DiagonAlley - Negozi
DiagonAlley - Negozi



Questa Stanza è un negozio.

Lista Articoli in Vendita


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Zack_Plans


  • Zack_Plans

    Serpeverde Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 223
        Zack_Plans
    Serpeverde Responsabile di Casa
       
       

    *Zack era fermo davanti alla sede della Gazzetta del Profeta. Ogni volta che si dirigeva a Diagon Alley aveva sempre avuto l'abitudine di recarsi li per salutare suo padre, ma oramai erano passati un paio d'anni eppure lui continuava a rimanere fermo davanti alla porta d'ingresso osservando l''insegna dell'unico quotidiano letto da maghi e streghe inglesi.
    Aveva sempre ammirato Paul Plans, anche quando aveva scoperto i suoi segreti più oscuri proprio quello che anche Zack, oramai, ave va impresso sull'avambraccio.
    Non era da tanto che aveva impresso sulla pelle chiara, ma che tendeva ad abbronzarsi subito, il marchio che riconosceva i maghi e le streghe che avevano scelto la via oscura della magia. Doveva ancora abituarsi a quella responsabilità ma ne era felice.
    Si ne era felice.
    Si sentiva finalmente parte di qualcosa, dopo anni aveva trovato delle persone con la quale andare d'accordo e che non fossero ragazzini brufolosi come quelli che gli capitavano a Hogwarts.
    Zack era uno studente che si avrebbe dovuto frequentare il settimo e ultimo anno scolastico a Hogwarts e, oltre a quello, possedeva una spilla che attestava che ricopriva la carica di Prefetto.
    Distogliendo lo guardo dall'edificio dove suo padre aveva lavorato fino ad un paio di anni prima, il ragazzo si avviò verso la via principale di Diagon Alley.
    Quel giorno non si sarebbe diretto verso la zona più malfamata di quelle vie, ma semplicemente avrebbe speso i propri galeoni per acquistare il materiale scolastico per il primo settembre alla quale, nonostante sembrasse lontano, non mancava molto.*

    Ho tutto, mi manca solo il kit per la manutenzione della scopa.

    *Pensò tra sé e sé il Serpeverde oramai maggiorenne.
    Teneva molto alla cura della propria scopa volante, che altro non era che una Firebolt che gli era stata regalata per il suo quattordicesimo compleanno.
    Si avvicinò verso il negozio dove poteva trovare ciò che gli mancava.


    Non entrò subito, rimase ad osservare la vetrina.
    Data l'ora, per sua fortuna, non erano numerosi gli adolescenti che facevano a spintoni per osservare l'ultimo modello di scopa volante. Zack adorava il Quidditch, lo trovava una sorta di svago per disperdere il suo stress.
    Osservò la vetrina dai mille colori, ma in un secondo momento qualcosa attirò la sua attenzione proprio quando il suo sguardo si spostò dal manico di scopa in esposizione al resto della merce esposta. Lo sguardo del Serpeverde non si posò su qualcosa ma più precisamente su qualcuno.
    Decise quindi di entrare senza dare troppo nell'occhio come era solito fare, avvicinandosi alla chioma bionda.*

    Mi scusi signorina, lei lavora qua?
    Avrei bisogno di un kit di manutenzione.



    *Affermò ironico, sapendo benissimo che la persona difronte a lui non era una commessa di quel negozio.*


    @Dorcas_Moore,


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 427
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Quindici luglio.
    Mancavano meno di dieci giorni a quello che era stato il loro giorno.
    Si, erano nati in estate, in uno dei mesi più caldi dell’anno, in quel ventiquattro che ancora, a distanza di anni, sapeva di regali e caramelle.
    Quel ventiquattro che era stato teatro della sua più grande tragedia, che le lasciava addosso il retrogusto amaro della sconfitta, della perdita, della debolezza.
    Più quella data si avvicinava, più il magone cresceva, tormentandola notte e giorno con il ricordo di quell’ultima, grande, festa che li aveva visti insieme.
    Da quel giorno nulla era stato più lo stesso. Ogni cosa, nella sua vita, aveva perso colore, abbandonandola a se stessa e al suo rimorso.

    Era stata proprio quella data, a riportarla lì, nella calura collosa e opprimente di una Londra desolata, tra le stradine arse dal sole di una Diagon Alley stranamente sgombra.
    Aveva trascorso gran parte della sua estate nel suo accogliente Maniero Scozzese, godendo selle temperature più miti e della solitudine dei suoi giardini, nonché della lontananza dei suoi genitori.
    Tante volte aveva ricercato la compagnia degli amici più disparati, circondandosi del loro vuoto ciarlare e delle loro risate altezzose. Snob purosangue come lei, persone del suo livello capaci di comprendere il suo umore e la sua freddezza, senza aspettarsi null’altro che quello.
    Era stata bene, a modo suo, in quel rifugio lontano dal mondo, riempito allo sfinimento di voci, risate, persone, così da tenere lontano quel vuoto opprimente che la rincorreva.
    Ogni giorno era una festa, un party, un ballo o come preferivano chiamarlo. Ogni giorno era un tripudio di persone, di voci, di vita. Stava bene, era felice.
    Ma era dovuta tornare lì.
    Bisognava organizzare una grande festa, festeggiare quel dannato giorno e, a quanto pare, era richiesta la sua presenza. Perché Lysander se lo ricordava solo lei.
    Era stata solo lei a perdere un figlio, un fratello, un amico. Non loro. Solo lei.
    A loro importava solo che il mondo godesse dell’opulenza dei loro castelli, dei galeoni che sgorgavano dalle loro fontane, del benessere e della gioia delle loro vite.
    E lei non poteva sopportarlo.
    Non poteva gestire un secondo di più il silenzio di quella casa, l’indifferenza delle persone che l’abitavano, il suono delle loro ipocrite voci.
    Ed era uscita.
    Aveva preso la prima scusa che le fosse sembrata plausibile ed era andata via.
    Potevano mandare un domestico da Accessori ma no, doveva andare lei.*


    Lo sai padre, le scope sono come le scarpe, potrebbe venirmi voglia di comprarne una nuova mentre sono per strada.


    *Alla fine non era stato necessario convincerlo. Voleva anche lui che si togliesse dai piedi. Tutti loro volevano. Nessuno amava nessuno in quella casa. Raggiunta la maggiore età le avrebbero appioppato qualche maniero e non si sarebbero visti mai più.
    Sospirò, specchiandosi nella vetrina del negozio prima di entrare. Era oggettivamente bella, come al solito, neanche un capello fuori posto, un’eleganza ineguagliabile in ogni fibra del suo essere.



    Sorrise alla sua immagine riflessa e varcò la soglia del negozio.
    Incredibile che ci fosse da aspettare.
    Si mise in fila, le braccia incrociate sul petto, l’espressione compostamente altezzosa e attese, fino a quando una voce attirò la sua attenzione.
    Qualcuno l’aveva scambiata per una dipendente del negozio il che la irritò non poco.*


    Le sembro una...


    *Si voltò, per fronteggiare chiunque avesse osato darle della commessa, quando le parole le morirono sulle labbra. Un volto, particolarmente familiare, incontrò il suo campo visivo, trasformando la sua espressione irritata in un piacevole stupore.
    Zack Plans si ergeva al suo cospetto, accompagnato dal suo solito sorriso scanzonato e da quella familiarità che la metteva inaspettatamente a proprio agio. *


    Zack Plans, da quanto tempo


    *Si limitò a constatare, un insopprimibile sorrisetto ad armonizzare l’espressione altezzosa.
    Effettivamente era almeno un mese che non si vedevano, e ad ancora più tempo risaliva l’ultima volta che avevano parlato. Bensì la sala dei trofei nascondesse un ricordo ben più profondo delle parole.
    Passo distrattamente in rassegna la sua immagine, accarezzando con lo sguardo la sua postura sicura e ogni tratto del suo volto. Incredibile come il tempo li avesse resi diversi, a distanza di mesi notava quanto in lui potesse risultare maturato, dall’ultima volta che aveva potuto osservarlo così da vicino.
    Era rimasto poco, in loro, a ricordare quei ragazzini altezzosi e viziati che avevano varcato per la prima volta la soglia di Hogwarts. Malgrado fossero, tutt’ora dei ragazzini altezzosi e viziati. Quello, probabilmente, non sarebbe cambiato mai. *


    Cosa la porta da queste parti, prefetto?


    *Si decise a domandare, appellandolo con quel titolo che aveva deliberatamente ignorato per proteggerla. Non era solita chiamare le persone per nome, non in pubblico, temeva sempre di mostrare una familiarità non necessariamente gradita. D'altronde, il loro unico approccio era stato frutto di una notte lontana, non voleva attribuirgli un valore che, probabilmente, era stato solo suo.
    Anche se, nel profondo, non poteva impedire a se stessa di sperare che non fosse così.*


    @Zack_Plans,


  • Zack_Plans

    Serpeverde Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 223
        Zack_Plans
    Serpeverde Responsabile di Casa
       
       

    Le sembro una...

    *Disse la ragazza senza rigarsi, quando però vide difronte a sé proprio quel Serepverde Dorcas si fermò nel parlare, rivolgendosi a lui per nome e cognome. Zack aggrottò la fronte, da quando Drocas Moore chiamava gli altri per nome, di solito non era cosa che faceva.*

    Zack Plans, da quanto tempo

    *Disse la bionda ragazza dai grandi occhi espressivi che aveva imparato a conoscere quasi un mese prima.
    Aveva ragione, era passato tanto tempo.
    Il tempo era voltato, tra esami e tutto il resto non aveva avuto l'occasione di parlarle in tranquillità o anche solo di rimanere da solo con lei e osservarla nei grandi occhi aveva aveva osservato quella sera per tanto tempo. Inoltre Zack Plans da quella sera era un turbinio di emozioni e sensazioni che non riusciva però a placare. Tutto quello era nuovo per quel ragazzo altezzoso e scorbutico ai più.
    Dorcas contrastò il suo sorrisetto beffardo con uno dei suoi che, in quell'occasione non le donava la sua solita aria altezzosa che mostrava per i corridoi del castello di Hogwarts.
    La osservò: era, come sempre, davvero bella. Anche semplice con una camicia di notte era una ragazza degna di nota, ma quel pomeriggio sembrava essere ancora più intrigante del solito. Zack la osservò da capo a piedi, cercando di rimanere impassibile nonostante le persone attorno a loro.*

    Cosa la porta da queste parti, prefetto?

    *Domandò la bionda corvonero, appellandolo con quel modo che tanto lui destava. Detestava essere un Prefetto di Hogwarts, non tanto per le regole che doveva far rispettare ma per le regole che lui stesso doveva rispettare per dare il buon esempio.. ma quando mai Zack Plans aveva dato il buon esempio in qualcosa? Per sua fortuna l'ultimo anno scolastico giungeva al suo inizio.
    Zack si avvicinò istintivamente ancora di più alla ragazza vestita di blu e d'azzurro.*

    Probabilmente per il tuo stesso motivo.

    *Affermò ironico, il ragazzo in jeans e con le maniche della camicia bianca tirate fino al gomito, spiegando poi che gli serviva un kit di manutenzione per la sua scopa volante che tanto amava cavalcare. La osservò: nell'osservarla gli vennero in mente tutte le chiacchierate che si erano fatti quella fatidica sera nella Sala dei Trofei e, oltre alle chiacchiere gli tornarono in mente tante altre cose.
    Il suo profumo, la sua pelle fredda al primo tatto e le loro mani intrecciate oltre che l'incontro inaspettato tra le loro labbra. Era stata la loro unica volta, ma sperava si sarebbe ripetuto.
    Il Serpeverde si schiarì la voce.*

    Ehm.. che ne dici se dopo andassimo.. a prenderci un gelato assieme? O qualsiasi altra cosa.. assieme.


    *Aveva diciassette anni, era formalmente un mago entrato finalmente nell'età adulta, ma mai fino a quel momento aveva mai chiesto ad una ragazza un appuntamento. Era sempre rimasto in disparte a crogiolarsi nel suo brodo e nel suo mondo.*

    @Dorcas_Moore,


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 427
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Zack Plans, era proprio lui, davanti a lei, con il suo sorriso altezzoso e i suoi modi eleganti. E lei, ancora una volta, come tante notti prima, non riusciva ad impedirsi di sorridere.
    Non capiva cosa le fosse preso, che ascendente quel ragazzo avesse su di lei, ma la faceva sentire bene.
    Le cose non andavano quasi mai per il verso giusto da quando aveva rimesso piede a Londra.
    Due settimane in cui non aveva fatto altro che crogiolarsi nella solitudine e nella noia, avvolta da quella calura opprimente e dalla sterile monotonia di casa sua.

    In effetti erano mesi che le cose non andavano per il verso giusto… anni. Anni in cui non era stata più se stessa, in cui aveva perso ogni traccia del suo essere. Anni di solitudine, avvolta da quell’ingestibile dolore.

    Eppure. Ora sorrideva. Avvolta da quella luce e da quel calore che sentiva così raramente.
    Credeva di aver dimenticato cosa significasse sorridere per nulla, essere felici senza motivo, provare piacere nella compagnia di un’altra persona.
    Credeva di non poterle provare più quelle cose. Invece le aveva ritrovate in una delle ultime persone in cui si sarebbe aspettata di trovarle.

    Ridacchiò, avvicinandosi a sua volta alla figura del ragazzo, provando quasi l’istinto di allungare una mano a sfiorargli il braccio. Anche qui, non avrebbe saputo spiegarsi il motivo.*


    Ah anche tu sei qui per chiedere se hanno una scopa da corsa rosa confetto? Lo dicevo che non era una richiesta assurda.


    *Scherzò in risposta all’affermazione del ragazzo. In verità era lì per ritirare un ordine di suo padre, non sapeva neanche di che si trattasse, ma non aveva potuto impedirsi di prenderlo in giro.

    Si passò una mano trai lunghi capelli biondi. Li aveva sciolti, stranamente. L’ultima volta che non li aveva raccolti era stata quella fatidica notte. Solo che stavolta non erano disordinati, li aveva tenuti naturali, rivelando dei morbidi riccioli biondi che le arrivavano fino alla base della schiena.
    Non li portava così da almeno dieci anni.
    Qualcosa, quel giorno, l’aveva spinta a cambiare.
    Sollevò leggermente la gonna, che le intralciava il cammino e si sporse lievemente verso di lui, avvicinandosi quel tanto che bastava a delimitare un discreto cerchio di conversazione. D’altronde erano nel bel mezzo di un negozio.

    Quando il ragazzo parlò nuovamente, il sorriso di Dorcas si illuminò di una nuova luce. Sperava che glielo chiedesse. Annuì, senza distogliere lo sguardo dal suo. Un cenno aggraziato seguito da un tono dolcemente divertito.*


    Mh, dico che mi piacerebbe molto prendere un gelato, o qualsiasi altra cosa, insieme a te.


    *Proprio in quel momento la sua attenzione venne richiamata al bancone, si avvicinò, prese il materiale ordinato da suo padre e pagò, per poi tornare nei pressi del ragazzo, rivolgendosi a lui con un piccolo inchino scherzoso.*


    Al suo servizio, signor Plans.



    @Zack_Plans




    Ultima modifica di Dorcas_Moore 2 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Zack_Plans

    Serpeverde Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 223
        Zack_Plans
    Serpeverde Responsabile di Casa
       
       

    *Quando la vedeva si sentiva.. strano, una sensazione che mai prima aveva provato. Vederla lo metteva di buon umore ed era una cosa che raramente accadeva a Zack Plans, diciassettenne e Prefetto di Serpeverde.*

    Ah anche tu sei qui per chiedere se hanno una scopa da corsa rosa confetto? Lo dicevo che non era una richiesta assurda.

    *Disse la bionda scherzosamente, affermazione alla quale però Zack non potè far altro che ridacchiare per la sua assurdità.*

    Il rosa confetto è il mio colore preferito, non lo sapevi?!

    *Affermò anche lui scherzando.
    La osservò meglio: I capelli li aveva sciolti come quella sera, solo che quel giorno erano in ordine perfetto e neanche una ciocca era fuori posto. I riccioli color dell'oro gli ricadevano sulle spalle fino a raggiungere la base della schiena. Probabilmente qualche altro studenti non l'avrebbe riconosciuta quel pomeriggio, dato che era così diversa da quando indossava la sua divisa blu-bronzo.
    Fu in quel momento che la ragazza si avvicinò a lui, mettendolo lievemente in imbarazzo. Solo lei era capace di farlo sentire in quel modo, e l'aveva scoperto dopo quella strana sera nella Sala dei Trofei.*

    Mh, dico che mi piacerebbe molto prendere un gelato, o qualsiasi altra cosa, insieme a te.

    *Disse la strega bionda. Zack stava per risponderle quando, proprio in quel momento, la ragazza difronte a lui venne richiamata al bancone per ritirare gli oggetti per la quale si era recata li. Dopo aver sborsato i suoi galeoni se ne tornò difronte a Zack, rivolgendosi a lui con un piccolo inchino scherzoso.*

    Al suo servizio, signor Plans.

    *Zack la guardò curioso.
    Dopo aver raggiunto lui il bancone e aver acquistato il kit di manutenzione - che gli serviva per mantenere la propria scopa volante in ordine e funzionante – tornò da Dorcas che lo aveva aspettato.*

    Direi che ora magari un gelato ci sta. *Disse riferito alla proposta precedente.* Vuoi che ti tenga io i pacchi nel frattempo?

    *Averla incontrata li era stata una sorpresa, così come era una novità – per il diciassettenne – averla invitata da qualche parte. Non era il tipo da invitare le persone ad uscire o simile, ma dopo quella sera aveva scoperto una parte di sé che teneva nascosta anche a se stesso.
    Osservò Dorcas, speranzoso di non risultare troppo smielato. Non era da lui esserlo, e mai lo sarebbe stato, ma passare un po' di tempo con lei gli sarebbe piaciuto.*

    @Dorcas_Moore,