• Stefano_Draems

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    Role Aperta da Mihos_Renny


  • Mihos_Renny

    Tassorosso Responsabile di Casa

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        Mihos_Renny
    Tassorosso Responsabile di Casa
       
       

    [INIZIO RICORDO]


    [DIAGON ALLEY - ORE 10:00


    *Londra, Diagon Alley, il posto dove si poteva trovare di tutto e di più, dalle bacchette magiche del meraviglioso e antico negozio di Ollivander alle più veloci scope volanti del negozio per il Quidditch, un luogo di pura magia. Nonostante il sole fosse alto, nel cielo c'era un fitto strato di nuvole che lo coprivano, ma non minacciavano pioggia, solo una giornata grigia. San Valentino era passato da pochi giorni e sapendo che quel giorno non aveva nessuna lezione Mihos decise di fare una capatina a Diagon Alley, per prendere un pensiero alla sua ragazza Kristal, ma essendo un eterno indeciso era difficile per lui trovare qualcosa. Sapeva bene che prendere un treno o anche la scopa avrebbe impiegato troppo tempo, così decise di usare la Smaterializzazione, da poco tempo aveva preso la patente seguendo un corso e voleva sfruttarla al massimo e dato che non era consigliabile percorrere una distanza così lunga con un solo viaggio scelse di fare spola per alcune città, certo avrebbe potuto usare la Metropolvere, ma sarebbe stato troppo facile e poi era un modo per esercitarsi e abituarsi a smaterializzarsi con più naturalezza. Il suo percorso fu dal Villaggio di Hogsmeade a Dufftown, da Dufftown a Dundee, da Dundee a Edimburgo e così via fino ad arrivare alla sua meta: Diagon Alley; ad ogni "scalo" si assicurava di non essere visto da nessuno.
    Passò quasi tutto il pomeriggio a cercare il regalo perfetto, ma non sapeva dove andare a sbattere la testa. I negozi stavano per chiudere, perciò doveva sbrigarsi, voleva prendere uno regalo "magico" a sua madre optando per qualcosa che sarebbe potuto tornare utile*

    Dunque devo decidermi in fretta, cosa posso prenderle?

    *Il diciassettenne camminava a braccia conserte senza guardare dove stesse andando, era davvero difficile trovare un presente, voleva essere originale. Continuava a pensare e camminare con lo sguardo fisso verso il suolo, senza nemmeno accorgersene si ritrovò a Notturn Alley, aveva talmente la testa fra le nuvole che il suo corpo aveva vagato da solo, non si era nemmeno reso conto che strada avesse preso, da dov'era entrato. Non era mai stato in quel luogo così buio e tenebroso quindi non sapeva nemmeno che strada prendere per tornare a Diagon Alley. Mettendosi le mani tra i capelli riflettè su come poteva fare dietrofront, ma non poteva perdere molto tempo dato che non ne aveva, senza restare a rimuginarci troppo si fermò in un vicolo e quando fu sicuro che in giro non ci fosse nessuno pensò ad un posto che non fosse troppo distante da lui e che potesse raggiungere con facilità, il Paiolo Magico avrebbe fatto al caso suo. Chiuse gli occhi figurandosi nella sua mente l'ingresso di quel posto, semplice ma accogliente, con ampie tavole rettangolari una attaccata all'altra per poterne formare una unica.



    Il luogo c'era, gli mancava la concentrazione. Prese due respiri profondi continuando a tenere a mente quella piccola sala che da un momento all'altro lo avrebbe salvato da quell'errore di distrazione che aveva commesso svariati minuti addietro. Quando sentì che stava per smaterializzarsi venne colpito alla spalla da qualcosa e cadde per terra. Si voltò per capire cosa fosse successo e alle sue spalle si ritrovò un uomo incappucciato, più alto di lui che gli puntava la bacchetta contro, il buio non gli permetteva di vederlo in volto ma riusciva a vedere un sorriso sulle labbra della persona davanti a lui. Mihos si alzò lentamente con le mani alzate in segno di resa, non voleva guai.*

    Non sono in cerca di guai, se l'ho disturbata in qualche modo mi scuso e me ne vado subito

    *Il ragazzo era un po' in ansia, non sapeva cosa volesse quella persona, se soldi o cos'altro, non aveva mai girato per Notturn Alley, ma dalla fama che aveva quel posto c'era poco da stare tranquilli. Attendendo una risposta dal suo aggressore notò che il sorriso era sparito e aveva lasciato spazio ad un'espressione seria, le parole che uscirono dalla sua bocca raggelarono il sangue del Tassorosso.*

    Sei tale e quale a tuo padre Flavius, lo sai? Stessi capelli, stesso sguardo, stesso viso... stessa codardia

    *Come faceva a conoscere suo padre? Chi era veramente quell'uomo? Il giovane provò a prendere la bacchetta con un movimento rapido, ma il mago di fronte a lui lo disarmò con estrema facilità senza spiccicare una parola e con un lieve movimento di polso, era sicuramente un duellante con molta esperienza, non avrebbe vinto se avesse ingaggiato uno scontro con lui, fu in quel momento che vide sull'avambraccio un simbolo che sperava di non vedere mai dal vivo: il Marchio Nero. Ora sapeva con chi aveva a che fare, ma non il perché, l'unica alternativa era scappare e l'unica via di fuga era bloccata dal mago sconosciuto, smaterializzarsi altrove era la sua sola opportunità, doveva trovare un modo per temporeggiare, per guadagnare tempo.*

    Cosa vuoi da me?

    Da te? Niente in particolare, solo la tua morte... mi dà un senso di fastidio sapere che il figlio di un traditore è in vita, anche se probabilmente non si può chiamare traditore qualcuno che non é mai stato dalla tua parte no?

    *Mihos era un turbinio di emozioni, era sollevato nel sentire che il padre non era un vero e proprio Mangiamorte, era furioso con chi lo aveva ucciso, ma era anche soddisfatto per essersi risparmiato anni e anni di ricerche, l'assassino del suo genitore era davanti a lui. Il Tassorosso abbassò leggermente le mani dando una rapida occhiata alla sua bacchetta poco distante da dove si trovava, voleva vendicare suo padre, ma sapeva che non poteva competere con un duellante esperto, doveva usare l'effetto sorpresa per riuscire a distrarlo e scappare.*

    Perché non hai provato a uccidermi tempo fa?

    *Chiese cercando di tenere lo sguardo fisso sul suo aggressore mentre si avvicinava a poco a poco al suo catalizzatore.*

    Non sapevo della tua esistenza fino a qualche tempo fa quando...

    *Successe tutto in un lampo, con uno scatto allungò il braccio e usò un incantesimo di appello per recuperare il suo catalizzatore che gli volò dritto in mano, l’avversario lanciò uno schiantesimo, per fortuna Mihos fu abbastanza veloce da evocare un incanto Protego.*

    Ahahahah… a scuola la mia cara sorellina non ti ha insegnato a non provare a sfidare un Mangiamorte a duello?

    Sorelli…?

    *In un battito di ciglia un altro incantesimo partì dalla bacchetta dell’uomo incappucciato, da lì iniziò un duello magico a senso unico, ovviamente il diciassettenne non poteva competere, ma si difese e contrattaccò con tutte le sue forze, provocandosi svariate ferite, nessuna grave, finché non venne colpito all’occhio destro da un Diffindo che lo costrinse ad un rovinosa caduta a terra. Sentiva un dolore lancinante, accostò una mano sulla ferita e con l’occhio buono provò a mettere a fuoco, era pieno di sangue, aveva perso sensibilità, non si sentiva più la palpebra muoversi, non riusciva nemmeno ad urlare da tanto che gli faceva male. Si trovava a pancia in giù, era la sua occasione per cogliere di sorpresa il Mangiamorte, doveva solo trovare il giusto stratagemma.
    Si finse svenuto per qualche istante per pensare velocemente mentre i passi dell'altro si facevano sempre più forti e vicini a lui.*

    Hai fegato ragazzino, proprio come tuo padre… in un certo senso lo ammiravo sai? Era un mago eccezionale, ma quando ho scoperto che lavorava per il Ministero come Auror mi sono sentito tradito e ho deciso di uccidere tutti quelli collegati a lui, cominciando dal suo collega e amico Banks... ed é stato difficile passare inosservato dato che molti mi credono morto... ma ormai non ha più importanza, saluta tuo padre da parte mia.

    DISMUNDO

    *Mihos si girò velocemente e pronunciò non verbalmente una controffensiva puntando la sua bacchetta verso il suo aggressore, la sua opportunità era finalmente arrivata e aveva avuto poco tempo per metterla in atto, ora il suo avversario era vittima di visioni, quell’incantesimo richiedeva molta concentrazione e soprattutto un prolungato contatto visivo se voleva che durasse di più, ma sapeva che non avrebbe avuto ancora molto tempo, cominciava a sentirsi stanco e l’occhio ferito continuava a pulsare, gli serviva poco per poter fuggire, questa volta provò ad essere più veloce. Mantenendo lo sguardo fisso davanti a lui focalizzò un vecchio edificio di mattoni rossi che aveva visto spesso nei libri, aveva letto anche l’esatta posizione dell’entrata dato che era nascosta, aveva cambiato destinazione sarebbe andato al San Mungo, l’ospedale per ferite e malattie magiche, con le ferite che aveva era l’unico posto plausibile dove andare.
    Ora che aveva bene in mente il luogo doveva concentrarsi sulla smaterializzazione, prese un paio di respiri profondi, era consapevole del fatto che se avesse fallito sarebbe potuto morire, sia ucciso da quell’uomo che teneva sotto “controllo” sia se sbagliava qualcosa in quel delicato procedimento rischiando di spaccarsi.
    Prese coraggio e abbassò lo sguardo, annullando così l’incantesimo.



    Fece appena in tempo a sentire solo la prima delle due parole dal quale è composto l’Anatema che Uccide, poi sentì il proprio corpo come in preda a dei continui strattoni, non sentiva più la terra sotto i suoi piedi, era la stessa sensazione di quando usava una Passaporta,  in un attimo atterrò in piedi davanti ad un grande magazzino abbandonato dai mattoni rossi e molto sporco. Ce l’aveva fatta, era riuscito nel suo intento, la materializzazione, avrebbe voluto fare i salti di gioia, urlare di gioia, ma il suo entusiasmo venne sopraffatto da un forte dolore allo stomaco e dalla nausea che non riuscì a combattere, tanto che vomitò in mezzo alla strada inginocchiandosi per i dolori, il suo corpo era scombussolato, la sua mente distrutta eppure si sentiva felice. Raccolse le forze rimaste ed attraversò la vetrata che fungeva da barriera magica di quell’enorme edificio ritrovandosi così al San Mungo dove tutti lo guardarono con occhi sbarrati e lui guardava loro, stanco e provato dal suo brutto quarto d’ora, con una mano sulla pancia e l'altra che teneva il catalizzatore, sorrise e disse:*

    Qualcuno potrebbe aiutarmi?... per favore...

    *Svenendo subito dopo, una giornata tranquilla in cerca di un regalo per la sua ragazza era diventata una battaglia per la sopravvivenza, una giornata da ricordare insomma.*

    [FINE RICORDO]


    [LONDRA - SAN MUNGO]




    *La testa di Mihos girava, sentiva l'occhio destro pulsare e toccandosi la testa sentì una fasciatura che copriva l'occhio, non aveva il coraggio di guardarci sotto. Se ripensava a quanto successo stentava a crederci, aveva affrontato il Mangiamorte responsabile della morte del padre scoprendo che Flavius era in realtà un Auror che faceva il doppio gioco. Di tutta quella faccenda, però, c'era ancora un'incognita da risolvere: l'identità di quell'uomo. Il diciassettenne pensò a qualche particolare che poteva essergli sfuggito, la testa continuava a girare ed era poco lucido, poi gli si accese una lampadina e si ricordò di una frase.*

    A scuola la mia cara sorellina non ti ha insegnato a non provare a sfidare un Mangiamorte a duello... non é possibile...

    *Si tirò su dal letto e vide un infermiera di passaggio, cercò di attirare la sua attenzione per poi dirle:*

    Mi scusi infermiera, potrebbe gentilmente mandare un gufo alla Preside di Hogwarts e avvisarla che sono qui e che dovrei parlarle urgentemente, mi chiamo Mihos Renny


    @Charlotte_Mills, @Emily_Banks,





    OFF GDR: L'uso del personaggio del Mangiamorte mi é stato gentilmente concesso dall'amministratrice @Charlotte_Mills,

  • Emily_Banks

    Grifondoro

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        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    [OSPEDALE SAN MUNGO]

    *Il giorno prima aveva deciso di tornare a Londra dalla madre e trascorrere qualche giorno con lei, con la scusa di sentirsi poco bene. Jane non aveva ovviamente dubitato della buona fede della figlia credendo che il suo malessere fosse dovuto ad una ricaduta a seguito della morte del padre, ancora indelebile nella mente di entrambe. In realtà Emily stava bene, certo continuava a pensare a suo padre, ma non era quello il motivo per cui aveva deciso di tornare a Londra.
    Durante le vacanze di Natale Jane si era comportata in maniera strana, certo era il primo Natale senza suo marito, ed era stato doloroso per tutti, ma quello non giustificava i suoi comportamenti. Sorrideva di rado, più volte l'aveva trovata parlare a bassa voce al telefono con qualcuno e appena Emily si avvicinava riattacava immediatamente. Quando la bionda si azzardava a farle delle domande o a chiedere spiegazioni riguardo al suo strano modo di comportarsi, subito sua madre cambiava discorso o andava a far altro usando la scusa "Non ho tempo adesso" per non toccare quell'argomento.
    Ed Emily voleva vederci chiaro in quella storia e capire cosa fosse successo. Per questo motivo aveva deciso di stare alcuni giorni con la madre chiedendo il permesso alla preside di allontanarsi da scuola per motivi famigliari.
    Così ecco che si trovava al San Mungo, dove lavorava sua madre dopo aver abbandonato la carriera da cercatrice per dedicarsi alla figlia. Quando era lì, le piaceva rendersi utile, aiutando le altre infermiere nelle piccole cose, come pulire le stanze, portare i pasti ai malati oppure fare compagnia ai bambini ricoverati giocando insieme a loro.
    Il suo "turno" anche quel giorno era finito, e per lei era arrivata l'ora di tornare a casa e riposarsi. Prima di andare però, doveva avvisare la madre, altrimenti si sarebbe preoccupata come suo solito non trovandola più. Jane doveva ancora capire che Emily non era più una bambina ed era in grado di badare a sé stessa. Mentre raggiungeva l'ufficio della madre per avvisarla, la vide uscire da una stanza ordinando ad un'altra infermiera di servizio di avvisare la Preside di Hogwarts perché c'era un suo studente ricoverato. *

    Uno studente qui al San Mungo? Che è successo?

    *Pensò tra sé la bionda nascondendosi dietro al muro per non farsi vedere dalla madre, dato che non le avrebbe mai permesso di disturbare a quell'ora un paziente. Ritrovandosi in quella situazione, le sembrava di essere in una delle sue solite uscite notturne ad Hogwarts intenta a non farsi scoprire da qualche insegnante. Solo che in quell'occasione non doveva farsi beccare da sua madre, che nonostante fosse una persona amabile e affettuosa era sempre meglio non farla arabbiare. Sporgendosi leggermente controlló che Jane non fosse più nei paraggi avendo così strada libera per raggiungere la stanza numero 20 dove era ricoverato lo studente. Senza perdere altro tempo abbassò la maniglia della porta entrando furtivamente nella stanza, e quasi non credette a quello che videro i suoi occhi. Sul letto disteso c'era Mihos, pallido ed inerme, con una fasciatura che gli copriva l'occhio. Gli occhi erano chiusi e una smorfia di dolore era dipinta sul viso del ragazzo. Senza fare il minimo rumore si avvicinò al letto e si sedette su una sedia in legno che trovò lì. Prese delicatamente le mani del ragazzo tra le sue, e fissó il viso pallido e malconcio di Mihos. Non sapeva cosa pensare in quel momento, se non chi l'avesse ridotto in quello stato. Perché non poteva essersi procurato quella fasciatura da sola, anche il più stupido avrebbe capito che era stato vittima di qualcosa di molto brutto.*

    Mihos...



    *Solo quelle cinque lettere uscirono dalla sua bocca, pronunciando il nome del ragazzo davanti a lei. Prese un grande respiro e i suoi occhi indugiarono sull'occhio bendato, e venne assalita da altri dubbi e paure.
    Chi poteva fare del male ad un ragazzo innocente e buono come Mihos?

    @Mihos_Renny,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Ad Honorem Insegnante Moderatore Web Certificato

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    [HOGWARTS - UFFICIO DELLA PRESIDE]


    *Una giornata come quella, a Charlotte, non era mai capitata. Era Preside di Hogwarts ormai da molti mesi ma mai si sarebbe aspettata tutto quello.
    Quella mattina aveva ricevuto in gufo urgente dal Ministero della Magia, il mittente era il suo amico Stefano che, conoscendo i suoi impegni, chiedeva di spostare la cena di quella sera ad un'altra serata. Quel pomeriggio aveva avuto dei problemi con gli Elfi Domestici delle Cucine del castello per via di alcune stoviglie ormai davvero malridotte e alcune forniture di cibo che non erano ancora giunte da Londra. Per finire quella sera, in particolare verso le undici di sera, un paio di studenti erano stati scoperti fuori dai propri dormitori. Si Trattava del giovane Albus Severus Potter e di Scorpius Malfoy, studenti di Serpeverde.*

    Signori.. Volete spiegarmi, come avete fatto con il prefetto Lightwood, perché siete fuori dai vostri dannat.. dai vostri dormitori?

    *Domandò la ex Serpeverde, cercando di calmarsi e di non esprimere la propria rabbia con quei due giovani studenti undicenni.
    Ovviamente, come poteva immaginare, non ebbe una risposta vera e propria, solo dei balbettii indefiniti.
    In quel momento un gufo planò direttamente sulla sua scrivania, sorprendendo la donna e i suoi interlocutori. Con fare un po' stizzito la donna congedò i due studenti difronte a lei che, comunque, avrebbero sostenuto la loro punizione il giorno dopo.
    Lo sguardo di Charlotte passò dalla grande porta di legno che si chiudeva, al rapace che si agitava. Aveva legato alla zampa destra una lettera con un sigillo verde lime.
    La Preside Mills aggrottò le sopracciglia. Quello era il logo e simbolo del S.Mungo. Non conosceva nessuno che fosse ricoverato all'ospedale noto per ospitare maghi e streghe. Con fare curioso slegò la lettera dalla zampina del gufo che, dopo un piccolo biscotto come ricompensa, se ne tornò da dove era arrivato.
    Chissà chi le scriveva, chissà di cosa si trattava.


    Quando aprì la busta e lesse ciò che c'era scritto rimase davvero sorpresa. Una calligrafia elegante in un inchiostro verde smeraldo recitava che uno studenti di Hogwarts, di nome MIhos Renny,si trovava ricoverato al S.Mungo.
    Cosa diamine ci faceva il giovane Renny all'ospedale? Doveva trovarsi nel suo letto, nella sua sala comune e non a Londra.*

    Perchè... Perchè devono capitare tutte a me oggi!?

    *Pensò la donna che, velocemente, si diresse verso il camino del suo ufficio. Decise di spostarsi da Hogwarts a Londra con la Metropolvere.
    La Metropolvere era uno dei tanti modi di trasporto per i maghi o le streghe, bastava avere un po' di Polvere Volante e un camino funzionante. Quando gettò la Polvere all'interno del piccolo e stretto loculo, e pronunciò ad alta voce la sua destinazione, delle fiamme verdi l'avvolsero.*

    SAN MUNGO!

    [LONDRA - S.MUNGO]


    *Ora mai la quasi trentenne si era abituata alla sensazione della Metropolvere, così come si era abituata ai sintomi delle Passaporte o della Materializzazione.
    Quando Charlotte Mills riaprì gli occhi notò, intorno a sè, un via vai davvero caotico in quella che era la hall dell'ospedale per i maghi. La donna si avvicinò ad un lungo tavolo che faceva da scrivania ad una strega, chiedendole in quale stanza era ricoverato Mihos Renny non prima di aver dichiarato la sua identità e il motivo della sua presenza li.
    Da quanto sembrava il giovane Tassorosso era ricoverato in una delle stanze del secondo piano. La Preside di Hogwarts salì le scale, cercando di capire perchè uno studente di trovassi li in quel momento e cosa poteva essergli capitato.
    Non conoscendo il numero della stanza la donna entrò in quasi tutte, scusandosi con i pazienti degenti se quella non era la stanza che lei stava cercando. Solo verso la fine del lungo corridoio giunse nella stanza dove Mihos si trovava.
    Non era solo.*

    Non solo mi tocca venire qua per lei, signor Renny, che posso capire la sua voglia di evasione data la sua maggiore età.. Ma lei signorina Banks?!

    *Cosa diavolo ci faceva anche Emily Banks li? Lei a differenza del ragazzo non sembrava avere fasciature o simili.
    Lo sguardo di Charlotte si posò sul volto di MIhos. Una vistosa fasciatura gli occupava metà del volto da mago ormai non più adolescente. Mihos era uno dei prefetti di Hogwarts, frequentava il settimo anno, ma quello non gli dava nessun permesso di lasciare Hogwarts o di chissà cosa lo aveva portato al S.Mungo.*

    Volete spiegarmi cos'è successo?


    @Mihos_Renny, @Emily_Banks,


  • Mihos_Renny

    Tassorosso Responsabile di Casa

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        Mihos_Renny
    Tassorosso Responsabile di Casa
       
       

    *Dopo aver chiesto quel favore all'infermiera, Mihos tornò in posizione supina cercando di riposare gli occhi, o meglio l'occhio buono, e la testa, in sottofondo poteva sentire i passi della gente fuori dalla stanza, in un certo senso era rilassante.
    Per un attimo si addormentò e rivisse tutto lo scontro avvenuto quella sera, rivide quel sorriso, riprovò tutte le emozioni che sentì durante il duello e ripensò alla dichiarazione del suo avversario che diceva del ruolo di Flavius Renny come Auror, Mihos non sapeva cosa pensare. Ogni singolo istante di quei momenti continuava a ripetersi a ruota libera nella mente del diciassettenne, iniziò a sudare e a sentirsi esasperato perché potendo anticipare le mosse dell'avversario questo vinceva sempre. Quando il Mangimorte gli puntò la bacchetta contro per ucciderlo, questa volta, non enunciò un incantesimo, ma pronunciò il suo nome. Non era nemmeno la stessa voce era... femminile, il Tassorosso aprì l'occhio sinistro e seduta su una sedia vicino al suo letto c'era una ragazza dai fluenti capelli biondi e con un'espressione preoccupata, probabilmente nel dormi veglia aveva sentito la sua voce al posto di quella del suo aggressore nel sogno. Mihos la riconobbe quasi subito una volta messa a fuoco l'immagine completa.

    Emily... che ci fai qui? Non dovresti essere a scuola?

    *Anche lui sarebbe dovuto essere ad Hogwarts a quell'ora e sicuramente, una volta che la Preside fosse arrivata le avrebbe spiegato dell'accaduto e del suo spiacevole incontro. Solo in un secondo momento riguardando la sua compagna di scuola gli tornò alla mente che anche il padre della ragazza era stato ucciso dal Mangiamorte. A scuola, dopo la sua lunga assenza, si era sparsa la voce della tragedia, ma Mihos quando si parlava di pettegolezzi non ci badava poi molto, anche perché capitava che le voci spesso erano solo delle sciocchezze. Ciò nonostante si sentì un po' in colpa, il genitore di una sua amica era morto e lui non le aveva detto niente.*

    Emily... io... so che potrebbe non essere il momento per... ecco... mi dispiace per tuo padre

    *Le parole uscirono a fatica, non sapeva cosa dire e sopratutto non era sicuro di poter scegliere le parole giuste, perché quando succedono queste cose non esiste una frase giusta da dire. Prima che potesse raccontare qualcos'altro nella stanza fece capolino la preside di Hogwarts, con un diavolo per capello.*


    Non solo mi tocca venire qua per lei, signor Renny, che posso capire la sua voglia di evasione data la sua maggiore età.. Ma lei signorina Banks?! 
    Volete spiegarmi cos'è successo?


    *L'ex-Serpeverde Charlotte Mills, preside e insegnante di Arti Oscure, fu la prima persona a cui Mihos pensò dopo essersi ripreso e c'era un motivo ben preciso.*

    Salve Preside, mi dispiace averle causato dei problemi, ma non l'avrei fatta chiamare se non fosse stato qualcosa di importante. E non si preoccupi, sarò disposto a ricevere qualsiasi punizione lei mi darà, intanto ascolti cosa ho da dirle

    *Le disse con tono serio. Era ben consapevole del fatto che doveva trovarsi a scuola nel suo dormitorio, o quanto meno a controllare che i suoi concasati lo fossero, in quanto prefetto di Tassorosso. Tirò su il cuscino del suo letto e si sistemò per essere più comodo.*

    Questa mattina presto sono andato a Diagon Alley, volevo comprare qualcosa per Kristal, un piccolo regalo per San Valentino sapendo che non avevo nessuna lezione ne ho approfittato, speravo di cavarmela in un paio d'ore, ma non é stato così.
    Sovrappensiero e senza guardare dove andavo distrattamente mi sono ritrovato a Notturn Alley, mai un errore di distrazione mi era costato così caro... mentre cercavo di materializzarmi al Paiolo Magico sono stato aggredito da una persona, un Mangiamorte. Sono riuscito a cavarmela per quel poco che ho potuto.


    *Mihos fece una leggera pausa prima di riprendere a parlare, il cuore iniziò a battere con ritmi accellerati, non era facile quello che stava per dichiarare.*

    Mentre duellavamo mi ha confessato di essere stato lui ad uccidere mio padre e... il tuo Emily... ma c'é un motivo se le ho chiesto di venire qui preside. Ho ragione di credere che chi mi ha aggredito sia una persona che lei conosce bene... suo fratello

    *Terminò il discorso cercando di riportare il proprio battito alla normalità, riuscendoci ma con molta fatica. Ora che aveva detto tutto ciò che c'era da dire avrebbe aspettato di rispondere a qualsiasi tipo di domanda.*

    @Charlotte_Mills, @Emily_Banks,


  • Emily_Banks

    Grifondoro

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        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Non sapeva dire quanti minuti fossero passati da quando era entrata nella stanza dove aveva trovato Mihos privo di sensi, ma per tutto il tempo era rimasta seduta sulla sedia aspettando che si risvegliasse. Voleva capire cosa gli fosse successo per ridurlo in quello stato, sicuramente non poteva essersi ferito a scuola altrimenti non avrebbero avvisato con così tanta urgenza la Preside. La mente era invasa da mille dubbi e pensieri che potevano solamente trovare chiarezza nelle parole del Tassorosso ancora inerme. Lo sguardo freddo come il ghiaccio si poggiò nuovamente sulla fasciatura che copriva l'occhio del ragazzo, era sempre più convinta che quella non si trattasse di un banale accidente.
    Stringeva ancora le mani del ragazzo tra le sue, quando le sentì muoversi, subito scattò sulla sedia e vide i ragazzo aprire piano gli occhi osservandosi attorno per poi posare lo sguardo confuso su quello di Emily.*

    Emily... che ci fai qui? Non dovresti essere a scuola?

    *Un sorriso sincero si dipinse sulle labbra di Emily contenta che l'amico fosse di nuovo cosciente. Temeva che da un momento all'altro sua madre sarebbe entrata in quella stanza per controllare le condizioni del cliente, e non osava immaginare la sgridata che gli avrebbe fatto trovandola lì e non a casa nel suo letto. Così, alzandosi dalla sedia per prendere un bicchiere d'acqua fresca per Mihos, lanciava occhiate furtive alla porta per controllare che non si aprisse all'improvviso.*

    Ben tornato tra noi Mhos! Piuttosto dovrei essere io a chiederti perchè sei al San Mungo!

    *Ritornò subito seria, e il sorriso di poco prima scomparve lasciando lo spazio al suo sguardo freddo come il ghiaccio. Era una questione seria quella, e adesso che Mihos si era finalmente risvegliato poteva finalmente capire perché fosse lì al San Mungo e non nel suo dormitorio. Riprese posto sulla sedia davanti al letto del ragazzo offrendogli il bicchiere di acqua fresca, e dopo l'affermazione del Tassorosso per poco non fu tentata di aprire quella porta e uscire.*

    Emily... io... so che potrebbe non essere il momento per... ecco... mi dispiace per tuo padre

    *Rimase molto spiazzata sentendo che il ragazzo fosse a conoscenza della morte di suo padre dato che l'unica persona a cui aveva rivelato tutta la verità era Gianna. Quando la famiglia di Emily venne a sapere della scomparsa di Paul Banks, avevano chiesto personalmente al Ministero e alla Gazzetta che non ne fosse fatta una questione pubblica preferendo far rimanere privata quella perdita dolorosa. Ma in un modo o nell'altro le voci si erano diffuse arrivando anche ad Hogwarts, e la sua assenza da scuola non aveva fatto altro che alimentarle. Lei che si era ritirata per isolarsi da tutti, chiudendosi in una bolla di vetro,gli altri non avevano fatto altro che parlare di lei e di suo padre per tutto gli altri. Chissà quante storie, schiocchezze e bugie si erano inventati sulla morte di quell'uomo, che era un padre,un marito,un figlio, solo per il gusto di farlo e per dare aria alla bocca. Le persone non potevano semplicemente farsi gli affari loro e non mettere il naso nelle faccende altrui. Odiava queste persone, ed aveva odiato il fatto che quando era ritornata si sentiva sempre osservata quando passava nei corridori, ma con le buone e con le cattive era riuscita a far tacere le bocche di tutti.*

    Non ti preoccupare, è acqua passata.

    *Si limitò a dire Emily con un'alzata di spalle. Non era acqua passata la morte di suo padre, continuava a pensarlo e sentire la sua mancanza ogni giorno. Ma doveva andare avanti,riscrivere un nuovo capitolo della sua vita e andare avanti. Era quello che avrebbe voluto anche lui, l'ultima cosa che voleva vedere era soffrire la sua unica figlia. Ma come poteva se il motivo del suo dolore era proprio lui?*

    Non solo mi tocca venire qua per lei, signor Renny, che posso capire la sua voglia di evasione data la sua maggiore età.. Ma lei signorina Banks?!
    Volete spiegarmi cos'è successo?


    *La porta della stanza i aprì all'improvviso, ma la nuova presenza non era la madre di Emily, ma Charlotte Mills, Preside di Hogwarts. Non sembrava particolarmente contenta di vedere i due ragazzi lì al San Mungo quando dovevano essere a scuola nei loro dormitori. Mancava solo che entrasse anche sua madre ed il danno era fatto, non che adesso non fosse nei guai ovvio, e sapeva benissimo la punizione che le sarebbe toccata una volta tornata ad Hogwarts.
    Emily rimase in silenzio, non sapendo se giustificarsi e chiedere scusa, anche se sarebbe servito a poco o inventare una bugia per salvarsi da una bella punizione. Ma prima che potesse dire qualcosa, Mihos la precedette e raccontò per filo e per segno cosa gli era successo.*

    Questa mattina presto sono andato a Diagon Alley, volevo comprare qualcosa per Kristal, un piccolo regalo per San Valentino sapendo che non avevo nessuna lezione ne ho approfittato, speravo di cavarmela in un paio d'ore, ma non é stato così.
    Sovrappensiero e senza guardare dove andavo distrattamente mi sono ritrovato a Notturn Alley, mai un errore di distrazione mi era costato così caro... mentre cercavo di materializzarmi al Paiolo Magico sono stato aggredito da una persona, un Mangiamorte. Sono riuscito a cavarmela per quel poco che ho potuto.
    Mentre duellavamo mi ha confessato di essere stato lui ad uccidere mio padre e... il tuo Emily... ma c'é un motivo se le ho chiesto di venire qui preside. Ho ragione di credere che chi mi ha aggredito sia una persona che lei conosce bene... suo fratello


    *Per tutto quel tempo aveva cercato di capire chi avesse ucciso suo padre, pensava che dopo la morte di suo nonno non avesse più nulla da temere, che la sua famiglia era finalmente salva. Qualcuno invece aveva deciso che non doveva andare così, ed ecco che le avevano portato via suo padre. Tutti quei mesi passati a sperare un suo ritorno, l'avevano lasciata solo con l'amaro in bocca. Aveva lasciato la scuola, le sue amicizie senza dire nulla a nessuno, per stare da sola. Era arrivata ad odiare la sua vita, sè stessa, perchè non aveva fatto nulla per evitarlo. Nessuno aveva fatto niente. Tante erano le notti insonni passate a pensare a lui, tante erano le volte che aveva sentito i singhiozzi di sua madre e tanta era la fatica che aveva fatto per sostenere una famiglia distrutta. E ora sedeva di fianco alla sorella di colui che le aveva portato via suo padre. Vendetta. Ecco quello che voleva. E non le importava che fosse il fratello della donna di fianco a lei. Lui non si era fatto scrupoli uccidendo suo padre, ed Emily avrebbe fatto lo stesso.
    Ma adesso al posto di risolverli, aveva ancora più dubbi di prima, e doveva capire cosa avesse spinto il fratello di Charlotte ad uccidere suo padre.*

    Perchè proprio mio padre, perchè l'ha ucciso?

    @Mihos_Renny,@Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Ad Honorem Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 347602
       
       

    *Ovviamente gli studenti, una volta tornati a Hogwarts, avrebbero sostenuto una punizione con i fiocchi per la loro trasgressione delle regole. Ancora non aveva ricevuto risposta sul perché si trovassero fuori dal castello.
    Fu solo quando il Tassorosso prese parola che le rivelò il perché della sua "fuga": si era recato a Diagon Alley per comprare un regalo alla sua ragazza e, senza volere, era finito a Notturn Alley. Fu li che incontrò una losca figura, proprio la stessa figura che l'aveva ridotto in quel modo.

    [...]mentre cercavo di materializzarmi al Paiolo Magico sono stato aggredito da una persona, un Mangiamorte. Sono riuscito a cavarmela per quel poco che ho potuto.

    *Iniziò a raccontare il diciassettenne Prefetto di Tassorosso. Raccontò di essersi trovato, senza volere, a Notturn Alley, di aver incontrato qualcuno che, per qualche motivo, aveva deciso di prendersela con lui. Perché un uomo qualsiasi doveva prendersela con un diciassettenne? Di solito a Notturn Alley non accadeva mai nulla di davvero rilevante.. Tranne per quella volta.
    Lo studente le raccontò che, mentre i due duellavano per la loro vista la losca figura aveva confessato due omicidi: quello del signor Renny e quello del signor Banks. Furono solo le successive parole che attirarono la sua attenzione.

    [...]Ho ragione di credere che chi mi ha aggredito sia una persona che lei conosce bene... suo fratello.

    *Era ormai un paio di anni che Charlotte ipotizzava che suo fratello Luke non fosse davvero morto come aveva creduto fin a quel Novembre del duemilaquindici.

    [INIZIO FLASHBACK]
    ANNI PRIMA

    *Charlotte camminava su quel freddo terriccio ricoperto da una leggerissima brina.
    Aveva pranzato in compagnia di suo figlio Kyle che, da li a poco più di un mese avrebbe compiuto ben due anni. Il tempo era passato davvero velocemente.
    Dopo un piatto caldo di pasticcio di carne in puro stile inglese aveva indossato qualcosa di sobrio per poi smaterializzarsi in quel luogo pieno di tristezza e lacrime.La professoressa di Arti Oscure quel giorno si era presa un
    giorno di riposo dal lavoro che svolgeva a Hogwarts, in particolare nei sotterranei di Serpeverde, per occuparsi di questioni famigliari. Era strano perché la famiglia di Charlotte era formata da ei, un bimbo di due anni e un Elfo Domestico ormai d'età avanzata, quella volta doveva occuparsi della famiglia che non c'era più quella che riposava al cimitero di Little Hangleton.
    Era strano come quel luogo fosse cambiato nel corso degli anni. La sua storia era nota a tutti, ma era molto bello vedere come il Ministero della Magia avesse riqualificato certi luoghi che avevano visto la storia, che l'avevano vissuta.
    Camminava tra le lapidi di uomini e donne che non conosceva con una meta ben precisa in mente.
    Tutti i suoi famigliari riposavano in quel cimitero così grande, tutti quelli da parte di padre per lo meno. Richard Mills e Brienne LeFevre riposavano per l’eternità sotto cumuli di terra assopiti da un sonno eterno.
    In gioventù l’ex Serpeverde non aveva mai voluto bene ai due genitori, per cose legate a suo fratello Luke, crescendo però aveva compreso le loro scelte, iniziando a voler bene anche a loro, nonostante tutto quello che avevano riservato a lei.
    I cognugi Mills, erano deceduti dieci anni prima, e fino a quel momento avevano riposato nella lapide che raffigurava una donna dormiente in perfetto stile neoclassico, uno stile molto amato dai genitori di Charlotte, da quel giorno però avrebbero cambiato locazione.
    Ormai era giunto il momento di ricongiungere Richard e Brienne Mills insieme al figlio maggiore che, er scelta loro, era stato sepolto molto lontano dalla lipide di famiglia che da quel giorno sarebbe diventata una Cappella funeraria.
    Charlotte, molti mesi prima, aveva iniziato un azione burocratica con il Cimitero di Little Hangleton per spostare l'amato fratello e seppellirlo vicino all'intera famiglia Mills, successivamente però aveva deciso trovare un luogo più detto per pregare i propri defunti, un luogo che poteva proteggere quelle persone in eterno riposo e quale luogo migliore di un luogo chiuso pieno di candele e fiori.
    Alla morte di Luke i genitori di Charlotte avevano rifiutato di seppellire il figlio maggiore insieme al resto della famiglia, per loro Luke era un disonore. Un Serpeverde in un intera famiglia Grifondoro: esisteva disonore più grande? Assolutamente si: avere due figli smistati in quella casa che Richard Mills, padre dei due Serpeverde, tanto detestava.
    L'uomo aveva frequentato la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts negli stessi anni del "famoso" Lucius Malfoy, e da quello che sua madre le aveva raccontato da piccola, suo padre era stato uno dei bersagli di quell'uomo malvagio. Il rintocco di alcune campane fecero tornare Charlotte alla realtà.
    Vento freddo muoveva foglie gialle sul terreno, cadendo anche dagli alberi coprendo una foto. Con cautela Charlotte si avvicinò a quel luogo che ai suoi occhi sembrava immenso nella sua tristezza. Appena entrata un leggero odore di umidità e chiuso l'avvolse. Prese la sua bacchetta in Ebano e, con un incantesimo molto conosciuto, fece comparire dei fiori dal nulla. Dei colori pacati, sul giallo e rosa erano l'unica nota di colore tra tutto quel grigio delle lapidi murarie dove delle immagini erano appese, seguite da delle poche e incisive parole.



    Citazione:
    Qui riposano
    Richard Mills e Brienne LaFevre
    (18/05/1951, 30/07/2005 - 02/02/1955, 30/07/2005)


    Citazione:
    Luke Mills
    10/10/1979 – 2/05/1998


    Quella era la sua famiglia, non importava quanto la piangesse, quanto cercava di dimenticare tutto il dolore che aveva provato, quanto cercasse di farsi una famiglia tutta sua, quella parte di vita avrebbe fatto sempre parte di lei.
    Richard e Brienne erano come dei fantasmi he la tormentavano, mentre Luke Mills un angelo custode che la osservava dall'alto. Chissà cosa pensava di lei.
    Dopo tantissimi minuti rimasta a pensare, a ricordare il passato si decide di tornare verso casa.
    Il sole in quel venerdì di Novembre splendeva alto incielo, l'inverno iniziava a farsi sentire e il giubbotto era d'obbligo, ma quando uscì da quella cappella rimase sorpresa nel vedere qualcuno che sfidava il freddo indossando solo un mantello scuro che gli copriva il volto. Non subito si allarmò, ma solo quando notò che tale figura, ferma inerme la stava osservando da lontano. La bacchetta stretta nella mano sinistra nascosta nello scuro mantello, mentre il volto era rivolta verso la misteriosa figura, mentre i piedi percorrevano lentamente la strada per uscire da quel cimitero.
    La figura, notando di essere osservata scomparve con un sonoro "puf" tipico della smaterializzazione.
    Charlotte tirò un sospirò di sollievo che si tramutò in un sussurrò quando si voltò e si trovò faccia a faccia con la misteriosa e incappucciata figura.



    L'ex Serpeverde non riconobbe quel volto.
    I loro nasi erano a qualche centimetro di distanza, ma quel volto non l'aveva mai visto... Non lo conosceva.
    Attimi di silenzio scorsero lenti, fino a quando un paio di occhi scuri la fece sobbalzare per la centesima volta.*

    Io ti conosco...

    *Affermò con un filo di voce Charlotte Mills.
    Come era possibile? no, no era lui. La barba lunga gli copriva gran parte del volto, i capelli che spuntavano da sotto il cappuccio del mantello erano lunghi, ma quegli occhi li avrebbe riconosciuti ovunque, come il taglio della bocca che in quel momento non esprimeva nessuna emozione. Forse quell'uomo non si aspettava di sentire la sua voce perché, alle poche parole di Charlotte qualcosa passò nei suoi occhi, come se avesse sbagliato a decidere di trovarsi li.L'uomo si smaterializzò proprio come in precedenza,
    solo che quella volta se ne andò per davvero.*

    NO ASPETTA!
    "Non è possibile... Luke?"


    *Mille dubbi iniziavano ad assalirla.
    Quello era il ragazzo che aveva vissuto on lei anni ed anni prima, era quella persona a cui aveva voluto davvero tanto bene da piccola, ma era impossibile che si trovasse li, lui era morto era stato visto morire da più di una persona che lei stessa aveva trovato e interpellato, era stato ucciso da un incantesimo scagliato da un mago dai capelli rossi e le lentiggini. Mille dubbi iniziarono ad assalirla lasciandola li tra le mille domande che iniziavano a riempirle la mente.*

    [FINE FLASHBACK]

    *Per tutta la vita aveva creduto che suo fratello fosse morto durante la battaglia del 1998 a Hogwarts. Luke Mills non era mai stato un ragazzo come gli altri, ma per la piccola Charlotte (che all'epica era solo una bambina) lui semplicemente suo fratello. Fu solo con il passare degli anni che la voglia di rendere giustizia alla morte del fratello l'aveva condotta ad unirsi allo stesso gruppo di Luke Mills: i Mangiamorte.
    Da quel fatidico Novembre aveva cercato in tutti i modi di scoprire se quell'uomo misterioso fosse davvero il suo amato fratello, ma non aveva mai trovato riscontri.. Fino a quel momento.
    Lo sguardo di Charlotte era serio.
    Poteva immaginare il passato del fratello, ma perché rifarsi vivo proprio in quel momento e prendersela con il Tassorosso? Mille pensieri iniziarono a girarle per la testa, fu solo la voce della bionda al loro fianco a farla tornare alla realtà.*

    Perchè proprio mio padre, perchè l'ha ucciso?

    Signorina Banks.. i Mangiamorte non hanno un vero e proprio perché per le loro azioni, ma se ce l'hanno non lo deve chiedere a me.

    *Erano vent'anni che Luke Mills si faceva credere morto, erano altrettanti anni che lei non lo vedeva. Non ricordava la sua voce, non ricordava più il suo volto se non per gli occhi scuri come i suoi.
    Quella era la prima vera prova della latitanza dell'amato fratello. Ma Perchè si era finto morto? Perchè, nonostante l'affetto che li aveva legati da piccoli, non le aveva fatto capire che era vivo? perchè durante il suo periodo con i Mangiamorte nessuno le aveva detto la verità? Tutto quello che aveva creduto fino a quel momento era solo una menzogna.
    Lo sguardo della donna si posò prima sul volto della quindicenne e, successivamente, sul volto tumefatto del diciassettenne.*

    Ora: non andatevi a immischiare in cose più grandi di voi.
    A.. Al Signor Mills ci penserò io.


    *Affermò la donna.
    Per loro fortuna un Medimago comparve della stanza, interrompendo quella conversazione un po' imbarazzante e fuori luogo. Di sicuro Mihos aveva bisogno di riposare per via delle ferite riportate, mentre Emily al novanta percento sarebbe tornata a Hogwarts assieme a lei.*


    @Mihos_Renny, @Emily_Banks,


  • Mihos_Renny

    Tassorosso Responsabile di Casa

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 7
    Galeoni: 615
        Mihos_Renny
    Tassorosso Responsabile di Casa
       
       

    *Lo sguardo della Preside rimase serio, non sembrava stupita, anzi sembrava si aspettasse un'informazione di quel tipo, forse sapeva che suo fratello era vivo. Finito di raccontare la prima che prese la parola fu Emily.*

    Perché proprio mio padre, perché l'ha ucciso

    Signorina Banks... i Mangiamorte non hanno un vero e proprio perché per le loro azioni, ma se ce l'hanno non lo deve chiedere a me. 

    *Ovviamente la Preside non poteva sapere quello che aveva in testa suo fratello e anche se fosse tornata ad essere una Mangiamorte probabilmente non sarebbe andata a dirlo a due studenti*

    L'unica cosa che mi ha detto é che odiava a morte mio padre e che ha voluto uccidere tutti quelli collegati a lui, compreso il padre di Emily, ha detto che era un suo collega e amico.

    *Per un attimo gli balenò in testa l'ipotetica vita del padre: era diventavo un Auror finita la scuola, ha conosciuto e fatto amicizia con il padre di Emily e si era infiltrato tra i Mangiamorte per sgretolare quella cerchia di maghi oscuri dall'interno. Ma non capiva il motivo per cui non aveva detto la verità a sua moglie e madre di Mihos, almeno per il fatto di essere un mago.*

    Ora: non andatevi a immischiare in cose più grandi di voi. 
    A.. Al Signor Mills ci penserò io. 


    *Mihos scosse la testa per riprendersi da quel momento di catatonia. Era d'accordo con quello appena detto da Charlotte Mills, ma non completamente.*

    E' giusto, dopotutto sono affari di famiglia no? Ma sappia che questo non mi fermerà, se mai dovessi ritrovarlo sarò pronto ad affrontarlo e mi creda... non mi farò trovare impreparato

    *Lo sguardo del Tassorosso era serio e rivolto alla trentenne, per quanto avesse rispetto per la professoressa non poteva provare lo stesso per il fratello. Come dimostrava il suo stato attuale non era pronto per andare a cercare quel Mangiamorte, nonostante fosse al suo settimo anno e avesse padroneggiato una buona parte di incantesimi utili per uno scontro non aveva abbastanza esperienza per poter vincere, si sarebbe preparato per lo scontro futuro attingendo a tutti i libri di magia possibili e si sarebbe vendicato, con qualunque mezzo e con qualsiasi conseguenza*

    @Charlotte_Mills, @Emily_Banks,