• Sinfo_Arfen

    Tassorosso Ad Honorem Insegnante Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 2589
        Sinfo_Arfen
    Tassorosso Ad Honorem Insegnante Certificato
       
       

    Novembre stava per finire, ma il freddo pungente che preannunciava il clima tipico di dicembre tardava a farsi sentire. Tutto ciò fece preoccupare un po’ l’insegnante di Erbologia, per lei non era un bene che i climi cambiassero così tanto durante l’anno, perché significava che qualcosa non andava nell’ecosistema.
    Tutti questi pensieri turbinavano nella mente di Sinfo, mentre si preparava per la lezione che avrebbe tenuto quel giorno. Diversamente dal solito avrebbe fatto nel pomeriggio per godere meglio della luce e del tepore del sole, evitando così di stare fuori durante le ore fredde del mattino.
    Dopo aver messo la mantella e la sua solita sciarpa da vecchia tassorosso, la docente si incamminò verso la serra numero 3, dove l’attendevano delle magnifiche piante da tè che aveva curato in quei giorni con particola amore. Inoltre, da lì a poco, sarebbero arrivati anche gli studenti, quindi si sbrigò e raggiunse il luogo della lezione con passo più veloce.



    Mancavano ancora un paio di minuti, quindi ne approfittò per assicurarsi che fosse tutto a posto, dopo di che la serra iniziò a gremirsi di studenti del quarto e quinto anno.

    ”Bene ragazzi, come al solito vedo che vi guardate in torno per identificare l’argomento del giorno, quindi oggi inizierò con un indovinello.
    Chi sa dirmi che pianta è questa?”


    Con un colpo di bacchetta Sinfo fece apparire un esemplare di una pianta d’avanti a se e agli studenti



    Per qualche secondo piombò il silenzio, si sentiva appena un brusio di voci che cercava di individuare la risposta al quesito, poi si levò la mano di una tassorosso del quinto anno. Subito l’insegnante concesse la parola alla giovane tassetta.

    ”Professoressa, se non sbaglio si tratta di una pianta da tè.”

    L’esitazione della ragazza fece un po’ sorridere Sinfo, in qualche modo le ricordò se stessa quando ancora studiava, ma ritorno subito in se per rispondere alla ragazza.

    ”Giusto, questo è un esemplare di pianta da tè. Cinque punti a Tassorosso!

    Per l’esattezza, il suo nome scientifico è Camellia sinensis, ma può assumere altri nomi in base alle diverse classificazioni botaniche, come Camellia thea o Thea sinensis. In ogni caso il suo nome è di origine latina, di fatti sinensis significa cinese, mentre Camellia deriva dal nome latinizzato di Georg Joseph Kamel, un gesuita di fine Seicento che fu un celebre botanico. Tuttavia non fu lui a scoprire e a dar nome alla pianta, ma fu Carlo Linneo, ideatore della tassonomia, a voler denominare in questo modo la pianta in onore al contributo che il gesuita dette alla scienza.
    Come potete vedere dall’esemplare, la pianta del tè ha foglie sempreverdi, coriacee, di forma variabile secondo le specie coltivate dalle dimensioni che variano dai 4 ai 15cm di lunghezza e dai 2 ai 5cm di larghezza, ma sempre dentate, mentre i fiori grandi, che possono essere bianchi o gialli, odorano di gelsomino. Allo stato selvatico può raggiungere i 10 metri di altezza, ma nelle piantagioni viene tenuto basso con frequenti potature.



    Dalle foglie della Camellia sinensis viene prodotto Il tè, originario dell’Assam e degli altipiani del Tibet e della Cina. In quest’ultimo Paese fu coltivato intensivamente soltanto dal VI secolo dopo Cristo, mentre in Giappone venne importato nell’XI secolo, in India lo si introdusse soltanto nell’Ottocento, quando gli Inglesi trovarono più conveniente produrlo invece di importarne le foglie dalla Cina. A Ceylon, l’attuale Sri Lanka, la sua coltura ebbe inizio verso la fine del secolo, quando si scoprì che l’isola poteva fornire un tipo di tè molto aromatico. In Europa lo si conobbe più tardi, alla fine del XVI secolo, ma già alcuni viaggiatori ne avevano scritto, soprattutto quelli rinascimentali, come Giovanbattista Ramusio e il missionario portoghese Luis Almeida.
    Ci volle la metà del Seicento per far spopolare l’uso del tè in Europa, grazie all’Inghilterra, che nel 1645 fece arrivare la prima cassa di tè. Come tutte le novità anche il tè incontrò molte resistenze. Vi fu persino chi, come Jonas Hanaway, sosteneva che bevendolo, gli uomini perdessero statura e le donne avvenenza. In seguito, nell’Ottocento, sempre in Inghilterra, nacque un’usanza tipicamente inglese, lo afternoon tea, il tè pomeridiano delle signore, inventato secondo la tradizione della duchessa di Bedford, Anne Mary Stanhope. Questa tradizione in realtà risulta un rito profano che copia stravolgendo le cerimonie orientali del tè.”


    Appena l’insegnate concluse la frase, una studentessa di Grifondoro alzò la mano agitandola, per riuscire ad attirare l’attenzione della docente, che dopo qualche istante le diede la parola.

    ”Professoressa, ci può parlare della cerimonia del tè orientale?”

    Sinfo fu piacevolmente colpita dalla domanda della ragazza, ciò dimostrava la curiosità della giovane, ma anche che la lezione stava piacendo. Purtroppo, però, non poteva dilungarsi molto in particolari, altrimenti rischiava di tenere gli studenti lì tutto il pomeriggio, facendogli perdere le altre lezioni.

    ”Di sicuro è molto interessante parlare della cerimonia del tè e apprezzo la tua domanda, ma rischieremmo di dilungarci troppo. Magari ne parleremo in un’altra lezione. Invece vi parlerò di alcune leggende e del significato che assume la pianta del tè in alcune culture orientali.
    Secondo un’antica leggenda, Bodhidharma, ventottesimo patriarca dopo il Buddha, dopo aver trascorso anni e anni concentrato nella meditazione cedette al sonno. Al risveglio, mortificato per la debolezza, si taglio le palpebre per impedire loro di calare ancora sugli occhi impedendo la veglia meditativa. Le palpebre, cadute a terra, si trasformarono nella pianta del tè, che possiede la virtù di tenere vigile la facoltà intellettiva e le cui foglie a mandorla ne rammentano l’origine.
    Invece, in India si diceva che un monaco buddhista avesse fatto voto di restare sveglio per sette anni di meditazione, ma verso il quinto fu assalito dalla sonnolenza, cui stava per cedere. Riuscì a vincerla masticando continuamente le foglie di un arbusto che cresceva nelle vicinanze.
    I Cinesi infine raccontavano che nell’anno 2737 l’imperatore Shen Nong aveva ordinato alla servitù di bollire all’aperto l’acqua che voleva bere. Per sorvegliare l’operazione si era seduto sotto un alberello. Una folata di brezza stacco alcune foglie dell’albero facendole cadere nel recipiente dell’acqua ormai calda. Grazie a quel provvidenziale venticello l’imperatore per primo la bevanda, trovandola non soltanto gustosa ma anche euforizzante.
    Infatti, il tè è uno stimolante del sistema nervoso grazie alla presenza nelle foglie di teobromina, teofillina e caffeina, la cui percentuale varia dall’1,5 al 5 per cento secondo il tipo di pianta. Inoltre, contiene una quantità di tannino, che può variare dal 5 al 25 percento, con proprietà astringenti per l’intestino, e per il 5-8 per cento ceneri ricche di calcio, sodio, potassio, magnesio, ferro rame, fosforo, fluoro e vitamine del gruppo B, e in fine, per l’1 percento, oli essenziali che lo rendono diuretico e digestivo.
    Dalla scoperta fatta dall’imperatore cinese, il tè fu coltivato nei giardini imperiali da giovani giardinieri scelti fra i più sani e che non dovevano mangiare aglio e cipolla per non contaminare la pianta con odori acri. Il raccolto avveniva tra la fine della luna di febbraio e l’inizio di quella di marzo da raccoglitori con mani pulitissime, lavate per sette volte di seguito e protette da guanti di seta.
    Oggi giorno la pianta del tè viene coltivata soprattutto in zone tropicali e subtropicali, nelle quali le precipitazioni possono raggiungere i 2 metri all'anno. Il terreno ideale per questa pianta è quello acido e permeabile, senza ristagni d'acqua. Tuttavia viene coltivata in tutti i continenti, anche in regioni molto più a Nord delle aree citate prima, come ad esempio la Cornovaglia, oppure negli Stati Unti nello Stato di Washington. La temperatura ideale è infatti tra i 10° e i 30 °C , e le coltivazioni possono trovarsi anche a 2.500 m di altitudine, dove spesso si ottengono i tè più pregiati. La vita produttiva della Camellia sinensis comincia generalmente dopo 3-4 anni dalla semina, e dura per qualche decina d'anni, anche se esistono esemplari selvatici che superano il secolo d'età.
    Della Camellia sinensis bisogna sapere anche che oltre alle foglie, usate per fare il tè, vengono usati anche i semi. Infatti possono essere spremuti per ottenere un olio dolciastro usato in cucina, da non confondersi però con l'olio essenziale, chiamato dell'albero del tè, che in realtà è estratto da un’alta pianta, la Melaleuca alternifolia, ad uso cosmetico e medico. L'olio di semi di tè viene spremuto a freddo dai semi di Camellia oleifera o di Camellia sinensis, in Giappone anche dai semi di Camellia japonica, ha un elevato punto di fumo (250 °C) ed è l'olio da cucina principale in alcune province meridionali della Cina, quali lo Hunan. L'olio di semi di tè assomiglia all'olio d'oliva e all'olio di vinaccioli d'uva per le sue eccellenti proprietà di conservazione e il ridotto contenuto di grassi saturi. L'acido oleico monosaturo può comprendere fino all'88% degli acidi grassi. Inoltre è ricco di vitamina E e di altri antiossidanti, per di più sono assenti i grassi trans naturali. Oltre all'impiego come condimento, per salse, fritture e produzione di margarina, l'olio di semi di tè viene utilizzato per produrre sapone, olio per capelli, lubrificanti, vernice e un olio antiruggine nonché nella sintesi di altri composti ad alto peso molecolare. L'olio di semi di tè giapponese viene anche impiegato per il trattamento dei capelli dei lottatori di sumo e per la tempura.”


    La professoressa di Erbologia si prese qualche istante per riposare la voce. Aveva parlato molto a lungo, spiegando tutto ciò che c’era da dire sull’argomento e gli studenti l’avevano seguita appuntando ogni sua parola. Per fortuna, sia sua sia degli studenti, la lezione stava terminando. Le mancava solo da dare i compiti.

    ”Mi sembra di aver detto tutto, quindi per oggi la lezione e finita. Ovviamente, prima di andarvene ricordate di prendere i compiti!”

    Con un lieve tocco di bacchetta l’insegnante fece apparire diversi cartoncini con le consegne dei compiti, che svolazzarono nelle mani di ogni studente.


    Citazione:

    MODULO A (max 15 punti)

    QUIZ

    Leggete attentamente la lezione per svolgere al meglio il quiz!

    MODULO B (max 15 punti)

    Domanda facoltativa

    Parla degli usi e delle proprietà della pianta del te, soffermandoti anche su i cenni storici citati nelle lezione.

    Non si accettano copia-incolla, altrimenti il compito verrà considerato nullo!




    La domanda del MODULO B va mandata (QUI) entro il 29/12

    Il punteggio massimo del compito e di 30 punti (15+15) se svolto entro il 29/12, dopo tale data si potrà svolgere solo il Modulo A





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