Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Alexander_Morgenstern


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Nessuno si sarebbe scandalizzato nel sapere che il lago di Hogwarts ospitava un Kelpie. Cioè, era qualcosa di così risaputo e scontato quanto il fatto che i giovani maghi all'interno della scuola fossero divisi in quattro casate. Ma perché Alexander Aiden Morgenstern si ritrovava lì, coinvolto ancora una volta in affari che erano ben distanti dalle sue mansioni d'allevatore, qualcosa che tempo addietro avrebbe definito come "spreco di tempo". Beh, no, avrebbe anche detto che il Ministero era costituito da una manica di schiavisti di prim'ordine, quelli che evidentemente non volevano i loro Magizoologi si sprecassero per un "semplicissimo" demone acquatico come la creatura in questione di cui si sarebbe dovuto occupare Alex, sbolognando a quest'ultimo l'ingrato compito. Una sua logica c'era in effetti, giacché uno dei tanti master che aveva dovuto conseguire in Cura delle Creature Magiche riguardava anche quella creatura acquatica, ma in generale un allevatore di draghi si ritrovava a fronteggiare forse le creature più pericolose dell'intero creato. Sì per potenza distruttiva, ma in generale un drago era affidabile quanto la dinamite stessa: un momento placido e tranquillo, il seguente... no, forse era più facile dire così: quei grandi ofidi volanti erano in grado di compiere un vero e proprio prodigio, giacché il corpo umano diveniva soggetto a sublimazione, dallo stato solido a quello gassoso in una manciata di secondi.*

    "Umpf. Dannatissimo Ministero."



    *Pensava fra sé e sé, camminando in quella foresta fin troppo illuminata per i suoi gusti, stringendo ancora quella pratica fra le dita della mano destra. Sì, s'era Materializzato forse mezz'ora prima al limitare della foresta, poco prima della barriera magica che proteggeva l'intera scuola, attraversandola con la solita sensazione che quel velo magico attraverso il quale si passava gli carezzasse l'anima. Sì, fondamentalmente era questo il concetto che stava alla base d'un moderatissimo Fianto Duri come quello, uno che misto al Repello Inimicum evitava che il mago o la strega in questione fossero polverizzati così, su due piedi. No, quell'incanto sondava le tue emozioni, le intenzioni stesse che ti portavano al castello e, se passavi senza divenir polvere, significava che non t'eri spinto fino a lì con qualche sciocca intenzione ostile: sì, un ex professore d'Incantesimi come lui la sapeva lunga su incanti del genere. Beh, ormai era quasi giunto al lago, il luogo che più di qualunque altro avrebbe destato in lui ricordi, nostalgia, uno del quale aveva avvertito la mancanza per tutti quegli anni, quello che ad Hogwarts era sempre stato il suo posto preferito. Poco dopo la riva, sulla sinistra, c'era un tronco d'albero rovesciato da chissà quanto tempo, uno dove tempo addietro sedeva, suonando poche note delicate della sua chitarra acustica, avendo come accompagnamento lo scrosciare continuo e delicato di quelle acque. Ed ora lì, in piedi di fronte a quelle rive, non riuscì a non sorridere: sì, la nostalgia arrivò con ben più forza di quanto avrebbe potuto immaginare, portandolo a guardarsi attorno, a ricordare gli amori vissuti in quel posto, le amicizie, i momenti felici e quelli bui, gli interi pomeriggi trascorsi ad ascoltare quelle acque.*

    "E nulla sembra esser cambiato. Non qui."

    *Su quelle rive, e lì soltanto, il tempo pareva essersi fermato. Gli occhi del mago esaminarono quel luogo attraverso le lenti scure degli occhiali da sole e Merlino, neanche s'accorse del sorriso che era scomparso dalle sue labbra: come già detto, quel posto era ricolmo di tanti ricordi e, fra questi, non potevano che essercene di realmente dolorosi. Si costrinse però a concentrarsi, piegando quell'autorizzazione firmata dal Ministero e mettendola nella tasca posteriore dei pantaloni, prestando bene attenzione ad un qualsiasi movimento sospetto delle acque: calma piatta.*

    "Sembra che ci vorrà un po', qui."

    *Sbuffò con un sospiro, giacché quel Kelpie voleva davvero prendersela comoda. Ma a questo punto, perché aspettare in piedi se c'era poco più in la un familiarissimo tronco d'albero che lo aspettava? Cielo, quel pensiero lo sfiorò appena mezza volta e sì, era scattato per andare a sedere. Non avrebbe saputo dire quanto poteva amare quel posto, quanto la nostalgia tenesse stranamente il passo all'euforia di poter essere lì, ancora una volta: a distanza di tutto quel tempo, Alexander era tornato a casa.*

    @Katrin_Hopkirk, @Opal_Saphirblue,


  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 721
       
       

    [TORRE DEI CORVONERO]


    *Era una giornata afosa, talmente calda che le pietre del castello irradiavano calore o forse era la corva ad avere quella sensazione perchè ormai stufa di restare chiusa lì dentro. Erano settimane che studiava per i G.U.F.O, non si era concessa pause o svago se non per il lavoro come barista ai Tre Manici di Scopa e alla Testa di Porco, settimane che faceva le ore piccole e dormiva poco e male, settimane che accumulava stress e nervosismo, stava impazzendo. La sua finestra nel dormitorio dei corvonero era spalancata e la leggera brezza che entrava la chiamava e attraeva come un magnete gigantesco, lei tentava di resistere ma a ogni folata di vento, svolazzo o ronzio si ritrovava a fissare assorta il cielo azzurro. Gli studenti si erano tutti concessi la giornata, aveva sentito compagni parlare di una passeggiata a Hogsmeade, altri che volevano allenarsi a Quidditch, ma lei si era intestardita e rinchiusa davanti a un'immensa pila di libri.*

    Così però divento matta...

    *Bofonchiò tra sé chiudendo il volume che aveva davanti ed alzandosi dalla scrivania. Lanciò un'ultima occhiata alla finestra, afferrò la borsa e imboccò la porta.*

    [LAGO NERO]


    *Dopo aver preso le scale e averle fatte tutte di corsa Katrin si era ritrovata in cortile, senza una meta specifica o compagnia. Così si era messa a vagare a caso, finchè non era giunta al lago nero. Quel posto le piaceva. A causa delle creature che lo abitavano gli studenti non si avvicinavano mai troppo e in quella soleggiata giornata era completamente deserto. La corva sorrise soddisfatta e fece scorrere le iridi verdi sul paesaggio circostante, il sole si specchiava sul pelo dell'acqua mandando bagliori dorati e rendendo l'ambiente ancora più luminoso, la vita al di sotto della sua superficie scura era praticamente invisibile a parte che per alcune increspature dell'acqua. Katrin si guardò attorno alla ricerca di un luogo in cui mettersi comoda, c'era un vecchio tronco rovesciato poco distante ma lo scartò, non era adatto a lei. Poco dietro il suddetto tronco però notò una quercia, abbastanza robusta e dalla chioma folta.*

    Perfetto!

    *Esclamò avvicinandosi, mise la borsa a tracolla e facendo leva sul tronco caduto si arrampicò sulla quercia e si sistemò su un ramo, immersa nel fogliame e nascosta alla vista. Lo spettacolo del lago che si estendeva dinnanzi a lei per chissà quanti chilometri la incantava e il suo nascondiglio sopraelevato le dava una prospettiva completamente diversa di quel luogo così familiare. Quante volte aveva infranto il coprifuoco e rischiato di essere scoperta in giro per il castello solo per giungere a quel lago, che d'inverno è così nero da sembrare interamente fatto d'inchiostro, su cui la luna si specchia placida e argentea, dove la nebbia non sembra altro che un arteficio così intrigante e naturale da avvolgerti e coinvolgerti ma che in un modo o nell'altro ti fa comunque sentire estraneo alla sua vita sommersa. La mente della ragazza vagava tra ricordi passati e pensieri presenti, intrecciando nottate clandestine in compagnia e giornate allegre a volti e persone ormai sconosciute. Un rumore la risucchiò fuori dalle sue fantasie, sbirciò tra le foglie e vide qualcuno avvicinarsi, si appiattì, più per istinto che per vera necessità di nascondersi. Fissò il nuovo venuto. Un ragazzo alto e bruno, si aggirava e osservava il lago, poi sii voltò, Katrin strinse gli occhi per metterlo meglio a fuoco. Il mago si avvicinò all'albero, ma si sedette sul tronco caduto, proprio sotto di lei, Katrin ormai lo aveva riconosciuto e provò un certo piacere nel rivederlo.*

    Ciao Alexander

    *Esclamò facendo ciondolare le gambe giù dal ramo.*

    Come mai da queste parti? Nostalgia di casa?

    *Domandò mentre saltava giù dall'albero e atterrava affianco al suo interlocutore.*

    E' bello rivederti!

    *Sorrise soddisfatta per l'atterraggio e poi al giovane. Alexander era sparito per un bel po' di tempo dopo la fine dei suoi studi ad Hogwarts e Katrin se lo ricordava ancora come il prefetto dei corvonero, era strano sapere che ora non era più uno studente, ma in ogni caso era felice di rivederlo al castello.*



    @Alexander_Morgenstern, @Opal_Saphirblue




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  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 25
       
       

    *Una lieve foschia accarezzava delicatamente la superficie scura, sfiorando appena i flutti che si riversavano sulle sponde erbose del Lago Nero. Piccoli cerchi iniziarono a dipanarsi per tutto lo specchio d'acqua, provocati dal tuffo improvviso di un piccolo pesce dai lunghi baffi spaventato dalle dita sottili che ticchettavano sul suo habitat naturale.
    Cinque unghie dipinte di accese tinte si immergevano ritmicamente nel liquido trasparente, per generare quindi qualche spira di bolle e schizzare infine il grosso micio appollaiato su un morbido cuscino di tarassachi, gialli come il sole e lo stemma della casa a cui apparteneva la strega accucciata sulla riva del lago.*



    [SALA COMUNE TASSOROSSO]


    *Il cielo coperto da soffici nubi spezzate da violenti raggi solari che coloravano le fronde verdeggianti della vegetazione con chiazze di luce aveva acceso un irrefrenabile desiderio di una passeggiata pomeridiana nella giovane Opal.

    Stava giusto concludendo, o meglio tentando di concludere, di sintetizzare su un foglio di pergamena le sezioni più importanti del capitolo XI del tomo Incantesimi: Volume Terzo: il giorno seguente la classe sarebbe stata sottoposta ad un test riguardante gli incanti distruttivi Bombarda e Bombarda Maxima.
    Proprio mentre la Tassetta stava segnando i contorni per una tabella che mostrasse analogie e differenze tra le due fatture, un musetto peloso era sopraggiunto da sotto il tavolo rotondo della Sala Comune di Tosca. Il suo micione Nox, balzato pesantemente sopra la sua pergamena, non ci aveva pensato due volte ad urtare il calamaio colmo di inchiostro. E le candide pagine che ritraevano la demolizione di un muro mediante il Bombarda Maxima furono schizzate irrimediabilmente da gocce nere come la pece. Tante gocce nere.
    La padroncina si prese la testa colore del cielo tra le mani, sbuffando sonoramente.*

    Nox! Per tutte le piume di Ippogrifo, sei un gatto, perché hai l'agilità di un bisonte con la paralisi alle zampe?


    *Gli occhioni verdi-azzurri del felino si dilatarono sornioni, mentre si accomodava sopra la ormai inutilizzabile pergamena, anch'essa vittima del tornado peloso, leccandosi vanitoso una zampetta. Come fare ad arrabbiarsi di fronte ad una morbida pelliccia scura, simpatiche iridi espressive e baffi vibranti che puntavano fuori dalla finestra? La strega sospirò: e anche quel giorno, il gatto aveva vinto sull'uomo. Ripulì il disastro con un veloce Gratta e netta e, dopo aver riposto i compiti in camera, si apprestò ad uscire dai sotterranei più luminosi del Castello.*

    Mi hai convinto, andiamo a fare un giro...


    [LAGO NERO]


    *Una pausa dallo studio era stata davvero un'ottima idea. Opal quasi percepiva il venticello leggero penetrarle nella testa e dipanarle i pensieri confusi. Dopotutto, nonostante il micio avesse combinato un disastro, tutte quelle macchie di inchiostro erano state effettivamente d'aiuto.
    Iniziò a percorrere a passo tranquillo il vialetto sassoso che cingeva ad anello il Lago Nero, fischiettando un motivetto brioso e sgranocchiando di tanto in tanto un Rospo alla Menta, piccole rane di cioccolato dal fresco ripieno dolce.

    Ad un certo punto, uno sguardo eloquente di Nox verso due alte figure che dialogavano sulla sponda fece voltare la testa della Tassetta, riesumandola dal turbine di pensieri entro cui si trovava. La sua testa tra le nuvole identificò due figli di Rowena, anzi, uno e mezzo, poiché il ragazzo era un ex Corvonero. Scorse il sorriso radioso e i capelli spettinati del giovane Alexander Morgestern, mago che aveva guidato la scolaresca in uscita all'Allevamento di Draghi di Notturn Alley e che l'aveva fatta rinvenire da un coma post-incantesimo, e la chioma ondeggiante color caramello di Katrin, una ragazza molto carina con cui stava stringendo amicizia durante i loro vari incontro fuori da scuola. Opal decise di avvicinarsi ai due, mentre Nox prendeva posto sopra un ceppo rinsecchito per godersi la conversazione umana dall'alto.*

    Ciao ragazzi! Anche voi sulle sponde del Lago Nero?


    *La domanda, seppure banale, aveva il solo scopo di introdurre una conversazione e, essendo la più giovane dei tre, voleva mostrarsi comunque educata e gentile. Non che in realtà non lo fosse. Ma i suoi intricati ragionamenti furono interrotti da un flutto piuttosto alto, che produsse una serie di anelli d'acqua che si allargarono sulla superficie del lago: Opal era certa di aver scorto una coda voluminosa guizzare fuori dall'acqua, sebbene fosse solo per un istante...*

    Avete visto anche voi? Cosa può essere?


    *Opal sapeva che il Lago Nero non era una semplice pozza d'acqua fonda, ma numerosi abitanti avevano trovato dimora nel fondale, come sirene dal viso inquietante, Avvicini fastidiosi ed altre creature acquatiche. Ma era quest'ultima categoria a preoccuparla un po', poiché non aveva davvero in mente le esatte specie residenti del Lago Nero. Che i suoi amici sapessero qualcosa di più?*

    @Alexander_Morgestern, @Katrin_Hopkirk




    Ultima modifica di Opal_Saphirblue oltre 6 mesi fa, modificato 5 volte in totale


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    Ciao Alexander.

    Per il pizzetto di Salazar!

    *Esclamò sobbalzando, incrociando gli occhi della ragazza che poco dopo scendette da quel ramo: cioè, si era seduto praticamente sotto di lei e non se n'era accorto? Ottima mossa, ma soprattutto ottima prova d'essere ben riposato e per nulla propenso ad addormentarsi! No, sul serio, come diavolo aveva fatto a non accorgersi che Katrin Hopkirk s'era "appollaiata" sopra di lui? Il che, alla fine, non era neanche vero: era stato lui a piazzarsi sotto di lei. Dannazione, aveva fatto la figura del Troll. Restò a bocca aperta per una manciata di secondi, ricomponendosi in maniera a dir poco magistrale (sì beh, restava il fatto che la figuraccia l'aveva fatta tutta e non avrebbe potuto porvi rimedio) incrociando così gli occhi della strega, sorridendole a sua volta.*

    Sappi che se ci restavo secco, in un certo senso, valeva comunque come omicidio.

    *Scherzò con quel sorriso, scrutando la sua interlocutrice attraverso le lenti scure degli occhiali. E sarebbe stato comico, davvero, un allevatore di draghi che muore non sul campo, eroicamente carbonizzato o divorato da una di quelle creature, ma per un attacco cardiaco in seguito a quello che era stato uno spavento degno di nota. Eh sì, Katrin Hopkirk gliel'aveva decisamente fatta, ma lui era Alexander Aiden Morgenstern, probabilmente il Corvonero più dispettoso che avesse mai frequentato Hogwarts: avrebbe trovato il modo di vendicarsi, su questo non aveva il benché minimo dubbio.*

    Come mai da queste parti? Nostalgia di casa?

    *Ed eccola lì, la solita impicciona! No, davvero, aveva avuto ben poco modo di conoscere quella Corvonero, giacché l'ingresso di lei a scuola coincideva con l'ultimo anno di Alex, uno che l'ex Corvo passò quasi per intero nella sua camera del dormitorio maschile, studiando come un forsennato e sì, dimenticando anche solo che odore avesse l'aria aperta: non sapeva di pergamena o d'inchiostro, per inciso, ma per il resto era quasi del tutto inodore. Sì, perché l'interminabile flatulenza di Morgan Kent, uno dei suoi compagni di stanza, era leggenda in un po' tutta Hogwarts: per lo meno, grazie a quel soggetto, i cattivi odori d'un allevamento sapevano in qualche modo di casa. Disturbante, non è vero?*

    No, a dire il vero ero qui in cerca d'avventura: ma chi cerca brividi raccoglie infarti, su queste rive.

    *Mormorò con un sorrisetto, continuando a studiarla dietro gli occhiali da sole, sciogliendosi poi in una risata, scuotendo il capo.*

    Anche per me è bello rivederti, Kat

    *Mormorò in fine, tutto il bonario sarcasmo che sparì dal suo sorriso, cedendo il posto alla sincerità e sì, alla felicità di aver incontrato adesso in maniera meno "ufficiosa" una persona che avrebbe maggiormente voluto conoscere in passato. Come già detto, Alexander non aveva molti amici, ma di Katrin aveva sempre avuto un'opinione assai positiva anche se vaga. Fu in quel momento che una seconda figura giunse, una che Alexander riconobbe subito: Opal. Già, come dimenticare la Tassorosso il cui intervento all'allevamento era stato provvidenziale?*

    Ciao, Opal.

    *Salutò il Corvonero con un ampio sorriso, agitando appena una mano in sua direzione, prima di seguire la traiettoria degli occhi di lei, quelli che si stagliavano sulle acque adesso in movimento del lago.*

    Mh. Non badateci, è per quello che sono qui. Il Ministero mi ha mandato per ammansire un Kelpie. A quanto ne so, ha causato qualche disagio in più, ultimamente, e sebbene non possa lasciare le acque... beh, resta comunque un demone. Ma a quanto pare, ci vorrà ancora del tempo prima che decida di palesarsi.

    *Ed Alex sarebbe dovuto stare ai suoi comodi? Sì, a quanto pareva era proprio così che doveva andare. Sorrise ancora una volta alle streghe, facendo spallucce e giocherellando distrattamente con l'anello che portava al medio della mano sinistra.*

    Sedete un po' con me, vi va?

    @Katrin_Hopkirk, @Opal_Saphirblue,


  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 721
       
       

    Sappi che se ci restavo secco, in un certo senso, valeva comunque come omicidio.

    *Rispose il ragazzo fissandola attraverso le lenti scure degli occhiali, Katrin captò la nota sarcastica nella sua voce e sorrise di rimando, non pensava che Alexander Morgestern tenebroso ex figlio di Rowena su cui giravano leggende ed attuale allevatore di draghi si potesse spaventarsi così a causa di una ragazzina appollaiata su un albero, evidentemente lo aveva trovato in un momento in cui non era molto all'erta.*

    No, a dire il vero ero qui in cerca d'avventura: ma chi cerca brividi raccoglie infarti, su queste rive.

    *Spiegò poi in risposta alla domanda della ragazza, rise allegramente scuotendo il capo e Katrin non poté fare a meno di unirsi a lui.*

    Avanti Morgestern non dirmi che ti spaventi per così poco... L'impavido allevatore di draghi ucciso da una quindicenne? Avanti... Non è credibile!

    *Lo pungolò lei stando allo scherzo, la cosa era ridicola. La corva vide un guizzo sospetto attraverso le lenti degli occhiali, qualcosa di strano, ma in parte familiare, mentre cercava di analizzare cosa poteva essere il giovane pronunciò una frase che la lasciarono un po' interdetta.*

    Anche per me è bello rivederti, Kat

    *Non tanto per la prima parte, era abbastanza consueta come risposta, era il modo in cui l'aveva chiamata, quasi nessuno a Hogwarts la chiamava più così, all'inizio, il primo anno si era quasi sempre presentata come "Kat" probabilmente per questo lui l'aveva appellata in quel modo ma erano anni che nessuno usava più quell'abbreviativo del suo nome e mai fino a quel momento se era resa conto. Si era distanziata, aveva preso le distanze dalla maggior parte degli studenti e quando conosceva qualcuno di nuovo non voleva che usasse nomignoli, non sapeva perchè era cambiata tanto, non sapeva cosa le fosse successo, ma mai prima di quel momento se ne era resa conto, fissò il corvo e sorrise, notando la serietà che lui aveva usato nel pronunciare quelle parole come a volergli comunicare implicitamente che erano vere. La ragazza sorrise tra sé.*

    Ciao ragazzi! Anche voi sulle sponde del Lago Nero?

    *La chioma turchina di Opal si stagliò davanti a loro, gli occhi grigi della giovane erano allegri e spensierati. Katrin le sorrise affettuosamente, si erano viste varie volte e la tassorosso le stava sempre più simpatica, aveva carattere e non si conformava alla massa. Alexander rispose per primo e la corva si limitò ad un ampio sorriso accompagnato con un cenno del capo, segno di saluto.*

    Hei, come va?

    *Domandò alla tassa, ma prima che lei potesse rispondere l'attenzione dei tre venne canalizzata da una creatura che faceva capolino dall'acqua, il ragazzo puntualizzò che era il motivo per cui si trovava lì ma che avrebbe dovuto aspettare ancora, Katrin non capiva, cosa doveva aspettare e cosa voleva fare al demone acquatico? Corrucciò la fronte scrutando la superficie, ormai immobile, del Lago.*

    Sedete un po' con me, vi va?

    *Domandò il bruno. La corva prese posto sul ceppo, senza distogliere gli occhi dal lago. Un po' di compagnia non guastava e poi voleva sapere di più sul Kelpie, aveva letto qualcosa: sapeva che poteva mutare forma, sapeva che poteva essere pericoloso e che in genere affogava le sue vittime per poi divorarle, sapeva che il famigerato mostro di Loch Ness era un Kelpie e che per renderlo docile bisognava usare un incantesimo specifico.*

    Userai un incantesimo Imposium su di lui?

    *Domandò curiosa, poi però le venne un dubbio.*

    Perchè hanno mandato te? Non fraintendere, ma tu ti occupi di Draghi, perchè non un delegato dell'ufficio regolazione e controllo delle creature magiche?

    *Mormorò confusa voltandosi verso l'allevatore.*


    @Alexander_Morgenstern, @Opal_Saphirblue,


  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 25
       
       

    *La passeggiata pomeridiana di Opal si era così dirottata verso un'amichevole chiacchierata insieme ai due figli di Rowena sulle rive del Lago Nero.
    Mentre si accomodava al centro dei cerchi concentrici disegnati sul ceppo che troneggiava sulla sponda, la ragazzina udì sollevata degli allegri saluti di risposta da parte dei due maghi.

    Nonostante Opal appartenesse alla Casa di Tosca, tra le sue conoscenze si contavano più studenti dalle cravatte rosse, blu o verdi di suoi concasati. La ragazza riteneva comunque che il Cappello Parlante avesse scelto accuratamente la sua nuova famiglia, sebbene la bocca floscia dell'oggetto incantato fosse rimasta a lungo spiegazzata a meditare sulla decisione.

    Al momento del suo Smistamento infatti, la giovane, dopo essere maldestramente inciampata sullo scalino raggiungendo la sedia coronata dal vecchio cappello da mago retto dalla docente di Incantesimi, non appena l'essere animato era calato sui suoi capelli turchini, aveva percepito indecisi movimenti proveniente dalla punta del cappello. Si dimenava a destra e a sinistra come l'impaziente coda di un gatto, mentre trasmetteva nella mente della strega i suoi pensieri.
    Il tradizionale E adesso dove ti metto? era stato seguito da una serie di affermazioni e domande riguardanti la personalità della piccola strega, che si mordeva il labbro preoccupata. Il Cappello era confuso dalla sua eclettica poliedricità - così parlò il nobile indumento -.
    "L'ambizione di un Serpeverde... Mescolata allo spirito guerriero dei Grifi... Anche una buona dose di coraggio, certo... Forse lo studio non è la tua passione, ma se ti applicassi di più potresti eccellere, lo sai? La Casa di Corvonero sarebbe un vero toccasana per te! Del resto, con una intuizione come la tua... E poi vedo che impari in fretta, qui c'è la tenacia di un Tassorosso con i controartigli! Ma, sentiamo, dove vorresti essere collocata, mia cara?"
    Opal sentì la questione rimbombarle nella testa, non accorgendosi nemmeno dei mille sguardi curiosi che la fissavano oramai da diversi minuti. Era consapevole che l'assegnazione della casa non fosse come quando nella scuola babbana durante la lezione di ginnastica si sceglie tra il giocare a calcio con alcuni o il partecipare ad una partita di pallavolo con altri.
    Si trattava invece della sua futura formazione magica, del suo io e del suo animo, delle sue compagnie e della sua personalità. Le vennero quasi le lacrime agli occhi quando si sentì interpellata dal Cappello: una fitta nebbia densa avvolgeva la sua mente, in quel momento si sentiva semplicemente una bambina sbadata e pasticciona.
    "Ah così la pensi? Allora tranquillizzati, perché sarai una perfetta... TASSOROSSO!"
    E scrosci di applausi dal tavolo dei giallo-neri l'avevano accolta come un caldo abbraccio rassicurante.

    Mentre il suo cervello navigava tra le vorticose onde dei suoi ricordi, la conversazione tra i ragazzi proseguiva.
    Stringendosi le ginocchia al petto, Opal voltò il viso immerso tra le ciocche azzurre verso i due Corvonero: appartenenti entrambi alla stessa casa, eppure - per quanto li conoscesse fino ad allora - le parevano così differenti l'uno dall'altra...
    Alexander, un ragazzo prestante, tenace e sicuro di sé, loquace e aperto alle nuove conoscenze, eppure sembrava celare dentro di sé un lato oscuro ed introverso che rivelava probabilmente in rarissime occasioni. Katrin, una giovane spigliata, curiosa e sorprendente, che riusciva a mettere a proprio agio chiunque le rivolgesse la parola. Lo sguardo della Tassetta balzò dagli occhi scuri del mago a quelli castani della studentessa: nonostante le divergenze, una scintilla di un certo non-so-che da Corvonero era davvero evidente in entrambi. Forse la concentrazione, l'attenzione ai dettaglia, la riflessività e, beh, l'amore per i libri e lo studio solitario - in tutto il Castello era noto che i secchioni di turno fossero i figli di Rowena, sebbene fosse uno dei quattro tipici stereotipi delle case, insieme ai Tassi mollaccioni, i malvagi Serpini e gli scavezzacollo rosso-oro.

    Anche la ragazza bruna si era accorta del fruscio della superficie dell'acqua, subito identificato da Alexander come un Kelpie.
    Questa creatura mitologica giapponese si figurava in un cavallo dalla criniera d'alghe dall'infido aspetto affascinante, che attirava negli abissi i malcapitati cavalieri. Nonostante si trattasse di un pericoloso demone acquatico - su Animali Fantastici è addirittura classificato come XXXX -, tale animale aveva sempre incuriosito Opal, per natura interessata ad ogni tipo di essere magico grazie all'influenza del padre Magizoologo che aveva reso casa Saphirblue un vero zoo incantato. Da brava Corvetta, Kat chiese al mago dallo sguardo penetrante se dovesse adoperare l'Imposium per catturare ed ammansire il demonio: Opal era consapevole infatti che quello fosse il solo incantesimo in grado di tenere a bada un Kelpie. Del resto, era assai bizzarro che il Ministero della Magia avesse affidato l'incarico ad un Allevatore di Draghi... O forse...*

    Alexander conosce Hogwarts come le sue tasche ormai: chi meglio di lui poteva occuparsi di una creatura infestante il Lago Nero? Oppure può darsi che gli altri membri del Ministero fossero troppo occupati per salvaguardare la nostra sicurezza...


    *Ipotizzò la ragazzina, arrotolandosi una ciocca celeste al dito con fare pensieroso.*



    *Poi decise finalmente di lasciare scorrere le sue riflessioni dalla testa alla bocca: quando si tratteneva dal dire a qualcosa le rimaneva un sapore amaro di cosa-non-detta che proprio non sopportava.*

    Vi siete mai chiesti se il Cappello Parlante abbia fatto la scelta giusta per voi?


    @Alexander_Morgestern, @Katrin_Hopkirk




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  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    Avanti Morgestern non dirmi che ti spaventi per così poco... L'impavido allevatore di draghi ucciso da una quindicenne? Avanti... Non è credibile!

    *Ed un sorriso curvò le labbra di Alexander, uno che avvertì il bisogno di incrociare gli occhi della sua interlocutrice, sfilando gli occhiali ed appuntandoli da una delle aste alla t-shirt scura: curioso. Sì, aveva imparato a ritenere strano gran parte di ciò che accadeva nella propria vita, e quei ripetuti ritorni ad Hogwarts e alla casata dei Corvonero sembravano, in qualche modo, una sorta di segno del destino.*

    Probabilmente hai ragione. O, forse, cerco soltanto di far abbassare la guardia a chi mi circonda.

    *Sebbene quelle parole lasciarono le sue labbra con quell'immutato sorriso non poté non avvertirne la potenziale "minaccia": Katrin Hopkirk s'era dimostrata diverse volte ben più d'una semplice quindicenne, una strega dotata d'un intelletto raro, per non parlare del suo spirito d'iniziativa e della sua potenziale predisposizione a fiutare tutto ciò che potesse essere il mistero a miglia di distanza. Ma no, non la conosceva tanto bene, quelle non erano che sue personali impressioni. Restò a guardarla ancora per un paio di secondi, conscio che le parole poc'anzi enunciate erano decisamente troppo flebili per rimandare ad una qualsiasi conclusione o semplice domanda su di lui, parole che sarebbero passate con tutta tranquillità come un qualcosa detto tanto per dire: tuttavia, un altro piccolo passo falso come quello, avrebbe potuto creare in futuro qualche domanda, qualche piccolo sospetto che, seppur infinitamente vago ed indefinito, non avrebbe dovuto riguardarlo: la sua integrità, tutto ciò che era la sua vita non avrebbe mai dovuto essere messo in discussione.*

    Userai un incantesimo Imposium su di lui?

    *Prese un profondo respiro a quelle parole, sbattendo le palpebre e ritornando alla realtà, annuendo con fare solenne e gli occhi puntati sulle acque cristalline ed adesso immobili di quel lago, annuendo e sì, tornando a giocherellare con l'anello che portava al medio sinistro.*

    Perchè hanno mandato te? Non fraintendere, ma tu ti occupi di Draghi, perchè non un delegato dell'ufficio regolazione e controllo delle creature magiche?



    *E alla risposta di certo lusinghiera di Opal, quel sorriso sghembo curvò unicamente un angolo delle sue labbra, ritrovandosi quasi ipnotizzato dalle stesse acque che fissava poc'anzi, riscoprendosi pian piano sempre meno capace di riportare altrove lo sguardo: la sua mente sembrava essere immersa in un mondo fatto d'ovatta, lì dove poteva udire chiaramente i suoni, gli odori e le sensazioni del suo mondo d'appartenenza, ritrovandosi comunque a desiderare quella nuova dimensione scoperta dai propri occhi. Già, il Kelpie si stava decisamente preparando all'attacco, seppur con i suoi tempi.*

    Magari perché sono tanto simpatico da convincere il Kelpie a fare il bravo senza l'utilizzo della magia: roba assai fuori dalla portata di qualunque impiegato ministeriale!

    *E poi, dal nulla, giunse la domanda di quella Tassorosso. Diamine, lo prese tanto in contropiede da fargli dimenticare del Kelpie, del reale motivo per il quale si trovasse lì, di quelle dannatissime acque dalle quali distolse lo sguardo, puntandolo sulla tredicenne, cercando in quegli occhi bassi un confronto, una risposta, una conferma. Cielo, era assurdo, ma mai come in quel momento riuscì a rivedersi nei panni di qualcuno.*

    Ogni singolo istante. E non ho mai smesso.

    *Rivelò Alex, adesso in un sussurro.*

    [Inizio Flashback]


    *Oh sì, ricordava bene la sua cerimonia di Smistamento, così come probabilmente lo ricordava ogni nuovo mago o strega che fossero entrati in quel castello in contemporanea con il giovane Morgenstern: fu uno scontro, una vera e propria battaglia nella sua testa. All'inizio era avere uno stupido pezzo di vecchia stoffa posato sulla testa ma, quando lo avvertì scavare, provò ad opporsi: parlava troppo, e certe cose non voleva proprio venissero fuori.*

    Un altro Morgenstern! So esattamente cosa fare con i tipi come te. No, no... in te c'è dell'altro![/i]

    *Fu probabilmente in quel preciso istante che il bambino seduto su quello sgabello serrò la mandibola, così come strinse fra le dita lo scomodo sedile sul quale era appoggiato: sentiva le nocche divenir bianche, una sorta di vanga fatta di seta che provava e riusciva a tratti a rimestargli nel cervello, scavando e frugando, quello straccio parlante e logoro a forma di cappello che, sulla sua testa, si agitava e mugugnava alla ricerca di ciò che quel bambino era. Ma andiamo, se passate una vita intera ad essere picchiati da vostro padre, ripudiati, odiati ed additati come una disgrazia ambulante, come potreste considerare come un dono il poter parlare con i serpenti?*

    "Hut, hör auf damit. Cappello, smettila. Ti prego..."

    *Gli svantaggi d'essere uno straniero, nato e cresciuto a Klagenfurt ed ora iscritto ad una scuola ben lontana dalla lingua tedesca, era che ci si ritrovava a pensare ancora nella propria lingua madre: ma un Rettilofono, infondo, poteva definire una qualunque lingua all'infuori di quella dei serpenti come "madre"?*

    Ma io sono qui per guidarti, giovane Morgenstern. Perché sfuggi al mio sguardo, mh? Cosa non vuoi ch'io veda? O forse sei tu stesso a temere questa realtà?

    *Sì, il cerchio di studenti del primo anno dinnanzi a sé adesso cominciava a bisbigliare mestamente e no, non voleva neanche immaginare cosa succedeva alle sue spalle, al tavolo dei docenti: perché non volere che il Cappello vedesse qualcosa? Che poi, era mai successa una cosa simile? Certo, poteva passare per un povero ragazzino terrorizzato al suo primo anno, uno riservato, e tutto sarebbe andato per il meglio: ma sarebbe stato fastidiosamente tenuto d'occhio, ne era certo. Bastava solo non pensare a ciò che era successo a Klagenfurt nell'antica villa della famiglia Morgenstern il giorno prima di trasferirsi assieme alla sua famiglia lì a Londra.*

    Perché mi guardi come un Morgenstern. Ma io non vado bene per Serpeverde: io dovrei essere in Corvonero.

    *Mormorò in un soffio, volendo con tutto il proprio cuore che quella restasse una conversazione privata fra lui ed il Cappello: almeno, per quella che era la sua parte del dialogo. Che quello straccio sgualcito strillasse, beh, era purtroppo la nuda e cruda realtà.*

    Mmmh... eppure ho visto, giovane Morgenstern. Io ho visto chi sei. E Serpeverde sarebbe la casa perfetta, per te.

    *Sentì il sangue gelarsi nelle vene, conscio che opporsi non aveva fatto altro che allungare i tempi ma che, alla fine, il Cappello aveva vinto: adesso conosceva il suo segreto. Fu in quel momento che la voce di Lunafreya, la voce di sua madre gli riempì la mente. Già, quella frase l'aveva colpito in particolare, una che s'era sentito rivolgere diverso tempo prima, una che l'avrebbe guidato probabilmente per il resto della sua vita.*

    Io sono chi scelgo e cerco di essere.

    CORVONERO!

    [Fine Flashback]


    *Posò per un istante la mano sulla spalla della ragazza, volendo richiamarne l'attenzione, cercando le sue iridi con le proprie, nel sorriso più incoraggiante che gli riuscì: erano passati mesi, anni dal giorno dello smistamento di Alexander, e c'era voluto diverso tempo affinché l'ex Corvonero riuscisse a vedere le cose nella giusta prospettiva. Perché, dunque, non provare a dare una mano?*

    Ma dimmi, Opal, tu cosa credi? E tu, Katrin?

    @Opal_Saphirblue, @Katrin_Hopkirk,


  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 721
       
       

    *Quella frase, quasi sussurrata non era sfuggita alle orecchie della corva, le si era incastrata nel condotto uditivo e continuava a risuonarle in testa.*

    O, forse, cerco soltanto di far abbassare la guardia a chi mi circonda.

    O, forse, cerco soltanto di far abbassare la guardia a chi mi circonda.

    O, forse, cerco soltanto di far abbassare la guardia a chi mi circonda.


    *Katrin aveva sempre percepito che il ragazzo nascondeva qualcosa, riconosceva in lui alcuni tratti comuni tra i loro comportamenti. Lei fuggiva, si nascondeva dal suo passato e viveva con la consapevolezza di non poter abbassare la guardia, di non potersi fermare, mai. Probabilmente anche lui aveva un passato burrascoso, certe cose ti segnano nel profondo e tale cicatrice si rivela, si manifesta attraversi gli occhi. Quelle parole però erano troppo simili a ciò che faceva lei, mostrava al mondo solo ciò che voleva, sfruttava il suo aspetto: piccola, esile, dai tratti del viso dolci e teneri, per incantare il mondo e fargli credere che una persona così non può avere pensieri oscuri o maligni, il suo sorriso onnipresente serviva a diffondere l'idea che nulla poteva intristirla e che non c'era niente che non andava nella sua vita, tutto nel suo comportamento e nel suo modo di porsi era studiato e strutturato per non dare troppo nell'occhio, per non differirsi dal resto delle studentesse. Nessuno sapeva la verità e mai l'avrebbe rivelata.*

    Magari perché sono tanto simpatico da convincere il Kelpie a fare il bravo senza l'utilizzo della magia: roba assai fuori dalla portata di qualunque impiegato ministeriale!

    *Sorrise lievemente alla battuta di Alexander ancora ancorata ai suoi ragionamenti, quella frase la inquietava, ma non voleva darlo a vedere, si mise a giocare con la corteccia del tronco su cui erano seduti. Le scaglie di legno grezzo le si sfaldavano come polvere tra le dita, il suono scricchiolante riempiva il silenzio, ma la calmava, la faceva sentire più tranquilla, più sicura.*

    Vi siete mai chiesti se il Cappello Parlante abbia fatto la scelta giusta per voi?

    *La voce di Opal le giunse come un colpo di cannone, incassò la testa tra le spalle e si voltò verso la ragazza. Alexander le aveva risposto per primo e in quel momento le teneva una mano sulla spalla e cercava il suo sguardo. Katrin sorrise guardando quella scena, lui stava cercando di rassicurarla, era un gesto spontaneo, fatto senza tornaconto e la ragazza si rese conto che nonostante gli anni di pratica, il continuo sforzarsi per essere e apparire una persona normale non erano comunque serviti a nulla. Non era abituata al contatto umano e lo disprezzava con tutta sé stessa, ma in quel momento capì, molto più di tutte le altre volte, cos'era che la rendeva diversa dagli altri, cosa le mancava, la capacità di provare compassione o apprensione per qualcuno che non fosse lei stessa.*

    Ricordo perfettamente il giorno del mio smistamento: ero spaventata, impaurita e sola. Quando mi sono ritrovata davanti a tutti nella sala grande, tutti quegli occhi fissi su di me, ho avuto l'istinto di scappare, ma il cappello mi ha parlato, la sua voce mi è rimbombata nel cranio, ho pensato fosse una cosa innaturale, ma lui stava cercando di calmare la mia mente iperattiva. Ripeteva di rallentare i miei pensieri. Ci ho messo diversi minuti a riprendere il controllo. Non mi sono mai chiesta se il cappello ha sbagliato o no, ma mi sono chiesta se io sono adatta alla casata dei Corvonero... Sono giunta alla conclusione che non è importante... Non per me almeno!

    *Ripose la castana fissando una scaglia di corteccia, aveva omesso il fatto che il Cappello Parlante aveva riconosciuto le sue origini, che le aveva proposto di metterla nella casata che avrebbe accolto il suo retaggio con gioia e reverenza, ma lei sapeva di non dover dare nell'occhio, di dover resistere sette anni in quella parte di mondo e poi sparire nel nulla, altrimenti sarebbe stata presa, quindi aveva rifiutato. Si voltò verso i due con sguardo vuoto, poi rinsavì e sorrise mestamente.*



    Sono una figlia di Rowena e non mi dispiace affatto!

    *Sentenziò.*

    Se il cappello ti ha smistato tra i Tassi un motivo c'è, non credi?

    * Aggiunse sorridendo alla ragazza dai capelli turchesi. Aveva parlato anche troppo, doveva distogliere l'attenzione su quello scorcio del suo carattere che nessuno doveva vedere, non poteva essere quella strana, la gente si ricorda di persone poco convenzionali e lei doveva essere invisibile, conformarsi alla massa, restare nell'ombra, era l'unico modo per restare viva.*

    @Alexander_Morgestern; @Opal_Saphirblue