Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Achilles_Davids


  • Achilles_Davids

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
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    [GUFERIA]


    * Martedì grasso, giorno di festa e di sana follia. Achilles non aveva mai sentito forte il fascino del Carnevale, lo reputava un giorno come un altro. Ma quell'anno avrebbe potuto significare qualcosa di più, acquistare importanza. Le lezioni erano state sospese ed era stata concessa loro una giornata libera, che il ragazzo sapeva bene come sfruttare. *

    Devo avere l'occasione di parlarle. Forse mi aiuterà a schiarirmi le idee.

    * Scrisse un bigliettino, muovendo la penna rapidamente, mentre sul suo volto non traspariva alcuna emozione, i suoi occhi erano freddi come il ghiaccio. Appena l'ebbe conclusa soffiò sull'inchiostro, per farlo asciugare prima. *

    Citazione:
    Yasmine, spero di non disturbarti. Scusa se ti scrivo così all'improvviso, ma avrei bisogno di vederti e di parlarti. In privato. Se ti va mi troverai ai Tre Manici di Scopa.

    Un abbraccio,
    Achi


    * Sebbene non fosse convinto da cosa aveva scritto, decise di non modificarlo. Sapeva di essere stato molto vago, quasi misterioso ma non volle aggiungere informazioni. Preferiva parlare in privato. Chiuse il bigliettino e chiamò con un fischio un grosso gufo bruno. *

    Devi portare questa lettera a Yasmine. Mi raccomando però, non essere troppo rapido, è cruciale che arrivi prima io a Hogsmeade di lei. Intesi?

    * Il gufo parve aver capito. Il ragazzo non si capacitava di come facessero quegli animali a capire sempre a chi portare le missive, dove e perfino quando. Perso nei propri pensieri lasciò la guferia e il castello. *

    [TRE MANICI DI SCOPA]


    * Dopo una passeggiata rapida, in cui incontrò diversi volti conosciuti che salutò, senza però fermarsi a parlare, raggiunse il villaggio di Hogsmeade e la sua destinazione, il celebre pub. Entrò, facendo tintinnare la campanella e vide che era pieno, come sempre. Notò con soddisfazione che vi era ancora un tavolo libero e lo occupò. Guardò l'orologio e si mise comodo, preparandosi all'attesa. *

    Chissà se Yaz sceglierà di venire...

    @Yasmine_Holmes,


  • Eurus_Holmes

    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade

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        Eurus_Holmes
    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [RIVA AL LAGO]


    *Erano diverse settimane che Yasmine si sentiva agitata e preoccupata. Nonostante i suoi impegni scolastici e lavorativi, spesso non bastavano due libri o una partita di quidditch a distrarla. Era ansiosa, il perchè lo sapeva solo lei, tutti i suoi pensieri la assillavano, la sua vita iniziava a crearsi al di fuori di quelle quattro mura che da tempo l'avevano accolta. Forti impegni la tenevano occupata, la libreria faceva molto successo, il negozio di scope invece aveva ancora pochi clienti: a nessuno piaceva più volare di quei tempi.
    Passeggiava in riva al lago fissando all'orizzonte il sole che scendeva sempre più velocemente lasciando trasparire qua e là qualche piccola stella. Pensava e ripensava alla sua vita e alla sua carriera scolastica che andava svanendo alle sue spalle. Pensò a Kolah: Yasmine adorava portarlo con sé al tramonto, lo guardava volare nel cielo e poi tornare sulla sua spalla prima di rientrare al castello.
    Si sedette su una panchina assorta dai pensieri.*

    "E... chissà se qualcuno ha mai notato questo particolare."

    *Ripose la sua bacchetta di Betulla di un nero lucido su cui era incisa in corsivo la lettera E. Quella lettera aveva un significato importantissimo per lei. Mentre si stava per rialzare un gufo scuro planò verso di lei atterrando sulla panchina. Portava una lettera. Non conosceva quel gufo, doveva essere uno della scuola, si faceva accarezzare proprio come fosse sempre stato abituato al contatto umano: era di certo della scuola.*

    Citazione:

    Yasmine, spero di non disturbarti. Scusa se ti scrivo così all'improvviso, ma avrei bisogno di vederti e di parlarti. In privato. Se ti va mi troverai ai Tre Manici di Scopa.

    Un abbraccio,
    Achi


    *Lesse la lettera mentre il cuore le batteva all'impazzata. Fortuna volle che l'incontro serale con le due sue compagne di corso venne annullato all'ultimo secondo facendo si che la giovane, già vestita elegante, si trovasse a passeggiare da sola per le vie erbose del castello in attesa di tornar nel dormitorio.*



    *I suoi occhi pieni di gioia si illuminarono e con gran foga si diresse prontamente fuori dal giardino, verso Hogsmeade.*

    [TRE MANICI DI SCOPA]


    *Passarono diversi minuti prima che Yasmine riuscì ad arrivre finalmente ai 3MSD. quella sera le strade del villaggio erano molto trafficate e parecchi visitatori erano venuti a passare i loro giorni di vacanza in uno dei villaggi più magici dell'Inghilterra. La giovane Serpeverde fece molta fatica a farsi largo tra le onde di ragazzini saltellanti e quando finalmente riuscì ad arrivare si chiese se Achilles dopo diversi minuti fosse ancora lì ad attenderla.
    Entrò ansiosa nel pub, chiedendosi cosa lo avesse spinto a chiederle un incontro immediato scritto di fretta su un pezzo di foglio.*

    Ciao Achilles, sono felice di vederti!

    *Erano ben poche le volte che la giovane si era lasciata andare a sentimenti contrastanti, positivi e negativi, e quella era una di quelle volte. Fissava gli occhi del giovane amico che sin dal primo momento l'avevano affascinata, chiedendosi se avesse fatto qualcosa di male o qualcosa che lo avesse disturbato a tal punto da portarlo li quella sera. Si tolse il cappotto con finta non-chalance e si sedette accanto al ragazzo.*

    Mi stupisce un tuo messaggio così all'ultimo secondo, ma sono felice di essere qui ora.

    *Yasmine lo fissò intensamente negli occhi: avrebbe tanto voluto comunicargli di più.*

    @Achilles_Davids


  • Achilles_Davids

    Serpeverde

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    * I minuti passarono lenti e nervosi. Achilles restò nel suo angolino perfettamente immobile, solo occasionalemente si muoveva per controllare il proprio orologio o accarezzarsi la barba, che teneva incolta. Dopo parecchio tempo iniziò ad avere il sospetto che lei non sarebbe venuta e si chiese se valesse ancora la pena di aspettare.*

    Ancora cinque minuti e me ne vado. Ormai è difficile che venga. Avrà avuto da fare o forse aveva altri programmi, chi lo sa.



    * Incupito com'era inizialmente non sentì neppure la campanella della porta suonare, solo all'ultimo alzò lo sguardo e vide che la ragazza era arrivata. Si alzò per accoglierla e la guardò con un sorriso. *

    Ciao Achilles, sono felice di vederti!

    * Il ragazzo mimò un inchino e la salutò con finta sicurezza. *

    Buonasera, Yaz. Come stai?

    * La sicurezza che ostentatava era in realtà di facciata, stava provando un turbine di emozioni, diverse delle quali non aveva ancora nemmeno compreso bene. Come sempre però riusciva a mantenere le emozioni frenetiche dentro di sè, restando apparentemente freddo. Non reprimeva alcuna emozione, ma non permetteva loro di prendere il controllo. Solo mantenendosi calmo avrebbe potuto giocare al meglio le sue carte.

    Yasmine si sfilò il cappotto e prese posto accanto a lui. Il ragazzo ebbe modo di accorgersi di quanto fascino possedesse la giovane. *

    Mi stupisce un tuo messaggio così all'ultimo secondo, ma sono felice di essere qui ora.

    * Il Serpino si morse il labbro,era perfettamente consapevole che il modo in cui l'aveva contattata era parecchio inconsueta. Avrebbe fatto probabilmente meglio a fissare un appuntamento per alcuni giorni dopo. Ma aveva fretta. *

    Scusami, avrei dovuto chiederti con un po' di anticipo di vederci. Ma volevo sfruttare questo giorno tranquillo.

    * Osservò la ragazza con sguardo attento e notò come fosse tutta in tiro, vestita di nero, con eleganza. Quel look riusciva ad esaltare bene la bellezza della donna. *

    Ha buon gusto, questo è indubbio.

    Vedo che sei tutta elegante. Avevi altri programmi?


    * Per la prima volta pensò che forse era stato troppo lapidario nel bigliettino e che lei, forse si era spaventata o preoccupata. *

    Scusami, non volevo metterti in allerta. E forse potevo scriverti il messaggio in modo migliore...

    * Restò qualche istante in silenzio, con gli occhi fissi nel vuoto, che in realtà non guardavano nulla. Poi tornarono a cercare quelli della giovane e vi si fissarono. *

    Solo avevo voglia di trascorrere del tempo con te. Ho pensato molto a te in questi giorni, sai?

    @Yasmine_Holmes,


  • Eurus_Holmes

    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade

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        Eurus_Holmes
    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *La cosa che più la spaventava era il fatto che quando stava con lui il tempo passava più velocemente. Ed era così, il tempo passava davvero più velocemente e lei ne risentiva della sua mancanza quando per forza di motivi e di orari si dovevano salutare tornando ognuno da dove era venuto. Tanti giorni erano passati dall'ultima volta che i giovani si erano incontrati di notte alla Torre dell'Orologio, e mai come quella volta Yasmine Si era sentita tanto vicino a quel ragazzo che da anni conosceva più di qualsiasi altro.*


    Scusami, avrei dovuto chiederti con un po' di anticipo di vederci. Ma volevo sfruttare questo giorno tranquillo.

    Vedo che sei tutta elegante. Avevi altri programmi?


    in realtà si Achilles, ma fortunatamente non sono mai stata così felice del fatto che qualcuno mi desse buca, altrimenti avrei fatto molta fatica per venire ugualmente stasera qui.
    Ammetto che il tuo biglietto mi ha stupito, soprattutto perché, erano parecchi giorni che non avevamo modo di vederci o incontrarci al castello ma il fatto che tu abbia voluto incontrarmi di sfuggita stasera è una cosa che ho apprezzato davvero tanto.


    * La cosa che più la assillava quella sera era di sapere il motivo per cui Achilles l'aveva voluta vedere. Sperava davvero tanto che non fosse successo nulla di grave ma in cuor suo sperava altresì che fosse qualcosa di veramente positivo. I minuti passano veloci e i due ragazzi iniziarono a parlare del più del meno proprio come avevano sempre fatto fino a quel giorno quando il giovane Serpeverde la sbalordì con una frase che comincio a farle battere forte il cuore. Un forte calore la pervase e le guance le si arrossano lievemente.*

    Solo avevo voglia di trascorrere del tempo con te. Ho pensato molto a te in questi giorni, sai?

    * passarono diversi minuti prima che la giovane riuscì a spiccare parola. Non aveva idea di come reagire né tantomeno di cosa dire. Decise quindi di non sbilanciarsi troppo in atteggiamenti e frasi che l'avrebbero messa in una situazione che, qualora non venisse ricambiata, l'avrebbero fatta sentire molto male. Il giovane compagno parve un attimo stupito e deluso dal suo silenzio e Yasmine decise di rimediare all'errore.*


    Spero di non aver assillato la tua mente con pensieri cupi.

    *Scherzò la giovane ragazza prima di tornare seria.*

    Non nego il fatto che anche io dopo il nostro ultimo incontro, ti ho pensato spesso Achi. Di che mi volevi parlare?

    @Achilles_Davids


  • Achilles_Davids

    Serpeverde

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    * Il ragazzo fu colto da un momento di insicurezza, forse si era lasciato prendere dall'euforia e non aveva considerato le conseguenze. Proprio lui che vantava di saper mantenere la mente fredda anche quando il sangue ribolliva. *

    Come cominciare male, caro Achilles. Bravo, giocati male le tue carte. Ora basta errori e vedi di comportarti come sia.

    * Le parole della giovane però riuscirono a rassenerare l'animo del ragazzo, convincendolo che forse la situazione non era così oscura. *


    in realtà si Achilles, ma fortunatamente non sono mai stata così felice del fatto che qualcuno mi desse buca, altrimenti avrei fatto molta fatica per venire ugualmente stasera qui.
    Ammetto che il tuo biglietto mi ha stupito, soprattutto perché, erano parecchi giorni che non avevamo modo di vederci o incontrarci al castello ma il fatto che tu abbia voluto incontrarmi di sfuggita stasera è una cosa che ho apprezzato davvero tanto


    * Achilles sorrise, sollevato da quanto aveva appena detto Yasmine. Apprezzò in particolar modo il fatto che fosse felice dell'invito ricevuto. Decise di tranquillizzarla, spiegando che non c'erano motivazioni specifiche per vederla. Solo lo desiderava profondamente. Notò un certo imbarazzo nella ragazza e la vide arrossire. Decise di fare finta di nulla e di lasciarle il tempo di vincere la timidezza. Però il tempo passava e la giovane restava muta, il ragazzo si stupì, la reazione non era esattamente quella sperata. Iniziò a chiedersi se avesse sbagliato i modi, le parole. O se forse fosse il contenuto del discorso ad averla lasciata interdetta. Non riusciva proprio a capire, gli sembrava di avere dimenticato tutto e di non sapere più nulla. *

    Adesso so cosa prova Jon...

    * Ancora una volta l'intervento di Yasmine fu decisivo. *


    Spero di non aver assillato la tua mente con pensieri cupi.


    * Il ragazzo sorrise, avendo chiaramente percepito l'ironia nella voce della ragazza. *

    Ma che cupi. Sti pensieri sono tutti meno che cupi. E credo che lei lo abbia capito meglio di me.

    * Non disse però nulla, limitandosi a guardare la giovane negli occhi, incitandola a continuare il discorso. *

    Non nego il fatto che anche io dopo il nostro ultimo incontro, ti ho pensato spesso Achi. Di che mi volevi parlare?


    * Il ragazzo si fece pensieroso e iniziò a grattarsi il mento, tirandosi la barba. Pur avendoci pensato a lungo, molto a lungo, era difficile spiegare a parole emozioni che nemmeno lui aveva ancora appieno afferrato. *

    Vorrei parlare di me, e di te. Di noi insomma. E' palese che stiamo bene quando siamo insieme, sei una compagnia che gradisco sempre. Da anni. Ma ultimamente le cose sono cambiate per me. Non so come spiegarti...

    * Senza smettere di guardarla negli occhi fece scivolare una mano fino a prendere quella della ragazza. La strinse, facendola di fatto sparire nella presa delle grosse dita. Espirò profondamente, chiuse gli occhi e disse, tutto d'un fiato. *

    Mi piaci Yaz. Mi piaci davvero molto. Sei un'ottima amica, come lo sei stata negli ultimi sette anni. Ma ora non mi basta più, ora vorrei di più. Credo tu sappia di cosa parlo

    * Quelle poche parole gli mozzarono il respiro. Riprese fiato, riaprì gli occhi e la guardò negli occhi, per capire quali reazioni avesse causato quella dichiarazione rozza e poco raffinata. Aveva pensato come farsi avanti, con parole poetiche e meravigliose, ma arrivato al momento clou aveva scordato tutto. Ma nonostante ciò si sentiva leggero. *

    Scusami se ti ho fatta correre qui solo per questo, ma non potevo reggere più. Dovevo dirtelo.

    * Un sorriso stiracchiato e nervoso comparve sulle labbra del giovane, mentre osservava con curiosità quasi morbosa Yasmine, sempre a caccia di indizi che potessero fargli capire se fosse ricambiato oppure se lo aspettava un sonoro due di picche. *



    @Yasmine_Holmes,




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  • Eurus_Holmes

    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade

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    * Quella sera i Tre Manici di Scopa era molto affollato, tanto che la barista non era ancora arrivata a prendere gli ordini dei due ragazzi. Yasmine avrebbe voluto ordinare ma non sapeva se Achilles fosse dello stesso parere. Mentre parlava con il giovane ragazzo un gruppo di studenti del quinto anno che aveva visto parecchie volte al castello, entrò nel pub guardando dalla loro parte.
    Proprio in quel momento La giovane Serpeverde si accorse che il sole era calato e che la luna aveva già fatto la sua comparsa nel cielo. Era quasi ora di cena ma a Yaz non importava.*

    Vorrei parlare di me, e di te. Di noi insomma. E' palese che stiamo bene quando siamo insieme, sei una compagnia che gradisco sempre. Da anni. Ma ultimamente le cose sono cambiate per me. Non so come spiegarti...

    *Yasmine ascoltava con molta attenzione il compagno cercando di capire dove volesse arrivare. Decise volontariamente di attendere e di non proferire parola Finché il Serpeverde non avesse finito di parlare. Il cuore cominciò a batterle forte: qualcosa le fece intuire di aver già capito.*

    "Oddio, oddio, e se volesse.... non può essere!"

    *I pensieri le fluttuarono nella testa uno dopo l'altro. La tensione nell'aria era palpabile.*

    Mi piaci Yaz. Mi piaci davvero molto. Sei un'ottima amica, come lo sei stata negli ultimi sette anni. Ma ora non mi basta più, ora vorrei di più. Credo tu sappia di cosa parlo

    "COOOSA? No, non può essere.."

    * mai, avrebbe pensato di poter sentire quelle parole da Achilles. Insomma, quei sentimenti lei li provava da tempo ormai, da parecchi giorni, da qualche mese. Erano settimane che pensava ad Achilles come più di un amico, e le mancava, le mancava davvero tanto. Desiderava passare tanto tempo con lui, vivere esperienze uniche, ma lo rispettava fin troppo per sorpassare quella soglia. E ora si trovava li, davanti a lui. Le sembrava tutto bellissimo ma aveva paura: e se fosse solo un modo per farle ammettere tutto? No Achilles non lo avrebbe mai fatto.
    Non parlò per diversi istanti. I silenzi quel giorno erano fin troppi.*

    "Oh dai forza, è il tuo momento. Giocati tutto!

    Scusami se ti ho fatta correre qui solo per questo, ma non potevo reggere più. Dovevo dirtelo.

    *Si accorse di essere rimasta in silenzio per troppo tempo. Si avvicinò ulteriormente a lui, voleva rendere la situazione più intima e far si che nessuno la sentisse. Era molto impacciata. Appoggiò la sua mano su quella del ragazzo. *

    Achi, non sono corsa qui SOLO per questo, io sono venuta, qui, per te.
    Non so cosa dire, davvero.... vorrei dirti tutto, tutto ciò che penso, ma ti terrei qui tutta la notte.


    *Lo guardò negli occhi diversi secondi prima di farsi coraggio e di riprendere a parlare.*

    Ogni momento passato assieme è sempre stato speciale per me, ma ultimamente ho sentito che lo era ancora di più. Anche tu mi piaci.
    Non so se anche tu provi da tempo quello che provo io, ma l'ultima volta, il nostro ultimo abbraccio è stato diverso: ho pensato molto a te dopo quella notte, e mi sei mancato..... molto.
    Ti ho sempre rispettato e stimato e per questo motivo non ho mai voluto invadere i tuoi spazi. Ma mi piaci, davvero molto.


    *Smise momentaneamente di parlare, attese una risposta dal giovane uomo.*

    @Achilles_Davids


  • Achilles_Davids

    Serpeverde

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    * Per Achilles non era semplice trovare le parole giuste, per spiegare un sentimento che nemmeno aveva ancora compreso bene. Nervosamente cercò di esprimersi in maniera chiara, restando apparentemente freddo. L'unico dettaglio che permetteva di comprendere il suo reale stato d'animo era lo sguardo, gli occhi azzurri lampeggiavano, passando da guardare quelli della ragazza a puntare i più diversi dettagli del locale, senza guardarli veramente. Yasmine lo aiutò molto, lasciandolo parlare senza interromperlo, pazientando e non facendogli pesare la scarsa fluidità del discorso. Quando finalmente il ragazzo riuscì a dichiararsi, seppure in maniera piuttosto goffa, lei rimase in silenzio. I secondi passavano lenti e pesanti, e diventavano piombo nel cuore di lui. *

    Quanto vorrei padroneggiare la Legilimanzia. Starà pensando a un modo carino per darmi un responso negativo? O forse è insicura, o magari anche a lei mancano le parole?

    * Si rese presto conto che non poteva fare nulla, il destino in quel momento non era nelle sue mani. Non poteva leggere la mente della giovane, nè modificare i suoi sentimenti. Poteva solo restare in attesa di una risposta, buona o cattiva che fosse. Si sentì come una marionetta, in quel momento era lei a tirare i suoi fili. *

    Speriamo solo che questi fili non mi si attorciglino al collo.

    * Yasmine si avvicinò a lui, che la fissava negli occhi. La mano di lei si poggiò su quella di lui e quel contatto gli diede un brivido, ma cercò di non darlo a vedere. *

    Achi, non sono corsa qui SOLO per questo, io sono venuta, qui, per te.
    Non so cosa dire, davvero.... vorrei dirti tutto, tutto ciò che penso, ma ti terrei qui tutta la notte.


    * Lo stomaco del ragazzo sobbalzò, mentre analizzava le parole appena pronunciate dalla giovane. *

    Non è ancora detta l'ultima, non ti scaldare. Ma se non ho frainteso il senso di queste parole, forse...

    * Le parti erano ora invertite, era lui ad aspettare in silenzio, guardandola. In attesa. Mentre lei cercava il modo per esprimere qualcosa che andava oltre alle parole. Decise di ricambiare la correttezza della giovane donna e non disse nulla, non le mise fretta e le lasciò tutto il tempo necessario. *

    Ogni momento passato assieme è sempre stato speciale per me, ma ultimamente ho sentito che lo era ancora di più. Anche tu mi piaci.
    Non so se anche tu provi da tempo quello che provo io, ma l'ultima volta, il nostro ultimo abbraccio è stato diverso: ho pensato molto a te dopo quella notte, e mi sei mancato..... molto.
    Ti ho sempre rispettato e stimato e per questo motivo non ho mai voluto invadere i tuoi spazi. Ma mi piaci, davvero molto.


    * Appena Yasmine smise di parlare, il ragazzo si allungò di scatto oltre al tavolino e la baciò, Fu un bacio rapido, insicuro, che cercava di esprimere tutto, di riuscire dove le parole avevano fallito. Tale ardimento stupì quasi lui stesso, che si era ripromesso di restare freddo e non prendere decisioni avventate, e che ancora una volta era stato vinto dal suo temperamento. Tornò a sedere mordendosi il labbro e guardando verso il bancone, preoccupato di quale potesse essere la reazione della Serpina. Dopo un istante spostò lo sguardo in cerca degli occhi di lei. *

    Non so nemmeno io bene cosa provo, ma è qualcosa di grande, grande davvero. Qualcosa che mi spinge a cercarti, a volerti. Sarà un piacere sentire tutto quel che hai da dirmi, anche per tutta la notte.

    * Sorrise, ma lo sguardò si incupì. Il tentativo di riportare la discussione su toni neutri era stato fallimentare. Sembrava finto, plastico, asettico. Nulla a che vedere con il fuoco che aveva dentro. *

    Achi, se volevi restare a bordo pista dovevi pensarci prima. Ormai sei in ballo e DEVI ballare.

    * Allungò la mano sinistra, le accerezzò delicatamente la guancia scendendo fin sotto al mento, come se volesse tenerle la testa alta. La fissò, con aria determinata e dura. Aveva deciso cosa voleva, le insicurezze si erano dissolte come neve al sole ed era subentrato il suo lato più ambizioso e testardo. *

    Yasmine, che tu mi piaci ormai credo sia chiaro, e la cosa è reciproca a quanto vedo. Quindi, ecco... Vuoi diventare la mia fidanzata?

    * In quell'istante sparì tutto, il bancone, i tavoli, i commensali. C'erano solo lui e lei, tutto il resto era a galassie di distanza. *


    @Yasmine_Holmes,


  • Eurus_Holmes

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        Eurus_Holmes
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    *Il tempo dentro quelle magiche quattro mura che tutti gli studenti amavano cominciò a passare più velocemente. Persino Yasmine, che non aveva mai particolarmente amato quel posto, quella sera lo adorava come non aveva mai fatto. Tutto le sembrava molto più caldo, molto più intimo, tutto le ricordava il salotto accogliente del suo dormitorio. Ascoltava Achilles con estrema attenzione, ogni parola da lui pronunciata le toccava il cuore, ogni singola frase la faceva sentire bene. Era tutto così idilliaco.*

    "Perché? Perché solo il toccargli la mano mi fa battere così forte il cuore?"

    *Guardò attentamente il ragazzo. Lo guardò a fondo tanto che si perse nei suoi profondi occhi blu. Era così immersa in lui che non ascoltò le sue ultime parole,e poi accadde. Achilles la baciò con passione, per qualche secondo che sembrarono durare una vita. Era così inebriante, ma così terribilmente emozionante. Alzò la mano per prendergli il volto e tenerlo accanto a lei quando il giovane si ritrasse. Yaz tolse la mano e la riappoggiò sulla sua gamba.*



    Non so nemmeno io bene cosa provo, ma è qualcosa di grande, grande davvero. Qualcosa che mi spinge a cercarti, a volerti. Sarà un piacere sentire tutto quel che hai da dirmi, anche per tutta la notte.

    *La giovane lo osservò per diversi secondi. E se avesse detto qualcosa di sbagliato? Era visibilmente agitata.*

    Ohw Achi, non so cosa dire, sono confusa. No, non fraintendermi, so bene cosa voglio, so bene cosa provo per te, e tu mi fai davvero battere il cuore, mi fai sentire bene. Ma non so come dirtelo, come fartelo capire. Vorrei baciarti ancora mille volte ma al contempo non voglio sciupare questo momento unico. Dopo che ci siamo visti ti ho pensato molte notti, cercavo di incontrarti dovunque, di passare del tempo con te, ma al contempo sapevo che non era giusto e quindi mi negavo la cosa. Essere qui ora non mi sembra vero.

    *Lo vide spaventato e confuso e decise di rassicurarlo. Gli lasciò la mano gli prese il volto, lo accarezzò dopo poco poggiò le sue labbra sulle sue in un bacio lento e intimo. Una brivido la pervase per la seconda volta quella sera. Ci fu un attimo di silenzio dove prese nuovamente la parola il giovane uomo*

    Yasmine, che tu mi piaci ormai credo sia chiaro, e la cosa è reciproca a quanto vedo. Quindi, ecco... Vuoi diventare la mia fidanzata?

    *Il modo in cui glielo chiese fu talmente innocente che le scappò un sorriso divertito. Le piacevano i suoi modi delicati e le piaceva quel giovane uomo che per tanti anni le era stato vicino e l'aveva capita come nessun altro aveva fatto. Continuò a sorridere mentre per la testa le passarono mille pensieri. Mentre tutte le cose belle della vita le illuminavano la mente, ce ne fu una che spuntò dall'angolo più remoto della memoria.*

    Si, Achi, si. Lo voglio, voglio passare momenti indimenticabili con te, non voglio più negare i miei sentimenti. Solo che...

    *Si interruppe. Si chiese se fosse il caso di dirglielo, di dirlo li, quella sera. Sapeva che se glielo avesse detto tutto sarebbe cambiato, tutto sarebbe diventato diverso per lei. Non avrebbe più potuto tenerlo nascosto e avrebbe dovuto dire a tutti quel segreto che, sin dal primo giorno ad Hogwarts, aveva promesso alla sua famiglia di mantenere. Esitò qualche secondo.*

    "No, non posso nasconderglielo. Se tutto deve andare come deve, se davvero ci tiene a me, saprà perdonarmi. Non posso mentirgli. "

    *Lo guardò negli occhi. Il sorriso leggero e divertito di poco prima era sparito: un' aria visibilmente preoccupata la pervase.*

    ...ci tengo a te, più di ciò che si possa pensare. C'è una cosa che nessuno sa, e che vorrei dirti. Potrebbe non piacerti, ma posso spiegarti. Se da oggi ci sarai tu nella mia vita, voglio che tu sappia tutto di me.

    *Aspettò,non disse altro e attese. Era triste, e impaurita, sperava che anche dopo nulla fosse cambiato.*

    @Achilles_Davids


  • Achilles_Davids

    Serpeverde

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    Un bacio può essere una virgola, un punto interrogativo o un punto esclamativo.

    * Subito dopo aver baciato Yasmine, ad Achilles vennero in mente quelle parole, pronunciate da Mistinguett, attrice francese del secolo precedente. In quel momento poteva essere tutte e tre. Il ragazzo aveva baciato la giovane di scatto, senza concedere preavviso e si ritrasse presto, temendo una cocente delusione. Lei però non pareva dispiaciuta dal bacio, anzi pareva stupita. La tensione ormai era palpabile, i due ragazzi si muovevano timidamente, come in una danza meravigliosa e complessa, di cui non avessero piena conoscenza dei passi. *

    O almeno, io sto ballando con la grazia di uno gnu colpito da ictus.

    * La mente del ragazzo si chiese inconsciamente se gli gnu fossero soggetti ad ictus, prima che il giovane la riportasse a destinazione. Aveva un solo pensiero, ed era lì, di fronte a lui. E lo guardava, in cerca di risposte. Inspirò profondamente, per cercare di giungere al nocciolo della questione ed avanzarle la fatidica domanda, ma lei fu più lesta e prese la parola, evidentemente emozionata. *

    Ohw Achi, non so cosa dire, sono confusa. No, non fraintendermi, so bene cosa voglio, so bene cosa provo per te, e tu mi fai davvero battere il cuore, mi fai sentire bene. Ma non so come dirtelo, come fartelo capire. Vorrei baciarti ancora mille volte ma al contempo non voglio sciupare questo momento unico. Dopo che ci siamo visti ti ho pensato molte notti, cercavo di incontrarti dovunque, di passare del tempo con te, ma al contempo sapevo che non era giusto e quindi mi negavo la cosa. Essere qui ora non mi sembra vero.

    * Il ragazzo ascoltò ogni singola parola, con tanta attenzione che pareva non volersi perdere nemmeno un'inflessione della voce di lei. Un'espressione stupita si dipinse sul suo volto. Stava andando tutto bene, troppo. Tanto da non sembrargli vero. Lei aveva davvero pronunciato quelle dolci parole? Si aspettava da un momento all'altro che lei scoppiasse a ridere oppure di svergliarsi nel suo letto nel Sotterraneo. Invece lei gli accarezzò dolcemente il volto e le loro labbra si avvicinarono e si cercarono. Questo bacio fu diverso dal primo, nessuno dei due si ritrasse e fu meraviglioso, lento e passionale, pieno di parole non dette. Pieno di concetti che era più facile dimostrare così che a voce. *

    In questo caso il bacio pare essere un punto esclamativo...

    * Achilles chiese a Yaz di diventare la sua ragazza. Le parole gli vennero meno e le fece la proposta utilizzando le stesse parole che avrebbe scelto un bambino di cinque anni. Si morse il labbro, rendendosi conto che ormai era tardi per le belle parole che si era preparato, e sperando che la spontaneità facesse un buon effetto, e oscurasse l'assenza assoluta di poesia. La giovane sorride e i suoi occhioni si illuminarono, ma dopo poco il sorriso si gelò. *


    Si, Achi, si. Lo voglio, voglio passare momenti indimenticabili con te, non voglio più negare i miei sentimenti. Solo che...


    * Il ragazzo udì un tonfo, dentro di sè. Ecco, c'era un "solo che"... Lui inspirò profondamente, preparandosi psicologicamente a qualsiasi tipologia di risposta, mentre lei cercò le parole giuste, e quando le ebbe trovate il ragazzo trasse un piccolo sospiro di sollievo. *

    ..ci tengo a te, più di ciò che si possa pensare. C'è una cosa che nessuno sa, e che vorrei dirti. Potrebbe non piacerti, ma posso spiegarti. Se da oggi ci sarai tu nella mia vita, voglio che tu sappia tutto di me.


    * Avere la conferma che lei ci tenesse così tanto gli tolse un macigno dal petto. La seconda parte della frase lo incuriosì e non poco, tra loro due non vi erano mai stati segreti, questo doveva essere qualcosa di davvero importante. Le prese le mani, le strinse e le baciò. *

    Sono pronto ad ascoltare qualunque cosa desideri dirmi. Dici che potrebbe non farmi piacere? Non importa, l'affronteremo. Insieme. Non voglio misteri tra noi!

    * Pareva davvero preoccupata, presumibilmente dalla portata della rivelazione che intendeva fare al ragazzo. Questi non riuscì a trattenere un sorriso e la baciò nuovamente. *

    Ehi, che sono questi musi lunghi? Niente di quello che potrai dirmi potrà farmi sparire. Hai la mia parola.

    * Cercò con lo sguardo gli occhi della neo-fidanzata, perchè vedesse che non c'erano nè scherzosità nè ironia. Per una volta nella sua vita era serissimo. *

    @Yasmine_Holmes,


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    * La serata era diventata talmente piacevole che i due ragazzi non si accorsero della tarda notte che avanzava: o perlomeno così credeva La giovane ragazza.
    Ordinarono qualcosa di caldo da bere e, dopo che la barista sì fu allontanata, iniziarono a sorseggiare le loro bevande: Yaz aveva deciso di prendere una cioccolata fumante al sapore di cannella:la faceva sentire al caldo.*


    Sono pronto ad ascoltare qualunque cosa desideri dirmi. Dici che potrebbe non farmi piacere? Non importa, l'affronteremo. Insieme. Non voglio misteri tra noi!


    Questa cosa va oltre noi, va ad intaccare i nostri anni di amicizia, il mio passato e il mio futuro. Ma non voglio mentirti, e non mentire a te mi porta a non mentire più a nessuno.

    *Le batteva forte il cuore. Il giovane la rassicurò presto con le sue parole dolci e gentili: aveva sempre trovato in lui un appoggio, aveva sempre visto in lui una salvezza e in quel momento più che mai. Passarono diversi secondi e, dopo aver sorseggiato amaramente la sua tazza calda, si decise a parlare.*

    Il mio nome non è Yasmine. Il mio nome è Eurus. Yasmine è solo un nome-copertura.

    *Non guardò il ragazzo. Non voleva vedere la sua espressione, l'avrebbe distrutta.*

    Quando sono nata mio padre era un Mangiamorte. Mesi dopo la mia nascita iniziò a viaggiare per lavoro, come sai giocava nella nazionale inglese di Quidditch, rinnegando il suo credo per proteggermi. Il signore Oscuro morì e a pochi mesi dalla mia nascita gli altri seguaci scoprirono che Richard, mio padre li aveva traditi. Giurarono vendetta. Scoprirono di una figlia: Eurus Holmes, io, e giurarono di uccidermi. Due anni dopo, i miei genitori, stanchi di scappare, finsero la mia morte spacciandola come un incidente.

    *Bevve un ultimo sorso e, fermandosi, riprese fiato.*

    Bruciarono il loro appartamento e si trasferirono nella villa di famiglia. Io invece venni mandata a Nizza, dai nonni materni che mi convinsero di aver avuto un brutto incidente e che mi chiamavo Yasmine Holmes. Solo dopo anni scoprii la verità, ma non potevo dirla a nessuno. A otto anni raggiunsi finalmente i miei genitori e da li iniziarono le menzogne.

    *Alzò lo sguardo, per la prima volta in vita sua i suoi occhi brillavano lucidi di lacrime.*

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    * Nella mente del ragazzo balenarono luce e ombra, violente e incostanti. Costruì teorie fragili come castelli di carte a decine ed altrettanti ne fece franare, roso dal dubbio. Come aveva detto alla giovane, non aveva intenzione di andarsene, nemmeno mezza. Ma la portata della rivelazione che lei si accingeva a fare lo spaventava e intimoriva, gli faceva addensare la mente di dubbi e sospetti. Forse era lei a volersene o doversene andare. Forse non avrebbero potuto stare insieme. Ingoiò il rospo ed attese con pazienza, dote che gli parve fuori luogo in un momento dove ogni cellula del suo corpo fremeva, come scossa da energia elettrica. *

    Questa cosa va oltre noi, va ad intaccare i nostri anni di amicizia, il mio passato e il mio futuro. Ma non voglio mentirti, e non mentire a te mi porta a non mentire più a nessuno.

    * Una goccia di sudore ghiacciato gli percorse la schiena, mentre la mandibola si contrasse così forte da fargli male. Cosa voleva dire? Lei bevve lentamente un sorso di cioccolata calda, mentre lui alzò il suo boccale di Burrobirra e lo avvicinò alle labbra, distrattamente, e lo riposò sul tavolo senza che però nemmeno una goccia di liquido ambrato gli scendesse in gola. Finalmente Yaz ricominciò a parlare, pareva spaventata e non guardò il ragazzo negli occhi ma focalizzò lo sguardo su un punto indefinito. Questi al contrario la fissò attentamente, per non perdersi nulla, nè una smorfia, nè uno sguardo. *

    Il mio nome non è Yasmine. Il mio nome è Eurus. Yasmine è solo un nome-copertura.


    * Il ragazzo sgranò gli occhi e con aprì la bocca. La notizia lo aveva semplicemente spiazzato, credeva di conoscere molto bene l'amata, ma evidentemente sbagliava. Le prese la mano, stringendola forte, per esprimerle vicinanza. Per due volte aprì la bocca, come per dire qualcosa, ma le parole non vennero e restò in silenzio, decidendo di non interrompere quel discorso, già di per sè difficile e intricato. *

    Bruciarono il loro appartamento e si trasferirono nella villa di famiglia. Io invece venni mandata a Nizza, dai nonni materni che mi convinsero di aver avuto un brutto incidente e che mi chiamavo Yasmine Holmes. Solo dopo anni scoprii la verità, ma non potevo dirla a nessuno. A otto anni raggiunsi finalmente i miei genitori e da li iniziarono le menzogne.

    * La giovane Eurus fissò il ragazzo, con gli occhi lucidi. Questi le appoggiò una manona sul volto e la accarezzò piano, con dolcezza. *

    Credevo di conoscerti bene. Mi sbagliavo.

    * Il tono fu freddo, quasi tagliente, la mascella contratta e lo sguardo indecifrabile. Espirò gravemente per poi riprendere il discorso, ma con una voce nuova, meno dura e sicura. *

    Mi dispiace Yaz, ehm Eurus. Mi dispiace che tu abbia dovuto portarti dentro questo peso da sola, per tutto questo tempo. Mi dispiace di essere stato troppo stupido e non abbastanza attento per riconoscere l'esistenza di questo fardello e non averti aiutato a portarlo.

    * Questo era quello che gli bruciava di più. Non il fatto che la giovane non avesse condiviso con lui quel segreto. Poteva solo immaginare quanto potesse essere difficile farlo. Sentiva di non essere stato all'altezza, di non averla supportata a sufficienza. *


    Posso capire tuo padre, è dura distaccarsi da una figlia, ma l'ha fatto per il tuo bene. A quali menzogne ti riferisci? Che è successo con i tuoi genitori?


    * Si accorse presto di essere stato troppo diretto e intimidatorio e corresse subito il tiro. *

    Scusami, sono stato invadente. Ovviamente non intendo chiederti più di quanto tu reputi opportuno che io sappia.

    * Spostò poi la sedia a fianco di quella della ragazza e, senza dirle nulla, la strinse forte, portando delicamente la testa della giovane contro il suo petto e le sussurrò all'orecchio. *

    Per me questo non cambia nulla. Io mi sono innamorato di te, Yasmine o Eurus resti la ragazza che ha stregato il mio cuore.

    @Yasmine_Holmes,




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    *Le espressioni furono come lance affilate nel corpo e nella mente della giovane donna. Il ragazzo sembrava molto colpito e impressionato da ciò che la ragazza gli aveva precedentemente confidato.
    Furono molte le cose che la giovane Eurus aveva tenuto nascosto, ma tutte riconducibili allo stesso punto fermo. Ciò che permise alla famiglia Holmes di ricevere tregua dopo anni di fughe, fu la confessione di alcuni seguaci che, pentiti di ciò che era successo, anni dopo la morte del Signore Oscuro, decisero di aprir bocca e raccontare la vera versione e gli esatti colpevoli del tradimento al Signore Oscuro. La fortuna girò dalla parte della famiglia Holmes che, dopo aver ricevuto il perdono, ebbero come ricompensa la possibilità di riunirsi a loro, offerta non rifiutata.*

    Credevo di conoscerti bene. Mi sbagliavo.

    Mi dispiace Achi, davvero, ma non potevo, sarei potuta morire.

    *Le parole del ragazzo furono dure. Avrebbe giurato di vederle i suoi occhi arrossarsi ad un certo punto ma non ne era sicura. Lo aveva ferito, tanto. La cosa la fece morire dentro. Non voleva, non si sarebbe mai perdonata quell'errore, ma era l'unica cosa. Non voleva cominciare con lui e tenerglielo nascosto, non sarebbe stato giusto.
    La tazza bollente era ormai finita e nel locale restavano ancora poche persone. La calma era rilassante: forse proprio per quel motivo la giovane donna riusciva a mantenere così a lungo la calma senza scoppiare definitivamente in un pianto ferito e liberatorio. I toni di Achilles cambiarono: un po' di tenerezza e comprensione trapelavano da essi.*

    Posso capire tuo padre, è dura distaccarsi da una figlia, ma l'ha fatto per il tuo bene. A quali menzogne ti riferisci? Che è successo con i tuoi genitori?
    Per me questo non cambia nulla. Io mi sono innamorato di te, Yasmine o Eurus resti la ragazza che ha stregato il mio cuore.


    *Lo lasciò concludere. Un forte dolore al cuore le fece capire quanto avrebbe voluto scoppiare a piangere: mai e poi mai si sarebbe aspettata di essere cosi compresa e cosi apprezzata come quel momento. Le venne un nodo in gola. Aspettò qualche secondo e si lasciò coccolare. Si fece forza e dopo essersi schiarita la voce prese parola.*

    Menzogne. Continue menzogne con tutti. Con te, con chi mi vuol bene. Sempre. Mentire su chi sono, su dove vado. Mentire sul mio passato. Non poter dire tutto, avere paura di dire tutto. Fino a poco fa ero così e ho paura. Ho paura che molti non capiscano. Ma ora non ce la faccio più, tutto è sistemato, voglio solo essere libera di continuare come Eurus. Yasmine mi piaceva, ma era solo una parte di me.

    *Si lasciò andare tra le sue braccia nuovamente. La sua barba morbida accarezzava la sua fronte. Alcuni ragazzi del terzo anno dalla divisa rosso-oro li osservavano stupiti: avevano di certo capito che qualcosa era cambiato.*

    Mi dispiace, davvero. Ma non voglio perderti. Sei stato, sei e son sicura che sarai un ottimo amico. Ma voglio che tu sia un ottimo compagno, con cui condividere i miei giorni da oggi. Grazie Achi, sei la persona più speciale che conosca.

    *Lo baciò intensamente prima di tornare a coccolarsi tra le sue muscolose braccia. Era davvero innamorata: e ciò la faceva sentire forte.*

    @Achilles_Davids,