Hogwarts - 4° Piano
Hogwarts - 4° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Miles_Halter


  • Miles_Halter

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde Barista 3MDS
       
       

    *Giorno libero. Finalmente. Il giovane figlio di Salazar aveva appena finito il suo pranzo e dopo aver fatto un rapido salto al proprio dormitorio era sgattaiolato dritto verso la biblioteca. Doveva fare una ricerca. La divisa scolastica era sistemata a dovere e con passo fiero e sicuro di sè, il ragazzo percorse i lunghi corridoi del castello. Nessuna emozione nello sguardo, un cenno di saluto con il capo a quei pochi serpeverde che per pura grazia trovava "simpatici" e nient'altro. Sapeva che strada doveva prendere e non aveva nessuna intenzione di perdere tempo. Nella mano mancina recava un quaderno per gli appunti e una penna. I capelli scompigliati, ondeggiavano ad ogni suo passo. Nella sua mente era impressa l'immagine di quell'animaletto che aveva scorto nei pressi del platano picchiatore, qualche giorno prima. Doveva capire cosa fosse e conoscere meglio il suo comportamento. In caso avesse voluto provare a farsi avvicinare. Stranamente Miles ignorava le persone ed era attratto dagli animali. Ecco il motivo del suo percorso verso la biblioteca. Giunse ,ben presto, all'interno della sala, scrutando con attenzione i vari libri li presenti e quell'odore di polvere e sapere che aleggiava in essa. Gli occhi freddi e chiari scivolarono su ogni studente li presente, soffermandosi poi su alcune copertine di libri dall'aspetto consumato e antico.*


    Creature volanti,...creature del deserto, creature delle acque..


    *Leggeva lentamente i titoli stampati su quei vecchi manuali di sapere. Sapeva esattamente quale libro potesse fare al caso suo, necessitava solo qualche secondo in più, qualcuno doveva averlo spostato senza averlo rimesso al suo posto. Il naso si arricciò, irritato; prima che lo sguardo ricadde su un libro a terra, dalla copertina sbiadita e verdognola. Per qualche breve secondo si potrebbe quasi dire, che Miles sorrise. Un sorriso labile e rapido come un battito di ciglia, ma pur sempre un sorriso. Le gambe si piegarono e lentamente la mano, munita dell'anello della sua famiglia, si accinse a raccogliere quel volume, facendo scivolare i polpastrelli lungo quella copertina.*


    Creature dei boschi


    *Disse leggermente con tono un po' più alto. Raddrizzò il capo e così come era arrivato, con la stessa velocità e fierezza, si portò a sedere in uno dei posti della biblioteca, spalancando dinnanzi a sè quel volume. Immagini delle più strane creature magiche, viventi nei boschi apparvero davanti ai suoi occhi. Così belle, così affascinanti. Ad ogni animale che veniva proposto, Miles si fermava, cercando di memorizzare le sembianze delle creature con il loro nome. Prima una pagina, poi un altra e ben presto… l'animale che aveva avvistato si materializzò su quelle vecchie pagine ingiallite. Gli occhi colsero il nome e le labbra si schiusero *


    Bowtrukle.


    *La figura dell'insetto a forma di ramoscello era lì, di fronte a lui. Scoccò la lingua contro il palato, prima di aprire il proprio quaderno ed iniziare ad abbozzare una copia di quell'esserino.*

  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1563
       
       

    *La biblioteca era probabilmente il luogo più tranquillo di tutto il castello, anche di sabato, quando tutti erano impegnati a godersi la giornata libera, tra quelle quattro mura piene di scaffali si poteva trovare un po’ di pace e tempo per se stessi. L’unico suono udibile era quello delle pagine dei vecchi libri ingialliti che venivano sfogliati dai pochi presenti, tra cui una ragazza immersa nei suoi pensieri. Al contrario di quasi tutte le persone presenti lei non stava leggendo un libro o prendendo appunti per mettersi in pari con le lezioni, aveva solo deciso di chiudersi per qualche ora in uno dei posti che preferiva. Però quelle poche ore alla fine era diventate molte di più, non si era neanche resa conto che era arrivato l’orario del pranzo. Se ne accorse solo quando, alzando i suoi occhi chiari, incontrò le lancette dell'inseparabile orologio da taschino di famiglia che segnavano le 13.34. Jane rimase per un attimo a pensare cosa avrebbe voluto fare, se rimanere lì oppure alzarsi e cambiare aria, ma in pochi secondo il suo capo era di nuovo chino sul foglio. In molti credevano che si rifugiava in biblioteca per studiare e che lo facesse molto spesso, invece erano più le volte in cui si recava in quel luogo per altri motivi che per lo studio. La Grifondoro non era mai stata una grande studiosa, non lo aveva mai negato, tuttavia amava rifugiarsi nella calma di quel luogo, immersa tra l’odore della pergamena vecchia e la polvere accumulata nel tempo, dedicandosi a una passione che coltivava da tempo. Certe volte leggeva, altre disegnava, oppure scriveva. Aveva iniziato a farlo per caso, in una giornata di pioggia, chiusa nella cameretta che aveva a casa dei suoi genitori adottivi. Jane era una bambina che preferiva stare sola, specialmente se l’alternativa era uscire di casa per incontrare i piccoli babbani con cui frequentava la scuola. La coppia che era diventata la sua famiglia, nella speranza che riuscisse ad aprirsi di più, aveva deciso di iscriverla a scuola, in attesa della lettera per Hogwarts, ma il loro piano era fallito troppo velocemente. Così la piccola dalla chioma lunga e rossa si era ritrovata a passare i pomeriggi in casa, dedicandosi a più attività con i genitori o chiusa in camera, a seconda dell’umore e degli impegni dei due adulti. Proprio un giorno che trascorse in completa solitudine si ritrovò nella camera immersa nel silenzio e iniziò a scrivere.
    La piuma si muoveva velocemente sul foglio, imprimendo parole casuale che forse avrebbero dato vita a qualcosa un giorno. Sul tavolo che la Casterwill aveva occupato tempo prima, erano sparsi fogli su fogli, tra cui alcuni vecchi disegni con i più svariati soggetti. Si poteva riconoscere i volti degli amici della giovane, tra cui quello sorridente di Marina e quello più serio e fiero di Gianna, oppure paesaggi che aveva catturato nel corso del tempo. Anche alla biblioteca erano stati dedicati dei disegni, che provavano a catturarne la pace con semplici righe di matita. Mentre la diciassettenne stava scrivendo qualcosa su uno dei tanti diari che aveva, anche quello ormai quasi pieno, un movimento vicino la distrasse. Era molto raro che qualcuno decidesse di trascorrere il sabato pomeriggio in quel luogo, infatti la curiosità ebbe la meglio. Jane mise da parte per un attimo quella frase incompleta, per alzare il proprio sguardo e vedere chi era arrivato.*



    ”Quel ragazzo mi è familiare…”

    *Quando vide chi era il nuovo arrivato non ricordò subito dove si fossero già incontrati, finchè non sentì la voce. Un piccolo sorriso si fece le increspò le labbra al ricordo della sera in cui aveva colto il giovane Serpeverde, insieme a altre due persone, fuori dal castello dopo il coprifuoco. Per un attimo la ragazza pensò di fare finta di nulla e restare zitta seduta a quel tavolo, collocato vicino a quello in cui si era seduto il ragazzo, ma sentire il nome che era uscito dalle labbra dell’altro era come una calamita per lei. Infondo Cura delle Creature Magiche era tra le sue materie preferite.*

    Gli Asticelli, una lettura interessante. Il Professor Largh ha tenuto una lezione molto interessante su quelle creature!

    *Disse sorridendo, facendo finta di niente mentre guardava il suo quadernino.*

    @Miles_Halter,


  • Miles_Halter

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde Barista 3MDS
       
       

    *Miles aveva preso posto ad uno dei posti a sedere della biblioteca. No, non aveva notato la figura del prefetto di grifondoro, intento a sua volta sedeva in quel luogo fatto di polvere e silenzio. Come avesse il paraocchi, si sedette al tavolo a fissare quella figura; una creatura magica, abbastanza comune, dato che lo aveva avvistato anche nei pressi del platano picchiatore, ma pur sempre una creatura. Gli occhi chiari passarano con rapidità su ogni parola, su ogni riga presente in quel pesante tomo dalla copertina verde; memorizzando con estrema facilità tutte le nozioni li scritte. Raddrizzò la schiena, prima di aprire il quaderno che si era portato con sè. La destra provò con un rapido fare ad abbozzare un disegno di quel animale munito di foglie, per poi trascrivere qualche frase. Un rumore lieve ed una voce. Raddrizzò il capo con un rapido e meccanico gesto, volgendo finalmente il viso verso la figura di @Jane_Casterwill. Assottigliò appena lo sguardo in sua direzione, per poi scoccare la lingua contro il palato, rilasciando un rumore sordo. La penna venne appoggiata al lato destro del quadernetto dalla copertina nera. *

    Non credo di aver avuto modo di seguirla.

    *Si alzò in piedi, giusto per tendere verso l'alto il braccio destro e prendere dallo scaffale sopra di lui un altro libro, questa volta dalla copertina blu scuro. Smise presto di guardare Jane, l'avevagià guardata abbastanza, per coglierne i disegni li presenti.*

    Quindi a parte riprendere gli studenti, ti intendi anche di creature magiche?

    *Aprì il libro blu, reggendolo tra le braccia e restando in piedi; sfogliò qualche pagina prima di sollevare di poco il lato destro delle labbra e quindi prendere qualche appunto sul foglio in cui aveva disegnato l'asticelli. Un velo di sarcasmo e una piccola frecciatina in merito alla serata precedente, in cui la grifondoro aveva fatto la paternale, prima di aggiungere qualcosa d'altro; forse l'interesse ad intavolare una possibile conversazione, era stato lanciato verso l'interlocutrice, se mai avesse avuto voglia di coglierlo.*

    I disegni. Di un po', li hai fatti tu?

    *Qualche secondo prima che il tomo fosse richiuso e riposizionato al suo posto. Aveva parlato troppo. Aveva sprecato fin troppe parole. Mosse le dita della mancina, per far circolare meglio il sangue e poi tornò a sedersi, riprendendo in mano la piuma.*

  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1563
       
       

    *Gli occhi chiari della ragazza rimasero fissi sulle pagine del quadernino, non aspettandosi una risposta da parte del ragazzo. Si erano incontrati solo una volta, tuttavia Jane aveva intuito che il Serpeverde non fosse una delle persone più cordiali che aveva incontrato nei suoi sette anni a Hogwarts. Per questo motivo, quando udì la voce del giovane Halter che si rivolgeva a lei, ancora con lo sguardo puntato sulle pagine, le fu impossibile trattenere un’espressione stupita. Le palpebre si allargarono, accompagnate dalla sopracciglia che si alzarono, facendo sembrare le iridi azzurri più grandi del solito, mentre ascoltava le parole dell’altro. La Grifondoro credeva che la risposta sarebbe stato solo il silenzio, oppure qualche frase molto meno educata rispetto a quella che aveva appena sentito.
    Dopo l’iniziale sorpresa Jane sollevò gli occhi, puntandoli sulla figura del ragazzo a poca distanza da lei, mentre quest’ultimo si alzava per afferrare un altro libro da uno dei tanti scaffali che popolavano la biblioteca. Il piccolo sorriso che le erano spuntato in viso poco prima, tornò nuovamente alla vista di quel libro che anche lei aveva sfogliato più di una volta. La Casterwill non ne aveva mai parlato con nessuno, neanche con le sue amiche, ma proprio a causa della sua passione per le creature magiche aveva pensato di voler intraprendere una carriera collegata ad esse. Tuttavia, nel corso del tempo, era diventata incerta di quella scelta. Mentre Miles continuava a parlare, stando in piedi sfogliandoil libro, Jane posò la piuma che aveva tenuto per tutto il tempo nella mano destra, prima di chinarsi e frugare nella propria borsa. Dentro quell’oggetto, che una volta si rifiutava di utilizzare, teneva praticamente tutto, dagli oggetti apparentemente più inutili agli appunti delle lezioni, specialmente quelle che le interessavano di più. Infatti, come già sospettava, si ritrovò a stringere nelle mani un plico di fogli segnati con la sua inconfondibile grafia. Sua sorella gemella le aveva sempre detto che amava la sua scrittura, leggera e forse fin troppo piccola certe volte, al contrario della diciassettenne che non riusciva a leggere quella dell’altra Casterwill.
    Quando il ragazzo le lanciò la frecciatina per il loro primo incontro, che la Grifondoro stava aspettando da quando si era accorto della sua presenza, lei tornò a sedersi composta, lanciando con poca grazia il blocco di fogli sul tavolo.*

    Mister “mi incuriosiscono le punizioni”, per tua fortuna Cura è tra le mie materie preferite e ho qui con me gli appunti di quella lezione. Se ti servono prendili pure, basta che mi tornino intatti, non ho nessuna intenzione di riscrivere tuttto!



    *Con una mano Jane avvicinò gli appunti al ragazzo, facendoli scivolare sulla superficie di legno scuro, mentre una leggera risata lasciava le sue labbra. Era convinta di non essersi sbagliata su quel ragazzo, frecciatine sempre pronte, occhi enigmatici, volto inespressivo e di poche parole. Ma quel giorno le sembrava in vena di conversare.
    Passarono un paio di minuti in cui il ragazzo rimase a fissare il libro alla ricerca di altre informazione e la diciassettenne si rimise a scrivere, finché non sentì di nuovo la voce di Miles. Gli occhi di Jane si fissarono sui disegni sparsi sul tavolo, notando subito quello che ritraeva la sua amica che ormai da giorni era scomparsa. La sua espressione si fece subito seria. Erano tante le persone che aveva disegnato nel tempo, alcune le vedeva tutti i giorni, altre invece erano sparite da tempo, tra cui qualcuno che non era più tornato. All’idea che anche Gianna sarebbe potuta sparire come loro i pugni della ragazza si chiusero a pugno.*

    Si, li ho fatti tutti io. Tu sai disegnare o ti improvvisi artista solo per le creature magiche?

    @Miles_Halter,


  • Miles_Halter

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde Barista 3MDS
       
       

    *Non era mai stato un tipo di molte parole. Le parole sono sempre viste come qualcosa di pericoloso. Uno strumento che, se ben conosciuto, poteva "operare" sulle menti altrui, quasi come avrebbe potuto fare la magia stessa; solo senza incalanatori magici; semplice "manipolazione verbale". La retorica, l'arte del parlare era una disciplina che stava a cuore a suo padre. Come sarebbe potuto essere diversamente? Era un uomo di fama, al quale spettava prendere decisioni importanti, in poco tempo e la capacità di convincere gli altri ad appoggiarlo era essenziale. Suo padre lo aveva sempre fatto; in un modo o nell'altro spingeva sia lui che Clyde, suo fratello, ad obbidirgli. Se non funzionava la persuasione, passava alle punizioni corporali. Segni che erano rimasti impressi su corpo e anima del serpeverde. Se si parlava di scheletri nell'armadio, Miles ne aveva a bizzeffe; tutti ben celati e che non staremo a spiegare ora. Il suo atteggiamento freddo e distaccato però, mutava inevitabilmente, quando si trattava di relazionarsi con le creature magiche, loro lo comprendeva, erano simili a lui per molti aspetti. Le dita affusolate della mancina scivolò nuovamente sul disegno dell'asticello. Si, non era di molte parole. Se non era il caso, non sprecava fiato ma ora ne valeva la pena,no? Decisamente. Un fruscio lieve e con la coda dell'occhio il giovane figlio di Salazar potè notare la figura di @Jane_Casterwill alzarsi dalla sua postazione e avvicinarsi a lui, con in mano qualcosa. Non rivolse totalmente volto e attenzioni alla grifondoro, concentrandosi su quei libri che stava sfogliando. Fece scivolare la punta della lingua lungo l'arcata superiore dei denti, prima di abbassare lo sguardo grigio sui fogli che l'altra appoggiò sulla superficie lignea. Un gesto meccanico del capo, per squadrarli; mettere a fuoco la scrittura ed infine leggerne il titolo. La voce della grifondoro, giunse poi alle suo orecchia. Lo sguardo si sollevò di poco, squadrando l'altra con attenzione*

    Mi stai davvero cedendo i tuoi appunti? Non temi che non ti possano più tornare integri?



    *Sollevò di poco il sopracciglio destro, prima di sollevare l'angolo destro delle labbra con una certa aria losca e divertita. Agitò le dita della destra prima, di posarle sui fogli che l'altra gli aveva ceduto, per attirarli a sè. Adoperò poi entrambe le mani, per tentare di sistemarli e poi inserirli tra la copertina e la prima pagina del suo quaderno. Insomma, aveva accettato l'offerta, ma ovviamente nessuna parola di ringraziamento venne espressa. In cambio però l'attenzione scivolò sui disegni altrui, registrando la risposta che gli era stata data. Non rispose subito alla domanda, soffermandosi sul disegno che rappresentava il volto di Gianna, con la quale aveva avuto modo di scambiare qualche parola fugace e dove probabilmente la grifondoro l'aveva odiato.*

    Mmm... quella è Gianna? Beh prefetto, non te la cavi male.

    *Concluse raddrizzando la schiena contro lo schienale della sedia, prima di infilare la mano destra nella tasca del mantello scuro, tastando con la mano il contenuto.*

    La mia arte è dedicata solo alle creature magiche, non ho mai disegnato altro e non vedo perchè dovrei farlo. Disegno solo soggetti interessanti.

    *Le labbra premettero tra loro prima che la destra estrasse dalla tasca del mantello una mela rossa e con un un rapido gesto proverebbe a lanciarla verso Jane, sia ben chiaro non con l'intento di tirargliela addosso, ma di regalargliela. Il lancio infatti sarebbe accompagnato da una frase breve e concisa *

    Vuoi una mela?

    *Il viso rimase sempre imperturbabile, ma comunque ora lo sguardo era effettivamente rivolto totalmente verso la sua interlocutrice. Forse, un gesto per sdebitarsi degli appunti o giusto per fare, non lo fece capire muvoendosi con rapidità e noncuranza.*

  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1563
       
       

    *C’era una cosa che Jane amava particolarmente disegnare: gli occhi. Per molti erano tra le parti del corpo più complicate, ma lei si divertiva a tentare di cogliere le tante sfumature delle iridi, la luce che emanavano, le emozioni. Quando quelli chiari di lei si incrociarono con quelli del ragazzo con cui stava parlando, non riuscì a trattenersi dall'osservarli con attenzione. Da quando i due avevano iniziato a conversare erano più le volte in cui la Grifondoro si ritrovava a fissare il capo di Miles che i suoi occhi e le sembrò strano poterlo guardare in viso, per più di due secondi.
    Il ragazzo, a modo suo, accettò gli appunti sull’argomento che tanto gli interessava. La Casterwill non si aspettava un grazie o qualsiasi altro segno di riconoscimento, era certa che Miles non lo avrebbe mai fatto, infatti non rimase stupita dalla sua serazione. Non poteva dire di conoscere quel ragazzo, all’apparenza freddo e misterioso, tuttavia non era il primo Serpeverde con queste caratteristiche che incontrava. Occhi e carattere freddo, risposte pungenti e sorrisini loschi...quando vide l’espressione del ragazzo non riuscì a trattenere un verso, misto tra una risatina e uno sbuffo. Tuttavia rimase in silenzio, osservandolo mentre riponeva gli appunti dentro il suo quaderno. Non aveva pensato alla possibilità di non rivederli più tutti interi? Certo che sì, ma nella sua stanza una copia l’attendeva insieme a molti altri fogli.
    L’attenzione di entrambi si focalizzò sui disegni sparsi sul tavolo. Come aveva già fatto con Jane un ritratto catturò l'attenzione del ragazzo, mentre lei sentiva le unghie confidarsi nel palmo della mano. La sensazione che aveva da quando era stata data la notizia della scomparsa di Gianna era una: inutilità. Al castello la vita andava avanti, nonostante le ricerche degli adulti e qualche chiacchiericcio, alla Grifondoro sembrava sempre troppo poco. Non aveva vergogna di ammettere che se al posto della sua amica ci fosse stato qualcun altro non avrebbe mai reagito in quel modo, tuttavia era proprio lei uno degli studenti scomparsi e la voglia di andare a cercarla era troppo forte.
    Mentre Miles parlava la diciassettenne cercò di concentrarsi sulla sensazione delle unghie che segnavano la pelle e le parole di lui, cacciando i cattivi pensieri. Per sua fortuna Jane era brava a nascondersi quando voleva e in quel momento un sorriso divertito diventò la maschera perfetta.*

    Wow sono sbalordita...credo che questo sarà il complimento più bello che sentirò uscire dalla tua labbra!

    *Con un sorrisino beffardo la ragazza rivolse il proprio sguardo sulla figura del Serpeverde, seduto sulla sedia con la schiena dritta, aspettandosi qualche altra risposta pungente da parte sua. Probabilmente i due avrebbero potuto dare il via a una battaglia di frecciatine infinita, passando da un argomento all'altro.*

    Io ritengo che disegnare le persone sia molto interessante. Attraverso i ritratti puoi cogliere cose che solitamente non vedresti e non parlo delle rughe!

    *La mano destra della giovane, adornata da qualche anello, passò distrattamente su una pila di fogli segnati dal tratto delle matite e dei colori. C'erano volti felici, altri seri, anche quelli tristi, Jane non voleva solo rappresentare la fisionomia delle persone ma catturare qualcosa di più, che spesso non si riesce a vedere. Per lo meno ci provava!
    La ragazza riportò ben presto l’attenzione sul suo interlocutore, quando sentì di nuovo la sua voce. Subito rimase sorpresa dalla domanda, finché non si rese conto del frutto che stava attraversando lo spazio che lo divideva. Da brava cacciatrice della squadra di Grifondoro, ruolo che ricopriva ormai da anni, prese al volo la mela mentre era ancora in aria, tenendola saldamente nella mano destra. Nonostante il Quidditch fosse stato annullato a causa del Torneo, Jane non aveva rinunciato ai suoi allenamenti e evidentemente i suoi riflessi non si erano assoluti in quel periodo senza partite.*

    Molto volentieri, ti ringrazio!

    *Disse prima di avvicinare la mela rossa alla bocca e affondare i denti nella succosa polpa. Fu quello il momento in cui gli occhi dei due si incontrarono per davvero, mentre lei non abbassava lo sguardo gustandosi quello che le sembrò un modo per dire grazie, osservando gli occhi chiari di Miles che per la prima volta da quando erano lì la guardavano. Jane ancora una volta non riuscì ad interpretare quello sguardo vuoto e il volto imperturbabile che portava più maschere del suo.*

    @Miles_Halter,


  • Miles_Halter

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde Barista 3MDS
       
       

    *Un rapido scambio di sguardi. Miles non era uno di tante parole o sarebbe meglio dire... non era un tipo da molte parole vere. La loquacità del ragazza doveva essere abbastanza conosciuta ormai ma il punto era che mai si esprimeva davvero. La linea sottile tra la sua serietà e la sua ironia erano così vicine, così sovrapponibili che difficilmente si poteva constatare cosa effettivamente stesse intendendo o pensando. Continuò quindi a far scorrere il suo sguardo freddo ed apatico lungo quel fiume di parole che conteneva il volume sottostante. La mente registrava quelle caratteristiche, quelle informazioni e la sua mente in un qualche modo contorto si immaginava l'asticello davanti a lui, quasi fosse un'allucinazione. Sembrava così reale che tutto quello che leggeva si animava, prendeva un senso e quelle informazioni rimanevano inculcate in quella testa scura. L'attenzione si spostò ben presto su altro, sui disegni di @Jane_Casterwill. Quella ragazza aveva talento, ma di certo non lo avrebbe ammesso facilmente, o almeno non glielo avrebbe detto. Ecco quindi che si era sprecato in quel commento conciso e di cui l'altra aveva colto il punto. Di più da lui non avrebbe avuto. Non alzò il viso dal tomo, sollevando il lato destro delle labbra con lieve ironia.*

    Beh, cosa credi? Sono gentile anche io a volte.

    *Rimase in ascolto di quelle parole altrui. Il potere degli occhi? Il potere dello sguardo, eh? Non ci aveva mai pensato i riflettuto in alcun modo su. Pensieri di altro tipo varcavano la soglia di del serpeverde. Gli occhi grigi erano fissi sull'asticello li presente, non stava più leggendo. Le sopracciglia si sollevarono appena e raddrizzando le spalle, il capo si inclinò in direzione della prefetto di grifondoro.*

    Quindi chi disegna sa cogliere l'essenza delle persone,eh? E tu suppongo sappia farlo, dato che disegni..

    *Un cenno del capo verso i disegni che l'altra aveva con sè e un'idea si iniziò a concretizzare nella mente del ragazzo. Un sorriso dei suoi, pieno zeppo di emozioni contorto e inespresse, ambigue.*

    Disegnami allora. Vediamo se riesci a superare questa maschera.

    *Una sorta di sfida, prima che le lanciasse quella mela, annuendo al ringraziamento senza dire altro. Le dita della destra si mossero appena e la lingua scoccò contro il palato. Pochi secondi e il viso volse nuovamente altrove, perdendosi in qualche pensiero opaco e distante. Non sapeva quasi nulla della grifondoro e ne era consapevole. Forse era il caso di rimediare, stava cercando di conoscere a suo modo, più persone possibili li dentro.*

    E sentiamo prefetto, qual'è la tua storia? Storia tragica e difficile? O banale e scontata? Conflitti famigliari o che?

    *Insomma chiese in maniera schietta, senza giri di parole con il solito tono sarcastico. Un tentativo di iniziare una conversazione o forse sarebbe meglio dire di continuarla .

  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1563
       
       

    *Coraggio, audacia, fegato e cavalleria, gli elementi tipici di un Grifondoro, decantati ogni primo settembre dal Cappello Parlante ormai da secoli. Caratteristiche che non si addicevano sempre a tutti i giovani che portavano sul petto lo stemma con il leone. Jane si era chiesta più volte per quale motivo il magico manufatto avesse scelto proprio quella Casa per lei. Spesso si ritrovava a pensare a se stessa in altre vesti, ad esempio con i colori verde e argento sulla propria divisa. In ogni caso, con qualsiasi colore, era certa che non si sarebbe mai tirata indietro davanti a una sfida.
    Mentre masticava il pezzo di mela, gustandone il sapore, l’angolo destro delle labbra si sollevò, in un sorrisino piuttosto simile a quello che solitamente caratterizzava il ragazzo che aveva davanti. Miles aveva subito colto la palla al balzo, ma anche confuso le parole della ragazza. La Grifondoro era sicura delle sue parole, di ciò che attraverso il disegno si poteve esprimere (anche se non era la prima attività alla quale pensava quando aveva bisogno di alleggerirsi l’animo), tuttavia non era certa di riuscire nel suo intento. I suoi erano solo tentativi maldestri, riusciti oppure no non lo sapeva. Come era successo qualche minuto prima, questa volta con la mela tenuta saldamente tra i denti, dopo aver rivolto una veloce occhiata al Serpeverde, la ragazza si piegò per raccogliere qualcosa dalla borsa. Dentro quell’involucro di pelle, rovinato dal tempo, custodiva di tutto, dalle pozioni indispensabili in caso di emergenza, agli oggetti necessari per le lezioni e ovviamente non mancavano gli attrezzi da disegno. Custoditi in varie scatole ordinate erano disposte matite, colorate e non, acquerelli, fogli da disegno e persino qualche piccola tela sempre pronta per essere usata. Quando si mise nuovamente composta sulla sedia, Jane iniziò a posizionare sulla superficie lignea gli utensili che aveva intenzione di utilizzare, tra cui i suoi tanto amati colori ad olio. Il suo primo approccio con quella tipologia di pigmenti non era stata delle migliori, aveva infatti impasticciato tutta la tela e i suoi abiti, ma con il tempo erano diventati i suoi preferiti.*

    Credo che tu abbia frainteso le mie parole, io non sono in grado di farlo, ci provo e basta! Tuttavia sono lieta di accettare la tua sfida, anche se mi ci vorrà un po’ vista la scelta dei colori, che ritengo i più adatti in questo caso.

    *Con tono tranquillo, dopo aver tolto la mela dalla precedente ubicazione, si rivolse al ragazzo, con gli occhi distratti dal movimento delle sue stesse mani. Uno alla volta dispose le cose necessarie per iniziare quel nuovo ritratto. Allineò minuziosamente, forse troppo, le matite in ordine di durezza della mina, dalla più morbida alla più dura, sicura che quella disposizione sarebbe durata poco. Con un veloce movimento della bacchetta il caos che aveva causato con le sue cose sparì, i vecchi disegni tornarono al proprio posto, così come il diario, lasciando spazio alla piccola tela candida. Le ultime parole di Miles accompagnarono ogni gesto della diciassettenne. “Maschera” lui per primo aveva ammesso di indossarne una e aveva sfidato a Jane di superarla. Era solo una prova o una richiesta? Lei stessa sapeva quanto fosse difficile liberarsene, proprio per questo sperava di riuscire a superare quella barriera tramite ogni piccola pennellata. Con una matita dalla grafite dura inizio a tracciare le prime linee del volto ben delineato del ragazzo, per iniziare a scalfire la pietra, fin quando lui non riprese la parola. Il tratto leggero prodotto dal movimento della mano si interruppe subito. Miles le aveva appena chiesto la sua storia. Le azioni della Casterwill non si fermarono per lo stupore, piuttosto perché aveva bisogno di soppesare al meglio le parole. Voleva conoscere quella storia che non era riuscita a dire neanche alle sue migliori amiche per anni, quella trama che avrebbe voluto nascondere anche a se stessa, cucita ormai sulla sua pelle. Verità o bugia? Questa era la scelta che aveva davanti, un bivio in cui si era ritrovata troppe volte. Jane odiava quei momenti, anche se sapeva essere più che normali tra due persona che cercano di fare conoscenza. Ma la paura delle parole dopo quell'estate era cresciuta ancora di più, perché un nome rimbombava nelle sue orecchie ogni volta che ci pensava. James Hatwood era il suo tormento. Verità o bugia?
    La destra tornò a muoversi delineando la base del ritratto, che man mano avrebbe preso forma, fingendo che quella domanda non avesse scaturito una lotta all’intero della sua mente.*

    Niente di clamoroso o degno di nota in realtà, solo una vita normale, come quella di molte altre persone tra queste mura. Le solite cose sai?

    *Jane alla fine decise di rimanere sul vago, sperando che il cognome che portava non fosse conosciuto anche da lui. Senza alzare lo sguardo dalla superficie bianca si premurò di rigirare subito la domanda, nella speranza che la conversazione sarebbe proseguita ma su altri fronti.*

    Tu invece Jack Frost? Cosa nascondi dietro questa maschera?

    @Miles_Halter,


  • Miles_Halter

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 443
        Miles_Halter
    Serpeverde Barista 3MDS
       
       

    * Rimase in ascolto, appoggiandosi nuovamente allo schienale della sedia, cercando un appoggio migliore. Si, stare fermo non era proprio il suo forte e ormai quasi tutto lo avevano potuto intuire. Gli occhi non volsero quasi mai su @Jane_casterwill, se non per pochi concisi ma preziosi secondi. Però, sebbene non la guardasse e i suoi occhi freddi fossero sempre rivolti a quel tomo aperto davanti a sè, l'ascoltava con attenzione. Ne studiava le parole. Radrizzò la schiena, mentre le labbra si schiusero, la lingua scivolò lentamente lungo il contorno labbra e il viso roteò di poco la sua angolazione, volgendo lo sguardo alla grifondoro. Parlava di colori, guardare oltre e altre cose di cui aveva solo sentito parlare ma mai aveva avuto modo di "sperimentare". Era diventata una sorta di sfida, vedere se l'altra avrebbe colto qualcosa di lui, ne era davvero curioso. *

    mmmh.. e sentiamo, che colori credi siano più adatti per me? Per il mio essere?

    *Arricciò le labbra, prima di distogliere nuovamente lo sguardo. Lo sollevò lo sguardo verso il soffitto della stanza, come se stesse cercando qualcosa. La mancina si strinse appena a pugno, con un gesto deciso per poi tornare ritto sulla sedia. Qualcosa non andava. Sembrava come che il tempo si fosse fermato o qualcosa di simile. Gli sembrava che fossero passate ore da quando aveva iniziato quella conversazione ed invece non era così. Mai nulla è come appare, avrebe dovuto ricordarsene. L'altra aveva preso a disegnare, non gli era sfuggito quel dettaglio. Indietreggiò con la sedia per tornare in piedi. Si sgranchì le gambe , per poi portare le articolazioni superiori verso il soffitto e tenderle. Fece tutto con naturalezza, senza preoccuparsi della presenza altrui o di chicchesia. Non sbirciò la sagoma che l'altra stava creando, lasciandole tempo, senza fretta, dopotutto di quello ne avevano in abbondanza, almeno per ora. Recepì quella risposta alla propria domanda e di scatto, con fare automatico il volto volse verso Jane: "Le solite cose, sai?". Una lieve incurvatura delle labbra, prima che le mani sbattessero contro le cosce.*

    Non ho mai sentito una bugia peggiore di questa! Non prendermi per un ingenuo, se non vuoi parlarne ,fai prima a dirmi che non vuoi.

    *Era sbottato per qualche secondo, per quanto sia il tono che il volto erano rimasti così: piatti e calmi come il mare prima della tempesta.*

    Non sei brava a mentire, dico bene?

    *Una smorfia divertita, prima che la domanda gli fosse rigirata. Il sopracciglio destro si sollevò appena a quell'appellativo.*

    [color=#008080] Jack Frost? e questa da dove ti è uscita? Dietro alla mia maschera? Chi ti dice che ne abbia una?[ /color]

    *Un sorriso amaro e freddo fece capolino per qualche rapido secondo. Non aveva una maschera, ne aveva di più di una.*