Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Clarissa_Greythorne


  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 514
       
       

    *Clarissa stava cercando qualcosa da fare per scaldarsi un po' in quella gelida giornata ed entrare ai Tre manici di Scopa per bere qualcosa di caldo le sembrò un'ottima idea.
    Appena varcò la soglia, un piacevole tepore la raggiunse, scontrandosi con la pelle del suo viso che, a causa del freddo vento all'esterno, era diventata di un delizioso rosso carminio sulle gote, facendo risaltare le piccole lentiggini.
    La ragazza si guardò intorno, cercando di trovare un posto in cui potersi sedere, magari vicino al camino in cui scoppiettava un bel fuoco.
    Mentre cercava di districarsi tra gli avventori del pub, Clarissa vide @Eirwen_Quinn che lavorava dietro al bancone e subito andò verso di lei, pensando nel frattempo a cosa poter ordinare per scaldarsi, obiettivo primario della sua entrata ai Tre Manici di scopa.

    Ehi, potrei avere una burrobirra per cortesia?

    *disse la giovane Serpe con i suoi soliti modi composti e leggermente freddi in apparenza, addolciti però dal bel sorriso sghembo che le stava illuminando il volto al momento*

    oh, quasi dimenticavo, sarebbe possibile avere una spolverata di cannella sopra? Grazie mille

    *aggiunse la ragazza subito dopo, aspettando la risposta della cameriera*

  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Un'altra settimana stava per giungere al termine, portando con sé la prima metà del mese di Febbraio. Il tempo volava, quasi non si era accorta del veloce trascorrere delle settimane, sempre divisa tra studio e lavoro al pub più famoso di Hogsmeade. Quelle ultime settimane in particolare erano passate velocemente, si sentiva più rilassata e questo le permetteva di godersi al meglio le giornate.
    Non si concedeva molti svaghi, ma tra un impegno e l'altro aveva continuato a portare avanti le sue ricerche, iniziate un anno prima. I diari della madre scomparsa riempivano ancora il suo baule e quando poteva ne leggeva qualche pagina, cercando qualcosa di utile per capire. Quelle ricerche non avevano portato a nulla, o almeno non ancora.
    Quel giorno la routine era stata però spezzata, erano da poco passate le nove di mattina e lei si trovava già al Tre Manici di Scopa a servire ai tavoli. Per quel giorno le lezioni erano state spostate al pomeriggio e quindi si era recata al pub per aiutare nel servizio. Alcuni compagni, quando avevano letto la notizia nella sala comune ne erano rimasti scontenti, dopotutto quello era il giorno degli innamorati e loro avevano già dei programmi. A lei invece non importava, non aveva nessuno con cui festeggiare e anche lo avesse avuto probabilmente non avrebbe fatto nulla di particolare. Conosceva coppie che normalmente non si dedicavano attenzioni, affetto, comprensione, ma ogni anno il giorno di San Valentino festeggiavano. Se mai avesse trovato qualcuno da amare, sperava fosse qualcuno con cui condividere la vita, che si prendesse cura di lei e di cui avere cura e non qualcuno da esibire solo il giorno di San Valentino.
    Oltre le finestre del locale vedeva i passanti stringersi nei pesanti mantelli, cercando riparo dal vento freddo che sferzava il viso. Quel giorno il sole sembrava non avere intenzione di farsi vedere, sarebbe stata una giornata grigia e lei era contenta di potersi tenere occupata. Le luci gettavano bagliori dorati sulle pareti di legno scuro e le voci degli avventori rimbombavano, accompagnando il lavoro della quattordicenne.
    Si trovava dietro al bancone a riordinare le stoviglie appena lavate quando un volto noto attirò la sua attenzione. Clarissa, una Serpeverde arrivata al castello quell'anno, si stava facendo largo tra gli altri clienti. Si erano conosciute il primo di settembre e avevano condiviso il viaggio che le aveva portate nelle Highlands scozzesi.*

    Benvenuta al Tre Manici di Scopa Clarissa!

    *Era felice di vederla, in quei mesi non avevano avuto occasione di parlarsi, ma ci teneva a sapere se si era ambientata e come erano andati i suoi primi mesi.*

    Ti preparo subito l' ordinazione. Ti servo qua al banco o preferisci accomodarti ad un tavolo?

    *Si voltò e dallo scaffale prese un boccale da riempire con la bevanda dorata. L'invitante aroma riempì le narici della ragazza e il vapore caldo le scaldó le mani gelate. Una spolverata di cannella coloró la candida schiuma completando l'ordinazione. Si avvicinò nuovamente all'undicenne e le servì il boccale pieno.*

    Come stai? Come ti trovi al castello?

    *Le chiese con un sorriso gentile, poteva prendersi un attimo per scambiare qualche parola, la situazione era sotto controllo.*

    @Clarissa_Greythorne,


  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 514
       
       

    *Eirwen le servì la sua ordinazione e Clarissa, afferrando il boccale pieno della dolce bevanda, ne assaporò subito un sorso: era veramente buona e la cannella era un abbinamento perfetto.
    senza pensarci due volte la ragazza abbandonò il suo piano originale di sedersi accanto al camino della locanda, preferendo invece stare al bancone a chiacchierare un po' con la giovane Grifona, sempre senza disturbare il suo lavoro.*

    Grazie mille Eirwen! Se non ti dispiace starei volentieri qui al bancone.

    *disse la piccola Serpe alla ragazza, mentre sorseggiava con calma la burrobirra cercando di non scottarsi.
    Quando la domanda di Eirwen le arrivò alle orecchie, si scoprì felice del suo interesse e un bel sorriso si aprì sulle sue labbra*

    Io sto bene, grazie per l'interesse. Ad Hogwarts va veramente bene in realtà, sono anche stata smistata nella Casata dei miei sogni, Serpeverde, anche se secondo i miei genitori la cosa era indubitabile. [/color]

    *rispose Clarissa, aprendosi un po' con quella ragazza che era stata così gentile con lei durante il viaggio in treno a settembre; non era da lei rivelare troppe cose sul suo conto, che fossero private o meno, ma la Grifona non le sembrava un tipo invadente, anzi, e questa era una qualità largamente apprezzata dalla Greythorne.

    Tu come stai invece? Spero di non rubarti troppo tempo,d'altronde stai lavorando.[/color]

    *aggiunse poco dopo la giovane ragazza, non volendo creare problemi e dando valore al tempo dell'altra e al suo.*


    @Eirwen_Quinn



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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Come sempre accadeva nelle giornate grigie, aveva la sensazione che il tempo scorresse più lento, osservava ciò che la circondava vedendolo come attraverso un filtro che rendeva tutto più cupo. Al contrario nelle giornate in cui il sole splendeva, una sensazione di calore si faceva largo dentro di lei e le giornate scivolavano più facilmente.
    Nonostante fosse un periodo positivo, almeno per come si sentiva, mentre le tensioni familiari ancora non le lasciavano scampo, quella mattina risentiva particolarmente del cupo cielo. Il locale in cui si trovava la scaldava con il suo tepore e con la vitalità dei suoi avventori, ma lei avrebbe voluto trovarsi tra essi e non dietro al bancone a servire. Una cioccolata calda tra le mani e qualcuno con cui scambiare qualche parola.
    Per il primo desiderio non poteva fare molto al momento, ma per il secondo arrivò in aiuto una Serpeverde che aveva conosciuto alcuni mesi prima sul treno per Hogwarts. Clarissa, per sua fortuna aveva scelto di accomodarsi al bancone per consumare la sua bevanda, concedendole la possibilità di distrarsi un po’. Il locale era calmo, come accadeva sempre la mattina durante la settimana, tutti i clienti erano stati serviti e a lei toccava solo occuparsi del bancone, quindi poteva concedersi qualche minuto.*

    Mi fa davvero piacere sentirtelo dire! E invidio la tua sicurezza per quanto riguarda la casa.

    *Ricordava bene i mille dubbi che avevano attraversato la sua mente per mesi, prima e dopo lo smistamento. Aveva sempre desiderato appartenere a Grifondoro era la casa cui sentiva più affine o forse quella con le caratteristiche che più considerava importanti, ma anche dopo la decisione del Cappello Parlante i dubbi non l’avevano lasciata. Temeva di non essere adatta a nessuna delle quattro, di essere ancora una volta nel posto sbagliato e non appartenere a quel mondo. In quel momento, più di tre anni dopo, sapeva che la scelta era quella giusta.*

    Io quando sono arrivata avevo mille dubbi e anche dopo essere stata smistata per un po’ ho avuto paura di non essere degna dei Grifondoro.

    *Disse con un sorrisino a piegarle le labbra, non si vergognava ad ammettere a voce alta di essere molto insicura a volte.*

    Io sto bene, grazie. Non preoccuparti posso scambiare qualche parola con te, l’importante è che tengo d’occhio il locale.

    *Disse rispondendo alla domanda della ragazzina, cercando di rassicurarla. Le piaceva che si fosse preoccupata di rubarle del tempo, molti non si preoccupavano di quello degli altri, ma solo del proprio.*

    @Clarissa_Greythorne,


  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 514
       
       

    *Clarissa continuava a sorseggiare la bevanda, lasciando che il suo calore la risvegliasse dal torpore creato dal freddo vento che soffiava all'esterno. I suoi gesti erano misurati, per una ragazzina di undici anni, e lasciavano trapelare un'eleganza innata, non solo frutto di anni di educazione da purosangue. La piccola serpe spesso non si rendeva nemmeno conto di come le sue movenze e i suoi modi di fare apparissero quasi calcolati e freddi, seppur fossero estremamente fluidi, poiché erano una parte di lei e della sua casata; suo padre era solito dirle "ricorda Clarissa, un Greythorne non è solo l'appartenere ad una famiglia importante, è un insieme di modi di pensare e di essere" e lei concordava pienamente.
    Questo era uno dei principali motivi dietro la sua sicurezza riguardo l'appartenenza alla casata di Serpeverde o, meno probabilmente, a Grifondoro.*


    Oh penso sia normale sai? Ma dubito che il Cappello Parlante possa commettere degli errori.

    *disse sorridendo ad Eirwen, dopo la confessione della ragazza sulla sua insicurezza. Era rimasta abbastanza sorpresa di ciò perché, per quanto poco la potesse conoscere, le sembrava incarnare perfettamente le classiche caratteristiche del bravo Grifone, proprie anche di qualche membro della sua famiglia, prima fra tutti sua madre, e quindi a lei ben note.*

    Per quello che può contare detto da una conoscente Serpeverde , mi sembri una perfetta Grifondoro.

    *aggiunse poi Clarissa, stringendosi leggermente nelle spalle e facendo un elegante gesto con la mano come per minimizzare scherzosamente la frase da lei pronunciata.
    La giovane era molto diretta solitamente, anche con i semplici conoscenti, e spesso poteva lasciare le persone un po' interdette vedere una ragazzina di undici anni comportarsi in quel modo: era una cosa di famiglia e se i suoi interlocutori appartenevano al Mondo Magico, una volta venuti a conoscenza del suo cognome, non si meravigliavano poi molto di ciò.*

    Perfetto, credo sia l'ideale scambiare qualche parola con qualcuno in queste giornate d'inverno.

    *disse infine sentendo la risposta affermativa di Eirwen, mentre inclinava leggermente il volto verso destra; era un suo gesto involontario che si presentava quando qualcosa le faceva piacere o se solleticava la sua innata curiosità, e il poter parlare con qualcuno in apparenza così diverso da lei era un bello stimolo.*

    @Eirwen_Quinn



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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Si appoggiò al bancone alle sue spalle, incrociando le gambe all’altezza delle caviglie, aveva appena ammesso ad alta voce di essere insicura, ma era rilassata. Non si vergognava di ciò che era, delle sue luci e delle sue ombre, o almeno era quello che cercava di imparare a fare. Per tanto tempo, mentre viveva nella sua città natale, si era vergognata di sé stessa e delle sue stranezze, non voleva più farlo. Non aveva motivo per vergognarsi, come ogni persona aveva i suoi difetti e il primo passo per crescere e migliorarsi era accettarli.
    Mentre nella sua testa quei pensieri si rincorrevano, osservava la ragazza seduta al bancone, affascinata dall’eleganza che traspariva dai suoi gesti, nonostante la giovane età. Sapeva che certe qualità erano innate in alcune persone, ma le sarebbe piaciuto imparare almeno un po’, era piuttosto goffa nei movimenti, difficilmente controllata e soprattutto quando si trovava circondata da persone si sentiva a disagio e non sapeva come porsi.
    La voce della giovane Serpeverde attirò nuovamente la sua attenzione sul suo viso e sulle sue parole.*

    Grazie. Io sono troppo critica con me stessa e a volte non mi rendo conto delle mie qualità, quindi sentire qualcuno che mi conosce poco dire questo mi fa particolarmente piacere.

    *Il sorrisino autoironico, che si era affacciato sulle sue labbra durante la prima parte del discorso, era poi diventato un aperto sorriso di gratitudine. Fin dal loro primo incontro aveva avuto l’impressione che Clarissa fosse una ragazza schietta, le piaceva chi diceva cosa pensava, anche se alcune volte c’era chi usava quella caratteristica come scusa per non filtrare minimamente le proprie parole, questo però non era il caso dell’unidicenne. Sempre così posata, aveva la sensazione che anche per dire cose meno piacevoli avrebbe trovato un modo elegante per esprimersi. Anche un gesto banale come inclinare leggermente il volto appariva ricercato, se fatto con la giusta compostezza.*

    La giornata è grigia ed essendo mattina non ci sono troppi avventori, quindi direi che è l’ideale scambiare qualche parola.

    *Si morse il labbro, non aveva mai scambiato molte parole con le ragazze che nella scuola le erano sembrate più raffinate ed eleganti, nonostante avesse sempre ammirato da lontano la loro compostezza e ora che si presentava l’occasione non riusciva a trattenersi. Le sembrata tuttavia maleducato farle domande su quel suo modo di porsi, ma un complimento non sarebbe stato sgarbato.*

    Non so come fai, immagino sia una tua caratteristica innata, ma una goffa come me ammira molto le tue movenze eleganti e misurate.

    *La mano destra salì a tormentare una ciocca di capelli, non era ancora bravissima nella socializzazione e spesso temeva di mettere a disagio la persona che aveva davanti.*

    @Clarissa_Greythorne,




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  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 514
       
       

    *Bevve un sorso della sua amata burrobirra alla cannella, per poi sorridere genuinamente alla ragazza che le stava di fronte: per quanto poco la potesse conoscere, le stava simpatica. Clarissa infatti apprezzava particolarmente il fatto che Eirwen non fosse affatto invadente e che riuscisse a portare avanti una conversazione tra semplici conoscenti senza trasformarla in un interrogatorio, come erano invece solite fare certe ragazze di sua conoscenza un po' troppo insistenti. La giovane Greythorne infatti non amava essere tartassata di domande fin troppo personali per i suoi gusti e spesso finiva per rispondere in modo abbastanza secco, spesso risultando altezzosa e un po' snob; nulla di più lontano dalla realtà, pensò sarcasticamente la giovane, facendo una piccola smorfia e stringendo leggermente gli occhi verdi.
    Mentre faceva di questi pensieri, sentì la voce della Grifondoro esprimersi in un complimento molto garbato e genuino, per nulla artificioso, come le risultavano invece quelli di circostanza che erano solite pronunciare le amiche Purosangue di sua madre durante le loro visite al Manor.
    Appoggiò con cura il boccale sul bancone, facendo attenzione a non rovesciarlo, per poi alzare lo sguardo e puntarlo sulla figura della ragazza, mentre le sue labbra rosate si aprivano in un sorriso sincero.*

    Ti ringrazio Eirwen.

    *rispose semplicemente Clarissa, sorridendole. Quel complimento inaspettato le aveva fatto particolarmente piacere, proprio per quella sua natura genuina. Era una cosa a cui la Serpe non prestava più così attenzione, ma si rendeva conto che potesse risultare un po' strano per chi non vi fosse abituato.
    Sin da quando era molto piccola sua madre Elizabeth le aveva insegnato le buone maniere e il comportamento adatto ad una buona Purosangue, ma senza mai imporle nulla con la forza; forse era stato proprio questo approccio "gentile" a far si che la piccola Greythorne non interpretasse quelle lezioni come delle imposizioni ma come dei consigli che, uniti al suo carattere e al modo di fare, risultavano nel portamento elegante e disinvolto che ora l'undicenne aveva.*

    In effetti si potrebbe dire che ho preso da mia madre, ma credimi che non è tutta genetica.

    *aggiunse poi in un tono leggero, per lei l'equivalente di uno scherzoso dati i suoi modi di fare, mentre si ravvivava delicatamente i ricci scuri che, a causa dell'umidità, le si stavano gonfiando in modo disordinato. Clarissa aveva notato come la ragazza si fosse in qualche modo un po' sminuita rivolgendole quel complimento e non riuscì a trattenersi dall'aggiungere un commento o meglio, una citazione.*

    "L'eleganza nei gesti non è nulla se è unita all'eleganza nell'animo"; è una frase molto cara a mia madre.

    *disse piano l'undicenne, sperando di non "spaventare" l'altra con una frase del genere; il suo intento era semplicemente quello di far capire alla sua interlocutrice che avere un bel portamento non era tutto, era sempre un qualcosa di imparabile.
    Un perfetto esempio era sua cugina Charlotte. Sin da piccola era una disastro, non riusciva a non inciampare ogni due secondi, facendo disperare la madre; c'erano voluti anni e tanta pazienza da parte degli insegnanti, ma alla fine era riuscita ad ottenere un ottimo portamento, da perfetta Purosangue.*

    Potresti piacerle in effetti...

    *aggiunse infine la piccola erede dei Greythorne, quasi sussurrando ed esprimendo un pensiero a voce alta, mentre inarcava leggermente le sopracciglia scure; era la verità d'altronde. Quella ragazza poteva anche definirsi goffa, ma c'erano sicuramente delle qualità che la rendevano una Grifondoro e che sarebbero state apprezzate dalla madre di Clarissa, Grifona anch'essa.
    Seguendo questo filo di pensiero, le venne in mente una domanda, come un fulmine a ciel sereno: Eirwen era una Purosangue? Lo aveva dato per scontato sin dall'inizio, ma nulla indicava quello o il contrario.*

    @Eirwen_Quinn




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  • Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 621
        Raven_Lovely
    Corvonero Insegnante
       
       

    *Ormai era da più di un mese che Raven Lovely, studentessa Corvonero al quarto anno, lavorava in veste di barista al famoso pub di Hogsmeade i Tre Manici di Scopa. Si era abituata a preparare velocemente qualunque pietanza venisse richiesta dagli svariati clienti che entravano e uscivano continuamente dalla porta di legno scuro e a servire i tavoli. Amava quel lavoro, aveva questa sensazione di benessere dentro ogni volta che varcava la soglia del locale per iniziare il proprio turno. In quel periodo non c’erano molti problemi: sua sorella stava alla grande, i voti delle varie materie scolastiche erano buoni e il compleanno di Raven sarebbe stato da lì a pochi giorni. Era prima mattina quel Venerdì e la quattordicenne aveva proprio appena finito di servire un tavolo quando vide la sua collega Eirwen Quinn e una ragazza Serpeverde molto giovane, probabilmente del primo o secondo anno, chiacchierare davanti al bancone.*

    Perché no?

    *Dato che non aveva altri ordini in sospeso, si avvicinò con calma al bancone a lei tanto caro, sorridendo amichevolmente come ormai si era abituata a fare. Si addentrò nel retro del bancone, poggiando una mano sul legno a sostenerla.*

    Hey ragazze! Tutto bene?

    *Chiese gentilmente alle due, sperando di non aver interrotto o, peggio, rovinato una bella conversazione.*


    @Eirwen_Quinn, @Clarissa_Greythorne


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Doveva davvero migliorare nelle conversazioni, non poteva tormentarsi con mille dubbi ogni volta che si rivolgeva a qualcuno con una frase un po’ meno superficiale. Solo una volta si era ritrovata a parlare per ore con una persona senza mai provare il minimo dubbio in merito alle sue parole; in quell’occasione aveva rivelato di sé molto più di quanto avesse mai fatto in quei quattro anni di scuola e, anche a distanza di più di un mese, non si era mai pentita di come era andata quella sera. Tuttavia non poteva sempre limitare i propri discorsi a frasi superficiali, sicuramente da qualche parte c’erano altre persone degne di fiducia, con le quali magari non riusciva a sentirsi completamente libera, come accadeva con quell’unica persona, ma che meritavano un leggero abbassamento delle sue difese. Una di queste era la sua collega barista, Raven, che in quel momento stava servendo ai tavoli, con la quale le era capitato qualche volta di scambiare qualche breve conversazione più profonda, erano coetanee ed era una delle poche ragazze che nella scuola poteva definire amiche.
    La ragazza dai ricci capelli castani la tranquillizzò però rivolgendole un ringraziamento, accompagnato da un sorriso. Ascoltò con attenzione le sue parole, era convinta che l’eleganza fosse una dote innata, ma forse anche quella qualità aveva bisogno di esercizio e allenamento per sbocciare e le parole di Clarissa sembravano confermarlo.
    Era così abituata a sminuirsi e a nascondersi agli occhi di chi la circondava, che aveva imparato ad ammirare e apprezzare le qualità negli altri, senza riservare lo stesso trattamento alle proprie.*

    Hai una madre molto saggia, mi piace quella frase e ne condivido il significato. Non conta molto avere delle movenze composte ed eleganti se poi non sono accompagnate da modi altrettanto perbene.

    *Aveva conosciuto persone con movenze eleganti e raffinate, ma che non sapevano minimamente rapportarsi con chi li circondava ed era sempre stata convinta che preferiva essere una buona persona, piuttosto che una mediocre ma dall’ottimo portamento. Forse dipendeva dall’ambiente in cui era cresciuta, la sua ammirazione per modi così raffinati.*

    Probabilmente dipende da come sono stata cresciuta, la mia ammirazione per come ti muovi. Sono originaria di Galway, una città portuale, molto viva da un punto di vista culturale, ma legata alla tradizione e quindi alle cose semplici. Mio padre è professore universitario e non si è mai preoccupato di insegnarmi ad avere un portamento elegante, ma a passare ore con la testa immersa nei libri me lo ha insegnato bene.

    *Disse, mentre una leggera risata le faceva scuotere le spalle. In quello il genitore aveva fatto un ottimo lavoro, era estremamente sicura delle sue capacità in campo scolastico e ormai non aveva più problemi a prendere la parola in classe. Le labbra di Clarissa si mossero, sembrava stesse sussurrando qualcosa, ma i suoni del locale non le permisero di capire cosa, se non fosse stata ancora intenta ad osservarla non se ne sarebbe accorta. Decise di sorvolare, se l’altra avesse voluto farle sapere cosa pensava era sicura che lo avrebbe detto ad alta voce.
    Prima che una delle due potesse aggiungere qualcosa, la quattordicenne bionda che la aiutava nel lavoro le raggiunse.*

    Raven, unisciti a noi. É una mattinata tranquilla e tutti i tavoli sono serviti, da qui riusciamo a tenere sotto controllo la sala e se qualcuno ha bisogno di qualcosa lo vediamo.

    *Disse con un sorriso, le mattine al pub erano sempre tranquille e potevano concedersi entrambe un momento di pausa.*

    @Raven_Lovely, @Clarissa_Greythorne,


  • Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 621
        Raven_Lovely
    Corvonero Insegnante
       
       

    *La collega, oltre che amica, le rivolse un sorriso amichevole e la invitò a rimanere con loro a chiacchierare, evidenziando il fatto che non fossero rimasti clienti da servire. Raven ricambiò d’istinto il sorriso. Lei è Eirwen avevano iniziato a legare ben prima che la Corvonero iniziasse il lavoro come barista nei due pub della città affiancando quindi la coetanea Grifondoro. La quattordicenne sapeva di potersi fidare di lei, e il sentimento era certamente ricambiato date le poche ma intense volte in cui Eirwen si era confidata con lei. Raven posò la sua attenzione sulla ragazza evidentemente più giovane delle due bariste, osservandola per un secondo senza distogliere il sorriso che ormai compariva sempre più spesso sulle rosee labbra della ragazza. Decise di prendere parola.*

    Allora, come state? Oh, che stupida! Non mi sono presentata. Piacere di conoscerti, io sono Raven, studentessa Corvonero al quarto anno.

    *Disse la giovane Corvonero ponendo la mano alla ragazzina. Non voleva di certo spaventarla con quella presentazione amichevole, semplicemente conoscere una nuova e all’apparenza interessante persona. La quattordicenne aveva sempre trovato interessante incontrare nuove persone e scoprire nuovi punti di vista.*

    “L’amicizia arricchisce così tanto in così poco tempo tanto che una persona nemmeno se ne accorge. Che cosa stupenda.”

    *Nella mente di Raven balzò questo pensiero, facendola sorridere ancora di più per nascondere la forte tristezza data da svariate amicizie false e persone false spesso presenti nella sua vita giusto quattro anni prima. Prima di venire nella meravigliosa e accogliente scuola di Magia e Stregoneria che è Hogwarts. Pensò di proferire nuovamente parola, ma non volle zittire eventuali risposte da parte delle due studentesse.*


    @Clarissa_Greythorne, @Eirwen_Quinn


  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 514
       
       

    *Clarissa stava ascoltando la risposta di Eirwen riguardo una frase tipica della madre della Serpeverde; le piaceva il ragionamento della ragazza e a pelle le piaceva, cosa molto difficile. Quando l'altra le rivelò le sue origini, la piccola Greythorne potè intuire la discendenza non proprio completamente magica della ragazza, che forse poteva essere addirittura una Nata Babbana. Stava iniziando ad elaborare la cosa, quando una voce interruppe i suoi pensieri; spostò il suo sguardo sulla ragazza che aveva parlato, vedendo che Eirwen la salutava calorosamente. Da come si muoveva all'interno del pub probabilmente lavorava in quel luogo e quindi era ovvio che conoscesse la Grifondoro con cui Clarissa stava al momento colloquiando.*

    Non c'è problema, Raven. Io sono Clarissa Antaria Greythorne, primo anno e Serpeverde.

    *Disse infine sorridendo alla Corvonero, stringendole la mano fermamente. Suo padre affermava sempre che una stretta di mano spesso faceva intuire molto della persona con cui si stava parlando e, negli anni, raramente si era sbagliato. Il movimento fatto da Clarissa per presentarsi le aveva fatto ricadere i capelli sul viso, ma ormai era inutile cercare di domarli in qualche modo, dato che l'umidità dei Tre Manici di Scopa li aveva fatti impazzire, trasformando i suoi soliti boccoli in ricci disordinati.*

    @Eirwen_Quinn,@Raven_Lovely




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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Che venerdì mattina insolito era quello. Solitamente a quell’ora si sarebbe trovata in una delle tante aule del castello a seguire qualche lezione, ma quella mattina invece la doveva dedicare al suo lavoro al pub più famoso di Hogsmeade. Non amava molto lavorare durante la settimana di mattina, ma alla fine si stava rivelando più piacevole del previsto. Il lavoro era poco e lei si stava concedendo qualche chiacchiera con due compagne di scuola, una la conosceva molto bene ed era una delle poche persone che nel castello poteva chiamare amiche, l’altra era una ragazza al primo anno, con cui si stava trovando molto bene.
    Quest’ultima era una Serpeverde, che chiaramente aveva origini magiche, lo aveva intuito dai discorsi sulla sua famiglia. Nonostante la famosa rivalità tra la casa verde-argento e la propria, lei non aveva mai prestato attenzione a quei pregiudizi, non aveva problemi a stringere amicizia con persone di qualunque casa. Una delle persone con cui si era trovata meglio da quando era arrivata al castello, più di tre anni prima, era proprio un Serpeverde all’ultimo anno.
    Le era già capitato di avere a che fare con Purosangue che non apprezzavano la presenza di Nati Babbani e addirittura Mezzosangue, ma in quei casi non le interessava. Questa volta però la persona che aveva davanti era qualcuno con cui le sarebbe piaciuto stringere amicizia e sperava davvero che per lei lo stato di sangue non fosse un problema. Aveva notato il suo volto pensieroso dopo ciò che aveva detto sul padre e le sue origini, ma Raven era arrivata proprio in quel momento. Sperava che Clarissa non cambiasse la proprio opinione, ma era preparata a quell’eventualità, non si vergognava di ciò che era e non avrebbe iniziato a farlo in quel momento.*

    Raven, io sto bene. É da un po’ che non abbiamo occasione di parlare, come stai?

    *Disse, rivolgendo un sorriso alla coetanea. Nelle ultime settimane avevano avuto occasione di incontrarsi solo al locale, ma i momenti in cui fermarsi a chiacchierare non sempre erano molti. Alcuni giorni il locale era così affollato che era difficile in due gestire bancone e tavoli.*

    Avete letto i volantini che parlano del ballo? Avete intenzione di partecipare?

    *Chiese riferendosi al ballo in maschera, che era diventato l’argomento principale tra le mura del castello. Tutte le ragazze erano emozionate, nei corridoi non si sentiva parlare d’altro che di divinità, abiti e trucchi.*

    @Clarissa_Greythorne, @Raven_Lovely,


  • Raven_Lovely

    Corvonero Insegnante

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 621
        Raven_Lovely
    Corvonero Insegnante
       
       

    *La più piccola rispose cordialmente al saluto di Raven, che si ritrovò a pensare alle sue svariate insicurezze e paure al primo anno di scuola. Era passato molto velocemente quell’anno, tra nuove amicizie, scoperte e le immancabili lezioni di Hogwarts che secondo la quattordicenne erano meravigliose. La sua mente vagò anche (con un po’ di divertimento) su come si fosse vergognata infinitamente quando per la prima volta entrò in quel pub. Clarissa si chiamava l’undicenne ed era apparentemente sicura di sé come forse la Corvonero non sarebbe mai stata.*

    “Sono caratteri.”

    *Pensò giustamente. Le svariatissime qualità che differenziavano o accomunavano le persone rappresentavano un po’ il sale e il pepe della vita e lamentarsi troppo di ciò che non si ha o che si ha non serviva proprio a nulla se non a perdere preziosissimo tempo. Il suo traffico spedito di pensieri venne interrotto dalla familiare voce della sua collega barista. Con lei aveva legato molto e un po’ si era anche affezionata anche se le volte in cui parlavano seriamente erano davvero poche, o almeno minori di come la bionda vorrebbe.*

    Sono contenta che tu stia bene, e hai perfettamente ragione. Comunque anche io sto meglio.

    *Raven sorrise anzi, dato che stava già sorridendo come suo solito, sorrise ancora di più. La Grifondoro qualche volta le aveva parlato, se pur non del tutto, di alcuni problemi in famiglia che aveva avuto. Da lì la Corvonero aveva cercato qualche volta di tirarle su il morale e adesso che stava evidentemente bene le venne quasi da sospirare per il sollievo. Poi sempre la stessa ragazza che prima le aveva chiesto come stava fece una domanda che colse Raven alquanto di sorpresa. Lei aveva sentito parlare di questo ballo in maschera, ma non aveva idea fosse diventato così popolare. Non avendo un’accompagnatore (o accompagnatrice) né la più pallida idea del costume che avrebbe indossato, dava per scontato di non andarci. Decise quindi di prendere parola.*

    Io non penso proprio che andrò, anche perché non saprei proprio da cosa travestirmi. Voi invece? Ci andate?

    *Chiese con genuina curiosità la quattordicenne, che nel frattempo osservava il locale per vedere se qualcuno potesse aver bisogno di lei.*


    @Eirwen_Quinn, @Clarissa_Greythorne


  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 514
       
       

    Ed ecco che l'argomento del momento entra in scena

    *Clarissa stava finendo di bere la sua amata Burrobirra con cannella, quando Eirwen aveva posto la fatidica domanda che sembrava essere sulla bocca di tutti in quei giorni al Castello: il famoso Ballo in Maschera. La piccola Serpeverde all'inizio non era così sicura di voler partecipare, troppo abituata alle innumerevoli serate di gala organizzate da sua madre al Manor, ma alla fine probabilmente avrebbe ceduto, non volendosi perdere la Sala grande tutta addobbata per l'occasione e, perché no, divertirsi con l'eventuale travestimento richiesto dal tema. La sua partecipazione diventò certa quando fece l'errore di accennare al Ballo alla madre in una lettera; ella l'aveva sin da subito sommersa di domande e di idee per il costume che la piccola di Casata Greythorne avrebbe indossato, storcendo elegantemente il naso quando la figlia le aveva comunicato la sua scelta per la divinità: sarebbe stata Eris, dea della discordia. Clarissa sorrise al pensiero di sua madre che le chiedeva quale tipo di mela preferisse per il famoso Pomo della discordia; era fatta così Lady Greythorne, perfezionista fino alla fine.*

    All'inizio non ero sicura di partecipare, ma ormai ho il costume e sarebbe un autentico peccato non indossarlo.

    *Rispose semplicemente Clarissa, pensando allo splendido abito ripiegato con cura nell'armadio della sua stanza nei Sotterranei a Serpeverde. Quel capolavoro di alta sartoria era stato ideato dalla mente di sua madre e dalla sarta di famiglia, ormai a conoscenza dei gusti di Lady Greythorne e della figlia, poiché artefice della maggior parte dei loro capi d'abbigliamento da molti anni. Ovviamente anche la piccola Serpe aveva dato il suo contributo, esprimendo pareri e preferenze, dato che l'abito lo avrebbe indossato lei. Decise di aggiungere un commento leggermente più personale rispetto al suo solito, sorridendo alle due ragazze che aveva di fronte e inarcando leggermente un sopracciglio con fare divertito.*

    Probabilmente se rinunciassi a partecipare Mia Madre si sentirebbe male, ha passato pomeriggi interi con la sarta tra tessuti e ricami.

    *Aggiunse quindi la giovane Serpeverde, ridendo elegantemente e scuotendo un poco la testa, facendo muovere con essa tutti gli splendidi ricci scuri. Stava sì scherzando, ma nemmeno così tanto; Lady Greythorne amava particolarmente organizzare tutto il necessario per le numerose feste che si tenevano al Manor, in ogni loro particolarmente, comandando fermamente gli elfi domestici con precise direttive. Si poteva dire che il gestire i preparativi la rendessero quasi più felice della festa stessa e probabilmente era così.*

    @Eirwen_Quinn,@Raven_Lovely




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