Hogsmeade
Hogsmeade


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       



    Role Aperta da Alyssa_Jackson


  • Alyssa_Jackson

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 1
    Galeoni: 217
       
       

    [Vie del Paese - 10:57]

    *Alyssa si stava trovando bene lì a Hogwarts, le piaceva molto il castello e la biblioteca era uno dei suoi posti preferiti.
    Passava la gran parte delle giornate a studiare, era sempre molto curiosa e la appassionava tutto quello che riguardava la magia.
    Era molto brava nella maggior parte delle materie e i suoi genitori erano molto fieri di lei.
    Appena avevano saputo che era stata smistata in Grifondoro le avevano inviato moltissimi accessori inerenti alla sua casata, ne avevano inviato talmente tanti che Calipso non aveva volato per giorno dalla troppa stanchezza.
    I rapporto con i suoi genitori era nettamente cambiato da quando si trovava lì.
    Passeggiando per la strada notò della gente entrare ai Tre Manici di Scopa e immediatamente le venne un po’ di fame.
    Quella mattina si era svegliata molto tardi e, per la fretta di uscire, aveva dimenticato di fare colazione. Era sempre la solita sbadata!
    Si strinse nel cappotto e si diresse verso il piccolo pub pronta per ordinare una calda Burrobirra.*

    Speriamo non sia troppo pieno, non mi va di stare nel caos.

    *Pensó la ragazza aprendo la porta del pub e sistemandosi i capelli scompigliati dal vento.*

    [Tre Manici di Scopa - 10:58]

    *La bionda entrò velocemente dentro il pub e si diresse a passo svelto verso il bancone, non vedeva l’ora di poter assaporare la sua Burrobirra con zenzero.
    Si sedette su una sedia e si sistemò la gonna della divisa. Le piaceva molto la divisa della scuola ma soprattutto era molto fiera di indossare la cravatta rosso-oro.
    I Grifondoro, infatti, l’avevano accolta subito nel migliore dei modi ed erano sempre molto simpatici e comprensivi con lei.
    Nelle sue lettere ai genitori aveva parlato dei compagni di casata e i suoi genitori erano molto contenti di sapere che la trattavano nel migliore dei modi.
    La situazione al castello era sempre stata molto tranquilla, non aveva avuto brutti voti e si era sempre comportata bene.
    Alyssa pensava di finire nei guai già dal primo giorno, come nei racconti della nonna, ma tutto era andato liscio come l’olio.
    Stare nel castello le ricordava i momenti passati con la nonna, le storie su Hogwarts e i suoi abitanti e i racconti imbarazzanti suoi vecchi professori.
    Tutto in quella scuola le ricordava sua nonna e delle volte aveva bisogno di uscire e di prendere aria fresca per non scoppiare a piangere come una bambina.
    Le mancava casa, ogni giorno, ma ci aveva fatto l’abitudine anche perché non poteva mostrarsi infantile, era forte e sarebbe riuscita a sopravvivere senza i genitori.*

    Vorrei una Burrobirra con zenzero, grazie.

    *Ordinó la ragazza, una bella bevanda calda era quello che ci voleva per allietare i pensieri, così si mise comoda e aspetto il suo ordine.*

    @Eirwen_Quinn,


  • Alec_White

    Tassorosso Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
    Galeoni: 264
        Alec_White
    Tassorosso Barista 3MDS
       
       



    *Da che il mondo ha memoria, Marzo è sempre stato un mese strano capace di alternare luminose e piacevoli giornate di sole a scroscianti temporali invernali; il passaggio dalla stagione fredda in cui tutto tende all'oscurità alla ridente e florida primavera. Eppure quell'anno Marzo si era dimostrato completamente mite e gentile. Erano stati pochi i giorni di pioggia ed il vento aveva fatto capolinea poche volte senza essere tanto turbolento di schiaffeggiare il volto di coloro i quali si trovavano all'aria aperta. Forse era la Natura che si ribellava ai cambiamenti climatici messi in atto dall'uomo e dalla supremazia del cemento sul verde ma, sicuramente c'era qualche cosa di strano nell'inizio di quel nuovo anno.

    Alec si domandava che sapore avrebbe avuto Londra in quello sprazzo di primavera. La città che tutti consideravano una delle più piovose al mondo (o almeno dell'Europa) era invece una signora che ti avvolge e rassicura anche quando dalla coltre di grigio uniforme del cielo cadono goccioline che sembrano passate al setaccio. E se in inverno rimaneva una città magnifica l'esplosione della primavera rendevano la città ancor più viva come un qualcosa che vive, che respira, un leviatano di pietra che ospita segreti sotto le sue scaglie custodendoli gelosamente e nascondendoli nel profondo del suo animo.

    Si Alec White era da sempre innamorato della città che lo aveva visto nascere e crescere, ma anche che l'aveva osservato mentre trascorreva i momenti più tristi della sua breve ed ostica vita quindi quando gli si era aperto uno spiraglio su qualche cosa di diverso, sulla possibilità di cambiare completamente, aveva colto al balzo l'occasione lasciandosi alle spalle la città che amava. Eppure nei 6 mesi in cui era stato accolto ad Hogwarts scoprendo di avere capacità magiche gli sembrava di vedere in se stesso una persona del tutto diversa. Le guance avevano un incarnato più roseo, gli occhi verdi smeraldo sembravano più luminosi, le labbra tendevano al color fragola. Ma era soprattutto dentro di sé che si sentiva diverso, come se all'improvviso ogni cosa avesse assunto un colore più vivido.

    Quella sensazione era sicuramente da imputare al castello che lo aveva accolto proteggendolo, alle tante nuove scoperte che di giorno in giorno faceva grazie alle lezioni ed i libri letti ma anche perchè non aveva più addosso l'influenza di quello che da sempre era stato il suo ”carceriere” ed i suoi continui effetti negati permettendo al giovane ricciolino di abbassare leggermente le difese che si era costruito attorno. Alec non era più lo schivo, solitario ed indifferente ragazzino di prima, aveva cominciato a parlare più liberamente a sentirsi più a suo agio con quello che lo circondava e sebbene avesse ancora tanti timori da abbattere, quella nuova vita, prospettava essere un grande aiuto.

    Addirittura era riuscito ad uscire fuori dai suoi soliti schemi ed essere assunto temporaneamente presso il locale dei Tre Manici di Scopa, nel villaggio di Hogsmeade.

    Quella mattina, difatti, libero dagli impegni scolatici e come concordato con i responsabili del suo dormitorio Alec aveva potuto recarsi nel bar della High Street e dedicarsi allo svolgimento delle quotidiane attività. Come prima cosa si era occupato della pulizia, mentre la grande porta in legno era ancora chiusa ed il cartello appesa fuori indicava che l'attività non era ancora cominciata; una volta finito di spazzare, spolverare e lucidare tutte le superfici orizzontali e verticali si era dedicato alle stoviglie fino a renderle brillanti per poi poter finalmente dare inizio alle danze.

    In tarda mattina, la situazione era ancora molto calma. Il giovane aveva servito pochissimi clienti con qualche colazione e le prossime ore si prospettavano decisamente quiete almeno fino all'ora di pranzo dove molte persone si sarebbero riversare all'interno della locanda.
    L'orologio non segnava ancora lo scoccare delle undici quando il pesante uscio venne aperto da un turbine di capelli biondi ed una figura minuta si accomodò al bancone ordinando immediatamente una Burrobirra calda con l'aggiunta di zenzero. Alec si voltò verso la nuova arrivata e pronunciò la frase rituale con il suo solito tono pacato.*



    Benvenuta ai Tre Manici di Scopa.
    Mi occupo subito della tua ordinazione.


    *Senza indugi, Alec versò la bevanda giallognola dal barile impilato tra il bancone ed il muro alle sue spalle, nello spazio del personale, al boccale in vetro cercando di creare il livello giusto della caratteristica spuma bianca così simile alla birra Babbana. Con un semplice colpo di bacchetta permise al liquido denso di divenire caldo ma non bollente in modo che la cliente non si sarebbe bruciata la lingua al primo sorso ed infine si recò nel retrobottega alla ricerca del mortaio in cui, appena mezz'ora prima, aveva polverizzato la radice di zenzero.

    Una volta aggiunta un pizzico alla bevanda prese il sottobicchiere in cartone con lo stemma del locale e pose il tutto dinanzi la giovane cliente che. a primo acchito, doveva essere una studentessa del primo anno proprio come lui.*



    Ecco a te, spero sia di tuo gradimento!
    Vuoi dare un'occhiata al menù così da accompagnare la tua Burrobirra con qualche cosa o stai bene cosi?


    *Domandò alla ragazzina cercando di svolgere al meglio il suo mestiere. Fare il barista gli piaceva, gli piaceva davvero tanto ed era abbastanza convinto che chi si fermava ai Tre Manici di Scopa ed aveva a che fare con lui si rendesse conto della passione che ci metteva nel rendere tutto più agevole e gradevole.*

    @Alyssa_Jackson,


  • Alyssa_Jackson

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 1
    Galeoni: 217
       
       

    *La piccola Jackson fece un caloroso sorriso al barista che si stava occupando della sua ordinazione e mentre aspettava il suo ordine si tolse il cappotto e lo mise sulla spalliera della sedia stando attenta che non toccasse per terra; non le andava di sporcare il nuovo cappotto che le avevano regalato i genitori.
    Lei stava sempre attenta alle sue cose perché, da piccola, ogni volta che perdeva o rompeva qualcosa tutti le andavano contro. Non le piaceva quando i suoi genitori la sgridavano o la mettevano in castigo, si sentiva sempre incredibilmente in colpa anche se sapeva che non ci poteva fare niente se era molto sbadata, poteva solo cercare di migliorare.
    La ragazza dagli occhi grigi fissò il locale, era veramente molto carino e le piaceva molto l’arredamento, le ricordava in qualche modo casa, era un posto veramente accogliente.
    Si concentrò sulle finestre, il tempo fuori dal locale era veramente bello, il sole splendeva nel cielo azzurro e terso.
    Da quando stava a Hogwarts non aveva mai visto un cielo così bello e senza nuvole, non ne era abituata.
    A casa sua il tempo era sempre molto piovoso ed era costretta a passare tutto il giorno in casa da sola o, più raramente, con la mamma.
    Si chiese cosa stessero combinando i genitori in quel momento, le mancavano i litigi con loro, le poche volte in cui riuscivano a capirla ma soprattutto le mancava la casa della nonna.
    Le piaceva andare a casa della nonna, era rimasta come l’aveva lasciata l’anziana signora, sapeva di antico ma era in qualche modo molto giovanile, l’arredamento rustico le piaceva molto e quando gironzolava per la casa si ritrovava sempre a sfiorare i mobili in legno con la mano, tutto di nascosto ai genitori.
    Se avessero scoperto che visitava ancora quella casa, nonostante glielo avessero proibito, sarebbe stata punita a vita e non l’avrebbero mai più guardata con quello sguardo fiero che le rivolgevano da quando aveva iniziato a impegnarsi per ottenere la loro approvazione.
    Teneva tanto ai genitori e al loro pensiero, suo padre era un uomo importante e sua madre una bellissima Veela, entrambi sapevano come si doveva apparire per diventare veramente qualcuno e lei, più di tutti, voleva fare grandi cose e rendere fiera la nonna.
    Nella sua visuale comparve un boccale di Burrobirra e alzò gli occhi verso il ragazzo che gliel’aveva posta davanti.
    Era il ragazzo che la stava servendo e suppose che avesse più o meno la sua età.*

    Grazie mille!
    Vorrei dare un’occhiata al menù, se non ti dispiace.


    *Disse la bionda con tono gentile al ragazzo, stampandosi un sorriso il faccia. Dopodiché bevve un sorso della sua Burrobirra.
    La bevanda fece subito effetto e sentì un caldo tepore dentro il petto, adorava l’effetto che quella bevanda aveva su di lei, la faceva sentire in qualche modo bene, serena.
    Non sapeva cosa avrebbe fatto senza le sue amate Burrobirre.
    Ne bevve un altro sorso e sentì di nuovo quella magica sensazione.
    Da piccola era sua nonna che aveva il compito di prepararle ogni giorno una bevanda calda per riuscire a farla addormentare e, ogni giorno, la nonna le faceva bere un intero boccale di Burrobirra.
    L’anziana signora, infatti, ero molto abile nel preparare quel tipo di bevande e la nipotina aveva sempre pensato che le sue fossero le migliori al mondo.
    Era ancora di questo pensiero ma anche quella bevanda era molto buona.
    Si leccó le labbra piene di schiuma e alzò la testa dal boccale.*

    Veramente buona questa Burrobirra.

    *Disse al ragazzo sorridendo e gustandosi un’altro sorso della bevanda.
    Le piaceva molto andare ai Tre Manici di Scopa ma di solito non ci stava molto, il tempo di un succo di zucca, e poi via verso il castello, più precisamente verso la biblioteca, a studiare.
    Forse era ora di passare un po’ più di tempo in quel locale.*


    @Alec_White,


  • Alec_White

    Tassorosso Barista 3MDS

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
    Galeoni: 264
        Alec_White
    Tassorosso Barista 3MDS
       
       

    *La ragazzina dai capelli del color del grano maturo, seduta sull'alto sgabello del bancone dei Tre Manici di Scopa, sorrise cordialmente mentre afferrava il boccale strabordante di Burrobirra fumante. Si rivelò essere una di quei clienti gentili ed educati, che ringraziavano dopo aver ricevuto qualcosa e consapevoli che dall'altro lato vi si trovava un lavoratore e non una sorta di schiavo sul quale posare a mala pena lo sguardo. Una semplice parola cordiale, un grazie, un “potresti” al posto dell'imperativo rendeva il lavoro di Alec più bello e gratificante ma purtroppo non tutti si rapportavano al medesimo modo, pretendendo e basta.

    Il tono soave della giovane ragazza lo indusse a svolgere ancora meglio il compito da barista a lui assegnato in modo tale da compiacerla e rendere gradevole la sua permanenza al locale.*

    Figurati, te lo porto immediatamente.

    *Rispose con enfasi il ricciolino quando gli venne chiesto il menù sul quale erano descritte tutte le pietanze che venivano servite. I Tre Manici di Scopa non era un vero e proprio ristorante d'alta classe come invece lo era il vicino il Casterwill's Kitchen a poche strade più verso il centro del villaggio, ma difendeva bene la sua tradizione di locanda ove potersi rilassare e rifocillare dopo un viaggio.
    Difatti, la discreta cucina appartata nella zona addetta al solo personale era abbastanza spaziosa per realizzare portate semplici ma gustose; dai sandwich ripieni di ogni materia prima a disposizione nella fornita dispensa, agli stufati di varia natura, oltre ad un ottimo assortimento di dolci che veniva giorno per giorno ampliato.

    Mentre stava prendendo il solito menù plastificato da sottoporre alla giovane cliente, gli occhi verdi di Alec indugiarono sulla sua figura minuta che sembrava ancora più piccola mentre sorseggiava la bevanda calda dal grande boccale in vetro. L'ordinazione doveva piacerle visto il gusto con il quele la beveva ma, allo sguardo attento del ricciolino, non mancò di intuire un velo di malinconia guizzare nei magnetici occhi grigio della ragazza. Di primo acchito non li aveva notati bene, confondendoli per dei classici occhi chiari, ma bastò un secondo sguardo per accorgersi della cromia particolare delle iridi della ragazza.
    Vi si poteva leggere una sorta di lieve tristezza come se pensieri lontani la portassero altrove, magari aveva dimenticato di fare qualcosa su al castello e si stava sentendo in colpa o aveva avuto una discussione con qualche compagno di casata, oppure ancora aveva semplice nostalgia di casa. Quello era un sentimento ben noto in quasi tutti i ragazzini che frequentavano il primo anno ad Hogwarts. Lui stesso sentiva la mancanza della sua città alle volte. Nostalgia di Londra certo ma non di quell'uomo che aveva lasciato lì da solo.

    Ritornò velocemente brandendo il menù pulito da ogni tipo di eventuale macchia e lo passo alla coetanea con un sorrisetto proprio mentre lei espresse il suo gradimento nei confronti della bevanda servita.*

    Oh grazie mille, sei davvero gentile!



    *Il commento gli strappò un sorriso, lieto che apprezzasse gli sforzi profusi da chi si occupava nello scegliere il fornitore da cui acquistare i barili di Burrobirra. Appoggiandosi sul ripiano in legno, mise il menù già aperto sulle tre pagine di pietanze dinanzi la giovane. Non essendoci altri clienti nel locale che necessitavano della sua attenzione, il barista pensò di potersi fermare un po'.*





    Questo è il nostro menù.
    Se mi permetti di consigliati ed hai voglia di qualcosa di dolce, questa mattina è stata sfornata una deliziosa torta alle mele che accompagnerebbe benissimo la Burrobirra.


    *Le suggerì il ricciolino. Lui per primo aveva assaggiato la leccornia che le aveva suggerito e si era rivelata essere una vera leccornia: cotta al punto giusto, con la degna quantità di mele leggermente inacidite dal limone e senza eccedere con lo zucchero. Davvero perfetta.*


    @Alyssa_Jackson,


  • Alyssa_Jackson

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 1
    Galeoni: 217
       
       

    *Alyssa studió il ragazzo, si capiva che gli piaceva e lo appassionava il lavoro che faceva. Il riccio, infatti, era molto gentile con i clienti, veloce nel suo lavoro e soprattutto molto abile.
    La piccola Jackson era stupida da quel ragazzo che, secondo lei, aveva più o meno la sua età.
    Non aveva mai visto nessuno svolgere il suo lavoro così appassionatamente, nemmeno suo padre che ogni cinque secondi sbuffava innervosito con il viso immerso tra i fogli della sua scrivania.
    La ragazza avrebbe tanto voluto essere appassionata a qualcosa come il barista.
    Si, le piaceva leggere, studiare e passare i suoi pomeriggi in biblioteca ma non la appassionava, molte delle volte si annoiava a morte ma doveva mantenere una media eccellente per i genitori.
    Doveva ottenere tanti successi a Hogwarts se voleva diventare qualcuno e rendere fiere le persone che amava.
    Era a conoscenza che non sarebbe stato facile e che avrebbe dovuto fare tanti sacrifici ma che ci poteva fare? A lei piaceva avere l’approvazione dei suoi genitori, era una priorità per lei.
    La voce vivace del ragazzo interruppe i suoi pensieri e un sorriso si aprì sulle sue labbra.*

    Prego, è solo la verità.

    *Disse al ragazzo. Lo guardò appoggiarsi sul ripiano e poi la sua attenzione si concentrò sul menù che le aveva messo davanti.
    C’erano veramente tante cose buone ma la ragazza voleva un dolce, perfetto per accompagnare la sua Burrobirra.
    Alyssa era una vera golosa, quando si trovava da sola in casa preparava sempre qualche dolce, aveva ereditato la passione della cucina un po’ dalla madre e un po’ dalla nonna, ma a lei piaceva preparare solo i dolci cosa che alle due donne non veniva molto bene. Suo padre la definiva sempre la pasticciera di famiglia.
    Il ricciolino le presentò il menù e le consigliò un dolce.*

    Proprio quello che ci voleva!

    *Pensó la ragazza sorridendo e annuendo tra sè e sè.
    Nonostante preferisse i dolci pieni di cioccolata o panna, non le dispiaceva una bella torta alle mele anzi sarebbe stata proprio perfetta per non farla appesantire, del resto doveva tornare al castello a piedi.*

    Grazie del consiglio.
    Mi andrebbe proprio un po’ di torta alle mele con la mia Burrobirra!


    *Disse entusiasta la ragazza mentre beveva un altro piccolo sorso della sua bevanda. Doveva pur sempre tenerla da parte per la torta.
    Fece un altro caldo sorriso al ragazzo e si mise a guardare un po’ fuori dalla finestra in attesa di gustare un buon dolce.*


    @Alec_White,




    Ultima modifica di Alyssa_Jackson 3 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 361
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    [SALA COMUNE DI GRIFONDORO - ORE 9.30]


    ”Complimenti Quinn, come riesci a perdere tu la concezione di ciò che ti circonda nessuno ci riesce.”

    *La sua giornata era iniziata già da alcune ore, nonostante non l’attendessero nè lezioni nè lavoro si era svegliata presto, come accadeva sempre non riusciva a dormire molto. Sarebbe più corretto dire che in genere non dormiva molto, poi dopo mesi trascorsi a fare le ore piccole e ad alzarsi presto, arrivava quella settimana in cui dormiva anche dieci ore di file, quasi come se il suo corpo dovesse ricaricarsi. Era quello che le era successo la settimana prima, durante la quale le sue lunghe nottate o mattinate sui libri erano state sostituite da lunghe dormite nell’accogliente camera.
    Quella settimana però tutto era tornato alla normalità, da quasi due ore si trovava nella Sala Comune della sua casa. Amava alzarsi presto, quando tutti gli altri ancora dormivano, nel silenzio della torre rosso-oro si concedeva del tempo per sé stessa. Si svegliava con calma e dopo qualche coccola al fedele felino rosso iniziava a prepararsi per la giornata, dopo le quotidiane abluzioni, dedicava la giusta attenzione alla divisa da indossare. Si trovava a proprio agio in quei panni, aveva scoperto chi era indossandoli e se non poteva dedicare il giusto tempo al momento di indossarli le sembrava di iniziare male la giornata. Temeva che alcune sue compagne di stanza la credessero pazza e in fondo molto normale non era, ma quegli indumenti erano il segno del fatto che finalmente aveva trovato un luogo cui sapeva di appartenere. Quello era il suo rituale di gratitudine, gratitudine nei confronti di una vita che tanto le aveva tolto, ma che altrettanto le aveva donato.
    A vederla chiunque la conoscesse avrebbe pensato che fosse una buona giornata per la giovane Grifa, ma a giudicare dai rimproveri mentali dedicati a sé stessa qualcosa non andava. Affondata nella solita poltrona rossa, in cui era altamente probabile trovarla, era talmente concentrata nella lettura di un manuale avanzato di Trasfigurazione chee non si era accorta del trascorrere del tempo. L’ora della colazione era quindi passata e lei era ancora a stomaco vuoto.
    Prendendo coscienza di ciò che la circondava gettò un’occhiata alla finestra, il cielo era terso e il sole splendeva illuminando il paesaggio. Un sorriso si aprì sul suo volto, era una giornata perfetta per una camminata. La primavera si stava avvicinando e di lì a poco i prati si sarebbero colorati di fiori, nell’aria avrebbe potuto sentire il piacevole profumo della natura che iniziava a risvegliarsi. Il pomeriggio l’avrebbe trascorso chiusa tra le mura del castello, per seguire le lezioni, quello era il momento giusto per stare all’aria aperta.
    Concluse la lettura del capitolo che aveva già iniziato e dopo un veloce saluto al siberiano rosso, che ancora riposava sul suo letto nel dormitorio, si diresse verso il parco del castello.*

    [TRE MANICI DI SCOPA - ORE 11.00]


    *In qualche modo quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla passeggiata tra la natura che circondava il castello era diventata una lunga camminata, che l’aveva portata a percorrere le vie del vicino villaggio. Come sempre le accadeva quando iniziava a camminare i piedi avevano scelto da soli dove portarla e alla fine si era ritrovata a camminare più di quanto avesse previsto. Lo stomaco, ancora vuoto, iniziò a fare sentire la propria presenza, giusto quando davanti a lei un’insegna che ben conosceva attirava la sua attenzione.*



    *Erano quasi due settimane che non si recava in quel luogo, tanti erano i bei ricordi legati al pub più famoso di Hogsmeade, tutti però risalivano ai quattro mesi di lavoro. Prima di iniziare a servire ai tavoli non aveva mai trascorso molto tempo tra quei tavoli e giusto poche settimane prima si era ripromessa di rimediare. Fu quel pensiero a spingerla ad entrare nel locale tranquillo.
    Si gettò un’occhiata intorno, non sapeva chi avrebbe trovato al bancone, ma fu ben felice di riconoscere Alec. Era particolarmente affezionata al giovane Tassorosso, in lui aveva riconosciuto qualcosa di sé e sperava che quel lavoro gli facesse del bene, come in fondo aveva fatto a lei. Si fermò qualche istante appena oltre la porta e respirò profondamente lasciando che i confortanti profumi del cibo sortissero il suo effetto benefico.
    Mentre si avvicinava al bancone osservò meglio l’undicenne che serviva, un cambiamento in lui era già avvenuto. Ricordava bene il giorno in cui l’aveva conosciuto, il suo aspetto pallido e il viso triste, ma in quel momento il suo aspetto era più sano e lui sembrava più rilassato. Anche il mese prima quando l’aveva incontrato al ballo in maschera aveva visto dei miglioramenti nell’aspetto, ma l’aveva trovato chiuso in sé stesso e diffidente come a Settembre. Tuttavia quel giorno potè apprezzare un leggero cambiamento, sembrava nato per fare quel lavoro, era educato ed efficiente e lei non poteva che essere contenta di notare quei miglioramenti.*

    Buongiorno Alec! Come stai?
    Finisci pure di servire lei...


    *Non aveva concluso la frase perchè la ragazza accanto a lei, che Alec stava servendo aveva attirato la sua attenzione. Si trattava della sua compagna di stanza, Alyssa, una ragazza al primo anno.*

    Alyssa, che piacere vederti qua!

    Alec, dicevo... io non ho bisogno del menù, desidero una fetta di torta di mele e un succo di zucca.


    *Concluse rivolgendo un caloroso sorriso ad entrambi i ragazzi, era contenta di averli incontrati, quella mattinata si prospettava interessante.*

    @Alec_White, @Alyssa_Jackson,