• Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1783
       
       

    LEZIONE DI TRASFIGURAZIONE
    EVANESCENZA E EVOCAZIONE; COME LANCIARE UN INCANTESIMO TRASFIGURATIVO


    Febbraio con le sue tempeste di neve, avvolgeva Hogwarts in un manto candido. Ormai erano trascorsi mesi da quando la giovane Lightwood aveva occupato quella cattedra e, più i mesi passavano, meno era l’ansia che aveva provato per le prime lezioni. Per dirla tutta, anzi, quel giorno Marina era molto più rilassata e disinvolta, dato che era riuscita a conquistare la fiducia degli studenti, i quali partecipavano attivamente alle sue lezioni. Seduta dietro l'enorme cattedra di mogano che torreggiava al centro della stanza, la neo insegnante stava correggendo alcuni compiti, approfittando di un’ora libera tra una lezione e l’altra. Il suono della campana, però, la costrinse a fermarsi, visto che, di lì a poco, la classe si sarebbe riempita di studenti. Sistemò i fogli e li ripose nel cassetto della scrivania, mentre i ragazzi, alquanto euforici, occuparono ognuno i loro posti. Attese che tutti tirassero fuori dalle loro borse pergamena, piuma e inchiostro, e si schiarì la voce.

    “Buongiorno ragazzi.”





    “Buongiorno professoressa.”

    Sorrise, mentre gli studenti delle varie casate la salutavano. Il silenzio incombeva nell’aula, mentre la Lightwood, notando che uno studente si attardava a prendere l'occorrente, con un gesto della bacchetta tirò fuori i libri dallo zaino e li fece levitare sul banco.

    “Tutti pronti? Bene, possiamo iniziare. Oggi, continueremo gli argomenti trattati nella lezione precedente. Chi mi può riassumere di cosa abbiamo parlato la volta scorsa?”

    “Formula di Trasformazione, Trasformazione Animata e Inanimata.”

    Disse timidamente un Corvonero, mentre l’insegnante annuì per confermare la sua risposta.

    “Cinque punti per la sua casata, signor Wright. Allora, ricapitolando, ci sono tre rami della Trasfigurazione: trasformazione, di cui abbiamo parlato la volta precedente, evanescenza e evocazione. Ci siamo fino a qui?”

    Guardò uno ad uno i volti degli studenti, per scorgere qualche dubbio, ma tutti annuirono, cosa che la rese molto felice.

    “Perfetto, quindi partiamo subito con il nuovo argomento.”

    Con un movimento del polso, fece comparire sulla lavagna una scritta.





    “L’Evanescenza è l’arte di evanescere (far svanire) le cose, di far diventare le cose in non-cose. Questa parte della Trasfigurazione è abbastanza complicata, quindi prestate attenzione, soprattutto chi dovrà conseguire i G.U.F.O., visto che sarà sicuramente argomento d’esame.”

    Due studenti dell’ultimo banco, chiaramente scossi da quelle parole, misero da parte il foglio di pergamena che avevano in mano e volsero i loro sguardi verso l’insegnante.

    “Ci sono molte teorie su ciò che accade agli elementi che vengono fatti sparire. Alcuni credono che questi scompaiono tutti insieme e non possono mai più fare ritorno. L'opinione più diffusa, invece, è che gli oggetti si scompongono in milioni di particelle, disperse poi in tutto il mondo. Vengono suddivisi in parti così piccole che sembrano "non esistere più". Tuttavia, non possono veramente cessare di esistere, visto che la legge della materia ci dice che questa non può essere né creata né distrutta."

    Prese un profondo respiro e scrutò attentamente l’aula ed i suoi occupanti. Alcuni studenti ai primi banchi si apprestavano a prendere appunti, altri invece continuavano ad osservarla scetticamente.

    "La difficoltà nell’eseguire correttamente l’Evanescenza si correla alla complessità dell’organismo da evanescere. Per esempio, la lumaca, essendo un invertebrato, non rappresenta un grosso problema; il topo, invece, essendo un mammifero, sarà molto più difficile da far sparire. Un solo incantesimo può essere usato per far svanire qualcosa, l’ Evanesco, che deriva dal verbo latino Evanescere, appunto "sparire"...
    Metta via quella bacchetta signorina Cullen, a meno che lei conosca a perfezione l’incantesimo. In tal caso sarò lieta di cederle il mio posto.”


    Disse rivolta ad una giovane Serpeverde un po’ troppo euforica. La giovane poggiò il catalizzatore magico sul banco e alzò lo sguardo verso l’insegnante; la scrutava, in attesa di una punizione, ma non avrebbe di certo tolto punti alle casate per una distrazione in classe. Ci teneva che rispettassero le regole, ma non era così severa!

    “L'incantesimo di Sparizione ci permette di far svanire sia oggetti animati che inanimati nel non-essere, cioè nel tutto. Può far scomparire immediatamente un oggetto o una bestia e, in uno scontro può essere molto utile per sottrarre la bacchetta all’avversario. Tuttavia, su alcune Creature Magiche dalla pelle particolarmente coriacea, come il Drago, l’Erumpent e il Tebo, quest’incanto è inefficace.
    Alcuni oggetti possono essere incantati per resistere all’ incantesimo di sparizione, come ad esempio i fuochi d'artificio Weasley, i quali, se qualcuno tenta di farli sparire, non solo non scompaiono ma si moltiplicano di dieci volte.”


    Si voltò e, da una gabbia di ferro nero prese un topo abbastanza grande da riempire entrambe le mani; lo poggiò sulla cattedra, puntò la bacchetta sul corpo dell’animale e, scandendo bene le parole, pronunciò la formula.

    “ev-an-ES-ko”

    Il topo sparì e, la classe applaudì per la performance dell’insegnante che, leggermente rossa in viso, impiegò qualche minuto per riprendere il suo discorso.

    “Durante le esercitazioni, avrete modo di dimostrare quanto siete bravi. Adesso passiamo all’Evocazione.”

    Con un altro colpo di bacchetta, il gesso posto accanto alla lavagna si sollevò e iniziò a scrivere un' altra parola al di sotto di quella precedente.





    “L’Evocazione è l’arte di far apparire dal nulla le cose, ossia portare le cose in esistenza e, di conseguenza, è il contrario dell’Evanescenza. In questa fase, gli oggetti evocati uniscono le particelle che sono intorno a noi per creare l'oggetto che desideriamo, sostanzialmente l’opposto al modo in cui gli oggetti vengono fatti svanire. Questo richiede che il mago debba tenere conto di tutti i dettagli dell'oggetto che sta cercando di evocare; un compito molto difficile! Per questo sono argomento dei M.A.G.O. e, non vengono insegnati fino al sesto anno.”

    Fu interrotta da una mano alzata appartenente a una studentessa di Tassorosso. Marina ne fu sorpresa, non aveva posto nessuna domanda, e allo stesso tempo contenta perché aveva suscitato la curiosità e l’attenzione di qualcuno. Con con cenno le concesse la parola.

    “Professoressa, mi scusi, ma se evochiamo qualcosa, poi quella cosa durerà per sempre?”

    Era stata una domanda davvero intelligente e, non poteva non provare orgoglio per i suoi studenti.

    “Ottima domanda signorina Johnson. Quello che stavo per dire era che ci sono alcune leggi che limitano ciò che può e non può essere evocato. Una di queste dice che qualsiasi cosa che è stata evocata non durerà, ovvero non resterà in esistenza. Tuttavia, non si sa se qualcosa che è stato fatto evanescere resterà per sempre una non-cosa.
    Inutile dire che, qualunque cosa si desideri evocare, deve prima esistere al mondo. Ora non sto qui ad elencare quali sono gli incantesimi di evocazione, visto che li spiegherò il prossimo anno a chi avrà conseguito il G.U.F.O. nella mia materia.”


    Fece una pausa per prendere un attimo fiato, mentre i ragazzi continuavano a prendere appunti sulle loro pergamene.

    “La prossima lezione inizieremo a trasfigurare i primi oggetti, precisamente delle trasformazioni. So che tutti voi vorreste farlo adesso, ma, come ho detto la volta scorsa, la Trasfigurazione è una scienza precisa ed esatta. E, prima di farvi sventolare le vostre bacchette, c’è un argomento che vorrei trattare.
    Sicuramente ne avrete sentito parlare durante il corso di Difesa contro le Arti Oscure e Incantesimi, ma è abbastanza importante da richiedere una ripetizione.”


    Lanciò uno sguardo all’orologio a pendolo appeso in fondo all’aula, mancava solo mezz’ora alla fine della lezione. Doveva fare in fretta, se avesse voluto concludere la lezione come aveva sperato.

    “Per iniziare, tutti gli incantesimi rientrano in due diverse classi: statici o dinamici. Gli incantesimi statici sono quelli per i quali gli effetti sono immediati e terminano subito dopo che vengono lanciati. Al contrario, gli incantesimi dinamici sono quelli in cui gli effetti continuano a colpire l’obiettivo anche dopo che l’incantesimo è stato scagliato. Questa distinzione non svolge un ruolo importante nella Trasfigurazione, in quanto tutti gli incantesimi trasfigurativi rientrano nella categoria "statica", ma è comunque un concetto importante da comprendere.
    Tutte le trasformazioni che eseguiremo in questa classe saranno completate entro uno o due secondi. Non c'è modo di cambiare l'incantesimo a metà strada o di fare una trasformazione continua da un oggetto all'altro. Gli incantesimi della trasfigurazione sono incantesimi da “un tocco e via”, per così dire.”



    Camminò per i banchi, soffermandosi qui e li ad osservare il viso dei giovani alunni. Alcuni trascrivevano freneticamente tutto quello che usciva dalla sua bocca; altri, invece, preferivano ascoltare e basta.


    “Quasi tutti gli incantesimi della Trasfigurazione richiedono forza di volontà, ovvero la spinta mentale o il desiderio di fare un incantesimo che dia potere alla vostra magia e lo tiri fuori dal vostro corpo.
    Tutto - oggetti, creature o altro - ha una naturale volontà di esistere e di essere ciò che era destinato ad essere. Questa volontà di esistere diventa più forte negli oggetti che sono di grandi dimensioni o complessità, in quanto c'è più massa, o "roba", che resiste al cambiamento. La natura esatta del perché sia così, continua ad essere oggetto di numerose ricerche. L'idea generale è che ogni oggetto ha un'inerzia che lo tiene dove dovrebbe essere. Questo viene descritto nella Prima Legge di Newton. Qualcuno sa dirmi qual è?“


    La mano di una Grifondoro scattò in aria e lei, annuendo col capo, le concesse la parola.

    “Un corpo non soggetto a forze esterne, o tale che la risultante delle forze esterne agenti su di esso è pari a zero, permane nello stato di quiete o di moto rettilineo uniforme.”

    Mentre la ragazza enunciava la legge, Marina la scriveva alla lavagna.





    “Cinque punti alla sua casata signorina Kapoor. Questo significa che gli oggetti si oppongono al cambiamento se non esiste un'influenza esterna, che in questo caso è la nostra magia.
    L'intero campo della Trasfigurazione si occupa di superare quel desiderio naturale e costringe il bersaglio a diventare quello che voi vogliate che diventi. Come potete immaginare, man mano che gli elementi su cui stiamo lavorando diventano più grandi e più coscienti, le trasformazioni diventano più difficili da eseguire e richiedono una maggiore forza di volontà per superare quella dell'oggetto. Gli elementi con cui noi inizieremo, però, saranno piccoli, con una minima resistenza naturale al cambiamento; quindi la forza di volontà richiesta non sarà troppo alta.


    Tornò vicino alla cattedra e vi si appoggiò, incrociando i piedi. Dopo un momento di muto silenzio l’insegnante continuò con la spiegazione.


    “Un altra cosa necessaria per avere successo in un incantesimo trasfigurativo, è la concentrazione. Mentre la forza di volontà è il braccio, inteso come forza fisica, la concentrazione è il cervello. È l'atto di concentrare la mente per influenzare direttamente il mondo attraverso la magia. Ogni volta che si esegue una trasformazione, è necessario concentrarsi in quale cosa vorresti che il tuo obiettivo si trasformi, tenendo presente tutti i dettagli dell'oggetto e, in questo modo, dirigere la vostra magia e trasformarlo. La concentrazione deve essere mantenuta fino a completare l'intera trasformazione, ossia un secondo o due. Ma lasciare che la vostra mente si distragga troppo presto, potrebbe portare ad una trasformazione a metà. Le trasformazioni tra oggetti che condividono meno similitudini richiedono maggiore concentrazione, in quanto ci sono più cambiamenti da fare.
    Per determinare quanta concentrazione è necessaria, e su cosa esattamente vi state concentrando, dovete prima dare un'occhiata ai due oggetti con cui avete a che fare. Ciò richiede di esaminarli entrambi con tutti e cinque i sensi oltre ad analizzare le loro finalità, la composizione molecolare e tutti gli altri aspetti che ritenete possano essere importanti. Ricordate che non state cambiando solo l'aspetto esteriore, ma anche la sua essenza."


    Gli sguardi degli studenti, contrariamente a quanto si sarebbe aspettato, erano attenti e desiderosi di sapere. Si era immaginata occhi chiusi, sbadigli e teste penzoloni. Invece eccoli lì, tutti che la guardavano e pendevano dalle sue labbra. Era proprio questo l’effetto che voleva ottenere!

    “È importante notare che le trasformazioni possono essere eseguite su elementi di qualsiasi tipo, su oggetti simili e non. Ed è possibile con una giusta concentrazione.
    Ad esempio, posso trasformare dei pugnali in fumo, o viceversa. Anche se sono elementi diversi, sono anche abbastanza simili da permettere la trasformazione. Finché si può stabilire una connessione tra l’obbiettivo dell’incantesimo e l'oggetto su cui si desidera eseguirlo, la trasformazione è sempre possibile.
    Naturalmente, è necessaria una concentrazione intensa in modo da dirigere la vostra magia nel creare esattamente quello che si vuole creare.”


    Si diresse nell’angolo e, da un tavolino in legno antico e finemente intarsiato, prese una brocca d’acqua e un bicchiere. Lo riempì e, bevve un sorso. Si sentiva la gola secca; non aveva mai parlato così a lungo in tutta la sua vita.

    “Come ho detto nella scorsa lezione, nella Trasfigurazione i movimenti della bacchetta sono semplici e precisi e aiutano a concentrarsi, a dirigere e a modellare la vostra magia verso un obiettivo specifico.
    I movimenti “pomposi” aiutano a proiettare la magia e a rendere più forte l'incantesimo. Nella Trasfigurazione, non c'è bisogno di rafforzare un incantesimo in quanto la magia è intrinsecamente focalizzata e controllata dalla natura dello stesso; da qui l'uso di movimenti precisi e concisi. I movimenti tipici che vedrete sono il semplice puntare della bacchetta o dei tocchi. Naturalmente, anche le pronunce sono essenziali per il successo degli incantesimi.
    Come detto in precedenza, e non mi stancherò mai di ripeterlo, la Trasfigurazione è un'arte esatta. Anche un piccolo errore potrebbe causare risultati disastrosi. Ma vi spiegherò i pericoli di questa branca della magia in un’altra lezione.”


    Il tempo era ormai agli sgoccioli ma mancava ancora qualcosa prima che gli studenti potessero andare a pranzo. Si avviò a passo svelto verso la cattedra e, puntando la bacchetta verso la lavagna, fece comparire i compiti.

    “Prima che suoni la campana, ricopiate i compiti. Mi raccomando, studiate bene questo argomento, perché vi aiuterà molto nelle trasformazioni che faremo la prossima settimana.”

    Citazione:


    Modulo A
    (Max 15 punti)


    QUIZ

    Le risposte del quiz si trovano all'interno della lezione, leggete tutto con calma!


    Modulo B - facoltativo
    (Max 15 punti)


    B1. Completa le frasi con le seguenti parole (5 punti):

    inerzia; complessità; focalizzata; grandi; esistenza; controllata

    1. La difficoltà nell’eseguire correttamente l’Evanescenza si correla alla ________ dell’organismo da evanescere.

    2. Una legge dice che qualsiasi cosa che è stata evocata non resterà in ______.

    3. Ogni oggetto ha un’ ______ che lo tiene dove dovrebbe essere.

    4. Man mano che gli elementi su cui stiamo lavorando diventano più _____ e più coscienti, le trasformazioni diventano più difficili da eseguire

    5. Nella Trasfigurazione, non c'è bisogno di rafforzare un incantesimo in quanto la magia è intrinsecamente ______ e ________ dalla natura dello stesso

    B2. Immagina di essere chiamata alla cattedra per una dimostrazione pratica di un incantesimo di Evanescenza. Racconta in stile GdR questo momento e dimostra all’insegnante di aver capito appieno l’incantesimo. (10 punti)




    Gli elaborati vanno consegnati tramite questo MODULO entro e non oltre le 23:59 del giorno 26/10/17.

    Se avete dubbi o chiarimenti da chiedermi potete inviarmi un gufo o contattarmi nel mio ufficio.


    Il rintocco dell’orologio segnò la fine della lezione.

    [color=violet]“Bene… potete andare. Vi auguro buon pranzo e una buona giornata.”


    Dopo quelle parole, i ragazzi iniziarono a raccogliere frettolosamente le loro cose e uscirono dall’aula.
    Marina sistemò la sua bacchetta dentro la borsa, infilò la giacca e si avviò verso la Sala Grande; doveva mettere qualcosa sotto i denti, altrimenti il brontolio del suo stomaco avrebbe spaventato persino i fantasmi.




    Ultima modifica di Marina_Lightwood 4 settimane fa, modificato 1 volta in totale