• Charlotte_Mills

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    Hogwarts Quidditch Cup
    2017/2018


    PARTITA N° 6 - Tassorosso vs Grifondoro


    Ecco la lista delle azioni delle due squadre, dalla mezzanotte del 10 Marzo la squadra di Tassorosso potrà iniziare a postare.

    Buon Quidditch!

    Una nuova partita ha inizio in quel mese ormai tendente alla primavera. Il sole splendeva alto in un cielo privo di nuvole. La squadra di Tassorosso è pronta per sfidarsi con gli avversari: Grifondoro. Chi vincerà?

    Entrambe le squadre sono pronte per dare inizio alla sesta partita. L’arbitro apre il fatidico e solo, con il lancio della Pluffa, ha inizio lo scontro. La palla scarlatta entra in possesso subito dei giallo-rosso.

    La squadra di Tassorosso vede in campo alcuni nuovi elementi, fino a quel momento rimasti in panchina. E’ Opal_Saphirblue, nuova Cacciatrice, a cercare un varco tra i Cacciatori della squadra avversaria. E’ durante un lancio della Pluffa che riesce ad entrare in possesso della Pluffa.

    Opal, Marcus e Mihos sono i possessori della Pluffa e si avvicinano sempre di più agli anelli protetti dal Portiere Kristal_Thrachet. La sedicenne para alla perfezione la palla diretta nell’anello a destra. La palla torna in possesso di Grifondoro, in particolare di Marina_Lightwood.

    I Battitori della squadra di Tassorosso non sono intenzionati a vedere la propria squadra in svantaggio o, peggio ancora, perdere la partita, decidono quindi di accanirsi: o contro un Cacciatore o contro la Cercatrice. Il loro bersaglio però rimane ancora ignoto.

    Marina, Emily e Gianna si passano la Pluffa in numerosi e sorprendenti passaggi, facendo così esultare i loro tifosi. L’adrenalina è talmente tanta che cercano un goal negli anelli di Dragonis. La squadra sta conducendo la partita 10 a 0.

    Dragaonis_Witch si ripromette di fare più attenzione al prossimo possibile goal di svantaggio, rilancia quindi la Pluffa a Marcus, uno dei veterani della squadra di Tassorosso. Marcus assieme ai suoi compagni Mihos e Opal non è intenzionato a mantenere il vantaggio della squadra avversaria.

    La palla scarlatta di cuoio è in possesso di Marcus che, con una mossa inaspettata, passa la Pluffa al Cacciatori dietro di lui: Mihos. E’ proprio lui a ritrovarsi difronte al Portiere della squadra avversaria, ragazza che lui conosce bene.

    I legami non influenzano Kristal che para alla perfezione la Pluffa. Come ogni volta rilancia la palla in campo, ma distrattamente finisce nelle vicinanze di un giocatore di Tassorosso. Opal approfitta e si avvicina agli anelli avversari: 10 a 10.

    Gli spalti inneggiano alle due squadre avversarie.
    In quel caso sono proprio i Battitori di Grifondoro ad attirare l’attenzione di tutti: hanno scagliato un Bolide verso il Cercatore avversario: Kevin_Mitchell.





    Kevin è il bersaglio di un Bolide, ma per fortuna i suoi compagni di squadra lo aiutano, in particolare Pierre che protegge il giovane Cercatore. I Bolidi tornano a volare qua e la per il campo ovale, intanto Kevin continua la sua ricerca del Boccino d’oro, anche se invana.

    In quel momento la Pluffa è in possesso di Mihos_Renny, che viene però “spintonato” dalla Cacciatrice Gianna che spera di non attirare l’attenzione dell’arbitro. In quell’occasione però viene segnata una punizione a favore di Tassorosso, che si avvicina pericolosamente agli anelli avversari.

    E’, quella volta, Mihos a portare in vantaggio la propria squadra facendo goal nell’anello di sinistra protetto proprio da Kristal, ragazza che conosce bene. Le emozioni del diciassettenne sono altalenanti..

    La squadra di Tassoroso sta conducendo la partita 20 a 10. E’ proprio nel momento in cui Kristal sta per rimandare in campo la Pluffa che la Cercatrice di Grifondoro, Jane_Casterwill, avvista il Boccino d’Oro. Come lei anche l’avversario sembra essersi accorto della pallina dorata.

    Finalmente Kevin ha avvistato il Boccino d’Oro che si trova a poca distanza dal uno dei cerchi della squadra di Grifondoro. Il suo sbrilluccichio si confondeva con quello del metallo dorato dei pali. Entrambi i Cercatori partono alla rincorsa della vittoria

    Forse è l’esperienza, ma Jane sembra essere in leggero vantaggio rispetto a Kevin. Nel frattempo la Pluffa è tornata in possesso di Grifondoro. Marina e Emily si passano la palla sotto lo sguardo dei Cacciatori avversari che sono sempre alle loro calcagna e in attesa di un loro passo falso.

    Lo sguardo di Marcus e Mihos è sempre fisso sulla Pluffa in possesso agli avversari. Le Cacciatrici di Grifondoro mantengono la Pluffa in movimento davvero molto spesso, è assai difficile impossessarsi della palla scarlatta.

    La Pluffa passa da mano di Emily, alla presa ferrea di Gianna che tenta di fare centro di uno degli anelli di Dragonis, ma invano.
    La veterana Tassorosso, ormai, non si fa mettere i piedi n testa da nessuno. Sarà assai difficile coglierla impreparata.


    Nel mentre che Dragonis para la Pluffa lanciata dall’avversaria Gianna_Fields, i due Cercatori perdono di vista il Boccino d’Oro. Nonostante quella distrazione il Portiere giallo-nero non ha perso la concentrazione e, dopo qualche sguardo e segno con il capitano della propria squadra, passa la Pluffa verso Opal, giovane giocatrice.

    Nonostante la squadra di Tassorosso stia conducendo la partita venti a dieci, la squadra capitanata da Jane non si abbatte e cerca in tutti i modi di tornare in possesso della Pluffa.




    E’ durante un passaggio di Mihos al compagno Marcus che un Bolide inviato da Helen_Benlor colpisce la coda della scopa del diciassettenne. Nulla di grave per il ragazzo, ma la Pluffa torna in possesso di Grifondoro.

    Emily detiene il possesso della Pluffa fino a quando non la passa alla compagna e vice capitano Marina_Lightwood. Determinate le ragazze si avvicinano sempre di più agli anelli e a Dragonis Witch. Questa volta hanno escogitato un modo per coglierla di sorpresa con una finta mai provata fino a quel momento.

    Purtroppo Dragonis non riesce ad evitare quel goal. Così facendo la squadra avversaria si porta a parità. Ultimamente il biondo portiere nonostante ci metta tutta la propria forza di volontà non riesce a mantenere la concentrazione per tutta la partita.

    I tifosi di Grifondoro riempiono l’aria con i loro cori da stadio a favore della squadra gialla e rossa, nonostante la Pluffa torna in possesso di Tassorosso e del loro capitano: Marcus Largh. Il tempo di gioire per Marina, Gianna e Emily è terminato.

    Marcus tiene stretta la Pluffa al petto e, protetto dai Battitori della propria squadra cerca di avvicinarsi agli anelli avversari. Pierre riesce a parare due Bolidi per il proprio capitano, mentre la Pluffa in quel passa di mano a Mihos.

    E’ in quel momento che Emily cerca, anche se inutilmente, di impossessarsi della Pluffa. Intorno a lei tutto sembra caotico: Cercatori alla ricerca del Boccino, Battitori che paravo qua e la Bolidi per aiutare i propri compagni di casata. Chissà come sarebbe finita quella partita.

    Tutti i giocatori sono in defibrillazione, in particolare Kevin alla ricerca del Boccino e i Cacciatori che cercano di fare centro negli anelli difesi da Kristal. Quella volta però la Grifondoro non si fa distrarre e para quel tentativo di goal.

    Kristal sembra essere tornata in sé e, magistralmente, para una Pluffa lanciata dal capitano della squadra di Tassorosso. Jane e Kevin però hanno avvistato di nuovo il Boccino D’Oro. Sarà questa la volta decisiva?

    L’attenzione di tutti gli spettatori era per Kevin e Jane che, in sella alla loro scope, cercavano di avvicinarsi sempre più. Per Kevin quella è la prima partita come titolare e voleva dimostrare, a chi lo aveva scelto, che era a livello degli altri giocatori con più esperienza.
    Il Tassorosso si avvicina sempre di più.


    Jane non ci sta e spinge asl limite il proprio manico di scopa, cercando di raggiungere il Cercatore avversario. La squadra che vince perché si aggiudica il Boccino è Grifondoro con un punteggio di 170 a 20.


    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Marina_Lightwood, @jane_Casterwill,


  • Mihos_Renny

    Tassorosso Responsabile di Casa

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    [DORMITORIO TASSOROSSO]


    *Il giorno tanto atteso da molti era giunto, la giornata era perfetta, non c’era nemmeno una nuvola in cielo, la primavera si stava avvicinando. Mihos aveva appena terminato le lezioni della mattina e si stava dirigendo verso il suo dormitorio a recuperare la sua fedelissima Firebolt. Una volta arrivato si sedette sul suo letto ed appoggiò a terra la borsa, si sentiva preoccupato, forse la cosiddetta “ansia da prestazione”, ma cercò di non pensarci troppo così andò verso il bagno e darsi una lavata alla faccia con l’acqua fredda per cercare di darsi una svegliata. Quando vide il suo riflesso nello specchio d’acqua del lavandino gli venne come un tonfo al cuore e pensò.*

    Questo… non sono io



    *Un filo di rabbia e consapevolezza attanagliò l’animo del ragazzo. Qualche settimana prima aveva avuto uno scontro con una persona che non avrebbe mai immaginato di incontrare: l’assassino di suo padre. Ripensando a tutto quello che gli era successo si ripromise di ritrovare quell’uomo e ucciderlo o, meglio, farlo rinchiudere ad Azkaban.*

    [SPOGLIATOIO DI TASSOROSSO]


    *Uscito dal dormitorio con la scopa alla mano e il borsone con le protezioni si diresse al campo di Quidditch. Entrato vide subito Marcus, capitano della squadra, già pronto per iniziare la partita.*

    Ehi Marcus, come va? Tutto bene?

    Mihos, ciao, io tutto bene, tu invece? Il tuo occhio come sta?

    *Rispettava molto Marcus, fra tutti gli studenti era uno dei pochi che si era preoccupato di chiedergli come stava una volta tornato ad Hogwarts dopo il suo incidente, non gli chiese come si era procurato la sua ferita, ma solo se stava bene. Mentre si cambiava rispose alla domanda del compagno*

    Se devo essere sincero, ogni tanto ho delle fitte, ma per il resto é tutto apposto ormai mi sono abituato alla profondità monoculare

    *Concluse sorridendo. La prima settimana con quella benda sull’occhio fu la più difficile, in quanto, quando lanciava degli incantesimi a lunga distanza, sbagliava completamente mira, il che avrebbe reso le sue partite di Quidditch, essendo uno dei Cacciatori, veramente difficili. Si era allenato molto per riuscire a perfezionare la sua vista.
    Poco dopo entrarono nello spogliatoio Pierre e Kevin, ragazzino del primo anno, molto dotato per la sua età, per quel motivo Mihos e Marcus lo avevano selezionato come Cercatore, oltre ad essere uno dei più veloci era anche il più determinato e questo aveva colpito il capitano e il vice. Ovviamente non potevano tenere in panchina quel talento.
    Quando furono tutti pronti, comprese le ragazze della squadra il capitano fece il suo discorso pre-partita.*

    Allora ragazzi, oggi è la nostra seconda partita e come ben sapete la giocheremo contro i Grifondoro, avversari assai temibili. Il fatto che siamo riusciti a vincere la prima partita contro i Corvonero non possiamo accomodarci sugli allori. In squadra abbiamo anche due nuovi arrivi: Kevin e Opal, che alle selezioni sono stati i migliori della loro sezione, sono sicuro che daranno il massimo nel loro primo match da titolari, non fateci ricredere delle vostre capacità. Conoscete i vostri ruoli e le formazioni, perciò usciamo e facciamo vedere a tutta la scuola di che pasta sono fatti i Tassorosso

    *Tutta insieme la squadra fece un applauso e tutti i membri si incitarono a vicenda. Nel percorso di uscita verso il campo si avvicinò ad Opal e Kevin e mise le braccia attorno a collo di entrambi. Anche lui era stato nei loro panni, un novizio in un gruppo di esperti, si sentiva fuori luogo, ma era stato in campo che aveva dato il meglio di sé, facendo dei gol che avevano portato in vantaggio i Tassorosso. Capiva quanto i due ragazzi potevano essere nervosi.*

    So come vi sentite ragazzi, é la vostra prima partita, ma vi dirò una cosa, inesperienza non vuol dire non essere bravi, vi abbiamo selezionati non solo per la vostra bravura, ma anche perché avevate la determinazione necessaria per far colpo su di noi e aggiudicarvi il diritto di entrare fra i titolari. Se vinceremo bene, se perderemo é un buon modo per imparare dai propri errori.

    *Concluse sorridendo, passando davanti ai due ragazzi mettendosi accanto a Marcus: erano pronti.*



    [CAMPO DI QUIDDITCH]




    ED ECCO CHE ENTRANO IN CAMPO LE SQUADRE PROTAGONISTE DI QUESTA PARTITA DI OGGI: GRIFONDORO E TASSOROSSO

    *Annunciò il cronista con la sua solita enfasi. Gli spalti rieccheggiavano di cori ed esultanze in onore di tutti i giocatori delle due Case, il loro ingresso a cavallo delle proprie scope fece esplodere lo stadio. I portieri presero posto davanti agli anelli da difendere, i Battitori e i Cacciatori si misero sparpagliati per il campo, ad eccezione dei capitani delle due squadre che si misero al centro per cercare di prendere per primi la Pluffa. Dopo una lunga attesa l’arbitro lanciò in aria la palla scarlatta e la partita cominciò.*



    @Marcus_Largh, @Opal_Saphirblue, @Kevin_Mitchell, @Pierre_Locomotor, @Dragonis_Witch, @Charlotte_Mills, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood,


  • Gianna_Fields

    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

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        Gianna_Fields
    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Il sole splendeva alto nel cielo e le temperature iniziavano finalmente ad alzarsi. Dopotutto era Marzo e tutti, o quasi, erano pronti a dare l’addio all’inverno per lasciare spazio alla primavera. La squadra di Grifondoro era carica e pronta per affrontare la terza partita del campionato che li vedeva contro la squadra di Tassorosso. Tutti erano consapevoli dell’importanza di quella partita, l’ultima per loro. Dovevano vincere ad ogni costo, non c’era spazio per eventuali errori o distrazioni. Tutti erano carichi e determinati a non lasciare che la squadra avversaria avesse la meglio su di loro. Erano una squadra agguerrita e affiatata e tra i giocatori si era creata col tempo una forte complicità e intesa. Molti dei giocatori originari ricoprivano lo stesso ruolo mentre altri si erano aggiunti, per merito, in altri ruoli. Il loro capitano e cercatore era Jane Casterwill, una ragazza davvero molto capace che era stata fondamentale nelle partite precedenti nell’acciuffare il boccino prima degli avversari ma non solo: sapeva esattamente cosa dire e fare in momenti di crisi e sconforto della sua squadra. Trovava sempre le parole giuste al momento giusto per risollevare loro il morale e portarli infine alla vittoria! Nella precedente partita se l’erano vista davvero brutta poiché il loro portiere era stato colpito da un Bolide e costretto al ritiro. In quella occasione la loro vice, nonché Cacciatrice della squadra, Marina Lightwood aveva dimostrato coraggio e sangue freddo nel prendere senza troppo storie il posto della ragazza, un ruolo che non aveva mai ricoperto prima ma, nonostante tutto, si rivelò essere brava e abile anche nei panni di portiere. In quella partita il posto di portiere sarebbe stato ricoperto da Kristal Thratcht, una ragazza che aveva dimostrato quanto valeva già durante gli allenamenti e per quello aveva meritato un posto nella squadra. Helen e Livia erano le loro preziose Battitrici, pronte a qualsiasi cosa per proteggerle dai Bolidi e spedirli dritti sugli avversari. Poi c’era Emily, una fortissima e bravissima Cacciatrice che, grazie alla sua abilità nelle precedenti partite, era stata riconfermata nel suo ruolo…..e poi c’era lei, Gianna Fields, che affiancava Marina ed Emily come Cacciatrice e ce l’avrebbe messa davvero tutta per aiutare le compagne a vincere la partita. Erano tutte riunite negli spogliatoi, in attesa dell’inizio della partita che sarebbe stato imminente. Erano tutte visibilmente agitate e quelle emozioni potevano giocare a loro svantaggio poiché potevano compromettere l’attenzione durante la partita. Il loro capitano si alzò, iniziando il solito discorso pre-partita:*

    Ci siamo ragazze. Il giorno per il quale ci siamo allenate così duramente e con costanza è finalmente arrivato! Vi ho ripetuto così tante volte l’importanza di quest’ultima partita che credo sia superfluo dirlo di nuovo! Dobbiamo vincere ad ogni costo, è fondamentale per noi! Perciò diamo il meglio tutte! Giochiamo bene come abbiamo sempre fatto e sono sicura che porteremo a casa la vittoria! Forza ora tutte in campo!

    *Tutta la squadra sorrise e si caricò grazie al discorso del loro capitano. Come ogni volta prima di entrare in campo sul viso di tutta la squadra si potevano ben vedere mille emozioni diverse. Ansia, timore, ma fra tutte una sui giovani volti di quelle ragazze spiccava sempre: la voglia di dare il tutto per tutto e poter terminare la partita a testa alta, qualunque fosse il risultato. La squadra di Grifondoro era formata solo da ragazza ma in quei mesi avevano sempre dimostrato di potercela fare, insieme. Dopo il discorso esortativo di Jane tutte si alzarono e si abbracciarono, formando un cerchio indivisibile, forte come una catena, mentre il loro vice aggiungeva:*

    Vinceremo noi ragazze, ne sono sicura!

    *E tutte all’unisono urlarono:*

    Forza Grifondoro!

    *Montarono sulle loro scope e sfrecciarono fuori dagli spogliatoi, accompagnate dalle urla di gioia ed eccitazione dei tifosi Grifondoro, che erano vestiti di tutto punto con sciarpe, cappelli, bandiere e quant’altro, pronti a dare coraggio e sostegno alle loro leonesse! Il loro tifo era importantissimo per le ragazze perché in quel modo si caricavano anche loro. Ricordava che quando nelle precedenti partite erano in svantaggio o in inferiorità numerica, la loro tifoseria non si era mai abbattuta e non avevano mai smesso di incoraggiare le giocatrici con canti e urla di ogni genere sia a favore loro, sia contro gli avversari. Avevano sempre strappato un sorriso alle ragazze e per questo dovevano ringraziarli! Voci di ragazzi e ragazze, non solo loro compagni della loro Casa ma anche amici di altre, accorsi li per tifare per quel gruppo di ragazze, si alzarono in un coro di grida di incoraggiamento. Gli spalti erano colorati dalle bandiere delle due squadre, stendardi levati verso il cielo che danzavano nell'aria come se animati dallo stessa voglia di tifare per la propria squadra che avevano le persone che li tenevano fra le mani. Come potevano rimanere indifferenti? Vincere una partita non era solo dimostrare chi fosse il più forte, anzi la parte migliore era quando, a fine partita, si potevano abbracciare i propri compagni e amici, festeggiare tutti insieme fino a sera e restare svegli anche dopo, nonostante la stanchezza. Molte volte, specialmente le giocatrici più esperte come Gianna, Marina e Jane, erano rimaste sveglie fino a notte fonda parlando nella loro camera, troppo emozionate e felici per poter chiudere occhio. Cercavano sempre di rendere quelle giornate indelebili nelle loro memorie, anche in seguito a una partita persa, perché ogni match era speciale a modo suo.
    Volarono in campo e si posizionarono subito nella loro metà, occupando ognuno il proprio posto, in trepidante attesa dell'inizio della partita. C'era chi si muoveva ansiosamente, cercando una posizione comoda o perché l'ansia può giocare brutti scherzi, o chi invece cercava di concentrarsi fissando un qualche punto indefinito del campo. Ognuno aveva i propri rituali prima di una partita, a partire da un semplice porta fortuna per arrivare ai giocatori che preferivano usare sempre gli stessi vestiti, anche se rovinati a causa del tempo. Tuttavia il momento per i preparativi era ormai giunto al termine! La squadra di Tassorosso fece il suo ingresso pochi secondi dopo, accompagnata dalle stesse urla della loro tifoseria. Gianna sorrise, rafforzando la stretta sul suo manico di scopa, impaziente di cominciare e far vedere loro di che pasta erano fatte! La ragazza era da tanto tempo parte di quella formazione tutta al femminile, sapeva quanto impegno e dedizione lei e le altre mettevano in ogni allenamento. Avevano faticato e sudato tanto per essere pronte al cento per cento, ma nonostante questo l'esito della partita era sempre imprevedibile. Anche lei non avrebbe saputo fare un pronostico, forse era proprio questo il bello del Quidditch!
    L’arbitro si portò al centro del campo portando il baule contenente i bolidi, il boccino e la pluffa, una scena che tutti avevano ormai visto mille volte. Gianna avrebbe tranquillamente potuto descrivere ad occhi chiusi i gesti del giudice di gara, uguali per ogni partita. Quest'ultimo guardò attentamente la due squadre, con il solito sguardo duro che non ammetteva repliche, mentre diceva loro:*

    La partita sta per cominciare. Mi raccomando, voglio vedere un gioco pulito, ogni minima scorrettezza verrà punita severamente! In bocca al drago e che vinca la squadra migliore!

    *In seguito diede un colpo al baule dal quale schizzarono via i due Bolidi pronti ad essere colpiti dalle mazze dei Battitori, poi liberò il prezioso Boccino d’oro, che i due Cercatori individuarono con lo sguardo, ed infine la Pluffa venne lanciata in aria. Gli sguardi di tutti, giocatori e spettatori, furono subito catturati da quelle sfere, in quei secondi di suspance che davano il via a tutto.*



    *La partita era finalmente cominciata, i sei Cacciatori di entrambe le squadre si precipitarono verso la sfera nel tentativo di prenderla. I Battitori inseguivano già i Bolidi mentre i Cercatori iniziavano a dare la caccia al Boccino che, se acciuffato, avrebbe messo fine alla partita. Ma per il momento il pensiero di Gianna era rivolto a quella Pluffa, dovevano prenderla loro per primi! Le danze erano iniziate, entrambe le squadre erano sicuramente decise a portarsi a casa la vittoria. I giocatori iniziarono a scontrarsi, venendo sbalzati da una parte all'altra nel tentativo di appropriarsi per primi di quel globo di cuoio. Tra una spinta e l’altra, Grifondoro era entrato in possesso della Pluffa, stretta saldamente tra le mani di Emily. Così le tre, con un sorriso soddisfatto, cominciarono una corsa verso la metà campo avversaria.*



    *Erano a poca distanza l’una dall’altra in modo tale da non dover fare passaggi troppo lunghi e rischiare di perdere così la Pluffa. Dagli spalti di Grifondoro si levarono quasi all’istante grida entusiaste e cori di incoraggiamento e sostegno per le leonesse che erano determinate a non lasciarsi prendere la palla e mettere subito a segno il primo goal.*

    @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Mihos_Renny, @Marcus_Largh, @Charlotte_Mills,


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante

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        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante
       
       

    *E finalmente il fischio d'inizio
    Fu quel suono trillante e deciso a dare il via ad un frenetico inizio partita. Opal non fece nemmeno tempo a prendere un respiro profondo per concentrarsi che già nel Campo era esplosa la competitività dei giocatori di entrambi gli schieramenti: i Cacciatori accalcati verso il pallone scarlatto, i violenti Bolidi adocchiati dai Battitori che brandivano minacciosi due potenti mazze, i Portieri imponenti davanti ai propri anelli da difendere e i Cercatori che aguzzavano lo sguardo alla ricerca di un qualche luccichio dorato.


    La ragazzina fu scossa da un'improvvisa insicurezza: la sua prima partita da titolare era dunque iniziata.
    Aveva faticato davvero molto per giungere ad un buon livello di gioco, degno di un membro ufficiale della squadra di Tassorosso.
    Del resto, non era solito inserire giocatori del primo anno tra gli schieramenti di Quidditch delle case: essendo alle prime armi, gli undicenni seguivano le lezioni di Volo per principianti, poiché ancora non possedevano un manico di scopa tutto loro. Ciononostante, in occasioni del tutto eccezionali, e in situazioni davvero critiche, tale regola poteva essere abrogata.
    Difatti, qualora un maghetto o una streghetta dimostrasse un buon potenziale e una speciale attitudine a cavalcioni della scopa, e nel caso in cui la casata fosse a corto di giocatori, il fortunato poteva ambire ad allenarsi per le partite di Quidditch della scuola. E quell'anno la fortunata era stata proprio Opal: i Tassi necessitavano di una nuova Cacciatrice e come si diceva "Chi cerca trova!"
    Durante la terza lezione di Volo della ragazzina infatti, mentre era intenta a librarsi nel cielo e volteggiare sulla sua scopa, il capitano Largh era sopraggiunto di soppiatto per assistere ai voli dei primini, sperando in qualche nuova rivelazione per il suo team. La giovane dalla chioma turchina sprizzò gioia da tutti i pori quando venne a sapere della sua ammissione speciale nella squadra e decise fin da subito di dare il massimo ad ogni allenamento, per essere all'altezza del compito assegnatole.
    Era una ragazzina competitiva e la persona che più le metteva ansia da prestazione era proprio se stessa. Si spronava sempre a dare il meglio e ad esercitarsi assiduamente anche da sola per migliorare la sua mira in porta e la rapidità di volo.
    Il primo passaggio della Pluffa fu un vano tentativo di riscuotere la Tassetta dai suoi pensieri. Nemmeno durante la sua prima gara riusciva a rimanere concentrata: era una sua caratteristica peculiare essere perennemente immersa nel vortice profondo della sua mente.*

    Allora Opal, concentrati, respira e concentrati...

    *Doveva ammettere a se stessa che non aveva calcolato l'agitazione che avrebbe provato in quel momento: si era sempre immaginata calma, sicura e tranquilla durante la sua prima performance. Veloce ad acciuffare la palla vermiglia e a centrare l'obbiettivo, per poi alzare vittoriosa nel cielo il pugno ben stretto, esultando con i compagni giallo-neri.
    E invece se ne stava lì, ferma a mezz'aria, tutta contratta ed inebetita dall'emozione, con le mani tremolanti e le gambe di ricotta. Gli occhi perlacei fissavano i suoi guanti di pelle, mentre il visetto arrossito della giovane era celato da lunghi ciuffi celesti.
    Ripensando alla mattina di quello stesso giorno, si sarebbe creduto che Opal fosse un'altra persona: si era svegliata presto, addirittura in anticipo, fatto alquanto strano dato che lei apparteneva alla specie dei ritardatari cronici. Balzata fuori dalle coperte gialle come il sole, si poteva dire che il suo umore rispecchiasse esattamente la tinta che regnava nei sotterranei dei figli di Tosca.
    Aveva parlato a vanvera per tutto il tempo, annoiando il suo gatto Nox che miagolava paziente alla strega, mentre le faceva le fusa per rassicurarla sull'esito della mattinata. Opal si figurava in testa mille situazioni differenti: dalle sue probabili azioni vincenti alla possibilità che precipitasse al suolo spiaccicandosi come una frittella, da una spettacolare acrobazia da lei tentata ad una figuraccia orribile davanti a tutti gli studenti di Hogwarts... L'espressione della strega variava da un ampio sorriso, pensando alla vittoria della sua squadra, ad una smorfia di delusione nel caso di un'amara sconfitta. Insomma, il suo cervello strambo era in fibrillazione già dalle sette di mattina ed ora si era rattrappito per l'ansia, non permettendole più di ragionare con criterio.*

    Concentrati Opal.

    Si Mihos, scusa.

    *I Grifondoro turbinavano attorno a lei, tallonati dai giocatori di Tosca volenterosi di prendere possesso della Pluffa. Fu esattamente in quel momento che una casacca rossa e dorata le passò accanto, urtando la ragazzina che traballò sul manico di scopa.
    Proprio quella collisione risvegliò finalmente la strega, che si lanciò all'inseguimento dell'avversario, mandando beatamente al diavolo tutte le sue paure. Cosa avrebbe dovuto fare, starsene lì impalata a compiangersi? O invece riversare tutta la grinta che aveva accumulato durante gli allenamenti in quella partita?
    Si cacciò attraverso tutti quei giocatori dalle divise scarlatte, mentre lo stadio fibrillava dall'agitazione, sventolando bandiere ricamate con leoni ruggenti o innalzando striscioni dipinti con i colori della casa dei Tassi.


    Piccola ed esile com'era, per Opal era più semplice infilarsi nella mischia con rapidità ed uscirne soddisfatta: tamponò la signorina con la Pluffa e notò la direzione del suo sguardo. La ragazzina si voltò in un attimo: ecco il prossimo obbiettivo di lancio della Grifondoro, una sua compagno poco distante da lei che gli faceva un lieve cenno con la mano.
    Opal socchiuse gli occhi, combattiva: non appena la Grifondoro alzò la mano per passare il pallone, la strega interruppe l'azione intromettendo il suo braccino lesto nella traiettoria della giocatrice rosso-oro, per conquistare quindi la tanto bramata sfera carminia.*

    LA PLUFFA ENTRA IN POSSESSO DI TASSOROSSO!

    ° Urlò il cronista di quella partita.
    Opal strinse forte a sé la Pluffa, come fosse il più morbido tra i peluches, affrettandosi ad allontanarsi dalla porta protetta dalla sua concasata per dirigersi fulminea verso gli anelli dei Grifondoro: era ora di cominciare quella partita con il piede giusto, un piede sicuro dipinto di nero e di giallo.*


    @Marina_Lightwood, @Jane_Casterwill, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills,


  • Gianna_Fields

    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Grifondoro
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        Gianna_Fields
    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Un'altra partita di Quidditch sarebbe incominciata quel giorno e quella volta Kristal non avrebbe assistito dalle panchine, ma proprio dall'interno del campo. Per quella giornata la Bionda Grifondoro aveva indossato la propria divisa da giocatrice e, guardandosi allo specchio nella sua camera nei dormitori, rimase ad osservarsi. Era la sua primissima volta come Portiere titolare durante una partita.. Ne sarebbe stata in grado? Ma certo, avrebbe dato tutta se stessa per la propria casata. Un altro incentivo però la portava sul campo carica e con la voglia di vincere: la squadra avversaria era la squadra di Mihos, il ragazzo che frequentava ormai da mesi. Quando aveva scoperto di avere lui come avversario era rimasta un po' interdetta, ma alla fine aveva capito che era comunque solo un gioco e nulla avrebbe inclinato il rapporto tra i due innamorati, neanche un goal o una parata a Quidditch. Dandosi un ultimo sguardo si reputò pronta per la partita imminente.*



    Non arriverò in ritardo, ma meglio avviarsi.

    *Pensò la bionda studentessa sedicenne. Kristal frequentava Hogwarts da esattamente sei anni e mai, dal primo giorno, aveva preso parte ad una partita come giocatrice ma si era sempre “limitata” ad essere una delle riserve della sua squadra. Cosa aveva portato il capitano Casterwill a sceglierla come Portiere di quella partita era un mistero. O forse solo una strategia. Ma ciò che sapeva con assoluta certezza era l’impegno e la determinazione che aveva messo durante gli allenamenti. Aveva dato il massimo, così come le sue compagne di squadra….aveva partecipato a tutti gli allenamenti e aveva dimostrato un’ottima propensione per il ruolo di portiere. Durante gli allenamenti di rado aveva permesso che una delle Cacciatrici mettesse a segno un goal. Ovviamente non era riuscita ad impedirlo sempre ma era stata abbastanza brava da convincere il capitano ad inserirla nella squadra non più come riserva ma come titolare. E in quell’ultima partita di campionato era determinata a dimostrare a se stesse e alle sue compagne che non era stato un errore inserirla nella squadra…non se ne sarebbero pentite! Arrivata al campo vide che alcune delle sue compagne erano già presenti, mentre altri dovevano ancora arrivare.
    Con la sua scopa, una Nimbus 2000, rimase in attesa dell'inizio della partita. L'adrenalina e l'ansia iniziavano a farsi sentire. Era così allora che un giocatore si sentiva prima di ogni incontro? La Casterwill fece il suo discorso di incoraggiamento, sottolineando ancora una volta quanto fosse importante vincere quella partita. Quelle poche ma importanti parole, caricarono la squadra pronta a dare il meglio sul campo e allo stesso tempo offrire un meraviglioso spettacolo. L’obbiettivo era vincere ma di sicuro si sarebbero anche divertite.

    In bocca al drago a tutte.

    *Disse la bionda streghetta mentre si scioglievano dall’abbraccio di gruppo. Poi montarono tutti in sella alle scope raggiungendo il campo. Come c'era da aspettarsi la folla scoppiò in un urlo esagerato quando le due squadre fecero il loro ingresso. Un piccolo sorriso comparve sul volto di Kristal che andò subito a posizionarsi davanti ai tre anelli che doveva proteggere.
    Quello era il suo unico compito e sperava di non farsi distrarre e portare avanti la propria “missione” fino alla fine. Fu solo grazie all'arbitro che la partita iniziò. Un turbinio di ragazzi e ragazze si fiondò sulla Pluffa fin quando riuscì a vedere chiaramente che le sue compagne avevano avuto la meglio! Emily Banks stringeva felice la palla sotto il braccio mentre, affiancata da Marina e Gianna, si dirigevano verso gli anelli avversari protetti da Dragonis Witch, giocatrice capace e esperta. Ma pochi secondi dopo la situazione si rovesciò. La piccola Saphirblue, che come lei era stata inserita da poco nella squadra, con un’ottima intuizione e riflessi pronti, riuscì a capire con il giusto anticipo a quale delle due ragazze Emily avrebbe passato la Pluffa. Così, non appena la Cacciatrice di Grifondoro alzò il braccio per lanciare la palla, Opal si fiondò tra loro riuscendo a prenderla. Si vedeva chiaramente lo sguardo soddisfatto della ragazzina e anche dei suoi compagni che, probabilmente, avevano capito di aver acquisito un’ottima giocatrice.*

    LA PLUFFA ENTRA IN POSSESSO DI TASSOROSSO!

    *Strillò il cronista mentre la piccola Tassa, affiancata da Marcus e Mihos, si faceva strada verso gli anelli avversari.*

    Non osare avvicinarti!

    *Pensò Kristal mentre si sistemava sulla sua scopa rafforzando la stretta sul manico. I suoi occhi non si staccavano mai dalla Pluffa. Le sue compagne avevano sbagliato un passaggio, poteva capitare, ma ora toccava a lei! Doveva impedire a tutti i costi che i tre Cacciatori mettessero a segno il primo goal, doveva far vedere a tutti quanto poteva essere brava. I tre sembravano avere una tattica loro, infatti si spostavano freneticamente da una parte all’altra passandosi la Pluffa con precisione e velocità. Marina, Gianna e Emily erano dietro di loro cercando di approfittare di qualche loro errore che, sfortunatamente, non arrivò! Nei giorni precedenti, scherzosamente, aveva cercato di estorcere qualche informazione sulla partita al proprio ragazzo, ma inutilmente. Mihos era rimasto muto come un pesce. Ma come dargli torto? Nemmeno lei avrebbe mai rivelato ad un “avversario” le loro strategie! Solo un pazzo l’avrebbe fatto! Dopo rapidi e continui passaggi, la Pluffa arrivò tra le mani di Marcus, capitano della squadra avversaria, che con molta probabilità avrebbe provato a centrare uno degli anelli ma quale? Kristal ripassò nella sua mente tutti gli allenamenti, i consigli ricevuti da chi prima di lei aveva ricoperto quel ruolo….il segreto stava nel guardare sempre la Pluffa e non muoversi prima che quell’ultima si fosse staccata dalle mani del Cercatore. Solo così poteva capire la direzione e cercare di pararla. Si, poteva provare con l’intuizione ma, con un giocatore esperto come Largh, non l’avrebbe spuntata. Lui era forse il può esperto della squadra e sapeva il fatto suo! Era davvero vicinissimo quando finalmente lanciò con forza la Pluffa….Kristal capì subito a quale dei tre anelli aveva mirato. Con un veloce e preciso scatto si lanciò sull’anello destro allungando la mano e afferrando la palla con determinazione, portando al sicuro contro il suo petto!*



    *Osservò i tre Cercatori che erano già pronti ad esultare pensando che il loro capitano di sicuro non avrebbe sbagliato o meglio che Kristal non sarebbe riuscita a parare il tiro! Ma si sbagliavano e il portiere mostrò loro uno dei suoi sorrisi migliori pieno di soddisfazione. Difficile spiegare cosa stava provando in quel momento…un mix di felicità, incredulità, stupore si fecero strada dentro di lei. Non dubitava delle sue capacità ma nonostante tutto era sorpresa di ciò che aveva appena fatto. L’adrenalina era alle stelle, le tremavano perfino le mani! I tifosi di Grifondoro esplosero felici con fragorosi applausi per quella spettacolare parata e intonarono in coro frasi dirette al favoloso portiere che aveva dato prova della sua abilità! Era bellissimo osservare gli spalti da quella prospettiva. Erano presenti centinaia di persone tutti con i colori delle squadre che tifavano. Molti erano i festoni e cartelloni che riempivano l'aria sventolando qua e la, l'unica sezione dai colori neutri e non tifante particolarmente per nessuna squadra era la tribuna dei professori. Ma la cosa che la rendeva ancor più felice e soddisfatta, era vedere le facce sorridenti e fiere delle sue compagne di squadra. Alcune di loro avevano applaudito, altre le avevano alzato il pollice in su e tutte erano sicuramente fiere di lei! La Thratcht, senza farsi distrarre ulteriormente dai cori che la incoraggiavano, si concentrò nuovamente e osservò il campo cercando di individuare la Cacciatrice più vicina a lei. Vide subito Marina, sua amica e vice-capitano della squadra e, senza aspettare oltre, lanciò la Pluffa con tutta la forza che aveva urlando:*

    Per te Marina!

    *La Lightwood afferrò la palla senza alcun problema e, affiancata dalle amiche, si diresse nuovamente verso gli anelli avversari. Lo sguardo di Kristal si posò sulle casacche rosse e oro delle compagne, attenta a seguire ogni loro mossa. Ogni tanto però lo sguardo ceruleo della sedicenne si posava su una divisa di Tassorosso. Era strano essere l'avversaria di quel ragazzo che conosceva fin troppo bene...ma non avrebbe permesso ai suoi sentimenti verso di lui di distrarla. In quella partita aveva l’obbligo di trattarlo come un giocatore qualsiasi, solo così poteva sperare di rimanere concentrata fino alla fine e aiutare la squadra a vincere.*

    @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Mihos_Renny, @Marcus_Largh, @Charlotte_Mills,


  • Pierre_Locomotor

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 1017
       
       

    *Pierre Locomotor era in sella alla sua scopa e osservava con occhi di falco la sua squadra, ma soprattutto la squadra avversari. Aveva in mano la mazza da Battitore e poteva ben vedere con quanta tenacia i suoi compagni di squadra erano intenzionati a vincere la partita, come lui d'altronde.
    lo si poteva vedere negli occhi soprattutto del capitano, Marcus Largh, e del suo vice, Mihos Renny, ma anche gli altri ragazzi non demordevano. Il Portiere, la sua ragazza Dragonis, era in difficoltà.. non doveva essere un periodo facile per lei dato che quelle erano le sue ultime partite.
    Purtroppo non c’era assolutamente il tempo di pensarci, erano ancora all’inizio della partita ed era nelle mani di tutti loro, i Battitori dovevano trovare una strategia e dato che Pierre era quello con più esperienza.
    Guardò il suo compagno di squadra e comunicarono solamente con lo sguardo.
    Avevano avuto spesso contrasti su chi poteva essere il loro bersaglio da marcare, Pierre puntava sui Cacciatori, per evitare così che Dragonis ricevesse il primo goal, ma potevano anche accanirsi della cercatrice avversaria, per evitare una possibile vittoria grazie al Boccino d'Oro. Se la Cercatrice Jane Casterwill sarebbe riuscita ad acchiappare il boccino, la partita sarebbe finita nell'immediato, non ci sarebbero potute essere ulteriori mosse per migliorare.
    Pierre rimase ad osservare la situazione attorno a sè, si concentrò al massimo e mentre pensava a come agire il suo sguardo si posò sulla giovane compagna Opal. Osservare la piccola undicenne gli fece tornare in mente quanto si era sentito insicuro durante il suo primissimo provino per entrare in squadra.
    Era una ventosa giornata di ottobre di ben quattro anni prima e il giovane Pierre aveva visto l'annuncio in bacheca. Aveva sempre sognato di poter fare parte di qualche squadra di Quidditch. Figlio di un Auror e di un Mangiamorte pentito aveva sempre vissuto a contatto con la magia, ventiquattro ore su ventiquattro. Era solo al secondo anno ma amava veramente tanto l'adrenalina che il volo su scopa produceva che, deciso, decidette di tentare come Battitore, d’altronde il provarci non avrebbe di certo compresso il suo andare bene a scuola o le sue amicizie. Fu in quell'occasione che conobbe per la prima volta quelli che sarebbero diventati i suoi più grandi amici e la sua ragazza, con la quale, era ancora innamorato nonostante il passare del tempo. La bionda Tassorosso all'ora, oltre ad essere il Portiere titolare della squadra, era anche il capitano della squadra giallo-nera.
    Il suo sorriso dipinto sul volto infondette in Pierre un po' di sicurezza, forse quella che gli mancava per via dell'agitazione che quella situazione provocava.
    Quella sensazione di insicurezza lo avrebbe accompagnato per il resto delle sue giornate e delle sue partite.*

    Dove sei, maledetto Bolide.

    *Pensava in continuazione in Battitore quindicenne.
    In ogni partita che aveva sostenuto, come giocatore titolare, aveva cercato di portare alto il nome e l'onore della casata, nella quale, anni prima il Cappello Parlante lo aveva smistato.
    Si era sempre domandato come mai quel vecchio e logoro copricapo aveva deciso di assegnarlo in quella casa di Hogwarts, e continuava a chiederselo anche dopo cinque anni. Su madre, anche lei appartenuta alla stessa casata, gli aveva raccontato e spiegato che le decisioni del Cappello Parlante avevano un loro perchè. Povera donna era deceduta durante il quarto anno del ragazzino, ma aveva sempre avuto ragione, in particolare in quel caso. Grazie al Cappello Parlante aveva conosciuto Dragonis e si era innamorato di lei, se non fosse stato smistato in quella casata magari, a quell'ora, era ancora alla ricerca dell'amore.
    In sella alla sua fedele amica, una Nimbus 2001, roteò la mazza che aveva nella mano destra mentre lo sguardo era sempre alla ricerca di una di quelle palle di ferro.



    Non aveva un attimo da perdere e doveva rimanere concentrato, puntò il suo obiettivo perché ormai la decisione più giusta, per lui, era stata presa.
    I Battitori della squadra di Tassorosso non sono intenzionati a vedere la propria squadra in svantaggio o, peggio ancora, perdere la partita. In tutto quello i tre Cacciatori della squadra di Tassorosso si erano avvicinati sempre più al Portiere avversario, anche lei una novità per quella partita. Per loro sfortuna la palla scarlatta, diretta nell'anello di destra, venne prontamente parato dalla bionda avversaria dalla divisa rosso e oro.
    La palla tornò in possesso di Grifondoro, in particolare di Marina Lightwood. Una strana idea iniziò a palesarsi nella mente del Battitore più esperto. Attirò l'attenzione del proprio compagno di ruolo e, solo dopo uno scambio di sguardi, iniziarono a volare vorticosamente intorno ai loro avversari, mentre gli sguardi erano sempre alla ricerca di un Bolide da colpire e, perchè no, lanciare contro uno delle Cacciatrici avversarie.
    Non era molto cavalleresco mettere fuori gioco un giocatore di sesso femminile, ma il Quidditch era anche quello: niente distinzioni, tutti erano uguali in sella a una scopa.*

    Io in senso orario, tu antiorario.


    *Disse Pierre al compagno Battitore.
    Dovevano distrarre gli avversari che, sempre più pericolosamente, si stavano avvicinando alla postazione di Dragonis.*

    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills, @Gianna_Fields,


  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1903
       
       

    *Era arrivato il giorno, la partita di quidditch più importante dell’anno che avrebbe determinato le sorti della loro squadra, così vicina a vincere la Coppa. Marina Lightwood, in sella alla sua Firebolt e con la pluffa stretta tra le mani, stava pensando proprio a questo. Avrebbe voluto avere la mente vuota, con soltanto l’immagine degli anelli davanti a sé, ma era inevitabile. Si voltò verso destra per riuscire a scorgere qualcuno che si avvicinasse, pronti a prendere la palla di cuoio che teneva stretta sotto al braccio sinistro. I tassi stavano giocando bene e, sembravano piuttosto agguerriti, ma le grife non erano da meno e, fortunatamente, la loro portiera Kristal era riuscita a parare magistralmente uno dei tentavi della squadra avversaria di segnare. I giallo-neri erano troppo lontani per intercettare quell’involucro ovale e la giovane cacciatrice potè permettersi di passare la palla alla Fields, sua fedele alleata, in campo e non.*

    Ed ecco che le Grifondoro si passano la palla, Lightwood passa a Fields che passa a Banks. Cos’è un tentativo per disperdere gli avversari?

    *In quel momento avrebbe voluto lanciare un crucio al cronista che, con la sua voce stridula e antipatica, aveva spifferato il loro tentativo di confondere i tassi. Infatti, in seguito a quelle parole, i tre Cacciatori rimasero al centro senza tentare di seguire i vari palleggi che le ragazze continuavano a fare. La pluffa intanto era tornata in mano a Marina che, visto il vano tentativo precedente, decise di adottare una nuova tattica. Volò verso l’alto, con lo sguardo puntato verso il sole, seguita dalle sue compagne. Avevano pianificato quella strategia durante gli allenamenti e sperava soltanto che avrebbe funzionato. Arrivate un pò più in alto rispetto agli altri giocatori, si fermarono, come ad attendere che i loro avversari le raggiungessero. Ed era propio quello che volevano! I giocatori, confusi, rimasero qualche secondo immobili e, solo dopo il segnale del loro capitano, partirono verso le tre grife. Non avevano considerato che, forse quella era una delle tattiche della squadra rosso oro. La folla era in attesa trepidante, con il fiato sospeso e, persino i grifi, che fino a quel momento avevano urlato a squarciagola, guardavano attoniti e zitti la scena. Si voltò verso Gianna e Emily e, con un cenno del capo, fece loro capire che di lì a poco sarebbe cominciato il gioco vero e proprio. I tassi, lenti, si avvicinavano al trio, quasi come un leone che si avvicina alla sua preda; non capivano che la preda in quel momento erano loro! Quando, finalmente, si decisero ad attaccare, la Lightwood, con un finta, fece intendere di dover pagare la pluffa alla sua compagna Fields. I giallo-neri, prontamente, si fiondarono sulla sua compagna, lasciando libera la strada a Marina che, spingendo sempre di più la sua Firebolt, si avvicinò agli anelli Tassorosso. A pochi metri dal portiere che, come aveva sentito dire da voci di corridoio era davvero bravo, si preparò a lanciare la palla cremisi.E in quell’istante, nell’attimo prima che la situazione cambiasse, non potè non ricordare il suo primo goal.*

    [INIZIO FLASHBACK]

    *La Sala Grande era gremita di studenti, tutti in attesa dell’imminente partita di quidditch. Una ragazzina del secondo anno, dai capelli corvini e il viso pallido come uno straccio, se ne stava seduta rigirando un toast tra le mani. Non capiva perchè aveva partecipato alle selezioni, né perchè il capitano l’aveva scelta come Cacciatrice, lei la grifa goffa ed imbranata che inciampava stando con i piedi per terra, figuriamoci in aria in sella ad una scopa. Ma quello non era il momento adatto per pensarci, aveva accettato e, a costo di fare una figuraccia davanti alla scuola intera, non avrebbe lasciato la sua squadra sprovvista di una cacciatrice. Pochi minuti si ritrovò a trascinare i piedi diretta al campo di quidditch.*

    Marina calmati, sarai soltanto lo zimbello di tutta Hogwarts!

    *Alzò gli occhi al cielo, quei pensieri di certo non aiutavano. Aveva appena finito di indossare i parastinchi, quando il capitano entrò negli spogliatoi Grifondoro che, con un lungo discorso, tentò di incoraggiare il team. La squadra ora pareva leggermente meno nervosa, ma si sa, una partita di quidditch è sempre una partita di quidditch e di certo non si può scendere in campo tranquilli! Questo valeva soprattutto per lei che, divorandosi le unghie, tentava di nascondere la sua ansia, mentre la voce del cronista esordì la sua telecronaca tra le urla delle tifoserie, incitandoli ad entrare.*

    Ed eccovi i mitici Grifondoro, pronti a volare dai nostri cuori al cielo, per regalarci emozioni incommensurabili. Oh ma cosa vediamo, una new entry, la giovane cacciatrice Marina Lightwood!

    *Sarebbe voluta sprofondare nelle viscere di quel prato verde per evitare gli occhi di tutti incollati sulla sua esile figura che camminava al fianco dei suoi compagni. Arrivati al centro del campo, salirono in sella alle loro scope e, dopo il fischio dell’arbitro, si alzarono in volo pronti a



    *Il fatto di essere lì, a molti metri dal suolo, la fece sentire meglio, come se quello fosse il posto giusto per lei. Carica di una nuova determinazione, cominciò a zigzagare tra gli avversari per raggiungere la pluffa, nelle mani del cacciatore Serpeverde. Non sapeva da cosa fosse scaturito quel coraggio, ma non voleva fermarsi. E, in pochi metri, si affiancò al ragazzo verde-argento e, marcandolo dal lato destro, spinse il serpe tra le grinfie dell’altra cacciatrice rosso-oro. Ormai alle strette, il giovane tentò di liberarsi dalla presa delle due ragazze, ma il terzo cacciatore grifondoro le raggiunse e riuscì a sfilare al palla di cuoi dalle mani dell’avversario. Sciolsero la formazione che avevano adottato poco prima e partirono alla volta degli anelli dei Serpeverde.*

    E la pluffa torna in mano a Grifondoro che continuano a passarsela tra di loro. Ecco Marina Lightwood che la prende e si dirige verso la porta avversaria. Questa ragazzina è una tosta!

    *Il commento del cronista e le urla di incoraggiamento provenienti dagli spalti, la fecero sorridere e le infusero coraggio. Sempre più vicina agli anelli, poteva vedere il portiere preparasi al tiro. Caricò con tutta la forza che aveva e, con un spinta, lanciò la palla verso l’anello centrale.*

    GRIFONDORO SEGNA!

    [FINE FLASHBACK]

    *La mano si stacca dalla pluffa lasciandola roteare verso l’anello centrale; il portiere si lancia per prenderla e, con le dita sfiora il cuoio, ma quella continua imperterrita il suo tragitto attraversando il palo e facendo guadagnare 10 punti alla sua squadra.*



    *Lo stadio esplose, le urla degli studenti riecheggiavano per il campo ovale, mentre i grossi striscioni, colmi di slogan e bandiere a sfondo rosso cremisi con un leone dorato al centro che si muoveva e ruggiva per davvero, sventolavano sugli spalti dei Grifondoro. Quella era la sensazione più bella del mondo!*


    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills, @,@Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood,


  • Dragonis_Witch

    Tassorosso Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 4997
       
       

    *Marina, Emily e Gianna, le Cacciatrici avversarie, si passarono la Pluffa in numerosi e sorprendenti passaggi. Si erano avvicinate fin troppo agli anelli protetti da Dragonis, studentessa del settimo anno che ricopriva quel ruolo da ormai tantissimo tempo.
    Aveva iniziato a fare parte della sua squadra fin dal secondo anno di studi a Hogwarts. Aveva sempre amato quel gioco su scopa, proprio come sua nonna, era infatti una delle tante cose che le aveva accomunate fino alla morte dell'anziana. La vita di Dragonis era complessa, sopratutto dal punto di vista famigliare, ma alla fine ci aveva fatto l'abitudine, dopotutto tutti avevano una famiglia complicata.
    Drag, così la chiamavano gli amici, era stata ben attenta fino a pochi istanti prima ma tutti quei passaggi l’avevano mandata in confusione e purtroppo le ragazze della squadra avversaria avevano trovato libero l’anello alla sua destra. Si stava di nuovo distraendo e quello non andava assolutamente bene.
    Strinse a se la Pluffa.
    Respirò profondamente .
    Rilanciò la palla scarlatta, decisa, verso l'amico Marcus che, come lei, era uno dei veterani di quella squadra. Per via di alcuni problemi personali la bionda Tassorosso aveva lasciato al mago dai capelli color del rame le redini della squadra, sicura che con la sua guida potessero giungere a migliori risultati.
    Gli aveva lasciato il ruolo ben volentieri perché la giovane, trovandosi al suo settimo anno, era davvero molto impegnata con lo studio dato che voleva trovare un lavoro adatto alle sue esigenze. IL Quidditch era l'unica sua opzione per distrarsi da tutto quello, ma il ruolo di capitano o di vice le portavano solo altro peso. In quell’istante non doveva farsi influenzare da nessuno, e in nessun modo anche se era detentrice di un segreto che solo lei e il suo ragazzo Pierre sapevano.*

    [INIZIO FLASHBACK]

    *Dragonis era seduta nei giardini di Hogwarts, con lo sguardo fisso verso il vuoto difronte a se. Una leggera neve ricopriva ancora il terriccio del giardino. L'inverno era passato velocemente ma aveva lasciato dietro di se strascichi difficili da dimenticare. La diciassettenne aveva fatto recapitatere una lettera via gufo al suo ragazzo.
    Doveva parlargli in modo urgente, era successo un imprevisto che avrebbe sicuramente cambiato le loro vite, anche se sarebbe stato un passo molto importante e che li avrebbe certamente cambiati.
    La giovane con la divisa di Tassorosso stava ancora riflettendo quando si sentì toccare la spalla sinistra. Quel leggero contatto imprevisto la fecero sobbalzare.
    Era Pierre che, avendo ricevuto e riconosciuto il suo gufo si era precipitato nel luogo dell'appuntamento. Il ragazzo dai grandi occhi azzurro cielo però sembrava essersi accorto dello sguardo diverso dal solito che caratterizzava. La giovane bionda
    scosse la testa divertita, alla domanda “C'è qualcosa che non va?” Amava quando il suo quindicenne si preoccupava così tanto per lei. Si avvicinò a lui dandogli un leggero bacio sulla guancia.

    Amore mio stai tranquillo, sto bene e ho solo una notizia da darti.


    *Iniziò a raccontare la diciassettenne. Aveva ritenuto giusto dirglielo di persona, ma innanzitutto ricordargli che lo avrebbe sempre amato, qualsiasi cosa sarebbe accaduto. Prese coraggio e pronunciò quelle parole che teneva dentro di sé da un paio di giorni. Mai si sarebbe aspettata di provare qualcosa del genere, non ne era ancora sicura ma, in fin dei conti, tutti lo speravano. “Sono incinta amore mio”, erano quelle le parole che la Tassorosso pronunciò con un groppo alla gola. Lo guardò con gli occhi lucidi dall’emozione che s’intensificò quando il ragazzo la strinse forte tra le sue braccia, lei lo aveva capito, aveva capito che lui non l’avrebbe lasciata per nessun motivo al mondo. Nonostante lei avesse raggiunto la maggiore età lei era ancora e solo al quinto anno. Il loro amore era stato talmente intenso che tutto era andato, forse, troppo velocemente. Decisero, per il momento, di tenere quella notizia per loro e godersi quegli ultimi mesi prima delle vacanze estive, solo dopo avrebbero deciso la loro vita assieme.*

    [FINE FLASHBACK]

    *Come era ovvio, tutto quello, si rivelò essere falso. Si era sentita sollevata ma allo stesso tempo un po' rattristata. L'idea di creare una famiglia era nell'immaginario di ogni strega, ma una volta cresciuti e non a quella giovane età.
    Erano quei pensieri a distrarla ultimamente.
    Dragonis continuava a pensarci, anche quando si trovava in sella ad una scopa e durante le partite di Quidditch.
    Dragaonis_Witch continuava ad arrovellarsi su quei pensieri, ma doveva smetterla. Si ripromise di essere più attenta durante le partite dato che il suo ruolo nella squadra era davvero importante. Quando la Pluffa tornò in possesso della squadra giallo-nera i tre Cacciatori della sua squadra di misero a volare veloci nella direzione opposta. Non erano intenzionati a mantenere il vantaggio della squadra avversaria, vantaggio che lei aveva permesso.
    Marcus, Mihos e Opal tenevano la Pluffa stretta a loro, facendo dei passaggi fenomenali. Erano migliorati tantissimo, sopratutto il loro feeling. Lo spirito di squadra si poteva percepire anche solo vedendo i tifosi della loro casata sventolare bandierine dagli stessi colori delle loro divise e striscioni con vari disegni a tema.*



    Vai ragazzi.. Dobbiamo vincere!

    *Erano quelli pensieri di Dragonis in quel momento, erano cambiati dal momento in cui aveva visto i suoi compagni sempre più vicini al loro obbiettivo. Tutti volevano vincere in quella partita e, anche se era appena iniziata, tutti i giocatori volevano eccellere.*

    @Mihos_Renny, @Gianna_Fields, @Marcus_Largh, @Charlotte_Mills


  • Kristal_Thratchet

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 6
    Galeoni: 610
       
       

    *Subito dopo il primo tentativo di goal da parte della squadra di Tassorosso, Kristal aveva rilanciato la Pluffa alle sue compagne di squadra, in particolare all'amica Marina che era anche il vice capitano della squadra delle sette ragazze Grifondoro.
    Con passaggi fulminei e sorprendenti la ragazza passò la palla scarlatta alle compagne Emily e Gianna, cercando così di confondere gli avversari ed impedirgli di intercettare di nuovo la Pluffa. Con le loro scope si avvicinarono agli anelli avversari protetti da Dragonis, studentessa del settimo anno e Portiere di lunga esperienza.
    Forse per via dell'adrenalina, o forse per via della bravura le tre Cacciatrici di Grifondoro riuscirono nel loro intento.*

    GRIFONDORO SEGNA!
    10 A 0 PER LA SQUADRA GIALLO-ROSSA.


    *Kristal non rimase impassibile ma esultò dalla propria postazione.
    Era felice di vedere che la propria squadra era in vantaggio, il suo unico obbiettivo per quella partita era infatti vincere lo scontro e perchè no, anche il Campionato Invernale.
    Nella confusione delle tribune il Portiere avversario rilanciò la Pluffa in campo. Quella palla così importante era di nuovo in possesso della squadra giallo-nera, in quel caso del Cacciatore più esperto.
    La bionda ragazza di origini islandesi aggrottò la fronte per osservare al meglio le azioni degli avversari.
    Si avvicinavano sempre più, ma non aveva paura.
    Il Quidditch era adrenalina.
    Il Quidditch era passione.
    Il Quidditch era tutto quello per Kristal Thratchet, figlia di due ex studenti Grifondoro: Katrina e Paul Thratchet. I due erano rimasti davvero molto sorpresi e felici nello sapere il ruolo importante che la loro unica figlia avrebbe ricoperto nella squadra di Quidditch.
    I Cacciatori della squadra di Tassorosso si avvicinavano sempre più spediti in sella alle loro scope. La bionda studentessa aveva pensato che, possedere scope di diverso genere, non era corretto verso chi possedeva un manico di scopa non di ultima generazione. C'erano giocatori con Firebolt, giocatori in sella a delle misere Scopalinda, altri come lei che possedevano una Nimbus 2000 ma che comunque non sarebbe mai stata veloce quanto chi possedeva una Nimbus 2001 o altri manici più nuovi e veloci.
     La palla scarlatta di cuoio duro entro in possesso, dopo alcuni passaggi, di Marcus Largh che si trovò difronte a lei, Portiere pronto a parare la palla che il capitano della squadra avversaria avrebbe lanciato.
    Con una mossa inaspettata però non tentò di pareggiare ma passò la Pluffa alle sue spalle. Ad attendere il passaggio c'era proprio lui: Mihos.
    Fu proprio lui a ritrovarsi difronte al Portiere della squadra avversaria, ragazza che lui conosce bene. Un piccolo sorriso comparve sul volto della ragazza, sapeva che quel momento sarebbe arrivato prima o poi, ma non pensava così presto. La squadra di Mihos era davvero capace ed allenata, c'era da riconoscerlo, ma la squadra giallo-rossa non aveva nulla da invidiare all'avversaria.*

    Beh dai... Lancia quella Pluffa.


    *Pensò tra sé e sé la bionda che, in sella alla scopa sospesa a mezz'aria, cercava di capire la prossima mossa del ragazzo difronte a lei.
    Come se il Tassorosso le avesse letto nella mente, con la mancina - mano con la quale in quel momento impugnava la Pluffa – lanciò la palla nella sua direzione. Ci vollero qualche microsecondo per far si che Kristal capisse in quale anello, l'avversario Mihos, aveva tentato il lancio. I legami non influenzarono la Grifondoro che para alla perfezione la Pluffa.
    Iniziava ad abituarsi a quelle azioni, nonostante si trattasse della sua prima partita. La folla a favore di Grifondoro esplose in un giubilo generale.*

    VIVA VIVA GRIFONDORO
    NON C'E' NESSUNO PIU' FORTE DI LORO


    *Quella volta Kristal non si limitò ai sorrisi, ma per esultare girò veloce intorno ai tre anelli. Era davvero euforica, nonostante vedesse parte della squadra di tutt'altro avviso. Dovevano vincere, tenere alto il nome della loro casata e, assieme a quello, la reputazione che la squadra di Grifondoro aveva riguardo al Quidditch. Nelle loro schiere erano passati personaggi “famosi” e che, una volta lasciata Hogwarts, si erano uniti a squadre professioniste ad esempio Oliver Baston e Ginevra Weasley.
    Solo dopo che tutto tornò alla normalità la Grifondoro dai capelli dorati rilanciò, come ogni volta, la Pluffa in campo... Ma non tutto poteva andare rosa e fiori.*


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  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 25
       
       

    Accidenti!

    *Un tentativo di lancio per segnare negli anelli dei Grifondoro era stato prontamente parato con semplicità dal Portiere rosso-oro.
    Il concasato di Opal, Mihos, dopo aver conquistato il possesso della Pluffa grazie ad un lesto passaggio del capitano Marcus, si era diretto come un lampo verso la porta avversaria. Opal seguiva le mosse degli altri Cacciatori pedissequamente, qualora fosse necessario il suo intervento per acciuffare il pallone scarlatto in qualsiasi momento. Il Tasso dai capelli bruni si scagliò alla velocità della luce verso la porta del Leon d'oro, forse scordandosi per un attimo che sarebbe stato ancora più arduo per lui centrare l'obbiettivo: a protezione dei tre anelli, infatti, era schierata proprio una giovane a lui ben nota: Kristal, la cui chioma bionda e folta svolazzava fiera nella pungente brezza mattutina.
    La ragazzina dai capelli turchini sapeva da qualche voce di corridoio che da tempo tra i due fioriva un sentimento d'amore e si domandava come il loro legame avrebbe influito sull'esito della partita. Non appena Mihos ebbe l'occasione di segnare finalmente punti preziosi per i figli di Tosca, tutti rimasero con il fiato sospeso: si sarebbe distratto vedendo Kristal davanti a lui? Purtroppo si: nonostante il lancio fosse ben calibrato, un brivido di emozione percorse il Cacciatore, permettendo alla ragazza di parare perfettamente la Pluffa scagliata.
    Ma il gioco era appena cominciato: Opal non perse di vista la sfera vermiglia nemmeno per un secondo, nonostante il pubblico dei Grifi fosse letteralmente impazzito a causa dell'azione della giocatrice in porta
    Il tumulto era diventato assordante, ben superiore rispetto all'inizio partita: anche lo stadio ora straripava di studenti bardati con casacche a strisce e dotati di trombette fastidiose, mentre i professori assistevano con atteggiamento decisamente più contenuto dalla tribuna a loro riservata. Opal si voltò un momento verso gli spalti di Tosca: i suoi concasati parevano tante piccole api gialle e nere, con i brillanti occhi animati dalla viva speranza di un recupero della loro squadra.
    La giovane undicenne non voleva di certo deludere la sua Casa.
    La concentrazione spaziò nella sua mente esattamente nell'istante in cui l'arbitro fischiò la ripresa della sfida: Kristal rilanciò la Pluffa dalla porta di Grifondoro verso una sua compagna poco lontana da lei, ma... La traiettoria fu subito intercettata da Opal, che approfittò della leggera distrazione della giocatrice e del passaggio poco preciso del Portiere per infilarsi il pallone sotto il braccio e lanciarsi sulla porta avversaria.*


    *I suoi capelli azzurri si mimetizzavano con il cielo terso che sovrastava il Campo da Quidditch, punteggiato da sbuffi pannosi di nuvole. La strega iniziava a sentire lo sforzo della competizione: la chioma che si arricciava sotto la nuca per il sudore, le ginocchia che divenivano di burro e le braccia che cominciavano a tremare pericolosamente.
    Eppure, la forza mentale di Opal la spingeva a proseguire: si precipitò di nuovo in direzione di Kristal, decisa a portare il suo team in vantaggio. Era come se tutto intorno a lei si fosse improvvisamente bloccato, lasciando solamente la giovane, la Pluffa e i tre anelli in un vuoto sospeso.
    Nemmeno il Portiere esisteva più: con una sicurezza quasi innaturale, Opal scagliò la palla fiammeggiante al centro dell'anello più grande.
    Dopodiché, un fischio: 10 a 10. Opal planò verso la tribuna giallo-nera e i compagni di squadra con il pugno alzato, ridendo dalla gioia e sprizzando felicità da ogni poro. Il suo primo punto, la sua prima azione vincente!*

    DIECI PUNTI PER TASSOROSSO!

    Per tutti i gufi spennati, ce l'ho fatta!

    *La sua contentezza fu come una bella tazza di cioccolata calda in una gelida serata invernale, le riscaldò il cuore e le trasmise la leonina voglia di combattere fino alla fine per sconfiggere gli avversari.*



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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1903
       
       

    *La partita contro i Tassorosso era finalmente entrata nel vivo e quella sarebbe stata anche l’ultima della Quidditch Cup per le sette figlie di Godric, che si erano allenate duramente, sotto la pioggia e la neve per battere i loro avversari. Jane nelle settimane che le avevano separate dalla partita di quel giorno, le aveva messo sotto torchio con pesanti allenamenti: sveglia presto e dopo una veloce e leggera colazione tutte nel Campo di Quidditch. Il capitano non era stata affatto delicata con loro, aveva infatti deciso di spingerle al massimo, essendo perfettamente consapevole che le proprie compagne erano in grado di dare il meglio; ed è proprio quello che avrebbero dimostrato in quella partita battendo i loro avversari. Il lavoro svolto cominciava già a dare ottimi risultati, grazie al magnifico tiro di Marina che aveva portato in vantaggio la propria squadra a solo pochi minuti dal fischio d’inizio. In quel momento le grife avevano preso un po' di coraggio e, forse, avevano allentato la mano. Ma era ancora troppo presto per cantare vittoria, infatti i loro avversari non si fecero abbattere dai 10 punti di svantaggio, e con abili e veloci passaggi di Pluffa riuscirono a superare la difesa delle tre cacciatrici avversarie, segnando negli anelli protetti da Kristal. Cori e grida di esultanza si levarono dalle tribune dei Tassorosso, ingaggiando la piccola Opal, new entry per la squadra; al contrario le folle rosso-oro ruggirono di delusione incitando con cori e standing-ovating le sette ragazze. Tre quarti della folla muniti di cappelli, sciarpe, coccarde e stendardi si alzarono in piedi cantando con tutta la voce che avevano in gola un inno di incoraggiamento per giocatrici rosso-oro.*

    GRIFONDORO, OVUNQUE GIOCHERAI,
    NOI SIAMO QUI E NON VI LASCEREMO MAI
    E TUTTI UNITI SEMPRE GRIDEREM,
    FORZA GRIFONDORO SIAMO QUI CON TE!



    *Dagli spalti si alzò un’ovazione: tutti i tifosi rosso-oro scandivano a gran voce, come una sola persona quei quattro versi che riempirono l’intero campo di Quidditch. Non erano parole buttate al vento, ma il tifo e l’incoraggiamento da parte dei compagni era indispensabile per supportare le sette giocatrici che avrebbero fatto del loro meglio per portare la propria squadra in cima alla classifica, agognando alla Coppa del Quidditch, un trofeo che i Grifondoro avrebbero meritato, sudato fino all’ultimo. Un semplice goal non avrebbe certamente demoralizzato le giocatrici rosso-oro dato che avevano dato prova di poter vincere anche con una giocatore in meno. Il fischio dell’arbitro fece riprendere la partita con il suo fragoroso cozzare delle spalle dei Cacciatori, il loro passarsi la Pluffa che avrebbe tenuto tutti con il fiato sospeso, fino a che la Pluffa non fosse arrivata a uno dei portieri avversari, accompagnato dal tintinnio delle mazze dei Battitori che si scagliavano sui Bolidi, pronti a disarcionare qualche mal capitato. Le due battitrici Grifondoro osservavano dall’alto delle loro posizioni l’andamento della partita tenendo sotto controllo i Bolidi vaganti che potevano disarcionare da un momento all’altro una loro compagna. In particolare Kira nuova componente della squadra volava nei pressi delle cacciatrici con la mazza ben salda in mano con il solo obbiettivo di impedire che le palle stregate colpissero le Cacciatrici o Jane. La Pluffa era tornata in possesso delle Grifondoro, che con abili passaggi guadagnarono velocemente terreno facendosi spazio tra le difese avversarie avvicinandosi sempre di più agli anelli protetti da Dragonis. Ma i battitori Tassorosso si fecero trovare pronti e spedirono con forza e precisione in direzione di Gianna, in possesso della Pluffa, con il preciso intento di disarcionarla per impedirle di tirare. Kira scattò come un fulmine in direzione della compagna e, con un colpo secco, deviò il Bolide indirizzandolo al cercatore avversario Kevin Mitchell.*

    Bel colpo Kira!

    *Urlò Jane il loro capitano nonché cercatrice della squadra che seguiva l’azione e allo stesso tempo si guardava inorno in cerca del Boccino d’Oro. Poteva sembrare meschino sperare che il Bolide scagliato da Kira colpisse il cercatore avversario rischiando di disarcionarlo dalla scopa regalandogli un giro assicurato in infermeria, ma era una reazione da avversaria, ogni debolezza doveva essere sfruttata a proprio vantaggio in modo da trasformarla in un proprio punto di forza. I tifosi col fiato sospeso seguivano la traiettoria della palla che si avvicinava pericolosamente al cercatore avversario. Tutto si mosse a rallentatore, pur non durando più di qualche secondo. Ogni sibilo, ogni voce era ovattato e tutti si aspettavano la conclusione dell’azione per vedere se il ragazzo sarebbe riuscito a schivare il colpo.*


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  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 144
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante
       
       

    *Cori a favore sia di Grifndoro che di Tassorosso riempivano l'aria fredda di quella mattina. Un grandissimo vociare e urlare rischiava di distrarre i giocatori delle due squadre ma, per fortuna, nessuno ancora era caduto dalla scopa o si aveva perso la Pluffa per quei cori di incoraggiamento.
    Fino a quel momento tutto era andato, più o meno, come Pierre sperava.
    La sua squadra, la squadra di Tassorosso aveva segnato goal negli anelli avversari, ma li aveva anche subiti.
    Pierre guardava con sguardo attento e preciso ciò che stava succedendo in campo, voleva tener d’occhio la squadra e scrutando il campo in modo vigile si accorse che un Bolide. A poca distanza da li la Battitrice della squadra giallo-rossa sorrideva compiaciuta, fu in quel momento che il giovane quindicenne si accorse della figura che, quella pericolosissima palla di ferro, stava inseguendo.
    Kevin era in pericolo.
    Kevin Mitchell era uno dei più giovani giocatori della squadra capitanata da Marcus largh, aveva solo undici anni ma in lui era canalizzata tutta la speranza della sua squadra e della sua intera casata. Kevin, giovane Tassorosso, era il Cercatore cioè la figura più importante nel Quidditch.
    Pierre, impaurito per quello che poteva accadere al suo compagno di squadra, si diresse sempre in sella alla sua scopa, verso di lui. Doveva proteggere i suoi compagni, quello era il suo scopo nelle partite.
    Giunse appena in tempo. Il Bolide, fischiando, volava veloce verso il suo bersaglio, ma grazie alla prontezza di Pierre venne deviato, anche grazie alla potente e grande mazza dalla quale non si separava mai.


    Tirò un sospiro di sollievo, per quella volta aveva evitato il pericolo.
    Si avvicinò a Kevin, era più piccolo di lui ma era bravissimo nel suo ruolo, quindi voleva assicurarsi la sua totale integrità *

    Ehi Kevin, stai bene? Non ti ha colpito il Bolide vero?

    Grazie mille Pierre, no non mi colpito. Sei stato velocissimo!
    Per fortuna sei intervenuto tu appena in tempo per salvarmi, altrimenti avreste dovuto fare a meno del vostro unico Cercatore... e non credo che sarebbe stata una mossa così vincente


    *Disse l'undicenne, sul volto di Pierre scomparve la preoccupazione che l'aveva assalito fino a quel momento. Solo la voce di Marcus, loro capitano, li riportò con la mente alla partita. Pierre Locomotor sapeva bene che doveva concentrarsi sulla ricerca dei Bolidi, mentre Kevin sapeva bene che doveva concentrarsi ancora più maggiormente per mettersi alla ricerca del Boccino d'Oro.
    Kevin aveva meno esperienza rispetto la sua avversaria diretta, e quindi per lui era un compito doppiamente più difficile.
    Mentre Pierre lo guardò, sorridente, allontanarsi alla ricerca della pallina dorata, lui tornò a concentrarsi sulla partita. Guardò la sua squadra in cerca di qualcuno che potesse avere bisogno di una mano quando, all’improvviso, uno strano ronzio attirò la sua attenzione. Si voltò e notò il Boccino d’Oro.
    Cercò con lo sguardo Kevin che stava circumnavigando il campo per segnalargli la piccola pallina con le ali, ma il giovane del primo anno non lo guardò, continuò a girare (proprio come la sua avversaria) nel campo alla ricerca della vittoria per la sua squadra giallo-nera.*

    Mascalzone questo Boccino d'Oro.

    *Tutto intorno a lui la partita era continuava senza interruzioni. Dragonis osservava le azioni dei Cacciatori con minuziosa attenzione. Aveva da poco subito un goal e, conoscendola, se la sarebbe presa con se stessa fino al giorno successivo.
    Kevin, come osservato poco prima, era alla ricerca del Boccino, mentre Marcus Mihos e Opal erano attualmente in possesso della palla scarlatta.
    La palla passò di mano in mano, sempre e solo tra i giocatori di Tassoorosso che, imperterriti, si avvicinavano ai tre anelli avversari.*

    TASSOROSSO E' IN POSSESSO DELLA PLUFFA.

    Ce la possono fare!

    *Incitò mentalmente Pierre, volteggiando nell'aria di nuovo, più veloce, avvicinandosi ai compagni, cercando di deviare i Bolidi indirizzati dai nemici.
    Ormai era allenato da anni a fare quel genere di azioni, era certo che prima o poi ne avrebbe avuto abbastanza, ma non si sarebbe mai stancato del Quidditch. L'aria fredda, che oltre a farlo rabbrividire, lo costrinse a stringersi nella propria divisa, scompigliava i capelli delle ragazze che giocavano quel giorno. La chioma turchina di Opal era impossibile da vedere, sopratutto se svolazzante per via del volo su scopa. Lo sguardo si posò su Mihos di poco a poca distanza dalla sua ragazza: Kristal.
    Non osava immaginare cosa il vice capitano dei giallo-neri potesse provare in quell'occasione. Un po' però gli dispiaceva per lui. La sua amata era sua avversaria, ma era per sempre la sua ragazza, quindi risultava normalissimo no? Sentirsi in colpa se quella partita la vincevano i Tassorosso? Lui si diceva di si, ma chissà gli altri come l'avrebbero pensata.
    “Devo evitare che un Bolide colpisca i miei Cacciatori.” continuava a pensare Pierre Locomotor osservando attorno a sé, pronto a qualsiasi imprevisto.
    Fu proprio in quel momento che vide una casacca rossa avvicinarsi, forse un po' troppo, al vice capitano Mihos Renny. Cosa diamine avevano in mente? Pierre rimase concentrato sul suo unico compito nel Quidditch, mentre lo sguardo passava dai suoi compagni di casata al cielo chiaro da dove sarebbero comparsi i Bolidi di ferro.
    Fu solo il fischio dell'arbitro ad attirare di nuovo l'attenzione del quindicenne.*


    @Marina_Lightwood, @Jane_Casterwill, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills,


  • Gianna_Fields

    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 349
        Gianna_Fields
    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *La partita si stava svolgendo in modo molto equilibrato. Per ogni colpo ben assestato delle leonesse, ce n’era un altro altrettanto ben piazzato dei Tassi. La cosa non piaceva alla diciasettenne che non amava affatto quelle situazioni piatte senza un’azione interessante che faceva trattenere il fiato ai giocatori, ai tifosi! Ricordava bene tutte le partite, ogni singola azione e le molte cose che erano successe che avevano messo paura, ansia e preoccupazione alle ragazze, ma anche altri episodi di adrenalina pura. Quella era una delle sensazioni che più preferiva, era in quei momenti che si sentiva davvero viva! Ed era mentre quei pensieri affollavano la sua mente che si rese conto che la sua compagna e Battitrice Kira l’aveva praticamente salvata da un Bolide che, se non fosse stato per lei, l’avrebbe colpita di sicuro e a quel punto addio partita! Sarebbe stata costretta al ritiro se non peggio. Tirò un sospiro di sollievo sorridendo alla ragazza con gratitudine. Il bolide intanto venne lanciato con violenza in direzione di Kevin, il Cercatore di Tassorosso. Gianna pensò che colpirlo sarebbe stata una vera fortuna, in quel modo Jane avrebbe avuto un “problema” in meno e la strada spianata verso la conquista del boccino ma, ovviamente, i suoi pensieri sfumarono subito. Infatti Pierre si fiondò sul ragazzo e lo salvò dall’imminente scontro con la palla birichina che tornò a vagare libera per il campo. Un boato compiaciuto si levò dalla tifoseria dei Tassi che applaudirono all’azione salvatrice del Battitore.*

    Accidenti!

    *Mormorò la Grifondoro mentre osservava il campo per capire chi fosse il possessore della Pluffa. Non ci mise molto ad individuare il vice-capitano dei Tassorosso Mihos che, seguito dai suoi due compagni, si dirigeva con urgenza verso gli anelli protetti da Kristal. Marina ed Emily partirono all’inseguimento tallonando la prima Marcus e la seconda Opal. Gianna osservò Mihos e, con uno scatto fulmineo, gli arrivò alle spalle. Il Tasso non accennava a passare la Pluffa, aveva capito che qualsiasi tentativo sarebbe stato capito e intercettato dalle sue ragazze! Ma quella situazione non poteva andare, doveva fare qualcosa! Così, appiattendosi sul suo manico di scopa, arrivò di fianco al Tasso e cercò un modo per sottrargli la palla di cuoio. Allungò un braccio ma Mihos si rese conto delle sue intenzioni e spostò la Pluffa sotto l’altro braccio. Gianna strinse forte i denti tanto da sentire dolore alla mandibola. Cosa poteva fare?*

    Se con le buone non ci riesco…devo osare di più!

    *Pensò la ragazza prima di agire. Aggirò rapidamente il ragazzo iniziando a spintonarlo leggermente, sperando così che in qualche modo mollasse la presa ferrea sulla pluffa! Con un occhio guardò la posizione dell’arbitro, non voleva che le fischiasse un fallo e che in quel modo peggiorasse la situazione. Si accostò di nuovo al ragazzo urtandolo con più forza e accadde proprio quello che la giovane sperava di evitare. Il giudice della partita la vide e fischiò immediatamente il fallo della Grifondoro ai danni del Tassorosso. Gianna vide Mihos sogghignare e la tifoseria dei Tassi esplodere in urla e cori felici per quella che, probabilmente, poteva essere una punizione decisiva!*



    *La Cacciatrice, incredula, volò verso l’arbitro dicendo:*

    Sul serio?! Ma dai non ho fatto nulla! Non è giusto!

    *Infondo non aveva fatto chissà cosa! Una spintarella non aveva mai ucciso nessuno! Se i poveri Tassi si intimorivano da cose del genere significava che erano proprio delle “femminucce”. Una mano le afferrò il braccio tirandola via….Gianna si voltò per vedere chi fosse stato a interrompere la sua chiacchierata e vide che si trattava di Marina. La mora la fissò intensamente con uno sguardo piuttosto severo, per poi dire:*

    Ma che stai facendo? Vuoi farti espellere per caso? Stai calma per favore!

    *Gianna la guardò riducendo gli occhi a fessura. Aveva ragione, aveva già regalato agli avversari una punizione, non poteva permettersi altri errori e non doveva rischiare di lasciare la squadra con un elemento in meno per colpa del suo caratteraccio impulsivo! La guardò rispondendo:*

    Hai ragione, torno al mio posto!

    *E così dicendo volò nei pressi degli anelli sperando che sbagliassero il tiro. L’arbitro raggiunse i Tassi facendo vedere loro il punto dal quale avrebbero dovuto tirare la punizione. Erano vicini, ma non abbastanza, agli anelli per tentare un tiro diretto in uno dei tre anelli. Fu Opal a tirare la punizione mentre Marcus e Mihos scattarono in avanti, uno a destra e uno a sinistra. Era impossibile capire a chi dei due la ragazza avrebbe passato la Pluffa, l’avrebbero capito all’ultimo momento. Così la Grifondoro partì nuovamente all’inseguimento del vice-capitano mentre Emily tallonava Marcus. Opal lanciò la Pluffa proprio tra i due e Mihos, con una manovra fulminea e inaspettata, scartò Gianna ed afferrò la palla di cuoio avvicinandosi pericolosamente agli anelli avversari. Ormai non poteva fare più nulla per fermarlo, solo Kristal poteva cercare di evitare che i Tassi passassero in vantaggio. Il cuore le batteva come un martello nel petto e l’ansia si faceva strada dentro di lei! Semmai fossero riusciti a segnare non avrebbe avuto più il coraggio di guardare le sue compagne negli occhi! La colpa era sua e lo sapeva bene….se non fosse stata così avventata e “violenta” non ci sarebbe stato nessun fallo e quindi nessuna punizione. Non era riuscita a riflettere, a pensare alle conseguenze che quello stupido gesto avrebbe avuto sull’intera squadra. Osservava come paralizzata la scena sperando con tutta se stessa in un errore del vice-capitano.*

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  • Mihos_Renny

    Tassorosso Responsabile di Casa

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 530
        Mihos_Renny
    Tassorosso Responsabile di Casa
       
       

    *La partita continuava sotto le grida della tifoseria di entrambe le squadre, erano scatenati più che mai. Per un buon lasso di tempo il risultato era bloccato sullo zero a zero, sia Marcus e i suoi compagni che i loro avversari stavano dando prova della loro bravura in quello sport tanto bello quanto pericoloso quanto spettacolare, ma mai pericoloso come il Creaothceann.
    Grifondoro si era portato in testa segnando con un magistrale lancio di Marina, ma non per questo i Tassorosso si era scoraggiati, anzi erano diventati più agguerriti e non passò molto tempo che anche i giallo-neri si portarono in parità con un incredibile goal di Opal Saphirblue, una nuova entrata dalle grandi capacità, Mihos e Marcus avevano fatto più che bene ad inserirla tra i titolari quel giorno, nonostante, insieme a Kevin Mitchell, fosse una ragazza del primo anno. Prima di lei Mihos aveva provato a tentare di segnare, ma senza successo; il portiere della squadra avversaria era veramente in gamba, mai il diciassettenne si era sentito così a disagio come in quell'occasione, non perché il custode degli anelli incutesse timore o paura, ma per il semplice fatto che era la sua ragazza: Kristal Thratchet. Qualche giorno prima della partita i due si erano visti per un appuntamento e proprio in quell'occasione lei gli disse che avrebbe fatto parte della squadra che avrebbe dovuto sfidare pochi giorni dopo, Mihos ci scherzò dicendole che non avrebbe avuto pietà sul campo; era più facile a dirsi che a farsi, certo gli era mai successo di scontrarsi con amici e amiche e si dispiaceva per loro se gli succedeva qualcosa, come durante la prima partita quando Serenity Hunter venne disarcionata da un Bolide con un colpo alla schiena.
    La partita continuava con entrambe le squadre in perfetta parità, Tassorosso con il possesso palla e Mihos intento a scartare chiunque si mettesse in mezzo tra lui e la sua meta, ma a quanto pare una persona era decisa a fermarlo a qualunque costo. Uno spintone troppo forte da parte di Gianna Fields fece fischiare l'arbitro per un fallo, ma lei non era d'accordo.*

    Sul serio?! Ma dai non ho fatto nulla! Non è giusto!

    *Fu fermata, forse, in tempo da Marina che la rimise al suo posto cercando di farla ragionare evitando di farsi espellere.*

    Mi dispiace Gianna, ma un fallo é un fallo

    *Disse all'avversaria e amica con tono scherzoso, spesso Mihos provava a sdrammatizzare le situazioni di stress, ma non riusciva nell'intento quando si giocava a Quidditch soprattutto se c'era di mezzo l'intervento dell'arbitro, capitava che delle volte quest'ultimo fischiasse falli che non c'erano o, per distrazione, non fischiava quelli che in realtà erano avvenuti.
    Solitamente era Mihos a battere le punizioni, ma quella volta volle fare una prova, una tattica che non avevano mai messo a punto, un po' perché era rischiosa e un po' perché era campata in aria così su due piedi al vice-capitano. Quelle volte che l'avevano provata nelle partite di allenamento non riusciva durante un'azione, ma funzionava se il gioco era fermo.*

    Opal vieni qui... battila tu la punizione

    Sei sicuro, non ne ho mai battuta una

    *Disse la giovane sgranando gli occhi incredula*

    Prima o poi dovevi iniziare, no? Ascolta ti ricordi quella tattica che provavamo in allenamento? Ecco, la useremo adesso

    *Dopo essersi assicurato che la compagna avesse capito la situazione il diciassettenne prese posto e guardò in direzione di Marcus facendogli segno incrociando gli avambracci a forma di X per poi battersi un pugno in centro petto e il capitano, con sguardo perplesso, rispose affermativamente con un leggero cenno del capo.
    Mihos e Marcus scattarono in avanti percorrendo i lati del campo in linea retta, venendo tallonati, rispettivamente da Gianna e Emily. Opal lanciò la Pluffa verso la zona centrale del campo, fu proprio in quel momento che gli altri due Cacciatori cambiarono improvvisamente rotta dirigendosi verso il centro, incrociando le loro strade e il punto d'incontro era proprio dove arrivò la palla scarlatta, scartando così le due avversarie. Il vice-capitano aveva chiamato quella tattica "Attacco a X", proprio perché la traiettoria di due Cacciatori formavano una X. Mihos era a tu per tu con il portiere avversario, doveva mettersi nell'ordine di idee che aveva una missione, segnare e portare in vantaggio i Tassorosso. Prese il coraggio a due mani e tirò in aria la Pluffa e fece uno dei sui tiri "fuori dal comune".



    Nell'esatto istante in cui la scopa colpì la sfera il ragazzo pensò:*

    Mi dispiace

    *Tutta la curva che portava i colori giallo-neri esplose in un boato di gioia e cori a favore del Cacciatore autore del goal, il castano fece un giro del campo battendo le mani e tirando su il pugno in segno di vittoria, ed eseguendo delle acrobazie.



    Il suo sguardo finì verso Kristal, non sapeva perché, ma si sentiva in colpa per quello che aveva appena fatto e allo stesso tempo era felice perché era riuscito a portare in testa la squadra.*

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  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 959
       
       

    *La partita era ormai in pieno svolgimento, nel cielo azzurro illuminato dai raggi del sole le scope dei giocatori sfrecciavano a tutta velocità, da una parte all'altra del campo. Erano tutti concentrati sul loro compiti, parare, cercare di fare punti, respingere i Bolidi, ognuno aveva il proprio ruolo e cercava di dare il meglio. Tuttavia, nonostante tutti gli allenamenti o tutto l'impegno impiegato, c'era sempre qualcosa che poteva cambiare le carte in gioco: l'emozione. L'adrenalina che scorreva nelle vene, la felicità di far parte della formazione, la paura di deludere i propri compagni... specialmente quando si era pienamente consapevoli dell'importanza di quella partita! Come lo era infatti una ragazza, che dall'alto osservava tutto con i suoi occhi del colore del cielo, ma non limpidi come quello di quel giorno.
    Il sole con i suoi raggi colpiva la scritta color oro sul retro della divisa rossa, facendo risaltare il numero che vi era impresso e quel cognome tanto odiato da chi lo portava. Jane Casterwill se ne stava seduta sulla sua fidata scopa, osservando l'avanzare del match che al momento vedeva la sua squadra in svantaggio. Teneva una mano ben ancorata al manico della Firebolt, stringendo talmente tanto che il sangue sembrava non scorrere più in quella estremità del suo braccio destro. Per quanto la ragazza fosse brava a nascondere le sue emozioni c'erano quei piccoli dettagli, che solo chi la conosceva bene poteva trovare, pronti a tradire la sua apparente sicurezza. Come quella profonda ruga che le solcava la fronte, le sopracciglia aggrottate fino a sfiorarsi, le mani strette a pugno e i suoi occhi azzurri che correvano freneticamente da una parte all'altra del campo. Ma più di tutto a ricordarle di essere veramente li, in cerca del minimo bagliore, era la frenetica corsa del suo cuore che sentiva rimbombare con forza nel petto da giovane donna. Da quando era diventata capitano della squadra di Grifondoro ogni partita per Jane sembrava ancora più impegnativa, ma quel giorno era diverso da tutti gli altri. Sentiva un peso appesantirle le spalle, infatti la sua postura, solitamente dritta e fiera, pareva risentirne e ogni strategia accuratamente studiata durante gli allenamenti sembrava essere scomparsa dalla sua mente. Lei, forse più di chiunque altro, sapeva quanto fosse importante quella partita, che probabilmente sarebbe stata l'ultima per la giovane Casterwill e altre sue compagne. La Grifondoro, così come le sue amiche Gianna e Marina, era ormai arrivata al suo ultimo anno a Hogwarts, solo i MAGO la separavano dalla vita degli adulti. Cosa avrebbe fatto fuori di li? Lontana da quelle mura avrebbe continuato a coltivare la sua passione per il Quidditch oppure avrebbe appeso al chiodo la scopa? Jane non era affatto sicura del suo futuro, anzi le sembrava di avere davanti a sé un enorme buco nero, pronta a risucchiarla e trascinarla via nell'oblio. Anche gli ultimi mesi come studentessa che l'attendevano non le sembravano affatto positivi come avrebbe voluto, tutti i suoi buoni propositi per quell'anno erano andati in fumo e lei si sentiva nuovamente persa in un labirinto, senza una via d'uscita o un filo di lana ad aiutarla. Tuttavia una cosa le sembrava sicura, sapeva cosa voleva fare quel giorno: vincere la partita e stringere fra le mani ancora una volta il Boccino. Si fidava ciecamente delle sue compagne, sapeva che sarebbero riuscite a recuperare i punti, il resto toccava a lei, doveva restare concentrata e pronta per prendere quella piccola pallina d'oro che non voleva farsi trovare. Infatti il bel tempo, nonostante si potesse credere che fosse favorevole per i giocatori, poteva trarre in inganno tanto quanto una bufera di neve. Nel secondo caso la piccola sfera poteva nascondersi dagli sguardi dei Cercatori grazie alle nuvole e alla scarsa visibilità, ma grazie al sole accecante di quel giorno qualsiasi luccichio poteva essere confuso con il vero obbiettivo dei due giocatori. Anche il semplice riflesso su un orologio o su uno dei pali degli anelli poteva illudere Jane e il suo avversario che, credendo di aver trovato il Boccino, si lanciavano alla rincorsa, accorgendosi troppo tardi dell'errore. Da quando era iniziata la partita alla Casterwill era capitato un paio di volte, la prima a causa di un braccialetto indossato da una ragazza sugli spalti. La seconda invece era stata letteralmente abbagliata dalla luce riflessa sulla lente di un binocolo, puntato verso di lei da un Grifondoro curioso e che le aveva procurato un fastidio agli occhi che era durato per qualche minuto. In quel lasso di tempo la diciassettenne aveva temuto che Kevin fosse riuscito ad avvantaggiarsi, mentre lei si sfregava una mano sugli occhi che lacrimavano, invece non fu così. Appena recuperata totalmente la vista si era voltata verso l'avversario, notando che non si era mosso molto dall'ultima volta che lo aveva controllato e fu quando, pochi secondi dopo, Kira scagliò un Bolide verso il ragazzo. Jane rimase piacevolmente colpita dall'azione della nuova Battitrice e si complimentò subito con lei per il colpo eseguito alla perfezione. Fortunatamente, o sfortunatamente, il Tassorosso venne salvato in tempo da un suo compagno ma la ragazza ne fu felice, non le piaceva vincere facilmente, anzi preferiva sicuramente sudare sette camicie per guadagnarsi il Boccino. Infondo tutte le partite che più aveva amato si erano svolte in condizioni estreme oppure si era cacciata in qualche guaio, come rischiare di cadere dalla propria scopa o rompersi qualche arto.
    La giocatrice era ancora ferma nella medesima posizione, la mano bianca per la stretta ferrea e le sopracciglia aggrottate, mentre osservava dall'alto lo svolgersi della partita. Aveva lo sguardo fisso su Kristal, che stava per rimettere in gioco la Pluffa, quando l'ennesimo bagliore la distrasse dall'azione della sua compagna. Jane alzò di scatto la testa, facendo barcollare la sua Firebolt per l'improvviso e brusco movimento, cercando l'origine di quel fascio di luce, certa che fosse l'ennesimo abbaglio. Era già pronta a urlare contro a chiunque avesse deciso di portare con sé oggetti metallici o che potessero riflettere, ma fu di nuovo distratta da quella stessa luce.*

    Sarà sicuramente un altro braccialetto, ci scommetto!



    *Disse sconsolata e con una piccola risata, prima di voltarsi verso la direzione opposta rispetto a quella da cui era arrivato il bagliore precedentemente. In quel momento tutte le sue congetture si dimostrarono infondate, non era un bracciale, né un orologio o qualsiasi altro oggetto.
    Quel piccolo sorriso sarcastico che le era spuntato sulle labbra scomparve nel giro di pochi secondi, lasciando spazio a un'espressione incredula mentre nei suoi pozzi azzurri si rifletteva l'immagine di quella sfera che tanto aveva cercato in quel tempo. Il Boccino, con le sue piccole e ronzanti ali, volava indisturbato proprio vicino a dove la ragazza stava guardando pochi attimi prima. Jane rimase per un attimo imbambolata, i suoi arti sembravano non rispondere più ai comandi, si sentiva pietrificata. Aveva davanti a sé la sua occasione per finire quella partita in bellezza, portando a casa l'ennesima vittoria eppure si sentiva di nuovo come quella ragazzina di undici anni che non riusciva neanche a stare in sella a una scopa. Un fastidioso formicolio si era impossessato del suo corpo, come se lei cercasse in tutti i modi di muoversi ma non potesse riuscirci. Cos'era che la bloccava? Forse l'idea di mettere la parola fine a quell'incontro così presto? Il pensiero che, afferrato il Boccino d'Oro, non avrebbe più sentito quelle grida di gioia provenienti dagli spalti per la sua squadra? Avrebbe lasciato alla sue spalle alcuni fra i momenti più belli della sua vita. Lei che amava volare per sentirsi libera, anche sotto la pioggia incessante o la neve gelida, che adorava la sensazione dell'adrenalina che scorre nelle vene e ti spinge al massimo. O che alla fine di ogni partita non vedeva l'ora di chiudersi nella Sala Comune con le sue amiche e compagne a parlare di quella giornata piena di emozioni. A Jane sarebbe mancato da impazzire tutto quanto, ma delle voci nella testa, molto simili a quelle delle sue amiche, continuavano a ripeterle che quella non era la fine, che loro avrebbero continuato a stare al suo fianco e che doveva prendere quella pallina, per loro e per se stessa.
    Il tempo sembrava essersi fermato intorno a Jane, che chiuse per un attimo gli occhi isolandosi da tutto e tutti. Non sentiva più le voci dei tifosi sugli spalti o dei giocatori nel campo, le uniche cose a tenerla ancorata alla realtà erano il manico della scopa stretto fra le sue mani e il battito ritmico del suo cuore, che sentiva vividamente.*

    ”Non è il momento di fare la vigliacca Jane, devi correre, vola più veloce che puoi e pensa solo al presente, il futuro può aspettare per il momento!”

    *Quando riaprì gli occhi una luce diversa vi brillava dentro. Non c'erano più le insicurezze di una ragazza che aveva paura di perdere tutto di nuovo, ma la grinta e la passione che avevano sempre animato quella Grifondoro che da piccola sognava di poter praticare quello sport di cui le parlava sempre suo padre adottivo. Se doveva finire quel giorno lo avrebbe fatto nel migliore dei modi!
    Fu questione di pochi secondi, appena riaperti gli occhi il corpo di Jane sembrò tornare a rispondere ai suoi comandi, si piegò in avanti, toccando con il petto il manico della Firebolt e iniziò a volare. Volò verso quella piccola sfera d'oro come se non esistesse altro, guardando solo lei, incurante di tutto il mondo intorno. Jane e il Boccino erano solo delle piccole formiche nella vastità del Mondo e dell'universo, ma non le importava, da anni era Hogwarts il suo mondo e lei voleva uscire di li a testa alta.*

    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills, @Marina_Lightwood,



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