• Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

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    SCONTRO TRA GLI ANIMALI DI
    MARCUS_LARGH & JANE_CASTERWILL

    Citazione:
    Luogo: The Dumbfounded Club
    Numero di interventi: 6 [1 introduzione; 4 azioni (2 a testa); 1 conclusione]
    Primo post: Marcus Largh

    Come sono arrivati Marcus e Jane a Nutturn Alley? Cosa ci fanno li? E' vostro compito raccontarlo.
    Avete totale libertà nelle azioni dei vostri animali. Date libero sfogo alla vostra fantasia.

    RICORDATE:
    - Avete 7 giorni di tempo (a Testa) entro la quale postare. Se avete dei problemi a rispondere allo scontro potete avvisare l'incaricato alla successiva correzione per evitare malintesi.
    - Potete tranquillamente inserire immagini e colori.
    - A fine post inserite sempre la citazione, invece ad inizio indicate sempre di quale momento dello scontro si tratta (introduzione, azione o conclusione)

    PS:
    Vi linko, nel dubbio, il REGOLAMENTO e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti via MP.
    Buon duello ad entrambi!



    @Marcus_Largh, @Jane_Casterwill,


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

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        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    Citazione:
    I POST - Introduzione di Marcus_Largh


    *Non tutti lo sapevano, ma Marcus non era un mago come tutti gli altri. Il suo segreto non era essere un Magizoologo, o essere purtroppo un padre single ma il suo segreto era qualcosa di più “profondo”. Marcus era uno dei membri dell'Ordine della Fenice.
    Era da ormai lunghi mesi che l'uomo faceva parte di quel gruppo di maghi e streghe che volevano cambiare il mondo, in meglio ovviamente. Ad attestare la sua appartenenza al gruppo c'era una spilla argentea che l'uomo portava quasi sempre sul petto. Non erano molte le persone che sapevano del reale significato della spilla con una bellissima fenice raffigurata, di conseguenza non correva nessun pericolo.
    Marcus Largh, uomo dai capelli color del bronzo e dalla barba dello stesso colore aveva attirato l'attenzione di quel gruppo grazie alle parole di un uomo che, altro non era, il suo capo dipartimento al Ministero della Magia. Non pensava che essere Magizoologo gli avrebbe portato così tanti risvolti positivi.
    Le prime volte aveva curato alcuni animali feriti dei membri dell'Ordine senza fare domande e, solo dopo era stato invitato al rifugio dove quel manipolo di maghi e di streghe si riunivano. I suoi compiti con il passare del tempo erano leggermente cambiati all'interno del gruppo, anche se gli animali rimanevano la sua prima occupazione sia tra loro, sia per via della cattedra che occupava a Hogwarts.
    Aveva fatto della sua passione il suo lavoro e voleva trasmettere quegli ideali anche agli studenti, e da quanto gli sembrava ci stava riuscendo.
    Qualche giorno prima però, uno dei capi dell'Ordine gli propose una “missione” diversa dal solito. Era giunta voce che alcune creature pericolose erano state notate nei pressi di Diagon Alley e di Notturn Alley. Marcus accettò subito, senza esitare.
    Le creature magiche, pericolose o non, a suo dire non dovevano gironzolare selvaticamente tra le vie di una città, ma bensì trovarsi in allevamenti o riserve appositi/e. Solo il giorno seguente l'uomo si sarebbe recato a Londra per trovare informazioni su tutto quello.
    La giornata passò semplice come le precedenti, mentre solo verso sera decise di smaterializzarsi a Diagon Alley. Quando riaprì gli occhi notò di essersi materializzato proprio davanti al Ghirigoro. Un piccolo sorriso comparve sul volto del ventunenne, quel luogo lo avrebbe visitato più tardi ma per altri motivi che ancora non aveva reso noto alla maggior parte dei suoi conoscenti.
    Si incamminò verso Notturn Alley, li avrebbe trovato sicuramente informazioni su Creature Magiche fuori dal loro consueto territorio.


    Detestava quei vicoli angusti e oscuri, non facevano proprio per lui.
    Domandò, ingenuamente, ad alcune losche figure presenti li se sapevano qualcosa di creature Magiche ma nessuno disse nulla, solo quando l'uomo iniziò a perdere la speranza una strega si avvicinò a lui. Aveva sentito ciò che aveva chiesto al mago dalla vistosa gobba e lei, a differenza dell'uomo precedente, aveva informazioni per lui.
    Ah beh: ovviamente in cambio di qualche galeone.
    Marcus sbuffò e tirò fuori i galeoni che teneva nella tasca posteriore dei pantaloni di tessuto color cammello. Una volta ricevuta la somma di denaro la strega gli raccontò che, quasi una sera si e una no, in uno di quei vicoli si tenevano dei barbarici scontri tra animali. La location si trovava all'interno di un edificio apparentemente in disuso ma che, protetto magicamente, permetteva ad una numerosa folla di osservare creature sfidarsi fino all'ultimo sangue.
    Marcus rabbrividì a certe barbarie, accettando che la strega gli mostrasse la strada giusta per recarsi li, nel misterioso luogo che fungeva da arena. Rimase sorpreso quando si trovarono difronte ad un piccolissimo edificio dalle finestre rotte e dal tetto alla quale mancavano molte tegole, ma la magia faceva miracoli.
    La donna gli indicò di entrare e lui lo fece.. Non sapeva bene perchè si fidasse di una sconosciuta, magari lo stava conducendo verso la sua fine invece quella signora che quella sera si era arricchita con il suo denaro, aveva detto la verità. Entrato nell'edificio dismesso la prima cosa che attirò la sua attenzione era la presenza di un uomo dai capelli grigi e altrettanto la barba lunga che teneva ferma con un fermaglio. I capelli erano legati indietro. Si osservarono e, quando Marcus era pronto ad impugnare la propria bacchetta in legno di Olmo, la figura brizzolata gli fece segno dove doveva recarsi.
    Il Tassorosso non disse nulla, annuì solo con un semplicissimo cenno del capo. Quando arrivò finalmente alla sua vera destinazione rimase sorpreso e sconvolto allo stesso tempo. Non si sarebbe mai immaginato così tante persone ad assistere ad un duello clandestino tra animali, dove tra l'altro si scommetteva. La prima cosa che fece fu prendere un bicchierino di acqua allegra, liquore che ultimamente prediligeva. Solo al secondo giro Marcus si avvicinò all'arena.
    Ovviamente la magia aiutava lo spettatore. Intorno a loro tutto si era tramutato dall'oscuro e polveroso edificio nella quale si trovavano in una scogliera a strapiombo sul mare. Le onde si infrangevano sugli scogli appuntiti.
    Fu solo quando si avvicinò alla balaustra che l'uomo notò finalmente una piccola creatura color carne appallottolata su sé stessa: quello era un Murtlap.*

    Deve essere quella la creatura che mi dicevano.

    *Pensò l'uomo tra sé e sé, riferendosi alla “missione” che uno dei capi dell'Ordine gli aveva affidato. Un Murtlap era sicuramente una creatura che non doveva trovarsi li e lui, uomo che teneva alle creature magiche, doveva fare qualcosa.. ma cosa?*

    @Charlotte_Mills, @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
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    Citazione:
    II POST - 1° AZIONE Lupo di Jane_Casterwill


    [INIZIO FLASHBACK - Hogwarts, Foresta Proibita.]




    *La Foresta Proibita, un nome che diceva già tutto, era un luogo in cui gli studenti non dovevano mettere piede, almeno che non desiderassero fare una brutta fine o finire in punizione a vita. Tuttavia tutti, probabilmente anche i più rispettosi delle regole, erano finiti tra quella fitta vegetazione, almeno una volta. I ribelli adoravano quel luogo, quei ragazzi e ragazze a cui non importava il pericolo, ma che al contrario lo cercavano, desideravano provare quella sensazione data dal circolo di adrenalina nell’organismo. Ma c’era anche chi usava quel posto come un nascondiglio, specialmente quando le tenebre calavano.
    Jane Casterwill, una Grifondoro del quarto anno, si era innamorata della foresta molti anni prima. Inizialmente, quando era solo una piccola strega undicenne, aveva paura di quel posto, finché non aveva iniziato a vagare al suo interno, in compagnia o sola. Il secondo anno le cose erano cambiate drasticamente. La giovane dai capelli rossi si era ritrovata, per caso, a far parte di un gruppo organizzato per allenarsi in caso di un possibile ritorno del Signore Oscuro e i suoi seguaci. ES si chiamavano e lei era la più piccola del gruppo, ma forse più di tutti aveva voglia di imparare. Il loro primo incontro si era tenuto proprio lì, nascosti tra la fitta vegetazione, tuttavia la strana comitiva non era durata molto e nella giovane Jane era rimasto il desiderio di proseguire quello che era stato iniziato.
    Come detto prima, alcuni giovani avventurosi si intrufolavano di notte alla ricerca di avventure, fregandosene delle conseguenze. La Grifondoro poteva rientrare nella categoria a metà e rappresentava a pieno certe caratteristiche simbolo della sua Casa. Testarda e determinata come mai, in seguito allo scioglimento del gruppo, Jane aveva deciso di trovare un posto isolato nella foresta e renderlo il suo piccolo “centro di addestramento”. Aveva passato pomeriggi e sere intere a cercare nel vasto territorio un luogo adatto, abbastanza nascosto per non essere trovata e altrettanto sicuro per non finire in infermeria la prima sera. Ovviamente nella ricerca aveva corso questo rischio più di una volta ma, come prima di lei aveva pensato un’altra strega, meglio morta che espulsa! Alla fine aveva optato per un piccolo spazio aperto, circondato da quella che poteva sembrare una muraglia naturale. Alberi e piante di vario tipo in quella zona erano molti più fitte e circondavano il piccolo piazzale verde perfettamente. A lei non restava che allestire al meglio il tutto, intrufolandosi nel Club dei Duellanti o in qualche ripostiglio per “prendere in prestito” dei manichini che fungessero da bersaglio, non voleva di certo usufruire dei poveri vegetali per quello. Il tutto, contando anche il paio di volte in cui si era completamente persa nella foresta prima di avere l’idea di creare una mappa, fu pronto in circa una settimana. Dopo quel tempo iniziò la parte difficile: imparare da sola e non farsi trovare, da professori o creature pericolose.
    Con molta fortuna quel posto nascosto, che veniva ogni tanto alternato con la Stanza delle Necessità, non fu mai trovato. Jane rischiò un paio di volte a settimana la pelle nel primo periodo, ma più si esercitava più sembrava che gli abitanti della foresta la evitassero, probabilmente era solo una sua impressione. Comunque dopo due anni quello era ancora in suo rifugio segreto e di manichini ne aveva rotti fin troppi, insieme a qualche ramo colpito accidentalmente quando provava incantesimi più difficili. La ragazza, di ormai quattordici anni, non aveva parlato a nessuno di quel posto, anche la sua migliore amica Sylvia, a cui diceva tutto, era convinta che passasse il suo tempo a esercitarsi per il Quidditch o a fare qualsiasi altra cosa. Difficile pensare che quella ragazzina piccola e timida passasse il suo tempo a frantumare bersagli pensando che fossero la persona che tormentava i suoi incubi. Quel sabato pomeriggio era intenta a fare la medesima cosa, quando sentì dei rumori troppo vicini per i suoi gusti. La bacchetta a mezz’aria, pronta per lanciare un Expelliarmus verso il bersaglio, venne puntata di scatto verso la direzione del suono che sembrava avanzare verso di lei appena il cervello di Jane lo registrò. Con i piedi ben saldi a terra e gli occhi chiari che scorrevano da una parte all’altra si preparò per difendersi o attaccare, a seconda di chi o cosa si sarebbe trovata davanti ma, dopo pochi secondi, la posizione rigida si sciolse. Da alcuni cespugli era sbucata una piccola palla di pelo nera che arrestò la sua corsa appena vide la ragazza. Il cucciolo, che la quattordicenne capì essere di lupo nero, tremava mentre fissava la figura che aveva davanti. Jane invece fece ricadere il braccio teso lungo il fianco, guardandosi per un attimo intorno, alla ricerca della madre o del branco di quel piccolino. Purtroppo però nella foresta si sentiva solo silenzio, nessun ululato o rumore di passi. Intanto il piccolo si era messo in quella che doveva essere una posizione di attacco e emetteva dei piccoli ringhi, che servirono solo a renderlo ancora più tenero agli occhi della Casterwill.
    La Grifondoro impiegò parecchi minuti per riuscire a avvicinarsi al lupetto. Molti tentativi e graffi dopo Jane era seduta davanti al piccolo, raggomitolato a terra evidentemente stanco, mentre allungava nella sua direzione una mano che finalmente riuscì a posare sul pelo morbido.*

    Tranquillo piccolo, voglio solo vedere la zampa

    *Il piccolo arto anteriore destro presentava una ferita sanguinante che la giovane strega si premurò di pulire e fasciare il prima possibile, infatti a ogni “lezione privata” portava con sé tutto il necessario per ferite lievi. Essere cresciuta con una Guaritrice in casa si era sempre dimostrato utile.
    I giorni passarono e il piccolo lupo, inizialmente diffidente nei suoi confronti, riuscì a fidarsi di Jane. Il pomeriggio del loro primo incontro, dopo averlo curato e avergli procurato del cibo, la ragazza aveva creato nel suo posto segreto una piccola casa per il cucciolo. Ogni giorno o sera, a seconda degli impegni, era tornata per lasciare cibo e acqua vicino alla “cuccia”, per poi mettersi a allenarsi lanciando occhiate al piccolo amico. Dopo qualche settimana, mentre cercava di lanciare uno Schiantesimo, pur essendo di livello ancora troppo alto per lei, un movimento inaspettato aveva catturato la sua attenzione. Jane abbassò lo sguardo, ritrovandosi a fissare il lupetto, seduto vicino ai suoi piedi con gli occhi brillanti puntati nei suoi. Una lieve risata scappò dalle labbra della quattordicenne, che si chinò verso di lui per accarezzarlo.*

    Era ora piccoletto!

    *Esclamò felice, sedendosi a terra ritrovandosi con la palla di pelo nera raggomitolata sulle gambe.*

    [FINE FLASHBACK]


    *Erano passati quattro anni ormai e quel cucciolo era diventato un lupo grande e possente, con un nome. Jane era follemente innamorata di William Shakespeare e, per motivi poco chiari anche a lei, aveva deciso di chiamarlo come il re delle fate di “Sogno di una notte di mezza estate”: Oberon. In quei lunghi anni tra i due era nato un strano legame. La Casterwill continuava a prendersi cura del suo amico, nonostante non dovesse più nutrirlo ogni giorno perché era in grado di cacciare, e lui sbucava ogni volta che lei ne aveva bisogno. Quando di notte la strega vagava per la foresta da sola alla ricerca di un po’ di pace o si allenava nel loro posto, Oberon la trovava. Era come avere un animale domestico, che però la ragazza non poteva tenere, o un famiglio. Jane, infatti, aveva sempre sentito una forte affinità con quei splendidi animali e da allora era solo aumentata. Un animale in costante contrasto tra solitudine e compagnia, che può scegliere se vivere la propria vita in branco o in completa solitudine. Un dualismo che tormentava anche lei, ogni giorno.
    Nonostante tutte le cure che Jane riservava al suo amico, anche dopo essere diventata insegnante, la Foresta Proibita restava pur sempre un posto pieno di insidie, anche per un creatura così astuta.
    Qualche notte prima la professoressa di Difesa Contro le Arti Oscure si era svegliata di soprassalto, scossa da uno dei suoi soliti incubi. Convivendo con essi da tempo immemore sapeva bene che mettersi di nuovo a letto era inutile, così, dopo essersi ricomposta almeno un po’, aveva deciso di tornare nel suo posto segreto. L’autunno era cominciato da tempo ormai e a quell’ora il freddo pungente si faceva sentire, quindi optò per dei vestiti pesanti e si avvolse dentro il mantello nero, per poi uscire diretta verso la foresta. Quando arrivò nell’area verde circondata da alberi capì subito che qualcosa non andava. Per ben quattro anni Oberon la sentiva arrivare quando era ancora a chilometri di distanza e le correva incontro, percorrendo con lei il percorso, invece quella notte arrivò al posto da sola. Il lupo sembrava sparito nel nulla. Sul terreno non c’erano impronte evidenti, come avrebbero dovuto esserci data la pioggia di quel pomeriggio, e non si sentivano versi di alcun tipo. Jane corse subito verso la vecchia casetta, che nel tempo aveva ingrandito, ma anche lì non trovò niente. Cercò ovunque, percorrendo metri e metri a piedi, con la bacchetta stretta tra le mani a fare luce e in caso di necessità, chiamando a bassa voce il lupo, sperando si facesse vivo.
    Era passata ormai un’ora da quando era uscita dalla sua stanza e non aveva trovato niente. Si stava per arrendere all’idea che gli fosse successo qualcosa, quando tra la vegetazione vide delle ombre. Qualche metro più avanti degli uomini incappucciati stavano cercando di legare qualcosa che evidentemente non voleva farsi prendere. Nascosta tra le piante, dopo aver spento la luce, Jane sentì un verso familiare. Il povero animale che stavano legando e trascinando via le era fin troppo familiare! Quel pelo scuro, la stazza e gli occhi brillanti di quel colore particolare che si incrociarono con i suoi solo per pochi secondi. Senza accorgersene si ritrovò ai confini della foresta, fuori dai confini di Hogwarts e fece appena in tempo a saltare fuori dal proprio nascondiglio per cercare di fermarli. Uno degli uomini la guardò e l’attimo dopo era sparito davanti ai suoi occhi, insieme a Oberon. Dietro di loro era rimasto solo un biglietto, con data e orario segnato sopra.*



    Spero per voi che sia tutto intero!

    *Ora e giorno erano finalmente arrivati e Jane si trovava davanti a palazzo logoro e mal ridotto, se non fosse stata una strega si sarebbe sicuramente chiesta come faceva a stare ancora in piedi. Avvolta in un mantello nero aveva vagato per le vie di Diagon Alley, arrivando poi verso la parte più malfamata e nella quale non avrebbe voluto trovarsi: Notturn Alley. Fortunatamente quel capo era riuscita a coprirla abbastanza dagli sguardi indiscreti delle persone che si trovavano per quelle vie, non teneva particolarmente a essere riconosciuta da qualcuno. A maggior ragione se quel qualcuno poteva essere un Mangiamorte. “Jane Casterwill che vaga per Notturn Alley” era una notizia che avrebbe fatto gola a qualcuno di loro, quindi era meglio per lei mantenere un certo anonimato.
    Entrata nel palazzo cadente si ritrovò faccia a faccia con un signore dai capelli grigi e la barba lunga, che posò subito i suoi occhi sulla figura incappucciata che era appena entrata. Avrebbe dovuto immaginare che all’ingresso avrebbe trovato qualcuno. Prima che l’uomo aprisse bocca per dire qualcosa Jane tirò fuori dalla tasca una manciata di galeoni, il vantaggio di avere una famiglia ricca. Le labbra sottili del tizio losco si richiusero immediatamente, vedendo il malloppo che la ragazza gli stava offrendo per farla passare senza problemi, e così fu. Velocemente il mago prese le monete d’oro e le infilò nelle tasche, per poi indicarle con un gesto della mano dove andare. Sicura della protezione del cappuccio Jane lasciò increspare le proprio labbra in un sorriso soddisfatto, mentre si avviava verso il punto indicato. Molte di quelle persone erano tutte uguali, davanti ai soldi non potevano resistere, ne aveva avuto la conferma ancora una volta. Ma l’importante per lei era essere riuscita a passare senza farsi riconoscere e trovare Oberon il prima possibile.
    Dopo essere passata per qualche corridoio, il palazzo era decisamente più grande del previsto, arrivò in un posto che non si sarebbe mai aspettata. Davanti ai suoi occhi ritrovò una moltitudine di persone, tutte evidentemente eccitate per qualcosa che lei non aveva ancora capito. Tuttavia il chiacchiericcio delle persone attorno le chiarì subito le idee. Era finita a un duello clandestino tra animali.*

    Merlino dimmi che Oberon non è qui, ti prego!

    *Pensò la diciottenne mentre si faceva spazio tra la folla. Si rese conto che il posto era stato notevolmente incantato quando vide che l’arena era una scogliera sul mare. Non ebbe però il tempo di pensare a quello, perché sulla roccia riuscì a distinguere due figure, una era un Murtlap tutto appallottolato e poco più avanti una macchia scura. In un attimo le mancò il fiato e il cuore le perse un battito. Come aveva temuto lui era lì, su una scogliera in mezzo al mare, usato come attrazione principale per il divertimento di quelle persone senza cuore né cervello a quanto sembrava, visti gli schiamazzi eccitati. Sentendosi mancare il respiro a causa della folla di gente che aveva intorno, odiava con tutto il cuore trovarsi costretta tra tutte quelle persone, Jane si ritrovò costretta a togliersi dalla testa il cappuccio. Appoggiata a una ringhiere che divideva gli spettatori dall’arena fece dei respiri profondi, senza perdere di vista Oberon. Doveva trovare un modo per uscire da lì, alla svelta!
    Purtroppo però non ebbe il tempo di formulare neanche mezzo pensiero. Sotto gli occhi verdi e increduli di Jane il lupo alzò il muso al cielo, emettendo un forte ululato, decisamente diverso da quello di quattro anni prima.*



    Oh no!

    *Sussurrò sapendo benissimo cosa stava per fare. Infatti, pochi secondi dopo, il lupo dal manto nero iniziò a ringhiare, mostrando le zanne affilate mentre si metteva nella posizione che utilizzava quando si sentiva minacciato. Ovviamente puntando verso l’altra creatura, apparentemente innocua. Si da il caso però che nei sette anni a Hogwarts, Cura delle Creature Magiche fosse una delle sue materie preferite, quindi la giovane sapeva benissimo che non lo era.
    Oberon fece un veloce scatto in avanti, puntando dritto verso il Murtlap, pronto a morderlo, tuttavia quell’ambiente era ben diverso da quello al quale era abituato. Non c’era la terra fresca sotto le sue zampe o l’erba verde, né tantomeno i grandi alberi che potevano servirgli da copertura, solo rocce e acqua. Jane per un attimo pensò anche che non fosse lui, ma non era possibile. Quanti lupi neri potevano trovarsi da quelle parti? E quanti avevano quella piccola macchia bianca sulla zampa destra anteriore? Lei conosceva molto bene quella chiazza chiara sulla infinità di morbido pelo nero.*

    @Charlotte_Mills, @Marcus_Largh,


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 153
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    Citazione:
    III POST - 1° AZIONE Murtlap di Marcus Largh



    *Il fulvo respirò profondamente.
    Marcus era rimasto sorpreso da quanta magia potesse nascondersi in un edificio apparentemente dismesso e, sopratutto, quanta crudeltà si celava a Notturn Alley. Mai e poi mai avrebbe potuto immaginarsi duelli tra animali, era infatti qualcosa che l'uomo proprio con concepiva.
    Se fosse stato per lui avrebbe scavalcato il divisorio tra l'aria e gli spalti per poter liberare la creatura per la quale si trovava li. Fu solo in un secondo momento che l'uomo si accorse di un secondo essere presente sulla magica scogliera.
    Il suo manto era scuro come la pesce ed era nettamente più grande del Murtlap, si trattava infatti di un lupo.
    L'uomo non fece tempo ad osservare meglio attorno a sé che la creatura dal manto scuro alzò il muso al cielo per ululare con tutta la forza che possedeva. Marcus conosceva bene le creature, anche quelle non prettamente “magiche” e sapeva bene ce un ululato del genere non poteva essere un bel segno per le altre creature attorno. Il lupo infatti iniziò a ringhiare contro il Murtlap che era rimasto appallottolato nella stessa posizione di prima, l'unica cosa che si muoveva di quella creatura e un impercettibile movimento dell'anemone di mare sul dorso. Un Murtlap poteva sembrare una creatura innocua ma non lo era affatto.
    Terrorizzato per ciò che stava vedendo Marcus si avvicinò involontariamente alla ringhiera dove altri maghi e streghe erano appoggiati. C'era un unica differenza tra lui e quelle persone: lui non esultava per l'attacco del lupo, un attacco che il Murtlap riuscì a schivare all'ultimo secondo. Era più che ovvio che quella location non era l'ideale per il grande lupo mentre sembrava più famigliare all'altra creatura magica.*

    Ma questa è barbarie!

    *Pensò sconcertato l'uomo nel vedere l'esultanza delle persone attorno a lui.
    Come potevano trovare del divertimento in tutto ciò? Le creature magiche non dovevano essere sfruttate dagli esseri umani, ma bensì tenuti al sicuro dalla specie più pericolosa al mondo: l'uomo, per l'appunto.
    A primo sguardo lo scontro sembrava decisamente impari, ma mai bisognava sottovalutare una creatura, anche se piccola.
    Il Murtlap era infatti una creatura simile ad un topo che si poteva trovare nelle zone costiere della Gran Bretagna.
    Sulla schiena possedeva un'appendice simile a un anemone di mare che, se messa in salamoia e mangiate, accrescevano la resistenza a incantesimi e maledizioni. Anche quello era un motivo peer cui maghi e streghe davano alla caccia a quella creaturina


    Marcus decide di avvicinarsi allo stregone che, li dentro, sembrava essere il più rispettato e il più potente.
    Aveva in mente qualcosa di davvero strambo, ma che avrebbe mantenuto la sua “copertura” all'interno di quel luogo così disgustoso.*

    Punto 50 galeoni sul Murtlap.

    *L'oscuro mago lo osservò curioso, probabilmente nessuno aveva puntato dei soldi (sopratutto così tanti) su una creatura poco più grande di un ratto.*

    60 galeoni e se vince è mio.. Ultima offerta.

    *Affermò rilanciando di poco l'offerta dei galeoni. Se il Murtlap avesse vinto Marcus sarebbe uscito di li con una creatura magica in più, se avesse perso invece non solo avrebbe perduto il proprio denaro ma con una missione, dell'Ordine della Fenice ma sopratutto personale, fallita.
    Il suo sguardo non si spostò dal volto dell'uomo difronte a lui neppure nel momento in cui il Murtlap, coraggiosamente, decise di lanciarsi verso il suo avversario ricambiando l'attacco precedente.*


    @Charlotte_Mills, @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2439
       
       

    Citazione:
    IV POST - 2° AZIONE Lupo di Jane_Casterwill


    *Disumano. Ero l’unico aggettivo che Jane riuscì a trovare per descrivere quello che stava guardando. Come poteva qualcuno divertirsi osservando un tale scempio? Eppure intorno a lei la folla gridava e rideva, vedendo quelle due creature lottare tra di loro. Lei, al contrario, sentiva gli occhi riempirsi di lacrime. Aveva visto crescere quel lupo, lo aveva curato al meglio delle sue possibilità per essere certa che sopravvivesse senza un branco tra i pericoli della Foresta Proibita e la ex Grifondoro era cresciuta a sua volta insieme a lui. Eppure non era riuscita a impedire che fosse portato in quel luogo orribile. In quel momento avrebbe volentieri estratto la bacchetta dalla tasca interna del mantello, per poi farsi largo a forza tra la massa e portarlo via. Purtroppo però non era sicura di poterne uscire indenne, vista la moltitudine di persone presenti. Molte delle quali, quasi sicuramente, erano Mangiamorte.
    Così la diciottenne si ritrovò a chiudere gli occhi con forza, cercando di cacciare indietro le lacrime e soprattutto evitare di dare spettacolo in mezzo a quelle persone. Era ormai da qualche anno che un sentimento forte corrispondeva a un evidente cambiamento nel suo aspetto, solitamente nei capelli. Non era decisamente il momento giusto per lasciare che accadesse.*

    Devo trovare un modo per uscire da qui con Oberon, il prima possibile



    *Pensò mentre riapriva gli occhi, in quel momento di un colore più tendente al grigio che al verde, riportandoli sul grande lupo nero al centro dell’arena. In quello stesso attimo il Murtlap, dove aver schivato per un pelo l’attacco di Oberon, decise di passare al contrattacco. Jane vide quel piccolo animale simile a un topo, lanciarsi verso il suo amico dal pelo folto. Nonostante la giovane docente non insegnasse Cura delle Creature Magiche quella materia era sempre stata tra le sue preferite, di conseguenza conosceva abbastanza bene le creature, compresa quella. Quindi sapeva che i Murtlap non erano creature da sottovalutare, specialmente se affrontate nel loro ambiente naturale. Se l’arena avesse assunto la forma di una foresta Oberon non avrebbe avuto nessun tipo di problema, ma su quella scogliera bagnata dal mare il discorso cambiava. Eppure, intorno a lei, sentiva voci su voci incitare l’animale più grande a attaccare l’altro, dando già per scontato l’esito del barbaro duello.
    Mentre le forti grida le confondevano l’udito lo sguardo della giovane Casterwill non si spostò dalla raccapricciante scena. Accadde tutto in pochi secondi: Oberon si spostò di lato per schivare il Murtlap, ma a causa della pietra bagnata e del brusco movimento scivolò a terra. Jane non riuscì bene a capire se il tonfo che sentiva nelle orecchie fosse stato prodotto dalla caduta o dal cuore che le rimbombava nel petto. Vide solo quella massa di pelo nera, che ben conosceva, stesa a terra per qualche secondo, mentre il pubblico si animava in un coro di forti “buu”. La ex Grifondoro sapeva bene che l’altro animale avrebbe potuto approfittare di questo momento di debolezza per metterlo fuori gioco e senza pensare si ritrovò a fare qualcosa che si era ripromessa di non fare: attirare l’attenzione. Con le mani strette intorno alla ringhiera che divideva il pubblico dall’arena, talmente forte che se ne avesse avuta la forza l’avrebbe spezzata, si sporse in avanti per poi far uscire la voce, gridando per sormontare quelle degli altri.*

    ALZATI!

    *Come sempre in tutti quegli anni, udendo la voce di Jane la testa di Oberon si alzò di scatto, seguita poi dal resto del corpo. Spingendo sulle zampe il lupo tornò a assumere la sua posizione forte e sicura, voltando il muso in direzione del grido. Il tutto, fortunatamente, in tempi abbastanza celeri.*



    *Gli occhi verdi si incrociarono nuovamente con quelli gialli, mentre gli altri presenti tornavano a gridare incitando il mammifero dal pelo scuro. Almeno una decina di persone si erano voltate a fissare quella strana ragazza che era riuscita a far rialzare il lupo. La diciottenne sentiva i loro sguardi su di sé ma preferì non voltarsi e fare finta di niente, tornando in posizione eretta, con le braccia incrociate davanti al petto. Rimase a fissare la scena che si stava tenendo nell’arena, con Oberon che ricominciò a attaccare il suo avversario, cercando di assestare qualche zampata o morso, mentre si insultava internamente. Un po’ per non essere riuscita a evitare quella sgradevole situazione a entrambi, un po’ perché i sussurri intorno a lei non erano cessati dopo la sua scenata.
    Fu quando Jane ruotò le pupille per osservare un mago, decisamente avanti con l’età, che continuava a fissarla che si rese conto di una chioma abbastanza conosciuta. Tra la folla di persone dei folti capelli ramati e scompigliati catturarono la sua attenzione. Infilandosi tra i corpi agitati di maghi e streghe, tra cui alcuni che emanavano un terribile fetore di alcol, provò a avvicinarsi per scorgere meglio quella figura, credendo di essersi sbagliata. A fatica riuscì ad avvicinarsi quanto bastava per poter avere una visuale più chiara, sia sull’uomo che sullo scontro, ritrovandosi davanti un’immagine che le fece spalancare gli occhi. Come aveva immaginato prima quella figura era decisamente familiare. Il professor Largh, docente di Cura delle Creature Magiche, era lì e stava parlando con quello che all’apparenza sembrava uno degli organizzatori di quel macabro circo.*

    Forse sto impazzendo del tutto o è un incubo

    *Eppure gli spintoni della massa e le grida erano più che reali. Così come il volto coperto per metà dalla folta barba rossiccia che rimase a fissare, mentre sul palcoscenico Oberon continuava a attaccare il Murtlap.*

    @Charlotte_Mills, @Marcus_Largh,


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
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        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    Citazione:
    V POST - 2° AZIONE Murtlap di Marcus Largh


    *L'uomo con cui Marcus stava “contrattando” non sembrava molto sicuro della proposta fatta dal Tassorosso. Perché mai qualcuno doveva scommettere tutti quei galeoni su un Murtlap che, di speranze contro un lupo ne aveva ben poche?
    Sapeva di aver attirato l'attenzione del losco individuo, ma non capiva se doveva considerarlo un bene o un male. Se sarebbe riuscito a guadagnarsi la fiducia dell'individuo era un passo più vicino alla creatura che gli interessava, se invece era accaduto il contrario.. beh si trovava in una situazione davvero ostile.
    Per sua fortuna l'individuo accettò i suoi soldi. Marcus abbozzò un sorriso sentendosi però osservato dalle persone nella quale aveva cercato di mimetizzarsi fino a quel momento.
    Mai fino a quel momento aveva sentito e saputo di scommesse ed incontri clandestini tra animali e, dopo quella serata, non ne avrebbe più voluto saper nulla. Tutto quello che in quel momento lo circondava andava contro alla sua idea e visione di Creature Magiche.
    Marcus aveva capito di amare le creature al suo ultimo anno scolastico grazie all'aiuto che aveva dato al guardiacaccia a recuperare alcuni gufi scappati dalla torre dei gufi di Hogwarts. Da quel giorno aveva capito che nel suo futuro voleva diventare un Magizoologo, e ci era riuscito!
    Delle sue passioni ne aveva fatto un lavoro ed ne era estremamente fiero. Solo dopo aveva deciso di trasmettere la sua passione e le informazioni sulle creature magiche agli studenti di Hogwarts, diventando così uno dei docenti della scuola di magia della Gran Bretagna.
    Doveva quindi trovare un modo per potare in salvo il Murtlap che gli era stato indicato. Sperava che il suo piano funzionasse, altrimenti aveva davvero una grossa gatta da pelare.
    Nel frattempo si guardò attorno cercando una via d'uscita più più vicina e fu, proprio in quel momento che il suo sguardo cadde su un volto che ben conosceva.
    Jane Casterwill, giovane donna e professoressa di Difesa Contro le Arti Oscure a Hogwarts stava assistendo allo scontro tra il lupo e il Murtlap e, da quello che gli sembrava, pareva essere molto coinvolta. Conosceva Jane da anni e non era da lei scommettere, in particolare su creature viventi.
    Con fare deciso si avvicinò a lei.*

    Tu cosa ci fai qua.


    *Domandò come se nessuno, a parte lui, potesse trovarsi li e ciò ovviamente non era vero.
    Il tono della voce dell'uomo era serio e profondo, quasi protettivo verso l'amica. L'attenzione di Marcus però venne di nuovo attratta dall'esultanza della folla che, in quel momento di distrazione, aveva assistito ad un attacco del mammifero dal pelo scuro, ma nulla di fatto. Anzi: il Murtlap aveva schivato l'attacco del lupo arrampicandosi velocemente sulle rocce scivolose e, a sua volta, provando ad attaccare l'avversario.
    La natura animale era davvero una cosa curiosa agli occhi dell'uomo dalla barba e capelli color del bronzo. Aveva sempre invidiato l'istinto primordiale che le creature possedevano, un istinto che l'essere umano aveva perso nel corso dei secoli.
    Marcus lanciò uno sguardo alla Grifondoro alla quale si era avvicinato. Sicuramente gli avrebbe chiesto cosa ci faceva anche lui li, non era un luogo dove trovare un Magizoologo o un docente di Cura delle Creature. Il suo cervello iniziò a elaborare una scusa valida da raccontare all'amica: Jane sapeva che Marcus era un dipendente del Ministero e, secondo lui, la scusa di trovarsi li su richiesta del ministero per informazioni sulle creature che venivano sfruttate poteva essere abbastanza convincente.*
    Di certo non le avrebbe mai raccontato dell'esistenza dell'Ordine della Fenice. Non lo aveva raccontato ne alla sua ormai ex moglie, figurarsi se lo raccontava a quella giovane strega.*

    Scusa.. non devi renderne conto a nessuno, solo che è strano vederti qua.

    *Affermò l'uomo strofinandosi le mani per il nervoso.
    Non era Jane a renderlo nervoso, ma la sua presenza li. Non si aspettava di incontrare qualche faccia conosciuta proprio li.*

    @Charlotte_Mills, @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

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    Citazione:
    VI POST - CONCLUSIONE di Jane_Casterwill


    *Jane ricordava una frase, tra le tante collezionate nel tempo tra libri e altro, sul caso, scritta da un filosofo tedesco, la quale recitava: “I due più grandi tiranni della terra: il caso e il tempo”. Poche parole che in alcuni momenti, come quello, sembravano calzare a pennello.
    Da quando era entrata in quella degradata e misteriosa struttura i minuti e le ore erano passate inesorabili, senza che la giovane se ne accorgesse. Per lei tutto sembrava ancora fermo a quando aveva visto Oberon entrare in quella arena magica. Poi c’era il caso. Pochi giorni prima i due erano nella Foresta Proibita come sempre, successivamente si erano ritrovati lì, in un luogo di cui la diciottenne non conosceva l’esistenza e nel quale non avrebbe più rimesso piede. Tuttavia, come se non bastasse, un’altra persona a lei conosciuta era presente al barbaro spettacolo, lasciandola a dir poco stupita alla vista di quel volto. Eppure la giovane Casterwill e il fato avevano ormai un particolare rapporto, avrebbe dovuto aspettarsi altre sorprese.
    Gli occhi verdi di Jane non si scostarono dalla possente figura del professore di Cura delle Creature Magiche, finché lui stesso si avvicinò a lei. La giovane conosceva Marcus da anni, quando entrambi erano ancora semplici studenti e lui aveva conosciuto quella che all’epoca lei considerava la sua migliore amica. I ricordi di quel tempo erano vivi nella sua mente, così tanto da poter ancora vedere i sorrisi luminosi di entrambi i giovani Tassorosso che passeggiavano per i corridoi. La donna, che poi era anche diventata la moglie del docente, le parlava di lui continuamente, quindi Jane aveva conosciuto quel giovane mago maggiormente dai racconti di Sylvia. Pur non avendo l’ardire di considerarsi sua amica, per quanto ne sapeva l’uomo poteva anche non sopportarla, era sicura che quel posto non era adatto a lui! Perché mai chi aveva scelto come lavoro di prendersi cura delle creature magiche e non avrebbe dovuto scommettere su di loro?
    Ovviamente la prima frase che uscì dalle labbra del professore fu una domanda sul perché si trovasse lì anche lei. Quesito che a sua volta Jane avrebbe potuto porre, ma che rimase senza risposta. L’attenzione della diciottenne fu catturata dall’euforia generale, portandola a voltarsi di nuovo verso i due animali che si stavano scontrando. Ancora una volta il Murtlap schivò l’attacco del mammifero, arrampicandosi sulle rocce che popolavano la scogliera, per poi ripartire all’attacco. In quel momento Oberon era decisamente in una posizione di svantaggio e la presenza del collega passò in secondo piano. Luogo sfavorevole e posizione anche, Jane era sempre più sicura che il suo amico a quattro zampe non sarebbe uscito indenne da lì. Senza distogliere lo sguardo, non permettendosi nemmeno di battere le palpebre, osservò la creatura simile a un roditore fare un balzo, mentre allargava le fauci pronto a mordere se ne avesse avuta la possibilità. Come la giovane aveva temuto il lupo, per quanto in velocità fosse in vantaggio, faticò a intercettare l’avversario, cercando di prenderlo a zampate ma fu il Murtlap a intercettare una di queste. I denti bianchi in un attimo affondarono nella zampa, la stessa che lei anni prima aveva curato. E quando Oberon iniziò a camminare in equilibrio solo su tre arti, cercando di togliere dall’altro il piccolo animale, emettendo dei lamenti di dolore, Jane si sentì mancare. Delle gocce di sangue iniziarono a macchiare la pietra grigia, sciogliendosi man mano a causa dell’acqua che le bagnava, mentre l’ex Grifondoro si avvicinò di più, appoggiando il peso sulla ringhiera. Il mammifero dal pelo scuro come la notte riuscì finalmente a liberarsi dell’altro, ma appena tentò di posare la parte lesa un altro verso dolorante si propagò per la stanza, più forte di prima. Zoppicando riuscì però a mettere un po’ di distanza tra sé e la creatura magica, per poi fermarsi, esausto.*



    *Un sospiro tremolante lasciò le labbra di Jane che chinando il capo distolse lo sguardo da quel liquido scarlatto che continuava a colare. Il sangue non le aveva mai fatto impressione, anzi era più che abituata a vederlo, avendo anche svolto il ruolo di aiuto infermiera negli anni a Hogwarts. Tuttavia avrebbe preferito vederlo uscire dal naso della persona sadica che aveva organizzato quello scempio, dopo averlo preso a pugni.
    Le ultime parole che le rivolse l’uomo alle sue orecchie arrivarono come suoni ovattati, perché troppa era la concentrazione che stava impiegando per contenere quei poteri che ancora si ostinava a tenere nascosti. Se si fosse lasciata andare, permettendo alla chioma di diventare rossa e di sfogare la propria rabbia su l'uomo che raccoglieva le scommesse, sarebbe finita nei guai probabilmente trascinando con sé anche Marcus. Così optò per mettere da parte la propria impulsività, cosa molto difficile per una Grifondoro come lei, e rivolgersi al collega. Rimanendo china sulla ringhiera Jane voltò il viso verso di lui, consapevole di non essere riuscita a impedire il cambiamento di colore delle sue pupille, diventate scure come il carbone, fissandolo.*

    Aiutami a portarli via da qui e non ti chiederò niente!

    *In seguito a quell’ultima frase i due decisero finalmente di darsi da fare, i due animali avevano passato anche troppo tempo in quella arena.
    Senza attendere oltre, bacchetta alla mano, i due insegnanti misero fine allo scontro. Appena Jane riuscì a raggiungere il lupo si ritrovò a stringere l’animale ferito tra le braccia, con le lacrime agli occhi. A qualcuno poteva sembrare insensato quel legame che legava i due, ma per la Grifondoro la presenza di Oberon durante le ore di allenamenti solitari era stata importante. Fin da piccola aveva sempre preferito chiudersi a riccio, cercando di allontanare tutti per paura, per questo aveva scelto quel posto in cui poche persone vagavano per scelta. Solo con la comparsa di quel cucciolo si era resa conto che infondo la compagnia non le dispiaceva.
    Dopo aver bendato alla bell'e meglio la zampa, per evitare che perdesse troppo sangue, Jane strinse con forza il catalizzatore nella mano destra. Non aveva mai usato quell’incantesimo, ma sapeva che non potevano andarsene da lì senza cancellare la memoria a tutti. Doveva farlo per i due animali che, spaventati, cercavano rifugio tra le loro braccia, per Marcus e per se stessa. Aveva già un tiro a segno tatuato su di sé fin da piccola, non ne voleva aggiungere un altro!
    Concentrandosi il più possibile puntò la bacchetta verso la folla, per poi compiere il movimento rotatorio, mentre pronunciava a bassa voce.*

    Obliviate!

    Citazione:
    OBLIVION
    Descrizione: fa dimenticare a chi viene obliviato un avvenimento preciso
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per cancellare il ricordo di un babbano che ha assistito a fatti magici oppure per manipolare la memoria di chiunque e per far dimenticare delle informazioni che non si vuole siano divulgate
    Avvertenze: è necessario eseguire Oblivion con attenzione e perizia, perché altrimenti si rischia di creare seri, e spesso irreversibili, danni alla mente di chi s’intende obliviare
    Livello Minimo Consigliato: 5


    *Dopo qualche minuto, con Oberon tra le braccia e Marcus dietro di sé, si ritrovarono di nuovo nelle più accoglienti vie di Diagon Alley. Jane con una mano, continuando comunque a reggerlo saldamente, aveva accarezzato per tutto il tempo il morbido pelo del lupo. Nonostante la ferita alla zampa sembrava stare bene e grazie a questo la giovane riuscì finalmente a tranquillizzarsi. Ormai parecchio lontani da quel posto orribile si fermò per posare a terra il mammifero, voltandosi verso il collega, rilassando finalmente le spalle e rivolgendogli un sorriso di gratitudine. Il tutto desiderando con tutto il cuore un bagno caldo e un materasso comodo.*

    @Charlotte_Mills, @Marcus_Largh,


  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 300147
       
       

    SCONTRO TRA GLI ANIMALI DI
    MARCUS_LARGH & JANE_CASTERWILL
    RISULTATO


    Complimenti cari Jane e Marcus, il vostro è stato davvero molto interessante da leggere in particolare mi è piaciuto molto leggere il vostro incontro.
    Ovviamente come ben saprete ci deve essere solo un solo ed unico vincitore ed è JANE.
    Entrambi i vostri post erano ben scritti, ricci di info e descrizioni ma gli scritti della Grifondoro primeggiano, come si può be notare, su quelli del Tassorosso.


    I PUTEGGI CHE VERRANNO ACCREDITATI SONO:
    - 40 punti a Jane_Casterwill sia sul profilo personale che nella Coppa delle Case
    - 35 punti a Marcus_Largh, sia sul profilo personale che nella Coppa delle Case



    @Marcus_Largh, @Jane_Casterwill,