• Lavinia_Grent

    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1495
        Lavinia_Grent
    Corvonero Insegnante Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    RUNE URUZ E NAUTHIZ

    Era una bella giornata di inizio primavera. C’era un bel sole alto nel cielo. La professoressa Grent aveva appena attraversato a passo svelto i cortili di Hogwarts, un libro in mano e un raggiante sorriso sulle labbra. Alcuni studenti la salutarono calorosamente e lei rispose cordialmente. Attraversò l’immenso ingresso del Castello. Si fermò un attimo in Sala Professori per salutare alcuni colleghi, poi andò verso le scale, con lei erano molto ubidienti e senza fare nessun capriccio la portarono direttamente al quinto piano. Lì si trovava l’aula di Antiche Rune, materia che insegnava, e anche l’ingresso della Torre dei Corvonero, sua Casa ai tempi della scuola. Rivolse uno sguardo nostalgico alle piccole scalette che si intravedevano e che portavano al dormitorio della Casa di Corvonero. Erano passi un po’ di anni da quando era entrata l’ultima volta lì dentro. Svoltò a destra e raggiunse l’aula. Entrò, era deserta. Mancavano ancora dieci minuti all’inizio della sua lezione. Andò alla cattedra sulla quale appoggiò il libro e la borsa. Era uscita dalla sua villetta in High Street a Hogsmeade di buon’ora, aveva lasciato Joy che dormiva e Orion intento nelle prime faccende di casa. Prima di avviarsi verso Hogwarts si fermò al Town Hall per prendere delle pergamene. Quelli erano gli ultimi suoi mesi da Sindaco, poi il suo incarico si sarebbe concluso. Aveva anche intenzione di trasferirsi nuovamente a Londra con la piccola Joy, ma non avrebbe abbondato Hogwarts e i suoi studenti, era pur sempre un’insegnante. I dieci minuti trascorsero in fretta e vide i primi ragazzi entrare e prendere posto tra i banchi.

    “Buongiorno professoressa Grent!”

    Dissero in coro gli studenti. Lei sorrise e li salutava man mano che entravano.



    ”Buongiorno miei cari. Oggi torniamo alle origini e faremo una di quelle lezioni di approfondimento sull’alfabeto Runico. Non useremo le bacchette, ma pretendo ugualmente massima attenzione, siamo intesi?”

    Si rivolse ai ragazzi allegra, ma nello stesso tempo severa. L’anno prima aveva pensato di fare una serie di lezioni di approfondimento. Aveva già trattato nel dettaglio le Rune Fehu e Hagalaz. Quella mattina avrebbe parlato di Uruz e Nauthiz. Trovava quelle lezioni utili per i nuovi studenti che magari non riuscivano a capire bene gli argomenti più complicati senza sapere le basi. Aprì la sua borsa che aveva appoggiato sulla cattedra e tirò fuori una pergamena con gli appunti della lezione.

    ”La prima Runa di cui parleremo oggi è Uruz, seconda Runa del primo Aett, quello di Freya. Essa corrisponde alle lettere U e V dell’attuale alfabeto latino. Il suo glifo somiglia ad una U rovesciata, ma con la base obliqua. Come detto anche nelle precedenti lezioni, la pronuncia ‘Uruz’ riguarda noi e quindi il Germanico Antico, mentre in Nordico Antico si dice ‘Ur’ e in Gotico Antico ‘Urus’.”

    Iniziò la lezione. Spiegò con cura la pronuncia della Runa e poi tirò fuori la sua bacchetta, la puntò verso la lavagna e con un perfetto movimento di polso incantò il gessetto che iniziò a scrivere sulla superficie nera quello che aveva appena spiegato.



    ”Chi di voi ricorda cosa sono e quali sono i poemi runici?”

    Chiese alla classe osservando i ragazzi. Aveva spiegato i poemi runici nella sua precedente lezione di approfondimento e voleva vedere se qualcuno di loro si ricordava o aveva studiato. Vide scattare in aria il braccio di uno studente di Grifondoro. Con un cenno gli diede il permesso di parlare.

    ”Un poema runico è una strofa esplicativa, una specie di filastrocca, che serve per spiegare ogni singola Runa. Sono tre: il poema runico islandese, il poema runico anglosassone e il poema runico norvegese.”

    Rispose il ragazzo e Lavinia annuì perchè ciò che disse era corretto. Ne fu soddisfatta. Si rivolse quindi a lui dondolo.

    ”Corretto! 5 punti a Grifondoro.
    Il poema runico anglosassone riguardo Uruz dice:
    ‘L’Uro bellicoso e cornuto; belva feroce con le corna lotta; indomito attraversa le brughiere; creatura affascinante!’ Questa Runa simboleggia la forza, l’audacia, il coraggio, la volontà, la potenza, la resistenza, la mascolinità, l’entusiasmo, la passione, la sfida e il pericolo. Tutto ciò viene descritto da questo poema.
    Il poema runico norvegese dice:
    ‘Le scorie derivano dal ferro cattivo; la renna attraversa le lande ghiacciate’.
    Il poema runico islandese dice:
    ‘La burrasca è il pianto delle nuvole; e rovina per il raccolto; e odiata dal pastore’.”


    Recitò i poemi con tono fermo e con devozione. Spiegò il primo, anche se aveva notato le espressioni perplesse dei ragazzi. Sapeva bene che i poemi non erano facili da comprendere. Molto volte si poteva dar loro un’interpretazione soggettiva, un po’ come tutta la divinazione runica.

    ”Uruz simboleggia un bovino selvaggio, metafora di giovani guerrieri. È anche la Runa si potenti energie che modellano l’inconscio che devono essere guidate con saggezza mentre si manifestano. Ci ricorda che i poteri incontrollabili della creatività non sono privi di pericoli, una realtà abbastanza chiara nella nostra moderna civiltà evoluta. È la Runa dell’indipendenza che si afferma nel proprio territorio. Ci insegna a gestire le nostre forze in modo costruttivo e ci indica il momento giusto per agire.”

    Lavinia fece una pausa e scorse rapidamente la pergamena che aveva in mano, scuotendo di tanto in tanto il capo, finché, non fissò gli occhi su una frase, quindi annuì impercettibilmente, e riprese a parlare.

    ”Se estratta dritta indica principalmente il coraggio, ma anche buone salute, vitalità, sopportazione e capacità di resistenza. Se estratta capovolta amplifica in significato dritto in maniera molto negativa. Simboleggia durezza, insensibilità, violenza maschile, rabbia, cattiva salute e frustrazione. Indica anche stanchezza, eccessivo stress e perdita di controllo. Può denotare che alcune opportunità che sembrano meravigliose sono davvero troppo belle per essere vere. ”

    Si fermò e diede il tempo ai ragazzi di prendere appunti. Li osservò in silenzio grattare concentrati le piume sulle loro pergamene. Poi riprese.

    ”Altri elementi completano nell’insieme la descrizione di una Runa.”

    Disse una sola frase, poi riafferrò la sua bacchetta e incantò nuovamente il gessetto in modo che tracciasse sulla lavagna lo schema riassutivo riguardo le caratteristiche secondarie della Runa.



    Divinità e mito: Ullz
    Animale: Aurochs, toro selvaggio
    Polarità: Maschile
    Valore numerico: 3
    Colore: Verde scuro
    Albero: Betulla
    Erba: Muschio
    Cristallo: Zircone
    Costellazione: Ariete
    Spirito elementale: Sulis (Fuoco)


    Vide i ragazzi copiare in fretta ciò che aveva scritto alla lavagna in attesa di un suo commento. Attese qualche secondo e prese a spiegare quelle associazioni.

    ”La divinità che governa Uruz è Ullz, il figliastro di Thor, suberbo guerriero, abile arciere. La corrispondenza animale è il toro selvaggio, in particolare l’Aurochs, una grande e foret mucca selvaggia ora estinta. La polarità è maschile. Il valore numerico, come abbiamo visto nell’esercitazione insieme alla professoressa Apefrizzola, che rappresenta Uruz è il numero tre, mentre il suo colore è il verde scuro. Il cristallo associato è lo Zircone, l’albero la Betulla e l’erba il Muschio. Il rubino è un cristallo appartenente alla famiglia dei neosilicati e può assumere varie colorazioni, come rosso, giallo, bruno, arancio, ma comunemente trasparante, tanto da essere usato come sostituto del diamante. È considerata una pietra che simboleggia il coraggio e aiuta a capire nel modo giusto quali sono i nostri obiettivi e come raggiungerli. Per questo motivo è consigliabile usare questa pietra per l’incisione di Uruz.”

    Detto ciò si recò alla teca che si trovava dentro l’aula. L’aveva fatta installare da poco e conteneva vari oggetti riguardanti le Rune, fra cui una bella collezione di cristalli. Ne prese uno trasparente e brillante, molto simile a un diamante. Lo mostrò alla classe.



    Gli studenti guardano quel cristallo luccicante, ma non dissero nulla. Solo subito dopo che lei l’aveva rimesso al suo posto notò un braccio alzato. Era una studentessa di Tassorosso. Le sorrise e le permise di parlare.

    “Mi scusi professoressa, non ho capito bene una cosa. Dobbiamo necessariamente incidere la Runa sulla pietra o cristallo corrispondente?”

    Chiese la studentessa. Lavinia rispose subito.

    ”Certo che no! Ho che detto che è consigliabile usare la sua pietra corrispondente, ma ricordate che per la costruzione del talismano la cosa più importante è l’intento. È chiaro?”

    La tassetta annuì e la professoressa continuò la lezione spiegando costellazione e spirito elementale, argomenti che aveva trattato in generale in una sua precedente lezione e in un’esercitazione congiunta con la professoressa Hunter, docente di Astronomia.

    ”La costellazione, invece, che è associata alla Runa Uruz è quella dell’Ariete. Ogni Runa è governata anche da uno Spirito Elementale, cosa molto importante da tener conto in un rituale, e quello di Uruz è il Spirito Sulis che è associato all’elemento Fuoco”

    Diede un’occhiata all’orologio a pendolo appeso in fondo all’aula e vide che mancava ancora una mezz'oretta alla fine della lezione. Aveva tutto il tempo per spiegare l’altra Runa, ovvero Nauthiz.

    ”Dunque, passiamo all’altra Runa che tratteremo oggi. È la Runa Nauthiz. Chi sa dirmi a quale Aett appartiene?

    Fece un’altra domanda alla classe, era una risposta semplice. Immediatamente dopo molti bracci scattarono in aria, lei diede il permesso di parlare a una studentessa di Serpeverde.

    ”Fa parte dell’Aett di Hemidal.”

    ”Esatto, cinque punti a Corvonero!
    Nauthiz è la seconda Runa del secondo Aett, quello di Hemidal. Corrisponde alla lettera N dall’attuale alfabeto latino. Il suo glifo è formato da una lunga linea retta verticale e una più piccola obliqua orizzontale posta un po’ più sopra della mediana della linea verticale. La pronuncia ‘Nauthiz’ riguarda il Germanico Antico, mentre in Nordico Antico si dice ‘Naudhr’, in Anglosassone Antico ‘Nyd’ e il Gotico Antico ‘Nauths’.”


    Iniziò a descrivere quella Runa parlando nuovamente delle pronunce. Riprese la sua bacchetta, la puntò alla lavagna e incantando nuovamente il gessetto tracciò dei segni sulla superficie scura.



    Poi prese a parlare dei poemi runici. Le venne una piccola idea. Decide di non dare la spiegazione di nessun poema e incitarli a studiarli da soli in modo da esercitarsi. Lo fece anche per stimolare la loro curiosità verso l’interpretazione runica.

    ”Il poema anglosassone per la Runa Nauthiz recita:
    ’Nautiz preme sul petto come afflizione ma è fonte di aiuto, salvezza e soccorso, e sprona i figli degli uomini quando ci si rivolge a lei in tempo’.
    Il poema norvegese dice:
    ‘La costrizione da scarse possibilità; un uomo nudo gela dal freddo.’
    Mentre, il poema islandese dice:
    ‘Costrizione=dolore della schiava e stato di oppressione; e infaticabile lavoro.’
    Come sapete, questi poemi sono sempre di difficile comprensione. Questa volta non ve li spiego e vorrei che durante il vostro studio elaborate una vostra interpretazione.”


    Pronunciò i poemi e poi fece una piccola pausa notando i volti concentrati dei ragazzi e riprendendo fiato.

    ”Questa Runa simboleggia la costrizione, la necessità, il peso del lavoro, la fatica, l’eroismo e la determinazione. È una Runa un po’ complicata, nel suo profondo indica la sofferenza, l’oppressione, l’incapacità di reagire. Cerca di far venire a galla l’oscurità della nostra anima, intesa come paura psicologica di perdere tutto. Dai poemi viene fuori che il simbolo per eccellenza di Nauthiz è il bisogno. Dritta indica che tutto ciò che accade nella nostra vita non è altro che una prova, una sfida, che si deve affrontare e superare. Indica che quelli che consideriamo nemici in realtà sono i nostri grandi maestri e solamente tramite il conflitto con essi ci è possibile crescere. Capovolta simboleggia sofferenza e paura. Suggerisce che solamente giunti al culmine dell’oscurità si può intravedere la luce del nostro inconscio.”

    Spiegò perdendosi tra i concetti di interpretazione runica. Gli studenti prendevano appunti senza interromperla per farle qualche domanda. Era tutto chiaro dunque. Si fermò e incantò nuovamente il gessetto per tracciare alla lavagna lo schema delle caratteristiche secondarie riferite alla Runa Nauthiz.



    Divinità e mito: Nott e la norna Skuld
    Animale: Gatto
    Polarità: Femminile
    Valore numerico: 7
    Colore: Nero
    Albero: Faggio
    Erba: Bistorta
    Cristallo: Tormalina
    Costellazione: Pesci
    Spirito elementale: Arausio (Acqua)


    ”La Runa Nauthiz è associate al mito della dea Nott e della norma Skuld. La sua corrispondenza animale è il gatto, la polarità femminile, il valore numerico il sette, il colore il nero, l’albero il Faggio e l’erba la Bistorta. Il cristallo associato alla nostra Runa è la Tormalina, una pietra nera dalla forma geometrica tagliata. È una pietra molto usata per la meditazione. Ha benefici su stanchezza e fatica.”

    Spiegò nel dettaglio quelle caratteristiche e poi si recò nuovamente alla teca dei oggetti runici, prese una piccola pietra e la mostrò alla classe.



    ”Per quanto riguarda, invece, la costellazione Nauthiz corrisponde a quella dei Pesci ed è governata dallo Spirito Elementale dell’Acqua, ovvero Arausio.”

    Continuò parlando anche della costellazione dello Spirito Elementale, quello dell’Acqua, che ancora non avevano incontrato nella descrizione di una Runa. Lavinia poi guardà nuovamente l’orologio a pendolo appeso in fondo all’aula, l’ora era finita.

    ”Il tempo a nostra disposizione è terminato. Quindi potete andare, ma non dimenticate i vostri compiti! E mi raccomando… studiate ed esercitatevi!”

    Aggiunse sorridendo mentre rimetteva al suo posto la pietra di Tormalina nella teca. Poi prese dalla sua borsa una pila di pergamene su cui erano scritti i compiti della lezione. Con un perfetto ‘Wingardium Leviosa’ fece levitare le pergamene e ne fece atterrare una su ogni banco davanti uno studente.


    Citazione:
    Compiti della lezione

    MODULO A

    QUIZ (15 punti)
    [Svolgete il quiz con calma, le informazioni le trovate tutte nella lezione.]

    MODULO B

    B1) Traduci le seguenti frasi (1 punto ciascuna):
    a.

    b.

    c.

    d.

    e.

    B2) Scegli una delle seguenti tracce (10 punti):

    a. Scegli una Runa tra Uruz e Nauthiz e fornisci la tua interpretazione del poema norvegese e di quello islandese.

    b. Scegli una Runa tra Uruz e Nauthiz e fai una ricerca sulle loro caratteristiche secondarie relative a ALBERO, ERBA e CRISTALLO.

    c. Fai una ricerca sullo Spirito Elementale Aurasio e sull’elemento Aqua correlato alla costellazione dei Pesci.





    I COMPITI DOVRANNO ESSERE CONSEGNATI TRAMITE L'APPOSITO (MODULO) ENTRO E NON OLTRE LE ORE 23:59 DEL GIORNO 29/04/2019

    N.B. Per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento potrete: inviarmi un gufo o passare direttamente nel mio ufficio


    I ragazzi cominciarono a uscire dall’aula. La lezione era ufficialmente terminata. Lavinia cancellò la lavagna con un incanto ‘Gratta e Netta’, poi prese le sue cose e uscì anche lei dall’aula.




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