• Stefano_Draems

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    Role Aperta da Marcus_Largh


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante

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        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante
       
       

    [FLASHBACK]
    quasi un anno prima

    *Marcus salutò altri dei presenti, fino a quando non fu ora dell'inizio della cerimonia.
    Prima di tutto entrò Jane, in un abito azzurro-blu, seguita da un attimo di silenzio e dall'avvio della marcia nuziale, Marcus si voltò verso l'entrata e fu li, che la vide.
    Sylvia era bellissima in un abito bianco con del pizzo che la faceva sembrare ancora più bella di quello che era in realtà. Il viso notevolmente emozionato, proprio come lui.
    Teneva in mano il mazzo di fiori che ogni sposa teneva stretto al momento dell'arrivo. Era a braccetto con suo padre, uomo che Marcus aveva conosciuto tempo prima. era molto tempo che non lo vedeva ed era felice di vedere che stava bene, proprio come la moglie.
    Alan, a braccetto con Sylvia infine giunse da Marcus e prendendo la mano della figlia, la pose sopra quella di Marcus che sorrideva.
    Marcus era rimasto meravigliato dalla bellezza che Sylvia, quel giorno emanava che non si accorse subito che la Preside Mills aveva iniziato il suo discorso.
    Le parole di quella donna erano davvero bellissime e, per certi versi, commoventi. Quando però arrivò il momento dello scambio delle fedi un leggero singhiozzo arrivò alle orecchie di Marcus.
    Di certo non era la sua matrigna, ancora sconvolta dall'incantesimo di appello di Charlotte Mills. Probabilmente si trattava della madre della sua, ufficialmente, moglie.*

    Marcus Largh, prometti di essere fedele alla qui presente Sylvia Turner, di amarla e onorarla in qualsiasi occasione. Nel bene, nel male, in salute e malattia.. Fin che morte non vi separi?

    Ovviamente.
    Si


    *Affermò il giovane mago prendendo l'anello destinato alla sua amata e calzandoglielo all'anulare sinistro.
    Aveva atteso quel momento con grande trepidazione negli ultimi mesi. Era giunto anche a decidere di sposarsi in segreto e subito per quanto amava la Tassorosso al suo fianco, ma proprio lei lo aveva fatto ragionare. Avere le persone a loro care in quel momento così speciale per loro era la cosa migliore che potevano avere... E aveva proprio ragione.
    Quando anche Sylvia rispose alla domanda di rito della celebrante, e dopo essersi scambiati il primo bacio come marito e moglie, un applauso riempì la stanza addobbata a dovere dalla testimone Jane.
    il signore e la signora Largh percorsero, quella volta assieme, la pseudo navata, per uscire proprio da dove erano entrati da soli.
    Avrebbero passato qualche minuto da soli (finalmente), per poi farsi fare qualche foto da fotografo prima di tornare dai loro amici e parenti.*

    Non sono tanto sicuro che poi ve la riporto!

    *Disse ridacchiando, e facendo ridere alcuni dei maghi e delle streghe più vicino a lui.
    Non sapeva cosa avrebbero fatto gli invitati nel frattempo, di sicuro Jane sarebbe stata una magnifica padrona di casa.
    Quando uscì dalla porta principale ormai il sole era tramontato, ma la luna non splendeva ancora in cielo.
    L'uomo respirò l'aria fresca della sera.*

    Dunque... Signora Largh... Le hanno detto che è davvero meravigliosa questa sera?

    [FINE FLASHBACK]

    *Era quasi impossibile da credere che da quella speciale serata era quasi passato un anno e sei mesi dalla nascita della bellissima streghetta che poteva chiamare figlia.
    Da qualche mese a quella parte però Marcus e sua moglie Sylvia non vivevano più sotto lo stesso tetto... tutta colpa di una bugia dell'uomo.
    Non era una bugia innocente, anche se a primo atticco per lui poteva sembrare così, ma aveva fatto talmente arrabbiare la ex Tassorosso da portarla via da casa assieme alla piccola Emma. Erano state lontane dalla loro villetta alla periferia di Hogsmeade per lunghissimi mesi. Certo, lei inviava lettere per fargli sapere che stavano bene, ma non era la stessa cosa.
    Si erano intravisti alla festa di fine anno a Hogwarts e anche alla cerimonia del primo giorno dell'anno scolastico dove, per Marcus, qualcosa sembrava essere cambiato. Odiava tutta quella lontananza e, nonostante avesse deciso di lasciare il proprio spazio a Sylvia, era giunto il momento di riportarle a casa con lui.
    Era proprio quella mattina che l'uomo aveva inviato una lettera via gufo a Stlvia Turner, sposata in Largh, chiedendole un incontro nell'unico ristorante degno di quel nome a Hogsmeade, piccolo villaggio a qualche kilometro da Hogwarts.
    Non diceva altro sulla lettera inviatole quella mattina. Verso le otto e mezza di sera l'uomo si avviò verso il Casterwill's Kitchen di Jane.


    L'edera che ricopriva la facciata rendeva quel locale ancora più “magico” di quanto poteva essere.
    Per quella volta non aveva chiesto nulla di particolare a Jane, solo la prenotazione di un tavolo.. Di un tavolo in particolare.
    Entrando vide proprio lo stesso tavolo dove aveva chiesto a Sylvia di sposarlo riservato per i due maghi. IL tavolo si trovava proprio vicino ad una delle grandi finestre che davano sul piccolo giardinetto interno. Il tavolo era leggermente in disparte e apparecchiato con fiori e candele. Un piccolo sorriso comparve sul volto del professore di Cura delle Creature Magiche. Sembrava tutto così simile a quella sera di Luglio, ma allo stesso tempo tutto così diverso.


    Marcus rimase ad aspettare la donna che amava e che, nonostante tutto quello che era accaduto, non aveva smesso mai di amare.*

    @Sylvia_Turner,


  • Sylvia_Turner

    Tassorosso Responsabile di Casa Certificato

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        Sylvia_Turner
    Tassorosso Responsabile di Casa Certificato
       
       

    *Era ormai tardo pomeriggio, e il sole stava tramontando dietro le colline, colorando d'oro i dolci profili delle colline, mentre un aria frizzantina cominciava ad attraversare le strade di un villaggio sulle colline scozzesi. Il villaggio era molto particolare, perchè abitato prevalentemente da maghi e streghe, il villaggio di Hogsmeade. In una delle vie, c'era una grande casa a due piani e in una targhetta posta sopra alla porta c'era scritto " casa della Gioventù".
    Dentro, sdraiata sul divano, c'era una donna di diciannove anni, semi addormentata, e accanto al divano, un piccolo box dove dormicchiava una bimba di sei mesi.
    La donna aveva lunghi capelli castani, occhi nocciola e pelle chiarissima.
    Sylvia Turner, era tornata da poco dal castello, e si stava riposando. Ovviamente aveva portato sua figlia Emma con sè al castello. Non poteva lasciarla a casa da sola, e nemmeno se l'era sentita di affidarla agli elfi domestici.
    Sylvia aprì lentamente gli occhi, appena sentì dei lontani rintocchi. Erano le 20.00. Tra poco avrebbe dovuto preparare qualcosa per sua figlia.
    Lei non aveva fame, poteva stare un giorno senza mangiare.
    Si stiracchiò nella tuta da ginnastica che indossava, scese dal divano mettendosi le pantofole e si avvicinò più silenziosamente possibile al box dove sua figlia dormiva. Le sistemò meglio la copertina addosso e sorrise teneramente vedendo che si portava il pollice alla bocca.
    Da qualche giorno aveva preso quell'abitudine e la ex tassorosso aveva deciso di non vietarlo, era una fase, era più che normale. Mentre la guardava, il suo sguardo si soffermò sui capelli, ramati. Quel colore...era quello dei capelli di Marcus.
    Era incredibile come avesse preso i capelli del padre, ramati e sicuramente sarebbero stati scompigliati quando sarebbe cresciuta. Marcus...suo marito. L'aveva rivisto dopo mesi, la prima volta alla festa di fine anno, e poi al banchetto di inizio anno, qualche giorno prima.
    Lei e sua figlia erano andate avanti da sole per alcuni mesi. Perchè? Tutto per una bugia che li aveva allontanati, e non era una bugia di poco conto. Riguardava la loro famiglia, visto che riguardava il padre di Marcus, e anche se lei non aveva mai parlato con il padre biologico di Marcus, aveva considerato il fatto di tenerla all'oscuro come una seria mancanza di rispetto e si era sentita tradita.
    Erano passati alcuni mesi, ma da quando Sylvia aveva rivisto suo marito, specie al banchetto di inizio anno, quel sentimento d'amore che credeva non avrebbe più provato era tornato più forte di prima. Nonostante tutto quello che era successo e quei mesi di lontananza, sapeva di amarlo ancora e molto anche.
    Una mano si mosse poggiandosi dietro la propria spalla, proprio aveva quel tatuaggio, quel famoso tatuaggio con la M e i simbolo dell'infinito sotto e rimanendo lì, mentre il ricordo del primo incontro allo Yule ball, si faceva strada nella sua mente.*

    Chissa cosa starai facendo in questo momento.. Marc..

    * Le mancava, era inutile girarci attorno. Le mancava veramente tanto, e cominciava a chiedersi se avrebbero avuto modo di parlare quando ecco, all'improvviso, un beccare alla finestra la ridestò dai suoi pensieri.
    Alzò lo sguardo dal box dove dormiva Emma, e vide che alla finestra del salotto c'era un gufo. Rimase stupita, anche perchè non aspettava posta.
    Avvicinandosi, rimase ancora più stupita anche perchè era un gufo che conosceva molto bene. Diede un tono dolce alla voce e lisciò il piumaggio al gufo, facendogli qualche coccola. *

    Ehi, ciao! E tu cosa fai qui? Mm? Vediamo un pò

    * L'animale mollò la presa sulla busta e una volta che la donna ebbe in mano il biglietto, lo guardò qualche secondo prima di aprirlo. Dopo un respiro profondo, lo aprì. La calligrafia...era la sua, l'avrebbe riconosciuta tra mille.
    Marcus, suo marito la invitava a incontrarlo quella sera al ristorante di Jane, proprio li, a Hogsmeade. Non c'era scritto altro.
    Si rese conto di star tremando solo quando vide il biglietto tremare.Il respiro cominciò a farsi pesante. Il suo sguardo passò subito a sua figlia, che dormiva beatamente nel box. Forse quello era il giorno in cui tutto si sarebbe risolto? . Rimase per qualche minuto, ferma con il biglietto in mano, a pensare, poi guardò l'orologio e vide che segnava quasi le 20,10. Se voleva andare doveva sbrigarsi, aveva giusto una ventina di minuti per sistemarsi. Non posso essere ancora egoista nei confronti di Emma. Ha diritto di vedere suo padre dopo tutti questi mesi, e poi... nonostante tutto, lo amo ancora,.
    Si avviò in bagno e dopo una ripulita, si cambiò indossando dei jeans elastici , una maglietta bianca a maniche lunghe e una giacchetta di jeans, con scarpe da ginnastica. *




    *Si avvicinò poi al box, prese Emma in braccio e cercando di non svegliarla, la vestì bene, e la mise nel passeggino. Incredibile, ma non si svegliò proprio. le mise una copertina per non farle prendere freddo e uscirono di casa, dirigendosi verso il ristorante.*

    [Casterwill's Kitchen]


    * Nel tragitto verso il ristorante, controllava se Emma si svegliava, ma la piccola rimase tranquilla. Sylvia invece non lo era affatto. Anche se sapeva di amare ancora moltissimo Marcus e che l'avrebbe amato per il resto della sua vita, non poteva fare a meno di essere un pò impaurita.
    I ricordi, i tanti ricordi dei momenti passati insieme la travolsero come un onda e il clou arrivò propri quando si ritrovò davanti all'entrata del ristorante.
    La grande facciata in alto era coperta di edera, e quel profumo, e il luogo la riportarono con la mente al giorno del loro matrimonio. Era stato il giorno più felice della sua vita, e ricordava di essere stata terrorizzata fino a quando suo padre l'aveva accompagnata all' "altare".
    Solo quando aveva visto Marcus che la aspettava ,le gambe avevano smesso di tremare, e a tremare al loro posto, si era messo il cuore, per poi correre impazzito e pieno d'amore alla vista di suo marito.Il ricordo della cerimonia la travolse fino a farle diventare gli occhi lucidi.
    Senza accorgersene furono i piedi a farla entrare nel ristorante e quando entrò nel locale. A pochi metri da lei, si intravedeva la sala con il giardino dove si erano sposati. Spostandosi con il passeggino e Emma addormentata, vide che a un tavolo, posizionato vicino ad una delle grandi finestre che davano sul piccolo giardinetto interno, c'era un uomo con i capelli ramati un pò scompigliati e la barba. Era lo stesso tavolo, dove lui le aveva chiesto di sposarlo.
    Il cuore, come se per quei mesi avesse smesso di battere, iniziò lentamente a riprendere vita.
    Sylvia sapeva che non era possibile, ma per lei era stato cosi, fino a che il battito non diventò sempre più veloce, come se il cuore avesse deciso di recuperare tutto il tempo perduto, tutto il tempo in cui era stato fermo, ridando la conferma ufficiale dei proprio sentimenti.
    Si avvicinò al tavolo spingendo il passeggino, fece un respiro profondo, cercando di non farsi sentire , e prima guardò in giro sicura che ci fosse Jane.
    Guardò dritto negli occhi suo marito dando un tono cordiale, anche se si vedeva che un certo imbarazzo. Era strano, era suo marito, non c'era motivo di essere imbarazzati. La lontananza forse l'aveva resa più imbarazzata , ma chissà..magari con il giusto tempo, l'imbarazzo sarebbe passato.
    Posteggiò il passeggino accanto al tavolo, e spostandosi verso il tavolo, prese posto davanti a lui e con voce cordiale e imbarazzata disse*

    Buonasera sign Largh...come...come stai?

    *Come va?!! Sylvia ma sei idiota?!Non vi parlate da alcuni mesi, vi siete rivisti giorni fa al banchetto e la prima cosa che chiedi è Come stai?- Ahia...cominciava proprio bene, avrebbe voluto sprofondare, ma non sapeva proprio da che parte iniziare. Be...quantomeno...aveva rotto il ghiaccio lei per prima...forse.*

    @Marcus_Largh,




    Ultima modifica di Sylvia_Turner 4 giorni fa, modificato 3 volte in totale


  • Marcus_Largh

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    *La luna era coperta da alcune nuvole, ma nel locale dove si trovava Marcus non era necessaria. Lampadari adornavano il soffitto, assieme ad alcune candele poste, in un caos ordinato, sui tavoli dove erano seduti i clienti di quella sera.
    L'uomo continuava a guardare il proprio orologio ansioso. Sylvia si sarebbe fatta vedere o avrebbe deciso di evitare quell'incontro con l'uomo che, mesi prima, l'aveva fatta soffrire?
    Ad ogni tintinnio della porta che si apriva i suoi occhi si posavano su quel'entrata, fino a quando un sorriso comparve sul suo volto.
    Una donna dai capelli scuri era entrata e, con sé, portava un passeggino che spinse fino a dove si trovava lui. Era felice di vederla li, ma allo stesso tempo una sorta di imbarazzo lo pervase.
    Era strano, dopo tutto quel tempo, stasera da soli a parlare. Un conto erano le feste organizzate da Hogwarts o Hogsmeade, un altro era un semplice faccia a faccia come quello.
    La lontananza l'aveva reso.. Imbranato con lei?
    Da quando se n'era andata aveva stravolto la sua vita.
    Aveva lasciato il lavoro al Ministero per dedicarsi solo al lavoro a Hogwarts, per poter in un ipotetico futuro stare più vicino alla sua famiglia. Aveva rivoluzionato la sua quotidianità, anche alcune volte esagerando e comprendendo che da soli l'esistenza era monotona e senza senso.
    La sua vita era Sylvia e, senza di lei, lui non era nulla. Assieme alla ex Tassorosso aveva avuto una bellissima bambina che era diventata, anche lei, parte della sua esistenza. La donna posteggiò il passeggino accanto al tavolo e fu li, in quel momento, che vide il piccolo esserino dai capelli color del bronzo che aveva ereditato da lui.*

    Buonasera sign Largh...come...come stai?

    *Disse la bellissima donna difronte a lui.
    Avrebbe voluto baciarla, abbracciarla, riempirsi del suo profumo, proprio in quel momento e in quel luogo ma si limitò a sorriderle e risponderle.*

    Oh beh... la solitudine è noiosa.
    Ho addirittura fatto amicizia con la nostra vecchia vicina, la signora Loris. Penso che prima o poi avrò un overdose di the al bergamotto.


    *Parlare delle serate passate con l'anziana vicina non era certo lo scopo di quell'incontro. Aveva chiesto a Sylvia di incontrarlo per poter tornare ad essere di nuovo una famiglia... e glielo disse.
    Le raccontò dello sbaglio che aveva fatto, delle lettere che aveva bruciato il giorno stesso e di tutti le lettere provenienti della Scozia che non aveva mai aperto. Le raccontò del licenziamento al Ministero per irmanere solo un docente a Hogwarts, scuola di magia a pochi kilometri da Hogsmeade, piccolo villaggio in cui viveva. Aveva e avrebbe fatto di tutto per rimettere insieme la sua famiglia. Detestava vederle lontane, pensare a lei e a sua figlia in chissà quale posto.. Sole.
    Sylvia aveva il diritto di avere qualcuno al suo fianco che l'amasse e che la protegesse, mentre Emma aveva bisogno di un padre, anche se un po' strampalato come lui.*

    @Sylvia_Turner,


  • Sylvia_Turner

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        Sylvia_Turner
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    * Trovarsi lì davanti a suo marito, le diede un emozione fortissima. Quando i loro occhi si incontrarono, i ricordi del loro primo incontro allo Yule ball e quello del matrimonio, le cullarono dolcemente il cuore. La donna si stava ancora dando della stupida per avergli chiesto come stava, e potè notare che anche lui sembrava un pò imbarazzato.
    La lontananza a volte faceva davvero dei brutti scherzi. Una volta seduta di fronte a lui ebbe la possibilità di osservarlo meglio e quando sprofondò in quei occhi color cioccolato, le sembrò quasi che non fosse passato nemmeno un mese.
    Alla domanda della diciannovenne, @Marcus_Largh sorrise, rispondendole.*

    Oh beh... la solitudine è noiosa.
    Ho addirittura fatto amicizia con la nostra vecchia vicina, la signora Loris. Penso che prima o poi avrò un overdose di the al bergamotto.


    *A quella frase un piccolo sorriso spuntò fuori da solo. Se ne accorse dopo un attimo che gli angoli della bocca si erano curvati leggermente in sù. Spostò dietro l'orecchio un lungo ciuffo ribelle che si era spostato davanti agli occhi e disse.*

    E' sempre stata molto gentile e ricordo bene che è molto amante del bergamotto. Una volta mi diceva che avrebbe vissuto volentieri bevendo solo quello.Una bella cura a base di acqua e ti disintossichi. Comunque e' un anziana veramente molto dolce ..

    * Almeno non è stato da solo, tutto questo tempo...o quantomeno ha parlato un pò con la signora Loris. Vide l'espressione di suo marito cambiare, farsi più seria .
    Sicuramente non erano lì per parlare della loro vicina di casa.
    Guardò suo marito dritto negli occhi mentre iniziava a spiegarle il perchè di quell'incontro. Le raccontò dell'enorme sbaglio che aveva fatto .
    Il tempo tornò indietro a quel fatidico giorno in cui aveva scoperto quelle lettere nel capanno degli attrezzi e alla discussione che era nata. Per un attimo si sentì nuovamente come quel giorno, ma l'uomo raccontò che le aveva bruciate il giorno stesso, sia quelle che lei aveva scoperto, sia altre che erano ancora rimaste sigillate. Un immagine passò nella mente della ex tassorosso. Lui davanti al camino che buttava le lettere nel fuoco. Rimase stupita e sicuramente si lesse sul suo volto. Le aveva bruciate tutte? Per rabbia, disperazione? Il racconto però non era ancora terminato perchè suo marito le disse anche che si era licenziato dal Ministero per rimanere docente a Hogwarts e stare più vicino a lei e Emma. Sylvia inarcò le sopracciglia e diventò ancora più seria e incredula gli disse.*

    No...No, scusa, forse ho capito male.Anzi, ho sicuramente capito male! Ti sei licenziato dal Ministero?

    *In quel momento ricordò che al banchetto di inizio anno, Charlotte aveva detto che Marcus era il professore di Cura al castello e le era sembrato alquanto strano, visto che sapeva che Marcus era un Magizoologo. Probabilmente Char lo sapeva avendo contatti al ministero. Fu come se un fulmine le avesse trapanato il cervello.Gli occhi le si fecero umidi.*

    Marc...tu...tu hai rinunciato al tuo sogno di Magizoologo, per me e Emma? Io..

    * Prese un respiro profondo , si versò un bicchiere d'acqua e dopo aver bevuto disse.*

    Marc io non volevo questo, non voglio che rinunci al tuo sogno. Non sarebbe giusto, sarebbe un comportamento da egoista e non voglio esserlo. Tu hai il diritto di realizzare i tuoi sogni.

    *Suo marito andò avanti dicendole che aveva fatto cosi e avrebbe fatto anche di più per tenere unita la famiglia, detestava saperle lontano da lui, da sole e che lei aveva diritto di avere qualcuno al suo fianco che l'amasse e che Emma aveva bisogno di un padre, forse un pò strampalato, ma aveva bisogno di lui.
    A quella frase un sorriso più convinto comparve sul volto della donna, anche se non riusciva ancora a credere che avesse rinunciato al suo sogno di magizoologo per starle più vicino.*

    Tu sei strampalato?Allora io sono una pasticciona e ..ho anche io la mia bella fetta di colpa. Ho sempre pensato che quando si litiga, la colpa e al cinquanta per cento ciascuno.
    Al posto di aspettare che fossi pronto a parlarmi delle lettere e di tuo padre, ho preferito andarmene. Marc...ti chiedo scusa..Perdonami se non ti ho capito subito e perdonami per averti lasciato solo per questi mesi. Non lo meritavi. Mi dispiace tanto, credimi.


    * Disse con ancora gli occhi lucidi , e inghiottendo il nodo che le si stava formando in gola disse cercando di sdrammatizzare e facendo un sorriso scherzoso.

    Me l'avevano detto che il primo anno di matrimonio era difficile.

    * Tornò poi seria, osservò ancora suo marito, quello splendido uomo davanti a lei che aveva rinunciato al suo sogno per lei.Si meritava davvero un dono del genere come marito? Era stata capace solo di andarsene, ma..avrebbe voluto rientrare a casa qualche giorno dopo essere andata via. Bevve un altro lungo sorso di acqua, poggiò il bicchiere sul tavolo e alzando lo sguardo e osservando suo marito intensamente , con un filo di voce gli chiese.*




    Ami ancora questa pasticciona e vogliamo tornare a fare i genitori strambi?



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