Hogwarts - 4° Piano
Hogwarts - 4° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Emily_Banks


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 36
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    IN RIVA AL LAGO

    *Le lezioni si erano concluse da poco, e finalmente numerosi studenti dopo la fatica della mattinata, poterono placare il loro appetito in Sala Grande dove ad attenderli c’erano le migliori pietanze preparate dagli elfi che lavoravano nelle cucine. Quella però non era la meta scelta da una ragazza bionda e dagli occhi azzurri come il ghiaccio, che aveva invece deciso di dedicare la pausa pranzo ad uno dei suoi hobby preferiti fin da quando era bambina: la musica. Ed è così che si ritrovò seduta sotto l’albero che più volte le aveva fatto compagnia in momenti come quelli, davanti al silenzio del lago. C’era solo lei e la sua amata chitarra in legno di cedro. Non sapeva di preciso quando si fosse innamorata della musica, ma era sicura che non sarebbe riuscita a farne meno. Per lei era una seconda lingua, talvolta più efficace di qualsiasi parola. Quando era triste, suonava, immergendosi in una realtà quasi onirica tutta sua, dove solo lei conosceva il significato di quella lingua accessibile a pochi. Grazie alla musica il dolore si affievoliva, e con esso il suo animo si alleggeriva. In quei mesi passati, era stata la sua principale medicina.
    Chiuse gli occhi lasciandosi accarezzare dal venticello umido e il silenzio in quel giardino desolato, venne interrotto da una dolce e lenta melodia, prodotta ogni volta che le dita sottili di Emily pizzicavano una delle corde della chitarra.*

    Every day words
    Seem to turn into love songs
    Give your heart and soul to me
    And life will always be
    La vie en rose


    *Ogni parola perfettamente intonata, si perse nello scrosciare della pioggia, che aveva cominciato a scendere dal cielo dipinto da grosse nuvole grigie.
    Era dannatamente brava. Potevi dire che Emily non fosse la tipica ragazza studiosa e rispettosa, ma non si poteva negare l’enorme talento nel canto, che però teneva esclusivamente per sé. Mai aveva fatto di questa sua capacità un oggetto di vanto, anzi, nessuno l’aveva mai sentita cantare, perchè preferiva che fosse lei stessa il suo pubblico.
    Non era da lei intonare canzoni d’amore, solitamente queste rispecchiavano il suo stato d’animo, ma in quel momento aveva preferito così. Anche se non erano lì con lei, dedicava quella dolce melodia, a due persone importanti nella sua vita, nella speranza di ricevere presto loro notizie come coppia.
    E tra quei pensieri ottimistici, a malincuore si alzò dall’erba umida, perchè il tempo per la musica era finito, e cominciava quello dello studio. Con un incantesimo evitò che la sua amata chitarra si rovinasse a contatto con la pioggia durante il tragitto di ritorno al Castello, cercando di evitare le pozzanghere che si erano venute a creare.*

    BIBLIOTECA


    *La biblioteca era diventata ormai tappa fissa in quei giorni, trascorrendo interi pomeriggi immersa tra pergamene e pesanti libri di qualsiasi materia possibile. Quello era l’orario giusto per prendersi i posti migliori vicini alle finestre, dove molte volte si era persa nel contemplare il paesaggio oltre esse, che ormai aveva imparato a memoria. Le ore che la bionda trascorreva in quella stanza non erano proporzionali alla sua produttività nello studio, poichè più che volentieri si perdeva nei suoi stessi pensieri o cominciava a scrivere qualche melodia su un suo diario quando era ispirata. Quini i suoi pomeriggi potevano considerarsi produttivi a seconda dei punti di vista. Prese posto su un tavolo completamente libero, e leggermente isolato rispetto agli altri, appoggiando la chitarra al suo fianco. Con poca grazia appoggiò il libro di difesa contro le arti oscure sul tavolo, aprendolo al capitolo 9. Anche se a insegnarla era una sua amica, sicuramente non avrebbe fatto favoritismi, men che meno con lei, quindi nonostante la poca voglia, cominciò a leggere per compilare il compito richiesto dalla docente. *

    @Dorcas_Moore


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 320
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Era ora di pranzo, ma Dorcas non era in Sala Grande, che novità. Ogni scusa era buona per scamparsela. La stanchezza, gli impegni, lo studio, i compiti arretrati*


    Mangerò più tardi


    *Si, sicuramente. La verità era che mangiare non le piaceva. Non per qualche motivo legato al suo aspetto fisico, semplicemente non aveva sempre fame. Mangiava a orari irregolari, solo quello che voleva lei e a volte, banalmente, non voleva niente. Il problema era che non ne sentiva il bisogno e quindi se ne dimenticava, si perdeva nel suo mondo e lasciava che quella necessità fosse meno impellente delle altre. Tuttavia il suo aspetto non ne risentiva, aveva imparato a tenere se stessa sotto controllo, non voleva rischiare che questa cosa degenerasse. Semplicemente aveva bisogno, ogni tanto, che qualcuno le ricordasse di mangiare.
    Quindi si, avrebbe mangiato, ma non ora, nel pomeriggio, quando ne avrebbe avuto voglia.
    Così se ne stava tranquillamente seduta in biblioteca, non al tavolo, per terra. Aveva scoperto che stare per terra la faceva concentrare meglio e così si era rifugiata in un angolino in fondo alla biblioteca e si era sistemata sul pavimento, una lunga pergamena allungata davanti a sé.
    Non sapeva perché ne avesse presa una così grande, alla fine doveva solo scrivere a sua madre, le sarebbe bastato un bigliettino da visita. Ma alla fine, perché no, poteva divertirsi ad esprimere il suo odio con qualche parola di più, così, tanto per renderla fiera degli sviluppi del suo vocabolario.
    Stava per intingere la piuma nell’inchiostro quando un tonfo la fece trasalire, scattò in piedi e afferrò la bacchetta puntandola sulla fonte del rumore.
    Poi guardò ne guardò la punta, stupita da se stessa, pensando*


    E da quando ho reazioni istintive?


    *Abbassò il braccio, come per nascondere quello che chiunque avrebbe considerato un impulso naturale, ma che per lei era uno scempio alla decenza, e rivolse lo sguardo alla fonte del rumore. Era una ragazza, nello specifico Emily Banks, che a quanto pare aveva deciso bene di spargere i suoi libri con grazia sul tavolo accanto a lei.
    Nel giro di pochi secondi tirò su la più rigida ed arrogante espressione del suo repertorio e rivolse uno sguardo a dir poco infastidito alla ragazza.
    Si erano già viste, non il più piacevole degli incontri, non molti giorni prima ai tre manici di scopa, e poteva dire che aveva avuto di lei la stessa spiacevole impressione.
    Così si limitò a sibilare un avvertimento*


    Più attenzione, per cortesia, è una biblioteca non un campo di quidditch


    *Nessuna inflessione nel tono di voce, nessun cambiamento nell’espressione, solo freddo, impassibile, disgusto. Che, a quanto pare, erano tra le poche emozioni che riusciva ad esprimere al meglio.*


    @Emily_Banks, @Vera_Grace, @Amelia_Smith,


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 3
    Galeoni: 399
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia Smith era alla ricerca di qualche libro interessante, così entrò in biblioteca. Stava per accingersi a cercare qualcosa che le piacesse, quando udì un tonfo. Si guardò attorno, e capì che la fonte del rumore era una ragazzina che aveva "delicatamente" appoggiato i suoi libri. Riconobbe anche una Corvonero che aveva già visto proprio in quel posto, che aveva un'espressione seccata e la sentì dire che quel posto non era un campo da quidditch, chiedendo un po'più di attenzione all'altra. La grifetta, a bassa voce in modo che nessuno potesse sentirla mormorò*
    Che maleducazione. Dovrebbe essere un posto tranquillo, non uno dove sbattere libri e cose varie.
    *Lanciò un'occhiataccia alla rumorosa studentessa, e poi distolse lo sguardo e cominciò a cercare un libro, sperando che quel posto non sarebbe diventato troppo rumoroso per leggerlo in pace. Non riuscì a trovare molto, e silenziosamente continuava a girare da uno scaffale all'altro, forse più per ammazzare il tempo che per leggere davvero qualcosa... passato un po'di tempo, la streghetta si arrese: la sua ricerca era andata male. Così si sedette a un tavolino, poco lontano dalle altre due, pensando ad un'attività alternativa per passare in modo decente il suo tempo.*
    @Dorcas_Moore, @Emily_Banks



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  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 36
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Leggiadra e aggraziata non erano aggettivi adatti per descrivere Emily. Portava confusione ovunque andava, la sua camera ne era una chiara dimostrazione, da sempre una vera esplosione di energia, difficilmente riusciva a stare ferma, e le ore trascorse in biblioteca erano una tortura per i suoi nervi. Non era una cliente abituale di quel luogo, che per altri poteva essere invece il paradiso in terra, e c’erano alcuni particolari su cui non si soffermava, come l’assoluto silenzio che vi doveva regnare. Emily aveva sempre rispettato questa regola fondamentale e che ti garantiva la permanenza in biblioteca, ma non pensava che le persone lì dentro potessero essere così suscettibili al minimo suono.
    Accidentalmente aveva osato appoggiare il libro con poca grazia sul tavolo, e come se avesse scaricato un pesante mattone al posto del volume di difesa contro le arti oscure causando un rumore assordante in tutta la biblioteca, una voce fredda e con tono di rimprovero le giunse chiara alle sue orecchie. Non ebbe neanche il bisogno di guardare in viso la sua interlocutrice per conoscerne l’identità, perché le era bastato sentire la semplice intonazione con cui quelle parole erano state pronunciate per capire che si trattava di Dorcas. Sapeva anche, che se si fosse voltata nella sua direzione avrebbe visto la stessa espressione di disgusto e superiorità che gentilmente le aveva dedicato qualche giorno prima quando si erano conosciute. Istintiva era l’aggettivo giusto per descriverla, e ne diede prova anche in quell’occasione. Non sopportava ricevere una ramanzina per una motivazione così ridicola, e oltre a lei, nessuno dei presenti sembrava così infastidito da quel banalissimo rumore.*

    Dopo 5 anni devo ancora riuscire ad orientarmi. Pensavo di essere al Campo di Quidditch e usare la tua testa come Pluffa!

    *Sibilò a denti stretti con espressione serafica, puntando questa volta i suoi occhi azzurro ghiaccio in quelli di Dorcas. Non aveva sopportato l’atteggiamento della ragazza al loro primo incontro, nonostante Emily nei suoi confronti fosse stata più che educata, rimanendo in silenzio davanti ai suoi modi altezzosi, ma non avrebbe fatto lo stesso anche quella volta.
    Probabilmente chiunque altro poteva giudicare come eccessivo quel suo atteggiamento, ma da sempre quello era il suo modo per difendersi. Pregio o vizio? Quello spettava al giudizio personale di chi voleva conoscere quella bionda tanto orgogliosa quanto sensibile.*


    @Amelia_Smith, @Dorcas_Moore,


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 320
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Non si può dire che Dorcas amasse litigare, non era impulsiva, né tantomeno attaccabrighe. Non parlava mai più del dovuto e soprattutto mai a sproposito. Se non piaceva alle persone era più per qualche motivo legato alla sua faccia, si può dire che non fosse particolarmente abile nel nascondere l’arroganza e il disprezzo, in effetti non ci provava affatto. Ciò nonostante erano sicuramente capiate occasioni in cui la sua opinione si era trovata a divergere con quella degli altri. Anche in questi casi, mai, in assoluto, mai nulla al mondo, era riuscito a farle perdere le staffe. Innervosirla o provocare in lei reazioni altre dal disgusto, era pressappoco impossibile. Ecco perché assistere ai suoi “litigi” assumeva le connotazioni dell’assurdo.
    Era come vedere una palla rimbalzare contro un muro. Le persone parlavano, urlavano, si agitavano e lei restava lì, immobile e imperturbabile, con quell’atteggiamento fastidiosamente lezioso e quel ghigno quasi malvagio. Metteva i brividi.
    Anche in quell’occasione, alla risposta prevedibilmente impulsiva della grifondoro, l’atteggiamento di Dorcas non si sbilanciò in alcun modo. La osservò, mentre le sibilava qualcosa che a suo parere doveva risultare offensivo, e sorrise. Ma non era un sorriso normale. Era eccessivamente naturale, al punto da sembrare orribilmente fuori posto, su quel viso così plastico. Metteva i brividi, molto più di qualsiasi cosa avesse partorito la sua mente per rispondere a quella sparata.
    Sorrise e si voltò, verso la libreria, come in cerca di un libro. Solo allora si decise a risponde, con un tono pacato, affatto accusatorio, come se stessero discorrendo sul tempo.*


    Si, così potrei indicarti la direzione per le porte. Non vorrei che la squadra del grifondoro regalasse qualche punto agli avversari a causa di una cacciatrice con scarso senso dell’orientamento.


    *Nessun tornaconto crudele, nessun accenno di fastidio, nulla che si discostasse dalla sua naturale espressione. Era una ragazzina scolpita nel marmo, nulla l’avrebbe fatta uscire dal calco, nulla.
    Non era come la bionda grifondoro, sapeva che avrebbe ricevuto una risposta a tono, sapeva che non si sarebbe arresa. Ma neanche lei lo avrebbe fatto, mai si sarebbe arresa, aveva solo un modo diverso di combattere, un modo scaltro.
    È vero, Dorcas Moore non amava litigare, solo gli sciocchi litigano. Lei amava soltanto vincere e nessuno le avrebbe impedito di avere l’ultima parola.*


    @Emily_Banks,


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 3
    Galeoni: 399
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia stava ancora pensando a qualcosa da fare, giocherellando annoiata con una ciocca di capelli, quando udì una risposta offensiva all'avvertimento dato dalla Corvonero, e poi una risposta calma, pacata, con un tono che lei non avrebbe mai saputo utilizzare: quando si arrabbiava e perdeva le staffe, era sapeva rendersi veramente antipatica... brutto difetto. Invece la Corvonero sembrava sempre così calma, mai arrabbiata, che quasi l'undicenne provava una specie di ammirazione, anche se a dire il vero non teneva più di tanto a diventare una statua, come la bionda.*
    Bomba in arrivo.
    *disse a bassa voce, sapendo che l'altra non avrebbe mollato tanto in fretta, anzi: avrebbe sicuramente alzato la voce, anche se la grifetta sperava proprio di no, altrimenti avrebbe avuto due opzioni. O andarsene, o chiedere di fare un po' più di silenzio; ci pensò su.*
    Seconda scelta, sto dalla parte della Corvonero.
    *disse, quasi con un sussurro. Almeno, anche se era una cosa terribilmente idiota, avrebbe passato in qualche modo in tempo, che non vedeva l'ora di ammazzare.*
    @Dorcas_Moore,@Emily_Banks


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 36
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Emily aveva l’impressione di parlare con una statua in quel momento: fredda ed impassibile, proprio come Dorcas. Sul suo viso c’era quella perenne espressione altezzosa, e mantenendo sempre un portamento di velata indifferenza, rivolse alla bionda Grifondoro quello che doveva considerare un’offesa. Un sorriso spontaneo e divertito si dipinse sulle labbra della figlia di Godric. Dorcas non conosceva per niente la bionda che sedeva nel tavolo vicino a lei. Emily Banks era la figlia di Jane Smith, ex cercatrice delle Holyhead Harpies, a soli 5 anni era già a cavallo della sua prima scopa e questa cacciatrice senza senso di orientamento a detta di Dorcas, si era guadagnata il posto nella squadra della sua casata proprio in questo ruolo. Il Quidditch le scorreva nel sangue. Era consapevole del suo talento, diventato ora una vera e proprio passione. Non le piaceva vantarsi, anzi sapeva essere particolarmente critica con se stessa, tanto da trovare un difetto in ogni partita giocata e sempre pronta a migliorarsi.
    Non valeva la pena rispondere a tono al giudizio di una persona per cui la sua stima e considerazione erano pari a zero, privando a Dorcas quella dolce soddisfazione. Emily era consapevole delle sue abilità, e poco le interessava se la ragazza pensasse il contrario. *

    Magari saresti anche così gentile da indicarmi dove posso trovare la tua simpatia.

    *Per la prima volta, rivolse un sorriso divertito alla ragazza Corvonero, di cui lei stessa era l’artefice. Se avesse continuato a sorprendere Emily con quei giudizi infondati tanto per dare aria alla bocca, forse sarebbe anche riuscita a trovarla simpatica.
    Quella silenziosa discussione aveva catturato tutta la sua attenzione, accorgendosi solo in quel momento di due occhi curiosi poco lontani che scrutavano le due ragazze. La proprietaria era una sua compagna di casata che non conosceva se non di vista, e probabilmente l’amorevole conversazione tra Emily e Dorcas aveva attirato la sua attenzione. Guardandosi intorno, oltre a quella studentessa, nessun altro dei presenti diede segno di essersi accorto delle due bionde, perchè tutti erano chinati sui loro libri e pergamene. *

    Ciao, perdona le nostre chiacchiere, non ti disturberemo più. Puoi sederti qui se vuoi, è tutto libero.

    *Propose Emily gentilmente, dosando bene il volume della propria voce, per non disturbare gli altri studenti completamenti assorti nei loro compiti. La ragazza come la bionda, sedeva da sola, e magari ad entrambe avrebbe fatto bene un po’ di compagnia.*

    @Amelia_Smith, @Dorcas_Moore,


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 320
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Dorcas prese un libro dallo scaffale verso cui era rivolta. Era un volume di storia della magia del secondo anno, ma la scelta non era stata casuale. Le occorreva per la lettera che stava scrivendo. Sperava di trovare nella storia qualche creatura mitologica con le stesse fattezze di sua madre. D'altronde le lettere di quella donna erano un vero e proprio capolavoro di letteratura mondiale, ogni volta le occorreva un dizionario per capire la natura degli insulti che le venivano rivolti. E certe volte si sentiva in dovere di redigere un trattato della medesima natura, così tanto per non essere da meno.
    Voltandosi, si rivolse nuovamente verso la bionda grifondoro che, prevedibilmente, aveva ritenuto doveroso rispondere a tono alla sua insinuazione.
    Quasi le venne da sorridere nel sentire la risposta della Banks. Simpatia, se c’era una cosa che proprio non aveva mai avuto, era la simpatia. Anche se, doveva ammettere, che riusciva addirittura ad essere divertente se era circondata dalle persone che si era scelta.
    Nonostante ciò la risposta arrivò puntuale, con la pacatezza che la distingueva*


    Mai studiato Wilde, cara? “Per essere simpatico occorre essere mediocre” e, purtroppo, non credo di aver le fattezze né dell’uno, né dell’altro.


    *Aveva citato un autore babbano, proprio così. In effetti sua madre aveva ritenuto doveroso formare i suoi figli sotto ogni branca della cultura. Per lei così come suo padre era libero di studiare le bestie magiche e il loro operato; anche loro potevamo studiare i babbani e il loro operato. L’importante era non sposarsi con loro. In caso contrario nessuno si sarebbe potuto lamentare se Theodore Moore avesse deciso di sposare una delle sue bestie e di lasciare tutta la sua eredità a dei cuccioli di Drago.
    Il ragionamento filava, come dargli torto.
    Dorcas decise di prendere posto sul tavolo, rendendosi conto che sul pavimento la sua pergamena era particolarmente a rischio. Così spostò gli ingombri sparsi su tutta la superficie del tavolo, in modo da ricavarsi una postazione. Allungò la sua pergamena sulla superficie legnosa e la fermò con il manuale di storia della magia.
    Mentre compiva quest’operazione sentì la Banks interagire con un’altra ragazza. Si limitò ad alzare gli occhi al cielo, a quanto pare quel posto si stava trasformando in un circolo ricreativo.
    Cacciò l’inchiostro e vi intinse la sua bellissima piuma nuova. Iniziando a tracciare delle lettere in una particolarissima tecnica calligrafica che allungava le parole in un taglio raffinato ed elegante. *


    Carissima madre,
    ho appreso, con profondo rammarico, le notizie sulla vostra guarigione.



    *Tirò fuori la lettera della madre, aprendola sul tavolo così da avere un raffronto per gli argomenti da discutere. Non occorreva neanche leggerla per percepire il disprezzo che grondava. Anche perché gli insulti e le cattiverie erano scritti in maniera tanto calcata da spiccare sul foglio come fossero di un altro colore. Il che li rendeva visibili anche se ci si sforzava di non guardarli.
    Mentre compiva questi meccanici gesti, del tutto disinteressata all’idea che contenuti così personali fossero alla vista di altri, si limitò ad aggiungere una semplice affermazione a quella della bionda, sul disturbo arrecato*


    Io sicuramente.


    *e tornò a dedicarsi alla sua opera*


    @Emily_Banks, @Amelia_Smith,


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 3
    Galeoni: 399
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *La dodicenne stava osservando le due bionde, nel loro "amichevole" dialogo, quando una delle due, Grifondoro anche lei, le propose di sedersi con lei. Amelia arrossì violentemente, imbarazzata.*
    Oh... scusate, non volevo sembrare maleducata nell'ascoltarvi. Ecco, magari non avrei dovuto farvi da pubblico, scusate.
    *ripetè, veramente preoccupata: che figuraccia, l'avrebbero presa per una spiona che non si fa gli affari suoi.*
    Comunque va bene, se vuoi mi siedo lì.
    *accettò*
    Sempre se a te non da fastidio.
    *Aggiunse subito dopo, rivolta alla Corvonero. Per nulla al mondo avrebbe voluto essere il cosidetto terzo incomodo, ma forse non era il caso di preoccuparsi a quel modo, che caspita. Un conto era essere maleducata, un altro era dipendere dal giudizio degli altri. Certo, attirarsi addosso antipatie anche no, però, prima o poi, avrebbe anche dovuto imparare a fregarsene di ciò che pensavano di lei, anche se non era facile...*
    Emily_Banks, @Dorcas_Moore


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 36
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Non aveva mai particolarmente amato la biblioteca, si sentiva quasi in trappola in quel clima silenzioso e tranquillo non incline al carattere energico di Emily. Se si considerava anche la sua propensione allo studio, il desiderio di recarsi era ancora meno, e l’incontro fortunato con Dorcas non potè che essere la ciliegina sulla torta di quel triste pomeriggio dedicato ai libri. Chi la conosceva bene, sapeva che Emily e la pazienza erano come due rette parallele, e la bionda davanti a lei stava seriamente mettendo a dura prova questa sua piccola mancanza, così come la simpatia lo era per Dorcas. Lei stessa l’aveva ammesso, ma Emily non si stupì a quella sincera affermazione, anzi per la prima, e probabilmente anche ultima, era d’accordo con la bionda. Finalmente i suoi geni da brillante Corvonero erano riusciti a pronunciare una sentenza veritiera.*

    Ringrazia Wilde per la gentile delucidazione, ma l’avevo capito non appena hai aperto bocca. E’ stato davvero un piacere conversare con te, ma i tuoi silenzi sono la parte che più preferisco dei tuoi discorsi.

    *Era venuta in biblioteca con l’intento di studiare, e la situazione non era minimamente cambiata da quando si era seduta al tavolo: libro di difesa contro le arti oscure aperto al capitolo 9 e la pergamena su cui avrebbe dovuto svolgere il compito, ancora vuota.
    Ma lo studio avrebbe dovuto attendere ancora, in quanto la sua attenzione era rivolta alla ragazza che su suo invito, l’aveva raggiunta, scusandosi per aver origliato Emily e Dorcas.*

    Stai tranquilla, evidentemente non ci siamo impegnate a tenere la conversazione privata. Spero che lo spettacolo sia stato di tuo gradimento. Comunque sono Emily, piacere.

    * Determinazione e orgoglio erano tratti distintivi di Emily, ma non mancava in lei una misurata sensibilità. Quel gesto verso la compagna di casata seduta da sola, era stato spontaneo, senza alcun fine, se non quello di essere gentile. Poco le importava se questo potesse infastidire Dorcas, che non si era preoccupata di non mostrarlo. La biblioteca era grande, poteva benissimo prendere le sue cose e andare da qualche altra parte.
    Tuttavia non riuscì a nascondere la sua irritazione, quando la Corvonero prese anche lei posto al tavolo, senza prestare la minima attenzione alla chitarra che Emily aveva appoggiato lì vicino. Prima che potesse cadere a terra con un tonfo, l’afferrò appoggiandola al sicuro vicino a lei.*

    Attenzione, il cedro è un legno delicato.

    *Parlò con una pacatezza di cui lei stessa si stupì, senza alcun segno di irritazione. L’esatto opposto di Dorcas, che con severità aveva rimproverato l’errore accidentale di Emily, scatenandone l’ira. Ma la figlia di Godric non era come lei, aveva ipotizzato che probabilmente la ragazza impegnata com'era a scrivere, involontariamente non aveva prestato la giusta attenzione alla chitarra. *

    @Amelia_Smith, @Dorcas_Moore,


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 3
    Galeoni: 399
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia era ancora imbarazzata per essere stata scoperta ad origliare, ma tornò in sè.*
    Ehm... sì, piacere. Io sono Amelia.
    *Disse subito dopo a Emily. Si sedette dove le aveva indicato la Grifondoro, e poi chiese un consiglio.*
    Sapresti indicarmi qualche libro interessante? Non ne ho trovati, anche se sono sicura che è successo perché non li ho cercati bene, la biblioteca ne è piena.
    *Cambiò argomento, così almeno non avrebbe più dovuto pensare per forza alla figuraccia appena fatta, ma poi non osò più aprire bocca, capì dall'espressione della Corvonero che faticava a sopportare la sua chiacchierata con la sua compagna di casata. Almeno aveva fatto una nuova conoscenza, era già qualcosa per quel noiso pomeriggio... tutto troppo tranquillo, nonostante la discussione fra le altre due. Si sarebbe fatta dare il titolo di un benedetto libro e poi, probabilmente, sarebbe uscita. Erano già in troppe, anche questo l'aveva capito dall'espressione della Corvonero quando Emily l'aveva invitata: aveva alzato gli occhi al cielo. Simpatica no di certo, socievole neppure, forse era più o meno impossibile farsela andare a genio, quella specie di scultura vivente. Per fortuna la sua compagna di casata era molto più... possibile da farsi andare a genio.*
    @Emily_Banks,@Dorcas_Moore


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 320
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Una giornata significativamente stancante, non c’è che dire. Per Dorcas non esisteva nulla di più noioso e snervante dell’interazione sociale. Semplicemente non le piaceva parlare. Riteneva che nel momento in cui l’uomo convertiva il pensiero in parola, questo ne risultasse notevolmente sminuito, al punto dal non essere minimamente degno di nota. E questo non valeva solo per gli altri, anche per se stessa.
    Ecco perché parlava così raramente, perché voleva impedire a se stessa di risultare mediocre. E non esisteva nulla di più mediocre della “conversazione” che aveva avuto luogo in quell’ambiente, a suo parere, sacro.
    Leggeva nello sguardo e nel modo di fare di quella che era stata la sua interlocutrice, una sorta di insofferenza, non solo nei confronti suoi (il che era totalmente comprensibile), ma dello stesso luogo in cui si trovavano. Dunque non le risultò difficile comprendere che non dovesse essere solita trascorrere il suo tempo da quelle parti. Non la giudicava, certo, ognuno ha le sue passioni. Nessuno poteva capire più di lei cosa significasse non sentirsi a suo agio con l’ambiente circostante. Fortuna voleva che la sua arroganza era tale da non identificare in se stessa il problema di tale disagio.
    Fatto sta che non si poteva certo dire che sarebbero potute essere amiche. Non le sembrava avessero qualcosa in comune. A conferma arrivò il commento della ragazza, che a quanto pare sembrava vederle per la prima volta in accordo. Al che si limitò a commentare.*


    Non posso che essere d’accordo. Visto? Non ci vuole molto ad apprezzare il silenzio


    *Nel parlare non aveva neanche alzato la testa dalla pergamena, continuando a tracciare con pragmatica lentezza la parola “pusillanime”. Le piaceva come termine e non era stato difficile inserirlo in quella lettera, d'altronde non esisteva al modo creatura più codarda, vile e meschina di sua madre. Involontariamente si ritrovò anche a sillabarlo a mezza voce, per assicurasi di starlo scrivendo nel modo corretto*

    Pu-sil-là-ni-me, si, si è così.

    *Animo meschino, quale termine più adatto. Mentre era ancora avvolta nei sui pensieri una voce attirò la sua attenzione. Era la ragazzina con qui stava parlando la Banks, voleva domandarle se per lei era un problema la sua presenza lì. Avrebbe quasi voluto dirle che non le interessava minimamente e che per quanto la riguardava avrebbe potuto anche sedersi sul tavolo, fin quanto avesse avuto riguardo di non intaccare la sua sfera personale. Ma dopotutto, era una ragazzina, e Dorcas per quanto potesse essere dura, non era irragionevole. In effetti si poteva dire che avesse un’attenzione particolare per tutti coloro visibilmente più piccoli di lei. Così si limitò a rivolgerle un sorriso accennato, quasi gentile, e a dire*


    Accomodati pure


    *Stava per tornare al suo lavoro quando la voce della bionda attirò la sua attenzione. Evidentemente quando aveva preso posto non aveva fatto caso alla presenza della chitarra della giovane e l’aveva urtata, inavvertitamente. Così si limitò a scuotere il capo, dispiaciuta. Al contrario della grifondoro non avrebbe reagito male, era perfettamente disposta a scusarsi per i suoi errori*


    Oh, mi dispiace, non l’avevo notata, spero che non si sia rovinata.


    *Il suo tono era sinceramente dispiaciuto, non aveva avuto la minima intenzione di farla cadere*


    @Amelia_Smith, @Emily_Banks,


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 36
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Quando aveva deciso di recarsi in biblioteca, non pensava di certo che sarebbe stata coinvolta in quella discussione, grande prova per la sua pazienza, e a causa del suo orgoglio non era certo disposta a stare in silenzio, anche se sapeva che in certe situazioni era la migliore risposta. Ma non quella volta, e non con Dorcas. Anche lei stava usando le stesse armi di Emily, e non sembrava molto incline come la bionda, ad indossare la maschera dell’indifferenza. *

    Soprattutto se tu ne sei l’artefice.

    *La ragazza che si presentò come Amelia, sembrava non notare le scintille tra Emily e Dorcas, o molto probabilmente preferiva non esserne coinvolta, perché come se niente fosse, chiese alla Grifa un consiglio su qualche libro da leggere. Non aveva fatto la scelta migliore rivolgendosi ad Emily, poiché la sua conoscenza in materia era limitata. Le piaceva leggere, ma non era il suo passatempo preferito, preferiva un manico di scopa e sentire l’aria tra i capelli ad un libro. Ma in giornate piovose come quelle, ne riscopriva il piacere, anche grazie ai romanzi spediti da sua mamma che comprava nella libreria babbana vicino a casa. *

    Hai qualche genere che preferisci? Perchè altrimenti posso prestarti questo libro che ho appena finito di leggere. Ti avverto, non è il classico romanzo, ma ha qualcosa di molto particolare, e se sei interessata, lo scoprirai.

    *Estrasse dal suo zaino il libro appena menzionato, e sulla copertina si leggeva “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera, autore babbano, allungandolo sul tavolo in direzione della ragazza. Era stata una lettura diversa da quella a cui era abituata, e anche complicata perchè lo scrittore faceva riferimenti a filosofi babbani di cui non era a conoscenza. Tra le prime pagine compare il nome di Nietzsche e la sua riflessione sull’eterno ritorno del sempre uguale, ossia la ripetizione infinita di tutte le realtà e degli eventi del mondo. Si trattava di un libro che faceva ripensare alle relazioni umane e sentimentali, ed in questo era riuscito a far emergere considerazioni davvero interessanti. Il ruolo della donna, della debolezza, del vicendevole stato di precarietà emotiva che si intreccia con l’incomprensione e l’incompatibilità.
    Tra le ragazze sedute al tavolo calò poi il silenzio, accompagnato dallo scrosciare ininterrotto della pioggia e dalla piuma di Dorcas che graffiava la lunga pergamena a cui dedicava la massima attenzione, e tra una parola e l’altra ne ripeteva qualcuna ad alta voce, per aiutarsi nella scrittura. Ancora una volta il libro di difesa non fu l'oggetto delle attenzioni di Emily, che rivolse il suo sguardo alle finestre completamente bagnate dalla pioggia, su cui scendevano piccole goccioline d’acqua, molto più interessanti del compito che avrebbe dovuto svolgere. E guardandole si sentì piccola ed impotente come loro. Aveva sempre visto Hogwarts come una seconda casa, ma ora non la sentiva più così.
    Le scuse di Dorcas, sinceramente dispiaciuta per aver urtato la sua chitarra, la distolsero dalle sue riflessioni, regalandole strane e confuse emozioni. Era sorpresa di sentire il suo tono gentile, senz'ombra di indifferenza o severità come il solito. La ragazza aveva dimostrato una reazione composta e pacata, molto diversa da quella di Emily quando era stata rimproverata. Non aveva problemi ad ammettere le sue colpe, sapeva quando sbagliava, ma sinceramente quello che non aveva apprezzato di Dorcas era il modo in cui aveva rimproverato l’errore assolutamente accidentale di Emily. La sua reazione era dovuta al suo tono accompagnato dalla solita espressione severa e di disgusto che la Corvonero sfoggiava sul suo viso perennemente indifferente a tutto. Poteva essere risultata maleducata, ma anche Dorcas non era stata da meno. Se si fosse rivolta ad Emily, come quest’ultima aveva fatto con lei, la grifa si sarebbe limitata a scusarsi. tranquillamente.*
    Non si stava giustificando, perchè non ne aveva il bisogno, per chi la conosceva bene quella reazione era più che naturale anche se ad occhi estranei poteva risultare eccessiva. Per tutta la sua vita si era sempre dovuta difendere da pericoli molti più grandi di un semplice rimprovero di una ragazza antipatica, ma era nella sua indole rispondere a tono o alzare la bacchetta quando veniva attaccata. *

    Tranquilla non è successo niente, so che non avevi intenzione di urtarla.
    Penso anche che siamo entrambe ragazze mature per capire di avere le nostre colpe, e alzare bandiera bianca.


    *Tutto era iniziato da un rimprovero per un banale fallo, pronunciato in maniera sbagliata scatenando una reazione altrettanto sbagliata. Emily riconosceva questo errore, ma talvolta era più forte di lei, e non riusciva a controllare quello che usciva dalla sua bocca. Forse era per questo che non aveva amici, era colpa sua e di quel carattere istintivo e orgoglioso? Freya però era stata capace di vedere del buono in Emily, ma adesso lei non era lì con la bionda. Doveva affrontare da sola i corridoi della scuola, sopportando i mormorii dei ragazzi mentre sfilava davanti a loro e ascoltare i pettegolezzi sussurrati a lezione nei suoi confronti. Come faceva a cambiare quando le persone intorno a lei erano così meschini nei suoi confronti, perchè fidarsi? *

    @Amelia_Smith, @Dorcas_Moore,




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