Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Jane_Casterwill


  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2439
       
       

    [HOWL WAY - CASA DELLA GIOVENTÙ, ore 18.00]




    *Come sempre in quel periodo dell’anno la Casa della Gioventù era deserta, abitata solo, quando i vari impegni lo permettevano, da una delle proprietarie. Quella sera la più giovane delle tre donne che avevano acquistato quella dimora, si trovava proprio tra quelle mura. Era strano trovarla lì a quell’ora, solitamente preferiva dedicare il tempo libero al proprio ristorante, ma non quel mercoledì sera.
    Dopo aver trascorso la giornata a Hogwarts, tra lezioni e compiti da correggere, Jane aveva deciso di tornare a casa per stare un po’ da sola e riposare. Come tutti gli insegnanti anche lei aveva una propria camera nella quale stare al castello, tuttavia certe volte preferiva di gran lunga qualche minuto di passeggiata per raggiungere quel posto e chiudersi nella camera in cui si trovava in quel momento. Se solo si fosse decisa a fare l’esame di Materializzazione quei minuti sarebbero diventati secondi. In ogni caso circa alle cinque del pomeriggio era arrivata, dirigendosi subito nella stanza che ormai aveva reso sua, per quanto possibile. In tutti quegli anni, tranne quando all’inizio era una normale casa per lei e le altre due padrone, non era mai riuscita a sopportare l’arredamento delle stanze. Per i suoi gusti era tutto troppo bianco e candido, in più quel forno rosa che spiccava nella cucina era in grado di renderla irritabile. Odiava quel colore! Tuttavia, anche se ormai quella casa la gestiva solo lei, non si era mai decisa a fare qualche cambiamento, neanche nella stanza che utilizzava lei. Doveva ammettere però che quel letto era proprio enorme e comodo, peccato che lei, come sempre, non riusciva a dormire. E alla fine aveva passato quasi un’ora a fissare il soffitto.
    Erano ormai le sei quando, con i capelli scompigliati e una maglietta oversize come pigiama, Jane si alzò dal letto arresa all’idea che era inutile rimanere lì. Trascinando i piedi, rincuorata dal fatto che nessuno potesse vederla, si diresse verso il bagno personale, collegato alla camera da letto. Quando, posizionata davanti al lavandino, alzò lo sguardo per osservare il proprio volto allo specchio la prima cosa che pensò fu “faccio invidia a un fantasma”. Per lei non era niente di strano, dopo anni ci aveva fatto l’abitudine, ma nei mesi seguenti al suo diploma era riuscita a trovare un po’ di pace, fino a qualche settimana prima. Da un po’ di giorni, circa due o tre settimane, la vecchia Grifondoro che si svegliava di notte tremante e urlando era tornata.*



    ”Meglio se vado a fare una passeggiata, magari mi sveglio.”

    *Pensò, mentre si passava una mano sul volto dopo essersi rinfrescata con l’acqua gelata che non aveva ottenuto alcun effetto.
    Fuori dalle finestre della casa la giovane poteva osservare il cielo. In autunno il sole tramontava molto presto e le vie di Hogsmeade erano lievemente illuminate dalla luce del tramonto, un momento perfetto per uscire.*

    [HIGH STREET - TRE MANICI DI SCOPA, ore 18.34]


    *Avvolta in abiti comodi e nella immancabile giacca di pelle, forse un po’ troppo leggera per le temperature della sera ma poco le importava, Jane passeggiò per le vie del paese con calma. Prima di uscire si era premurata, come tutte le volte che doveva tenere una lezione, di coprire con cura i segni della stanchezza e un beanie nero teneva a bada i capelli ribelli. Siccome il mercoledì sera il ristorante rimaneva chiuso, mentre camminava, abbandonando Howl Way, decise che sarebbe andata ai Tre Manici di Scopa per bere qualcosa. Dall’ultima volta in cui la diciottenne era stata nel locale erano passati mesi. Effettivamente la sua vita ormai si riduceva solo a lezioni, ristorante, Hogwarts e ancora ristorante. Comunque decise di percorrere tutta High Street per raggiungere la propria meta, passando quindi davanti al Municipio.
    Camminò per tutto il tempo con le mani in tasca e lo sguardo che vagava da una parte all’altra. La ex Grifondoro trovava affascinante osservare le persone che vagavano tranquillamente per le vie o quelle che invece dimostravano una certa fretta. Ogni tanto poteva sentire il suono del campanello di qualche negozio, notando qualcuno entrare o uscire. Finché si ritrovò a osservare la facciata del Town Hall e lì si fermò per qualche minuto. Gli occhi verdi e stanchi di Jane percorsero la pietra dell’edificio, adornata di piante rampicanti, fino ad arrivare a una finestra in particolare. Non era state molte volte in quel maestoso palazzo, ma sapeva per certo che quella al quarto piano si affacciava sull'ufficio dei sindaci. Anzi sindaco.
    Dall'ultima volta che le due amiche si erano viste erano passate esattamente cinque settimane e tre giorni. Sì, le aveva contate. Da allora, quel pomeriggio al Casterwill’s Kitchen, Gianna non si era più fatta viva e Jane, ancora imbarazzata, non l’aveva cercata. Eppure il pensiero di quello che era successo non le aveva lasciato tregua, specialmente il giorno del compleanno della più grande. La diciottenne era stata più volte tentata dall'idea di irrompere nel suo ufficio, lo stesso che stava fissando, con una torta al cioccolato tra le mani, sperando di poter risolvere quella situazione. Ma alla fine era rimasta dov'era e i giorni erano passati.
    Dopo qualche minuto e un sonoro sospiro, Jane ricominciò a camminare. Non mancava ancora molto ai Tre Manici e il vento pungente stava arrossando il volto scoperto, probabilmente appena arrivata avrebbe ordinato qualcosa di caldo.
    Alle 18.34 la porta del pub più famoso del villaggio si spalancò, mostrando agli occhi dei presenti la figura della docente di Difesa Contro le Arti Oscure. Come aveva immaginato prima di entrare il locale non era gremito di gente, era pur sempre metà settimana infondo e solitamente solo gli abitanti di Hogsmeade si trovavano da quelle parti. Osservando l’interno Jane notò un tavolo libero, abbastanza isolato per poter stare tranquilla ma comunque visibile dai camerieri per poter essere notata. In più da lì la vista sull'ingresso era perfetta e, come già detto, a lei piaceva osservare. A passo spedito andò a sedersi su una delle sedie che circondavano il tavolo in legno, sistemando su un’altra la borsa che aveva portato con sé.*

    @Eirwen_Quinn, @Gianna_Fields, @Serenity_Hunter,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Giornalista Barista 3MDS Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 3
    Galeoni: 307
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Giornalista Barista 3MDS Moderatore Web Certificato
       
       

    *La prima metà della settimana stava per giungere al termine, un altro paio di giorni e il desiderato fine settimana sarebbe arrivato, così avrebbe potuto prendersi una pausa da quella stancante routine. Fino alla settimana prima tutto filava liscio, riusciva a stare al passo con i compiti e a dedicarsi al lavoro nel modo migliore, ma quella settimana la stava mettendo a dura prova; le lezioni erano tutte particolarmente impegnative e al locale si alternavano giornate noiose a giornate fin troppo intense.
    Il giorno prima, a causa della pioggia, il pub era stato per quasi tutto il pomeriggio vuoto, solo sul tardi la giornata era diventata interessante: una studentessa al primo anno era arrivata a farle un po' di compagnia ed era stata una piacevole conoscenza. Quel giorno, invece, gli attimi di pace erano stati davvero pochi; studenti bisognosi di una pausa dallo studio e avventori giunti al villaggio per comprare qualcosa, avevano affollato la stanza di legno scuro.
    I commercianti stavano già iniziando a chiudere i loro negozi, ma il famoso pub non si fermava mai, o almeno non a quell’ora; gli abitanti del villaggio, prima di tornare a casa propria, amavano fermarsi lì a scambiare qualche parola e qualche brindisi. Dopo le 18, il locale si svuotava degli studenti di Hogwarts, che tornavano al castello per la cena; e, anche nelle giornate più affollate, i tavoli occupati non erano più molti. O almeno questo accadeva durante la settimana, nei weekend gli avventori erano molto più numerosi e anche gli studenti del castello si concedevano di restare qualche minuto in più, rimandando un po’ la cena.
    Quelle serate infrasettimanali erano quelle che Eirwen preferiva, gli avventori erano in numero abbastanza consistente da permetterle di avere sempre qualcosa da fare senza annoiarsi, ma non c’era troppo caos e lei riusciva a gestire la sala comodamente. Fino a venti giorni prima nemmeno lei avrebbe mai scommesso che sarebbe riuscita a gestire quel lavoro, nessuno avrebbe potuto scommettere su una goffa solitaria come lei. D’altronde chiunque l’avesse vista in quel momento non avrebbe potuto riconoscere in lei la ragazzina timida che due anni prima, per la prima volta, aveva messo piede in quel locale. Solitaria lo era ancora, viveva al castello da due anni e ancora non aveva fatto amicizia con nessuno, ma scoprire cosa poteva fare l’aveva resa più sicura di sé e il lavoro al pub aveva migliorato un po’ la sua goffaggine.
    In quel momento si trovava in piedi accanto ad uno dei tavoli preferiti da alcuni commercianti, che erano soliti trascorrere tutte le sere una mezz’ora almeno nel pub; i loro visi erano ormai diventati familiari alla ragazza, che scambiava volentieri qualche parola con loro, quando il lavoro lo permetteva.*



    *I lunghi capelli castani e lisci scivolavano liberi sulle spalle, mentre le mani si muovevano libere, accompagnando le parole della giovane; suo padre le diceva sempre che doveva imparare a dosare quell’abitudine, ma lei ancora non aveva capito come.
    Ascoltò ancora per qualche minuto i divertenti aneddoti dei suoi interlocutori, condividendo le proprie simpatiche esperienze come barista, e poi si congedò portando con sé i boccali vuoti.*

    ”Se solo fossi capace di dialogare a quel modo anche con mio padre, ma è da quest'estate che non parliamo più come facevamo prima. Dovrò cercare di recuperare durante le vacanze invernali.”

    *Pensò con un sospiro, mentre con un abile movimento di bacchetta iniziava a lavare le stoviglie sporche.
    Quell’estate per la prima volta Eirwen aveva posto delle domande sulla scomparsa della madre, di cui non sapeva nulla; da quando aveva sei anni e la loro vita era cambiata aveva sempre pensato che il padre provasse troppo dolore nel parlarne, ma ora si chiedeva se dietro quella tragedia non si nascondesse altro. Sapeva che i genitori avevano sempre creduto nella magia e che con i loro studi si erano sempre interessati a quel mondo a loro precluso, la conferma l’aveva avuta due anni prima quando aveva ricevuto la lettera di ammissione ad Hogwarts e il padre non ne era rimasto stupito; ora che viveva circondata dalla magia e che ne studiava la bellezza e i lati oscuri sapeva quanto quella realtà potesse essere pericolosa. Nella sua mente aveva iniziato ad affacciarsi l’idea che la scomparsa della madre potesse avere qualcosa a che fare con i loro studi, ma quando aveva posto le prime domande al padre questo si era prima chiuso e poi alterato; per la prima volta avevano discusso e da quel momento non erano più riusciti a parlare, sembrava che il padre mantenesse le distanze timoroso di ricevere altre domande. Durante le vacanze invernali era intenzionata a recuperare un minimo il dialogo, ma anche ad andare avanti da sola con le sue ricerche; non sapeva ancora da dove avrebbe iniziato, ma si sarebbe fatta venire un’idea.
    I suoi viaggi mentali furono interrotti dal rumore della porta che veniva aperta, lavorava in quel locale da tre settimane e ancora non le era capitato di dover servire qualche insegnante di Hogwarts, ma quella sera le cose sarebbero cambiate. Dalla porta era infatti entrata la professoressa Casterwill, docente di Difesa Contro le Arti Oscure, una delle sue materie scolastiche preferite. Al sicuro dietro il suo bancone la osservò mentre individuava un tavolo isolato ma strategicamente posizionato, da cui sarebbe stata bene visibile e avrebbe potuto tenere sott’occhio ciò che la circondava. Attese qualche istante e prese un profondo respiro, era abituata ad avere a che fare con i docenti all’interno delle pareti scolastiche, ma in quel contesto si trovava in difficoltà. Jane Casterwill non era solo la sua insegnante, ma era anche stata la prima persona ad accoglierla ad Hogwarts e colei che l’aveva aiutata ad ambientarsi, accompagnandola anche a comprare il suo fidato catalizzatore. Da quando l’ex Grifondoro aveva concluso il suo percorso scolastico ed era diventata insegnante quella era la prima volta che la incontrava in un contesto informale. Percepì le guance arrossarsi e scuotendo la testa, frustrata per la propria immancabile timidezza, afferrò i menù e si avvicinò al tavolo della professoressa.*

    Buonasera professoressa Casterwill, le lascio i menù oppure è già pronta per ordinare?

    *Chiese con un sorriso alla donna davanti a lei, mentre la mano destra saliva a spostare i capelli dietro l’orecchio con fare nervoso.*

    @Jane_Casterwill, @Serenity_Hunter, @Gianna_Fields,


  • Serenity_Hunter

    Corvonero Insegnante Responsabile di Casa
    AUROR

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 2443
       
       

    *Spesso, durante quelle giornate in cui la temperatura non era talmente rigida da costringere ogni essere vivente a rinchiudersi fra le mura del castello, Serenity amava trascorrere interi pomeriggi a leggere all'esterno, cambiando di volta in volta luogo. Era un'abitudine acquisita già dal periodo svolto da studentessa, durante il quale in poco tempo aveva esplorato l'enorme parco antistante l'antico edificio, la zona intorno al lago fino a spingersi al limitare della Foresta Proibita senza però mai avvenurarsi all'interno. L'ex Corva nutriva un profondo rispetto per le regole e non aveva mai avuto intenzione di infrangerle rischiando la sua permanenza nella scuola. Tale pensiero non era mutato una volta divenuta docente, anzi esigeva che i ragazzi della sua Casa seguissero con disciplina le precise disposizioni dettate dal buonsenso.
    Quel giorno, essendo la giornata assai promettente dal punto di vista meteorologico, Serenity ne approfittò per concedersi nuovamente una bella passeggiata dopo aver completato i suoi doveri da professoressa. Infatti, dopo essersi dedicata più di un'ora alla preparazione della successiva lezione di Pozioni appundosi delle annotazioni sul margine del foglio, la castana decise che era il momento per passare alla consueta passeggiata. Sebbene le zone soleggiate riscaldavano a dovere chiunque vi passasse attraverso, si trattava pur sempre di fine novembre per cui la giovane per precauzione non aveva certo dimenticato l'ampia sciarpa e i guanti in pelle di drago riposti in quel momento all'interno della tracolla. Il piacevole tepore rendeva inutile il suo impiego ma almeno se il tempo fosse peggiorato Serenity non sarebbe stata colta impreparata. Vestita perciò in maniera adeguata Serenity volle trascorrere un po' di tempo al pub dove per due mesi si era offerta di lavorare come barista. Da allora erano state poche le occasioni in cui si era potuta permettere di rientrarci in veci di cliente e quella sembrava proprio una giornata di cui approfittarne. A passo svelto raggiunse il villaggio, individuando quasi immediatamente l'insegna del pub che cercava.*

    Che strano non dover entrare più dal retro.

    *Pensò Serenity, mentre varcava l'ingresso principale accompagnata da un tenue scampanellio. Un sorriso si dipinse non appena abbe messo piede all'interno guardandosi attorno.



    Ah, che bello tornare ai Tre Manici di Scopa! Non vi entrava da molto tempo ma sostanzialmente non era cambiato nulla. Il profumo invitante era buono e persistente come sempre, Bizzarramente nessuno sostava dietro al bancone. Non che ci fosse l'urgenza di qualche avventore scalpitante per ricevere la sua Burrobirra calda o una lunga fila d'attesa del proprio turno. In realtà l'intero pub era semivuoto, cosa normalissima non essendo un giorno di weekend. Meglio per Serenity che odiava la calca di gente, odiosamente appiccicosa quando si trattava di luoghi stretti e dai possibili risvolti. Di risse non ne aveva mai vedute, forse più frequenti alla Testa di Porco più che ai Tre Manici di Scopa così frequentato da giovani apprendisti come lo era stata lei, però non scherzava in fatto di caciara e voci assordanti tali da far venire un mal di testa pazzesco. Serenity si guardò attorno in cerca di chi fosse in quel periodo il nuovo o la nuova barista part time previsto generalmente a tutti gli interessati. Era capitato anche a lei anni addietro assieme a una Grifondoro di cui aveva perso le tracce subito dopo il termine dei due mesi da barista. Ricordava ancora l'inesperienza nel trattare un simile mestiere ma trovandovi poco a poco parecchie affinità pozionistiche, soprattutto in ambito di cucina. Ricordava con piacere quegli anni. Molto piacere.
    Fu quando gli occhi smeraldini si posarono su una coppia poco lontana da lei che realizzò chi stesse effettivamente guardando. Una studentessa di Grifondoro, che la Hunter ricordava come Quinn di cognome, sostava accanto al tavolino occupato unicamente dalla collega di Difesa Contro le Arti Oscure Jane Casterwill. Da come si approcciava era chiaro che in quel momento stesse occupando le veci di barista e non semplice studentessa. Dunque c'era qualcuno, ecco spiegato il motivo dell'assenza di personale dietro al bancone.*

    Buonasera signorina Quinn. Potrei avere il menù per favore?

    *Sorrise gentilmente, nessun accenno di pretesa né fretta. Solo un gran desiderio di visionare per bene la lista di pietanze offerte che per varie ragioni non ricordava più perfettamente a memoria. In più era ancora indecisa: solo bere o anche mangiare? Galeoni in portafoglio ne aveva, ma decidere se rinunciare o meno alla luculliana cena del castello era qualcosa che avrebbe voluto evitare. Eppure aveva un certo languorino da soddisfare, perciò sperava ci fosse qualcosa capace di placare momentaneamente la fame in attesa del vero e proprio pasto.*

    Buonasera Jane, è libero?

    *Domando con cortesia la giovane rivolgendosi stavolta alla collega, indicando la sedia non ancora occupata. Forse Jane preferiva rimanere sola - e in tal caso avrebbe ripiegato subito sul bancone, classico posto per sorseggiare una bevanda - ma l'ultima parola spettava all'altra.*

    @Jane_Casterwill, @Eirwen_Quinn,


  • Gianna_Fields

    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 1505
        Gianna_Fields
    Grifondoro Sindaco di Hogsmeade Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *post in fase di stesura*