• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Jane_Casterwill




    Ultima modifica di Freya_Hansen oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    [Hogsmeade – Gremlin Walk, “Casterwill’s Kitchen” ore 17:00]




    *Un’altra estate era arrivata e insieme a essa il caldo, le giornate fuori con gli amici e gli eventi al villaggio di Hogsmeade che animavano le vie e i suoi negozi, dopo i mesi di scuola in cui tutta sembrava più silenzioso. Anche il Casterwill’s Kitchen sembrava rinascere!
    Le finestre che si affacciavano sulla strada, nella quale passava ogni tanto qualche persona, erano spalancate per lasciar passare qualche soffio d’aria che rinfrescava per pochi attimi l’ambiente, reso caldo dal cuocente fuoco estivo. Dentro il locale, come sempre quando la proprietaria era presente, una leggera musica rimbombava tra le stanze vuote, accompagnando i movimenti della diciassettenne che stava ultimando le pulizie. Era sempre la solita scena che si ripeteva, con una Jane ballerina e canterina impegnata nell’ordinare tutto nei minimi dettagli, in attesa dell’ora più adatta per mettersi a ultimare le delizie che aveva preparato e che attendevano in cucina. La voce della cantante della canzone veniva sormontata da quella della Grifondoro, che, ancora dopo anni, si ostinava a svolgere quei piccoli e semplici lavori senza l’aiuto della magia.*

    If love is a crime baby
    I'd do my time
    Whether it's wrong or right
    You can sentence me to life


    *Da quando lei e la sorella lo avevano aperto quel locale era diventato uno dei pochi posti in cui la giovane Casterwill amava rifugiarsi, ben consapevole che anche chi passava da quelle parte e la vedeva era ormai abituato alle sue performance. Forse proprio per questo motivo in ogni cosa metteva molta cura e teneva a farla personalmente, dalla semplice manutenzione alla creazione di nuovi piatti. Quel giorno non fu diverso dagli altri! Jane, da quando la sorella se ne era andata, aveva deciso di farsi aiutare nella gestione del ristorante ma quando si trattava di qualche evento speciale nessuno poteva rubarle il suo posto.
    Quella mattina la ragazza si era svegliata di buon'ora per correre subito al locale. L'evento che aveva preparato per quella sera, il primo delle feste estive organizzate a Hogsmeade, richiedeva una particolare attenzione e chi la conosceva bene sapeva quanto fosse perfezionista in certe situazioni. La stessa Effie spesso le aveva detto che era una pazza che poteva perdere la testa anche per un fiore usato nell'occasione sbagliata e infondo la giovane sapeva che era vero, ma si divertiva a dire il contrario per far arrabbiare la sorella. Così aveva passato l'intera giornata tra quelle mura, passando anche dal mercato per acquistare gli ingredienti freschi che le sarebbero serviti, circondata da musica, libri di cucina e oggetti per la pulizia. La cucina sembrava uno specchio per quanto era stata lucidata, ovviamente senza l'uso della magia perché certe cose, secondo la ragazza, bisogna farle con le proprie forze, un messaggio che avrebbe permesso di imparare anche agli ospiti della cena di quella sera.
    Jane, con il manico stretto in una mano, si fermò per un attimo per controllare la situazione. Il pavimento splendeva, i tavoli attendevano solo di essere sistemati, così come le sedie. Una leggere brezza entrava ogni tanto dalle finestre dando un po' di sollievo alla pelle accaldata della ragazza che, nonostante avesse raccolto i capelli corti in una coda, sentiva tutto il caldo estivo irrompere prepotentemente nella stanza, scaldando le pareti di pietra.*

    ”Adoro l'estate ma in questo momento mi manca tanto la neve!”

    *La Grifondoro si passò una mano sulla fronte mentre riponeva nello stanzino le cose che aveva utilizzato per pulire, prima di prendere dalla tasca dei pantaloni della tuta ce indossava il solito orologio da taschino. Mancavano ancora due ore prima dell'arrivo degli invitati, questo voleva dire che aveva tutto il tempo per ultimare i preparativi e tornare alla Casa della Gioventù, di cui era una delle proprietarie, per prepararsi.
    Nel giro di pochi minuti la figura di una Jane provata dal caldo e dalle pulizie lasciò spazio alla ragazza avvolta nel suo fidato grembiule, i capelli raccolti e nascosti dentro un cappello da cuoco, con una pentola in mano. La musica che risuonava ancora nell'ambiente venne sovrastata non solo dalla voce della padrona canterina ma anche dal rumore delle stoviglie, del coltello che batteva sull'asse di legno, il mestolo che sbatteva sul ripiano. Anche se fosse entrato qualcuno probabilmente non se ne sarebbe accorta, troppo presa nell'esecuzione delle tante ricette che aveva pensato per la cena. Nonostante tutte le ore passate davanti ai fornelli la diciassettenne non era mai stufa di farlo, al contrario sembrava divertita da tutto quel via vai, anche quando si dimenticava qualche passaggio di una ricetta più complessa o non riusciva a capirne una scritta troppo frettolosamente.*

    Allora quello l'ho messo a cuocere...no aspetta un attimo, cosa ho scritto qui? Ippopotamo? Po...Pomodoro! Jane dovresti dormire di più, perché poi ti riduci così!

    *Un'ora e mezza dopo era tutto pronto. I tavoli di legno scuro della sala principale erano stati disposti in maniere adeguata alla serata, già apparecchiati, compreso quello destinato al buffet, le quali pietanze erano ancora custodite in cucina, e quest'ultima era stata di nuovo pulita dato il disastro che aveva causato la cuoca durante la preparazione. L'unica ad essere un vero disastro era proprio Jane! Come sempre gli ingredienti le erano finiti sui vestiti comodi che aveva indossato, il grembiule era un disastro e lei, nonostante gli anni di esperienza, sembrava una bambina appena uscita da una battaglia di farina. Eppure, nonostante il modo in cui si riduceva ogni volta, i suoi piatti venivano sempre apprezzati dalle persone che entravano nel ristorante.
    Per sua fortuna la casa non distava molto dal ristorante e ebbe tutto il tempo per poter andare a sistemarsi e tornare prima dell'arrivo degli invitati, pregando che la serata avrebbe avuto il successo che sperava.*

    [Hogsmeade – Gremlin Walk, “Casterwill’s Kitchen” ore 19:00]


    *La musica che aveva animato il ristorante per tutto il giorno era ormai sparita, ma a sostituirla c'era il ticchettio di un paio di stivaletti neri con il tacco a contatto con il pavimento di legno. Jane, che si era ripulita e resa presentabile per la serata, camminava avanti e indietro per la sala principale, dando sfogo a tutta l'ansia che l'aveva assalita quel giorno e quelli precedenti. Non era stato facile organizzare tutto, il tema che aveva scelto era più complicato di quello che credeva, specialmente la parte organizzativa. In più la giovane temeva di aver dimenticato qualcosa, magari un piccolo particolare che avrebbe potuto fare la differenza. Per questo motivo da quando era tornata al locale aveva controllato almeno una ventina di volte che tutto fosse in ordine, compreso il piccolo cartello in legno, abbinato allo stile del ristorante, che aveva appeso fuori. Su di esso vi era riportata una frase di una famosa scrittrice babbana.*

    Citazione:
    “È bene sospettare di tutti, finché non si riesce a dimostrare che sono innocenti.”


    *La Grifondoro si era ricordata di quella frase durante l'organizzazione della festa e aveva deciso di farla incidere per poterla mettere in bella vista all'entrata del locale per quella sera. La ragazza ricordava di aver conosciuto Agatha Christie grazie alla passione per i romanzi gialli del suo padre adottivo, una cosa che si era dimostrata utile per quella cena particolare.
    Allo scoccare dell'ora precisa Jane si sistemò per l'ennesima volta gli abiti che aveva scelto di indossare per quella sera, per poi passare nervosamente una mano tra i capelli lasciati spettinati. Aveva optato per un completo leggero formato da giacca e pantaloni, accompagnato da degli stivaletti neri e giacca di pelle, che sarebbe sicuramente risultata inutile a cause delle temperature.*



    ”Bene, ora devo solo aspettare. Spero tanto che arrivino presto Marina e Gianna!”

    *Dondolando sul posto e con il labbro inferiore stretto tra i denti la Grifondoro rimase in attesa dell'arrivo di qualcuno, osservando da entrambi i lati della strada con i suoi occhi azzurri alla ricerca di qualche volto familiare.*

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    OT.
    La festa ha inizio!
    Potete postare fin da subito ma, prima di iniziare, vi prego di leggere qui sotto per avere qualche chiarimento in merito alle modalità di questa festa.

    Siccome si tratta di una cena con delitto ognuno di voi avrà un ruolo ben preciso, infatti non sarete dei semplici spettatori ma dei personaggi attivi all'interno della storia. Quindi, man mano che i partecipanti arriveranno alla festa, vi verrà inviato un mp in cui ci sarà scritto chi siete, qual'è il vostro obbiettivo e quali oggetti avete a vostra disposizione. Anche se non ci sono limiti di tempo siete comunque pregati di scrivere il prima possibile se volete partecipare, così da poter iniziare con il gioco vero e proprio. Ovviamente, appena questo inizierà, non dovrete far subito capire a tutti qual'è il vostro ruolo. Ad esempio l'assassino non potrà scrivere direttamente “andò dal suo obbiettivo e lo uccise”. Vi prego di cercare di far durare il gioco e non rovinare la sorpresa subito, altrimenti si perde il divertimento.
    Con questo è tutto, per chiarimenti sono a vostra disposizione!

    Buon divertimento a tutti e attenti all'assassino!




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  • Talia_Rosewige

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 397
       
       

    [HOGSMEADE - GREMLIN WALK, ore 19:05]


    *Talia stava passeggiando serenamente per la Gremlin Walk del Villaggio di Hogsmeade, quando si ricordò di quello che le aveva detto la sua Responsabile di Casata, ex professoressa: su quella via c'era la "Casterwill's Kitchen", un ristorantino molto carino che aveva organizzato proprio quella sera una festicciola.
    Allora, Talia tirò frettolosamete fuori dalla tasca dei suoi jeans il polso sinistro, per controllare l'orario segnato dall'orologio. Erano le 19:05, sperava di essere ancora in tempo.
    Corse quindi in fretta e furia per la strada, fino ad arrivare davanti al locale. Una volta qui si rese conto del suo abbigliamento, fin troppo semplice e spartano; sarebbe andato bene? Insomma, indossava una camicetta bluastra leggermente elegante, con dei buchi posti sopra le spalle, dei jeans neri e delle scrpe dello stesso colore, che presentavano dei tacchi non troppo alti.
    Va be', in ogni caso non avrebbe fatto in tempo a tornare a casa per cambiarsi...
    Dopo pochi minuti in cui restò indecisa sul da farsi, Talia entrò nel ristorante.*




    [HOGSMEADE - GREMLIN WALK, "Casterwill's Kitchen ore 19:10]


    *Una volta entrata, Talia riconobbe in un completo abbastanza elegante e quasi totalmente nero Jane, una diciassettenne di Grifondoro, e mentre la salutò cercò di non sentirsi troppo fuori luogo.*

    Ciao Jane!

    @Jane_Casterwill,




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  • Katrin_Hopkir

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 790
        Katrin_Hopkir
    Corvonero
       
       

    [Londra-16.30]

    *Katrin si era ritrovata a chiudere la bettola in cui lavorava a turni con svariate ore di anticipo, il proprietario era arrivato come un tornado aveva cacciato i soliti ubriaconi che campeggiavano lì dentro dall'orario di apertura a quello di chiusura e le aveva intimato di andarsene che si sarebbero visti il giorno seguente. Così la corva, confusa ma felice, si era dileguata il più in fretta possibile ed era tornata nel suo alloggio. Aveva letto qualche pagina, fissato il suo riflesso allungo e contemplato il soffitto per ancora più tempo, ma poi si era accorta che la sua estate girava attorno al lavoro e che quando aveva del tempo libero non sapeva cosa fare. Si sedette sul letto sospirando sconsolata.*

    Aspetta...

    *Qualcosa le era tornato in mente, un invito ricevuto per partecipare a una particolare serata a Hogsmeade. Si rigirò l'idea in testa per un po' poi decise che sarebbe stato divertente, l'avrebbe aiutata a buttarsi i problemi alle spalle per un po' e avrebbe potuto rivedere qualche vecchio amico e magari farsene di nuovi. Lanciò all'aria tutto ciò che c'era sul letto nel tentativo di alzarsi e si fiondò nella doccia. Il vapore stava già svanendo dalla superficie riflettente dello specchio del bagno e la ragazza era piantata davanti all'armadio alla ricerca di qualcosa da mettersi.*

    Elegante ma non troppo...

    * Mormorò pensierosa, afferrando qualche capo e provando ad abbinarlo.*



    *Una paio di leggings neri, canottiera nera, blusa leggera blu scuro e stivaletti neri, tutti toni scuri un po' come il suo umore negli ultimi tempi.*

    Perfetto...

    *Commentò sarcastica, guardando l'accostamento di colori. Nel complesso però le piaceva, quindi afferrò la borsa e imboccò le scale diretta a Hogsmeade.*

    [Hogsmeade - Gremlin Walk, “Casterwill’s Kitchen” ore 19:10]


    *La bruna giunse al ristorante, imboccò il vialetto e sorrise davanti alla citazione Agatha Christie. *

    È bene sospettare di tutti, finché non si riesce a dimostrare che sono innocenti.

    *Citò a mezza-voce, quanto era vero. Passò oltre con passo deciso, probabilmente era presto, ma odiava arrivare in ritardo o pensare di essere in ritardo quindi in genere arrivava sempre in perfetto orario. Il dono di avere l'ansia ecco qual'era il suo pregio. Scosse la testa, si era fatta una promessa mentre si dirigeva lì, quella sera avrebbe chiuso in cassaforte tutto ciò che stava succedendo e sarebbe stata una sedicenne normale e spensierata, propensa al gioco e all'interazione con altre persone. Una volta dentro vide che c'erano altre due persone: Jane Casterwill, grifondoro, co-proprietaria del ristorante in cui si trovava e responsabile di casata, guardandola Katrin si rese conto di non averci mai realmente parlato, e Talia Rosewinge serpeverde del terzo anno, con lei aveva scambiato qualche parola.*

    Buonasera, è qui il morto?

    *Domandò con fare ironico, verso le due ragazze. Regalando un sorriso tirato alle sue interlocutrici.L'ironia era il suo forte ma quando era nervosa le si ritorceva contro.*



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  • Freya_Hansen

    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
    AUROR

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 9
    Galeoni: 2378
        Freya_Hansen
    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [“VILLA FIELDS, HOLMES E BANKS”]

    *Il sole stava per tramontare oltre le colline, lasciando il posto alla luna e alle stelle. Gianna amava la notte proprio per quello spettacolo che, nelle sere estive, era più probabile osservare. In particolare ciò che maggiormente riusciva sempre a lasciarla a bocca aperta era la luna piena protagonista del cielo stellato. Ricordava bene quando da piccola, nella costante attesa che i suoi genitori tornassero finalmente a prenderla, andava in riva al mare, si sedeva sulla sabbia umida e restava li ore ed ore ad osservare il cielo sperando in cuor a qualcosa che, avrebbe poi scoperto, non sarebbe mai successa. Ma il bello di essere piccoli e ingenui era proprio quello: credere che tutto ciò che ci si prefigge possa accadere! Ma crescendo ci si rende conto che non è mai così, o quasi. Si impara che se si vuole qualcosa bisognava lottare con le unghie e con i denti per ottenerla e, in caso di fallimento, almeno non ci sarebbero stati rimpianti perché ce l’avevamo messa tutta! La vita della giovane Grifondoro era stata esattamente così, tanti fallimenti ma anche qualche successo e sapeva ancora che c’era tanta strada da fare per potersi dire soddisfatta! Ma di certo in quel particolare giorno non poteva permettersi di fare la ragazza riflessiva. Doveva sbrigarsi per raggiungere il locale della sua fidata amica Jane. Si prospettava una serata divertente, emozionante e intrigante. Il giovane Prefetto di Grifondoro aveva l’abilità innata di riuscire in ogni cosa che faceva e ciò che aveva sempre ammirato in lei era la sua determinazione e il suo coraggio. Sembrava non abbattersi mai o almeno era quello che voleva far credere…..Gianna si trovava nella sua casa ad Hogsmeade intenta a cercare un vestito adatto alla serata. Non le piaceva per niente vestirsi diversamente da tutti i giorni. Amava la comodità e non voleva rinunciare, se non obbligata, alle sue amate scarpe o al suo abbigliamento ma quella era una sera importante e non poteva non conformarsi agli altri! Non che le interessasse dell’opinione altrui, non se n’era mai curata, ma si sentiva come in “dovere” di non fare figuracce come al solito. Un sorriso comparve sul suo volto a quel pensiero mentre metteva sotto sopra il suo armadio alla ricerca di qualcosa di adatto. Finalmente, dopo interminabili minuti, trovò qualcosa che sembrava giusto per la serata. Era sola in camera quindi non si preoccupò di cambiare stanza per vestirsi. Infilò in fretta i suoi abiti e diede uno sguardo al suo riflesso allo specchio:*



    *Sorrise osservandosi pensando che davvero meglio di cosi non poteva fare! Applicò un trucco leggero, prese un paio di cose indispensabili, ricordando di prendere l’unica fondamentale e cioè le chiavi di casa nel e finalmente fu pronta ad uscire. Ben presto si rese contro che mancavano pochi minuti alle 19:00, orario stabilito per l’incontro. Affrettò il passo per cercare di limitare al massimo il suo ritardo.*

    [”CASTERWILL’S KITCHEN” ore 19:15]

    *Per fortuna casa sua non distava tanto dal locale di Jane e quindi arrivò con un quarto d’ora di ritardo. All’entrata la ragazza aveva appeso un cartello in legno con una frase molto significativa e adatta, senza dubbio, alla serata. Aprì la porta sgaiattolando dentro. Per fortuna altre due ragazze erano già arrivate, magari la sua amica non l’avrebbe bacchettata più di tanto sul suo ritardo. Si avvicinò cingendo le sue spalle con un braccio. Con lo sguardo percorse la sua figura da capo a piede annuendo visibilmente, poi la scosse leggermente salitandola:*

    Ciao Casterwill, ti trovo davvero bene! E per il cartello….ben fatto davvero! Hai una testolina cosi geniale!

    *Concluse scoppiando a ridere e dandole un bacio affettuoso sulla guancia. Poi mollò la presa e si rivolse alle altre due ragazze. Non ricordava di averle mai viste cosi pensò di mettersi al sicuro presentandosi:*

    Ciao anche a voi, non so se abbiamo mai avuto occasione di parlarci ma, in ogni caso, mi presento. Sono Gianna Fields, Grifondoro. Sarà una serata fantastica ne sono certa!

    *Disse voltandosi verso Jane e strizzandole l’occhio. Si iniziava a far sentire anche una certa fame, sperava che il resto degli invitati arrivassero presto così da poter gustare le prelibatezze che creavano le manine della Grifondoro la quale, tra le altre abilità, era anche un’ottima cuoca! Era stata a pranzo o cena da lei diverse volte e mai aveva potuto dire qualcosa di negativo della sua cucina. Si limitava magari a prenderla in giro così, giusto per stuzzicarla e perché quello era il suo modo di fare! Ma ormai Jane non si sorprendeva più di nulla, conosceva bene Gianna, forse era una delle poche ad averla vista, più o meno, per quella che era e, nonostante la sua mente era parecchio incasinata e confusa, sapeva che sulla Grifondoro poteva contare e apprezzava l’impegno che lei metteva nel capirla. Impresa praticamente impossibile!*

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  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 143
       
       

    [SALA GRANDE - ore 18.00]


    *Un grande fermento aleggiava tra i lunghi tavoli di Hogwarts quella sera. Ancora pochi giorni e la Scuola di Magia sarebbe rimasta vuota, senza nessun maghetto a circolare per i corridoi schiamazzando come un'aquila. Il soffitto sul quale veniva magicamente riprodotta la volta celeste era dipinto di un tenue blu cobalto, quella gradevole sfumatura che colora il cielo durante le ore che precedono un caldo tramonto rosa ed arancione. Mille candele galleggiavano sopra le teste dei maghetti, donando una tremolante ma efficace illuminazione all'enorme sala da pranzo.
    Gli elfi domestici del Castello, responsabili ufficiali delle Cucine di Hogwarts e dei pancini pieni degli studenti, si stavano facendo i quattro nell'ultimo periodo per assicurare alle boccucce affamate pasti ottimi, freschi ed estivi. I grandi piatti da portata erano ricolmi di ogni ben di dio: grosse fette sugose di melone avvolte in fette di prosciutto saporito, invitanti terrine ridondanti di insalate di riso ricche di morbido tonno e tante verdure variopinte, gazpacho di un rosso vermiglio che faceva venire voglia di tuffarvicisi dentro, numerosi vassoi di pasta fredda condita con pesto e mozzarella fresca e enormi ciotole che strabordavano di dolci macedonie dai mille colori. Il chiacchiericcio degli allievi era accompagnato dal tintinnio delle forchette sui piatti e ritmato dalle rumorose mandibole che masticavano soddisfatte.
    Solo un piatto era ancora lindo e pulito. Solamente un'unghia dipinta di giallo disegnava cerchi concentrici sulla superficie di ceramica con fare distratto.

    Quella mattina - o meglio, quel pomeriggio, dato che non si era alzata prima di mezzogiorno -, la giovane strega dai capelli turchini si era dedicata finalmente ad un'attività accantonata a suo malgrado durante gli ultimi mesi di scuola a causa dello studio compulsivo. Dopo una rapida doccia, aveva indossato abiti comodi e si era lanciata nel cielo in sella alla sua Comet 260, per confondersi tra le candide nuvole e l'azzurro del cielo illuminato dai raggi del sole. Quando il vento aveva cominciato ad accarezzarle il viso e scompigliarle i capelli, la ragazzina sentì che l'adrenalina del suo sport preferito era ufficialmente rientrata in circolo e fu come una liberatoria sensazione di libertà. Non si era limitata a qualche giro intorno al Campo da Quidditch: dopo essere passata attraverso gli anelli più volte ed aver tentato addirittura qualche lancio in porta, l'intraprendenza di Opal l'aveva spinta a sfiorare la superficie salmastra del Lago Nero con la punta delle scarpe, a farsi stuzzicare le guance dagli aghi delle conifere della Foresta Proibita e a riempirsi gli occhi dei dintorni di Hogwarts dalle alte guglie del Castello. In sella perdeva davvero la cognizione del tempo, tanto si sentiva a suo agio insieme alla sua scopa.

    Diverse ore dopo infatti, il fiato iniziò a cederle per i mancati allenamenti e la Tassetta decise di fermarsi per non precipitare a causa della troppa stanchezza (ma, se non fosse stato per il suo fisico, avrebbe continuato l'escursione senza battere ciglio). Riatterrando sull'erba verde del Campo, era stata accolta dalle fusa del suo micione Nox, appena risorto dal suo pisolino pomeridiano.

    Una veloce doccia rigenerante con il suo bagnoschiuma preferito alla vaniglia e si ritrovò magicamente ad ora di cena. Opal non poteva credere di aver fatto tanto tardi: considerando la sveglia a mezzogiorno, un'ora circa per riprendersi dal coma e vestirsi a ritmo di un bradipo, aveva cavalcato la sua Comet per circa... Tre ore e mezza? Eppure la strega era soddisfatta e più rilassata: dedicarsi ai suoi passatempi prediletti era il miglior modo in cui spendere le giornate.
    Mi era proprio mancato volare sulla mia scopa...*



    *Nonostante tutta l'attività che aveva praticato durante il pomeriggio, la ragazza non era per niente stregata dalle pietanze che gli elfi avevano servito per quella sera. Non aveva troppo appetito, inoltre le pareva che tutte le sue amiche si fossero smaterializzate nel nulla. Si trovava da sola in mezzo ad una sconcertante quantità di matricole gesticolanti a fissare il suo piatto vuoto.*

    Ma... Icarus! Che ci fai qui?


    *Una scheggia di piume candide planò accanto alla giovane: si trattava del suo falchetto postino Icarus, un nervino animale un po' lunatico molto affezionato alla padroncina. Agli artigli ricurvi era assicurata una piccola pergamena che Opal si sbrigò a srotolare. Il pennuto osservò languidamente negli occhi la figlia di Tosca, che non poté fare a meno di allungare una fetta di prosciutto a quella faccia - o meglio, becco - di bronzo. Icarus la inghiottì soddisfatto e la Tassetta carezzò delicatamente il petto soffice dell'animale con il dito indice. Il falchetto chiuse gli occhi in segno di apprezzamento, ma pochi secondi dopo azzannò improvvisamente la mano della strega per volare via all'istante con un isterico verso da rapace.
    Il solito bipolare...
    Pensò la ragazzina, succhiando il dito ferito dal becco aguzzo dell'animale. Ricordò quindi del messaggio ricevuto e si affrettò a leggerlo.

    Dieci minuti dopo la ragazza era nella sua stanza, pronta per una cena con delitto alla Casterwill's Kitchen dove avrebbe probabilmente incontrato le sue amiche.
    Aveva optato per un outfit scuro, che richiamasse l'atmosfera misteriosa e criptica della serata. Strano per lei, poiché il suo armadio era conosciuto per essere un tripudio di tinte disparate. Il nero era davvero un colore off-limits, eppure qualche capo scuro era presente. Faceva parte di quella piccola quantità di vestiti sottratti all'armadio della madre.
    Opal si calcò un cappello floscio sulla chioma celeste e si osservò soddisfatta allo specchio. La serata stava finalmente prendendo la piega giusta!*



    [CASTERWILL'S KITCHEN - ore 19.00]


    *Il cartello all'ingresso sul quale era dipinta una enigmatica frase già permetteva ai clienti di entrare nello spirito della cena. Le sembrava di aver scorto quella citazione in un qualche libro di una famosa scrittrice babbana di gialli e romanzi del crimine, una certa Agatha Christie. Opal non amava troppo la lettura, eppure i libri intriganti e pieni di misteri erano quelli che prediligeva, poiché stuzzicavano continuamente la sua attenzione e la tenevano all'erta per carpire ogni più piccolo dettaglio.

    Notò la padrona di casa, Jane Casterwill all'ingresso, circondata da altre streghe di cui aveva già fatto conoscenza: la Grifa Gianna ora sindaco di Hogsmeade, la sua amica blu-bronzo Katrin, la loquace figlia di Salazar Talia... E chissà chi sarebbe arrivato ancora!
    La giovane si avvicinò lentamente con un sorrido radioso sulle labbra.*

    Buonasera ragazze! Ciao Jane! Hai avuto un'ottima idea secondo me ad organizzare questa serata... Non vedo l'ora di cominciare, ne vedremo sicuramente delle belle!


    @Jane_Casterwill, @Gianna_Fields, @Katrin_Hopkirk, @Talia_Rosewige




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  • Stellagiulia_Clarke

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 263
       
       

    [VILLA CLARKE DESERTA]

    *StellaGiulia dopo aver ricevuto l'invito per la serata Cena Con Delitto a Casterwull's Kitchen drcise che doveva uscire di casa, restare in quelle quattro mura da sola non era per lei. Dodici anni con una voglia matta di vivere e sperimentare tutto. Fece una doccia per rilassarsi. Non era ancora arrivato nessun GUFO dai suoi genitori quindi non aveva la benchè minima idea di cosa stessero facendo, cercando nè tantomeno come stessero. *

    Dove caspita è finita quella maglietta. Penelope dove l'hai nascosta, so che sai dove sta.

    *Buttò per aria tutto l'armadio prendendosela con la gatta. Finalmente trovò ciò che stava cercando.*



    [Casterwill's Kitchen]

    *Probabilmente era in ritardo. Si mise a correre per raggiungere il posto. Strano che non lo avesse mai notato. Se ne innamorò in un battibaleno. Si guardò intorno con gli occhi spaesati per vedere se c'erano facce conosciute. La chioma blu di Opal era inconfondibile. Rimase a guardare ancora un po' prima di decidersi a fare un passo verso quei tavoli.*

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  • Emma_Williams

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 116
        Emma_Williams
    Corvonero
       
       

    [Villa Williams - Ore 18:30]


    *Alcuni vestiti, tra cui magliette, pantaloni e vestiti, giaceva o sul letto, in attesa di essere indossati. Una giovane strega stava ancora scegliendo il vestito giusto per la serata. Una semplice maglietta con un paio di jeans basteranno... Allora, prese una maglietta color beige, un paio di jeans neri e se li provò. No, i jeans nei no... Meglio quelli blu scuro... Provò i pantaloni blu scuro che aveva scelto, e si guardò difronte al maestoso specchio del dormitorio: era perfetta! Prese dei trucchi dal suo baule, e si cominciò a truccare. Tra fondotinta, rossetto, ombretto e mascara, Emma era finalmente pronta! Poteva andare alla cena cui aveva pensato molto. Una cena con delitto era stata una magnifica idea! Jane era la proprietaria del luogo, e lei e la Corva avevano avuto modo pochissime volte di parlare. Voleva andare a quella cena, a tutti i costi. Una cena con delitto! Chi poteva mancare? Opal di certo sarebbe arrivata, la quattordicenne la conosceva troppo bene! Quella tassetta non era un tipo che si perdeva le cene con delitto, o altre feste a temi simpatici e deliziosi. Emma pensò di uscire dalla camera, ma prima si sarebbe messa i tacchi. Era da un po' di tempo che non se li metteva, ma voleva tornare alle "vecchie abitudini". Non poteva indossare un tacco dodici, (anche perché non era per ragazze do quattordici anni) quindi appena aveva aperto il baule ed aveva trovato il primo paio di tacchi, se li era messi senza scrupoli, ben consapevole che erano di una delle sue sorelle.*



    *Neri erano perfetti. Emma prese la sua borsa, e si diresse verso il luogo in cui si sarebbe tenuta la cena. Non vedeva l'ora!*

    [Casterwill's Kitchen - Ore 19:05]


    *Era in perfetto orario. Le 19:05. Cinque minuti in ritardo o puntuale? Smise di pensare di essere in ritardo, per entrare nel locale.*

    Citazione:
    "È bene sospettare di tutti, finché non si dimostra che sono innocenti"


    *Emma si era soffermata a guardare la scritta. È proprio vero! Siccome non poteva stare un'ora (poiché ci sarebbe stata, pur di comprendere l'Intero significato della scritta), entrò nelle Casterwill's Kitchen. Fu inondata da un profumo delizioso di cibo che veniva fuori da ogni pori. La Corva si guardò attorno, smarrita, poi finalmente riconobbe dei visi familiari.*

    Buona sera Jane! Ciao Gianna! Ehi, ciao Talia! Sapevo che tu non saresti mancata, Opal! Katrin, ci sei anche tu!? Stella, buonasera!

    *Si rivolse a tutte le presenti. Le conosceva tutte! Ma erano solo loro? Quando sarebbe arrivata nuova gente? E la cena? Acciderbolina, che fame! Questo posto mette fame... E da come è allestito, anche i brividi! La quattordicenne dagli occhi di ghiaccio, si avvicinò di più al gruppetto di persone, e smoderò uno dei suoi soliti sorrisi.*





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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Il letto completamente disfatto, le tende tirate ed una diciassettenne immersa nel sonno era quello che appariva guardando dall'alto in quella stanza. Eppure qualcosa non andava, perchè quella ragazza continuava a girarsi e rigirarsi nel sonno. Ad un tratto si alzò e, con il sudore che le rigava la fronte, si guardò intorno in cerca di qualcuno. In realtà non cercava una persona, tentava solo di rassicurarsi che quello fosse stato solo un sogno. Gli incubi le capitavano troppo spesso in quel periodo e la cosa la turbava profondamente. Si portò una mano alla fronte e posò i piedi sul freddo pavimento di quella stanza vuota.*

    Di nuovo quell'incubo...di nuovo...

    *Era la quinta notte consecutiva che sognava di trovarsi in casa di suo padre, quella casa che un tempo era stata anche sua. L'uomo che lei odiava più al mondo, l'assassino di sua madre, James Hatwood, la guardava e, mentre uccideva Jane e Gianna, le sorrideva fiero. E lei, puntualmente, si svegliava tremolante e in un bagno di sudore. Doveva trovare un rimedio, tentare di scacciare via quell'immagine dalla sua mente. Si alzò e si diresse allo specchio; la faccia pallida e i capelli matidi di sudore non giovavano di certo alla sua immagine. Doveva sistemarsi se voleva essere presentabile per l'evento di quella serata al ristorante della Casterwill.*

    Se solo fossero qui, mi distrarrebbero da quella sequenza che continua a martellarmi!

    *Aprì l'armadio e si mise alla ricerca di qualcosa; alla fine optò per un completo scuro, giacca e pantalone, un trucco semplice e i capelli legati in una coda bassa laterale.*



    *Non era uno dei suoi look migliori, ma poteva andare. Perlomeno quella serata l'avrebbe distratta da quel sogno ricorrente.*

    [HOGSMEADE - CASTERWILL'S KITCHEN]

    *Il luogo a lei così familiare, così come la proprietaria, le davano un senso di sicurezza. Sorrise al cartello posto dinanzi all'entrata e aprì la porta di legno. Un paio di persone si erano già radunate in quel luogo. Si avvicinò alla sua ragazza e le stampò un bacio sulle labbra.*

    A cosa si deve l'onore di questo vestito?

    *Strizzò l'occhio alla Fields che, come lei sapeva bene, non amava molto dedicarsi agli abiti e le sorrise.*

    Guardate la padrona di casa, che schianto!

    *Salutò la Casterwill con un abbraccio stritola ossa e con un bacio sulla guancia.*

    E buonasera a tutte! Allora quando si comincia?


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  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2383
       
       

    *L'attesa fu più breve di quanto si era immaginata e vedere tutte quelle persone entrare dalla porta del locale riuscì a far sparire tutta l'ansia che aveva provato fino a quel momento.
    Il primo trillo del campanello le fece trattenere il fiato per un attimo. Con un movimento simile a una molla Jane era scattata sul posto, con la schiena dritta e gli occhi puntati sulla porta, come a voler scorgere il viso della persona anche attraverso lo spesso legno. La persona che era entrata era una ragazza più piccola di lei che aveva incontrato poche volte nei corridoi, ma nonostante questo il sorriso che nacque sul viso della Grifondoro non poteva essere più genuino di così. Forse, al contrario di quello che si era immaginata nei giorni precedenti, non si sarebbe trovata solo con Gianna e Marina in una sala vuota quella sera!
    Proprio mentre si stava avvicinando alla nuova arrivata, per darle il benvenuto, il piccolo oggetto di metallo posizionato sopra alla porta riuscì a richiamare la sua attenzione. Un'altra ragazza, anche lei conosciuta solo di vista, aveva deciso di provare a immergersi nella particolare attività che la Casterwill aveva proposto. Fu proprio quando sentì anche lei salutare con una semplice ma simpatica battuta che la diciassettenne riuscì a tirare un sospiro di sollievo.*

    Buonasera ragazze, è un piacere vedervi e grazie per essere venute! Temo di non avere mai avuto l'occasione per presentarmi come si deve. Sono Jane, piacere di conoscervi e benvenute nel mio ristorante, spero che vi divertirete! Per rispondere alla tua domanda, chi lo sa, il morto potrebbe già essere qui, oppure no!

    *La Grifondoro rivolse un occhiolino alla ragazza che sapeva essere di Corvonero, prima di dedicarsi al suo ruolo di brava padrona di casa. Decise infatti di impiegare i minuti trascorsi da sola con le due ragazze a spiegare loro qualche piccola e semplice regole del gioco che aveva organizzato nei minimi dettagli, approfittandone per assegnare alla due il proprio ruolo nell'intricato giallo che si era inventata. Jane aveva sempre amato scrivere, tuttavia non si era mai cimentata in un racconto vero e proprio, con storie collegate le une tra le altre, misteri, indizi, personaggi diversi l'uno dall'altro ma con qualcosa in comune. Quella per lei era stata una vera e propria sfida, ma era stata lieta di accettarla e di mettersi alla prova. Alla fine si poteva dire soddisfatta del risultato che aveva steso su carta, però dal vivo come sarebbe stato?
    Era così presa dal discorso che aveva iniziato che quasi non si accorse della presenza che si stava, con passo felpato, avvicinando a lei. La ragazza si rese conto della presenza di un'altra persona solo quando sentì un rumore di passi avvicinarsi, accompagnato da un profumo che lei ormai aveva imparato a riconoscere. Una leggera risata le scappò dalle labbra appena sentì l'abbraccio rassicurante di quella pazza Grifondoro da cui non avrebbe mai voluto separarsi. Quel gesto affettuoso fu subito seguito da un più che evidente esame della sua figura, fasciata dal completo elegante che aveva scelto, e da una leggera scrollata, oltre che da quella inconfondibile voce.*

    Fields ormai dovresti conoscermi, sono un genio di natura e ho sempre qualche sorpresina pronta. In più mi diverto a sorprenderti! Attenta a non far sbavare qualcuno con questo vestito da femme fatale!



    *Guardò la sua cara amica, voltandosi verso di lei con un'espressione buffa in volto, prima di ricambiare l'affettuoso bacio sulla guancia. Jane si era sempre divertita a punzecchiare la sua amica Gianna, specialmente su argomenti come la sua relazione con l'altro membro del mitico trio: Marina. Che, come sempre, era in ritardo!
    Dopo pochi secondi un'altra figura entrò dalla porta in legno, evidenziata da una inconfondibile chioma azzurra. La proprietaria del locale rimase per un attimo sbalordita dall'afflusso di gente che aveva deciso di partecipare a quell'evento. Essendo il primo della stagione e anche una cosa poco comune, non avrebbe mai potuto immaginare di ritrovarsi circondata da volti sorridenti che sembravano entusiasti quanto lei di iniziare. Anche il volto di Jane si illuminò ancora di più sentendo i complimenti dell'ultima arrivata, Opal, alle quali rispose con un caloroso grazie.
    Senza ulteriori indugi o cerimonie la diciassettenne assegnò subito la schede personaggio anche alle ultime arrivate, sperando che a tutti i partecipanti sarebbero piaciute le sue scelte. Erano già in quattro, esclusa lei, i personaggi che avevano finalmente acquisito un volto, passando dalla carta alla realtà. La giovane Casterwill era molto curiosa di vedere come quelle ragazze avrebbero dato vita ai personaggi che lei aveva scritto su dei pezzi di carta, durante le sue notti insonni.
    In rapida successione al tre persone si unirono a quel gruppo tutto al femminile, una cosa che non sembrava intenzionata a variare nel corso della serata. Mentre il campanello annunciava l'entrata di qualcun altro, Jane prese da una tasca del completo il suo orologio da taschino, la cui catena dondolava liberamente al di fuori del pezzo di stoffa. Erano passati più o meno una ventina di minuti dall'orario scritto sui volantini e la stanza principale si stava già animando. Ripose il piccolo oggetto per rialzare lo sguardo e incontrare i volti familiari delle altre due persone che erano arrivate. Una Corvonero e una Tassorosso che aveva spesso incontrato a scuola si trovavano in piedi di fronte a lei.*

    Buonasera anche a voi ragazze, mi fa piacere vedervi! Vi assegno subito i vostri ruoli, così potete leggere e esaminarli con calma. Tra poco inizieremo con il gioco e, ovviamente, la cena. Che ristorante sarebbe senza cibo, giusto? Giuro che non ho avvelenato niente...per ora!

    *Disse con un sorrisetto furbo sul viso. Troppo spesso le persone avevano visto solo la parte cupa della ragazza, ma in realtà dietro a quegli occhi tristi si nascondeva ben altro e solo una persona tra quelle presenti lo sapeva. Jane era sempre stata una ragazza solare, pronta a far sorridere la gente intorno a lei con qualche battuta e, allo stesso tempo, a essere una spalla su cui contare nei momenti difficili. Tuttavia quei momenti erano toccati anche a lei e, invece di contare su qualcuno, aveva deciso di chiudersi dentro tutto quanto, fino a rinchiudere quella parte di sé che era sparita insieme alla sua chioma rosso fuoco. Solo di due persone riusciva ancora a fidarsi, una di quelle era proprio di fianco a lei in quel momento e l'altra sarebbe entrata dalla porta di li a breve, o almeno ci sperava.
    Alla fine fu proprio così. Marina, con un po' di ritardo, fece il suo ingresso nel ristorante. Jane si voltò subito verso l'amica e, vedendo come era vestita, non riuscì a contenere una sonora risata.*

    Gianna mi sa che qualcuno ha deciso di far sbavare te questa sera, attenta a non scivolare! Ciao Marina, sei splendida!

    *La diciassettenne, un po' a corto di fiato a causa della risata, ricambiò il forte abbraccio dell'ultima arrivata, cercando di contenersi per non scoppiare nuovamente a ridere. In quel momento avrebbe tanto voluto avere con sé una macchina fotografica per immortalare la scena!
    Jane decise di lasciare qualche altro minuto alle ragazze presenti per esaminare al meglio i propri personaggi e immedesimarsi in essi. Anche lei avrebbe avuto un ruolo, più marginale ma sempre importante per la storia, oltre ad avere il ruolo di monitorare tutto quanto. Mentre le sue ospiti si dedicavano alla lettura delle schede, la Grifondoro si diresse verso la cucina con la sua bacchetta stretta nella mano destra. Controllò minuziosamente per un'ultima volta che tutto fosse in ardine, prima di tornare dalle altre e schiarirsi la voce. Era il momento di dare il via alle danze!*

    Attenzione per favore!
    Prima di iniziare devo dirvi un paio di cose. Lo spazio utilizzabile per questa serata sarà: la sala in cui siamo ora, il piano superiore, il giardino sul retro, i bagni e, prestando particolare attenzione, anche la cucina. Vi prego di trattare bene la mia bimba, sono molto protettiva nei suoi confronti!
    Seconda cosa, anche se molte di voi non sono ancora maggiorenni, vi devo chiedere un favore. Ora io ritirerò a ognuna di voi la bacchetta, che ovviamente vi verrà ridata a fine serata, è solo una precauzione per impedire a tutti di barare e giocare a armi pari. Non temete le tratterò con molta cura!


    *Con un movimento fluido della bacchetta fece comparire un contenitore, che volteggiò davanti a tutte le persone presenti, per poi tornare davanti a Jane. La ragazza, non perché non si fidasse ma piuttosto perché era una tremenda perfezionista, controllò il numero di bacchette che erano state ordinatamente riposte. Erano tutte presenti, tranne la sua che doveva usare ancora per un po'.*

    Vi ringrazio per la cortesia!
    Ultimissima cosa, che so che qualcuno di voi aspettava con ansia: ecco a voi la cena! Sentitevi libere di prendere da mangiare ogni volta che volete e quanto volete, non fatevi scrupoli anche se sarete prese dal gioco!




    *Con il secondo movimento di bacchetta il ricco buffet che la proprietaria aveva preparato si materializzò sui tavoli precedentemente predisposti in un angolo della sala. Appena tutto il cibo fu al proprio posto anche Jane ripose la sua bacchetta all'interno della scatola.*

    Ed ora diamo inizio alle danza, con una piccola spiegazione della nostra trama.
    In questo stesso giorno, in un semplice ristorante ha luogo un'importante cena della società investigativa internazionale, per eleggere e premiare il miglior investigatore dell’anno. Quest’anno l'incontro si svolgerà in un ristorante di proprietà di uno degli investigatori, cioè io.
    Ma si sa, gli investigatori sono tutti un po’ narcisisti e tutti vogliono vincere l’ambito premio!
    Gli invitati arrivano a destinazione e, in attesa della cena e della premiazione, sono liberi di spostarsi e parlare con chi vogliono, sorseggiando qualche aperitivo.
    Tuttavia qualcosa va storto! Quando tutti vengono invitati a accomodarsi si nota la mancanza di uno dei detective, chi sarà? Come si concluderà la serata?
    Alla fine della testa tutti dovrete formulare la vostra ipotesi, specificando chi, come e perché avrà commesso un determinato reato.
    Se lo ritenete opportuno siete libere di inventare un nome al vostro personaggio, se non volete usare il vostro, ma ovviamente dovrete annunciarlo anche agli altri partecipanti, solo il nome, le vostre schede personaggio sono segrete!
    Tutto chiaro? Bene allora buon divertimento e ricordatevi "È bene sospettare di tutti, finché non si dimostra che sono innocenti"!


    *Finalmente la cena con delitto aveva avuto inizio, Jane sorrideva già al pensiero di ciò che sarebbe potuto succedere.*

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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Essere lì, in quella splendida serata d'estate, con le sue amiche, le fece dimenticare la tristezza che aveva provato poco prima nella sua camera di dormitorio. Ascoltò quello che Jane aveva da dire e prese la scheda del suo personaggio. Naturalmente la padrona di casa aveva pensato a tutti nei minimi dettagli; chissà quante ore aveva passato ogni sistemare ogni minima cosa. Sorrise guardando quel piccolo foglio e, per evitare che qualcuno lo leggesse, lo ripose nella borsetta nera che aveva a tracollo. Non appena finì di parlare, la Casterwill chiese ai presenti di posare le loro bacchette per evitare che qualcuno potesse barare. Acconsentì alla richiesta della giovane e, con un forte sospiro, si preparò a calarsi nella parte. Quel giorno prometteva proprio bene!*

    Tutto chiaro? Bene allora buon divertimento e ricordatevi "È bene sospettare di tutti, finché non si dimostra che sono innocenti"!

    *La cena con delitto era cominciata e la Lightwood, super concentrata e determinata, divenne Marina, ragazza di Gianna, investigatrice candidata a vincere il premio di miglior investigatrice dell'anno. Prese il rossetto rosso dalla sua clutch, lo passò sulle sue labbra e, dopo averlo riposto, si avvicinò alla sua ragazza.*

    Allora, investigatrice Fields, quel vestito ti sta alla perfezione!



    *Le prese la mano e la condusse al buffet; prese due calici di champagne e lo porse alla sua compagna. Facendo tintinnare i due bicchieri, brindò alla vittoria della ragazza e bevve un sorso di quel liquido amarognolo che le scese lungo la gola. Tutto in un sorso! Posò delicatamente il flûte di vetro sul tavolo e, dopo aver atteso che Gianna terminasse il suo drink, la prese sottobraccio e, evitando gli sguardi degli altri, la portò in cucina. Con le dita strette tra quelle della sua ragazza, entrarono in quell'ambiente destinato al personale e, trovato uno spazio tra il frigo e il muro, si intrufolò con la Fields. Lasciò che le spalle della ragazza toccassero il muro e, spostandole i capelli castano scuro dietro le orecchie, si lasciò andare in un bacio appassionato. Le mancava il fiato, ma non poteva non continuare. Passarono quindici minuti e, solo quando il rumore delle porte della cucina le distrasse, le due amanti si staccarono e uscirono da quel nascondiglio.*

    La prossima volta, se non vuoi che perda il controllo come ho fatto questa sera, evita di essere così sexy!

    *Strizzò l'occhio alla Fields e, lasciando la mano della giovane, ritornò nella sala. La piccola tresca le aveva seccato la gola; così si avvicinò al buffet e prese un altro calice. Aprì la sua borsa, prese le gocce per il mal di testa e ne versò qualcuna nel liquido, prima di buttarlo giù tutto in un sorso.*

    Che serata!



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  • Stellagiulia_Clarke

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 263
       
       

    *StellaGiulia guardò stranita la scena, indecisa se facesse già parte del copione scritto per metà o se fosse reale. Si guardò intorno analizzandola Emma nei dettagli. Cercò di capire se ci fosse qualcosa che facesse al caso suo. Di certo non poteva mettersi a tastare o cercare in qualsiasi tasca l'oggetto del suo interesse e non poteva nemmeno frugare nella sua borsa. Poteva anche essere che non fosse così ingenua da lasciare qualcosa di così prezioso in bella vista Tutto quell'osservare le mise una gran fame così si avvicinò al tavolo del buffet per partire con il primo turno di mangiata.*

    Dove potrebbe essere?

    *Pensò la giovane Tassorosso. Si mise seduta ad uno dei tavoli sospirando. Alzò gli occhi al cielo. Dove l'aveva vista l'ultima volta? Cercò di ripercorre i suoi passi. Dove aveva lasciato la sua borsa? Iniziò a gustarsi le pietanze che offriva il buffet. Trovava tutto così delizioso. *

    Non sarò mai brava abbastanza ma devo almeno provarci. Dove si saranno cacciate?

    *Si domandò cercando con lo sguardo Marina e Gianna, fino a che non riemisero dall'interno del locale.*

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  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 143
       
       

    *La serata in giallo era ufficialmente cominciata.
    La Casterwill, in un aggressivo completo nero che valorizzava la sua figura slanciata, aveva salutato calorosamente tutte le ragazze, ringraziandole dei sinceri complimenti per l'organizzazione della cena.

    Dopo i convenevoli, un rapido colpo di bacchetta della Grifa dai capelli sbarazzini fece apparire una generosa quantità di prelibatezze sul tavolo del buffet. Gli occhi delle invitate si riempirono della varietà e della cura con cui Jane aveva preparato tante squisitezze: tartine imburrate al salmone, colorati spiedini di verdure, piccole polpette rotonde, un fresco gazpacho scarlatto... Quel fantastico banchetto estivo era come una potente calamita per gli stomaci affamati delle giovani streghe!
    Opal già pregustava il luculliano pasto e, proprio mentre sceglieva con qualche appetizer dare il via alla cena, quasi non ascoltò la padrona di casa che richiedeva gentilmente le bacchette a tutte loro. Ritirare i catalizzatori avrebbe reso effettivamente più eccitante il gioco, altrimenti agevolato dall'utilizzo della magia. Si staccò a malincuore dalla sua fidata bacchetta di cedro e la pose nelle mani della Grifa, che soddisfatta nascose gli oggetti agli occhi delle proprietarie.
    Sbucarono quindi diverse pergamene che Jane spiegò essere le schede dei personaggi. Era assai divertente fingersi una investigatrice ad una convention di colleghe per una sera, invece di una giovane streghetta che banchettava con le amiche. Opal lesse velocemente la sua pergamena e constatò sollevata che il personaggio rispecchiava quasi peculiarmente le caratteristiche della ragazzina dai capelli turchini. Naturalmente la storia del personaggio era alquanto differente dalla sua, ma questa sarebbe rimasta un segreto tra lei e lei... Del resto, il fulcro delle cene con delitto erano gli enigmi e i misteri!

    La figlia di Tosca osservò la scena intorno a sé: l'atmosfera era davvero giusta ed adatta alla situazione grazie ai completi scuri ed eleganti indossati dalle streghe, che rendevano il tutto più autentico dato il loro "nuovo impiego".

    Dopo le ultime informazioni utili al gioco, la Casterwill diede dunque inizio alle danze: comunicò loro di immedesimarsi nei personaggi e procedere con i loro obbiettivi, sentendosi libere di attingere ai rifornimenti sul tavolo del buffet in qualunque momento.
    La Tassetta ripiegò la scheda e la ripose nella tasca posteriore dei pantaloni, assumendo un'espressione seria e pensierosa.*



    Addio Opal Saphirblue, strega di Tassorosso al terzo anno di Hogwarts e benvenuta Saphira Opalblue, investigatrice in borghese!

    *Decise di rimescolare un po' il suo nome per quella serata, così da stravolgere la sua identità ed entrare nello spirito del gioco.

    Saphira decise di lasciarsi prendere dall'atmosfera del party e si avvicinò al tavolo sul quale erano disposti ordinatamente una numerosa quantità di calici di cristallo, lucidati alla perfezione. Notò con curiosità la precisione e la dedizione che la padrona di casa aveva adoperato per rendere quella sera così speciale.
    Dopotutto, non capitava certo ogni giorno che fosse organizzata una cena ufficiale dalla Società Investigativa Internazionale per eleggere il migliore- o meglio, la migliore - tra loro. Saphira era subito stata entusiasta della cena di lavoro non appena aveva ricevuto l'invito: avrebbe trascorso una piacevole serata insieme alle sue colleghe e amiche, sorseggiando cocktails e sgranocchiando appetizers succulenti.

    Allungò la mano verso un bicchiere dall'aspetto esotico: ricolmo di uno spumeggiante liquido giallo limone, era decorato da una fettina d'ananas e una piccola ciliegia rossa come il sangue. Un aperitivo fruttato e dolce era proprio quello che ci voleva per iniziare la serata.

    Portandosi il drink alle labbra, la giovane investigatrice fece una attenta panoramica della situazione: intorno a lei, tutte facce conosciute, ma una in particolare attirò la sua attenzione. Quella ragazza dai fluenti capelli neri che si stava aggiustando il rossetto vermiglio con fare vezzoso...
    Saphira assottigliò gli occhi per carpire l'identità misteriosa di quella giovane che tanto le pareva familiare, ma... All'improvviso l'investigatrice acciuffò la mano di una donna dal seducente vestito nero per intrufolarsi in cucina, evitando accuratamente che gli sguardi altrui ricadessero su di loro. Ma gli occhi perlacei nascosti da ciuffi azzurri puntavano su di loro e non si fecero scrupoli per soddisfare la loro curiosità.

    Pur lasciando la sacrosanta privacy alla probabile coppia, Saphira si avvicinò lentamente alla sua amica Emma, sorseggiando pacatamente il suo cocktail giallognolo. Perché non cambiare quindi anche la sua pronuncia e darle un'accezione più... Investigativa?*

    Signovina Williams, stavo ossevvando le colleghe e ho notato una familiave chioma neva... Si tvatta fovse della famosa investigatvice Mavina?


    *Disse, mantenendo un tono serio e tentando di non scoppiare a ridere per la sua improvvisa parlata francese.*

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  • Freya_Hansen

    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
    AUROR

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 9
    Galeoni: 2378
        Freya_Hansen
    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *La serata si prevedeva un successone! Dopo l’ingresso della Grifondoro, entrarono molte altre ragazze che Gianna conosceva, chi più chi meno. Tutte salutarono la padrona di casa che era stata impeccabile nell’organizzazione, niente che la sorprendesse! La Grifondoro, sempre al fianco della sua amica, salutò tutti in modo gentile fin quando la persona che tanto sperava di vedere fece il suo ingresso. Marina, la sua ragazza da ormai diversi mesi, raggiunse le due con un sorriso stampato in volto dandole un bacio mentre chiedeva a cosa fosse dovuto quell’abbigliamento. Gianna, stordita ancora dalla visione della ragazza, si riprese appena in tempo per rispondere alla sua domanda:*

    Bè la serata lo richiedeva, o almeno credo! Tu piuttosto con questo vestito sei più bella del solito! Potresti metterlo più spesso!

    *Concluse sorridendole in modo malizioso. Jane non le risparmiò le sue battutine circa l’effetto che la Grifondoro avrebbe potuto avere su di lei e complimentandosi a sua volta per la sua eleganza! Gianna si limitò ad assestarle una leggera gomitata sul fianco sorridendole mentre le sussurrò all’orecchio:*

    Ehi non la guardare troppo, potrei diventare gelosa!

    *Concluse scoppiando a ridere. Finalmente dopo qualche altro minuto d’attesa, la padrona di casa prese la parola richiamando l’attenzione di tutti i presenti. Spiegò le regole fondamentali, gli spazi che potevano essere utilizzati ai fini del gioco e, cosa più importante, chiese a tutti di depositare le bacchetta per far si che il gioco si svolgesse senza imbrogli di qualunque genere. Gianna, senza la minima esitazione, le diede il sua. Poi continuò esponendo la trama del gioco e, quando finalmente concluse, la cena con delitto ebbe inizio! Mentre tutti i partecipanti si disperdevano, Gianna osservò nuovamente la sua scheda esaminandola attentamente per far si che nessun dettaglio le sfuggisse! Alzò gli occhi dal foglietto che piegò e infilò in una tasca a caso, giusto per non perderlo. Chiuse gli occhi e prese un bel respiro calandosi al meglio nella sua parte. Dopo due minuti si convinse di essere pronta ma non fece in tempo a fare nulla che una voce familiare le arrivò alle orecchie. Era Marina la sua ragazza che, grazie alle molte conoscenze che aveva, era riuscita a far invitare alla festa. Sapeva quanto ci tenesse e lei avrebbe fatto l’impossibile per renderla felice e, dallo sguardo che le riservò la ragazza, capì che aveva raggiunto il suo intento. Dopo averle detto che il suo vestito le stava bene, le prese una mano e la condusse verso il buffet. I suoi occhi non si staccavano mai da lei, era come una calamita. Le porse un calice di champagne e, dopo aver brindato, lo portò alle sue labbra bevendo tutto d’un fiato. Gianna non poté non notare il rossetto rosso che colorava le sue splendide labbra. Era, dopotutto, una delle detective più brillanti dell’intera sala e certi particolari, anche magari i più insignificanti, non passavano inosservati. Sorseggiò il suo champagne accostandosi alla ragazza e, assicurandosi di non essere osservata, le cinse i fianchi e le sussurrò all’orecchio:*

    Sei bellissima anche tu e con questo rossetto….sei irresistibile!

    *Era cosi perdutamente innamorata di quella donna che solo starle vicino per pochi secondi le provocava delle sensazioni mai provate prima! Ma erano a una festa e aveva l’obbligo di trattenersi. Ma proprio mentre prendeva le distanze, Marina la prese sottobraccio e la portò verso la cucina. La Fields non aveva ben chiare le sue intenzioni ma la lasciò fare….quando arrivarono, la ragazza la fece adagiare contro il muro e, spostandole i capelli le diede un bacio tutt’altro che casto sulle labbra. Gianna non seppe trattenersi e ricambiò in un battibaleno stringendo il corpo della ragazza la suo in modo che aderissero completamente. Poco dopo si staccò, avevano entrambe bisogno di riprendere fiato e ritrovare un minimo di controllo! La prima a parlare fu proprio Marina che le disse di evitare di essere così sexy la prossima volta per evitare episodi come quello! Gianna alzò un sopracciglio guardandola intensamente, poi le accarezzò delicatamente il viso dicendo:*

    Se il risultato è questo mi vestirò così più spesso! Mi farai perdere la testa prima o poi! Oh e tineiti pronta, dopo la premiazione ho una sorpresa per te!

    *Concluse sorridendole prima che la sua ragazza uscisse dalla cucina. Rimase li qualche secondo per ricomporsi. Da alcune pentole presenti in cucina, Gianna notò il suo riflesso e vide che il rossetto che prima era sulle labbra della ragazza, ora colorava anche le sue! Passò la lingua sul labbro superiore e, ripulendo qualche sbavatura, uscì dalla cucina. Si sentiva come osservata, ma non ci fece poi tanto caso. Sapeva che la sua fama la precedeva, infondo era la migliore e tutti lo sapevano. Individuò Marina di nuovo al buffet che sorseggiava un altro drink. Sorrise e iniziò a guardarsi intorno. Non vedeva da nessuna parte la sua apprendista, forse era andata a mangiare qualcosa. Le avrebbe fatto un discorsetto in separata sede, tanto per farle imparare la disciplina! Quella sera ci sarebbe stata la proclamazione del miglior investigatore dell’anno e non voleva rischiare di fare figuracce anche se era certa che sarebbe stata lei a vincerlo! Temeva una sola persona ma bene o male avrebbe aggirato anche quell’ostacolo e si sarebbe aggiudicata la vittoria. Raggiunse il tavolo dei drink salutando in modo professionale e gentile le altre persone presenti, prese un altro calice di champagne e lo bevve tutto d’un fiato. Mangiucchiò qualcosina e, mentre attendeva con ansia il momento tanto atteso, decise di andare in bagno per darsi una rinfrescata in modo da essere impeccabile!*

    @Jane_Casterwill, @Marina_Lightwood, @Emma_Williams, @Stellagiulia_Clarke, @Talia_Rosewige, @Katrin_Hopkirk, @Opal_Saphirblue,


  • Emma_Williams

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 116
        Emma_Williams
    Corvonero
       
       

    *Emma guardò Jane, mentre la Grifondoro spiegava al gruppo di persone. Appena la diciassettenne avesse dato la scheda ad Emma, la Corva si avvicinò la scheda al petto, in modo che nessuno la potesse vedere. Controllando attorno, alzò la lista e la scrutò con quei suoi occhietti di ghiaccio. Perfetto! Quindi io sarei... Ok... Aveva ben capito il suo compito. Voleva cominciare subito, ma prima la Casterwill disse di darle le bacchette, per evitare di provocare incidenti. La quattordicenne prese la borsa, e prese la sua bacchetta. La strinse al petto: fin ora non l'aveva mai toccata nessuno, poiché la Corva non l'aveva permesso. Ma doveva. Emma guardò Jane con attenzione.*

    Prometti di averne cura, Jane.
    Sono molto affezionata a lei...


    [Inizio Flashback - Diagon Alley - 31 luglio ore 12:00]


    *Il 31 Luglio. Emma e sua madre, per il compleanno della Corvetta erano andate a Diagon Alley, per comperare tutto il necessario. Emma appena arrivata un quel luogo si sentì meravigliata: non l'aveva mai visto e già l'adorava. Emma si fiondò subito in un negozio di bacchette, lasciando la madre sola. Ma Julie si accorse subito della sparizione della figlia e la seguì nel negozio di bacchette. Una signora si avvicinò a lei, chiedendole se avesse bisogno della bacchetta. La ragazzina annuì, contenta. Allora l'altra andò a prendere una scatola; la aprì davanti ad Emma. Ma poi si ricordò di dover fare le misure, e dopo averla misurata ben più di dieci minuti, riporse la scatola a posto, e ne prese un'altra. Le disse che era di legno di mogano, dieci pollici, crine di unicorno, dieci pollici; Emma scosse la bacchetta, ed improvvisamente un barattolo cadde da una mensola. La signora prese la bacchetta e ne prese un'altra ancora. Ma dopo svariati tentativi, la bacchetta giusta non era ancora "arrivata". Finalmente, la vecchia prese una scatola e la porse ad Emma; la ragazzina col solo tocco di mani, sentì che lei è quella bacchetta avevano un legame. Ed infatti quando Emma sfilò la bacchetta dalla scatola e fece un movimento, non successe nulla. Lei e quella bacchetta di acero erano perfetti insieme, come la marmellata sul panino... *

    Acero, piume d'ippogrifo... Questa bacchetta io lo sentivo che faceva al caso mio...

    *Emma osservò ancora la bacchetta: era splendida.*

    [Fine Flashback]


    *Emma diede la bacchetta alla Grifa, e la guardò mentre la sistemava in un luogo sicuro. La sua attenzione fu attirata da Marina che prendeva Gianna, e la portava nelle cucine. Che staranno facendo? Emma era troppo curiosa, ma non poteva controllare. Magari dovranno collaborare e si devono mettere d'accordo... La Corvonero aveva ben chiaro il suo compito, quindi decise di lasciar perdere l'attenzione verso le Grifondoro, per cercare. Doveva compiere il suo compito, e non vedeva l'ora. Ad un tratto si sentì osservata. Era Stella che la stava scrutando attentamente. Emma incuriosiva così tanto? La quattordicenne mise la scheda nella borsa e si mise all'opera: doveva trovare qualcosa che probabilmente solo lei è Jane sapevano. Si mise a cercare nella sua borsa. Dov'è? Eppure l'avevo messa qua! Emma cercò nella sua borsa, ma si quello che cercava non c'è n'era traccia. Finalmente in una tasca la trovò. Doveva subito compiere la sua missione. Ma la vedeva. Cioè, fino a pochi minuti fa era la, vicino a lei ed un secondo dopo era sparita quella chioma bruna. Emma sentì che Opal si era avvicinata a lei, e come al solito, aveva voglia di scherzare.*

    Signovina Williams, stavo ossevvando le colleghe e ho notato una familiave chiama neva... Si tvattava fovse della famosa investigatvice Mavina?

    Francese... Scherzi?
    Lo sai che mia madre è una professoressa di francese, ed ormai quella è la mia seconda lingua!?
    Bonsoir Mademoiselle Saphirblue, je suis sûre que les cheveux noirs qui venaient d'entrer dans la cuisine étaient Marina ...
    Traduzione, Buonasera signorina Sapirpriblue, sono sicura che i capelli neri che sono appena entrati in cucina erano Marina ...


    *Emma scoppiò in una risata sonora. Non voleva sembrare sgarbata, ed allora si coprì la bocca, divenendo tutta rossa in viso. Le sue risate, certe volte erano di troppo...*

    Opal, sai dove sia finita StellaGiulia?

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