• Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 300147
       
       


    Quella mattina Hogwarts si era svegliata sotto un cielo grigio e uggioso. Charlotte Mills, che ne era la Preside, quel giorno avrebbe dovuto sostenere la prima lezione della sua materia cioè Arti Oscure.
    Quella materia non era compresa nel programma di studio, ma bensì era considerata come una materia extra-scolastica, dove anche adulti del castello o provenienti da fuori, potevano seguire il corso. Erano anni che la donna insegnava quella materia che, spesso, faceva storcere il naso a molti. Arti Oscure però non significava imparare maledizioni o simili in modo pratico ma bensì studiare la teoria così da poter riconoscere la magia oscure in qualsiasi occasione.
    Nessuno se lo sarebbe immaginato ma gli argomenti di quella materia erano davvero molti.
    Erano quasi le dieci del mattino e Charlotte, dal settimo piano del castello, si doveva recare verso il sotterranei di quella grandissima e famosissima scuola. I sotterranei erano freddi e umidi e, ovviamente, non era strano incontrare studenti o professori ben avvolti dai loro mantelli o maglioni pesanti.
    L'aula di Arti Oscure si trovava a poca distanza dalla sala comune di Serpeverde ed era piena di oggetti strambi e oscuri, ben protetti dalla magia. Ogni volta che la ex Serpeverde dai capelli corvini entrava in quell'aula controllava i vari oggetti presenti, in particolare che non ne mancasse neanche uno e per fortuna non era mai accaduto.
    Diede uno sguardo all'orologio a pendolo presente, mancava ancora poco allo scoccare delle dieci del mattino. Fu solo dopo il rintoccare del grande orologio della torre che gli studenti iniziarono ad entrare nell'aula.
    Quando i banchi iniziarono ad essere quasi tutti occupati la professoressa, seduta alla cattedra, si rivolse educatamente ai presenti.

    “Buongiorno a tutti.”

    Iniziò a parlare.
    Amava insegnare in quella scuola, sopratutto spiegare ciò che aveva appreso durante le sue varie esperienze passate.

    ”Oggi continueremo ad analizzare i vari demoni che, in qualche modo, si possono incontrare nella magia oscura.
    Oggi parleremo di Behemoth. Qualcuno sa di cosa sto parlando?"


    *Domandò la donna senza ricevere risposta.
    La professoressa si alzò e prese da sopra la cattedra delle immagini, o meglio raffigurazioni, che consegnò alla classe.


    ”Behemoth non è altro che un demone che, nella demonologia è il guardiano notturno degli inferi ed è considerato uno dei sei capi dell’inferno.“

    ”Dall'immagine che ci ha dato sembra assomigliare vagamente alla dea egizia Taweret.”

    ”Esattamente signorina Grace.
    Si dice infatti che le origini di Behemoth sia molto antiche tanto da derivare dalla dea egizia Taweret, ovvero la dea ippopotamo rappresentata come un essere antropomorfo con corpo di ippopotamo, zampe di leone, dorso e coda di coccodrillo e braccia umane.“


    Osservò i volti dei presenti che, oltre a prendere appunti, sembravano un po' in confusione. Sapeva che spesso gli argomenti trattati durante le sue lezioni poteva risultare complessi, ma una volta appresi erano tutti più semplici.

    ”Torniamo al nostro argomento principale: Behemoth.
    Il suo nome sembra derivare dall’ebraico Bəhēmôth, oppure B'hemot e, con estrema probabilità, trattasi della forma plurale della parola bəhēmāh che letteralmente è traducibile come animale.
    Nel celebre Dictionnaire Infernal di Collin de Plancy, pubblicato nel milleottocentodiciotto,
    Behemoth è raffigurato come un paffuto elefante, proprio come il significato che gli viene attribuito cioè quello di un demone godereccio e disinibito che si dedica ai piacere sessuali e alimentari.”


    Affermò la docente, aggiungendo poi che secondo altri credenza tale demone veniva rappresentato come un grosso ippopotamo o come un grande bufalo. Specificò però che la rappresentazione principale era quella indicata nel disegno della pergamena o, alcune volte, l'Ippopotamo.
    Erano poche e rare infatti le rappresentazioni di Behemoth come bufalo.

    Mi scusi professoressa, ma Behemoth è presente negli scritti biblici?”

    ”Certamente, è presente nella Sacra Bibbia come in altri testi apocrifi e nei miti ebraici. Fate attenzione però: in ognuna di queste opere è sempre stato associato a un'altra creatura leggendaria, il forse più noto è il Leviathan (il Leviatano).”

    Spiegò la ex Serpeverde.
    Charlotte aveva superato la soglia dei trent'anni ma mai si era stancata di frequentare i corridoi di quella scuola. Prima come studentessa e anni dopo come professoressa. La gioia di poter insegnare al castello era stata immensa e sempre avrebbe ringraziato la ex Preside Sibilla che le aveva dato tale opportunità.

    ”Più precisamente, fate attenzione prego, è corretto notare che sia nella creazione scritta nella Genesi, sia in altre fonti bibliche si parli sia di Tohu che di Bohu. Si narra infatti che quando Dio si dispose a creare il cielo e la terra, nulla trovò intorno a sé. Nulla se non Tohu e Bohu, ossia il caos e il vuoto.“

    ”Ma cosa centra questo con Behemoth?”

    Domandò uno studente di Serpeverde che, notando di essere intervenuto senza l'apposito permesso e l'espressione sul volto della donna, si scusò con la docente in questione.

    ”Tempo al tempo signor Plans.
    Dicevamo.. Tohu e Bohu. Secondo diversi studiosi, è sufficiente unire il suffisso m a Tohu per farlo divenire Tehom, il nome biblico di un primordiale mostro marino. Inoltre al plurale Tehom diviene Tehomot. Sempre utilizzando il medesimo suffisso, Bohu diventa Behom e al plurale Behomot, ossia la parte terrestre del mostro marino Leviathan descritto nel libro di Giobbe.”


    Affermò la donna, arrivando finalmente al culmine di quella spiegazione, sopratutto notando la confusione sul volto dei presenti seduti ai banchi di legno antico.

    ”Possiamo quindi concludere che, ai primordi, il mondo fosse composto dal mostro marino Tohu e da quello terrestre Bohu e che le loro reali identità, ovvero Tehomot e Behomot, siano state cancellate per motivi di dottrina.
    Se avete capito il discorso, sapete dirmi perché sono state cancellate?”


    Una mano si alzò, apparteneva ad una studentessa Grifondoro che la professoressa stranamente non conosceva.

    ”Perchè possedevano il significato di caos e vuoto e, da quanto posso averne capito, che solamente Dio è il responsabile della successiva creazione di Tehomot e Behemoth.”

    Charlotte Mills sorrise annuendo, assegnando ben cinque punti extra alla casata della studentessa che era intervenuta educatamente.
    Fu solo in quel momento che la donna porse un ulteriore piccola pergamena ai presenti, quella volta non si trattava di un immagine ma di una trascrizione.

    Citazione:
    ”Guarda l'ippopotamo che ho fatto al pari di te; esso mangia l'erba come il bue.
    Ecco la sua forza è nei suoi lombi, il suo vigore nei muscoli del ventre. Stende rigida come un cedro la coda; i nervi delle sue cosce sono intrecciati insieme.
    Le sue ossa sono tubi di bronzo; le sue membra, sbarre di ferro.
    Esso è il capolavoro di Dio; colui che lo fece l'ha fornito di falce, perché i monti gli producono la pastura; là tutte le bestie dei campi gli scherzano intorno. Si sdraia sotto i loti, nel folto dei canneti, in mezzo alle paludi.
    I loti lo coprono della loro ombra, i salici del torrente lo circondano. Straripi pure il fiume, esso non trema; rimane calmo, anche se avesse un Giordano alla gola.
    Potrebbe qualcuno impadronirsene assalendolo di fronte, o prenderlo con le reti per forargli il naso?”

    (Giobbe 40,15-24 – Nuova Riveduta).


    ”La pergamena che vi ho appena consegnato racconta del momento in cui Dio paragona la forza del nostro demone, Behemoth, a quella del Leviathan. Precisamente lo scritto che vi ho consegnato si riferisce al testo ebraico.

    Sempre nello stesso testo, che però non vi ho riportato perché decisamente troppo breve, esiste uno scritto dove Behemoth è descritto come una creatura terrestre imbattibile che può essere sconfitta solo da colui che l’ha creata.”


    Disse la donna tornando al centro dell'aula, proprio difronte agli alunni presenti quella mattina. Un breve sguardo di Charlotte cadde sull'orologio a pendolo a qualche passo da lei, sapeva che da li a una decina di minuti la lezione sarebbe finita.

    ”Secondo voi, esistono più interpretazioni negli scritti religiosi o in altri?”

    Le persone che intervennero affermarono, tutte quante, che secondo loro erano più presenti interpretazioni nei testi sacri. Le loro risposte purtroppo non erano corrette, infatti era proprio la tradizione mitologica a fornire il più ampio ventaglio di interpretazioni.

    ”Avevo molto altro da raccontarvi, ma purtroppo la lezione terminerebbe tra pochi minuti. Sfrutto questo tempo per consegnarvi i compiti da riconsegnare entro la scadenza indicata.”

    Disse iniziando a dettare i compiti che aveva pensato poco prima di iniziare quella lezione. Non erano troppo complessi, di conseguenza tutti quanti sarebbero riusciti in un modo o nell'altro, a svolgerli.

    Citazione:
    MODULO A
    QUIZ (max 15 punti)

    MODULO B scegli sono una delle due opzioni (max 15 punti)
    - Fai una ricerca su, quali altri scritti/testi (non affrontati e accennati a lezione) è possibile trovare la presenza di Behemoth.
    - Disegna come vuoi tu (a mano libera, con un programma grafico o altro) l'aspetto del demone Behemoth.



    GLI ELABORATI DOVRANNO ESSERE CONSEGNATI TRAMITE L’APPOSITO MODULO (QUI) ENTRO E NON OLTRE LE ORE 23:59 DEL GIORNO 28/11/2019.
    Fino a quando non sarà attivo il modulo potete inviare i vostri elaborati via Messaggio Privato

    N.B. Per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento potrete: inviarmi un MP o passare direttamente nel mio UFFICIO.

    Ricordo che copiare-incollare informazioni da varie fonti è Severamente Vietato pena l'annullamento della risposta in questione.



    Disse la donna, terminando di dettare quelle semplici consegne per il compito di quella lezione.
    Come aveva immaginato proprio in quel momento la torre dell'orologio rintoccò il mezzogiorno. La professoressa non potè far altro che salutare e congedare gli studenti per poi recarsi brevemente nel suo ufficio, solo dopo si sarebbe recata nella Sala Grande a degustare le delizie che gli Elfi Domestici avevano preparato per il pranzo di quel giorno uggioso.



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