• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 15
    Galeoni: 584724
       
       



    Role Aperta da Jane_Casterwill


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1579
       
       

    [SALA COMUNE GRIFONDORO]


    *La sera stava ormai calando, portando via un'altra lunga giornata di novembre con il sole coperto dall'oscurità di nuvole che, ormai, non abbandonavano più il cielo. Era da giorni che quella soffice copertura grigia ostacolava i caldi raggi solari e il freddo si faceva sentire, annunciando l'avvicinarsi dell'inverno. I camini disposti nelle varie sale del castello di Hogwarts erano in piena funzione, riempiti di legna che si sgretolava sotto la ferocia del fuoco. Uno spettacolo incantevole e anche rilassante, almeno per qualcuno.
    Nella Sala Comune di Grifondoro i ragazzi di tutte le età continuavano a uscire e entrare, alcuni di loro senza una meta precisa, altri invece per raggiungere i propri amici e passare con loro del tempo prima della cena. Una ragazza era, al contrario, seduta comodamente su una delle soffici poltrone rosse della sala, proprio davanti al fuoco. I suoi occhi chiari sembravano come incantati dalla danza del fuoco e le gote erano leggermente imporporate per la vicinanza alla fonte di calore. La diciassettenne, conosciuta da tutti semplicemente come Jane, sembrava persa nei suoi pensieri mentre non staccava neanche per un secondo il suo sguardo dal fuoco incandescente. Una cosa che non molti sapevano era il secondo nome di quella ragazza: Ayden, Un nome piuttosto inusuale per una femmina ma che si adattava perfettamente a lei. Esso infatti significava proprio fuoco e Jane era sempre stata affascinata da quel elemento così forte ma allo stesso tempo pericoloso, lei per prima sapeva quanto potesse fare male. Il suo secondo nome le riportava sempre alla mente la sua lunga chioma rossa, come la portava quando aveva messo piede per la prima volta dentro quella sala, ma anche i segni indelebili sulla sua pelle che tentava in tutti i modi di nascondere. Nonostante fosse stata marchiata dal fuoco tanti anni prima Jane continuava a rimanere affascinata dai giochi di colore che creava, dalla sua danza ipnotica e dal modo in cui riusciva a divorare tutto ciò che voleva. Tutto tranne lei. Se chiudeva gli occhi le sembrava ancora di sentire la sensazione della pelle che brucia, seguito dal forte odore di creme e unguenti vari che sua madre adottiva le metteva per alleviare il dolore. Ancora si chiedeva come aveva fatto ad uscire viva da quel inferno che le aveva portato via non solo la sua casa ma anche il corpo della sorella maggiore. Per anni Jane si era recata al cimitero con un mazzo di fiori da mettere su una tomba inesistente e ogni 8 agosto rimaneva la a pensare a Rachel, di cui non ricordava nemmeno il viso.
    Eppure, nonostante tutto il dolore che le aveva causato, Jane Ayden continuava a sentirsi più vicina al fuoco che a qualsiasi altro elemento. Poteva odiare quanto voleva quelle cicatrici, oppure cambiare mille volte il colore dei propri capelli, sapeva che comunque non si sarebbe mai liberata di quel marchio.*

    ”Se continuo a restare qui ferma mi prenderanno per una statua e poi c'è troppa confusione qua dentro.”

    *Pensò, distraendosi dai propri pensieri e spostando finalmente lo sguardo, proprio mentre un gruppo di ragazzi molto allegri faceva il proprio ingresso nella stanza, chiacchierando animatamente. Nel giro di pochi secondi Jane raccolse le proprie cose e si dileguò dal trambusto che si stava creando in trono a lei, andando alla ricerca di un posto tranquillo in cui poter stare.*

    [SOTTERRANEI]




    *Avete presente quando sono le gambe a scegliere dove andare, senza che voi ve ne rendiate conto? Quando la testa sembra scollegata da tutto il resto e non vi ricordate neanche che strada avete fatto o chi avete incontrato? Fu esattamente questo che accadde a Jane in dall'istante in cui sorpassò il ritratto della Signora Grassa. Era talmente persa in luoghi remoti dentro la sua testa, nei quali nessuno poteva arrivare, c'erano solo lei e i suoi pensieri. In questo modo, dopo qualche minuti passato a camminare fra i corridoi del castello, la diciassettenne si ritrovò in un posto in cui non andava spesso. In realtà non erano molte le persone che passavano di li e si poteva benissimo notare dal spesso velo di polvere che si era depositato sul pavimento o dagli oggetti abbandonati li, come cose inutili e da dimenticare. Un luogo adatto a una ragazza che infondo voleva lasciarsi tutto alla spalle per rimanere un attimo da sola.
    Jane Ayden si guardò attorno, esaminando minuziosamente dove si trovava. Raramente nei suoi giri solitari per Hogwarts si era ritrovata nei sotterranei, forse nei suoi sette anni passati le era capitato una o due volte. Fu infatti molto stupita di trovarsi in un luogo che sembrava dimenticato da tutti, lasciato li a marcire come se non importasse. Una sala illuminata dalla leggere luce di alcune fiaccole, in cui, con suo grande stupore, la ragazza riuscì a riconoscere una familiare superficie nera, ormai non più lucida a causa del tempo e della polvere. Nonostante la grande quantità di quest'ultima che si era depositata sull'oggetto era sicura che fosse proprio quello a cui pensava.*

    ”Chi è il pazzo che lo lascerebbe qui come una cosa inutile?”

    *Si chiese mentre, con passo calmo e lento, si avvicinava al grande strumento scuro. Appena fu davanti ad esso allungò una mano e sfiorò delicatamente con un dito i tasti bianchi, che ormai non sembravano più tali per l'effetto del tempo. Quello che una volta era bianco era ormai più simile a un grigio, addirittura il nero del legno che componeva lo strumento sembrava completamente rovinato ormai.*



    ”La gente è sempre convinta che un vecchio piano non possa più produrre musica, quanto si sbagliano! Scommetto che nessuno l'ha più usato per il suo aspetto, ma io scommetto che funziona ancora benissimo”

    *Con un piccolo sorriso sulle labbra Jane si allungò per prendere uno sgabello posizionato poco più distante e, dopo averlo posizionato di fronte al pianoforte, estrasse la propria bacchetta dalla tasca in cui la metteva sempre. Grazie a un piccolo movimento del polso tutto lo spesso strato di polvere sparì, dando finalmente al vecchio strumento un po' di respiro. In seguito, con tutta la calma del mondo e con solo le robuste pareti di pietra come spettatori, la Grifondoro iniziò a pigiare i tasti, uno dopo l'altro. Come aveva pensato lo strumento funzionava ancora, forse era solo un po' scordato ma niente di insopportabile.
    Per un attimo, dopo essersi accertata delle condizioni dello strumento, la ragazza si fermò a fissare il vuoto. Pensò a quanto fosse strano il destino, lei aveva bisogno di distrarsi ed ecco li davanti a lei un bellissimo modo per farlo. Una canzone le venne subito in mente, senza neanche bisogno di sforzarsi.*


    Link


    ...Warm me with your touch, pressure from your fingertips
    Never be enough, I'll do nothing but submit
    I just wanna feel a thousand hands from you, only you
    Can you make me feel a thousand hands from you, only you?..


  • Kaycee_Dunn

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 547
        Kaycee_Dunn
    Grifondoro
       
       

    *Un rumore di passi iniziò a echeggiare in modo sempre più udibile lungo i corridoi più impolverati dei sotterranei. Non erano quelli percorsi dai Serpeverde ogni giorno, nemmeno quelli dei Tassorosso. Erano una delle tante parti del castello che finivano nel dimenticatoio, troppo buie, troppo sperdute o lontane, silenziose e sconosciute per una passeggiata qualunque.
    C'era, però, chi si divertiva a cercare gli angoli più impensabili, meno utili, meno trafficati e più utili a nascondersi dalla massa di persone che rendevano la privacy a Hogwarts più rara di uno Snaso disinteressato alle monete lucenti.
    Una macchia svolazzante nera, rossa e oro svoltava un angolo, poi un altro, passava davanti alle varie porte chiuse, corrose dal tempo o gonfiate dall'umidità. Una massa di fini, folti, capelli neri le svolazzavano in modo disordinato davanti alla faccia e ai lati del capo, dove erano corti, al contrario della sommità della testa, dove divenivano sempre più lunghi, fino a raggiungere una decina di centimetri nelle ciocche che cascavano sulla fronte.
    La cena sarebbe stata servita di lì a breve, le lezioni erano finite da un pezzo e quasi tutti gli studenti si erano ritirati nelle Sale comuni o si stavano dirigendo in Sala Grande. Che ci faceva, lì, una Grifondoro del quinto anno?
    La giovane, alta più della media delle sue coetanee e, forse, anche di chi aveva due anni in più, se non di qualche adulto persino, si era fermata di colpo, posando le spalle a una parete prima di alzare un libro di fronte al viso, la copertina recitava qualcosa sulle evocazioni con le rune.*

    Come devo fare a incidere la carne del palmo, però.

    *Sbuffò la ragazza, prima di scostarsi dalla parete, controllare con la mancina che la bacchetta fosse nella tasca interna sinistra del mantello e puntare le iridi nere verso il punto da cui era giunta.*

    Dovrei avere qualche minuto, forse non mi perdo il primo.

    *Con la mancina scosse leggermente la stoffa del mantello nero, che scendeva dalle spalle. Indossava, sotto questo ultimo, una divisa completa e pulita, anche se la camicia bianca sotto il maglioncino rosso scuro a decori oro era un po' sgualcita e necessitava una sistemata. Sotto la gonna nera portava un paio di jeans neri leggermente aderenti che scendevano su un paio di sneakers nere e bianche, di tipi economico ma resistente anche se vissute.*

    Sarà qualche fantasma?

    *Fece spallucce, sistemando il libro sotto al braccio sinistro, procedendo in direzione di un suono che udiva come una vaga eco che rimbalzava contro le pareti, sempre più nitido. La giovane con il distintivo della sua casa appuntato ad altezza cuore, poggiò entrambe le mani sulla parete che ospitava l'ingresso di una sala poco illuminata. Scrutando nel buio, prima di riconoscere la figura di @Jane_Casterwill ne udì la voce.*

    Bravissima!

    *Esclamò senza pensarci Probabilmente, ma non certamente, quella persona l'aveva sentita ma non ci aveva pensato, si limitò a rivolgere un sorrisone verso quella suonatrice di piani abbandonati.*



    Ultima modifica di Kaycee_Dunn 1 settimane fa, modificato 1 volta in totale