Famiglia Morgenstern
Famiglia Morgenstern


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Alexander_Morgenstern


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    *Doveva ammetterlo, per diversi minuti aveva creduto di non farcela. Ed un ex Corvonero come lui non ammetteva mai la sconfitta: mai prima di quel momento c'era stato tanto vicino. Eppure, alla fine, il giovane Morgenstern aveva trovato il modo di assicurare il seggiolino della piccola Emma sui sedili posteriori della sua Mustang.*

    Che c'è? Guarda che è la prima volta, per me!

    *Borbottò con un accenno di broncio a quella che sembrava una Sylvia piuttosto divertita. Sì, era il grande giorno, uno che preannunciava un nuovo inizio per il ventiquattrenne: stava per avere una coinquilina! Due, con la piccola creatura che gli regalò un sorrisone tale da sciogliergli il cuore, uno che le fruttò un bacione sulla fronte da parte di Alexander, quello che si assicurò meglio gli occhiali da sole sulla punta del naso prima di cacciare la testa dal retro dell'abitacolo, chiudendo la portiera ed in seguito il vano portabagagli dell'automobile dopo aver caricato le valige dell'ex Tassorosso.*

    Non ci metteremo molto.

    *Promise salendo in auto e, dopo aver allacciato la cintura, mettendo in moto. Erano a Londra, appena usciti dal Paiolo Magico e sì, diretti nella villa in cui era cresciuto una volta arrivato a Londra, quella che sarebbe adesso divenuta casa della diciannovenne e della sua bambina. Guidava con prudenza, probabilmente per la prima ed unica volta in tutta la sua vita, mentre si lasciava alle spalle il trambusto della città diretto a quella che era la periferia, il posto tranquillo in cui la giovane strega avrebbe potuto crescere Emma in totale tranquillità fin quando avrebbe desiderato. Passarono forse una quarantina di minuti prima che l'incanto applicato ai cancelli della magione riconoscesse il sangue del suo padrone, aprendosi senza neanche un cigolio.*



    Benvenute a casa.

    *Mormorò in un sorrisetto, la ghiaia del lungo viale che scricchiolava sommessamente sotto gli pneumatici della vettura, il motore che si spegneva in un rombo sommesso un paio di centinaia di metri più in là. Consegnò all'ex Tassorosso con una
    strizzatina d'occhio quelle che sarebbero state le sue chiavi di casa, aiutandola a liberare il seggiolino di Emma dalle cinture che l'assicuravano ai sedili, lasciando alla madre il compito di prendere la figlia mentre lui s'occupava dei bagagli, aprendo magicamente con un cenno del capo la porta di casa, sorridendo nel trovare Gmork lì appostato, mutando il suo aspetto in quello d'un Beagle scodinzolante, quello che restò seduto, incapace d'esprimere a parole che le streghe potessero comprendere quanto profondamente fosse lieto del loro arrivo nella sua vita ed in quella del padrone.*

    Fate pure gli onori di casa. Mi occupo delle valige ed arrivo.

    @Sylvia_Turner,


  • Sylvia_Turner

    Tassorosso Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 1831
        Sylvia_Turner
    Tassorosso Responsabile di Casa Certificato
       
       

    [LONDRA] [FLASHBACK]

    * Era pomeriggio inoltrato e le strade erano affollate come sempre di gente che camminava veloce, troppo presa dalla fretta per godersi davvero la città. Alcuni uomini e donne vestiti come uomini e donne che dall’abbigliamento sembravano lavoravano in borsa avevano appena finito di lavorare e andavano spediti verso la metro ansiosi di tornare a casa dalla famiglia.
    Qualcuno però che era riuscito a godersi la città quel pomeriggio c’era. ragazzini con lo skateboard sotto braccio che si avviano verso un parco.
    Chi era semplicemente a passeggiare, chi era seduto su alcune panchine in un giardinetto a leggere un libro.
    Il sole era ancora alto e stranamente faceva caldo, nonostante si fosse solo in primavera. In una stanza, una giovane sui diciannove anni, stava scrivendo su un pezzo di pergamena.*

    Citazione:

    Caro Alex,
    sono Sylvia, come stai? Spero che vada tutto bene. Spero di non disturbarti, ma ecco...Ricordo che mi avevi detto di scriverti quando avessi deciso di venire via dal Paiolo Magico. Io e Emma stiamo uscendo giusto adesso. Ti aspetteremo nel giardino che c’è accanto al locale. Non puoi sbagliarti, è l’unico nelle vicinanze. Fai pure con calma!

    In attesa di rivederti ti mandiamo un grosso abbraccio


    Sylvia e Emma.



    * Indossò una canotta primaverile nera e dei jeans, con scarpe da ginnastica . La donna poi uscì dalla stanza con la carrozzina, trovò il gufo del locale,gli legò il messaggio alla zampa dicendogli di consegnarlo a Villa morgenstern e infine salutando il proprietario e ringraziandolo per l’ospitalità di quei giorni , attraversò la strada e arrivò al giardino. Si sedette su una panchina, *




    * Sylvia Turner aveva in braccio sua figlia, Emma, di due mesi, quasi tre. Di li a un paio di giorni avrebbe compiuto tre mesi.
    La bimba si era fatta più paffutella, gli occhi vispi , di color nocciola uguali a quelli della madre e i capelli….ramati, come quelli del padre.
    Ormai era passate alcune settimane dall’episodio che l’aveva portata fuori di casa e nonostante Sylvia lo amasse ancora, si sentiva ancora ferita e non era al momento intenzionata a tornare a casa.
    Parecchi giorni prima si era trasferita al paiolo magico ed era rimasta sette giorni, e una volta li , un pomeriggio aveva incontrato una persona importantissima per lei, una persona che non si sarebbe mai aspettata di incontrare: un suo grandissimo amico ed ex compagno di scuola, Alexander Morgenstern, che l’aveva sempre aiutata, nei momenti belli come in quelli bui. Era facile essere amico/a di una persona soltanto nei momenti belli.
    I veri amici si vedevano nei momenti difficili e Alex aveva dimostrato ancora una sua volta la sua gentilezza e bontà, offrendo a Sylvia e Emma un tetto sulla testa, a casa sua., a villa Morgenstern.
    Un grande sorriso comparve sulla labbra della giovane. Era incredibile come il destino avesse visto in qualche modo che le serviva una mano e avesse mandato proprio Alex! Sylvia si trovava lì seduta ad aspettare con Emma in braccio, due borsoni poggiati sulla panchina. In uno c’erano i vestitini di Emma, pannolini, pappe e tutto l’occorrente, mentre l’altro era per la donna.
    Conteneva tutti i vestiti che aveva a casa , scarpe etc.. Era riuscita a far stare tutto in due semplici borsoni con un incantesimo di Estensione Irriconoscibile. Sylvia guardò Emma e la piccola mosse veloce una gamba ed emise un gorgoglìo. Sylvia la guardò sorpresa e disse.*

    Principessina, sei contenta di andare ad abitare con lo zio Alex, vero? Non stai ferma un secondo! Ti dirò...Sai anche io sono emozionata.

    * Disse Sylvia ridendo. In effetti la piccola , strano a dirsi, e probabilmente anche folle, sembrava emozionata , e sembrava aver capito che di li a qualche minuto Alex sarebbe arrivato e quando si erano incontrati la prima volta, la bambina era già riuscita a capire che fosse una brava persona, e in pochi secondi sembravano aver già sviluppato un legame speciale.
    Chissa come era la casa di Alex! Si ritrovò incuriosita e in più, non riusciva a credere che una persona potesse essere cosi meravigliosa. Immaginava che Alex si fosse probabilmente buttato nel farle quella proposta.
    Probabilmente non si aspettava nemmeno lui di farla, perche Sylvia ricordava l’espressione tra il confuso e il sorpreso, comparsa sul volto del ventiquattrenne dopo averle chiesto di farle da conquilina. E quello, quel “ salto”, lo aveva reso ancora più generoso e meraviglioso di quanto già fosse. I minuti passavano e passavano fino a quando Emma si addormentò in braccio a Sylvia. La giovane si ritrovò a guardarla tra le sue braccia sorridendo dolcemente.*


    [FINE FLASHBACK]


    *In quel momento Sylvia si trovava in macchina con Alex, mentre la piccola Emma si trovava nel seggiolino, allacciato con le cinture. Una quarantina di minuti prima Alex era arrivato a prenderle al giardinetto accanto al Paiolo Magico e Sylvia si era ritrovata a sorridere come non faceva ormai da qualche settimana, e intenerita nel vedere Alexander che cercava di allacciare il seggiolino di Emma con lei sopra. La piccola , sembrava si fosse già innamorata di Alex, perchè nel mentre non faceva che sorridergli, conquistandosi cosi un grosso bacio sulla fronte, con grande gioia e tenerezza da parte della ex tassorosso.
    Dopo una quarantina di minuti in macchina, Alex aveva svoltato davanti a un cancello che si aprì magicamente da solo. probabilmente aveva usato un telecomando babbano per aprirlo, ma...eppure era sicura di non aver visto in mano ad Alex. Forse era un incantesimo! Wow, molto utile se si aveva le mani impegnate!*

    Dovrai insegnarmi questo incantesimo! Molto pratico, se si ha le mani occupate!

    * Disse la diciannovenne ridendo, ma davvero sorpresa e ammirata. Una volta che la macchina si fermò, Sylvia scese, slegò Emma dal seggiolino e la prese in braccio.
    Si trovava con Alexander davanti a quello che più assomigliare a una casa, sembrava...un enorme castello. Ok, Alex le aveva detto che aveva una villa, ma a vederla cosi sembrava davvero un castello. Cercava di trattenere lo stupore, ma era più forte di lei.*

    Benvenute a casa.



    * Con gli occhi sgranati Sylvia osservò quel gigantesco edificio, quella che sarebbe stata la sua dimora per almeno un pò di settimane. Tenendo saldamente la piccola in braccio, vide che Alex si avvicinò e facendole l'occhiolino le consegnò una copia delle chiavi. La donna,sorridente , prese le chiavi e disse*

    Alex....sei un principe mancato, per caso? Questa non è una casa, è un castello!

    *Emma guardava anche lei con quell'immenso edificio con molto stupore negli occhi.. Chissa cosa doveva sembrargli!*

    Fate pure gli onori di casa. Mi occupo delle valige ed arrivo.

    * Sylvia stava per dire che prendeva lei almeno un borsone, ma l'uomo aveva già aperto la porta di casa con un cenno del capo. Wow! Ok, si, Alex era diventato decisamente potente. lei per aprire la porta usava ancora la vecchia maniera manuale. Si avviò verso l'entrata e sull'uscio, avvicinandosi, vide che c'era un bellissimo beagle!
    Era una delle razze preferite della giovane. Quando madre e figlia entrarono in casa, Sylvia si fermò a osservare. Era davvero un ingresso enorme. Un grande lampadario torreggiava in centro, e delle scale portavano al piano superiore. A pochi metri dalla porta dell'ingresso, si intravedeva quella che forse era il salotto. Emma guardava interrogativa sua madre come peer dire " Dove ci troviamo?" . Sylvia la guardò sorridendo e poi guardò di nuovo fuori dove Alex stava prendendo le valigie e disse indicando a Emma l'uomo.*

    Siamo a casa dello zio Alex! Sei contenta vero?

    *Emma sorrise e fece un piccola mossa con le spalle come se volesse raggiungere Alex per farsi prendere in braccio, *

    Anche io sono davvero contenta di essere qui con lui, sai?

    *La sua attenzione fu rapita dal beagle che era li nell'ingresso. Emma lo guardò con i suoi grandi occhi nocciola e poi fece un gorgoglio, come se volesse avvicinarsi per accarezzarlo.


    @Alexander_Morgenstern,




    Ultima modifica di Sylvia_Turner circa 5 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Ad Honorem

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 280
       
       

    Dovrai insegnarmi questo incantesimo! Molto pratico, se si ha le mani occupate!

    *Certo che, se cominciava a fare passi falsi già da subito, quella coabitazione non poteva che rivelarsi un sonoro, clamoroso fiasco. Non per colpa di Sylvia, certo che no, ma piuttosto perché s'era talmente abituato alla solitudine una volta nel "proprio territorio" da dimenticare di andarci piano, di non svelare troppo del proprio potenziale e delle sue rinnovate capacità al mondo intero: infondo, lì chi poteva vederlo? Ma no, oltre che a dividere casa con lei e la sua bambina, avrebbe realmente dovuto impegnarsi per imparare a stabilire dei limiti nelle proprie abitudini. Le sorrise tuttavia in totale tranquillità, avendo ormai imparato a mentire ben oltre le più rosee aspettative a causa della sua seconda vita: il che, per salvarsi la pellaccia e la faccia - in ogni senso - tornava ben più che utile e no, non riusciva proprio a considerarlo un male.*

    Alex....sei un principe mancato, per caso? Questa non è una casa, è un castello!

    *Quelle parole, l'espressione della ex Tassorosso lo fecero ridere in modo sincero, aperto, di cuore, così come non faceva da fin troppo tempo: certo, le aveva proposto una casa, ma alcune volte dimenticava che la chiamava così unicamente per abitudine. Quella grande villa, simbolo di prosperità e di ricchezza, spiccava certamente rispetto a tante altre che aveva avuto modo d'osservare in prima persona e no, non aveva certo dimenticato cosa volesse dire "appartenere al ceto medio". Non che fosse il suo caso, ma aveva vissuto per un paio d'anni in un monolocale della Londra babbana.*

    Ma no, Syl! No, certo che no.

    *"Il principe mago". Cavolo, questa sì che faceva ridere. Fu aprendo il bagagliaio e facendo levitare verso l'intero i bagagli di lei che le rivolse un gran sorriso, scuotendo il capo per chiudere il vano dell'auto.*

    La mia famiglia è la seconda più ricca di Londra, ed in assoluto la più prestigiosa ed antica della Germania. Lì, a Klagenfurt, abbiamo davvero un castello.

    *Strano ma vero. Vecchio di non sapeva neanche lui quanto, "Schloss Morgenstern" si ergeva solitario e silente, oscuro oltre la brughiera di Klagenfurt ormai da innumerevoli generazioni. Ogni sorta di male e crudeltà era avvenuta fra quelle mura, a causa della famiglia di maghi oscuri più temuta dell'intera Germania. Una maledizione, un male sembrava albergare secondo le leggende nel loro sangue, quello che era definito " Herz der Finsternis", il Cuore di Tenebra. Perché non era passata generazione senza che uno dei nascituri divenisse una forza votata al male, al genocidio, e questo innumerevoli generazioni prima dell'ascesa di Lord Voldemort con i suoi Mangiamorte. Per Alexander non c'era stata eccezione, poiché sebbene operasse per combattere nel concreto quella piaga, lui stesso si macchiava del crimine dell'omicidio. Non camminava unicamente nei sentieri più oscuri, no: Alexander Aiden Morgenstern era in caduta libera ormai da un decennio intero.*

    Siamo a casa dello zio Alex! Sei contenta vero? Anche io sono davvero contenta di essere qui con lui, sai?

    *E non seppe cosa lo rendesse tanto contento: il viso della piccola Emma, carico di meraviglia per l'imponente struttura che avrebbe ospitato lei e la madre finché ne avessero avuto voglia o le parole di quest'ultima, una strega che osservò dietro le lenti scure, una alla quale rivolse un gran sorriso felice. Perché sì, lui era realmente felice d'aver incontrato quell'amica di vecchia data nell'ultimo luogo al mondo in cui pensava di poterla scorgere ed adesso, da quel momento sarebbero divenuti coinquilini. Ma quando il suo sguardo si posò su Gmork, levando gli occhiali e tenendoli fra indice e medio della mano sinistra da una stecca, non riuscì a trattenere un'altra risata divertita.*



    Merlino, non sono l'unico entusiasta di questa convivenza!

    *Ed eccolo lì, quel Boa Constrictor Imperator che aveva deciso di assumere l'aspetto d'un animale visto con assai più riguardo e meno timore, un cagnolino scodinzolante che non vedeva l'ora di prendersi qualche coccola. La dolcezza di Gmork però si ritrovò ad essere per il suo padrone un'arma a doppio taglio: l'ofide era ben consapevole di quanta paura e diffidenza provocasse nella sua reale forma. Un'ondata di dolore, causata dal realizzare che sì, in un qualche modo persino il suo migliore amico e compagno d'una vita intera provasse una sorta di consapevole dolore, lo indusse ad assumere un sorriso assai più triste mentre alzava piano le spalle a mo di difesa, carico d'un sentimento che non avrebbe potuto spiegare.*

    E' Gmork, Sylvia. Non vi starà fra i piedi, sta cercando unicamente di esprimervi la sua felicità nell'avervi qui con noi. Posso assicurarti che non nuocerebbe mai a te o ad Emma: piuttosto, sarei in grado di farlo io, per intenderci.

    *Ed Alex sarebbe morto pur di difendere quella bambina. Era un po' ciò che faceva ogni notte, infondo: si batteva affinché gli innocenti non avessero mai dovuto farlo, si sporcava le mani ed annegava in un mare sempre più nero per tenere fuori dall'oscurità i puri, le generazioni future: il compito di rimediare agli errori dei loro genitori e a quelli dei propri coetanei era qualcosa che spettava a loro, a lui in particolare e mai, mai avrebbe permesso che qualche altro innocente avrebbe dovuto fare la sua stessa fine. Era condannato, infondo, dal male che portava dentro fin dalla nascita, un male che non apparteneva unicamente alla famiglia Morgenstern, no. Ma si riscosse da quelle considerazioni più in fretta che poté, facendo ancora una volta spallucce.*

    Io... te la senti? Non ti giudicherei, in caso contrario.

    @Sylvia_Turner,


  • Sylvia_Turner

    Tassorosso Responsabile di Casa Certificato

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    Livello: 8
    Galeoni: 1831
        Sylvia_Turner
    Tassorosso Responsabile di Casa Certificato
       
       

    * Dopo qualche minuto davanti alla casa, Sylvia aveva chiesto ad @Alexander_Morgenstern se fosse un principe mancato ma Alex , dopo una risata sincera, rispose che la sua famiglia era la seconda più ricca di Londra, ed in assoluto la più prestigiosa ed antica della Germania. Possedeva un castello vero e proprio a a Klagenfurt. Sylvia lo guardò, sempre più stupita.
    Non le aveva mai detto nulla riguardo la sua famiglia, quando erano a scuola. Be, avrà avuto i suoi motivi.
    Con Emma in braccio, la diciannovenne vide Alex far levitare i bagagli dentro casa e quando erano arrivate sulla soglia avevano trovato ad attenderle un bellissimo, scodinzolante beagle.
    Emma lo guardava incuriosita con i suoi vispi occhi noccciola, uguali a quelli della madre, e quando Alex le raggiunse nell'ingresso, scoppiò in una risata divertita.*

    Merlino, non sono l'unico entusiasta di questa convivenza!

    *Sylvia si girò sorridente verso di lui, mentre Emma continuava a guardare incuriosita il cane. Si stava avvicinando per far far consocere Emma la cagnolino, quando..*

    E' Gmork, Sylvia. Non vi starà fra i piedi, sta cercando unicamente di esprimervi la sua felicità nell'avervi qui con noi. Posso assicurarti che non nuocerebbe mai a te o ad Emma: piuttosto, sarei in grado di farlo io, per intenderci.

    *Sylvia si bloccò un attimo con la bimba in braccio e guardò un pò confusa Alex, e poi il cane...o meglio quello che sembrava un cane, perchè in realtà era un serpente, il serpente di cui aveva sentito parlare .
    Non sapeva che alcuni tipi di animali potessero cambiare forma. Nei libri babbani che aveva letto, quelli si potevano chiamare tranquillamente mutaforma, ma qualcosa le diceva che non era il termine adatto. Forse era una capacità che avevano alcuni tipi di serpenti magici?Non ne sapeva molto sui serpenti, principalmente perchè ne aveva sempre avuto paura, ma...con il passare degli anni aveva capito che erano solo creature incomprese e anche loro meritavano fiducia e rispetto. Una frase di Alex la colpì particolarmente, " Posso assicurarti che non nuocerebbe mai a te o a Emma: piuttosto, sarei in grado di farlo io, per intenderci". Cosa aveva voluto dirle? Non avrebbe mai potuto far loro del male. Lo sguardo tornò su Gmork e poi su Emma, quando la voce di Alex interruppe i suoi pensieri*

    Io... te la senti? Non ti giudicherei, in caso contrario.

    * Sylvia lo guardò tra il serio e triste. Davvero pensava che l'avrebbe giudicato per questo? Sapeva che non avrebbe mai permesso a Gmork di far loro del male e inoltre sapeva che nemmeno lui avrebbe mai potuto far loro del male. Si avvicinò con molta delicatezza e cautela al cane / serpente. Aveva deciso di dare un pò di fiducia al serpente.Con non poca emozione, si abbassò e fece osservare la propria mano e disse dolce alla creatura.*

    Ciao Gmork...io sono Sylvia, e lei è Emma.Piacere di conoscerti

    *Dopo qualche attimo in silenzio e guardando il cane/serpente negli occhi...fece una carezza sul capo della creatura. Emma fece un gorgoglio di approvazione, mentre un sorrisone compariva sul viso paffuto. Alzandosi poi con altrettanta cautela, con un sorriso dolce, mise la mano libera sulla spalla di Alex e gli disse*

    Alexander Aiden Morgenstern, non ti libererai di me cosi facilmente. Certo che me la sento. Gmork, merita fiducia e rispetto.



    Ultima modifica di Sylvia_Turner circa 4 mesi fa, modificato 2 volte in totale