Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Amelia_Smith


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    SALA COMUNE GRIFONDORO


    *Amelia Smith aveva deciso: era meglio terminare la relazione col suo ragazzo. Era molto triste, ma non poteva non parlare o non salutare i suoi amici. Esitò un attimo; forse non era la scelta giusta... dopotutto, lei sentiva di amarlo nonostante la sua troppa protezione... ma poi ripensò a quello che aveva fatto al parco, e si riscosse: era inaccettabile. Il suo comportamento era stato infantile e inaudito: voleva fare del male a un primo anno, Luke, che era uno dei suoi amici più cari, nonostante la differenza d'età; lei si era messa fra i due, e probabilmente solo grazie a lei l'undicenne non aveva ricevuto una maledizione.
    Le venne in mente l'estate passata: allora gli ruoli erano invertiti. Era lei che provava in ogni modo a conquistare il ragazzo, che non ricambiava. Adesso, invece era lui che se la voleva tenere stretta... troppo stretta. E lei non poteva più sopportarlo. Perciò, prese una pergamena e si mise a scrivere.*

    Citazione:
    Ti devo parlare. Ti aspetto in giardino.

    Amelia


    *Scrisse quelle due brevi frasi, poi si alzò dalla sedia. Per fortuna la Sala Comune era momentaneamente vuota... le lacrime le uscirono dagli occhi; se le asciugò, e si impose di rimanere seria e di controllare il pianto. Non si era mai sentita tanto affranta in vita sua... forse era stata più triste solo quando aveva scoperto che suo padre tradiva sua madre. Ormai erano passati sei lunghi anni, ma le faceva ancora molto male il ricordo di una persona che reputava un padre giusto, buono e soprattutto fedele.
    Si scrollò dalla mente quei pensieri, che avevano solo il potere di intristirla maggiormente, poi si riavviò i capelli, portandoseli dietro alle spalle. Chiamò il suo gufo.*

    Dalla a Ronald Canard

    *Ordinò, mentre si asciugava l'ultima lacrima. Di buoni motivi per lasciarlo ne aveva eccome: le impediva di frequentare chi volesse, le urlava contro, la accusava di essere una traditrice e una mentitrice, per poco non lanciava delle maledizioni contro ai suoi amici più cari. Non era accettabile. Risoluta e testarda, alzò la testa, e a passo spedito uscì dalla stanza.*

    GIARDINO DI HOGWARTS


    *Finalmente arrivò in giardino. Si fermò repentinamente e si voltò di scatto; i capelli rossi la seguirono in uno stupendo movimento. Non sapeva il perché di quel gesto meccanico: sicuramente era dovuto al nervosismo, ma lei era così nevrotica in quel momento che non se ne accorgeva. Non c'era ancora nessuno... perciò restò lì, in piedi, drittissima, come un soldatino, rigida come mai prima. Sentiva che amava perdutamente il Corvonero, ma quell'amore le stava facendo male. E l'amore è qualcosa di bello, che tiene ma non incatena.*

    @Ronald_Canard




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  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    [Torre Corvonero – Dormitorio Maschile]

    *Ronald dopo aver ricevuto uno schiaffo da una Amelia che non aveva mai visto, decise di prendere pergamena, carta e calamaio, per scrivere che voleva parlare, poiché la sberla l’aveva aiutato a fare mente locale del suo comportamento: prendersela persino con un undicenne. Nello stesso momento in cui stava per intingere la punta della penna nel calamaio per poi posarla sulla stessa arrivò un gufo che planò sulla scrivania. Ronald vide che aveva un messaggio e srotolandolo lesse: “Ti devo parlare. Ti aspetto in giardino. Amelia”
    Ronald esaminandola con attenzione cioè usando tutto quello che conosceva per verificare l'autenticità sentì al tatto che la pergamena era un po’ umida e notò che in alcune parti c’erano qualche goccia, capi che era stata proprio Amelia a scriverla. Quindi oltre per scusarsi del suo comportamento inappropriato fu quelle gocce che lo convinsero di andare all’appuntamento.*

    [Giardino]

    *Scese le scale e arrivò dove vide che Amelia era lì imbambolata e Ronald prima di avvicinarsi si bloccò un attimo per due motivi il primo era stato affascinato dalla bella grifondoro e il secondo perché stava pensando:*

    “Adesso come posso farmi perdonare per ciò che ho fatto ? Io la amo cosi tanto che sarei disposto fare di tutto anche a smettere di usare i miei cubi di Rubik e perfino fare i giochi di prestidigitazione”



    *Dopo aver riflettuto su ciò disse:*

    Ciao Amelia, volevi parlarmi?! Al dire il vero anch’io volevo farlo ma prima parla tu

    *La chiamò appositamente con il nome completo e non con altri nomignoli strani perché voleva parlare seriamente.
    Quindi Ronald stava per parlare e vide che Amelia si massaggiava il braccio dove lui in quella stupida scena di gelosia, lui le aveva lasciato il segno e quindi preso dai sensi di colpa prese la bacchetta e fece un incantesimo di guarigione sul braccio di Amelia. Dicendole:*

    Questo è il minimo che posso fare per te Amelia. Dimmi che cosa vuoi che faccia e io cercherò se è nelle mie capacità lo farò

    *E aspettò la reazione senza immaginare quello che volesse dirgli la ragazza.*


    @Amelia_Smith,


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia era lì, rigida, con lo sguardo perso nel nulla. Finalmente, vide arrivare il suo ragazzo, ma la sua espressione non cambiò... rimase vacua, spenta.*

    Ciao Amelia, volevi parlarmi?! Al dire il vero anch’io volevo farlo ma prima parla tu

    *Disse; la ragazza stava per aprire bocca, quando lui le si avvicinò e fece un incantesimo di guarigione al piccolo segno lasciato a causa di quella scena di gelosia.*

    Questo è il minimo che posso fare per te Amelia. Dimmi che cosa vuoi che faccia e io cercherò se è nelle mie capacità lo farò.

    *Amelia si sforzò infinitamente, ma non riuscì a frenare le lacrime; se le asciugò, ma non servì a granché, visto che continuavano a scendere. Un leggero tremore la prese, ma si decise a parlare.*

    Mi dispiace tantissimo dovertelo dire.

    *Cominciò la Grifa; si interruppe un attimo, perché si sentiva così triste che quasi le parole si rifiutavano di uscire dalla sua bocca.*

    Secondo me... è meglio che la nostra relazione... non vada avanti, ecco. Scusami, ma... è finita.

    *Per lei pronunciare quelle parole fu incredibilmente difficile, fu quasi come darsi una fucilata da sola. Decise di darsi un po' di contegno, nonostante fosse affranta, perciò cercò di assumere un'espressione seria. Si raddrizzò ancora di più, se possibile, e attese una reazione dal ragazzo, sperando che non fosse troppo eccessiva.*

    @Ronald_Canard


  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Ronald rimase un po’ sorpreso e arrabbiato più verso se stesso che Amelia e pensò:*

    “Ma cosa ho combinato? Io la amo. Ma cosa posso fare ?”
    *A quelle domande che si era appena posto gli vennero in mente le cose che aveva pensato prima e quindi Ronald preso dal rimorso disse:*

    Io ti amo. No, non lasciarmi ti prego ti imploro in ginocchio.

    *E mentre lo diceva si inginocchiò davanti a lei non gli importava nulla se adesso ci fossero delle persone che lo stessero guardando perché per il rimorso stava pure piangendo. Aggiunse:*


    Ti prometto di cambiare. Posso cambiare sono disposto per te farei qualunque cosa anche lasciare la prestidigitazione e pure i miei cubi di Rubik per te.

    *Perché si era reso conto che avrebbe dovuto essere più gentile con tutti i suoi amici reciproci, soprattutto con Luke anche se lo stesso grifondoro gli aveva scagliato un bel forunculus ma poi più ci rifletteva capì che se l'era proprio meritato.*

    @Amelia_Smith,


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia non sapeva che reazione aspettarsi dal fidanzato, e fortunatamente quella che ebbe non fu né violenta né rabbiosa o aggressiva in alcun modo. Con dolore, vide che cominciarono a sgorgargli delle lacrime... aveva visto pochissime volte piangere quei bellissimi occhi azzurri, ma in quelle rare occasioni era scesa solo una lacrima. Invece, quel pianto era convulso e incontrollato. Lui le si inginocchiò davanti.*

    Io ti amo. No, non lasciarmi ti prego ti imploro in ginocchio.

    *Disse, agitatissimo; Amelia si morse il labbro, e serrò le mani tanto da farsi male. Si sforzò disumanamente di non mettersi ancora a piangere, ma le risultò a dir poco impossibile; era molto confusa. Cosa doveva fare? Non lo sapeva.*

    Ti prometto di cambiare. Posso cambiare sono disposto per te farei qualunque cosa anche lasciare la prestidigitazione e pure i miei cubi di Rubik per te.

    *La ragazza si sentì male... aveva voglia di sedersi, ma si imponeva di rimanere in piedi. Non sapeva cosa rispondere... la sua voce uscì flebile.*

    Mi dispiace...

    *Disse solamente, ancora non convinta; il Corvonero le stava raccontando la verità? E anche se fosse stato vero, ci sarebbe riuscito? Lei non voleva fuggire da lui. Voleva fuggire solo dalla sua gelosia, che lo accecava e gli faceva fare cose inammissibili... e l'unica soluzione era quella. Anche se il desiderio di rimanere ancora con lui era forte, una parte di sé le stava urlando che non poteva rivivere un pomeriggio come quello al parco... era in preda a una fortissima lotta interiore, ma si ostinava a dar retta alla particella di sé che le diceva di mollarlo.*

    @Ronald_Canard


  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Ronald mentre era lì inginocchiato voleva dimostrarle che quello che diceva fosse la verità cioè che voleva cambiare prese la bacchetta e appellò i suo giochi di Rubik dicendo: *

    Accio giochi di Rubik

    *Una marea di giochi di Rubik, sperando che non ci fosse qualche studente che si chiamasse Rubik, ma visto che lui era l’unico possessore di quegli oggetti babbani arrivarono tutti. I suoi giochi di Rubik di varie forme si adagiarono davanti a loro due Ronald usò uno degli incanti che serviva per distruggere e quindi un Ronald piangente ne prese un cubo e puntandoci contro la bacchetta disse:*

    Bombarda

    *Il primo cubo si ruppe in briciole che nemmeno un riparo sarebbe riuscito a riaggiustarlo. Ronald qui la sua mano stava tremando perché doveva sforzarsi per distruggere per sempre i suo giochi e stava per andare avanti cosi per un bel po’ ma senti che Amelia piangere ancora più di lui. Quindi si fermò.*

    @Amelia_Smith


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Come a dimostrarle che poteva cambiare, il ragazzo appellò a sé tutti i suoi cubi di Rubik, oggetti babbani che adorava davvero tanto, per poi distruggerli davanti ai suoi occhi; era un gesto insensato, probabilmente dovuto all'ansia, che gli faceva fare cose assurde; invece, l'incertezza che aleggiava nel cuore di Amelia la faceva stare rigida, dritta, con tutti i muscoli tesi. Non sapeva davvero che fare: era venuta lì convinta di lasciarlo, e adesso l'incertezza aveva preso posto in lei insieme ad agitazione e tristezza... mentre piangeva davanti al Corvo, retta nella sua posa da soldatino, si rese conto che non era capace di mollarlo: non era decisa, e questo la bloccava. Però, una parte di lei le ordinava di non tornare da lui. Era talmente indecisa... faceva fatica persino a pensare ragionevolmente, figuriamoci a formulare una frase di senso compiuto; le sembrava di essere lì da sempre, quando invece erano trascorsi appena pochi minuti da quando aveva deciso di incontrare il ragazzo. Lo guardò negli occhi, nonostante sapesse che la sua incertezza trapelava oltre i begli occhi azzurri. Lui era ancora lì, fermo, come se aspettasse una reazione qualunque da quella ragazza immobile. Si sentiva tale e quale a una statua; si sentiva debole. Sapeva che se si fosse mossa di un solo millimetro avrebbe rischiato di perdere il già misero equilibrio che le restava. Fece un gesto quasi automatico: meccanicamente, si riportò i capelli rossi dietro alle spalle, dato che alcune ciocche le erano cadute davanti al viso.
    Si impose di parlare, visto che non poteva stare lì per sempre, immobile, senza parlare, con le lacrime che le rigavano le guance; l'unica cosa che si muoveva erano i suoi lunghissimi capelli, che venivano ondulati e spostati dalla brezza che soffiava leggera.
    Per quanto i suoi sforzi fossero grandi, riuscì a malapena scuotere leggermente la testa, perché proprio non le riusciva di pronunciare anche solo una singola parola.
    Improvvisamente si sentì male, e non solo emotivamente: sentì che le forze le stavano venendo meno, perché anche se era bloccata nella stessa posizione stava facendo una fatica incredibile; ormai il suo obbiettivo non era più spiccicare parola, a quello aveva ormai rinunciato, bensì il suo scopo era rimanere coi piedi ben saldi a terra... ma non riuscì. Era già svenuta quell'anno, e aveva la sensazione che presto la cosa si sarebbe ripetuta. Divenne improvvisamente pallida, sbiancò del tutto, e riuscì finalmente a pronunciare una balbettata parola.*

    A... aiutami...

    *Una singola parola di sette lettere le uscì dalle labbra rosse, dopodiché perse i sensi; cadde a terra, e improvvisamente divenne tutto nero.*

    @Ronald_Canard




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  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Ronald mentre era intento a distruggere i suoi adorati cubi per dimostrare alla sua ragazza che voleva cambiare, vide che Amelia prima era lì in piedi come un soldato senza battere ciglio fino a quando non la vide svenire. Ronald preso dalla paura di aver combinato un pasticcio perché pensò:*


    Non è che un pezzo di cubo le è finito addosso, vero ?


    *Ronald ma poi si ricordò che quell’incantesimo distruggeva l’oggetto facendolo finire in briciole minuscole e quindi si rispose che non era possibile che fosse stato ciò. Gli parve di sentire che Amelia avesse pronunciato con un filo di voce una parola di sette lettere: Aiutami. Fu per questo che si precipitò da Amelia e lui da bravo apprendista mago dottore cercò di ascoltare il battito del cuore e sentì che era molto lento, per una ragazza vivace della sua età. Quindi capì che Amelia stava soffrendo quanto o forse più di lui per questa faccenda. Quindi avvicinandosi puntò la bacchetta e usò l’incanto rigenerante dicendo:*

    REINNERVA!



    * Poi aggiunse preso dal panico perché non voleva che lo lasciasse in tutti i sensi:*

    Ti chiedo scusa nuovamente se torni da me. Ti lascerò punirmi come meglio credi


    *L’abbracciò cosi forte da sentire il suo profumo e suoi lunghissimi capelli sfiorargli la nuca e in quella posizione Ronald sentì l’assenza del respiro e quindi fece la respirazione bocca a bocca, e cosicché le loro labbra si incontrarono, per più volte. Sperò che nei libri di fiabe babbane che aveva o gli avevano letto ci fosse del pizzico di Magia vera, soprattutto in quella della bella addormentata o in quella di Biancaneve.*

  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    REINNEVRA!

    *Fu la prima cosa che sentì.*

    Ti chiedo scusa nuovamente se torni da me. Ti lascerò punirmi come meglio credi

    *Amelia pensò che il ragazzo non la conosceva ancora abbastanza: non le piaceva punire le persone che amava. La ragazza si sentì stringere forte, in un abbraccio preoccupato e amorevole. Poi, sentì il contatto con le labbra del mago; anche se si erano baciati tante volte, lei non avrebbe mai potuto averne abbastanza. Lentamente, riaprì gli occhi; quando il Corvo si staccò da lei per riprendere fiato, si mise seduta sull'erba. Lo guardò in modo penetrante.*

    Tu GIURAMI che ti impegnerai. La tua gelosia ti ha fatto diventare un'altra persona. Se vuoi rimanere con me devi sconfiggerla.

    *Disse, con uno sguardo serio stampato in faccia. Era sicura che perlomeno ci avrebbe provato, ma bastava tentare: lui doveva anche riuscire. Voleva dargli un'altra chance, anche perché non ce l'avrebbe fatta a mollarlo, neanche se non fosse stata così indecisa, ormai lo sapeva. Il suo pianto era più controllato ora, non era più esagerato; c'era solo qualche lacrima, che ancora scendeva lungo le guance piene di lentiggini di Amelia. Non smise di fissarlo: non era quasi mai stata così seria in vita sua, e voleva che quello che stava dicendo rimanesse ben impresso nella mente di Ronald.*

    @Ronald_Canard


  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Quando Amelia riprese i sensi Ronald fu così contento anche sei suo i occhi erano lucidi e gonfi per aver pianto ma comunque riuscì ad appellò il suo zaino con lo stesso incantesimo che aveva appellato i suoi adorati cubi.
    Quindi per paura che Amelia lo lasciasse in più sensi. Prese il peluche a forma di papera con un cuore con la scritta “I love You” dallo zaino che era arrivato li mentre lei stava chiedendo o meglio dire ordinando di giurargli che doveva anche impegnarsi e non solo prometterlo. Lui disse:

    Te lo giuro sul segreto di prestidigitatore.

    *Disse quello perché essendo un figlio di prestidigitatore e si sa che questi sono gelosi dei loro trucchi, anche se poi tra loro i trucchi erano sempre gli stessi, e poi comunque un vero Mago lo scopriva subito, forse era per quello che venivano chiamati da quelli veri: ciarlatani. Quindi Ronald porgendole il peluche aggiunse:*

    Amelia questo è il mio pegno d’amore per te.

    *Prima che Amelia rispondesse e che accettasse il suo regalo aggiunse:*

    Se non ti basta GIURO anche sui i miei genitori che cambierò.

    *Sperando che quel regalo le piacesse e fosse abbastanza come pegno, per il suo amore. *

    @Amelia_Smith




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  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia vide il suo ragazzo appellare il suo zaino, per poi mostrarle una papera con un cuore in mano, che recitava la scritta "I love you".*

    Te lo giuro sul segreto di prestidigitatore

    *Giurò; Amelia non aveva mai ben capito cosa fosse un prestidigitatore: era Purosangue, e lui Mezzosangue, perciò certe cose babbane lui le capiva e lei no... comunque, sentì che c'era della sincerità e voglia di cambiare in quelle parole.*

    Amelia questo è il mio pegno d’amore per te.

    *E, senza darle il tempo di dire o fare niente, aggiunse subito un'altra cosa.*

    Se non ti basta GIURO anche sui i miei genitori che cambierò.

    *Ripeté; anche se non era ancora del tutto convinta, voleva mettere una pietra sopra a quella storia della gelosia.*

    Grazie...

    *Disse, sia per il regalo che per il giuramento. Prese il peluche, e decise che l'avrebbe tenuto con sé finché sarebbero stati insieme, quindi forse anche per sempre... dopodiché buttò le braccia al collo del suo ancora fidanzato.*

    Ce la puoi fare. Mi fido di te.

    *Sapeva che Ron poteva farcela, se veramente lo voleva. Quello era un ultimatum: se avesse ancora fatto scenate di gelosia esagerate, lo avrebbe mollato.*

    Vista così sembra anche troppo semplice.

    *Pensò, mentre stringeva forte forte il ragazzo, mentre in realtà sapeva che non sarebbe stato facile. Ad ogni modo, sentiva che dargli l'ultima chance era stata la scelta giusta.*

    @Ronald_Canard


  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Ronald quando Amelia disse che gli dava fiducia che poteva farcela, lui prima pensò:*

    "come ho fatto a fare arrabbiare questa angelica creatura? Ero proprio preso dalla gelosia"

    *Perché Ronald finalmente si accorse che Amelia aveva sofferto più di lui, per la situazione che era diventato il peggior geloso cioè quello possessivo. Quindi disse ancora con la voce piena di rammarico, e gli occhi lucidi per le lacrime versate:*

    Grazie per la tua fiducia, e spero di meritarmela, per me vale molto. Perché io ti amo moltissimo. Chiedo scusa di averti ferito.

    *Restando abbracciato e guardando o meglio dire senti i suoi ormai lunghi capelli rossi sfiorargli il viso continuò con le scuse:*

    Ero cosi geloso e non sapevo che cosa stessi dicendo e facendo, perché sei sempre stupenda.

    *Restò abbracciato fino a quando non arrivò o meglio dire sentì il miagolare di Trixie assieme allo scoccare del mezzogiorno. Era Domenica ma si trovavano comunque ad Hogwarts, quindi gli orari erano più o meno sempre quelli almeno quanto riguardava l'orario dei pasti, per chi voleva mangiare.*


    @Amelia_Smith


  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    Grazie per la tua fiducia, e spero di meritarmela, per me vale molto. Perché io ti amo moltissimo. Chiedo scusa di averti ferito.

    *Ormai le scuse del ragazzo erano ufficiali; alla strega poteva bastare. Lo strinse ancora di più, come a confermargli che aveva deciso di dargli un ultimatum, e che non voleva perderlo in fondo; dopodiché, sentì ancora la sua bella voce.*

    Ero così geloso e non sapevo cosa stessi dicendo e facendo, perché sei sempre stupenda.

    *La ragazza allentò la presa, e lo guardò negli occhi. Quello che aveva detto era palese a lei e agli altri, e ora evidentemente anche a lui. Questo ebbe il potere di sollevarla.*

    Sì. Io sapevo che non eri tu... eri irriconoscibile.

    *Quelle sincere parole uscirono da sole dalla sua bocca... ormai non piangeva più, era semplicemente seria.*

    Quando ti viene da essere troppo geloso... respira. Conta fino a tre. Insomma, calmati. Non lasciare che ti prenda.

    *Disse; era consapevole che poteva dare al ragazzo tutti i consigli del mondo, ma alla fine dipendeva solo da lui smettere di essere possessivo, solamente lui poteva combattere ed eliminare quel sentimento velenifero, che aveva peggiorato la vita a entrambi. Era lui che doveva controllarsi.*

    @Ronald_Canard


  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    *Ronald alzandosi in piedi e abbracciandola avendo gli occhi gonfi e lucidi per il pianto e la sua voce fu per quello che apparve rauca e disse:*

    Grazie Amelia, cercherò di ricordarmelo

    *Poi la baciò sentendo che questo bacio era bello anche se lo senti diverso dal solito perché era umido di lacrime, fu per questo motivo che quel loro momento durò pochissimo rispetto al solito prima che lui scoppiasse di gelosia. Disse:*

    Ciao Amy ci vediamo domani

    *Disse questo perché Ronald stava pensando che il suo era sì un buon consiglio quello che le aveva dato ma essendo un Corvonero stava cercando di andare in cerca anche di qualche altro suggerimento magari magico. Poichè stava pensando:*

    "ci sarà pure degli oggetti o incantesimi o pozioni che mi aiuteranno, no?” .

    *Ronald pensando alle pozioni gli venne in mente che sua madre era una pozionista esperta, quindi riempi il suo zaino con ancora i suoi preziosi cubi di Rubik che erano rimasti illesi, prese Trixie e lasciò Amelia li con i suoi pensieri, mentre lui prima si diresse a mangiare, perché si sa che con lo stomaco pieno anche la mente funziona meglio, per poi recarsi al suo dormitorio.*

    @Amelia_Smith




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