• Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 103
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *Tassorosso stava conducendo la partita venti a dieci. Marcus, capitano della squadra giallo-nera era davvero felice dell'andamento della partita. Aveva spronato la propria squadra a dare tutta se stessa in quello scontro e, a quanto sembrava, le sue parole avevano avuto l'effetto sperato.
    Mentre i Cacciatori della squadra capitanata da Marcus esultavano per il punto che avevano appena segnato, gli spalti echeggiavano in loro favore.*

    SEMPRE UN PASSO PIU' VICINI ALLA VITTORIA!

    *Esultò il capitano della squadra di Tassorosso.
    Marcus faceva parte di quella squadra fin dal suo quinto anno a Hogwarts. Non aveva mai amato molto il Quidditch, essendo un Nato Babbano all'inizio non capiva perfettamente le regole, ma alla fin fine lo aveva trovato tanto interessante quanto il calcio babbano.
    Fu proprio in quel momento, proprio quando il Portiere avversario stava per rimettere in campo la Pluffa che la cercatrice avversaria, Jane Casterwill, sembrava essersi accorta del Boccino d'Oro. Come lei anche Kevin, giovane e promettente Tassorosso aveva avvistato la pallina dorata.
    Da quello che poteva capirne Marcus, che era solo un semplice Cacciatore e non un Cercatore, il Boccino d'Oro era stato avvistato a poca distanza da uno dei pali protetti da Kristal, proprio la stessa giocatrice che aveva rimesso in gioco la Pluffa scarlatta.
    Il suo sbrilluccichio si confondeva con quello del metallo dorato dei pali. Entrambi i Cercatori partirono alla rincorsa della vittoria.*


    Eccolo li, il maledetto!

    *Kevin non rifletté nemmeno un istante e scattò veloce all’inseguimento.
    Era rannicchiato sul manico della sua Nimbus duemila e, con tutta la forza che l'undicenne possedeva, si lanciò in avanti verso lo scintillio dorato.
    Kevin Mitchell era un semplicissimo studente arrivato a Hogwarts da pochi mesi, già dalla prima selezione la sua tenacia aveva attirato l'attenzione del capitano Largh e del vice capitano Renny. Era proprio per quella sua caratteristica se avevano deciso di averlo in squadra. Nelle partite precedenti avevano deciso di dare precedenza al Cercatore titolare e nettamente più esperto, ma dato l'infortunio che Hattori aveva avuto durante un allenamento l'unica soluzione era stata quella di nominare Kevin Cercatore titolare per la partita contro Grifondoro.*

    [INIZIO FLASHBACK]

    *Marcus quel giorno si era dovuto assentare da uno degli allenamenti della squadra di Quidditch, ma alla fine si era dovuto comunque presentare per via del messaggio che il suo vice gli aveva inviato. Il mago dai capelli ribelli del color del bronzo non si stava recando al campo da Quidditch, ma bensì in Infermeria.
    Quando entrò una delle scene che meno si aspettava si balenò davanti ai suoi occhi: un giocatore della squadra giallo-nera era seduto su uno dei morbidi e candidi letti dell'Infermieria, circondato da i compagni di squadra preoccupati e dall'infermiera di turno a curarlo.*


    Cosa è successo!?

    *Domandò basito il Tassorosso.
    L'infortunio di uno dei suoi giocatori era l'ultima cosa che si aspettava, sopratutto in quei giorni. Da li a quarantott'ore si sarebbe svolta la loro partita contro Grifondoro, una delle squadra più brave del castello.*

    E'-E'... E' caduto dalla scopa.

    *Rispose il Portiere Witch spiegando come Hattori fosse caduto dalla sua fidata scopa. Da quello che raccontò la bionda diciassettenne, il compagno quattordicenne aveva tentato un'azione troppo spericolata e il risultato era quello. Grazie all'aiuto dell'infermiera il Tassorosso si sarebbe ripreso nel giro di qualche giorno, non sufficienti però per poter partecipare alla partita contro Grifondoro. Per fortuna Marcus Largh e Mihos Renny avevano sempre una soluzione a tutto.*

    [FINE FLASHBACK]

    *Marcus e Mihos erano fieri della scelta che avevano fatto, soprattutto per l'atteggiamento avuto dall'undicenne.
    Dalla sua prospettiva, nonostante la ricerca della Pluffa, riusciva ad osservare il compagno di squadra intento nell'afferrare la pallina dorata. Aveva inclinato leggermente la propria scopa, puntandola verso il basso.
    Negli allenamenti precedenti i giocatori più esperti gli avevano dato qualche dritta: inclinare la propria scopa verso il basso significava acquistare velocità sfruttando la forza di gravità. I capelli erano scompigliati per via del vento che fendeva il viso dell'undicenne e della diciassettenne al suo fianco.*

    Opal!

    *Urlò la voce di Mihos, facendolo tornare con i piedi per terra e attirando la sua attenzione su ciò che doveva fare.
    Non doveva farsi distratte da tutto quello che lo circondava, ma doveva fare attenzione alla Pluffa che, in quel momento era in possesso delle Cacciatrici avversarie.
    “Possiamo farcela. Dobbiamo farcela!”, continuava a pensare il mago dai capelli ribelli color del bronzo.*

    GRIFONDORO SEMBRA ESSERE IN VANTAGGIO SUL BOCCINO!

    *Urlava il cronista nel suo “magi-microfono”. La sua voce rimbombò per l'intero stadio dalla forma ovale. Fu proprio grazie a quelle parole che le tribune colorate di rosso esplosero in un giubilo generale, speranzose di poter tornare presto al castello per festeggiare la vittoria della propria squadra preferita. Con la coda dell'occhio Marcus tornò ad osservare il giovane compagno di squadra.
    Non doveva però farsi distrarre da tutto quel mondo che lo circondava. La Pluffa era in possesso di Grifondoro che, passaggio dopo passaggio, sembrava avvicinarsi sempre di più a Dragonis Witch.*


    @Mihos_Renny, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Charlotte_Mills,


  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Tutto stava andando diversamente da come avevano previsto: i Tassorossi erano in vantaggio di dieci punti, le cacciatrici rosso-oro, che erano riuscite a intercettare la pluffa, cercavano in tutti i modi di trovare una breccia nella difesa avversaria e il Boccino, quella dannata pallina dorata, sembrava non voler uscire allo scoperto e rendere un inferno la partita del loro capitano.
    La luce del sole in quel giorno era accecante e di certo non aiutava i giocatori che venivano abbagliati da quei raggi che si riflettevano sul manto verde del campo ovale.
    Per i grifi non era stata una partita fortunata fino a quel momento, ma le leonesse non erano tipe che si arrendevano facilmente e, spingendo le loro scope al massimo, stavano cercando di ribaltare il punteggio sfavorevole. Marina Lightwood, cacciatrice e vicecapitano della squadra, teneva la palla di cuoio nella mano sinistra, mentre con la destra impugnava la sua Firebolt.
    Ogni manovra, ogni respiro, ogni suono intorno a lei, la avvertiva che la squadra di Tassorosso stava per raggiungerla. Con la coda dell'occhio osservò dietro le sue spalle, e i suoi sospetti furono fondati. Infatti, Opal, una tassetta dai capelli blu stava facendo del suo meglio per cercare di raggiungere proprio lei. Aveva avuto solo qualche occasione per parlare con la ragazza, ma non le era sembrata per niente antipatica, anzi il contrario.La ragazza si stava avvicinando sempre di più a lei, potendo quasi avvertire ogni muscolo del suo corpo, tendersi al massimo per cercare di non trovarsela contro.*



    *I suoi sforzi però, per quanto forti fossero stati, erano stati vani. Infatti Saphirblue la colse alla sprovvista, finendo per darle una forte spallata e cercando di buttarla giù dalla scopa; fortunatamente era ancora in sella alla sua scopa e la pluffa al suo posto, sotto il suo braccio. La ragazza avvertì il dolore alla spalla causato dal colpo e dagli altri ancora che lei le sferzava, finché l'avversario non rischiò lei stessa di cadere. La diciassettenne sorrise, soddisfatta di essersi tolta con molta facilità la giovane, senza aver compiuto particolari manovre. Voltò la testa, giusto in tempo per accorgersi che Marcus, capitano della squadra giallo-oro, l’aveva quasi raggiunta. Fu in quel momento che decise di non affidare quel gioco alla sue sole capacità e, senza dare il tempo agli avversari di agire, lanciò la palla alla sua fedele compagna Gianna. La Fields, quasi come se le avesse letto nel pensiero, si lanciò in avanti e accolse l’involucro scarlatto tra le sue mani, mentre si spingeva in avanti cercando di guadagnare terreno e avvicinarsi agli anelli protetti da Dragonis. Tutto era a loro vantaggio al momento, dovevano solo cogliere l'occasione, ottenere i dieci punti che li separavano dai tassi e non farsi sopraffare dalla squadra avversaria. Poteva avvertire la tensione che saliva dagli spalti, le grida di incitazione dalle tifoserie della loro casata. Mentre la sua ragazza si lasciava alle spalle i cacciatori avversari, in alto, nel cielo privo di nuvole, il loro capitano Jane sembrava aver adocchiato il boccino. Con il viso concentrato e il corpo piegato sulla scopa, la Casterwill sembrava leggermente in vantaggio rispetto al cercatore avversario, un ragazzino di soli undici anni. Provava quasi pietà per Kevin, data la sua poca esperienza, mentre Jane ricopriva quel ruolo da ben sette anni ad Hogwarts. Anche per lei, come per Marina e Gianna, quella sarebbe stata l’ultima partita, e ci avrebbe scommesso le dita, Jane non si sarebbe fatta soffiare la pallina dorata da un undicenne alle prime armi, non quella volta. Osservò la sua amica volteggiare in direzione degli anelli protetti da Kristal, quando un urlo distolse la sua attenzione. Emily, l’altra cacciatrice, la stava chiamando chiedendole man forte contro i tre tassi che le avevano quasi raggiunte.*

    Nemmeno io posso permettere di perdere questa partita!

    *Pensò con un sorriso Marina, sfrecciando veloce in direzione delle sue compagne di squadra. In pochi attimi fu accanto alla Banks, alla quale Gianna aveva passato la pluffa pochi minuti prima che Mihos riuscisse a sfilargliela dalle mani. Richiamando l’attenzione delle due, alzò la mano in modo che solo loro potessero vederla e mimò il numero 2. Anche se avessero visto quel gesto, non avrebbero mai capito a cosa si riferiva. Infatti, quello era il numero di uno degli schemi che avevano studiato negli spogliatoi e messo in atto in campo durante gli allenamenti. Consisteva in una semplice finta, nella quale Emily, che era ancora in possesso della palla di cuoio, avrebbe sfrecciato verso Gianna, in modo da far intendere che sarebbe stata lei a cui avrebbe passato la pluffa. Ma, in realtà, la biondina, avrebbe passato alla Lightwood, sotto di lei. Soddisfatta della tecnica, avrebbero colto alla sprovvista gli avversari, così da deviare i cacciatori avversari e, riuscire ad avvicinarsi indisturbata alla porta giallo-nero. *

    CHE AVRANNO IN MENTE LA BANKS E LA LIGHTWOOD?

    *Naturalmente il cronista, la cui voce rendeva nervosa la cacciatrice, aveva parlato nel momento sbagliato. Sperava che gli avversari non avessero intuito cosa stavano per fare e, soprattutto, non voleva che quella voce gracchiante rendesse nervosa Emily, che stava provando in campo, per la prima volta, un piano di attacco. Una strana ansia cominciò ad impossessarsi di Marina che, avendo deciso di mettere in atto la finta, sentiva ricadere su di sé tutta la responsabilità in caso di fallimento. Lei, come Jane, la giocatrice sulla quale si doveva contare per la vittoria, erano le due a sentirsi più afflitte nel caso le cose in campo si fossero messe male. Ma quello non era il momento, né il luogo, per dare sfogo alle sue preoccupazioni. Osservò la Banks zigzagare per confondere gli avversari e avvicinarsi a Gianna per mettere in atto la mossa che avevano pianificato. I cacciatori tassorosso, cadendo nella trappola delle grife, si lanciarono in avanti per placcare la Fields, quando Marina, approfittando della loro distrazione, scese al di sotto di loro, pronta ad accogliere la palla. Emily, con la pluffa tra le mani, si guardò intorno e, con un gesto lento, lasciò cadere la pluffa in direzione del vicecapitano. Fu in quel momento che Renny, accortosi del passaggio, sfrecciò verso il basso tentando di raggiungere la palla scarlatta che continuava a cadere. Ma Marina non si lasciò cogliere impreparata e, sfrecciando in avanti veloce, afferrò giusto in tempo l’involucro di cuoio.*



    *I tassi per poco non erano riusciti a impossessarsi della palle e, nonostante il momento di tensione fosse calato grazie alla riuscita della mossa, le grife non erano ancora riuscite a liberarsi degli avversari per mettere a segno il goal che le avrebbe portate al pareggio.*


    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Charlotte_Mills,


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 103
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *Marina Lightwood ed Emily Banks erano in possesso della Pluffa che si passavano, attente, sotto lo sguardo dei Cacciatori avversari sempre alle loro calcagna ed in attesa di un qualsiasi passo falso.
    Gli occhio chiari di Marcus erano fissi sulla palla scarlatta, impossibile da non vedere per il suo colore sgargiante. Era quasi impossibile entrare in possesso della Pluffa per via del movimento fulmineo con cui, le Cacciatrici di Grifondoro, la tenevano in movimento.


    Era assai difficile impossessarsi della palla scarlatta, proprio come avevano immaginato e ipotizzato nella piccola “riunione” prima dell'inizio della partita. L'intera squadra si era trovata in largo anticipo negli spogliatoi dedicati a loro per discutere, tutti assieme, della strategia da adottare per quell'importante scontro di Quidditch.
    I loro avversari erano conosciuti per la loro esperienza e per le varie partite che avevano vinto nelle settimane e nei mesi precedenti, e loro però non dovevano farsi abbattere da tali voci. Era vero, non erano solo voci di corridoio, ma non dovevano far conto a nulla ma solo sulla loro abilità in sella alla scopa.
    Dragonis sarebbe rimasta concentrata sulla Pluffa dalla sua postazione difronte ai tre pali dorati, Pierre si sarebbe dedicato esclusivamente ai Bolidi per recare danno agli avversari, Kevin avrebbe cercato qua e la il Boccino mentre Marcus, assieme a Mihos e Opal avrebbe cercato di strappare il possesso della Pluffa dagli avversari.
    Erano pronti per la loro partita, e da quello che era accaduto fino a quel momento tutto stava andando per il verso giusto.
    La squadra di Tassorosso era in testa di dieci punti riguardo gli avversari.*

    Mihos tu a destra, Opal a sinistra.
    Cerchiamo di riprendere quella dannata Pluffa.


    *Affermò il capitano Largh, deciso nel suo intento.
    Non avrebbe mai permesso di far segnare altri punti agli avversari. Tassorosso era a venti punti, Grifondoro a dieci, ma i vari passaggi della Pluffa da parte di Marina, Emily e Gianna indicavano benissimo quale fosse l'intento della squadra di Grifondoro.*

    Evitiamo certe cose, grazie.

    *Pensò il mago cercando di acciuffare la Pluffa ma inutilmente.*

    GRIFONDORO DETIENE IL POSSESSO DELLA PLUFFA.. E SI AVVICINA A DRAGONIS WITCH.

    *No, i Cacciatori di Tassorosso dovevano impedire tutto quello.
    Dragonis era una bravissima giocatrice, ma doveva stare davvero attenta a far si che la Pluffa, che uno degli avversari avrebbe lanciato, non finisse dall'altra parte degli anelli che lei proteggeva. Certo capitava spesso che una squadra azzerasse il vantaggio dell'altra, ma data la pozione della squadra di Tassorosso in quel campionato non potevano permetterselo.
    Volevano rendere i loro compagni di casata fieri di loro, fieri di appartenere alla casata fondata da Helga Hufflepuff. Dovevano dare il centoventi per cento in quella partita.
    Certo contro Corvonero avevano conquistato il Boccino d'Oro, ma ci sarebbero riusciti anche contro Grifondoro? Marcus lo sperava tanto.
    Erano anni che la squadra di Tassorosso non vinceva un Campionato Invernale, come non vinceva una Coppa delle Case da anni ma la sua intenzione, anche se utopistica, era proprio quella: VINCERE.*

    MARCUS!
    Non funziona, dobbiamo pensare ad altro!



    Datti una svegliata Marcus, sei il Capitano della squadra.

    *Pensò tra sé e sé il mago , cercando di trovare una soluzione ai loro problemi. Dovevano cercare di afferrare, a tutti i costi, la Pluffa che Grifondoro teneva stretta.
    Alla fine, mentre volavano, i tre Cacciatori di Tassorosso optarono per braccare maggiormente la Cacciatrice avversaria più esperta: Marina.
    Marina Lightwood era una ragazza e giocatrice della quale bisognava stare attenti, aveva molta esperienza in quel gioco su scopa. Fu proprio quando Marcus si avvicinò alla mora Grifondoro che la ragazza passò la Pluffa alle compagne Emily e Gianna.
    Mancavano davvero pochi metri alla postazione del Portiere di Tassorosso.*

    Nonono, ti prego no.

    *Sussurrò il capitano della squadra giallo-nera nell'osservare il tiro della Pluffa, eseguito da Gianna Fields, verso gli anelli dorati avversari.
    Era tutto nelle mani e nell'abilità dell'amica Dragonis. Sarebbe riuscita l'esperienza a vincere contro l'istinto?*


    @MIhos_Renny, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Charlotte_Mills,


  • Gianna_Fields

    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 761
        Gianna_Fields
    Grifondoro Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *20 a 10, era quello il punteggio della partita che vedeva la squadra di Tassorosso in vantaggio su Grifondoro. E si era verificato ciò che Gianna più aveva temuto….quel goal era stato messo a segno solo ed esclusivamente per colpa sua. Col suo scarso tentativo di impossessarsi della Pluffa, aveva causato un fallo che le era costato caro. Quando sentì la tifoseria dei Tassi esultare di gioia, non ebbe il coraggio di guardare nessuna delle sue amiche, ma si limitò a ritornare la suo posto, con la testa bassa…sembrava aver perso le forze e si sentiva abbastanza “inutile” in quel preciso momento. La partita intanto proseguiva, Jane rincorreva il boccino senza sosta ogni qual volta quella piccola palla si degnava di farsi vedere e tutte le altre si davano un gran da fare per recuperare quella situazione di svantaggio. Nessuna delle sue amiche si era permessa di rimproverarla o rinfacciarle qualcosa e di questo era grata. Ma ciò non voleva dire che non si sentisse ugualmente demotivata. Se avessero perso o meglio avesse perso l’ultima partita della sua “carriera” non se lo sarebbe perdonato mai! Voleva vincere ad ogni costo, doveva farlo per dare un degno addio alla squadra e al suo amato Quidditch e doveva farlo per Jane e Marina. Sapeva quanto entrambe ci tenessero a vincere e salutare anche loro, a testa alta, quel meraviglioso gioco, quella meravigliosa squadra composta da ragazza forti e valide e tutti i ragazzi e ragazze sugli spalti che le avevano accompagnate e sostenute in ogni partita a prescindere dal risultato finale. Non era il momento di cadere nella disperazione, doveva reagire e non commettere altri errori! La tifoseria di Grifondoro non smetteva un attimo di cantare, suonare e incoraggiare le loro ragazze. Un’improvvisa e incontrollata emozione si fece spazio in Gianna tanto che una lacrima, uscita fuori dal nulla, le solcò il volto. Era felice e triste allo stesso tempo, tutto quello le sarebbe mancato! Passò una mano sul suo viso prima di ricominciare la sua corsa verso gli anelli protetti da Dragonis. Avevano messo a punto una tattica valida che, da come si era evoluta l’azione, aveva funzionato. Mentre tutti i Cacciatori erano impegnati a seguire la Fields, Emily e Marina mettevano in atto il loro piano. Quando Mihos si rese conto di ciò che stava succedendo era ormai troppo tardi. Marina si era impossessata della Pluffa e volava indisturbata verso gli anelli, tra lo stupore del pubblico e degli stessi giocatori di Tassorosso. Le tre Grifondoro tornarono in formazione compatta, l’una di fianco all’altra lanciate un una folle corsa verso gli anelli, bramando il punto che avrebbe riportato le squadre in parità.*



    *Gianna aveva ritrovato la sua carica, la sua energia, la sua determinazione e la voglia di riscattarsi dal suo errore. Sorridendo alle due delle tre persone più importanti per lei, disse:*

    Forza ora, dobbiamo assolutamente mettere a segno un goal!

    *Concluse mentre si passavano velocemente e con precisione la Pluffa. Di tanto in tanto la Grifondoro buttava un occhio alle sue spalle osservando le facce preoccupate e nervose dei Cacciatori avversari. Non poté fare a meno di sorridere vedendo come provassero a crearsi un varco tra le tre per impossessarsi della palla di cuoio. Ma le ragazze questa volta non avevano la minima intenzione di commettere lo stesso errore delle prime azioni quando, sottovalutando probabilmente le capacità della nuova arrivata nella squadra dei Tassi, si erano fatte sfilare da sotto il naso la Pluffa! Avevano imparato la lezione e avevano capito bene che quella ragazzina sapeva il fatto suo! Erano ormai arrivati a pochi metri dagli anelli. Le tre si guardarono e iniziarono ad allontanarsi l’una dall’altra in modo tale da posizionarsi ognuna di fronte a un anello. Il loro obbiettivo era quello di disorientare il Portiere, non dargli modo di capire chi delle tre avrebbe cercato di segnare fino a quando non fosse stato troppo tardi e non avrebbe avuto speranza di parare il tiro. Marina era in direzione dell’anello di sinistra, Emily al centro e Gianna copriva quello di destra. La Lightwood aveva la Pluffa tra le mani e, non appena fece un cenno con la testa, lanciò con potenza la palla a Emily che, a sua volta, la lanciò con tale velocita, quasi come se scottasse, verso Gianna. Quest’ultima la prese con fermezza e decisione e, nemmeno un secondo dopo, lanciò la Pluffa con tutta la forza e precisione di cui era dotata. Ma avevano fatto male i loro conti, avevano dato tutto troppo per scontato, credendo che quella tattica sarebbe stata infallibile! Ma la Witch non era come gli altri portieri che avevano incontrato fino a quel momento…..era la giocatrice forse più esperta e lo dimostrò ancor di più nel giro di qualche secondo dal lancio della Fields. Con uno scatto fulmineo raggiunse l’anello alla sua sinistra e afferrò senza troppi sforzi la Pluffa con un movimento sicuro e fluido. Gianna rimase a bocca spalancata, incapace di dire o fare qualcosa mentre un boato si alzava dalla tifoseria dei Tassi che lodavano, quasi, il loro Portiere. Osservò le altre due ragazze e vide che sul loro volto era dipinto lo stesso sguardo di stupore e incredulità. Pensavano tutte di avercela fatta, di aver riportato la partita al giusto equilibrio ma Dragonis non la pensava allo stesso modo! Guardò intensamente Gianna con una faccia soddisfatta e con un ghigno stampato sulla bocca. Il suo messaggio era chiaro, non lasciava spazio a fraintendimenti o all’immaginazione. “Da qui non si passa!” era quello il semplice e chiaro concetto che la donna aveva fatto capire alla Grifondoro. La Fields riuscì finalmente a chiudere la bocca ma immediatamente la parte amante delle sfide che aveva dentro di sé si accese ancor di più! Strinse gli occhi a fessura sostenendo lo sguardo della Tassorosso e le sorrise cercando di trasmettere a sua volta un messaggio: “Staremo a vedere!”! E quella frase ormai più che un messaggio era diventato un avvertimento, una promessa che la Grifondoro avrebbe mantenuto ad ogni costo! Non amava perdere e lei e la sua squadra lo avrebbero dimostrato! Si voltò raggiungendo Marina e Emily, si guardarono a vicenda fin quando la Banks prese la parola:*

    Una bella parata, non ci sono dubbi! Ma questo non ci fermerà di sicuro! Combatteremo fino alla fine, vada come vada!

    *Gianna sorrise alla sua migliore amica che, proprio come lei, era un’amante delle sfide e la pensavano sempre esattamente allo stesso modo!*

    Oh si, puoi scommetterci che sarà così Em! Diamoci da fare allora!

    *Disse facendole l’occhiolino e poi, tutte insieme, ripartirono all’attacco più determinate che mai!*

    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Charlotte_Mills,


  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 141
       
       

    *Una sterzata improvvisa sbalzò via la Pluffa scagliata dalla Cacciatrice del Leon d'Oro Gianna: ecco Dragonis che dimostrava le sue capacità assodate di Portiere, sorvegliando come un falco scruta il proprio nido gli anelli protetti dai Tassi. Opal osservò la strega bionda di lontano, trovandosi sospesa in aria a circa due scope di distanza dalla porta avversaria: la giocatrice in porta aveva assunto un'espressione vigile e totalmente focalizzata sulle scie scarlatte della Pluffa in volo, tralasciando ogni più piccola distrazione che avrebbe potuto distogliere la sua attenzione dal gioco.
    La ragazzina dagli occhi perlacei era consapevole di essere la più giovane della squadra, dovendosi misurare con veterani di tale esperienza: lei era riuscita a conquistarsi con fatica il posto da Cacciatrice nonostante la sua età ed ora doveva dimostrare di meritarselo. Tutti i suoi compagni erano infatti specialisti del campo, sia del proprio ruolo che del, appunto, Campo da Quidditch.
    Già da tempo si allenavano insieme e Opal aveva percepito immediatamente il filo conduttore che legava le menti dei Tassi, perfettamente armonizzati tra loro e dalle idee strategiche affini: bastava un attimo affinché i Battitori si coordinassero per lanciare i due palloni scuri nel medesimo attimo ed era necessaria solamente una veloce occhiata perché la Pluffa venisse passata egregiamente tra i Cacciatori. Era quella la vera magia del Quidditch: la cooperazione armoniosa dei membri di una squadra.


    Non contava la violenza con cui i Bolidi colpivano gli avversari, né quante volte la sfera vermiglia centrava gli anelli opposti e nemmeno se il pugno del Cercatore stringeva in poco tempo il ninnolo aureo: ciò che più era importante era quella rete conduttrice che avvolgeva ed univa le menti dei giocatori, unificandoli in un sol corpo per giungere insieme alla vittoria.
    E, ovviamente, anche il divertimento era parte integrante dello sport. Ma, durante una partita, lo spasso certo non mancava: tutti coloro in sella ad una scopa erano entusiasti di praticare la loro attività favorita.
    Una folata di vento frizzante scompigliò i ciuffi azzurri di Opal. Alzò lo sguardo al cielo, notando un Kevin spaesato accanto alla Cercatrice Grifondoro Jane, strega che oramai da anni si allenava nel captare i movimenti del famigerato Boccino d'Oro.
    Nonostante qualche momento prima i due fossero stati coinvolti in un fulmineo volo all'ultimo fiato per avvolgere le dita attorno alla sferetta luccicante e concludere così la partita, ora parevano entrambi persi nuovamente nel vuoto: evidentemente il Boccino s'era mosso tanto rapidamente da scomparire repentino dalla vista dei due giocatori, lasciandoli in un limbo di dubbiosa incredulità.
    Anche il giovane Kevin era un nuovo membro della squadra giallo-nera: il ragazzino aveva ricevuto la carica di Cercatore proprio lo stesso giorno in cui Opal si trovava a ricoprire il ruolo di Cacciatrice. In confronto a Jane, il suo amico poteva sembrare piccolo ed un po' insicuro, ma, durante quel primo inseguimento del Boccino, il mago aveva sfoderato tutta la sua grinta, guizzando pericolosamente vicino all'obbiettivo dorato.


    Un cenno piuttosto evidente della Witch riscosse la ragazzina dai suoi pensieri cavillosi: il gioco stava per riprendere e la compagna era intenzionata a passare il pallone ad uno dei tre Cacciatori. Opal si affrettò a raggiungere un punto strategico in cui Dragonis le avrebbe potuto facilmente lanciare la Pluffa, appostandosi tatticamente dietro due Grifondoro intente a coprire la porta per tentare di conquistare palla.
    La giovane strega si accorse dei segni d'intesa tra il capitano Largh e la ragazza giallo-nera in porta: un'occhiata del Tasso verso la bionda, uno sguardo di risposta da parte di lei ed infine entrambi puntarono gli occhi proprio sulla ragazzina dai capelli blu. Capì al volo: Dragonis avrebbe passato la palla scarlatta subito a lei.*

    Dai, non mi serviva di certo un gufo per capirlo...

    *Si rimproverò, concentrandosi nuovamente sulla partita.
    Mentre il braccio della bionda era impegnato a scagliare il pallone, già Opal si spostava silenziosamente più in alto per acciuffare al meglio la Pluffa. Pochi istanti dopo infatti, la strega, tallonata dalle Cacciatrici di Godric, si dirigeva rapida e decisa verso il centro del campo, seguita dai compagni che attendevano ardentemente un suo accenno ad un passaggio.
    La partita continuava: tutto il pubblico aveva lo sguardo fisso sulle azioni dei giocatori, godendo dello spettacolo che entrambe le squadre stavano inscenando.*



    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Charlotte_Mills

  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1563
       
       

    *Può bastare una semplice folata di vento, anche un breve e debole soffio per far volare via una piuma, così come bastano pochi secondi per rovinare i piani e le speranze di qualcuno. Nell'esatto momento in cui la Pluffa venne stretta fra le mani del Portiere di Tassorosso, quella fragile illusione di essere riuscite a raggiungere il pareggio era svanita. La strategia per cui Gianna, Emily e Marina si erano preparate per settimane non era andata a buon fine, ma le Grifondoro non sembravano disposte ad arrendersi.
    Nello stesso momento nell'altra metà campo i due Cercatori erano all'inseguimento del Boccino che, come ogni volta, sparì dalla loro visuale nel giro di pochi secondi. Jane Casterwill, capitano di Grifondoro, si era lanciata verso la pallina dorata a tutta velocità, incurante del fatto che fosse troppo vicina ai pali degli anelli difesi dalla sua compagna di squadra. La ragazza riuscì a frenare quando ormai stava per avere un brusco impatto con i palli, che, sicuramente, non sarebbe stato molto piacevole. Virò con tutta la forza che aveva verso destra, cambiando repentinamente la direzione della propria scopa, fu in quel momento che riuscì a vedere cosa accadeva dall'altra parte. Il suo sguardo, prima concentrato sul suo obbiettivo, si posò sulle sue compagne che si erano appena posizionate davanti agli anelli dei rivali. Aveva visto molte volte le sue amiche provare quella tecnica, così come tutte le altre che avevano ancora i serbo, ma una partita vera era ben diversa da una di allenamento. Le tre ragazze avevano davanti Dragonis, un Portiere molto più esperto della loro compagna di squadra con cui si erano allenate, chissà quante altre volte aveva visto utilizzare quello schema durante le numerose partite. Ogni partita, così come ogni giocatore, era imprevedibile, poteva cambiare tutto nel giro di pochi secondi, anche quando sembrava di avere ormai quei dieci punti in più stretti fra le mani, qui pochi punti che separavano le due squadre. Tuttavia Jane sapeva che le sue compagne si sarebbero impegnate ancora di più dopo quella occasione persa, sperando fino alla fine di poter portare a casa quella partita.*

    [INIZIO FLASHBACK]


    *La notte era ormai calata sul castello di Hogwarts, nei corridoi il vociare degli studenti era ormai cessato da qualche ora e tutti erano rannicchiati sotto le calde coperte dei loro letti...quasi tutti!
    Alla Torre dell'orologio, rannicchiata al buio e lontana da occhi indiscreti, una ragazza si era nascosta da tutti alla ricerca di un po' di pace. Come molte altre notti Jane non riusciva a dormire, così aveva deciso di non passare la notte chiusa nella sua stanza a ascoltare i respiri pesanti delle sue compagne. Quella notte ogni cosa era in grado di alterare l'umore della Grifondoro, anche il vento le sembrava insopportabile, quasi quanto tutti quei ricordi che aveva voluto imprimere sui libretti che stringeva fra le mani. In quei piccoli quaderni c'erano tutti, o quasi, gli eventi che avevano segnato i suoi anni da quando era arrivata in quella scuola anni prima. Al tempo aveva pensato che scrivere alcune cose l'avrebbe aiutata a non dimenticare e, specialmente, a sfogare tutti quei sentimenti che si ostinava a tenere dentro. Però quella sera non era servito a niente prendere una piuma e cercare di scrivere. Alla fine Jane aveva deciso di tornare indietro nel tempo. Si era seduta sul pavimento, con il mantello a scaldarla dalle temperature notturne, con quei diari ormai pieni fra le mani. Quel fiume di ricordi, belli e non, l'avevano travolta come una valanga. Ogni tanto un piccolo sorriso le affiorava sulle labbra, altre invece una solitaria lacrima le scavava le guance pallide. Aveva letto di tutto, il suo arrivo al castello, l'incontro con Sylvia, quello con Effie, il primo ballo, il Torneo Tre Maghi, il primo amore, le conquiste e le perdite. File di inchiostro nero ormai indelebile su quelle pagine ingiallite, alternato ai tratti leggeri della matita che delineava i ritratti di alcune persone per lei importanti. Riconobbe il viso di Jordan, poi il disegno dell'unicorno che lei e Sylvia avevano soccorso. Alcune pagine contenevano ricordi troppo dolorosi per essere letti!
    Fra tutte quelle cose Jane trovò anche, con una scrittura molto grossolana, i suoi pensieri riguardanti le sue prime partite di Quidditch. Era entrata nella squadra dei Grifondoro quando era al primo anno, anche se la prima volta che era salita su una scopa era quasi caduta, ma Shana era intervenuta giusto in tempo. Da quel giorno si era impegnata al massimo per riuscire ad entrare in squadra, allenandosi anche durante la notte, di nascosto. Li erano racchiusi tutti i suoi pensieri, la gioia per la vittoria e la tristezza per la perdita, i suoi primi infortuni e le feste post-partita. Però non furono tutti quei ricordi a catturare la sua attenzione, Jane ricordava bene tutte quelle partite, ma non ricordava quella frase che il suo sguardo continuava a incontrare, come se al tempo avesse voluto imprimerla nella sua mente continuando a scriverla. Pagina dopo pagina continuava a trovare frasi simili strappate da libri o dalla bocca di persone famose, finché non si ricordò il perché. Le tornò alla mente quella ragazzina che aveva perennemente paura di sbagliare e deludere gli altri, la quale aveva deciso di trovare la voglia e la forza di continuare a giocare grazie a quegli aforismi trovati per caso. Erano stati i suoi genitori adottivi a consigliarle di farlo e lei, per non dimenticarne neanche uno, aveva deciso di scriverli sui suoi diari, dopo ogni partita.
    Jane iniziò a leggere quelle frasi una a d'una, sussurrando appena quelle lettere disordinate e traballanti.*

    Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso.

    [FINE FLASHBACK]


    *Il capitano Casterwill aveva ripetuto alle sue compagne, durante gli allenamenti, milioni di volte che qualsiasi cosa fosse successa non avrebbero mai dovuto arrendersi. Aveva portato dentro di sé quella frase ogni volta, ripetendola nella propria testa come un mantra prima di salire sulla sua Firebolt. Così osservando le espressioni decise delle sue compagne, mentre si preparavano a tornare in azione, fu felice di vedere che le continue ripetizioni erano servite a qualcosa.
    Jane sfrecciò velocemente verso le tre ragazze prima che la Pluffa fosse rimandata in gioco e, appena fu abbastanza vicina, si rivolse a loro sorridendo.*



    Bravissime ragazze, vada come vada sono molto fiera di voi e sopratutto felice di avervi in squadra con me. Per quanto mi riguarda abbiamo già vinto ma la vittoria vera e propria non mi dispiacerebbe!

    *Le Grifondoro scoppiarono a ridere per le parole del capitano. Jane si voltò velocemente verso Dragonis che aveva appena lanciato la Pluffa in campo, dritta fra le mani di Opal. Guardò per un'ultima volta, con sguardo più serio e determinato, Emily, Gianna e Marina.*

    Adesso fate vedere ai Tassi cosa sapete fare, tirate fuori gli artigli e continuate a combattere come fate sempre!

    *Le tre ragazze annuirono alle parole della Cercatrice, prima di volare via all'inseguimento di quella palla che sarebbe tornata nelle loro mani molto presto, o almeno così speravano.
    Il capitano invece cambiò nuovamente la sua rotta, pronta a tornare nella sua postazione dall'alto da cui poteva osservare tutto il campo. Piegò la sua scopa verso l'alto per prendere velocemente quota, era meglio per lei spostarsi subito da li prima di ritrovarsi in mezzo allo scontro fra i Cacciatori. Mentre volava, prestando attenzione ai Bolidi e cercando di individuare nuovamente il Boccino, Jane si voltò per guardare alle proprie spalle e scorgere fra la confusione le altre Grifondoro. Come aveva immaginato il trio era subito partito all'inseguimento della loro avversaria, le Battitrici invece cercavano di proteggere le proprie compagne dalle pesanti e imprevedibili palle. A sua volta Kristal, ben posizionata davanti ai tre anelli, seguiva con lo sguardo ogni singola mossa dei Cacciatori di Tassorosso, pronta a scattare da una parte all'altra per evitare di far guadagnare altri punti agli avversari. Jane si fermò abbastanza in alto, osservando il movimento sotto di lei e il baccano che proveniva dai tanti tifosi presenti sugli spalti. Tutti sembravano fare parte di quella partita frenetica, anche i loro compagni che semplicemente sventolavano delle bandiere nel cielo e gridavano cori di incitamento. Restavano solo lei e Kevin fuori dai giochi in quel momento, entrambi troppo occupati a esplorare il vasto spazio alla ricerca del Boccino che, ancora una volta, era tornato a nascondersi.*

    ”Non preoccuparti ero un asso a nascondino da piccola e ho tutto il tempo, ti troverò pallina pestifera!”

    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills, @Marina_Lightwood,


  • Mihos_Renny

    Tassorosso Responsabile di Casa

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        Mihos_Renny
    Tassorosso Responsabile di Casa
       
       

    Continua così Opal!!!

    *Urlava Mihos alla compagna Cacciatrice mentre questa volava evitando gli attacchi avversari con un maestria di un giocatore di Quidditch esperto. Il gol da poco segnato, che aveva portato in vantaggio i Tassorosso, sembrava non aver minimamente intaccato lo spirito della squadra rosso-oro, una squadra composta di sole ragazze, anzi erano più combattive di prima.
    Intanto i due Cercatori, Kevin Mitchell e Jane Lightwood, erano alla ricerca del Boccino d’oro, appena sfuggito alla loro vista dopo una lunga corsa per cercare di acciuffarlo. Il piccolo tassetto era molto bravo ma l’esperienza della diciassettenne lo metteva in una posizione di svantaggio.
    Mihos, Marcus e Opal avevano riconquistato il possesso palla dopo un’incredibile parata del portiere Dragonis Witch. Il diciassettenne Renny non aveva mai giocato una partita così impegnativa, sia dal lato fisico che emotivo, il portiere di Grifondoro era infatti la sua ragazza, non aveva idea di quanto sarebbe stato difficile giocare contro di lei, nonostante si fosse ripromesso che avrebbe dato il massimo in quella partita e che non si sarebbe fatto influenzare, ma come diceva un detto Babbano: tra il dire e il fare c'é di mezzo il mare.
    Marcus e Mihos si stavano dando parecchio da fare per mantenere il possesso della Pluffa mettendo in atto la tattica "copiata" da una strategia di calcio, un gioco sportivo Babbano, chiamata Tiki-Taka che consentiva in una serie di passaggi fulminei con l'intento, per l'appunto, di mantenere il possesso palla, solo in alcune occasioni i due provavano a scattare in avanti per poter provare a segnare. Le tre Cacciatrici avversarie erano delle vere e proprie leonesse, si avventavano su di loro con una ferocia e una grinta ineguagliabili, ma anche i due amici non erano da meno, si destreggiavano abilmente con i loro fidati manici di scopa e fu proprio durante una virata stretta che vide uno spiraglio per passare la sfera scarlatta al compagno. Si posizionò e sollevò un braccio, ma un colpo violento gli fece perdere l'equilibrio facendolo quasi cadere dalla sua Firebolt*

    Ma che diavolo...!?!

    *Rimase a penzoloni con una mano ad un'altezza vertiginosa e guardandosi intorno notò un esultanza di una Battitrice avversaria, era stata lei a causare la sua "quasi" caduta ma per fortuna non era successo niente di grave, con uno slancio si rimise in sella e si rimise in gioco.*

    Questa me la paghi

    @Charlotte_Mills, @Marcus_Largh, @Marina_Lightwood, @Jane_Casterwill,


  • Marina_Lightwood

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
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    *Essere parte di una squadra significa entrare a far parte di un gruppo, di una famiglia con persone che si concentrano sul “noi” anziché sull’ “io”. Ma, la cosa più importante, è avere fiducia nelle proprie compagne e Marina ne aveva tanta nei confronti delle sue amiche. In quel momento, proprio quando Helen fece loro guadagnare il possesso della palla scarlatta, si convinse sempre di più che la sua fiducia era ben riposta. Emily Banks, che era sempre stata alle calcagna dei cacciatori avversari, riuscì ad afferrare al volo la pluffa che cadeva dalle mani del giovane Mihos. Con le mani impugnate sul manico di scopa, la Lightwood si portò in avanti per avvicinarsi alla bionda mentre i tassi, sconvolti dall’azione della loro battitrice, si ripreso e cominciarono ad inseguirle. La grifa scambiò una rapida occhiata con le sue compagne, rivolgendo un sorriso a Gianna, sperando non fosse troppo tesa e, qualora lo fosse stata, nella speranza di alleviare un po’ quella sua tensione. Lei era davvero agguerrita, disposta a rompersi un braccio piuttosto che gettare la spugna e non combattere quella partita. Perchè per lei l’importante non era partecipare, o giocare divertendosi, c’era in ballo la Coppa e non ci avrebbe rinunciato facilmente! Lo sguardo concentrato e determinato delle sue compagne di squadra bastò a farla sorridere, mentre tentavano di seminare le tre macchie gialle alle loro spalle. Marina prese fiato, si soffiò via un ciuffo di capelli ribelli che le stava finendo davanti agli occhi e si concentrò sulla palla rossa ancora nelle mani della biondina; fissò intensamente quel volto giovane e delicato voltarsi e, con un cenno del capo, le fece intendere il prossimo passaggio. Accadde tutto in pochi secondi e, proprio mentre la Banks alzò il braccio, Marina diede uno strappo alla scopa, scattando in avanti per avvicinarsi sempre di più alla sua compagna. Prima che si accorgesse di quello che stava facendo, aveva staccato una mano dal manico e aveva afferrato la Pluffa passatale dall’altra cacciatrice. Le dita delle due grifondoro quasi si sfiorarono, gli occhi di entrambe fissi sulla palla e si staccarono solo quando quella fu in mani sicure. Una volta presa la Pluffa, la tenne e la protesse bene sotto l'avambraccio scattando verso gli anelli di Tassorosso, mentre le altre si allineavano in formazione. La conquista della Pluffa aveva esaltato tutti gli spettatori nelle tribune che, alzandosi in piedi, cominciarono a gridare e cantare i vari cori per inneggiare le tre leonesse.*

    E la Pluffa viene conquistata dalla Lightwood!

    *La voce del cronista sembrava flebile in confronto alle urla dei suoi compagni di casata che continuavano a ripetere i nomi delle giocatrici. Fu anche grazie al loro giubilio che ebbe la forza di scattare in avanti, ancora più veloce, ancora più determinata, in direzione della porta avversaria. Ora era finito il tempo di “giocare”, bisognava fare sul serio; era giunta l'ora di far vedere a tutti di che pasta erano fatte le Grifondoro.*



    *La tensione che si avvertiva era talmente alta che la si poteva quasi toccare. Le voci dagli spalti si abbassavano man mano che le grife si avvicinavano agli anelli. Tutti erano con il fiato sospeso, mentre la Lightwood rifletteva sul come potesse sorprendere il portiere dei tassi che, già prima, era riuscita a parare il lancio da parte delle cacciatrici rosso-oro. Non sapeva cosa mettere in atto, già la precedente finta provata dalle ragazze era stata un fallimento.*

    Come possiamo fare per attraversare quegli anelli?

    *La grifa aveva il cuore che martellava all'impazzata per la paura e l'eccitazione. Uno sguardo concentrato, qualche goccia di sudore che colava lungo le tempie e le gote arrossate per l'aria fresca; con la coda dell'occhio, vide una figura giallo-nera scattare velocissima verso Gianna, sicuri che la Lightwood avrebbe passato la palla scarlatta alla sua ragazza. Anche in quel caso l’avevano sottovalutata! In quel momento era tesa, non esisteva niente al di fuori della pluffa, degli anelli in lontananza che si avvicinavano pian piano. Ormai non c’era più tempo per riflettere, dovevano agire! Con un scatto in avanti, si avvicinò alla scopa di Emily e, in modo che potesse sentirla solo lei, le sussurrò qualcosa.*



    Mettiamo in atto lo schema 5!

    *La Banks annuì e, allontanandosi da lei, sferzò in avanti diretta agli anelli che raggiunse in poco tempo. Nel frattempo Gianna, marcata da due tassi, cercava di divincolarsi e, scartando verso l’alto, in pochi minuti riuscì a raggiungere Marina. Le tre grife erano pronte per attuare quella finta che, fino a quel momento, non avevano mai messo in campo. I tassi, straniti dal comportamento della Banks, pensarono di tenersi abbastanza vicini alle cacciatrici in modo da agire prontamente. Gli anelli protetti da Dragonis erano ormai a un passo da loro! Il portiere, fermo di fronte ad Emily, dinanzi l’anello a sinistra, attendeva una loro mossa.*

    Pronte?

    *Gridò la cacciatrice, mentre caricando il braccio, lanciava la palla scarlatta in direzione della bionda che l’accolse senza sforzi. Sicuri che fosse stata lei quella che avrebbe provato a segnare, non si curarono di Gianna che, lentamente, si posizionò dinanzi all’anello più alto. Emily teneva il braccio tirato indietro, in quella posizione che indicava avrebbe tirato da lì a pochi secondi. E fu quello che fece, ma la palla non roteò verso gli anelli, ma in direzione del vice capitano Lightwood che, dopo averla presa, la rilanciò alla Fields. La ragazza afferrò la palla scarlatta e, fiondandosi nell’anello superiore, tirò la pluffa.*

    E adesso non ci resta che sperare!


    @Jane_Casterwill @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills,


  • Dragonis_Witch

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 4997
       
       

    *Le avversarie Grifondoro detenevano il possesso della Pluffa, in particolare la Cacciatrice Emily Banks che, velocemente, passò la palla color scarlatto al suo vice, Marina Lightwood.
    Dragonis Witch, Portiere di Tassorosso, osservava tutto quanto dalla sua postazione difronte ai tre anelli che doveva proteggere. Sperava che i suoi compagni Cacciatori fermassero l'avanzare degli avversari, ma nonostante tutti i loro sforzi le ragazze dalla divisa rossa e oro continuavano la loro avanzata.
    Drag, così la chiamavano gli amici, iniziò a preoccuparsi per la propria squadra. Non voleva, anzi non doveva permettere altri punti per la squadra di Grifondoro.
    Rimase in attesa della Pluffa, che arrivò, ma in modo inaspettato, le sue avversarie infatti erano state più scaltre di lei e con una finta che non aveva mai visto prima, e numerosi passaggi di palla, avevano deviato il passaggio all’ultimo secondo centrando in pieno l’anello sinistro invece che quello destro.
    Urla di giubilo riempirono lo stadio, sopratutto le urla dei tifosi di grifondoro.*

    ALTRI DIECI PUNTI PER GRIFONDORO!


    Cosa diamine mi sta succedendo?!

    *Si riprese mentalmente la Tassorosso dalla lunga chioma bionda.
    Non era il momento di pensare a ciò che sarebbe accaduto da li a qualche mese, cioè alla fine della scuola, doveva godersi quegli ultimi mesi di serenità, anche se era consapevole che non sarebbe stato così semplice.
    Un velo di malinconia la pervase, sia per il suo atteggiamento durante quella partita sia per i suoi pensieri che le riempivano la testa. Quella mattina stessa aveva ricevuto una lettera, tramite posta via gufo, e le notizie non erano per nulla rosee: si era scoperto che il nonno babbano aveva contratto un male incurabile e , nonostante ricerche di cure sia babbane che “magiche” tutto era stato vano.
    Doveva ammettere che non vedeva l'ora di tornare nella casa di famiglia per il periodo pasquale, proprio per stare vicino alla famiglia.
    In tutta quella situazione, assai destabilizzante per la squadra di Tassorosso, sentì lo sguardo giudicatore del suo capitano. Marcus Largh teneva molto al Quidditch, era un capitano che spronava al massimo la propria squadra e, vedere il proprio Portiere, quasi sempre sovvrapensiero non doveva essere facile.*

    Devo smetterla di distrarmi, tantissime persone contano su di me!

    *era vero, essere Portiere della propria squadra era un compito assai complesso e importante. Doveva parare ogni tentativo di goal degli avversari e, se ciò non accadeva, la squadra guadagnava ben dieci punti. Potevano non sembrare tanti a primo avviso, ma ogni tiro andato a segno, era un colpo all'autostima del Portiere e della squadra che subiva.*

    TASSOROSSO E' UNA SCHIAPPA
    LORO BATTONO LA FIACCA
    GRIFONDORO VINCERA'
    E JANE IL BOCCINO ACCHIAPPERA'

    *Iniziarono a canticchiare i tifosi più accaniti.
    Fu come un colpo al cuore per la diciassettenne. Detestava tutto quello, ed era colpa sua. Tassorosso, la sua squadra, rischiava di perdere non solo la partita ma probabilmente anche il resto del campionato. I suoi pensieri la distraevano troppo.. Forse non era più degna di quel ruolo, forse doveva lasciare campo libero a qualche nuova e giovane leva, magari proprio al Portiere di riserva che, in quell'occasione, osservava la partita dalle panchine assieme ai suoi compagni Riserve. Era meraviglioso pensare a quante persone poteva piacere il Quidditch, quello sport così noto tra i maghi e con una storia assai lunga, proprio la stessa storia che a Pierre Locomotor piaceva raccontare ogni volta che poteva.
    Aveva riempito la testa di nozioni sul Quidditch ad ogni membro della squadra, novizio o veterano non faceva differenza. Era come un rito di inizio anno per lui e, ogni volta che quel ragazzo raccontava “la sua storia” Dragonis rimaneva ad ascoltarlo rapita.
    I cori da stadio a favore della squadra giallo e rossa continuavano a riempire l'aria circostante, i canti erano talmente rumorosi che era presso che impossibile sentire i fischi dell'arbitro di turno. In tutto quel caso Dragonis tornò al suo compito: rilanciò la Pluffa in campo ed afferrarla fu proprio il suo capitano, Marcus Largh che, dopo una bella ramanzina e lavata di capo alla bionda diciassettenne era tornato al proprio ruolo.*

    @Charlotte_Mills, @Marcus_Largh, @Gianna_Fields, @Mihos_Renny,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1563
       
       

    *Quell’anno la squadra Grifondoro era davvero ben assortita, avevano dimostrato di valere in ogni partita giocata nonostante più volte si fossero trovate con una giocatrice in meno. Serviva ben altro per abbattere le fiere leonesse rosso-oro, disposte a tutto pur di vincere quella che per loro sarebbe stata l’ultima partita della Quidditch Cup. E l’ultima per davvero, per tre giocatrici. Jane temibile cercatrice, dopo quella partita, la sua carriera durata ben 7 anni nella squadra dei Grifondoro, sarebbe terminata. I Grifondoro avrebbero perso anche due abili ed affiatate cacciatrici Marina e Gianna, che con i loro goal avevano fatto sognare numerosi tifosi e vincere i Grifondoro. Era impossibile immaginare la squadra rosso-oro senza le sue tre leonesse, e difficilmente si sarebbero trovati nuovi componenti che sarebbero stati in grado di eguagliarle. Quelle che potevano sembrare solo semplici compagne di squadra erano diventate sue grandi amiche. Aveva condiviso gran parte della sua quotidianità con loro, ridendo e scherzando. La camera dopo la loro partenza sarebbe diventata stranamente silenziosa, niente più offese e frecciatine tra Jane e Marina, niente più battute scherzose di Gianna, niente più pigiama party. Tutto quello sarebbe finito, lasciando Emily da sola. Le sembrava veramente triste immaginare Hogwarts senza loro tre. Sapeva quanto le sue amiche ci tenessero a vincere e a salutare per sempre quel bellissimo gioco con i suoi energici tifosi, che le avevano accompagnate in ogni partita, e avrebbe giocato al massimo delle sue forze per Jane, Marina e Gianna. Voleva dare anche lei il suo addio alle sue compagne o meglio dire amiche. Grandi amiche. Ma non doveva cadere nella disperazione ora, i saluti era meglio rimandarli, anche se non era ancora pronta per salutarle e probabilmente non lo sarebbe stata mai. Lanciò un’occhiata malinconica a Jane, che dall’alto della sua posizione seguiva il gioco e allo stesso tempo si scrutava attorno in cerca del Boccino, prima di seguire le sue fidate compagne Marina e Gianna, in quell’ultima partita che avrebbero giocato insieme. Avevano deciso di mettere in pratica una strategia mai provata prima, e grazie all’affiatamento che c’era tra di loro unita alla loro abilità, riuscirono a segnare in uno degli anelli protetti da Dragonis. Grida di esultanza si levarono dalle tribune dei Grifondoro che con standing-ovation incoraggiavano le sette ragazze che stringendosi in un abbraccio esultarono insieme ai tifosi. Anche quando il gioco riprese i tifosi rosso-oro muniti di cappelli, sciarpe, coccarde e stendarde continuarono a ruggire come leoni, volendo intimidire i tifosi avversari. Così tre quarti della folla si alzarono in piedi cantando con tutta la voce che avevano un inno di incoraggiamento per le sette giocatrici.*

    FORZA GRIFONDORO, FORZA ROSSO ORO
    GRIFONDORO OVUNQUE GIOCHERAI
    NON VI LASCEREMO MAI
    E TUTTI UNITI SEMPRE GRIDEREM,
    FORZA GRIFONDORO SIAMO QUI CON TE.



    *Mentre il coro dei tifosi riempiva l’intero stadio di Quidditch, la partita andava avanti e la Pluffa era di nuovo in possesso dei Grifondoro. Veloci e abili le tre cacciatrici si passavano la palla rossa per distrarre gli avversari che invano tentavano di impossessarsi della Pluffa. Marina e Gianna sfoggiando la divisa rosso-oro, volarono in direzione di Emily che era momentaneamente in possesso della Pluffa, per sostenerla nell’avanzata verso gli anelli dei Tassorosso. La Banks entrò nel mirino dei Cacciatrici giallo-nero, i quali senza perdere tempo prezioso si lanciarono nella sua direzione a gran velocità. Il vento a quell’altezza non sembrava seguire una precisa direzione, ma proveniva da ogni angolatura e rendeva difficoltoso il passaggio della Pluffa. Emily trovandosi ormai un Tassorosso alle calcagna, lanciò la Pluffa verso sinistra che fu captata con sveltezza da Gianna. Anche lei però, era inseguita da un Cacciatore della squadra avversaria, così inclinò il manico di scopa verso il basso e raggiunse Marina, passandole la Pluffa a distanza di un metro. Alcuni tifosi dei Tassorosso notando il pericoloso avanzare della squadra rosso-oro, cercarono gli sguardi allarmati di propri amici, mentre i Grifondoro, con rinnovato vigore, si espressero in urla di incoraggiamento. Marina, ormai ad una dozzina di metri dal portiere avversario, strinse forte la Pluffa, prima di lanciarla di scatto in alto alla compagna Emily che l’afferrò con sicurezza. La partita si colorò di decine di cori e grida per incitare coloro che avrebbero potuto portare onore alla propria casata. Nel frattempo le tre Cacciatrici concentrate sul gioco continuavano a passarsi la Pluffa, evitando che finisse nelle mani sbagliate. Gli scambi avvennero con tale velocità da risultare addirittura difficili da avvistare, ma in realtà racchiudevano il duro e costante allenamento che le tre ragazze avevano svolto prima di quell’importante Campionato. L’avanzata della squadra rosso-oro pareva inarrestabile; il loro incidere era sicuro e i loro passaggi seguivano uno schema che Marcus esperto e temibile Cacciatore, non era ancora riuscito a contrastare. Eppure le tallonava senza mostrare alcun segno di cedimento, però per ora non era stato in grado di raggiungere l’obiettivo. Emily era più determinata che mai a concludere quella partita con una schiacciante vittoria e la presenza temibile e costante dell’avversario la rendevano ancora più agile e scaltra. Accelerò inclinando il busto in avanti, Marina e Gianna, notandolo, fecero altrettanto. Anche loro sapevano della minaccia che giungeva dalle retrovie, ed erano consapevoli che non potevano assolutamente sprecare il prossimo tiro. Dovevano portare la squadra in vantaggio! Ma in quella corsa sfrenata verso gli anelli avversari, le cacciatrici rosso-oro non avevano tenuto conto dei Bolidi che volavano impazziti nel campo. La mazza di Pierre incontrò per prima il Bolide, che fu così costretto a seguire la traiettoria che il giocatore giallo-nero aveva scelto per lui, puntando contro le tre Cacciatrici che ignare proseguivano la loro corsa verso gli anelli protetti da Dragonis. Helen si accorse della strategia del Battitore, e cominciò a volare dietro al Bolide più veloce possibile, ma non aveva alcuna possibilità di raggiungerlo per tempo, frenata com’era dalle raffiche di vento, correnti che invece la pesante palla sembrava quasi non percepire. In breve tempo il distaccò aumentò, diventando sempre più schiacciante, fino a farsi impossibile da annullare. Alla giovane Battitrice non restava che augurarsi che le sue compagne scoprissero in tempo la minaccia; se qualcuno di loro avesse finito per farsi male niente le avrebbe impedito di ritenersi responsabile dell’accaduto. Guardò con timore, insieme al pubblico rosso-oro sugli spalti, il Bolide mentre sfrecciava in direzione di Emily. La giovane Cacciatrice l’aveva già scorto e con uno sguardo complice procedette con un passaggio pulito a Marina, inclinando subito dopo il peso del corpo nella direzione opposta, occupando lo spazio che la compagna le aveva lasciato libero virando a destra. Il Bolide schizzò oltre la sua figura, mangiando l’aria a vuoto accompagnato da un fischio inconfondibile. Con un sorriso soddisfatto sul volto, Emily si preparò a ricevere il passaggio da Marina. La Pluffa era in volo tra di loro, non troppo alta, quel tanto che bastava per raggiungere le braccia sicure di Emily. Subito dopo accadde l’irreparabile. Una figura indistinta volò in mezzo alle due cacciatrici, proprio nel momento in cui la Pluffa volava priva di difesa. Con una maestria degna di un professionista e con il braccio allungato dinanzi a sé trovò la palla, afferrandola prima che potesse raggiungere Emily. Marcus Largh esperto e temibile Cacciatore, era riuscito a penetrare negli schemi ben studiati delle Grifondoro conquistando la Pluffa con un semplice passaggio. Il trio rosso-oro si arrestò all’istante, nonostante la sorpresa, per cercare di operare un recupero; erano così vicini agli anelli avversari, così prossimi a segnare un punto, che gli bruciava troppo lasciarsi sfuggire così la splendida opportunità che con fatica si erano create. Gianna cercò di virare in direzione di Marcus per tentare di impossessarsi della Pluffa, ma il capitano giallo-nero che forse aveva già previsto quella possibile mossa, si liberò in fretta della palla scarlatta passandola al compagno Mihos. Ma se gli avversari pensavano di metterle in difficoltà in questa maniera, avevano sbagliato a fare i conti, avrebbero raggiunto la Pluffa, e come avevano già fatto una volta, sarebbero tornati all’attacco con grinta e determinazione. Emily si scambiò un rapido sguardo con Gianna e Marina, e subito ripartirono a razzo seguendo i cacciatori giallo-nero; il loro obiettivo era soltanto uno, ed in quel momento era stretta tra le braccia forti di Marcus seguito a ruota da Mihos e Opal che seguivano come due cagnolini il loro padrone. *

    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills, @Marina_Lightwood,


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 103
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *Purtroppo Dragonis non era riuscita, quella volta, ad evitare il goal da parte delle Cacciatrici avversarie.
    Così facendo la squadra avversaria aveva azzerato il vantaggio della squadra giallo-nera. Cosa stava capitando a Dragonis? Ad ogni partita era decisa a far vincere la propria squadra ma, ogni volta, finiva con il distrarsi per qualche futile motivo.
    Cosa balenava in testa a quella ragazza? Proprio non ne aveva idea.
    L'aria si riempiva di boati a favore di Grifondoro e di cori in loro favore. Nonostante tutto quello Marcus iniziava ad irritarsi.


    La sua voglia di poter vincere iniziava a vacillare. Detestava giocare una partita in perfetta parità, come detestava non poter riuscire nel suo intento cioè fare goal con la Pluffa.*

    Datti una svegliata Drag.


    *Disse il mago dai capelli color del bronzo con tono della voce serio. Non si sapeva quando sarebbe finita la partita ma, come lei ben sapeva, non voleva perdere.
    Avrebbe messo tutto se stesso in quella partita, anche a costo di regalare punizioni agli avversari, anche a costo di essere ammonito dall'arbitro, anche a costo di essere espulso dal gioco.
    La bionda Tassorosso con fare deciso rilanciò, in campo, la palla scarlatta.
    Il caos regnava intorno a loro.
    Cercatori alla ricerca del Boccino d'Oro.
    Battitori alla ricerca dei Bolidi.
    Portieri all'erta.
    Cacciatori pronti a tenere in mano la Pluffa.
    Fu proprio Marcus ad afferrare la Pluffa lanciata dalla compagna di squadra. Il tempo di gioie per Grifondoro era terminato. Il capitano Largh tenne stretta la palla scarlatta al petto.
    Marcus non sapeva perdere, e non voleva iniziare quel giorno. Era stato competitivo fin da piccolo. Nell'infanzia gli era capitato di giocare al calcio Babbano, o a ping-pong e ogni volta che aveva perso non gli era affatto piaciuto, tanto da arrovellarsi sul perchè gli avversari erano riusciti a batterlo.
    Quella sua caratteristica si riversava anche nel Quidditch.
    Proprio qualche minuto prima infatti, durante l'esultazione delle tribune di Grifondoro, il Tassorosso aveva raggiunto i Battitori della propria squadra. Aveva una nuova strategia in mente: avrebbero abbandonato l'offensiva per dedicarsi dalla difensiva. Marcus chiese infatti a Pierre Locomotor si affiancare qualsiasi sia stato il Cacciatore giallo-nero che avrebbe detenuto la Pluffa in proprio possesso.
    Il giovane compagno ovviamente non poteva non accettare.
    Pensare che i due Battitori della propria squadra erano li, che lo affiancavano e lo proteggevano dai Bolidi lanciati dagli avversari, gli alleggeriva il pensiero.
    Marc, così lo chiamava la donna della quale si era follemente innamorato, iniziò a volare verso gli anelli avversari. Mentre era in sella alla propria scopa volante Pierre Locomotor riuscì a parare due Bolidi per il proprio capitano:
    Ogni volta che la mazza del compagno Battitore si scontrava contro un Bolide, il Cacciatore sussultava per il forte ed inaspettato rumore.
    Fu proprio in quel momento che la Pluffa passò di mano. Da Marcus passò nella presa ferrea di Mihos, vice capitano della squadra, oltre ad essere Prefetto della propria casata e studente dell'ultimo anno.
    Marcus si fidava ciecamente di quel ragazzo, era un bravissimo giocatore e un amico assai importante. Insieme i due maghi avevano creato strategie innovative per la propria squadra, avevano cercato di rivoluzionare la squadra della quale facevano parte e tutto quanto che ne riguardava. Il risultato era magnifico e si vedeva.
    Quella non era la stessa squadra di qualche mese prima, era cambiata anche nelle intenzioni.

    Citazione:
    HUFFLEPUFF
    most tenacious house of them all


    C'era scritto su un grande striscione, che riempiva metà delle tribune popolate dagli studenti di Tassorosso, che aveva attirato la sua attenzione.
    Quello era il motto della casata nella quale anni prima Marcus era stato smistato. Non poteva però distrarsi, aveva rimproverato il Portiere della sua squadra di averlo fatto, non doveva permettersi tutto ciò.
    Il caos regnava intorno a loro.
    Cercatori alla ricerca del Boccino d'Oro.
    Battitori alla ricerca dei Bolidi.
    Portieri all'erta.
    Cacciatori pronti a tenere in mano la Pluffa.
    Quello era il Quidditch, ed era proprio per tutta quella confusione calcolata per la quale si era innamorato di quel gioco in sella a scope volanti.*


    @Mihos_Renny, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Charlotte_Mills,


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 36
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Mihos cacciatore giallo-nero si avvicinava pericolosamente agli anelli avversari con la pluffa stretta al petto, né l’azione delle Cacciattrici e tantomeno i Bolidi lanciati dai Battitori, servirono a far cadere quella palla scarlatta dalla mani del vice- capitano. Il cacciatore mantenne il possesso della pluffa fino a quando, in prossimità degli anelli protetti da Kristal, venne raggiunto prontamente da Emily che cominciò a spintonarlo leggermente, sperando così che in qualche modo mollasse la presa ferrea sulla pluffa. Con un occhio guardò la posizione dell’arbitro, non voleva che le fischiasse un fallo. Si accostò di nuovo al ragazzo urtandolo con più forza, se non voleva lasciare la pluffa sperava almeno di impedirgli di lanciare la palla ai compagni. Ma il cacciatore si rivelò più furbo di quello che la bionda si aspettava, e giocando d’astuzia, piuttosto di cedere il possesso della pluffa alle avversarie, la lasciò cadere verso il basso. Come se fosse sbucata dal nulla una scia azzurra di nome Opal volò in picchiata, afferrando la palla prima che potesse cadere a terra. *

    Dannazione!

    *Urlò a denti stretti mentre vedeva la Pluffa essere portata via da Opal seguita a ruota dai suoi compagni. Frustrata. Ecco come si sentiva. Tutta quella fatica per recuperare quella palla scarlatta, per vedersela rubare da sotto il naso. I cacciatori giallo-nero erano ormai in zona di tiro, non poteva più fare niente per fermarli, tutta la sua speranza era posta nelle abilità di Kristal, doveva assolutamente parare il prossimo tiro degli avversari per impedire una loro rimonta. In quella situazione si sentiva particolarmente inutile, ferma a mezz’aria mentre gli avversari erano in possesso della Pluffa, stringendo le dita sul manico della scopa che una volta apparteneva a sua madre Jane. Con quella scopa Jane Smith, aveva giocato tante partite e altrettante ne aveva vinte, acciuffando quella piccola pallina dorata: il Boccino d’Oro. Era stata una delle più famose cercatrici inglesi, e aveva trasmesso questa sua grande passione alla sua unica figlia, che a differenza della madre ricopriva il ruolo di cacciatrice. *

    [INIZIO FLASHBACK]


    *30 Aprile. Una Londra soleggiata in una fresca giornata di primavera. Una bambina che compie 8 anni.*

    Tanti Auguri a te, tanti auguri a Emily!

    *Quella canzoncina babbana tanto odiata da Emily, riecheggiava dentro le mura della villa di famiglia, ai confini di Londra. Amava festeggiare il compleanno ma quando le cantavano quella fastidiosa canzoncina di auguri, desiderava improvvisamente di essere sorda. Non ne capiva nemmeno l’utilità, bastava dire un semplice “Auguri” o “Buon Compleanno”… ma no! I babbani dovevano pure inventarsi una canzoncina odiosa per festeggiare i compleanni delle persone. Terminata quella “tortura” per le orecchie di Emily, suo padre si avvicina stringendo tra le mani una piccola scatolina avvolta da una piccola carta regalo azzurra, il colore preferito della figlia, porgendola alla piccola bionda trepidante di sapere cosa fosse il loro regalo. In meno di un secondo strappò la carta che avvolgeva una piccola scatolina bianca, e quando l’aprì un’espressione si dipinse sul suo viso. Dentro quel pacchettino non c’era nessun bracciale, orecchino o collana come aveva ipotizzato Emily, ma un semplice bigliettino con su scritto “Girati”. Guardò gli occhi azzurri come i suoi del padre, che la incoraggiavano a voltarsi e così fece. Dietro di lei c’era sua madre con in una mano una scopa, non una scopa giocattolo, ma una vera e propria Nimbus 2000! *

    Ho smesso di cavalcare questa scopa ormai 8 anni fa quando sei nata tu. 8 anni fa è stata la fine di un lungo capitolo della mia vita, ma l’inizio di un altro ancora più bello. Oggi voglio regalarti questa scopa, ma non è una scopa qualunque. Questa è stata la prima che ho cavalcato quando ho fatto della mia più grande passione il mio lavoro, e voglio che ce l’abbia tu Emily. E stata una delle cose più preziose che io abbia avuto, fino a che sei nata tu. Quel giorno ho capito che sei tu il dono più prezioso della mia vita. Quando cavalcherai questa scopa voglio che tu capisca la fatica, il lavoro che ho ho impiegato per realizzare questo sogno, e voglio che tu faccia lo stesso con i tuoi. Non porti nessun limite, superali. Tanti auguri piccola mia.

    [FINE FLASHBACK]

    *Ancora oggi sedeva sulla scopa che la madre le aveva regalato 7 anni prima. Sfregò il pollice sul legno ormai consumato, passando il dito sul nome che vi era inciso sopra: Jane Smith. I suoi pensieri andarono alla madre, a colei che aveva rinunciato al suo più grande sogno per crescere sua figlia. *

    Grazie mamma.

    *Un semplice grazie non sarebbe stato sufficiente per ringraziarla di tutto quello che aveva fatto per lei, quello che voleva Emily era renderla fiera di lei.Ed era convinta che se sua madre fosse stata seduta sugli spalti ad assistere a quella partita, non sarebbe stata affatto soddisfatta dalla prestazione della figlia. Lasciarsi rubare la pluffa in quel modo permettendo ai tassi una possibile rimonta. Se c’era una cosa di cui Emily poteva vantarsi, era il suo sesto senso; nonostante fosse immersa in quel turbine di emozioni e pensieri, era attenta e concentrata sul gioco e con la coda dell’occhio riuscì a riconoscere il fischio inconfondibile del Bolide scagliato contro di lei dal battitore avversario. Con una semplice manovra riuscì a schivare la pesante palla che schizzò oltre la sua figura mangiando l’aria a vuoto. Ma non solo lei era entrata nel mirino dell’abile Battitore, a sua volta fu il turno di Gianna che venne prontamente salvata da Helen, indirizzando il Bolide lontano dalle sue compagne; anche se non aveva mirato a nessun giocatore avversario in particolare era riuscita nel suo intento evitando che una delle cacciatrici venisse disarcionata. Qualche metro più in alto, Jane, ferma ad osservare il campo in cerca della pallina dorata, sentiva l’importanza della partita tutta sulle sue spalle. Era determinata, sicura e pronta ad agire, ma non era ancora riuscita ad afferrare il Boccino d’Oro, e questo la metteva una certa ansia. Sapeva quanto fosse importante acciuffarlo prima di Kevin, se voleva portare alla vittoria la propria squadra, se ancora la pallina dorata non si era voluta mostrare, l’avrebbe trovata lei! Stare ferma e osservarsi intorno poteva non essere la soluzione vincente, ma sapeva anche che muovendosi poteva risultare controproducente, qualora si volasse troppo distanti rispetto al diretto avversario. Doveva avere la possibilità di intervenire qualora Kevin avesse scorto qualche baluginio dorato prima di lei. Decisa, cercò con lo sguardo la figura del Tassorosso tra i vari giocatori, individuandolo qualche metro più sotto, intento a scivolare senza una meta… e se avesse avvistato il Boccino? Il panico si impossessò della Grifondoro, che non appena saettò nella direzione del rivale, combattendo il vento contrario con tutta la forza di cui era capace, si accorse del Bolide spedito proprio nella direzione del giovane cercatore, che all’ultimo secondo riuscì a schivarlo. Quella partita inizialmente monotona e noiosa, aveva tenuto per tutto il i tifosi con lo sguardo fisso sulla partita, che adesso aveva assunto un’aria caotica. Nel campo ovale riecheggiava il tintinnio delle mazze dei Battitori che si scagliavano sui Bolidi, pronti a disarcionare qualche avversario, difendendo allo stesso i propri compagni di squadra per evitare loro un giro in infermeria. Unito al cozzare delle spalle dei Cacciatori, il loro passaggi fulminei tenevano tutti i tifosi con il fiato sospeso, finchè la Pluffa non fosse arrivata a uno dei portieri delle due squadre. Mentre i Cercatori che portavano sulle spalle l’esito di gran parte della partita volavano nel campo cercando il Boccino d’Oro, scattando veloci per il campo spingendosi fino al limite per schivare buona parte dei Bolidi che venivano scagliati improvvisamente verso di loro. Dal canto suo, era disposta a tutto pur di vincere, e stringere insieme alle sue compagne la tanto agognata Coppa. Avrebbero giocato fino all’ultimo e non avrebbero certamente permesso che i Tassi le battessero, quella era l’ultima partita di Jane, Marina e Gianna e avrebbero vinto, tutte insieme. *

    @Mihos_Renny, @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Charlotte_Mills,


  • Kevin_Mitchell

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 412
       
       

    *Kevin, in tutto quello era rimasto in sella alla sua scopa alla ricerca del famoso Boccino d'Oro. Un paio di volte gli era capitato di avvistare un brilluccichio dorato ma, a parte una sola volta, non si era messo alla rincorsa della pallina.
    Kevin Mitchell era un giovane Tassorosso del primo anno e faceva parte della squadra non da molto tempo. Aveva fatto le selezioni come tutti gli altri compagni di squadra e si era aggiudicato il ruolo di Cercatore di riserva, dato che il ruolo da titolare era ovviamente occupato dal solito giocatore che faceva parte di quella squadra da anni. Quando però, poco prima di quella partita il suo capitano gli aveva dato la notizia che, proprio quel giorno, avrebbe preso parte alla partita l'emozione del ragazzino era davvero tanta.
    Sarebbe stata la sua primissima partita di Quidditch e non sapeva se poteva essere davvero all'altezza del ruolo.
    Fino a quel momento aveva impiegato tutto se stesso, ma nonostante tutto l'impegno che ci aveva messo il Boccino d'Oro era ancora lontano dall'essere preso. Kevin aveva sempre assistito alle partite di Quidditch dagli spalti o, da quando faceva parte della squadra ma come riserva, dalle panchine a poca distanza dagli spogliatoi. Non si sarebbe mai immaginato una tale confusione.
    Ogni giocatore rischiava di essere colpito dai Bolidi vaganti in ogni singolo momento, ogni Cacciatore era intento a proteggere o afferrare la Pluffa, mentre i Cercatori volavano sconsolati senza una vera e propria metà ma con un solo desiderio in mente.
    Chissà come sarebbe finita quella partita, continuava a chiedersi il ragazzino dai grandi occhi azzurri e dai capelli scuri che indossava, con onore, la divisa giallo e nera di Tassorosso.*

    Dov'è questo dannato Boccino!


    *Sussurrò Kevin con lo sguardo che si muoveva qua e la per il campo.
    Proprio come l'undicenne che era in defibrillazione per la vana ricerca del Boccino, anche i Cacciatori della sua squadra sembravano pieni di adrenalina, in particolare Mihos, Marcus e Opal che teneva stretta la Pluffa. Veloci si passavano la palla scarlatta avvicinandosi sempre più vero i pali protetti dal Portiere avversario. Quella non era la prima volta che la squadra di Kevin si avvicinava agli anelli avversari, erano infatti riusciti a segnare dei punti, evento che aveva reso davvero fiero e felice il piccolo e giovane Tassorosso. Forse avevano davvero la possibilità di vincere, ma comunque l'ultimo punto lo metteva lui, afferrando il boccino dorato.
    Quella volta però la Grifondoro avversaria riuscì a parare il tentativo di goal da parte dei giocatori giallo-nero.
    Vide un leggero sconforto sui volti dei suoi compagni Cacciatori. Il loro era un ruolo assai difficile: permettevano alla squadra di essere in vantaggio con i punti ancora prima che qualcuno catturasse il Boccino d'Oro.
    I tifosi di Tassorosso, in quel momento sembravano sconfortati dalla parata di Kristal, portiere di Grifondoro.*

    FORZA MARCUS!

    *Urlò il ragazzino distraendosi un attimo dal suo principale obbiettivo.
    Fare parte di quella squadra lo faceva sentire bene, gli aveva fatto capire che non era solo in quel grande castello e che poteva contare su quelle persone come “amici”. Come studente del primo anno era difficile farsi amicizie, in particolare se proveniva dalla contea del West Yorkshire, luogo dove i maghi di solito non si rifugiavano.
    Kevin Michtell era un piccolo ragazzino mezzosangue, e ciò non era visto di buon occhio da alcuni suoi compagni, in particolare da quelli con idee più radicali, con i suoi compagni di squadra Tassorosso però quella sua caratteristica non era importante, per loro era fondamentale la sua abilità in sella alla scopa, caratteristica per la quale lo avevano scelto come cercatore titolare per la partita contro Grifondoro.
    Il suo sguardo tornò a vagare qua e la per il campo dalla forma ovale. Giocatori volavano qua e la, i Bolidi vagavano senza una vera e propria meta.. E il Boccino d'Oro?
    L'attenzione di Kevin però non fu molto localizzata verso, in particolare, il giocatore e Cercatore avversario o sui cori dei vari tifosi, la sua attenzione infatti si posò su quella che sembrava una minuscola pallina dorata, grande quasi come una noce.
    Aggrottò la fronte per osservare meglio ciò, che forse, avrebbe portato la vittoria alla sua amata squadra.


    Non c'erano dubbi, quello era il Boccino d'Oro!
    Anche la sua avversaria, Jane Casterwill, Cercatore di Grifondoro con una certa esperienza, sembrava essersi accorta della pallina dorata. Chi dei due sarebbe riuscito nel proprio intento?
    Kevin accelerò il proprio volo in sella alla sua fidata Nimbus duemila verso una destinazione specifica: il Boccino.
    Avrebbe conquistato quella palla dorata a tutti i costi.. O quasi. Voleva rendere fiero di lui il suo capitano e anche il vice capitano che, assieme, avevano riposto grandi aspettative sulla sua presenza in quella partita.
    Il Ronzio della scopa era l'unica cosa che in quel momento riusciva a sentire. Niente applausi, niente grida di incitamento, solo il ronzio della sua scopa sotto di lui, pronta ad essere spinta al massimo per guadagnare la fama e la vittoria che il Quidditch portava.*

    Sarà mio.

    *Pensò il cercatore di Tassorosso aggrottando la fronte per osservare al meglio il Boccino d'Oro, che si trovava a metri da lui e dalla sua avversaria.
    Chi dei due sarebbe riuscito nel proprio intento era ancora un mistero dato che era presto da dirsi, ma molti avevano fatto delle ipotesi. Da quelle ipotesi erano nate delle scommesse che, sotto banco, stavano prendendo sempre di più piede. Tassorosso non era considerata la favorita per la vittoria.. beh Kevin li avrebbe fatti ricredere, quello era un altro dei suoi intenti per quel giorno.*


    @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Marcus_Largh, @Mihos_Renny,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1563
       
       

    *Il Quidditch era, a dirla tutta, un gioco complesso.
    Dalla sua postazione difronte ai tre anelli dorati Kristal aveva osservato le azioni inconcludenti delle sue compagne di squadra, mentre i Cercatori erano ancora alla ricerca del Boccino d'Oro, proprio come i Battitori per i vari Bolidi in metallo pesante. L'esito definitivo della sesta partita di quel campionato era ancora lontano.
    La Pluffa era tornata in possesso dei giocatori di Tassorosso che, imperterriti, si avvicinavano sempre di più a lei. Le Cacciatrici di Grifondoro cercavano di mettersi in mezzo, acciuffare la Pluffa ad ogni passaggio degli avversari, ma invano. La palla continuava ad essere custodita gelosamente fra le braccia dei Tassorosso, i quali volavano rapidamente verso la ragazza dalla chioma bionda. I Cacciatori avversari volevano fare centro negli anelli che Kristal difendeva, ma lei non si sarebbe fatta distrarre ancora una volta. Doveva fare attenzione a tutto quanto se voleva portare la sua squadra alla vittoria e quello era il suo primo obiettivo, proprio come per ogni studente in sella ad una scopa in quella partita. Non poteva farsi distrarre da niente, neanche da quel paio di occhi scuri che le avevano rubato il cuore.*

    ”Devo fare attenzione.. Di sicuro a breve tenteranno di reagire.”

    *Pensò la ragazza cercando di carpire ogni singolo movimento degli avversari.
    Non giocava da molto a Quidditch e, di conseguenza, doveva abituarsi ancora ad avere il vento che le scompigliava i capelli o il sole ad accecarla. Ma il nemico più grande era quella sensazione che le opprimeva lo stomaco incessantemente, ormai da parecchi minuti.
    La ragazza si rimproverò mentalmente, mentre si stringeva nella propria divisa per via di un leggero venticello, gli ultimi rimasugli di un inverno ormai giunto al termine. Che le prendeva? L'ansia? L'agitazione? La paura di sbagliare un match tanto importante? Temeva davvero il peggio e forse iniziava anche a capire il motivo della preoccupazione che aveva letto sul volto delle sue compagne poco prima della partita. Quella, per Grifondoro, era una partita assai importante, se vincevano infatti quello scontro erano sempre più vicini a vincere il campionato e alzare la bellissima coppa dorata.
    Kristal sembrò tornare in sé nel momento più opportuno, proprio quando ormai il capitano di Tassorosso si trovava davanti a lei. Dopo aver sbattuto le palpebre un paio di volte i suoi muscoli tornarono in funzione, così come la sua testa. Riuscì così a parare la Pluffa, stringendola fortemente fra le sue mani appena questa lasciò le mani del Cacciatore dell'altra squadra. Marcus era un giocatore assai esperto e parare una sua Pluffa ad effetto era come, per la Grifondoro, guadagna un Eccezionale in Antiche Rune, materia nella quale Kristal falliva miseramente.*



    NULLA DI FATTO PER TASSOROSSO.

    ”Ho avuto solo fortuna perchè, come si dice, essa aiuta gli audaci.. Per non dire stupida!”

    *Il pubblico rosso-oro esplose in grida festose, felice che il fato, per quella volta, aveva deciso di essere dalla loro parte.
    Kristal non era mai stata una ragazza molto fortunata, era sempre rimasta chiusa nella sua piccola e amata Islanda fino all'età di undici anni, cioè fino a quando non iniziò a frequentare Hogwarts. Non aveva mai avuto dalla sua parte la buona sorte, quindi aveva deciso di crearla con le proprie forze, ma mai si sarebbe aspettata da se stessa un successo tale, anche in una situazione che iniziava a dipingersi come senza una via d'uscita, dati gli innumerevoli imprevisti.
    Sapeva però che non si sarebbe ripetuta per una seconda o terza volta in quella partita. Kristal era brava nel suo compito, ma quella era anche la sua prima partita come giocatrice titolare. Era stata scelta e se Jane e Marina avevano creduto in lei, avrebbe dato tutta se stessa per far vincere la propria squadra.

    Brava Kristal!
    Continua così, Possiamo farcela! Siamo tutti nella stessa barca e, quindi, cerchiamo di usare il tempo a nostro vantaggio e...


    *Disse il capitano Jane avvicinandosi agli anelli protetti da Kristal.
    La diciassettenne non terminò la frase, mentre il suo sguardo era fisso verso una porzione di cielo alle spalle del Portiere di Grifondoro. Quello sguardo significava solo una cosa, Jane aveva avvistato il Boccino d'Oro.
    Un sorriso a trentadue denti comparve sul volto diafano, ma un po' arrossato per la situazione, di Kristal. Sapeva che nulla avrebbe separato il capitano della sua squadra dal proprio obiettivo: i centocinquanta punti che il Boccino dorato faceva guadagnare a chi riuscita ad acchiapparlo. Era proprio quello l'unico ruolo del cercatore: portare la propria squadra alla vittoria e mettere fine alla estenuante partita di Quidditch.
    Mentre la sua compagna di squadra si lanciò all'inseguimento della pallina alata, Kristal rilanciò in campo la Pluffa. Solo perchè Jane aveva avvistato il Boccino d'oro non significava che tutti i giocatori dovevano rimanere con lo sguardo all'insù!
    La bionda sedicenne sembrava impassibile, ma dentro di sé esultava per l'amica in sella alla sua scopa. Sapeva e conosceva l'esperienza che caratterizzava Jane, a differenza del suo avversario, un piccolo studente undicenne.
    Tornando con lo sguardo fisso verso i Cacciatori Kristal rilanciò la Pluffa in campo, passandola direttamente alla compagna di squadra Gianna, già pronta a ricevere la palla senza esitazione.
    Il loro unico intento, per quello scontro, era vincere la partita. Non importava se quello significava acchiappare il Boccino d'Oro o continuare a fare goal nei tre anello avversari. Quella vittoria sarebbe stata loro, a qualsiasi costo.*

    @Marcus_Largh, @Mihos_Renny, @Charlotte_Mills, @Marina_Lightwood,


  • Kevin_Mitchell

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 412
       
       


    Non lo sto immaginando, quello è proprio il Boccino!
    Non ti lascerò vincere, non così facilmente, non senza combattere!


    *Pensò Kevin mettendosi alla rincorsa del Boccino d'Oro. Proprio come lui anche Jane aveva avvistato la pallina dorata e si era messa subito alla ricorsa.
    Jane Casterwill era un'avversaria assai temibile, si trattava di una studentessa del settimo anno e probabilmente da altrettanti anni faceva parte della squadra della sua casata... Come poteva Kevin competere con lei? Era come mettere a paragone un giovane e sconosciuto Harry Potter con un già famoso Vicktor Krum.
    L'attenzione degli spettatori e dei loro compagni si posò su di loro, in particolare dopo le parole del cronista che rimbombarono per lo stadio ovale.*

    MICHTELL E CASTERWILL HANNO AVVISTATO IL BOCCINO!

    *Il giovane Tassorosso e il suo avversario, in sella alle proprie scope, cercavano di avvicinarsi sempre di più alla pallina che voleva dalla parte opposta del campo. Per Kevin quella era la prima partita come titolare e voleva dimostrare, a chi lo aveva scelto, che era a livello degli altri giocatori con più esperienza. Con decisione accelerò avvicinandosi sempre più al Boccino, alcune volte anche superando la Grifondoro che lo tallonava. L'adrenalina in corpo era tanta, iniziava a capire le sensazioni che Hattori gli raccontava spesso. Essere alla rincorsa del Boccino d'Oro, mentre tutti lo osservavano e facevano il tifo per lui, generava talmente tanta adrenalina in corpo che era assai difficile non accorgersi dei battiti accelerati del cuore.
    “Tu-Tum.
    Tu-Tum”
    I battiti accellarasvano mentre l'aria scompigliava i capelli scuri di Kevin e quelli castani di Jane.
    Intorno a loro gli spalti scoppiarono in un boato assordante.*

    Devo resistere per i mie compagni… Marcus, Mihos, Dragonis, Pierre e Opal contano su di me!

    *Essere così vicino a Jane e al Boccino d'Oro lo mandava fuori di testa, era come avere un cane alle calcagna. Era assai stressante.
    Kevin era talmente assorto dal suo compito che non faceva caso ai cori di Tassorosso in suo favore, riusciva solo a sentire il sibillio della sua scopa e i battiti del suo cuore.
    Era la prima volta che qualcuno urlava il suo cognome con così tanta foga, era davvero strano ma il giovane studente non sembrava badarci, anche a costo di sembrare arrogante, ma in quel momento doveva catturare il Boccino d'Oro e i vari tifosi lo avrebbero capito.
    “ Il Boccino.. il Boccino”, si ripeteva Kevin in preda al delirio per restare concentrato sulla propria meta. Neanche per un istante si chiese che stesse facendo la Cercatrice di Grifondoro, perché, il quel momento, aveva un avversario molto più spietato e potente di lei con cui battersi, un antagonista che, se lo avesse sconfitto, avrebbe potuto sottrargli molto più della pallina dorata e della vittoria.
    Come c'era da immaginarsi Kevin non rimase in vantaggio per molto, la sua avversaria stava provando di tutto per guadagnare per la sua squadra ben centocinquanta punti. Il giovane undicenne Tassorosso stava volando talmente veloce che sentiva i propri capelli scuri, e un po' troppo lunghi per appartenere ad un ragazzo, infastiditi dal venticello ancora leggermente invernale. Mentre volava alla rincorsa del Boccino non poteva far altro che pensare a quando il suo capitano, Marcus Largh, gli aveva dato la notizia del suo ruolo in quella partita.*

    [INIZIO RICORDO]

    *L'intera squadra di Quidditch di Tassorosso era stata convocata dal Capitano Marcus Largh e dal ViceCapitano Mihos Renny per la formazione ufficiale della partita che si sarebbe tenuta da li a qualche giorno.*

    Andremo a scontrarci contro Grifondoro, una squadra formata da giocatori esperti.
    La nostra formazione sarà la seguente: Dragonis ai pali, Pierre Locomotor sarà uno dei Battitori titolari, io assieme a Mihos ed Opal mi occuperò della Pluffa in qualità di Cacciatore, il nostro cercatore invece sarà Kevin.


    Wow, grazie! Non vi deluderò!

    *Il giovane studente undicenne ne rimase sorpreso, chissà cosa aveva portato il capitano e il suo vice a quella scelta. Forse non tutti gli spettatori sarebbero stati d'accordo nel vedere un giocatore inesperto in una partita così importante, ma il giovane Kevin avrebbe dato tutto se stesso. Aveva tante domande in testa da porre a Marcus o Mihos, ma l'adrenalina era talmente tanta che se ne scordò quasi subito.*

    [FINE RICORDO]

    Scordatelo!


    *Disse Kevin tallonando, a sua volta, il Cercatore avversario, mentre le loro scope spinte al limite si avvicinavano sempre di più alla pallina dorata così importante.*

    IL BOCCINO D'ORO STA PER ESSERE PRESO!

    *Affermò entusiasta la voce del cronista, lasciando con il fiato sospeso l'intero stadio e tutti gli spettatori che, per quella mattina, popolavano i suoi spalti.
    Kevin e Jane continuavano a darsi battaglia per la conquista della pallina dorata e assai importante. Chi avrebbe portato alla vittoria la propria squadra? Jane Casterwill sperava se stessa, così come sperava Kevin Mitchell per la sua squadra.*

    VAI KEVIN!

    *Urlò la sua compagna di squadra Opal, anche lei era una studentessa del primo anno e, anche per lei quella era la sua prima partita come giocatore titolare. Avevano molte cose in comune.
    Un leggero sorriso comparve sul volto del ragazzino. Quelle poche parole furono un grande sprono per lui che, ancora più deciso, si avvicinò al suo obiettivo.*

    @Jane_casterwill, @Marina_Lightwood, @Marcus_Largh, @Mihos_Renny,



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