• Elena_Apefrizzola

    Corvonero Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 2966
       
       

    Novembre era un mese stupendo ad Hogwarts. Nel parco le foglie iniziavano ad assumere i toni caldi dell’autunno, circondati però dal verde impenetrabile degli alberi centenari della Foresta Proibita. Le finestre dell’aula erano finalmente chiuse e un tepore si diffondeva nell’aula dalle tenui braci del focolare nella parete più interna.
    L’aula di Aritmanzia si sviluppava infatti su un segmento della torre nord e, pur avendo la fortuna di avere ampie finestre rivolte verso est, il sole faticava non poco a scaldarla. I poveri elfi faticavano non poco per tenere l’aula calda, ma quella mattina era stata la stessa Apefrizzola ad accendere il focolare di prima mattina, proprio in vista dell’imminente lezione. Nonostante fosse una delle lezioni meno amate dagli studenti di Hogwarts contava di trovare tra i banchi diversi alunni che, incuranti del freddo e della sveglia anticipata, non avrebbero saltato la prima ora di studi di quella mattinata.
    Dovette attendere pochi minuti e, poco prima che la Torre battesse le 8, la maggior parte degli studenti aveva già preso posto, cercando di accaparrarsi ovviamente quelli più vicini al calore del fuoco. Elena diede loro tempo di accomodarsi prima di cominciare.



    “Buon giorno ragazzi, benvenuti alla nuova lezione di Aritmanzia!”

    Salutò quindi gli studenti presenti. I giovani ricambiarono come sempre il saluto e il brusio iniziale si assopì immediatamente subito dopo il loro silenzio. Ad Apefrizzola faceva sempre uno strano effetto iniziare una lezione, ancora non era abituata a quel misto di insicurezza e determinazione che le dava l’insegnamento, ma distese il volto in un sorriso per iniziare poi finalmente a parlare. Da quel momento sarebbe andato tutto in discesa.

    ”Per non intorpidirci troppo con il freddo iniziamo immediatamente la lezione.
    Chi di voi a mai visto questo?”




    Con un gesto della bacchetta indicò prontamente la lavagna che si riempì di numeri disposti su uno schema formato da 9 quadrati disposti in tre file regolari e a loro volta divisi in altrettante 9 celle.
    Una Tassorosso del quarto anno con i lunghi capelli castani fu la più veloce ad alzare la mano.

    “Io lo so cos’è, ne vado matta… è un Sudoku!”

    Le altre mani alzate si abbassarono, molti ovviamente conoscevano quel gioco babbano, divenuto popolare negli ultimi tempi come intrattenimento proveniente dal Giappone.

    ”Esatto signorina Clark, 5 punti alla sua casata.”



    Un lieve colpo di bacchetta e la soluzione del gioco apparve di fronte agli studenti sulla lavagna. Facce sbalordite si aprivano però di fronte alla donna che aveva agitato la bacchetta e sembravano chiedersi cosa c’entrasse il sudoku con l’Aritmanzia, o se ancora stessero sognando.*

    ”Molti di voi conosceranno questo rompicapo matematico divenuto di moda nello scorso decennio come passatempo. I più sostengono che il gioco sia nato in Giappone, per via del suo nome: sudoku dal giapponese Sūji wa dokushin ni kagiru, "sono consentiti solo numeri solitari".
    In realtà questo gioco di logica nasce in svizzera, grazie al matematico Eulero di Basilea (1707), e la sua versione moderna è stata resa nota da un architetto statunitense Howard Garns nel 1979. Lo schema del sudoku si articola su una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9, oppure essere vuota. La griglia ha ovviamente 9 righe, 9 colonne, ma anche 9 sottogriglie (quadrati 3×3 che la compongono) delimitate da bordi in neretto e chiamate regioni. Lo scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9 in modo tale che in ogni riga, in ogni colonna e in ogni regione siano presenti tutte le cifre da 1 a 9, senza ripetizioni. In tal senso lo schema, una volta riempito correttamente, appare come un quadrato latino.”


    I ragazzi prendevano appunti freneticamente, così la professoressa fece una pausa, cercando di aspettare che gli studenti captassero l’ultime parole pronunciate. Di fatti un Grifondoro alzò la mano una volta finito di scrivere.

    ”Professoressa, quadro latino… cosa significa?”

    ”Attendevo proprio questa domanda signor Falcon, 5 punti a Grifondoro per l’acuta osservazione.”

    Con un nuovo colpo di bacchetta due nuovi schemi comparvero alla lavagna al posto del sudoku.



    “Prima del sudoku e delle sue tante varianti esistevano già i quadri latini e soprattutto il QUADRATO MAGICO”

    Lo schema sulla sinistra della lavagna brillò appena quando la docente pronunciò l’ultima nomenclatura, ma forse lei fu l’unica che vi prestò attenzione. Il tempo però correva e doveva ormai sbrigarsi, quindi riprese velocemente.

    ” Un quadrato latino è una scacchiera quadrata di lato n con un simbolo su ogni casella, in modo che ognuno di essi compaia una e una sola volta in ogni riga e in ogni colonna, esattamente come il sudoku, ma su una singola griglia e che consente l’uso anche di lettere.”

    Ancora le penne scricchiolarono sulle pergamene, mentre gli alunni si affrettavano a trascrivere i suoi insegnamenti. La lezione sembrava coinvolgerli e ne era veramente felice. Ora però arrivava la parte che aveva a che fare con l’Aritmanzia vera e propria.

    ”Arriviamo quindi all'argomento più importante della lezione, il Quadrato Magico. Quello che vedete a sinistra della lavagna è un ottimo esempio di questa forma di talismano, chi vuole azzardare una spiegazione sulla base di quanto già detto?”

    Fece una piccola pausa in modo che tutti potessero riprendere a seguirla ed elaborare la semplice deduzione che chiedeva. Un Serpeverde ed una Corvonero alzarono la mano. Elena diede inizialmente la parola alla blu-bronzo.

    ”E’ come una delle caselle del sudoku, i numeri non si ripetono uguali sulle righe e nelle colonne”
    ”Professoressa, in più però credo che la somma sia sempre la stessa su tutte le colonne… e anche nelle righe”

    La docente sorrise ai due giovani che avevano centrato in pieno l’essenza dello schema alla lavagna.

    Ottimo, 5 punti ad ogni casata.
    Un quadrato magico è una disposizione di numeri interi su di una tabella quadrata in cui siano rispettate due condizioni: i valori siano tutti distinti tra loro e la somma dei numeri presenti in ogni riga, in ogni colonna, e in entrambe le diagonali, dia sempre lo stesso risultato; tale intero è denominato "costante di magia" del quadrato, o semplicemente "costante magica". In questo caso la costante è 15.
    Il numero di righe (o di colonne) è detto "ordine" del quadrato magico, in questo caso 3. Se si moltiplica la costante magica per l'ordine, si ottiene la somma di tutti gli interi del quadrato.”


    A parole sembrava difficile, ma una piccola formula alla lavagna chiarì sicuramente tutto ai suoi studenti. Dopotutto se la somma di ogni riga era 15 ad esempio e le righe erano 3, la somma di tutti i numeri era 15x3, semplice!



    Noti in Cina nei primi secoli dopo Cristo, e forse addirittura nel IV secolo a.C. i quadrati magici 3×3 era chiamato Lo Shu; nel X secolo i cinesi conoscevano quadrati fino all'ordine 10x10, oltre a catene di cerchi e cubi magici non perfetti. In Occidente apparvero nel XIII secolo nell’opera dello spagnolo Alfonso X di Castiglia, che dedica un quadrato ad ogni pianeta. Tornarono poi a Firenze nel XIV secolo, in un manoscritto di Paolo dell'Abbaco, matematico, astronomo e astrologo, che attribuì un quadrato magico 6x6 e uno 9x9, rispettivamente al Sole e alla Luna.
    I quadrati magici di ordine dal 3 al 9, sono strumenti in grado d’attirare le influenze dei pianeti per scopi magici, in quanto si riteneva che fossero immagini proprie dei pianeti—nonché dei loro angeli tutelari. La realtà è che queste composizioni di numeri possono essere usate per costruire talismani: ad esempio, le loro incisioni su placche d'oro o d'argento sono impiegate come rimedi, dalla peste al mal d'amore. I quadrati magici e i loro impieghi uscirono dall'anonimato con la stampa, grazie all’opera di Cornelio Agrippa (1486 – 1535), che li descrisse in gran dettaglio nel libro II del suo Filosofia Occulta, definendoli "tavole sacre dei pianeti e dotate di grandi virtù, poiché rappresentano la ragione divina, o forma dei numeri celesti".”


    Un po di storia era d’obbligo in quel caso, ma gli studenti sembravano veramente cotti di stanchezza ed infreddoliti, nonostante il fuoco avesse ripreso vigore nel camino. Non voleva esagerare, così precisò immediatamente.

    ”Non voglio che vi ricordiate tutta la storia di questa figura, ma che intuiate il nesso con l’Aritmanzia e la magia. Come le Rune, collegate tra loro formano degli amuleti, lo stesso può essere realizzato con i numeri, in grado di variare anche il futuro di una persona e di ciò che la circonda.”

    La torre dell’orologio scoccò le nove, aveva finito proprio in tempo la sua lezione complessa. Mentre gli studenti si preparavano a lasciare l’aula si affrettò ad aggiungere.

    ”Per oggi abbiamo finito ragazzi, ricordatevi di copiare i compiti alla lavagna prima di andare”


    Citazione:
    COMPITI DELLA LEZIONE

    MODULO A


    QUIZ (15 punti)
    Le informazioni per il quiz le trovate tutte nella lezione.

    MODULO B

    Risolvi i due SUDOKU e completa il quadrato magico 3x3. Per quest’ultimo ricorda che esistono molti modi per ottenere lo stesso risultato. (ogni schema vale 5 punti – totale 15 punti se tutti corretti)
    P.s. Per chi non riuscisse a modificare le immagini, è possibile inviare la sequenza dei numeri in righe.








    I COMPITI DOVRANNO ESSERE CONSEGNATI TRAMITE L’APPOSITO (MODULO) ENTRO E NON OLTRE LE ORE 23:59 DEL GIORNO 28/11/2018

    P.S. Per dubbio o domande inviate tranquillamente un MP oppure venite nel mio ufficio.





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