• Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 713
       
       

    Jane stava percorrendo con calma e con la testa affollata da mille pensieri gli ultimi passi che la separavano dalla sua meta, l'aula di Difesa Contro le Arti Oscure. Dopo tanti anni di studio fra le mura Hogwarts la giovane si ritrovò li, a pochi passi dal luogo in cui, da quel giorno, avrebbe insegnato tutto ciò che sapeva su una delle materie che aveva amato da studentessa e che continuava ad amare. In quel momento tutte le emozioni che aveva provato da quando aveva ottenuto la cattedra le sembravano quadruplicate. Era agitata, ma allo stesso tempo gioiosa per la grande occasione che aveva. Quella materia era stata insegnata da persone meravigliose e che lei aveva sempre ammirato, sicuramente non sarebbe stato facile prendere il loro posto. Proprio per questo aveva paura di non essere all'altezza di questo ruolo, molta paura. Tuttavia non vedeva l'ora di iniziare questa nuova esperienza, anche se, le prime volte, le avrebbe fatto un effetto strano sentirsi chiamare Professoressa.
    Mai, nei suoi sette anni passati fra le mura di quel castello, si sarebbe aspettata di ritrovarsi in quell'aula non seduta a un banco, ma dietro alla cattedra. Lei come sarebbe stata? L'insegnante severa e rigida? Oppure il contrario? Era però arrivato il momento di mettere da parte le domande e le paure, perché davanti a sé aveva già la grande aula che ben conosceva. Controllò per un attimo l'ora sul suo fidato orologio da taschino per essere certa di avere tutto il tempo necessario per sistemare ciò che le occorreva per la prima lezione. Per sua fortuna mancava più di mezz'ora all'arrivo degli studenti, così inizio subito a ordinare tutto quanto. Chissà come avrebbero reagito gli studenti vedendo un nuovo volto al posto di quello della precedente insegnante.
    Il nuovo anno aveva portato con sé molti cambiamenti, specialmente nella vita della ormai Professoressa Casterwill che, mentre attendeva l'arrivo degli studenti, ne approfittò per controllare per l'ennesima volta che tutto fosse al proprio posto. Si ritrovò alla fine davanti a un piccolo specchio appeso a una parete per essere certa di essere presentabile per la sua prima lezione, quando iniziò a sentire un rumore di passi che si avvicinava alla porta dell'aula.

    *Perfetto, si inizia, forza e coraggio!*

    Fece in tempo a fare un ultimo respiro profondo, mentre tornava alla cattedra, prima che i ragazzi iniziassero a entrare. Si mise in piedi davanti al mobile di legno scuro, con le mani appoggiate su di esso, mentre osservava i visi confusi ma allo stesso tempo incuriositi dei ragazzi. L'aula iniziò gradualmente a riempirsi e un leggero brusio si alzò fra i presenti appena videro che davanti non avevano la solita insegnante. Jane controllò per un'ultima volta il proprio orologio e, appena la lancetta si fermò sull'ora esatta, si alzò dalla sua comoda posizione per iniziare a parlare

    ”Silenzio per favore! So bene che è strano per voi vedermi qui ma ora prestate attenzione!”

    Non biasimava i suoi allievi, infondo sapeva che doveva essere molto strano per loro avere davanti una nuova insegnante dopo tutti quei mesi, ma non voleva sprecare altro tempo. Quando un silenzio tombale calò nell'aula riprese la parola.

    ”Vi ringrazio!
    Sono Jane Casterwill, la vostra nuova docente di Difesa Contro le Arti Oscure. Capisco che vi sentite un po' spaesati per ora ma spero che siate pronti per la lezione di oggi, che sarà molto interessante!”


    Era già pronta a muovere la propria bacchetta per far comparire sulla lavagna una scritta con l'argomento di quel giorno, quando, senza alzare la mano, uno degli studenti decise di interromperla.

    ”Scusi ma dov'è la Professoressa Master?”

    Jane rivolse subito la sua attenzione al ragazzo che aveva parlato dal fondo dell'aula. Ovviamente si avrebbe dovuto aspettare una domanda del genere, ma aveva sperato di poter procedere con la propria lezione senza interruzioni.

    ”La Professoressa ha, purtroppo, dovuto lasciare il suo incarico per problemi di natura personale. Comprendo la vostra curiosità ma in ogni caso, anche per domande come questa, vi prego di alzare la mano e attendere il mio permesso prima di parlare. Per questa volta lascerò stare ma non ce ne sarà una seconda!”

    Rispose al giovane con tono un po' più severo rispetto al solito, osservando tutti i presenti per essere sicura che avessero capito. Non voleva essere un'insegnante severa, tuttavia a una cosa teneva molto: l'educazione. Appena fu sicura che il messaggio fosse stato recepito da tutti tornò a concentrarsi sulla lezione. Con un movimento della sua bacchetta fece apparire sul nero della lavagna, alle proprie spalle, una scritta.



    Appena la scritta comparì l'insegnante vide i volti dei ragazzi davanti a sé farsi più incuriositi. Aveva scelto di concentrare la sua prima lezione su quell'argomento proprio per questo motivo: attirare l'attenzione degli studenti. Infatti sapeva bene che quella di cui stava per parlare era una delle creature più interessanti, lei stessa, al suo tempo, era rimasta affascinata dalla lezione che aveva seguito sui Mollicci.

    ”Immagino che tutti abbiate già sentito parlare di questa creatura! Io non sono qui per parlarvene come farebbe il vostro insegnante di Cura, ma per insegnarvi come essere preparati ad affrontarne uno. Iniziamo però con le basi. Chi di voi sa dirmi cos'è un Molliccio?”

    Chiese Osservando i giovani volti dei presenti, in attesa di vedere qualche mano alzarsi in alto per chiedere la parola. Come immaginava non dovette aspettare molto prima di scorgere l'arto di una ragazza che si sollevava sopra le teste di tutti. Rivolse quindi il proprio sguardo verso la ragazza con la divisa di Corvonero che era seduta fra i primi banchi e, con un cenno del capo, le diede il permesso di parlare.

    ”Il Molliccio è una creatura Amortale, che assume l'aspetto di ciò che spaventa di più la persona che ha davanti, esso è infatti un Mutaforma, non si sa quindi che aspetto abbia realmente. Viene classificato dal Ministero come “XXX”.”

    Un sorriso soddisfatto nacque sul viso di Jane mentre ascoltava la spiegazione corretta della propria allieva. Fu anche piacevolmente sorpresa di notare che tutti i presenti, o quasi, era già pronti a prendere appunto, con le loro penne in mano e i fogli posizionati sui banchi.

    ”Benissimo signorina Armstrong! Quello che ha detto la vostra compagna è esatto, si può aggiungere che queste creature amano particolarmente gli spazi bui e i luoghi chiusi, come un armadio ad esempio, tuttavia si possono trovare anche nei boschi. Quindi, al contrario di come probabilmente credete, è possibile che ne troverete uno nel corso della vostra vita, magari proprio nel vostro armadio nascosto fra i vestiti sporchi, chi lo sa! Tenete bene in ordine il vostro guardaroba se non volete trovarvi delle sorprese!”

    Una lieve risata collettiva fece eco nella stanza mentre Jane si allontanava dalla cattedra per avvicinarsi di più ai banchi della prima fila.

    ”Senza accorgervene avete appena introdotto l'argomento che più ci interessa: come sconfiggere un Molliccio!!

    Disse prima di sorridere per le espressioni confuse che erano nate sui volti di tutti. La donna continuò tuttavia imperterrita in ciò che stava facendo. Si schiarì la voce e, mentre camminava davanti ai propri studenti, si diresse verso un proiettore posizionato in fondo all'aula.

    ”Ho qui per voi alcuni esempi delle trasformazioni del Molliccio. Per chi è appassionato di Storia della Magia probabilmente saprà della lezione su questa creatura a cui hanno partecipato Harry Potter e i suoi compagni. Molti maghi famosi hanno affrontato un Mollicci nel tempo, ma questo a noi non interessa.
    Ho qui per voi delle immagini che mostrano la trasformazione del Molliccio nelle paura di alcuni di questi personaggi da tutti ben conosciuti!”


    Dopo aver oscurato del tutto l'aula diverse immagini iniziarono a scorrere davanti agli occhi degli allievi che seguivano con attenzione la lezione. L'insegnante attese qualche secondo prima di riprendere la parola, mentre le foto continuavano a scorrere.

    ”Come dice il nome stesso della materia che insegno, a noi quest'oggi interessa una cosa principalmente: come difenderci da queste creature. Quindi ditemi, qual'è un modo efficace per sconfiggere la paura?

    Un inusuale silenzio calò fra i ragazzi. Jane attese pazientemente per un po' di tempo, lasciando modo ai suoi studenti di pensare, ma, quando si rese conto che nessuno aveva intenzione di darle una risposta, decise di rendere le cose più semplici. Prese nuovamente fra le mani la propria bacchetta e, con un lieve movimento del polso, fermò le immagini che rappresentavano i Mollicci su una in particolare.



    ”Chi di voi ha paura dei ragni?”

    Chiese sperando di aver fatto bene a scegliere una paura solitamente abbastanza comune. Fu sollevata quando vide una mano alzarsi, un po' tremante, fra i banchi. La Professoressa non riuscì perfettamente a riconoscere i colori della divisa della persona che aveva alzato la mano, tuttavia grazie al taglio dei capelli riconobbe che era una ragazza. Però, subito dopo, anche un altro braccio si levò in aria, quello di un ragazzo.

    ”Bene ora vorrei chiedere a voi due di fare un piccolo sforzo e pensare. Ditemi se aveste davanti questo animale che vi spaventa come potrebbe farvi meno paura? Mi spiego meglio... cosa vi farebbe ridere?”

    La prima a prendere la parola fu la ragazza seduta nelle prime file.

    Credo che...mi farebbe ridere un vecchio ragno con la lunga barba bianca, seduto su una poltrona con una tazza di tea che parla come mio nonno o un vecchio saggio...magari anche in vestaglia!”

    Una fragorosa risata esplose nella classe nel giro di pochi secondi e anche la Professoressa Casterwill si unì ai suoi allievi, mentre immaginava la scena descritta dalla ragazzina che sembrò sollevata dalla reazione degli altri.
    I ragazzi non riuscivano più a smettere di ridere, anche Jane era un po' a corto di fiato, tuttavia aveva una lezione da portare a termine.

    ”Molto bene, proprio di questo parlavo! Avete visto? La vostra compagna è riuscita a superare la paura ridendo. All'inizio, anche solo vedendo un'immagine di un ragno, aveva paura, ora invece ride come voi. Era questo quello di cui parlavo prima!”

    Con un colpo di bacchetta il proiettore venne spento e con un altro tutte le finestre si riaprirono e la luce del sole tornò a illuminare la stanza. Jane, con passo tranquillo, fece ritorno alla sua cattedra e, prima di rimettersi davanti ad essa nella posizione in cui era prima, andò verso la lavagna. Vicino all'argomento della lezione scrisse qualcos'altro: “RIDDIKULUS”. Dopo aver posato il gessetto bianco ritornò di fronte ai propri studenti che, nel frattempo, si erano nuovamente tranquillizzati.

    ”Sconfiggere un Molliccio non è così facile come si crede! Per farlo non serve semplicemente questa formula che vi ho scritto alla lavagna, bisogna concentrarsi e pensare delle sembianze comiche che deve assumere la nostra paura per fare in modo di generare in noi una risata. E' questo che sconfigge un Molliccio: la risata e il divertimento. Queste cose sono importanti tanto quanto l'incantesimo, che ora vi spiegherò meglio! Avete capito tutto fino a qui?”

    Jane non vide nessuna mano alzarsi in aria per fare domande, ne sentì qualche brusio o vide qualche faccia dubbiosa. Sembrava che tutti avessero capito quello che aveva spiegato e la nuova insegnante pensò che probabilmente aveva fatto bene a usare degli esempi pratici per far capire quello che doveva spiegare. Per il continuo parlare la gola della giovane donna si era leggermente seccata, infatti le scappò un lieve colpo di tosse mentre era intenta a riporre la propria bacchetta.

    ”Benissimo! Ora vi insegnerò come utilizzare correttamente questo incantesimo.
    La formula è quella scritta alla lavagna, cioè Riddikulus, ascoltate bene la mia pronuncia. Ve lo ripeto RIDDIKULUS! Fate ben attenzione a come lo pronunciate. Ora, senza le bacchetta, ripetete dopo di me!
    RIDDIKULUS!”


    “RIDDIKULUS!”

    Tutte insieme, con qualcuna un po' in ritardo, le voci dei ragazzi ripeterono le parole dell'insegnante. Jane, anche se non aveva sentito molti errori di pronuncia fra il coro, preferì far ripetere ancora una volta a tutti la formula. Sapeva ormai per esperienza quanto fosse fondamentale pronunciare bene un incantesimo.

    ”Perfetto! Manca solo una cosa, il movimento della bacchetta.”

    Detto ciò fece apparire davanti ai ragazzi una figura rappresentante il movimento esatto da svolgere insieme alla formula.



    ”Sempre senza le bacchette ora dovete provare a fare questo movimento, seguendo lo schema che vedete. Se vi è più comodo potete tenere in mano una matita, ma non la bacchetta, mi raccomando! Prima ve lo faccio vedere.”

    Si voltò per un attimo verso la cattedra e prese una matita da usare come bacchetta per far vedere meglio agli alunni il movimento esatto.

    ”Prima fate un movimento rettilineo verso destra, poi uno a semicerchio in basso e spostandovi alla vostra sinistra, per finire con un movimento ondulatorio verso destra. Avete capito? Provate forza! Senza bacchette, non fate i furbi!”

    Dopo aver terminato il movimento, svolto molto lentamente per permettere a tutti di vedere bene, Jane iniziò a camminare fra le file di banchi per vedere se tutti avevano veramente capito.
    Era intenta a sistemare il movimento, leggermente scorretto, di uno dei suoi studenti, quando sentì un rumore a lei famigliare ma in quel momento molto spiacevole. Distolse subito la sua attenzione dal ragazzo che stava aiutando per rivolgerlo all'orologio che era presente nell'aula. Quell'oggetto, che aveva fatto mettere perché consapevole della sua poca concezione del tempo, le ricordava che la sua lezione era ormai giunta al termine per quel giorno.
    Prima di congedare i ragazzi o di vederli scappare via dall'aula, riuscì a consegnare loro i compiti da svolgere.

    Citazione:
    Compiti di Difesa Contro le Arti Oscure:

    MODULO A
    (Max 15 punti)

    Quiz

    Le risposte del quiz si trovano all'interno della lezione, con dei piccoli approfondimenti, leggete tutto con calma!

    MODULO B
    (Max 15 punti)

    B1. Nella lezione sono stati accennati dei personaggi famosi che hanno affrontato i Mollicci. Svolgi una ricerca su questo argomento, riportando quali sono le sembianze che questa creatura ha assunto davanti a questi maghi e streghe (se conosciute). (7 punti)

    B2. Immagina e scrivi in formato GDR il tuo incontro con una di queste creature, prestando attenzione al luogo, alla situazione e le sensazioni. (8 punti)



    Gli elaborati vanno consegnati tramite questo MODULO entro e non oltre le 23:59 del giorno 27/04/2018.
    Se avete dubbi o chiarimenti da chiedermi non esitate a contattarmi, potete inviarmi un gufo o raggiungermi nel mio ufficio.


    Mentre la stanza si svuotava tutte le preoccupazioni di Jane svanirono. La paura e l'ansia che aveva provato appena varcata la soia di quell'aula sembravano non essere mai esistite e, finalmente, si lasciò scivolare sulla sedia che c'era dietro alla cattedra per godersi un po' di riposo. Era soddisfatta del suo lavoro e, allo stesso tempo, impaziente di vedere come sarebbe andato il suo nuovo impiego dopo quella prima lezione. Ora ne era certa, il ruolo dell'insegnante non era facile ma le piaceva molto.



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