• Elena_Apefrizzola

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1117
       
       

    Maggio era ormai al suo inizio e l’aria secca dell’inverno aveva ceduto da tempo il passo all’umidità tipica di quel mese bizzarro. Hogwarts sembrava riempirsi di nuova vita ogni giorno che passava; non solo la natura rinasceva a nuova vita, ma anche gli studenti, seppur stanchi e provati dalle scadenze scolastiche, sembravano sentirsi più leggeri e liberi, anche grazie alle passate festività pasquali.
    Elena quella mattina però non condivideva il loro stesso stato d’animo. Pur amando la primavera con la sua aria umida e ammirando le prime gemme sugli alberi, i fiori e il ritrovato sole, si sentiva tesa come una corda di violino.

    *Chissà se anche i miei colleghi si sono sentiti così durante il loro primo giorno da insegnanti*



    Si sorprese a pensare la Corvonero, mentre con passo incerto si avviava verso il sesto piano di Hogwarts, diretta alla sua nuova mansione. Ripensandoci ora neanche lei si rendeva conto della follia commessa nel richiedere la cattedra di Aritmanzia. Pensava continuamente di non essere adatta a quella materia, che pure l’affascinava più di ogni altra nella scuola; ma forse, semplicemente, non si fidava di se stessa, sapendo che spesso a causa della sua sbadataggine finiva per commettere guai.
    Arrivata di fronte alla porta dell’aula la aprì con la chiave che la preside le aveva dato. Era già entrata nella stanza nei giorni precedenti per prepararla alla lezione, ma oggi tutto le sembrava diverso. Aprì i tendaggi delicati, spalancando la visuale dell’aula sulle stupende montagne illuminate dal sole e poi iniziò a sistemare le sue cose sulla cattedra. Era in leggero anticipo, ma notò con piacere la puntualità degli studenti che, entrando timidamente in aula, nel giro di pochi minuti occuparono quasi tutti i posti disponibili. Elena attese le nove esatte, prima di salutare i presenti e dare il via alla lezione.

    “Buon giorno ragazzi e ben trovati!”

    Iniziò salutando i presenti. Solo con quelle poche parole seppe di aver dato il via alla lezione e mentre un coro dissonante di risposta si alzava dai banchi, la sua tensione sparì, per lasciare il posto ad una fiera determinazione.

    “Sono la professoressa Apefrizzola e sarò la nuova docente di Aritmanzia. Mi aspetto da voi studenti il massimo impegno, rispetto e serietà ed anch’io mi impegnerò per il medesimo risultato nei vostri confronti.”

    Disse decisa, tentando di chiarire subito cosa si aspettava da loro e cosa si impegnava a garantire lei stessa. Vedendo alcune facce basite, forse stupite dalla sua determinazione, nonostante la giovane età, le si aprì un sorriso sul volto.

    “Le nostre lezioni saranno ricche di conoscenze, ma non temete, potrete sempre rivolgermi le vostre domande alzando la mano… cercheremo così di sviscerare i segreti dell’Aritmanzia insieme, attraverso il dialogo e il confronto.
    Dunque, so già che molti di voi sapranno cos’è l’Aritmanzia e da quali antiche discipline essa trae origine. Vorrei però sentire le vostre voci, quindi chi sa dirmi tali informazioni, in modo da introdurre anche i più giovani allo studio della materia?”


    Chiese con fare complice, vagando con lo sguardo trai banchi. Un giovane Tassorosso alzò la mano e lei gli fece cenno di alzarsi e di rispondere.

    “Ricordo che l’Aritmanzia è una particolare forma di divinazione, in grado di svelare un possibile futuro attraverso l’interpretazione dei numeri. Trae origine dalla Numerologia, dall’Isopsefia, dalla Ghematria e dall’Onomastica, antiche discipline greche ed ebraiche.”

    Rispose puntualmente lo studente. Elena soddisfatta riprese la parola e fece cenno allo studente di sedersi.

    “Benissimo signor Renny, 5 punti a Tassorosso!
    In più rispetto a ciò che il vostro compagno ha appena detto, vi ricordo che anche popolazioni più antiche avevano già utilizzato i numeri per provare ad interpretare il futuro, ma soprattutto tentare di collegare i concetti microscopici come l’uomo e gli esseri viventi, con il macroscopico moto dell’universo. Tra queste civiltà ricordiamo i caldei e gli egizi.”


    Disse ammirando la memoria pimpante degli studenti e iniziando a camminare di fronte alla cattedra. Era agitata ed entusiasta e ciò traspariva dal suo comportamento.*

    “Ora però vi pongo un’altra domanda: chi sono i padri dell’Aritmanzia?”

    Questa volta fu una Serpeverde ad alzare la mano ed Elena le diede volentieri la parola, nonostante fino a poco prima la ragazza stesse parlottando animatamente con la compagna di banco; se le domande fossero servite a catturarne l’attenzione tanto meglio.

    “I padri dell’Aritmanzia sono Pitagora e Agrippa.”

    “ Perfetto signorina Clark, due punti a Serpeverde! La prego però di non parlare con la sua compagna quando inizia la lezione.”

    Elena tentava di apparire severa, ma dentro di sé gioiva ad ogni risposta esatta e contemplava le facce attente degli studenti che, dopo aver trascurato a lungo quella materia, finalmente erano felici di riprenderne lo studio. Il tempo però trascorreva impietoso e la giovane insegnante sapeva di dover introdurre velocemente il tema della sua lezione, trascurando per ora alcuni aspetti della materia già trattati dalla precedente insegnante.

    “Bene ragazzi, vedo con piacere che ricordate i temi salienti delle lezioni della mia collega Mondlicht. E’ quindi arrivato il momento di introdurre l’argomento della lezione odierna.”

    Con uno svolazzo della bacchetta fece apparire alla lavagna un piccolo simbolo, che racchiudeva in se tutto l’argomento della lezione.



    “Oggi parleremo dello stretto rapporto che lega i numeri alla natura.

    Una mano si alzò timidamente tra i banchi e la docente diede la parola alla giovane Corvonero che voleva porre una domanda.

    ”Mi scusi professoressa, ma cosa c’entra il rapporto tra i numeri e la natura con l’Aritmanzia, che utilizza i numeri per dare un’interpretazione al futuro?”

    Elena si aspettava quella domanda e fu lieta del fatto che le fosse stata posta prontamente; era infatti il segno evidente che i giovani ricordavano i fondamenti della materia.

    “Signorina Largh la sua domanda è estremamente pertinente. Avrete però ormai capito che il futuro è estremamente variabile e vorrei sottoporvi in questa lezione l’analisi di un numero imprevedibile e reale al tempo stesso. Si da il caso che tale numero descriva spesso il mutare della natura stessa, tanto da essere chiamato Proporzione divina.”

    La faccia della giovane Corvonero sembrava ancora poco convinta dalla risposta, ma si sedette e iniziò come gli altri studenti a prendere appunti. Dopo la spiegazione sarebbe stato tutto più chiaro, Elena così riprese.

    “Quella lettera greca che vedete alla lavagna si chiama Phy ed indica un numero irrazionale in grado di collegare le variazioni naturali ad uno scorrere logico e individuabile. Anche detta Sezione aurea, serie di Fibonacci e appunto Proporzione divina, il numero in questione è il seguente…”



    “E’ giunto fino a noi grazie al contributo di numerosi e geniali studiosi matematici, anche se le prime testimonianze della conoscenza di tale numero sono rintracciabili nella piramide di Cheope nel 2560 a.C.. Le proporzioni del monumento infatti rispettano in pieno il rapporto della sezione aurea, anche se non possiamo conoscere se gli egizi abbiano utilizzato consapevolmente il numero o se il suo utilizzo sia semplicemente casuale. In età odierna è infatti noto che misure in grado di rispettare il rapporto aureo portino ad avere un’estetica ottimale e apprezzabile; forse gli egizi utilizzarono lo stesso concetto di bellezza per la costruzione, senza badare al preciso e strabiliante rapporto delle proporzioni. Il primo a studiare e comprendere gli utilizzi del φ fu quindi con molta probabilità uno dei prima citati padri dell’Aritmanzia: Pitagora.”

    Fece una piccola pausa notando i volti concentrati dei ragazzi e riprendendo fiato dal lungo discorso.

    “Sicuramente il matematico conosceva i numeri irrazionali, per via dell’applicazione del suo teorema sui triangoli isosceli, ma il fatto che questi avessero parte decimale disordinata, imprevedibile e infinita, lo turbò profondamente. La scoperta dei numeri irrazionali poneva il problema dell’incommensurabilità, un concetto che secondo Pitagora e i suoi discepoli non poteva far parte di una scienza perfetta e ponderabile come la matematica. Ricordate che per Pitagora i numeri rappresentavano il fondamento del Tutto, tanto che la stessa realtà poteva essere compresa solo se la si riduceva ad una quantità misurabile attraverso l’aritmetica. Tutto ciò spinse quindi Pitagora ed i suoi discepoli a fare voto di non parlare mai con nessuno di questa scoperta. La leggenda vuole che Pitagora abbia assassinato un membro della società per impedirgli di divulgarla.”

    Si fermò di nuovo, accorgendosi del fatto che stava divagando rispetto al tema della lezione ed il tempo stringeva sempre di più. Iniziò di nuovo a parlare, cercando di essere sintetica ed arrivare al punto della lezione.

    “I Pitagorici conducevano una vita ascetica, produssero moltissimo ma non lasciarono niente di scritto. Tutto ciò che sappiamo su di loro è frutto dello studio degli scritti lasciati da un altro grande scienziato greco: Euclide. Egli visse nell’Egitto Tolemaico del 300 a.C. fu fondatore della babbana geometria come sistema deduttivo e studioso assiduo delle antiche discipline aritmantiche, ricercando nella natura un legame numerico in grado di delineare uno schema futuro interpretabile. Si affidò molto agli studi pitagorici e ne riportò i fondamenti nella sua opera Gli Elementi, dove compare per la prima volta anche la definizione di φ. Euclide descrisse la sezione aurea come divisione di un segmento di lunghezza a + b in due sottosegmenti, uno più grande a e l’altro più piccolo b, in modo tale che il rapporto tra la lunghezza totale del segmento e la lunghezza di a sia uguale al rapporto dei sottosegmenti. Egli capì che tale numero si riproponeva in diversi aspetti della natura; dal numero di petali di un fiore, alle spirali concentriche di una chiocciola, ma ciò che più di tutto lo incuriosiva era il fatto che φ fosse l’unico numero irrazionale la cui parte decimale fosse uguale a quella del suo quadrato (φ2) e del suo inverso (1/φ).”

    La figura alla lavagna cambiò ed apparve, con un colpo di bacchetta, la sintesi della definizione euclidea.



    ”E’ però nel 1200 che si riprese ad intuire le grandi capacità aritmantiche del numero e colui che le propose all'attenzione degli altri studiosi fu Luigi Pisano, noto a tutti come il Fibonacci. Avrete sicuramente già parlato di lui e della sua opera Liber Abaci che introdusse la numerazione indiana o araba in Europa; ma probabilmente non conoscete il fatto che nella stessa opera il matematico pisano introduceva la serie che in seguito da lui prenderà il nome: la serie di Fibonacci.”



    “Nella serie i numeri si susseguono in uno schema rapido e preciso, in cui ogni nuovo elemento è la somma dei due precedenti. Inoltre i numeri consecutivi della serie non possiedono divisori comuni; i numeri che si trovano in una certa posizione k sono divisibili per tutti quei numeri che si trovano in una posizione x per cui k sia divisibile per x; ma la proprietà più importante, che Fibonacci stesso non comprese, è il fatto che il rapporto tra numeri consecutivi della serie si avvicini sempre di più alla SEZIONE AUREA.”


    Si Fermò finalmente puntando gli occhi in quelli di ognuno dei suoi studenti. Vedeva nei loro sguardi comprensione ed entusiasmo, gli stessi che animavano lei la prima volta che aveva messo mano a quelle meravigliose coincidenze. Era però arrivata alla conclusione della sua lezione ed aveva finalmente raggiunto l’obiettivo.

    ”La successione aurea, o φ, come aritmanti ci mette di fronte ad una scomoda realtà. I numeri nella natura sono in grado di spiegarne con precisione il susseguirsi degli eventi, tanto da farci sembrare inutili ogni possibile interpretazione. Lo studio dell’Aritmanzia in ambito naturale invece è estremamente arduo e non può prescindere dalla serie di Fibonacci. E’ infatti compito dell’Aritmanzia individuare la ciclicità degli eventi naturali e capire, sempre attraverso i numeri, come essi varino con lo scorrere del tempo e prevederli.
    In conclusione, la sezione aurea è forse il numero più affascinante della storia della matematica. E’ stato introdotto in geometria ma poi, inspiegabilmente, ha fatto capolino più volte in contesti molto diversi tra loro, ma sempre ugualmente fondamentali. La sua ricorrenza in ambito matematico non è la sola cosa a rendere la sezione aurea un numero tanto significativo e profondo. Molto più sorprendente è la sua ubiquità in natura: la sezione aurea compare in un’enorme varietà di piante, animali, fenomeni biologici, statistici e fisici. E come se ciò non fosse sufficiente, legate alla sezione aurea esiste anche una serie di forme geometriche che l’occhio umano percepisce come particolarmente belle e che sono state per questo usate da pittori, scultori e architetti di ogni epoca.
    Possiamo dire che per certi versi la sezione aurea assurge a simbolo del collegamento inconfutabile, stupefacente eppure inspiegabile tra matematica e realtà, collegamento che è alla base di tutto il sapere Aritmantico-naturale ma che nella sezione aurea trova una potente sintesi.”


    Scosse la bacchetta puntandola verso la lavagna ed ogni immagine sparì da essa, lasciando il posto ai compiti. Proprio in quel momento la campanella suonò. Esausta e felice la novella professoressa disse agli studenti.

    ”Vi prego di copiare i compiti alla lavagna e di contattarmi nel mio studio per ogni eventuale domanda. Grazie per la vostra attenzione.”

    Con un nuovo colpo di bacchetta i compiti apparvero alla lavagna.

    Citazione:
    COMPITI DELLA LEZIONE


    MODULO A


    QUIZ (15 punti)
    Le informazioni per il quiz le trovate tutte nella lezione.

    MODULO B \"DA NON SVOLGERE\"

    Analizza due esempi di qualsiasi natura (edifici, piante, animali, eventi naturali, etc) in cui è presente il numero della sezione aurea (5 punti ciascuno). Parla poi di cosa ti colpisce del numero e come esso si integra con lo studio dell'Aritmanzia-naturale. (tot. 15 punti)





    I COMPITI DOVRANNO ESSERE CONSEGNATI TRAMITE L’APPOSITO (MODULO) ENTRO E NON OLTRE LE ORE 23:59 DEL GIORNO 26/05/2017

    P.S. Per dubbio o domande inviate tranquillamente un MP oppure venite nel mio ufficio.


    Con un enorme sorriso attese che gli studenti copiassero i compiti e quando anche l’ultimo di loro fu uscito dalla classe tirò un enorme sospiro di sollievo. Non vedeva l’ora di ripetere l’esperienza, era stupendo essere una docente di Hogwarts.



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  • Elena_Apefrizzola

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1117
       
       

    *La professoressa Apefrizzola entrò in classe e, salutando frettolosamente gli studenti, consegnò loro le correzioni. Era fiera di quegli elaborati, poiché i ragazzi avevano capito perfettamente una lezione difficile e particolare, come quella sulla SEZIONE AUREA.*

    Citazione:
    RISULTATI - SEZIONE AUREA

    SERPEVERDE


    @Ambra_Devillers
    MODULO A: se eseguito è già accreditato sul profilo personale
    MODULO B: 12/15 Buona ricerca. Complimenti, ottimo lavoro! Soprattutto nella prima parte.
    TOTALE: 12/15 (Oltre ogni previsione)
    GIUDIZIO: Hai fatto esempi calzanti ed il primo era veramente ben strutturato.
    Un po deludente invece il secondo esempio, dove ci sarebbe stato molto si cui parlare.
    Nel complesso un buon lavoro!

    CORVONERO


    @Kribja_Armstrong
    MODULO A: se eseguito è già accreditato sul profilo personale
    MODULO B: 15/15 Ottimo lavoro! Ricerca estremamente approfondita.
    TOTALE: 15/15 (Eccezionale)
    GIUDIZIO: Gli esempi erano ottimi ed perfettamente dettagliati.
    Si notava l'impegno in ogni fase del compito!

    TOTALE PUNTI PER CASATA

    SERPEVERDE=12 PUNTI
    CORVONERO= 15 PUNTI
    GRIFONDORO=//
    TASSOROSSO=//