• Mihos_Renny

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 2103
        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    [UFFICIO DI MIHOS RENNY]




    *Mihos Renny, professore di Incantesimi, stava sistemando alcune cose nel suo ufficio prima di uscire e raggiungere la sua aula e iniziare la sua prima esercitazione di quell’anno scolastico. Aveva pensato a lungo l’argomento da trattare ed era entrato quasi in crisi, dopotutto insegnando Incantesimi ha una vasta scelta di argomenti, ma la cosa più difficile era cercare di non fare una lezione che riprendesse argomenti che avevano già esposto i suoi colleghi, in quel caso avrebbe potuto chiedere il loro permesso e infatti sperava di farlo più avanti, magari chiedendo una collaborazione con uno di loro.*

    Cavolo si sta facendo tardi!

    *Disse mentre si sistemava la cravatta davanti allo specchio, senza più badare ormai all'enorme cicatrice a X sul suo occhio destro, per tutti gli anni scolastici che aveva passato ad Hogwarts era obbligato a tenere l’uniforme della sua casa, cosa che non gli dispiaceva almeno sapeva sempre cosa mettersi ogni giorno, dopo aver terminato gli studi e aver passato un po’ di tempo con la sua famiglia aveva fatto domanda per iniziare a lavorare come insegnante nella scuola. La lunga pausa estiva gli aveva dato modo di riflettere su quello che avrebbe potuto fare del suo futuro e la decisione cadde proprio sul quel mestiere, certo a tempo perso poteva dedicarsi ad altro, ma in fondo quella scuola gli aveva dato non poche emozioni, belle e brutte, e quale modo migliore se non continuare a provare quelle sensazioni dalla parte opposta del banco?
    Con l’ufficio in disordine Mihos lanciò un incantesimo per rimettere a posto tutto.*

    Ooh al diavolo va bene così, meglio andare.

    *L’ex-Tassorosso si era stufato di provare a mettersi a posto la cravatta, così semplicemente se la tolse e si sbottonò i primi due bottoni della camicia. Sopra a quella indossava un doppio gilet, il primo grigio scuro e sopra quest'ultimo un altro color marrone.



    Una volta assicuratosi di aver messo in ordine tutto, uscì dal suo ufficio per dirigersi nella sua aula, dove avrebbe tenuto la sua esercitazione.*

    [AULA DI INCANTESIMI]




    *Si stava girando tra le mani la propria bacchetta in legno di Tasso intanto che aspettava l’arrivo dei suoi studenti, di certo si aspettava una partecipazione numerosa ma non poteva neanche pretendere che arrivasse tanta gente, per cui cercava di abbassare le sue aspettative al minimo in caso di delusione.
    Si appoggiò alla cattedra e si tirò su la manica destra della camicia. Aveva allestito la stanza in modo che ci fosse più spazio per gli studenti che sarebbero entrati, i banchi erano stati messi più vicini al muro così da far sembrare il posto molto più spazioso e anche perché avrebbe potuto rompere qualcosa durante la loro lezione.
    Mentre controllava le ultime cose sentì la porta aprirsi e si girò di scatto.

    Benvenuti, prego entrate, tra poco inizieremo la lezione.



    BENVENUTI A QUESTA ESERCITAZIONE DI INCANTESIMI
    Potete postare già a partire da subito. 
    Ricordate di rimanere coerenti, cioè al momento di narrare solamente il vostro arrivo in aula. 

    L'esercitazione durerà dal 25 al 29 Febbraio, mentre in GdR si tratterà solo di un paio d'ore.


    Il mio colore é ---> #E8A317


    @Lucifer_Morningstar, @Alec_White, @Sarah_Jonson, @Ronald_Canard, @Clarissa_Greythorne, @Zack_Plans, @Sansa_Stark, @Millennium_Falcon, @Sofia_Carter, @Robert_Dippett, @Jade_Urquhart, @Helen_Benlor, @Alex_Regers, @Charlotte_Debussy, @Achilles_Davids, @Savannah_Leonel, @Angela_Dimaggio, @Penny_Hotter, @Ruxandra_Bratulescu, @Jack_Turbin, @Vera_Grace, @Lucilio_Olivander, @Esperanza_Fuentes,


  • Sansa_Stark

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 197
        Sansa_Stark
    Corvonero Responsabile di Casa
       
       

    [Corridoio-Terzo Piano]

    *Sansa Stark, camminava con passo spedito lungo uno dei numerosi corridoi di Hogwarts. Per la precisazione si trovava al terzo piano. Non aveva nessuna intenzione di arrivare in ritardo alla lezione di Incantesimi e normalmente a quest'ora sarebbe già stata in aula intenta a cercare un posto dove sedersi se una delle bretelle della sua borsa non si fosse rotta. Aveva impiegato alcuni minuti per aggiustarla con la magia.*

    Spero che la lezione non sia già iniziata e che l'aula non sia già piena

    *Pensò tra se e sè la studentessa del quinto anno. Portava i lunghi capelli color rosso ramato raccolti in una coda di cavallo. La divisa della scuola era in perfetto ordine, anche se il nodo della cravatta non era ben fatto. La giovane nell'ultimo periodo aveva dedicato parecchio tempo allo studio, siccome il quinto era l'anno dei G.U.F.O. ed era importante ottenere delle buone valutazioni in particolare se come lei stavi pensando di entrare a far parte del Ministero della Magia una volta terminati gli studi. Sansa non aveva ancora le idee chiare sul suo futuro, sebbene stava seriamente pensando di diventare Auror.*

    Benvenuti, prego entrate, tra poco inizieremo la lezione.

    *Mancavano pochi metri all'Aula di Incantesimi quando la ragazza udì la voce del suo insegnatne che si stava rivolgendo a quelli che, come lei, si trovavano nel corridoio e avrebbero dovuto prendere parte alla lezione. Sansa lanciò un'occhiata al orologio che portava al polso del braccio sinistro e scopri che mancavano due minuti all'inizio della lezione. Accellerò il passò e con la mano destra strinse la bretella della borsa che portava a tracolla.*

    Buongiorno professore e scusi il ritardo

    *Disse mortificata la voce rotta dal fiatone. Passò accanto al docente per entrare in aula e constatò con piacere che la maggior parte dei banchi erano ancora vuoti. Senza perdere tempo prese posto in uno dei banchi della prima fila e incominciò a sistemare le sue cose sul banco. Quando ebbe finito intrecciò le dita delle mani sul banco e si guardò attorno vedendo la classe che lentamente si riempiva di studenti che si apprestavano a prendere posto.*

    @Mihos_Renny


  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 514
       
       

    [Corridoio -Terzo Piano]

    *Clarissa stava ripassando mentalmente tutto il materiale che aveva precedentemente infilato nella sua borsa a tracolla e che sarebbe sicuramente servito nella lezione a cui si stava recando, sperando di non aver dimenticato nulla e diventandone certa una volta finito l'elenco mentale. Dal volto impassibile della piccola Serpeverde non traspariva alcuna emozione, ma in realtà la Greythorne era abbastanza emozionata e lo si poteva intuire dal passo spedito con cui procedeva verso l'Aula di Incantesimi.
    La divisa era impeccabile e le cadeva perfettamente addosso, merito soprattutto della madre di Clarissa e del suo insistere nel volerla far realizzare su misura dalla solita sarta di fiducia, autrice della maggior parte degli abiti della piccola di casa Greythorne. I ricci scuri erano stati lasciati liberi di ricadere voluminosi sulla schiena, a sfiorare le scapole, e ondeggiavano ad ogni passo dell'undicenne; i ciuffi davanti erano tenuti indietro da un nastro di raso verde che si abbinava alla perfezione con i dettagli della divisa, realizzati nei colori della casata di Serpeverde.*

    Incredibile, sono in orario...

    *pensò la ragazza stupita, quando arrivò di fronte alla porta dell'aula di Incantesimi, per poi varcarne la soglia.
    Subito sentì il saluto del professore, il quale le sembrò impaziente di iniziare la lezione, in un modo positivo e solare.*

    Buongiorno professore.

    *salutò poi la ragazza in modo educato, inclinando la testa leggermente verso destra, tipico segno di quando era emozionata o incuriosita, per poi andare a sedersi in uno dei banchi ancora vuoti e iniziando a tirare fuori dalla sua borsa elegante tutto il materiale necessario.*

    Mihos_Renny




    Ultima modifica di Clarissa_Greythorne circa 5 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Jade_Urquhart

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 672
        Jade_Urquhart
    Corvonero
       
       

    [Corridoio Terzo Piano]


    *Jade quella mattina era di buon umore, e lo si poteva notare dal passo spedito con il quale avanzava, quasi saltellando,attraverso il lungo corridoio di pietra, e dal fatto che stava canticchiando sottovoce mentre lo faceva. Del resto Incantesimi era una delle sue materie preferite, nonché fondamentale per ogni giovane strega. Si era assicurata di mettere in borsa il fondamentale testo di Miranda Gadula, il "Libro Standard degli Incantesimi", usato da molti anni come testo di riferimento dalla scuola. In particolare questo libro era appartenuto a sua madre e lei l'aveva preferito ad una nuova edizione per via di tutte le annotazioni che la donna aveva fatto. Non è che credesse che gli appunti di sua madre avrebbero potuto avvantaggiarla granché, ma sarebbe stato interessante capire, attraverso quelle note, come fosse la donna da studentessa del primo anno. Oltre al libro aveva ovviamente penna, inchiostro e fogli bianchi sui quali prendere appunti, anche se probabilmente non ne avrebbe fatto buon uso. La giovane Corvonero aveva sempre trovato più semplice ascoltare le lezioni con attenzione e memorizzare più informazioni possibile in quel modo, scrivere mentre l'insegnante parlava cercando di stare al passo, fare tabelle o schemi, usare diversi colori, cosa che per molti era utile, la distraeva fin troppo e avrebbe finito col non capire nulla.
    Nella tasca portava la sua bacchetta nuova di zecca, aveva avuto ben poche occasioni di poterla usare fino a quel momento. Sicomoro, 12 pollici, anima di piuma di fenice. Quando l'aveva acquistata il negoziante aveva detto che il legno di Sicomoro tende ad essere curioso e desideroso di nuove esperienze e che ha la peculiare tendenza a prendere fuoco da solo se è per lungo tempo soggetto a una noiosa routine. Non c'era da stupirsi quindi che proprio quella bacchetta si fosse rivelata la più adatta per Jade, che mal sopportava la noia ed era sempre in cerca di nuovi stimoli. Era sicura che con lei la bacchetta non avrebbe avuto modo di annoiarsi e il pericolo di autocombustione si sarebbe evitato, e la lezione di Incantesimi era il posto perfetto per dimostrarlo.

    [Aula Incantesimi]

    Giunta sulla soglia dell'aula la sua testa rossa e spettinata face capolino all'interno, notando che soltanto il professore e pochi studenti erano in classe, quindi doveva essere in orario. Entrando alzò la mano per salutare ed esclamò gioiosa.*

    Buongiorno a tutti!

    *Si diresse subito verso uno dei banchi vuoti, evitando di mettersi in prima fila perché, vista l'altezza, non voleva ostruire il campo visivo ai suoi compagni. In un banco vicino al suo notò una ragazza che aveva incontrato qualche giorno prima al ballo in maschera, vestita da Eris, e la salutò facendole l'occhiolino. Dopodiché tirò fuori il libro e lo mise sul banco, quindi si mise ad osservare curiosa gli altri studenti che man mano arrivavano Chissà se ci sarebbe stata qualche altra vecchia conoscenza?*

    @Mihos_Renny


  • Alec_White

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
    Galeoni: 264
        Alec_White
    Tassorosso
       
       

    [Vie di Hogsmeade]



    *Era assolutamente indubbio il fatto che il villaggio di Hogsmeade fosse magnifico.
    E non solo per le più ovvie connotazioni.
    Il paesino collocato tra le alte montagne scozzesi, immerso nella più verdeggiante e perenne vegetazione, era uno dei pochi, se non l'unico,ad essere abitato totalmente dalla comunità magica. Alec aveva letto che esso era stato fondato da un certo Hengist of Woodcroft conosciuto anche come il folletto dei boschi, scappato alla persecuzione dei Babbani ed era stato il luogo del Quartier Generale della Rivolto dei Goblin nel 1612. Un posto ricco di storia, sicuramente, considerando anche il fatto che aveva visto sorgere la scuola di magia dell'intera Gran Bretagna.
    Ma non era solo quello che affascinava il ragazzino, bensì i pittoreschi cottage con il tetto in paglia e coccio, con facciate slanciate ed a volte inclinate proprio come ogni borgo medievale che si rispetti. Le ampie vetrine dei tanti negozi erano ricchi di oggetti curiosi per un mago che aveva vissuto fino a poco tempo prima della Londra babbana ignorando l'esistenza della magia.
    Ogni ciottolo che lastricavano Hight Street avrebbe potuto raccontare una storia diversa, ognuna più affascinante dell'altra ed ogni lampione aveva illuminato il passaggio di maghi, streghe o creature magiche di varie epoche storiche.

    Ebbene si, anche il villaggio di Hogsmeade, come il castello di Hogwarts, agli occhi del giovane Alec White, era qualcosa di assolutamente incantevole ed ogni anfratto sarebbero dovuti essere scoperti con cura e dedizione. Ma per quella giornata aveva sicuramente dato. Dopo aver vissuto gli ultimi giorni nell'ansia di essere rispedito alla sua vecchia vita come un erroneo pacco postale, finalmente il ragazzo si sentiva più leggero e completo avendo risolto quel piccolo problema e si stava godendo una tranquilla passeggiata tra le vie sconosciute del paesino.

    La leggere brezza gli scompigliava i ricci, accarezzandogli il volto delicato mentre non poteva impedire ai suoi grandi occhi verdi di posarsi su qualsiasi cosa; in quel momento anche una semplice panchina posta sotto un lampione gli sembrava qualcosa di meraviglioso.
    Ad interrompere la sua contemplazione della “bellezza di quella vita” ci pensarono quelli che dovevano essere due studenti, dall'aspetto molto più grandi dell'undicenne, che discorrevano a voce alta di qualcosa che gli interessava. Dopo una battuta che doveva basarsi sullo sport dei maghi, uno dei due ricordò all'altro dell'esercitazione di Incantesimi che si sarebbe svolta al castello da li a mezz'ora chiedendogli se volesse andarci.
    Alec non ascoltò la risposta dell'altro mago, che nel frattempo si stavano allontanando sempre di più rendendo inudibili le ulteriori chiacchiere, pronto a fare i conti con se stesso. Le esercitazioni non erano obbligatorie ma sicuramente un modo eccellente per acquisire tantissime informazioni sulla materia in breve tempo, considerato che vi potevano partecipare studenti di ogni anno ed il livello di apprendimento era alto.*

    Se faccio una corsa dovrei riuscire ad arrivare in tempo.

    *Soppesò Alec che non sarebbe mai e poi mai entrato in un aula mentre la lezione o l'esercitazione era in corso attirando su di se gli sguardi di tutti i partecipanti. Lanciò una rapida occhiata verso l'alto, li dove il castello di Hogwarts spiccava tra le vette immerso tra gli alberi della Foresta Proibita, prima di prendere un profondo respiro per incanalare aria e cominciare a correre a velocità sostenuta.*


    [Aula di Incantesimi – Terzo Piano]



    *Forse non era stata una buona idea quella di fare una corsa per arrivare in tempo all'esercitazione ma il giovane non voleva perde quell'occasione. Alec arrivò a toccare la porta in pesante legno con il fiatone, le gote rosse, i capelli ricci che sembravano un nido d'uccelli ed i polmoni in iperventilazione. Aveva calcolato male le distanze evidentemente e credeva che il castello fosse più vicino al villaggio, ma la rapida salita unita ai piedi in più di quelli che si aspettavano gli avevano dato un duro colpo, nonostante il ragazzo fosse abituato a correre (o meglio dire a scappare). In più, magari si era perso o le scale avevano deciso di cambiare lato d'arrivo, aveva dovuto fare un giro più lungo rispetto quello che ricordava.*



    *Fermo davanti l'uscio d'ingresso, Alec si concesse il lusso di fermarsi un attimo a riflettere su quello che stava per fare.
    Era al primo anno di studi magici quindi le sue capacità era decisamente limitate rispetto quelle degli altri studenti più grandi che, sicuramente, non avrebbero perso l'occasione di partecipare all'esercitazione. Il professor Renny avrebbe potuto fare delle domande, come era ovvio che fosse, ed Alec si preoccupava del non saper rispondere ad interrogazione diretta. Era sempre stato un suo difetto quello: il non volere far brutte figure davanti gli altri. In passato era stato messo in quella condizione troppe volte per accettare che si ripetesse.

    Quindi una battaglia interiore era in atto nella mente del giovane, diviso tra la voglia di apprendere il più possibile ed il non essere costretto a vergognarsi della sua ignoranza magica (comunque logica per uno del primo anno).*

    Se mi mettessi in uno degli ultimi banchi potrei seguire l'esercitazione indisturbato e magari neppure essere notato.

    *Suppose a voce bassa prendendo inconsapevolmente la sua decisione definitiva per poi scompigliandosi ancora di più i capelli e, con un profondo respiro, aprire la porta difronte a lui.

    All'interno dell'aula erano già presenti il Professore Renny con la sua strana cicatrice sull'occhio, che sorrideva ad alcune studentesse già sedute tra i banchi, pronte a sfoggiare il proprio sapere. Come Alec si aspettava, non tutte sembravano avere la stessa età e non apparivano preoccupati, forse già abituate ad esercitazioni del genere.*

    Salve, buongiorno.

    *Esclamò Alec mentre rapidamente raggiungeva uno degli ultimi banchi (fortunatamente vuoti) e vi prendeva posto, senza troppo badare alle ragazze in aula. Sicuramente alcune di loro avevano partecipato al ballo in maschera tenutosi la settimana prima nella Sala Grande ma, essendo completamente mascherate da Dee della mitologia e non avendo scambiato molte parole, Alec non le riconobbe assolutamente.

    Seduto sulla scomoda sedia in legno, il ragazzo si rese conto, inoltre, che essendo andato al villaggio e che nei suoi piani non era presente il partecipare all'esercitazione di Incantesimi, come un'allocco, non aveva dietro ne un pezzo di pergamena ne quelle poco pratiche piume d'oca che i maghi adoperavano come penne, per cui, avrebbe dovuto far affidamento alla propria memoria ed appuntarsi le nuove conoscenze acquisite alla fine dell'ora una volta tornato nel dormitorio.*

  • Jack_Turbin

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 221
        Jack_Turbin
    Corvonero
       
       

    *Fu una folata di vento che, facendo sbattere le ante della finestra aperta, fece uscire il ragazzo dallo stato comatoso in cui si trovava. In effetti nemmeno avrebbe dovuto tenere aperte le finestre: aveva caldo, certo, ma il vento scozzese di fine febbraio non era consigliabile a meno che non si volesse prendere un raffreddore.
    Si alzò dal letto facendo scrocchiare le spalle e si diresse a chiudere velocemente la finestra prima di un altro attacco di vento. Aveva la camicia tutta stropicciata - forse non era stata una buona idea fare un riposino con quella addosso - e per renderla un po' più presentabile la infilò con energia nei pantaloni, per poi chiuderli con la cintura.
    Mancava poco all'inizio dell'esercitazione di incantesimi: era da un po' che saltava le lezioni di Incantesimi, e probabilmente nemmeno aveva mai visto il nuovo professore; non era comunque quello il momento per farsi quel genere di domande.
    Cercò in giro con lo sguardo dove avesse lasciato la giacca della sua divisa; la prese dalla sedia su cui l'aveva appoggiata prima di crollare a letto come un bambino; era quello uno dei periodi in cui non riusciva a dormire bene, la notte dormiva davvero poco, e per fortuna non aveva ancora un compagno di stanza!, altrimenti non avrebbe potuto leggere indisturbato la notte tarda i suoi libri. Ovviamente il suo gatto non era certo di aiuto, non poche volte si era ritrovato con libri rotti o mangiucchiati, mani più rosse di un suo amico quando arrossiva perché cercava di scacciare il gatto che lo stava disturbando...
    Nonostante dormisse poco, era una di quelle persone a cui le occhiaie non venivano; aveva solo un po' di difficoltà ad ascoltare gli altri se gli avessero rivolto la parola prima di un bel piatto di carne in Sala Grande. Prese la giacca e se la adagiò sulle spalle, suo gesto tipico per non aver troppo caldo indossandola ma nemmeno avere mani occupate tenendola in braccio. Scese di fretta le scale, anche se comunque l'aula di Incantesimi non era distante come quella di Pozioni, quindi di certo non sarebbe arrivato tardi.*

    La bacchetta...

    *Sovrappensiero si tastò le tasche della giacca e le maniche per controllare che avesse con sé la bacchetta; appena riconobbe al tatto la figura della sua bacchetta di pioppo bianco tenuta nella manica sinistra si sentì più tranquillo. Odiava tenere l'utensile fondamentale per tutti i maghi nella borsa o in tasca, anche se c'erano scomparti costruiti apposta; per questo aveva creato con semplicemente fil di ferro e cuoio uno piccolo fodero che potesse venir legato al braccio. Era sempre stato fin da piccolo un tipo molto pragmatico e dedito alle cose manuali, per cui quando comprò la bacchetta da Ollivander non abbandonò quella sua caratteristica, altrimenti avrebbe anche potuto perderla. Con la borsa a tracollo e la giacca sulle spalle scese fino al terzo piano, diretto all'aula interessata. Davanti a lui vide entrare con titubanza un basso ragazzo che si era appena scompigliato i capelli di fronte alla porta, come se si trovasse in presenza di uno specchio.*

    Senza dubbio uno del primo anno.

    *Rifletté tra sé. Ogni tanto aveva conosciuto qualche primino interessante e simpatico, ma la maggior parte lo irritavano alquanto: tutti ragazzi così pieni di sé.
    Le sue scarpe stringate nere facevano rumore sulla pietra e rieccheggiavano nel corridoio. Jack seguì il castano di poco prima oltre la porta. Il professore e qualche altra ragazza erano già all'interno. Pronunciando un cortese e sempre necessario 'buongiorno', il giovane guardò la stanza. Qualche posto era già occupato, quasi tutti davanti.
    Non amava la socialità e prendere troppa azione in una faccenda, si definiva più spettatore e collezionista di vite altrui; per questa ragione i pochi posti liberi li trovò di fianco ad un ragazzo in ultima fila, all'apparenza lo stesso che aveva incontrato prima di sfuggita. Si sedette senza proferire parola, non iniziava mai le conversazioni e spesso era felice che gli altri seguissero il suo esempio. Osservò di nuovo il professore: no, era certo, non aveva mai fatto una lezione con lui prima.*



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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    [LAGO NERO]

    *Un altro mese era quasi giunto al termine, gli ultimi giorni di Febbraio erano arrivati e insieme a loro, dopo giorni insolitamente caldi, era tornato il freddo invernale. Il sole ogni tanto spuntava timidamente dalle nuvole, che coprivano quasi interamente il cielo, riscaldando chi aveva scelto di avventurarsi all'aperto.
    La riva del Lago Nero era deserta, fatta eccezione per una solitaria figura, che stava seduta su alcune rocce. Il vento le sferzava il viso, arrossando la sua pelle, la sciarpa dai colori rosso-oro non era sufficiente a proteggerla, così sollevó il nero cappuccio del mantello.
    Mancava ancora mezz’ora all’inizio di una nuova esercitazione di Incantesimi e aveva deciso, stranamente, di concedersi una passeggiata. Fino a poco più di un mese prima sarebbe stato normale trovarla chiusa in biblioteca, a studiare anche quando i compiti da svolgere erano conclusi, oppure chiusa in camera con un diario sulle gambe. Una sera però aveva capito che aveva bisogno di concedersi delle pause, non poteva tirare la corda, o si sarebbe ritrovata a scoppiare.
    Così quella mattina mentre riempiva il piatto di uova, bacon, pane e qualche delizioso dolcetto, aveva sollevato lo sguardo verso il cielo incantato della Sala Grande, per controllare le condizioni meteo. Mentre si riempiva lo stomaco, particolarmente affamato, aveva deciso di concedersi una passeggiata, prima delle lezioni. Amava camminare, ma si concedeva troppo raramente di passare un po’ di tempo all’aperto, ammirando quell’angolo delle Highlands scozzesi, che ormai chiamava casa. Come sempre era in pari con i compiti da svolgere e sapeva bene che quella sera, non riuscendo a dormire si sarebbe dedicata a qualche libro per approfondire le sue materie preferite, così una camminata le sembrava il modo giusto per iniziare la giornata.
    Quando aveva deciso di cambiare un po’ approccio alle sue giornate, aveva temuto che il suo rendimento scolastico ne risentisse, ma quella paura si era dimostrata infondata; non stava trascurando i suoi doveri scolastici, semplicemente bilanciava meglio doveri e svago, si ascoltava di più, o almeno stava imparando a farlo. Aveva ormai capito, anzi quasi capito, che non aveva bisogno di passare le sue giornate con la testa sui libri per andare bene, ma soprattutto aveva capito che non doveva compensare nulla con un rendimento scolastico perfetto. Era sempre stata studiosa, leggere e amare i libri era una delle prime cose che i suoi genitori le avevano insegnato, ma nell’ultimo anno, con l’incrinarsi del rapporto con il padre, il tempo che passava a studiare era aumentato e lei non se ne era nemmeno accorta. Durante una delle sue passeggiate solitarie nei dintorni del castello aveva però capito che stava semplicemente tentando di compensare, o autopunirsi, per le preoccupazioni che causava al genitore. Nulla di tutto ciò era necessario, crescendo era probabilmente normale iniziare ad avere divergenze di opinione, anche lei iniziava a formarsi le proprie e non potevano coincidere con quelle del padre sempre, inoltre il motivo del loro scontro era qualcosa che credeva di avere il diritto di conoscere.
    Così in quel momento si trovava seduta su una roccia, dopo una rilassata camminata rigenerante lungo le rive del Lago Nero, prima di tornare tra le alte mura del castello infatti voleva concedersi ancora qualche minuto all’aria aperta. Ogni tanto qualcosa di non identificato muoveva la superficie dell’acqua, mentre attorno a sé percepiva i primi segni della natura che iniziava a risvegliarsi, era bastato qualche giorno insolitamente caldo e soleggiato.
    Si alzò e allungò il corpo, per riattivarlo dopo la posizione scomoda mantenuta per stare seduta sul sasso, un’occhiata all’immancabile orologio da polso la informò che era ora di tornare al castello. Si sistemò sulla spalla la pesante borsa di pelle, in cui aveva raccolto tutto ciò che le sarebbe servito a lezione, gettò un’ultima occhiata alla natura attorno a sé e a passo deciso di avviò verso l’aula di Incantesimi, dove il professor Renny attendeva gli studenti per iniziare la prima esercitazione dell’anno.*

    [AULA DI INCANTESIMI]

    *Dopo quattro anni al castello non aveva alcuna difficoltà a raggiungere le aule in cui si tenevano le lezioni, ma alcuni giorni conoscere tutte le scorciatoie non serviva a nulla, se le scale decidevano di cambiare e portare gli studenti altrove non c’era nulla che si potesse fare. Così si era ritrovata a correre lungo i corridoi per raggiungere in tempo l’aula, non sopportava arrivare in ritardo, entrare quando la porta era già stata chiusa attirava troppe attenzioni e a lei non piaceva sentirsi troppo osservata. Fortunatamente, nonostante non amasse correre, era abbastanza in forma e raggiunse l’aula prima che la porta venisse chiusa, qualcuno per i corridoi l’aveva senza dubbio presa per pazza, ma quello non la preoccupava.*

    Buongiorno professor Renny.

    *Disse al professore prima di prendere posto tra i banchi. Ai suoi compagni, la maggior parte dei quali conosceva, rivolse un cenno con la testa. Si accomodò ad un banco tra le ultime file, esattamente davanti a due ragazzi, uno lo conosceva e mentre si sedeva rivolse un sorriso e un saluto con la mano ad Alec. Sistemò sul banco l’occorrente per prendere appunti, così se fosse stato necessario lo avrebbe avuto a portata di mano, ma sperava vivamente di dover usare la bacchetta quel giorno.*

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  • Mihos_Renny

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 2103
        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *La sua prima esercitazione stava per iniziare e il nervosismo stava prendendo il possesso del suo corpo, ne era la prova l’evidente tic nervoso alla gamba destra, battere il tallone a terra senza sosta, qualcosa che non faceva da molto tempo. Per cercare di distrarsi iniziò a controllare il materiale che avrebbe dovuto usare per quel giorno, ma i primi studenti fecero il loro ingresso nell’aula: uno dopo l’altro entrarono e salutarono il professore che ricambiò sorridente ognuno di loro.*

    Non si preoccupi signorina Stark, è in orario come tutti gli altri.

    *Disse provando a tranquillizzare la Corvonero, dopotutto voleva aspettare che l’aula fosse abbastanza piena prima di cominciare. Seguite da Sansa Stark entrarono altre ragazze che salutò con un lieve inchino di ringraziamento, la stanza si stava riempiendo più di quanto si sarebbe aspettato e la cosa gli faceva solo piacere. Ormai qualcuno poteva dire che ci aveva fatto l’abitudine vedere ragazzi e ragazze di età comprese fra gli undici anni fino ai diciassette, entrare e uscire dalla sua classe, ma ancora a metà anno scolastico non si era per niente adattato alla vita da insegnante: la responsabilità di spiegare alle menti più giovani quello che sarebbe stato il fulcro della loro vita: usare la magia. Tutte le lezioni non potevano erano tutte interessanti, e sicuramente questo anche l’ex-Tassorosso lo avrebbe confermato, ma il suo obbiettivo era proprio quello, cercare di rendere interessanti anche le lezioni più noiose e magari riuscire a preparare i suoi studenti a quello che avrebbero dovuto affrontare una volta terminato il corso di studi.
    Ormai il tempo era scaduto e se ci fosse stato qualche ritardatario si sarebbe perso l’esercitazione.*

    Direi che possiamo iniziare, che ne dite? Chi c’è, c’è.

    *Sorrise ai ragazzi estraendo la sua bacchetta, con la quale chiuse la porta, lanciando l’incantesimo Sigillante non verbalmente.*

    Allora ragazzi, prima di tutto volevo ringraziarvi di essere venuti così numerosi, è una cosa che mi fa molto piacere, ad essere onesto.

    *Spiegò guardando uno ad uno tutti quanti, sia che fossero in prima fila, sia che fossero in ultima.*

    Detto questo vorrei chiedervi di venire qui davanti a me e portare con voi le vostre bacchette

    *Esordì girandosi la bacchetta tra le mani aspettando che tutti i presenti si misero davanti a lui con il loro catalizzatore alla mano. Ancora era incredulo per la numerosa presenza di quel giorno. Una volta essersi assicurato che tutti avessero fatto quello che gli era stato detto di fare, si mise a spingere i banchi contro il muro per creare più spazio da ambo i lati e fare in modo che così tutti i suoi studenti avessero abbastanza spazio per vedere quello che si sarebbe fatto.*

    Intanto che prendo una cosa vorrei farvi una domanda facile facile… secondo voi in uno scontro fra maghi è più importante usare incantesimi offensivi o difensivi?

    *Posta quella domanda ne approfittò per andare verso la cattedra, dietro la quale aveva messo una valigia che tirò fuori e mise per terra in mezzo all’aula. La aprì e ci infilò l’interò braccio destro e una porzione della testa per riuscire a raggiungere un’oggetto che aveva che, fortunatamente, aveva ulteriormente rimpicciolito proprio per riuscire a tirarlo fuori dalla valigia più facilmente e anche per evitare problemi alla schiena. Estratto l’oggetto della lezione lo mise a terra e con la bacchetta lo fece ritornare alla grandezza naturale.



    Guardò i ragazzi per qualche istante serio per poi sorridere.*

    Voi non avete visto niente eh, questo incantesimo di estensione irriconoscibile lo uso solo scopo didattico

    *Tentò di giustificarsi scherzosamente, dopotutto il Ministero aveva vietato l’uso di quell’incantesimo proprio per evitare di correre il rischio che dei Babbani trovassero degli oggetti come quella valigia e scoprissero il mondo magico.*

    @Eirwen_Quinn, @Jack_Turbin, @Alec_White, @Jade_Urquhart, @Clarissa_Greythorne, @Sansa_Stark,


  • Sansa_Stark

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 197
        Sansa_Stark
    Corvonero Responsabile di Casa
       
       

    *Sansa Stark, era sollevata nell'apprendere che in realtà era arrivata in orario, ma quello che per il professore non era ritardo per lei, abituata a trovarsi davanti alla porta dell'aula quando il professore l'apriva o arrivava, in teoria poteva essere considerato un ritardo il suo. Sansa non tollerava di arrivare tardi nei posti dove doveva recarsi che fosse a scuola o da qualche altra parte e non tollerava neanche quando la gente arrivava in ritardo se aveva appuntamento con lei.*

    Alora ragazzi, prima di tutto volevo ringraziarvi di essere venuti così numerosi, è una cosa che mi fa molto piacere, ad essere onesto.

    *La voce del professore attirò l'attenzione di Sansa. L'aula lentamente si era riempita di studenti che a quanto pare avrebbero assistito come lei alla lezione che ai sarebbe tenuta quel giorno. La Corvonero sistemò sul banco l'occorrente per scrivere e infine una piuma d'oca nella boccetta d'inchiostro pronta ha prendere appunti quando lo avrebbe ritenuto necessario.*

    Detto questo vorrei chiedervi di venire qui davanti a me e portare con voi le vostre bacchette

    *La giovane dai capelli rossi si apprestò ad ubbidire e si drizzò in piedi. Si avvicinò al professore e tirò fuori la bacchetta come da lui richiesto, forse intendeva fare una lezione pratica oltre che teorica quel giorno.*

    Intanto che prendo una cosa vorrei farvi una domanda facile facile… secondo voi in uno scontro fra maghi è più importante usare incantesimi offensivi o difensivi?

    *La ragazza rifletté brevemente sulla domanda che il professore aveva rivolto a lei e al resto dei presenti. Senza alcuna esitazione sollevò la mano e attese che il docente le desse la parola.*

    Professore, io credo che negli scontri tra maghi l'uso di incantesimi difensivi e importante come quello di incantesimi offensivi. È importante sapere eseguire bene un incantesimo scudo come sapere schiantare il proprio avversario. In ogni caso se devo scegliere tra i due io credo sia più importante sapersi difendere per non rimanere feriti o peggio perire nel combattimento.

    *Affermò la studentessa. Aveva parlato con voce decisa e si augurava che la risposta fosse quella che voleva sentire il professore era la sua occasione per dimostrare la sua bravura come studentessa.*

    @Mihos_Renny


  • Jack_Turbin

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 221
        Jack_Turbin
    Corvonero
       
       

    Detto questo vorrei chiedervi di venire qui davanti a me e portare con voi le vostre bacchette

    *Essersi posizionati in fondo all'aula, come immaginava, non era servito a granché. Raramente durante le esercitazioni si rimaneva seduti al proprio posto a prendere gli appunti. Si alzò insieme a tutti gli altri e si avvicinò al professore, che così poté vedere più da vicino: un ragazzotto, forse della sua stessa età con un'altezza perfettamente nella media; nonostante questo non doveva essere molto difficile notarlo nei corridoi per via dell'aria un po', forse era azzardata come ipotesi, trasandata e la cicatrice su un occhio. Non doveva essere stata una rilassante guarigione...
    Il ragazzo era uno dei più alti nella stanza, e mentre si stava avvicinando al cerchio attorno al professore tirò fuori dalla manica la sua fedele bacchetta: quello era forse stato l'acquisto migliore dei suoi ultimi dieci anni, e si riteneva molto fiero anche che fosse stata proprio quella bacchetta ad aver scelto lui.
    Mentre si stava grattando il mento con una leggera barba incolta, come sovrappensiero, il professor Renny parlò.*

    Intanto che prendo una cosa vorrei farvi una domanda facile facile… secondo voi in uno scontro fra maghi è più importante usare incantesimi offensivi o difensivi?

    *Quasi immediatamente una su concasata che non aveva mai avuto il piacere di incontrare coi capelli rossi alzò la mano e rispose: secondo lei, anche se abbastanza in egual misura, erano più importanti gli incantesimi di difesa.
    Turbin quando era più piccolo - e ancora adesso nel tempo libero vi si dedicava - era solito tirare di scherma: un hobby, certo, ma gli piaceva molto. E forse la cosa più importante che gli aveva insegnato era che non importava quanto tu ti difendessi; se non colpivi l'altro, non potevi vincere. Alzò con pigrizia la mano per proporre agli altri il suo punto di vista, e prese parola; la voce baritonale uscì dalla bocca nella quale spiccavano denti elegantemente bianchi.*

    Concordo con la ragazza. Secondo me però dipende dalla situazione e da qual è il tuo obiettivo: sei finito lì per caso o ti sei unito volontariamente a uno scontro? Vuoi scappare, catturare o ferire? Il principio primo della scherma, uno sport babbano per chi non lo sapesse, è "colpisci l'altro prima che lui colpisca te": qualunque sia il tuo scopo, un Expelliarmus non ha mai ucciso nessuno comunque... Ma se proprio non vuoi colpire chi ti sta davanti puoi andare avanti a incantesimi di difesa finché non sarai stremato o in attesa di un miracolo che ti salvi da quella situazione.
    Quindi per me la difesa è fondamentale, ma non è che se usi solo la difesa allora hai più probabilità di restare in vita piuttosto che se utilizzi solo incantesimi offensivi.


    *Ciò che proprio non era cambiato dal Jack Turbin di sette anni prima era il tono di voce: sembrava sempre avesse un atteggiamento arrogante - forse un po' lo era - causato soprattutto dal suo biascicare e perché quando parlava quasi inconsciamente alzava le sopracciglia. Aspettò che altri prendessero la parola osservando meglio la ragazza di Corvonero che era intervenuta prima di lui*

    @Clarissa_Greythorne, @Jade_Urquhart, @Alec_White, @Eirwen_Quinn, @Mihos_Renny, @Sansa_Stark


  • Mihos_Renny

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 2103
        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *All'inizio della giornata non si sarebbe immaginato di avere tanti studenti quel giorno in aula, dopotutto era il nuovo insegnante e non sempre le novità erano ben accette, sicuramente avrebbero potuto evitare di presentarsi, ma il fatto che ora loro fossero lì in quell'aula lo rendeva felice e ora non voleva deludere i presenti cercando di fare del suo meglio. Iniziò l'esercitazione facendo quella semplice domanda mentre cercava di prendere il manichino dalla valigia alla quale aveva applicato l'incantesimo Estensivo, vietato per evitare che i Babbani potessero scoprire il mondo magico, ma fino a quando restava entro le mura di Hogwarts non sarebbe stato un problema. La prima a parlare fu Sansa Stark.*

    Professore, io credo che negli scontri tra maghi l'uso di incantesimi difensivi e importante come quello di incantesimi offensivi. È importante sapere eseguire bene un incantesimo scudo come sapere schiantare il proprio avversario. In ogni caso se devo scegliere tra i due io credo sia più importante sapersi difendere per non rimanere feriti o peggio perire nel combattimento.

    *Mihos Renny annuì lentamente accennando un semplice sorriso. Non proferì parola perché, poco dopo, un altro Corvonero parlò mostrando il suo punto di vista.*

    Concordo con la ragazza. Secondo me però dipende dalla situazione e da qual è il tuo obiettivo: sei finito lì per caso o ti sei unito volontariamente a uno scontro? Vuoi scappare, catturare o ferire? Il principio primo della scherma, uno sport babbano per chi non lo sapesse, è "colpisci l'altro prima che lui colpisca te":

    *Ascoltò con attenzione quello che entrambi gli studenti stavano spiegando, facendo particolare caso a quello che il ragazzo più grande, sia d'età che di altezza, raccontava. Paragonare la scherma ai duelli era un buono metro di paragone, certo in uno ci sono delle spade mentre nell'altro delle bacchette magiche, ma non era quello il punto. Continuò ad ascoltare il ragazzo con aria incuriosita, infilando le mani in tasca.*

    qualunque sia il tuo scopo, un Expelliarmus non ha mai ucciso nessuno comunque... Ma se proprio non vuoi colpire chi ti sta davanti puoi andare avanti a incantesimi di difesa finché non sarai stremato o in attesa di un miracolo che ti salvi da quella situazione.
    Quindi per me la difesa è fondamentale, ma non è che se usi solo la difesa allora hai più probabilità di restare in vita piuttosto che se utilizzi solo incantesimi offensivi.


    Ottimo, belle risposte.

    *Sorrise ad entrambi estraendo le mani dalle tasche battendole una volta per poi girarsi verso il manichino che aveva estratto dalla valigia battendoci un colpo al centro del bersaglio disegnato sopra.*

    Le risposte erano entrambe giuste, ma non avete valutato un altro tipo di incantesimo che non sono considerati né offensivi né difensivi che possono essere usati proprio in entrambi gli aspetti di un duello.

    *Era una domanda trabocchetto, se si poteva considerare tale, perché nessuna delle risposte era veramente giusta, o meglio lo erano, ma era solo un concetto relativo il rispondere correttamente a quel quesito mosso dall'insegnante.*

    Magie come l'incantesimo Ingrossante o il Lumos Solem possono essere usate in uno scontro magico, qualsiasi tipo di incantesimo, se usato al momento giusto, può darvi un vantaggio, sopratutto gli incantesimi generici, senza nemmeno sottovalutare quelli di trasfigurazione.

    *L'argomento era appena stato introdotto, ma non ancora il motivo specifico, che fosse importante il perché proprio quel tipo di argomento fosse stato affrontato non era rilevante, così si limitò semplicemente ad andare avanti con la lezione.*

    Come dicevano i vostri compagni poc'anzi, è importante eseguire bene l'incantesimo, come anche lo è colpire per primi, ma questa è un'eventualità in cui dovete essere veramente certi delle intenzioni del vostro avversario. Vorrei un volontario per questo piccolo esperimento... chi vuole farsi avanti?

    *Domandò curioso tornando a mettere una mano in tasca ravanando all'interno. Solo una volta che uno dei suoi studenti si fosse fatto avanti avrebbe tirato nuovamente fuori la mano con una pietruzza grande quanto il palmo della sua mano.*

    Se ti chiedessi di usare un incantesimo usando anche questa pietra... cosa faresti? Non c'è una risposta sbagliata, voglio che usiate la testa, che abbiate un po' di inventiva

    @Eirwen_Quinn, @Jack_Turbin, @Alec_White, @Jade_Urquhart, @Clarissa_Greythorne, @Sansa_Stark,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 343
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Era arrivata giusto in tempo, aveva appena terminato di sistemare le cose sul banco, mentre dentro di lei aumentava la speranza di non aver bisogno di piuma e pergamena, quando il professore presa parola. Dopo aver annunciato che l’esercitazione poteva iniziare e averli ringraziati per la presenza, chiese a tutti i presenti di accomodarsi davanti a lui portando con sé la propria bacchetta. Il catalizzatore in legno di cedro si trovava sempre al sicuro in una tasca del nero mantello, non se ne separava mai, era riuscita a creare un rapporto di fiducia con esso e pochi erano gli incantesimi che insieme non riuscivano a portare a termine. Si alzò insieme ai suoi compagni, l’esercitazione aveva attirato un buon numero di studenti di età variabile, solo quando si trovarono davanti all'insegnante questo prese nuovamente parola.
    Era sempre stata convinta che le parole avessero un peso e anche in quel caso ne ebbe conferma, le risposte a quella domanda potevano essere molteplici, dipendeva tutto da come uno interpretava l’aggettivo importante. Stava per prendere parola quando le azioni del docente la distrassero, da dietro la cattedra comparve una valigia, che depositò in mezzo all’aula. Ciò che la lasciò sorpresa però era una particolare caratteristica di quell’oggetto, ad esso era infatti stato applicato un Incantesimo di Estensione Irriconoscibile; non era la prima volta che ne vedeva l’effetto, dopotutto il suo baule scolastico era stato modificato con quell’incantesimo per renderlo più capiente, ma pochi erano gli oggetti a cui esso poteva essere applicato. Se un babbano fosse venuto a contatto con esso lo Statuto Internazionale di Segretezza sarebbe stato infranto, per questo il Ministero controllava l’utilizzo di tale incantesimo e sempre per questo il professor Renny poco dopo si giustificò con loro in modo scherzoso.
    Le labbra della quattordicenne si sollevarono in un sorrisino ironico, mentre tornava a prestare attenzione ai suoi compagni che stavano rispondendo. La prima a prendere parola fu Sansa, una Corvonero con cui aveva avuto occasione di scambiare qualche parola, ascoltò attentamente ciò che aveva da dire, ma si trovò in disaccordo con le sue parole. Non era possibile affrontare un duello solo difendendosi, prima o poi la difesa avrebbe potuto fallire o lo scontro si sarebbe trovato in una fase di stallo, lei riteneva fosse utile bilanciare bene attacco e difesa, ma come già aveva pensato dipendeva tutto da quale era il proprio scopo o il proprio concetto di importante. A quanto sembrava non era l’unica a pensarla a quel modo, poco dopo un altro Corvonero, che non conosceva, prese parola. La voce profonda la sorprese, aveva intuito che il ragazzo fosse circa all’ultimo anno, ma non si aspettava una voce così adulta, per non parlare del tono biascicato, che lo faceva quasi sembrare presuntuoso. Tuttavia non lo conosceva e non si sarebbe mai creata un’opinione solo dalla prima impressione, inoltre condivideva gran parte di ciò che aveva detto, proprio per quello decise di non intervenire, non le piaceva prendere la parola per dire qualcosa che già era stato chiaramente espresso, non aveva bisogno di attirare l’attenzione.
    Il professor Renny si complimentò con i due studenti, mentre batteva un colpo al centro dell’oggetto che aveva estratto dalla valigia, si trattava di un manichino con cui esercitarsi negli incantesimi. Finalmente l’argomento di quella lezione fu chiara, gli incantesimi generici potevano risultare utili in molti occasioni, compreso un combattimento, quella lezione presumeva servisse proprio a dimostrare la loro utilità e la necessità di conoscerli bene tanto quanto quelli offensivi e difensivi. Come giustamente aveva fatto notare il professore, lo stesso valeva per gli incantesimi trasfigurativi, troppo spesso ignorati da chi si apprestava a studiare la magia, ma non da lei che con la Trasfigurazione aveva una particolare affinità.
    Quando l’adulto chiese chi volesse farsi volontario per un piccolo esperimento, la giovane Grifondoro non perse tempo. Non amava essere al centro dell’attenzione, ma dopo essere salita su una pedana rialzata e aver dato dimostrazione di ciò che sapeva fare durante una dimostrazione del Club dei Duellanti era un po’ più sicura delle sue capacità, da quel giorno era passato un anno ormai e nel frattempo era ulteriormente migliorata.*

    Vengo io, professore.

    *La calda voce, aveva il consueto tono calmo e non lasciava trasparire alcuna titubanza, nonostante il battito del cuore avesse accelerato. Si fece largo tra i suoi compagni e si sistemò davanti al manichino, in attesa di istruzioni che non si fecero attendere. Aveva appena preso posto, quando il professore estrasse dalla tasca una pietra grande quanto il palmo della sua mano, la richiesta era semplice: lanciare un incantesimo e usare quella pietra. La sua mente iniziò a lavorare in modo frenetico, i nomi degli incantesimi si alternavano nella sua mente, finché solo una formula prevalse su tutte. Era bastato qualche secondo e sapeva cosa fare.*

    Wingardium Leviosa.

    Citazione:
    WINGARDIUM LEVIOSA

    Descrizione: fa levitare oggetti e animali
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: istantanea
    Consigliato: per disorientare l’avversario e fargli perdere la concentrazione
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 1


    *Qualcuno avrebbe potuto pensare che fosse banale, ma in caso di pericolo, avendo qualcosa di abbastanza pesante a portata di mano, lasciarlo cadere sulla testa dell’avversario poteva rivelarsi utile almeno per distrarlo. Fu esattamente quello che fece in quel momento, la pietra si sollevò dalle mani del professore e pochi istanti dopo stava precipitando sulla testa del manichino centrandolo in pieno. Era bastato qualche preciso movimento del polso e la giusta concentrazione.*

    Magari con un oggetto un po’ più pesante potrebbe rivelarsi più utile in caso di pericolo.

    *Disse con un sorriso e il tono chiaramente divertito, con una pietra di quella dimensione faceva poco effetto la sua idea.*

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  • Alec_White

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
    Galeoni: 264
        Alec_White
    Tassorosso
       
       

    *L'esercitazione di Incantesimi non era ancora iniziata e, mentre il Professor Renny era ancora appoggiato alla cattedra con le maniche della camicia bianca arrotolate fino al gomito, intento a sistemare alcune cose sul ripiano, in attesa che l'aula si riempisse o che scoccare l'ora d'inizio. Le tre ragazze, invece, chiacchieravano tranquille tra loro, palesando il fatto che si conoscessero in precedenza.

    Mentre Alec rimaneva seduto sulla sedia in legno, spostandosi leggermente alla ricerca di una posizione più comoda, la porta si aprì nuovamente permettendo l'accesso ad un altro ragazzo dal volto pallido che accentuava i capelli e gli occhi bruni. Sicuramente non era una matricola visti i lineamenti marcati da uomo ed il portamento sicuro e fiero di chi, per anni, aveva respirato in quelle mura magiche; forse qualcuno che stava per portare a termine la sua carriera da studente. L'ultimo arrivato prese posto non distante dal ragazzino, nelle ultime file, senza troppo prestargli attenzione bensì prese subito ad osservare il Professor Renny nell'attesa che cominciasse a parlare alla classe per introdurre l'argomento che avrebbero affrontato.

    Per la seconda volta da quando Alec si era seduto, la porta venne aperta ed i suoi occhi si posarono sulla figura di Eirwen Quinn, la quattordicenne dal viso dolce che era stata il suo angelo custode nei primi passi nel mondo magico, letteralmente. La giovane, borsa in spalle, percorse l'aula salutando garbatamente i presenti per poi accomodarsi proprio davanti i due unici ragazzi dell'aula rivolgendogli un sorrisetto ed un cenno con la mano che Alec ricambiò prontamente.*



    *Da quando era arrivato al castello, la ragazza era una delle pochissime persone con la quale aveva scambiato due parole per il semplice gusto di farlo in quanto gli si era approcciato con pacatezza, gentilezza, senza invadenza, quasi come se conoscesse le paure che attanagliavano il cuore del giovane nel rapportarsi con chi non conosceva.
    La possibilità di aver qualcuno con cui dialogare senza pensare a quali sarebbero potuti essere i risvolti dei discorsi o nel dover accuratamente soppesare ogni parola pronunciata per timore di ripercussioni era strana per il giovane undicenne.
    Strana ma estremamente piacevole.

    Il docente decise che il tempo per affluire nell'aula fosse ormai giunto al termine quindi con un colpo rapido di bacchetta e senza proferire alcun incantesimo (Ahh gli incantesimi non verbali sarebbero stati difficili ma utilissimi da imparare) chiuse l'uscio socchiuso e, rivolgendosi alla classe, dichiarò il suo giubilo nel vedere i volti dei partecipanti all'esercitazione chiedendogli, inoltre, di raggiungerlo alla cattedra con la bacchetta sfoderata. Un rumore generale di sedie che venivano spostate accompagno l'alzarsi di Alec che lasciò il mantello che ancora aveva addosso sulla seduta dopo aver cercato al suo interno il catalizzatore nuovo di zecca. Lasciò che il ragazzo più grande ed Erwin lo precedessero nel ricongiungersi alle ragazze accomodatesi più avanti ed osservò come l'uomo cominciò a spingere i banchi verso le solide mura dell'aula per creare maggiore spazio nella zona centrale.

    Senza rimanere con le mani in mano, l'undicenne spinse anche egli qualche banco per poi rifocalizzare l'attenzione sul docente che, per cominciare porse loro una domanda. Non era quello che Alec si aspettava. Pensava che avrebbe chiesto qualcosa di puramente tecnico, avvantaggiando inconsciamente chi per anni aveva avuto modo di approfondire le conoscenze magiche, invece, si ritrovo dinanzi una domanda per nulla semplice come poteva apparire.

    Incantesimi offensivi o difensivi?

    Sembrava tanto il quesito posto da Shakespeare tramite la battuta del suo Amleto: essere o non essere?
    In un combattimento contro un altro mago era ovviamente importante sapersi difendere come saper attaccare, ma la propensione dipendeva anche dalla potenza del soggetto, dalla scaltrezza, dalla velocità, dalle capacità e da molti altri fattori. Alec visualizzo nella mente due figure con bacchetta alla mano poste una di fronte l'altra nel cortile della scuola: il primo che avesse attaccato avrebbe dimostrato propensione per gli incantesimi offensivi? Forse si, ma ciò non avrebbe significato che la vittoria sarebbe stata assicurata, neppure se avesse avuto la bacchetta più potente del mondo. Erano troppi i fattori che entravano in giro in un duello magico.*

    Non credo ci sia una risposta corretta a questa domanda. Io cercherei di apprendere più incantesimi difensivi possibili senza però tralasciare gli altri.

    *Pensò tra se Alec senza proferire parole in merito alle sue idea, cosa che invece fece la ragazza dai capelli rossi, condividendo la sua opinione prediligendo la regola secondo il quale la difese era il miglior attacco, seguita poi dal ragazzo alto. Proprio un particolare del suddetto attirò l'attenzione di Alec che osservo interessato quella strana bacchetta tenuta stretta tra le mani del diciassettenne; era completamente bianca, sembrava così regale ed elegante nonché estremamente preziosa. Nella sua breve vita da mago aveva visto esclusivamente catalizzatori dalle classiche tonalità di colore che spaziavano dal legno chiaro fino ad arrivare al pregnante nero dell'ebano ma quel colore acromatico era del tutto particolare, strano ed affascinante. Al ragazzino sarebbe piaciuto chiedergli da quale albero fosse stata ricavata e cosa contenesse il suo cuore, ma ovviamente, non era ne il momento ma soprattutto non aveva la confidenza tale da permettersi di fare una domanda simile.

    Il professor Renny, nel frattempo, si complimentò con loro per le risposte date approfondendo l'ausilio che degli incantesimi definiti generici avrebbero potuto dare in un duello, citando, ad esempio, l'Incantesimo Ingrossante ed il Lumos Solem. Essendo uno studente del primo anno, nonostante la volontà di imparare quanto più possibile, Alec non aveva mai sperimentato nessuno dei due, solo il Lumos che era la forma basilare dell'altro incantesimo che permetteva di illuminare con intensità media ciò che c'era intorno. Dinanzi al manichino di allenamento, poi venne richiamato uno studente volontario ed Eirwen si fece avanti, già con la bacchetta sfoderata e la determinazione che bruciava degli occhi verdi, pronta a dimostrare le sue capacità. Sarebbe stato interessante vederla alle prese con quell'esercitazione che, a quanto pareva consisteva nell'individuare un incantesimo generico sarebbe potuto essere utile in un occasione c'erano degli oggetto intorno.

    Con arguzia la ragazza optò per l'Incantesimo di Lievitazione ed in un istante il sasso sfreccio dalla mano del docente al petto del manichino che grazie all'urto indietreggio leggermente permettendo agli altri di osservare bene quali potevano essere gli effetti di una pietra lanciata con forza. La magia era stata eseguita alla perfezione.*

    In alternativa si potrebbero usare anche gli incantesimi generici Depulso e Relascio, il primo per scagliare piccoli oggetti contro un avversario ed entrambi per respingerli nel caso in cui si è sotto attacco.

    *Le parole vennero fuori dalla bocca di Alec mentre era sovrappensiero ma la voce infantile del giovane si udì bene all'interno dell'aula. Potevano essere discutibile gli Incantesimi che aveva citato ma, come aveva detto il professore, non c'era una risposta sbagliata!*

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  • Jade_Urquhart

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 672
        Jade_Urquhart
    Corvonero
       
       

    *Piano piano l'aula si riempì con nuovi arrivati, tra cui Eirwen e Alec e finalmente fu l'ora di cominciare. L'insegnante si avvicinò alla porta e fece un gesto con la bacchetta, probabilmente sigillandola in modo che nessuno potesse entrare e disturbare la lezione, dopo di che invitò gli studenti ad alzarsi e posizionarsi davanti a lui, portando con sé la propria bacchetta. La giovane Corvonero poteva giurare di aver avvertito una leggera vibrazione, quasi un fremito, provenire dalla sua, la bacchetta di Sicomoro ancora una volta confermava la sua eccitazione alla prospettiva di imparare cose nuove. Ripose il libro nella borsa e si alzò, mettendosi in fila con gli altri studenti e l'insegnate pose loro una domanda. In un duello sono più utili gli incantesimi offensivi o difensivi? Una ragazza di Corvonero che non conosceva, anche lei con i capelli rossi, si era espressa in favore degli incantesimi difensivi, ma Jade non era d'accordo.*

    "Mio padre, che è un Auror, mi ha detto che I duelli tra maghi raramente si prolungano, certo un Protego lanciato al momento giusto può salvarti la vita, ma in generale è preferibile neutralizzare l'avversario il prima possibile, meglio usare uno Stupeficium in maniera veloce e precisa..."

    *Mentre la rossa pensava a come argomentare meglio un altro studente di Corvonero che non aveva mai incontrato, qualcuno evidentemente più grande di lei, aveva risposto molto bene, esprimendo più o meno lo stesso concetto, citando uno sport babbano, la scherma. In effetti aveva senso, un duello è pur sempre un duello, che si usino bacchette magiche o armi babbane, e in tutti gli scontri il duellante cerca di portarsi in vantaggio colpendo per primo. Dato che il suo compagno più grande aveva già detto quello che c'era da dire, la ragazza ritenne non fosse necessario ribadirlo. Il professore aveva tirato fuori da una borsa un grosso e inquietante manichino con un bersaglio disegnato al centro del petto. La borsa era incantata illegalmente a quanto pare e alla Corvonero scappò una risatina quando l'insegnante chiese scherzosamente la complicità degli studenti per tenere la cosa segreta.
    Dopo essersi complimentato con gli studenti per le risposte Renny rivelò che in realtà la domanda nascondeva un trabocchetto, perché nessuno in aula aveva pensato che esistesse la possibilità di usare altri tipi di incantesimi durante uno scontro, che possono rivelarsi egualmente efficaci, quelli cosiddetti generici, che vengono usati ogni giorno per altri scopi, e aveva poi chiesto un volontario per rispondere ad un'altra domanda: cosa avrebbero fatto se gli avesse chiesto di usare un incantesimo e una pietra?
    Mentre Jade rifletteva Eirwen, da buona Grifondoro, si era fatta subito avanti e aveva eseguito un perfetto incantesimo di levitazione facendo cadere il sasso sulla testa del manichino, aggiungendo che certo, forse un oggetto più grande avrebbe fatto più danni. Dai gesti ponderati e dalla sicurezza con cui aveva parlato si intuiva non solo che la brunetta fosse probabilmente una brava studentessa, ma traspariva anche chiaramente la sua genuina passione per la materia. A lei seguì Alec che suggerì di scagliare la pietra contro l'avversario con un incantesimo tipo Depulso. Anche se il timido ragazzino aveva pronunciato le parole a bassa voce, quasi come se stesse parlando con sé stesso e non con il resto dei presenti, l'aula era silenziosa e il suo suggerimento, per altro sicuramente valido, si era udito perfettamente. Secondo Jade però i compagni stavano dando per scontato che l'avversario non reagisse.*

    Credo che dipenda dalla situazione. Far cadere un oggetto in testa, come ha fatto Eirwen, può distrarre e confondere l'avversario, scagliare una pietra contro di lui, come suggerisce Alec, per esempio in un occhio, può temporaneamente accecarlo e darti un vantaggio, ma se si è già entrati in duello, l'attenzione dell'avversario sarebbe concentrata interamente su di te e potrebbe efficacemente contrastare queste mosse. A quel punto forse sarebbe meglio usare direttamente incantesimi offensivi. Se invece la situazione è differente e noi abbiamo il vantaggio della sorpresa, magari si può essere più creativi. Per esempio si potrebbe trasformare la pietra in una Passaporta e poi scagliarla sull'avversario, in questo modo entrando in contatto col suo corpo lo trasporterebbe istantaneamente da qualche altra parte. Certo l'avversario potrebbe tornare, ma gli effetti di un viaggio con una Passaporta sono sgradevoli, si troverebbe disorientato, confuso e probabilmente con la nausea, questo ti darebbe il tempo di scappare o preparare altre trappole. Ah ma... L'incantesimo Portus è un po' troppo avanzato per me e tra l'altro credo non sia del tutto legale creare una Passaporta senza autorizzazione, ma sapete... Per scopi didattici!

    *Concluse la rossa sorridendo con il suo solito entusiasmo, riprendendo quello che il professor Renny aveva detto riguardo la sua borsa. Si era così persa nel suo ragionamento che aveva inizialmente tralasciato di non sapere ancora come lanciare un incantesimo Portus, decisamente avanzato per una studentessa del primo anno, e l'illegalità del gesto. Sperava solo di non aver incitato senza volerlo gli altri a commettere qualche sciocchezza*

    @Mihos_Renny, @Eirwen_Quinn, @Jack_Turbin, @Sansa_Stark, @Alec_White, @Clarissa_Greythorne,




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  • Mihos_Renny

    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 2103
        Mihos_Renny
    Tassorosso Insegnante Responsabile di Casa
       
       

    *L'esercitazione era iniziata, gli studenti erano in aula e il professore stava spiegando l'argomento del giorno, tutto liscio e Mihos sperava sarebbe andata così fino alla fine. Gli incantesimi generici utili anche in combattimento sembrarono essere un buon argomento e l'ansia iniziale che l'ex-Tassorosso sentiva all'inizio sembrò essere scemata del tutto una volta che partì con la spiegazione. Gli studenti erano tutti davanti a lui e fuori dai posti, come aveva chiesto e dopo una semplice domanda due dei presenti avevano risposto con la loro testa, anche per questo aveva posto quel quesito, che non voleva essere qualcosa di tecnico, voleva sapere cosa pensassero i suoi alunni dell'argomento e da lì prese a spiegare come potessero essere comunque utili gli incantesimi generici in un duello.
    Una volta tirato fuori un manichino per esercitarsi da una valigia, sulla quale era stato applicato un Incantesimo di Estensione Irriconoscibile, chiese la partecipazione di uno dei presenti e si fece avanti una ragazzina di Grifondoro. Le porse il sasso che venne estratto dalla tasca e la ragazza, senza aspettare troppo eseguì il Wingardium Leviosa che fece sollevare la pietruzza grande quanto un palmo di una mano e volò contro il manichino. L'insegnante annuì guardando la scena per poi tornare con lo sguardo sulla grifa.*

    Magari con un oggetto un po’ più pesante potrebbe rivelarsi più utile in caso di pericolo.

    Vero, di sicuro sarebbe stato più utile, non c'è alcun dubbio. Perché allora non lo ha reso più grande? Perché non ha trasformato il suo svantaggio in un vantaggio?

    *Il professore sorrise alla studentessa, era felice e soddisfatto che qualcuno si fosse fatto avanti e che avesse capito cosa volesse intendere l'insegnante quando parlava degli incantesimi generici eseguendo il Wingardium Leviosa con lo scopo di distrarre l'avversario, o in questo caso il manichino. Anche se flebile, mentre stava per continuare la spiegazione, sentì un ragazzo del primo anno prendere la parola, assottigliò un po' lo sguardo e alzò gli occhi al cielo con fare pensante.*

    Sono altri due ottimi esempi, signor White.

    *Annuendo ancora sorrise al primino e subito dopo si ritrovò un'altra studentessa di Corvonero prendere parola e dire la sua su quello che si era spiegato prima.*

    Credo che dipenda dalla situazione. Far cadere un oggetto in testa, come ha fatto Eirwen, può distrarre e confondere l'avversario, scagliare una pietra contro di lui, come suggerisce Alec, per esempio in un occhio, può temporaneamente accecarlo e darti un vantaggio, ma se si è già entrati in duello, l'attenzione dell'avversario sarebbe concentrata interamente su di te e potrebbe efficacemente contrastare queste mosse. A quel punto forse sarebbe meglio usare direttamente incantesimi offensivi. Se invece la situazione è differente e noi abbiamo il vantaggio della sorpresa, magari si può essere più creativi. Per esempio si potrebbe trasformare la pietra in una Passaporta e poi scagliarla sull'avversario, in questo modo entrando in contatto col suo corpo lo trasporterebbe istantaneamente da qualche altra parte. Certo l'avversario potrebbe tornare, ma gli effetti di un viaggio con una Passaporta sono sgradevoli, si troverebbe disorientato, confuso e probabilmente con la nausea, questo ti darebbe il tempo di scappare o preparare altre trappole. Ah ma... L'incantesimo Portus è un po' troppo avanzato per me e tra l'altro credo non sia del tutto legale creare una Passaporta senza autorizzazione, ma sapete... Per scopi didattici!

    *Rise e alzò le mani come con fare arrendevole per l'ultima frase detta dalla ragazzina della casa bronzo-blu. Iniziò a girare per l'aula stando sempre davanti agli studenti cercando di alzare il tono di voce per essere sicuro che tutti nell'aula potessero sentirlo.*

    Molti danno per scontato che durante un duello fra maghi l'importante sia lanciare incantesimi offensivi, come un Expalliarmus o una qualsiasi Fattura, oppure incantesimi difensivi come l'Incanto Protego. Badate bene, non sto dicendo che non siano importanti, anzi, prima imparate ad usare questi incantesimi e prima potrete padroneggiarli, ma quando si parla di uscire illesi da uno scontro bisogna ricorrere ad ogni tipo di mezzo. Non è sbagliato quello che dice la vostra compagna, ma ogni minima distrazione, che sia un sasso, una luce abbagliante o perfino uno stormo di piccoli uccelli possono salvarvi la vita.

    *Le parole uscivano fuori dalla bocca del docente in modo spontaneo, senza che ci pensasse, non si rendeva conto di quello che stava dicendo. Si lasciò trasportare dalla parlantina, gesticolando in continuazione per cercare di sottolineare i concetti di quel suo discorso. La sua esperienza personale in questo momento lo stava aiutando, quello scontro con il Mangiamorte che gli aveva provocato quella cicatrice era diventato lo spunto dal quale l'esercitazione di quel giorno verteva.*

    Non è mai facile trovarsi davanti ad una situazione di pericolo, si pensa di essere preparati, ma vi assicuro che non lo sarete. Per questo voglio incoraggiarvi ad esercitarvi anche su questo tipo di incantesimi se volete uscire da uno scontro vivi e vegeti. Finché ci si sfida fra amici è un conto, ma quando qualcuno che avete davanti vuole uccidervi, non aspettatevi che si risparmi i peggiori incantesimi che conosca... perché non lo farà.

    *Le parole del professor Mihos non erano atte a spaventare i ragazzi presenti, sebbene il suo sguardo e il tono della voce fosse serio, voleva essere più un avvertimento, in modo che tutti capissero che il mondo magico, fuori da Hogwarts non è sempre rosa e fiori, magie e pozioni, o almeno questa era la sua esperienza di vita e, anche se non era entrato troppo nel dettaglio, aveva voluto spiegare del perché aveva scelto questo argomento.*

    Dunque... avete domande?

    *Domandò incuriosito mettendosi le mani in tasca e osservando ad uno ad uno tutti gli alunni, surclassando così la spiegazione e tutto quello che aveva detto in pochi istanti, d'altronde non era uno molto espansivo, non voleva rendere partecipe più persone del dovuto dei suoi problemi, non ne parlava con colleghi e amici figurarsi con dei ragazzini, alche se alcuni di loro erano già grandi.*

    @Eirwen_Quinn, @Jack_Turbin, @Alec_White, @Jade_Urquhart, @Clarissa_Greythorne, @Sansa_Stark,





    Data una gentile concessione della Preside l'esercitazione terminerà domani



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