• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Achilles_Davids


  • Achilles_Davids

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 803
       
       

    *Un'ora buca, libertà. Non tanto dall'impegno delle lezioni, quanto dalle altre persone. Achilles scivolò per scale e corridoi fino a trovare la pace della Torre dell'Orologio. Una fiammata del suo zippo e una nuvola di fumo, e si trovò con una sigaretta in mano a guardare il panorama di fronte a sè. Lasciò vagare i pensieri fino alle montagne e ritorno. Pioveva forte quel giorno, non un evento raro negli autunni scozzesi, e un vento freddo e pungente scendeva dalle montagne. Meccanicamente sollevò il bavero del mantello, aspirando boccate di fumo. Strinse gli occhi, le narici si fecero tese e bianche e la cicatrice sulla guancia risaltò ancora di più. Restò un attimo così, con la mascella squadrata e rigira, poi rilassò i muscoli. Aveva bisogno di quiete. Estrasse da sotto il mantello un orologio da taschino e si mise a farlo levitare in aria. Un corvo si appollaiò sulle lancette e lo guardò con aria equivoca, come se percepisse che gli orologi a taschino normalmente non galleggiano a mezz'aria. Poi spostò i piccoli occhietti neri su di lui e lo guardò profondamente, con sguardo di sfida. Come se volesse dirgli che non poteva scappare, che il suo segreto l'avrebbe marchiato a vita. Achilles ricambiò lo sguardo di quell'insolito pennuto, che stava sotto la pioggia scrosciante invece di cercare riparo. *

    Mi faccio troppe paranoie, devo smetterla.

    * Tornò a guardare il panorama, stavolta con sguardo diverso. Era più sereno. Ignorò il corvo e riprese a giocare con l'orologio, facendolo volare più in alto e poi quasi schiantarsi a terra. L'autunno ormai era inoltrato, le temperature irrigidite e l'inverno iniziava ad avvicinarsi con incedere incerto. Amava quella stagione, quei colori e quei profumi. Poche cose gli donavano pace come salire su quella Torre e assaporare la vista. Anche quella faceva parte della magia del Castello, una magia diversa, che non si studia e non si padroneggia. Si può soltanto vivere. *

    @Esperanza_Fuentes,

  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 749
       
       

    [DORMITORIO TASSOROSSO]


    *Una serena Tassorosso dormiva beatamente ancora dentro il suo caldo lettuccio, a svegliarla fu il piacevole rumore della pioggia che batteva contro la sua finestra, si sedette sul letto e si stiracchiò prima di alzarsi e ammirare il panorama fuori dalle mura di Hogwarts.
    L'inverno era decisamente la sua stagione preferita, amava il clima freddo e le giornate buie una cosa molto strana per una ragazza, anzi strana forse per chiunque ma comunque sia la metteva di buon umore.
    Quella mattina Esp aveva un paio di ore buca quindi decise di recarsi alla Torre dell'orologio per fumare una sigaretta, ci andava spesso per questo motivo anche perché nessuno sapeva che la dolce pel di carota fumasse, preferiva farlo in segreto e in compagnia di sé stessa.
    Si vestì di corsa, indossò un paio di leggiens neri e una t-shirt del medesimo colore e corse verso l'uscita della sua stanza.*



    [TORRE DELL'OROLOGIO]


    *Esperanza era una ragazza fin troppo occupata e non aveva mai tempo per piccoli piaceri, ma quel giorno decise di ritagliare un frammento di quella giornata solamente per lei.
    Mentre saliva le scale per arrivare alla torre estrasse dalla tasca dei pantaloni il pacco di sigarette, ne estrasse una e la portò alla bocca, quello era un vizio orribile che la pel di carota provò fin troppe volte a togliere ma senza successo. Accese la sigaretta solamente quando arrivò a destinazione facendo dei lunghi tiri per timore di essere scoperta.
    Quando arrivò vicino alle grandi finestre si accorse di non essere affatto da sola, un'altro ragazzo aveva avuto la sua stessa idea.*

    Achilles.. Non ti vedo da Halloween, Come stai? Tranquillo finisco e vado via.

    *Achilles era un Serpeverde al settimo anno, avevano avuto un paio di appuntamenti e infatti era l'unico a sapere il suo piccolo segreto. Quindi non si fece scrupoli a fumare davanti a lui.
    Tuttavia aveva l'aria di chi voleva rimanere solo ed Esp ebbe la sensazione che fosse di troppo quindi finí di fare quello che doveva e stava per andare via..*

    @Achilles_Davids




    Ultima modifica di Esperanza_Fuentes 4 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Achilles_Davids

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 803
       
       

    * Dei passi, leggeri ma non impercettibili. Per quanto fosse inconsueto non pareva che la figura in avvicinamento stesse facendo del suo meglio per evitare di farsi percepire. Nonostante ciò uno strano prurito gli assalì la cicatrice, smise di far fluttuare l'orologio, lo recuperò al volo, prima che si sfracellasse a terra e lo fece sparire in una tasca. Puntò per un istante la bacchetta, con lo sguardo duro e deciso, ma ebbe presto conferma che le sue preoccupazioni erano puro fumo e vapore. Riconobbe la Tassorosso in avvicinamento e fece presto sparire la bacchetta non volendo risultare minaccioso. Riuscì anche a sorridere alla ragazza, salita come lui fin lì per soddisfare un vizio. La salutò con calore e tranquillità. *

    Ciao, Esperanza! Hai ragione, non sono un tipo molto mondano, amo starmene nel mio. Ma non mi sembra vero che siano mesi che non ci vediamo.

    * Achilles sapeva di avere un aspetto e spesso anche un modo di fare che lo facevano sembrare un orso, poco propenso alla vita sociale e alla compagnia. Ed evidentemente aveva fatto lo stesso effetto anche alla giovane Tassetta, la quale aspirava boccate di fumo come se cercasse di finire il prima possibile, e lo tranquillizzò subito che non gli avrebbe imposto la propria presenza. Il ragazzo apprezzò il gesto, ma con tutta tranquillità, le sorrise. Nonostante avesse finito da un po' la propria sigaretta, se ne accese un'altra, per farle compagnia. *

    Stai tranquilla, Esperanza. Non mi disturbi affatto. Sto bene tutto sommato, soliti pensieri per la testa ma ormai ho imparato a conviverci. Tu invece?

    * Aspirando una boccata di fumo azzurrino osservò come la ragazza indossasse soltanto un paio di leggins e una maglietta, in contrasto con il vento e il freddo di quella stagione. Il Serpeverde scosse la testa, con un sorrisetto, poi si sfilò il mantello e glielo mise sulle spalle. Le faceva uno strano effetto visto che, essendo lui più alto di lei di tutta la testa, le stava lungo e la faceva sembrare più piccola ed esile di quanto non fosse in realtà. *

    E' autunno inoltrato, e oggi piove pure, te ne sei accorta? Ti consiglio di mettere qualcosa di più pesante quando esci. A meno che ti piaccia stare a letto con la polmonite.


    @Esperanza_Fuentes,

  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 749
       
       

    *La Tassorosso fece per andarsene ma Achilles la fermò quasi subito, un comportamento alquanto strano visto che era sempre stato un ragazzo solitario per scelta.
    Esperanza aveva provato più di una volta un approccio di amicizia con lui ma senza alcun successo per questo quando le chiese di restare rimase stupefatta.
    Esp si sedette sul suolo e il Serpeverde accese un'altra sigaretta per farle compagnia, nonostante il freddo e il brutto tempo la pel di carota indossava abiti leggeri e un brivido di freddo le attraversò il corpo facendola tremare per un momento, il ragazzo sembrò accorgersene perché si tolse la giacca e la mise sulle spalle della quindicenne.
    Quel gesto ammutolí Esp per un paio di minuti, proprio non se l'aspettava, non da lui.
    Accettò di buon grado quel piccolo gesto che la fece sorridere, la giacca aveva un profumo molto particolare, un profumo che sicuramente non avrebbe dimenticato molto rapidamente, era dolciastro e le dava uno strano senso di piacere. A rompere il silenzio imbarazzante fu lui per sua fortuna.. *


    E' autunno inoltrato, e oggi piove pure, te ne sei accorta? Ti consiglio di mettere qualcosa di più pesante quando esci. A meno che ti piaccia stare a letto con la polmonite.


    *Esp sorrise di nuovo, non sapeva come interpretare quella frase, forse era preoccupato o forse voleva solo prenderla in giro per com'era vestita in un mese così freddo.*

    Ci vuole molto più di una polmonite per abbattermi mio caro, non cado così facilmente.

    Non ti ho mai visto così premuroso nei miei confronti.. Anzi non ti ho mai visto così premuroso con nessuno..
    A cosa devo questa gentilezza?


    *Chiese Esp con scherno mentre si stringeva nella giacca di Achilles per il freddo senza farglielo notare, non voleva comparire debole ai suoi occhi.*

    @Achilles_Davids


  • Achilles_Davids

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 803
       
       

    * Esp rispose per le rime alle preoccupazioni e al punzecchiamento di Achilles. Sembrò stupita dal fatto che il ragazzo non avesse schifato la sua presenza e anzi si fosse preoccupato per la leggerezza del suo vestiario. A quanto pareva lo reputava completamente freddo e privo di cuore, cosa che al ragazzo non dispiacque. Gli piaceva quell'aura di mistero, quasi da maledetto. *

    Ci vuole molto più di una polmonite per abbattermi mio caro, non cado così facilmente.

    * La ragazza dimostrò di non perdere la propria caparbietà, nemmeno in quel momento in cui sbucava a stento da un mantello troppo grande per lei. Gli strappò un sorrisetto, fin da quando l'aveva conosciuta era sempre stata così, combattiva e sempre attenta a non far trapelare la minima debolezza. Ma quella volta decise di non fargliela passare. *

    Inutile fare la supereroina, cara mia. Il freddo colpisce tutti e non è opportuno sottovalutarlo.

    * Riprese a osservare il panorama reso fradicio dalla copiosa pioggia della notte, che ancora continuava a martellare. La giovane restò seduta, stretta nel mantello e ne approfittò per punzecchiarlo, puntando sul fatto che stava emergendo il suo lato protettivo, quello che solitamente restava celato. Sedette di fianco a lei, ripescando l'orologio da tasca e iniziando a giochicchiarci, facendolo scattare per poi richiuderlo. *

    Credevi fossi totalmente senza cuore? Non ritengo necessario darlo a vedere ma anche io sono un essere umano. E non ho alcun interesse che ti becchi una polmonite, miss leggins a novembre

    * Le fece l'occhiolino per ribadirle il tono ironico della questione. *

  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 749
       
       

    *Esp stava conoscendo un lato che in quel ragazzo non aveva mai notato, dietro il suo comportamento burbero e il suo atteggiamento da ragazzino presuntuoso si nascondeva un animo gentile e anche se lui non dava a vederlo Esp se ne accorse quasi subito ma la divertiva prenderlo in giro.
    Aveva sempre avuto stima di quel ragazzo che non aveva mai bisogno di nessuno, contava solo su se stesso ma prima o poi tutti hanno bisogno di qualcuno, la Tassorosso lo aveva provato sulla sua pelle.
    Lo aveva sempre trovato un tipo curioso e di cui valeva la pena fare la sua conoscenza, avrebbe voluto sapere molto più su di lui ma non aveva il coraggio di spingersi oltre.*


    Credevi fossi totalmente senza cuore? Non ritengo necessario darlo a vedere ma anche io sono un essere umano. E non ho alcun interesse che ti becchi una polmonite, miss leggins a novembre


    *La pel di carota si senti un po in colpa, lei non aveva mai pensato che lui non avesse un cuore. Secondo lei stava aspettando la persona giusta a cui donarlo.
    Un velo di tristezza le tinse il volto, mise una mano sulla guancia di Achilles e disse..*

    Non penso assolutamente che tu non abbia cuore.. Non devi neanche pensarlo. Secondo me aspetti la persona giusta per esternare le tue emozioni più represse.



    *La quindicenne era sbalordita di aver trovato il coraggio di dirgli quelle cose quindi cercò subito di sdrammatizzare.
    Si tolse il mantello di Achilles e fece un giro davanti a lui..*

    Improvvisamente fa un caldo maledetto..
    Non lo senti anche tu? E poi guardami.. Io in leggings sto una favola.


    *Scoppiò in una risata quasi isterica, non riusciva a credere a ciò che aveva detto, forse era diventata matta. Avrebbe voluto sprofondare dalla vergogna e quindi dal nervosismo accese un'altra sigaretta dando le spalle al ragazzo per non fargli notare il suo viso paonazzo.*

    @Achilles_Davids,


  • Achilles_Davids

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 803
       
       

    * Achilles stette tranquillo a vedere l'esplosione della giovane. Lo punzecchiò circa la propria riservatezza, attribuendola alla sua ricerca della persona adatta con cui metterla da parte. Non era chiuso con tutti, vero, era sempre stato cauto, ma dopo quell'estate lo era ancora di più e quando gli veniva la tentazione di abbassare la guardia aveva una cicatrice sulla guancia pronta a ricordargli di come dovesse stare attento. *

    Forse sì, non mi apro con tutti. Tu invece? Sei sempre così diretta?

    * La domanda fu quasi retorica, visto come reagì nervosamente, scattando in piedi, lasciando cadere il mantello e accendendosi una sigaretta. Con una piroetta e la scusa del caldo, atipico per un novembre piovoso e ventoso, si mise in mostra difendendo la scelta dei leggins, da lui ritenuta poco coerente con il freddo. *

    Caldo? Effetto Achilles

    * Mormorò con un sorrisetto beffardo. Poi si fece serissimo e la osservò, con occhio quasi clinico. *

    In leggins stai una favola... E' una domanda o un'affermazione? Nel primo caso non credevo tu avessi bisogno di conferme da parte mia. Nel secondo caso è interessante, non ti negherò che non ho mai prestato troppa attenzione al mio look e non ho mai preso in considerazione l'idea di prendere freddo per indossare un indumento particolarmente affascinante. Poi... Sicura che non staresti bene anche con qualcosa di più... Caldo?

    * Accese una sigaretta e la guardò divertito, sbuffò una boccata di fumo e decise di rincarare la dose con un sorrisetto. *

    Esalti così tanto i leggins che mi fai venire voglia di provarli. Secondo te come starei?


    @Esperanza_Fuentes,


  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 749
       
       

    *Achilles le chiese se lei era sempre così diretta, in effetti lo era sempre stata, preferiva dire le cose in faccia piuttosto di stare con il dubbio e con lui non era stato diverso.
    Certo il tutto si sussegui con un po di vergogna da parte della quindicenne ma ormai era in ballo e tanto ne valeva ballare.
    Una volta erano andati a prendersi una cosa insieme in un bar ad Esp le sarebbe tanto piaciuto approfondire la conoscenza ma il Serpeverde non gli aveva mai dato occasione.
    Aveva sempre avuto una cotta segreta per lui nonostante fosse stata fidanzata,
    le cose con il Grifondoro non andavano molto bene infatti da qualche tempo non si faceva più sentire né vedere facendo soffrire molto la pel di carota ma indossando la corazza da dura non lo dava mai a vedere.
    Sta di fatto che una vecchia fiamma era lì davanti a lei e l'unica cosa che era riuscita a fare era sparare un mucchio di frasi a vanvera e a ridere istericamente.

    Lui aveva sempre quell'aria da duro e da presuntuoso e la Tassorosso non era da meno.
    Esp continuava a guardare il panorama della scuola dall'alto mentre dava le spalle al ragazzo, lui era fin troppo vicino a lei talmente vicino che Esp ha dovuto girarsi se guardarlo in faccia nonostante la vergogna che provava.
    Riusciva a sentire il suo respiro sulla sua pelle un respiro che aveva quasi lo stesso piacevole profumo del suo mantello..*

    Esalti così tanto i leggins che mi fai venire voglia di provarli. Secondo te come starei?

    *A quella frase Esp alzò un sopracciglio con aria di sfida come se nulla sarebbe riuscita a scalfirla, come se attorno a loro non ci fosse nulla, solo loro, solo i loro sguardi che si incrociavano, i loro occhi che immaginavano forse tante cose ma che nessuno dei due era capace di realizzarle.
    La quindicenne lo guardò dritta negli occhi e con caparbietà gli sorrise.. *

    Io credo che staresti divinamente in leggings, staresti divinamente con qualsiasi cosa.

    *Senza pensarci due volte Esperanza mise la mano attorno al suo collo attirandolo a sé avidamente e lasciandosi perdere in un bacio focoso e appassionante.
    Si penti quasi subito di quella mossa così impulsiva e dall'imbarazzo spinse Achilles e stava per scappare via quando ad un tratto dalla fretta imciampò.
    Non riusciva a guardarlo in faccia, non più, Esp aveva soddisfatto un suo desiderio ma contro la volontà del ragazzo.*

    @Achilles_Davids,




    Ultima modifica di Esperanza_Fuentes 4 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Achilles_Davids

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 803
       
       

    * La giovane tassetta era un vulcano pronto ad esplodere. Si muoveva nervosamente, evitava il suo sguardo, La sua scorza da ragazza tosta e decisa, incrollabile, che la portava a uscire in leggins a novembre, si stava pian piano sgretolando rivelando un guscio di emotività e nervosismo. La quindicenne stava tornando alla sua età reale, uscendo da quell'armatura di esperienza di cui si cingeva solitamente. Il ragazzo la lasciò fare, inserendo una battuta su se stesso in leggins per vedere se questa avrebbe gettato acqua sul fuoco. L'esperimento sortì un effetto curioso. La giovane cambiò totalmente atteggiamento, tornando alla sua consueta irriverente scorza. Gli rivolse un complimento presumibilmente gratuito, il ragazzo era piuttosto sicuro di risultare piuttosto ridicolo in leggins, e poi gli saltò con le braccia al collo e in un lampo passò da una bacio ardente a un tentativo di fugam terminato pochi passi dopo con la ragazza che franò in ginocchio. Achilles non disse nulla, si avvicinò a lei e le offrì una mano per aiutarla ad alzarsi. *

    Te l'avevo detto che sei vestita in maniera troppo estiva. Con la pietra umida non hai grip. Fatichi a camminare, sei più portata a scivolare, ma questo potrebbe tornarci utile.

    * La cinse in vita e mimò qualche passo di danza. Di quale si trattasse non ne aveva proprio idea, non era mai stato un gran ballerino, ma al momento non importava. Danzarono per qualche istante in maniera piuttosto sconclusionata, poi di scatto la baciò, con la medesima passione, ma senza fretta. Quando si staccò da lei non era arrossito, nè tentò la fuga, ma la guardò con sguardo di sfida, imperscrutabile. *

    Per me va bene se vuoi ballare, ma sappi che so bene come si faccia.


    @Esperanza_Fuentes,




    Ultima modifica di Achilles_Davids 4 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 749
       
       

    *Il ragazzo la aiutò a rimettersi in piedi e cominciò a farla ballare, Esp era una schiappa come ballerina e infatti cominciò a pestargli i piedi ogni due secondi. A stupirla fu il ricambio del bacio. Tutto poteva pensare ma non che Achilles potesse ricambiare quello che la pel di carota provava.
    Aveva atteso quel momento fin dal giorno del loro primo appuntamento, ci sperava ogni volta che lo vedeva in giro per i corridoi e ogni volta che il suo sguardo incrociava il suo.
    Quel velo di insicurezza lasciò immediatamente il posto ad una ribelle ragazza d'altronde era quello il suo vero carattere. La caparbietà in lei era all'ordine del giorno, Esp appoggiò la testa al suo petto durante quello strambo ballo, il suo cuore batteva all'impazzata così come quello del ragazzo.
    Achilles sembrava essersi accorto della sua incapacità nella danza e infatti aggiunse.. *


    Per me va bene se vuoi ballare, ma sappi che so bene come si faccia.


    *Effettivamente lui era fin troppo bravo e lei.. Beh lei ci provava.
    Continuarono così per un bel pò di minuti finché Esp stanca di pestargli i piedi fece un salto in braccio a lui mettendo le gambe attorno al suo corpo e continuando a baciarlo, i suoi neri capelli erano ormai un disastro e uscire di lì le sembrava impossibile.*

    Beh.. Diciamo che ballare non è una delle mie priorità.



    *Il Serpeverde sembrava impietrito, sicuramente non si aspettava quell'atteggiamento dalla piccola ragazzina timida.. Aveva sempre tenuto un profilo basso, ma adesso non è poteva più, aveva aspettato quel momento troppo a lungo.*

    Nemmeno ti immagini quanto ti ho desiderato..

    *Disse la ragazza ansimante, nella torre ormai faceva fin troppo caldo ma Esp non aveva alcuna intenzione di staccarsi da lui a meno che lui non l'avesse rifiutata.*

    @Achilles_Davids,




    Ultima modifica di Esperanza_Fuentes 4 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *L'inesorabile avanzare della lancetta dei minuti, accompagnata dal flebile ticchettio, era un costante promemoria del tempo che scorreva, mentre lei apaticamente viveva le sue giornate andando avanti per semplice inerzia. La scuola era iniziata da due mesi e poteva ormai affermare con certezza che quello fosse l'inizio peggiore dei suoi quattro anni di carriera scolastica.
    Durante l'estate aveva pensato che peggio di così non potesse andare, ma aveva dovuto ricredersi: non aveva ancora toccato il fondo. Ognuno dei sessantasei giorni di scuola già conclusi erano trascorsi tristemente tutti uguali. Poche ore di sonno, sere e mattine sola in Sala Comune con la testa immersa nei libri, lezioni e pasti. Ogni giorno si ripeteva lo stesso film e se fosse stata una regista non aveva dubbi che sarebbe stato in bianco e nero, di colori nella sua vita non ce n'erano in quelle settimane, o meglio mesi.
    Si trovava in una fase di stallo, isolata dal mondo esterno. Non riusciva a trovare il modo per avvicinarsi agli altri, nemmeno alle poche persone con cui aveva un minimo di confidenza.
    Non appena si rese conto di dove stavano finendo i suoi pensieri cercò di distrarsi, ma ormai il danno era fatto. Un nome spiccava sugli altri nella sua mente, quello dell'unica persona che nel castello sapeva cosa pesava sulle sue giovani spalle, di colui che da due mesi la evitava. C'era dell'ironia in tutta quella faccenda, teneva a distanza tutti quelli che la circondavano e l'unica persona con cui sapeva di poter parlare teneva a distanza lei.
    Con un sospiro lasciò cadere forchetta e coltello nel piatto, ancora quasi totalmente pieno di cibo. Non amava sprecare a quel modo le pietanze che gli Elfi ogni giorno preparavano, ma sforzarsi quel giorno era inutile. Gettò un'occhiata all'orologio da polso, quel giorno sia cinturino che quadrante erano neri per accompagnare il suo umore, e si rese conto che l'ora della colazione era ormai finita. Si sollevò dalla panca, si avvolse nel mantello invernale e senza prestare attenzione a chi la circondava si avviò verso le pesanti porte di quercia che l'avrebbero condotta all'esterno.
    La settimana era quasi finita, poche ore di lezione prima di concedersi del meritato riposo, ma doveva attendere ancora un'ora prima di concentrarsi sullo studio. Come sempre scoprire cose nuove era una delle poche cose che la facesse sentire meglio, in quello non si sentiva mai un fallimento, ma la stessa cosa non si poteva dire per il resto della sua vita.
    Sollevò il cappuccio sulla testa e, senza preoccuparsi di usare un incantesimo per proteggersi dalla pioggia, si avventurò all'esterno. Pesanti gocce d'acqua fredda cadevano sul suo capo, inzuppando il mantello che nonostante fosse pesante niente poteva contro le condizioni meteo poco ideali per una passeggiata. Le sembrava quasi di sentire la voce del padre che la rimproverava per essersi bagnata a quel modo, non era mai riuscita a fargli capire come quella strana abitudine la facesse stare bene. Trovarsi sotto la pioggia le dava sempre l'impressione di vedere il mondo da un'altra prospettiva, la vista non bastava per osservare ciò che la circondava, lo spesso muro d'acqua rendeva inutile quel senso e si ritrovava costretta a fidarsi degli altri nonché di sé stessa. Era catartico per lei che pensava sempre troppo concentrarsi solo sul proprio corpo, sulle proprie sensazioni, almeno per qualche istante aveva la sensazione che il mondo tornasse a ruotare sul giusto asse e riusciva nuovamente a respirare.
    Ferma in mezzo al giardino sollevò lo sguardo verso il cielo, una spessa coltre di nubi grigie rendeva tutto uniforme, nessun gioco di luci da ammirare, il rosso e l'arancione tipici di quella stagione erano sbiaditi. Il mondo esterno sembrava andare di pari passo con la sua vita e almeno per un po' fu un sollievo. L'acqua scendeva rapida sotto il mantello, nessuna parte di lei era riuscita a sfuggire alle gocce che senza sosta si riversavano giù dal cielo, brividi di freddo attraversavano la sua schiena fermandosi ad altezza della nuca.*

    Non fare la stupida Quinn, se ti ammali poi devi rinunciare al tuo unico svago per trascorrere qualche giorno in infermeria.

    *Solo in quel momento si rese conto che poco distante si ergeva la torre dell'orologio, uno dei luoghi preferiti dagli studenti che volevano rimanere un po' soli e quello dove lei aveva trascorso meno tempo nei suoi anni al castello. Forse i suoi compagni avevano bisogno di un luogo silenzioso e poco frequentato per stare un po' con se stessi, ma per lei non era così. Aveva imparato presto cosa voleva dire sentirsi sola anche in mezzo ad una folla e non aveva bisogno di cercare posti isolati per concentrarsi su se stessa. In quel momento però aveva bisogno di un luogo dove asciugarsi e non poteva certo presentarsi nel castello a quel modo. Con passo deciso iniziò a salire le scale che l'avrebbero portata all' orologio, mentre mentalmente pregava di non trovare già il luogo occupato. Le sue preghiere però non servirono a molto.
    Le ci vollero pochi istanti per capire quanto stava accadendo davanti ai suoi occhi e pochi altri per riconoscere i due volti che stavano dando spettacolo. La mano destra si strinse intorno al corrimano, non era sicura se per sorreggersi o se per impedire al suo corpo di reagire. Di tutte le persone che avrebbe potuto incontrare di certo non avrebbe mai pensato di vedere quei due, men che meno lui. Fu un attimo, lo shock si trasformò in rabbia, mentre l'osceno spettacolino andava avanti.
    La quattordicenne era una persona pacata, che raramente si lasciava andare a dimostrazioni di ciò che stava provando. Era abituata a tenere sotto controllo le intense emozioni che provava, pur sapendo che spesso quell'atteggiamento fosse controproducente per la sua sanità mentale. Proprio a causa di quel suo modo di affrontare ciò che sentiva, non si mosse dall'ultimo gradino della scala, anziché tornare sui suoi passi. Stava provando con tutta la sua forza di volontà ad annullare quelle sensazioni, con poco successo, a giudicare dal battito accelerato del suo cuore.
    Era arrivata proprio quando la bocca della rossa si stava staccando da quella del ragazzo, prima che la stessa cadesse a terra. Non che fosse stupita dal comportamento della ragazza, aveva capito molto tempo prima come fosse fatta, e se lo spettacolo si fosse concluso lì probabilmente sarebbe riuscita a riprendere il controllo e ad allontanarsi. Dopo aver visto il ballo improvvisato, il secondo bacio ed essersi davvero convinta che non stava sognando e che proprio Achilles aveva preso l'iniziativa, aveva però dovuto ammettere a se stessa che difficilmente sarebbe riuscita a lasciar correre. Fu però l'assalto fisico della rossa a riscuoterla dal suo stupore e a spingerla a far notare la propria presenza.
    Con le mani pallide e violacee per il freddo che si faceva largo sotto pelle spostò il cappuccio dal viso, le emozioni che provava erano talmente intense che si era praticamente scordata di quanto fosse bagnata. Le sue gambe si mossero automaticamente, portandola più vicino al nauseante quadretto.*

    Wow. Stai cercando di collezionare tutti i ragazzi della scuola Esperanza? Sai non credo che qualcuno ti darà un premio se li collezioni contemporaneamente.

    *Forse non era riuscita a nascondere le sue emozioni in profondità, per evitare di provarle, ma la sua consueta compostezza non l'aveva abbandonata. Come sempre solo due cose indicavano cosa stesse provando: il tono di voce e gli occhi. Dei due però solo il primo era un segnale che chiunque avrebbe potuto notare. In quel momento la sua voce era particolarmente bassa e seria, il sorriso che sempre le tendeva le labbra e che le addolciva la voce si notava per la sua assenza. Non aveva nessuna intenzione di addolcire le parole che uscivano dalle due labbra, certi comportamenti la disgustavano e difficilmente ne faceva mistero.
    Quella non era certamente la prima volta che qualcuno la sentiva parlare con quel tono di voce, tendeva ad evitare le discussioni, ma quando qualcosa la infastidiva non si tirava indietro e certamente non era la prima volta che rivolgeva alla rossa qualche frecciatina. Molto più raro era vedere lo sguardo freddo che in quel momento le induriva i lineamenti, nei suoi occhi verdi non si poteva scorgere alcuna luce ed essi apparivano più scuri di quanto fossero solitamente. Non che l'altra ragazza avrebbe potuto notarlo, in fondo non si conoscevano, ma lui si che avrebbe potuto farlo.*

    Mi fa piacere sapere che tieni a distanza solo me.

    *Incrociò le braccia davanti al petto, non era sicura se per proteggersi dal freddo o dalle emozioni che provava. Mente rivolgeva la propria attenzione al ragazzo, la rabbia iniziò a scemare e riprese consapevolezza delle sensazioni fisiche che provava. Il freddo le era penetrato fino nelle ossa e di lì a poco avrebbe iniziato a tramare, ma non riusciva a distogliere l'attenzione da quella che pensava fosse l'unica persona di cui poteva fidarsi.*

    @Achilles_Davids, @Esperanza_Fuentes,




    Ultima modifica di Eirwen_Quinn 4 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Achilles_Davids

    Serpeverde Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 803
       
       

    * La giovane Tassetta dopo quel secondo bacio parve perdere quella poca parvenza di timidezza che ancora possedeva e si sciolse del tutto, saltando letteralmente addosso al Serpeverde in un bacio mozzafiato. Il ragazzo rimase stupefatto dall'ardore e dalla passione messa dalla giovane. Era perso in una selva di capelli rosci e la teneva ben stretta, temendo che cadesse. Ci mancava solo che i leggins andassero a cozzare contro la dura pietra. Lei stava ancora mormorando quando avesse desiderato di sentire le labbra del ragazzo sulle loro quando si aggiunse una terza presenza. O meglio, conquistò la scena entrandovi con la forza di un uragano. Appena vide Eirwen, furiosa come mai l'aveva vista. E lui sapeva benissimo il perchè. Era la sua più cara amica, ma si nascondeva da lei da inizio anno. Due mesi che la evitava e lei, come prevedibile, pareva non esserne felice. Non l'aveva mai dimenticata e ogni singolo giorno aveva sentito la sua mancanza, ma da quando aveva ricevuto il primo messaggio, da quando aveva iniziato a cogliere i segnali aveva capito che aveva sbagliato a renderla partecipe del segreto. Quel poco che le aveva rivelato era già troppo. Loro erano dentro il castello, e lui non sapeva chi fossero. Ma sapeva cosa volessero e quanti pochi scrupoli avessero. Appoggiò delicatamente Esperanza a terra e si avvicinò a Eirwen, con sguardo serissimo, sfiorando meccanicamente la cicatrice che gli deturpava il volto. *

    Eirwen... Ho dovuto, per colpa del... Del Tu Sai Cosa... Dei segreto... Non voglio metterti in pericolo.

    * Si guardò intorno nervosamente, come se si aspettasse che qualcosa o qualcuno gli saltasse addosso da un angolo remoto. Si morse il labbro. *

    Prometto che ti racconterò tutto, ma non qua, non adesso. Dobbiamo essere più cauti. Loro sono nel castello, Se riterranno tu sappia qualcosa rischi quello che ho subito io.

    Non voglio vedere anche la tua faccia sfigurata da una cicatrice, con quelli non si scherza.


    * Sussurrò le ultime parole a denti stretti, quasi sottovoce. *


    @Eirwen_Quinn, @Esperanza_Fuentes,


  • Esperanza_Fuentes

    Tassorosso Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 749
       
       

    *Esperanza stava ancora tra le braccia di Achilles, non aveva una definizione precisa a quello che era successo ai due, in quel momento stava bene talmente bene che non aveva sentito il tempo volare via.
    Entrambi stavano bene si erano concessi un attimo di piacere, un secondo di distrazione, non sapeva dove li avrebbe condotti quell'episodio così stravagante e avrebbe veramente voluto scoprirlo.
    A riportare i due alla realtà era stata una voce che purtroppo la Tassorosso conosceva più che bene, una voce piena di disprezzo e astio.*

    Wow. Stai cercando di collezionare tutti i ragazzi della scuola Esperanza? Sai non credo che qualcuno ti darà un premio se li collezioni contemporaneamente.

    *Il viso di Esp divampò e dai suoi occhi sfrecciavano scintille, la ragazza aveva sempre odiato la pel di carota anche se non le era mai stato chiaro il motivo.
    Esperanza non riusciva a capire su quale fondamento si basassero le sue accuse visto che in cinque anni di scuola aveva avuto solamente un ragazzo, un ragazzo con cui si era lasciata settimane prima.
    Non sapeva se il suo era odio o una rabbia repressa per qualcosa di cui Esp era totalmente ignara.
    Achilles fece scendere la quindicenne, si voltò verso Eirwen con aria di sfida, aveva sopportato a lungo le sue provocazioni, si era mischiata troppe volte in affari che non la riguardavano per niente.
    Prima di fare qualcosa di cui potesse pentirsi fece un sospiro, un sospiro che l'aiutò a scaricare un po della rabbia che provava in quel momento e dopo avere assunto di nuovo il suo carattere spavaldo si rivolse a lei..*

    Sai tesoro.. Neanch'io credo che nessuno ti darà un premio collezionando frammenti della mia vita privata.
    Forse sarebbe ora di cominciare a farti i fatti tuoi, sai le bigotte non hanno un grande avvenire.. Lo dico per te..

    Io non ti ho mai fatto nulla, anzi cerco di stare alla larga da te in tutti i modi possibili. Ma tu sei sempre li ad intrometterti nella mia vita privata. Non so quanto ancora a lungo potrò sopportare le tue frecciatine.


    *Detto questo Esp spense la sua sigaretta proprio davanti ai suoi piedi e si girò andando verso la finestra della torre, loro cominciarono a parlare di cose che la Tassorosso non conosceva, i due sembravano molto amici e quindi decise di concedergli del tempo per parlare.*

    Achilles.. Mi dispiace per quello che è accaduto.. Se vuoi vi lascio da soli.

    *La quindicenne lanciò uno sguardo alla Grifonforo, non uno minaccioso, uno sguardo freddo, distaccato come se lei fosse solamente una sconosciuta che aveva interrotto un bel momento.*

    @Achilles_Davids @Eirwen_Quinn,


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *Silenzio. Alcuni secondi di silenzio seguirono il suo arrivo sulla scena, a scandire il tempo che passava solo il rumore delle gocce d’acqua che scivolando lungo il suo corpo avevano iniziato a depositarsi ai suoi piedi. I suoi piani di ripararsi nella torre per asciugarsi erano stati decisamente sconvolti e in quel momento nella sua testa non era minimamente rimasto spazio per anche solo pensare di estrarre la bacchetta. Mentre il groviglio di due corpi si scioglieva e Achilles posava a terra la rossa, le sue mani cominciarono a tremare per il freddo che si faceva sempre più largo dentro di lei. Intrecciò meglio le braccia davanti al petto, nascondendo più che poteva le mani, non amava normalmente mostrare segni di debolezza, certamente non avrebbe iniziato in quel momento. In fondo poteva raccontarsi finchè voleva che la causa del tremore era la pioggia che le inzuppava i vestiti, ma una parte ben nascosta dentro di sé sapeva bene che erano le emozioni che si agitavano dentro di lei a farla tremare. Non si pentiva della sua entrata in scena, ma quella reazione era stata dettata dalla rabbia e ora che questa iniziava a scemare si sentiva solo ferita.
    Incuriosita guardò l’altra ragazza che cercava di ricomporsi, non che ci fosse riuscita molto bene, i suoi occhi continuavano a lanciare scintille. Con atteggiamento spavaldo le si fece sotto, riversandole addosso una serie di parole infuocate. A quanto sembrava con la sua frecciatina l’aveva colpita per bene, altrimenti la ragazza non avrebbe sentito la necessità di tirare fuori tutte quelle frasi, nè di provare a colpirla con quelli che probabilmente riteneva insulti. Ciò che non poteva sapere era che ferirla era difficile, parole cattive ne aveva sentite molte fin da piccola e con il tempo aveva imparato a farsele scivolare addosso, soprattutto se provenivano da persone che per lei non contavano. Il divertimento iniziò a sollevarle gli angoli della bocca, più l’altra parlava più era difficile per lei rimanere seria, si morse il labbro inferiore nel vano tentativo di non scoppiare a ridere. Ciò che non riusciva a capire era se davvero fosse convinta di ciò che stava dicendo e di apparire come una dura. Riuscì a trattenersi fino alla fine del discorso dell’altra prima di scoppiare a ridere fragorosamente, doveva ammettere di essere piuttosto orgogliosa dell’autocontrollo che aveva dimostrato. Le braccia ancora incrociate a quel punto le servirono come appoggio mentre si piegava su se stessa per il troppo ridere.*

    Hai un futuro come comica Esperanza, davvero.

    *La frase le uscì in modo piuttosto scomposto, le parole erano intervallate dai residui della sua risata che piano piano andava esaurendosi. Anche se il tocco finale di spegnerle la sigaretta davanti ai piedi rischiava di trascinarla in un nuovo vortice di risate, con non poco sforzo riuscì a trattenersi. Nemmeno quella risata di cuore era riuscita a riportare un po’ della consueta luce nel suo sguardo, gli occhi erano ancora freddi; quella sembrava essere stata l’ultima goccia, quella che aveva fatto traboccare il vaso pieno di problemi e dolore che da mesi si portava dietro senza sapere cosa farne.*

    Ti ringrazio comunque, bigotta mi mancava nel repertorio di insulti che mi sono stati rivolti e credo sia il mio preferito.
    Comunque devo essere davvero una sciocca, questa è la prima volta che ti rivolgo una frecciatina sulla tua vita privata eppure a quanto pare non mi ero accorta che ne stavo collezionando dei pezzi. Per non parlare del fatto che non avevo mai capito che andarsene in giro mezza nuda in inverno equivalesse a mantenere un profilo basso. Hai senza dubbio molto da insegnare, non c’è che dire.


    *La voce era tornata seria e bassa, nessun odio, disprezzo o astio traspariva dal suo tono, solo una nota di ironia era percepibile in esso. In quattro anni che conosceva, per modo di dire, la Tassorosso, le aveva rivolto nemmeno una decina di frecciatine, di certo non si trattava di una media abbastanza alta da fare la vittima a quel modo. Per non parlare del fatto che rivolgerle frasi ironiche per farle notare quanto certi suoi comportamenti fossero ridicoli non equivaleva certamente ad odiarla, se le fosse stato chiesto avrebbe ammesso senza problemi che la quindicenne le era piuttosto indifferente come persona. Era convinta ormai da molti anni che ostentare certi comportamenti, cercando a tutti i costi di mettersi in mostra, nascondesse non solo una profonda insicurezza ma anche una personalità non degna di nota. Aveva spesso avuto modo di constatare come le persone belle, quelle davvero interessanti e ricche da un punto di vista umano, fossero quelle che per insicurezza tendevano a nascondersi; anche nei casi di persone davvero eccentriche, la loro peculiarità si faceva notare solo di rado e spesso per caso. I comportamenti della studentessa figlia di Tosca spesso invece sembravano forzati, esagerati e le lasciavano sempre l’impressione di essere solo un tentativo di attirare l’attenzione.
    Solo quando la ragazza si allontanò si fece avanti l’unica persona di cui le importava davvero in quel luogo, mentre la mano del ragazzo scivolava a sfiorare la cicatrice che segnava il suo viso i ricordi dell’ultima volta che avevano parlato tornarono prepotentemente a riaffacciarsi nella sua mente. La stessa preoccupazione che le aveva stretto il cuore quella volta tornò a farsi sentire, mentre ascoltava con attenzione le parole che le stava rivolgendo. In tutto quel caos di sentimenti un lieve sollievo si fece sentire, non l’avrebbe mai ammesso ad alta voce ma aveva davvero avuto paura che non volesse più avere niente a che fare con lei. Il tremore che poco prima si era placato grazie alla risata tornò a scuoterle le mani, che velocemente nascose incrociando nuovamente le braccia. Non aveva intenzione di lasciare che le sensazioni fisiche la distraessero e voleva mettere una certa distanza dal ragazzo. Poteva anche aver provato del sollievo nel capire quale fosse il motivo della sua lontananza, ma questo non la faceva sentire meno ferita. Lasciò che fosse il silenzio a seguire le parole del ragazzo, non sapeva come rispondere o forse stava solo cercando di controllarsi per non scoppiare. Lo conosceva da mesi ormai e quella era la prima volta che cercava di nascondere i propri sentimenti anche a lui, fin dal loro primo incontro non aveva mai avuto paura di mostrarsi per ciò che era, ma in quel momento non riusciva a capire cosa le passasse per la testa e nascondersi dietro la sua solita maschera le sembrava il male minore.
    A rompere il silenzio fu la voce della ragazza, la quattordicenne non badò nemmeno alle sue parole, aspettò solo che tornasse il silenzio prima di rivolgersi a lui. Non aveva mai distolto lo sguardo dal suo viso da quando si era avvicinato, i capelli le si erano tutti appiccicati al viso dopo la risata scomposta di poco prima e alcune ciocche le erano scivolate davanti agli occhi, ma lei non si era preoccupata di scostarle.*

    È una scusa del cavolo e lo sai.

    *Era soddisfatta di essere riuscita a mantenere la voce seria e composta, senza lasciar trasparire niente, era quello che si era imposta, ma farlo con lui le sembrava assolutamente sbagliato.*

    Pensavo che mi conoscessi abbastanza da sapere che se mi avessi detto queste esatte parole due mesi fa avrei fatto di tutto per non attirare l’attenzione su di te, nè su di me.
    Io…
    Tu…


    *Le ultime parole erano state interrotte da pesanti sospiri. Le lasciò in sospeso. Non sapeva cosa dire o forse semplicemente non voleva tirare fuori tutto. Non lo sapeva nemmeno lei.*

    @Achilles_Davids, @Esperanza_Fuentes,



Vai a pagina 1, 2  Successivo