DiagonAlley - Negozi
DiagonAlley - Negozi



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Lista Articoli in Vendita


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Marcus_Largh


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 153
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       


    *Quel giorno Marcus Largh, docente di cura delle creature magiche, era su di giri.
    Si era smaterializzato verso le quindici circa nella via principale di Diagon Alley con una sola meta fissa in testa: Il Ghirigoro.
    IL Ghirigoro era luogo di tantissimi ricordi studenteschi dell'ex Tassorosso ma, a quei ricordi adolescenziali si sarebbe aggiunto un ricordo indelebile. Ma cosa ci faceva Marcus quel giorno a Diagon Alley? Semplice: promuoveva il suo primo libro.
    Ebbene si, Marcus aveva scritto un libro e ne era davvero fiero.
    L'idea di scrivere un libro gli era venuta molto tempo prima ascoltando le avventure di una donna originaria del Tibet, luogo che l'uomo aveva visitato per motivi lavorativi. Quella donna le aveva raccontato numerose leggende della sua tribù riguardo allo Yeti, creatura che nessun Magizoologo riusciva ad incontrare da tantissimi anni, ma che quella donna diceva di aver visto.
    Le sue storie lo avevano affascinato talmente tanto che aveva deciso di metterle su carta. Fu solo quando Marcus Largh si ritrovò da solo in casa, avvolto nel silenzio, che decise di riesumare quel blocchetto di fogli e farne qualcosa di più bello: un libro che parlava di creature magiche ma rivolto prettamente ai bambini.
    Marcus non era solo un uomo e un professore di Hogwarts ma da quasi due anni era anche un giovane padre. Quando ricevette la prima copia del libro non la lesse neppure, ma la inviò alla sua piccola streghetta Emma. Gli mancava molto, ma sapeva che assieme a sua madre, Sylvia, e i nonni materni si divertiva molto. MA era pur sempre sua figlia e, qualsiasi cosa l'uomo facesse, la faceva per lei e per il suo bene.
    Nellaa famosa libreria Marcus si guardò attorno.
    Per l'occasione era stata allestita una sezione apposita dove l'aspirante scrittore avrebbe potuto parlare ai presenti del suo libro e, nel caso, anche firmare delle copie.



    Era davvero una strana sensazione quella che provava il mago in quel momento.. mai avrebbe pensato che quel “libro” fosse accettato da una casa editrice e che l'avrebbe pubblicato in così poco tempo. Era pura adrenalina quella che provava il Tassorosso in quel momento.*

    Le copertine sono visibili? Ma certo, chi non le vedrebbe.. sono così appariscenti!

    *Pensò tra sé e sé contemplando l'illustrazione di un bravissimo mago che aveva conosciuto alla casa editrice, era un disegnatore alla quale l'editore si affidava per maggior parte delle illustrazioni dei suoi libri, e Marcus doveva ammettere che quell'uomo aveva compreso appieno il “mood” del libro che il Tassorosso aveva pubblicato.


    Osservò l'orologio presente nel negozio, erano quasi le cinque del pomeriggio e tutto era pronto per il piccolo evento.
    Quel giorno non solo alcuni degli amici di Marcus sarebbero stati presenti, ma anche alcuni studenti di Hogwarts giunti grazie ad una Passaporta gentilmente concessa dalla professoressa e Preside Charlotte Mills.
    Sapeva che gli studenti erano forse troppo grandi per quel libro, ma gli sarebbe molto piaciuto vederli li così' da trasmettere ancora una volta il suo ideale, cioè che di una passione si poteva fare un lavoro e viceversa.*

    ”Non sono mai stato così agitato in vita mia!

    *Pensò sistemandosi il farfallino che aveva deciso di indossare quel giorno. Marcus non era il tipo di persona che si vestiva “bene” ogni giorno, preferiva un comodo paio di jeans e via, ma per quell'occasione l'eleganza gli era sembrata l'obbligo.
    Sorrise tra sé e sé in attesa.*




    OT:
    CHIUNQUE E' IL BENVENUTO in questa nuova role.
    Se siete studenti fate attenzione, ho infatti scritto che per recervi a Diago Alley prendete una Passaporta gentilmente concessa dalla Preside, per gli adulti è libera la scelta ovviamente.
    Dato che siamo fuori Hogwarts potere indossare o la vostra divisa scolastica o dei normalissimi abiti. La scelta rimane a voi Smile

    Potete iniziare a postare fin da subito.
    Vi aspetto numerosi!


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  • Sylvia_Turner

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 1791
        Sylvia_Turner
    Tassorosso Certificato
       
       

    * Era un soleggiato pomeriggio d'autunno in un luogo segreto nascosto agli occhi dei babbani, un posto che che lei aveva sempre chiamato " il centro commerciale magico più grande del mondo". A Diagon Alley potevi trovare tutto quello di cui avevi bisogno...se eri un mago o una strega. L'aria autunnale attraversava i vicoli e la strada principale, sferzando un pochino i volti di maghi e streghe che si spostavano da un negozio all'altro.
    La strada del piccolo centro abitato pullulava di persone, che si spostavano velocemente di negozio in negozio, chi per comprare materiale scolastico, chi per prendere un gelato da Florian Fortebraccio, o chi passava davanti alla vetrina di accessori per il quidditch, lasciando il cuore dietro il vetro, osservando uno dei nuovi modelli di manici di scopa appena usciti.
    Una piccolo soffio di vento, le spostò una ciocca di capelli davanti agli occhi, occhi segnati da profonde occhiaie.
    Sylvia Turner, giovane donna di ventidue anni, la spostò velocemente dietro l'orecchio, mentre spostava lo sguardo veloce tra la strada davanti a lei e ai propri piedi. Era arrivata la mattina presto dalla sua casa a Whitby, in Scozia. Aveva preso il treno, mezzo babbano per raggiungere Londra e da li si era recata al Paiolo magico, e a Diagon Alley tramite passaggio segreto.
    Aveva camminato tutta la mattina, vendendo nei negozi tutto quello che era stato il suo materiale scolastico. Ormai era inutile tenerlo. Si era riposata su una panchina, solo per una ventina di minuti, cercando di mangiare almeno una brioches comprata da Florian. Aveva dato due morsi e poi guardando la brioches disse.*

    Chi voglio prendere in giro! Non ho nemmeno fame!.

    *Disse nervosamente e buttandola altrettanto nervosamente e velocemente in un cestino lì vicino.
    Mentre continuava a camminare con in mano gli ultimi articoli da vendere, si strinse nel cappotto. Nonostante si fosse vestita con un maglione beige e dei jeans neri a sigaretta, doveva ammettere che c'era aria. *



    *Erano passati ben venti minuti da quando aveva ripreso a camminare, ormai era tardo pomeriggio. Camminava e camminava quando all'improvviso i suoi piedi la fecero fermare davanti alla libreria " il Ghirigoro". Menomale che almeno una piccolissima parte di lei era collegata a quello che le capitava intorno e la fermò in tempo, altrimenti sarebbe arrivata a piedi anche in Alaska. Camminare era l'unica cosa che la aiutava, almeno un pò e sperava che l'avrebbe aiutata ancora. .
    Guardò quello che aveva in mano, erano dei libri vecchissimi di Hogwarts che voleva vendere e quello era sicuramente il posto adatto.*

    Faranno comodo a qualcun'altro, sicuramente!

    *Fece un bel respiro e mise la mano sul pomello della porta, entrando nella libreria, mentre il suono della campanella posta sopra la porta annunciava la sua entrata nel negozio.
    Sbottonò i primi due bottoni del cappotto, fece qualche passo verso la stanza situata dopo l'ingresso e vide un piccolo bancone dove c'era scritto " libri usati da vendere, poggiare qui". Sylvia si avvicinò la bancone e dopo aver osservato per qualche momento quei libri, li poggiò. Si girò e sgranò gli occhi, perchè vide il libro che, il professor @Marcus_Largh, nonchè suo ex marito, aveva inviato alla loro figlia, Emma. Non sapeva che proprio quel giorno si sarebbe svolto un evento per la pubblicizzazione .
    Alzò lo sguardo, pronta per andare via, ma lo vide a qualche metro da lei. Cercando di non farsi vedere da lui, si spostò in fondo alla sala. Sicuramente sarebbe arrivata moltissima gente e cosi nessuno l'avrebbe vista.
    Una volta arrivata in fondo alla sala, lo osservò da lontano. Non avrebbe avuto mai il coraggio di dirglielo dopo quello che era successo tra loro, ma era stata orgogliosa di lui e di come aveva scritto il libro. Lo aveva letto a Emma, e alla piccola era piaciuto moltissimo.
    Dopo tutto quello che era successo però, la ex tassorosso si rendeva conto di non poter più restare nel mondo magico. Ovviamente il professor Largh poteva vedere e passare del tempo con sua figlia Emma quando voleva e quanto voleva, era suo padre! Sylvia però aveva deciso di chiudere con quel mondo.Ormai le sembrava che quello non fosse più il suo osto. O forse...non lo era mai stato e per tutti quegli anni, si era semplicemente illusa. Un pensiero le attraversò la mente e cominciò una battaglia dentro di lei, .*

    Se voglio chiudere con questo mondo, devo andarmene ora. Non voglio farlo soffrire ancora, gli ho causato già fin troppi problemi, l'unica cosa che voglio è che sia felice.

    Sylvia, almeno aspetta che sia finita la presentazione del libro. Puoi sempre dirgli che..è un ottimo libro, e che è un bravissimo scrittore..
    Non dovrei nemmeno farmi vedere da lui...


    *La ventiduenne sospirò, mentre cercava di calmare il pugno allo stomaco. Respirò profondamente e rimase lì, in fondo alla sala, cercando di mimetizzare il colore beige del cappotto a quello della parte in legno.*

  • Vera_Grace

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 580
        Vera_Grace
    Corvonero
       
       

    *Vera sapeva che quel giorno ci sarebbe stato un evento speciale: il suo professore di Cura delle Creature Magiche aveva scritto un libro per bambini e quel giorno lo avrebbe presentato al Ghirigoro. La ragazza aveva deciso di andare a vedere nonostante il libro fosse per più piccoli era molto affezionata all'insegnante e la cosa poteva rivelarsi interessante.*

    Devo sbrigarmi!

    *Disse tra sè e sè mentre peparava i vestiti per l'occasione. Avevano avuto il via libera per vestirsi come volevano dato che sarebbero andati fuori da Hogwarts. Decise di mettersi, sopra i normali abiti, di indossare la sua sciarpa di Corvonero, di cui andava molto fiera.



    Si ammirò allo specchio e constatò che andava bene. Preparò una piccola borsa con il necessario e si diresse nel luogo in cui la preside aveva preparato delle passaporte per concedere agli studenti come lei di andare a Londra.*

    [IL GHIRIGORO]

    *Aveva preso la Passaporta e aveva avvertito la familiare sensazione. Si ritrovò al Ghirigoro. Era tutto in ordine, Vera adorava quel luogo, aveva sempre amato i libri. Osservò la copertina dei libri che Largh avrebbe presentato quel giorno. Era motlo bella, colorata, e la ragazza era consapevole che doveva essere fantastico anche dentro: il professore spiegava benissimo e, a quanto ne sapeva lei, aveva pure una bambina. Il risultato doveva essere un libro che valeva la pena di leggere.*

    Buongiorno professore!

    *Salutò allegramente Vera. Decise di condividere con l'uomo i suoi pensieri, così si complimentò con lui.*

    Volevo farle i complimenti, ho visto il libro ed è proprio invitante! Sono sicura che è bellissimo, mi appassiona motlo la sua materia e lei la spiega proprio bene!

    *Disse con sincerità. Era contenta di essere lì e voleva dimostrarlo anche al prof. Si sedette ad una sedia in prima fila e aspettò che l'evento iniziasse.*

    @Sarah_Jonson, @Esperanza_Fuentes, @Sylvia_Turner, @Marcus_Largh, @Sansa_Stark, @Victoria_Anderson, @Serenity_Hunter, @Charlotte_Mills, @Eirwen_Quinn


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2341
       
       

    [LONDRA]


    Adesso devo andare...ciao!

    *Nella grande e caotica Londra, in una stradina lontana dal centro, dalla porta di una modesta casa uscì una figura che agli occhi degli ignari Babbani sembrava una normalissima giovane di diciotto anni. Nessuno, neanche i vicini, sapeva che tra quelle mura vivano un mago e una strega, sposati, che anni prima aveva dato alla luce una bambina e, dopo, due gemelle. Probabilmente non sapevano neanche, nonostante la donna parlasse qualche volta con la vicina, che avessero figli, dato che nemmeno l’ultima rimasta non si vedeva quasi mai. Probabilmente erano ormai anni che non metteva piede lì dentro. Tuttavia quel giorno le circostanze le avevano dato la spinta giusta per tornarci.
    Da quando era riuscita a trovarli il rapporto tra Jane e i genitori si era fatto complicato. La giovane aveva passato anni a credere i coniugi morti, finché, dopo molto ricerche e un viaggio altrettanto lungo, li aveva riportati in Inghilterra. Ma le speranze di una piccola bambina che credeva di poter riavere una famiglia normale erano andate in fumo, in poco tempo. Così i loro contatti si erano drasticamente limitati, ancora di più dopo la scomparsa improvvisa della gemella che non aveva lasciato tracce. Per quanto ne sapeva anche Effie poteva essere morta ormai. Tuttavia, come detto prima, le circostanze l’avevano portata a trovarsi lì quel giorno, nella casa che non considerava sua perché ci aveva vissuto solo per pochi mesi. Il tutto perché al Ghirigoro, il negozio di libri più famoso tra i maghi, una dei colleghi della giovane professoressa avrebbe presentato il proprio libro e Jane si era ripromessa di non mancare. Quindi quella visita rimandata per mesi aveva finalmente avuto luogo, tra immenso imbarazzo e tristezza.
    La mattina, dopo aver sistemato alcune cose in casa e al ristorante, Jane si era recata a Londra, utilizzando la Metropolvere che l’aveva condotta al pub “Il Paiolo Magico”. Come prima tappa aveva optato per la casa della famiglia con cui era cresciuta, trascorrendo delle piacevoli ore con il suo “fratellino” e i due adulti che l’avevano salvata dalle fiamme. La ex Grifondoro aveva pensato di rifugiarsi in quella dimora fino all’orario della presentazione, ma sua “madre” era stata molto persuasiva. Nessuna sapeva cos’era successo tra la dicciottenne e i suoi veri genitori, neanche la donna, tuttavia non ci mise molto a convincere la ragazza per poi cacciarla di casa con una torta in mano. Ma neanche il dolce riuscì a aiutarla più di tanto. Appena entrata nella seconda casa sentì una atmosfera completamente diversa. Il senso di sicurezza e sollievo che aveva sentito nella prima era completamente sparito, lasciando spazio a imbarazzo e voce tremante. Faith Emily Casterwill e Edward Johnson (sì aveva il cognome della madre!) erano rimasti stupiti di ritrovare la piccola della famiglia davanti alla loro porta e, dopo un attimo di sbigottimento, si erano accomodati nel salotto con del tè, la torta e il silenzio. Gli occhi verdi di Jane erano rimasti posati sulla fetta di dolce, mentre sentiva lo sguardo della madre puntato su di sé, incapace di incontrarlo. Non sapevo cosa dire, ne cosa fare o come comportarsi. Fortunatamente alla fine, con un po’ di sforzo e l’intervento improvviso della donna, erano riusciti a parlare per più di due secondi o le classiche lettere che si scambiavano ogni tanto. La giornata si era rivelata più piacevole di quel che credeva possibile, però quella fastidiosa sensazione al petto non l’aveva abbandonata neanche per un secondo. Neanche in quel momento, mentre era sulla porta incerta su come salutarli, riuscì a placare i brividi che le percorrevano il corpo. Il momento più strano di tutta la giornata fu quando si sentì stringere tra le braccia della madre, gesto che dopo un po’ riuscì a ricambiare.
    Dopo il veloce e imbarazzato saluto la porta si aprì, mostrando la figura di Jane che camminava per uscire dal cancello della dimora, sotto gli occhi malinconici dei genitori che sorridevano vedendola andare via, probabilmente speranzosi di rivederla ancora. La giovane si girò un’ultima volta, chiudendo l’apertura del recinto che circondava il giardino e la casa, sorridendo lievemente mentre si sistemava la borsa sulla spalla, per poi proseguire. L’insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure camminò per le vie della città, guardando dritto davanti a sé senza vedere realmente dove andava, le iridi di un colore più scuro del solito. Persa nei propri pensieri non si rese neanche conto di essere arrivata a destinazione, finché non arrestò il passo davanti al pub dal quale era arrivata quella mattina. Prima di entrare per dirigersi al muro magico che dava accesso a Diagon Alley frugò con una mano nella borsa, controllando di avere ancora il piccolo pacchetto.*

    [DIAGON ALLEY - IL GHIRIGORO]


    *Jane, avvolta nell’abito dalla sfumature verdi, che sarebbe risultato abbinato al colore dei suoi occhi se questi non si fossero improvvisamente scuriti, e l’immancabile giacca di pelle, camminò tra la folla, fermandosi ogni tanto davanti a qualche vetrina. Era da un po’ di tempo che non faceva compere a Diagon Alley e, vista l’ora, aveva ancora qualche minuto da spendere curiosando qua e la.*



    ”Due minuti poi vado e non devo fermarmi alla vetrina degli Accessori per il Quidditch!”

    *Ovviamente era come dire a una amante dello shopping di non comprare niente.
    Appena arrivata davanti al negozio al quale aveva pensato la diciottenne si incantò a guardare un nuovo modello di scopa, facendo concorrenza ai bambini che fissavano il manico sognanti. Con molta forza di volontà riuscì a staccarsi della vetrina in poco tempo, dirigendosi a passo spedito verso il negozio di libri per evitare di avere altre distrazioni.
    Jane entrò facendo suonare il campanello posto sopra la porta e lo sguardo fu subito catturato dalla colorata copertina del libro che riportava il nome del collega. Si guardò attorno, osservando come fosse stato tutto sistemato in modo impeccabile. Ovviamente non ci mise molto a individuare lo scrittore, nei suoi abiti elegante e con la caratteristica chioma ramata. Insieme a lui nel negozio era presente una studentessa che Jane aveva visto più volte a lezione, da quel che ricordava doveva essere di Corvonero, e una figura in disparte che da quella posizione riuscì a vedere benissimo. Si ritrovò a stringere la mascella e il pugno destro lungo la tracolla della borsa, posata sulla spalla del medesimo lato, quando riuscì a capire chi era.*

    ”Niente colori strani, niente colori strani!”

    *L’ultima volta che l’aveva vista alla gita si era ritrovata a trascinare per un braccio Gianna, che non aveva per niente gradito, cercando di evitare di far vedere a tutti gli studenti presenti i suoi capelli che cambiavano colore. Non era intenzionata a ripetere la scena, ma per fortuna non sentì niente, probabilmente la giornata era già stata fin troppo movimentata o forse si aspettava di vederla lì. Infondo Jane era stata tra i primi testimoni dell’amore che aveva legato i due Tassorosso, cresciuto negli anni e poi frantumato. Chissà come stava la piccola Emma, avrebbe tanto voluto rivedere la bambina che aveva fatto nascere anni prima.
    Sospirando la ex Grifondoro si decise finalmente ad avvicinarsi a Marcus.*

    Buon pomeriggio professor Largh!

    *Sì erano colleghi, si conoscevano da anni e era stata la testimone della ex moglie dell’uomo al loro matrimonio, tuttavia non riusciva ancora a dargli del tu. Troppo spesso Jane si sentiva ancora una studentessa e non una adulta diplomata con un lavoro.*

    La copertina del libro è bellissima, non sono una bambina ma lo leggerò comunque, sono molto curiosa. Prima che mi dimentichi, le ho portato un pensiero. Vista la nuova carriera mi sembrava il più adatto e utile!

    *Rivolse un sorriso al mago, per poi allungare la mano dentro la borsa e prendere il pacchetto che aveva tenuto con cura fino a quel momento.*






    Porta taccuino, con taccuino e penne dentro, in pelle con iniziali incise sulla copertina.



    *Dopo aver allungato il regalo al neo scrittore Jane voltò il capo verso la sala, rivolgendo un sorriso e un cenno di saluto alla studentessa, per poi posare gli occhi sull’altra donna presente. La fissò per un attimo con espressione neutra, non un accenno di sorriso sulle labbra e le iridi di un colore simile al grigio di una tempesta, per poi rivolgere un lieve cenno del capo anche a lei. La diciottenne non avrebbe tolto il saluto a Sylvia solo perché aveva perso fiducia in lei, non era nel suo carattere, ma sicuramente non sarebbe corsa da lei a braccia aperte. In seguito a un lungo scambio di sguardi, conosceva troppo bene la donna per non sapere cosa le girava per la testa, Jane si voltò nuovamente verso Marcus.*

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  • Sylvia_Turner

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 1791
        Sylvia_Turner
    Tassorosso Certificato
       
       

    * Mentre era seduta in disparte, improvvisamente la campanella posta sopra la porta del negozio suonò nuovamente annunciando l'entrata di altri clienti. Sylvia sentì dei passi giungere nella stanza dove si sarebbe svolto l'evento e vide una studentessa che non aveva mai visto durante il suo percorso scolastico, @Vera_Grace. La vide avvicinarsi al professor Largh e si la sentì complimentarsi per il libro.
    Lo sguardo della ex tassorosso si spostò ancora per vedere la seconda persona entrata.
    Le venne un nodo in gola, si trattava di @Jane_Casterwill, una delle sue più care amiche...o almeno lei la considerava ancora sua amica, ma dubitava che Jane la considerasse ancora tale e in fondo non poteva darle torto.
    Probabilmente la lontananza che si era creata aveva fatto perdere la fiducia di Jane nei confronti di Sylvia.
    Era davvero tantissimo tempo che non si frequentavano più, Sylvia si era parecchio allontanata da Hogwarts da un pò di mesi e non aveva più parlato con nessuno.
    Si aspettava di vederla andare via di scatto, come era successo alla gita a Hogsmeade, ma con sorpresa vide Jane girarsi verso di lei e salutarla con espressione neutra e un lieve cenno del capo, cenno che Sylvia ricambiò con espressione altrettanto seria e imbarazzata.
    Qualcosa dentro di lei le diceva di raccogliere il coraggio e andarle a parlare, forse non sarebbe servito ma doveva provarci, provare a farle capire che lei ci teneva . Non aveva senso non parlarsi a vita. Si spostò dalla parete e mentre il cuore le batteva fortissimo per la tensione e le gambe pesanti si avvicinò a Jane, guardandola negli occhi. Si schiarì la gola, imbarazzata e poi disse.*

    Ehm...buongiorno signorina Casterwill.... Jane, non se nemmeno se darti del tu o del lei. Non sapevo di trovarti qui.Senti, so che la mia presenza probabilmente ti da fastidio. Sono qui per caso in realtà, non sapevo che il professor Largh tenesse una presentazione del libro, ma visto che ho possibilità, devo dirti alcune cose e ti chiederei di ascoltare fino in fondo . So che ci vuole coraggio a parlarti dopo tutto questo tempo, ma per me era importante dirti questo. Hai fatto nascere mia figlia e questa è un evento che non dimenticherò mai, tu e Charlotte sarete sempre le zie di Emma.
    So che sono passati dei mesi, tantissimi mesi e che sicuramente non sono stata una degna amica...e non chiederò il tuo perdono perchè la mia assenza in tutto questo tempo è imperdonabile, dopo tutte le volte ci sei sempre stata per me, che mi hai aiutato e sostenuta e ascoltata. Invece quando tu avevi bisogno, io non c'ero, non è stato un comportamento da tassorosso , ma soprattutto da amica.


    *Fece una pausa, fece un respiro profondo e continuò.*

    So di non meritare più la tua amicizia, e capisco perfettamente se non hai più fiducia in me. Al tuo posto anche io avrei perso fiducia, e aggiungo che non avrei dato ne seconde, ne terze possibilità.
    Posso immaginare quanto avrai sofferto in questi mesi e so che forse per te, adesso queste sono solo parole vuote, ma credimi, se potessi, prenderei sul mio stomaco tutto il dispiacere che ti ho causato.
    Mi dispiace molto per tutto il male che ti ho fatto e ovviamente capisco bene, se vuoi chiudere qui. Mi dispiace di non essere stata una buona amica. Mi dispiace per tutto.Benedirò sempre quel giorno quando ti ho incontrata. Volevo solo che lo sapessi, anche se forse è tardi.


    * Terminò quello che aveva da dire. Si allontanò di qualche passo e girandosi mise un pugno sullo stomaco , cercando di calmare il dolore e cercando di non farsi vedere, tornando all'angolo in fondo alla sala cercando di non farsi vedere da Marcus Largh.



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  • Alex_Regers

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 1
    Galeoni: 189
        Alex_Regers
    Corvonero
       
       

    *Alex, quel giorno si era svegliato molto energico e produttivo, quel giorno però non c’erano lezioni e avevano il permesso di andare a Diagon Alley così il giovane corvonero si alzò di buon ora per scrivere una lettera alla madre, come faceva ogni mattina, per raccontargli la giornata passata il giorno precedente e per dirle che sarebbe andato al Ghirigoro, anche se dovette specificare dettagliatamente cosa era dato che non era una strega, dopo aver scritto la lettera si mise una felpa e degli jeans, prese il suo zainetto per uscire, con all’interno dei fogli, dei libri e un po’ di materiale per disegnare, che portava sempre quando andava in giro. Mentre chiudeva lo zaino una palla di pelo bianca sfrecciò dentro, così Alex dopo svariati tentativi di lasciare il suo gattino nel dormitorio decise di portala con se. Il giovane ragazzo prima di dirigersi verso la passaporta che avrebbe portato a Diagon Alley andò alla guferia per spedire la lettera e poi prese la passaporta. *

    [Diagon Alley]

    *appena arrivato a Diagon Alley controllò l’ora e si accorse che era ancora un pò presto così decise di starsene un po’ in giro. Dopo svariati giri per i negozi e dopo aver mangiato una brioche si incamminò verso il Ghiroro. In quel momento lo zaino iniziò a vibrare un po’, all’inizio Alex sobbalzò poi si ricordò di aver riposto dentro il suo gattino, così aprì lo zaino e prese in braccio il cucciolo iniziando così ad accarezzarlo.*

    [Diagon Alley- }Ghirigoro]

    *appena entrato i suoi polmoni si riempirono di odore di libri nuovi, amava quell’odore, iniziò a osservare tutti i libri e a leggerne il titolo di alcuni, poi si accorse della zona apposita per il professore e così si avvicinò, c’erano già una studentessa della sua stessa casa, la professoressa di Difesa Contro le Arti Oscure e in disparte una figura che non riuscì ad identificare bene poi si avvicinò al professore per salutarlo e disse:*

    Salve, ci tenevo molto a venire ed infatti eccomi qui. Oh salve professoressa!

    *disse il ragazzo con fare sicuro di se. Con i professori si sentiva molto a suo agio, erano come una figura materna per lui e quindi di un ruolo fondamentale. Dopodiché si andò ad accomodare aspettando l’inizio.*




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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Giornalista Barista 3MDS Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 3
    Galeoni: 307
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Giornalista Barista 3MDS Moderatore Web Certificato
       
       

    [CASTELLO DI HOGWARTS]


    *Il sole quel giorno illuminava quell’angolo della Scozia, l’autunno era ormai arrivato e i raggi luminosi contribuivano a rendere più vivo il rosso e il giallo che coloravano il paesaggio circostante. Ogni tanto un soffio di vento giungeva inaspettato a trasportare le foglie pronte a cadere, che andavano a coprire il terreno, come una calda coperta necessaria a proteggere il suolo in attesa di accogliere la nuova vegetazione, che sarebbe cresciuta in primavera.
    Da una delle alte torri del castello una giovane donna ammirava l’affascinante spettacolo della natura, mentre ai suoi piedi il fedele felino rosso giaceva acciambellato. La cravatta, slacciata ai lati del collo, si intonava perfettamente a quel panorama; i colori rosso e oro, che la identificavano come una figlia di Godric, risaltavano sulla pelle candida, in perfetto contrasto con i capelli castani.
    Le tende rosse del letto a baldacchino dondolavano, sospinte dal frizzante vento autunnale, mentre ai piedi di esso un elegante abito rosa, pronto per essere indossato, fungeva da promemoria per un’imminente uscita. Quel giorno la ragazza si sarebbe infatti recata a Diagon Alley, per assistere alla presentazione del libro di uno dei suoi docenti; il professor Largh, che svolgeva anche la professione di magizoologo, si era cimentato nella scrittura di un libro per bambini.
    Alcuni giorni prima era stato annunciato che, in via eccezionale, una Passaporta sarebbe stata messa a disposizione dalla Preside, per permettere agli studenti di raggiungere il centro economico magico di Londra. Quella sarebbe stata la sua prima volta con quel mezzo di trasporto e non vedeva l’ora di vivere quell'esperienza, sperava solo di non provare le sensazioni negative di cui aveva sentito parlare.
    La divisa, che la distingueva come studentessa della scuola di Hogwarts, venne presto sostituita dall’abito.*



    *I lunghi capelli castani sciolti adagiati tutti su una spalla, un paio di semplici scarpe nere a coda di rondine e un cappotto anch’esso nero completavano il look.
    Poco dopo la mano destra, affondata nella tasca, stringeva il catalizzatore di cedro, mentre la sinistra si allungava a sfiorare l’oggetto che l’avrebbe condotta a Londra; una strana sensazione si fece strada ad altezza dello stomaco, le sembrava che una forza invisibile l’avesse violentemente afferrata, ma non fece nemmeno in tempo a provare nausea che i suoi piedi sfiorarono nuovamente il terreno.*


    [DIAGON ALLEY]


    ”Per la barba di Merlino Quinn, se non riesci a sopportare una Passaporta come pensi di poter imparare a smaterializzarti?”

    *Fu il suo primo pensiero una volta raggiunta la destinazione, mentre la gente attorno a lei passeggiava tranquilla, concentrata sui propri acquisti. Le sarebbe piaciuto avere il tempo per fare un giro, magari con un ottimo gelato in mano, ma la presentazione sarebbe iniziata di lì a poco e lei non voleva arrivare in ritardo.
    Appena messo piede al Ghirigoro, la famosa libreria di Diagon Alley, i verdi occhi si socchiusero e la ragazza inspiró il familiare profumo di carta stampata, finché delle voci non attirarono la sua attenzione. Poco distante riconobbe il luogo della presentazione, dove un gruppetto di persone si era già radunato.*

    Buongiorno professor Largh e complimenti per il suo primo libro, sono molto curiosa di leggerlo! Un buon libro fa sempre bene, qualunque sia il genere. Buongiorno professoressa Casterwill!

    *Disse ai due professori presenti, anche se ancora faticava a rivolgersi alla docente di Difesa a quel modo; la persona che ora le insegnava una delle sue materie preferite, era la stessa ragazza che due anni prima l’aveva accompagnata ad acquistare la sua prima bacchetta. Per fortuna altri due studenti erano già presenti, così si avvicinò a loro per scambiare qualche chiacchiera prima dell’inizio dell’evento.*

    Ciao Vera, che bello vederti. Come stai?
    Piacere io sono Eirwen Quinn, Grifondoro al terzo anno!


    *Aveva parlato rivolgendo un sorriso alla ragazza e al ragazzo di fronte a lei, con la prima aveva già avuto occasione di parlare, mentre il secondo era qualcuno che non conosceva.*

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  • Sarah_Khan

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 2
    Galeoni: 211
        Sarah_Khan
    Serpeverde
       
       

    *Sarah quel giorno era davvero felice, non per chissà che cosa ma perchè per quel giorno avrebbe lasciato Hogwarts e si sarebbe recata a Diagon Alley. Passare mesi mesi in un grande castello poteva, con il passare del tempo, diventare restrittivo in particolare per chi come lei era cresciuto in campagna all'aria aperta.
    Quando era giunta l'ora di allontanarsi prese la propria borsa a tracolla color nero e si avviò verso la Passaporta che la preside di quella scuola aveva messo a disposizione.
    L'aria che c'era a Diagon Alley era piena di magia. Osservandosi attorno notò numerosi maghi e numerose streghe che osservavano le vetrine avvolti dai loro mantelli.


    Sarah e i suoi compagni si erano spostato grazie alla Passaporta e la ragazzina dai grandi occhi verdi quasi ridacchiò nel vedere le reazioni dei suoi coetanei alla Passaporta.
    Era capitato anche a lei le prime volte: giramento di testa, senso di vomito e molto altro erano le sensazioni primarie che provocavano i viaggi con le Passaporte, alla quale lei era abituata. Prima di giungere al castello come studentessa aveva studiato da casa assieme alla madre erbologa che, per cercare piante magiche da aggiungere alla sua serra, viaggiava con la figlia appresso tramite quegli oggetti apparentemente inutili ma assai importanti.
    Assieme al resto della scolaresca la Serpeverde si recò verso il Ghirigoro, negozio dove li attendeva la presentazione del libro del professor Largh.
    Sarah non aveva ancora frequentato le sue lezioni ma, da quello che altri studenti le avevano raccontato, era uno dei pochi docenti che spiegavano in modo comprensibile la propria materia. L'uomo aveva scritto un libro, in particolare un libro per bambini. Ad attirare la sua attenzione furono le copertine colorate dei nuovi libri in vendita. Parlava di “creature spiegate ai bambini”... Sembrava interessante.*

    Buon pomeriggio professore!
    Complimenti per il libro.


    *Affermò la ragazzina che indossava una semplice giacca di pelle e tessuto nero, un paio di jeans grigi. I suoi lunghi capelli castani erano stati legati in due strani codini molto eccentrici.*




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  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 153
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *Marcus era super agitato, mai aveva provato un agitazione simile fino a quel momento. Era un agitazione strana, che prendeva lo bocca dello stomaco contorcendola.
    Per sua fortuna (o sfortuna?) quando la porta del negozio si aprì iniziarono ad entrare giovani studenti e alcuni maghi e alcune streghe che ben conosceva.
    Sorrise verso il manipolo di persone mentre si sfregava le mani per non sentirsi troppo in agitazione.*

    Buongiorno professore!
    Volevo farle i complimenti, ho visto il libro ed è proprio invitante! Sono sicura che è bellissimo, mi appassiona motlo la sua materia e lei la spiega proprio bene!


    Sono felice che la mia materia ti piaccia, e ancor di più sapere che le mie spiegazioni sono semplici da comprendere.
    Ho sempre cercato di insegnarvi la mia passione nel miglior modo possibile.


    *Le rispose il ventunenne che, ormai da un paio di anni, insegnava nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Ad aggiungersi al manipolo di persone fu, poi, una giovane donna che il Tassorosso conosceva da anni oramai.*

    Buon pomeriggio professor Largh!

    Marcus, tu mi devi chiamare Marcus. Non sono più un tuo professore ma un tuo collega!

    *Affermò sorridendo e ridacchiando l'uomo dai capelli e la barba color del bronzo.
    Stava per dirle qualcos'altro quando la ex Grifondoro colse la palla al balzo per congratularsi con lui e porgergli, a sua sorpresa, un pacchetto regalo.*

    La copertina del libro è bellissima, non sono una bambina ma lo leggerò comunque, sono molto curiosa. Prima che mi dimentichi, le ho portato un pensiero. Vista la nuova carriera mi sembrava il più adatto e utile!

    *Proprio non se lo aspettava.
    Curioso Marcus lo aprì e ne scoprì un meraviglioso taccuino rilegato in pelle. Era un rwgalo molto utile, sia per le idee che aveva per il suo secondo libro, sia per il lavoro da Magizoologo che l'uomo svolgeva per il Ministero della Magia. Ringraziò la professoressa Casterwill, venendo poi distratto da altre persone che si erano avvicinate per salutarlo e fargli i complimenti per l'uscita del libro.
    Non si sarebbe mai immaginato tale affluenza per un libro che, proprio lui cioè una persona qualunque, aveva pubblicato nel giro di un mesetto.
    Fu solo con il passare dei minuti che la stanza si riempì. I presenti decisero di prendere posto mentre Marcus terminava una breve intervista per la Gazzetta del Profeta. Il flash accecante della magica macchina fotografica per un attimo lo rese cieco, ma solo con alcuni secondi a suo vantaggio riuscì a tornare sé stesso.*

    Prego, prendete pure posto.

    *Disse il librario presente quel pomeriggio.
    Fu solo dopo quelle parole che Marcus Largh prese la parola nonostante l'agitazione che provava in corpo in quel momento.*

    Sono felice di vedere che così tante persone si sono presentate, mi rendete davvero molto felice e fiero. *Iniziò a parlare il mago.* Questo nuovo libro “la strega e lo Yeti", come potete vedere dalla copertina è un insieme di storie e leggende sulle creature magiche ma scritte in modo semplice, così che anche i bambini possano conoscere questi animali magici in tenera età.

    *Iniziò a raccontare il neo scrittore.*

    L'idea di scrivere questa raccolta di storie sulle creature magiche mi è venuta qualche tempo addietro, durante uno dei miei lavori come Magizoologo, in particolare durante un viaggio in Tibet. Durante quel meraviglioso viaggio conobbi una strega locale che iniziò a raccontare leggende sullo Yeti, addirittura un suo ipotetico incontro.

    *Affermò il professore di Hogwarts, spiegando inoltre che le leggende sullo Yeti erano la parte saliente di quel libro e, proprio per quello, il titolo era il seguente.*

    Ora.. non vorrei raccontarvi troppo, toglierebbe tutta la curiosità e la magia dei libri ma se avete qualche domanda o volete un autografo io non mi tiro indietro.

    *Disse terminando con una sonora risata.
    Marcus era fatto così: era un semplice mago dal carattere scherzoso e affabile e, forse per quello, molti erano gli studenti che affollavano le sue lezioni a Hogwarts.*


    ---->
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    cito
    @Sarah_Khan, @Sylvia_Turner, @Vera_Grace, @Jane_Casterwill, @Alex_Regers, @Eirwen_Quinn,


  • Sylvia_Turner

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 1791
        Sylvia_Turner
    Tassorosso Certificato
       
       

    * Erano passati pochi minuti da quando Sylvia aveva parlato e tentato di far capire alla professoressa Casterwill che teneva alla loro amicizia,ed era tornata all'angolo in fondo alla sala quando improvvisamente vide entrare altri tre studenti. Una la conosceva, l'aveva intravista alla gita a Hogsmeade se non sbagliava, si trattava di @Eirwen_Quinn e le sembrava che fosse una grifondoro. Dopo pochi istanti infatti ebbe la conferma, sentendo che si presentava come grifondoro. Gli altri due studenti non li conosceva, era la prima volta che li vedeva.
    Dopo alcuni istanti Sylvia vide il professor @Marcus_Largh, prese parola dicendo che era molto felice di vedere cosi tante persone alla presentazione del suo libro.
    Nonostante tutto, la ventiduenne sapeva che si era impegnato moltissimo, quindi era giusto tutto quel successo.
    Aveva scritto il libro durante uno dei viaggi in Tibet, dove aveva incontrato una strega che aveva raccontato di un incontro con lo Yeti.*

    Ora.. non vorrei raccontarvi troppo, toglierebbe tutta la curiosità e la magia dei libri ma se avete qualche domanda o volete un autografo io non mi tiro indietro.

    * Disse terminando la frase con una risata. Era cosi allegro. Se l'avesse vista lì, gli avrebbe fatto passare il buon umore e le sembrava di aver rotto abbastanza i boccini , non solo a lui, ma a tutti. Anche se sentiva di non aver più nulla che la trattenesse nel mondo magico,voleva solo che il professor Largh fosse felice.*

    Cosa faccio ancora qui? Meglio che vada via.Magari gli lascio un biglietto

    *Prese dalla tasca un pezzetto di pergamena, ne aveva sempre uno in tasca, nel caso dovesse segnare qualcosa. Prese una penna, oggetto babbano che serviva per scrivere.*

    Citazione:
    Buongiorno Marcus....ehm volevo dire professor Largh,
    sono Turner, e le scrivo per farle i miei più sentiti complimenti per il suo libro " la Strega e lo Yeti. Ho visto che alla presentazione erano presente moltissime persone e questo mi ha reso molto contenta.
    Sono sicura che avrà tantissimo successo, diventando un best seller e un bellissimo libro per bambini. Emma lo ha adorato, anche se è piccola ha già apprezzato tantissimo il lavoro di suo padre, è molto orgogliosa di lui, come lo sono io.
    Si merita tutta la felicità e il successo di questo mondo professor Largh, davvero, le auguro una vita piena di felicità e soddisfazioni. Sua figlia la aspetta quando vuole, ma io non tornerò più nel mondo magico, mi sono trasferita nel mondo babbano, a Whitby. So che avrei fatto meglio a parlarle di persona ma dopo tutto quello che è successo, dopo averle rovinato la vita, non c'è l'avrei fatta a guardarla negli occhi e a dirle della mia decisione.
    Ancora complimenti per il suo libro..Sappi che..nonostante tutto quello che è accaduto...ti vorrò bene, sempre.

    Turner.



    * Approfittando di un momento di confusione si avvicinò a un tavolino, vicino al professor Largh e cercando di non farsi vedere da nessuno, posò velocemente il biglietto sul tavolino e altrettanto velocemente., a passo svelto, arrivò sula soglia della sala. Si girò a guardarlo un ultima volta, da lontano. Guardò anche Jane, mentre quei maledetti lucciconi cercavano di venire fuori. Si asciugò velocemente gli occhi, bloccando i lucciconi, e dopo aver rivolto un sorriso triste, pensò guardando Marcus e Jane*

    Non volevo rovinarvi la vita, mi dispiace ragazzi. Vi vorrò bene, sempre.

    * Si girò e si avviò verso la prima stanza, dove c'era l'entrata del Ghirigoro. Una parte di lei sperava che qualcuno la fermasse, ma sapeva benissimo che non sarebbe successo e che non si meritava che qualcuno le corresse dietro e dubitava che il professor Largh avrebbe letto il biglietto. Arrivò davanti alla porta per uscire dal negozio. Si girò a dare un ultima dolorosa occhiata a quella libreria che l'aveva vista comprare libri per sette anni. Dopo un paio di minuti e un paio di respiri profondi, usci, nella via principale di Diagon Alley. Appena fu uscita, si avviò lentamente verso l'entrata del Paiolo Magico. *

    @Alex_Regers, @Sarah_Khan,




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  • Alex_Regers

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 1
    Galeoni: 189
        Alex_Regers
    Corvonero
       
       

    *Alex ascoltava affascinato tutto quello che diceva il professore e ammirava tutte le persone in quella stanza, era stupefatto, chissà forse un giorno anche lui avrebbe scritto un libro... in effetti non sapeva ancora cosa avrebbe fatto in futuro, anche se era appena entrato in contatto col mondo magico, da distoglierlo dai pensieri sul suo futuro da mago fu il suo gatto che si mosse leggermente e finì nel suo zaino.*

    Ora.. non vorrei raccontarvi troppo, toglierebbe tutta la curiosità e la magia dei libri ma se avete qualche domanda o volete un autografo io non mi tiro indietro.

    *disse infine il professore con una sonora risata, così Alex decise di andare a chiedere un autografo. Così si alzò lasciando lo zaino dov’era e andò a mettersi in fila per l’autografo. Dopo che ebbe finito si diresse di nuovo al suo posto ma il suo zaino era aperto e dentro non c’era più il suo gatto. Il giovane ragazzo si guardò intorno e vide una palla di pelo sfrecciare via e uscendo dal Ghirigoro approfittando di una persona che aprì la porta. Così Alex prese il suo zaino e iniziò a correre. Uscito dal Ghirigoro continuò ad inseguirlo. Dopo pochi minuti l’aveva acchiappato ma per ritornare nel Ghirigoro, scusalmemte, sbattè contro una donna.*

    Oh mi scusi tanto...stavo ehm acciuffando il mio gatto e non l’ho vista... l’ho vista uscire dal Ghirigoro anche lei era per il mio professore? È davvero un ottimo professore.

    *Disse Alex imbarazzato per aver scontrato contro una sconosciuta e aspettando una risposta.*


    @Serenity_Hunter, @Jane_Casterwill, @Marcus_Largh, @Eirwen_Quinn, @Sylvia_Turner, @Vera_Grace,



    Ultima modifica di Alex_Regers mese scorso, modificato 1 volta in totale


  • Vera_Grace

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 580
        Vera_Grace
    Corvonero
       
       

    Sono felice che la mia materia ti piaccia, e ancor di più sapere che le mie spiegazioni sono semplici da comprendere.
    Ho sempre cercato di insegnarvi la mia passione nel miglior modo possibile


    *Le aveva risposto il professore. Poi erano arrivate molte atre persone tra cui la professoressa Casterwill che l'aveva salutata con un cenno a cui Vera aveva risposto con un sorriso per non interromperla mentre parlava con l'altro insegnante. Era poi arrivata anche Eirwen, una simpaticissima Grifondoro del terzo anno.*

    Ciao Vera, che bello vederti. Come stai?

    *L'aveva salutata lei. Vera non era riuscita a risponderle ma le sorrise e si ripromise di risponderle dopo. Arrivò anche Alex, un simpatico Corvonero del primo anno ma lei non riuscì a dirgli nemmeno "ciao". Si sedettero tutti e la corva fece in modo di sedersi vicino a Eirwen.*

    Sono felice di vedere che così tante persone si sono presentate, mi rendete davvero molto felice e fiero. Questo nuovo libro “la strega e lo Yeti", come potete vedere dalla copertina è un insieme di storie e leggende sulle creature magiche ma scritte in modo semplice, così che anche i bambini possano conoscere questi animali magici in tenera età.

    *Iniziò a dire il professore. Vera ascoltò attentamente, le interessavano molto le Creature Magiche e, nonostante il libro fosse per bambini poteva essere comunque interessante anche per una quiattordicenne come lei. Poi l'uomo raccontò di come aveva avuto l'idea. Detto da lui sembrava tutto facile ma Vera sapeva che in realtà non lo era per niente. A lei piaceva scrivere, qualche anno prima aveva provato a scrivere una storia abbastanza lunga e da lì aveva capito quanto fosse complicato. In più il mago aveva anche dovuto adattare tutto per dei bambini!*

    Ora.. non vorrei raccontarvi troppo, toglierebbe tutta la curiosità e la magia dei libri ma se avete qualche domanda o volete un autografo io non mi tiro indietro.

    *Concluse con una risata. Vera si alzò per mettersi in coda e far firmare una copia del libro. Era molto curiosa e presa dalle sue fantasticherie ma non si scordò la sua silenziosa promessa.*

    Ciao Eirwen, tutto bene, grazie! Scusa se non ti ho risposto ma con tutto quel caos non sono riuscita!

    *Le dispiaceva molto, quelle parole le uscirono dal profondo del cuore. Non era da lei ignorare un saluto, soprattutto se da un amica.*

    E tu? Sembra proprio bello il libro, il prof. spiega molto bene quindi sarà fantastico!

    *Disse entusiasta.
    Aspettò una risposta dall'amica, sperando che non ci fosse rimasta male per prima. Tra poco si sarebbe fatta firmare il libro dal professor Largh, sperava di avere abbastanza soldi per comprare la copia. *


    @Eirwen_Quinn, @Marcus_Largh@Alex_Regers,@Sylvia_Turner,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Giornalista Barista 3MDS Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 3
    Galeoni: 307
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Giornalista Barista 3MDS Moderatore Web Certificato
       
       

    *La stanza era ormai gremita di persone; studenti, insegnanti e altre persone interessate all’evento avevano rapidamente occupato l’intera stanza adibita alla presentazione. Le voci rimbombavano in quello spazio, le pareti tappezzate di librerie di legno scuro lo rendevano accogliente e riservato; il contesto era perfetto per la presentazione del libro del professor Largh, un uomo affabile e ben voluto.*



    *Un rapido sguardo intorno a sé le bastò per capire che tutti i presenti percepivano la stessa aria serena; gli studenti erano felici di poter trascorrere una giornata lontani dal castello e dal vicino villaggio, i professori erano visibilmente emozionati e felici per il collega, mentre il protagonista della giornata era giustamente orgoglioso del proprio lavoro.
    Eirwen, dal canto suo, si trovava nel suo elemento; il padre, docente e studioso di cultura irlandese, l’aveva cresciuta a stretto contatto con i libri ed alcuni anni prima lui stesso era diventato autore di alcuni saggi importanti.
    Ricordava bene le presentazioni dei manuali scritti dal padre, il contesto tuttavia era totalmente diverso e più che serenità ricordava serietà e diffidenza sui volti degli avventori. Il lavoro di Cullen Quinn lo aveva portato spesso a trattare argomenti legati alla magia e i babbani, come lei ben sapeva, si dividevano in due categorie: i diffidenti, coloro che accettano di sentire parlare di arti magiche solo nei libri di fantasia per bambini, terrorizzati anche solo all’idea di qualcosa che non riescono a capire; e gli scettici, coloro che credono possa esistere la magia, ma che sono tuttavia convinti che se esistesse si sarebbe già rivelata a loro.
    Sempre orgogliosa del padre, seduta in prima fila, aveva assistito a tutte le presentazioni e mentre le persone attorno non capivano, lei si sentiva grata per la famiglia in cui era nata. Non ripensava a quegli episodi da molto tempo, ora era abbastanza grande per capire il lavoro svolto dai genitori, forse quando sarebbe tornata a casa avrebbe dato un’occhiata a libri e appunti.
    Come spesso le accadeva, mentre il mondo intorno a lei andava avanti lei si perdeva in pensieri e ricordi, a ricondurla al presente quel giorno ci pensò la voce del libraio, che diede inizio alla presentazione. Eirwen prese posto in una delle tante sedie messe a disposizione, mentre accanto a lei si accomodò Vera, non avevano avuto occasione di parlare prima dell’inizio e sperava di poter recuperare appena terminato.
    Nei minuti seguenti si perse ad ascoltare il professore, non sapeva quanto tempo fosse trascorso, quell’uomo era capace, anche solo con poche frasi, di calamitare l’attenzione su di sé; trovava affascinante il suo lavoro, sapeva che una volta adulta non avrebbe scelto la stessa professione dell’insegnante, ma sperava come lui di avere la possibilità di visitare alcuni luoghi lontani.*

    ”Il Tibet deve essere un luogo davvero interessante per avere ispirato una raccolta di raccolti.” *Pensò.* ”Non è proprio così facile scrivere un libro, ricordo le ore di lavoro e ricerca di mio padre, ma i racconti affascinanti di una strega autoctona devono essere senz’altro un ottimo punto di partenza.”

    *Un sorriso si era appena formato sulle sue labbra al pensiero, quando si rese conto che il professor Largh aveva concluso di parlare e che tutti si stavano alzando, pronti a farsi autografare il libro. Nel tempo che lei impiegò a riprendere contatto con la realtà e avvicinarsi a Vera, già in fila, qualcuno era già riuscito ad ottenere l’autografo; era il ragazzo sconosciuto di poco prima, che in quel momento si apprestava a rincorrere quella che sembrava essere una palla di pelo bianca, probabilmente un felino.
    L’amica Corvonero accanto a lei attirò la sua attenzione, rispondendo al suo saluto di prima.*

    Non ti preoccupare, siamo arrivate giuste per la presentazione e non c’è stato tempo per parlare!

    *Disse con un sorriso cercando di rassicurare l’amica, che sembrava preoccupata di averla offesa.*

    Anch'io sto bene, sono felice di essermi potuta allontanare dal castello e da Hogsmeade. Si, il libro sembra davvero interessante e sono sicura sarà scritto benissimo!

    *La fila intanto procedeva e il loro turno si avvicinava, il libro, acquistati poco prima, stretto in mano. Per fortuna mentre usciva dalla sua stanza nel dormitorio si era accorta di non avere con sé la borsetta ed era tornata indietro a prenderla, altrimenti non avrebbe potuto pagare.*

    @Alex_Regers, @Vera_Grace, @Jane_Casterwill, @Sylvia_Turner, @Marcus_Largh, @Sarah_Khan,


  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 3
    Galeoni: 175
       
       

    [SALA COMUNE TASSOROSSO]


    *Era un bellissimo pomeriggio Esp si trovava nella sala comune a leggere un libro di favole. Erano storie per bambini ma lei le adorava comunque. Le ricordavano la sua infanzia. Sua mamma le raccontava che quando si trovavano in Spagna la nonna gli è le leggeva ogni sera prima di andare a dormire, ma lei era troppo piccola per poterlo ricordare. La sua preferita era "la principessa e il regno di diamanti" raccontava di una ragazzina che doveva salvare il regno da forze oscure, e lo salvò creando uno scettro con un grosso diamante magico al centro. Poi quando la nonna finiva la storia ed Esp già dormiva si avvicinava al suo orecchio e le sussurrava:

    Buenas noches princesita de mi corazon

    Che significava:

    Buona notte principessa del mio cuore.

    La tassetta avrebbe tanto voluto conoscere sua nonna, e venuta a mancare quando lei era molto piccola. Guardando il vecchio orologio a cucù della sala Esp si rese conto che era molto tardi. Chiuse il libro e lo rispose nel suo zaino. Quel giorno si sarebbe tenuta la presentazione del libro scritto dal professor Larg e non voleva perdersela per niente al mondo. Decise di andarsi a cambiare, quell'evento richiedeva un abbigliamento adeguato. Andò in camera sua e prese dall'armadio un paio di pantaloni neri un top e il suo giobotto di pelle preferito. I capelli rossi andulati li lasciò sciolti con qualche ricciolo che le cadeva sul suo viso ricoperto da piccole lentiggini. Quello era uno dei difetti ereditati dal padre. Fece per uscire dalla porta, quando tornó indietro, aveva dimenticato il suo regalo per il professore. Forse era inappropriato, ma lei ci teneva a farle un presente per augurargli tanti successi. La piccola qualche giorno prima si era recata a Diagon Alley e guardando le vetrine vide una piuma che non aveva bisogno di inchiostro per scrivere entró e con i suoi risparmi decise di comprarla per donarla a Marcus. Fece anche intagliare le sue iniziali, M, L. Prima di uscire scrisse un biglietto per attaccarlo al piccolo pacchetto. *


    Caro professor Largh, le porgo i miei più sinceri auguri per l'uscita del suo primo libro, e spero che questo pensiero lo aiuti a scriverne molti altri.
    Con affetto,
    Esperanza


    *La tassetta era molto soddisfatta, però ormai si era fatto molto tardi. La preside mise a disposizione per gli studenti un portale che li avrebbe condotti direttamente al ghirigoro, per sua fortuna. Dette una rapida occhiata allo specchio e uscì.*



    IL GHIRIGORO


    *Spostarsi con i portali non era così male come credeva, per Esp quella era la prima volta. La tassetta arrivò in ritardo davanti la porta del negozio e con un filo di disagio l'apri. Era gremito di studenti e adulti. A vista non c'era nessuno che Esperanza conosceva. Diede un'occhiata in giro per vedere se trovava il professore. Poi dopo un paio di minuti lo vide parlare con alcune persone e quindi si diresse verso di lui. *

    Salve professore, perdoni il mio ritardo poco opportuno. Tenga questo e un piccolo pensiero per lei.

    *Diede il regalo al professore e si allontanò in cerca dei suoi compagni. Sbattendo di qua e di là prima di riuscire a trovare un po' di spazio. C'erano molti libri ma in evidenza c'era un libro per bambini dalla copertina gialla molto vivace. E non vedeva l'ora di leggerlo. Accanto ad una pila di libri accatastati su uno scaffale avvistó la sua amica Vera e si avvicinò.*

    Ciao Vera, ti prego dimmi che non mi sono persa nulla.

    *Salutò L'amica mentre si metteva apposto i capelli scombinati a causa della folla. *

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