• Cassandra_Gibbs

    Grifondoro Insegnante

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 5
    Galeoni: 693
       
       

    SEMHEIN O HALLOWEEN


    Cassandra adorava l’aria che si respirava in quei giorni. Non faceva né troppo caldo e nemmeno troppo freddo, almeno per quei primi giorni di ottobre e visto che solitamente iniziava a decorare l’aula con diversi giorni di anticipo decise di iniziare proprio da un esercito di scheletri che aveva sapientemente sistemato lungo le pareti così che i ragazzi si sentissero osservati per tutta la lezione. Un modo per dire loro che lei aveva occhi ed orecchie ovunque in quella stanza. Ovviamente non mancano i classici piccoli oggetti che richiamavano i colori tipici della festa che sarebbe stata argomento dell’imminente lezione.
    Uno ad uno gli studenti fecero la loro comparsa e restarono stupidi da quella nuova presenza in aula. Presenza che causo un discreto chiacchiericcio, che fece indubbiamente piacere alla giovane docente, che adorava stupire i suoi ragazzi.

    ”Buongiorno ragazzi e benvenuti.”

    Salutò la Gibbs chiudendo la porta dell’aula con un leggero quando impercettibile movimento della sua bacchetta.

    ”Buongiorno professoressa.”

    Rispose la classe all’unisono.

    ”L’argomento della lezione odierna è ”

    Annunciò Cassandra fissando la classe, mentre una diapositiva prendeva vita.



    ”Hallowen.”

    "Esatto. Su abbiamo tanto da dire a riguardo e poco tempo a nostra disposizione."

    Rispose Cassandra sorridendo aspettando pazientemente che i ragazzi prendessero piume e pergamene.

    ”Molti studiosi pensano che l’attuale festa di Halloween sia una versione moderna di una delle feste più importanti dei celti il Semhain, festa che coincideva con il capodanno celtico, che si celebrava tra il 31 ottobre ed il 1 novembre.
    I celti, esattamente come gli altri popoli antichi, misuravano il tempo con il trascorrere delle stagioni ed i cicli del raccolto, infatti la festa di Semhain corrispondeva alla fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, nonché all’ultimo raccolto prima del lungo inverno. Proprio dal suo rappresentare un momento di passaggio tra il vecchio ed il nuovo che deriva il suo carattere mortuario, che troviamo esattamente anche nel più moderno Halloween. In tempi antichi si credeva che in quella notte il velo che separava il mondo dei vivi da quello dei morti si assottigliasse così che i due mondi potessero comunicare tra loro. Proprio per questo durante questa festa i celti ne approfittavano per onorare i morti.
    Diverso tempo dopo sia i Romani che i cristiani fecero coincidere la festa di Semhain con la festa dei morti. I Romani festeggiavano i loro morti in magio mentre i cristiani viene indicata la festa di Ognissanti che coincide con il 2 novembre.
    Cosa vi viene in mente se pronuncio la parola ‘All Hallow’s Eve’?”


    Domandò Cassandra fissando i suoi studenti.

    ”Halloween.”

    Rispose timidamente una ragazzina seduta al primo banco della casa di Corvonero.

    ”Bravissima.”

    Disse la giovane donna fissando orgogliosa la sua brava e diligente studentessa.

    ”In uno dei tanti libri che popolano la mia personalissima e fornitissima biblioteca personale ho trovano un articolo che parla di uno storico di nome Nicholas Rogers, che svolgendo accurate ricerche sulla festività di Halloween nota che questa festa oltre a venire collegata con il Semhain dei celti, altri studiosi invece rintracciavano le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona – dea dei frutti e dei semi – o in quella di Parentalia, la festa dei morti.”

    Detto ciò Cassandra si zittì per permettere alla classe di ragionare su quanto detto sin ora ed in caso di porle delle domande.

    ”Professoressa ma tutti questi studi portano sempre alla celebrazione dei morti. Perché in passato era tanto importante onorare una persona defunta?”

    ”Se ci pensi bene, ancora adesso onoriamo i nostri morti. Portando un fiore sulla tomba di chi abbiamo amato e che amiamo e pensando costantemente a chi non c’è più. In passato era lo stesso e per sentire meno la loro mancanza si credeva che un giorno all’anno i vivi ed i morti potessero tornare a congiungersi. Era un modo per sentire meno la mancanza di chi ci ha lasciati.”

    Rispose la ragazza con uno sguardo malinconico.

    ”Vediamo chi di voi fanciulli ha svolto diligentemente i suoi compiti. Chi sa dirmi qual è il simbolo di Halloween e chi sa dirmi chi era Jack-o’-lantern?”

    Domandò Cassandra fissando con un sorriso furbo l’intera scolaresca.
    Non erano domande difficili lo sapeva bene, ma le piaceva un mondo vedere i ragazzi intervenire alle sue lezioni.
    Un attimo dopo diverse mani si alzarono in aria, la ragazza diede la parola ad un ragazzo della casa di Serpeverde.

    "Jack-o’-lantern era un fabbro che ha ingannato il diavolo.”

    ”Il simbolo di Halloween è la zucca.”

    Risposero uno dopo l’altro un ragazzo di Serpeverde ed uno della casa di Tassorosso.

    ”Bravissimi entrambi.
    Ora per ricollegarmi a quanto detto dal vostro compagno Jack il fabbro irlandese ubriacone che inganna il diavolo è un’antica leggenda irlandese. Il nostro Jack inganna il diavolo la prima volta chiedendogli di trasformarsi in una moneta, così che possa ubriacarsi prima di consegnargli l’anima. Il Diavolo casca nell’inganno del fabbro ed è costretto, una volta libero, a concedergli dieci anni di vita. Passano gli anni ed il Diavolo dieci anni dopo si fa nuovamente vivo, questa volta Jack gli chiede di raccogliere una mela e con l’aiuto di una croce esattamente come la prima volta impedisce al Diavolo di portare a compimento il suo scopo. Ottenuto da quest’ultimo di non andare all’inferno ed una volta morto non potendo né entrare in paradiso e tanto meno all’inferno Jack si trova costretto a vagare da morto nel mondo dei vivi.
    Il Diavolo nonostante sia stato beffato più di una volta ha pietà di quel povero peccatore e gli regala una fiamma dell’inferno che Jack posiziona in una rapa e che gli servirà per illuminare la via e per trovare un luogo dove rifugiarsi.
    La leggenda vuole che la notte di Halloween Jack vaghi alla ricerca di un luogo dove rifiutarsi, ma i vivi sapendo ciò che ha fatto e quale peccatore fosse gli impedisca di trovare rifugio in casa loro accendendo una rapa-lanterna.
    Con gli anni e con il passaggio della festa di Ognissanti dall’Irlanda agli Stati Uniti la rapa è diventata la zucca che tutti conosciamo.”


    Ancora una volta Cassandra lasciò che i ragazzi finissero di prendere i loro appunti e solo dopo che l’ultima piuma venne adagiata sul banco attese qualche altro minuto prima di ricominciare l’ultima parte della sua spiegazione.

    ”A Jack-o-lantern dobbiamo non solo la tradizione della zucca intaglia che illumina la notte, ma il famoso ‘dolcetto o scherzetto’. Tutti da bambini siamo andati di casa in casa a raccogliere dolci di ogni tipo, non è vero?”

    Domandò la ragazza fissando la classe.

    ”La leggenda vuole che il malvagio Jack, che vistosi rifiutare un rifugio andava di casa in casa urlando ‘trick or treat’, letteralmente ‘sacrificio o maledizione’. Chiunque a sentire quelle parole optava per pagare il proprio sacrificio a Jack, così da evitare che lo spirito potesse maledirli e sottoporli a sfortuna e malattie. Proprio per evitare un incontro con Jack è nata l’usanza delle zucche fuori dalla porta.
    Esiste una seconda tradizione che lega il ‘dolcetto o scherzetto’ che tutti conosciamo all’usanza medievale dei mendicanti di chiedere l’elemosina il giorno di Ognissanti, il tutto dietro la promessa di pregare il 2 novembre per i morti della persona che ha fatto loro una donazione.


    Cassandra aveva parlato ininterrottamente per due ore consecutive, ma nonostante avesse la gola leggermente irritata dal tanto parlare non poteva essere più felice.

    ”Visto che abbiamo ancora un po’ di tempo cosa ne dice di intagliare una bella zucca che vi aiuterà a tenere lontano dal vostro dormitorio il malvagio Jack?”

    Domandò la Gibbs facendo apparire di fronte ai ragazzi una zucca ed un piccolo coltellino, adeguatamente incantato perché potesse si tagliare la zucca, ma non ferire i ragazzi.

    ”Bene ragazzi la lezione finisce qui, la prossima volta affronteremo i celti” – annunciò la ragazza sorridendo – ”Questi sono i compiti per la prossima settimana. Se nel svolgerli doveste incontrare dei problemi, sapete dove trovarmi.”

    Consegnato i compiti ai ragazzi decise di far concludere la lezione cinque minuti prima del previsto.

    ”Arrivederci.”

    Salutò la ragazza sorridendo alla classe che ordinata usciva dall’aula.






    Citazione:
    Compiti di Babbanologia:


    MODULO A
    (Max 15 punti)

    Rispondete alle domande che sono presenti nel

    MODULO B
    (Max 15 punti)

    B1. Svogli una ricerca approfondita scegliendo tra: Jack-o-Lantern, Halloween, Semhein, i celti ecc.

    B2.Narra, in linguaggio gdr, la tua presenza a lezione. Non dimenticare di menzionare i tuoi stati d’animo e cosa pensi della lezione, se ti è piaciuta o se l’hai trovata noiosa. Ultima raccomandazione non dimenticare di descrivere come il tuo personaggio affronta l’intaglio della zucca.



    Gli elaborati vanno consegnati tramite questo MODULO entro e non oltre le 23:59 del giorno 26.10.2020.