Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Alexander_Morgenstern


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       



    Barista, offro da bere a tutti.

    *Sussurrò mestamente e con un mezzo sorriso in volto l'allevatore di draghi, sedendosi al bancone con aria davvero appagata: non importava che nessuno lo avesse sentito, ma in qualche modo doveva festeggiare quel piccolo, grande successo. Non gli era mai capitato di finire in visita ad allevamenti esteri, ma quello che avevano aperto da poco in Ungheria aveva realmente i giorni contati: il Ministero l'avrebbe fatto chiudere dopo la sua denuncia, questo era certo. Insomma, qualsiasi esperienza lavorativa richiede sempre della gavetta ma, quando negli uffici era stata letta quella piccola voce in "segni particolari", Alexander era divenuto non più semplice allevatore ma ispettore. Wow, piuttosto altisonante, eh? No, semplicemente avere un allevatore capace seppur giovane e che per di più poteva comunicare con i draghi faceva enormemente comodo. Era quasi eccitato nel prendere poche ore prima quella Passaporta per l'allevamento e giungendo lì sembrava tutto procedesse a gonfie vele: ma quello Spinato, quella piccola scaglia sul muso lievemente rialzata non gliela contava giusta. Lo aveva rassicurato, aveva notato la sua sorpresa quando il mago gli si era rivolto nella sua oscura lingua e, dopo aver udito anche troppo su come quello e gli altri esemplari venivano trattati, era uscito dall'allevamento su tutte le furie colpendo in viso con un gancio il responsabile, buttandolo a terra ed intimando con educazione gli altri ad abbassare le bacchette ("Giuro che ve le faccio ingoiare e defecare Mandragole per il resto dei vostri giorni"). Allertato un responsabile, il trasferimento di quegli esemplari nella temporanea sede di Londra era a distanza di qualche ora in corso d'opera e sì, sapere che giustizia era stata fatta era forse la ricompensa più grande. Okay, probabilmente avrebbe potuto evitare di colpire quello stoccafisso in pieno volto, ma come un bibliotecario che dedica la sua vita ai libri per vederli rovinati da un branco di mocciosi.. sì, per Alexander era lo stesso. Creature magnifiche come i draghi, così antiche, così malviste come ogni rettile sulla faccia della terra meritavano di più: i maghi non avevano già tolto abbastanza dignità, a questi fieri esemplari?*

    Un Whisky Incendiario, per me. Fammelo doppio.

    *Chiese con garbo nello sfilarsi la giacca di pelle che adagiò alla spalliera della sedia, passandosi una mano fra i capelli per lasciar cadere le ultime gocce d'acqua: già, fuori pioveva a dirotto ma ehi: se abiti a Londra, non è certo della pioggia che ti stupisci. Eppure non poté evitare a sé stesso di prendere un piccolo sospiro, stringendo fra le dita quel bicchiere, prendendone un sorso per lasciare che la gola si abituasse a.. no. No, non ci si poteva abituare all'Incendiario. Merlino, cosa diamine avevano contro del buon bourbon?!*

    "Hai la serata libera, Alexander: fa vedere un po' a questi individui cosa significa darci dentro con i liquori."

    *Pensò fra sé e sé, mandando giù il resto del liquido ambrato contenuto nel bicchiere, spingendolo d'un centimetro verso il barista, ordinandone un altro. La fregatura di dover bere tanto prima d'ubriacarsi? Quella povera gente in quel locale avrebbe presto dovuto fare i conti con la visione d'uno che non sembrava voler bere, ma annegarsi.*

    @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2341
       
       

    [HOGWARTS - UFFICIO PROFESSORESSA CASTERWILL]


    *Un’altra giornata di lezioni era ormai terminata alla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Gli studenti, finalmente liberi dallo studio, gironzolavano per il castello alla ricerca dei propri amici per passare del tempo in compagnia, prima della cena. Altri invece preferivano godersi quel tempo in solitudine. Ma i professori? Che fine facevano gli uomini e le donne che insegnavano quando la giornata finiva?
    L’aula di Difesa Contro le Arti Oscure, situata al secondo piano, era deserta, cosa per niente insolita dato l’orario che si era fatto. Tuttavia la porta in legno massiccio che si trovava sopra le scale era ancora aperta. Nel piccolo ufficio circolare si poteva sentire un incessante rumore di fogli che venivano spostati in continuazione, accompagnato dal battere della pioggia sulle finestre. Una folta chioma castana sbucava da sotto la scrivania, mentre pergamene scritte e non volavano da una parte all’altra. Essa apparteneva a Jane Casterwill, la neo professoressa di Difesa che ancora una volta stava dimostrando di non riuscire a liberarsi delle vecchie abitudini. La giovane era infatti cresciuta tra i babbani, nascondendosi da tutti e cercando di sembrare agli occhi dei vicini una normale bambina. Ma di normale nella sua vita non c’era niente, a partire dalla lunga capigliatura che in un attimo, mentre la docente saltava in piedi, assunse una tonalità più arancione.*

    Per la barba di Merlino dov’è finito?!

    *Il tono della voce uscì più alto del previsto, infatti la piccola volpe bianca, comodamente stesa in un angolino, balzò sulle zampe osservando la padrona preoccupata. Jane osservò l’animale con sguardo di scuse, prima di rimettersi a cercare velocemente l’oggetto smarrito. Come già detto le abitudini sono dure a morire, per questo spesso la giovane si dimenticava di avere una bacchetta magica. Avrebbe potuto impiegare tutta la serata, considerando il fatto che non si era nemmeno accorta del tempo che c’era fuori, se quel bastoncino di legno non si fosse trovato sulla scrivania. Infatti dopo aver spostato l’ennesima pergamena, se lo ritrovò davanti, iniziando a imprecare contro se stessa un secondo dopo.
    Mentre ancora pensava a tutti gli insulti possibili, con la mano destra afferrò frettolosamente la bacchetta, pronta per utilizzare l’incantesimo di appello.*

    Complimenti a me... Accio orologio!

    *L’usuale flebile suono si sentì nell’aria, prima che un piccolo oggetto rotondo spuntasse da un ammasso di carte, attratto verso il catalizzatore. Solo quando l’antico orologio, con sopra inciso un drago, fu finalmente tra le sue mani un sospiro di sollievo abbandonò le labbra di Jane. Era insolito per lei lasciare da parte il cimelio di famiglia, solitamente lo indossava in qualsiasi circostanza, ma quel giorno lo aveva lasciato incustodito sulla scrivania perché attratta da degli strani rumori provenienti dall’aula. Il tempo di andare e tornare e non c’era più, così aveva passato un’ora buona a cercarlo.
    Dopo averlo assicurato al proprio collo con la catenina, la Casterwill si lasciò cadere pesantemente sulla poltrona, mentre i capelli mossi tornavano al loro colore naturale. Come ogni sera avrebbe dovuto recarsi al ristorante, infondo da quando si era diplomata la sua vita si limitava solamente a due cose: Hogwarts e “Casterwill’s Kitchen”. Ma in quanti avrebbero sentito la sua mancanza di mercoledì sera? Da dopo la prima gita a Hogsmeade la giovane non aveva avuto un attimo libero per sé, quindi tacitamente decise che per quella sera avrebbe messo da parte padelle e compiti. C’era solo un problema: la pioggia.*

    [HOGSMEADE - TRE MANICI DI SCOPA]


    *Il tempo quella sera non sembrava intenzionato a migliorare e grosse gocce d’acqua continuavano a scendere senza sosta, facendo assomigliare le vie del paese a dei piccoli fiumi. Ovviamente non erano molte le persone che avevano deciso di fare una passeggiata sotto alla pioggia, ma tra quelle poche non poteva mancare lei. Nonostante l’incantesimo applicato prima di uscire, specialmente sugli abiti, qualche lacrima che cadeva dal cielo si era insinuata sulla sua pelle e tra i capelli. A quanto sembrava quella sera stava scendendo quello che i babbani chiamavano “diluvio universale” e ovviamente Jane aveva deciso di prendersi la serata libera. Non avendo idea di dove andare o cosa fare, per niente intenzionata a rinchiudersi in casa, quando arrivò di fronte ai Tre Manici di Scopa si fermò a osservare la facciata. Da lì poteva sentire qualche voce proveniente dall’interno. Effettivamente non ricordava quando era stata l’ultima volta che ci aveva messo piede. Mesi o forse anni? Forse la cosa più importante in quel momento era non ammalarsi.
    A passo spedito la ex Grifondoro si diresse verso la porta del locale, allungando una mano con cui poterla spingere per ritrovarsi finalmente in un luogo asciutto. Il tipico calore di quel posto l’accolse subito, donandole un po’ di sollievo. Poi si rese conto del classico profumo di vivande che riempiva l’aria, compreso un leggero ma pungente odore di alcol.
    Mentre si guardava intorno, alla ricerca di un posto libero, si tolse la tanto amata giacca di pelle dalla quale difficilmente si separava. Per sua fortuna il locale non era completamente pieno, così si avvicinò al bancone per accomodarsi su uno degli sgabelli, spostandosi un ciuffo umido di capelli dal viso prima di ordinare.*



    Un Whisky Incendiario, per favore!

    *Ordinò rivolgendo un lieve sorriso al barista che si ritrovò di fronte. Jane non era solita bere quella bevanda, molto famosa tra i maghi, ma quella sera sentiva il bisogna di rilassarsi un po’ e ricordarsi di avere diciott'anni, non il triplo o più.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    Un Whisky Incendiario, per favore!



    *Beh, per lo meno avrebbe offerto da bere ad una persona che conosceva, per lo meno di vista. Ne era certo, per quanto fugace fosse stata quell'occhiata incuriosita, tornando quasi nell'immediato a guardare di fronte a sé, vuotando l'ennesimo bicchiere per attendere servisse la ragazza, sporgendosi poi appena oltre il bancone ed afferrare la bottiglia, scoccando un occhiolino ed un sorrisetto sghembo da impunito al barista, lo stesso che seppur interdetto sembrò preferire non pronunciare neanche una sillaba.*

    "Ma che bravo ometto."

    *Pensò senza perdere il precedente sorriso, servendosi e dando il via ad un altro sorso, forse appena più lungo. Il whisky bruciava, ma non abbastanza da fargli sentire le estremità formicolare, non tanto da fargli provare quel senso di distacco da ciò che vedeva, toccava, sentiva: il senso dell'ovattato sembrava un traguardo ancora incredibilmente lontano da raggiungere, ma non c'era nulla da impossibile. D'altronde, chi più d'un Corvonero poteva vantare argomentazioni in quanto a caparbietà? Quando si riscosse da quei pensieri, si riscoprì d'aver riempito nuovamente il bicchiere, spingendo con gentilezza la bottiglia verso la giovane donna che gli sedeva accanto.*

    Serviti pure, se vuoi: ne serviranno comunque un altro paio.

    *Mormorò in tutta tranquillità, scoccando un'occhiata al barista che, stringendosi nelle spalle, fece alzare gli occhi al cielo ad Alexander, mentre un gran sospiro gli sfuggiva dalle labbra: cosa, credeva non l'avrebbe pagato? Si infilò una mano nella tasca dei jeans e, posando diversi Galeoni sul tavolo, si allungò da sé a prendere un'altra bottiglia ancora sigillata. Certo, non doveva dare questa grande impressione, ma.. sinceramente non sarebbe potuto importargliene di meno. Tendeva ad essere il tipo spontaneo di sempre, quasi brutale nella sua schiettezza che sì, poco se ne infischiava del parere altrui: per lo meno, in compagnia dell'ex Corvonero, si era sempre certi che dicesse tutto ciò che pensava e facesse tutto ciò che gli andava di fare. E tornando alla ragazza lì accanto.. beh, a proposito di schiettezza..*

    Potrei cercare d'intavolare una conversazione parlando.. del tempo, di Quidditch.. delle azioni in borsa? No, per quanto riguarda le azioni credo di sapere a malapena cosa siano. Perciò dunque, come posso chiederti di ricordarmi il tuo nome, dato che ho la sensazione che siamo andati a scuola assieme?

    *E finì la frase con un sorrisino, gli occhi ancora puntati al bancone, mandando giù un altro grande sorso di Whisky Incendiario, voltandosi così ad esaminare il volto di quella ragazza: sì, c'era decisamente andato a scuola assieme diversi anni prima. Era bello incontrare qualche viso familiare, infondo. Un po' triste, pensando a tutti i volti che aveva scorto in quegli anni, quelli che aveva dimenticato, quelli che portava con sé come cicatrici, cimeli o semplici ricordi simili a lontani sogni. E lei? Chi era? Come s'era trasformata la sua vita, da quando vagava per quel grande castello come studentessa.*

    Dicono sia davvero maleducato non presentarsi per primi, e se da un lato non bado a ciò che "si dice".. sono Alexander Aiden Morgenstern, ex Corvonero. Ma se hai frequentato Ilvermorny e sto prendendo un granchio del fuoco tanto grosso da sembrare una salamandra..

    *E si spallò appena, alzando le mani in segno di resa, lasciandosi andare ad una piccola risata: già, era un tipo che socializzava proprio tanto. Sì. Si vedeva lontano un miglio, ne era certo. Dannati primi approcci.*

    @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2341
       
       

    *Tutto si sarebbe aspettata, mentre attendeva la risposta del barista, tranne che sentire il suono di una bottiglia che veniva spinta verso di sé. Incuriosita dal rumore dello strisciare del vetro sulla superficie lignea, la giovane si voltò con il sopracciglio destro sollevato, ritrovandosi a fissare prima il contenitore del liquido che aveva richiesto, poi una figura assai familiare. Intanto che gli occhi verdi di Jane osservavano l’uomo, di cui prima non aveva notato la presenza, il barista posò un bicchiere per permetterle di bere.*

    Serviti pure, se vuoi: ne serviranno comunque un altro paio.

    *Sentire la voce del nuovo compagno di bevute, per quella sera, le tolse ogni dubbio.
    Aveva conosciuto quell’uomo dai capelli neri perennemente spettinati quando era solo una bambina. All’epoca la piccola Casterwill era tutt’altra persona, sia fisicamente che caratterialmente. Per il mago era la stessa cosa, oppure si sarebbe trovata di fronte il ragazzo che aveva incrociato tra i banchi di scuola? O meglio che aveva “conosciuto” nella foresta.
    Un lieve sorriso, che voleva più che altro contenere una risata, increspò le labbra della giovane mentre si voltava per tornare a fissare davanti a sé. Con la mano destra, dopo aver fatto un lieve cenno del capo a Alexander come ringraziamento, sì ricordava benissimo il suo nome, afferrò la bottiglia contenente il distillato dal colore ambrato. Nel bicchiere versò una piccola quantità, per iniziare preferiva non esagerare.*



    *Le iridi chiare di Jane rimasero a fissare il liquido, mentre l’indice della mano destra scorreva sul bordo del bicchiere. Il sottofondo del lieve chiacchiericcio del locale fu interrotto nuovamente dalla voce del giovane al suo fianco. Chissà quanti anni aveva ora. Una ventina, probabilmente qualcosa in più. Infondo era da una vita che non lo vedeva nei paraggi. Questa volta però la giovane non riuscì a contenere le risate, sentendo il discorso del mago. In un attimo, mentre l’altro terminava il proprio sproloquio, Jane scoppiò a ridere. Per un attimo si piegò ulteriormente in avanti, con la mancina posata sul ventre e l’altra a coprire la bocca per non disturbare troppo i presenti. Contenersi per tornare a una posizione composta non fu semplice, ma con calma riuscì a placare la propria ilarità, mordendosi appena il labbro inferiore. Era veramente cambiata così tanto? Lei per prima aveva notato dei cambiamenti e doveva anche ammettere che i due non avevano mai avuto una vera e propria conversazione, almeno che l’ex Corvonero non dovesse dare qualche ordine a lei e gli altri. Tuttavia non si sarebbe aspettata di ritrovarsi in tale situazione.*

    So chi sei Morgenstern!

    *Esclamò mentre si voltava verso di lui, sorridendo. Prima di proseguire Jane afferrò il bicchiere che aveva riempito poco prima, portandolo alle labbra per bere il contenuto in un solo colpo. Il tutto con il busto ruotato lievemente nella direzione dell’uomo, voltando anche il capo dopo aver posato nuovamente l’oggetto.*

    Credo che dovrei ritenermi offesa, ma farò un'eccezione, sono passati molti anni. Ti ricordi del gruppo che avevi deciso di creare anni fa a Hogwarts? Lo chiamavi Es, anche se non ricordo per cosa stavano le due lettere. Comunque sono la ragazzina del secondo anno che è sbucata dal nulla quando vi siete incontrati la prima volta nella foresta.

    *Era passato veramente molto tempo da quella volta. Una semplice passeggiata pomeridiana per la Foresta Proibita si era trasformato in un incontro segreto tra studenti che, chi per un motivo chi per l’altro, volevano imparare a usare al meglio la magia. Jane ricordava perfettamente la situazione assurda nella quale si era trovata. Circondata da maghi e streghe più grandi di lei, era l’unica che sapeva appena usare l’incantesimo di disarmo. Ovviamente il gruppo era stato subito scoperto, tuttavia gli incontri erano proseguiti.
    Molte di quelle persone non le aveva più viste e, cosa ancora più strana, ora era lei quella che poteva insegnare agli altri. Nonostante il gruppo si fosse sciolto in breve tempo, Jane non aveva mai smesso di allenarsi da sola.*

    Sono Jane Casterwill, la Grifondoro dai capelli rossi che non sapevi se cacciare via o far restare nel gruppo. Per lo meno, lo ero!

    *Concluse con un'alzata di spalle, indicando con un dito il proprio capo, ridacchiando lievemente per il ricordo. Quella bambina era un vero disastro, certe volte.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    *Sapeva chi fosse? Non poté evitare a sé stesso di inarcare un sopracciglio, adesso guardandola con attenzione: accadeva questo quando si avevano fin troppi segreti da nascondere. Eppure si imparava con il tempo a mantenere il contegno e l'espressione neutra di sempre, contando persino il numero di volte nel quale si battevano le palpebre, la loro tempistica. Continuava a studiarla, a domandarsi chi fosse, ma la risposta a quella domanda arrivò dopo non poi troppo tempo, facendo distendere le sue labbra in un gran sorriso e fluire dagli occhi una sorpresa, una gioia sincera.*

    Per la barba di Merlino, Jane Casterwill! Quanti anni sono passati? Sei cambiata così tanto, mai ti avrei riconosciuta.

    *Confessò senza perdere quel sorriso, vuotando nuovamente il bicchiere per poi riempirlo in quello che sarebbe stato un lungo, lunghissimo ciclo: ne aveva fatta di strada, quella ragazza. Ricordava ancora quella bambina dai capelli rossi, quasi spaurita nel bel mezzo d'una delle loro riunioni dell'ES. Già, il gruppetto che creò ai tempi della scuola.. quanto era stato ingenuo a credere che una manica di ragazzini potesse cambiare le cose, un giorno? Al solo pensiero non poté trattenere un sorrisino amaro, ripensando a quanto fosse sciocco, "puro", sotto un certo punto di vista: si erano tutti allontanati, ognuno aveva preso la sua strada, ma quello che era stato il fondatore del gruppo aveva continuato a combattere per la causa in cui tanto credeva. Era il mostro che riempiva ciclicamente nel tempo le pagine della Gazzetta del Profeta, il mago oscuro che dava la caccia ai suoi simili, quello che riusciva a farsi beffe ogni volta degli Auror e del Ministero stesso: idioti. Non comprendevano che stava solo cercando di dare una mano e, lasciandosi la morale alle spalle, riusciva a combinare più di molti altri. Ma fu costretto a riscuotersi da quei pensieri, e questo lo costrinse ad ingurgitare tutto in una volta il suo drink, trattenendo a stento un'espressione sofferente per la scia bollente che quel liquore tracciò dalla punta della lingua fino al suo esofago.*

    Ricordo perfettamente quei giorni, sì. Per quel che vale, mi dispiace essere sembrato un vero stronzo, ai tempi: ma credimi, a preoccuparmi era unicamente il fatto che eravamo tutti molto più grandi di te.

    *Mormorò con una scrollatina di spalle, voltando il viso in direzione di lei con una lieve smorfia a metà fra l'imbarazzato ed il dispiaciuto. L'ingenuità d'un ragazzino qual'era a quei tempi di poter combinare qualcosa per il mondo magico non era finita poi tanto bene, a pensarci. E tirò su con il naso, drizzandosi meglio a sedere sullo sgabello, intento a far prendere una piega più scherzosa e, sicuramente, leggera alla situazione: beh, almeno a modo suo, con quel sorrisetto da impunito stampato in volto.*

    Non mi sono mai piaciuti i Grifondoro. Beh, a dire la verità non mi piace nessuno: diciamo solo che sopporto molti. Tu però mi andavi a genio, questo lo ricordo. Non avevi il tipico cipiglio da.. "mi butto in un casino tanto grande da essere secondo solo al mio ego perché sì" tipico della tua casata.

    *Una lieve risata sfuggì dalle sue labbra, riempiendo il proprio bicchiere per voltarsi ancora una volta in direzione di Jane, facendo una smorfia con il naso, prima di ammettere.*

    I Corvonero, invece.. no, quelli sono in assoluto i più insopportabili del castello. Saccenti, sotto perenne Glacius in quanto al sociale e con la tipica espressione alla "sono meglio di te e lo sappiamo entrambi". Sì, forse è a causa delle nostre due ex casate che in giro ci sono sempre più Mangiamorte.

    @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2341
       
       

    *Mai una volta Jane aveva visto quel sorriso e quello sguardo gioioso sul viso del mago con cui stava parlando. Rimase stupita nel vedere le labbra di lui stendersi in un largo sorriso. Per non attimo pensò di aver sbagliato persona, ma era impossibile, conosceva solo un Alexander Morgenstern. Tuttavia non riuscì a nascondere la propria sorpresa molto bene. Mentre l’ex Corvonero parlava rimase a fissarlo con entrambe le sopracciglia sollevate, per poi allargare a sua volta le labbra in un sorriso. Era cambiata così tanto? Sì non c’erano dubbi. Probabilmente le tracce di quella piccola Grifondoro che aveva incontrato lui erano quasi inesistenti ormai. E il tutto era iniziato per i segreti di qualcun altro.
    Visto quello che era successo chiunque avrebbe pensato che la giovane donna odiasse i segreti, invece anche lei manteneva gelosamente i suoi. Erano molto rare le volte in cui le persone potevano sapere cosa le girava per la testa, motivo per cui si era spesso ritrovata a contrarsi con le persone a cui teneva. Ma in ogni caso certe cose preferiva ancora tenerle per sé. “Nulla ci rende così soli come i nostri segreti” aveva letto da qualche parte, non ricordava dove. Verità o bugia? Non lo aveva ancora capito, però era certa che avrebbe preferito rimanere sola con i propri segreti, piuttosto di affrontare altre conseguenze.
    Quindi sì, era cambiata molto. La piccola bambina che correva dalla sua amica Sylvia per piangere o farsi aiutare era sparita da tempo e non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi a bere in un bar in compagnia di quel ragazzo.
    Riportati gli occhi sul bicchiere, ancora vuoto ma per poco, Jane afferrò la bottiglia e si versò nuovamente da bere. Ubriacarsi non era la migliore delle idee, infondo il giorno seguente sarebbe tornata al castello, tuttavia un altro bicchiere o due non le avrebbe fatto male. Quando il liquido ambrato si ritrovò nel piccolo contenitore di vetro, questa pieno quasi fino all’orlo, non esitò molto prima di portarlo alle labbra. Ne bevve un piccolo sorso, chiudendo gli occhi quando sentì il familiare bruciore scendere nella gola, per poi posarlo nuovamente sul bancone.
    Un sorrisetto divertito spuntò sulle labbra della giovane professoressa quando sentì anche le altre parole dell’uomo. Aveva perfettamente ragione, ai suoi occhi all’epoca non era sembrato una persona per così dire...garbata. Tuttaltro! Infondo però non poteva biasimarlo. Cosa ne sapeva lei, di soli dodici anni, di incantesimi? Al posto suo probabilmente avrebbe fatto lo stesso, sicuramente con più tatto ma il risultato era quello. Eppure nonostante il tempo trascorso eccola lì una cosa che non sembrava mutare: quel sorrisetto tipico di Alexander.*

    apprezzo la sincerità e devo esserlo a mia volta!

    *Disse, voltandosi nuovamente per guardarlo, con un sorrisetto furbo a inclinarle il lato sinistro delle labbra.*

    Grazie per le tue parole ma tu, invece, mi stavi molto, veramente molto… antipatico. Quasi sicuramente a causa del fatto che mi facevi sentire a dir poco inutile. Per Merlino avrei voluto imparare a usare bene certi incantesimi solo per usarli contro di te!

    *Ridendo leggermente afferrò nuovamente il bicchiere, bevendo questa volta tutta il contenuto. All’epoca non era molto intraprendente, però non sopportava quando qualcuno la sottovalutava. Come detto da Alexander poco prima lo aveva fatto perché era la più piccola, ma ai suoi occhi al tempo non sembrava una motivazione valida. Lei, come molti altri, aveva i suoi motivi per essere in quel gruppo, gli stessi che la spingevano anche a distanza di anni a continuare.*

    Comunque hai ragione, su entrambe le nostre Casa e anche sui Mangiamorte. Sicuramente non siamo dei santi!

    *Proseguì, con il bicchiere a mezz’aria e il capo ruotato verso il suo interlocutore, le iridi verde smeraldo puntate in quelle nere di lui.*

    @Alexander_Morgenstern,


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 116
       
       

    Beh, cosa posso dire.. ci tengo a piacere.

    *Rispose in una risatina: no, Alexander e le buone impressioni erano nemici fin da tempi immemori. Insomma, un po' per la sua perenne espressione imbronciata e pensierosa, un po' per il suo essere Rettilofono, ma soprattutto per il caratteraccio che si ritrovava e che talvolta esplodeva come fosse stato una bomba ad orologeria. Per non parlare, infine, del suo essere dannatamente schietto e senza alcun filtro, brutale, sincero sia nelle parole che nei modi per quanto questi ultimi non sempre erano cosa buona. Si ritrovò a riempire ancora una volta il bicchiere, cominciando a sentire un lieve torpore ghermirgli le viscere, riscoprendo che la prima bottiglia era decisamente andata. E la mise dietro il bancone, recuperandola un'altra non prima d'averla pagata.*

    Shhh. Sta buono, sto facendo guadagnare il locale e no, ricordo ancora come accidenti mi chiamo, motivo per il quale non ho bevuto abbastanza.

    *Tanto gliel'aveva letto in faccia, a quel furetto capellone. "Signore, forse dovrebbe smettere di bere per stasera", lo stava per dire, ci scommetteva la sua villa a Londra. Eppure, apparentemente preso in contropiede, il barista si allontanò dai due per dedicarsi alla pulizia del bancone, permettendo così ad Alexander di dedicarsi nuovamente alla sua interlocutrice, tenendo il gomito posato contro la superficie lignea del bancone e la mano a diversi centimetri dal viso, facendo muovere in modo circolare il liquido ambrato all'interno del bicchiere.*

    Ero davvero insopportabile, ai tempi della scuola: non che ora sia una caramella mou, ma insomma! Per quel che vale, mi dispiace averti fatto rimanere male, quel giorno nella foresta. Sono certo che la vita sia stata un'insegnante decisamente migliore di me.

    *Poteva quasi avvertirlo, il potere di lei. Aveva combattuto per anni, a volte per diverse notti di seguito, e per quanto a volte ci si ostentasse a credere il contrario, il linguaggio del corpo parlava assai più chiaramente d'un Legilimens. Il modo in cui muoveva quel braccio, la contrazione d'ogni singolo tendine affinché un dito alla volta tamburellasse sul bicchiere prima di afferrarlo e sollevarlo la diceva lunga: quella ragazza aveva realmente fatto pratica e sì, era certo che doveva essere una duellante straordinaria. Poi quelle parole, le stesse che lo portarono a sciogliersi in un sorriso amaro, abbassando appena lo sguardo sul bancone, non potendo evitare a quel baratro che portava al centro del petto d'espandersi, di continuare a divorarlo.*

    No. Non lo siamo.

    *Sussurrò assorto nei propri pensieri, quelli dai quali dovette riscuotersi vuotando in un solo sorso quel bicchiere di whisky, lasciandolo andare sul bancone: a breve gli sarebbero servite le branchie, se non avesse preso qualche boccata d'aria. Fu così che incrociò le braccia, voltandosi nuovamente verso l'ex Grifondoro, inclinando appena la testa verso destra come faceva sempre quando pensava, la pietra incastonata nell'anello della famiglia di sua madre che emanò un lieve sbrilluccichio, il buio presente al suo interno come un denso e compatto fumo nero che si agitò appena, prima di riprendere a scorrere placido.*

    Dimmi, di cosa ti occupi, Jane?

    @Jane_Casterwill,


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2341
       
       

    *Lo sguardo divertito della giovane donna si spostò per un attimo sul cameriere, che presentava un’aria disperata ormai. Come biasimarlo! Jane sapeva bene cosa voleva dire avere dei clienti come Alexander. Possedendo un ristorante non sempre le cose andavano come lei avrebbe voluto, specialmente quando non era presente. Aveva ormai perso il conto delle volte in cui era corsa al suo locale, anche durante gli anni da studentessa e spesso la sera tardi, per improvvisi problemi tecnici o di altra natura. Molti dei quali anche causati dalla sua ex collega, la sorella gemella Effie. Negli anni più di una volta il “Casterwill’s Kitchen” aveva rischiato di finire in fiamme, tra esperimenti e preparazioni strane varie delle due gemelle. Fu mentre fissava l’uomo che si allontanava da loro che il pensiero dell’altra Casterwill tornò di prepotenza nella sua mente. Da quanto tempo non ci pensava? Probabilmente anni, aveva infatti preferito chiudere il ricordo della sorella in un cassetto, come molti altri. Ma non era facile dimenticare, specialmente con un posto che le ricordava ogni giorni quello che avevano fatto insieme.*

    Morgenstern io non ti trascino a casa se ti ubriachi!

    *Disse Jane riportando l’attenzione sull’ex Corvonero, che si era già riempito di nuovo il bicchiere. Evidentemente l’uomo aveva intenzione di non uscire sobrio dal locale. La giovane, nonostante non fosse una particolare amante degli alcolici, trovava affascinante e estremamente divertente come potesse trasformare il comportamento delle persone. Ne aveva avuto la conferma alla festa che aveva organizzato quella estate, dopo il diploma e alla quale aveva ricevuto la lettera che le annunciava di essere stata accettata come docente a Hogwarts. Quella sera era stata lei a non tornare a casa sobria!
    Anche la ex Grifondoro decise di versare nel proprio bicchiere ancora una volta, probabilmente l’ultima, un po’ del liquido tanto amato da maghi e streghe adulti. Stranamente quella sera era stata fortunata e i suoi piani stavano andando meglio del previsto. Trovare una vecchia conoscenza con la quale chiacchierare e bere era un ottimo modo per rilassarsi.*

    Concordo con le tue parole, lo eri e io ero solo una bambina capitata per caso nel posto giusto. Però sì, ho imparato molte più cose dalla vita che da quelle poche lezioni con te e gli altri del gruppo...veramente tante…

    *Il sorriso che aveva accompagnato la conversazione fino a quel momento si spense. Nessuno sapeva quanto quelle parole fossero vere per lei, né quante notti aveva passato sveglia a allenarsi, certe volte nella Stanza delle Necessità, altre proprio nella stessa foresta che aveva visto il loro primo incontro. Tutto il tempo passato in biblioteca nei sette anni di scuola non lo aveva speso per amore della conoscenza, ma solamente per potersi migliorare sempre di più ogni giorno. E tutto quello era iniziato dopo lo scioglimento del vecchio ES.
    Mentre ripensava a tutte le punizioni che aveva scampato per un pelo, prima di diventare Prefetto e essere libera di vagare di notte per il castello, strinse con forza le dita intorno al bicchiere, portandolo ancora alle labbra. Le sue papille gustative avevano ormai fatto l’abitudine al gusto del pregiato distillato, lo stesso però non si poteva dire per il suo stomaco e la gola. Tuttavia, persa nei propri pensieri, così come il giovane uomo al suo fianco che aveva sussurrato qualcosa, Jane ne sentì appena il sapore.
    Fortunatamente la voce di Alex la destò dai propri pensieri, portandola di nuovo a voltarsi verso di lui.*

    Al momento le mie uniche occupazioni sono due. Gestisco il mio ristorante qui a Hogsmeade e insegno Difesa Contro le Arti Oscure a Hogwarts. Tu invece? Non ti ho più visto da queste parti, come impieghi il tuo tempo?

    @Alexander_Morgenstern,