• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

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    Role Aperta da Alec_White


  • Alec_White

    Tassorosso

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        Alec_White
    Tassorosso
       
       

    [INIZIO FLASHBACK]

    [Aula vuota - Terzo Piano]




    Wingardium leviòsa
    Wingardium leviòsa
    WINGARDIUM LEVIOSA




    *La voce infantile di un ragazzino riccio continuava a rimbombare all'interno di una delle ampie stanze, in quel momento inutilizzate, del grande castello di Hogwarts. E se prima era pacata e calma, nel non giungere al proprio intento, il volume si era notevolmente alzato dimostrando la cocente delusione del giovane. L’obbiettivo era quello di eseguire un semplice incantesimo di levitazione sulla lunga e soffice piuma appoggiata su uno dei banchi in disuso della stanza.

    Alex aveva controllato e ricontrollato la pronuncia usata cercando di scandire nel modo più corretto la formula adoperata, aveva guardato e riguardato il libro di testo, Manuale degli Incantesimi volume primo, emulando perfettamente il movimento da compiere mentre pronunciava la formula magica. Aveva addirittura provato a cambiare il modo in cui impugnava la bacchetta cercando di stringerla tra le mani nel modo più saldo possibile ma agitandola con grazia e fermezza come se fosse un prolungamento del proprio arto ma, nonostante gli sforzi profusi, la piuma non si era neppure mossa.

    Gli occhioni verdi del ragazzo si posarono ancora una volta sul pesante tomo aperto su una delle prime pagine ad osservare il movimento indicato per compiere l’incantesimo.*





    *La frustrazione starà arrivando alle stelle nel cuore e nella mente di Alec.*

    Perché non ci riesco più?

    *Domando a se stesso adirato. Fino a pochi giorni prima, durante la parte pratica della lezione di Incantesimi non aveva avuto nessun problema e, la piuma a lui assegnata, aveva volteggiato in aria mossa da forze invisibili come se ogni filamento venisse attraversato da una lieve brezza.

    Il timore che aveva provato nei primi giorni trascorsi ad Hogwarts lo stava pian piano corrompendo nuovamente.
    E se in realtà ci fosse stato tutto uno sbaglio?
    E se lui non fosse stato davvero un mago ma solo sprazzi occasionali di magia che si manifestavano ogni tanto?
    Forse si erano tutti sbagliati ed il suo posto non era tra le solide mura della scuola bensì in uno dei tanti reparti dell’ospedale dei maghi per essere studiato ed analizzato.

    D'altronde quell’ubriacone di suo padre di certo non sapeva nulla del mondo della magia e se putacaso qualcuno gli avesse accennato qualche cosa, la sua risposta sarebbe stata in sequenza una grossa risata, seguita da un sonoro ceffone sull'orecchio del mal capitato per finire con un sorso dell’alcolico che sicuramente avrebbe tenuto tra le mani. Sua madre, invece, era un incognita. Non sapeva chi era, come si chiamasse, se era viva o morta o, nell'eventualità del primo caso, dove fosse o l’aveva allontanato dalla creatura partorita. Figurarsi se Alec sapeva se era una strega o meno.

    Ma la cosa non importava perché aveva scoperto che la magia non è sempre ereditaria, difatti, molti maghi o streghe erano nati babbani che avevano dimostrato segni di affinità alla magia. Un po’ come era accaduto a lui in ancor più giovane età.
    Eppure tutto quello non spiegava il motivo per il quale, da poche ore a quella parte, non riusciva più a compiere incantesimi e la cosa lo impauriva oltre che renderlo sempre più frustrato.*



    *Un insoddisfatto broncio adornava il giovane viso che, sfoggiando la sua infinita perseveranza e cocciutaggine, decise di provare un’altra strada... cambiare incantesimo.

    Decise di optare per un’altro incantesimo generico, molto semplice e che gli era sempre riuscito senza batter ciglio; così si avvicinò alla porta chiusa e diede un giro alla dorata chiave che si trovava nella serratura della porta chiudendola definitivamente. Prese un profondo respiro prima di mettersi in posizione e lasciar fluire la magia all'esterno tramite una combinazione di parole e movimenti del braccio.*

    Alohomora

    *In quel momento qualcosa di strano accadde. Dalla punta della bacchetta fuoriuscirono dei piccoli sprazzi rossi, come minuscoli fuochi d’artificio, ma ancora una volta la magia non si compi e la serratura rimase imperturbabilmente chiusa. Un ancor più furioso moto di frustrazione colpi Alec che non riuscì a sopprimere l’urlo di rabbia che scaturì dalla gola.*



    [FINE FLASHBACK]



    [Villaggio di Hogsmeade - Primo pomeriggio]






    *Il cielo era di un grigio topo quel giorno, cupo ed amareggiato come il cuore del ragazzino solitario avvolto nel mantello nero che si muoveva svelto tra le viuzze del villaggio magico posto nelle immediate vicinanze della scuola di Hogwarts. In quel primo pomeriggio dell’ultima settimana del mese, Alec aveva il resto delle ore a sua disposizione libere da lezioni ma, invece che rintanarsi in biblioteca ad apprendere qualcosa in più di quel mondo così sconosciuto, aveva preferito tentare di risolvere quello che ai suoi occhi era un problema quasi insormontabile.
    Non riusciva a compire magie, neppure le più elementari e quella era una vera e propria catastrofe.

    Dopo diverso tempo passato a scervellarsi su quale potesse essere la causa di quella faccenda era giunto a due ipotesi: la prima era quello che lo spaventava e logorava maggiormente ossia che in lui, in qualche assurda maniera non c’era più neppure un briciolo di magia. Il che era terribilmente pauroso perché avrebbe segnato la fine della sua avventura ad Hogwarts ed un violento ritorno alla vita babbana, triste ed insignificante soprattutto dopo gli ultimi mesi in cui aveva avuto l’opportunità di liberarsene.

    La seconda, che Alec sperava fosse più concreta, era nata dopo un’attenta analisi della sua bacchetta. Dalla punta si intravedevano dei filamenti di crine di unicorno, il cuore del suo catalizzatore, da delle screpolature del legno in cedro. Si era accorto di quel particolare dopo un frustrante pomeriggio passato inutilmente a produrre incantesimi senza successo e mentre tentava di aprire un porta con il semplice Alohomora i fili argentei avevano fatto la loro comparsa.

    Quindi nel primo pomeriggio utile aveva deciso di rivolgersi ad un esperto. Osservando una cartina del vicino villaggio di Hogsmeade, Alec aveva scoperto dell’esistenza di un negozio che vendeva bacchette magiche e quindi, chi meglio dei proprietari, avrebbero potuto aiutare il ragazzino?

    Con la speranza nel cuore, il riccio percorse la via principale del villaggio, percorrendo con le lunghe gambe foderate da stretti e logori jeans, il viale ciottolato, per ritrovarsi nella Magic's Square, li ove si affacciava anche il municipio del paese. L’insegna del negozio mostrava chiaramente il nome: Salills, quindi era sicuramente nel posto giusto.*

    Speriamo bene!

    *Mormorò sottovoce prima di spingere la porta ed entrare per ritrovarsi in una stanza dalle modeste dimensioni piena di scatoline rettangolari ben disposte.*

    Buon pomeriggio.

    *Si annuncio ad alta voce Alec non vedendo nessuno di primo acchito.*


    @Charlotte_Mills, @Mihos_Renny,




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  • Mihos_Renny

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa

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        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    [INIZIO FLASHBACK]


    *Si ritrovò a Hogwarts, una tranquilla giornata di sole, calda e quasi priva di vento, camminava per il giardino della scuola, i soliti capelli lunghi lasciati sciolti che arrivavano alle spalle, la divisa scolastica e alcuni libri sotto braccio. Si sentiva felice come mai si sentiva prima, tranquillo e sereno, le voci dei compagni di scuola arrivavano alle sue orecchie da ogni direzione, alcuni che parlavano dei compiti, altri invece che si divertivano a giocare a Gobbiglie. D'un tratto vide arrivargli incontro la sua ragazza, Kristal, con la sua divisa e lo stemma di Grifondoro cucito sul petto, le sorrise andandole incontro per darle un abbraccio, ma d'improvviso il sole venne oscurato dalle nuvole e quella che sembrava essere una giornata limpida e dal cielo aperto diventò nera ricoperta di nuvole. Il sorriso sul volto del Tassorosso svanì gradualmente e si guardò intorno nel cercare di capire come si era fatto così scuro in così breve tempo e la risposta arrivò in men che non si dica. Il Marchio Nero aveva oscurato il sole, qualcuno aveva lanciato l'incantesimo del Signore Oscuro e sicuramente non era lontano, ignorando Kristal, Mihos prese a correre a perdifiato verso l'esterno del castello, ritrovandosi sul ponte d'ingresso e fu lì che lo vide, un Mangiamorte che gli sbarrava la strada, con il mantello nero e la maschera a coprirgli il volto. Con rabbia il ragazzo estrasse la bacchetta, ma il suo avversario in un batter d'occhio si ritrovò dietro di lui e gli sussurrò delle parole incomprensibili, si girò di scatto e non c'era. Con gli occhi cercava e perlustrava i dintorni e questo riapparve sul ciglio del muretto insieme ad altri due. Era spaventato, ma voleva trovare il coraggio per affrontare quei maghi oscuri per vendicare suo padre e così si lanciò alla carica scagliando tutti gli incantesimi che conosceva, di attacco e di difesa, ma tutti e tre erano troppo difficili da affrontare per lui e nel giro di pochi minuti lo misero in ginocchio disarmandolo. Il trio di avversari si avvicinò a lui puntando le bacchette sulla sua persona, mentre caricavano il loro colpo di grazia una fragorosa risata risuonò per tutta Hogwarts, una voce che aveva sentito solo una volta ma che avrebbe potuto riconoscere fra mille: quella di Luke Mills.
    Proprio quando tutti e tre i Mangiamorte stavano per attaccarlo la loro maschera si dissolse e rivelò i loro volti, facendo accelerare i battiti del cuore di Mihos, si trovava davanti a Kristal, Luke Mills e suo padre. Un lampo verde fuoriuscì dai tre catalizzatori e in quell'istante si svegliò, madido di sudore dalla testa ai piedi con il fiatone. Si guardò attorno riconoscendo la sua Sala Comune e alcuni compagni di dormitorio e toccandosi il viso poté sentire la cicatrice sull'occhio destro che ormai lo accompagnava da un paio d'anni.
    Un sogno come quello non lo aveva mai fatto, tutti gli incubi che fece anni prima erano sempre e solo su suo padre, ma mai qualcun altro. Cosa voleva significare?*

    [FINE FLASHBACK]


    *Per tutta la mattina Mihos aveva per la testa solo e soltanto quel sogno, durante le lezioni continuava a disegnare cerchi con la penna d'oca sui fogli, come uno zombie quasi si trascinava per la scuola come se non avesse più vita in corpo, lo sguardo sempre vuoto e passo lento.
    Anche una volta finite le lezioni, arrivato in Sala Grande per il pranzo, non ha mangiato quasi nulla, giusto qualcosa da mettere sotto i denti e non svenire durante la giornata.
    Vedere tutti quei ragazzini senza pensieri e presi dall'essere a metà anno, fantasticando sui loro successivi anni lì gli ricordava quando anche lui, prima di scoprire tutto, era così spensierato.*

    Ma perché devo deprimermi così?

    *disse fra sé e sé finendo di mangiare quello che aveva nel piatto per poi alzarsi e uscire dalla scuola, per dirigersi verso i Tre Manici di Scopa.

    [VILLAGGIO DI HOGSMEADE]




    *Smaterializzatosi al Villaggio vicino, Mihos Renny prese la strada principale senza troppi pensieri deciso di arrivare alla locanda più famosa dei dintorni in fretta e in furia, ma fu l'intravedere il mantello di uno studente che lo fece girare di scatto a guardarlo, di sfuggita gli sembrava di averlo riconosciuto, ma per non fare figuracce decise di seguirlo.
    Questo pedinamento lo portò davanti al negozio di bacchette Salills, fermatosi davanti alla porta sentì che questo ragazzo mormorò qualcosa, vedendolo successivamente entrare al negozio.*

    Stai cercando qualcosa?

    *Domandò il diciassettenne alle spalle del ragazzo seguendolo fin dentro il negozio. Ora che era più vicino e riusciva meglio a vederlo in volto lo riconobbe quasi subito.*

    Ehi, tu sei... ehm... A... lec, vero?

    *Tentò di indovinare provando a ricordarsi il suo nome. C'erano talmente tanti studenti di ogni anno diversi e ricordarseli tutti era veramente un impresa titanica.*

    Cosa ti porta da queste parti? Hai rotto, o peggio, hai perso la tua bacchetta?

    @Alec_White, @Charlotte_Mills, @Esperanza_Fuentes,


  • Alec_White

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
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        Alec_White
    Tassorosso
       
       




    *Se la parte esterna dell'edificio che conteneva il Salills somigliava molto ad uno delle qualsiasi vetrine dei negozi che si trovavano lungo il viale ciottolato, con ampie finestre luminose che contenevano curiosi ed appariscenti oggetti, Alec dubitava che si potessero assomigliare anche all'interno. La stanza in cui ci si ritrovava varcata la soglia d'ingresso doveva assere abbastanza ampia ma gli stracolmi scaffali in massiccio legno arrivavano fino al soffitto rendendo l'ambiente davvero compatto e contenuto. La luce soffusa delle lanterne sospese davano l'idea di essere in un mondo parallelo, ovattato e quieto in cui sentirsi a proprio agio veniva naturale mentre illuminavano le migliaia di scatoline dai colori soffici perfettamente impalate nei vari ripiani. Non un granello di polvere era adagiato sulle superfici rettangolari, così come sull'ampio bancone provvisto di lampada da tavolo ad olio ed altri oggetti curiosi. I proprietari sembravano delle persone molto meticolose che tenevano tutto estremamente pulito e con un'ordine all'apparenza maniacale. Alec si sentì speranzoso in quel posto, se i signori fossero stati dei fabbricanti di bacchette bravi come apparivano avrebbero centrato in poco tempo quale era il problema del suo catalizzatore magico ed in poco sarebbe stato fuori di li, pronto a vivere la sua nuova vita da mago.

    Stava cercando di distinguere i vari odori legnosi, aspettando che qualcuno uscisse da quello che sembrava un retrobottega, quando la porta si aprì nuovamente alle sue spalle, permettendo ad un fascio tenue di luce esterna di penetrare all'interno ricordando quando era diversa, festosa e chiassona la vita ad di fuori di quelle chete mura.
    Sull'uscio si trovava un ragazzo alto, dai capelli scuri come il carbone ed gli occhi bruni; su uno dei due, quello destro era ben visibile una cicatrice abbastanza profonda che caratterizzava il suo sguardo limpido.
    Proprio per quel suo aspetto particolare era semplice ricordarsi di lui, in più era anche Responsabile della Casata e, all'arrivo al castello, aveva mostrato ad Alec e agli altri undicenni il percorso più breve per raggiungere i sotterranei, enunciando la parola d'ordine e presentandosi come Mihos Renny, diciassette anni.

    Il ragazzo doveva aver visto Alec entrare o semplicemente aveva bisogno di manutenzione alla propria bacchetta, ma in ogni caso si trovava anche lui all'interno del Salills. Quando Alec si giro, si stupì nello scoprire che il Responsabile si ricordasse di lui e del suo nome, se sempre rimasto in disparte, poco incline a fare la conoscenza degli altri studenti e la sua vita da cinque mesi a quella parte si poteva riassumere in monotoni gesti. Sveglia, lezioni, pranzo, ancora lezioni, biblioteca o perlustrazioni del castello, dormitorio; il tutto sempre da solo tranne ovviamente nei momenti in cui era “costretto” a restare in spazi con altre persone. Il volto dell'undicenne mostro segni di stupore ma si riprese subito schiarendosi la gola con un colpetto di tosse e cercando di apparire tranquillo sebbene la situazione della sua bacchetta non lo permettesse a pieno.*

    Giusto. Alec White, piacere. Tu sei il responsabile Renny.

    *Esordì con la sua vocetta ancora infantile decretando che per l'altro non ci sarebbe stato bisogno di presentazioni visto che era ben noto, a lui come a molti altri sia per il ruolo che ricopriva, sia per i lunghi anni trascorsi al castello.
    Per Mihos, come da sua ammissione, sembrava che perdere la bacchetta fosse un caso peggiore rispetto al romperla e sebbene entrambe le opzioni agghiacciarono il sangue nelle vene dell'undicenne che non si staccava mai da quell'ancora di salvezza magica, per l'altro l'eventuale rottura non doveva essere un grave problema. Quell'eventualità in parte lo sollevo e porgendogli il catalizzatore, sfilato dalla tasca destra del lungo mantello, tentò di mostragli il problema, cercando di fidarsi del ragazzo più grande.*

    In realtà non so cosa sia accaduto. Prima riuscivo ad eseguire incantesimi correttamente ed all'improvviso ho cominciato ad avere problemi. Quindi ho provato ad esercitarmi da solo e, mentre facevo pratica, è successo qualcosa di strano e sono comparsi questi solchi nella punta della bacchetta.



    *Nel frattempo mostrò all'altro la bacchetta che aveva, nella parte terminale, profonde crepe che permettevano di intravedere il cuore in crine d'unicorno; se si agitava troppo il legno, dai filamenti argentei, fuoriuscivano delle scintille rosse poco raccomandabili. Inutile continuare a dare altre spiegazioni dato che la vista della bacchetta metteva ben in chiaro le cose, aveva solo bisogno di qualcuno che si occupasse della faccenda e che gli desse conferma del fatto che la causa della sua improvvisa incapacità di fare magie dipendesse dal catalizzatore e non da Alec stesso.*

    Tu invece come mai sei qui?

    *Domandò senza mezzi termini. Il diciassettenne si era rivelato gentile nel chiedergli cosa lo avesse spinto in quel particolare negozio del villaggio, o per lo meno si augurasse non ci fossero secondi fini nelle sue domande. Mettersi sulla difensiva era una caratteristica difficile da abbandonare.*

    @Mihos_Renny,




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  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
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    SALILLS NEGOZIO DI BACCHETTE


    *La polvere che si accumulava nei scaffali era a dir poco impressionante, le scatole contenenti i catalizzatori ne erano pieni nonostante la Tassorosso avesse già spolverato il giorno prima. Spostando alcuni scatoli le venne di starnutire, quindi decise prima di controllare il cumulo di scartoffie che la attendeva sulla scrivania del retro bottega e poi dare una bella pulita a gli scaffali.*

    *I suoi progetti andarono in fumo quando dalla vetrata del negozio vide arrivare altre bacchette da sistare che probabilmente Charlotte aveva ordinato. Entrò un uomo alto e robusto e cominciò a posizionare enormi scatoloni nel bel mezzo del Salills. Esp era confusa, dove affrettarsi a toglierli di mezzo prima che arrivassero clienti. Cominciò a trascinarli nel retro, prima uno e poi gli altri a seguire, quando ebbe finito si accertò che nella sala principale tutto era pulito e sistemato.*

    *Erano più di sei scatole piene di catalizzatori, era sempre bello vederne di nuove, quindi iniziò ad aprire i contenitori e man mano a sistemarle canticchiando. Dopo un paio di minuti senti delle voci arrivare dalla saletta, quindi lasciò tutto e corse a vedere chi fosse. Era uno studente Tassorosso che Esp conosceva bene in quanto era stata la sua guida nei primi anni di scuola e un'altro ragazzo anch'esso della sua stessa casata che aveva visto rarissime volte. *

    Salve ragazzi.. Posso esservi utile?



    *Disse Esperanza interrombendo una chiacchierata che sembrava essere molto interessante.*

    Volete acquistare una nuova bacchetta?

    *La tassetta era sempre felice di poter aiutare gli altri a trovare un catalizzatore che andasse bene. Adorava vedere la felicità sui volti dei ragazzini del primo anno, per questo adorava questo lavoro. *

    @Alec_White, @Mihos_Renny,




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  • Mihos_Renny

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Tassorosso
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        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *Era arrivato al villaggio vicino alla scuola smaterializzandosi per andare a prendersi una Burrobirra, o perchè no un Whiskey Incendiario, per i fatti suoi, per sgomberare la mente da tutti quei pensieri che lo affliggevano e per prendere una bella boccata d'aria. Fu in quel momento che vide un mantello da studente in direzione di Magic's Square, non lo riconobbe subito ma decise di seguirlo, il fatto che fosse strano vedere uno studente così giovane fuori dal Castello a quelle ore era strano. Raggiungo il ragazzino, che si fermo davanti al Salills, lo riconobbe come Alec White, uno del primo anno e di risposta anche lui fu riconosciuto.*

    In persona



    *Rispose gonfiando il petto con aria fiera. Il ragazzo gli spiegò del perché fosse arrivato fino ad Hogsmeade a quelle ore. Rimunginando e guardo il ragazzo porgergli la sua bacchetta.*

    Posso dare un'occhiata?

    *Domandò porgendo la mano in direzione del catalizzatore dell'altro. Solo dopo che questo glielo avesse dato in mano avrebbe controllato se qualcosa non andasse nella sua bacchetta, dopotutto non era possibile che da un giorno all'altro il concasato non fosse più in grado di lanciare incantesimi, a meno che le prime volte non fosse stato un colpo di fortuna e quasi mai lo era perché una volta capito come lanciare una magia era difficile non riuscire a rifarla, ma comunque a quanto aveva capito ci era riuscito molte volte prima che smettesse di funzionare. Prese in mano il pezzo di legno magico e guardò proprio dove il compagno aveva detto avesse visto dei buchi, proprio sulla punta. La guardò di profilo, dal basso verso l'alto e dalla base, solo dopo estrasse la sua di bacchetta puntandola proprio contro quella del compagno.*

    Lumos

    *Disse Mihos con un filo di voce appena sussurrato e dalla punta del suo catalizzatore fuoriuscì una luce, poco utile dato che era pieno giorno, ma non aveva di certo il suo intento non era quello di fare luce.*

    Io? Mi serviva un po' d'aria e stavo andando a prendere qualcosa ai Tre Manici di Scopa prima di vederti venire verso questa zona

    *Raccontò mentre continuava a fissare quei fori sospetti con attenzione, passarono una gran quantità di secondi, ma non successe nulla.*

    Se n'é già andato, bisogna sperare però che non abbia cambiato bacchetta

    *Esordì il Tassorosso più anziano riconsegnando il catalizzatore e spegnendo la luce del suo con un colpetto dato all'aria. Aveva sentito parlare di quella creatura ma non ne aveva mai vista una dal vivo e magari avrebbe l'occasione giusta ora, però non fu così. Avanzò insieme al ragazzo addentrandosi maggiormente nel negozio cercando di guardarsi attorno.*

    Purtroppo la tua bacchetta ha ospitato un coinquilino, un Chizpurfle per l'esattezza. É un piccolo insetto attratto dalla magia e spesso infesta le case dei maghi per le loro bacchette.

    Ed ecco spiegato quei piccoli fori che si trovavano sulla punta. Prima che potesse spiegare altro arrivò la commessa, una ragazza dai capelli rosso fuoco, sua concasata e compagna di avventura per i primi anni.*

    Ciao Esp come stai? Sì, Alec era venuto per prendere una bacchetta nuova

    *Disse alla tassetta sorridendole e nel contempo dando una pacca lieve sulla spalla del primino andando a sorridergli.*

    @Alec_White, @Esperanza_Fuentes,


  • Alec_White

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
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        Alec_White
    Tassorosso
       
       

    *Nel negozio di bacchette del villaggio di Hogsmeade sembrava non vi fosse nessuno al di fuori dei due studenti in attesa nella stanza stracolma di scatoline impilate che qualcuno gli porgesse attenzione, per questo Alec era più che contento che ad affiancarlo, seppur casualmente, ci fosse Mihos. Nonostante fosse un soggetto per natura reso sospettoso dalla gentilezza altri, in quell'occasione Alec sentiva di potersi fidare del ragazzo più grande. Forse erano stati i tratti delicati del suo volto, i profondi occhi scuri o il modo rassicurante e non invadente con il quale gli si era rapportato oppure ancora il giovane confidava nel buon senso “emanato” dalla carica che l'altro investiva; in ogni caso ne era ben lieto e forse non si sbagliava a farlo.

    Dopo aver udito il breve racconto di come improvvisamente la bacchetta dell'undicenne avesse smesso di funzionare e permettergli di scagliare incantesimi, Mihos gli chiese di poterla osservare e, nonostante Alec si sentiva come nudo senza quel pezzetto di legno, non esitò a passargliela. Mentre l'altro studiava attentamente la bacchetta, nella mente di Alec tornavano a farsi sentire i più profondi timori che lo stavano logorando da quando si era ritrovato in quella situazione incresciosa. Non voleva abbandonare Hogwarts, non voleva essere sbattuto fuori da quella vita magica alla quale si era da così poco affacciato, non voleva essere costretto a tornare a quella vecchia routine dopo aver assaggiato quello che ai suoi occhi era un pezzo di paradiso.
    Cosa sarebbe accaduto se gli avessero detto che la bacchetta non aveva nessun genere di problema ma che era lui stesso il motivo di quel mal funzionamento? Che ogni briciolo di magia che poteva esserci in lui e che gli aveva garantito il ricevere la lettera che lo informava di poter frequentare il castello fosse magicamente scomparsa etichettandolo come un semplice babbano strano.

    Cosa sarebbe successo? Le autorità magiche lo avrebbero sottoposto a controlli per capire l'origine di quell'assurda situazione e dopo svariate sperimentazioni gli avrebbero cancellato la memoria per rispedirlo alla sua vita a Londra? Come avrebbe potuto ricominciare con quel tran-tran di solitudine e cattiveria dopo quei mesi?

    Il panico e l'agitazione cominciavano a fargli battere il cuore talmente forte che sentiva le vene pulsare nel collo; sicuramente era leggermente sbiancato e le pupille nere avevano inghiottito l'iride verde avvolte nella paura di un destino che era un'incognita. Troppo preso a sudar freddo udì a malapena il motivo per il quale Mihos si era ritrovato al villaggio e casualmente incontrato nel negozio di bacchette. I secondi trascorrevano lenti come ore, sembrava che il tempo si stesse prendendo gioco di lui dilazionandosi all'infinito per lasciarlo stretto in quella morsa di orrore puro mentre l'altro analizzava con gran perizia le punta della bacchetta danneggiata, almeno finché un'affermazione strana non usci dalle labbra di Mihos*

    Chi se ne è andato?

    *Pensò sbigottito dalle parole del diciassettenne. Cosa stava succedendo? Cosa centravano altre bacchette? Alec proprio non capiva a cosa si stesse riferendo l'altro e prima che potesse chiederlo sfoggiando sicuramente una voce al limite dell'isteria, Mihos gli spiegò che un'animaletto magico che mai aveva udito, un Chizpurfle, era stato dentro il suo catalizzatore.*



    *Un enorme sorriso si aprì sul volto bambinesco di Alec, le profonde fossette fecero la loro comparsa rendendo l'espressione del giovane ancora più dolce ed ingenua. Il sentimento che lo opprimeva all'interno si volatilizzò all'istante lasciandolo come stordito e felice come non mai.*

    Questo significa che non dipende da me il non riuscire a fare le magie, ma dalla bacchetta?

    *Domandò accorato provando una gioia incontenibile sebbene preferisse sincerarsi che il presunto futuro oscuro era completamente spazzato via. Nel frattempo dal retrobottega, fece la sua comparsa quella che doveva essere la commessa del locale, una ragazza dai capelli rossi che, sorprendentemente, era anche una studentessa di Hogwarts, così come loro. Mihos, infatti, dimostrò di conoscerla subito salutandola garbatamente e spiegandole a cosa fosse dovuta la loro visita presso il negozio e simultaneamente sorrise ad Alec dandogli un'incoraggiante pacca sulla spalla.*

    Buongiorno.
    Si credo di aver bisogno di una nuova bacchetta perchè, come mi ha spiegato Mihos, la mia è stata infestata da un Chiz... da un insetto magico. Questa è in legno di cedro con cuore di crine d'unicorno.


    *Alec non era riuscito a ricordare quale esattamente era il nome dell'animaletto pestifero che aveva rovinato il suo catalizzatore magico ma era certo che la situazione fosse ben chiara ormai. Inoltre ci tenne a precisare i materiali che la componevano non sapendo se la ragazza avrebbe optato per fargliene “provare” un'altro tipo o se gli avrebbe consegnato un'altra bacchetta uguale. Con gentilezza ripose il catalizzatore sul bancone in attesa di capire come procedere.*


    @Mihos_Renny, @Esperanza_Fuentes,


  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
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    *I due ragazzi continuavano a parlare fra loro, solo dopo un po si accorsero della presenza della pel di carota che era appena uscita dal retro bottega un po' malconcia e impolverata.
    Il neostudente spiegó che aveva bisogno di una nuova bacchetta visto che nella sua alloggiava un inquilino poco ben voluto. Esp non aveva mai visto una situazione del genere essendo che lavorava al Salills solo da un paio di mesi e non ebbe la possibilità di vendere molte bacchette. La Tassorosso possedeva ancora la bacchetta che acquistò il primo anno di scuola ad Hogwarts insieme a Mihos, ricordava quel giorno come se fosse stato solo ieri. Aveva trovato la sua bacchetta da sola, anzi forse era stata la bacchetta a trovare lei.
    Il ragazzo appoggiò la precedente bacchetta sul bancone in modo che Esperanza potesse dare un occhiata.. *

    Wow.. Che animale e questo? Non ho mai visto niente del genere..

    *Disse tra la sorpresa e l'imbarazzo, perché era impreparata sull'argomento. Non sapeva neppure che potessero albergare sui catalizzatori e renderli inutilizzabili.*

    Vado di là a prendere qualcosa che potrebbe fare al caso tuo.. Voi date pure un occhiata in giro se volete.

    @Alec_White, @Mihos_Renny




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  • Mihos_Renny

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 7108
        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *Mihos osservò il ragazzino con fare stupito e sorrise divertito dalla sua reazione e soprattutto dalla sua domanda.*

    Beh ovvio che non sempre é colpa della bacchetta, ma se mi dici che prima gli incantesimi ti riuscivano bene può essere solo per questo motivo.

    *Notò con piacere che Alec sembrò rilassarsi dopo quello che il diciassettenne gli disse, quasi come se si fosse tolto un grosso peso dallo stomaco. Poco dopo, a quella conversazione si aggiunse Esperanza, la commessa del negozio di bacchette di proprietà di Charlotte Mills. Quel negozio si era riempito di figli di Tosca.*

    Ahi ahi Esp, il professor Largh non sarebbe contento di sapere che non sai cos'é un Chizpurfle

    *Disse ridendo bacchettando la concasata con l'indice, come si faceva quando si voleva far notare che si stava sbagliando, ovviamente il suo era un gesto ironico e atto allo scherzo. La rossa si allontanò per andare a prendere delle bacchette da far provare ad Alec, a Mihos però parve strano che la ragazza non fece quelle solite domande che solitamente si facevano per capire quale tipo di catalizzatore andasse bene per un cliente, ma forse le avrebbe fatte dopo, intanto lui e il primino rimasero lì ad aspettare.*

    Allora, Alec, dimmi un po' di te, come ti stai trovando qui ad Hogwarts? Ti piace qui?

    *Domandò curioso mentre si girò su un fianco apponggiandosi col gomito al bancone. Era molto tempo che non aveva una conversazione normale con qualche primino, il massimo che in quegli ultimi tempi si concedeva erano le solite raccomandazioni, forse perché voleva distrarsi e non pensare a quell'incubo che lo aveva reso uno zombie per tutta la mattina e la cosa stava funzionando.*

    @Alec_White, @Esperanza_Fuentes,


  • Esperanza_Fuentes

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    *Dopo aver dichiarato apertamente che non conosceva l'animale che albergava nella bacchetta di Alec, il suo concasato le disse anche se con scherno che il professor Largh non sarebbe stato contento di sapere che Esp non sapeva nulla di quella creatura, la pel di carota fu un po' imvarazzata. *

    Beh Mihos evidentemente mi sarò persa quella lezione.. Ma mi aggiornerò appena avrò un secondo libero.

    *Disse Esperanza sorridendo all'amico, poi si recò nel retrobottega per cercare qualche catalizzatore. Essendo che dimenticò di porle le tipiche domande tipo la sua data di nascita ne prese una di ogni legno e nucleo e le portò di là ben riposte negli appositi cofanetti. *

    Alec ho dimenticato di chiederti in che mese sei nato. Solitamente il legno di ogni bacchetta e paragonata al mese di nascita del proprietario, fatta qualche eccezione..

    *Appoggiò i catalizzatori sul bancone, attentendo la risposta del ragazzo. *

    @Mihos_Renny, @Alec_White


  • Alec_White

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        Alec_White
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    *Il sollievo provato dal giovane Alec doveva essere abbastanza palese sul volto fanciullesco, forse per il sorriso che non riusciva ad abbandonarlo creando quelle enormi fossette a bucargli le guance o forse erano gli occhi verdi scintillanti di gratitudine per quella notizia straordinaria che gli avrebbe permesso di continuare con quella vita magica. In ogni caso sembrava sprizzare gioia da ogni poro viste le rassicuranti parole di Mihos, il diciassettenne che, assistito dalla fortuna o dal caso, si era ritrovato con lui nel negozio di bacchette ed aveva compreso, dopo un'attenta analisi del catalizzatore magico, il motivo del malfunzionamento.*



    *Il giovane non aveva dubbi sul fatto che prima di quel pomeriggio la bacchetta aveva sempre funzionato perfettamente. Da quando aveva compreso come far fluire la magia dal suo corpo per canalizzarla verso quella che considerava l'estensione del suo braccio, non si era fermato più; aveva provato quasi tutti gli incantesimi descritti all'interno del manuale del primo anno con successo ed anche un po' di stupore. Si, stupore perché nonostante fossero passato ormai diversi mesi dalla scoperta della nuova vita ancora non si capacitava di come avesse fatto a vivere all'oscuro di quella verità.

    L'unica domanda che gli balenò in mente riguardava come avevano fatto quegli animaletti pari ad acari ad entrare nella sua bacchetta.

    L'arrivo della commessa del negozio, che a quanto pareva rispondeva al nome di Esp, o Esp-qualcosa, lo aveva distolto da quei pensieri, fremendo di aspettativa per poter riprendere ad eseguire magie. Come detto la ragazza baciata dal fuoco era anche ella una studentessa di Hogwarts, nonché amica di Mihos, quindi non si stupì particolarmente quando i due cominciarono a scherzare proprio in merito all'animaletto magico ospite inatteso del catalizzatore di Alec. Quando venne però pronunciato il nome del docente di Cura delle Creature Magiche, Marcus Largh, l'undicenne venne folgorato da un ricordo che riuscì a ricollegare alla situazione in cui si trovava a porre rimedio.

    Qualche giorno prima dell'infausta scoperta di non riuscire più nel produrre incantesimi, il giovane Alec si era ritrovato a scoprire la vasta zona esterna di Hogwarts approfittando di una giornata in cui il sole aveva deciso di non fare il timido sporgendosi oltre le nuvole grigie che per tutto l'inverno avevano adombrato il cielo. Nella sua esplorazione si era ritrovato ad osservare incantato le serre di Erbologia da cui si intravedevano un'esplosione di colori floreali e, camminando tra i prati leggermente secchi del parco si era imbattuto anche nella depandance che ospitava gli uffici dei docenti di Cura delle creature Magiche, Volo, Erbologia ed Animagia; una struttura in mattoni e legno dall'aria molto accogliente. Nulla faceva intendere la presenza di qualche adulto al suo interno quindi il giovane proseguì fino a ritrovarsi nelle vicinanze di una strana capanna circolare in mattoni ed il tetto in folta paglia giallo scuro che doveva essere la dimora del Guardiacaccia.

    Alla fine aveva trascorso metà del pomeriggio lì intorno, restando ai margini della Foresta Proibita alla scoperta di quell'angolo di paradiso incantato; poco prima di rientrare nel castello, però, Alec si era reso conto di non avere con se la bacchetta che portava sempre nella tasca interna del pesante mantello nero. Allarmato aveva cominciato a cercare in giro con movimenti frenetici finché non aveva trovato il pezzo di legno di cedro riposto tranquillamente sopra un ciocco di robusto legno che qualcuno doveva utilizzare come base per tagliare la legna. Sollevato aveva ripreso la bacchetta e non aveva pensato più a cosa era successo nonostante pochi giorni dopo aveva scoperto di non riuscire più a praticare magie.*

    Per caso sapete se vicino la capanna del guardiacaccia potrebbero esserci dei Chizpufle perché, adesso che ci penso, pochi giorni dopo essere stato da quelle parti non sono più riuscito a fare magie. Quello è stato uno dei pochi momenti che mi sono trovato all'esterno del castello.

    *Espose Alec ivolto al ragazzo dato che la commessa era ormai intenta a tornare nel retrobottega. Mihos aveva dimostrato di ben conoscere da creatura magica quindi avrebbe potuto capire meglio se era stata in quell'occasione che il suo catalizzatore era stato “attaccato” dall'intruso ed in caso di deduzione positiva, l'undicenne ci avrebbe ripensato più volte prima di tornare tranquillamente in quella zona del parco.

    Il diciassettene, appoggiatosi comodamente, domandò poi ad Alec come si trovasse presso il castello. Era una domanda semplice eppure, per il giovane, era insidiosa così come lo era la risposta in cui avrebbe potuto continuare all'infinito a paragonare la sua vita da babbano e quella magica. Per non tediare troppo l'altro con la sua disagiata, e dai risvolti oscura, esperienza passata Alec si limitò ad un alzata di spalle rispondendo semplicemente.*

    Hogwarts è semplicemente grandiosa. Un vero sogno ad occhi aperti!

    *In realtà non aveva detto nulla con quelle parole se non costatato l'ovvio; una sensazione che tutti quelli che erano finiti alla scuola di magia avevano sicuramente provato. Magari un giorno Alec sarebbe stato più incline a raccontare di se, di quello che era stato e che aveva subito prima ma quello non era il momento idoneo.

    Contestualmente la ragazza ritornò velocemente verso il bancone rivolgendosi nuovamente verso Alec per fargli domande specifiche che, a quanto pare, le avrebbero permesso di comprendere quali erano i materiali che componevano la bacchetta che più gli erano affini. Il giovane, non conoscendo praticamente nulla della preziosa arte delle bacchette, si limitò a rispondere senza comprendere in che modo la cosa potesse essere correlata.*

    Sono nato i primi giorni del mese di Febbraio.
    Ci sono altri fattori che influenzano la scelta della bacchetta?


    *Domandò poi incuriosito dalla strana domanda posta dalla commessa. Riprese tra le mani la vecchia bacchetta ormai inutilizzabile da sopra il ripiano in legno in modo tale che non si confondesse con quelli portati dalla ragazza e sperando di poterla tenere con se come cimelio. Sebbene fosse stata utilizzata molto poco aveva significato il suo primo appiglio al mondo magico.*

    @Mihos_Renny, @Esperanza_Fuentes,


  • Esperanza_Fuentes

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    *Esperanza cominciò a tirar fuori alcune bacchette dai loro involucri, il ragazzo sembrava molto interessato a saperne di più sui catalizzatori. *

    Sono nato i primi giorni del mese di Febbraio.
    Ci sono altri fattori che influenzano la scelta della bacchetta?


    *Chiese Alec alla commessa del Salills. Non era da tanto che la Tassetta lavorava li, ma su questo campo era molto istruita.*

    Ovviamente.. A parte il mese di nascita conta anche il carattere del futuro proprietario.. Ma io non ti conosco, quindi presumo dovremmo provarle.. In fondo si dice che sia proprio la bacchetta a scegliere il mago.

    *Tirò fuori una delle bacchette che pensava potesse andar bene. *

    Tieni.. Prova questa.. Legno di pioppo, crine di unicorno 9 pollici e mezzo e abbastanza flessibile. Dovrebbe essere perfetta..

    *Porse il catalizzatore al ragazzo, aspettando con molta ansia un risultato. *

    @Mihos_Renny, @Alec_White


  • Mihos_Renny

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        Mihos_Renny
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    *Ascoltò la spiegazione del Tassorosso del primo anno mentre spiegava che l'unica volta che era uscito dal Castello, raccontando poi che successivamente a quell'evento non riuscisse più a fare magie. Mihos assottigliò lo sguardo spostando le iridi verso l'alto cercando di pensare a quanto appena chiesto, fece una smorfia dubbiosa.*

    Non saprei... solitamente sono parassiti che vengono attratti dalla magia infestando le case dei maghi e spesso si attaccano alla pelliccia o alle piume di alcuni animali magici ed essendo Hogwarts un concentrato di magia può essere che sia arrivato lì da una piuma e che un animale ce lo abbia portato...

    *Quella era la spiegazione più plausibile che gli potesse venire in mente, dopotutto quegli insettini microscopici non avevano le ali e non potevano essere arrivati lì in volo, quindi ipotizzando che un Augurey o un Crup avesse fatto visita alle vicinanze in cui Alec era passato, sì poteva essere l'unica via.*

    ... e di conseguenza tu abbia avuto la sfortuna che questo ti si fosse attaccato addosso attratto dalla tua bacchetta.

    *Disse concludendo il discorso.
    Dopo quell'argomento il prefetto volle ampliare il campo discorsivo dai parassiti magici alla vita ad Hogwarts del ragazzino, dopotutto era il suo primo anno lì e come molti prima di lui sicuramente avranno avuto molte domande o anche delle semplici considerazioni che il moro dell'ultimo anno era curioso di sentire. Infatti gli domandò, come prima cosa, come si trovasse al Castello e la risposta non poté che farlo sorridere*

    Sì, in effetti è proprio così

    *Sorrise annuendo confermando quanto detto per poi continuare*

    Ammetto di aver sentito svariate opinioni, ma questa è la prima volta che qualcuno lo definisce un "sogno ad occhi aperti" e se dovessi tirare ad indovinare...

    *O almeno non lo aveva mai sentito dire di persona, ma sicuramente anche lui lo avrebbe potuto definire a quel modo, non con quelle esatte parole, ma qualcosa molto simile.*

    Sei figlio di Babbani, giusto?

    *Lui stesso si definiva Nato-Babbano, anche se in realtà solo dopo molti anni ad Hogwarts scoprì di essere un Mezzosangue, tutto grazie al padre che, morto quando lui era ancora molto piccolo, era un mago. Per quel poco che lo conosceva non poteva dire di essere la sua copia sputata, anche se fisicamente per alcuni tratti del viso gli somigliava molto, ma caratterialmente non poteva saperlo, dopotutto aveva nascosto a lui e a sua madre molte cose del suo passato e questo di certo non lo aiutava a fare un giusto identikit caratteriale da comparare a quello paterno.
    Giusto poco dopo che Mihos pse quella domanda arrivò l'altra tassetta con svariate scatole di catalizzatori che Mihos osservò stupito, sentendo la domanda del ragazzino e la conseguente risposta della commessa.*

    Ovviamente.. A parte il mese di nascita conta anche il carattere del futuro proprietario.. Ma io non ti conosco, quindi presumo dovremmo provarle.. In fondo si dice che sia proprio la bacchetta a scegliere il mago.

    *Il diciassettenne annuì confermando così quanto la rossa stesse dicendo, notando successivamente che quest'ultima stesse porgendo una bacchetta ad Alec, incuriosito dalla reazione che si sarebbe scatenata da lì a pochi istanti nel momento in cui il catalizzatore. Fece un gesto col capo come per incoraggiare il giovane a fare una prova senza timori.*

    @Alec_White, @Esperanza_Fuentes,


  • Alec_White

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    *Dopo l'assoluto sollievo nel comprendere che la magia non aveva abbandonato il suo corpo (sempre se mai fosse stato possibile), Alec si sentiva decisamente meglio e la solita curiosità per tutto ciò che concerneva quel mondo affascinante aveva bussato nuovamente alla porta della sua mente. Mihos Renny, Responsabile dei Tassorosso e suo accompagnatore d'eccezione, aveva spiegato con semplici ma dettagliate parole in che modo la sua bacchetta poteva essere stata infestata dai piccoli parassiti Chizpufle dimostrando di conoscere l'argomento ma anche che era capace di trovare collegamenti li dove in pochi potevano scorgerli.*

    Hai mai pensato di intraprendere la carriera di insegnante?

    *Domandò di getto Alec dopo averlo ascoltato.
    A parere suo era più che lecito chiedere una cosa del genere perchè, nonostante l'altro non avesse spiegato l'argomento come avrebbe fatto il professore di Cura delle Creature Magici, il docente Largh, si era dimostrato assolutamente capace di permettere una comprensione rapida e facile da parte di chi lo ascoltava. Quella era sicuramente una delle caratteristiche che un educatore doveva avere, oltre alla pazienza ovviamente: riuscire a rispondere a domande anche non pertinenti all'argomento del giorno e per farlo c'era bisogno di una vasta conoscenza magica.
    Alec sperò che anche lui, al termine della sua carriere scolastica, ne sarebbe stato in grado e visto che Mihos ormai era all'ultimo anno, era ormai giunta l'ora di pensare a quale sarebbe stata la strada da percorrere nel suo imminente futuro post Hogwarts.

    D'altro canto quella posta dal ricciolino era una domanda delicata ed abbastanza personale da fare, soprattutto con qualcuno con cui non si erano scambiate molte altre parole, quindi imbarazzato dall'essersi fatto trasportare dai suoi pensieri si morse il labbro inferiore guardando verso il pavimento.*



    Scusami se sono stato invadente, questi sono affari tuoi.
    Grazie comunque per avermi aiutato a cercare di capire come hanno fatto i Chizpufle ad entrare nella mia bacchetta.


    *Solitamente il riccio non era bravo nel portare avanti delle conversazioni con qualcuno non essendosi mai veramente trovato nella situazione idonea e soprattutto con la tranquillità che gli stava trasmettendo il ragazzo più grande in quel frangente.

    Sempre timoroso di essere preso in giro per i suoi strani comportamenti, era più facile evitare di parlare troppo a lungo con la gente ed in una città grande come Londra risultava anche abbastanza facile; ad Hogwarts era tutta un'altra situazione perché centinaia di ragazzi di ogni estrazione sociale, modo di vivere e pensare erano racchiusi in un unico grande ambiente, quindi diventata sempre più difficile continuare a “schivare” la gente.

    Mihos doveva avere intuito qualcosa perché, quando il discorso era passato alla vita all'interno del castello di Hogwarts, gli aveva domandato se era figlio di persone senza poteri magici. L'argomento famiglia era doloroso per Alec, un tuffo in un triste ed ignoto passato.*

    Si, Donal- cioè mio padre non credo neppure che immagini l'esistenza della magia.

    *Preso dalla situazione Alec si era lasciato quasi sfuggire il modo con il quale chiamava l'uomo che lo aveva generato, Donald, la parola papà accostata a quell'individuo era un offesa per tutti i genitori maschi del mondo quindi, tempo prima, il ricciolino aveva cominciato ad abbandonare quell'appellativo per il più distaccato nome proprio.

    Erano state le parole della commessa del negozio poi, ad attirare nuovamente l'attenzione di Alec spiegandogli che vi era un altro aspetto ad influenzare la bacchetta nella decisione del mago a cui essere affidata: il carattere. Quindi, come anche lei sostenne, sarebbero dovuti andare per tentativi visto che non si conoscevano tra loro e che la ragazza non provò a chiedergli magari una descrizione sommaria di se stesso.
    Sarebbe stato alquanto imbarazzante.

    Il catalizzatore che gli propose era in legno di pioppo, più corta di quella che aveva precedentemente ma con lo stesso cuore in crine di unicorno quindi era sicuramente un buon inizio. L'altro mago lo incoraggio silenziosamente nel provare la bacchetta che aveva preso in mano sebbene al primo tocco non aveva sentito la leggera scossa che aveva avvertito nell'afferrare l'ormai inutilizzabile catalizzatore vecchio.*

    Wingardium leviò...



    *Alec non aveva neppure finito di pronunciare la formula magica dell'incantesimo di levitazione combinato al movimento del braccio che alcune scatoline impilate negli scaffali al alto schizzarono fuori come sparate, combinando un bel disastro.*

    Scusa, forse dovremmo provarne un'altra!

    *Pose immediatamente quella bacchetta non affine a se sul ripiano in legno, sperando che si potesse riparare con la magia al casino appena creato.*

    @Mihos_Renny, @Esperanza_Fuentes,


  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Barista 3MDS

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    *Il sole risplendeva sempre più forte e i suoi raggi si poggiarono sulle tante bacchette poggiate sul bancone del negozio, la commessa disse al giovane concasato di provare il catalizzatore in legno di pioppo, crinedi unicorno rigida e lunga 9 pollici e mezzo, gli e la porse e lui la agitó, pultroppo però il risultato non diede buon frutto. Tutto quello che si trovava sul tavolp e sugli scaffali cadde a terra creando il caos. Esp credeva che quella fosse perfetta per lui evidentemente quella non era destinata a lui.*

    Non disperarti, pultroppo sono cose che capitano spessissimo qui. Tieni prova quest'altra..

    *Gli porse una bacchetta sempre in legno di pioppo ma rigida, corda di cuore di drago e lunga 12 pollici, forse questa sarebbe andata bene alla sua personalità, in attesa che Alec la provasse la Tassorosso cominciò a riporre le altre bacchette negli appositi contenitori.
    Poi raccolse gli oggetti che erano caduti per terra accorgendosi però della rottura di una lampada che si trovava a destra del bancone. Avvicinò i pezzi, prese la sua bacchetta dalla tasca sinistra della giacca e lanciò l'incantesimo riparatore. *

    REPARO!

    *In poco tempo i pezzi della lampada si ricongiunsero riportandola alla sua antica bellezza, sembrava anche più nuova di qualche minuto addietro. Poi rivolgendosi al Tassorosso.. *

    Avanti.. Che aspetti a provarla?!

    @Mihos_Renny, @Alec_White




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