• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Charlotte_Mills




    Ultima modifica di Charlotte_Mills oltre 1 anno fa, modificato 2 volte in totale


  • Lavinia_Grent

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1555
        Lavinia_Grent
    Corvonero
       
       




    INIZIO DELL'AVVENTURA


    In questo giorno di sfide, l'intrepida squadra di Corvonero lascia la Sala Comune con i petti in alto.
    Uniti in un grande gruppo si dirigono verso la Foresta Proibita e nei loro occhi si vede un misto di emozione e paura, perché ancora non sanno quello che dovranno affrontare nella misteriosa Selva.

    Arrivano all'orlo della foresta, dove la vegetazione inizia a diventare più fitta, e aspettano.





    OFF GDR

    Ricordo che il primo a postare riceverà via MP il primo indovinello per la prima sfida
    Ma la prima sfida in cui vi cimenterete vi verrà comunicata solo dopo che avrete scritto almeno 4 post in cui descrivete il vostro arrivo al limitare della foresta proibita.
    Attenetevi, inoltre, sempre alle indicazioni dei Giudici, dovete narrare quello che loro descrivono e renderlo vostro.

    Il topic sarà aperto dalle 00.01 del 14 Marzo fino alle 23.59 del 20 Marzo.


    Vi ricordo che ogni partecipante, qualsiasi sia il suo livello scolastico, guadagnerà 5 falci a post; mentre il migliore per squadra si aggiudicherà 6 Galeoni per il profilo personale e validi per il Mago Del Mese.


    Citazione:
    Ragazzi, vi ricordiamo che la caccia si svolge in SI (Linguaggio GDR).

    Bisogna, quindi, scrivere correttamente:
    - in terza persona
    - usando il passato ( esempio: *andai a prendere una burrobirra, mentre i miei compagni chiacchieravano* )
    - pensieri tra “ “ (virgolette)
    - discorso diretto senza nulla
    - le azioni, ossia il discorso indiretto, tra * * (asterischi)
    - usare un italiano corretto (no stile sms e attenzione agli errori ortografici)
    - Per la NARRAZIONE : usare la fantasia, narrare le proprie emozioni, quello che vi circonda (persone, ambiente, atmosfera, etc...)


    @Melanie_Atherthon, @Elisabeth_Boleyn, @Elena_Apefrizzola, @Alexander_Morgenstern, @Kribja_Armstrong, @Lavinia_Grent, @Cosetto_Silverwing, @Helen_Daniels, @Maximum_Pitter, @Serenity_Hunter, @Beatrix_Olives, @Katherine_Marshall, @Katrin_Hopkirk, @Chicca_London, @Kimberly_Beckendorf, @Alexis_Thompson, @Futura_Heron, @Antonia_Burns, @Simona_Blake, @Icarus_Flamvell, @Karis_Tenebris, @Maximum_Pitter, @Polaris_Mcright, @Anna_Puckle, @Chicca_London, @Luke_Cerovaz, @Alastor_Umbra, @Oliver_Zambini, @Elisabeth_Boleyn, @Miraha_Gaiamens, @Kate_Luviana, @Helen_Daniels, @Chloe_Lightwood, @Vale_Fachin, @Allison_Martin, @Veronica_Smith, @Melanie_Atherthon, @Jamie_Blane, @Adam_Wright, @Ally_Destrit, @Daniel_Wilson, @Ilaria_Pennazio, @Norma_Easthron, @Katherine_Marshall, @Katerina_Iceman, @Maia_Frost, @Gaia_Uzumaki, @Mayv_Obreen, @Sadie_Smith, @Grace_Frecentese, @Aura_Ollivander, @Francesca_Andrews, @Alizee_Martin, @Nuwen_Alwenion, @Sophia_White, @Aria_Montgomery, @Theo_Middioni, @Annmarie_Gray, @Stella_Polaris, @Eileen_Hawthorn, @Eleonora_Zangara, @Lilly_William, @Sofia_Renier, @Fabiola_Cantervilles, @Federica_Summer, @Michele_Conversano, @Mitzi_Ramacciotti, @Valery_Mustard, @Adelide_Holmes, @Arya_Mclush, @Annabeth_Swann, @Fabri_Jhorktromm, @Vicky_Meow, @Giulia_Bergeon, @Frensis_Vliet, @Angela_Dimaggio, @Ossidia_Welty, @Kelsie_Mcgregor, @Penelope_Takenouchi, @Freyja_Moonlight, @Idril_Narmolanya, @Nathaniel_Everwood, @Edmund_Krakenford, @Esse_Cubed, @Anele_Orgen, @Ezra_Addenbrooke, @Serenity_Hunter, @Marco_Soriano, @Keira_Swan, @Vall_Green, @Elanor_Weiss, @Anna_Bluemark, @Chiara_Smith, @Lucrezia_Innocenti, @Penelope_Lockwood, @Emily_Finch, @Andres_Lannister, @Sybil_Astralyn, @Giulio_Damico, @Zena_Lambert, @Ginevra_Watson, @Helia_Golly, @Giulia_Mazzuchelli, @Valentina_Zampini, @Miranda_Doro, @Giorgia_Giogip, @Daiana_Rosteghin, @Francesca_Farci, @Pauline_Roux, @Cecilia_Grassi,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
       
       

    [Torre di Corvonero]



    *Serenity si alzò di scatto dal letto con un grido. Aveva sognato e certamente non qualcosa di bello.
    Con cautela prese a respirare, un improvviso capogiro a causa dell'improvviso cambio di posizione, le tempie pulsanti e doloranti. Le massaggiò delicatamente, sforzandosi di mettere a fuoco quanto accaduto nei minuti a ridosso del suo risvegliarsi.
    Stava sognando e di quello ne era assolutamente certa, aveva ancora impressa l'immagine sbiadita e confusa di un volatile che le rubava il Boccino all'ultimo momento anche se nella squadra il ruolo di Cercatore era destinato a Kribja. Comunque sia non era quello il particolare strano di sicuro.
    Perché aveva urlato? Se il sogno si fosse limitato a quell'episodio era un qualcosa di assolutamente banale, che non giustificava affatto una reazione simile. Cos'altro era accaduto? Una luce accecante rossa, poi tutto nero. Sforzandosi Serenity ricordò altri dettagli. Il volatile era il suo amato Hermes, che però non assomigliava affatto al barbagianni che aveva amorevolmente cresciuto. Fiammeggiava come una Fenice, ma il becco aguzzo e minaccioso faceva dubitare della vera natura di quella creatura. Era orribile e spaventoso. Serenity aveva bloccato la scopa, una vampata rovente l'aveva colpita come se l'uccello di fuoco avesse sputato fuoco come un drago... e poi? Che cosa era accaduto?
    Più continuava a rimuginarci, più i dettagli sbiadivano sempre più assieme al sonno. Provò un paio di volte a trattenerli, quasi immaginando un paio di mani afferrare gli ultimi brandelli di sogno fino alla resa finale. Ormail quell'incubo non era altro che un pallido ricordo.
    Serenity si mise a sedere sul ciglio del letto, ancora frastornata dal lampo di fuoco saettata nella mente come una lama. A poco a poco che si risvegliò completamente dal sonno bruscamente interrotto comprese anche le motivazioni per cui sicuramente aveva avuto un incubo.*

    Deve essere quel maledetto orienteering a spaventarmi così tanto, persino nel mio subconscio.

    *E chi non sarebbe stato spaventato fra gli studenti di Hogwarts all'idea di trascorrere anche solo un minuto all'interno della buia e inquietante Foresta Proibita?
    A nulla era valsa la settimana di preavviso, sette giorni da quando il manifesto era apparso su tutte le bacheche, per dare il tempo ai ragazzi di accettare l'idea e soprattutto la sfida proposta. I Corvonero che avevano aderito lo vedevano come uno stimolo pressoché mentale, ma la maggior parte aveva preferito declinare. Molti non erano adatti a fare gioco di squadra, ma in particolar modo "non si sentivano abbastanza Grifondoro da affrontare la Foresta Proibita", come disse qualcuno in Sala Comune.
    Serenity non era d'accordo su quella frase in particolare. Catalogare gli studenti appartenenti a una determinata Casa usando solo gli appellativi di riferimento non poteva essere più sbagliato. Elena per esempio era gaia e solare come i Tassorosso eppure era stata smistata tra i Corvonero. A lungo Serenity lottò senza successo per far cambiare quei pregiudizi, nati in particolare fra gli studenti più giovani. Alla fine però fu soddisfatta di quei Corvonero che invece aderirono al progetto. Chi per una rivalsa personale, chi per altri motivi, man mano che passavano i giorni il foglio delle firme diventò sempre meno bianco. In cima capeggiavano le firme di entrambe le Responsabili di Casa, con il comune desiderio di mettersi alla prova assieme ai loro compagni.Tutto si concluse la sera prima dell'inizio, quando Serenity ed Elena avevano affisso in Sala Comune la pergamena recante i nomi dei partecipanti, soddisfatte del lavoro compiuto.
    Ora che quel giorno era giunto la Corvonero non sapeva bene come affrontare il tutto. Il riposino, che in principio doveva essere ristoratore, era stato bruscamente interrotto da un incubo in cui si celava la paura dell'ignoto e in Sala Comune dabbasso brulicavano moltelici voci perlopiù spaventate per ciò che li attendeva. Serenity comprendeva perfettamente quello stato d'animo che rispecchiava in pieno il suo, eppure doveva cercare di infondere un minimo di speranza e fiducia nel gruppo. Non perse tempo a indossare la divisa da Corvonero, prendendo con sè il mantello pesante. Varcata la soglia trovò conferma ai suoi dubbi. La squadra di Corvonero appariva irrequieta, dai volti pallidi e tesi, qualcuno che ripeteva con la bacchetta incantesimi che Serenity non riuscì a riconoscere per via della tensione tumultuosa del suo animo.
    Da Prefetto sentiva il dovere di esporre un piccolo discorso di incoraggiamento. Si fece largo fra i ragazzi, cercando di riassumere l'autocontrollo che tanto la caratterizzava, e si schiarì la voce non appena raggiunse il camino visibile a tutti. A quel punto tutti tacquero.*



    Compagni Corvonero, è bello vedere un cospicuo numero di voi che ha deciso di partecipare tutti insieme a questa sfida. Sarei un'ipocrita se in questo momento vi direi di non avere paura. Sì, l'idea di non sapere cosa mi aspetta mi terrorizza non poco. Mi tremano la mani solo a pensarci. Sono certa però che il vostro collaborare con gli altri sarà più che genuino e che potremo fare affidamento su tutti senza problemi. Ci aspetta qualcosa lì dentro, nella Foresta, e rimanendo uniti raggiungeremo ottimi risultati. Non vedetela come una competizione sportiva a mo' di Quidditch, quanto più una prova con voi stessi, un modo per crescere e superare i vostri limiti fino al possibile. Che vinciamo o meno, usciremo da quella Foresta con la consapevolezza di essere cresciuti e con un'esperienza in più da raccontare. Forza Corvonero!

    *L'ultima frase fu pronunciata quasi come un urlo di battaglia, a cui si unì il coro della squadra seguito da un applauso scrosciante. Mantenendo la calma Serenity prese le redini del gruppo, allacciandosi il mantello. I ragazzi ricominciarono a parlottare, ma stavolta il tono udibile era diverso mentre uscivano dalla Torre di Corvonero, scendendo subito dopo la prima rampa di scale. Era l'emozione di cimentarsi su qualcosa di diverso dal solito: non una semplice lezione pratica, ma una sorta di avventura in cui le risorse di tutti erano necessarie per la buona riuscita della prova. Ovviamente il timore che qualcosa andasse storto era sempre dietro l'angolo, tuttavia la Prefetto era fiduciosa nella squadra che lei ed Elena avevano reclutato. Avrebbero mostrato a tutti che anche i Corvonero, come già accaduto nel Quidditch, potevano dimostrare il loro valore.*


    [Limitare della Foresta Proibita]



    *Più gli altissimi alberi erano in vista, più il cipiglio da leader di Serenity veniva meno. Era come se l'immensità della Foresta quasi la schiacciasse col suo peso, dandole l'impressione di essere minuscola al loro cospetto.*

    Credo di aver appena capito come si sentano i Chizpurfle rispetto a noi umani.

    *Si espresse Serenity ricordando i minuscoli parassiti di calderoni e bacchette studiati con il professor Largh. Il cuore le batteva fortissimo e la pancia le si contorceva e bruciava, come se tanti Ashwinder avessero sostituito il suo intestino. Si sentiva prossima a vomitare.
    Forse aveva sbagliato a mangiare prima. L'idea di mettere qualcosa sullo stomaco si stava rivelando alquanto scomoda.
    La nausea sembrò lievemente scomparire dopo aver respirato a lungo profondamente per calmarsi. Serenity si abituò presto all'idea che quel malessere l'avrebbe accompagnata probabilmente per tutta la durata dell'orienteering. Stava cominciando anche a sudare freddo e non andava per niente bene.
    La nebbia densa iniziava già ad avvolgere i ragazzi diretti verso il luogo più spaventoso di tutta Hogwarts, dove nemmeno la giornata più soleggiata poteva rischiarare le cupe tenebre che avvolgevano le antiche radici infisse nel terreno e la moltitudine di creature che popolavano quel sinistro habitat. Era come se quella foresta fosse nata solo nelle tonalità del grigio bluastro, quasi come se a una fotografia avessero di colpo eliminato tutti i colori. Niente sprazzi gioiosi di fiori sbocciati, niente cinguettii felici, niente raggi di sole. Solo un silenzio di tomba quaasi assordante se non fosse per strani versi e fruscii che spesso risuonavano fra i possenti alberi. Serenity sapeva solo che ci abitavano i clan dei Centauri, ma sospettava ci fossero creature ben più pericolose dei saggi conosciutori dell'Astronomia. Quel posto le piaceva sempre meno.
    Giunti nel punto in cui avrebbero dovuto cominciare la prova Serenity provò un tuffo al cuore poiché ciò che vide per prima, essendo davanti a tutti, era l'ultima cosa che si aspettava di trovare in quel punto.
    Non c'era nessuno.
    Erano soli in prossimità della Foresta e non sapevano cosa fare.
    Il senso di vuoto era paragonabile alla paura che stava provando in qual momento. Voltandosi la ragazza lesse lo stesso sgomento nei suoi compagni, tutti indecisi sul da farsi. D'istinto la ragazza fece ciò che le sembrò più sensato in quel momento: prese la fedele bacchetta e la puntò contro il varco della Foresta Proibita.*

    Lumos.



    *Un piccolo globo luminoso apparve sulla punta del catalizzatore, aiutando così Serenity nella ricerca di qualche indizio magari nascosto nella vegetazione. Ma dopo pochi secondi dovette arrendersi, non c'era altro che il solito tappeto erboso e pieno di foglie secche che si dipanava fra gli alberi nodosi stagliati contro il cielo nascosto dalle fitte fronde. Non c'era altro da fare perciò che aspettare senza far nulla, cosa che non tranquillizzava affatto la Prefetto. Non le piaceva l'idea di rimanere ferma e immobile in quel luogo così tetro da far accapponare la pelle!

    A quanto pare sembra che non ci sia molto da fare qui. Sono sicura che il posto sia questo, ma siamo su un binario morto. Credevo ci fossero degli indizi come una caccia al tesoro , tuttavia sembra non sia così. Avete qualche proposta?

    *Chiese ai compagni, coinvolgendoli così nei suoi pensieri. Cercò di ignorare il rapido brivido freddo lungo la schiena udendo strani rumori provenienti dall'interno della Foresta. Il buio causato dagli alberi e dalla nebbia aveva acuito gli altri sensi, facendo sì che riuscisse a udire rumori a cui prima non avrebbe mai fatto caso. Quanto avrebbe voluto che quell'orienteering finisse al più presto e soprattutto senza conseguenze!*

    @Melanie_Atherthon, @Elisabeth_Boleyn, @Elena_Apefrizzola, @Alexander_Morgenstern, @Kribja_Armstrong, @Lavinia_Grent, @Cosetto_Silverwing, @Helen_Daniels, @Maximum_Pitter, @Serenity_Hunter, @Beatrix_Olives, @Katherine_Marshall, @Katrin_Hopkirk, @Chicca_London, @Kimberly_Beckendorf, @Alexis_Thompson, @Futura_Heron, @Antonia_Burns, @Simona_Blake, @Icarus_Flamvell, @Karis_Tenebris, @Maximum_Pitter, @Polaris_Mcright, @Anna_Puckle, @Chicca_London, @Luke_Cerovaz, @Alastor_Umbra, @Oliver_Zambini, @Elisabeth_Boleyn, @Miraha_Gaiamens, @Kate_Luviana, @Helen_Daniels, @Chloe_Lightwood, @Vale_Fachin, @Allison_Martin, @Veronica_Smith, @Melanie_Atherthon, @Jamie_Blane, @Adam_Wright, @Ally_Destrit, @Daniel_Wilson, @Ilaria_Pennazio, @Norma_Easthron, @Katherine_Marshall, @Katerina_Iceman, @Maia_Frost, @Gaia_Uzumaki, @Mayv_Obreen, @Sadie_Smith, @Grace_Frecentese, @Aura_Ollivander, @Francesca_Andrews, @Alizee_Martin, @Nuwen_Alwenion, @Sophia_White, @Aria_Montgomery, @Theo_Middioni, @Annmarie_Gray, @Stella_Polaris, @Eileen_Hawthorn, @Eleonora_Zangara, @Lilly_William, @Sofia_Renier, @Fabiola_Cantervilles, @Federica_Summer, @Michele_Conversano, @Mitzi_Ramacciotti, @Valery_Mustard, @Adelide_Holmes, @Arya_Mclush, @Annabeth_Swann, @Fabri_Jhorktromm, @Vicky_Meow, @Giulia_Bergeon, @Frensis_Vliet, @Angela_Dimaggio, @Ossidia_Welty, @Kelsie_Mcgregor, @Penelope_Takenouchi, @Freyja_Moonlight, @Idril_Narmolanya, @Nathaniel_Everwood, @Edmund_Krakenford, @Esse_Cubed, @Anele_Orgen, @Ezra_Addenbrooke, @Serenity_Hunter, @Marco_Soriano, @Keira_Swan, @Vall_Green, @Elanor_Weiss, @Anna_Bluemark, @Chiara_Smith, @Lucrezia_Innocenti, @Penelope_Lockwood, @Emily_Finch, @Andres_Lannister, @Sybil_Astralyn, @Giulio_Damico, @Zena_Lambert, @Ginevra_Watson, @Helia_Golly, @Giulia_Mazzuchelli, @Valentina_Zampini, @Miranda_Doro, @Giorgia_Giogip, @Daiana_Rosteghin, @Francesca_Farci, @Pauline_Roux, @Cecilia_Grassi,


  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 616
       
       

    [SALA COMUNE DI CORVONERO]


    *Elisabeth si trovava ormai in pieno stato di eccitazione: l'orienteering stava per avere inizio. La giovane Corvonero non era mai stata nella Foresta Proibita ma le sue lunghe passeggiate notturne l'avevano resa una veterana dei luoghi bui e tetri, quindi sperava di riuscire nell'impresa, assieme ai suoi compagni, senza troppi problemi.
    L'attesa che aveva preceduto quel momento aveva portato la rossa barista a chiedersi quali fossero le prove da superare, cosa avrebbero trovato ad aspettarli in quel luogo normalmente proibito. Una delle poche certezze che aveva riguardava la sicurezza: Charlotte Mills, preside di Hogwarts, non avrebbe permesso che qualcuno dei suoi studenti si ferisse in modo grave sotto la sua direzione.
    Dopo aver camminato per almeno un'ora in lungo e in largo per la stanza, Elisabeth vide Serenity Hunter, prefetto della casa di Corvonero, entrare e adocchiare la moltitudine di figli di Rowena pronti a rendere onore alla loro fondatrice.
    La ragazza, però, non sembrava così sicura come chiunque si aspettava e il suo discorso confermò i timori di Elisabeth.*

    Compagni Corvonero, è bello vedere un cospicuo numero di voi che ha deciso di partecipare tutti insieme a questa sfida. Sarei un'ipocrita se in questo momento vi direi di non avere paura. Sì, l'idea di non sapere cosa mi aspetta mi terrorizza non poco. Mi tremano la mani solo a pensarci. Sono certa però che il vostro collaborare con gli altri sarà più che genuino e che potremo fare affidamento su tutti senza problemi. Ci aspetta qualcosa lì dentro, nella Foresta, e rimanendo uniti raggiungeremo ottimi risultati. Non vedetela come una competizione sportiva a mo' di Quidditch, quanto più una prova con voi stessi, un modo per crescere e superare i vostri limiti fino al possibile. Che vinciamo o meno, usciremo da quella Foresta con la consapevolezza di essere cresciuti e con un'esperienza in più da raccontare. Forza Corvonero!

    *Nonostante tutta l'agitazione che traspariva dai gesti e dalla voce della mora Corvonero, le sue parole sortirono l'effetto di un balsamo sui nervi dei ragazzi e al suo "Forza Corvonero" un boato si alzò dalla Sala Comune, rendendo onore alla giovane donna che aveva parlato.
    Con più ordine di quello che ci si sarebbe aspettato da una folla così consistente, i ragazzi presero a seguire Serenity verso l'ingresso del Castello, per dirigersi verso il loro destino.*

    [LIMITARE DELLA FORESTA PROIBITA]


    *Il gruppo di Corvetti non fece fatica a trovare il punto di incontro prestabilito, ma i volti dei giovani mostravano tutti lo stesso quesito.*

    E adesso?

    *Elisabeth, che fino a quel momento era stata ben contenta di mettersi in gioco in quell'avventura, cominciava a sentire i primi sentori di agitazione; quel luogo era davvero tetro e angusto, nonostante le cime degli alberi fossero quasi invisibili per quanto lontane dal terreno. La mancanza di luce, naturale o meno che fosse, portava la rossa a guardarsi continuamente le spalle, come se qualche creatura dovesse spuntare dall'oscurità...
    Serenity illuminò la parte di foresta che si spiegava dinanzi ai loro occhi con la sua bacchetta ed Elisabeth, che si era portata al suo fianco, fece lo stesso.*

    A quanto pare sembra che non ci sia molto da fare qui. Sono sicura che il posto sia questo, ma siamo su un binario morto. Credevo ci fossero degli indizi come una caccia al tesoro , tuttavia sembra non sia così. Avete qualche proposta?

    Probabilmente le altre squadre non sono ancora arrivate, magari stanno aspettando che siano presenti tutti... Non so Serenity. Siamo proprio sicuri che avremmo dovuto aspettare qui?

    *La ragazza si rivolse al prefetto, rendendosi conto di non aver alcun idea in merito al da farsi.
    Che avessero sbagliato il luogo? O fossero in anticipo rispetto alle altre squadre?
    Si voltò a guardare i suoi compagni, trovando sguardi spaesati e smorfie di impazienza.*




    @Serenity_Hunter, @Kribja_Armstrong, @Lavinia_Grent, @Cosetto_Silverwing, @Alexander_Morgenstern,@Elena_Apefrizzola, @Beatrix_Olives


  • Kribja_Armstrong

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1643
       
       

    [Dormitorio di Corvonero]



    *L'intera Torre Ovest, sede del dormitorio degli studenti scelti dal Cappello Magico che faceva le veci dei Rowena Corvonero, era in pieno fermento da quando era apparsa la notizia di una nuova e strana avventura che incitava la competizione, sana e genuina, tra le vari Case che formavano la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts: l'Orienteering nella Foresta Proibita.
    La sfida permetteva di mettere in relazione le capacità di risoluzione dei problemi nell’affrontare l'ignoto e prontezza di spirito in situazioni che non dovevano essere semplici, bastava pensare che la location scelta per quella competizione era uno dei luoghi più imprevedibili ed inospitali della scuola magica.
    L’oscuro e fitto bosco che circondava l’Istituto che ospitava le giovani menti magiche della Gran Bretagna, era da sempre considerato inquietante e pericoloso a causa delle molteplici varietà di creature che vi risiedevano, spesso per nulla contenti di condividere quell’area verde con intraprendenti studenti che vi si addentravano. Non a caso era Proibita dal regolamento della scuola, eppure alcuni studenti, come ben risaputo, incuranti delle regole imposte, si addentravano nella selva con il cuore che ruggiva di fierezza ed intraprendenza, sprezzanti dei pericoli in cui potevano incorrere. Ben risaputo, però è anche che l’animo dell’adolescente è fatto di volontà, forza di fantasia ed una buona dose di incoscienza il cui istinti dominante fa prevaricare il coraggio ed il desiderio di avventura sulla paura e sul raziocinio. Per questo spesso si sentiva di studenti che si erano avventurati nella Foresta Proibita ma, non uguale era la loro uscita: coloro i quali erano tornati sorridenti ed incolumi erano pochi e comunque raccontavano di sussurri nell’oscurità.
    La Corvonero Kribja Armstrong, durante la sua lunga carriera scolastica, vi si era addentrata una sola volta in quella landa boscosa, e vi era rimasta proprio nel perimetro esterno in quanto lei e la sua amica Serenity Hunter necessitavano di ali di fata per confezionare la Pozione di Bellezza per contrastare gli effetti di una Trasfigurazione umana mal riuscita. In quell’occasione le due ragazze erano state fortunate non dovendosi addentrare che a pochi metri prima di ritrovare l’ingrediente che serviva loro, ma quella mezz’ora in cui erano state nella Foresta Proibita erano bastante ed avanzate alla Armstrong per catalogare quel luogo come un covo di pericoli alla quale era meglio non avvicinarsi.
    Eppure la sfida di quel giorno si teneva proprio tra quegli alberi rigogliosi ed oscuri che permettevano a qualsiasi cosa di nascondersi. A convincerla a partecipare erano stati ben due fattori, uno riguardava la scelta fatta dal corpo studenti e dalla Preside della scuola che certamente non avrebbero mai permesso agli studenti di ritrovarsi dinanzi a pericoli insormontabili soprattutto considerato che la partecipazione era estesa anche a coloro i quali erano alle prime armi, ed il secondo erano i nomi che precedevano il suo nella pergamena affissa nella bacheca del suo dormitorio: Elena Apefrizzola, Serenity Hunter ed Elisabeth Boyen. La partecipazione delle sue amiche, nonché esperte streghe, la rendeva più sicura e lì dove era necessario fare gioco di squadra, era convinta che l’unione di quelle menti argute avrebbe aiutato tutti.

    Quando Kribja scese le scale che dalle stanze portavano alla Sala Comune del Dormitorio, la paura comunque non l’aveva abbandonata, così come poteva ben leggerla sui volti dei proprio compagni in attesa.*

    Salve a tutti!

    *Esclamò per smorzare la tensione che si respirava nell’aria, il timore dell’inconscio, l’attesa che alcune volte era più terrorizzante di ciò che veramente si apprestavano ad affrontare perché lasciava che la fantasia navigasse verse mete pericolose. Il discorso di Serenity, in vesti di Prefetto della Casa, fu più di aiuto del pacato saluto di Kribja; la ragazza dimostrava un’empatia degna del ruolo di cui era investita e spronava ed incoraggiava tutti a collaborare per sconfiggere il timore. Con quelle parole nel cuore, il gruppo di Corvonero abbandonò il proprio dormitorio diretti verso la meta.*

    [ Limitare della Foresta Proibita]



    *Ad ogni passo che le comitiva faceva all’interno della Foresta Proibita, il sottobosco ne attutiva il rumore lasciando spazio ad altri molto più inquietanti: le foglie che si spostavano con la lieve brezza, la fauna che svolgeva le proprie attività incurante di quel manipolo di studenti con i medesimi abbigliamenti che si aggiravano alla ricerca del punto d’incontro. Ogni ramo spezzato da una pedata era il pretesto per fermarsi circospetti per osservare in giro, in attesa di qualche agguato.
    Quando fu Serenity a fermarsi tutto il resto del gruppo si rese conto di essere nel punto di incontro ma nulla faceva presagire la presenza di qualcosa che desse il via alla competizione. Ad esprimere la titubanza di tutti ci penso la ragazza dalla chioma fiammeggiante che domandò quale sarebbe stato il passo successivo da fare, ma sembrava che anche Serenity non ne fosse a conoscenza visto che, dopo aver illuminato l’area chiese come procedere.
    Gli occhi verdi della Corvonero osservavano come il terreno era divenuto via via più servaggio e i semplici fiori e piante comuni erano sparite per lasciar spazio ad una vegetazione molto più folta ed intraprendente che cresceva sempre più rigogliosa. L’aria che si respirava era umida ed il freddo li avvolgeva completamente. Fu proprio mentre Kribja si stringeva più nel pesante mantello nero appoggiato sopra la divisa che qualcosa di strano la colpì.*

    Ma cosa è?

    *Avvicinatasi ad un masso non troppo pesante da dover essere sollevato con l’ausilio della magia, si rese conto che sotto di esso vi era stato messo un foglio di pergamena che poteva essere qualcosa lasciato dagli studenti. Colto a raccoglierlo non ci pensò due volte prima di richiamare l’attenzione degli altri compagni di casa per informarli di ciò che aveva trovato, per poi aprirlo a trovarvi quattro righe vergate di blu che si apprestò a leggere ad alta voce in modo chiaro. Per un momento nessuno aprì bocca ma poi le parole penetrarono nelle menti laboriose ed ingegnose dei Corvonero e non fu difficile trovare la soluzione. Erano tutti ben consapevoli che un branco di quelle creature magiche vivevano all’interno della Foresta Proibita (visto che, come suggeriva il foglietto, il mago Harry Potter ne aveva incontrato uno) ma erano molto schivi nei confronti degli esseri umani. Non sarebbe stato facile.*

    @Elisabeth_Boleyn, @Serenity_Hunter, @Lavinia_Grent, @Cosetto_Silverwing, @Alexander_Morgenstern,@Elena_Apefrizzola, @Beatrix_Olives


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Quante avventure aveva vissuto fra quegli alberi, nel corso dei suoi anni scolastici? Che dire, Hogwarts non era semplicemente una scuola, ma un pacchetto a tutto tondo dell'intero mondo magico. C'era istruzione, c'era sfida, c'era pericolo e mistero, ed Alexander Morgenstern sarebbe di certo passato agli annali, con il corso del tempo, come uno degli studenti più imprudenti e sconsiderati di tutto il castello. Curioso che si potesse parlare così d'un figlio di Rowena. Quella sera, però, si era Materializzato ai confini di Hogwarts, procedendo nell'oscurità della foresta senza stringere il catalizzatore fra le dita della mano sinistra, quelle che invece stavano infilate nelle comode tasche dei jeans. No, in una posizione di notevole svantaggio come la sua - sempre che si fosse imbattuto in qualcosa di decisamente poco amichevole - una bacchetta ad illuminare le tenebre gli sarebbe servita ben poco. Diversamente, abbinare un Visibula Noctambulus ad un semplice incanto d'Animagia, reso possibile unicamente grazie al boa constrictor che gli strisciava accanto, gli permetteva di vedere l'ambiente circostante senza essere facilmente individuato.*

    Sehì zeshee, hashia de? (Fammi indovinare, faccio il bravo?)

    *Okay, forse per una volta avrebbe potuto evitare raccomandazioni. Gmork, l'innocuo "serpentello" che emetteva quel lieve fruscio di spire contro il terreno brullo e spoglio, alternato da chiazze di verde vegetazione, non era certo un rettile come gli altri. Probabilmente per la natura di Rettilofono del suo padrone, sicuramente un po' per indole, ma non gli aveva mai dato problemi con altri maghi o streghe. Era lì, buono a farsi gli affari propri e, in caso di necessità, era probabilmente indispensabile quanto la propria bacchetta in Ebano e pelle di Basilisco.*

    Za ne, kasse shiu. (Affatto, uccidili tutti.)

    *Gli borbottò di rimando il mago, con un lieve sorrisetto a curvargli le labbra, mentre in lontananza scorgeva le prime luci delle bacchette. Spinse la mano sinistra più a fondo della tasca, sfiorando il catalizzatore ed annullando quei due incanti, avvertendo quel lieve velo scivolargli via dalle palpebre come una ciglia al vento, mentre i suoi occhi si abituavano con lentezza a quelle rinnovate tenebre. Probabilmente avrebbe dovuto mettere una camicia o qualcosa di più "solenne" d'un semplice jeans ed una t-shirt per onorare il ritorno ad Hogwarts, qualcosa che non era poi consentito a moltissimi adulti: non per quella sera, non per quell'attività. E sì, gli avrebbe fatto decisamente bene poter staccare dalla sua vita, dalla sua caccia almeno per qualche ora.*

    Buonasera a tutti.

    *Salutò con l'accenno d'un sorriso, il rettile che si tirava in disparte, conscio di non avere molte possibilità di fraternizzare con gli altri maghi o streghe.*

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  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 616
       
       

    *Il gruppo di giovani Corvetti, fermo al limitare della Foresta Proibita, vagava nell'ignoranza più assoluta su ciò che avrebbero dovuto aspettarsi da quella sfida tra Case. Elisabeth era ancora intenta ad osservare l'oscurità dinanzi a lei, in cerca di qualcosa che avrebbe potuto aiutarli a superare quello che sembrava il primo di molti ostacoli.
    Lo sguardo verde della ragazza venne attirato da un movimento della sua amica Kribjia: la Corvonero sembrava avesse notato qualcosa che era sfuggito a chiunque altro.
    La Armstrong fu veloce a recuperare quella che sembrava essere una pergamena, lasciata sotto quel masso appositamente per loro; la ragazza chiamò a raccolta i suoi compagni e ben presto ogni Corvonero presente in quel momento si riunì intorno alla mora per ascoltare le parole del loro primo indovinello.*

    Citazione:
    Il suo sangue è ricercato
    da tutti i maghi oscuri del creato
    è bianco con un corno in testa
    Harry l'ha trovato nella foresta


    *I Corvonero si guardarono per un attimo, gli indovinelli erano il loro pane quotidiano e ogni stanza della Torre Ovest richiedeva la soluzione di un quesito, solitamente in rima, per potervi accedere. La soluzione era semplice, Elisabeth vide la risposta farsi strada nelle menti e neglio occhi dei suoi compagni, ora molto più rilassati sapendo che la prima creatura da affrontare sarebbe stato qualcosa di innocuo.*

    Bene, direi che possiamo stare tranquilli no? L'Unicorno è innocuo... Ma...cosa vorranno che facciamo noi studenti con un Unicorno?!

    *La rossa Corvonero era piuttosto sconcertata, non tanto dalla creatura, ma da ciò che avrebbero potuto chiedere loro di fare. Ricordando le lezioni di Storia della Magia, l'episodio citato dall'indovinello tornò in mente alla giovane per la sua crudeltà. Il mago oscuro Voldemort stava decimando gli Unicorni della Foresta per mantenersi in vita, e il giovane Potter era riuscito a fermarlo prima che vi fosse una vera e propria strage di questi poveri animali.*



    *I pensieri della Corvetta vennero, però, interrotti dall'arrivo di quello che non sembrava affatto uno studente ed Elisabeth non ricordava di averlo mai visto nella Torre dei Corvonero.*

    Buonasera a tutti.

    *Si sporse verso Kribjia, mentre il ragazzo si avvicinava al gruppetto di studenti con un serpente alle calcagna, e le sussurrò all'orecchio.*

    Hey Kribjia, sai chi è il ragazzo? Non è uno studente...


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  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       



    State camminando e uno di voi scorge, dietro a qualche albero, una creatura.. Ha qualcosa legato al corno! Non sarà mica il vostro indizio?!


    Solo dopo 9 post (NON AUTOCONCLUSIVI e SCRITTI BENE) avrete accesso al nuovo indizio, che io stessa vi renderò noto.


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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Sul serio, perché non poteva essere un odiosissimo Grifondoro? Sarebbe stato semplice, decisamente più facile potersi presentare a quelle ragazze che no, non sapeva proprio chi fossero. Ma d'altronde, erano passati anni da quando aveva conseguito i M.A.G.O, lasciandosi quel castello alle spalle e, sinceramente, non poteva vantarsi di ricordare i nomi dei membri più giovani della sua casata. Ed eccolo lì, ad ascoltare un indovinello che no, non dava affatto giustizia all'arguzia che accomunava quel gruppetto. Insomma, era chiedere a dei matematici di risolvere delle semplici addizioni ma sì, era certo che il meglio sarebbe arrivato assai più tardi. Prese così un breve sospiro, ravvivandosi quei capelli che tutto sembravano fare fuorché trovare un vero e proprio ordine, presentandosi così a quelli che sarebbero stati i suoi compagni per quella notte.*

    Piacere di conoscervi, sono Alexander Morgenstern ed un tempo ero anch'io un Corvonero.



    *Wow. Cioè, tutto questo faceva molto da "gruppo di sostegno", ma come altro avrebbe potuto presentarsi? Di certo non poteva essere tanto sgarbato da unirsi ad una squadra senza neanche presentarsi. E niente, lo aveva fatto con un sorriso, provando ad essere gentile ed educato, potendo comprendere l'eventuale ed iniziale diffidare d'un mago che sbucava in mezzo al nulla, specie se mai visto prima di quel momento. Con la mente, però, tornò a quell'indovinello. Cosa avrebbero dovuto fare, con un unicorno?*

    "Ammesso e non concesso riusciremo a vederne uno. Sono creature piuttosto rare da avvistare, specie di questi tempi."

    *Si ritrovò a pensare, avvicinandosi alla studentessa dai capelli rossi che stringeva quel foglietto per poter sbirciare un po' meglio, mille e più pensieri che prendevano a rincorrersi. Ci poteva essere un eventuale messaggio segreto nascosto in quel primo indovinello? No, ne dubitava, e se fosse stato così non era stato in grado di individuarlo. Ma allora cosa? Con la sua squadra, cosa avrebbe dovuto farci con un Unicorno? Ma soprattutto, quale sarebbe stato il passo successivo? Tutte domande alle quali solo il tempo avrebbe potuto dare una risposta. Ma se c'era qualcosa di certo, era che non si trovavano nel posto più sicuro di tutta Hogwarts: erano nella Foresta Proibita e, qualsiasi movimento sbagliato, avrebbe potuto metterli in pericolo.*

    "Mh. Dubito abbiano invitato noi adulti per niente."

    *Già, stava ancora rimuginando, adesso allontanandosi con la mente da quell'indovinello che sì, aveva ormai dato per risolto. Con gli studenti più grandi e gli adulti presenti, proteggere i più giovani sarebbe stato un gioco da ragazzi. Sperava, tuttavia, che non sarebbero dovuti giungere a tanto. Eppure fu in quel momento che intravide qualcosa dietro un albero, una creatura che non riuscì immediatamente a riconoscere.*

    Lì.

    *Disse estraendo la bacchetta e stringendola fra le dita della mano sinistra, la punta del catalizzatore che si illuminò con un incantesimo non verbale.*

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  • Kribja_Armstrong

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1643
       
       

    L'unicorno!
     
    *La risoluzione dell'indovinello continuava a ripetersi nella mente della Corvonero che aveva letto l'indovinello, scovato tra le rocce, a voce alta per rendere partecipe i proprio compagni. In effetti la risposta all’enigma era decisamente facile, soprattutto per quel team di maghi e streghe abituati ad adoperare le sinapsi per creare dei rapidi collegamenti con delle piccole briciole. Ma d’altronde cosa poteva avere un sangue cercato da maghi oscuri, con un corno in testa e che il mago Harry Potter, durante la sua permanenza al castello aveva incontrato? Necessariamente la creatura equina catalogata con ben 4 X dal Ministero della Magia il cui argenteo sangue aveva tali capacità magiche da permettere di rimarginare ferite gravi, guarire dai veleni e, trasgredente a tutte le regole del mondo magico e della bontà d’animo, poteva donare persino l’immortalità seppure a carissimo prezzo, come il primo libro della biografia dell’Auror Potter aveva insegnato. In quell’occasione l’Oscuro Signore Lord Voldermort, più morto che vivo, aveva commesso un abominio ammazzando un unicorno per cibarsi del suo sangue e acquisire momentaneamente la forza di cui non disponeva, mentre si apprestava a procurarsi la famigerata Pietra Filosofale.
     
    Ma in quell’occasione cosa avrebbero dovuto fare il team dei Corvonero con quell’indizio? Mettersi alla ricerca di una creatura che, per quanto fosse estremamente affascinante e leggiadro, era schivo nei confronti degli esseri umani, in particolar modo degli uomini. Almeno in quello potevano avere un vantaggio essendo per la maggior parte streghe, ma perlustrare tutta l’aria della Foresta Proibita alla ricerca di una creatura incantevole sembrava troppo anche per loro, la fortuna li poteva pure aver baciati una volta facendogli trovare subito il primo indizio ma quello era un altro paio di maniche.
    Elisabeth, accorso subito vicino la Armstrong per leggere con i suoi occhi le parole vergate sulla pergamena, invece sembrava molto più ottimista e sinceramente molto meno preoccupata vista l’esclamazione. Era bella ritrovare finalmente la Corvetta allegra d esuberante che era sempre stata, la persona umile e gentile sulla quale poter contare e fare affidamento in ogni caso.
    Kribja stava per risponderle quando un rumore più acuto degli altri la fece mettere in allerta. Qualcosa si avvicinava tra la fitta vegetazione oscura e, visto dove si trovavano, era meglio prepararsi ad ogni evenienza, non aveva per nulla intenzione di divenire lo spuntino di qualche creatura poco amichevole.

    La Corvonero infilo la mano nell’ampia tasca del pesante mantello afferrando l’impugnatura della sua fida bacchetta con crine di Ippogrifo pronta a sfoderarla per difendere se stessa e tutto il gruppo che le era attorno. D’altronde lei era tra le più grandi e quel compito toccava a lei come alle altre ragazze del settimo anno che conoscevano incantesimi offensivi e difensivi più avanzati.
    Il rumore si faceva più intenso e Kribja strinse gli occhi per focalizzare ciò che si avvicinò delineando i contorni di una figura umana, mentre stringeva più forte il catalizzatore magico con tutti i sensi all’erta. Tale figura si rivelò essere tutt’altro che un pericolo: era Alexander Morgenstern, ex-Corvonero il cui nome ancora aleggiava con riverenza tra le mura dell’alta torre Ovest.
    Elisabeth, ancora vicina alla Armstrong, osservo incuriosita il nuovo arrivato, seguito dal suo enorme animale da compagnia, un serpente con il quale dialogava. La rossa chiese sottovoce chi fosse il nuovo arrivato e, con uguale voce bassa, le bisbiglio la risposta.*

    È Alexander Morgenstern, un ex studente di Corvonero che ha superato i MAGO qualche anno fa quando noi eravamo al primo o al secondo anno! Nella bacheca dei trofei in dormitorio dovrebbe essere inciso il suo nome molteplice volte.

    *Neppure a farlo a posto, pochi secondi dopo l’uomo si presentò al resto del gruppo dimostrando di non essere una minaccia per loro. In realtà invece l’ex Corvonero, con le sue capacità, poteva essere di grande aiuto in quella foresta ricca di pericoli in ogni angolo.
    La prima volta che Kribja aveva incontrato Morgenstern da adulto, era stato l’ultimo periodo del suo quinto anno, in un occasione che non si rivelò proprio piacevolissima. In vista della fine dell’anno scolastico il corpo docenti aveva organizzato un incontro con gli studenti in modo tale che potessero esprimere ogni titubanza in merito ai G.U.F.O. ed i M.A.G.O.. In quell’occasione era stato invitato anche l’ex Corvonero per esporre un punto di vista più vicino ai solo standard, peccato che l’incontro venne bruscamente interrotto quando, nella porzione di cielo che copriva il villaggio di Hogsmeade, era apparso l’oscuro segno del Marchio Nero, allarmando ovviamente ogni singolo studente che aveva completamente dimenticato le proprie domande. L’ausilio del Morgenstern, in quella spinosa occasione, fu risolutivo in quando sfodero le sue arti da trasfiguratore.*

    Salve signor Morgen... Alexander!

    *Esclamo ricordando benissimo che l’uomo, non troppo più grande di loro in effetti, nella precedente occasione aveva chiesto loro di chiamarlo per nome. Kribja stava poi per chiedergli cosa ci facesse all’interno delle mura del castello, per di più bella Foresta Proibita, se per caso era stato mandato dagli organizzatori, quando proprio il diretto interessato voler tutti di sorpresa indicando un punto imprecisato tra gli alberi, lì dove i cespugli intricati di rovi rendevano difficile distinguere il fusto.
    La Corvonero guardò nella direzione indicata dal mago ma non scorse nulla almeno finché, con un incantesimo non verbale, Alexander non illuminò quel punto ed una fugace ombra si mosse con velocità ed eleganza per allontanarsi dal faccio di luce.
    In molto trattenevano il respiro non capendo di cosa si trattasse e Kribja sfodero anche lei la bacchetta pronta a qualsiasi evenienza.*

    Ma cosa è? Qualcuno riesce a distinguere qualche cosa?

    *Domando con voce calda e calma nella speranza di spaventare le creatura che avrebbe potuto decidere di attaccarli.*


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  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
       
       

    *Serenity non si era mai sentita così agitata da quella volta in cui fu sorpresa fuori dal letto di notte, unica macchia che rovinava la candida reputazione di studentessa modello che si era creata in quegli anni. Era come tornare bambini quando si aveva paura del buio e per entrare nella stanza c'era bisogno di accendere la luce. Così si sentiva Serenity impugnando la bacchetta a mo' di torcia elettrica, facendo attenzione sia a ogni minimo movimento sia a non farsela cadere di mano. Le dita umidicce per il sudore freddo non la aiutavano in quel banale compito.
    Stettero tutti lì, stretti e infreddoliti senza sapere bene da dove cominciare. Elisabeth fu la prima ad esprimere i propri dubbi ad alta voce.*

    Il posto è questo, Elisabeth. Ne sono certa, non c'è altra zona che possa definirsi come limitare della Foresta. Eppure qua non c'è nul...

    *All'improvviso Serenity si bloccò. Aveva sentito qualcosa, assomigliava forse a un lieve incedere di passi felpati. La ragazza puntò la bacchetta nella stessa direzione in cui le pareva essere giunto il rumore sospetto ma non si scorgeva nulla. Lo aveva sognato per via della tensione?*

    Calma Serenity, se ti agiti non sarai d'aiuto per nessuno.

    *Ciack, ciack, ciack.
    Eppure risuonò per altre due volte prima di scomparire del tutto.
    Kribja improvvisamente richiamò l'attenzione di tutti. Sventolava un pezzo di pergamena, trovato sotto un masso proprio vicino al punto in cui si trovavano. Allora la sua idea che ci fosse qualcosa di nascosto era corretta! Complimentandosi con l'amica la ragazza ascoltò il breve testo che sembrava un indovinello, sorprendendosi dell'assurda semplicità dello stesso. Era uno stratagemma per indurre a credere che tutto si sarebbe svolto con quesiti altrettanto elementari? Lo avrebbero scoperto avanzando.
    Tutti in poco tempo giunsero alla soluzione: unicorno. Bastava anche la semplice frase "è bianco con un corno in testa" a svelare la verità. Il passo successivo era sicuramente capire cosa farsene di quell'indizio e soprattutto cosa centrava un unicorno in tutto quello. Elisabeth si domandò - come tutti, del resto - le soluzioni possibili per andare avanti con l'evento. Molteplici furono le ipotesi, dal doverlo cavalcare fino a cercare i suoi crini impigliati in qualche ramo poco distante come bottino. Tutte palusibili fino a prova contraria. Solo una era da escludere a priori secondo Serenity.*

    Sicuramente non dovremo ucciderlo per prelevarne il sangue, potete starne certi.



    *Uccidere un animale puro con un Unicorno era un peccato mortale, e peggio era solo berne il sangue. Quella linfa vitale e scarlatta negli Unicorni era in realtà argentea e opalescente, capace di infondere numerosi benefici magici fra cui l'immortalità. Ma non appena un umano si macchiava di un tale crimine era condannato a un'esistenza tutt'altro che piacevole, dannati per l'eternità. Nessun professore di Hogwarts avrebbe mai distrutto l'anima di innocenti studenti per una prova.
    Consci del fatto che la prima prova poteva essere più semplice del previsto, l'aria sembrò alleggerirsi appena. C'era sempre quella paura innata ma l'idea dell'Unicorno era rassicurante per tutti quanti.
    Ciack, ciack, ciack.
    Di nuovo lo stesso rumore di prima, passi felpati. Ma stavolta c'era dell'altro, un sibilo più precisamente.
    Ciack, ciack, ciack, shhhh, ciack. E si avvicinava in loro direzione.
    Le foglie attutivano il tutto, rendendo ancor più difficile individuare cosa realmente ci fosse nelle vicinanze. Serenity assunse una posizione d'attacco, la bacchetta ben puntata nell'oscurità. Finché una sagoma nera dapprima sfocata poi sempre più nitida si fece sempre più vicina. E a quel punto la luce illuminò il volto di un uomo.*

    Che mi venga un colpo, stavo quasi per colpirlo.

    *Esclamò Serenity nella sua mente abbassando la bacchetta, riconoscendo appena in tempo l'identità del misterioso sconosciuto. E per fortuna che sapesse l'identità dell'uomo di fronte a loro: diversamente avrebbe attaccato un potenziale e cruciale alleato che non potevano perdere così velocemente. Ci pensò Kribja, oltre allo stesso nuovo arrivato, a chiarire chi egli fosse realmente.
    Alexander Morgenstern era stato un valido Corvonero che aveva concluso i suoi studi parecchi anni addietro. La sua presenza era ai più sconosciuta, tanto da spaventare altri del gruppo. Serenity sapeva per sentito dire che il giovane fosse un Rettilofono e che era spesso accompagnato da un serpente, ma stranamente non lo vide accanto a sé. Forse era intimorito nel vedere così tanta gente, oppure la paura che qualcuno di loro potesse dare in escandescenza o peggio pensare di ucciderlo al solo avvistarlo.
    O probabilmente era lei a non vederlo bene, dopotutto c'era stato un sibilo. Quella Foresta avrebbe distrutto i nervi saldi di chinque e un serpente non era un animale rassicurante di natura.*

    Era previsto che in questo orienteering fosse presente un adulto con noi. La scelta della nostra Preside non poteva essere migliore.

    *Chiarì il Prefetto, ricambiando il generale saluto introduttivo dell'uomo che tuttavia tacque quasi immediatamente, iniziando invece a osservare attentamente i margini della Foresta. Cominciò addirittura ad addentrarsi fra la vegetazione più fitta, seguito a ruota da Kribja. Serenity e gli altri li seguirono a ruota, la Corvonero questa volta era decisa a non lasciarsi sfuggire il benché minimo indizio come era successo con la pergamena trovata da Kribja.
    Il freddo umido era quasi insopportabile, tanto da impedire a Serenity di compiere anche i pù semplici movimenti. Questo perché si era ben infagottata col mantello per evitare di subire troppo l'abbassamento repentino della temperatura in quella strana e cupa zona alberata vicino al castello. Erano a pochi passi da Hogwarts, dai loro letti morbidi, caldi e confortevoli, e allo stesso tempo lontanissimi chilometri per via dell'enorme differenza di ambientazione. Sembrava di essere tornati allo stadio primitivo.
    Non aveva idea del perché Alexander avesse preso l'iniziativa di cominciare a proseguire nella Foresta. Era pur sempre vero che rimanere fermi in quel punto era molto stupido, ma secondo lei lo era ancor di più lasciare l'ultimo posto sicuro avventurandosi nell'ignoto, facendosi strada in mezzo a piante e creature non del tutto raccomandabili. Non aveva però intenzione di abbandonare il gruppo solo perché non era ancora pronta ad affrontare quel luogo - o meglio, ciò che celava.
    Passarono pochi minuti da quando avevano deciso di seguire il sentiero nella Foresta Proibita quando si arrestarono tutti di colpo.
    Alexander indicò qualcosa dietro a un paio di alberi. Kribja fu la seconda che, adottando un tono pacato e calmo, disse che effettivamente non erano soli in quel momento. E nel silenzio assordante uno schioccante suono.
    Clop, colp, clop.
    Per la terza volta Serenity udì un rumore di passi, ma stavolta era più nitidi e meno distanziati, quasi come - già era il termine più adatto - un trottare. Incuriosita si avvicinò ai due capofila, facendo cenno ai rimanenti di seguirla. Strinse gli occhi per vedere meglio nel punto indicato da Alexander e Kribja, muovendo appena qualche passo in avanti per meglio distinguere chicchessia, finché...*

    Anch'io riesco a vedere qualcosa. Sembra però un chiarore, come se ci fosse qualcosa di luminoso.



    *Avvicinandosi sempre più lentamente Serenity riuscì a distinguere un corpo molto possente, candido... poi quattro zampe muscolose provviste di zoccoli e una criniera svolazzante. Ma soprattutto anche da quella distanza era ben visibile un lungo corno posto esattamente al centro della fronte. Bisbigliando con fare eccitato, Serenity riportò la notizia agli altri.*

    Ragazzi... credo proprio che sia un unicorno in carne ed ossa!

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  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 790
       
       

    *L'emozione di Katrin per l'orienteering era alle stelle. Ci pensava continuamente e finalmente era arrivato il giorno. La foresta proibita aveva sempre suscitato su di lei un certo fascino; tanto che, di tanto in tanto, aveva provato a intrufolarsi nell'oscuro intrigo di fitta vegetazione, ma il buon senso aveva sempre avuto la meglio e non si era mai spinta troppo oltre il limitare della stessa. Ma quel giorno aveva finalmente l'occasione di esplorarla. Insieme agli altri corvi si era diretta alla foresta, il nervosismo era palpabile, ma la corva si sentiva febbricitante per l'entusiasmo. La Foresta Proibita si stagliava dinnanzi a loro misteriosa, tenebrosa e tremendamente affascinante, qualcuno accese una bacchetta per rischiarare la notte e forse rendere l'ambiente meno tetro, ma il turgido bagliore peggiorò solo le cose rendendo il tutto più sinistro. Katrin sentì il cuore saltare un battito e sorrise. Quella situazione la faceva sentire viva, l'odore muschiato e umido le si infilava nelle narici con un'impudenza innata, le sue orecchie captavano ogni minimo rumore, gli occhi scrutavano nella notte alla ricerca del minimo movimento, ogni suo senso era alla massima allerta, ma non provava paura era più simile allo stato di allerta in cui si trova un grande predatore alla ricerca di una preda, i suoi muscoli erano pronti a scattare, ma non a darsi alla fuga, bensì a seguire qualcosa, qualsiasi cosa.
    Un movimento attirò la sua attenzione, una ragazza raccolse ciò che sembrava un foglio di pergamena.*

    "Se volevo leggere restavo in biblioteca..."

    *Pensò la ragazza storcendo la bacca. Fissò la nuca della giovane con la pergamena, dalla sua angolazione ne vedeva solo i folti capelli, probabilmente castani ma con quella luce era difficile dirlo. Questa lesse ad alta voce l'indovinello scritto, piuttosto semplice per una casata che ne doveva risolvere uno ogni volta che voleva entrare nel dormitorio.
    Il momento di raccoglimento terminò quasi subito, le menti lì raccolte non si erano dovute applicare neanche per risolverlo e Katrin iniziava a provare una certa frustrazione per quel'estenuante attesa tanto che iniziò a girare in tondo senza prestare particolare attenzione a ciò che accadeva attorno. Dei bisbiglii la riportarono alla realtà, l'attenzione era catalizzata su un giovane uomo apparentemente sbucato dal nulla. Le sue iridi verdi si focalizzarono su di lui, strinse gli occhi per vederlo meglio.*

    "Mi è stranamente familiare..."

    *Rimuginò tra sé senza distogliere lo sguardo*

    Piacere di conoscervi, sono Alexander Morgenstern ed un tempo ero anch'io un Corvonero.

    *Si presentò con un sorriso. La bruna ragazza storse la testa, un ghigno di sorpresa le si distese sulle labbra, ora era certa di conoscerlo.*



    Fece per avvicinarsi ma l'attenzione di tutti venne canalizzata dal mago stesso verso qualcosa che si muoveva dietro un albero, Katrin fissò il punto indicato e inconsciamente si avvicinò per vedere meglio, era difficile da identificare, dalla sua posizione vedeva solo uno scorcio di qualcosa di opalescente che rifletteva lievemente la luce lunare.*

    Ragazzi... credo proprio che sia un unicorno in carne ed ossa!

    *Disse qualcuno qualche metro più avanti, la corva si cristallizzò all'istante, sapeva che erano creature piuttosto schive e un movimento sbagliato avrebbe potuto farlo scappare.*

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  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 616
       
       

    *Elisabeth era intenta ad osservare lo sconosciuto che si avvicinava al gruppetto di Corvonero con fare tranquillo. La ragazza lo squadrò da testa a piedi, evitando di soffermarsi troppo sull'animaletto da compagnia che portava con sé; il giovane non portava la divisa, né tantomeno le sembrava un volto conosciuto come insegnante. Kribjia rispose alla sua domanda sussurrata, togliendole ogni dubbio sul fatto che non l'avesse mai visto.*

    È Alexander Morgenstern, un ex studente di Corvonero che ha superato i MAGO qualche anno fa quando noi eravamo al primo o al secondo anno! Nella bacheca dei trofei in dormitorio dovrebbe essere inciso il suo nome molteplice volte.

    *Elisabeth non fece in tempo a replicare che il ragazzo si presentò, sorridendo agli studenti davanti a lui.*

    Piacere di conoscervi, sono Alexander Morgenstern ed un tempo ero anch'io un Corvonero.

    *Kribjia pareva conoscerlo realmente, non solo per via dei trofei in dormitorio, infatti lo salutò chiamandolo per nome.
    La rossa barista guardò ancora il volto dell'uomo, non doveva avere che qualche anno in più di loro ma l'educazione dei suoi genitori le imponeva di dare del lei agli adulti, quindi fece lo stesso con l'ex Corvonero.*

    Piacere signor Morgenstern, io sono Elisabeth Boleyn.

    *L'uomo, intanto, si era avvicinato a lei e a Kribjia che tenevano fra le mani il pezzo di pergamena con l'indovinello. Sicuramente anche lui, come chiunque in quel momento, si stava chiedendo cosa avrebbero dovuto fare con un Unicorno.
    Appena il tempo di un respiro e Alexander era scattato in avanti, sull'attenti come un soldato. Avevano sentito tutti dei passi, ma lui sembrava aver scorto qualcosa dietro gli alberi.
    Il gruppo di Corvonero fu felice di seguirlo all'interno della Foresta, nonostante il luogo diventasse sempre più lugubre, temendo di ritrovarsi attaccati da qualche creatura feroce.
    Avevano fatto qualche metro quando anche Kribjia scorse qualcosa, un movimento furtivo nel profondo della foresta.*

    Ma cosa è? Qualcuno riesce a distinguere qualche cosa?

    *Elisabeth cominciava ad essere un po' spaventata da quelle improvvise apparizioni, così veloci da non lasciare il tempo di comprendere cosa, o chi, fosse. Nonostante alcuni di loro fossero già al settimo anno scolastico, nulla avrebbe impedito ad una qualsiasi delle creature che popolavano la Foresta proibita di attaccarli e, probabilmente, lasciarli a morire li.
    Serenity, che era rimasta momentaneamente indietro, sconcertata dall'audacia di Alexander nel prendere il comando di quella"spedizione", tornò in testa al gruppo e riprese il suo atteggiamento da prefetto, ringraziando anche il signor Morgenstern per il prezioso aiuto che stava dormendo.*

    Ragazzi... credo proprio che sia un unicorno in carne ed ossa!

    *Elisabeth aveva un'espressione di totale stupore sul viso, davanti a loro vi era un bellissimo esemplare di Unicorno e il silenzio che la circondava in quel momento le fece capire quanto emozionati fossero i suoi compagni.
    La rarità di quelle creature magiche le rendeva facili bersagli di contrabbandieri, che le cercavano per il loro corno o, peggio ancora, per il loro sangue.
    La rossa era totalmente affascinata dallo spettacolo che le si parava davanti e, se ne rendeva conto, non trovava parole per descriverlo; volse lo sguardo al meraviglioso manto bianco, luccicante, alla criniera splendente e al corno perlaceo.
    Solo allora vide ciò che probabilmente stavano cercando: una pergamena era stata legata al corno dell'animale.*

    Ragazzi, guardate lì. L'animale ha un messaggio legato al corno, probabilmente non dovremo fargli nulla di male, solo avvicinarlo.

    *Elisabeth ricordava dalle lezioni di Cura delle Creature che gli Unicorni erano animali schivi, spesso terrorizzati a causa dei cacciatori che li inseguivano. Le uniche che potevano avvicinarsi loro a tal punto da toccarli erano le donne; si guardò intorno, chi avrebbe potuto avvicinarlo?*

    Ricordate le lezioni del professor Largh? Solo le donne possono avvicinarsi abbastanza da toccarli, quindi... Chi lo farà?




    @Kribja_Armstrong, @Elena_Apefrizzola @Serenity_Hunter, @Alexander_Morgenstern @Lavinia_Grent


  • Elena_Apefrizzola

    Corvonero Certificato

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 2966
       
       

    [SALA COMUNE CORVONERO]



    *Bloccata, completamente bloccata. La mano stretta alla bacchetta intirizzita dal gelo che attanagliava ogni sua fibra, sembrava diventare un tutt'uno con il legno di larice della sua lunga bacchetta. Elena avva mantenuto la sua aria gaia e spensierata fino a quella sera. Non aveva esitato ad apporre la sua firma sulla pergamena in sala comune, decidendo di partecipare senza remore all'orienteering organizzato dalla preside. Aveva amato quello sport da babbana, partecipando ad alcune piccole competizioni nella scuola di allora. Era divertente avere un percorso stabilito e, muniti solo di mappa e bussola, cercare di compiere il tragitto nel minor tempo possibile, prelevando in ogni sosta un testimone che provasse il passaggio. Non c'erano insicurezze ne tentennamenti, tutto era sicuro e affidato alle capacità dell'individuo; ma questo era lo sport babbano. In quel momento, con gli occhi dei suoi compagni che scrutavano intorno alla ricerca di una rassicurazione si era sentita completamente persa.
    Sapeva bene che l'unica cosa che li avrebbe aspettati all'arrivo era una Foresta impenetrabile e oscura. Nessuno degli organizzatori aveva fornito altri indizi su cui basarsi. Le sembrava praticamente di andare alla cieca, sperando di capire qualcosa all'arrivo in loco.
    Per fortuna Serenity dolce e determinata come sempre, tolse tutti d'impaccio infondendo anche nei più timorosi un briciolo di coraggio. Nonostante tutto la determinazione era una dote che a nessun Corvonero mancava, qualsiasi cosa potessero dire le altre casate. Non erano vigliacchi e lo dimostravano con arguzia ed impegno. Elena allentò la presa sulla bacchetta e inforcò il mantello accodandosi agli studenti per chiudere la folla che usciva dalla Torre Ovest compatta. Un ultimo sguardo alla sala comune ora silenziosa ed attraversò la porta, facendo urtare sonoramente il batacchio alla chiusura della stessa. La sfida cominciava.*

    [FORESTA PROIBITA]



    *La mora prefetto Corvonero seguiva silenziosa la coda di studenti blu-bronzo in uscita dal castello. Il luogo a cui erano diretti aveva delle coordinate precise e non potevano sbagliare. Avvicinandosi alla foresta non sfuggiva neanche ad un occhio poco attento come questa sembrasse catturare ogni luce esterna, inglobandola e trasformandola in pesante grigiore o oscurità. Tutto appariva appesantito nella foresta, anche l'aria carica di muffa sollevata dalla brezza di quella giornata sembrava addossarsi sui mantelli dei ragazzi in avvicinamento, che si stringevano nei loro indumenti cercando di ripararsi dal freddo pungente. Elena sempre in coda, vide Serenity davanti al gruppo fermarsi al limitare della foresta e lanciare l'incanto lumos per illuminare lo spazio intorno a loro.
    Deserto.
    Nessuno si trovava sul posto, tanto che la mora si chiese se non avessero sbagliato luogo, giorno o ora. Però era certa del contrario. Allora perché nessuno era sul luogo? Si sarebbe aspettata un professore, un indizio chiaro o un adulto qualsiasi, ma nulla.
    Serenity e la rossa Eisabeth diedero voce ai dubbi suoi e degli altri presenti, provando ad ipotizzare il motivo di quella solitudine. La barista dei tre manici di scopa provò anche ad ipotizzare che il posto non fosse quello giusto, ma i due prefetti erano certe solo di quello, non avrebbero potuto sbagliare.*

    Il posto è questo, Elisabeth. Ne sono certa, non c'è altra zona che possa definirsi come limitare della Foresta. Eppure qua non c'è nul..

    Ma cosa è?

    *Iniziò a rispondere Serenity che fu però interrotta da un tramestio seguito dall'esclamazione della loro amica e coetanea Kribja Armstrong. Questa raccogliendo un foglio di pergamena nascosto sotto un masso poco più avanti nella foresta lo lesse ad alta voce. Era un semplicissimo indovinello che non avrebbe fatto paura a nessuno dei presenti. L'unico timore sarebbe stato lo scopo dell'indovinello, ma la risposta era infatti certa: UNICORNO.*

    "Ok, fin qui ci siamo."

    *Pensò subito Elena mordendosi un labbro mentre il rumore si ripeteva nuovamente. Fu rapda a stringere ed estrarre la bacchetta, per abbassarla subito dopo aver individuato l'origine del rumore. Un volto noto si affacciò infatti nella Foresta, quello di Alexander Morgestein. La mora prefetto no lo conosceva bene, ma era inconfondibile con il suo "animaletto" al fianco. Elena non adorava i rettili, ma il serpente al fianco di Alexander sembrava quieto e sicuro al fianco del suo padrone e la cosa non la disturbava, dato che sapeva che il mago era uno di loro. Lo aveva provato in un pomeriggio di due anni prima, quando il Marchio Oscuro era brillato nei cieli di Hogsmeade ed Hogwarts. Non dubitava però che la coppia fosse inquietante per chi non li conoscesse o chi li avesse avuti come nemici.*

    Buonasera a tutti.

    *Esordì l'ex-Corvonero, per poi passare ad una presentazione più formale. Un sorriso apparve sulle labbra di Elena, mentre pensava che il giovane mago era veramente un po impacciato in quel gruppo di studenti, ma sicuramente era un buon sostegno per il gruppo che avrebbe potuto contare sulla presenza di un adulto. Che fosse questa l'idea della preside?
    Forse potevano aspettarsi qualcosa di più complicato di un indovinello allora.*

    Ciao Alexander, è un piacere averti tra noi.

    *Disse soltanto Elena, adeguandosi al volere espresso dal mago nell'incontro precedente in cui aveva richiesto di chiamarlo per nome. Pensare che quel nome nella Torre Ovest era una sorta di leggenda metteva un po in soggezione. Non fece in tempo a pensare ad altro. Mentre la parola Unicorno e diverse congetture già prendevano strada tra le menti e le parole del gruppetto la voce dell'adulto attirò l'attenzione dei presenti.*

    Li

    *Esclamò soltanto, addentrandosi un po di più nel folto della foresta. Come uno sciame d'api i Corvonero si avviarono e si fermarono solo quando i loro sospetti furono confermati dalla voce di Serenity.*

    Ragazzi... credo proprio che sia un unicorno in carne ed ossa!



    *Disse la prefetto, concretizzando la risposta dell'indovinello di poco prima. L'animale incantevole si mostrava a loro in una perfetta bellezza. Anche Elena che si trovava nelle retrovie ebbe modo di ammirarne la regale purezza che traspariva ad ogni minimo movimento, incorniciata da un alone di luminosa magia. Aveva già incontrato quell'animale in una delle sue scorribande notturne e con l'aiuto di alcune amiche poteva affermare di aver aiutato quel piccolo cucciolo ferito di allora a sopravvivere ad un piccolo incidente. Forse era lo stesso esemplare di allora chissà. Molte domande però corsero immediate alla sua mente. Qual'era il loro compito? Cosa dovevano fare? E come mai l'animale schivo rimaneva lì immobile a fissarli?*

    Ragazzi, guardate lì. L'animale ha un messaggio legato al corno, probabilmente non dovremo fargli nulla di male, solo avvicinarlo.
    Ricordate le lezioni del professor Largh? Solo le donne possono avvicinarsi abbastanza da toccarli, quindi... Chi lo farà?


    *Notò pronta Elisabeth, mettendo a tacere i sussurri e le idee dei presenti. Elena si guardò intorno e contò le ragazze presenti. Se l'unico compito che avevano era recuperare un messaggio sul corno dell'animale lo avrebbero fatto insieme, come squadra. Raccolse dei rametti facendo ben attenzione a sceglierli, illuminando attorno con un soffuso lumos, poi si rivolse ai presenti.*

    Sorteggiamo la fortunata, faremo un lavoro di squadra. Chi rimarrà fuori pattuglierà la zona e formerà un piccolo cerchio per non far allontanare l'unicorno, che ne dite?
    Il bastone biforcuto vince.


    *Propose e chiese la mora sollevando al centro del capannello di studenti il fascio di bastoncini appena raccolto. Era un metodo rozzo ma efficace. Uno solo dei legnetti nella sua mano aveva un'estremità biforcuta, gli altri erano diritti. Lei avrebbe pescato per ultima. Si rivolse solo alle ragazze presenti ed aveva contatto le asticelle proprio sul loro numero; era sempre stata veloce nei conti, l'aiutavano a sgomberare la mente.
    Non ci fu bisogno di attendere molto. Le studentesse pescarono una alla volta il bastoncino, dalle più piccole alle più grandi.
    La tensione era alle stelle ed ogni ragazza sembrava esitare per l'agitazione e l'aspettativa. Era arduo avvicinare un unicorno, ma era anche un'esperienza raramente ripetibile.
    Fu una delle sue più care amiche a stringere nella mano il bastoncino biforcuto ed Elena sollevò in aria il legnetto diritto.*



    Bene, siamo d'accordo. Prepariamoci.

    @Kribja_Armstrong, @Elena_Apefrizzola @Serenity_Hunter, @Alexander_Morgenstern @Lavinia_Grent, @Elisabeth_Boleyn,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
       
       



    *La presenza di quel meraviglioso animale sembrava aver portato con sé un'aura di pace nonostante la terridicante zona alberata in cui la squadra blu bronzea si era avventurata. Era bellissimo, elegante, di un bianco quasi accecante e risplendente. Nitriva ogni tanto, rilasciando sbuffi di vapore condensato nell'aria e scuotendo appena la coda con sinuosità. Serenity provò un timore da definire riverenziale, per essere al cospetto di una creatura così pura, affascinante e inavvicinabile. Provò un senso di sollievo all'idea di non dover cercare qualche crine sparso qua e là tra gli alberi o impadronirsi del suo corno. A quanto sembrava era l'animale stesso la chiave per il successivo punto dell'orienteering. Fu Elisabeth la prima a notare una strana protuberanza a livello del micidiale e appuntito corno. Anche la sedicenne alla fine comprese cosa stesse indicando la compagna: un foglio di pergamena legato strettamente a esso.
    Bene. Ora bisognava pensare a come prenderlo.
    Sicuramente l'idea di puntare una bacchetta contro un Unicorno non era la scelta più azzeccata. L'equino avrebbe potuto fraintendere il gesto pacifista e pensare a un attacco in sua direzione. A quel punto di certo si sarebbe imbizzarrito, galoppando veloce nel folto della foresta portandosi con sé la speranza di recuperare il biglietto. Gli Unicorni erano molto rapidi, difficili addirittura da catturare se non da Magizoologi esperti. E loro non avevano un Marcus Largh in squadra. Dovevano evitare a tutti i costi la fuga di quella splendida creatura.
    Elisabeth, ancora una volta, dimostrò la sagacia tipica della loro Casa. Rimembrando a tutti le lezioni teoriche e pratiche del docente di Cura delle Creature Magiche, lo stesso uomo che poco prima era saltato in mente a Serenity, espose la soluzione. Un Unicorno era diffidente al contatto umano, ma aveva più predisposizione a lasciarsi accarezzare da una strega piuttosto che da un mago.*

    Hai ragione! Se qualcuna di noi riuscisse ad accarezzarlo e a instaurare un rapporto di fiducia, si potrebbe pensare di sfilargli il messaggio dal corno senza problemi.

    *Tutto ciò fu detto a bassissima voce da Serenity, la quale temeva che persino un tono elevato potesse spaventare l'animale al punto da farlo scappare via da loro. Semmai fosse accaduto qualcosa del genere... beh, preferiva non pensarci.
    Il metodo per sorteggiare fra le ragazze chi si sarebbe cimentata nel delicato compito di avvicinarsi all'Unicorno fu deciso da Elena, che prese qualche rametto da terra e li tenne stretti nel pugno, mostrandoli alle altre. La sua idea era quella di pescare a turno uno dei bastoncini e la ragazza che avrebbe preso quello dall'estremità biforcuta sarebbe stata la "prescelta". Niente favoritismi, né litigi. Solo tutto dipeso dal Fato.
    Serenity, come le altre, prese un rametto dalla mano chiusa dell'amica e attese il verdetto, ossia quando Elena ebbe stretto l'unico rimasto ossia il suo. Poi tutte insieme controllarono la propria estremità. Serenity sospirò quando vide che la biforcuta era toccata a lei.*

    Perfetto.

    *Si disse sarcastica, sentendosi tutto d'un colpo il peso della responsabilità delle sue azioni. La buona riuscita del piano dipendeva esclusivamente da quanto sarebbe stata capace di infondere fiducia nei confronti dell'animale.
    Elena, nel frattempo, decise che gli altri del gruppo, assieme ad Alexander e agli altri maschi che ovviamente non avevano partecipato al sorteggio, le avrebbero fornito una sorta di scudo protettivo. Con attenzione l'avrebbero difesa dall'attacco di altre creature ben più pericolose e al contempo creare una sorta di recinto umano per non far scappare l'Unicorno. Serenity sperò con tutto il cuore che i compagni avrebbero fatto attenzione a non muoversi troppo bruscamente, o il loro progetto sarebe sfumato in men che non si dica.
    Scambiandosi un segno d'intesa si prepararono tutti. Serenity cominciò col riporre nella tonaca la sua bacchetta, pronunciando flebilmente il controincantesimo per spegnerla. Sarebbero stati gli altri ad aiutarla nel caso, ma non ce n'era bisogno visto che la brillantezza emanata dal manto dell'equino quasi illuminava a giorno la piccola radura. In più era necessario tranquillizzarlo il più possibile, dato che quasi certamente era in fase di allerta dopo lo sbucare di quel cospicuo gruppetto di studenti nel suo habitat. La bacchetta pertanto era inutile per Serenity in quel momento. Anche in caso d'attacco sapeva di poter fare affidamento sui propri compagni.
    La sensazione di nausea, che alla vista dell'animale era quasi scomparsa, tornò a farsi sentire. Era la tensione accumulata per ciò che stava per svolgere. Un gesto molto semplice - accarezzare un Unicorno - e tuttavia ricco di insidie nascoste dietro l'angolo. Ogni movimento falso poteva compromettere tutto il risultato finale.*

    Unicorno. Animale senziente classificato con quattro X. E' un cavallo dotato di un corno, col manto di un bianco immacolato quando è adulto. I puledri all'inizio sono d'oro, poi diventano d'argento prima di raggiungere la maturità. Sono creature schive e affatto pericolose...

    *Serenity ripeté nella sua mente il capitolo relativo agli Unicorni per tranquillizzarsi e soprattutto autoconvicersi che si trattava di una delle poche creature innocue che vivevano nella Foresta Proibita. Per fortuna non era per esempio un'Acromantula! Ripensandoci, erano piuttosto fortunati che la prova consistesse semplicemente nel recuperare un biglietto dal corno di un Unicorno. Eppure Serenity aveva il vago ma forte sospetto che quello fosse solo l'inizio, la punta dell'iceberg. Più si addentravano, maggiori sarebbero stati i pericoli da affrontare.
    Fece un respiro profondo, non troppo rumorosamente per evitare di disturbare la quiete attorno all'Unicorno. Poi, con estrema cautela, mosse un passo in direzione del bianco equino, stendendo contemporaneamente la mano molto lentamente.
    Col palmo rivolto verso l'alto.
    Lo aveva imparato fra i Babbani quel trucchetto. Una volta che andò nella fattoria della zia Dora, la parente strega da cui aveva acquisito il gene magico, la piccola Serenity non capiva perché quando vedevano la mano tesa della bambina gli animali scappavano via terrorizzati. A quel punto era intervenuta la saggia parente, spiegandole in cosa consistesse l'errore. Semplicemente, oltre a essere troppo precipitosa nel movimenti, posizionava la mano col pamo verso il terreno. Anche se sapeva che la nipotina lo faceva per accarezzarli, spiegò gentilmente che gli animali leggevano quella mano come simbolo di aggressività e dominazione, per cui si spiegava il fuggifuggi generale alla vista della piccola. Il trucco era invertire la posizione, cioè girare la mano in modo da mostrare all'animale il palmo, possibilmente con del cibo su di esso. Nel linguaggio dei gesti era classificato come chiedere aiuto, per gli animali rappresentava un ottimo biglietto da visita per indicare di essere innocui alla loro incolumità e di non voler fare loro del male. A quel punto bisognava semplicemente aspettare con molta pazienza e con movimenti lenti e controllati che anche l'animale cominciasse ad avanzare, e soprattutto lasciarsi annusare. Moltissimi animali - continuò la zia di Serenity - utilizzavano l'olfatto come senso primario, perciò era anche importante nel caso dei maghi saper infondere un senso di benevolenza nei loro confronti, perché le creature magiche percepivano anche quello.
    Con tutti quei gentili consigli alla fine Serenity riuscì per la prima volta ad accarezzare un Crup che la zia aveva allevato, e a poco a poco anche i restanti.
    Ovviamente questo metodo funzionava con gli animali innocui. Per quelli pericolosi bisognava usare la forza bruta, ma non era quello il caso.*



    Posso farcela. Devi pensare di essere in quella fattoria, come accadde anni fa.

    *Fu il pensiero di Serenity, prima di dare l'ok alla sua squadra e cominciare ad avanzare sempre in quella posizione di difesa. Come era prevedibile l'attenzione dell'Unicorno era solo su di lei in quel momento.*

    Non devo avere fretta. La pazienza è la virtù dei forti. Non importa quanto ci vorrà, ma è importante la buona riuscita del piano di Elena.

    *Un altro passo in avanti, qualche rametto schioccò sotto ai suoi piedi. Serenity si appuntò nella mente di esercitare ancor meno pressione per impedire qualsiasi rumore molesto all'Unicorno. Continuava a fissare gli occhi liquidi e neri dell'equino con rispetto, senza alcun cenno di aggressività. Prese a ripetersi frasi rassicurative, con la speranza che il cavallo con il corno riuscisse quantomeno a coglierne i sentimenti.*

    Non sono qui per farti del male. Vorrei solo avvicinarmi di più. Non ti ferirò in alcun modo.

    *E intanto avanzava, aspettando qualche minuto ferma con la mano nella solita posizione. Passo, pausa. Ancora passo e ancora pausa. Talvolta chinava appena la testa, come se si stesse inchinando al suo cospetto. Certo, non era altamente necessario, come invece era obbligatorio per i fieri e orgogliosi Ippogrifi, ma Serenity voleva dimostrare tutto il rispetto che stava provando per davvero. Una delle creature più belle mai viste prima.
    Solo quando fu a una certa distanza, non troppo vicino ma nemmeno troppo lontano, Serenity si fermò. Aveva fatto abbastanza, se si fosse avvicinata ancora di pù senza alcun responso dal parte dell'Unicorno, c'era il rischio che quest'ultimo scappasse. Bisognava aspettare che discretamente anche l'Unicorno muovesse i primi passi verso di lei. Solo a quel punto Serenity avrebbe ripreso la sua lentissima avanzata, fino al punto che le enormi nari dell'Unicorno non avessero annusato bene il palmo e le falangi lasciate morbide. Poi lentamente avrebbe alzato la mano sul suo collo, accarezandone il manto bianchissimo e sentendo sotto le dita le morbide setole e i tendini muscolosi. Sarebbe rimasta ad accarezzarlo per i minuti sufficienti a tranquillizzarlo, poi sarebbe passata a sfilare il biglietto passando le dita sulla criniera.
    Questo ovviamente nel caso in cui l'Unicorno si fosse fidata di lei.
    Ciò che poteva fare Serenity, in quel momento, era aspettare, la mano tesa quasi tremante, i compagni attorno a lei, col pensiero di trasmettere quasi telepaticamente i messaggi di pace di prima, come se anche lei - alla pari dell'Unicorno - avesse un'aura benevola da trasmettere tutt'intorno.*

    Non sono qui per farti del male. Vorrei solo avvicinarmi di più. Non ti ferirò in alcun modo.

    @Kribja_Armstrong, @Lavinia_Grent, @Cosetto_Silverwing, @Elena_Apefrizzola, @Beatrix_Olives, @Elisabeth_Boleyn, @Shana_Sakai, @Alexander_Morgenstern, @Katrin_Hopkirk,



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