• Lavinia_Grent

    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1778
        Lavinia_Grent
    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    RUNE FEHU e HAGALAZ

    Ottobre era appena iniziato. Il Castello di Hogwarts era entrato in pieno autunno. Il giardino si era riempito di foglie gialle, arancio e marroni. Anche il clima era cambiato, le temperature si erano abbassate e gli studenti avevano iniziato a indossare le divise invernali. L’anno scolastico era iniziato da un mese e in tutto il Castello erano ormai riprese le normali attività. C’era stato un grandissimo cambiamento a Hogwarts, la Preside Sibilla aveva lasciato il suo posto perché aveva accettato un lavoro di ambasciatrice oltreoceano. Al suo posto era stata nominata Charlotte Mills, fino ad allora insegnante di Arti Oscure. La professoressa Grent era felice per la sua amica, si meritava davvero tutto. Quella mattina la docente di Antiche Rune stava percorrendo il corridoio deserto del quinto piano verso la sua aula. Mancava poco all’inizio della sua prima lezione dell’anno. Aveva lasciato la piccola Joy a casa a Hogsmeade con Orion, l’Elfo Domestico di sua nonna che si era trasferito in casa sua da due anni ormai. La piccola creatura le era di grande aiuto, soprattutto con sua figlia. La bimba l’adorava e voleva giocare sempre con lui. Lavinia si trovava in un periodo della sua vita un po’ strano, tutto le andava per il verso giusto, soprattutto rispetto a ciò che le era successo in passato. Era soddisfatta sia del suo lavoro di insegnante che di quello da Sindaco e soprattutto aveva una figlia meravigliosa. Era indipendente economicamente, aveva una bella casa a Hogwarts e una famiglia che la sosteneva sempre. Eppure qualcosa la turbava, specialmente in quelle ultime settimane.
    Raggiunse l’aula, aprì la porta ed entrò. Ovviamente non c’era nessuno. Appoggiò la sua borsa sulla cattedra e ne tirò fuori delle pergamene e si sedette sulla sedia lì accanto. Aveva stilato un programma per le lezioni del nuovo anno scolastico. L’anno precedente aveva tenuto lezioni sia pratiche che teoriche su argomenti abbastanza difficili da comprendere per gli studenti. Per il nuovo anno aveva deciso di cambiare un po’, voleva alternare lezioni in cui approfondiva qualche argomento di base ad altre in cui andava avanti con il programma e affrontava nuovi concetti. In questo modo avrebbe facilitato lo studio di quella meravigliosa materia anche ai ragazzi dei primi anni.
    Il rintocco dell’orologio a pendolo appeso in fondo all’aula segnò le nove, gli studenti stavano per arrivare. Infatti, un secondo dopo la bionda donna li vide entrare dalla porta.



    *Eccoli!*

    Pensò la giova insegnante osservandoli entrare e prendere ognuno i propri posti nei banchi di fronte a lei. Erano proprio in tanti. Alcuni erano facce già conosciute, la maggior parte, invece, non li aveva mai visti, molto probabilmente si trattava di studenti del primo anno. Aveva fatto bene a decidere di cominciare l’anno con un argomento di base abbastanza semplice.

    ”Buongiorno a tutti! Vedo visi noti e visi nuovi. Per quanto riguarda i nuovi sono felice della vostra presenza. Questa materia può sembrare abbastanza noiosa e inutile, ma vi assicuro che se saprete capirla bene scoprire un fantastico mondo molto affascinante.”

    Disse rivolgendosi per lo più agli studenti del primo anno.

    ”Lo scorso anno ho affrontato vari argomenti molto specifici e complicati. Quest’anno ho deciso di modificare un po’ il mio programma. Alternerò lezioni più semplici, in cui affronterò argomenti di base, con lezioni più complesse continuando da dove ci eravamo lasciati lo scorso anno. So che vi piace quando facciamo un po’ di pratica con gli incantesimi runici, ma per oggi potete mettere via le bacchette. Oggi tratteremo un argomento semplice, ma prima facciamo un po’ di ripasso.”

    Aggiunse con un sorriso. Il ripasso serviva ai nuovi studenti. In quella lezione avrebbe parlato nello specifico di due Rune, ma prima doveva un po’ collocarle in un contesto.

    ”Chi di voi si ricorda cosa sono gli Aett e quali sono? Ne abbiamo parlato tante volte.”

    Pose una domanda. Non passò neanche un secondo che già vide tantissime braccia alzate. Sorrise ancora, ne era soddisfatta anche se si trattava di un quesito semplicissimo e anche un po’ scontato per chi studia le Rune. Diede la parola a una ragazza di Grifondoro.

    ”Gli Aett sono dei modi per raggruppare e sono tre: l’Aett di Freya, l’Aett di Hemidall e l’Aett di Tyr.”

    ”Esatto signorina Banks, brava! Cinque punti a Grinfondoro!”

    Esclamò Lavinia soddisfatta del suo lavoro di insegnante.

    ”La vostra compagna ha riassunto in poche parole il concetto di Aett. In sostanza sono tre gruppi secondo i quali viene diviso l’alfabeto runico che per chi si ricorda è formato da 24 Rune, in realtà sono 25 perché c’è anche la Runa Bianca o Wird, ma in questo caso non la consideriamo. Quindi se le Rune dell’alfabeto sono 24 e gli Aett sono 3, ogni Aett comprenderà 8 Rune. Ecco la suddivisione.”

    Detto questo la bionda donna tirò fuori la sua Bacchetta di Noce e con un perfetto movimento di polso fece comparire uno schema dei tre Aett sulla superficie della lavagna alle sue spalle.



    Era stata molto sbrigativa per quanto riguardava gli Aett perché ne aveva parlato tante volte e non voleva soffermarsi troppo a rispiegarli. Quelle poche nozioni bastavano ai nuovi studenti per capire il seguito. Prima di proseguire si fermò un attimo a osservare i ragazzi, avevano tutti una piuma grigia in mano pronti a prendere appunti sulle loro nuove pergamene.

    ”Oggi vi voglio parlare in particolare di due Rune: Fehu e Hagalaz. Ma prima di spiegarle nei dettagli vi voglio introdurre il concetto di poema runico che finora non ho mai accennato.”

    Iniziò la sua spiegazione. I poemi runici erano un argomento che riguardava la fonetica e la dialettica runica. Non ne aveva mai parlato nelle sue lezioni perché lo riteneva abbastanza noioso, però in quel caso occorreva fare un minimo accenno. I ragazzi alla parola ‘poema’ non mostrarono nessun interesse, in effetti quel termine non preannunciava niente di interessante.

    ”Un poema runico è una strofa esplicativa che serve per spiegare ogni singola Runa dell’alfabeto runico. Esistono tre poemi nella storia delle Rune e sono: il poema runico islandese, il poema runico anglosassone e il poema runico norvegese. Gli studiosi della storia della magia e delle Rune pensano che questi poemi erano utilizzati dalle popolazioni antiche come delle “filastrocche” per ricordare le Rune dell’alfabeto, un po’ come l’associazione lettere-oggetti che viene fornita ai bambini sia maghi che babbani per imparare l’attuale alfabeto.
    Dovete sapere anche che la fonetica delle Rune, ovvero come si pronunciano, non è per tutti uguale, ma cambia in base alla regione geografica e al periodo storico. La pronuncia che utilizziamo noi qui è quella relativa al Germanico Antico.”


    Quelle poche informazioni che aveva dato sui poemi bastavano. In realtà avrebbe potuto aggiungere altre cose come la loro origine, ma ciò avrebbe annoiato ancora di più i suoi studenti. La cosa interessante era associarli alle due Rune che avrebbe approfondito quella mattina.

    ”Detto ciò partiamo con la prima. Si tratta di Fehu, prima Runa del primo Aett ovvero quello di Freya. Essa corrisponde alla lettera F dell’attuale alfabeto latino. Il suo glifo è un linea retta verticale e due linee più corte obblique verso il basso a destra. Come vi ho detto prima, la pronuncia ‘Fèhu’ riguarda noi e quindi il Germanico Antico, mentre in Nordico Antico si dice ‘Fè’, in Anglosassone Antico ‘Fèoh’ e in Gotico Antico ‘Fàihu’.”

    Disse la Grent con una perfetta pronuncia in tutte tre le lingue. Poi sfoderò nuovamente la sua bacchetta e fece comparire la pronuncia precisa sulla superficie nera della lavagna.



    ”Il poema runico anglosassone riguardo Fehu dice:
    ‘La ricchezza è una comodità per tutti; ma ognuno deve donarla liberamente, se vuole accrescere l’onere agli occhi del Signore’. Questa Runa simboleggia genericamente il dono della vita, ovvero i talenti e le nostre qualità. Il poema la descrive affermando che il Signore, inteso come divinità, conferisce a tutti questa ricchezza, questo dono, ma deve essere usato con generosità e non per sé stessi. Questo perché spesso il materialismo può diventare più un peso che un benessere.
    Il poema runico norvegese dice:
    ‘La ricchezza è fonte di discordia tra familiari; il lupo vive nella foresta’.
    Il poema runico islandese, invece, afferma:
    ‘La ricchezza è fonte di discordia tra familiari e fuoco sul mare e sentiero del serpente’.”


    Recitò i tre poemi, ma spiegò solamente quello anglosassone, il più pragmatico a parer suo. Osservò i ragazzi, erano intenti a prendere appunti e ne fu sollevata. Aveva suscitato almeno un po’ il loro interesse.

    ”Ho appena detto che il significato di Fehu è il dono della vita, inteso come una ricchezza ultraterrena che solitamente viene associata a un bestiame sia perché esso ci fornisce nutrimento, quindi un’abbondanza, una sorta di paradiso terrestre.
    Vi ricordate quando vi ho parlato di interpretazione runica? Chi sa dirmi cos’è?”


    Spiegò il significato generale della Runa, ma poi fece una domanda. Aveva parlato tante volte di interpretazione runica, fondamentalmente il suo corso di Antiche Rune si basava su quello, quindi gli studenti un po’ più grandi non avrebbero avuto problemi a rispondere. Infatti vide due bracci alzati. Indicò un ragazzo con indosso la divisa di Tassorosso.

    ”L’interpretazione runica è un metodo che serve per capire il significato delle Rune.”

    ”Certo signor Renny, ottimo! Cinque punti a Tassorosso.
    È proprio così, il nostro fine è sempre quello di dare una spiegazione alle Rune, di interpretarle in qualche modo, non basta solamente tradurle. Se vi ricordate vi avevo spiegato che ci sono due principali metodi di interpretazione runica: uno si basa sul cercare di capire l’intento di chi ha inciso un talismano in base al dominio e l’altro, invece, comprende la Divinazione runica, ovvero dei metodi secondo i quali si possono ottenere delle risposte a quesiti che ci poniamo oppure predire l’avvenire semplicemente affidandosi all’estrazione delle Rune. Chi di voi si ricorda come si chiamano questi metodi?”


    Pose nuovamente una domanda, subito vide una mano scattare in aria. Fece un cenno alla ragazza.

    ”Interpretazione per escissione e interpretazione semplice.”

    ”Giustissimo signorina Armstrong! Cinque punti a Corvonero.”

    La bionda donna era davvero contenta che i suoi studenti si ricordassero i concetti, erano stati bravi e avevano studiato. Quella era una delle più grandi soddisfazioni che poteva ricevere un’insegnante. Fino a quel momento aveva parlato di cose già dette in altre lezioni, ma d’altronde quella mattina tutto si sarebbe basato su cose già accennate in precedenza.

    ”Dal momento che vi ricordate l'interpretazione runica, riferendoci a quella semplice ricordate anche che nei vari metodi di estrazione una Runa può essere estratta dritta oppure capovolta e in base a questo il suo significato cambia. Quando parlo interpretazione di questo, però, faccio sempre una premessa iniziale. Si tratta di pratiche divinatorie e come tali devono essere prese, tutto è sempre molto incerto.
    Bene, per quanto riguarda Fehu nella sua estrazione occorre fare attenzione all’intento, al quesito da porre, perché potrebbe ritorcersi conto. Se estratta dritta simboleggia la giusta strada che può portare a delle soddisfazioni, la fiducia, la perseveranza, che stiamo sfruttando il nostro dono bene e che siamo pronti a condividerlo con gli altri. Se estratta capovolta è tutto il contrario. Indica un periodo di confusione in cui non si è in grado di capire bene il dono della vita e si possono prendere direzioni sbagliate.”


    Si fermò per riprendere fiato. Nell’aula si sentiva solamente il grattare delle punte delle piume sulle pergamene.

    ”Una Runa non è solo caratterizzata da glifo, suono e significato. Può essere associata anche ad altri elementi che nell’insieme la completano. Ai fini dell’interpretazione runica, sia per escissione che semplice, è bene considerare le caratteristiche complete della Rune. Sto parlando di: divinità e mito associati, corrispondenza animale, polarità, spirito elementare che la governa, valore numerico, colore, albero, erba, cristallo e costellazione. Tutte queste caratteristiche, anche se secondarie, sono importanti per un’interpretazione completa.”

    Spiegò la professoressa, poi prese nuovamente la sua bacchetta, la puntò sulla superficie nera della lavagna e con un movimento di polso incantò il gessetto bianco che tracciò delle parole. Si trattava di uno schema che comprendeva tutte le caratteristiche che aveva elencato, ma in relazione alla Runa Fehu.



    Divinità e mito: Freya e Freyr
    Animale: Mucca
    Polarità: Femminile
    Valore numerico: 1
    Colore: Rosso
    Albero: Sambuco
    Erba: Ortica
    Cristallo: Agata muschiata
    Costellazione: Ariete
    Spirito elementale: Sulis (Fuoco)


    Vide i ragazzi copiare in fretta lo schema che aveva loro fornito. Notò con grande piacere che erano incuriositi da quelle associazioni.

    ”Quindi abbiamo come divinità Freya e Freyr. La corrispondenza animale è la mucca, questo dovrebbe essere abbastanza scontato dal momento che, come ho detto prima, Fehu viene associata al bestiame. La polarità è femminile. Lo so… questa è una caratteristica di cui non vi avevo mai parlato. Per cui… sì, le Rune hanno una polarità femminile o maschile, ma di questo ne parleremo un’altra volta. Il valore numerico che rappresenta Fehu è il numero uno, mentre il colore è il Rosso. Il cristallo associato è l’Agata muschiata, l’albero il Sambuco e l’erba l’Ortica.
    L’Agata muschiata, detta anche ‘pietra del giardinienre’, è un cristallo appartenente alla famiglia dei quarzi con tante proprietà magiche e associata anche all’evocazione degli Spiriti Elementali. È una pietra liscia di colore bianco con delle macchioline nere oppure verdi che ricordano un muschio o un lineche, da qui il nome del cristallo. È consigliabile utilizzare questa pietra o anche un altro tipo di quarzo per l’incisione di Fehu. L’Agata muschiata indica libertà, rinascita, comunicazione e rigenerazione. Abbiamo già parlato della costruzione dei talismani, ma non vi ho specificato la precisa corrispondenza tra pietre e Rune come adesso con Fehu. È vero che vi ho detto che occorre scegliere il cristallo da incidere in base all’intento, si devono prendere in considerazione tante cose, tutto è relativo.


    Descrisse le caratteristiche dello schema alla lavagna, in particolare si soffermò sul cristallo. In precedenza aveva tenuto una lezione interamente sulle pietre e sul modo di costruire i talismani.
    Poi dalla sua borsa prese un sacchettino nero, lo aprì e ne tirò fuori una piccola pietra, proprio l’Agata muschiata. La mostrò alla classe.



    ”Un aspetto delle Rune che non vi ho ancora accennato e che approfondiremo in una mia prossima esercitazione insieme alla professoressa Hunter è l’associazione tra le Rune e le costellazioni. Fehu corrisponde alla costellazione dell’Ariete. Come sapete, ogni Runa è governata da un proprio Spirito Elementale ed esso è associato a una costellazione. Quello che governa Fehu è Sulis associato all’elemento Fuoco.”

    Aggiunse rimettendo nel sacchettino la pietra. Aveva concluso la parte di quella lezione dedicata alla Runa Fehu. Diede un’occhiata all’orologio a pendolo appeso in fondo all’aula e vide che mancava ancora una mezz'oretta alla fine della lezione. Aveva tutto il tempo per spiegare l’altra Runa, ovvero Hagalaz.

    ”Adesso passiamo all’altra Runa di cui vi voglio parlare oggi, si tratta di Hagalaz. Chi di voi sa a quale Aett appartiene?”

    Fece una domanda alla classe, la risposta era molto semplice. Un attimo dopo un braccio scattò in alto, apparteneva a un ragazzo di Serpeverde. Lavinia gli diede il permesso di parlare.

    ”Appartiene all’Aett di Hemidal, il secondo.”

    ”Esatto signor Davids, cinque punti a Serpeverde!
    Hagalaz è la prima Runa del secondo Aett, quello di Hemidal. Essa corrisponde alla lettera H dell’attuale alfabeto latino. Il suo glifo è formato da due linee verticali parallele e una linea più corta obliqua che le congiunge. La pronuncia ‘Hàgalaz’ riguarda il Germanico Antico, mentre in Nordico Antico si dice ‘Hàgal’, in Anglosassone Antico ‘Hàegl’ e in Gotico Antico ‘Hàgl’.”


    Iniziò la descrizione della Runa parlando delle tre pronunce. Poi riprese il suo catalizzatore magico, lo puntò alla lavagna e con un perfetto movimento di polso incantò il gessetto in modo che tracciasse dei segni sulla superficie liscia e scura.



    Anche per questa avrebbe parlato dei suoi poemi runici. In quel momento le venne anche una bella idea riguardo un compito che poteva assegnare agli studenti a fine lezione. Era qualcosa che poteva stimolare la loro curiosità verso l’interpretazione runica.

    ”Il poema runico anglosassone per la Runa Hagalaz recita:
    ‘La grandine è il più bianco dei chicchi; è fatto vorticare dalla volta del cielo ed è lanciato in giro da raffiche di vento e poi si scioglie in acqua’. Il poema la descrive associando la vita alla grandine, un fenomeno naturale. Essa nasce dal cielo e attraversando una via tortuosa si scioglie in acqua silenziosamente e in pace. È una metafora molto interessante.
    Il poema norvegese dice:
    ‘La grandine è il più freddo dei chicci; Cristo creò il mondo antico’.
    Il poema islandese, invece, recita:
    ‘La grandine è un chicco freddo e una doccia di nevischio e il male dei serpenti’.”


    Nel pronunciare quei poemi la docente fece un mezzo sorriso. Erano delle rime molto pragmatiche e difficili da comprendere. Inoltre l’interpretazione poteva anche essere molto personale, infondo chi è che realmente poteva affermare cosa avessero voluto dire gli antichi con quelle parole?

    ”Come vedete questi poemi sono molto enigmatici, possiamo dare una nostra interpretazione e sono sicura che ognuno di voi ne avrebbe una diversa. Non possiamo dire con certezza quale sia il vero significato di queste rime. Come ho detto all’inizio di questa lezione, sono solamente delle filastrocche antiche. Possiamo cercare di interpretarle, ma anche probabile che non vogliano dire proprio niente.”

    Continuò senza perdere il sorriso. Guardò i visi dei ragazzi, erano abbastanza perplessi.

    ”Dai poemi, però, si capisce che il simbolo per eccellenza di questa Runa è la grandine. In riferimento ai metodi di interpretazione runica semplice, Hagalaz se estratta dritta rappresenta i drastici avvenimenti della vita, una rottura degli schemi, una tempesta, dei forti cambiamenti, il crollo delle certezze. Potete, quindi, comprendere bene la metafora con la grandine. Questa Runa viene chiamata anche ‘il seme del gigante di ghiaccio Ymir’ e infatti il suo Archetipo associato è un seme che deve germogliare.
    Hagalaz non può essere estratta capovolta, ma il suo significato è comunque ambiguo in quanto la tempesta, la grandine, può essere sia positiva che negativa. È tutto molto enigmatico.”


    Spiegò la bionda docente perdendosi nei meandri di quelli che erano concetti di Divinazione runica. I ragazzi prendevano silenziosamente appunti. Poi prese nuovamente la sua bacchetta e con un breve incanto stregò il gessetto per scrivere sulla superficie nera della lavagna le caratteristiche della Runa Hagalaz così come aveva fatto con Fehu.



    Divinità e mito: Norna Urd e serpente Nidhogg
    Animale: Cigno
    Polarità: Femminile
    Valore numerico: 9
    Colore: Celeste
    Albero: Tasso e Frassino
    Erba: Mughetto
    Cristallo: Onice
    Costellazione: Sagittario
    Spirito elementale: Sulis (Fuoco)


    ”Per quanto riguarda le caratteriche secondarie della Runa Hagalaz, essa è associata al mito della Norna Urd e a quello del serpente Nidhogg o anche detto Linnormr. La corrispondenza animale è il cigno, la polarità è femminile, il valore numerico il nove, il colore il celeste, l’albero il Tasso e il Frassino e l’erba il Mughetto.”

    Elencò le caratteristiche tutto d’un fiato, poi si fermò e un secondo dopo afferrò nuovamente il sacchettino con le pietre, lo aprì, tirò fuori una piccola pietra di Onice e la mostrò alla classe.



    ”Questa è Onice ed è il cristallo associato alla Runa Hagalaz. Come vedete è una pietra vulcanica di colore nero con delle sfumature che possono variare, queste sono grigie. È consigliabile creare un talismano incidendo la Runa su una pietra di questo tipo. È un cristallo con effetti benefici poiché serve a schiarire la mente durante la tempesta.
    Per quanto riguarda, invece, la costellazione Hagalaz corrisponde a quella del Sagittario ed è governata sempre dallo Spirito Elementale Sulis, quello del Fuoco.”


    Diede quelle ultime informazioni. Tutto ciò che riguardava le costellazioni e gli Spiriti Elementali era rimandato all’esercitazione che avrebbe svolto il mese successivo insieme alla professoressa di Astronomia. Lavinia diede un’occhiata all’orologio a pendolo appeso in fondo all’aula, il tempo a loro disposizione era già finito. Era arrivato il momento di assegnare i compiti e liberare i ragazzi.

    ”Per oggi ci fermiamo qui, questa era solamente una lezione di approfondimento e di ripasso. La prossima volta andremo avanti con il programma. Mi raccomando esercitatevi sempre con gli incantesimi runici che finora vi ho insegnato e non trascurate neanche la creazione dei talismani e l’interpretazione. Sono cose che vi serviranno sempre se volete appassionarvi a questa materia anche in futuro dopo la scuola.”

    Aggiunse sorridendo mentre rimetteva al suo posto la pietra di Onice. Poi prese dalla sua borsa una pila di pergamene su cui erano scritti i compiti della lezione. Con un perfetto ‘Wingardium Leviosa’ fece levitare le pergamene e ne fece atterrare una su ogni banca di fronte uno studente.


    Citazione:
    Compiti della lezione

    MODULO A

    QUIZ(15 punti)
    [Svolgete il quiz con calma, le informazioni le trovate tutte nella lezione.]

    MODULO B

    B1) Traduci le seguenti frasi (1 punto ciascuna):
    a.
    b.
    c.

    B2) Scegli una delle seguenti tracce (12 punti):
    a. Scegli una Runa tra Fehu e Hagalaz e fornisci la tua interpretazione del poema norvegese e di quello islandese.
    b. Scegli una Runa tra Fehu e Hagalaz e fai una ricerca sulle loro caratteristiche secondarie relative a ALBERO, ERBA e CRISTALLO.
    c. Fai una ricerca sullo Spirito Elementale Sulis.




    I COMPITI DOVRANNO ESSERE CONSEGNATI TRAMITE L’APPOSITO (MODULO) ENTRO E NON OLTRE LE ORE 23:59 DEL GIORNO 30/10/2017

    N.B. Per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento potrete: inviarmi un gufo o passare direttamente nel mio ufficio


    ”Potete andare, vi auguro una buona giornata.”

    Disse salutandoli con un sorriso. Gli studenti misero via penne, calamaio e pergamene. L’insegnante fece lo stesso, ovvero iniziò a mettere a posto le proprie cose. Dopo circa cinque minuti i ragazzi erano già tutti usciti e l’aula rimase vuota. Con un gesto di bacchetta ripulì la lavagna e poi andò via anche lei.




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