• Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 282
       
       

    Veleni e Antidoti III: Veneficium


    Come disse lo scorpione alla fanciulla morente: "Sapevi che sono velenoso quando mi hai raccolto".
    - Stephen King


    Estate. La stagione preferita da qualunque studente, a parte quelli di quinto e settimo anno alle prese con i famigerati esami. Per Serenity Hunter l'estate rappresentava l'unico periodo dove tornare a trovare i suoi genitori, ma ben poco rimaneva per godersi le giornate soleggiate. Fra programmi da redarre, progettare le lezioni e aggiornamenti da frequentare, a stento poteva asserire che le sue vacanze duravano sì e no una settimana. Il mestiere di professore non era semplice, ma gratificante come non mai e a lei che piaceva insegnare lo era in maniera esponenziale. Il cambio di cattedra Astronomia - Pozioni avev solo contribuito a rendere il suo lavoro il più piacevole possibile, unendo l'utile al dilettevole.
    Ipotizzando che per quel pomeriggio di fine maggio l'attenzione di molti sarebbe scemata nei primi minuti di spiegazione, Serenity aveva ideato qualcosa di più pratico e che coinvolgesse il più possibile i ragazzi. Aveva già preparato il laboratorio, luogo che al posto della normale aula sarebbe stato teatro dell'imminente lezione di Pozioni. Doveva solo andare a recuperare i protagonisti, gli studenti di Hogwarts e dirigerli nel giusto posto. Stringendo meglio l'impugnatura della sua valigetta, Serenity individuò la fila di giovani apprendisti sistemati davanti l'uscio.

    "Buon pomeriggio ragazzi!"

    "Buon pomeriggio professoressa Hunter!" Esclamarono tutti insieme i presenti. Alcuni di loro fecero per entrare in aula, ma Serenity li bloccò quasi subito.

    "Non c'è bisogno che sistemiate le vostre cose sui banchi. Oggi andremo in laboratorio."

    Sguardi e mormorii perlopiù eccitati seguirono le parole della professoressa, la quale attese che la classe si risistemasse in fila ordinata per dirigersi in una delle due stanze adibite alla pratica di Pozioni. Per quella lezione, infatti, avrebbero impiegato le ore a disposizione per preparare un determinato tipo di Pozioni. Accelerò il passo, superando il capofila in modo da aprire per prima la porta del laboratorio.

    "Oooooh...!"

    "Che cariiiini!"

    "Come parecchi di voi avranno notato" quasi urlò la Hunter in modo da sovrastare i gridolini degli studenti "abbiamo degli ospiti."

    La cattedra non era vuota come al solito. Alcune gabbie contenevano altrettanti animaletti: nonostante fossero graziosi, era evidente che ci fosse qualcosa che non andava in ciascuno di loro. Qualcuno in effetti se ne accorse dopo un po'.

    "Professoressa Hunter, ma cos'hanno questi animali? Sembra quasi... che non stiano bene."

    "Acuta osservazione" ammiccò la giovane verso chi aveva parlato. "Questi piccoletti mi sono stati affidati nientemeno che dal professor Largh. Sperava che, in quanto docente di Pozioni, potessi occuparmi del loro... problema."

    Un ragazzino alzò la mano con fare concitato.

    "Quindi lei sa cos'hanno?"

    Serenity sorrise gentilmente. Le sembrò di sentire una certa preoccupazione per le sorti dei piccoli animaletti lì presenti. Che fosse intenzionato a seguire le orme del professore di Cura delle Creature Magiche?

    "Certamente. I latini lo definirebbero Veneficium, ossia avvelenamento. Nelle prossime ore imparerete, perciò, a riconoscere e distinguere quando abbiamo di fronte un soggetto che ha assunto un veleno."

    Detto ciò Serenity diede il via alla spiegazione, che sarebbe stata fondamentale per la pratica.

    "Sintomi e segni. Chi di voi ha intenzione di perseguire una carriera come Guaritore al San Mungo sentirà spesso queste parole che possono sembrare sinonimi a primo impatto ma non è così. Il sintomo è una manifestazione soggettiva e non misurabile di un'alterazione dello stato di salute, avvertita solo dal malato e riferita al Guaritore che li interpreterà per dare origine alla diagnosi. In altre parole si affida alle parole del paziente, non potendo egli stesso quantificare un mal di testa o altri sintomi. Diversamente il segno è una manifestazione oggettiva, visibile o comunque oggettivamente misurabile sia dal medico che dal malato: un esempio è la febbre."

    Attese che i ragazzi ebbero finito di scrivere sulle proprie pergamene. Le dava fastidio continuare a parlare sapendo che l'attenzione non era ancora al massimo.

    "Vi ho fatto questa piccola digressione di Guarigione perché possiate capire una sostanziale differenza. In questo caso gli animali presenti non possono parlare, perciò tutto ciò che analizzeremo sono segni inequivocabili che si tratti di avvelenamento. Nessuna supposizione o interpretazione di sintomi, quindi più certezza su cosa stiamo cercando e soprattutto come curarlo.
    Prego, dica pure."


    Indicò subito dopo una piccola Grifondoro che aveva alzato la mano. La ragazzina arrossì, forse non aspettandosi di essere chiamata per davvero, ma raccolse il coraggio tipico della sua Casa per porre una domanda.

    "Scusi professoressa Hunter, l'ultima volta che abbiamo parlato di Veleni ci ha detto che in classe avremmo affrontato solo quelli dannosi per gli esseri umani. Perché ci ha portato degli animali avvelenati piuttosto che persone?"

    "Perché sarebbe stato un po' difficile spostare qui dei malati, più logico invece portare tutti voi al San Mungo. E in effetti era la mia idea iniziale quando il professor Largh, con la sua richiesta, ha risolto il problema."

    Serenity si avvicnò alle gabbie. Le dispiaceva vederli in quello stato e sperava i ragazzi sarebbero stati capaci di trattarli a dovere.

    "Ognuno di loro è stato avvelenato accidentalmente con un diverso tipo di veleno. Veleno proveniente da Creature Magiche, per la precisione, che possono anche colpire l'uomo provocando gli stessi segni che vedrete su questi poveri animali. Spero di aver risolto il suo dubbio ora."

    Disse rivolgendosi alla Grifondoro che annuì. Con un cenno la professoressa di Pozioni fece avvicinare in piccoli gruppi la classe, in modo che vedessero tutti il primo esemplare. Si trattava di un Crup dal muso stranamente gonfio, un animale molto simile a un Jack Russell terrier a parte per la coda biforcuta; quel cucciolo, però, era già sprovvisto della doppia coda. Ma la cosa più bizzarra era che sembrava galleggiare a mezz'aria senza controllo, come se un paio di ali invisibili o un Incantesimo di Levitazione lo tenesse sospeso nel vuoto.

    "Professoressa, ma è stato punto da un'ape?" Ipotizzò un ragazzo Serpeverde, subito interrotto da una concasata.

    "Non un'ape, un Billywig!"

    "Corretto, cinque punti per Serpeverde!" Approvò Serenity sorridendo. "Dovete sapere che tutte le specie viventi possono essere raggruppate grazie alla tassonomia, disciplina che segue le linee evolutive, oltre che a caratteristiche fisiche simili, per classificarle meglio. Non starò a dilungarmi su questo argomento, dato che è più di competenza del vostro professore Magizoologo e della professoressa di Erbologia; per questa lezione vi basta sapere che anche le specie Magiche sono comprese in questi gruppi - salvo alcuni casi - condividendo perciò alcune caratteristiche delle loro controparti babbane come per esempio la composizione ed effetti del veleno. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ma ve ne parlerò in seguito."

    Nel mentre la professoressa estrasse un tomo dalla sua valigetta, puntandoci contro la bacchetta. Il libro si aprì mostrando ai ragazzi un'immagine.



    "Torniamo al nostro Crup sfortunato. Poco fa si è parlato di ape e Billywig, due creature molto simili dal punto di vista velenifero. Il veleno d'ape è chiamato apitossina, un liquido dolcemaro idrosolubile dall'aspetto limpido e incolore. La porzione attiva del veleno è costituita da una complessa miscela acida e basica di proteine che provoca un'infiammazione locale e agisce come anticoagulante. Le ghiandole velenifere che lo producono si trovano nella parte finale dell'addome, prossime a una struttura aculeata chiamata pungiglione tramite cui il veleno è iniettato."

    "Quindi è un Veleno da Circolo?" Domandò un giovane del settimo anno.

    "Giusto, cinque punti a Tassorosso! In realtà tutti i Veleni, se assunti attraverso ferite infette quali morsi e punture, sono da Circolo."

    Serenity si schiarì la voce prima di continuare nella spiegazione.

    "Da cosa si capisce che si tratta di una puntura d'ape? A un'attenta osservazione noterete un foro corrispondente al punto d'entrata del pungiglione - in alcuni casi potreste anche trovarci il pungiglione stesso - circondato da un pomfo, una regione gonfia e arrossata per l'irritazione. Per il nostro Crup, sembra piuttosto ovvio quale sia la zona rigonfia."

    Seguirono alcuni minuti in cui gli studenti osservarono attentamente il muso punto del Crup, in cerca dei segni appena spiegati.



    "Il cocktail proteico del veleno, seppur simile per tutti i componenti degli insetti dotati di pungiglione, possiede caratteristiche uniche che permette di differenziare il veleno d'ape da quello delle vespe, per esempio. Nel caso del Billywig l'elemento caratterizzante avrà qualcosa di magico. Questo vale per tutti i Veleni provenienti da Creature Magiche.
    Gli effetti magici possono essere di due tipi: amplificazione dei normali segni e sintomi provocati dalle tossine o segni assolutamente unici e peculiari di quella specie. La vostra compagna ha identificato la causa della puntura nel Billywig senza esitazioni poiché il Crup sta galleggiando in aria, segno tipico causato dal suo veleno assieme alle vertigini. In alcuni casi i soggetti hanno reazioni eccessivamente potenti dopo essere stati avvelenati, provocati certamente da un'allergia a qualche componente del veleno. Se la reazione allergica non viene curata tempestivamente, si andrà incontro allo shock anafilattico che può portare a diverse complicanze e persino alla morte. La reazione allergica al veleno di Billywig, per esempio, provoca un galleggiamento permanente."


    Finita l'esposizione, Serenity passò al successivo caso. Un enorme furetto giaceva in un angolo della sua gabbia in posizione prona. La fioca luce permise ai ragazzi di notare un'enorme zona bluastra e gonfia proprio sul suo fianco. Dal volto peloso trasudavano sofferenza e dolore.

    "Ma... Ma è orribile!"

    Inorridì una ragazzina indietreggiando dalla gabbia, comprendendo forse per davvero i pericoli che si potevano incontrare in natura. Del resto Serenity aveva spiegato che a essere colpiti erano gli animali tanto quanto gli esseri umani.

    "Il Jarvey che state vedendo se l'è vista davvero male. Ho dovuto somministragli in anticipo una dose di Antidoto sufficiente almeno per evitare che morisse in fretta. Potete notare però che, anche se non è più in pericolo di vita, gli effetti sono comunque devastanti."

    "Professoressa, stavolta si vedono due fori invece di uno... E sono belli grossi!" Intervenne una voce maschile.



    "Ottima analisi, cinque punti per la sua Casa!" Esclamò gioviale la donna. Il ragazzo aveva compreso le sue parole e sperava anche il resto degli alunni seguisse la stessa onda. "Il segno che vedete, difatti, non è associabile a una puntura ma a un morso. I due fori corrispondono ai denti attraverso cui il Veleno è entrato nello sfortunato Jarvey."

    E con un colpo di bacchettà toccò nuovamente il libro, le cui pagine scrollarono da sole fino a fermarsi su una nuova immagine. Un serpente a fauci spalancate.



    "Solo un serpente lascia segni di quel genere. Si potrebbe pensare anche a un ragno, ma i suoi fori sono meno distanziati e più superficiali rispetto a quelli provocati da un serpente. Il suo apparato velenifero è composto da un paio di ghiandole producenti il veleno, ognuna posizionata su ciascun lato della testa nella regione sottostante o retrostante all'occhio o comprese nella regione tra l'occhio, le narici e il palato. I due canini sporgenti sono cavi e funzionano come siringhe: quando il serprente morde, buca la pelle con le estremità acuminate e il veleno penetra all'interno, arrossando e gonfiando la zona d'entrata. Ma questo dovreste già saperlo, visto che le zanne di serpente vengono spesso frantumate nella preparazione di Pozioni proprio per far fuoriuscire la componente tossica dell'ingrediente."

    La professoressa chiuse il libro, una volta che i ragazzi ebbero finito di prendere appunti. Non sarebbe più servito per quella lezione.

    "I veleni di serpente, magici e non, sono Veleni Complessi, un mix di tossine che rendono più complicata la cura. Vi sono due principali gruppi di serpenti velenosi – o meglio considerati velenosi in modo significativo per l'uomo: i proteroglifi, che includono il cobra e il serpente corallo, e i viperidi, che comprendono vipere e crotali. Questi due gruppi producono due tipologie di veleno ad azione generalmente diversa. Il veleno dei proteroglifi ha effetto prevalentemente neurotossico, ad azione rapida, blocca le trasmissioni nervose e soprattutto le funzioni respiratorie della vittima. Il veleno dei viperidi invece, pur contenendo meno neurotossine, a causa delle sostanze pre-digestive ha effetti maggiormente emotossici (in particolare può indurre o impedire la coagulazione) e citotossici, ed ha azione più lenta e prolungata."

    "Ma il serpente che ha morso il Jarvey è magico?" Chiese spaventato un undicenne Corvonero, gli occhi impauriti fissi sull'orrida ferita dell'animale.

    "Purtroppo sì ed è uno dei più pericolosi." Ammise Serenity con tono grave. "Sto parlando di un Runespoor, il serpente a tre teste. Solo la testa di destra è velenosa, strutturata esattamente come quella di un normale serpente, mentre le altre due sono prive di ghiandole. Questo rettile fa parte del secondo gruppo di serpenti, i viperidi, vista la ferita bluastra causata dalla coagulazione improvvisa del sangue. Sebbene le sue controparti babbane, come ho appena detto, hanno veleni che agiscono lentamente e con effetti prolungati nel tempo, il Veleno di Runespoor può portare a complicazioni serie già da subito - fatali nel caso di animali non magici e Babbani - a causa della componente magica che ne amplifica gli effetti."

    La terza e ultima gabbia conteneva un pennuto grassoccio, un Diricawl. Scorrazzava dappertutto, andando a sbattere spesso contro le sbarre metalliche o inciampando nella paglia. Fece per bere dalla ciotola... E si rovesciò addosso tutto il contenuto!
    Furono in molti a ridacchiare per quel buffo spettacolo.

    "Qualcuno ha voglia di fare un tentativo?" Propose la Hunter, spingendo i ragazzi a ipotizzare cosa stesse accadendo all'uccello.

    Una studentessa Tassorosso espose la sua con aria dubbiosa. "Ma è davvero avvelenato? Voglio dire, sembra solo molto sbadato."

    "O sfortunato..." Suggerì Serenity misteriosa.

    "Lo so io, lo so io!" Strillò una ragazzina in divisa bronzo blu del primo anno. "È il morso di Malaclaw!"



    "Niente male, signorina, cinque punti! Si tratta proprio del Malaclaw, anche se parlare di morso non è propio corretto in quanto il veleno è somministrato tramite le ghiandole posizionate al di sopra delle chele. È difficile riuscire a vedere il segno a primo sguardo perché è seminascosto dal piumaggio."

    "Ma il Malaclaw assomiglia a un'aragosta e le aragoste non sono velenose!" Protestò una ragazza riccia in fondo alla fila.

    "Ecco perché, all'inizio della lezione, ho parlato di alcune eccezioni." Ribatté con un sorriso la giovane docente. "Finora nel mondo babbano non esistono crostacei con un vero e proprio apparato velenifero, tuttavia il Veleno di Malaclaw non è tossico. Ha solo il potere di rendere il soggetto estremamente sfortunato, tanto che è meglio annullare eventuali scommesse o eventi simili perché falliranno al 100%. Allora dove sta la tossicità? Nella sua polpa, come accade per alcune specie di crostacei tipo il gambero rosso della Louisiana. La carne di Malaclaw non è adatta al consumo, poiché ricca di numerose tossine. Se ingerito provoca febbre alta e altri segni tipici di un'intossicazione alimentare. Come aggiunta magica, sulla pelle di chi mangia questo crostaceo compare una sgradevole eruzione cutanea verdastra. Il nostro Diricawl non ne ha, perciò è stato semplicemente punto dalla creatura marina."

    Gli studenti presero posto dietro i banconi per la prima volta da quando erano entrati. Alcuni lanciarono altre occhiate apprensive verso gli animali, specie per il Jarvey che soffriva più di tutti. Serenity riportò tutti all'attenzione, sebbene immaginasse bene la preoccupazione di molti.

    "Gli animali usano il veleno in casi eccezionali per difendersi dagli attacchi di predatori o disturbatori iniettandolo direttamente nella cute del malcapitato. Questi sono i casi più semplici di riconoscimento, perché con l'osservazione dei segni e l'interpretazione dei sintomi si può giungere quasi subito alla causa scatenante e fabbricare il relativo antidoto. Cosa succede, invece, se il Veleno è stato creato in laboratorio e non assunto tramite punture o morsi? In quel caso non avremo segni cutanei lampanti, ce ne saranno altri di cui tener conto ma che renderanno l'operazione di riconoscimento più ardua. Questo perché spesso non identificano con certezza un preciso Veleno, specie se si tratta di Veleni Composti. Esiste pertanto un metodo per individuare in modo preciso le componenti di un Veleno, così da fabbricare l'Antidoto più specifico, quindi più efficace. Ma di questo ne parleremo la prossima volta."

    Con un sorriso Serenity fronteggiò la classe. Era tempo di metteremano sui calderoni in dotazione per ogni studente.

    "Cosa bisogna fare dunque dopo punture o morsi velenosi? Ovviamente somministrare un antidoto per contrastare il veleno entrato in circolo! Immagino che tutti sappiate preparare ormai un Antidoto ai Veleni animali a regola d'arte. Tuttavia, i più bravi e attenti di voi potrebbero optare per altre scelte. Sta a voi se andare sul sicuro oppure osare riguardo alla vostra conoscenza sui Veleni."

    Probabilmente alcuni si sarebbero direzionati verso gli altri generi di Antidoti affrontati negli anni precedenti, mentre altri avrebbero seguito le direttive appena dettate.

    "Professoressa, ma gli antidoti che abbiamo studiato non sono un po' troppo generici?"

    "Certo che si, difatti per certe specie i cui veleni sono classificati come Rari o Mortali questi tipi di Antidoti non funzionerebbero, soprattutto in quei casi dove la cura è una sola. Mi riferisco al veleno di Basilisco, contrastabile soltanto con Lacrime di Fenice.
    Se volessimo creare un Antidoto mirato per guarire un paziente da un preciso Veleno si applicano le Tre Leggi di Golpalott. La seconda fa al caso nostro, che cita testualmente: un veleno naturale (o semplice) estratto da animale richiede un antidoto naturale estratto da un animale superiore al primo nella catena alimentare. Subito dopo la creazione della Classificazione degli Animali, venne aggiunto un Corollario secondo il quale un veleno semplice estratto da una Creatura Magica richiede un antidoto semplice estratto da una Creatura Magica con Classificazione uguale o superiore alla prima. Questo perché, per esempio, il veleno di un Doxy sarà meno nocivo di quello dell'Acromantula pertanto la cura sarà più blanda rispetto a quella richiesta per l'altro veleno.
    Tutto chiaro ora?"


    "Sì, professoressa Hunter!" Risposero in coro i ragazzi.

    "Molto bene. Gli ingredienti necessari si trovano nell'armadietto alle mie spalle. Badate che non accetterò un Bezoar come risposta, anche se penso lo sappiate già. Una volta ultimato il lavoro spalmerete la vostra pozione sulla ferita. Se l'Antidoto sarà riuscito, i segni cutanei spariranno così come gli effetti magici causati dal Veleno.
    Avete un'ora di tempo per fabbricare i vostri antidoti, a partire da... Adesso!


    Citazione:
    COMPITI DI POZIONI

    MODULO A (max 15 punti)


    QUIZ

    Le risposte del quiz si trovano all'interno della lezione, leggete tutto con calma!


    MODULO B (max 15 punti)

    Racconta in stile GdR la parte pratica della lezione, fabbricando l'antidoto per uno degli animali avvelenati a tua scelta.
    - Per l'antidoto ai Veleni animali cliccate qui.
    - Se volete preparare un altro tipo di antidoto (contro i Veleni Comuni e Veleni Rari) potete farlo, a patto che giustifichiate ON tale decisione.
    Alla fine descrivete il momento della somministrazione, ma SENZA affermare la riuscita dell'antidoto.

    Regole del GdR:
    - il tempo verbale è il passato (andò NON va)
    - la persona è la terza singolare (lei/lui NON io)
    - le descrizioni vanno fra asterischi **
    - il discorso diretto deve essere scritto senza nulla (ed eventualmente colorato)
    - i pensieri vanno in corsivo (ed eventualmente fra virgolette "")


    Non saranno accettati copia-incolla, pena l'annullamento della domanda.

    Gli elaborati potranno essere inviati tramite l'apposito MODULO entro e non oltre le 23.59 del giorno 29/06/2019.

    Se avete dubbi o chiarimenti da chiedere, potete inviarmi un gufo o contattarmi ON GdR in ufficio.




    Ultima modifica di Serenity_Hunter 3 settimane fa, modificato 1 volta in totale