• Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Ad Honorem Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 347602
       
       


    *Finalmente l'attesa era finita: il Torneo Tre Maghi aveva inizio.
    Quella mattina Hogwarts si era svegliata trepidante, così come tutti gli studenti e i professori pronti ad assistere alla prima prova del famoso torneo.
    Qualche settimana prima erano stati estratti i vari campioni.. o era meglio dire campionesse. Opal, Katrin e Kristal rappresentavano le loro casate. Sapeva che l'agitazione era tanta, in particolare nel momento antecedente alla propria prova. Fu così che Charlotte Mills Preside di Hogwarts, quel giorno, raggiunse le tre ragazze nella tenda riservata ai campioni del Torneo. Quando le vide rimase davvero sopresa dalle loro espressioni di paura, terrore e ansia.
    Ognuna di loro indossava una divisa particolare, assai sportiva, dei colori delle loro casate.
    Dopo averle salutate le raggruppò in cerchio assieme a lei.*

    Bene, finalmente ci siamo!
    Oggi si apre il Torneo Tre Maghi e, adesso, vi annuncio quale sarà la vostra prova.
    Dovrete recuperare una mappa. Attenzione perchè è un oggetto assai importante.. protetto da Creature Magiche.


    *Per scoprire quale creatura avrebbero affrontato avrebbero dovuto pescare, da un piccolo sacchetto di velluto, le miniature delle crearture in questione: Nundu, Ungaro Spinato, Grifone o Troll.
    Una creatura poteva essere affrontata solo da una campionessa.
    Avere tali creature a Hogwarts era stato assai complesso da organizzare, ma grazie al Ministro della Magia Stefano e al Magizoologo Marcu Largh, che era anche il professore di Cura, tutto era riucito nel migliore dei modi.
    Prima di recarsi sugli spalti dell'arena, per introdurre la prova al resto degli studenti, aggiunse una piccola precisazione riguardante le tre campionesse: l'unico oggetto che potevano portare con sé era il loro catalizzatore magico. Solo quello. Avrebbero potuto fare quello che volevano all'interno dell'arena, ma l'unica cosa a loro concessa era appunto la Bacchetta Magica.*

    Buona fortuna a tutte quante.





    OFF GDR
    Il Torneo è finalmente iniziato!
    Come già detto dovrete affrontare una delle creature indicate. Per non scegliere tutte la stessa vi conviene, ovviamente, organizzarvi tra di voi via MP.
    Avete un mese di tempo per postare il vostro post con l'intera decrizione della prova sostenuta dal vostro PG.

    Per ulteriori delucidazioni potete scrivermi in privato.
    Buon divertimento!


    @Opal_Saphirblue, @Katrin_Hopkirk, @Kristal_Thratchet,


  • Katrin_Hopkirk

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 722
       
       

    *Katrin aveva dormito male. Si stava guardava allo specchio, delle leggere borse violacee le incorniciavano gli occhi facendone risaltare il colore e facendoli sembrare più grandi. Tutto il dormitorio non faceva che darle pacche sulle spalle e riservargli frasi d’incoraggiamento, non rendendosi conto che così facendo peggioravano la situazione. Era contenta di essere una delle tre campionesse, quella era la prova del nove per capire se era pronta la mondo esterno, se poteva farcela fuori dalle mura di Hogwarts, oltre al fatto che, se avesse vinto, avrebbe asciato il castello in grande stile. Ma non le piacevano tutte quelle attenzioni, odiava sentirsi sempre osservata, era come tornare a due anni prima, solo che in quel momento sapeva perfettamente perchè la fissavano. La cosa la metteva in soggezione, non poteva muoversi liberamente e lei che preferiva strisciare nell’ombra, silenziosa e solitaria odiava non poterlo fare. Sospirò preparando il suo sorriso migliore, pronta ad affrontare il tragitto dal dormitorio alla sala grande, dove sarebbe affondata sul cibo, la prima priva era vicina.
    Dopo colazione la condussero in un grande tendone variopinto, all’interno Opal e Kristal stavano indossando l’abbigliamento per la prova tre maghi. Una divisa dai colori blu-bronzo, molto simile all’abbigliamento sportivo babbano, la attendeva: pantaloni elasticizzati attillati, una canottiera e una felpa con l’aquila stampata. Sorrise veramente per la prima volta da giorni.*

    Bhe se dobbiamo morire, almeno facciamolo vestite in modo carino…

    *Scherzò rivolta alle altre due ragazze, la tensione era palpabile, lo scambio di convenevoli tra loro sebbene si conoscessero era ridotto all’osso, uno strano senso di attesa e trepidazione riempivano l’aria della tenda rendendola piuttosto pesante. L’ingresso della preside Mills portò una boccata d’aria fresca che divenne subito tossica. La prima prova, proprio come nel torneo tre maghi sostenuto da Harry Potter, consisteva nel recupero di un oggetto: una mappa, custodita da una creatura magica. La mente della bruna corse subito all’immagine di immensi draghi. Quando la donna tirò fuori un sacchetto, contenete le miniature della creatura da affrontare, Katrin deglutì a fatica. Infilò la mano nel sacchetto e pescò, la miniatura si mosse scontenta. Quando aprì la mano il cuore le fece un balzo nel petto. Incavolato e scontroso, un ghepardo gigantesco che gonfiava il collo spinoso e le ringhiava contro, la fissava.*



    Il Nundu…

    *Esclamò la ragazza guardando il gattone nella sua mano, cercò di rievocare le poche informazioni che aveva sul felino.*

    Classificazione XXXXX, noto ammazzamaghi, conosciuto come la bestia più pericolosa del mondo… Ma che fortuna… Creatura capace di uccidere trasmettendo la Marbola malattia mortale mediante il fiato, cacciatore formidabile, capace di raggiungere i 100k/h restando perfettamente silenzioso… Servono un numero consistente di maghi molto capaci per sottometterlo, ma io sono sola… come affrontare una bestia del genere?

    *Si domandò sconsolata, si prese la testa tra le mani mentre le sue meningi da figlia di Rowena ripercorrevano le informazioni che aveva senza posa.*

    Problema numero uno: evitare il contatto con il fiato,
    Problema numero due: sentirlo, visto che è estremamente silenzioso,
    problema numero tre: sopravvivere visto che è tremendamente veloce e aggressivo.


    *Continuò a scervellarsi, il tempo scorreva veloce e tirannico, il momento della sua prova sarebbe presto giunto e lei doveva trovare un modo. Altre informazioni le tornavano alla mente su quel maestoso animale: infatti sapeva che Eldon Elsrickle possedeva un Nundu e lo utilizzava per proteggere la sua casa, lo teneva sottomesso mediante uno schiantesimo, ma non era sicura che l’incantesimo potesse funzionare, alcuni ritenevano che il Nundu in questione fosse indebolito dai ripetuti schiantesimi, ricordava inoltre che il famoso zoologo Newt Scamander teneva un Nundu nella sua magica valigia, queste convivenze segnalavano che forse il fiato della bestia non era proprio così mortale, ma la corva non voleva rischiare.*

    Incantesimi di protezione che mi impediscano di prendere una malattia virale…

    *Si interrogò la ragazza mettendosi all’opera. Nonostante il suo cervello girasse e si rivoltasse alla ricerca di un piano specifico non riusciva a superare il primo ostacolo, proteggersi dal fiato tossico della creatura, sapeva che c’erano molti modi di trasmissione di una malattia, mediante contatto, scambio di fluidi corporei o solo tramite l’ingerimento o la respirazione di un vettore contaminato, sapeva che il fiato del Nundu era il vettore, quindi non poteva far altro che supporre che il virus attaccasse le mucose, doveva quindi proteggere naso e bocca, ma non ricordava incantesimi che glielo permettessero.*

    l’incantesimo testa bolla potrebbe andare!

    *Commentò tra sé, consisteva in una bolla d’aria che circondava la zona respiratoria, quindi era perfetta. Il fiato della bestia non sarebbe entrato in contatto con i suoi polmoni. Anche se aveva breve durata, avrebbe dovuto ripeterlo più volte, ma aveva risolto un problema. Non sapeva su che terreno si sarebbe trovata, quali sarebbero state le mosse della creatura, quindi non poteva escogitare un piano in tutti i dettagli. Decise di ripetere alcune formule che forse si sarebbero rivelate utili, sia per attaccare che per proteggersi o guarirsi.
    Il momento giunse, prese un respiro profondo e si spinse fuori dalla tenda. Il campo di Quidditch era praticamente irriconoscibile, mentre se ne stava sul bordo esterno dell’arena vedeva il terreno roccioso e brullo estendersi fin oltre il suo sguardo, gli spalti erano popolati di studenti in trepidazione, stranamente silenziosi, o forse, le pulsazioni del suo cuore erano talmente potenti da impedire di sentire. Questo pensiero la spaventò, doveva affrontare un immenso leopardo, dotato della capacità di essere estremamente silenzioso, aveva bisogno di tutti i suoi sensi per farcela. Chiuse gli occhi e impose al suo arto cardiaco di rallentare, sentì il sangue fluire gelatinoso, quasi viscoso nelle vene, una sorta di calma le scese addosso come acqua gelata, riaprì gli occhi carica di una muta determinazione. Estrasse il catalizzatore e fece il movimento circolare che ricordava.*

    testabolla

    *Pronunciò prima di entrare, più per prevenzione che per altro. Avanzò lentamente, restando a lato del costone di roccia brulla. Le spalle coperte, lo sguardo in cerca del Nundu o della mappa. Qualcosa, dopo poco, attrasse il suo sguardo: in una posizione sopraelevata si trovava la mappa, svettava tra le rocce. Il primo istinto fu quello di mettersi a correre verso di essa, ma sapeva che sarebbe stata una mossa azzardata, si sarebbe esposta e avrebbe solo rischiato. Si sentiva come un topolino in un labirinto, consapevole che il grosso gattone non aspettava altro che affondare i suoi artigli su di lei. Continuò a spostarsi circospetta, l’oggetto da recuperare si trovava dall’altra parte dell’arena, se restava raso muro, forse, sarebbe riuscita ad avvicinarsi abbastanza da rendere più breve la distanza e quindi aumentare le possibilità di prenderla con uno scatto su un tratto corto. Misurava ogni passo, rinnovando l’incantesimo testabolla di tanto in tanto, il felino era ancora invisibile, ma la cosa non le dispiaceva affatto. Aveva percorso circa trequarti di strada, il sudore le imperlava la fronte, la concentrazione era a mille, ogni passo, ogni respiro era soppesato, ma iniziava a cedere. Un attimo di distrazione le fu fatale, o forse, si era solo avvicinata troppo. Il suo piede urtò un sasso che rotolò via, si bloccò statuaria, ma dagli spalti si levò un brusio rivelatorio, il Nundu era uscito allo scoperto. Riuscì a rinnovare l’incantesimo testabolla prima che una nuvola tossica la avvolgesse, gli occhi le bruciavano e non riusciva a vedere con precisione. Urla giungevano da ogni parte. Vide un movimento fulmineo, la nube si stava diradando, gli occhi le bruciavano, l’istinto di sopravvivenza prese il sopravvento, cercò una rientranza tra le rocce un luogo dove ripararsi, nascondersi, ma la sua mente la bloccò, così si sarebbe preclusa ogni possibilità di fuga, sarebbe finita in trappola. La sua mano si mosse da sola come dotata di una volontà propria, percorse una serpentina da sinistra a destra.*

    AQUA ERUCTO

    *Sentì la sua voce, un getto d’acqua esplose dal terreno e investì il felino che le stava balzando addosso, un dolore lancinante alla gamba sinistra le fece vedere le stelle, ma aveva una posizione di vantaggio, doveva sfruttarla, la bestia si stava già rialzando.*

    Dominusterra

    *Pronunciò per riportare a terra l’animale, il terremoto fece vacillare lo stadio, la mappa cadde dal piedistallo, finendo tra le rocce fuori dalla sua vista, ma doveva occuparsi del felino prima.*

    Incarceramus

    *Esclamò eseguendo il movimento a spirale con il catalizzatore, non sapeva cosa stava facendo, probabilmente sperava di guadagnare abbastanza tempo, doveva recuperare la mappa, la gamba le doleva, sapeva che quell’incantesimo lo avrebbe solo fatto infuriare, ma non le era venuto in mente altro. Delle spesse funi si avvilupparono attorno al Nundu che si dibatteva e ruggiva furioso, Katrin non indugiò oltre, non guardo la gamba, ci puntò solo contro la bacchetta.*

    Ferula

    *Le bende si stinsero attorno al calcagno e lei iniziò a correre verso l’altura da cui era caduta la mappa, zigzagava tra gli spuntoni di roccia impazzita, il dolore si estendeva fino al fianco ogni volta che il piede cozzava con il terreno, sudava, stringeva i denti per non urlare, poteva farcela. Giunse all’altura, un ruggito possente le fece capire che la bestia era libera, si guardò attorno frenetica, vide la mappa, scattò verso di essa, il cuore a mille, le gambe che iniziavano a cedere. Fece un errore: si voltò, il Nundu correva verso di lei: maestoso, magnifico e tremendamente terrificante, il panico prese il sopravvento, agì d’istinto senza fermarsi.*

    Farfallus Explodit

    *Sentì versi di meraviglia alzarsi dagli spettatori, non sapeva cosa succedeva alle sue spalle, si lanciò sulla mappa, l’afferrò vittoriosa, forse farla cadere non era stato poi un errore così grande, non sarebbe riuscita ad arrampicarsi. Strinse la mappa al petto e si voltò sperando di aver neutralizzato il gigantesco leopardo, la scena la confuse. Il nundu correva dietro a delle farfalle luminose colpendole con le zampe, cercava di afferrale.*



    Gli ho lanciato contro delle farfalle?

    *Si chiese stordita fissando la scena. L’adrenalina la stava abbandonando, sentì le gambe cedere, altri maghi circondarono la creatura, la neutralizzavano, anche se in quel momento non sembrava più così minacciosa. Sentì l’impatto delle ginocchia con il suolo, un boato provenire dagli spettatori, poi il nulla.*

    @Opal_Saphirblue, @Kristal_Thratchet, @Charlotte_Mills,


  • Kristal_Thratchet

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 650
       
       

    [INIZIO FLASHBACK – sera dell'estrazione]

    *Kristal Thratchet, assieme a tutti gli studenti di Hogwarts, si era riunita dopo la cena nella Sala Grande. Quel giorno la Preside Mills avrebbe estratto, dal Calice di Fuoco i nomi dei partecipanti alla nuova edizione del Torneo TreMaghi.
    Kristal, bionda strega di diciassette anni, aveva inserito il proprio nome all'interno delle fiamme cerulee del magico calice. Lei, ovviamente, non era stata l'unica della sua casata ad averci provato. Proprio qualche giorno prima aveva assistito, nella sala comune, alcune ragazze chiacchierare tra loro sul fatto di aver inserito il proprio nominativo nelle fiamme. Delle altre casate non sapeva molto, sapeva che per Tassorosso anche il Prefetto Mihos, suo ragazzo, aveva provato.
    Avrebbero scoperto assieme, in quella serata così importante, se uno dei due avrebbe potuto sperare alla vittoria.
    Giunta nella Sala Grande nulla di strano attirò la sua attenzione.
    Quando tutti i quattro tavoli lunghi e rettangolari furono gremiti di persone, lo stesso valeva per quello dei professori, la Preside Mills prese la parola. Con eleganza che la caratterizzava in ogni occasione decretò, finalmente, chiuse le candidatura per il Torneo TreMaghi. Avrebbero finalmente scoperto i vari campioni.
    Ad essere estratta per prima fu Opal Saphirblue, giovane studentessa Tassorosso. A caratterizzarla eral la folta chioma azzurra. Non sapeva molto di lei, solo quel poco che aveva sentito dire per i corridoi. Il tavolo di Tassorosso esplose in urla di giubilo, lo sguardo di Kristal però si posò su quello di Mihos. Vedeva sul volto del mago la felicità per la sua amica, ma allo stesso tempo anche la delusione per non essere stato il fortunato campione per la propria casata.
    Subito dopo venne estratta Katrin Hopkirik per la casta di Corvonero. Anche i suoi compagni di casata furono felici di vedere la diciassettenne prefetto diventare campionessa per la loro casata. Il cuore di Kristal iniziò a battere sempre più forte e l'ansia a crescere a dismisura. Da li a poco sarebbe stato reso noto il nome del nuovo campione di Grifondoro. Non sapeva se subito, o alla fine, ma prima o poi sarebbe stato estratto.
    La diciassettenne islandese sapeva che, con le varie persone che avevano provato a candidarsi, le possibilità di essere estratta erano minime ma per lei la speranza era l'ultima a morire.
    Fu in quel preciso momento che il Calice di Fuoco mostrò, all'intera scuola, il nome che aveva scelto per la casata di Grifondoro.*

    Per la casata di Grifondoro invece.... Kristal Thratchet!

    *Talmente non si aspettava quelle parole che il succo di zucca, che Kristal stava sorseggiando nell'attesa, non le andò di traverso.
    Ci vollero lunghi e interminabili secondi per far si che la ragazza realizzò ciò che era appena accaduto. Il tavolo di Grifondoro riempì la stanza di applausi, fu così che Kristal, assai imbarazzata, si alzò per avvicinarsi alle sue avversarie.
    Opal, Katrin e Kristal erano le campionesse del Torneo Tremaghi.
    Ritrovarsi difronte all'intera Hogwarts a rappresentare la propria casata era, a suo dire, assai diverso da come se l'era immaginato. Le aspettative su di lei erano iniziate e cresciute dal momento in cui la Preside Mills aveva letto il suo nome sul pezzetto di pergamena.
    La bionda dai grandi occhi chiari non sapeva proprio cosa pensare.. Rimase li, arrossendo come una ebete difronte a tutti, sistemandosi ciocche di capelli dietro all'orecchio sinistro. La pelle quasi diafana che la caratterizzava di solito, in quel momento era assai rosea quasi vistosamente rossa.
    In quale guaio era andata a cacciarsi?*

    [FINE FLASHBACK]

    *Erano passati lunghissimi e interminabili giorni dalla sera dell'estrazione, quella sera in cui Kristal era diventata la campionessa di Grifondoro per il Torneo TreMaghi.
    Quando aveva scritto ai suoi genitori la novità loro si erano rivelati essere sorpresi del coraggio che la loro unica figlia aveva avuto, felici per la sua “nomina” e preoccupati per i rischi che le prove del torneo poteva portare. I due genitori avevano richiesto di essere presenti ma, come aveva spiegato la preside alle tre campionesse, i loro parenti sarebbero giunti solo per la prova finale che, se tutto sarebbe andato nel modo corretto, si sarebbe tenuta verso la fine dell'anno scolastico.
    Si sentiva sollevata, non voleva sentire su du se due paia di occhi in più, in particolare quelli di una madre o di un padre che potevano diventare assai iperprotettivi.
    Quella mattina Kristal si trovava, silenziosa, nella sua stanza nei dormitori di Grifondoro.
    Gli occhi chiari erano fissi sulla divisa di quel giorno. Avrebbe indossato quella caratteristica maglia per tutte le varie prove del torneo. Era una semplice maglia dai colori rosso e nero. Era la stessa per tutte le campionesse delle varie casate, l'unica differenza erano i colori che li avrebbe distinte.


    Forza Kristal...datti una mossa.

    Aveva un motto: “il sorriso è contagioso e trasmette felicità”, ma quel giorno sul volto della diciassettenne non c'era nessun sorriso, nessuna felicità, solo preoccupazione e ansia per quel giorno assai importante.
    Nei giorni precedenti aveva cercato di scoprire di più sulla prima prova, ma non era riuscita a scoprire proprio nulla. Era cieca, non sapeva nulla e si aspettava di tutto. Iniziava a rimpiangere quel giorno in cui aveva deciso di inserire il suo nome nel celebre Calice di Fuoco. Indossata la tuta personalizzata, scarpe comode e legatasi i capelli scese per dirigersi a colazione nella Sala Grande.
    La Sala Grande era rumorosa e piena di vita, ma quando la bionda Grifondoro varcò la soglia sentì il chiacchiericcio diminuire e numerosi sguardi su di sé. Per quanto le dava fastidio Kristal tirò dritto fino a giungere al tavolo di Grifondoro. Osservò i suoi compagni di casata. Alcuni le sorridevano, altri le facevano gli auguri di buona fortuna, altri si limitavano ad osservarla. Era diversa da loro quel giorno. Indossava una divisa diversa, avrebbe affrontato chissà cosa all'interno dell'area più pericolosa degli ultimi anni.. Insomma era un incosciente che andava verso un possibile infortunio.
    Succo di zucca e mezzo toast furono la sua colazione.
    Avrebbe voluto mangiare qualcosa di più, ma lo stomaco chiuso per l'emozione non era certo il miglior compagno di inizio mattina.
    Le lancette dell'orologio si muovevano inesorabili, fino a quando il grande orologio della torre non rintoccò. Era finalmente giunto il momento.
    Respirando profondamente si alzò dal lungo tavolo rettangolare e, salutando i compagni, si diresse verso l'arena.
    Non era propriamente vicino al castello di Hogwarts, dovette camminare per minuti interi stando attenta a dove metteva i piedi.


    Raggiunta la sua destinazione si voltò e guardo indietro.
    Il castello di Hogwarts, scuola di magia e stregoneria, era davvero magnifica da quella posizione. Le alte guglie sembravano quasi toccare il cielo, le serre di erbolgia erano un tocco di verde anche da quella distanza, mentre dalla torre dei gufi entravano e uscivano esemplari di gufi, barbagianni, falchi e altri tipi di volatili posseduti dagli studenti. Hogwarts l'aveva accolta ben sette anni prima. Nel bene e nel male aveva trovato persone di cui fidarsi, altre dalla quale stare alla larga e altre con la quale avrebbe condiviso il resto della sua gioventù.
    Mentre tutti gli altri studenti si dirigevano all'interno dell'arena, in particolare sugli spalti di essa, Kristal prese strada totalmente opposta, lei infatti entrò in quella che era una grande tenda adibita per l'occasione.
    Al suo interno vide già presente la piccola Opal, appariscente con i suoi capelli corvini che si abbinavano alla divisa gialla e nera. Sembrava anche lei un po' preoccupata come lei. Poco distante da li vide, seduta, la coetanea Katrin, lei invece indossava una divisa come quella di Kristal e Opal solo che i colori erano blu e nero. Era davvero strano vederle li, in quelle veste così diverse.
    Gli attimi erano lunghi, l'attesa snervante. Per loro fortuna la Preside Charlotte Mills giunse nella tenda prima di dirigersi nell'arena a presentare la prova all'intera Hogwarts.*

    Bene, finalmente ci siamo!
    Oggi si apre il Torneo Tre Maghi e, adesso, vi annuncio quale sarà la vostra prova.
    Dovrete recuperare una mappa. Attenzione perché è un oggetto assai importante.. protetto da Creature Magiche.


    *Il battito, che per un attimo aveva rallentato, iniziò ad accelerare di nuovo
    Dovevano recuperare una misteriosa mappa, e fin li non c'era nulla di strano ma, quella mappa era protetta da creature magiche e, di sicuro, quelle creature non erano docili come Crup o Asticelli.
    A tal proposito la professoressa Mills mostrò, alle tre ragazze, un sacchetto di velluto. Avrebbero dovuto estrarre a sorte il loro diretto avversario per quella prova.
    Kristal, che si trovava alla sinistra della donna, fu la prima a infilare titubante la mano nel mistero.
    Sentiva qualcosa che si muoveva. Un verso di disgusto comparve sul suo volto, espressione che cambiò quando vide ciò che aveva estratto.*

    Dannazione.

    *Era ciò che aveva pensato nel vedere la miniatura estratta: il grifone era la creatura che la Grifondoro avrebbe dovuto affrontare per recuperare quella maledetta mappa.
    Era troppo tardi per ritirarsi?
    Una risata, leggermente, isterica fu l'unica cosa che uscì dalla sua bocca in quel momento. Le sue compagne non avevano avuto maggior fortuna, anche le loro creature erano assai pericolose. Come avrebbe fatto Kristal, ancora studentessa, ad affrontare un Grifone e uscire viva da quella situazione. Lei non era una strega esperta in creature magiche, non aveva esperienza se non sui libri. Aveva seguito le lezioni del professor Largh e, da quello che l'uomo aveva raccontato teoricamente, i Grifoni erano creature pericolose e feroci.
    Mentre la diciassettenne islandese cercava, mentalmente, di trovare qualcosa che potesse aiutarla all'interno dell'arena.
    L'attesa era davvero straziante, come le nozioni che non riusciva a ripetere mentalmente la ragazza. Era come se una nebbia grigia fosse scesa su i suoi ricordi e su tutto ciò che aveva imparato in quei sette anni di scuola. Era talmente assorta nella sua preoccupazione che non si accorse che era già giunto il suo turno. Il cannone aveva esploso un colpo, quello era il suo segnale: avrebbe dovuto fare il suo ingresso nell'arena.
    Cori di supporto provenivano dagli spalti, gridavano THRATCHET, rendendola leggermente fiera di ciò che era diventata, da timida undicenne dai lunghi capelli biondi alla forte e temeraria diciassettenne.
    Il suo obbiettivo era semplice: recuperare la mappa, perché quella mappa era sicuramente legata alla seconda prova, prova alla quale sia Kristal, che Katrin che Opal speravano di giungere. Entrata nell'arena vide che, per sua fortuna o sfortuna, non si trovava in una semplice arena ma una nella quale era stato ricreato un mini habitat favorevole alle creature che le tre ragazze sarebbero andate ad affrontare. Gli applausi e le urla di incoraggiamento scemarono fino a cessare. In quel silenzio poteva sentire il sangue pulsarle nelle orecchie.
    Sentiva estrema sensibilità nella mano sinistra, quella dove teneva stretta la propria bacchetta in legno di Tasso, lunga dodici pollici e all'interno Crine di Thestral. In tutto quello vide, al centro, una pergamena che sembrava protetta da incantesimi per non subire le intemperie o le situazioni che, in quel momento, si sarebbero verificate. Era una pergamena arrotolata su se stessa che levitava a mezzo metro da terra.
    L'aria fredda della mattina le scompigliò i capelli raccolti in un alta coda di cavallo provocandole anche un brivido freddo ma, in quell'occasione, i brividi di freddo erano l'ultima cosa alla quale pensare. Vedeva la mappa difronte a se stessa ma la creatura non riusciva a scorgerla. Forse era nascosta dietro a qualche grande masso per poi sorprenderla e ferirla, se non peggio divorarsela per colazione.. dopotutto i Grifoni erano ghiotti di carne cruda, o almeno quello era quello che riusciva a ricorda dalla lezione del professore di Cura delle Creature Magiche.
    Avanzò verso la mappa.
    Mai errore fu più grosso.


    Fu in quel momento che lo vide: il Grifone, maestoso nella sua bellezza e nella sua pericolosità. Aveva al collo una catena (abbastanza lunga) da tenerlo a bada ma allo stesso tempo permettergli di muoversi senza problemi e, purtroppo per Kristal, anche volare all'interno dell'arena.
    L'espressione di terrore era l'unica cosa che si poteva notare sul volto della Grifondoro, espressione che si accentuò ancor di più quando la creatura ruggì nella sua direzione.
    Un ruggito da rompere i timpani.
    Fino a quel momento aveva pensato ai Grifoni come creature irraggiungibili, assai rare e misteriose e, allo stesso tempo, talmente pericolose da evitare totalmente. Ecco.. quel giorno non avrebbe potuta evitarla, anzi la sfortuna aveva voluto che dovesse affrontare proprio quella creatura.
    La bacchetta era la sua unica arma, doveva usarla.
    Cercò di allontanarsi, il più possibile dal Grifone che, irritato dalla sua presenza, aveva iniziato ad agitare le ali piene di splendide piume.


    Corse veloce e si nascose dietro ad un enorme masso. In quegli attimi senza fine fece, coraggiosamente, un respiro per calmarsi. Doveva essere lucida e non correre impaurita senza sapere cosa fare.*

    Smettila Kristal.. Smettila!

    *Ripensò a cosa le avevano scritto i suoi genitori via posta. Erano fieri di lei e, il prima possibile sarebbero venuti a trovarla.
    Il pensiero di poter rendere fiero chi l'aveva messa al mondo, anche solo per ricambiare l'amore che loro le avevano trasmesso, le diede la forza di uscire da dietro quella roccia assai grande ed evocare il suo primo incantesimo del torneo.
    Impugnò stretta la propria bacchetta.*

    DIFFINDO!

    Citazione:
    DIFFINDO
    Descrizione: incantesimo lacerante, che provoca tagli
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: recidere con facilità cose d'impedimento come funi e corde (contro-incantesimo di Incarceramus)
    Avvertenze: usato senza padronanza su se stessi per liberarsi potrebbe ferire lo stesso mago che lo ha scagliato
    Livello Minimo Consigliato: 2

    *Esclamò, decidendo di non optare per incantesimi Non-Verbali, non perché non ne era in grado ma vista la situazione la concentrazione non era al cento per cento, dopotutto la creatura non l'avrebbe capita.
    Il Diffindo era un incantesimo offensivo che veniva insegnato al secondo anno a Hogwarts e generava un fascio dal catalizzatore magico che poteva recidere, con un taglio netto, qualsiasi cosa. Durante i duelli poteva essere utilizzato anche per ferire l'avversario.
    Non sapeva se per momento era l'incantesimo più indicato ma era il primo che le fosse passato per la mente.
    Un formicolio passò dal suo gomito alla punta delle dita per trasformarsi in magia nel catalizzatore magico che possedeva. La creatura ruggì fortemente indietreggiando permettendo così, alla Grifondoro, di avvicinarsi sempre più alla mappa che doveva recuperare. Cercò di avvicinarsi sempre di più, fino a quando non sentì qualcosa di strano in lei.
    Le doleva la testa e un sapore metallico le riempiva la bocca.
    Quello era il suo sangue.


    Kristal si era ritrovata schiantata contro la pietra ed aveva sbattuto la testa. Un fischio nelle orecchie era sostituito le urla da parte degli spettatori. Sapeva che aveva fatto qualcosa di avventato, ma non che avrebbe avuto quelle ripercussioni.
    Fu in quel momento che, qualcosa di davvero inaspettato e pazzo le balenò in mente. Decise quindi di non alzarsi in piedi, ma di "riappiattirsi" a terra fingendosi priva di senso. Sapeva che la creatura si sarebbe avvicinata, ma sapeva anche che la Preside Mills non avrebbe permesso che la Grifondoro potesse diventare il pasto del Grifone.
    Nonostante fosse stesa a terra la sua mano stringeva la bacchetta. Gli occhi erano chiusi in cerca di concentrazione.
    Cercò di tenere lontano dalla propria mente qualsiasi rumore esterno, C'era solo lei e il suo respiro.
    Aveva un idea e, per attuarla, le serviva tutta la concentrazione possibile. Solo quando la creatura le fu abbastanza vicina, tanto da sentire il suo respiro su di lei, Kristal si alzò di scatto ed evocò un incantesimo, quella volta, non verbale. Aveva cercato tutta la concentrazione possibile e, sperava, di esserci riuscita.
    Mentalmente aveva evocato l'incantesimo Imposium.

    Citazione:
    Formula IMPOSIUM
    Tipo Incantesimo Difensivo
    Livello Difficile
    Effetto Ammansisce immediatamente la Creatura Magica su cui è scagliato, rendendola docile e innocua
    Consigliato Per rendere inoffensivi gli animali feroci e i demoni mutaforma, in particolare è indicato per domare i Kelpie
    Avvertenze Questo incanto è inefficace contro la maggior parte degli animali classificati XXXXX
    Note L’Incanti Imposium è molto difficile perché richiede grande concentrazione e, soprattutto, molto sangue freddo, solo un mago esperto può riuscire a lanciarlo efficacemente in condizioni spesso proibitive

    L'incantesimo Imposium era un incanto di tipo difensivo e spesso l'aveva sentito nominare durante le lezioni del professore di Cura delle creature Magiche. Si trattava infatti di un incanto che permetteva di rendere inoffensivo alcune creature.
    Aveva eseguito quell'incanto solo una volta, durante i suoi esami G.U.F.O. E, da quella volta, ser ne era totalmente scordata. Non sapeva cosa le era passato per la testa per costringerla ad evocarlo di nuovo ma, sperava, di aver fatto qualcosa di giusto quella volta.
    La creatura scosse il capo, come se qualcosa lo infastidisse. Fu in quel momento che Kristal, giovane Grifondoro dell'ultimo anno, decise di impazzire totalmente.
    Si aggrappò alle piume del grifone e, con eleganza e velocità, salì in groppa a quella creatura.
    Urla di giubilo riempirono l'arena.
    Come se non le bastasse, sperando che l'incantesimo che aveva eseguito fosse andato a buon fine, strinse tra le mani la grossa catena alla quale la creatura era “liberamente legata”. Ad ogni tentativo di ribellarsi di quel Grifone Kristal cercava, ogni volta, di far capire chi dei due comandasse. La creatura cercò di liberarsi della sua presa numerose volte.
    Ogni volta che ci provava si avvicinava, involontariamente, verso l'oggetto dei desideri di Kristal. Era ovvio che il suo incantesimo non era riuscito al cento per cento, un Grifone era troppo difficile da addomesticare con un incantesimo.
    Tra lei e la misteriosa mappa ormai c'erano solo un paio di metri di distanza, fu così che la bionda islandese decise di mollare la presa e, nonostante i lividi che le sarebbero poi comparsi, buttarsi a capofitto sul terreno impervio e pieno di detriti.
    Afferrando la mappa sentì qualcosa di appuntito spingere contro la sua pelle. Nulla di grave in quel momento.
    Era riuscita ad afferrare la mappa.
    C'era riuscita.
    Kristal aveva superato la sua creatura, il che significava che passava di diritto alla prova successiva. I presenti urlarono felici per la sua impresa che, fortuna per Kristal, aveva avuto successo. Si classificava come una ragazza non troppo brava con gli incantesimi, una ragazza che preferiva rimanere al proprio posto e non esporsi troppo ma, aveva capito, che anche ad esporsi se la cava abbastanza bene.
    Felice e trionfante alzò alta la mappa, mostrando il proprio ed inusuale trofeo.*


    @Charlotte_Mills, @Katrin_Hopkirk, @Opal_Saphirblue,


  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 61
       
       

    [Dormitorio di Tassorosso – ore 01.34]


    *Una scia opalescente illuminò la densa coltre scura che era ormai calata sul Castello di Hogwarts. Una timida stella carica di tensione, al culmine della sua carriera luminosa, si era abbandonata ad una caduta libera, spruzzando solo per qualche istante la volta celeste di una lieve polvere lattiginosa ed evanescente.

    Allo stesso modo, nella camera più disordinata del Dormitorio femminile di Tassorosso, una ragazzina era in procinto di emulare il comportamento del brillante astro: sebbene tentasse di rimanere desta, si poteva notare dalle palpebre tremule e dalle gonfie occhiaie un forte desiderio di lasciarsi cadere tra le calde coperte dell’invitante letto a baldacchino. Troneggiava proprio dietro le sue spalle, in un’esplosione di giallo canarino: un morbido materasso che si adattava al corpo da ospitare, le lenzuola setose ricoperte di un soffice strato di lana gonfia di piume d’oca, due guanciali sui quali sprofondare il viso alla ricerca di sogni meravigliosi… Eppure, i suoi assonnati occhi grigio perla rimanevano fissi su numerosi volumi di incantesimi aperti dinnanzi a lei, mentre le mani dalle unghie variopinte – e ultimamente mordicchiate per l’ansia – trafficavano tra pergamene di appunti e diverse piume spezzate a causa di impulsi nervosi per la sua scarsa capacità di concentrazione.

    Perché non era una studentessa modello come le sue amiche Corvonero? Solide nozioni di magia accumulate negli anni precedenti le avrebbero sicuramente agevolato la vita in quel periodo o, perlomeno, evitato frenetiche sessioni di ripasso fino a tarda notte.
    Era ormai al suo quarto anno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts e la passione per lo studio si era fatta sentire solamente all’inizio del recente settembre, dando finalmente una svolta positiva alla media scolastica della giovane. Non si era applicata con eccessivo impegno negli studi gli anni passati, accontentandosi di voti mediocri senza sfruttare particolarmente le sue potenzialità, preferendo dedicarsi ad hobby, amici e sport. Solo allora, accucciata sul pavimento della sua stanza, china su tomi dalle innumerevoli pagine ingiallite fitte di termini intricati, gli occhi impastati dal sonno e la testa colma di concetti confusi, sentiva il peso della sua scelta: le erano davvero necessarie delle salde conoscenze delle discipline in quel momento…

    Appoggiò la testa pesante sulla mano, rivolgendo gli occhi semi aperti al grosso gatto nero che sonnecchiava sulla pila di vestiti spiegazzati lanciati nel corso delle settimane su una poltrona in velluto: ma come le era saltato in mente di iscriversi al Torneo TreMaghi?*

    [Inizio flashback]


    *Nel momento cruciale, quando la mano della preside Mills si apprestava ad afferrare il nome del primo partecipante dalle fiamme turchine del Calice di Fuoco, un silenzio tombale aveva invaso la Sala Grande, zittendo all’improvviso persino gli studenti più chiacchieroni. Lei stessa infatti era ammutolita, pur rimanendo serena nonostante si fosse follemente candidata alla gara il mese scorso: riteneva altamente improbabile l’uscita del frammento di pergamena con la sua firma dal manufatto fiammeggiante. Del resto, tanti erano i maghi offertisi per la Casa di Tosca: davvero sarebbe stato estratto il nome della Tassetta più maldestra del Castello?*

    Opal Saphirblue!


    Per tutti i grassi gufi della nonna Josephine…

    *Un clamoroso applauso quasi coprì le due parole pronunciate dalla ex-Serpeverde. In un attimo, Opal si ritrovò una miriade di occhi puntati su di lei. E no, il Frate Grasso non le aveva accidentalmente rotto un uovo in testa. Era stata scelta per il Torneo TreMaghi, la competizione più celebre e più pericolosa del Mondo Magico, che le avrebbe procurato gloria eterna o, beh, un’eterna permanenza al San Mungo.
    Dopo qualche attimo di alienazione e diverse esclamazioni silenziose, la streghetta si era lasciata prendere dall’entusiasmo dei compagni di casata, per avviarsi con un sorriso fiero verso il tavolo dei professori, godendosi l’applauso del pubblico.
    In seguito a quella sera nella quale Burrobirra e festeggiamenti animarono i Sotterranei dei Tassi, la notizia svanì rapidamente, avendo tutti ripreso il normale corso delle loro vite. Dopotutto, la prima prova non si sarebbe verificata prima di un mese. C’era tutto il tempo del mondo per prepararsi al meglio, aveva pensato la giovane dai capelli celesti.
    Tutto il tempo del mondo…*

    [Fine flashback]


    Smettila Icarus, non ho davvero tempo per questo!


    *Si lamentò la ragazzina, scostando con una mano infastidita il candido pennuto che, post fruttuosa caccia notturna, le aveva adagiato accanto un piccolo topo inerte, gonfiando orgoglioso il petto piumato. Offeso dalla poca considerazione della padroncina, il falchetto ribelle emise un verso irritato e scomparve nuovamente nel buio notturno, alla ricerca di una preda più grossa con cui impressionare la streghetta pretenziosa. Opal pose lo sguardo spazientito sulla povera creaturina che giaceva sulle pagine del suo volume di Trasfigurazione: con un meccanico movimento puntò la sua bacchetta di Cedro sulla vittima di Icarus, focalizzando nella mente l’incantesimo che stava ripassando poc’anzi.*

    Duro…


    *Nonostante il bisbiglio fosse davvero lieve, il piccolo topo si trasformò correttamente in pietra. La strega sbuffò appena, mentre un accenno di sorriso le ingentiliva il visetto sfinito: perlomeno aveva guadagnato un nuovo fermacarte…

    Soddisfatta, decise di premiarsi stendendosi prona sul tappeto color girasole proseguendo con il rinfrescare la memoria sugli Incantesimi di Evanescenza, ma… ad evanescere fu solamente la sua attenzione, quando la testolina turchese si appoggiò pesantemente sul libro e le ciocche turchine si confusero tra gli svolazzanti caratteri del testo scolastico.*

    [Dormitorio di Tassorosso – ore 07.53]


    Ancora cinque minuti… Ti prego, solo cinque minuti…


    *Una voce cavernosa respinse le leccatine premurose di un micio preoccupato per la sua amica strega. Opal si coprì il viso con il lenzuolo, avvolgendovisi stretta come la carta argentata attorno ad un panino. Affondò ancora più profondamente il viso nel cuscino, fino a quasi solleticare le sue narici con le soffici piume d’oca, per poi destarsi di soprassalto con un’espressione decisamente perplessa dipinta sul volto: labbra rosee corrucciate, sopracciglia inarcate ed occhi assonnati.



    Cercò rapidamente di radunare i pochi, vaghi ricordi della notte precedente per ricostruire l’ordine degli eventi: aveva studiato come una pazza, Icarus era entrato dalla finestra lasciandole accanto un - bleah! – bel topo morto come portafortuna per il giorno seguente, ninnolo che aveva trasformato in un suppellettile di granito e poi… Doveva essersi addormentata sui libri. E come mai ora si trovava sotto le coperte del suo letto a baldacchino? Evidentemente, era talmente stanca da non ricordare nemmeno di essersi trascinata fino a lì. O magari da tanta spossatezza era emersa la sua natura di sonnambula.

    Ma non aveva tempo di perdersi in futili ipotesi sul passato: doveva concentrarsi solo sul presente, solo sul TreMaghi.
    Cercando di arginare il variegato mix di emozioni che si addensava sempre più nel suo animo, Opal tentò di fare mente locale sull’orario di ritrovo dei campioni. Per fortuna, possedeva un fido gatto previdente che le fece svolazzare in grembo l’angolo di pergamena strappato sul quale lei stessa aveva scribacchiato velocemente un mese prima, quando stranamente aveva prestato attenzione ad un discorso dei docenti. Un solo numero occupava il biglietto: 9.
    Un sospiro di sollievo scosse la Tassetta, che, per una volta, fu contenta di essersi svegliata relativamente presto: avrebbe finalmente potuto rendersi presentabile con calma - Opal infatti era conosciuta per i suoi perenni ritardi cronici: non rammentava un appuntamento a cui fosse arrivata puntuale e il termine “anticipo” proprio non esisteva nel suo vocabolario –. I preparativi non impiegarono troppo tempo. Una rapida doccia calda per far scivolare via lo stress - e cancellare le parole stampatesi sulla sua guancia mentre ronfava sui libri – la rilassò abbastanza da metterla addirittura di buonumore. Fischiettando, lavò viso e denti, si truccò gli occhi e indossò una tuta che aveva fornito la scuola per tutti i campioni. O meglio, per tutte le campionesse, dato che avrebbe sfidato Katrin per Corvonero e Kristal per Grifondoro. Gli indumenti si distinguevano solamente per i colori delle fazioni: blu e bronzo, rosso e oro, giallo e nero. Nessuno della Casa di Serpeverde si era candidato, escludendo quindi i figli di Salazar dalla competizione.



    Raggiante nelle tinte della sua casa, Opal ripose al sicuro in tasca l’unico affusolato oggetto magico contemplato durante la gara e, allacciatasi velocemente un paio di scarpe da ginnastica, si affrettò ad uscire dalla stanza, seguita da un affamato micione color carbone.*

    [Lago Nero – ore 08.33]


    *Una passeggiata all’aria aperta era proprio quello che serviva alla figlia di Tosca per allentare la tensione.
    Appena uscita dal Dormitorio infatti, un brusìo tutt’altro che tranquillizzante le aveva assordato le orecchie, mentre una valanga di pacche sulle spalle e fiduciosi incoraggiamenti invadevano il suo spazio vitale.
    Quasi fuggita dalla sua Sala Comune, Opal aveva giusto fatto un salto nella Sala Grande per acciuffare al volo uno straccio di colazione ma, soprattutto, per soddisfare i pietosi miagolii di un Nox dallo stomaco brontolante. Nemmeno in un giorno così importante al suo amico impellicciato venivano meno gli impulsi della fame… Il suo appetito, invece, era completamente inesistente: si sforzò di sbocconcellare una barretta ai cereali durante il tragitto dal portone del Castello alle rive gorgheggianti. Aveva addirittura preso in considerazione di portare con sé la sua amata Comet 260, ma aveva infine optato per una sicura e rilassante camminata a bordo lago. L’ultima cosa che voleva era arrivare davanti alla preside con un braccio rotto o una caviglia slogata o, peggio, non arrivare proprio. Non si considerava scarsa nel volo, anzi, era stata Cacciatrice del team di Tassorosso per tutti gli anni precedenti, ma in momenti di tale agitazione non si può mai sapere cosa potrebbe accadere.

    Respirava lentamente dalle narici l’aria pura e frizzante del mattino, mentre i suoi timpani erano deliziati dall’affascinante sussurro delle acque che lambivano appena le sponde erbose. La terra era smossa dalle profonde radici di salici piangenti che sembravano accarezzare in modo materno le piccole onde indifese del lago, generando innumerevoli cerchi concentrici che si intersecavano tra loro, scomparendo piano piano. La giovane si fermò per un attimo ad osservare l’incantevole panorama illuminato dai raggi solari: Elio era già desto da tempo e una luce splendente scintillava dinamica sui flutti ribelli che increspavano la superficie lacustre. Chiuse gli occhi, facendo aderire bene le palpebre tra loro. Non provò a meditare sulla prova che avrebbe avuto luogo tra ormai una manciata di minuti, alle pazze sessioni di studio dei giorni prima, alle sue insicurezze, alle sue angosce. Cercò invece di non pensare a nulla, di focalizzarsi solamente sul suono frusciante delle onde che si infrangevano sulle rive, mentre percepiva che, finalmente, i battiti del suo cuore rallentavano.*

    [Arena – ore 09.01]


    *Dopo aver severamente ammonito il suo compagno di avventure baffuto di non tentare di seguirla ma di attenderla al sicuro sugli spalti - terribilmente già straripanti di persone urlanti cariche di striscioni colorati – ed ottenuto un buffetto peloso di buona fortuna, Opal fece ingresso nella tenda adibita alle campionesse, dove Katrin e Kristal già camminavano nervosamente avanti e indietro: le espressioni erano visibilmente preoccupate, ma allo stesso tempo concentrate e determinate.
    La Tassetta non riuscì nemmeno a salutare le due amiche che un’altra strega accostò il lembo della tenda che fungeva da entrata: si trattava della preside Mills, con un ambiguo sacchetto di velluto tra le mani. In seguito ai convenevoli, la donna annunciò alle tre ragazze l’obbiettivo della prima prova: avrebbero dovuto recuperare una mappa misteriosa.
    Fin qui pareva semplice, le pergamene non mordono.*

    Attenzione, perché è un oggetto assai importante… protetto da Creature Magiche.


    *Ecco, quelle invece potevano mordere. Opal immaginò simpatici Crup, morbidi Kneazle o svolazzanti Gnobberknoll azzurri consegnarle gentilmente il manufatto in questione. Sarebbe stato troppo bello per essere vero.
    Infatti, la realtà era ben altra: niente amabili animaletti, ma Nundu, Ungari Spinati, Grifoni e Troll avrebbero allietato un’altrimenti noiosa avventura nell’Arena. Il viso di Opal perse qualche pigmento di melanina dopo che la ex-Serpeverde ebbe elencato le docili bestiole che avrebbero potuto affrontare.

    Forse vogliono risparmiare sulla seconda prova facendoci schiattare subito…

    La sorte avrebbe provveduto ad abbinare le streghe alle creature: la preside aprì con un gesto teatrale il sacchetto in velluto, dal quale si sollevò uno sbuffo di fumo tutt’altro che rassicurante. La figlia di Tosca fu l’ultima ad infilare la mano tremante nel contenitore della sfortuna. Kristal pescò una miniatura ribelle e decisamente scontrosa, dalle ali aquiline e il corpo ferino.

    E il Grifone è andato…

    Opal non si tranquillizzò: nessuna delle bestie rimaste le avrebbe dato comunque vita facile durante la competizione. Fu dunque il turno di Katrin: un leone pungente e ruggente prese a dimenarsi sul palmo della sua mano. Opal aveva sentito parlare del Nundu ad una conferenza di Magizoologia tenuta da suo padre: si ricordava fosse un potente felino dal corpo interamente ricoperto di spine, scattante come un fulmine, dal fiato velenoso e dal passo quasi impercettibile all’udito umano.

    Un micetto a cinque X, insomma…

    Rimanevano poche opzioni: un feroce Ungaro Spinato che avrebbe di certo surriscaldato l’atmosfera oppure un terribile Troll affamato delle sue ossicina di strega. Deglutì inquieta e tuffò la mano nel sacchetto fatale: un odorino discutibile invase la tenda, mentre un bolo di bitorzoli e brufoli si agitava nel suo pugno. Aprì le unghie arcobaleno ed osservò deliziata il suo nuovo compagno di giochi: un orrendo Troll dalla pelle verde e dai muscoli di un bisonte in carne. Alla ragazzina venne in mente il personaggio di alcuni fumetti di supereroi babbani che aveva collezionato durante l’infanzia. La sola differenza era che Hulk faceva del bene, questo essere invece… Avrebbe potuto farle molto male.




    I momenti che precedettero la sua prova durarono un’eternità. Nemmeno tre ore di Storia della Magia - la materia più soporifera per la Tassorosso – sarebbero parse tanto strazianti. Rimase seduta nella tenda mentre le altre due campionesse affrontavano la loro creatura: non vide le loro performance, restò a concentrarsi su una sedia pieghevole fino quasi ad addormentarsi. Ormai il sole era sceso e un velo crepuscolare avvolgeva l’Arena accanto ad Hogwarts.

    Fortunatamente - o sfortunatamente -, il terzo colpo di cannone rimbombò sonoramente, segnalando l’ingresso dell’ultima sfidante. Opal si alzò lentamente, strinse la mancina intorno alla bacchetta di Cedro, ingoiò tutto il suo nervosismo e si presentò titubante davanti al pubblico. Le grida degli spalti furono come sussurri alle sue orecchie: era focalizzata solamente su ciò che le stava intorno, ovattando tutto quello che non aveva a che fare con la prova.
    L’Arena era stata ideata come un’arida distesa rocciosa: un austero grigio dominava la scena. Ma, per la gioia di Opal, una macchia di colore c’era: eccolo laggiù, un bel Troll grande e grosso di un incoraggiante verde speranza. Le iridi perlacee della figlia di Tosca si assottigliarono dalla paura, osservando l’essere incedere possente verso la sua esile figura.

    Inizialmente pensò di scappare nella tenda, salutare tutti e ritirarsi: come poteva una streghetta quindicenne simile ad un Insetto Stecco battere un mastodontico ammasso di muscoli dotato di una clava più grande di un letto a due piazze? Inoltre, la visibilità era ostacolata dal buio che stava calando sull’Arena e il suo lurido amico era addirittura dotato di scurovisione, a differenza sua che talvolta non era nemmeno capace di vedere dove metteva i piedi.
    Un coro di Tassi la distrasse dai suoi pensieri positivi.
    O-PALl! O-PAL! O-PAL!
    Davvero voleva deludere i suoi compagni? Davvero era intenzionata a far sembrare la Casa di Tosca vile e codarda? Davvero desiderava darsi per vinta così in fretta?*

    Opal Saphirblue non si arrende senza aver combattuto… A noi due, bestione!


    *Pronunciò queste parole ad alta voce, come per convincere non solo gli altri, ma soprattutto se stessa. Lasciò quindi il suo cervello sbizzarrirsi su tutte le tecniche difensive che conosceva per non diventare uno spuntino per Troll.

    Dunque… Mi ricordo che i Troll sono delle creature abbastanza ottuse, della serie “tutti muscoli e niente cervello”… Inoltre, essendo tanto grosso, l’amichetto non deve essere troppo scaltro…

    Aveva già individuato alcuni punti a suo vantaggio: ciononostante, l’umanoide distava ancora solo una decina di metri da lei, essendo partito a camminare da un pezzo. Opal ringraziò le ore di educazione fisica che aveva seguito nelle scuola babbane ed iniziò a correre come se il diavolo le stesse dietro - anche senza il “come se”, vista la stazza della creatura –.

    Sfogliò in un nanosecondo il manuale mentale di incantesimi della libreria del suo cervello: ci doveva pur essere una fattura che le potesse essere utile… Che impedisse a quel grumo di puzza di ridurla in pezzettini…
    Opal si girò improvvisamente, interrompendo la fuga disperata e puntando coraggiosamente il catalizzatore magico contro l’enorme Troll che ora veniva veloce, decisamente veloce, verso di lei.*

    IMPEDIMENTA!


    *Esclamò la Tassetta, mentre un raggio di luce rossastra si rifrangeva sulla pelle ripugnante del simpatico bestione, il quale si coprì gli occhi a causa della luce emessa dalla bacchetta. Si immobilizzò all’istante, rimanendo come pietrificato, tra gli esulti del pubblico entusiasta.

    Opal rimase per un momento interdetta dalla sua corretta applicazione dell’incantesimo.
    Si avvicinò quindi alla creatura, scovando i possibili nascondigli per la pergamena e tentando di non rigurgitare i pochi bocconi della sua colazione per il nauseabondo olezzo che proveniva dal lerciume del Troll. Il petto era nudo, perciò la mappa non poteva nascondersi in nessuna tasca di camicia o giacca. I piedi erano scalzi: non era nemmeno celata nella fodera di scarpe o stivali. Gli unici indumenti portati dall’energumeno erano uno squallido gonnellino in pelle - Opal avrebbe preferito ritirarsi piuttosto che frugare lì sotto – e una spessa cintura corredata di un marsupio consunto. Le dita sottili della ragazzina si affrettarono a sganciare la fibbia che chiudeva quest’ultimo, confidando che al suo interno si trovasse quanto cercava, ma…

    …un grugnito ormai familiare la fece sobbalzare, insieme ad un leggero movimento della manona verde davanti al suo naso. L’effetto dell’incantesimo si stava afflievolendo.
    Un paio di parolacce dopo, Opal tentò di allontanarsi il più possibile dall’essere fetido, mentre questi riprendeva conoscenza.
    Che cosa sarebbe stato in grado di fermare definitivamente quel coso? Non poteva addomesticarlo in quanto umanoide, una discussione pacifica era inattuabile, non aveva del balsamo profumato al momento con cui corromperlo… No, doveva capire il suo punto debole. Ricordò la reazione dell’animale al suo precedente incantesimo: si era protetto lo sguardo con le enormi mani.
    In effetti… Perché i Troll si aggiravano per le foreste solo la notte? Come mai la sua prova era prevista in orario serale? Tali domande avevano un nesso, un nesso che rammentava dalle pagine del volume terzo di Cura delle Creature Magiche, in uno degli ultimi paragrafi che aveva ripassato: i Troll si tramutavano in pietra alla luce diurna. Opal non poteva certo evocare il Sole o accellerare il corso della giornata, ma era forse in grado di ricreare una potente fonte di luce.

    Si voltò di scatto sospendendo la sua corsa solo per un attimo: aveva sottovalutato l’energumeno, che ora procedeva pericolosamente spedito verso di lei. In un battibaleno si ritrovò il bestione armato di clava - praticamente un pino sradicato – a pochi metri di distanza. Era ormai giunta al limitare dell’Arena, dove le rocce divenivano sempre più ripide fino a ricongiungersi con gli spalti. Probabilmente ci si sarebbe aspettato un duello centrale, ben visibile per tutto il pubblico: l’incontro amichevole tra Opal e il Troll aveva invece preso una piega piuttosto… Laterale .
    La ragazzina tentò di aumentare lo spazio tra lei e il divertente mostro verde indietreggiando fulminea, ma inciampò su una sporgenza rocciosa, finendo a gambe all’aria. Strisciò più indietro possibile, non riuscendo ad alzarsi a causa dei massi scoscesi, mentre il ripugnante sfidante procedeva in salita, raggiungendola a poco a poco. Oramai poteva annusare il profumo - o meglio, il tanfo – della clava, tanto era prossima al suo nasino dalla punta all’insù.
    Decisa a non diventare il suo prossimo pasto, puntò la bacchetta dinnanzi a sé ed invocò tutte le energie che aveva in corpo per tentare di salvarsi: non era un incantesimo semplice, necessitava di molta concentrazione. E quello avrebbe potuto essere un vero problema considerando la pesante mazza che stava per sfondarle il bel cranio celeste.*

    LUMOS MAXIMA!


    *Tutto ad un tratto, sembrò che il Sole, dimenticatosi qualcosa nel cielo, fosse rapidamente ritornato per riprenderlo, poi sparendo di nuovo. La strega dalla chioma celeste si ritrovò a terra, sbalzata via dalla potenza della sua ultima magia. Si massaggiò la testa: doveva aver sbattuto contro una delle rocce dell’Arena. Alzò quindi lo sguardo sul suo avversario verdognolo: non sventolava più fieramente la sua clava, ma se ne stava immobile sul posto, gli occhi spalancati e la schiena piegata all’indietro, come per ritrarsi dalla luce che gli fu fatale.

    Non posso crederci… Ce l’ho fatta…?

    Opal impiegò qualche minuto per realizzare di aver appena effettivamente sconfitto un Troll con almeno duecento chili di muscoli e duecento docce mancate. Se ne stava lì, accucciata sulle rocce appuntite, ancora brandendo in avanti il catalizzatore magico.

    Si scostò nervosamente una ciocca azzurra dal viso e cercò di alzarsi in piedi, per assumere la postura di un’orgogliosa campionessa vittoriosa. L’esito fu una lunga scivolata fino alla nuova statua di Troll che avrebbe rallegrato l’entrata di Hogwarts, una scena tutt’altro che eroica.
    Si avvicinò quindi all’umanoide immobile e slacciò rapidamente il marsupio in cuoio, sperando vivamente di non dover affondare le mani altrove per trovare la famosa mappa, obbiettivo principale della prova in corso. I tratti del suo viso pallido, prima contratti dalla paura, si rilassarono alla vista del piccolo rotolo di pergamena dalla foggia antica che si nascondeva nel borsello logoro. Con un’espressione raggiante stampata sul volto, bussò con il pugno sul braccio pietrificato dell’essere, come per verificare l’efficienza della sua fattura. Toc-toc. Era davvero divenuto un Troll granitico.*

    Perlomeno ora nessuno ti prenderà in giro per il tuo odore… Mi stai molto più simpatico così, fermo e immobile…


    *Affermò sarcasticamente la Tassorosso, smorzando la tensione con una battuta ironica.
    Alzò il trofeo cartaceo in alto nel cielo, mentre udiva il pubblico in visibilio per la sua esibizione. Non vedeva l’ora di festeggiare con tutta la Casa di Tosca la sua vittoria: era assai contenta di essere riuscita a rendere giustizia anche ai suoi concasati, talvolta definiti deboli o mollaccioni a causa di luoghi comuni di dubbia veridicità.
    Si riempì le iridi perlacee di tutte le persone che sventolavano bandiere e striscioni giallo-neri, urlando a ritmo il suo nome ed innalzando pugni soddisfatti al cielo. Opal sorrise, mentre percepiva che, finalmente, i battiti del suo cuore rallentavano per la seconda volta in una giornata.*

    Ed ora che succederà?*

    @Charlotte_Mills, @Katrin_Hopkirk, @Kristal_Thratchet




    Ultima modifica di Opal_Saphirblue 2 settimane fa, modificato 2 volte in totale