Hogwarts - 7° Piano
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  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Alexander_Morgenstern


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 274
       
       

    [Sede ausiliaria del Ministero della Magia, Barcellona, ore 04:47]


    *Radere al suolo quell'ennesima struttura era stato... fin troppo semplice. Erano questi i pensieri del "killer dei Mangiamorte", una figura tanto discussa da un paio d'anni a quella parte nel mondo magico, un uomo avvolto in una divisa nero con tanto di cappuccio calato sul viso, uno che sembrava star andando contro tutto per cui aveva lavorato fino a quel punto. Ma no, quell'attacco come quelli avvenuti nei giorni precedenti ad altre strutture simili in Germania, Svezia e Russia non sarebbe stato ricondotto a lui. Nessuno l'aveva visto distruggere gli archivi pieni di prove contro sospetti Mangiamorte e ridurre in macerie tutto ciò che sembrava ad ogni costo voler venir fuori dalla terra nuda, azioni che no, non sarebbero dovute essere ricollegate a lui. Ai suoi propositi se n'era aggiunto un altro, uno che andava di pari passo con il proprio, un bersaglio specifico: Luke Mills. Un Mangiamorte potente, uno che aveva combattuto assieme a Lord Voldemort in persona nell'ultima grande battaglia di Hogwarts, un uomo ritenuto morto per tutti quegli anni. E stava lì, Alexander, materializzatosi da pochi secondi sulla montagna che s'ergeva maestosa sulla vallata che un tempo aveva ospitato quella struttura. Osservava attraverso le pupille trasversali gli Auror di turno serale venir fuori dalle mura crollate di quell'edificio, come piccole formiche in fuga da un formicaio ormai compromesso, meditando, esitando su quel che sarebbe stato il suo passo successivo. Ho detto "pupille trasversali"? Esatto. C'era Gmork che, avendo cambiato forma, sorvegliava i cieli sotto forma di corvo, come mutava sempre ogni volta che accompagnava Alexander nelle sue uscite serali: ogni notte. Sì, lui era di certo il suo più prezioso alleato, uno dei maggiori assi nella manica di cui disponeva. Ma Gmork era un boa e, oltre a condividere i sensi con il suo padrone ne condivideva le capacità. Fu alzando gli occhi al cielo che cercò l'ormai mutato boa, trovando in lui il coraggio, la forza di proseguire.*



    "Lo hai già fatto, Morgenstern: smettila di esitare, dannazione. Manca ancora un bersaglio."

    *Sì, oltre a quello di Londra il Ministero aveva ancora un altro archivio, e sarebbe stato quello il prossimo a crollare. Ma per cosa esitava, Alexander? Non aveva ucciso nessun Auror e questo sarebbe risultato parecchio sospetto agli occhi del più imbecille mago che il Ministero aveva già dispiegato per indagare, ma era anche per questo che attaccava di notte: non aveva unicamente il favore delle tenebre, ma anche il minor numero di Auror possibilmente presenti in loco. Per quanto potesse essere ricco il Ministero, non poteva permettersi di mandare più di otto maghi per archivio, ma se non si vuole arrivare a considerare il punto di vista economico, restavano comunque due fattori estremamente pratici: primo, gli Auror delle grandi città faticavano già di per sé a tenere i maghi oscuri a bada, figurarsi se le spie dei Mangiamorte nel Ministero avessero saputo di eventuali trasferimenti: perché sì, il Ministero sapeva di quegli infiltrati, ma nel pratico poteva farci ben poco. Secondo, ma non meno importante o meno valido, non si dava l'investitura di Auror al primo candidato. Era un lavoro difficile, che necessitava di una certa padronanza degli incantesimi, della disponibilità nel correre certi rischi che sì, prima o poi avrebbero seriamente potuto non riportarti a casa. Ma c'era un perché per le ultime azioni di Alexander, c'era un motivo ben più che valido se stava per lanciare quell'incanto che sì, aveva scagliato per ben tre notti di fila, in precedenza. Fu così che alzò Gewalthaber nei cieli, enunciando duramente:*

    Morsmordre.



    *Il risultato fu subitaneo, quel grande teschio con la lingua di serpe che prese a brillare nei cieli della sua fosca luce verde pallido. Fu sciogliendo quella condivisione della vista del suo famiglio che lo rintracciò, un rapido svolazzare d'ali in una notte che avrebbe presto ceduto il posto all'alba. Mise in posizione un avambraccio per richiamarlo, come un falconiere fa con i rapaci, udendo Gmork emettere un muto, insignificante verso da corvo prima di scendere in picchiata.*



    *Fu dopo aver trovato appiglio sul braccio del padrone che tornò alle sue fattezze, risalendo lungo il collo e restando lì, a ciondolare, il Philum tanto potente che li legava a far intuire persino a lui cosa sarebbe accaduto: si smaterializzarono lontano, verso il monolocale di Londra di Alex, lontani da quella desolazione, dalle urla degli Auror, dagli orrori della quarta notte di fila in cui tanti Mangiamorte avvertirono il Marchio Nero pungere il loro avambraccio.*

    [Hogwarts, ore 13:58]


    *Non vedeva realmente l'ora di collassare sul proprio letto. No, davvero, era realmente a pezzi dopo quattro notti di "scorribande", se era lecito definirle così. Ma comunque, non erano lecite di loro, quindi... beh, tornando ad Alexander: era su quel dannatissimo gargoyle di pietra, quello che stava girando verso l'alto. L'ora del pranzo era da poco passata, ad Hogwarts e, quella notte, Alexander aveva appena fatto in tempo a rientrare in casa, sfilandosi la maschera di teschio da sotto il cappuccio nero - dissolvendo la divisa che celava il celebre killer in un denso fumo nero - lasciandola ricadere sul tavolo e andandosi a distendere, addormentandosi di sasso, sognando mille e più orrori come gli capitava ogni notte da fin troppo tempo a quella parte. Svegliatosi verso l'una, fece una doccia ed indossò una semplice t-shirt nera accompagnata da dei jeans, intascandosi l'ultimo numero della Gazzetta del Profeta riguardante quegli attacchi.*

    "Il Marchio Nero colpisce Barcellona."

    *Sì, quella stretta allo stomaco non seppe bene come identificarla, ma era certo non fosse fame. Gli piaceva? No, affatto, odiava quel suo operato. Ma non aveva scelta, infondo: aveva un piano da seguire, uno di cui era ora mettesse al corrente la donna che era in un certo senso implicata in quella storia, la strega dalla quale si stava dirigendo. Bussò un paio di volte alla porta dell'ufficio dopo esser sceso da quel rotante aggeggio infernale, infilandosi al suo interno dopo che ebbe avuto il permesso di entrare, richiudendola alle spalle con accuratezza.*

    Buongiorno, Charlie.

    *Quasi sbadigliò, facendosi avanti nell'ufficio che le spettava, sorridendo alla strega seduta dietro la scrivania. Era forse la prima volta che realizzava quanto lontana fosse arrivata l'ex Mangiamorte, l'amica per la quale provò un vero e proprio senso d'orgoglio. Sì, era certamente lì per un motivo, ma...*

    E' il tuo posto, sai? Non potrei veder meglio nessun mago o strega a capo di questa scuola.

    *"Filtri": Alexander neanche sapeva cosa fossero. Era un tipo estremamente schietto e stringendo fra le mani quella copia arrotolata del giornale prese un profondo respiro, continuando a guardare la Preside del castello con un sorriso, accennando ad una delle sedie di fronte a lei.*

    Posso sedere? Avrei bisogno di parlarti.

    @Charlotte_Mills,




    Ultima modifica di Alexander_Morgenstern mese scorso, modificato 1 volta in totale


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Ad Honorem Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 10
    Galeoni: 362886
       
       

    *Quella mattina Charlotte, ex Serpeverde, si era alzata alla buon ora. Aveva fatto un abbondante colazione con uova e bacon nella sua casa di Londra e poi, verso le otto e trenta, quasi nove, si era smaterializzata a Hogwarts.
    Amava quell'immenso castello della quale ormai era Preside da quasi un intero anno scolastico. Aveva cercato di portare novità all'interno della scuola di Magia e Stregoneria, aveva cercato di aggiustare le cose che non andavano e aveva cercato di dare il meglio di sè.
    Appena arrivata a Hogwarts, in particolare nel suo ufficio venne avvicinata da uno degli elfi del castello, in particolare da quello che la donna aveva "promosso" a suo segretario personale. Si trattava di Elfo di sesso femminile dalle lunghe orecchie a punta e da una gonnellina a fiori blue e gialla che portava con vestitino. Una delle caratteristiche degli Elfi di Hogwarts era che, tutti quanti, erano senza padrone. La creaturina le portò, come ogni mattina, la Gazzetta del profeta che la mattina leggeva, assieme ad alcuni documenti ancora in sospeso e da portare a termine entro la fine della giornata.*

    Grazie mille.

    *Affermò la donna.
    La prima cosa che fece fu leggere le prime notizie in rilievo della Gazzetta del Profeta. La cosa che attirò la sua attenzione fu una notizia proveniente dalla Spagna: un Marchio Nero era apparso in cielo a pochi passi dalla sede ausiliaria del Ministero della Magia. Era una notizia che avrebbe attirato molto l'attenzione, anche perchè era da moltissimi anni che un Marchio Nero non compariva nei cieli. Gli occhi della donna scorrevano sulle parole del giornalista che, come molti, si domandava come mai i Mangiamorte si erano rifatti vivi, sopratutto a Barcellona.
    Charlotte MIlls aveva vissuto la vita di un Mangiamorte... e l'aveva abbandonata, ma conosceva alcune persone ormai che non vedeva da molto tempo ancora fedele al marchio impresso a vita sull'avambraccio.
    La donna rimase a fissare quelle parole, girando poi pagina come se nulla fosse. Dopo le ultime notizie sul Quidditch e sul gossip ripose la Gazzetta nel primo cassetto della grande e vecchia scrivania di legno, dedicandosi così ai vari documenti che doveva finire di compilare.
    Solo verso mezzogiorno appoggiò la propria piuma d'oca per recarsi nella Sala Grande e gustarsi il pranzo preparato dagli Elfi Domestici delle cucine di Hogwarts.
    Dopo un pasticcio di carne con abbondanti verdure al forno si congedò dai propri colleghi professori seduti al suo stesso tavolo per tornare ai propri doveri. Quando aveva accettato il ruolo di Preside non si sarebbe mai aspettata di dover compilare così tante scartoffie burocratiche.. inizia a comprendere il perchè Sibilla, la precedente Preside, era quasi sempre rintanata in quell'ufficio.*

    "Dovrò trovare un modo per diminuire tutte queste pergamene in minor tempo possibile... Non voglio rintanarmi qua tutte le giornate."

    *Pensò la ventinovenne osservando il cielo azzurro nella lontana finestra che illuminava parte della stanza. Intorno a se alcuni dipinti di ex Presidi chiacchieravano tra di loro, il Cappello Parlante riposto su un alto scaffale sembrava riposare beatamente mentre un trespolo era vuoto.
    Erano ormai mesi che Aba, la Fenice che era stata regalata a suo figlio Kyle si trovava in una delle riserve naturali per la sua specie, lasciando quel trespolo privo di un rapace che potesse usufruirne. IL prima possibile avrebbe comprato un nuovo rapace per rallegrare le giornate del piccolo maghetto di quattro anni della quale era madre.
    Fu solo dopo qualche minuto che qualcuno bussò alla porta del suo ufficio. Curiosa di scoprire chi fosse alzò lo sguardo e fece entrare la figura misteriosa. Si trattava di Alexander Morgenstern.
    Rimase sorpresa nel vederlo li, al castello di Hogwarts.*

    Buongiorno, Charlie.

    Buon pomeriggio anche a te signor Morgenstern.

    *Affermò sorridendo la donna.
    Sapeva quando quel mago odiasse essere chiamato in quel modo, ma ironizzarci su le piaceva.*

    E' il tuo posto, sai? Non potrei veder meglio nessun mago o strega a capo di questa scuola.

    Grazie mille, spero solo di non fare le ragnatele qua dentro..

    *Disse la ex Serpeverde riponendo la piuma d'oca e chiudendo il calamaio che conteneva l'inchiostro color smeraldo che usava per firmare e compilare i propri documenti. Dopo quelle parole il ventiquattrenne chiese il permesso di sedersi, dovendole parlare di qualcosa.
    Dallo sguardo del mago sembrava importante. Decise quindi di estrarre la propria bacchetta in Ebano scuro di evocare un incantesimo insonorizzante tra i due maghi, escludendo dalla loro conversazione tutti quei quadri che, al minimo incontro in quella stanza, drizzavano le orecchie pronti ad origliare qualsiasi cosa. Preferiva prendere precauzione, anche se potevano risultare inutili, ma come come amava dire: "meglio prevenire che curare", e curare in quel caso sarebbe stato assai difficile se non impossibile.*

    Dimmi tutto.

    *Affermò la ventinovenne appoggiando il proprio catalizzatore a pochi centimetri dalla pila di documenti che aveva compilato e che doveva terminare di compilare.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
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    Buon pomeriggio anche a te signor Morgenstern.

    *Ecco il desiderio, il bisogno di Schiantarla che tornava a far capolino. Eppure quel sorrisetto che gli si dipinse in volto, lo stesso in netto contrasto con la smorfia di puro disgusto comparsa a deturparne i tratti: ma con Charlotte Mills andava così, no? Era quasi inquietante quanto potessero sembrare due ragazzini appena tornati ad Hogwarts, quelli che invece stavano cominciando a conoscersi in età adulta. Beh, se poteva dire qualcosa in totale tranquillità era che Charlotte era, forse, una delle persone più piacevoli con cui si poteva avere a che fare. Gliel'avrebbe detto? Certo che no, dannazione, perché darsi la "zappa sui piedi" fino a quel punto? Amava i modi di dire babbani. Li amava con tutto sé stesso.*

    "Ehi? Tizio inquietante che hai preso il mio posto, che ne dici di arrivare al dunque?"

    *Già, cominciava davvero a credere che iniziasse a soffrire di personalità multipla o roba simile e, in tutta sincerità, non si meravigliava minimamente del baratro in cui stava inevitabilmente precipitando. Ma questa, come tante altre, è un'altra storia.*

    Dimmi tutto.

    Già. Non è così semplice.

    *Mormorò nell'osservarla mettere "i tappi alle orecchie" dei presidi del passato, gli occhi scuri dell'ex Corvonero che si posavano su uno di questi in particolare: Severus Piton. Aveva sempre stimato quell'uomo, uno che aveva conosciuto come tutti tramite i racconti che venivano ancora narrati su di lui, uno che ribaltò le sorti dell'ultima Grande Guerra, un ex Mangiamorte come Charlie, un uomo che aveva vissuto nell'ombra per servire la luce. Sì, sotto quell'ultimo punto sentì d'avere qualcosa in comune con lui, qualcosa che lo fece sorridere, un sorrisetto che durò ben poco mentre si accomodava di fronte all'ex Serpeverde, distendendo sulla sua scrivania - una ad una - le copie dei giorni trascorsi della Gazzetta, quelle che in prima pagina riportavano gli attacchi avvenuti agli archivi ministeriali d'ogni angolo del mondo, edifici demoliti ed il Marchio Nero che torreggiava in quella mostra in ogni singola foto.*

    Ho bisogno tu non salti a conclusioni affrettate per ciò che sto per dirti, Charlie. Questi attacchi...

    *E si lasciò andare ad un lungo, profondo e stanco sospiro, massaggiandosi una tempia, mordendosi il labbro inferiore: avrebbe cominciato a prenderlo a sberle o, contando sulla pazienza d'una donna che stava ancora ben conoscendo, gli avrebbe dato tempo di spiegare?*

    Sono io, il responsabile, Charlie. Ho un piano ben preciso, e se ti sto mettendo al corrente di tutta questa faccenda è solo perché non voglio ti preoccupi inutilmente: non tu.

    *Non gli restava che sperare. Si poggiò così allo schienale, intrecciando le dita e sì, perdendosi nei suoi pensieri ancora una volta: era giusto affidarle quest'ennesimo peso? Era egoismo, il suo?*

    @Charlotte_Mills,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Ad Honorem Insegnante Moderatore Web Certificato

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    *Era dalla gita all'allevamento di Draghi che Charlotte non vedeva ed incontrava quel mago appartenuto alla casata di Corvonero. Pensava che la sua presenza li fosse per scusarsi per il piccolo inconveniente avvenuto qualche giorno prima. Infatti durante quella gita giornaliera un drago si era imbizzarrito per qualche strano motivo e, per poco, non cuoceva apuntivo il manipolo di studenti presenti. Era stata grazie la presenza e la fermezza del neo allevatore di draghi se tutti quanti erano tornati a Hogwarts sani e salvi.. Un po' scossi, ma con tutte le ossa integre.
    Alexander Morgenstern era però li per un altro motivo, solo dopo che l'incantesimo di insonorizzazione fu attivo l'uomo iniziò a mostrarle uno ad uno articoli della Gazzetta del Profeta e di altri giornali noti fra i maghi. Quegli articoli avevano sempre lo stesso soggetto: il Marchio Nero comparso, nei giorni precedenti, qua e la per il mondo magico.
    Quegli articoli li aveva letti anche lei, proprio come l'ultimo di quella mattina, ma ancora non capiva il perchè l'uomo glieli stesse mostrando.*

    Ho bisogno tu non salti a conclusioni affrettate per ciò che sto per dirti, Charlie. Questi attacchi...

    *Iniziò a dirle.
    Quegli attacchi cosa? Lo sapeva anche lei, aveva letto per filo per segno ciò che i giornalisti avevano scritto per i numerosi lettori. Lo sguardo di Charlotte, interrogativo, si posò sul volto del compagno. La chiamava sempre “Charlie” o “Charliez” e quello la mandava in bestia... ma allo stesso tempo era, emh, piacevole? Non lo sapeva neanche lei, non aveva mai ricevuto un soprannome o un diminutivo del genere, neppure in adolescenza dai suoi compagni Serpeverde, troppo occupati a pensare a se stessi e scomparire una volta finita la scuola.
    Chissà cosa le nascondeva e cosa voleva raccontarle.
    La sua attenzione tornò ad Alexander che serio, da li pochissimo, l'avrebbe sorpresa più delle precedenti volte.*

    Sono io, il responsabile, Charlie. Ho un piano ben preciso, e se ti sto mettendo al corrente di tutta questa faccenda è solo perché non voglio ti preoccupi inutilmente: non tu.

    *La donna dovette contare fino a dieci per non iniziare a sbraitare contro l'amico.
    Era lui il responsabile? Ma perché?! Tempo prima la Preside di Hogwarts aveva chiesto il suo aiuto per trovare qualcosa, o meglio qualcuno, che si nascondeva da tempo e che aveva iniziato a prendere di mira la sua vita oltre che i suoi affetti. Alexander l'avrebbe aiutata, grazie alle sua “abilità”, nel cercare suo fratello maggiore Luke, Mangiamorte che si era finto morto per quasi vent'anni e, tutto d'un tratto aveva messo sottosopra la sua vita.*

    Sei per caso ammattito!?!

    *Furono quelle le prime parole che uscirono dalla bocca della ventinovenne.
    Quando aveva chiesto il suo aiuto non si sarebbe mai immaginato tutto quello! Perchè sicuramente centrava, se no per quale motivo l'ex Corvonero avrebbe dovuto evocare un Marchio Nero.
    Immaginare Alexander evocare quel marchio oscuro in cielo la faceva sentire.. Strana. Avrebbe potuto vedersela brutta, anche se sapeva che di lui non doveva preoccuparsi, era un mago assai abile negli incantesimi ma pensarlo in difficoltà per colpa sua e per una richiesta che iniziava a sembrarle sciocca, non le piaceva. Gli occhi scuri di Charlotte si posarono su quelli del mago seduto difronte a lei.
    Dovette respirare profondamente più di una volta per tornare, leggermente, calma.*

    So quanto tu sia bravo con gli incantesimi e con il tuo...“lavoro”, ma potevi vedertela brutta.
    Non ho ancora messo a piede ad Azkaban come visitatore.. Non vorrei iniziare proprio adesso.


    *Affermò ed aggiunse Charlotte, ex Serpeverde, chiedendo al mago qualche spiegazione in più. Se le stava raccontando ciò che aveva fatto molto probabilmente era legato alla richiesta che le aveva fatto mesi prima e, se centrava, aveva tutto il diritto di saperlo ed esserne al corrente.
    Tornò ad osservare l'amico. Per quanto potesse conoscere le sua abilità, la sua testardaggine e la sua caparbietà sapeva che ogni singola mossa lui l'aveva calcolata nel minimo dettaglio. Non c'era nulla da preoccuparsi, peccato che era un sentimento umano e che non si poteva fare a meno di averlo e possederlo.*


    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 274
       
       

    Sei per caso ammattito!?!

    *Quasi tirò un sospiro di sollievo quando la donna gli sbraitò contro, rivolgendole uno dei suoi sorrisi sghembi migliori, sentendo gli occhi brillare di malevola consapevolezza, una che avrebbe presto condiviso con lei: diamine, lo aveva seriamente preoccupato quel silenzio calato dopo la sua confessione! Ma sì, doveva riconoscere che se si fosse ritrovato nei panni della strega avrebbe con ogni probabilità agito allo stesso modo. Con ogni probabilità era davvero uscito fuori di senno, o poco ci mancava, poiché si diceva che la follia non era sconclusionata bensì lucida e logica.*

    Sarai tu a dirmelo.

    *Borbottò di rimando, il sorriso che lasciava posto ad un'espressione assai più seria, una che tradiva un certo interesse per la reazione di Charlotte: l'aveva sempre detto, era nei momenti di pura spontaneità che l'essere umano si lasciava andare a sé stesso, abbandonando i freni che si imponeva per poter affrontare la vita di tutti i giorni e no, Charlotte Mills non faceva eccezione. Per un istante lasciò libero lo sguardo di vagare su quel viso, uno sul quale riusciva a leggere diversi segnali, fra quali paura e sì, sbigottimento: pretendeva una spiegazione. Come giusto che fosse, ovviamente, e non aveva intenzione di farla attendere ancora a lungo.*

    So quanto tu sia bravo con gli incantesimi e con il tuo...“lavoro”, ma potevi vedertela brutta.
    Non ho ancora messo a piede ad Azkaban come visitatore.. Non vorrei iniziare proprio adesso.


    Non andrai ad Azkaban, Charliez. E neanche io: se si venisse a sapere che c'è il serial killer dietro questi attacchi, tutti i miei sforzi sarebbero stati vani e se ancora si venisse a sapere dell'uomo dietro quel cappuccio... beh, sta pur certa che non perderebbero tempo ad arrestarmi.

    *Mormorò adesso senza alcun cenno d'ilarità: la Mills sapeva perfettamente che il ventiquattrenne seduto di fronte a lei stava dicendo la pura e semplice verità. Se fossero riusciti a catturarlo, a prendere il pluriomicida di Mangiamorte non avrebbero neanche considerato l'idea d'imprigionarlo: bastava inscenare un eventuale scontro per poi privarlo della vita in quel preciso luogo. L'idea che avesse dei complici non avrebbe neanche sfiorato quegli Auror, men che meno gli stessi maghi oscuri di cui per anni aveva sfoltito i ranghi: l'avrebbero ucciso sul posto, senza pensarci due volte. Si sistemò meglio sulla sedia, allungando una mano a recuperare la piuma d'oca e la boccetta d'inchiostro di fronte a Charlie, cominciando a scarabocchiare su uno di quegli articoli di giornale.*



    Sì, sarai tu stessa a dirmi se ho perso o meno il senno. Anzi, sei libera d'andarmi a denunciare al Ministero, e sta pur certa che non ti trascinerò a fondo con me se la mia spiegazione non ti soddisferà. Ma ti prego di darmi modo di condividere con te il mio piano.

    *Mormorò nel rialzare per un breve istante lo sguardo da quegli scarabocchi, prendendo un profondo respiro e sì, abbandonando il tutto per tornare a guardarla definitivamente negli occhi, intrecciando le dita e posandole congiunte in vita.*

    Proprio come mi dicesti, Luke Mills sembra essere morto nella battaglia di Hogwarts. Ho indagato io stesso, cercando la verità nelle mie vittime prima di congedarle da questa vita: non si sono smossi da questa versione della storia neanche per un istante. Ciò significa che o non ne sapevano niente o, con maggiore probabilità, tuo fratello ha cambiato identità, rivelando il suo nome reale solo ai ranghi più alti della sua cerchia.

    *Fece così una brevissima pausa per riprendere fiato, rivolgendo alla Preside del castello un sorriso che prometteva ben più di quanto le aveva rivelato fino a quel punto.*

    Dunque, come rintracciare qualcuno che ha dedicato l'ultimo ventennio a celare le sue tracce? E' molto semplice, in verità: costringendolo ad uscire allo scoperto.

    *Con un lento, quasi teatrale gesto della mano indicò gli articoli di fronte a sé, tornando ancora una volta con lo sguardo in quello della donna.*

    Berlino, Stoccolma e Mosca. Ieri notte è toccato a Barcellona, questa sarà per Budapest: distruggendo gli archivi delle sedi estere del Ministero, replicando prima ogni fascicolo ed informazione con la maledizione Geminio ed enunciando un Morsmordre per ogni edificio, mi assicuro che la colpa di tutta questa distruzione ricada sui Mangiamorte. Nessun Auror è stato ucciso: qualche ferita superficiale e qualcuna leggermente più seria garantiscono la buona riuscita del mio piano. Nessun Mangiamorte eviterebbe qualche danno ad un Auror, non sarebbe stato credibile.

    *Un altro sospiro, seguito da un silenzio di tomba che sì, interpretò come un "ti sto ascoltando" della strega che gli sedeva di fronte, una che lo osservava come se i suoi occhi fossero capaci di sondargli l'anima: ma le avrebbe detto ciò che le serviva sapere, non un dettaglio in più.*

    Ciò che la Gazzetta non dice è che, nei giorni scorsi, ho utilizzato la maledizione Imperius su un Mangiamorte di recente catturato, costringendo a rivelarmi i nomi d'ogni impiegato ministeriale che facesse il doppio gioco, uccidendoli ed impedendo a questi ultimi di vociferare ai piani più alti del Ministero che no, i loro amici non c'entrassero niente con quegli attacchi: per una volta che vengono accusati di un crimine non commesso, sono certo che sapranno sopportarlo.

    *Allungò così la mano a prendere una manciata di bacchette di liquirizia, portandosene un paio alle labbra, lasciando che quel sapore gli esplodesse fra le labbra.*

    Cosa c'entra Luke, in tutta questa storia? Non ho intenzione di farti perdere il resto della giornata, Charlie, perciò arrivo dritto al punto: sì, come ho già detto, lo costringerò a venire allo scoperto. Con i loro ranghi sempre più assottigliati ed ormai tagliati fuori dal Ministero, con gli Auror ancora più sulle loro tracce, i Mangiamorte non possono permettersi di perdere neanche un membro di più. Perciò ti dico cosa avverrà adesso, ad un paio di notti a questa parte: andrò da due Mangiamorte, perché so dove si incontreranno quella sera ed inscenerò un rapimento. Dico "inscenerò" poiché proprio in quel momento una persona che è all'oscuro di tutta questa storia, di chi realmente io sia, si troverà in quel preciso luogo e momento assieme a noi. Non ho dubbi che, vedendomi scappare e probabilmente credendomi impaurito, colto con le mani nel sacco dopo aver disarmato e legato a terra quei due individui farà la cosa giusta, chiamando gli Auror.

    *Era il caso d'aprire una piccola parentesi per decantare la bontà di quei dolciumi? No, forse bastava semplicemente osservare con quanta golosità continuasse a mandarne giù, tornando ancora una volta con gli occhi in quelli scuri dell'amica.*

    E' necessario sia qualcuno che non sa nulla di me proprio perché, di certo, verrà portata al Ministero per essere interrogata dopo che verrà fuori il suo incontro con il serial killer: Imperius, Veritaserum, ma verrà torchiata ben benino. Per dimostrarsi forte, inattaccabile nonostante le ultime avversità, il Ministero non esiterà a condannare a gran voce su ogni giornale del mondo magico quei due sfortunati Mangiamorte, conducendoli ad Azkaban: e sarà lì, che prenderò Luke.

    *Pausa ad effetto? No, semplicemente non poteva parlare con la bocca piena per tutto il tempo. Si drizzò così sulla sedia, preparandosi a rivelare all'amica probabilmente la parte che più aveva atteso in tutto quel tempo.*

    Come ho già detto, i Mangiamorte non possono più permettersi perdite: ognuno di loro è prezioso, in questo momento, sia esso un veterano come tuo fratello o uno studentello fresco di Marchio Nero, perciò non ho dubbi che i Mangiamorte manderanno a recuperare i due adepti dai loro maghi migliori: un paio stando ai miei calcoli ed informatori sui loro piani d'emergenza, uno di questi è un mago senza nome, uno di cui si conosce unicamente la ferocia in battaglia, uno che "ha fatto la storia", stando alle prodezze della maledizione Imperius: Luke Mills sarà lì, quella notte, e troverà me ad attenderlo.

    *Questo era quanto la sua amica aveva bisogno di sapere, poiché lei stessa aveva chiesto aiuto all'ex Corvonero, al serial killer dei Mangiamorte, uno che adesso si lasciò andare ad un sorrisino divertito, inclinando appena il capo verso sinistra, senza distogliere lo sguardo da quello della donna.*

    Perciò dimmi, Charlie: sono realmente impazzito?

    @Charlotte_Mills,




    Ultima modifica di Alexander_Morgenstern 2 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Ad Honorem Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 10
    Galeoni: 362886
       
       

    *Charlotte sapeva che le abilità dell'allevatore di draghi difronte a lei erano molto al di sopra di quelle di un normale mago di ventiquattr'anni. Sapeva bene che di lui c'era solo da fidarsi, eppure la donna aveva sempre quel pizzico di timore per l'amico che, solo dopo, iniziò a spiegare perché aveva fatto ciò della quale i giornali scrivevano con timore.

    Sì, sarai tu stessa a dirmi se ho perso o meno il senno. Anzi, sei libera d'andarmi a denunciare al Ministero, e sta pur certa che non ti trascinerò a fondo con me se la mia spiegazione non ti soddisferà. Ma ti prego di darmi modo di condividere con te il mio piano.

    *Mormorò l'ex Corvonero, lo sguardo di Charlotte si riposò su di lui. Era stata proprio lei a chiedere il suo aiuto, sapeva in cosa andava, anzi andavano in contro, e mai si sarebbe sognata di denunciare l'uomo al ministero. Non lui.
    Lasciò parlare il giovane Morgenstern che, da li, iniziò a spiegarle tutto quanto.
    Le raccontò di aver cercato informazioni sul perché Luke Mills si fosse finto morto, ma ognuna delle persone alla quale lo aveva chiesto (ovviamente sue vittime) avevano mantenuto tutte la stessa versione, era proprio la stessa risposta che aveva avuto Charlotte la prima volta che aveva rivisto il fratello di sfuggita. La prima volta non era sicura che si trattasse proprio dell'amato fratello ma un'indagine per toglierle ogni dubbio l'aveva svolta.. ma senza successo, un po' Alexander con quei Mangiamorte che avevano visto la morte per mano sua.
    Fu solo li che spiegò meglio il perchè del Marchio nero nei cieli di Barcellona, Stoccolma e altri luoghi: Tutto quello era stato fatto per far saltare fuori la persona che Charlotte cercava con tanta disperazione. Quello, purtroppo, era l'unico modo per far uscire allo scoperto un mago che si fingeva morto da vent'anni ormai.
    In tutto quello Alexander era stato furbo, chiunque avrebbe cercato di capire chi si celasse dietro tutto quello sarebbe giunto alla conclusione che erano stati i “famigerati” Mangiamorte.
    Il ragazzo si fermò nel suo raccolto e lei, donna dai capelli scuri, rimase in silenzio ad ascoltare le sue parole che sapeva, in qualche modo, non essere terminate.
    Fu quando l'amico rivelò si aver eseguito una delle Maledizioni senza Perdono che Charlotte provò una sensazione strana. Non prima, non dopo, proprio in quel momento. Le Maledizioni senza perdono si chiamavano così per un motivo e non voleva per nessuna ragione al mondo che lui si metesse in pericolo per lei, o meglio per qualcosa che riguardava lei.
    I ranghi dei Mangiamorte continuavano ad assottigliarsi, gli Auror sempre sulle loro tracce e tutto quello avrebbe costretto Luke Mills a rivelarsi, o almeno così si sperava. Era un piano molto ben pensato ed era sicura che Alexander fosse capace di tutto quello che aveva ideato, aveva fiducia nel suo operato e nelle sue idee.
    Fu li che le spiegò la parte più complessa del suo piano.
    Charlotte, Preside di Hogwarts, dovette ascoltare per bene e ripeterselo mentalmente per capire al meglio tutto il ragionamento dell'amico della quale aveva chiesto aiuto.*

    Perciò dimmi, Charlie: sono realmente impazzito?

    *Silenzio.
    Lo sguardo fisso su di lui si distolse solo quando i loro chi si incontrarono di sfuggita. La donna si alzò dalla sua comoda sedia. Alzandosi le braccia si incrociarono sul petto mentre, di sfuggita, osservava i ritratti degli ex Presidi che curiosi osservavano “sordi” la conversazione. Si riavvicinò al Corvonero, prendendo anche lei un manciata di quei dolcetti della quale Alexander si era riempito nei minuti precedenti.*

    Assolutamente no.. Anzi.


    *Si fidava di lui e, anche se sarebbe stata sempre in pensiero per la sua incolumità sapeva che alla fin fine il suo piano sarebbe giunto a termine.
    Grazie a lui avrebbe scoperto perché Luke Mills si era finto morto per ben vent'anni e sul perché aveva aggredito uno dei Prefetti di Hogwarts. A Charlotte non rimaneva che rimettersi nelle abilità di Alexander, solo e soltanto lui e nessun altro.*

    Non voglio sapere tutti i dettagli precisi, sono però sicura che il tuo piano andrà a termine.

    *Terminò Charlotte.
    Per quanto una donna poteva essere curiosa non voleva sapere di quali incantesimi (soprattutto se Maledizioni) venivano evocati, di chi veniva ucciso o peggio.. Sapeva che l'ex Corvonero era in grado di grandi cose e aveva solo bisogno della sua fiducia più totale per procedere in quella ricerca per la quale "l'aveva ingaggiato".*


    @Alexander_Morgenstern,