• Kribja_Armstrong

    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1380
       
       

    I° LEZIONE DI ALCHIMIA: NOZIONI GENERALI E LE FASI FONDAMENTALI


    Un nuovo anno era iniziato nel castello di Magia e Stregoneria di Hogwarts da ormai due mesi. Novelli studenti avevano varcato per la prima volta il mastodontico maniero lasciandosi affascinare dalle magnificenze che lo caratterizzavano, con fantasmi che si aggiravano nei corridoi, le armature che si spostavano da un piede all’altro, personaggi all’interno dei quadri che si spostavano per chiacchierare amabilmente, le solite scale a cui piaceva cambiare posizione…
    Hogwarts non era cambiata durante quella lunga estate e difficilmente lo avrebbe fatto in futuro. Era magica e perfetta così come realizzata dai suoi quattro fondatori. Al quarto piano dell’edificio centrale la novella professoressa Armstrong era intenta ad assicurarsi che tutto fosse perfettamente in ordine e pulito nell’aula da troppo tempo inutilizzata di Alchimia, una delle materie extra-scolastiche a cui gli studenti potevano partecipare.
    Leggermente in ansia per quello che sarebbe successo nella prossima ora, Kribja non era certa che in molti avrebbero partecipato alla sua prima lezione, d’altronde la materia che si accingeva ad insegnare era vista con scarso interesse perché troppo difficile o troppo mistica.
    Aveva affisso personalmente nelle bacheche comuni l’avviso vergato in nero in cui annunciava che l’aula di Alchimia tornava ed essere attiva, dopo diversi anni in cui il Professor Nott aveva deciso di condurre altrove la sua vita, lasciando così la cattedra vacante.

    Citazione:
    Avviso:

    Si informano gli studenti della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts che lunedì 6 Novembre inizierà il corso dedicato all’arte antica dell’Alchimia. Tutti gli interessati sono pregati di trovarsi, il giorno stabilito, alle ore 10.00 presso l’aula al quarto piano. Si ricorda, inoltre, che il corso è facoltativo.
    Cordiali saluti.

    Professoressa Kribja Armstrong


    Mordicchiando il cordone del ciondolo che portava al collo, ripenso all’euforia che l’aveva colta nel momento in cui la sua richiesta di diventare professoressa era stata accolta. Finalmente avrebbe potuto rendesi attivamente utile all’interno del castello.



    Proprio mentre le lancette dell’orologio a pendolo, posto su una parete, si spostavano per segnare l’ora precisa, la pesante porta in legno si aprì con un suono stridulo a causa del perpetuo inutilizzo, lasciando il varco libero ai primi studenti che, incuriositi, decisero di partecipare alla lezione di Alchimia. Erano più di quanti la donna si aspettasse ed, immediatamente, notò lo sguardo incuriosito che le lanciarono, del tutto comprensibile. Quando i più presero posto, la neo professoressa si chiarì la voce e cominciò a presentarsi.

    “Buongiorno a tutti maghi e streghe di Hogwarts, mi chiamo Kribja Armstrong e, per questo anno, sarò la vostra docente dell’affascinante arte dell’Alchimia.”

    Qualche buongiorno, dal tono poco convinto, aleggiò nella grande aula. Il sospetto che quella potesse essere una perdita di tempo era grande e radicato nelle menti dei giovani maghi e streghe, compito della Armstrong era quello di convincerli del contrario.

    “Prima di cominciare con questa prima lezione vi chiedo di essere così gentili da alzare la mano prima di intervenire e di lasciar fuori dall’aula tutte le convinzioni che avete su questa materia. Se avete qualche dubbio non esitate a chiedere ma nel profondo rispetto gli uni degli altri.”

    Messa in chiaro quella postilla a cui ci teneva particolarmente, Kribja osservò i volti dei suoi interlocutori. La scrutavano in attesa di sapere come la donna avrebbe articolato quella lezione. Era necessario incoraggiare la loro curiosità per sperare in una futura partecipazione.

    “Bene, partiamo con le basi che vi potranno sembrare noiose ma sono assolutamente necessarie per comprendere a pieno questa disciplina. Alcuni di voi associano la parola Alchimia alla Pietra filosofale, l’artefatto realizzato dal mago Nicolas Flamel e non sbagliano nel farlo, ma essa non si riduce solo a ciò.

    Il termine Alchimia deriva dall’arabo al-kimiyah, al-kimiyà o al-khimiyah (الكيمياء o الخيميا ), vocabolo composto dell’articolo al- e della parola kimiyà che significa Pietra Filosofale e che a sua volta, sembrerebbe discendere dal termine greco khymeia (χυμεία), che significa fondere, colare, insieme, saldare (da khumatos, che è stato colato, lingotto).

    Inoltre il termine alchimia trova anche un interessante collegamento coi vocaboli Al Kemi, (l’arte egizia) e kim-iya, termine cinese che significa succo per fare l’oro.

    Già dall’etimologia del termine è possibile comprendere che questa materia permette il collegamento non sono con la praticità nel realizzare la Pietra Filosofale o il tramutare i metalli in ora, ma è anche un complesso ed affascinante percorso interiore che permette la purificazione dello spirito.”


    Kribja prese un profondo respiro scrutando attentamente l’aula ed i suoi occupanti. Alcuni studenti ai primi banchi si apprestavano a prendere appunti copiando le parole spuntate magicamente sulla grafite nera della lavagna, altri invece continuavano ad osservarla scetticamente. L’Alchimia era una materia difficile da insegnare quanto da apprendere, con tutti i legami che aveva con il misticismo, per questo l’Armstrong aveva già pianificato un programma dettagliato e ben articolato per permettere a tutti di comprenderla a pieno quella branchia poco nota della magia.

    “Per oggi ci limiteremo a dare un’infarinatura. Cominciamo con suddividere l’Alchimia in due strade diverse ma assolutamente complementari tra loro ossia l’Alchimia esoterica e quella essoterica.”

    Per ben illustrare quella minuscola differenza tra le due parole che consisteva in una semplice S, Kribja agitò la bacchetta permettendo al gesso posto accanto alla lavagna di sollevarsi e tracciare le forme delle due parole in modo tale che gli studenti avrebbero potuto ricopiarle sulle loro pergamene.



    “Nell’Alchimia esoterica, l’alchimista utilizza tale disciplina con il fine di migliorare sé stesso sotto tre sfaccettature quindi nel corpo, attraverso il benessere fisico e la longevità; nella mente, attraverso un pensiero consapevole, basato sulla conoscenza, l’osservazione e l’intuito e nella psichiche attraverso l’espulsione delle sensazioni emotive dannose che si cristallizzano in ognuno di noi se circondati da avvenimenti nefasti.
    Lo scopo più alto dell’Alchimia esoterica consiste nella creazione del corpo d’oro anche detta Pietra Filosofale. La capacità di realizzare questo corpo glorioso, secondo la tradizione alchemica, non è innato nell’essere umano, ma la si può sviluppare durante la vita seguendo gli insegnamenti e le pratiche alchemiche.

    Nell’Alchimia essoterica, invece, l’alchimista prende l’insegnamento alla lettera, infatti vuole trasformare la materia che sta al di fuori di sé. Leggendario è il tentativo e le pratiche utilizzate da alcuni alchimisti nei secoli scorsi, per trasformare il piombo in oro.

    Altri utilizzarono gli insegnamenti alchemici per creare pozioni guaritrici, combinando essenze ed estratti naturali di piante e minerali. L’alchimista essoterico, di fatto, è quello che i non maghi chiamerebbero un chimico, ossia colui il quale combina essenze e modifica la materia attraverso l’utilizzo dei quattro elementi terrestri, per amplificare e velocizzare i processi di trasformazione della materia alla quale vengono applicati.
    Molti sono, ancor oggi, i termini usati nella chimica babbana che derivano dagli antichi alchimisti, come ad esempio alambicco, alcool oppure elisir.”


    Neppure il tempo che le labbra della docente tornarono chiuse che una mano svettò in aria richiedendo l’attenzione della Corvonero per soddisfare la curiosità di una giovane mente. Compiaciuta del comportamento educato della ragazza con lo stemma del Grifone cucito sul mantello, Kribja si rivolse a lei con un sorriso.

    “Dica signorina Casterwill.”

    La Grifondoro abbasso la mano prima di prendere la parola e, con voce ferma e delicata, espose la sua titubanza davanti l’intera classe.

    “Mi scusi professoressa ma a me sembra che lo scopo ultimo delle due strade, come le ha definite lei, sia lo stesso. Alla fine entrambe anelano alla trasformazione di un materiale in un altro.”

    “Così potrebbe apparire signorina Casterwill, ma la differenza tra le due branchie dell’Alchimia stà nell’applicazione di essa. Una prevede un cammino interiore, un percorso spirituale da affrontare per poi ottenere il manufatto più importante ossia la Pietra Filosofale che permette di modificare tutti i materiali vili in oro ed ottenere l’Elisir di Lunga Vita.
    L’altro, invece, è un processo meccanico, una mera combinazione di elementi per far sì che solo il piombo si possa tramutare in lucente oro.”


    Nonostante l’ultima affermazione della Professoressa Armstrong il volto della ragazza, così come quella di altri suoi compagni, non era del tutto convinto. La donna decise, per cui che una sorta di comparazione pratica avrebbe consentito di comprendere meglio quello che voleva intendere.

    “Proviamo in questo modo: signorina Casterwill saprebbe dirmi cosa è l’Erbologia?”

    L’espressione della ragazza mutò improvvisamente, da curiosa divenne alquanto scettica. Forse non si aspettava quel cambio di argomento così radicale, ma non si perse d’animo e rispose immediatamente.

    “È lo studio delle piante, magiche e non, in cui si comprende come coltivarle al meglio e a cosa possono servire.”

    “Ottima risposta! Quindi nell’Erbologia non troviamo nessun componente emotivo che non sia la passione verso il mondo vegetale, giusto?”

    Domandò alla classe che annui interessata.

    “Bene, invece, signorina Hunter potrebbe condividere con i suoi compagni cosa sono le Rune?”

    La diretta interessata, seduta in prima fila si schiarì la voce e, con la tipica fierezza che caratterizzavano i figli di Rowena Corvonero, rispose alla domanda della Armstrong.

    “Le Rune sono dei glifi, delle incisioni, dei simboli che permettono a chi vi scruta, ed ha una pratica con l’interpretazione di esse, di comunicare con l’Inconscio dello spirito in quanto, le energie cosmiche si manifestato attraverso le Rune ampliando la conoscenza della Divinità Interiore, presente in ogni forma vivente del pianeta.”

    “Esattamente! Per cui, per poter scrutare le Rune c’è bisogno di addentrarsi nella sfera emotiva. Vi ho posto questi due quesiti per poter paragonare le due materie citate con l’Alchimia esoterica ed essoterica, l’Erbologia difatti per quanto sia una pratica affascinante, sfrutta le capacità materiali dell’individuo e può essere accomunata all’Alchimia essoterica in quanto permette di seguire delle indicazioni ben precise per raggiungere l’obbiettivo. Le Antiche Rune invece sono assimilabili all’Alchimia esoterica perché, oltre alla parte materica, sfruttano delle componenti emotive ed interiori. Inoltre va ricordato che sono due strade diverse ma profondamente legate tra loto. Adesso vi è chiaro?”

    Domandò Kribja spostandosi dall’altro lato dell’aula ed osservando le teste degli alunni annuire. Sperò vivamente che se il concetto non fosse stato chiaro, qualcuno avrebbe esposto la sua ulteriore titubanza ma dato nessuno lo fece, la Armstrong continuò con la lezione.

    “Ottimo, 5 punti a Grifondoro e a Corvonero per le impeccabili risposte della signorina Casterwill e della signorina Hunter.”

    Le due ragazze sorrisero fiere di se stesse prima di riconcentrarsi per non perdere il filo del discorso.

    “Bene, adesso che ci è chiara la natura dell’Alchimia passiamo a comprenderne le fasi che permettono di comprendere come avvengono le trasformazioni alchemiche. Cercate di prestare attenzione perché cominciamo ad addentraci nella parte pulsante della materia e non sarà così semplice come potrebbe sembrare in quanto ogni argomento dell’Alchimia è strettamente legato tra loro. Ciò che apprenderete oggi si ricollegherà con quello che studieremo assieme nelle future lezioni.

    Per comprendere le fasi è necessario ricollegarsi ad uno dei libri alchemici più importanti dell’antica Grecia: il Magnum Opus conosciuto come la Grande Opera in cui è espletato l'itinerario alchemico di lavorazione e trasformazione delle materie prime, al fine di realizzare la Pietra Filosofale. Questi passaggi che sto per spiegarvi, conducono gradualmente alla metamorfosi personale e spirituale dell'alchimista, ai quali corrispondono, secondo la tradizione ermetica, altrettanti processi di laboratorio.

    Le fasi alchemiche sono quattro e presero il nome dai quattro colori fondamentale adoperati nella pittura classica per poi essere correlati con i quattro elementi, le quattro stagioni e le quattro fasi del giorno. Prestate attenzione alla lavagna gentilmente.”


    Appena la docente terminò di parlare, sulla grafite nera comparvero delle scritte che riassumevano e concretizzavano le sue parole in un’ordinata tabella.



    “Come possiamo leggere l’Opera al nero, chiamata anche Melanosi o Annermiento o Nigredo o Putrefactio si lega all’elemento della Terra, alla stagione invernale ed alla notte. Questa è la prima fase del processo alchimico e rappresenta la morte iniziale e la successiva "putrefactio", è il momento più cruciale, in cui occorre "far morire" tutti gli ingredienti alchemici, macerandoli e cuocendoli a lungo in una massa uniforme nera. Questa decomposizione permetterà di riportare gli elementi alle loro forme originale per poi essere ricomposti in una sintesi superiore. È correlata all’inverno ed alla Terra in quanto, se si vuole che il seme fruttifichi, esso deve essere infatti sepolto nel terreno per tutta la stagione invernale, senza poter vedere la luce del sole come accade di notte. A livello macrocosmico la Nigredo è governata dal pianeta Saturno, pianeta della pesantezza e della gravità associato ai colori scuri e tenebrosi, e tra i metalli al piombo. Questa fase veniva spesso simboleggiata da un corvo o un teschio.
    L’alchimista si ritrova ad affrontare se stesso e l’Ombra che possiede, quindi le paure e le insicurezze che hanno caratterizzato la sua vita accorgendosi di possedere dei difetti che spesso aveva proiettato su altri detestandoli, mentre con questa fase di profonda solitudine si dovrà confrontare con essi.
    Come vedete ogni fase è collegata a molteplici argomenti riconducibili ad altre materie che studiate nella scuola sebbene visto in maniera differente. Non temete, miei cari, nelle successive lezioni tratteremo ogni nozione dal punto di vista alchemico e, se sarà possibile, cercheremo di fare delle esercitazioni così da analizzare ogni aspetto nella sua integrità.”


    A furia di parlare la gola le si secco leggermente per cui, la donna tossi lievemente prima di riprendere a spiegare, dato che l’argomento introdotto per quella prima lezione era ancora lungo e ricco di contenuti.

    “Passiamo adesso alla seconda fase chiamata Opera al bianco detta anche Leucosi o Sbiancamento o Albedo o Purificatio, si lega all’elemento dell’Acqua, alla stagione primaverile ed all’Aurora. In questa fase la materia morta e putrefatta viene riportata in vita, e prima di arrivare al colore bianco, si passava ad un graduale mutamento di colore difatti vi è un momento, denominato "cauda pavonis", caratterizzato dall’unione dei sette colori dell'Iride che assemblati formano il bianco.
    Durante la Nigredo, quindi, la materia imputridisce, disintegrandosi e precipitando nel caos, come abbiamo appena detto ma, a partire dalla fase di Albedo, la massa informe che scaturisce dalla trasmutazione precedente viene sottoposta a un processo di distillazione e lavaggio della materia. Attraverso questa operazione, che traduce il motto alchemico "solve et coagula", la materia disciolta durante la Nigredo viene ricomposta. Quindi si ha un fenomeno di rinascita, viene recuperata l’energia e la speranza, la coscienza si espande e l’immaginazione creativa comincia a manifestarsi.”


    Tornando vicino la cattedra la Armstrong sollevò un grande tomo precedentemente aperto sulla pagina che le interessava, mostrando agli studenti la stampa di un famoso quadro italiano di straordinaria bellezza.



    “Vi faccio vedere la celebre “Nascita di Venere” il dipinto a tempera del maestro del rinascimento Sandro Botticelli in quanto la creazione della Dea dalla bianca spuma del Mar mediterraneo, è uno dei simboli dell’Albedo. A livello stagionale questa fase corrisponde alla primavera da sempre considerata come la rinascita della Natura ed al sorgere del sole. Il colore associato a questa fase, quindi, è il bianco, simbolo di purezza e forza benefica e simboleggiato dalla figura femminile, da un cigno bianco o da una rosa del medesimo colore. L’elemento dell’Acqua, che ha valenza purificatrice, viene assimilata all’Albedo. A livello macrocosmico il bianco dell'albedo è associabile alla Luna, immagine del candore e della femminilità, e tra i metalli all'argento.”

    Improvvisamente una mano spuntò sopra la testa degli studenti. Il Serpeverde del quinto anno che aveva chiesto di prendere parola era posizionato vicino la grande finestra da lato dell’aula. Kribja con un sorriso si rivolse a lui.

    “Prego signor Davids, dica pure.”

    “La ringrazio Professoressa. Io sapevo che Albedo è legato al pianeta Venere, è sbagliato?”

    Lo sguardo dei ragazzi in aula, che si era posato sul giovane dai folti capelli neri, ritornò sulla docente, interessanti da quella breve interruzione.

    “No signor Davids, è corretto ciò che dice infatti anticamente l’Albedo era correlato con Venere in quanto questo pianeta era chiamato con il nome Lucifero, cioè portatore di luce. Essendo Albedo caratterizzato dalla purezza ed alla femminilità spesso veniva associato al secondo pianeta del nostro sistema solare che richiama anche il nome della Dea romana della bellezza e dell'amore. Si è successivamente associato al satellite del nostro pianeta a causa della molteplici influenze che esso ha sulla Terra. Tutto chiaro?”

    Domandò la docente soddisfatta dell’interesse che i giovani stavano dimostrando. Alcuni di loro annuirono con la testa, mentre alcuni si vennero detti chiaramente.

    “Ottimo, 5 unti anche alla casata di Serpeverde per la giusta intuizione del signor Davids. Proseguiamo.
    ll passaggio dalla Nigredo all’Albedo viene anche rappresentato alchemicamente attraverso l’immagine della trasmutazione del piombo in argento. L’alchimista diviene consapevole di se stesso e di ciò che lo circonda, in seguito all’incontro con l’Ombra avvenuto durante la Nigredo. Si noti a questo proposito l’analogia tra la pratica della consapevolezza e il processo alchemico della distillazione. In questo modo sarà consentita un osservazione dell’emozioni più distaccata e obbiettiva, è la liberazione dell’anima dai lacci della corporeità, stato che si raggiunge grazie a una più alta consapevolezza di sé.
    In altri termini durante questa fase si assiste al graduale risveglio dell’Uomo che si trova sopito dentro ogni individuo. E questo non avviene per mezzo della repressione, bensì attraverso la realizzazione della sua vera natura.

    La terza fase è Opera al giallo detta Xantosi o Citrinitas o Ingiallimento, si lega all’elemento dell’Aria, alla stagione estiva e corrispondono al pieno giorno. È la parte della combustione al alte temperature della materia per renderlo incandescente. Prima di divenire rosso incandescente la materia assumerà i toni del giallo da cui ne deriva il colore principe, il giallo citrino, simbolo del dinamismo della coscienza e della volontà. Ciò che prima era vago e confuso, ora diventa chiaro e luminoso. Ciò che prima era putredine adesso è un composto distillato, pronto per essere sublimato. I simboli per eccellenza di questa trasmutazione alchemica sono l’Aria, l’estate e l’oro. Il suo simbolo nel regno animale è l’aquila.”


    Concluso anche con la terza fase mancava solo quella relativa all’Opera del Rosso, la più difficile da raggiungere e da comprendere. Anche Kribja nel suo percorso di apprendimento degli argomenti Alchemici aveva avuto maggiori difficoltà con esse, per cui, cercò di spiegarlo nel modo più semplice e coinciso possibile.

    “Ultima fase alchemica che consente la realizzazione degli obbiettivi dell’Alchimia, è Opera al Rosso o Iosi o Rubedo o Arrossamento, che si lega all’elemento del Fuoco, alla stagione autunnale e alla fase in cui il sole tramonta. Se la Nigredo consisteva nella putrefazione e l'Albedo nella distillazione, la Rubedo avviene per sublimazione sotto l'effetto del Fuoco per questo simboleggiata dalla fenice, ed analogamente, come la Nigredo corrispondeva al corpo fisico dell'alchimista, e l'Albedo alla sua anima, ora la Rubedo ne identifica lo spirito, la parte più elevata dei tre organi costitutivi dell'essere umano.

    L’effetto principale della sublimazione della materia, durante la Rubedo, è il ricongiungimento finale degli opposti. Ciò che per ragioni contingenti era separato, adesso torna ad essere unito. Durante questa fase si assiste dunque al ricongiungimento di spirito e materia, di Sole e Luna. E non a caso il colore di questa operazione è il rosso, un colore che si pone a metà tra bianco e nero, tra luce e oscurità.”


    “Lo yin e lo yang.”

    Esclamò una giovane Corvonero seduta nelle ultime file interrompendo il flusso di parole di Kribja.
    Anche se l’affermazione della giovane era esatta, la donna era leggermente infastidita dall’atteggiamento incurante della ragazzina, tutti gli altri suoi compagni si erano premurati di alzare la mano per intervenire, come all’inizio della lezione la docente aveva richiesto, mentre lei aveva preso parola senza la medesima cortesia. La donna razionalizzò che non era il caso di essere troppo dura, forse la giovane era solo al primo anno.

    “Esattamente anche tra Yin e Yang signorina. La prossima volta è pregata di sollevare la mano come hanno fatto i suoi colleghi prima di intervenire. Si rende conto che se ognuno di voi cominciasse ad intervenire a ruota libera questa non sarebbe più una lezione.”

    Inevitabilmente la giovane Corvonero si imbarazzò per le parole di rimprovero e chinò la testa sulla pergamena posata sul banco. Forse in quel modo Kribja aveva perso una studentessa, dato che il corso era facoltativo, ma l'educazione, a suo pareva, veniva prima di tutto. Dopo un momento di muto silenzio l’insegnante continuò con la spiegazione come se nulla fosse accaduto.

    “Il compito finale dell'alchimista, ad un tale stadio di sviluppo, diventa non solo quello di elevarsi al di sopra della materia, ma di ricongiungersi con essa e di redimerla, dopo averla resa fertile e ripulita dagli aspetti grossolani; la sua anima cioè, dopo essersi liberata dalla corporeità, deve morire a sua volta per cedere il passo alla discesa dello spirito, realizzando la fusione dell'Io con il mondo, ad un livello superiore di consapevolezza, e come risultato di una sua libera volontà. La Rubedo, è per cui, l’evaporazione ossia l’operazione che trasforma la materia solida in sostanza gassosa vista come il momento del movimento dinamico degli opposti.

    A livello simbolico l’unione degli opposti a cui si assiste durante la Rubedo è rappresentata dal serpente Ouroboros nell’atto di mordersi la coda. Il serpente che si morde la coda rappresenta il compimento del ciclo alchemico. A livello planetario la Rubedo è associabile al Sole, simbolo del fuoco e dello Spirito, astro ritenuto governatore dell'oro, e nel quale il pianeta Terra sarebbe destinata a ricongiungersi in futuro al termine della sua evoluzione.”


    La donna camminava tra i banchi, soffermandosi qui e li ad osservare il viso dei giovani alunni. Alcuni trascrivevano febbrilmente quello che appariva, magicamente, sulla lavagna arricchendo i proprio appunti con le parole della docente, altri preferivano ascoltare e basta.
    Kribja lanciò una rapida occhiata al semplice orologio che portava al polso, accanto al grazioso bracciale che le era stato regalato tempo addietro. L’ora di tempo che aveva a disposizione stava ormai per concludersi.

    “Mi rendo conto che al momento potrebbero sembrarvi tutte nozioni alquanto complesse ma, se seguirete le prossime lezioni tutto vi sarà più chiaro. Un ultima precisazione prima di concludere il nostro tempo assieme.

    Anche la comunità non magica, nei tempi passati, si avvicinò all’arte dell’Alchimia, ottenendo anche risultato alquanto interessanti almeno fino al XV-XVI secolo, in cui a causa di questioni legate al credo religioso l’opera al giallo o Citrinitas, venne inclusa nell’Albedo per esigenze trinitarie. Ciò comportò uno snaturamento delle fasi alchemiche che, come abbiamo visto sono ben specifiche e definite. I babbani si allontanarono così dall’esoteria dell’Alchimia, seppur avvalendosi di essa in alcuni campi come la filosofia naturale. Carl Gustav Jung, uno psichiatra svizzero si addentrò inconsapevolmente della materia nel momento in cui strutturo gli Archetipi, nozioni che avrete sicuramente appreso studiando Antiche Rune con la docente Grant.”


    Il tempo era ormai agli sgoccioli ma mancava ancora qualcosa prima che gli studenti potessero ritornare alle loro faccende o districarsi tra le altre lezioni di Hogwarts, per cui Kribja con un piccolo colpo di bacchetta fece planare delle piccole pergamene dinanzi ogni banco.

    “Vi ho appuntato personalmente i compiti da svolgere, augurandomi che la lezione sia stata chiara ed esaustiva. In caso contrario siete pregati di raggiungermi nel mio ufficio per dialogare insieme delle vostre perplessità.”

    Citazione:
    COMPITI DI ALCHIMIA


    Modulo A
    (Max 15 punti)

    QUIZ
    Le risposte del quiz si trovano all'interno della lezione, leggete tutto con calma!


    Modulo B - facoltativo
    (Max 15 punti)

    A. Indica se le seguenti frasi sono Vere o False e motiva le tue scelte in presenza di frasi false. (7 punti)
    1. L’Alchimia serve a realizzare solo la Pietra Filosofale;
    2. L’Alchimia si distingue in Alchimia esoterica ed essoterica;
    3. L’alchimia esoterica riguarda la mera trasformazione dei materiali;
    4. Le fasi alchemiche sono quattro.
    5. La fase della Rubedo è associabile alla Luna.
    6. L’Opera al Rosso e la Rubedo sono la stessa cosa.
    7. Tra Opera al nero e l’opera al bianco vi è un momento denominato “cauda pavonis”

    B. Con le nozioni ricevute durante la lezione, rielabora la fase che maggiormente ti ha colpito. (8 punti)




    Gli elaborati vanno consegnati tramite questo MODULO entro e non oltre le 23:59 del giorno 27/11/17.

    Per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento potrete: inviarmi un gufo o contattarmi nel mio ufficio.



    Come per magia, appena la donna chiuse le labbra la campanella allertò gli studenti della fine dell’ora.

    “Buon proseguimento e spero di rivedervi alla prossima lezione.”

    Mentre i ragazzi abbandonavano la loro postazione, Kribja si accomodò dietro la cattedra soddisfatta del proprio operato e curiosa di scoprire cosa avessero suscitato le sue parole nella mente dei giovani maghi e streghe.



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