una semplice maglia invece che i tradizionali abiti magici.
    Si sentiva più comoda, ed era sempre stata così, anche da adolescente.
    Rindossò il mantello scuro, alzò il cappuccio per non farsi riconoscere e non destare sospetti e tornò a camminare. Non voleva che altre chiacchiere senza senso iniziassero a girare sul suo conto. Da quando aveva rivelato all'intera Hogwarts il suo passato aveva ricevuto centinaia di lettere via gufo da genitori stizziti e giornalisti che volevano intervistarla, ovviamente non aveva risposto a nessuna lettera, ma solo il riceverle le aveva creato una sensazione strana, era come se qualcosa o qualcuno le aveva attorcigliato lo stomaco creando una sensazione difficile da mandare via.
    Tic-toc.
    Tic-toc.
    Quello era l'unico rumore che si poteva sentire, fino a quando il suo sguardo si incrociò con quello di una figura a metri di distanza da lei.
    Chi era? E perché si trovava li a quell'ora proprio come lei? Era qualcuno che la stava seguendo? Era per caso quella persona venuta a mettere fine alla sua vita come promesso mesi e mesi prima?
    La sua mancina era stretta sulla bacchetta in Ebano, pronta a proteggersi ad ogni evenienza.*

    @Alexander_Morgenstern,




    Ultima modifica di Charlotte_Mills oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Nocturn Alley era il vero e proprio gabinetto della società magica. Certo! Streghe e maghi della peggior specie bazzicavano quelle strade dalla mattina alla sera, davvero di continuo e senza guardarsi nemmeno le spalle. Cercavi qualcosa che in modo lecito non potevi reperire? Bastava chiedere al primo viso minaccioso (e lì lo erano tutti) che trovavi in quei vicoli, ed erano meglio di Diagon: aperti dalle 7 la mattina fino alle 23 la sera, totalmente impuniti e senza gli Auror perennemente alla calcagna. Si, Auror. Qual'era il pazzo che si avventurava in quella piccola capitale del crimine organizzato? Lì moriva una persona ogni ora, o forse ben più d'una, ma il Ministero sapeva bene che era inutile fare controlli. Nessuno sapeva niente, nessuno conosceva nessun'altro... certo, la società magica e babbana in questo erano gemelle.*

    "Ma quanti Mangiamorte in giro stasera."

    *Pensò con un sorrisetto cupo Alexander, materializzandosi sul tetto di una casa, rannicchiato nel buio di quella notte. La luna era celata da densi nuvoloni neri, offrendo alle ombre di Nocturn Alley la possibilità di diventare più fitte e grandi, permettendo ai non pochi maghi oscuri in zona di scivolare fra queste. Certo, Alexander non faceva poi tanta differenza. Ma quella sera non era a caccia, semplicemente... in ricognizione. Era solo per questo che indossava una semplicissima t-shirt e dei jeans, le converse ai piedi, scarpe di tela per non far rumore. Le sue pupille, al momento trasversali, era il chiaro segno che stesse usando un incantesimo d'animagia, un incanto debole, non essendo stato praticato direttamente sul suo famiglio, ma abbastanza forte da permettergli di vedere come la piccola serpe magicamente evocata e posata sul tetto accanto a lui: infrarossi. Vedeva una sagoma di un bel rosso chiaro per le strade e tante altre, ora nascosta nei vicoli, ora sui tetti un po' più in là, ora alle sue spalle se pur da una bella distanza. Fiutò l'aria, più e più volte a causa per Philum ridicolo che lo legava a quella serpe, dovuto unicamente al suo essere Rettilofono.*

    Charlotte Mills.

    *Sentenziò in un sorrisetto guardandola entrare da Sinister, improvvisamente incuriosito. No, non si stava chiedendo perché dei Mangiamorte la seguivano, era piuttosto palese che tenessero d'occhio chi voltasse loro le spalle, bensì se lì ce n'erano così tanti perché "i piani alti" avessero deciso di ucciderla quella sera stessa. Il pensiero non poté che gratificare Alexander. Non perché volessero ucciderla, no di certo, piuttosto perché avevano avuto anni per farlo: perché proprio ora? Poteva voler significare che il ragazzo, con il suo lavoro, stesse mettendo loro parecchi bastoni fra le ruote? Oh, eccome se ci contava. No, la Mills non sarebbe morta quella sera: era troppo preziosa per Hogwarts e per il mondo magico, rappresentando ciò a cui nessuno sembrava più credere. Redenzione, qualcosa come tornare sulla retta via, presa di coscienza. Un simbolo tanto importante non sarebbe caduto, non così, e sebbene Alexander sapesse che una donna del genere non potesse essere che potente, i Mangiamorte che l'attendevano erano davvero tanti.*

    "Molto bene, professoressa Mills: mi unirò alle danze."

    *Pensò facendo sparire quella serpe con un Evanesco, spezzando così l'incanto d'Animagia. Ricordava il numero dei Mangiamorte, il resto non aveva importanza. Fu così che si materializzò proprio nel centro della piazza, sotto i loro occhi, facendo finta di non sentirseli addosso, proprio mentre la Mills usciva dal negozio. Cominciò così ad andarle incontro, lentamente, le mani lungo i fianchi, in modo da non dimostrarsi affatto ostile. Non che non lo fosse... solo, non nei suoi riguardi.*

    Buonasera professoressa Mills.

    *Cominciò il ragazzo, facendosi riconoscere con un sorriso gentile. Con molte altre persone avrebbe cominciato a farsi mille problemi con "ed ora come glielo dico?", ma lei conosceva Viktor. Sapeva che razza di mostro aveva addestrato il suo ex alunno, e di certo non era una di quelle persone che si sarebbe messa a discutere di morale, in futuro. Fu così che, quando le fu abbastanza vicino per non dover urlare, cominciò a dirle con tutta la calma del mondo.*

    Non offenderò la sua intelligenza o sprecherò il suo tempo con inutili giri di parole, perciò mi ascolti bene. Qui con noi ci sono 5 Mangiamorte: uno nel vicolo alle mie spalle, tre in quello alla sua sinistra ed un altro alla mia. Ciò significa che siamo circondati

    *Un candido, semplice sorriso distese le labbra dell'ex Corvonero, mentre sembrava che il fuoco dell'inferno stesso si fosse acceso nei suoi occhi, mentre le sussurrava.*

    Conto d'offrirle qualcosa da mangiare al Paiolo Magico. Prima però, temo dovremmo tirarci fuori da questa.... incresciosa situazione.

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 312546
       
       

    *Rimase ad osservare quella figura, fino a quando lentamente non si avvicinò a lei.
    Non la riconobbe subito, fino a quando le sue parole le fecero abbandonare, piano piano, la presa sul catalizzatore magico. Si trattava di Alexander Morgenstern, un giovane uomo che conosceva. Lo aveva visto proprio qualche giorno prima, oltre per anni al castello di Hogwarts.
    Diamine come era cresciuto, per poco non lo aveva riconosciuto.*

    Buona sera anche a te Alexander, ti prego dammi per del tu, non sei più uno studente di Hogwarts dopotutto.

    *Affermò la donna, ventisettenne, salutando cordialmente il giovane uomo.
    Non sapeva il perché il giovane Morgenstern si trovava li quella sera, ma non le importava più di tanto, soprattutto dopo le sue successive parole.
    Era stato chiaro e conciso: cinque Mangiamorte le stavano alla calcagna e lei, sbadata, non ci aveva fatto caso. Quel fatto non la sorprese più di tanto, sapeva che era seguita, in particolare tra quelle viette, ma ben cinque maghi oscuri erano stati sguinzagliati per farla fuori? Valeva così tanto tempo e spreco di forze? Allora c'era qualcuno che la temeva.
    Non disse nulla, si limitò a pensare ed ascoltare la voce calda e suadente di Alexander.



    Se lo avesse saputo, mai avrebbe immaginato che il giovane mago difronte a lei era parente di Victor Morgenstern, quell'umo che aveva conosciuto anni ed anni prima, proprio all'inizio del suo periodo più oscuro, quel periodo in cui andava fiera del marchio impresso a vita sull'avambraccio, marchio che aveva ripudiato e motivo per la quale era seguita da ben cinque maghi con un unico scopo: quello di ucciderla.*

    Conto d'offrirle qualcosa da mangiare al Paiolo Magico. Prima però, temo dovremmo tirarci fuori da questa.... incresciosa situazione.

    *Affermò il ragazzo più alto di lei.
    Charlotte non potè che sorridere, pensando a quella famosa bevuta di Whiskey che ancora le doveva.*

    Morgenstern mi devi ancora un Whiskey. Lo aggiungo allo spuntino di stasera.
    Io prendo i due a sinistra, tu quelli a destra.


    *Terminò di dire la donna dai capelli scuri.
    La mancina si strinse di nuovo intorno all'impugnatura della sua fidata bacchetta in Ebano e squama di basilisco al suo interno. Si sarebbe sempre ricordata la prima volta che l'aveva impugnata nel negozio di Bacchette a Diagon Alley all'età di undici anni, poco prima di recarsi a Hogwarts. Non sapeva il perché quella bacchetta aveva scelto proprio lei, ma quella era un mistero per tutti i maghi e le streghe.
    Sentiva l'anima di quel catalizzatore, come se volesse dirle "sono pronta, facciamo fuori questi tizi". Poteva andarsene grazie alla Smaterializzazione, poteva trasformarsi nella sua forma Animagus eppure le sue gambe non si muovevano. Aveva deciso: avrebbe affrontato chi la voleva morta.
    Non poteva scappare per sempre, non era una vita sana ne per lei, ne per la sua famiglia alla quale teneva davvero tanto.
    Con i sensi sopraffini, che l'abilità da Animagus che possedeva, cercò di capire dove si trovavano quei maghi dai volti mascherati.
    Riuscì a capire che, uno di loro, era sui settanta chili, odorava di fritto e forse doveva fare un po' di moto in più. Quella sarebbe stato un avversario semplice, a differenza degli altri della quale non riuscì a capire molto.
    Con uno scatto fulmineo si voltò proprio in tempo per cogliere di sorpresa uno dei suoi avversari.
    Un lampo di luce rossa uscì, veloce, dalla punta della sua bacchetta fino a raggiungere l'avversario che, oltre a perdere la maschera che portava sul volto, fu schiantato lontano fino a sbattere contro un muro di un edificio barcollante perdendo così i sensi.
    Lo Stupeficium era un incanto semplice, ma davvero molto, molto utile ed efficace in certe situazioni.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Il sangue freddo di Charlotte aveva dell'encomiabile. Nessuno in una situazione del genere, con un buio come quello, ma soprattutto sentendosi dire che c'erano diversi Mangiamorte che reclamavano il suo sangue non sarebbe andato fuori di testa. Nessuno. Ma se qualcuno veniva assunto come insegnante ad Hogwarts, specialmente per una cattedra come Arti Oscure, quella non poteva che essere una persona, un mago, e in quel caso una strega eccezionale. Non vi fu il minimo segno di timore o tensione sul viso di Charlotte Mills, forse solo un po' di sorpresa e disappunto, cosa che fece allargare il sorriso di Alexander, sempre più eccitato per l'imminente battaglia. No, non era in vena di convenevoli. Non per essere scortese ma... fremeva. Qualcosa in lui stava cambiando, lo avvertiva giorno dopo giorno. E non era spaventato, non temeva quella parte di sé che stava emergendo sempre più, anzi... la apprezzava, in un certo senso. I combattimenti lo eccitavano sempre più, mettersi sulle tracce dei propri bersagli, seguirli e attendere il momento opportuno per abbattersi su di loro era qualcosa che lo faceva sentire vivo. Probabilmente era spericolato, forse era solo uno stupido, ma in quei mesi non aveva vissuto che per questo. Annuì con un sorriso alle parole di Charlotte, pregustando il buon whisky che si sarebbero scolati più tardi, vedendola così agire, proprio mentre dei lampi di luce si accendevano alla destra del ragazzo che, velocemente, estrasse la bacchetta in ebano e pelle di basilisco dalla tasca sinistra dei jeans, compiendo un arco e tracciando un Protego Horribilis non verbale con tanta decisione che, quando le maledizioni nemiche ci cozzarono contro emisero un rumore fra un tonfo ed un crepitio.*

    Che inizino i giochi.

    *Quasi ansimò Alexander, con le labbra curvate da un sorriso che non riusciva proprio a trattenere, mentre sentiva qualcosa ruggirgli nel petto, la sensazione opprimente di dover attaccare: e così fece. Con la mano sinistra, impugnante il catalizzatore puntata in avanti e la destra leggermente aperta accanto alla tempia, il giovane mago ingaggiò battaglia, in un semplice scambio d'incantesimi atto a testare le capacità del suo avversario. Stava pur sempre combattendo gente spietata da non prendere alla leggera, e una stilla di prudenza non era mai superflua. Con la coda dell'occhio riusciva a vedere lo straordinario scontro di Charlotte che, con fare risoluto e senza scomporsi stava sbaragliando i suoi avversarsi. Non poté che notare la differenza abissale fra loro due, in quel frangente, e la cosa lo colpì parecchio. Fu quando un anatema che uccide gli soffiò accanto all'orecchio che Alexander sentì l'impulso di ucciderli entrambi, senza alcuna pietà.*

    Crucio.

    *Mormorò con un odio gelido, distaccato, desiderando far soffrire quel mostro in sembianze umane avvolto dal mantello nero e la maschera. E così fu. Il Mangiamorte cadde a terra urlando e contorcendosi come un pesce sulla riva del fiume, mentre l'altro venne colpito al volto da un Regolohov, una frusta di fuoco scaturita dalla punta della bacchetta di Alexander che gli aveva tranciato la maschera in due, facendolo indietreggiare frastornato. Fu proprio mentre metteva la bacchetta nelle tasche posteriori dei jeans che il ragazzo si materializzò di fronte a lui con un "crack" secco, infliggendogli una combinazione di pugilato: sinistro, destro, gancio largo sinistro e montante destro. Questo rovinò a terra, con copioso sangue che gli usciva dalla bocca, privo di sensi. Riprese nella mano la bacchetta in ebano, puntandola contro il primo Mangiamorte atterrato e delle grosse serpi si strinsero attorno a lui, il primo ad essere stato catturato. Il secondo, quello che aveva subito la Cruciatus, si stava alzando da terra, privo di forze. Una risata divertita riecheggiò per quelle strade: Alexander. Si, ciò che lo rendeva diverso da Charlotte era una cosa soltanto: a lui non importava di far loro male davvero. Lui non voleva trattenere i suoi incantesimi per coscienza, lui non vedeva nessun lato umano dietro quelle maschere. Ciò che Alexander vedeva erano mostri, di quelli che giravano di notte nelle storie di bambini. A lui non importava se li feriva, catturava semplicemente o gli infieriva orribili mutilazioni. A lui non interessava tenerli in vita. Erano bestie, e alle bestie non si riserva nessuna cortesia.*

    Divertiamoci, io e te.

    *Sperava fosse un po' più resistente del suo compare, ora stretto fra le spire dei serpenti evocati da Alexander e di certo lo era, dato che si era rimesso in piedi dopo una Cruciatus sentita come poche. Il ragazzo non poteva averne una conferma, ma sospettava che il Mangiamorte ancora nascosto, sentendo il frastuono, avesse chiamato rinforzi. O se l'era solo data a gambe? Non avrebbe potuto saperlo, se non di lì a qualche minuto. La situazione si stava facendo potenzialmente letale.*

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 312546
       
       

    *L'incantesimo eseguito da Charlotte ebbe l'effetto desiderato infatti il suo avversario fu colpito in pieno petto dal fascio di luce rossastro che, oltre a privarlo della bacchetta, che gli sfuggì dalla presa ferrea, lo fece andar contro a un vecchio muro un po' barcollante.
    Notturn Alley non era certo parte della più rinomata zona conosciuta ai maghi, forse era già tanto che alcuni edifici rimanevano in piedi grazie ad alcuni interventi di impiegati del Ministero della Magia.
    Il primo era ko, gliene rimaneva ancora uno, due se contava quello che Alexander Morgenstern doveva ancora affrontare. La donna tornò concentrata su chi si stava avvicinando a lei a grandi passi.
    Il volto oscurato dalla maschera che tutti i Mangiamorte possedeva, proprio come quella che lei teneva rinchiusa in un baule nella soffitta di casa sua, protetta da incantesimi di qualsiasi tipo, non voleva che suo figlio, una volta cresciuto e curiosando in giro, potesse scoprire del suo passato in quel modo. Glielo avrebbe raccontato lei un giorno, abbastanza grande da comprendere.
    Odiava quella maschera, odiava quel marchio sul braccio, odiava quella parte del suo passato che avrebbe tanto voluto cambiare. La sete di vendetta era stata talmente forte da poter portare una giovane donna ad unirsi a quella cricca di maghi oscuri.
    Teneva talmente tanto a suo fratello da seguire le sue orme, anche se significava tutto quello.
    L'uomo era a qualche metro di distanza da lei quando, con uno scatto fulmineo la donna mosse il catalizzatore e, con un incantesimo non verbale, riuscì a fargli qualcosa.
    Non era ben certa che ciò che aveva pensato fosse andato a buon fine dato che era stata distratta dalla voce dell'ex Corvonero a pochi passi da lei.
    Quelle parole la fecero voltare d'istinto, era infatti da tantissimo tempo che non sentiva quella semplice ma terribile parola.*

    Crucio.



    *Quello non ea un semplice incanto che provocava solletico, no, era terribile e mai si sarebbe aspettata di sentirlo pronunciare da Alexander, quel ragazzo che anche se non conosceva abbastanza bene, era riuscita ad inquadrare.
    Era brava a capire le persone, o forse no.
    Alexander Morgenstern era diverso da suo zio, non avrebbe mai provocato dolore a qualcuno senza una vera motivazione, anzi: non avrebbe provocato dolore ad altri, punto. Eppure eccolo li, con la bacchetta puntata verso la vittima designata ad eseguire quell'incantesimo oscuro.
    Gli era capitato qualcosa dall'ultima volta che l'aveva visto. Non solo era cambiato fisicamente, ma anche interiormente. Quello non era il simpatico, ma forte ragazzo che aveva incontrato e con cu aveva chiacchiero nella Foresta Proibita.*

    Divertiamoci, io e te.

    *Affermò il giovane uomo, dopo che Charlotte riuscì a mettere ko il suo secondo avversario con una mattonella volante proprio dritto in fronte.
    Non era certo nella di che, ma almeno si era liberata di un peso.*

    ALEXANDER! Ora basta.

    *Disse a voce alta la ventisettenne quasi a rimproverare il suo compagno di duello e di squadra.
    No, quello non era l'Alexander che conosceva, gli era successo qualcosa nel periodo in cui era stato lontano da tutto e da tutti. Sembrava quasi che il giovane Morgenstern fosse diventato proprio come suo zio, Victor, uomo che conosceva pure lei.
    Avrebbe scoperto cos'era accaduto a quella giovane anima, anima che si era contaminata con l'oscurità.
    Solo in quel momento iniziò a collegare fatti accaduti nelle settimane precedenti, con il ritorno del Corvonero e il suo misterioso atteggiamento. No... Non poteva essere, era troppo perfino per lui.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Il petto del giovane mago si alzava ed abbassava velocemente, ad intervalli irregolari, mentre la temperatura notturna sembrava abbassarsi sempre più. L'adrenalina, ormai, era tutto ciò per cui Alexander viveva, era l'aria stessa che respirava. I suoi occhi erano puntati in quelli del Mangiamorte che poco prima aveva cruciato, occhi che vedeva colmi d'odio ed oscurità, una tenebra che, seppur in maniera leggermente diversa, ora dimorava anche in lui. Era così che appariva? Era così che Alexander era diventato? No. Era un mostro, innegabile, ma non di quella specie. E poi ci fu quella voce, una che percepì lontana, in modo talmente distratto da poter essere definita l'eco di sé stessa, prima di individuarne la fonte: Charlotte era lì, a guardarlo di certo con un bel po' di sorpresa, ma con una massiccia dose di sgomento e quel che sembrava un pizzico di rabbia. Fu in quel momento che la guardò con decisione, ammonendola, quasi volendo sottolineare ciò che prima lei stessa aveva detto: "non sono più una tua insegnante". Si, quelle parole non potevano che essere per la Cruciatus, una delle maledizioni senza perdono, la seconda magia nera ritenuta più ripugnante dalla società magica. Quasi gli venne da sorridere, a quel pensiero: se solo quei bigotti avessero saputo di più sulle arti oscure. Non erano semplici e futili sventolii di bacchette e formule arrangiate. Era incredibile quanto sembrassero ignorare quelli che erano veri e propri rituali oscuri, incantesimi con formule tanto complesse quanto laboriosa fosse la preparazione necessaria. O semplicemente non volevano nemmeno pensarci. Con Charlotte avrebbe sistemato più tardi, le cose. Per ora, il Mangiamorte che lo guardava in cagnesco stava chiamando a sé tutta l'acqua presente nelle pozzanghere di quel vicolo, probabilmente desideroso di annegare il suo avversario, intrappolandolo in una sfera. E fu quando l'acqua si frappose fra i due che Alex fece scaturire fulmini dalla punta del suo catalizzatore che, toccando l'acqua, sembrarono impazzire per scaturire dal lato del Mangiamorte, dritte contro il suo petto, staccandolo letteralmente da terra per farlo rotolare più in profondità nel vicolo, facendogli perdere la concentrazione e spezzando quell'inizio di Aguamenti.*

    Hai sentito la signora?

    *Ridacchiava Alexander, camminando verso di lui a lenti e misurati passi, sicuro d'avercelo in pugno, d'averlo indebolito troppo con quell'incanto, vedendolo provarsi ad alzare con fatica, ansante e dolorante, mentre il giovane Morgenstern si rivolgeva a lui con un sorrisino angelico in netto contrasto con un tono ricolmo d'un odio che sarebbe stato in grado di sgretolare la pietra.*

    Ed io che volevo giocare ancora un po'...

    *Forse era meglio così. L'acqua aveva aumentato la potenza dell'incantesimo elettrico, indebolendo fin troppo quel che sembrava un valido avversario. Forse un po' lento, ma sembrava promettente. Era lì, barcollante, troppo indebolito per poter castare qualcosa che avesse potuto rendere inutile un semplice Protego e, per un Mangiamorte, questo era parecchio imbarazzante. Fu così che Alex lo prese per il collo, facendogli sbattere con forza la nuca contro il muro alle sue spalle, lasciandolo rovinare a terra, privo di sensi. Si materializzò accanto alla Mills, proprio mentre l'ultimo Mangiamorte, su tutte le furie, abbandonava il vicolo. Si sistemò alla destra di lei, non staccando gli occhi da quest'ultimo, pronto ad intervenire nell'assurdissimo quanto improbabile caso lei avesse avuto bisogno d'una mano.*

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 312546
       
       

    *Dopo i suoi sguardi e le sue parole l'atteggiamento di Alexander sembrò quasi essere contenuto, come tenere in gabbia un animale selvatico.
    I successivi incantesimi non nuosero alla vita dei suoi avversari, ma li mise lo stesso ko per un po' di tempo, abbastanza da lasciare tempo a Charlotte e Alexander di allontanarsi.
    La donna rimase ad osservare il giovane compagno di duello. Solo in quel momento iniziò a farsi domande su tutto quello. Perché Morgenstern si trovava a Notturn Alley quella sera? Perché quella smania di aiutarla dopo tutte le cose che gli aveva tenuto nascosto?
    Conosceva suo zio, sapeva di lui fin dal suo arrivo a Hogwarts fin da quando aveva iniziato ad insegnare al castello, eppure non glielo aveva mai raccontato, aveva tenuto tutto per se ed era andata avanti.
    Tutto quel risentimento verso i Mangiamorte? Proprio quelle losche figure che, nelle settimane successive avevano fatto una brutta fine come recitavano numerosi articoli della gazzetta del profeta.

    [INIZIO FLASHBACK - qualche giorno prima]

    *Il sole entrato dalla finestra, con i suoi deboli raggi mattutini svegliarono la padrona di quella grande casa a Hogsmeade.
    Charlotte MIlls era abituata a svegliarsi preso, per svolgere le sue varie commissioni, come ad esempio recarsi a Diagon Alley per reperire ingredienti per una pozione che, nel suo scantinato, ribolliva da giorni.
    Quella mattina però la voglia di uscire e smaterializzarsi di qua e di la era pari a zero. In cucina l'aspettava un abbondante colazione, insieme al solito e quotidiano da leggere: la Gazzetta del Profeta.
    Ancora in vestaglia entrò in cucina. La colazione di quel giorno comprendeva uova e bacon, una delizia al palato della donna, ex Mangiamorte.
    La vestaglia leggera e dalle maniche corte lasciavano in evidenza un marchio a cui lei non faceva più caso. Quando si trovava in compagnia di qualcuno cercava sempre di nasconderlo con maniche lunghe o con incantesimi specifici, ma in casa sua non aveva nessun motivo per oscurarlo.
    Stava sorseggiando il succo di zucca quando lo sguardo le cadde sul titolo in prima pagina del giornale che ammcora non aveva letto.


    Per un attimo il suo cuore smise di battere, per tornare a battere come prima.
    Certo, Charlotte viveva nel presente, dove lei ormai non era più una di quelle "losche figure", ma viaggiava con la mente e nessuno poteva considerarsi salvo con un marchio impresso a vita sulla pelle. E se quella figura misteriosa fosse entrata, di notte a casa sua e così, di punto in bianco, decidesse di lasciare di nuovo orfano il piccolo Kyle.
    Certo la paura era grande, ma anche la sua voglia di ricominciare da zero, proprio come se quel segno malvagio sulla pelle non esistesse, e fino a quel momento, passo dopo passo, ci stava riuscendo.*

    [FINE FLASHBACK]

    *Immobile e silenziosa osservava Alexander.
    Era cresciuto dalla prima volta che l'aveva incontrato durante una delle sue lezioni, eppure lo stesso Alexander Morgenstern si trovava difronte a lei. Aveva appena cruciato un uomo e, impassibile, non aveva detto nulla. Doveva ritenersi fortunato che le Maledizioni Senza Perdono non fossero più tanto sotto controllo come anni prima.
    Li difronte a lui, a pochi passi di stanza lo osservava fino a quando poche parole le uscirono senza pensare.*

    Grazie


    *Disse la donna abbozzando un lieve sorriso, dopotutto quel giovane uomo l'aveva informata di chi le stava alle calcagna, uomini di cui lei non si era accorta e che, senza il suo aiuto, avrebbero potuto ucciderla in pochissimi secondi.
    Quel sorriso però scomparve subito dopo, insieme alle successive parole.*

    Dobbiamo parlare.

    *Affermò mentre riponeva nella tasca del lungo mantello il suo fidato catalizzatore magico.
    Avrebbero parlato difronte a quel famoso Whiskey Incendiario che il mago ancora le doveva? Probabilmente si, e di cose da spiegargliene ne aveva scuramente tantissime.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Con lo sguardo passava in rassegna i corpi dei Mangiamorte, ognuno di essi privo di sensi. Quella sera era uscito per raccogliere informazioni, per cercare di venire a capo di un intricato e losco incontro fra degli Auror e dei Mangiamorte. L'ultima parte offriva alla prima un qualcosa per ricevere immunità ed aiuto diretto nell'insabbiare le prove che avrebbero incriminato molti maghi oscuri. Era tutta quella gente il bersaglio di Alexander. Nelle tenebre, ogni notte, si incontravano questi soggetti e tramavano, cospiravano e s'accordavano. Era una cosa dannatamente frustrante. Catturava qualche Mangiamorte e qualche Auror corrotto per eliminarli, ma poi? Era una piaga in pieno fermento e da qualche settimana a quella parte aveva la costante e frustrante sensazione di star raccogliendo unicamente briciole di quel che era un piano immensamente più grande.*

    "Da quanto va avanti, questa storia?"

    *Pensò l'ex Corvonero, stringendo con appena più forza la bacchetta fra le dita, continuando a guardare quegli uomini riversi a terra, due dei quali avvolti fra delle spire di serpi, privi di sensi. Tutto quel trambusto avrebbe dovuto mettere in allerta gli Auror già da un po', perciò era solo questione di tempo prima che questi fossero piombati in quel luogo e, in una vita come quella di Alex, meno si aveva a che fare in modo diretto con il Ministero della Magia e meglio era. Con un sospiro annullò l'Incarceramus Horribilis con un semplice movimento della bacchetta, sentendo poi le parole di Charlotte. Si voltò verso di lei, facendo spallucce con un sorrisino.*

    Di niente. Non sarei potuto restare a guardare. Cinque Mangiamorte sarebbero troppi da gestire anche per Harry Potter in persona.

    *Le fece così un occhiolino, rilassandosi in una lieve risata: no, non era uno sciocco. Gli occhi di Charlotte Mills parlavano fin troppo chiaro quella sera, e di certo lui non si era trattenuto per evitare nascessero sospetti. Avrebbe potuto aiutarla in altri modi, castando continuamente incantesimi nell'ombra, smaterializzandosi da un angolo all'altro, e così lei non lo avrebbe visto. Perché dunque aveva deciso di buttarsi nella mischia? Semplice. Perché Charlotte poteva essere una risorsa preziosa. Era un Corvonero, ed era stato abbastanza sveglio da agire nell'ombra per un anno intero, non attirando su di sé la benché minima traccia, limitandosi a non cancellare le proprie tracce perché non ne lasciava nemmeno una, neppure superficiale. Aveva pianificato tutto, nei minimi dettagli, ma ciò che voleva da Charlotte erano delle informazioni, tutte quelle che la strega avrebbe potuto dargli. Per fare questo, però, era stato necessario un piccolo atto di fede in segno di fiducia: no, non le aveva detto direttamente chi fosse ad uccidere i Mangiamorte, ma si era dimostrato ben più che feroce e spietato in combattimento, lasciandole intendere quel che era la verità su di lui. L'unico modo per ottenere informazioni era quello d'ottenere la fiducia di Charlotte.*

    Concordo. Ma non qui. Stanno per arrivare gli Auror e, alle loro domande, non voglio rispondere.

    *Altra mollica di pane: "alle loro domande non voglio rispondere". Questa era una chiara imbeccata che assicurava a Charlotte una risposta ad ogni domanda che probabilmente si agitava nella sua mente. Fu così che il Corvonero posò una mano sulla spalla della donna, senza tante cerimonie, chiudendo un istante gli occhi e smaterializzando entrambi. I piedi dei due toccarono terra in un piccolo bar a meno di quattro chilometri dal "campo di battaglia", e prima che la Mills aprisse bocca, Alex spiegò.*

    A quest'ora gli Auror avranno già cominciato a lanciare incantesimi anti smaterializzazione, indebolendo così i nostri tentativi di materializzarci lontano. Inoltre, chiunque scappi di notte da Notturn si rifugia al Paiolo Magico. E' dunque scontato dire che il primo posto ad essere setacciato dagli Auror sarà quello. Inutile dire che il proprietario del locale non è corruttibile, perciò ogni speranza d'aiuto da parte sua è inutile.

    *Aveva pianificato tutto, da vero figlio di Rowena. A vederlo Alex era un ammasso di muscoli, e già da questo si poteva comprendere quanto lo zio l'avesse allenato per fargli sviluppare la forza fisica. Ma la vera e propria arma del ragazzo era la sua mente.*

    Il che ci porta qui. Ho scoperto questo posto nemmeno un mese fa, e proprio quella sera hanno ucciso un mago qui dentro. Tantissimi testimoni, ma nessuno è intervenuto, né è arrivato qualche Auror a fare domande. Sono tornato la sera dopo ed indovina? Nessuno. Sono tornato per altre due settimane, e nonostante i morti sempre in crescita gli Auror non sono mai venuti.

    *Fece spallucce con un sorrisetto, guardandola negli occhi con fare da vero furbastro, prendendo posto ad un piccolo tavolo nell'angolo, il posto perfetto per chi non voleva essere disturbato, ma non prima d'aver ordinato al cameriere due whisky doppi e con ghiaccio. Si sedette per primo, guardando la donna con fare divertito, rivolgendosi a lei con tono scherzoso ma dicendo tutto in una semplice frase.*

    Si, professoressa Mills, ho fatto i compiti. Sono pronto per l'interrogazione.

    *Aveva scoperto le sue carte. Il bello doveva ancora cominciare, mentre vedeva il cameriere cominciare a portare gli alcoli al loro tavolo*

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 312546
       
       

    *Quel ringraziamento le era venuto automatico, dopotutto se non ci fosse stato lui cinque Mangiamorte da sola non sarebbe stata in grado di affrontarsi.
    Alex però le era sembrato strano, ed era proprio per quello che le successive parole le pensò e le disse con uno sguardo serio in volto. Fu così che il Corvonero posò una mano sulla spalla della donna e senza tante cerimonie si smaterializzarono in un luogo che lei non conosceva.
    Per un attimo però non le importava dove si trovava, ma solo quella sensazione di malessere che la smaterializzazone le procurava spesso. Ormai ci era abituata, a procedere a quello spostamento materico senza avertente l'aveva assai scombussolata.
    Per poco non cadde a terra, ma riuscì a rimanere in piedi per davvero poco.
    Erano lontani da Notturn e Diagon Alley e a confermarglielo fu proprio il giovane mago al suo fianco. Il suo ragionamento non faceva una piega.
    Abbozzò un sorriso ed annuì, entrando poi nel locale difronte alla quale si erano ritrovati.
    Le raccontò di come aveva trovato quel luogo e molto, molto altro. Non sapeva se era lei che coglieva segnali inesistenti o fosse proprio lui a lasciargliele o involontariamente le stava dicendo qualcosa.
    La ventisettenne rimase ad osservarlo, anche quando il cameriere gentilmente aveva portato i due whiskey incendiari.*

    Si, professoressa Mills, ho fatto i compiti. Sono pronto per l'interrogazione.

    *Gli disse il giovane Morgenstern.
    Aveva scoperto definitivamente le sue carte, e quindi era giunto il turno di Charlotte.
    Lo sguardo fisso e scrutatore si abbassò solo in un secondo momento, passando dall'incarnato di Alexander al bordo del bicchiere difronte a lei.



    Non lo dava a vedere ma nella sua mente tutte quelle informazioni stavano iniziando a mescolarsi fino a raggiungere una sola ed unica soluzione, forse non tanto plausibile, ma era comunque una probabile soluzione.
    Quelle "molliche di pane" che le aveva lanciato, quegli incantesimi evocati durante il duello, il suo ritorno improvviso che combaciava con quello scritto sulla Gazzetta del Profeta. Quello era l'unica cosa alla quale riusciva a pensare.
    Charlotte era una strega adulta, di certo non era stupida, e aveva un certo talento nello scoprire "loschi affari", non per nulla era stata una Mangiamorte pure lei e aveva imparato dal migliore.*

    Senti Morgenstern,...
    Hai usato una delle Maledizioni Senza Perdono e tu, almeno fino a quando frequentavi Hogwarts, ne eri contrario.
    Dicevi di essere diverso da tuo zio, ma a me sembra quasi che tu stia diventando come lui.


    *Disse la ventisettenne che estrasse dalla tasca interna del suo mantello una pagina strappata del quotidiano più letto tra i maghi. Era proprio quella pagina che l'aveva attirata qualche giorno prima.
    La mise sul tavolo tra lei e Alex.*

    Si o no? Presumo che la domanda tu la conosca di già.

    *Domandò con lo sguardo fisso verso le sue iridi scure, proprio come i capelli un po' ribelli e in disordine.
    Alexander Morgenstern era cambiato nel periodo della sua assenza, ma per lei sarebbe rimasto sempre quel ragazzo con la divisa da Corvonero.. SOlo con qualche anno in più.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Il mesto vociferare di quel locale, quasi un sussurrare sembrava il suono d'una dolce ed oscura ninna nanna composta per i viandanti stessi, quei cercatori delle tenebre che, quando la luce infuriava, necessitavano un riparo da essa, fra le braccia della stessa tenebra che li aveva forgiati, formati e spinti ogni giorno. Era così che si sentiva il Rettilofono, i muscoli rilassati e l'espressione di chi sapeva di star per intraprendere una discussione non propriamente piacevole, la stessa di un ragazzo che aveva predisposto tutto affinché fosse Charlotte a comprendere, lei e nessun altro. Sentiva di potersi fidare di lei, facendo magari leva sul suo passato da Mangiamorte per farle comprendere quel senso del dovere che avvertiva. Di certo non si sentiva in dovere verso il Ministero in nessun modo, né tanto meno nei confronti della società magica: lui faceva quel che faceva per le prossime generazioni di maghi e streghe. Lo faceva per i bambini che ogni giorno si accalcavano di fronte Olivander, aspettando impazienti d'avere l'età per comprare la loro prima bacchetta magica, lo faceva per quegli stessi ragazzini che partivano ogni settembre dal binario 9 e 3/4, lo faceva nella speranza d'un futuro migliore. Le parole della Mills arrivarono dirette e senza girare troppo attorno a ciò che lei stessa non poteva non pensare in quel momento, parole che fecero sorridere Alexander, quello che era diventato un uomo fin troppo schietto per lasciarsi prendere in strani ed assurdi giri di parole, mentre prendeva un sorso dal suo bicchiere, sentendo il forte liquore scendergli il gola in una sensazione d'intenso calore, mentre il sapore forte gli riempiva le labbra, guardando il ritaglio di giornale che Charlotte aveva adagiato sul tavolo, guardandosi attorno con fare circospetto, prima di tornare con gli occhi neri in quelli della sua interlocutrice, mormorando con un sorrisino.*

    Bingo.

    *Un sorriso soddisfatto gli distese ulteriormente le labbra, mentre prendeva un altro sorso di liquore e si avvicinava ancora di più a lei con la sedia, praticamente affiancandola, quasi fino a sfiorarla per evitare di essere sentito da qualcun altro. Cominciava il tempo delle spiegazioni.*

    Sono io il serial killer dei Mangiamorte. Anche se questo ritaglio non dice la verità, non tutta almeno.

    *Un ennesimo sorso di liquore segnò la pausa che stava dando alla Mills per elaborare, per non riempirla di troppe informazioni tutto in una volta, cercando i suoi occhi scuri e, quando li trovò, aggiunse un altro tassello a quel puzzle che veniva man mano a crearsi.*

    Per essere precisi, cosa che la Gazzetta non avrebbe mai potuto essere, faccio fuori alla volta due persone: il Mangiamorte e l'Auror che ha appena corrotto. Lascio assieme alle carte, quelle che sono i miei indizi per gli idioti del Ministero un abbondante fascicolo pieno delle prove che quei due cadaveri se la intendevano. Gli Auror vengono pagati ogni volta con somme spropositate di denaro, lasciando così liberi di agire i Mangiamorte.

    *Vuotò il bicchiere, alzando un braccio per richiamare a sé il cameriere, facendogli capire che avrebbe dovuto lasciare lì la bottiglia e congedandolo immediatamente, tornando a guardare Charlotte. Non la guardava davvero. I suoi occhi si fecero così distanti, almeno per un momento, mentre si versava altro liquore e portava il bicchiere alle labbra, mormorando.*

    Il mio non è un semplice eliminare corrotti e corruttori, è ricerca. Sto investigando per capire chi c'è a capo di tutto questo e, quando lo avrò scoperto, potrò porre la parola fine a questa storia. Potrà tornare un mondo dove, luce e tenebre siano ben definite e non mischiate fra loro come ora.

    *Solo allora prese un altro sorso di whisky, decidendo di non dire null'altro. Aveva già detto troppo, e l'aveva fatto da solo. Avrebbe dato a Charlotte il tempo d'elaborare con calma il tutto e, quando e se avesse avuto domande, gliel'avrebbe poste e lui sarebbe stato lieto di risponderle.*

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 312546
       
       

    *Charlotte aveva un certo fiuto per cose di quel genere.
    Quando Alexander le confermò si, era proprio lui quella persone di cui parlavano i giornali solo che il giornalista aveva omesso alcuni dettagli che lui le raccontò.
    Le raccontò tutto per filo e per segno. Capiva il perché di quel locale: intorno a loro non c'era nessuno e nessuno poteva quindi captare ciò che i due si stavano dicendo. la donna rimase ad osservarlo impassibile, mentre la sua mente si riempiva di pensieri.
    Raccontò che oltre a mettere fine alla vita del Mangiamorte e dell'Auror corrotto lasciava sulla scena delle carte. Subito non riuscì a capire a cosa si riferiva, dato le lacune della Gazzetta del Profeta, ma di sicuro se lo sarebbe fatto spiegare.
    Il suo ragionamento non fece una piega.
    Insieme bevvero quel Whiskey facendosi lasciare la bottiglia dal cameriere che non sembrava esserne sorpreso, forse era abituato a certe cose.*

    [...]Sto investigando per capire chi c'è a capo di tutto questo e, quando lo avrò scoperto, potrò porre la parola fine a questa storia.

    *A quelle parole la donna difronte al giovane mago rabbrividì.
    Lei, forse, sapeva chi c'era dietro a tutto quello. Aveva fatto parte di quella combricola di maghi oscuri per molto tempo, aveva incontrato (anche se poche vlte) chi c'era alla cima della catena, e aveva come l'impressione che tutto quella corruzione fosse opera sua.*

    So chi è a capo di tutto questo... Forse.

    *Affermò l'ex Serpeverde dopo aver dato un altro sorso di uella bevanda che scese giù riscaldandola. Era una sensazione piacevole, estremamente diversa da quella che quella situazione le faceva provare.
    Sinceramente non sapeva se voleva, o meno, aiutare Alexander. Si era allontanata da quel mondo per una specifica ragione e anche osservare l'oscurità da quella distanza, distanza che Alexander aveva avvicinato, le creava disagio. Non era al sicuro e non lo sarebbe stata neppure la sua famiglia se tutto quello sarebbe continuato.
    Come poteva vivere in un mondo dove l'oscurità continuava a mischiarsi alla luce? Alla fine lo capì: la soluzione del giovane Morgenstern era forse l'unica disponibile.
    L'idea di aiutare il giovane mago l'allettava, ma allo stesso tempo la sicurezza di suo figlio veniva prima di tutto.*


    @Alexander_Morgenstern,