DiagonAlley
DiagonAlley


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Emily_Banks


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 119
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *La scuola aveva chiuso le sue porte, ed Emily potè finalmente lasciarsi alle spalle i pettegolezzi che l’avevano perseguitata per tutto l’anno e il grembiule dei Tre Manici di Scopa. A differenza di molti altri studenti non aveva salutato Hogwarts con il cuore triste, anzi era stata felice e sollevata di poter tornare a casa, seppur non fosse il miglior luogo in cui trascorrere le vacanze. La villa della sua famiglia sorgeva in un piccolo paese fuori Londra, in cui abitava fin da quando era nata: all’apparenza era la casa che tutti sognavano, ma una volta scoperta la storia di chi l’abitava, l’invidia sarebbe subito scemata. Seppur ora, fosse lontana dall’essere la casa felice dei suoi ricordi, vi era comunque affezionata, e non era incline ad andarsene, anche se talvolta ne sentiva il desiderio. Tornare a casa, aveva risvegliato gli incubi, i timori e il dolore, che Emily con pazienza aveva cercato di soffocare, ricordandole ogni giorno perchè odiava il suo cognome, Banks. Era troppo, chiedere di essere una sedicenne come tutte le altre? L’unica sua consolazione, era poter indossare quella maschera, in compagnia delle sue “amiche” babbane, che abitavano nel suo stesso paese. Ai loro occhi, era una sedicenne qualunque, rimasta senza papà, perchè morto a causa di un tumore, e che aveva la fortuna di studiare all’estero. Era solo Emily Banks, niente di più, e questo le piaceva. Oltre a trascorrere le giornate in compagnia di gente babbana o con i suoi familiari, manteneva anche a casa, l’abitudine di isolarsi. Suonava per ore, fino a quando le corde della chitarra lasciavano il loro segno sui polpastrelli, deliziando i vicini e i passanti con la sua soave voce. Il pianoforte, rimasto in silenzio per troppo tempo dopo la morte di suo padre, ritornò a cullare le mura di villa Banks con dolci melodie, come piaceva a Paul. Leggeva, molto più del solito, e giocava assiduamente a Quidditch, come valvola di sfoga e per affinare le sue abilità come cacciatrice. Aveva un talento naturale per quello sport, come per la musica, nel suo futuro non vedeva un lavoro noioso dietro una scrivania al Ministero, ma si immaginava come Auror, o far della passione per il Quidditch, la sua professione. In questo aveva il pieno appoggio della madre, che grazie al suo talento era riuscita a guadagnarsi il ruolo di cercatrice nelle Holyhead Harpies, subito dopo i M.A.G.O. Seppur fu breve la sua carriera, ancora oggi il suo nome era sulla bocca di tutti, e i tifosi non avevano dimenticato le prestazioni di Jane in campo e le numerose partite che aveva fatto vincere. Sapeva che la madre, nonostante non si fosse pentita della scelta di abbandonare le vesti da cercatrice, e indossare quelli da madre, le mancasse quello sport, e forse c’era qualche speranza di rivederla dentro uno Stadio, prima o poi. Tra qualche giorno infatti, nella villa si sarebbe tenuta una cena importante, la motivazione era sconosciuta ad Emily, in quanto Jane era rimasta sempre vaga nel rispondere alle domande della figlia, ma dai suoi sguardi e parole, trapelava una malcelata felicità, che da tanto tempo non vedeva sul suo volto. Tuttavia, era stata molto precisa e chiara nel comandare a bacchetta Emily, affinchè quell’evento riuscisse alla perfezione, ordinandole alcune commissioni a Diagon Alley. Così in quel caldo pomeriggio, passeggiava tra le vie della cittadina, entrando e uscendo da un negozio all’altro, per comprare quello che sua madre le aveva chiesto. Un locale, in particolare, attirò l’attenzione della bionda: la Gelateria Fortebraccio, gremito di clienti, che in fila aspettavano di poter gustare quel cremoso e rinfrescante dolce, tanto famoso tra i babbani. *

    Un gelato alla nocciola, grazie mille.

    *Chiese gentilmente al gelataio di turno, dopo aver aspettato pazientemente il suo turno. Essendo cresciuta da una madre Nata-Babbana, per lei quel dolce non era una particolarità, e anche nel suo paesino c’era un’ottima gelateria che era solita frequentare nel periodo estivo. Tuttavia, il podio l’aveva conquistato l’Italia, che poteva vantarsi di avere il gelato più buono, assaggiato quando vi era andata in vacanza. Anche Fortebraccio, aveva il suo perchè, e una dimostrazione era la fila di clienti fuori dal locale. Nonostante la grande affluenza, riuscì a trovare un tavolino libero su cui sedersi, e poter gustare tranquillamente il suo gelato. *

    @Sarah_Jonson,




    Ultima modifica di Emily_Banks mese scorso, modificato 1 volta in totale


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 262
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    [Diagon Alley - ore 16.16]


    *La fine del mese di luglio era quasi giunta ormai, ma per fortuna non quella dell'estate. Si poteva respirare l'aria che emanava la stagione più calda dell'anno, che metteva allegria e grinta quasi a tutti. Quel pomeriggio Sarah Jonson si trovava a Diagon Alley, una cittadina del mondo magico che si trovava in Gran Bretagna. Per arrivarvi le era bastato uscire dalla sua casa di Londra, camminare per le strade affollate da persone e auto fino a raggiungere il Paiolo Magico, esso si trovava a Charing Cross Road. Ricordava di quando, da bambina, non aveva idea di cosa ci fosse dietro a quel locale, così come non lo sapevano tutt'ora i Babbani che aveva incrociato. Una volta entrata le bastò dare un leggero colpo con la mano destra ai corretti mattoni di un muro, che la fecero passare, presentando l'inizio delle stradine. Un'alternativa sarebbe stata arrivarci con la Polvere Volante o smaterializzandosi, ma la rossa era troppo piccola per usare questi mezzi di trasporto magici piuttosto rischiosi per una strega inesperta come lei. Indossava dei pantaloni blu che le arrivavano alle ginocchia, insieme a una t-shirt viola e al suo solito paio di scarpe bianche, infine i suoi capelli rossi e mossi erano raccolti in una lunga treccia laterale. Non c'era un motivo specifico per cui si era recata nella città magica, ma sicuramente avrebbe speso i galeoni, che teneva al sicuro in una tasca dello zaino blu che teneva sulle spalle, facendo qualche commissione. Camminando tranquillamente lungo le strade piene di gente, nonostante facesse quasi fatica ad orientarsi, diede alcuni sguardi veloci alle vetrine e se qualcosa la colpiva si decideva ad entrare per comprare qualcosa di utile. Vi si trovavano molti negozi, ristoranti e moltissime altre cose, a catturare maggiormente la sua attenzione erano quelli con i tavoli esterni e degli ombrelloni colorati, che le trasmettevano energia positiva. Era appena uscita dal Ghirigoro, un negozio in cui gli studenti della Scuola di Magia e Stregoneria potevano acquistare il materiale scolastico e libri in generale, dopo aver comprato qualche oggetto utile per l'inizio a settembre della scuola, quando i suoi occhi verde smeraldo furono catturati dalla vista della Gelateria Fortebraccio, che si trovava nel lato Nord di Diagon Alley. Effettivamente faceva molto caldo e un buon gelato non avrebbe fatto male, anzi si sarebbe rinfrescata notevolmente, dato che il sole picchiava fortemente. Prima di dirigersi nel locale che si trovava a pochi metri da lei controllò l'ora, erano le quattro del pomeriggio, così avrebbe potuto fare anche una squisita merenda. Cominciò così, a passo svelto, a raggiungere la famosa gelateria magica.*

    [Gelateria Fortebraccio - ore 16.33]


    *Come c'era da aspettarselo il locale era pieno di maghi e streghe, alcuni seduti suoi tavoli a chiacchierare fra loro gustando il loro gelato, oppure a fare la fila per attendere con pazienza il proprio turno. La Jonson si mise in fondo alla fila aspettando il momento in cui poter ordinare. Aveva ancora da pensare al gusto di gelato, ne aveva molti di preferiti, così iniziò a sbirciare il bancone in cui poteva intravedere i gelati presenti. Dato che era una gelateria magica, vendeva anche gelati particolarmente strani, quindi per non rischiare troppo decise di ordinare una pallina alla stracciatella. Appena la gente davanti a lei fu servita venne finalmente il suo di turno, sorrise al gelataio e disse con voce decisa.*

    Un cono alla stracciatella, per favore.



    *Mentre il gelataio preparava la sua ordinazione, ella gli porse continuando a sorridere i galeoni necessari per pagare il gelato. Prese poi fra le mani quest'ultimo, iniziando ad assaporare quella delizia. Adorava i gelati durante l'estate e infatti in quel momento si sentì meno accaldata di quanto lo fosse prima. Era giunto però il momento di trovare un tavolo libero per poterlo mangiare, ma per sua sfortuna non lo trovò. Individuò una figura dalla chioma bionda seduta su uno dei tavolo tutta sola, forse avrebbe potuto chiedere a lei se poteva accomodarsi... Riprese a camminare fino a che non si trovò vicino alla ragazza che doveva avere circa sedici anni, probabilmente frequentava Hogwarts ma non le sembrava di averla incrociata fra i Corridoi del Castello e anche se fosse non se n'era accorta, tanti erano gli studenti che lo affollavano! Rivolse anche alla giovane sconosciuta un sorriso per poi presentarsi.*

    Ciao, io sono Sarah, è un piacere conoscerti! Posso sedermi? Non vedo molti altri posti liberi...



    *Disse facendo un cenno verso la tanta gente che riempiva quasi tutti i tavoli, per poi porgere la mano alla bionda che aveva un'aria simpatica. Sperava di poter chiacchierare con lei e perchè non iniziarci un'amicizia?*

    @Emily_Banks,


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 119
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Quel sabato pomeriggio, la vivace cittadina era particolarmente affollata, cogliendo la bionda sedicenne di sorpresa: era Luglio inoltrato, il periodo perfetto per scappare dalla calura estiva, rifugiandosi al fresco delle montagne o sguazzando nel mare. Emily avrebbe tanto desiderato essere uno di quei fortunati, sarebbe stata una buona alternativa alla monotonia delle sue giornate che trascorreva nella villa londinese. Una meta tanto agognata era l’Italia, che con il suo patrimonio artistico e culinario l’aveva sempre affascinata, ma era anche affezionata a quella bella penisola a forma di stivale, perchè era stata l’ultima vacanza che aveva fatto insieme a suo padre. Quell’estate invece, l’avrebbe trascorsa nel silenzio della casa a Londra, in quanto sua madre non si fidava ancora a viaggiare, e doveva inoltre concludere importanti questioni di lavoro, ed era quello il motivo che l’aveva portata nell’affollata cittadina. Tuttavia, già che era di passaggio, la Gelateria Fortebraccio era una tappa obbligatoria, per rinvigorirsi dalla calura estiva, e la fortuna le era stranamente venuta incontro, perchè non solo era riuscita a trovare un tavolo libero, ma era anche all’ombra, al riparo dai raggi del sole. Guardandosi intorno, si accorse che era l’unica cliente seduta da sola: questo non le dispiaceva, era abituata alla sua compagnia, col tempo aveva imparato ad apprezzarla, ma la faceva anche riflettere. Oltre a Freya, non aveva rapporti con altri suoi coetanei, escluse quelle amicizie occasionali del suo paese, nessuno da invitare per prendere un semplice gelato in compagnia. *

    Ciao, io sono Sarah, è un piacere conoscerti! Posso sedermi? Non vedo molti altri posti liberi…

    *C’era qualche essere superiore che stava origliando i suoi pensieri? In piedi davanti a lei, c’era una ragazza probabilmente coetanea di Emily, ma quel viso sorridente, e i lunghi capelli rossi, non le erano famigliari. Poteva essere anche lei, come la bionda una studentessa di Hogwarts, o era semplicemente venuta in vacanza da quelle parti. La ragazza, che si presentò come Sarah, era in compagnia solo del suo gelato, e sembrava proprio che la fortuna le fosse venuta incontro ancora una volta, portandole qualcuno che occuppasse la sedia libera vicino a lei.

    Ciao Sarah, piacere di conoscerti, io sono Emily. Siediti pure, non sto aspettando nessuno. Sei una studentessa di Hogwarts o sei qui in vacanza?



    *Rivolse un grande sorriso alla ragazza, stringendo delicatamente con la mano quella che la ragazza le porgeva, felice di essere in sua compagnia, nonostante conoscesse solo il nome. Emily era consapevole di essere responsabile della sua solitudine, tuttavia non le dispiaceva chiacchierare con qualcuno che non fossero i suoi pensieri. *

    @Sarah_Jonson,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 262
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Non c'era nulla di meglio che gustare e assaporare un fresco gelato per sfuggire dal forte caldo che iniziava a farsi sentire sempre di più. Soprattutto in quel sabato di luglio in cui il sole picchiava forte a Diagon Alley, una cittadina magica non poco distante dalla capitale dell'Inghilterra. Per quell'estate non aveva grandi programmi, aveva intenzione di riposarsi e stare tranquilla, voleva godersi la stagione più calda dell'anno senza pensare allo studio, per dedicarsi ad esso a sua disposizione aveva l'anno scolastico ad Hogwarts, che sarebbe iniziato il primo settembre. Forse i suoi genitori avevano intenzione di andare in vacanza in qualche città in giro per il mondo oppure in una località di mare. Dopo aver acquistato il suo gelato e averlo assaporato per un breve istante si era accorta di un tavolo libero su cui era seduta una giovane dai capelli biondi, oltre al fatto che non vi erano tanti tavoli liberi, dato l'affollamento nella gelateria, aveva voglia di chiacchierare con qualcuno e avvicinandosi alla ragazza che sembrava avere più o meno la sua stessa identica età pensò che fosse l'occasione giusta per scambiare quattro chiacchiere in compagnia. Con il gelato ancora in mano e lo zaino sulle spalle si era presentata chiedendo se potesse accomodarsi facendo notare i pochi posti liberi. La ragazza si presentò come Emily, dicendo che per lei era un piacere fare la sua conoscenza, lasciandola sedere al suo stesso tavolo poiché non aspettava nessuno. Dopo che la biondina le strinse la mano la quattordicenne continuando a sorridere gentilmente si accomodò nella sedia libera, appoggiando lo zainetto azzurro a terra. Diede un'altra leccatina alla pallina di stracciatella adagiata sul cono, ascoltando la domanda di Emily, che chiedeva se fosse una studentessa di Hogwarts oppure fosse semplicemente lì in vacanza.*

    Sono una studentessa di Hogwarts, una Corvonero per l'esattezza, a Settembre inizierò il quinto anno! Tu, invece?



    *Puntualizzò, per poi rivolgere alla giovane di fronte la medesima domanda. Mentre attendeva una risposta, guardò per qualche istante il gelato che teneva fra le mani la Banks, doveva trattarsi di uno alla nocciola, nonchè uno fra i tanti dei suoi gusti preferiti.*


    @Emily_Banks,


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 119
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    *Sarah, come Emily, non solo era una studentessa di Hogwarts, ma anche lei avrebbe frequentato il quinto anno, quello dei temuti G.U.F.O. Al momento non erano una preoccupazione della bionda sedicenne, in quanto lo studio mai era stato tra le sue priorità, tuttavia era ben consapevole che gli esami avrebbero ridimensionato il suo atteggiamento nei confronti della scuola. Sapeva dell’incidenza che avevano sulla sua futura scelta professionale, ancora un punto interrogativo per lei. Nella monotonia delle giornate appena trascorse, il suo futuro era stato oggetto di riflessione, giungendo alla conclusione che dopo anni trascorsi sui banchi di scuola, non desiderava di certo trascorrere nuovamente le sue giornate dietro una scrivania del Ministero o in veste di professoressa ad Hogwarts. Nonostante fosse piuttosto sicura di sapere quello che non avrebbe fatto una volta terminati i M.A.G.O, la strada verso la scelta finale era ancora lunga, e magari durante il tragitto, sarebbe riuscita a schiarirsi le idee. *

    Anche io frequenterò il quinto anno ad Hogwarts, ma la mia casata porta i colori rosso-oro.

    *Come i suoi genitori era una Grifondoro, e così tanti altri membri della famiglia Banks erano stati scelti dal Cappello come figli di Godric. Jane e Paul, nonostante la lunga discendenza rosso-oro, non avevano dato importanza alla casata a cui Emily sarebbe stata destinata una volta arrivata ad Hogwarts, ma bensì temevano le punizioni che la figlia, a causa del suo carattere, avrebbe collezionato. Fin da piccola, aveva dimostrato di essere una calamita per i guai, sempre attratta dal pericolo, e le minacce dei suoi genitori non erano stati sufficienti per fermarla. Arrivata ad Hogwarts, la Foresta Proibita l’aveva affascinata fin dal primo giorno, e nonostante le regole vietassero categoricamente l’accesso, era stata il suo rifugio durante le notti insonni o meta per le sue scappatelle durante il coprifuoco. I timori dei coniugi Banks divennero presto realtà, perchè Emily in quei anni di scuola aveva ricevuto più di una punizione, che fortunatamente si contavano sulle dita di una mano, rispetto alle regole effettivamente non rispettate. *

    Se non sono invadente, cosa ti porta a Diagon Alley con questo caldo?

    *Della ragazza conosceva solo il nome, e nonostante fosse una studentessa di Hogwarts, il suo volto non lo associava a nessuno dei tanti che aveva visto tra le mura della scuola. Probabilmente essendo coetanee avevano frequentato delle classi in comune, ma prima di quel pomeriggio non c’era stata l’occasione per conoscersi. Il suo carattere schivo era uno scoglio che non l’aveva aiutata a relazionarsi con i suoi compagni di scuola, e nonostante avesse avuto anche delle occasioni per farlo, dubitava di aver lasciato in quelle rare occasioni una buona impressione di sé. I pettegolezzi che aveva dovuto ascoltare sulle bocche degli studenti di Hogwarts, avevano innalzato l’ennesimo muro di diffidenza tra Emily e gli altri. Sperava che Sarah fosse all’oscuro di quelle voci, e poter instaurare con lei una tranquilla conversazione come due normali adolescenti. Desiderava solo questo. *

    @Sarah_Jonson,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 262
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Come Sarah pure Emily frequentava la Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, solo che a differenza della quattordicenne faceva parte della casata dei Grifondoro. Inoltre la bionda la informò che anche lei dal primo settembre avrebbe iniziato il quinto anno, cosa che stupì la Jonson dato che non ricordava di averla vista durante le lezioni. A quelle parole la ragazza si ricordò che alla fine dell'anno scolastico avrebbe dovuto svolgere i G.U.F.O., un esame a cui erano sottoposti gli studenti quindicenni, da cui il risultato avrebbe determinato la loro carriera lavorativa dopo la scuola. Ella rabbrividì al solo pensiero, gli esami che si facevano alla fine di ogni anno per passare a quello successivo non erano nulla in confronto a quelli del quinto anno. Sarah Jonson era intelligente e studiosa, per questo era in ansia al solo pensiero di non riuscire a superarli. Quando frequentava Hogwarts passava spesso del tempo a studiare o a leggere nella Biblioteca del Castello, probabilmente per tale motivo faceva parte della casata di Cosetta Corvonero. Una volta finiti gli studi sognava di prendere una cattedra come professoressa ad Hogwarts dato che le piaceva insegnare, oppure lavorare come giornalista nella Gazzetta del Profeta. La passione per il giornalismo ma in particolare la scrittura le era stata trasmessa fin dalla tenera età dai suoi genitori, entrambi giornalisti babbani. Da bambina si divertiva a leggere e appendere in camera pezzi di carta presi da libri o giornali che trovava interessanti, ma anche a scrivere delle storielle. Dopo poco tempo di silenzio la rossa lo ruppe commentando ciò che le aveva detto la ragazza con il suo solito sorriso radioso.
    e cordiale.*

    Ah quindi frequentiamo lo stesso anno... strano che non ci siamo mai viste prima, no?

    *Le disse con un misto di curiosità e perplessità. Attendendo una possibile risposta da Emily che si trovava sulla sedia di fronte alla sua diede una leccatina al suo gelato che aveva finito per metà, mentre la Banks prendeva nuovamente la parola. Le chiese, sempre se non era invadente, che cosa l'avesse portata a Diagon Alley con tutto quel calore estivo. Fino a quel momento non aveva pensato del perché si fosse recata nella città magica, così prima di dare una risposta decise di rifletterci sopra per poi dire continuando a sorridere.*

    Nah tranquilla non sei invadente. Beh, io vivo a Londra e con questa giornata soleggiata non avevo voglia di starmene rinchiusa in casa per tutto il tempo, così sono uscita per fare due passi e mi sono ritrovata a Diagon Alley a fare compere...

    *Rispose ridacchiando, prendendosi qualche secondo di pausa per poi proseguire il suo discorso.*

    Poi, appunto per tutto questo caldo ho deciso di rinfrescarmi con un bel gelato e speravo proprio di trovare qualcuno con cui chiacchiere, per fortuna ho incontrato te. Tu invece?

    *Chiese con curiosità facendo un breve occhiolino, era interessata a sapere le motivazioni che avevano portato lì la giovane dall'aria simpatica conosciuta proprio alla gelateria.*

    @Emily_Banks,


  • Emily_Banks

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 119
        Emily_Banks
    Grifondoro
       
       

    Ah quindi frequentiamo lo stesso anno... strano che non ci siamo mai viste prima, no?

    *Quella domanda così innocua, pronunciata per semplice curiosità, fece comprendere alla bionda le amare conseguenze delle sue azioni. Aveva trascorso l’intero scolastico a nascondersi dagli altri, esausta di tutti gli sguardi e mormorii che le dedicavano, ergendo un muro che la isolasse da tutto il resto. Le persone non si accorgevano della sua presenza, sapevano chi era Emily Banks, solo per il cognome che portava. Aveva provato a lasciarsi andare, ad aprire quella corazza di riservatezza, ma per quanto si fosse sforzata, la sua forza di volontà non era stata sufficiente.
    Talvolta si domandava se l’Emily estroversa e solare di una volta, fosse morta insieme a suo papà. Sentiva che chiedeva di uscire, ma la paura di mostrare le sue cicatrici la terrorizzava, preferendo chiudersi in se stessa.

    Sono brava a nascondermi.



    *Rispose con quella mezza verità, nascosta in un sorriso rassicurante. Era brava a nascondersi, preferiva la solitudine che stringere legami superficiali, solo per avere compagnia. Fidarsi delle persone era difficile, o meglio preferiva non farlo. Per tanto tempo aveva sofferto e non voleva essere lei stessa l’artefice del suo dolore, permettendo alle persone di entrare nella sua vita.
    La conversazione prese una rotta differente a seguito della domanda di Emily rivolta a Sarah, curiosa di sapere cosa la portasse in una giornata calda come quella a Diagon Alley.
    Scoprì che anche la ragazza, come Emily abitava a Londra, e stufa di rimanere tra le mura di casa, si era recata al villaggio per rompere con la noia del pomeriggio e gironzolare tra le via e i negozi di quella cittadina. Provò una piacevole sorpresa nell’udire le ultime parole della ragazza che desiderosa di fare conversazione, era contenta di aver incontrato la bionda alla gelateria. Non si poteva descrivere Emily come una ragazza particolarmente loquace, ma il desiderio di chiacchierare con qualche coetaneo ce l’aveva anche lei, ed era stato un colpo di fortuna incontrare Sarah. *

    Io sono qui perché mia mamma mi ha obbligato a fare delle commissioni, e dato che ci tengo a vivere ho preferito ubbidirle.
    Hai già fatto gli acquisti per Hogwarts?


    *Scherzò Emily, gustandosi il suo gelato che a causa del caldo si scioglieva piuttosto velocemente. La madre della bionda per quanto fosse una persona amabile, con la sua mania del perfezionismo sapeva rendersi insopportabile, anche alla persona più paziente. La cena che si sarebbe tenuta tra pochi giorni a Villa Banks significava molto per Jane vhe stava organizzando tutto nei minimi dettagli affinché la serata riuscisse alla perfezione. Questa mania del controllo e dell’organizzazione era un lacuna presente in Emily, che al contrario della madre era brava a temporeggiare e fare tutto all’ultimo. Il suo atteggiamento con lo studio ne era una chiara dimostrazione. Anche suo papà era molto lontano dall’essere un perfezionista come la moglie, ma poteva vantarsi di avere una pazienza che a Jane invece mancava. Emily era il risultato della combinazione perfetta dei pregi e dei peggiori difetti di Jane e Paul. Era testarda ed istintiva come la madre, ma il grande orgoglio l’aveva ereditato dal papà, insieme a quei due occhi azzurri come il ghiaccio. Aveva sempre ammirato i suoi genitori, ed era facile capire il perché del rispetto che l’intera comunità magica inglese nutriva per Jane e Paul. *

    @Sarah_Jonson,




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