• Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    Era proprio vero, il tempo volava. Le sembrava fosse passato appena un giorno da quando, per la prima volta, aveva messo piede in quella che era diventata la sua aula, invece erano ormai trascorsi alcuni mesi. Il peso della responsabilità di aver preso in carico una cattedra così importante ancora non aveva abbandonato le sue spalle, come era sempre accaduto con tutte le cose importanti della sua vita, le ci sarebbe voluto un po’ di tempo per convincersi di essere all’altezza di quel ruolo. Conoscere i nomi importanti che l’avevano preceduta non era di aiuto ad alleggerire quel peso, non aveva intenzione né di paragonarsi a maghi del calibro di Silente né di cercare di eguagliarli nel loro operato, preferiva essere semplicemente sé stessa, ma ci teneva a mantenere alto il nome di quel ruolo.
    Un’altra giornata di lezioni stava iniziando, la maggior parte degli studenti era ancora diretta verso la Sala Grande per iniziare bene la giornata con un’abbandonte e squisita colazione, aveva quindi tutto il tempo per raggiungere la propria aula. Mentre attraversava il Salone d’Ingresso, con il consueto sorriso a tenderle le labbra, salutava i giovani che incrociavano il suo cammino. Non era passato poi tanto da quando anche lei si mescolava tra gli studenti avvolti dal mantello della divisa scolastica, sentiva la mancanza della cravatta rosso-oro, ma le piaceva vivere il castello e vederlo con gli occhi di un adulto.
    Le stringate nere battevano sulla pietra sotto i suoi piedi, mentre a passo svelto saliva le poche rampe di scale, che l’avrebbero portata nella sua aula. La vista dai piani superiori sarebbe stata migliore, ma dover tenere le lezioni al primo piano aveva indubbiamente i suoi vantaggi, primo fra tutti la facilità con cui poteva raggiungere l’aula. Entrando, con l’aiuto della sua bacchetta, permise alla luce di illuminare la stanza, scoprendo le finestre che a fine giornata avrebbe oscurato. Sistemò accanto alla cattedra la propria borsa, dalla quale estrasse un plico di fogli, erano i suoi appunti; prima di proporre una lezione ai suoi studenti, passava ore sommersa dai libri, voleva conoscere ogni aspetto dell’argomento che avrebbe trattato e riempiva numerose pergamene con ciò che leggeva. Non aveva davvero bisogno di tenerli sott’occhio, ma preferiva tenerli a portata di mano, le dava una sicurezza in più.
    Un’occhiata all’immancabile orologio da polso la informò che da lì a poco i primi studenti avrebbero raggiunto l’aula, dopo essersi sfilata la giacca del completo a tre pezzi che indossava, si accomodò in attesa. Quel tipo di abbigliamento solitamente era indossato dagli uomini, ma lei aveva sempre avuto una passione per l’accoppiata giacca-gilet e da quando insegnava era praticamente diventata la sua uniforme. Le era stato fatto notare che non era propriamente femminile, ma, non solo non le interessava, era anche convinta che tutto dipendesse da come veniva indossato.
    Come sempre, gli studenti la trovarono appoggiata alla cattedra, anziché seduta dietro ad essa; dopo mesi si erano ormai abituati a quella posa rilassata, anche se probabilmente insolita per un’insegnante. Le labbra leggermente sollevate per accogliere tutti con il consueto sorriso, anche quel giorno non erano sufficienti ad invitare i giovani ad entrare.

    ”Buongiorno a tutti! Ormai dovreste averlo imparato che non mordo. Su, accomodatevi!”

    Attese che i banchi fossero occupati, prima di chiudere la porta con un colpo di bacchetta. Come ogni volta, il batticuore, che accompagnava gli istanti prima dell’inizio della lezione, si placò nell’istante in cui il suono della porta che si chiudeva giunse alle sue orecchie. Qualunque ansia spariva e restava solo il suo amore per ciò che stava per spiegare.

    ”Bentornati nella mia aula, oggi proseguiremo da dove ci siamo fermati la volta scorsa. Voglio subito rassicurare gli smemorati o quelli che non amano prendere appunti, grazie a chi avrà voglia di aiutarmi faremo un veloce ripasso della puntata precedente.”

    Disse con un sorrisino ironico, nonostante nessuno le avesse mai mancato di rispetto ignorandola apertamente o svolgendo altre attività, era sicura che non tutti ricordassero tutto ciò che era stato detto la volta precedente. Un ripasso non faceva mai male, soprattutto quando l’argomento di quel giorno era collegato a quello già svolto.

    ”Quindi, qualcuno di voi ha voglia di aiutare i suoi compagni a ricordare?”

    Era sicura che qualcuno degli studenti avrebbe preso la parola, anche la volta precedente, nonostante si aspettasse il silenzio in risposta alle proprie domande, molti erano quelli che avevano alzato la mano. Tuttavia quando vide quasi tutte le mani sollevarsi non potè evitare di sentirsi piacevolmente stupita. Gettò un’occhiata agli studenti e decise di dare la parola ad uno studente appartenente alla sua vecchia casa, era stato il primo a sollevare la mano.

    ”La volta scorsa ci ha spiegato le basi della Trasfigurazione. Per prima cosa infatti ci ha dato la definizione di Trasfigurazione, spiegandone l’etimologia e approfondendo il concetto di alterazione della struttura molecolare .”

    Mentre con un sorriso soddisfatto ascoltava lo studente parlare, sulla lavagna alle sue spalle fece apparire la definizione di Trasfigurazione data la volta precedente.



    ”Ottimo riassunto, cinque punti per Grifondoro. Tuttavia il vostro compagno non ha esaurito il discorso, infatti nella seconda parte della lezione abbiamo parlato di qualcos’altro. Chi vuole farci un riassunto?”



    ”Nella seconda parte della lezione abbiamo parlato degli elementi basilari su cui la Trasfigurazione agisce. Essi sono quattro: struttura, colore, spazialità ed essenza.”

    Era molto soddisfatta dell’attenzione che la maggior parte dei suoi studenti stavano prestando alle sue lezioni. I primi minuti di lezione preferiva sempre dedicarli a un veloce ripasso, in questo modo non solo permetteva a tutti di richiamare alla mente i concetti più importanti, ma aveva anche la prova se gli alunni stavano comprendendo gli argomenti.

    ”Cinque punti anche a Corvonero.
    Bene, per concludere questo veloce ripassato vi ricordo che la scorsa lezione abbiamo anche ripassato quali sono i rami della Trasfigurazioni e le definizioni di ognuno di essi.
    Da oggi proseguiremo il nostro percorso concentrandoci sulle Trasformazioni. Come abbiamo ricordato la volta scorsa questo ramo della Trasfigurazione si suddivide a sua volta in quattro tipi. Il primo di cui dobbiamo occuparci è quello delle Trasformazioni generali.”




    ”Come potete vedere alla lavagna anche le Trasformazioni generali possono essere distinte in quattro gruppi. So che questo gruppo di Trasfigurazioni non sono nominate nei libri, io preferisco chiamarle così per facilitarvi la vita. All’interno di questo gruppo troveremo tutte le Trasfigurazioni che non fanno parte di Scambio, Trasfigurazione umana e Trasformazioni trans-specie. Questi tre sono dei gruppi ben specifici che permettono di operare delle alterazioni ben precise e di loro ci occuperemo più avanti, ma prima dovete ottenere dimestichezza con il gruppo delle Trasformazioni generali.
    Di questi quattro sottogruppi abbiamo già affrontato il primo, cioè le trasformazioni tra oggetti inanimati. Mi auguro che arrivati a questo punto i due incantesimi insegnati, Scribblifors e Flintifors, siano ormai chiari alla gran parte di voi, ma soprattutto che tutti abbiate sperimentato quanto impegno ci vuole per realizzarli. Potete comunque stare tranquilli, ci sarà l’occasione per esercitarsi meglio anche su questi incantesimi, per ora mi interessa proseguire con la teoria.”


    Una pausa seguì le sue parole, voleva che tutti si rendessero conto dell’importanza di ciò che chiedeva. Non pretendeva che tutti sapessero padroneggiare entrambi gli incantesimi, ma che almeno si fossero esercitati.
    Era fondamentale che tutti loro avessero iniziato a toccare con mano la forza di volontà e la concentrazione necessarie per concludere, in modo anche solo soddisfacente, un incantesimo trasfigurativo. Quel giorno le cose sarebbero diventate più difficili e voleva che tutti i suoi studenti prendessero con serietà ciò che stavano per affrontare.

    ”Se tutti voi avete almeno provato ad esercitarvi nei due incantesimi, avrete sperimentato ciò di cui parlavamo la volta scorsa: per realizzare una Trasformazione non basta pronunciare bene la formula e muovere la bacchetta.
    Oggi inizieremo a complicare ulteriormente la cosa, tratteremo infatti la Trasformazione generale di tipo animata-inanimata.”


    Avere a che fare con esseri viventi non era mai facile, ma diventava particolarmente difficile quando si trattava di lanciare su essi incantesimi Trasfigurativi. Oltre alle difficoltà a livello di realizzazione, entravano in gioco delle questioni morali ed etiche. Si trattava di agire su esseri che potevano provare emozioni e il mago o la strega dovevano essere ben consapevoli della loro responsabilità.

    ”Vi prego ora di prestare particolare attenzione a ciò che sto per dire, questo tipo di Trasfigurazione richiede, a mio avviso, di affrontare alcuni questioni etiche. Niente schemi o battute per qualche minuto, solo la vostra totale attenzione. Stiamo per avere a che fare con altri esseri viventi e pretendo che ne abbiate la massima cura e rispetto, che nessuno si azzardi a prendere alla leggera questi tipi di incantesimi, le mie punizioni non vi piacerebbero.”

    Il consueto sorriso che tendeva sempre le sue labbra era sparito, amava scherzare e comportarsi in modo rilassato con gli studenti, c’erano però argomenti a cui teneva particolarmente e che richiedevano serietà. Amava ciò che stava insegnando e ne conosceva bene l’utilità, ma voleva che i ragazzi imparassero prima di tutto il rispetto e che non considerassero gli animali alla stregua di oggetti.

    ”La prima cosa da sapere è che gli animali, pur cambiando aspetto, preservano la loro essenza di creatura. Ciò implica prestare attenzione all'oggetto in cui li avete trasformati, ogni danno all’oggetto sarà una ferita all’animale, nel momento in cui questo tornerà alla sua forma normale. Tutti voi possedete un animale e sono sicura che non vorrete fargli alcun male, ogni volta che vi approcciate ad una creatura abbiatene la stessa cura che riservate ai vostri compagni.
    Capite bene che commettere degli errori quando si lancia un incantesimo in questo caso potrebbe avere conseguenze più serie. I casi sono due: l’incantesimo non sortisce effetto, oppure la Trasformazione è incompleta. Il secondo caso è quello più preoccupante e pericoloso, soprattutto se accanto a voi non c’è nessuno in grado di riportare la creatura nello stato originale. Tenete conto che questo problema non si presenta solo a livello fisico, la creatura potrebbe per esempio preservare coscienza e sentimento, pur essendo visivamente un oggetto.”


    Nell’aula non si sentiva un solo rumore, gli studenti avevano compreso quanto fosse seria, solo in pochi continuavano a distrarsi sfogliando distrattamente il libro. Prima che potesse far loro presente di smettere, una studentessa di Corvonero seduta in prima fila sollevò titubante la mano, voleva fare una domanda e lei le rivolse un cenno della testa per lasciarle la parola.

    ”Professoressa Quinn, una cosa non mi è chiara. Lei all’inizio ha detto che le creature preservano la loro essenza e poi ha detto che qualcosa è andato storto se l’animale ha ancora coscienza e sentimento. Non comprendo la differenza.”

    Già durante la scorsa lezione aveva avuto occasione di apprezzare le domande intelligenti che alcuni studenti le ponevano e anche quella volta non rimase delusa dalla loro curiosità. Si prese un momento per riflettere sulla domanda, non era facile trovare un modo per chiarire il concetto, ma ci avrebbe dedicato tutto il suo impegno.

    ”Grazie per l’interessante domanda signorina. Le risponderò tra un attimo, non appena i suoi compagni avranno smesso di sfogliare il libro, piuttosto che prestare attenzione alla lezione.
    Quello che accade durante la Trasformazione potremmo definirlo quasi un coma, durante esso la creatura ha coscienza di ciò che accade? Ne conserverà il ricordo una volta “risvegliato”? Certo che no, ciò però non toglie che esso rimanga sempre un essere vivente. Quando parlo di essenza di creatura intendo quella “forza vitale” che ogni essere possiede e che lo rende vivo. Spero di essere stata più chiara, stiamo toccando argomenti etici profondi e complessi che richiederebbero discussioni approfondite. Come sempre rimango disponibile per proseguire la discussione dopo la lezione o nel mio ufficio quando preferite, ma per ora vorrei proseguire.”


    Era la prima volta che le capitava di rimproverare degli studenti che non prestavano attenzione, ma la sua voce severa doveva essere stata convincente. Tutti ora la ascoltavano e la studentessa che aveva posto la domanda sembrava soddisfatta della risposta.

    ”Prima di affrontare la pratica, ci rimane un ultimo aspetto da trattare.
    Chi di voi vuole essere così gentile da ricordarci quali sono i due requisiti fondamentali per portare a termine una Trasfigurazione?”


    Non amava svolgere lezioni solo teoriche, preferiva insegnare almeno un incantesimo semplice. Era convinta che servissero entrambe per far apprendere al meglio l’argomento, lasciare andare gli studenti con solo una montagna di parole nella testa non sarebbe stato produttivo, sperimentare quanto detto era il modo migliore per ricordare nel tempo.
    Anche quella volta più di una mano si levò in aria, per rispondere scelse una studentessa della casa di Tassorosso.

    ”Servono forza di volontà, cioè desiderare di portare a termine la Trasformazione, e concentrazione.”

    Con un sorriso soddisfatto ascoltò la risposta. Una delle cose che temeva era accorgersi che gli studenti non ricordavano molto dalle lezioni precedenti, ma con soddisfazione potè constatare che gran parte di essi avevano prestato attenzione e sapevano rispondere alle sue domande.

    ”Cinque punti per Tassorosso.
    Con la Trasformazione inanimata ciò che dovevamo cambiare era solo l’aspetto dell’oggetto, tuttavia come detto prima quando abbiamo a che fare con esseri viventi viene coinvolta anche la mente o l’anima, se vogliamo.
    Con i due incantesimi della volta scorsa vi avevo iniziato a spiegare come potesse essere utile visualizzare la Trasformazione, analizzare nel dettaglio le caratteristiche che dovranno cambiare. In questo caso la vostra concentrazione dovrà essere ancora più elevata, perché le caratteristiche da modificare saranno di più. L’unico aspetto che semplifica un po’ le cose è il fatto che stiamo trasformando qualcosa che si muove in qualcosa di statico e sempre uguale.
    Anche la forza di volontà richiesta sarà maggiore. Mentre la volta scorsa dovevate solo lavorare sull’aspetto molecolare dell’oggetto, con le creature dovrete confrontarvi con la naturale resistenza mentale di un essere vivente a cambiare. Per completare la Trasformazione dovrete vincere quindi la coscienza della creatura, non farlo porterebbe alle Trasformazioni incomplete di cui parlavo prima.”




    ”Questi sono i tre concetti che voglio teniate a mente d’ora in poi ogni volta che vi appresterete a svolgere una Trasfigurazione, in particolare se sarà coinvolto un essere vivente.
    Se non ci sono domande direi che è il momento di usare le bacchette.”


    Disse, questa volta con un sorriso. Ciò che le importava capissero era stato trattato in maniera approfondita, sperava che a tutti fosse chiaro il messaggio, ma ci sarebbero state altre occasioni per rimarcarlo. Erano appena all’inizio del loro percorso e la Trasformazione animata era uno dei rami fondamentali della Trasfigurazione.
    Dando il tempo a tutti di riflettere sulle sue parole raggiunse la caraffa d’acqua e il bicchiere che teneva sempre a portata di mano, aveva parlato molto e aveva bisogno di qualche secondo di pausa.

    ”L’incantesimo di cui ci occupiamo oggi sono sicura sia noto alla gran parte di voi. Si tratta di Fera Verto, l’incantesimo che permette di trasformare degli animali in calici.
    La prima cosa da sapere su questo incantesimo è che funziona solo con animali di piccola o media taglia, per esempio volatili, roditori o felini.”


    Con un colpo di bacchetta richiamò a sé le gabbiette in cui si trovavano dei piccoli topolini. Voleva iniziare con qualcosa di semplice e i piccoli roditori le sembravano il giusto obiettivo da incantare. Distribuì ad ogni studente la propria gabbietta e prima di proseguire con il discorso, fece apparire sulla lavagna lo schema riassuntivo dell’incantesimo.



    ”Prima di passare alla vera e propria pratica il lavoro che vi chiedo di fare è lo stesso dell’altra volta. Osservate il vostro obiettivo, non solo l’aspetto, ma anche come si muove. Accarezzatelo se volete, dedicate la vostra attenzione al topolino, dovete avere ben chiaro ciò che state per trasformare.
    Ricordo a chi continua ostinatamente a fissare me, che non sono io il roditore da trasformare, il vostro obiettivo è nella gabbietta e se non vi concentrate su di lui non toccherete le vostre bacchette.
    Quando sentirete di aver analizzato abbastanza il vostro topolino, concentratevi sull’oggetto in cui trasformarlo. Immaginatevi il calice, sforzatevi non solo di vederlo, ma di percepirlo, di immaginare come sarebbe al tatto.”


    Lasciò loro qualche minuto per svolgere quel fondamentale compito, prima di richiamare l’attenzione su di sé. Accanto alla cattedra ora c’era un trespolo, sulla cui sommità un bel volatile, dalle lunghe piume nere e bianche, stava appoggiato.
    Gli alunni senza bisogno di sentirselo dire erano in silenzio, in attesa di vedere cosa sarebbe accaduto. Si concentrò sulla creatura che aveva davanti e sull’oggetto in cui voleva trasformarlo, per lei erano ormai diventate azioni spontanee e non le richiedevano più di qualche secondo. Pochi e precisi colpi di bacchetta e davanti alla classe non c’era più un uccello, ma un calice d’argento.



    ”I movimenti della bacchetta vi ricordo che devono essere precisi e sicuri, niente movimenti troppo ampi, niente insicurezze. Prima di pronunciare l’incantesimo ad alta voce, dovete colpire per tre volte il topolino con la bacchetta, al quarto movimento pronunciate la formula. Come avete visto non serve muovere troppo la bacchetta, basta qualche piccolo colpo sicuro, concentrazione e forza di volontà.”

    Prima di dare a loro il tempo di provare, riportò la propria attenzione sul calice e permise al volatile di tornare alla propria forma naturale, non aveva senso in quel contesto lasciarlo in forma di calice.

    ”Prima di darvi un quarto d’ora per esercitarvi, voglio che tutti voi prendiate le vostre bacchette. Lasciando ancora da parte il topolino, fatemi vedere il corretto movimento della bacchetta e come deve essere pronunciato l’incantesimo.
    Al mio via...VIA!”


    Prima di permettergli di esercitarsi con il topolino dovette far ripetere movimento e incantesimo più volte. Alcuni muovevano troppo la bacchetta, altri troppo poco, altri ancora pronunciavano male la formula o con voce titubante.
    Prima della fine della lezione tutti però ebbero la possibilità di provare con il topolino, nessuno ovviamente riuscì a portare a termine una Trasformazione completa, ma alcuni si avvicinarono molto al risultato desiderato.

    ”Molto bene, il tempo a nostra disposizione sta per finire. Come avete visto questo tipo di incantesimo è più difficile di quelli della volta scorsa, avete bisogno di fare esercizio. Vi permetto di tenere con voi i topolini, prendetevene cura come se fossero vostri, la prossima settimana dovrete restituirmeli.
    Prima di fuggire copiate i compiti che trovate alla lavagna.”


    Citazione:
    Compiti di Trasfigurazione

    MODULO A
    (Max 15 punti)

    QUIZ

    MODULO B
    Svolgi, a tua scelta, una delle seguenti tracce. (Max 15 punti)

    1. Immagina di aver assistito alla lezione e descrivi in formato Gdr la parte pratica, in cui è stato richiesto di esercitarsi con l’incantesimo Fera Verto.

    2. Immagina una situazione di vita comune in cui l’incantesimo può rivelarsi utile e descrivilo in formato Gdr.

    3. Immagina di dover lavorare con un animale, a tua scelta, più grande del topolino, descrivi in formato Gdr come ti eserciti e quali sono le differenze tra il lavorare con animali di taglie diverse.

    N.B. I compiti che non raggiungeranno i 3000 caratteri, senza contare gli spazi, non verranno giudicati sufficienti, anche se ben scritti.



    Gli elaborati vanno consegnati tramite questo MODULO entro e non oltre le 23:59 del giorno 28/11/2020.
    Se avete dubbi o chiarimenti non esitate a contattarmi, potete inviarmi un Gufo o raggiungermi nel mio ufficio.
    Buon lavoro!


    Mentre gli alunni scrivevano frenetici sulla pergamena lei iniziò a sistemare i propri appunti, anche quella volta non le erano serviti. Preferiva parlare a ruota libera, conosceva quegli argomenti così bene che non si sarebbe dimenticata di toccare punti importantii.
    Finalmente tutti gli studenti avevano lasciato l’aula, tutti rivolgendole almeno un cenno di saluto. Un sorriso soddisfatto si aprì sul suo volto, anche per quel giorno aveva finito con le lezioni e poteva concedersi un momento di pausa. Un succo di zucca era quello che ci voleva, doveva solo decidere dove berlo.



    Ultima modifica di Eirwen_Quinn 4 settimane fa, modificato 2 volte in totale


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       





    Citazione:


    Risultati lezione di Trasfigurazione: La Trasformazione animata-inanimata


    Corvonero





    Grifondoro

    @Oliver_Grant,
    Modulo A: se svolto è già stato accreditato sul profilo personale
    Modulo B - traccia svolta B2: 14/15 (Oltre Ogni Previsione)
    Questa è la prima volta che svolgi dei compiti e devo farti i miei complimenti. Mi è piaciuto davvero molto che tu abbia dedicato del tempo per far interagire Oliver con il topolino, arrivando al punto di dargli un nome; altrettanto ho apprezzato tutta la narrazione in merito ai requisiti necessari per portare a termine una Trasformazione di quel tipo. Hai dimostrato di aver letto attentamente la lezione e soprattutto di aver compreso i messaggi che durante la lezione ho ritenuto importante rimarcare. Detto questo ho solo un appunto da farti: ho trovato il pretesto per svolgere l’incantesimo un po’ banale. Perchè il tuo topo doveva trovarsi sul letto di Luke e non sul tuo? E perchè un tuo compagno di stanza avrebbe dovuto infastidirsi per quello al punto da costringerti a nascondere la cosa? Se la prossima volta riuscirai a rendere il pretesto un po’ più credibile, riceverai senza dubbio il massimo punteggio.




    Serpeverde

    @Sarah_Darcy,
    Modulo A: se svolto è già stato accreditato sul profilo personale
    Modulo B - traccia svolta B1: 14/15 (Oltre Ogni Previsione)
    È la prima volta che correggo dei compiti tuoi e lasciami dire che mi auguro non sarà l’ultima. La prima parte del compito mi è piaciuta davvero molto, ho apprezzato come hai rispecchiato i pensieri di Sarah e la sua difficoltà nel mantenere la concentrazione. Proprio perchè ho apprezzato così tanto la prima metà del compito, sono rimasta leggermente delusa dalla parte finale invece. Anch’essa è scritta in maniera impeccabile e senza dubbio è interessante da leggere, ma l’ho trovato meno approfondita. Se avessi aggiunto qualche considerazione in più in merito allo sforzo di visualizzazione necessario per portare a termine l’incantesimo o magari in merito alla forza di volontà necessaria, oltre a focalizzarti sulla concentrazione, il compito sarebbe stato perfetto.




    Tassorosso





    Citazione:


    TOTALE PER CASA:


    Corvonero:
    0 punti


    Grifondoro:
    14 punti


    Serpeverde:
    14 punti


    Tassorosso:
    0 punti




    Grazie a tutti per la partecipazione e complimenti per i compiti svolti. I parametri di valutazione dei compiti li potete trovare qui. Resto come sempre a disposizione, potete inviarmi un Gufo o raggiungermi nel mio ufficio.
    La docente di Trasfigurazione
    Eirwen Quinn