• Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 320806
       
       

    Il sole splendeva alto in cielo in quella mattina di fine gennaio ma a Charlotte docente di Arti Oscure poco importava.
    Nell'aula dove insegnava la luce del sole filtrava a fatica dalle piccole finestrelle costringendola ad accendere tutte le lampade ad olio della grande stanza.
    I banchi di legno grezzo erano pronti per essere occupati dagli studenti che, oramai, erano tornati sui banchi di scuola senza nessun pensiero. L'ex Serpeverde adorava insegnare, anni e anni prima non l'avrebbe mai detto ma stare a contatto con le giovani menti, che passavano a Hogwarts, la faceva sentire realizzata.
    Di acqua sotto i ponti ne era passata e alla fine era riuscita a vedere l'orizzonte nonostante le tempeste che aveva attraversato. Il Lupo Mannaro che aveva terrorizzato Hogwarts e i suoi dintorni era stata catturato e tutti quanti potevano tirare un respiro di sollievo.
    Mentre continuava a pensare a ciò che era accaduto nei giorni precedenti la ex Serpeverde si stava dirigendo verso la propria aula nei sotterranei, infatti quella mattina avrebbe tenuto una lezione aperta a tutti.

    “Buongiorno.”

    Disse salutando gli studenti già presenti. Non lo diede a vedere, ma era assai sorpresa nel vedere studenti già ai banchi e pronti per la lezione di quel giorno. Probabilmente l'esercitazione di qualche giorno prima aveva “ri-attirato” l'attenzione degli alunni sulla sua materia.
    Una volta difronte alla cattedra si voltò osservando l'intera classe.

    “Nelle precedenti lezioni abbiamo parlato del Satanismo e delle sue origini. Abbiamo anche parlato della figura di Satana nelle varie religioni.”

    Affermò.
    Avevano affrontato molto su quell'argomento difficile ed era giunta l'ora di proseguire. Quel giorno infatti avrebbero iniziato un nuovo capitolo di quella materia così complicata, avrebbero finalmente iniziato ad approfondire l'argomento DEMONOLOGIA.
    Quando raccontò il nuovo argomento all'intera classe alzò il tono della voce alla fine, attirando l'attenzione di tutti, anche di chi scambiava bigliettini con le ragazze sedute nella terza fila di banchi. Quando ebbe di nuovo l'attenzione di tutti su se stessa, e sulla sua materia scolastica, tornò a parlare.
    Non avrebbero affrontato, nella Demonologia, la figura di Satana perchè tutti quanti più o meno conoscevano tutto sul quello che per la religione cristiana era un arcangelo ribelle caduto al centro della terra.
    La professoressa Mills si avvicinò alla lavagna in ardesia e scrisse qualcosa.

    Citazione:
    ASTAROTH
    BELZEBU'


    Astaroth e Belzabù erano i primi due demoni che avrebbero affrontato.
    Erano sempre legati al Satanismo, ma erano l'inizio per il nuovo argomento. Dovevano andare avanti e non potevano soffermarsi in eterno su una cosa sola, almeno quello era quello che lei pensava.
    Rimase ad osservare.
    La sua materia scolastica non era apprezzata anzi, molti la additavano come pericolosa o addirittura inutile.
    Il primo che affrontarono, durante quella nuova lezione, fu Astaroth. Ne avevano accennato nelle precedenti lezioni, riguardo uno dei simboli legati al Satanismo, ma quel giorno avrebbero approfondito la figura di quel demone assai antico e potente.

    ”Astaroth: cosa avete appreso durante le ricerche in Biblioteca per la precedente lezione?”

    “Secondo la gerarchia infernale, comanda 40 legioni di demoni e possiede 4 assistenti: Aamon, Pruslas, Barbatos e Rashaverak.”

    Disse una ragazzina che aveva visto poche volte qua e la per il castello, ma che aveva conosciuti meglio durante l'esercitazione di qualche giorno prima. Si chiamava Marissa e apparteneva alla casata di Tassorosso.
    La sua risposta era corretta. Comunemente la demonologia attribuiva anche il ruolo di braccio destro di Satana, altre tradizioni invece affermavano che Astaroth fosse a capo di un gruppo di demoni chiamati Gamchicolh, spiriti dell’impurità e perturbatori di anime.
    Sapeva che per molti dei presenti tutto quello poteva risultare incomprensibile, ma bastava tenere a mente tutte le nozioni che si erano imparate in precedenza e, solo così, tutto quanto sarebbe potuto sembrare più semplice.

    ”Le origini e le interpretazioni di questo importante demone davvero tante e differenti.
    In molte culture Astaroth ha avuto ruoli diversi e le fonti più antiche lo collocano addirittura nella cultura sumerica e babilonese nelle quale era conosciuto come una figura materna e potente. “


    Stava per continuare con la propria spiegazione quando una mano si alzò. Il prefetto Hopkirk aveva per caso qualche curiosità o domanda da porle?

    ”Scusi professoressa se la interrompo.. ma il nome “Astaroth” da dove deriva?”

    ”Astaroth deriva da una distorsione linguistica del nome di Astarte, ovvero una dea fenicia, il cui culto si era diffuso in tutta l'area mediterranea grazie ai Fenici. Ne abbiamo una precisa presenza nella Bibbia, dove gli Architi - antica popolazione cananea – era famosa per il culto della dea lunare Astarte, cui era sacra un’arca di legno di acacia.”

    Successivamente la dea Astarte era stata venerata in numerose religioni arcaiche, assumendo però connotazioni e significati diversi. Era stata addirittura accomunata alla dea Afrodite con il nome di Urania. Secondo altre fonti sembrava che in passato gli abitanti di Sidone e i Filistei adorassero Astaroth, difatti poteva esserne trovato riscontro nella Bibbia, in particolare leggendo il Primo Libro di Samuele, Dé Regi, Capo VII.

    Citazione:
    “Quando Samuele parlò a tutta la casa d’Israele, e disse: Se voi con tutto il cuore vostro tornate al Signore, togliete di mezzo a voi gli dei stranieri, Baal e Astaroth e preparate i vostri cuori al Signore, e servite lui solo, ed egli vi libererà dalle mani dé Filistei. Quindi i figlioli d’Israele tolser via Baal, e Astaroth, e servirono solo al Signore”.


    Quella non era l'unica comparsa di Astaroth nella Sacra Bibbia. Gli Astaroti comparivano in diversi passi del sacro libro per il cristianesimo, come ad esempio nel Secondo Libro dei Re (2Re 18:4) dove si narrano le azioni compiute da Acaz che regnò sedici anni a Gerusalemme.

    Citazione:
    “Soppresse gli alti luoghi, frantumò le statue, abbatté l'idolo d'Astarte, e fece a pezzi il serpente di rame che Mosè aveva fatto; perché fino a quel tempo i figli d'Israele gli avevano offerto incenso; lo chiamò Neustan”.


    L'affermazione di Astaroth come demone avvenne in epoca medievale, in particolare si poteva trovarne traccia nell'opera “De praestigiis daemonum” scritta da Johann Wier nel 1577, e in particolare nell’appendice “Pseudomonarchia daemonum”.

    ”Nella propria opera, Johann Wier , dove elenca vari demoni con descrizioni assai accurate, descrive Astaroth come un essere potente in grado di cavalcare un drago menre tiene in mano una vipera.”

    Spiegò la docente di Arti oscure nel modo più semplice possibile.

    ”Ora giungiamo a ciò che ci interessa di più.
    Astaroth viene anche considerato un angelo caduto molto intelligente che possiede la facoltà di insegnare al mago/strega che lo ha evocato ogni segreto sulle arti e sulle scienze e rivelare i luoghi dei tesori nascosti.”


    Quelle sue ultime parole attirarono l'attenzione dei presenti, anche di chi sembrava annoiarsi a morte. La donna raccontò inoltre che, da quello che riportavano i maghi e le streghe che lo avevano evocato, non disdegnava affatto parlare della caduta angeli ribelli dei quali conosce tutte le vicende. Fu in quel momento che la donna consegnò alcuni appunti assai interessanti.
    Aveva trovato quella testimonianza in una biblioteca nel cuore di Londra, una biblioteca polverosa e davvero poco frequentata. Dato che aveva trovato assai interessante ciò che aveva trovato aveva deciso di trascriverlo per utilizzarlo durante quella lezione di Arti Oscure.

    Citazione:
    ”[...] naturalmente sostiene di essere stato punito ingiustamente da Dio. Può essere evocato soltanto il mercoledì e occorre fare attenzione all’odore fetido che emana.


    Quegli stessi concetti affrontati da Wies vennero affrontati anche nel più celebre e recente “Dictionnaire Infernal”, un libro pubblicato per la prima volta nel 1818 e scritto da Collin de Plancy che ha presero ispirazione da varie opere, tra cui anche “la Chiave di Salomone”, argomento che avevano già trattato in precedenza.

    ”Chi si ricorda della “Chiave di Salomone”, che abbiamo analizzato qualche lezione fa?”

    Nessuno alzò la mano per poter poi parlare.
    Fu solo dopo quasi un minuto di silenzio che una voce, proveniente dal fondo della classe ruppe il silenzio.

    ”E' l'opera primaria che parla di Demonologia, tratta di molti demoni organizzati in gerarchie infernali.”

    ”Correttamente, professor Smith.”

    Disse la ex Serpeverde, sorpresa nel vedere l'uomo, non che cugino, presente nella sua aula. Non l'aveva visto arrivare forse perchè troppo presa nelle sue spiegazioni. Era curiosa di scoprire come mai si trovava li, di certo si trattava di qualcosa di importante, non l'avrebbe raggiunta nella sua aula a quell'ora sapendo della lezione in corso.

    ”In questo caso, nella “Chiave di Salomone” Astaroth viene descritto come un uomo nudo con principali ali di drago e secondarie ali piumate che cavalca un lupo o un cane indossando una corona e stringendo in mano una serpente.”



    Affermò la professoressa invitando gli studenti a girare la pergamena che aveva consegnato in precedenza. Sul retro del foglio giallognolo era presente una delle raffigurazione più fedeli del demone che stavano studiando quel giorno.

    Professoressa, è corretto direi che Astaroth è citato anche nella Goetia, che abbiamo studiato tempo fa? Mi pare di aver letto qualcosa sull'argomento...”

    ”Molto, molto bene signorina Thratchet, vedo che qualcuno si ricorda ancora qualcosa delle passate lezioni.
    Nella Goetia abbiamo una descrizione di Astaroth che si discosta davvero poco da quelle riportate nei libri accennati durante questa lezione.”


    Terminò di spiegare la donna dai capelli corti e corvini.
    Aggiunse, alla fine, che Astaroth era diverso/a dagli altri demoni. Nonostante fossero a tutti gli effetti angeli caduti derivavano in realtà da antichi dei di antiche popolazioni e non necessariamente dovevano essere intesi come divinità negative e malevoli.
    Fece una piccola pausa, lasciando tempo ai vari alunni presenti di terminare di prendere appunti. Dopo Astaroth avrebbero affrontato il demone Belzebù, soprannominato principe delle tenebre e signore delle mosche.
    Per avere idea dell’importanza di Belzebù bastava pensare che, secondo il cristianesimo medievale, egli comandava 6.666 demoni.

    ”Belzebù veniva considerato un vero “pezzo grosso" quindi, che occupa un ruolo di vertice nella gerarchia infernale essendo secondo solo a Satana e ad Astaroth. Secondo la tradizione cabalistica invece Belzebù, assieme a Bodon, comanda il gruppo di spiriti della menzogna, chiamati anche chaigidel.”

    L'importanza di belzebù era talmente importante che anche Dante Alighieri ne parlò nella Divina Commedia. Parla di Belzebù come di “principe de’ dimoni e de’ traditori di loro signori”, identificandolo con Lucifero.
    Come sovente accadeva per molti demoni, il suo nome era fonte di discussioni e discordanze ma che l’ipotesi più accreditata era quella che lo faceva derivare dal grande dio-toro bianco Baal Zephon, signore della profezia e della fertilità, che era adorato a Canaan. Era conosciuto anche con l’epiteto Baal-Zebul, il "Signore della dimora del Nord", che assegnò il nome alla tribù di Zabulon e veniva venerato sul monte Tabor.

    ”Mi scusi professoressa... la figura di Belzebù è presente anche nel cristianesimo?”

    ”Ovviamente.
    All’epoca di Gesù che, tra l’altro, venne accusato di traffici poco chiari con Belzeebù, le sue funzioni, si dice, fossero erano state assunte dall’arcangelo Gabriele e il dio, precedentemente glorioso, fu ridotto a malevolo demone e chiamato sarcasticamente Baal-Zebub, signore delle mosche. Nel Nuovo Testamento, infatti, Baal-Zebub diviene il principe dei demoni.”


    Raccontò la professoressa ex Serpeverde, spiegando inoltre il significato della traduzione del nome “Baal-Zebub”: Baal traducibile dal fenicio come signore e Zebub,che significava mosche mentre, per altri, letamaio.
    Era proprio la traduzione che identificava Belzebù come signore delle mosche come accennato pochi minuti prima.

    “Come mai proprio delle mosche?”

    ”In moltissime culture antiche le mosche erano considerati animali imperfetti che potevano generare corruzione e che, se si diffondevano, potevano portare malattie e contaminare cibi.”

    Anche alcune dei testi apocrifi erano ricchi di riferimenti a Belzebù, come il Vangelo di Gamiele – uomo di intelletto vissuto nel I secolo D.C- dove si narravano le vicende di Pilato alle prese con le autorità ebraiche al sepolcro di Gesù che lo accusano di non avere “nessuna idea delle opere che Gesù ha compiuto con l'aiuto di Beelzebub, sia durante la sua vita sia alla sua morte”.
    Purtroppo la presenza di demoni, durante il periodo del cristianesimo, era assai numerosa.
    Durante questo periodo infatti, Belzebù ,era considerato il sovrano dell’impero delle tenebre e la sua fama dette origine ad altre mosche diaboliche, cosa che all'epoca aveva senso mentre secoli dopo sembrava del tutto surreale. L’importanza di tale demone nella gerarchia infernale era testimoniata anche nell’opera Dragone Rosso nel quale Belzebù era secondo soltanto a Lucifero e veniva inoltre ritratto come un principe dal profilo sgraziato.

    ”E' curioso però notare come John Wiernella sua Pseudomonarchia Daemonum non faccia menzione di Belzebù nei 69 demoni descritti. Al contrario nel famoso Dictionnaire Infernal di J.A.S. Collin de Plancy Belzebù è visto come un demone di primaria importanza e viene rappresentato come une norme e terribile mosca con disegni di teschi e tibie incrociate sulle ali.”


    Anche nel Grimorio Goetia era ribadita l'importanza di questo demone.
    Le fonti che raccontavano della sua evocazione narravano inizialmente di una gigantesca mosca oppure di un essere mostruoso di notevole altezza. Nella sua veste finale invece si presentava con viso e petto gonfi, narici enormi, corna, ali di pipistrello, piedi d'anatra, coda di leone e folti capelli neri.

    ”Pare inoltre che in epoca medievale fosse molto apprezzato dalle streghe e che spesso veniva evocato per blandi motivi.
    Infine, prima di lasciarvi andare, è noto che Belzebù sia sempre stato attivo nei casi di possessione il più famoso è quello della suora Giovanna degli Angeli, si dice, parlasse in nome di Lucifero ma che avesse stretto un patto con il diavolo che fu rinvenuto in casa sua e che mostrava in calce i contrassegni infernali di Lucifero, Belzebù, Astaroth e di altri demoni.”


    Finì di spiegare la donna, consegnando dunque le ultime pergamene agli studenti.
    Ormai il tempo a loro disposizione era terminato e, di conseguenza, i presenti si sarebbero recati in altre aule di quella grande e immensa scuola.
    Prima di andare, la docente, consegnò i compiti agli alunni che l'avevano ascoltata nelle due ore precedenti.

    Citazione:
    MODULO A
    QUIZ (max 15 punti)

    MODULO B scegli sono una delle due opzioni (max 15 punti)
    - Svolgi un breve riassunto sulla figura di Astaroth o di Belzebù
    - rappresenta come vuoi tu (tramite disegno o programma grafico) uno dei due demoni analizzati a lezione.



    GLI ELABORATI DOVRANNO ESSERE CONSEGNATI TRAMITE L’APPOSITO MODULO (QUI) ENTRO E NON OLTRE LE ORE 23:59 DEL GIORNO 27/2/2019.
    Fino a quando non sarà attivo il modulo potete inviare i vostri elaborati via Messaggio Privato

    N.B. Per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento potrete: inviarmi un MP o passare direttamente nel mio UFFICIO.

    Ricordo che copiare-incollare informazioni da varie fonti è Severamente Vietato pena l'annullamento della risposta in questione.


    Per sua fortuna, e per quella degli studenti, la lezione era finita.
    Dopo aver sistemato i banchi lasciati in disordine come ogni volta la donna si guardò attorno. Le lampade ad olio erano l'unica fonte di luce in quella stanza fredda. Si ricordò il primo giorno che aveva messo piede in quell'aula come professoressa. Era passato davvero tanto tempo, ma altrettanto ne sarebbe passato alle sue dimissioni.



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